DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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L'Insegnamento degli Apostoli

Ultimo Aggiornamento: 30/11/2009 10.46
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08/01/2009 08.20
 
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Quanto segue è un lavoro nato in un altro forum nel maggio del 2004 dopo  aver maturato 3 anni di dialoghi in rete con fratelli e sorelle del mondo Pentecostale e, attraverso il quale, comprendemmo la necessità (in qualità di cattolici), di approfondire  le Scritture alla luce dell'insegnamento della Chiesa per nulla affatto conosciuto...

Ci scusiamo per eventuali errori, inesattezze o imprecisioni tale lavoro, infatti, non ha alcuna presunzione di definirsi infallibile, tuttavia rispecchia quanto più fedelmente possibile il Magistero Bimillenario della Chiesa di conseguenza ad Essa soltanto affidiamo sempre ogni correzione e l'ultima parola, ossia, confrontate sempre ogni meditazione alla luce del Catechismo Cattolico e del Magistero Pontificio...pertanto se doveste riscontrare gravi errori o concetti ambigui tendenti ad oscurare l'insegnamento della Santa Madre Chiesa, vi saremo grati per l'eventuale segnalazione...[SM=g7831] e tenendo a mente che questo lavoro venne realizzato anche a seguito di domande (e spesso accuse rivolte alla Chiesa) specifiche che qui non sono riportate....
Verrà invece riportato l'intero forum con il contributo anche di altri forumisti ma senza ulteriore rivisitazione del testo.....



Amici....vorrei condividere con voi alcuni brani tratti dalle Lettere Apostoliche per poter comprendere l'importanza, anche, della virtù dell'obbedienza alla quale spesso gli apostoli fanno riferimento affinchè ciò che essi andavano insegnando diventasse PUNTO DI RIFERIMENTO DOTTRINALE.......
Provando a tornare indietro con la mente...arrestiamo i nostri pensieri ed immagini alla scena sociale, politica, culturale e religiosa dell'epoca......
Certamente gli Ebrei furono coloro ai quali il nuovo messaggio cristiano venne annunziato, tuttavia non è da sottovalutare che il popolo ebraico SI DIVISE IN DUE.......abbiamo così LA PRIMA VERA DIVISIONE A CAUSA DI CRISTO il quale, non dimentichiamolo mai, rivolgerà al Padre la preghiera DELL'UNITA' prima di morire "perchè il mondo creda che TU, Padre, mi hai mandato e li hai amati, come ami me..."

Gli Apostoli sono ferrei su una cosa: i cristiani che aderiscono alla nuova nascita mediante Cristo DEVONO OBBEDIRE AI LORO INSEGNAMENTI.......la prima Lettera ufficiale la troviamo in Atti 15, 22-35 e sono questi che vorrei approfondire con tutti voi, chiedendovi perdono per le imperfezioni che incontrerete, anzi, ci auguriamo una condivisione....

Vorrei iniziare con la Lettera a Tito dell'Apostolo Paolo:

Tito 3, 1-11:
Doveri generali dei cristiani:1 Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; 2 di non parlar male di nessuno, di evitare le contese, di esser mansueti, mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini. 3 Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. 4 Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, 5 egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, 6 effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, 7 perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.
8 Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista in queste cose, perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone. Ciò è bello e utile per gli uomini. 9 Guàrdati invece dalle questioni sciocche, dalle genealogie, dalle questioni e dalle contese intorno alla legge, perché sono cose inutili e vane. 10 Dopo una o due ammonizioni stà lontano da chi è fazioso, 11 ben sapendo che è gente ormai fuori strada e che continua a peccare condannandosi da se stessa.

..........

Siamo invitati pertanto ad esercitare una dose di OBBEDIENZA la quale è DONATA non perchè si spadroneggi, ma perchè si possa giungere a perfezione....In un mondo in cui la parola Democrazia è diventata sinonimo di ANARCHIA, la parola obbedienza ha assunto i contorni DI UNA CASTRAZIONE.....e di una insoddisfazione personale.... Obbedire ALLE DOTTRINE ci appare così umiliante e fin anche ANTI-democratico, obbedire ai propri vescovi e sacerdoti ci appare così UMILIANTE e restrittivo quasi che questa obbedienza venisse ad occultare la nostra libertà di espressione...come vediamo amici...ABBIAMO STRAVOLTO IL SIGNIFICATO DI QUESTA VIRTU'......

Riepiloghiamo le frasi più salienti del testo:

- Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona....
.....

qui, se lo Stato e i Magistrati sono posti per la salute dei cittadini, l'obbedienza non è relegata soltanto al fatto che se faccio il bravo non finisco in prigione, ma è molto più profondo......vuol dire il riconoscimento di certe regole che rispettandole andranno a vantaggio poi di TUTTA la comunità.....perchè da questa obbedienza deriveranno SOLO CHE OPERE BUONE......Non sottovalutiamo dunque i frutti della virtù dell'obbedienza.....Naturalmente se uno Stato mi obbligasse ad abortire o a fare altro che è contrario alla Legge di Dio, occorre opporsi come facevano i cristiani i quali venivano perseguitati perchè si rifiutavano di negare Cristo e si rifiutavano di adorare gli dèi......

- Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista in queste cose, perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone. Ciò è bello e utile per gli uomini. 9 Guàrdati invece dalle questioni sciocche, dalle genealogie, dalle questioni e dalle contese intorno alla legge, perché sono cose inutili e vane. 10 Dopo una o due ammonizioni stà lontano da chi è fazioso....
......

Questa parola......ma PAROLA DI CHI??? è la PAROLA DELLA CHIESA CHE SI ESPRIME MEDIANTE GLI APOSTOLI........ La Lettera a chi è indirizzata? A Tito che Paolo chiama FIGLIOLO perchè probabilmente l'ha battezzato E FORMATO NELLA FEDE CRISTIANA, ma è inviata  VANTAGGIO DELLA GIOVANE COMUNITA' DELLA QUALE TITO SI DEVE OCCUPARE...e dunque riguarda TUTTA LA CHIESA..... questa lettera sono DELLE PRESCRIZIONI che Paolo dona a Tito il quale è un suo fiduciario.....Tito sarà CONTINUATORE dell'opera di Paolo, anche se non abbiamo molte prove, una antica Tradizione lo vuole come vescovo a Creta e li morto....

Per comprendere queste parole di Paolo che sono poi saluti finali, occorre leggersi anche Tito 1,10 nel quale l'Apostolo mette in guardia Tito dai FALSI DOTTORI, chiamandoli INSUBORDINATI E INGANNATORI....e sempre sopra al verso 5 Paolo dice a Tito di averlo lasciato a Creta perchè METTESSE ORDINE ALLE QUESTIONI DI FEDE E PERCHE' LUI STABILISSE DEI PRESBITERI IN OGNI CITTA'.....ma attenzione, Paolo non dice come meglio Tito crede, ma SECONDO LE ISTRUZIONI DA ME RICEVUTE.....è la "Trasmissione ufficiale del Mandato" che la Chiesa chiama ancora oggi "Mandato apostolico"...
..al verso 9 c'è un altro particolare, dice Paolo a Tito sul come devono essere gli episcopi: " attaccato alla parola sicura SECONDO LA DOTTRINA TRASMESSA, per essere capace di esortare nella SANA DOTTRINA, SIA DI CONFUTARE QUELLI CHE VI SI OPPONGONO"......

Amici...attenzione a queste parole.... Paolo non dice che il presbitero deve INVENTARSI una dottrina  O DEVE INTERPRETARE LA SCRITTURA DA SOLO, ma dice " attaccato alla parola sicura SECONDO LA DOTTRINA TRASMESSA..." dunque NESSUNO può interpretare le Scritture da solo, il presbitero a sua volta TRASMETTE CIO' CHE HA RICEVUTO e lo insegna....e deve essere PRONTO per confutare quelli che si oppongono a queste dottrine.....Infatti al verso i del cap. 2 Paolo dice ancora a Tito: " Tu però insegna CIO' CHE E' CONFORME ALLA SANA DOTTRINA"........

Come possiamo leggere Paolo si preoccupa che Tito insegni FEDELMENTE LE DOTTRINE RICEVUTE.....

Interessante è il finale della Lettera Paolo dice a Tito: TI SALUTANO TUTTI COLORO CHE SONO CON ME....Paolo non sta dunque inviando una lettera PERSONALE, con lui ci sono altre persone che sicuramente, per essere presenti nei saluti, SONO NELLA COMUNIONE ECCLESIALE E SONO A CONOSCENZA DI CIO' CHE PAOLO STAVA SCRIVENDO A TITO......, è una lettera PASTORALE come diciamo oggi noi quando i vescovi nelle diocesi inviano le loro lettere perchè nelle parrocchie si proceda NELLA UGUALE DOTTRINA TRASMESSA......

Ed ecco spiegato il concetto dell'OBBEDIENZA all'insegnamento non solo degli Apostoli, ma anche per mezzo di chi, INVIATO DA LORO, insegna la medesima dottrina ed è UFFICIALMENTE INVIATO A NOME DELLA CHIESA per nominare nuovi presbiteri e proseguire la catechesi dottrinale....

Ecco perchè Paolo dice: Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista in queste cose........la parola che appare di Paolo poichè è Lui che scrive...E' IN VERITA' PAROLA DELLA CHIESA......CHE PAOLO IN QUEL MOMENTO RIFLETTE E RAPPRESENTA PER SALVAGUARDARE LA TRASMISIONE DELLE DOTTRINE RICEVUTE......

Queste Lettere, come leggiamo in At.15, 22-35 VENIVANO LETTE NELLA COMUNITA'.....anche perchè, non dimentichiamolo, al momento che questa lettera veniva scritta i Vangeli NON erano ancora stati redatti.....NON SI AVEVA UNA BIBBIA come la intendiamo noi oggi......dunque parola di fede era da ritenersi la LORO PAROLA, la parola degli apostoli che si pronunciavano  A NOME DELLA CHIESA Tito, a sua volta, nominando i presbiteri, avrà fatto loro le stesse raccomandazioni che lui ricevette da Paolo.....raccomandazioni LEGATE ALLA TRADIZIONE DELLE DOTTRINE RICEVUTE E LA LORO TRASMISSIONE.......e per restare DENTRO LA CHIESA...occorreva OBBEDIRE AD ESSE......

Per verificare quanto esposto sopra.....inserisco ora i riferimenti simili che troviamo nelle Lettere e che riguardano sia l'OBBEDIENZA agli Apostoli (la Chiesa), sia lle dottrine "da loro ricevute"....sia la messa in guardia dai falsi dottori.....

Atti 15, 24:
Abbiamo saputo che alcuni fra noi, partiti senza nessun mandato da parte nostra, vi hanno turbato con i loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre.....
...

Attenzione alle parole di Paolo...che dice ALCUNI FRA NOI...non erano dunque estranei......ma tuttavia NON avevano ricevuto NESSUN MANDATO da parte NOSTRA cioè, da parte della Chiesa.....ed andavano a turbare da che cosa? dalle vere dottrine con i "LORO DISCORSI"......

1Tim.1,19 :
Questo incarico di RICHIAMARE IO TE LO AFFIDO, o Timoteo, figlio mio, IN ACCORDO ALLE PROFEZIE che già si sono manifestate riguardo a te, affinchè da quelle sostenute tu combatta la buona battaglia, conservando la fede e una buona coscienza; alla quale alcuni hanno rinunziato, e così, hanno fatto naufragio quanto alla fede...
...

Come per le raccomandazioni a Tito, anche per Timoteo Paolo AFFIDA IL COMPITO DI RICHIAMARE...quanti si dissociavano dalla vera FEDE E, attenzione, BUONA COSCIENZA...alla quale, dice, alcuni hanno rinunciato....Paolo aveva affidato la Chiesa di Efeso a Timoteo con lo scopo appunto di richiamare quanti si erano allontanati ALLA DOTTRINA COMUNE.....successivamente gli da l'incarico....per organizzare il culto (2,1-15), lo manda "pastore del gregge" (3,1/6,2) perciò Paolo lo istruisce perchè Timoteo sia a conoscenza delle cariche episcopali ecclesiastiche (3,1-13), cioè chi vuole diventare episcopo deve avere delle caratteristiche che però attenzione....VANNO ANCHE OLTRE LO SCRITTURALE DELLA LETTERA.....dal momento che Paolo fa presente di aver ISTRUITO ANCHE A VOCE (2Tess.2,15-17).....

e poi ancora, ISTRUISCE al mistero ed alla pietà (3,14-16) dove leggiamo: "....perchè, SE PER CASO IO RITARDASSI, TU SAPPIA COME DEVI COMPORTARTI NELLA CASA DI DIO"...attenzione Paolo non gli dice " se io ritardassi, ARRANGIATI, VEDI CIO' CHE E' MEGLIO".......NO....gli da delle ISTRUZIONI perchè ciò che si deve fare sia UNANIME ALLA CHIESA TUTTA......e ritorna sui FALSI DOTTORI come quando ne parla a Tito, a Timoteo pure lo mette sull'avviso (4,1-16)..e così procede nella seconda lettera a Timoteo scritta probabilmente dal carcere.....e dal quale e nella quale Paolo ribadisce i concetti DOTTRINALI AI QUALI E' NECESSARIO OBBEDIRE......e dove appunto al verso del cap.3,16-17 ricorda a Timoteo di RESTARE SALDO SIA NELLE SCRITTURE, MA ANCHE FEDELE ALLE VERITA' ACQUISITE PERCHE', dice Paolo "Ogni Scrittura è ispirata da Dio", dunque a maggior ragione anche queste Lettere DELLA GIOVANE CHIESA CHE SPIEGANO LE SCRITTURE SONO DA CONSIDERARSI VALIDAMENTE ISPIRATE......in questo modo SI E' ANDATA COMPLETANDO nella Chiesa LA TRADIZIONE CHE DI FATTO ERA GIA' PRESENTE NEL POPOLO ELETTO....

ma fa comprendere Paolo che la Tradizione deve rispecchiarsi nelle Scritture.....

Sempre dalla 1Tim leggiamo:
Avvertimento contro le false dottrine
(1Ti 6:3-5, 20-21; Tt 3:9) Ga 3:10-12, 19-24; 5:6; Ti 2:10-14

3 Ti ripeto l'esortazione che ti feci mentre andavo in Macedonia, di rimanere a Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse 4 e di non occuparsi di favole e di genealogie senza fine, le quali suscitano discussioni invece di promuovere l'opera di Dio, che è fondata sulla fede.
5 Lo scopo di questo incarico è l'amore che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera. 6 Alcuni hanno deviato da queste cose e si sono abbandonati a discorsi senza senso. 7 Vogliono essere dottori della legge ma in realtà non sanno né quello che dicono né quello che affermano con certezza......

alla 2Tim.2,23 dice: Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese...
.....

e poco prima aveva scritto: Ricorda loro queste cose, scongiurandoli davanti a Dio che non facciano dispute di parole; esse non servono a niente e conducono alla rovina chi le ascolta....
.....

