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ATTENZIONE NUOVE REGOLE PER FUTURI ISTITUTI RELIGIOSI

Ultimo Aggiornamento: 23/05/2016 12.54
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20/05/2016 15.02
 
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  Papa: è necessario il "sì" della Santa Sede per istituti diocesani di vita consacrata


Il Papa incontra i consacrati - OSS_ROM

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20/05/2016




Perché sia valida l’erezione di un Istituto diocesano di vita consacrata sarà necessaria, dal prossimo primo giugno, la previa consultazione della Santa Sede “pena la nullità del decreto di erezione dell’Istituto stesso”. Lo ha stabilito il Papa in un Rescritto, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, seguendo il parere del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi.


La decisione - si legge nel Rescritto - deriva dalla consapevolezza che “ogni nuovo Istituto di vita consacrata, anche se viene alla luce e si sviluppa all’interno di una Chiesa particolare, è un dono fatto a tutta la Chiesa”, e dalla necessità, segnalata dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata religiosa e le Società di vita apostolica, “di evitare che vengano eretti a livello diocesano dei nuovi Istituti senza il sufficiente discernimento che ne accerti l’originalità del carisma, che definisca i tratti specifici che in essi avrà la consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici e che ne individui le reali possibilità di sviluppo”. Ma ascoltiamo, al microfono di Christopher Altierimons. Juan Ignacio Arrieta, segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi




R. - Il Papa ha precisato un canone del Codice di Diritto Canonico, il canone 579, che riconosce che tutti i vescovi possono, nella propria diocesi, erigere istituti di vita consacrata o società di vita apostolica. Adesso, il vescovo, per erigerli, secondo il Codice, deve consultare previamente la Santa Sede. Il Papa con questo Rescritto dice che questa consultazione è precettiva, è obbligatoria, e che se non viene consultata la Santa Sede, l’erezione di un istituto diocesano è nulla, è invalida. L’unica novità, quindi, è quella di stabilirlo con chiarezza, in modo anche rapido. Per questo il Rescritto e non altre forme. Con questa procedura rapida il Papa ha indicato che questa consultazione è per la validità.  



Rescritto in merito al can. 579 del Codice di Diritto canonico
sulla erezione di Istituti diocesani, 20.05.2016


La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica, consapevole che ogni nuovo Istituto di vita consacrata, anche se viene alla luce e si sviluppa all’interno di una Chiesa particolare, è un dono fatto a tutta la Chiesa, vedendo la necessità di evitare che vengano eretti a livello diocesano dei nuovi Istituti senza il sufficiente discernimento che ne accerti l’originalità del carisma, che definisca i tratti specifici che in essi avrà la consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici e che ne individui le reali possibilità di sviluppo, ha segnalato l’opportunità di meglio determinare la necessità, stabilita dal can. 579 CIC, di richiedere il suo parere prima di procedere alla erezione di un nuovo Istituto diocesano.

Pertanto, seguendo il parere del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi,

Il Santo Padre Francesco

nell’Udienza concessa al sottoscritto Segretario di Stato il 4 aprile 2016, ha stabilito che la previa consultazione della Santa Sede sia da intendersi come necessaria ad validitatem per l’erezione di un Istituto diocesano di vita consacrata, pena la nullità del decreto di erezione dell’Istituto stesso.

Il presente Rescritto sarà promulgato tramite pubblicazione su L’Osservatore Romano, entrando in vigore il 1° giugno 2016, e quindi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis.

Dal Vaticano, 11 maggio 2016.

Card. Pietro Parolin
Segretario di Stato





[Modificato da Caterina63 20/05/2016 15.05]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  Nuovi ordini religiosi, legate le mani ai vescovi
di Lorenzo Bertocchi23-05-2016

Joao Brao de Aviz

Nei giorni scorsi, con un rescritto a firma del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il Papa ha modificato una norma del codice di diritto canonico, il canone 579, a proposito dell'erezione degli Istituti di vita consacrata diocesani.