Sembra un tam-tam continuo...Paolo ha a cuore che L'INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI (dunque della Chiesa) sia conosciuto, rispettato ED OBBEDITO......per stare nella Chiesa occorre mantenere fede non solo a Paolo dunque che trasmetteva questi insegnamenti ma a loro volta i fedeli DOVEVANO OBBEDIENZA A TIMOTEO O A TITO A CRETA  i quali si esprimevano CON LA STESSA AUTORITA' DELL'APOSTOLO il quale aveva dato loro il mandato.....(cfr.2Tim.1,6)...attenzione qui Paolo non dice a Timoteo "hai lo spirito perchè Dio ti ha investito", ma dice che Timoteo ha il carisma di Dio perchè: "  E' IN TE PER L'IMPOSIZIONE DELLE MIE MANI...".......

In Gv.12,44.....possiamo comprendere il senso di questa obbedienza, Gesù dice: Ma Gesù ad alta voce esclamò: Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato...>..... Gesù a sua volta INVIO' I DODICI ad iniziare quest'opera che conosciamo per mezzo della Chiesa la quale CI HA TRAMANDATO QUANTO OGGI CONOSCIAMO......dunque.....credendo in Paolo, o Tito, o Timoteo o altri POSTI MEDIANTE LA SUCCESSIONE APOSTOLICA A GUIDA DELLA CHIESA......è COME CREDERE IN CRISTO E IN COLUI CHE L'HA MANDATO....
Dunque OBBEDIENZA, RISPETTO E FEDE nell'autorità che Dio ha messo a guida della sua Chiesa attraverso i vescovi...è FONTE DI GRAZIA E DI CARISMI.....

e dice infatti il Salmo 16,3:
quanto ai santi che son sulla terra,
essi sono la gente onorata in cui ripongo tutto il mio affetto
....

Ma l'affetto NON basta....si ama quando riponendo anche la fiducia si OBBEDISCE a ciò che è utile per il perfezionamento della nostra fede........

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..proseguo negli approfondimenti.....

Invito sempre ad invocare, prima di leggere la Parola del Signore, lo Spirito Santo......perchè ci aiuti al
COM-PRENDERE.......
cioè, al COME -PRENDERE nella giusta interpretazione i fatti che vi invito a rivivere chiudendo gli occhi e ritornare con la mente all'epoca in cui gli apostoli insegnavano e i cristiani nostri predecessori, apprendevano ed obbedivano......

Leggiamo ora Rom.16,17:
Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d'insegnamento che vi è stata trasmessa.......
........

leggiamo bene queste parole.....Paolo parla di obbedienza AD UNA FORMA DI INSEGNAMENTO TRASMESSO.....ripeto, i Vangeli NON erano ancora stati redatti......e la Bibbia non era in tutte le case come oggi la conosciamo.....
Isaia al cap.46,10...dice: Io annunzio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà.....ed è infatti ciò che a distanza di migliaia di anni stiamo vivendo noi.....tuttavia Dio necessita di una cosa importante....L'APPOGGIO DELL'UOMO, cioè....che l'uomo accolga ciò che Dio ha preparato per lui....in sostanza, l'insistenza di Paolo ruota attorno ALL'OBBEDIENZA A DIO PER MEZZO DELLA CHIESA.....da loro rappresentata..........

Ma....questa obbedienza come scatta??

ce lo dice qui in 2Tim.2,9 quando dice: Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità....
....

Dunque è Gesù CHE RIVOLGE A NOI UNA CHIAMATA.....che poi Paolo identificherà NEI RUOLI ben definiti......una chiamata al matrimonio, per esempio, oppure ad essere missionari, oppure ad essere un buon politico onesto......oppure episcopo......diacono, medico.....avvocato..ecc.......Dunque Gesù intanto CHIAMA, rivolge una chiamata e questo avviene PER TUTTI perchè NON si nasce cristiani, ma lo diventiamo e non in virtù dei ruoli che poi ricopriremo....ma PER GRAZIA.....solo che questa Grazia necessita DI ESSERE ACCOLTA DA NOI MEDIANTE L'OBBEDIENZA......la fede è sottointesa...cioè se NON credo non ho neppure motivo di obbedire......, cioè non sono motivata....

L'obbedienza serve poi per una questione anche DI ORDINE...ordine nelle comunità che pian piano si sviluppavano, si moltiplicavano e se non vi fosse stata l'obbedienza...le stesse due Lettere ai Corinzi ci danno l'idea della CONFUSIONE che quelle comunità stavano vivendo a acausa della disobbedienza......
Ciò che emerge perciò dall'insegnamento degli Apostoli, è una incessante opera di propagazione della fede cristiana alla quale occorre obbedire per poter comprendere in quale modo acquisire i benefici che ne dirivano.....e per essere in questo modo TESTIMONI CREDIBILI......

L'obbedienza a tali insegnamenti fa scattare quella gratuità della Grazia, quando Paolo dice agli Ef.2,8: Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio........se ho fede OBBEDISCO...così come ci fanno comprendere sia Tito che Timoteo MAGISTRALMENTE....istruiti da Paolo, essi hanno fede ed obbediranno agli insegnamenti dell'apostolo il quale li pone come vescovi in altre sedi......

Dice appunto Paolo in 2Tess.2,13-17:

13
Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l'opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, 14 chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
15 Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera. 16 E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17 conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.....
......

attenzione sempre alle parole di Paolo....QUANTI VANGELI C'ERANO???....... al momento tale Vangelo di cui Paolo dice NOSTRO.....(Chiesa) e in altre occasioni dirà MIO......NON era stato ancora redatto.....circolavano certamente alcune parti prima di giungere a quella completezza che sarà marcata intorno all'anno 100....dunque è UN VANGELO FATTO DI TRADIZIONE APPRESA sia dai testimoni oculari (i Dodici) sia da Paolo, aggiunto ad essi mediante la rivelazione stessa del Cristo e della confermazione di Pietro (Gal.2,9)......così come si aggiungeranno Tito, Timoteo, Clemente ( che sarà poi il vescovo che riporterà l'unita della Chiesa di Corinzi), ed altri ancora che venivano INVIATI a stabilire I CANONI DELLA GIOVANE CHIESA.....questi NON arrivavano con le Bibbie in mano da distribuire.....ma portavano LA TRADIZIONE E L'INSEGNAMENTO APOSTOLICO con la ricchezza del Vangelo che NARRAVANO, CIOE' RACCONTAVANO......chi credeva con fede si convertiva e si atteneva ALL'OBBEDIENZA DEL PRESBITERO il quale a sua volta si atteneva agli insegnamenti RICEVUTI.....

Questa fu la vera ricchezza della Chiesa della prima ora....L'OBBEDIENZA E IL FIDARSI DEI VESCOVI....dunque si fidavano della Chiesa......

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Tito 3, 1-11:

Doveri generali dei cristiani:1 Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; 2 di non parlar male di nessuno, di evitare le contese, di esser mansueti, mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini.
Queste parole di Paolo ai nostri giorni sembrano essere state dimenticate, quasi del tutto.

Facciamo un mea culpa generale.
Siamo tutti chi più chi meno pronti a criticare le autorità, non pronti a sottometterci.

Penso a molti  fratelli separati che tanto facilmente e tanto spesso, si permettono di scagliarsi e di parlar male contro i legittimi pastori e la retta dottrina.
Ma penso anche a molti fratelli cattolici che si permettono di fare altrettanto, lasciandosi trasportare da un clima di contestazione contro tutto e contro tutti.
No, non è questo che ci insegna la Scrittura.
Dio non è un Dio di disordine ma di pace. E la pace si realizza riconoscendo a ciascuno il proprio ruolo, dando a ciascuno il rispetto o l'onore dovuto per il servizio che è chiamato a svolgere, nella società o nella Chiesa.

Chiediamo incessantemente al Signore di insegnarci la mansuetudine e la mitezza secondo la sua volontà:


Mat 11,29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.


Con affetto Teofilo


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Infatti Teofilo come dicevamo in apertura....la posizione di apparente supremazia degli Apostoli non và visto come soffocamento, ma come SERVIZIO.....che, attenzione...gli stessi Apostoli PAGANO DI PERSONA a loro volta obbedendo a Cristo.....

Dice Paolo ai Colossesi 1,22-24:

21
E anche voi, che un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere cattive che facevate, 22 ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto: 23 purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo
e di cui io, Paolo, sono diventato ministro.
24
Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa.....
....

è un brano MERAVIGLIOSO.....

Paolo ricorda l'importanza di RESTARE ANCORATI ALLA FEDE DEL VANGELO attenzione....non letto, ma CHE AVETE ASCOLTATO......quel Vangelo che lui stesso definisce SUO, come abbiamo letto nei messaggi precedenti...e NOSTRO riferendosi alla COMUNIONE CON LA CHIESA.....per la quale Paolo SOFFRE....ecco il suo tributo all'obbedienza che egli offre sia ai cristiani, sia alla CHIESA cioè a vantaggio della sua propagazione.....
E' impensabile sostenere che dopo la morte degli apsotili QUESTO RIGORE ALL'OBBEDIENZA AI SUOI SUCCESSORI sia venuto meno......O CHE NESSUN ALTRO VESCOVO DOPO PAOLO E GLI APOSTOLI non abbiamo avuto la stessa autorità nel proclamare IL VANGELO.......

La Fede esige OBBEDIENZA ALLA CHIESA E AI SUOI INSEGNAMENTI.....l'obbedienza per non essere soffocante necessita DELLA FEDE.....altrimenti si può avere fede, ma senza l'obbedienza......SI E' PECORE SENZA UN PASTORE......

Cosa dice in fondo Gesù in Mat.5,11:
Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia....
.....

se facciamo attenzione alle due lettere ai Corinzi verrebbe da chiedersi appunto...CON QUALE AUTORITA' PAOLO HA IMPOSTO DELLE REGOLE DI VITA ECCLESIALE AD UN ALTRA COMUNITA' CHE COMUNQUE CREDEVA IN CRISTO GESU?  questa comunità RIPRESA molto duramente prima e poi caritativamente da Paolo poteva adoperare per sè stessa questo verso, MA CONTRO PAOLO, come in fondo usano fare molti Pentecostali oggi contro i cattolici.......il punto è che non si perseguita semplicemente Cristo, ma se si perseguita la Chiesa, si perseguita di traverso anche il Cristo che la Chiesa da 2000 anni annuncia al mondo......Le parole di Gesù sono rivolte ai nuovi credenti....chiunque può diventare un martire nella difesa del Cristo quale STILE DI VITA.....ma la CAUSA di cui Cristo parlo E' INDISSOLUBILE CON LA CHIESA.....perchè essa non è semplicemente il Corpo di Cristo, cioè nella formazione dei fedeli che la costituiscono, ma è anche LA SUA SPOSA....

In Romani 5,3 leggiamo:

....non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza....
......

pazienza e mitezza....come ricordava Teofilo al messaggio precdente PRODUCONO QUELL'OBBEDIENZA CHE A SUA VOLTA PRODUCE FRUTTI ALLA CHIESA INTERA......

Dice il Salmo 92:
Quelli che son piantati nella casa del SIGNORE
fioriranno nei cortili del nostro Dio
.....
......

il Battesimo è quel Sacramento che ci rende rigenerati, e ci fa entrare nella CASA (la Chiesa) come coeredi di Cristo.....Gesù parla di frutti...dai frutti si vedono le opere di Dio....e per portare buoni frutti DOBBIAMO RESTARE PIANTATI DENTRO QUESTA CASA CHE E' LA CHIESA.....ecco che ritorna l'obbedienza alla quale Paolo affida la missione di Tito e Timoteo....."resta SALDO NELLE COSE CHE DA ME HAI APPRESO"....

per questo in Matteo
24,13 leggiamo:

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato
....
o come in Lc.22,35 leggiamo che Gesù dice a Pietro: .....ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ravveduto, conferma gli altri nella fede....
.....

Paolo lo ha fatto anche lui....ma a sua volta venne CONFERMATO DA PIETRO GIACOMO E  GIOVANNI:
Gal.2,9-10:
9 e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. 10 Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri: ciò che mi sono proprio preoccupato di fare....
....

e poco prima Paolo era ritornato da Cefa e dai "notabili del Vangelo" per verificare se la sua rivelazione ricevuta fosse autentica......

Già in Atti 15,7 Pietro aveva chiarito un aspetto non tanto della sua supremazia (che qui non vogliamo affrontare), quanto della sua testimonianza a vantaggio della Chiesa CHE RAPPRESENTA....cioè Pietro, Paolo, Giacomo dopo...ed altri nessuno parla per sè stesso....entrambi SI CONSULTANO, come emerge dalle Lettere di Paolo per poi diramare UNA SOLA AUTORITA' DOTTRINALE......

leggiamo in Atti:
Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse:
«Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero
.....
......

emerge che gli Apostoli posti a guida della giovane Chiesa sono STRUMENTI ai quali i fedeli devono obbedienza.....idem dopo la loro morte, quanti sono loro succeduti, altri vescovi, avevano ed hanno oggi la stessa autorità APOSTOLICA.....perchè in successione ed è l'unica Chiesa che può testimoniare tale continuità nonostante le bufere e le tempeste......

Infatti in Efesini 2,20...Paolo dice una frase interessante:
Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare....
...

sul fondamento degli apostoli....attenzione non dice "sulla Sola Scriptura....o sul Cristo....." ma dice...SUGLI APOSTOLI....ecco perchè nel Credo diciamo: "Credo la Chiesa una, santa cattolica ED APOSTOLICA".....ma è giusto questo perchè ripeto i Vangeli NON esistevano....e la Bibbia come l'abbiamo oggi NON c'era......la Chiesa si è fondata dunque SUI FATTI......sulle testimonianze, sulla TRADIZIONE...che ha quale pietra angolare il Cristo medesimo.....la Parola fatta Carne.....Le Scritture SENZA LA PREDICAZIONE APOSTOLICA, sarebbero solo dei bellissimi testi e basta, come ci dimostrano oggi gli Ebrei i quali pur avendole, NON riescono a scorgere i profeti che annunciano il Messia e non vi riconoscono il Messia in Cristo.....se bastasse la Sola Scriptura, inutile sarebbe stata la predicazione e la richiesta dell'obbedienza degli apostoli....obbedienza non direttamente alle Scritture, ma A LORO.....CHE INTERPRETAVANO CORRETTAMENTE LE SCRITTURE......

Rom. 12,3-5:
Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno....Come infatti in un solo corpo troviamo MOLTE MEMBRA e le varie membra NON HANNO TUTTE LE STESSE FUNZIONI, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro.....

Come dirà anche Pietro in 1Pt.4,10:
Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il carisma che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri.......

Ecco che è importante però come leggevamo all'inizio in Tito 3,1-11: 8 Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista in queste cose, perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone. .....
...

o come leggevamo qui che io, al messaggio 2 ho erroneamente attribuito a Paolo.....
Atti 15, 24:
Abbiamo saputo che alcuni fra noi, partiti senza nessun mandato da parte nostra, vi hanno turbato con i loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre.....
Tutto è buono dunque quando verte ad evangelizzare Cristo, tuttavia gli apostoli tanto si sono battuti perchè emergesse l'importanza dell'obbedienza alla Chiesa per mezzo dei suoi ministri......


[SM=g1740717] [SM=g1740722] [SM=g1740721]

[Modificato da Caterina63 08/01/2009 12.27]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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08/01/2009 09.00
 
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Sperando che questo forum torni utile.....oggi vorrei affrontare con voi, allacciandomi già a quanto abbiamo esposto....le prime Lettere dei vescovi venuti DOPO LA MORTE DEGLI APOSTOLI.......Con quale autorità essi "si permisero" di scrivere alle altre chiese?? [SM=g7574]  e che valore potevano avere?
Intanto già dagli Atti abbiamo la prima Lettera che venne inviata la quale, leggiamo, "riunita la comunità venne letta a tutti".....guardate che questa prassi è molto importante... perchè la Chiesa NON ERA SEMPLCIEMENTE GUIDATA DALLA BIBBIA......che, non stancherò di ripeterlo.....NON era ancora stata redatta come la conosciamo oggi......ma la Chiesa era GUIDATA DA UNA AUTORITA' BEN VISIBILE....ed è impensabile che alla morte degli apostoli questa autorità sia potuta terminare.....

In questa Lettera degli Atti, la prima, c'è una verità che ancora oggi NOI PROFESSIAMO:

Atti 15, 24:
Abbiamo saputo che alcuni fra noi, partiti senza nessun mandato da parte nostra, vi hanno turbato con i loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre.....vv.28: INFATTI LO SPIRITO SANTO E NOI...ABBIAMO DECISO DI.....

ecco qui la conferma della GUIDA PERENNE DELLO SPIRITO SANTO......per questo riguardo al Magistero noi lo riteniamo INFALLIBILE...... infallibile attenzione per due motivi importanti:

1) perchè mette in causa LO SPIRITO SANTO;
2) perchè dice NOI.....non dice "io", ma dice "NOI", cioè.....LA CHIESA INVESTE DI AUTORITA'.....
Dunque gli apostoli mettono al corrente la comunità che "alcuni fra di loro", e dunque CRISTIANI, andavano in giro predicando NON certamente un altro Cristo, ma il medesimo Cristo e dunque su cosa dicevano cose diverse? SUI COMPORTAMENTI E SULLE USANZE.....badate bene che questo aspetto non è di poca importanza......la discussione NON verte sul Cristo diverso, ma su altri aspetti, eppure fa scattare L'AUTORITA' DELLA GIOVANE CHIESA.....
Nella Sezione  dedicata alla Patristica abbiamo la PRIMIZIA degli scritti dei vescovi che sono succeduti agli apostoli, dai loro testi ci è stata tramandata quella autorità necessaria affinchè l'insegnamento APOSTOLICO non naufragasse....andate a leggere li[SM=g7831] [SM=g1740721]
La famosa Lettera di s.Clemente (inviato da Pietro e Paolo) veniva letta in molte comunità cristiane e fu indirizzata alla Chiesa in Corinto che dopo la morte di Paolo si stava ALLONTANANDO DALL'UNITA'.....nonostante le persecuzioni in atto (infatti Clemente si scuserà PER IL RITARDO con il quale viene a scrivere..), Clemente SI PREOCCUPA DELLA SITUAZIONE IN QUELLA COMUNITA'....e richiama ALL'ORDINE DOTTRINALE RICEVUTO DAGLI APOSTOLI....e commenterà alcuni passi dell'A.T. per testimoniare la verità del suo intervento a livello DOTTRINALE.....

qui la sua Lettera alla Chiesa di Corinto
Ma cosa scriveva Clemente di così importante?

 
DELLA LETTERA DI CLEMENTE

 

XLVII,
1.Prendete la lettera del beato Paolo apostolo.
2. Che cosa vi scrisse all'inizio della sua evangelizzazione?
3. Sotto l'ispirazione dello Spirito vi scrisse di sé, di Cefa, e di Apollo per aver voi allora formato dei partiti.
4. Ma quella divisione portò una colpa minore. Parteggiavate per apostoli che avevano ricevuto testimonianza e per un uomo (Apollo) stimato da loro.
5. Ora, invece, considerate chi vi ha pervertito e ha menomato la venerazione della vostra rinomata carità fraterna.
6. E' turpe, carissimi, assai turpe e indegno della vita in Cristo sentire che la Chiesa di Corinto, molto salda e antica, per una o due persone si è ribellata ai presbiteri.
7. E tale voce non solo è giunta a noi, ma anche a chi è diverso da noi (vi prego di notare che Clemente fa riferimento a chi era DIVERSO dai cristiani, EGLI PARLA A NOME DELLA CHIESA UNITA).
Per la vostra sconsideratezza si è portato biasimo al nome del Signore e si è costituito un pericolo per voi stessi.


Confessare le colpe


LI,
1. Chiediamo che ci siano perdonate le mancanze e le azioni ispirate dall'avversario. Coloro che furono i capi della sedizione e dello scisma devono considerare la parte comune della speranza.

Sottomissione ai presbiteri


LVII,
1.
Voi che siete la causa della sedizione sottomettetevi ai presbiteri e correggetevi con il ravvedimento, piegando le ginocchia del vostro cuore.
2. Imparate ad assoggettarvi deponendo la superbia e l'arroganza orgogliosa della vostra lingua.
E' meglio per voi essere trovati piccoli e ritenuti nel gregge di Cristo, che avere apparenza di grandezza ed essere rigettati dalla sua speranza.
3. Così parla la sapienza maestra di virtù: "Ecco, io emetterò per voi una parola del mio spirito e insegnerò a voi il mio discorso.


Umiltà nell'ubbidienza


LVIII,
1. Ubbidiamo dunque al suo nome santissimo e glorioso e sfuggiamo alle minacce fatte dalla Sapienza contro i disobbedienti, per riposare fiduciosi nel nome santissimo della sua Maestà.
2. Ascoltate il nostro consiglio, e non avrete a pentirvi (attenzione a questa frase....Clemente invita ad accogliere NON il "SUO" ma bensì il "NOSTRO" consiglio.al plurale, parlando a nome di TUTTA la Chiesa...). Vive Dio, vive il Signore Gesù Cristo e lo Spirito Santo, la fede e la speranza degli eletti. Chi avrà praticato in umiltà, con costante mitezza e senza rimpianto i comandamenti e i precetti dati da Dio sarà posto e annoverato nel numero dei salvati da Gesù Cristo, per mezzo del quale a Lui la gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

...........


Faccio osservare l'uso DEL PLURALE di Clemente in questa lettera....buona meditazione...

[SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722] [SM=g1740721]

Come vedete Amici, stiamo tentando di mantenerci sulla rotta dell'espressione OBBEDIENZA(CON AMORE verso sè stessi; PER AMORE del Prossimo; NELL'AMORE della comunione ecclesiale: ossia=IN CRISTO, CON CRISTO E PER CRISTO[SM=g1740717] ) alla quale gli Apostoli avevano istruito i primi cristiani.....e tutte le comunità cristiane dovevano mantenersi su questa VERITA' onde evitare appunto fratture, divisioni e scismi.....ma anche per evitare che i cristiani potessero in qualche modo essere di scandalo AI NON CRISTIANI.....ecco perchè essi si distenguevano...perchè non soltanto credevano in Cristo, ma perchè SI COMPORTAVANO come gli apostoli insegnavano loro......
Ritorniamo così a Paolo quando dice:

Tito 3, 1-11:
Doveri generali dei cristiani:1 Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; 2 di non parlar male di nessuno, di evitare le contese, di esser mansueti, mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini.
Ma anche Pietro ribadisce il concetto nella 1Pt.2,11-17.......strano stupendo, l'avete letto?

11
Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all'anima.
12 La vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile, perché mentre vi calunniano come malfattori,
al vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizio.
13
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia al re come sovrano,
14 sia ai governatori come ai suoi inviati per punire i malfattori e premiare i buoni. 15 Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti.
16 Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio.
17 Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re.....
Questo brano di Pietro è un vero capolavoro.....[SM=g1740721]

Siamo ospiti su questa terra....perchè siamo cristiani e come cristiani sappiamo che la nostra Patria è il Cielo.....e da ospiti NON dobbiamo dare di scandalo......LA TERRA CI OSPITA PERCHE' POSSIAMO CONOSCERE CRISTO E FARLO A NOSTRA VOLTA CONOSCERE......ma questa terra CORROMPE.....perchè come la forza di gravità, ci CONTAMINA TUTTI e ci attira alle cose della carne.....Pietro invita AD ASTENERCI.....Che la nostra condotta, dice, sia irreprensibile....STIAMO SOTTOMESSI AD OGNI AUTORITA' UMANA...... però....praticando la nostra cristianità che NON è contro questa autorità.......

Anche qui, come Paolo si torna a parlare DEI FRUTTI DI QUESTA SOTTOMISSIONE...DELL'OBBEDIENZA......essa porti frutti BUONI....."operando il bene si chiude la bocca all'ignoranza degli stolti che ci accusano".......pensavo a quanti stolti accusano il Papa, non riuscendo a vedere per come ottant'anni questo uomo ha OBBEDITO A DIO.....a portato il Cristo a chiunque lo ha avvicinato.....ha operato il BENE.....

Dice ancora l'apostolo Pietro: COMPORTATEVI DA UOMINI LIBERI.....ma come, prima parla di SOTTOMISSIONE E DI OBBEDIENZA, ed ora parla di libertà??[SM=g7574] si amici....è quella libertà di cui parla Cristo nei Vangeli: NON dunque una liberta nell'anarchia del relativismo o delle proprie idee...[SM=g1740729] ...questa libertà che parte indubbiamente da una SOTTOMISSIONE, proviene da una sola Verità la quale ci rende davvero liberi....dunque una obbedienza alla Chiesa che ci dona la Verità, la quale ci renderà liberi NON PER FARE IL COMODO NOSTRO, e non certo per insegnare false dottrine o aprire una chiesa al giorno per andare gli uni contro gli altri....ma più magnificamente per: non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio.[SM=g1740722]

........

e qui si aprono altri temi attuali...come l'aborto, l'adulterio, il divorzio, l'eutanasia, il pacifismo, il critichismo.....e chi più ne ha, più ne metta....OGGI SIAMO DIVENTATI TUTTI DEI TUTTOLOGI...[SM=g1740725]

Tutti che sono maestri, esegeti, infallibili NEL CORREGGERE IL PAPA E IL MAGISTERO ECCLESIALE....tanti maestri ma pochissimi sono i fedeli...[SM=g7574]

 
Ma gli apostoli la pensavano diversamente.....

dice ancora Pietro nella 1Pt.1,12:

12
E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.....

 
bellissimo questo accostamento agli angeli che DESIDERANO FISSARE LO SGUARDO  su questi insegnamenti....loro che sono al cospetto di Dio e che NON avrebbero veramente bisogno di null'altro.....desiderano, dice invece l'apostolo, fissare lo sguardo.....

Dice Isaia al verso 53,1: ...
Chi ha creduto a quello che abbiamo annunziato?

...
In Amos 3,7 leggiamo:

Poiché il Signore, DIO, non fa nulla
senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti
....
....

ed anche Paolo nella 1Cor.4,1 dice: "Ognuno ci consideri come ministri di Cristo E AMMINISTRATORI DEI MISTERI DI DIO.."

Ecco perchè la nostra appartenenza alla Chiesa parte principalmente da un rapporto innanzi tutto DI FEDE.....considerando quanti sono posti a guida della Chiesa quali "amministratori dei misteri di Dio".....certo, anche gli amministratori possono crollare, Giuda fu il primo esempio e non certo l'ultimo, ma non per questo l'amministrazione di tali beni viene meno.... figuriamoci se Dio non è in grado di RIMEDIARE.....in qualche modo all'infedeltà di alcuni amministratori....sarebbe come dire che un uomo è superiore a Dio...e questo è impossibile anche per il Papa.....

Mt. 16,17: Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli......

 
Ecco perchè Clemente può dire alla Chiesa di Corinti:
LVIII, 1. Ubbidiamo dunque al suo nome santissimo e glorioso e sfuggiamo alle minacce fatte dalla Sapienza contro i disobbedienti, per riposare fiduciosi nel nome santissimo della sua Maestà. 2. Ascoltate il nostro consiglio, e non avrete a pentirvi ...

....

Come può dire queste cose san Clemente che per noi è il terzo successore dopo Pietro alla guida della giovane Chiesa che si andava formando?

Lo dice Paolo nella 1Cor.2,10: A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio....

e qui Paolo ci riporta in Atti 15,28, ricordate? "Lo Spirito Santo e NOI...ABBIAMO DECISO..." questa è l'autorità GESTIONALE DELLA CHIESA VERSO TUTTI I CREDENTI....IL tutti, ovviamente è rivolto a coloro che sentono in cuore di aderirvi........chi NON vuole è libero naturalmente, ma non per questo può ARROGARSI POI IL DIRITTO di insegnare che la Chiesa non sta facendo il suo dovere......
Lo stesso Paolo che in un primo tempo dice:
Gal.1,12. perché io stesso non l'ho ricevuto né l'ho imparato da un uomo, ma l'ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo.....e al vv.16 dice: ...di rivelare in me il Figlio suo perché io lo annunziassi fra gli stranieri. Allora io non mi consigliai con nessun uomo.....
è vero ma attenzione perchè subito dopo dice al vv.18: " In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme PER PRENDERE CONTATTI CON CEFA E MI TRATTENNI PRESSO DI LUI QUINDICI GIORNI....." e così segue al cap. 2 dove Paolo torna  A RICONFRONTARSI CON CEFA E  i "notabili" ritenuti STIMATI....e leggiamo a seguire la CONFERMA DEGLI APOSTOLI CON CEFA alla collaborazione evangelizzatrice di Paolo.....[SM=g1740717]
Come diceva giustamente Gesù in Lc.22,35 "e tu.....CONFERMA GLI ALTRI NELLA FEDE"....Ma in quale modo Pietro poteva fare questo?, è ancora Gesù a dircelo:
Gv.16: 12 Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; 13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. 15 Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà...
Dunque vi erano cose di cui gli apostoli....non erano in grado di portarne il peso....e altre cose...per le quali lo Spirito avrebbe annunciato  IN FUTURO....ecco perchè assistiamo ad una Chiesa che si EVOLVE IN CONTINUAZIONE, IN OGNI SECOLO...ma senza mai contravvenire alla missione di base, la Chiesa SI RIFORMA SEMPRE.....ma dall'interno e non dall'esterno..........."Chi non è contro di voi è con VOI.."

 
"Lo Spirito Santo e NOI, abbiamo deciso....." gli apostoli, e i vescovi DOPO DI LORO, possono con autorità confermare gli altri nella fede.....e mantenere quella continuità mediante l'obbedienza verso la quale il tendere non può che produrre BUONI FRUTTI....