In particolare, a differenza di quanto avveniva da sempre, ora, prima di decretare l'erezione di un Istituto diocesano, il vescovo locale dovrà, "pena la nullità del decreto di erezione dell'Istituto stesso", consultare la Santa Sede. Cioè la consultazione diventa ora "necessaria ad validatem". Il motivo è quello di "evitare che vengano eretti a livello diocesano dei nuovi Istituti senza il sufficiente discernimento che ne accerti l’originalità del carisma, che definisca i tratti specifici che in essi avrà la consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici e che ne individui le reali possibilità di sviluppo". La segnalazione di questi problemi l'ha sollevata la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica, retta dal cardinale brasiliano Joao Braz de Aviz. Questa congregazione, quindi, "ha segnalato l’opportunità di meglio determinare la necessità, stabilita dal can. 579 CIC, di richiedere il suo parere prima di procedere alla erezione di un nuovo Istituto diocesano."

Concretamente sembra una riduzione del "potere" dei vescovi locali a favore del "controllo" della Curia romana, in controtendenza rispetto a quanto il Papa ha invece più volte sottolineato in tema di maggior sinodalità e "decentramento". Basti ricordare il Motu proprio sul rinnovamento dei processi di riconoscimento di nullità matrimoniale, oppure lo stesso criterio del discernimento "caso per caso" che caratterizza l'approccio della recente esortazione Amoris Laetitia nel caso dell'integrazione delle coppie cosiddette "irregolari".

Gli Istituti di vita consacrata sono società ecclesiastiche erette, approvate e organizzate dalla Chiesa, per mezzo di una adeguata legislazione (Regole, Costituzioni, Statuti) perché possa in esse sufficientemente e ufficialmente professarsi lo stato della vita di consacrazione. Gli Istituti di diritto pontificio sono quelli eretti o approvati dalla Santa Sede con decreto formale. Gli Istituti di diritto diocesano sono (erano) quelli eretti direttamente dai Vescovi.  L’Annuario Pontificio elenca soltanto gli Istituti di diritto pontificio, quindi è difficile poter avere un dato chiaro su quanti siano nel mondo, e, soprattutto quanti siano quelli eretti negli ultimi anni.

Dalle sacre stanze fanno notare che negli ultimissimi decenni la fioritura di Istituti di vita consacrata diocesani si sarebbe caratterizzata soprattutto per un certo carattere "identitario", cioè particolarmente attento alla tradizione, alla liturgia, all'adorazione eucaristica, alla vita contemplativa, rispetto a quella "attiva". Potrebbe quindi sembrare che il rescritto voglia colpire una certa ventata di "tradizionalismo" ritenuto incontrollato e incontrollabile. I più maliziosi hanno subito ricordato la triste vicenda dei Francescani dell'Immacolata, commissariati ormai tre anni fa e che hanno visto susseguirsi una serie incredibile di vicende. Proprio per alcuni di questi frati un vescovo filippino ha eretto una associazione pubblica di fedeli per accoglierli in diocesi e dare loro una possibilità alternativa. 

Difficile poter sostenere che il rescritto possa essere stato pensato e voluto esclusivamente per il caso Francescani dell'Immacolata, così come è difficile poter dire che il target sia effettivamente quello di colpire ciò che di buono può esser nato in questi anni nelle varie Chiese locali. Una cosa però rimane, ed è quella che il rescritto va controcorrente rispetto al desiderio di "decentramento" che Francesco ha così chiaramente espresso fin da Evangelii gaudium, e ha più volte richiamato anche durante il cammino sinodale sulla famiglia. Così, mentre il decentramento sembra procedere a grandi passi per ciò che riguarda la pastorale sul matrimonio e la famiglia, subisce una battuta d'arresto nel campo della vita consacrata. 


  una nostra considerazione:

Il problema non sta nella decisione presa, ma nelle intenzioni con le quali è stata presa tal decisione, e queste non le dicono

 Infatti, basti andare al 1200 per comprendere che non è cosa nuova, per la Chiesa, assumere oneri così gravosi a riguardo delle nuove fondazioni religiose.... San Francesco e san Domenico ne sanno qualcosa, non dovevano esistere, a causa proprio di un divieto, addirittura, di fondare nuove istituzioni....
Fu il famoso sogno del Papa che vide i due santi reggere le colonne portanti della Chiesa, a convincerlo che doveva confermare questi due Ordini religiosi..... in quel passato la Chiesa però spiegò i motivi, mentre ciò che manca oggi è la chiarezza e la motivazione per la quale si prendono certe decisioni lasciando, erroneamente e nell'era della comunicazione, a chiunque di intervenire con le proprie interpretazioni, mancando, appunto, la voce ufficiale 








 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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