FEDE IN CRISTO dunque certamente che si, ma NON "Solo Christo", NON Sola Scriptura... come intendono i Protestanti giacchè il Cristo stesso istituendo la Chiesa ci spinge INDISSOLUBILMENTE AD AVERE FEDE IN LEI, FIDUCIA IN LEI E NEGLI APOSTOLI: FEDE DUNQUE NEGLI APOSTOLI IN COMUNIONE CON TUTTA LA CHIESA  E CONFERMATI DA CEFA...chi ci ha confermato in fondo che san Paolo diceva la Verità se non LA CHIESA CATTOLICA attraverso la quale è avvenuta la scelta del CANONE biblico e l'attribuzione dei Testi Sacri?[SM=g7574]
 
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La Pace del Risorto.
Se posso permettermi di contribuire vorrei dirvi come ho appreso il concetto della grazia di Gesù che ci salva. E credo che il tema sia in corso.
Un errore che ho evidenziato dell'insegnamento recente degli evangelici, nel divenire io cattolico, è nella concezione che basti credere in Gesù per essere salvati e per questo il Magistero, il Catechismo e le stesse devozioni e l'obbedienza alla Chiesa in forma gerarchica, diventano per loro degli ostacoli.
Ma si contraddicono perchè anche stessi sanno e insegnano che occorre diventare evangelici per credere al < vero > Gesù e che perciò non basta credere in Lui per essere salvati. Se sono cattolico e credo in Gesù devo per forza abbandonare tutto ciò che gira attorno all'evangelizzazione cattolica: solo Gesù basta! Ma in verità non sto forse seguendo una immagine di Cristo Signore elaborata dalla mia personale interpretazione delle Scritture?

Infatti per evitare il rischio dell'isolamento lo stesso Lutero e così i Pentecostali oggi (realtà dalla quale provengo e mi sono formato) pur rinnegando la Chiesa Cattolica così concepita dalle Scritture, si sono creati una chiesa su misura fatta a loro immagine, non è infatti al pastore che il fedele pentecostale deve la sua fiducia?
Perchè allora non devo avere fiducia in Pietro oggi, mentre devo obbedienza al pastore non confermato da Pietro?
Come dire alla fine che < tutte > le fedi sono buone, basta che sono evangeliche, cioè di matrice Pentecostale.
Ma leggiamo le Scritture:

Eb 11,6: "Senza la fede è impossibile piacere a Dio, perchè chi si accosta a Lui deve credere che Dio esiste e che remunera quelli che Lo cercano"


Atti 10,30: "Dio non ha preferenze, ma Gli è accetto colui che lo teme e osserva la giustizia, di qualunque nazione egli sia".


Ci sono altri tanti versi, come quelli sui ruoli dei pastori, ma io mi fermo a questi per far capire perchè c'è alla base un rifiuto all'ammaestramento della Chiesa. Il pastore di fatto, come vi spiegavo in un altro post, è così diventato infallibile ed ha sostituito la Chiesa come Magistero: il pastore evangelico così è diventato esso stesso magistero, cioè insegnamento, la chiesa alla quale ubbidire, infallibile nelle istruzioni che viene a dare. Se un cristiano evangelico si permette di disobbedire al suo pastore ed egli è in minoranza, viene isolato, e se non si ravvederà, viene allontanato dalla comunità. Il pastore potrebbe anche insegnare cose distorte, ma se la maggioranza della comunità lo protegge, la sua parola diventa infallibile.
L'atteggiamento degli apostoli invece ci dimostra dai post precedenti che le cose non stanno così. La comunità in Corinzi ripresa duramente dall'Apostolo Paolo ci dicono che l'autorità era lui e non il presbitero il quale semmai doveva sottomettersi all'Apostolo e Paolo stesso doveva dimostrare di essere Apostolo nella Chiesa.

Perciò:


non è che "Ogni acqua ci lavi e ogni fede ci salvi", ossia non tiriamo come conseguenza che una fede vale l'altra o che tutte le fedi sono buone


Gli At.15 lo spiegano benissimo come è stato riportato nel post precedente.
Ho imparato con gli approfondimenti biblici cattolici e molta pazienza ed umiltà che non è una fede ad una immagine di Gesù a salvarci come non è una religione, ma è appunto la Grazia di Gesù che salva e questa può essere contenuta ovunque è vero, ma non può che tenere conto della purezza del cuore di chi crede cose diverse e non può non tenere conto che questa Grazie nasce e si propaga dalla Chiesa Cattolica, dalla Fede di Pietro, dal suo confermare gli altri nella medesima fede.

Se sono cattolico io devo esserlo così come gli Apostoli mi insegnano ed oggi la Chiesa mi continua a dire.
Se sono evangelico il Signore guarderà al cuore e a quanto è puro e non perchè egli si è dissociato dai cattolici che sarà salvo!
Dipenderà da quanto sarà puro il suo ragionamento e privo di impurità, di faziosità e di interessi.

Io non mi salverò perchè sono diventato cattolico, ma perchè io nel mio piccolo, quale membro della Chiesa partecipo della Carità che mi dona insieme a tutte le altre membra e provo a vivere di quella Carità che mi è chiesta e che è più forte di ogni fede. La Carità supera la Fede e l'obbedienza alla Chiesa è una forma di carità, secondo me, che nasce dall'insegnamenti degli Apostoli.

Sono libero perchè non obbedisco più < al pastore singolo > ma ora si che obbedisco a Cristo mediante la Chiesa, attraverso le Scritture, ma soprattutto attraverso l'impegno nella vita che va al di la di ogni forma e tentativo di mettere le catene alle Scritture con la follia della Sola Scriptura.
Come avevo preannunziato, da questa settimana il trasloco è più incisivo. Quando Dio vorrà spero di leggervi al più presto e di poter collaborare ancora con voi e di continuare ad apprendere.
Sia lodato Gesù Cristo
da Francesco

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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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08/01/2009 09.31
 
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Ringrazio anche Francesco per il suo contributo.....

 
Oggi vorrei presentarvi un altro brano importante di Paolo....dalla sua Lettera ai Filippesi perchè ha un carattere decisamente cordiale e amichevole dal momento che questa era la comunità da lui fondata e che più lo amava o comunque si dimostrava affettuosa verso di Lui....tanto da inviargli denaro e aiuti (3-1/4-1) sapendolo in prigionia.....

 
leggiamo questo brano di Fil.3:
12 Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo.
13 Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro,
14 corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
15 Quanti dunque siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo.
16 Intanto, dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea
.
17 Fatevi miei imitatori, fratelli, e guardate a quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi.
18 Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo:
19 la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra.
20 La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo,
21 il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose....
....

 
la dinamica è la seguente:

 
a) Paolo confessa di non sentirsi giunto alla meta, cioè alla perfezione cristiana, ma che ogni suo sforzo è votato a questo traguardo....
b) Paolo umilmente dicendo di non pretendere di aver afferrato, si auspica di cuore di raggiungerla e...al vv.5 riparla al plurale dicendo una frase molto interessante: ; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo. 16 Intanto, dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea.....
c) Paolo incoraggia a SEGUIRE LUI e: e guardate a quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi......ancora plurale e singolare che si alternano.....in questo NOI Paolo intende la Chiesa....
d) Paolo infatti a seguire cita di coloro che HANNO MOLLATO LE REDINI.......parlandone, dice Paolo...PIANGENDO.....evidenzia qui una rottura con altri cristiani che non hanno probabilmente perseverato......

 
Riprendendo il punto b) ; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo. 16 Intanto, dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea.....Paolo è dunque consapevole che in qualche cosa la si pensa diversamente.....ma ciò che è importante, dice...è che nel punto in cui erano giunti, cioè comunità cristiana della Chiesa, invita a continuare ad avanzare sulla stessa linea.....qual'è questa linea?
Lo leggiamo in tutti i messaggi precedenti.....principalmente all'obbedienza DEI LORO INSEGNAMENTI......ed allo stare LONTANI DAI FALSI PROFETI.....

 
Infatti in Gal.5,7 dice:
Voi correvate bene; chi vi ha fermati perché non ubbidiate alla verità?....[SM=g7574] .....

Paolo qui ce l'ha con quanti si facevano circoncidere e dice una cosa interessante al verso 3: se vi lasciate circoncidere , CRISTO NON VI SARA' DI UTILITA' ALCUNA....In sostanza Paolo afferma che chi si fa circoncidere E' POI OBBLIGATO A METTERE IN PRATICA TUTTA LA LEGGE......dice addirittura che chi si fa circoncidere...NON ha nulla a che fare con Cristo....
Strano...Gesù stesso venne circonciso e Paolo stesso farà circoncidere Timoteo per non creare lo scandalo....ma allora cosa è cambiato?[SM=g7574]

Probabilmente la posizione di Paolo è legata a dopo il Concilio di Gerusalemme nel quale si stabilì di non far più circoncidere quanti si convertivano semplicemente perchè oramai la giovane Chiesa ERA POSTA FUORI DAL GIUDAISMO...ora E' IL BATTESIMO A TRASMETTERE LA GRAZIA è il Battesimo a trasmettere L'APPARTENENZA AL POPOLO ELETTO...non dunque la circoncisione, ma IL LAVACRO IN CRISTO NUOVA PASQUA[SM=g1740720]


Le disposizioni dunque cambiano.....qualcosa è già cambiato nella posizione della Chiesa la quale era prima TOLLERANTE  verso la circoncisione...ed ora NON lo è più
.....[SM=g1740717]

dice al verso 8: " Questa persuasione (a farvi circoncidere) non proviene da colui che vi chiamò..."

e ancora al v.10: " Quanto a voi io sono persuaso nel Signore, CHE VOI NON PENSERETE AFFATTO DIVERSAMENTE DA ME; chi poi mette lo scompiglio tra di voi, subirà la condanna, chiunque egli sia..."
Paolo subito dopo questo ricorda che cosa vuol dire LIBERTA' DEL CRISTIANO:
13 Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri.
14 Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso.
15 Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!.....[SM=g1740730] ...

 
quest'ultima frase ci riporta a quella in Filippesi: se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo. 16 Intanto, dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea..[SM=g7831]
...

 
Infatti al verso 26 di Gal.5, leggiamo anche: Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri........o come leggiamo in 2Sam. 2,26: La spada divorerà per sempre? Non sai che alla fine ci sarà dell'amaro? Quando verrà dunque il momento che ordinerai al popolo di non dare più la caccia ai suoi fratelli?........

mentre assistiamo ancora a chi va a caccia di prede (cattoliche)...da convertire altrove....[SM=g7574] ...si amici....siamo prede prelibate se facilmente influenzabili, se IGNORANTI nelle Scritture, se ignoranti del Magistero ecclesiale, ma se non siamo influenzabili, se siamo perseveranti, allora siamo da condannare e lasciare alla nostra morte...[SM=g1740729]

questo insegnano moltissimi siti pentecostali parlando dei Cattolici....
Così Paolo torna ad ammonire coloro che sono restii all'obbedienza alla Chiesa 1Cor.3,3: Infatti, dato che ci sono tra di voi gelosie e contese, non siete forse carnali e non vi comportate come qualsiasi uomo?.........

Ancora più incisivo qui 1Cor.6,6-8:
6 Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agli infedeli.
7 Certo è già in ogni modo un vostro difetto che abbiate fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno?
8 Invece siete voi che fate torto e danno; e per giunta a dei fratelli
.....
.....[SM=g7574]

Altro capolavoro è Gc. 4....già...la Lettera che Lutero voleva cancellare dal N.T.
1 Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra?
2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate;
3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.......

 
E nella 1Tim.1 leggiamo:
5 Il fine di questo richiamo è però la carità, che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera.
6 Proprio deviando da questa linea, alcuni si sono volti a fatue verbosità, 7 pretendendo di essere dottori della legge mentre non capiscono né quello che dicono, né alcuna di quelle cose che dànno per sicure
....
......

Certamente che ognuno potrebbe rigirarsi i testi della Scrittura a personale tornaconto....ma questo è un peccato specialmente se si diventa consapevoli...leggiamo allora a chi dobbiamo dare ascolto noi oggi.....
Ce lo dice, sulla scia di Paolo e gli altri Apostoli, un grande Vescovo della Chiesa venuto dopo di loro......

S.Ignazio di Antiochia:
CLICCA QUI .......

il quale già nell'anno 110...aveva le idee molto chiare su CHE COSA FOSSE LA CHIESA E CHI LA RAPPRESENTAVA....

scrivendo alla Chiesa di Roma Ignazio dirà:

Saluto

Ignazio, Teoforo, a colei che ha ricevuto misericordia nella magnificenza del Padre altissimo e di Gesù Cristo suo unico figlio, la Chiesa amata e illuminata nella volontà di chi ha voluto tutte le cose che esistono, nella fede e nella carità di Gesù Cristo Dio nostro, che presiede nella terra di Roma, degna di Dio, di venerazione, di lode, di successo, di candore, che presiede alla carità, che porta la legge di Cristo e il nome del Padre. A quelli che sono uniti nella carne e nello spirito ad ogni suo comandamento piene della grazia di Dio in forma salda e liberi da ogni macchia l'augurio migliore e gioia pura in Gesù Cristo, Dio nostro.....


....[SM=g7574]


Dunque per s.Ignazio la Chiesa di Roma era colei:

che presiede nella terra di Roma, degna di Dio, di venerazione, di lode, di successo, di candore, che presiede alla carità, che porta la legge di Cristo e il nome del Padre........


e dice ancora: .......A quelli che sono uniti nella carne e nello spirito ad ogni suo comandamento piene della grazia di Dio ..........

ATTENZIONE qui alle parole, Ignazio sta riferendosi ALLE CHIESE CON QUELLA DI ROMA UNITE  nella carne e nello spirito ad ogni suo comandamento .....PIENE della grazia... "PIENE" è nella forma plurale.....

Dunque si evince da qui che Ignazio aveva non soltanto un "buon rapporto con" la Chiesa di Roma, ma che intendeva dire di questa Chiesa ben altro....

e Paolo l'apostolo, già denunciava quanti erano fuori da questa linea:


6 Proprio deviando da questa linea, alcuni si sono volti a fatue verbosità, 7 pretendendo di essere dottori della legge mentre non capiscono né quello che dicono, né alcuna di quelle cose che dànno per sicure
....

......

....Ma ancor prima di questi grandi vescovi...abbiamo la famosa Lettera a Diogneto...(come la Didachè)....è datata al primo secolo e sembra che lo scrivente sia uno che conobbe direttamente gli apostoli......Leggiamo attentamente cosa dice sul finale e ci renderemo conto che essa conferma quanto abbiamo esposto fino adesso:

 

XI.
1. Non dico stranezze né cerco il falso, ma, divenuto discepolo degli apostoli, divento maestro delle genti e trasmetto in maniera degna le cose tramandate a quelli che si son fatti discepoli della verità.
2. Chi infatti, rettamente istruito e fattosi amico del Verbo, non cerca di imparare saggiamente le cose che dal Verbo furono chiaramente mostrate ai discepoli? Non apparve ad essi il Verbo, manifestandosi e parlando liberamente, quando dagli increduli non fu compreso, ma guidando i discepoli che, da lui ritenuti fedeli, conobbero i misteri del Padre?
3. Egli mandò il Verbo come sua grazia, perché si manifestasse al mondo. Disprezzato dal popolo, annunziato dagli apostoli, fu creduto dai pagani.
4. Egli fin dal principio apparve nuovo ed era antico, e ognora diviene nuovo nei cuori dei fedeli.
5. Egli eterno, in eterno viene considerato figlio. Per mezzo suo la Chiesa si arricchisce e la grazia diffondendosi nei fedeli si moltiplica. Essa ispira saggezza, svela i misteri, preannuncia i tempi, si rallegra per i fedeli, si dona a quelli che la cercano, senza infrangere i giuramenti della fede né oltrepassare i limiti dei padri.
6. Si celebra poi il timore della legge, si riconosce la grazia dei profeti, si conserva la fede dei Vangeli, si conserva la tradizione degli apostoli e la grazia della Chiesa esulta.
7. Non contristando tale grazia, saprai ciò che il Verbo dice per mezzo di quelli che vuole, quando vuole. 8. Per amore delle cose rivelateci vi facciamo partecipi di tutto quanto; per la volontà del Verbo che lo ordina, fummo spinti a parlare con zelo.


.........


E' strano....gli Evangelici hanno questo testo....lo giudicano BUONO...lo usano pure qualche volta, ma forse non hanno letto bene i passi che abbiamo inserito...si conserva la tradizione degli apostoli e la grazia della Chiesa esulta.


..[SM=g1740717] [SM=g1740717] [SM=g1740717] [SM=g1740717] [SM=g1740717] [SM=g1740717]


Mi chiedo delle volte come si fa ad essere così ciechi....l'ingenuità è una cosa ed è scusabile quanto la buona fede, ma l'insegnamento nell'ignoranza o peggio, sapendo di ingannare, è altra cosa e si chiama ZIZZANIA[SM=g7556] ....alcuni Pentecostali scrivono che:
Dio dette il dono dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste. Tuttavia nella casa di Cornelio,  lo Spirito Santo scese sui credenti senza alcuna imposizione delle mani, né alcun intervento umano.....

......[SM=g1740729]

Tenendo a mente quanto detto sopra:

....Paolo ha a cuore che L'INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI (dunque della Chiesa) sia conosciuto, rispettato ED OBBEDITO......per stare nella Chiesa occorre mantenere fede non solo a Paolo dunque che trasmetteva questi insegnamenti ma a loro volta i fedeli DOVEVANO OBBEDIENZA A TIMOTEO O A TITO A CRETA  i quali si esprimevano CON LA STESSA AUTORITA' DELL'APOSTOLO il quale aveva dato loro il mandato.....(cfr.2Tim.1,6)...attenzione qui Paolo non dice a Timoteo "hai lo spirito perchè Dio ti ha investito", ma dice che Timoteo ha il carisma di Dio perchè: "  E' IN TE PER L'IMPOSIZIONE DELLE MIE MANI..."[SM=g7574]

e già questo basterebbe come risposta...ulteriormente

RISPONDIAMO:
.....ma perchè si deve storpiare la Scrittura in questo modo raccontando menzogne?? ....leggiamo il testo...
loro con questa frase intendono CANCELLARE L'AUTORITA' DEI VESCOVI sul mandato MEDIANTE L'IMPOSIZIONE DELLE MANI.....ma leggiamo attentamente i fatti, prendiamo At.10,1-8 :
2 uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio.
3 Un giorno verso le tre del pomeriggio vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: «Cornelio!».
4 Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c'è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio.
5 E ora manda degli uomini a Giaffa e fà venire un certo Simone detto anche Pietro.
6 Egli è ospite presso un tal Simone conciatore, la cui casa è sulla riva del mare». 7 Quando l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un pio soldato fra i suoi attendenti e,
8 spiegata loro ogni cosa, li mandò a Giaffa....

......

Dunque Cornelio ha una visione.....lo scendere dello Spirito Santo qui non ha nessun senso dottrinale e lo vedremo scendere DOPO....ma leggiamo invece che la visione COMANDA A CORNELIO: manda degli uomini a Giaffa e fà venire un certo Simone detto anche Pietro...[SM=g7574]
interessante è Atti 10,25:
 
Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si inginocchiò davanti a lui........amici...leggiamo bene?? Cornelio s'inginocchio davanti a Pietro....e Pietro, umile e buono lo rialzò al povero Cornelio ricordandogli che egli era uomo come lui......ma non dice perchè Cornelio aveva sbagliato, è l'umiltà di Pietro che lo spinge a far rialzare Cornelio e non perchè avesse commesso un abominio...a noi interessa qui comprendere LA VENERAZIONE VERSO L' APOSTOLO RITENUTO PER CIO' CHE RAPPRESANTAVA....[SM=g1740722]

 
Interessante è la parte finale del racconto di Cornelio al vv.33 dove dice a Pietro:
"Ora noi siamo tutti qui di fronte a Dio, PER ASCOLTARE TUTTE LE COSE CHE IL SIGNORE TI HA ORDINATO DI DIRCI"...[SM=g7574] ....
E così Pietro inizia la spiegazione...cioè COMPIE UNA CATECHESI.......istruisce ed insegna....attenzione qui amici, nei vv.44 si legge: "Pietro NON AVEVA ANCORA FINITO DI DIRE QUESTE PAROLE, CHE LO SPIRITO SANTO DISCESE SU TUTTI QUELLI CHE ASCOLTAVANO LA PAROLA....I fedeli circoncisi che erano venuti con Pietro SI MERAVIGLIARONO che anche sui pagani si fosse avuta l'effusione del dono dello Spirito Santo. Infatti LI UDIVANO PARLARE IN LINGUE E magnificare Dio. Allora Pietro disse: < Chi può impedire di battezzare con l'acqua costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?.> E ORDINO' CHE FOSSERO BATTEZZATI........."
Ora si che il testo ha un senso...[SM=g1740721]

è sbagliato dire che lo Spirito Santo discese su Cornelio senza alcuna imposizione delle mani e senza intervento umano...perchè sarebbe da chiedersi il perchè la visione MANDA A CHIAMARE A PIETRO se non fosse stata necessaria la sua presenza? [SM=g7574]

la sequenza è la seguente:
1) Cornelio ha una visione, l'Angelo NON GLI RIVELA NULLA, ma avendo accolto le sue offerte che erano pure (vv.4) insieme alle preghiere....MANDA A CHIAMARE PIETRO.....
2) Pietro VIENE PREPARATO A QUESTO INCONTRO  da una visione...che gli fa comprendere che Dio NON fa imparzialità e lo istruisce sul concetto di puro, impuro o immondo......
3) Pietro chiede il motivo a Cornelio del perchè l'ha mandato a chiamare e Cornelio racconta della visione.....
4) Pietro non dice che NON ci crede...anzi....tutt'altro...è spinto invece a fare una CATECHESI SUL CRISTO.....
5) NON finisce di spiegare le Scritture e la testimonianza della Chiesa, che lo Spirito Santo scende sui pagani.......
6) allora PIETRO ORDINA CHE SI PROCEDA NEL BATTESIMO.....

 
segue il capitolo 11 dove Pietro spiega la sua condotta a quanti non avevano accolto l'atteggiamento di Pietro...[SM=g7574] ...
Dunque......ne deduciamo che la presenza dello Spirito Santo è stata MOTIVATA DALLA PRESENZA DI PIETRO.....Infatti alla domanda di Cornelio all'angelo: " Che c'è Signore?" (vv.4), l'angelo NON risponde direttamente cosa vuole da lui, ma dice......MANDA A CHIAMARE PIETRO[SM=g1740721] ....il quale dopo la catechesi, e dopo la presenza dello Spirito Santo....ORDINA CHE RICEVANO IL BATTESIMO IN ACQUA.......
e siccome il Battesimo per NOI è l'introduzione NELLA CHIESA, la storia di Cornelio, pagano....è il chiarimento CHE CHIUNQUE PUO' FAR PARTE DELLA CHIESA.....se le disposizioni sono buone......ma come abbiamo letto...
E' PIETRO A DARE QUEST'ORDINE...proprio come gli venne chiesto di fare da Gesù in Lc.22,31-32........" E TU CONFERMA GLI ALTRI NELLA FEDE"...per la giovane Chiesa vuol dire BATTEZZARE......perchè MEDIANTE QUESTO SACRAMENTO SI DIVENTA MEMBRA EFFETTIVE DELLA CHIESA.......si viene incorporati.....
La confermazione NELLA MEDESIMA FEDE e nella medesima chiesa è necessaria...così come ci ricorda lo stesso 1Gv.2,19.......
Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri....
.....

del resto molti evangelici sostengono di avere le radici NELLA CHIESA DEI PRIMI SECOLI....e questo anche noi lo crediamo.....[SM=g7554]  perchè se no da chi avrebbero appreso la fede cristiana??......da questi aspetti emerge CHE NON E' SUFFICIENTE LA SOLA SCRIPTURA.......altrimenti non si spiegherebbe perchè gli Ebrei si distaccarono.....e perchè gli stessi apostoli furono loro pian piano a stabilire LE DIFFERENZE.......e l'importanza della Chiesa.....

Peccato è che questi evangelici non hanno l'onestà di riconoscere che a distaccarsi da questa Chiesa sono stati loro...e non certo la Chiesa Cattolica da "loro"[SM=g1740725] .....
2Pt.3,17:
Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza....

......

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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08/01/2009 10.18
 
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Nel cercare di capire qualcosa circa la fondazione delle chiese evangeliche pentecostali, mi sono imbattuta in questa curiosità:

 
...."La Parola della Grazia" di Napoli, Chiesa Evangelica Internazionale,
è curata dai Pastori A***** e P*** R****,
i quali hanno ricevuto
la visione da Dio di predicare il Vangelo con potenza alla città
di Napoli e alle altre città della Campania
. Essi sono consapevoli
che Dio ha preparato per loro dei validi collaboratori, di cui
alcuni già stanno lavorando, con grande entusiasmo; altri si stanno
preparando; ed altri dovranno essere ancora salvati
.....

::::::::::::. i conti non tornano...specialmente dopo aver approfondito l'episodio di Cornelio....e di Pietro chiamato a CONFERMARE i pastori...[SM=g7574]

approfondiamo:

.....
i quali hanno ricevuto
la visione da Dio di predicare il Vangelo con potenza alla città
di Napoli e alle altre città della Campania
...[SM=g7564] , va bene mi astengo dal commentare...riporterò solo come Paolo si comportò dopo aver avuto lui la visione...e noteremo che la differenza è enorme....e che nessuno invece conferma questi pastori dalle visioni facili.....[SM=g7574]

 
Lo stesso Paolo che in un primo tempo dice:

Gal.1,12. perché io stesso non l'ho ricevuto né l'ho imparato da un uomo, ma l'ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo.....
e al vv.16 dice: ...di rivelare in me il Figlio suo perché io lo annunziassi fra gli stranieri. Allora io non mi consigliai con nessun uomo.....è vero ma attenzione perchè subito dopo dice al vv.18:
" In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme PER PRENDERE CONTATTI CON CEFA E MI TRATTENNI PRESSO DI LUI QUINDICI GIORNI....."

e così segue al cap. 2 dove Paolo torna  A RICONFRONTARSI CON CEFA E  i "notabili" ritenuti STIMATI per quale motivo? PERCHE' AVEVA AVUTO UNA RIVELAZIONE E VOLEVA AVERE CONFERMA CHE FOSSE IN ARMONIA CON LA CHIESA , CIOE' CON GLI APSOTOLI....[SM=g7574] ....e leggiamo a seguire la CONFERMA DEGLI APOSTOLI CON CEFA alla collaborazione evangelizzatrice di Paolo.....

 
Come diceva giustamente Gesù in Lc.22,35 "e tu.....CONFERMA GLI ALTRI NELLA FEDE"....Ma in quale modo Pietro poteva fare questo?, è ancora Gesù a dircelo:

 
Gv.16:
12
Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; 13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire.
14 Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.
15 Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà...

 
Dunque vi erano cose di cui gli apostoli....non erano in grado di portarne il peso....e altre cose...per le quali lo Spirito avrebbe annunciato  IN FUTURO....ecco perchè assistiamo ad una Chiesa che si EVOLVE IN CONTINUAZIONE, IN OGNI SECOLO...ma senza mai contravvenire alla missione di base, la Chiesa SI RIFORMA SEMPRE.....ma dall'interno e non dall'esterno..........."Chi non è contro di voi è con VOI.." ed è sempre PIETRO CHE DEVE CONFERMARE non viceversa...non sono i pastori che devono confermare Pietro nella fede...[SM=g1740725]

 
"Lo Spirito Santo e NOI, abbiamo deciso....." gli apostoli, e i vescovi DOPO DI LORO, possono con autorità confermare gli altri nella fede.....e mantenere quella continuità mediante l'obbedienza verso la quale il tendere non può che produrre BUONI FRUTTI....

 
Questi sedicenti pastori cosa fanno invece? RICEVONO UNA RIVELAZIONE, NON SI CONSULATANO CON NESSUNO, NON RICEVONO NESSUN MANDATO, MA APRONO E GESTISCONO CHIESE CON LA SCUSA DI TRAMANDARE LA SCRITTURA...non è un caso che la Chiesa non definisce "chiese" questi luoghi ma COMUNITA'....[SM=g7574]

 
..al verso 9 di Tito1 c'è un altro particolare, dice Paolo a Tito sul come devono essere gli episcopi: " attaccato alla parola sicura SECONDO LA DOTTRINA TRASMESSA, per essere capace di esortare nella SANA DOTTRINA, SIA DI CONFUTARE QUELLI CHE VI SI OPPONGONO"......

Amici...attenzione a queste parole.... Paolo non dice che il presbitero deve INVENTARSI una dottrina  O DEVE INTERPRETARE LA SCRITTURA DA SOLO, o deve attenersi ALLE VISIONI, ma dice " attaccato alla parola sicura SECONDO LA DOTTRINA TRASMESSA..." [SM=g7574]

dunque NESSUNO può interpretare le Scritture da solo, il presbitero a sua volta TRASMETTE CIO' CHE HA RICEVUTO e lo insegna....e deve essere PRONTO per confutare quelli che si oppongono a queste dottrine.....Infatti al verso  del cap. 2 Paolo dice ancora a Tito: " Tu però insegna CIO' CHE E' CONFORME ALLA SANA DOTTRINA"........

Come possiamo leggere Paolo si preoccupa che Tito insegni FEDELMENTE LE DOTTRINE RICEVUTE.....

ci rammenta san Paolo in Galati 1

6 Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. 7 In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. 8 Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! 9 L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!


L'anatema di Paolo NON è la condanna ALLA PERSONA attenzione.... ma è la condanna a quel riferimento a Dio ed alla Chiesa che egli rappresenta, in modo errato usando magari LO STESSO MATERIALE SCRITTURISTICO... Paolo infatti fa il pragone fra il Vangelo da LUI predicato con quelli VISIONARI presenti, passati e futuri...

Meditiamo gente....meditiamo......

[SM=g1740750] [SM=g7182] [SM=g1740750] [SM=g7182] [SM=g1740750] [SM=g7182]

In un altro sito Pentecostale scrivono:

....


Il capo della chiesa romana, dichiara che non ci può essere comunione nel rito dell’eucarestia o santa cena tra cattolici e protestanti, perché queste chiese non sono in comunione tra loro.
Il Signore non ha sostenuto che ha possibilità di salvarsi solo colui che sceglie una determinata denominazione, ma avrà vita eterna chi lo seguirà e gli ubbidirà...


.........


RISPONDIAMO:


ci deludono...[SM=g7556] .ma come...sono così fedeli alla Sola Scriptura solo per quello che gli fa comodo?.....

Gli Apostoli sono ferrei su una cosa: i cristiani che aderiscono alla nuova nascita mediante Cristo DEVONO OBBEDIRE AI LORO INSEGNAMENTI.......come del resto un cristiano evangelico DEVE OBBEDIRE AL SUO PASTORE....si provi qualche evangelico a contraddire un pastore, poi ne riparliamo...[SM=g1740727]

Dimostriamo loro, invece che il Signore ha stabilito che chi entra nella Chiesa.....in quell'UNICA CHIESA CHE HA RESO VISIBILE....avrà la salvezza..ovviamente sarà necessario TESTIMONIARE CON LA PROPRIA VITA questa adesione...altrimenti anche dentro la Chiesa si può non salvarsi....il famoso peccato CONTRO LO SPIRITO SANTO .....così come chi è fuori della Chiesa può salvarsi perchè solo a Dio spetta sentenziare il cuore di ogni uomo e la consapevolezza di una fede...ma soprattutto perchè la Grazia risanatrice di Cristo si sprigiona proprio DALLA CHIESA CATTOLICA E DALL'EUCARESTIA...

ma veniamo ai cristiani, appunto, che ENTRANO NELLA CHIESA.....


Tito 3, 1-11:
Doveri generali dei cristiani:
1 Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; va da sè che tale obbedienza si estende PRINCIPALMENTE AI VESCOVI.....come Paolo insegna a Tito e Timoteo....essi sono l'autorità che tiene UNITE LE COMUNITA'[SM=g7574]


e del resto pensiamo un attimo alla situazione del momento...OBBEDIRE ALLA BIBBIA, cioè alle Scritture, era di per sè già scontato per i Giudei ai quali venne dato il primo Annuncio....tuttavia emerge che cosa? che la SOLA SCRIPTURA NON BASTAVA....perchè infatti se da una prate "molti credevano" NON dimentichiamo mai che MOLTI ALTRI NON CREDEVANO..tanto da suscitare le persecuzioni contro gli Apostoli (morti martiri) e le prime comunità cristiane....
ACCUSATI ANZI DI STRAVOLGERE LE SCRITTURE......[SM=g7574]


Che NON fosse sufficiente credere in Cristo ce lo dimostrano proprio gli Atti degli Apostoli nel primo Concilio...[SM=g7574]

Atti 15, 24:
Abbiamo saputo che alcuni fra noi, partiti senza nessun mandato da parte nostra, vi hanno turbato con i loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre.....
...

Attenzione alle parole di Paolo...che dice ALCUNI FRA NOI...non erano dunque estranei......ma tuttavia NON avevano ricevuto NESSUN MANDATO da parte NOSTRA cioè, da parte della Chiesa.....ed andavano a turbare da che cosa? dalle vere dottrine con i "LORO DISCORSI"......dunque QUESTI ERANO CRISTIANI, AVEVANO ACCETTATO CRISTO...ERANO DEI LORO, MA NON AVEVANO RICEVUTO UN MANDATO PER PREDICARE DOTTRINE DIVERSE.....[SM=g1740722]
Un evangelico che asserisce che: Il Signore non ha sostenuto che ha possibilità di salvarsi solo colui che sceglie una determinata denominazione, ma avrà vita eterna chi lo seguirà e gli ubbidirà......

.....sta insegnando IL FALSO..[SM=g1740729] ..volutamente o no non sta  a me giudicarlo.....altrimenti dovremmo dire che per gli apostoli era uguale se fosse esistita all'epoca una comunità come GLI UNITARIANI che negano la Trinità...o meglio, perchè eliminare la Circoncisione?[SM=g7574]

..mentre Paolo si oppone fortemente contro pastori che predicavano cose diverse NON DALLA BIBBIA MA DAI LORO INSEGNAMENTI...[SM=g7831] ..che poi è la stessa cosa perchè LORO INTERPRETAVANO LE SACRE SCRITTURE CON GLI EVENTI CHE AVEVANO VISSUTO.....

 
Paolo aveva affidato la Chiesa di Efeso a Timoteo con lo scopo appunto di richiamare quanti si erano allontanati ALLA DOTTRINA COMUNE.....successivamente gli da l'incarico....per organizzare il culto (2,1-15), lo manda "pastore del gregge" (3,1/6,2)
perciò Paolo lo istruisce perchè Timoteo sia a conoscenza delle cariche episcopali ecclesiastiche (3,1-13), cioè chi vuole diventare episcopo deve avere delle caratteristiche che però attenzione....VANNO ANCHE OLTRE LO SCRITTURALE DELLA LETTERA.....dal momento che Paolo fa presente di aver ISTRUITO ANCHE A VOCE (2Tess.2,15-17).....

e poi ancora, ISTRUISCE al mistero ed alla pietà (3,14-16) dove leggiamo: "....perchè, SE PER CASO IO RITARDASSI, TU SAPPIA COME DEVI COMPORTARTI NELLA CASA DI DIO"...

attenzione Paolo non gli dice " se io ritardassi, ARRANGIATI, VEDI CIO' CHE E' MEGLIO".......NO....gli da delle ISTRUZIONI perchè ciò che si deve fare sia UNANIME ALLA CHIESA TUTTA......

e ritorna sui FALSI DOTTORI
........Come leggiamo emerge chiaramente che TUTTE LE COMUNITA' DOVEVANO SEGUIRE UNA UNICA DOTTRINA IMPARTITA DAGLI APOSTOLI.....e coloro che dall'arrivo di Tito e di Timoteo nelle rispettive comunità li ascoltavano, dovevano seguire UNA UNITA' DOTTRINALE......comune a tutte le Chiese.....

 
Sempre Paolo mette in guardia NON da pastori ESTRANEI MA PROPRIO DA PASTORI CHE DICENDOSI CRISTIANI, ANDAVANO INSEGNANDO COSE DIVERSE CHE INSEGNAVA TUTTA LA CHIESA....[SM=g7574]

Sempre dalla 1Tim leggiamo:

Avvertimento contro le false dottrine
(1Ti 6:3-5, 20-21; Tt 3:9) Ga 3:10-12, 19-24; 5:6; Ti 2:10-14

3 Ti ripeto l'esortazione che ti feci mentre andavo in Macedonia, di rimanere a Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse
4
e di non occuparsi di favole e di genealogie senza fine, le quali suscitano discussioni invece di promuovere l'opera di Dio, che è fondata sulla fede.
5 Lo scopo di questo incarico è l'amore che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera.
6 Alcuni hanno deviato da queste cose e si sono abbandonati a discorsi senza senso.
7 Vogliono essere dottori della legge ma in realtà non sanno né quello che dicono né quello che affermano con certezza......

 
Leggiamo ora Rom.16,17:

 
Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d'insegnamento che vi è stata trasmessa.......

........

leggiamo bene queste parole.....Paolo parla di obbedienza AD UNA FORMA DI INSEGNAMENTO TRASMESSO.....ripeto, i Vangeli NON erano ancora stati redatti......e la Bibbia non era in tutte le case come oggi la conosciamo....[SM=g7574]

Ciò che gli evangelici CONFONDONO è la questione CHIESA...E IL SUO TERMINE...essa è certamente l'adunanza dei fedeli, ma è anche LA MAESTRA, COLEI CHE PER MEZZO DEGLI APOSTOLI HA INSEGNATO....ED HA CONTINUATO AD INSEGNARE DOPO LA LORO MORTE......come ci dimostrano due vescovi venuti dopo la loro morte:
S.Clemente vescovo e S.Ignazio vescovo ........sopra riportati.
Rom. 12,3-5:

 
Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno....Come infatti in un solo corpo troviamo MOLTE MEMBRA e le varie membra NON HANNO TUTTE LE STESSE FUNZIONI, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro.....

 
Quest'ultimo brano paolino.....sconfessa SCRITTURALMENTE IL FALSO INSEGNAMENTO DEGLI EVANGELICI...[SM=g7831] ...i quali sostengono che NON importa in quale denominazione stai, basta che credi a Cristo e sarai salvo......NO! è falso...falso se si ha la consapevolezza che si sta commettendo una aberrazione...perchè la Chiesa è UNA, SANTA CATTOLICA ED APOSTOLICA....[SM=g1740730] ...se si rigetta la Chiesa Cattolica volutamente....se la si rifiuta consapevolmente un cristiano commette una aberrazione....se NON la si comprende, ma la si tollera, un cristiano può di certo confidare nelle parole del Cristo: CHI NON E' CONTRO DI VOI E' PER VOI.......

Infine è Cristo stesso a smentire questa espressione dei Pentecostali, nel cap. 6 del Vangelo di Giovanni

Il linguaggio di Gesù, dice sempre PIETRO, è duro, molti hanno capito male, hanno forse pensato al cannibalismo...non sono riusciti a concepire il MISTERO DELL'EUCARESTIA, quando Pietro gli fa presente a Gesù che molti se ne stavano andando a causa del linguaggio INCOMPRENSIBILE, Gesù non li ferma[SM=g7574] non da spegazioni, non dice che essi avevano capito male, ma liquida il problema con una domanda lapidaria: VOLETE ANDARVENE ANCHE VOI?[SM=g7574]

La risposta di Pietro NON solo non svela il Mistero dell'Eucarestia, ma sottolinea che neppure lui saprebbe cosa dire ed ecco che si abbandona ALLA FEDE, ALLA FIDUCIA e dice a NOME DI TUTTI ancora una volta: "Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!"[SM=g1740721] 

La Catechesi del Vangelo sull'Eucarestia TERMINA QUI CON LA PROFESSIONE DI FEDE DI PIETRO...professione che si unisce a quella dopo e alla quale Gesù affida a Pietro di CONFERMARE GLI ALTRI IN QUESTA FEDE....[SM=g1740717] 

Solo seguendo Pietro seguiamo il Vero Cristo e non una sua immagine generata dalle nostre interpetazioni, qui sta il senso della SALVEZZA senza per questo giudicare i cuori dei singoli...compito nostro infatti NON è di giudicare il cuore degli altri, MA EVANGELIZZARE LA SANA DOTTRINA COSì COME LA TRADIZIONE CI HA TRASMESSO E PIETRO CONSERVA, CONFERMA E MANDA AVANTI con lo Spirito Santo e la comunione ecclesiale...
 


[SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722] [SM=g1740721] [SM=g1740722]

Molti fratelli separati dicono :

 
non importa in quale denominazione stai, purchè non stai nella Chiesa.
Credi in Cristo ma non nella CHiesa.
Credi in un Cristo diverso da quello in cui crede la Chiesa,
Non importa se questo Cristo risponde solo all'immagine deformata che ti viene presentato di Lui, seondo i diversi modi di vederlo nelle varie denominazioni, l'importante è non credere al Cristo che viene proposto dalla Chiesa Cattolica.

Tutti gli altri Cristi, spacciati per Cristo vanno bene. L'Unico che non va bene sarebbe quello predicato dalla Chiesa una, Santa, Cattolica ed apostolica. Se ci si vuol salvare, occorre credere a Cristo, secondo il Vangelo che ti spiegano loro.

 
Ma chi garantisce che tutte queste denominazioni presentino il Cristo vero, se ognuno ne fornisce una versione diversa? Chi dà ad essi l'autorizzazione per arrogarsi il titolo di maestri altrui?

 
CHi sono coloro che cercano di separare lo Sposo dalla Sposa se non cattivi operai  che vogliono privare anime semplici di tanti aiuti necessari per la loro vita spirituale, spingendole poi a dividersi dalla Sposa, a dividersi in qualcuna delle molte denominazioni e a proseguire nell'opera di divisione.

 
Non diceva forse proprio Cristo:


Mar 3,25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi.


Ebbene non è questa la casa che quei costruttori stanno costruendo? Non è questo il dato di fatto che si è venuto determinando iniziando la separazione dall'unica  Sposa di Cristo?
Ricomponiamo l'immagine vera di Cristo che ha fondato la Chiesa dicendo : su questa roccia fonderò la MIA CHIESA.
Non ha fondato denominazioni, ma LA CHIESA. Una, santa, Cattolica, apostolica.
Con affetto Teofilo

[SM=g1740722]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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08/01/2009 10.58
 
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Proseguiamo su questi approfondimenti.......

 
LA SOTTOMISSIONE è in fondo il tema del forum..ma attenzione, non la sottomissione di tipo islamica (Islam-Sottomettersi a Dio) bensì quella sottomissione UMILE E DI FIDUCIA(=FEDE) AL VERBO INCARNATO CHE VIVE ED OPERA NELLA CHIESA...[SM=g7831]

e gli apostoli ci hanno fatto comprendere come i cristiani della prima epoca DOVEVANO OBBEDIRE ai loro vescovi proprio per il loro bene, proprio per diventare LIBERI DA OGNI SCHIAVITU'.....e spiegano chiaramente che fin da quell'ora della Pentecoste, vi erano già FALSI PASTORI USCITI DA LORO....dunque non è cosa nuova la DISOBBEDIENZA......in fondo fu questo il primo peccato dell'uomo......[SM=g7574] Disobbedienza SUPERBIA e PRESUNZIONE.......

 
Gli apostoli invece obbedienti a Cristo, avendo ricevuto una AUTORITA' CHE DA FORMA ALLA GERARCHIA, INVITANO I FEDELI ALLA SOTTOMISSIONE.....indubbiamente questo è sconcertante per chi non comprende il senso evangelico del termine perchè è innaturale per l'uomo SENTIRSI SOTTOMESSO A QUALCUNO...giustamente c'è un rifiuto naturale, ma LA CHIESA.....ci invita a FIDARCI.... questo è quanto emerge dall'insegnamento di Paolo verso Tito e Timoteo.....FIDARSI DEL LORO VESCOVO CHE LI ISTRUIVA.....
Sottomissione perciò non all'uomo, ma AL RUOLO CHE RICOPRE, ossia al vescovo che TRASMETTEVA UN MESSAGGIO RICEVUTO.....questo è quanto un cristiano doveva fare (e deve fare) aderendo alla Chiesa....[SM=g1740717] ..

Ed è Gesù stesso ad insegnarci questo: non gli costò forse la morte di Croce il farsi OBBEDIENTE al Padre nell'Incarnazione e nel vivere da comune mortale UMILIANDOSI?[SM=g1740720] [SM=g7831]
Gesù si sottomette al Padre, da qui deriva anche la FALSA interpretazione di non pochi che volendosi definire cristiani negano la divinità di Cristo...[SM=g7574]
 
Ma approfondiamo il concetto di sottomissione ALLA CHIESA:
  1. Dovremmo essere sottomessi a Dio (Giac. 4:7).
  2. Dovremmo essere sottomessi gli uni agli altri (Efes. 5:21).
  3. Dovremmo essere sottomessi ad ogni autorita’ umana (Rom. 3:1-6; I Piet. 2:13-14).
  4. Il piu’ giovane deve essere sottomesso all’anziano per esperienza (I Piet. 5:5).
  5. Le mogli dovrebbero essere sottomesse ai propri mariti, e naturalmente i mariti devono essere sottomessi alle mogli: (Efes. 5:22, I Piet. 3:1-6)
  6. Dovremmo essere sottomessi anche a coloro che sono riconosciuti e confermati (Lc.22,31) "Ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio" (1Cor.4,1).
  7. Dovremmo essere sottomessi agli insegnamenti della Chiesa (Tit.1,5 e ss), alle dottrine da essa ricevute.
.......ecc....l'elenco è tutto nella Scrittura[SM=g7560]

Come avete notato...al numero
1) ho messo di proposito LA SOTTOMISSIONE A DIO.......perchè? Perchè se prima non ci sottomettiamo a Dio, il resto diventerà un INUTILE PESO.....zavorra....un peso che a lungo andare ci farà appunto ODIARE LA SOTTOMISSIONE ALLA CHIESA...[SM=g7831] ...

La sottomissione a Dio è quella CONVERSIONE INIZIALE dalla quale parte tutto......ci si converte a Dio e non ad un pastore , un prete o un papa o una chiesa....prendiamo l'esempio del Rabbino di Roma, Eugenio Zolli, che conservando a sua amicizia con il Papa Pio XII alla fine chiederà il santo Battesimo riconoscendo il Cristo quale Messia...
Si è forse convertito al Papa questo Rabbino?
NO di certo....[SM=g7560] si è sottomesso A DIO CHE IN CRISTO SI E' RIVELATO...certamente che tale sottomissione gli è costata, ma quanto dipiù gli hadato in cambio se è riuscito a comprendere l'Amore di Dio in Cristo Gesù?[SM=g7831]

Un figlio è sottomesso ai suoi genitori e quanto più egli li ama, tanto più non vedrà questa sottomissione come un peso, ma CON AMORE RIUSCIRA' AD OBBEDIRE....
Ma attenzione.....poichè questo discorso ha un risvolto della medaglia chiariamoci subito.....

 
Gli apostoli denunciano I FALSI PASTORI...ed invitano i cristiani a NON ascoltare chi, ingannando con astuzia, insegnavano cose che portavano FUORI DALLA CHIESA, dal momento che anche i falsi pastori predicavano in apparenza un medesimo Cristo....[SM=g7574]  chi ci cascava e ci casca, è ILLUSO DI OBBEDIRE AL CRISTO OBBEDENDO AL PASTORE GIUSTO...in verità egli sta seguendo UNA IMMAGINE DI CRISTO, SI SOTTOMETTE AD UNA IMMAGINE DEL CORPO DI CRISTO...[SM=g7831] .

come fare per capire allora se siamo nel posto giusto?


L'ODIO VERSO L'UNITA'......è un primo campanello d'allarme...[SM=g7831] ...
L'odio verso la Chiesa bimillenaria che porta le prove della sua fede....è un altro campanello d'allarme....perchè gli apostoli insegnavano E I CRISTIANI DOVEVANO ATTENERSI AI LORO INSEGNAMENTI E MAI INSEGNARONO LA SOLA SCRIPTURA.......ma di servirsi della Scrittura per verificare la verità della Chiesa...[SM=g7574] ...
LA CONFERMAZIONE DEI VESCOVI.......e quindi dei sacerdoti.....un sacerdote NON si alza e fonda una chiesa, ma VIENE INVIATO A REGGERE UNA COMUNITA'...[SM=g7574] ...oggi invece si va a fare la spesa e si osserva che nuove chiese spuntano come funghi, da parte di pastori NON INVIATI DA NESSUNO.....e che non trasmettono un messaggio INSEGNATO DAI VESCOVI  come Paolo insegnava ai suoi......assistiamo ad un SUPERMERCATO DELLE FEDI...ti spacciano il podotto in cui l'immagine di Cristo e del suo CORPO risulti più accattivante, più vendibile...più succulenta...[SM=g1740730]

 
Guardiamo all’esempio di Martin Lutero.

Se Lutero avesse permesso alla propria sottomissione di essere dirottata-trasferita da Dio alla gerarchia ecclesistica-oggi nel mondo NON ci sarebbe odio verso la Chiesa, nè tutta questa COMPETIZIONE FRA COMUNITA'....E LA RIFORMA SAREBBE STATA PIU' PRODUTTIVA....
.

Forse ci sarebbero stati lo stesso Protestanti, Fondamentalisti, Evangelici, Carismatici, Battisti o Pentecostali, ma almeno nelle dottrine di base saremmo stati TUTTI SOTTOMESSI....[SM=g7574]  Le diversità sarebbero state ARRICCHIMENTO e non divisione...e non proselitismo..[SM=g7831] ..

E’ cosi’ grande l’importanza della nostra fedeltà e sottomissione alla Verita’! Non ha un effetto solo sul presente ma anche sulle future generazioni, come avviene fin dal primo secolo ININTERROTTAMENTE......

 
Lutero ebbe ragione su un punto FONDAMENTALE....si ribellò alla DISOBBEDIENZA DI UNA FRANGIA CORROTTA DELLA CHIESA CHE NON ERA PIU' SOTTOMESSA A DIO MA ALL'UOMO, aipropri tornaconti, alla corruzione, a quell'atteggiamento cheriscontriamo in Giuda, il traditore...


non a caso papa Leone riconobbe ben 54 delle 95 Tesi proposte da Lutero...ma egli sbagliò e non agì in modo migliore di Giuda quando davanti alla Donna che aveva speso soldi per profumare i piedi di Gesù, egli si ribella per lo spreco di danaro...[SM=g7574]

 
e questo ci riporta al discorso iniziale.....sottomissione si alla Chiesa, ma A DIO INNANZI TUTTO attraverso IL CORPO DI CRISTO,  cioè..CONVERSIONE VERA E AUTENTICA...non dimentichiamo che sottomettersi al Cristo privandolo del Corpo, è sottomettersi A UNA IMMAGINE di Dio[SM=g7574] ..

da questa mancanza una frangia di persone che vivevano nella Chiesa arrivarono appunto a forme di CORRUZIONE che fecero scattare la ribellione di Lutero...ma tutto questo può giustificare l'odio nato contro la Chiesa? Nelle 95 Tesi Lutero DIFENDE IL PAPA....solo in un secondo momento lo definì anticristo, quando il Papa lo scomunicò perchè Lutero disobbedì a quel messaggio TRASMESSO DA 1500 ANNI...come insegnò lo stesso Paolo...


In sostanza Pietro NON confermò Lutero e Luterò agì con rabbia, ma Gesù ha dato a Pietro l'autorità di confermare o meno Lutero, e non il contrario...[SM=g7574]

Di gran lunga, le denominazioni Protestanti che Evangeliche Pentecostali di oggi sono caduti pari pari.....negli stessi errori di cui era infetta la Chiesa ai tempi di Lutero per questo continuano a nascere ogni giorno nuove comunità DIVISE FRA LORO...
...un ex pentecostale pastore divenuto ortodosso definisce questa proliferazione come LA TESTA DELLA MEDUSA CON I SERPENTI SULLA TESTA....a me sembra effettivamente esagerato il paragone, tuttavia....quanti pastori vanno in giro depredando il gregge della Chiesa??
.


Non c’e’ nessun esempio di infallibilita’  nelle chiese Protestanti di 400 anni e in quelle Evangeliche di oggi che promettono un paradiso terrestre ED OBBLIGANO ALLA SOTTOMISSIONE ALLA LORO CHIESA ED AL LORO PASTORE....
la dottrina della Sola Scriptura ha moltiplicato le divisioni.....
..

.... Pietro e Giovanni, Paolo e gli altri.... hanno incontrato questo problema durante i primi giorni della chiesa....ma quella Chiesa ....quella Chiesa che è una santa CATTOLICA ED APOSTOLICA esiste ancora e non ha cambiato una sola dottrina....[SM=g7574]

Nel mondo di allora, le leggi Giudaiche erano sacre. Fortunatamente, Pietro e Giovanni riconobbero che vi era un’autorita’ piu’ alta...LA SOTTOMISSIONE A DIO.....che essi avevano ricevuto COME AUTORITA' DA PARTE DI GESU'.....fondando appunto quella forma gerarchica che è un servizio al gregge che a loro venne affidato....


 

La Chiesa CI HA RIGENERATI MEDIANTE IL BATTESIMO è vero, ma questo è avvenuto per quale motivo? PERCHE' ABBIAMO CREDUTO, cioè, ci siamo convertiti, dunque è scattata quella sottomissione a Dio senza la quale il resto diventerebbe inutile ed infatti per questo molti cattolici ABBANDONANO....proprio come facevano i Corinti citati da Paolo.....e vanno cercando altrove dei falsi palliativi....finendo paradossalmente per lasciarsi sottomettere ad altri pastori...[SM=g1740729] ..


Quotidianamente ognuno di noi si “sottomette” agli usi e ai costumi della societa’ non siamo forse....sottomessi al nostro DATORE DI LAVORO?
I figli che vanno a scuola non sono sottomessi alle regole scolastiche?
,

ma cristianamente parlando.....consideriamo questo piu’ un conformarsi alle tradizioni che sono buone per la comunita’ nella sua totalita’
.

Il pastore, il prete.... deve sottomettersi al Corpo, cioè....al suo VESCOVO CHE LO HA INVIATO in nome della Chiesa e che rappresenta la Chiesa....e così anche il gregge a lui affidato che forma questo Corpo... deve sottomettersi al pastore.

Ogni cristiano deve sottomettersi agli altri cristiani con la comunione fraterna, fintanto che le tradizioni e le dottrine siano conformi ad un corretto insegnamento biblico. Ma notate che stiamo parlando di sottomissione (o conformita’) volontaria, non di dittatura.....[SM=g7574] ....perciò il cattolico CHE NON CI STA....uscendo dalla Chiesa non può arrogarsi il diritto di giudicare la Chiesa, ma può farsi un esame di coscienza su se stesso.......


Mi sottometto a Dio è a lui che mi converto...e nella Chiesa si da la testimonianza...perchè il mondo creda.....[SM=g1740717]


[SM=g1740722] [SM=g1740722] [SM=g1740722] [SM=g1740722] [SM=g1740722] [SM=g1740722]

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito

Tt 1,1-9

Stabilisci presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato



Paolo, servo di Dio, apostolo di Gesù Cristo per chiamare alla fede gli eletti di Dio e per far conoscere la verità che conduce alla pietà ed è fondata sulla speranza della vita eterna, promessa fin dai secoli eterni da quel Dio che non mentisce, e manifestata poi con la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore, a Tito, mio vero figlio nella fede comune: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore.
Per questo ti ho lasciato a Creta perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato: il candidato deve essere irreprensibile, sposato una sola volta, con figli credenti e che non possano essere accusati di dissolutezza o siano insubordinati.
 

Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, dev’essere irreprensibile: non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, pio, padrone di sé, attaccato alla dottrina sicura, secondo l’insegnamento trasmesso, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono.

Parola di Dio

..........

Questa Lettura della Liturgia ...si accompagna bene con il Vangelo di oggi:
+ Dal Vangelo secondo Luca Lc 17,1-6

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai”.
Gli apostoli dissero al Signore: “Aumenta la nostra fede!”. Il Signore rispose: “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe”.

Parola del Signore


In attesa dello sposo che viene nel cuore della notte, siamo invitati a vivere il tempo delle tenebre tenendo accese le lampade della fede e delle opere profetiche con una serie di atteggiamenti che ci rendano davvero figli di quel Dio che fa piovere sui giusti e sui malvagi. La settimana lavorativa si apre con tre consigli piuttosto impegnativi, cari amici.
 

Il primo ci suggerisce che - per quanto dipende da noi - siamo invitati a non scandalizzare i piccoli, cioè le persone semplici, a cercare di vivere un minimo di armonia tra fede e vita, di coerenza tra la nostra ricerca di fede e la nostra vita lavorativa.


Secondo
: siamo reduci da tempi in cui la coerenza e l'esteriorità diventavano financo oppressive, un idolo a cui sacrificare ogni cosa, anche libertà e creatività... Oggi però con troppa semplicità e faciloneria noi discepoli annacquiamo il messaggio evangelico; rigidi con gli altri, diventiamo faciloni e lassisti con i nostri difetti; siamo chiamati, senza fanatismi, a ritrovare il gusto dell'essere giusti, del metterci in gioco, del costruire verità.
 E la più grande delle testimonianze, ci ammonisce il Rabbì, è quella del perdono, del dare un'altra possibilità a chi sbaglia, del guardare senza malizia al fratello.


Terzo aspetto
: è' difficile, lo so, ma se noi cristiani non siamo capaci di perdonare, chi mai lo sarà?

In questo tempo in cui il perdono viene percepito come debolezza, in cui si vince se si è aggressivi e forti, se si urla ad alta voce, in cui conta il profitto e non le persone, in cui lavorare è diventato un rischio, noi cristiani dobbiamo con energia testimoniare che un altro mondo è possibile.

Un mondo secondo il cuore di Dio, in cui nessuno è perfetto e a tutti è data la possibilità di crescere e di migliorare, di cambiare e di rinascere. E' difficile, lo so, perciò abbiamo bisogno - e tanto - di chiedere nella preghiera di aumentare la nostra fede, di convertire la nostra vita alla dolcezza evangelica, per poter dire ai gelsi della sopraffazione e della violenza, dell'egoismo e della prevaricazione: "Sii sradicato" e ciò accadrebbe.



Provocazione: amico, perché non provarci? Costruiamo piccoli nuclei clandestini di logica evangelica, avamposti del Regno di Dio, centrali del perdono e del dialogo, perché davvero il mondo creda.[SM=g1740721]

Aumenta la nostra fede, Signore, per vivere con coerenza la speranza che professiamo, per diventare capaci di perdono, per sradicare la violenza e la sopraffazione che abitano nel nostro cuore e nel cuore dei fratelli. Sì, Signore, aumenta la nostra fede.
[SM=g7831]

[SM=g1740717] [SM=g1740717] [SM=g1740717]

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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08/01/2009 11.28
 
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LA CHIESA LA QUALE DIVENTA LA GARANTE DELLA COMUNITA' ECCLESIALE IN COMUNIONE CON PIETRO...quando ad esempio arriva in Samaria insieme a Giovanni....(Atti 8,14-23)
Qui troviamo un gesto NUOVO: L'IMPOSIZIONE DELLE MANI......prima ancora degli eventi paolini....[SM=g7609]
ne abbiamo parlato anche sopra, ora qui approfondiamo il significato teologico e comunitario...

Molti improvvisati "esegeti"....e professori di sè stessi e delle personali interpretazioni....purtroppo SOTTOVALUTANO questo episodio..

 
Il tutto comincia quando Filippo evangelizza la Samaria..[SM=g7574] .notare amici che ogni apostolo non agisce mai da solo e per conto proprio.... non evangelizza secondo una personale interpretazione, ma tutti agiscono IN COMUNIONE FRA DI LORO......[SM=g1740717]

Filippo arriva e comincia a predicare "IL CRISTO, IL MESSIA" e leggiamo "le folle erano tutte tese verso quello che Filippo diceva: lo ascoltavano e osservavano prodigi che compiva..e vi fu immensa GIOIA IN QUELLA CITTA'..."

come mai questa gioia?

Leggiamo bene il capitolo.....

quella città era stata fino a quel momento ILLUSA DA UN MAGO....il quale si spacciava per un grande personaggio...."TUTTI GLI DAVANO ASCOLTO PERCHE' ERA FORTE L'IMPRESSIONE CHE ESERCITAVA SU DI LORO CON LE SUE ARTI MAGICHE" (8,11)

ma Filippo...SENZA NULLA CONDANNARE O IMPORRE, predica serenamente il Cristo e il nome di Gesù...LA FEDE IN GESU' VINSE IN QUELLA CITTA' LA MAGIA CHE AVEVA FINO AD ALLORA PREDOMINATO......[SM=g7574]

Filippo non fa compressi: c'è incompatibilità fra la magia....e il messaggio del Vangelo....[SM=g1740730]
...

Tanto è forte la sua OPPOSIZIONE che Simon mago CEDE....cede alla superiorità di Filippo e si converte....ma si osservano subito due conversioni diverse:

 
1) le folle si convertono COMMOSSE DALL'ANNUNCIO nel Nome di Gesù......
2) Simon mago invece perchè sperimenta i "segni e i prodigi" che avvenivano per mezzo di Filippo......

[SM=g7574]

Ma vediamo nel frattempo cosa facevano Pietro e Giovanni....(8,14-23) ATTENZIONE....LEGGIAMO ATTENTAMENTE......[SM=g7560]

 
Era un periodo FECONDO, nascevano nuove comunità....NASCE UNA ESIGENZA: MANTENERE NELL'UNITA' DOTTRINALE TUTTE QUESTE COMUNITA' SPARSE SU UN TERRITORIO VASTISSIMO......[SM=g7574]

Per la prima volta S'IMPONGONO LE MANI...QUALE SEGNO DI UNA TRASMISSIONE DI AUTORITA' NON PROVENIENTE DA SE' STESSI MA RICEVUTA E DATA COME SERVIZIO...[SM=g7609] ...

Ma quale è lo scopo di questo gesto?
Lo scopo, leggiamo è quello che imponendo le mani sui Samaritani ESSI RICEVANO LO SPIRITO SANTO.....e leggiamo: " Infatti NON era ancora sceso su nessuno di loro, ma erano stati battezzati SOLTANTO nel nome di Gesù..."

Ma come è possibile questa stranezza?

Sembra INCOMPRENSIBILE che mentre tutta la predicazione dice che ci si salva nel nome di Gesù e nel Battesimo...ora si scopre che chi ha ricevuto il Battesimo "solo" nel nome di Gesù NON AVEVA RICEVUTO INSIEME LO SPIRITO SANTO..[SM=g7581] ...effettivamente è incomprensibile e contraddittorio...quasi che la Trinità agisca separatamente.....e quasi in contraddizione con le parole del Cristo "BATTEZZATE NEL NOME DEL PADRE  DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO"....UN SOLO ATTO, UN SOLO BATTESIMO......

Ma allora che cosa vuole dirci il testo? [SM=g7831]
Lo studioso Fabris ci da un aiuto nella comprensione.....dice:

"La novità del Battesimo sta proprio nell'intimo legame della rivelazione della Santa Trinità: il Padre comanda, il Figlio autorizza, lo Spirito sigilla..[SM=g1740717] ..il Battesimo rinnova il nuovo credente donandogli i mezzi della comprensione per mezzo dello Spirito Santo, unendoli al Corpo di Cristo che è la Chiesa..."

così il Fabris quando spiega il verso 16 dice:

" Luca in Atti RIDIMENSIONA IL BATTESIMO DI FILIPPO PERCHE' ERA INDISPENSABILE FAR EMERGERE CHI E CON QUALE AUTORITA' TALE BATTESIMO VENIVA DATO: L'AUTORITA' ERA INDISCUTIBILMENTE QUELLA DEGLI APOSTOLI CHE INIZIANO AD IMPORRE LE MANI ...." indubbiamente la spiegazione del Fabris non è completa e fa suscitare altre domande...[SM=g7554] ....

Il Kurzinger è più completo e dice a riguardo:

" L'IMPOSIZIONE DELLE MANI E' IL PERFEZIONAMENTO IN CHI ERA GIA' IN POSSESSO DELLO SPIRITO SANTO PER IL BATTESIMO RICEVUTO NEL NOME DI GESU', TANTO CHE LA CHIESA MATURA IL SACRAMENTO DELLA CRESIMA CHIAMANDOLO CONFERMAZIONE....."
Gli esegeti concordono sulla EVOLUZIONE DELLA CHIESA NEI SUOI GESTI E NELLA SUA AUTORITA'.....[SM=g7831]

 
Ritorniamo al testo....gli apostoli dunque impongono le mani perchè ricevano lo Spirito Santo E PERCHE' EMERGA L'AUTORITA' DEGLI APOSTOLI, la prova ce la fornisce proprio Simon Mago che quando vide questa potenza " offrì loro del danaro pensando di poter COMPRARE QUEL POTERE.....(vv.19)[SM=g1740730]

La reazione di Pietro è dura....."VA ALLA MALORA TU E IL TUO DANARO..."(vv.20)

Pietro come emerge da più parti, finisce per dare LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI......I DONI DI DIO NON SONO IN VENDITA...CHI MERCANTEGGIA CON ESSI NON E' IN COMUNIONE CON LA CHIESA...la superiorità del Vangelo SCHIACCIA ogni riferimento alla magia..... di conseguenza NON possiede affatto lo Spirito Santo autentico, ma uno spirito falso quale era quello di Simon Mago il quale appunto riconosce la superiorità dello Spirito Santo che è in possesso DELLA CHIESA negli Apostoli[SM=g7574]

 
Sempre al cap.8,26-40 Dio comanda a Filippo di recarsi verso il sud....e sulla strada di Gaza egli incontra l'etiope che stava leggendo un passo di Isaia e gli dice: "COMPRENDI CIO' CHE STAI LEGGENDO? risponde l'etiope: "E COME POTREI SE NESSUNO ME LO SPIEGA?"

questa frase è importantissima poichè nulla nella Parola di Dio è lasciata al caso....LE SCRITTURE NON SONO COMPRENSIBILI A CHIUNQUE occorre dunque che qualcuno, AUTORIZZATO, INVIATO, LE SPIEGHI[SM=g7574] ......il fatto che sia toccato ad un apostolo questo incontro significa un'ulteriore autorità della Chiesa NELLA SPIEGAZIONE DELLE SCRITTURE..

...ma c'è un gesto significativo....Filippo non s'impone di spiegare....ma è l'etiope CHE INVITA FILIPPO A SALIRE SUL CARRO.....è L'ACCOGLIENZA DELLA CHIESA...[SM=g7831] .

il passo di Isaia 53,7-8 che l'etiope stava leggendo riguarda proprio la profezia su Gesù morente....un altro caso? [SM=g7560]  per noi NO!

Indubbiamente NON ci è stato riportato TUTTO IL DIALOGO fra i due, ma sicuramente Filippo deve aver parlato del BATTESIMO quale segno DELL'IDENTITA' DEL CRISTO E DI NOI MEDIANTE LUI....PER FAR PARTE DELLA COMUNITA' DEI CREDENTI.....infatti appena giunti dove c'era dell'acqua, l'etiope non esita più e chiede il Battesimo....FA UN ATTO DI FEDE, il "CREDO"......
E come Filippo lo battezza lo Spirito Santo scese sull'etiope, leggiamo, mentre l'angelo del Signore RAPI' FILIPPO perche' fosse presente nella città di Azoto......

 
L'IDENTITA' DEL CRISTO GESU' DIVENTA NELLA PREDICAZIONE DEGLI APOSTOLI L'IDENTITA' STESSA DELLA CHIESA...[SM=g1740721] ..LA LORO STESSA CREDIBILITA'...LA LORO UNITA'.....LA LORO AUTORITA' RICEVUTA APPUNTO DAL CRISTO E A LORO VOLTA TRASMESSA MEDIANTE L'IMPOSIZIONE DELLE MANI......

 
Sorvolando sulla conversione di Paolo che ben conosciamo..... concludiamo per ora con Atti 9, 19-31....quando Paolo si reca a predicare dai Giudei.....

Luca parla di Paolo solo a Gerusalemme...è probabile che ai suoi inizi Luca non sapesse che Paolo era stato anche in Arabia per tre anni (Gal.1,13-18...negli anni 39-39) è infatti Paolo a raccontarlo.....

A Gerusalemme Paolo NON ha un impatto felice con il gruppo dei discepoli i quali NON SI FIDANO ANCORA DI LUI...[SM=g7831] ...questo quadro è importante amici.....ci comunica che esisteva già UNA COMUNITA' COMPATTA E UNITA FRA DI LORO CON TANTO DI GERARCHIA E DI AUTORITA'.....TANTO DA DUBITARE DI PAOLO CHE ERA STATO UN PERSECUTORE.......
è Barnaba colui che si fiderà di Paolo......
è LUI CHE LO PRESENTA AGLI APOSTOLI.....
LO PRESENTA ALL'AUTORITA'.....[SM=g7574]

riflettiamo sulla scena....

Paolo avverte un rifiuto.....avverte un NON benvenuto...chi glielo fa fare dunque  DI ATTENDERE DI ESSERE RICEVUTO DAGLI APOSTOLI se non riconosceva in essi l'autorita' della chiesa? [SM=g7831] Lui che aveva avuto istruzioni dal Cristo, PERCHE' ATTENDERE DI ESSERE RICEVUTO DAGLI APOSTOLI?
Paolo parlò soprattutto CON CEFA (Gal.1/2)...altra coincidenza?

La nota osservatrice di Luca sul finale è altrettanto significativa.....

LA CHIESA, leggiamo, FU IN PACE PER TUTTA LA GIUDEA, LA SAMARIA E LA GALILEA....lo scontro in Gal.3 ci fa comprendere che Saulo CON LA SUA IRRUENZA CERCAVA IN QUALCHE MODO LO SCONTRO....unico mezzo per scuotere le coscienze.....gli Apostoli invece dal canto loro...TEMEVANO GLI SCONTRI......del resto non dimentichiamo che Paolo proveniva già da un ruolo COMBATTENTE E COMBATTIVO...gli apostoli Pietro, Giovanni...ERANO SEMPLICI PESCATORI.....gente pacifica che sicuramente avrà influenzato il loro modo di predicare SENZA CREARE SCONTRI......a differenza di Paolo invece che era ABITUATO a scontrarsi con la gente, ma che stavolta agisce IN NOME DI CRISTO.....

C'è infatti una contraddizione apparente...

Gesù dice che chi darà dello stupido al fratello sarà punibile...e Paolo in Gal. 3 inizia asserendo: "O GALATI SCIOCCHI..CHI mai vi ha incatenati..ecc..." CON QUALE AUTORITA' PAOLO DA DELLO "SCIOCCO" AD ALTRI ?? Paolo cerca LA PROVOCAZIONE...pone domande alle quali vuole delle risposte.....
Paolo fa appello all'esperienza dei Galati che avevano per mezzo dello Spirito....QUANDO SI ERANO FATTI BATTEZZARE...l'irruenza di Paolo non accetta che chi è battezzato si comporti POI DIVERSAMENTE..[SM=g1740730] ...

è infatti di questo Libro che Paolo al cap.5,13 spiega che cosa è LA LIBERTà CRISTIANA...."non dovete servirvi della libertà come un pretesto per la carne (ossia LE COSE MATERIALI), ma per mezzo della carità SIATE GLI UNI SCHIAVI DEGLI ALTRI.....(...) se poi vi mordete e divorate a vicenda, VEDETE DI NON DISTRUGGERVI GLI UNI GLI ALTRI".....

siamo Liberi...ma lo siamo se siamo SCHIAVI GLI UNI DEGLI ALTRI NELLA CARITA' DEL SERVIZIO.......
possiamo DIVORARCI A VICENDA...MA SENZA DISTRUGGERCI.....[SM=g7560]

Sicuramente Paolo ha un modo tutto particolare di esporre la dottrina.....ma ciò che appare evidente....è che non è appunto L'ORGANIZZAZIONE CHE PUO' SOSTITUIRE IL FONDAMENTO DEL VANGELO....., ma l'insieme della Comunita' dei credenti GESTITI (SCHIAVI GLI UNI DEGLI ALTRI) DALL'AUTORITA' DEGLI APOSTOLI che da 2000 anni è ininterrotta nei suoi vescovi.....perchè la Chiesa CAMMINA CON CRISTO NELLA STORIA DELL'UOMO UNIVERSALMENTE PERCHE' GUIDATA E SOSTENUTA DALLO SPIRITO SANTO......[SM=g1740722]


                                         




La Pace del Risorto.

 
Volevo fare una riflessione su questa frase di alleanza-evangelica che dice:

 
L'insegnamento della Bibbia riscoperto dalla Riforma del XVI° secolo riguardante i sola è parte essenziale e non negoziabile della comprensione evangelica del vangelo.

 
Ho cercato di riperire per questo, fonti del Vangelo, ma non ne ho trovate, allora mi sono posto queste domande:
a- L'insegnamento della Bibbia sarebbe stato riscoperto dalla Riforma Protestante: dove sta scritto nella Bibbia che dopo Mille e cinquecento anni l'insegnamento della Bibbia sarebbe dovuto cambiare?

 
b- Dove sono trascritti i sola nella Bibbia?

 
c- se non sono negoziabili, con quale autorità essi hanno imposto questi cambiamenti che non sono riportati dagli insegnamenti degli Apostoli?

Se poi non sono negoziabili, significa che essi sono infallibili, rivendicando così una infallibilità che Gesù Signore non diede mai loro, ma che essi si ostinano a negare nei confronti dell'autorità data a Pietro da Gesù.
Con questi criteri, infatti, sono nate migliaia di realtà cristiane differenti fra loro per credo e dottrina e testimonianza e che infatti stanno tentando oggi di unificarsi come spiega "alleanza-evangelica" per rendersi più credibili, perchè hanno capito che divisi non portano frutti.

 
Alleanza-evangelica scrive che:

 
Il consenso dottrinale esistente tra cattolici ed evangelici sulla base della comune adesione ai credi e ai concili dei primi cinque secoli della chiesa cristiana non costituisce una base sufficiente per dichiarare che esista un accordo su tutti gli elementi essenziali del vangelo.

Su questo posso essere d'accordo, la Chiesa infatti non termina nel V° secolo ma ha proceduto nella storia con altri Concili, tuttavia sono proprio gli evangelici a dimostrare la loro estraneità all'insegnamento degli apostoli nei riguardi di che cosa sia la Chiesa e la gerarchia dal momento che essi stessi si stanno organizzando in una enorme comunità ecclesiale per fare concorrenza alla Chiesa Cattolica.

Ora io prendo le Scritture e medito quando leggo questa Lettera:

1Giovanni 2,18-25


18
Figlioli, questa è l'ultima ora. Come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l'ultima ora.
19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri.
20 Ora voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza.
21 Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità.
22 Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.
23 Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
24 Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre.
25 E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.

I fratelli Luterani e Pentecostali di oggi, riconoscono che comunque i Cattolici come presenza cristiana nel mondo esistevano prima di loro, essi riconoscono quei primi secoli di comunione dove già la Tradizione era una verità di fede e di vita. Debbono allora riflettere sulle parole dell'Apostolo che dice: Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri

 
La base mancante è da loro perchè non si può fare una selezione di quel che più ci aggrada. Se riconoscono ai Cattolici una presenza, quali erano i vescovi degli evangelici in questi primi cinque secoli?

 
Sia lodato Gesù e Maria.
Francesco

                                               


3. - Ora, bisogna guardarsi non solo dai pericoli aperti e manifesti, ma pure dalle insidie tese con l’astuzia sottile dell’imbroglio. Ed ecco, cosa può esserci di più astuto e sottile? Il nemico, smascherato e abbattuto dalla venuta di Cristo, dopo che la luce venne alle genti e irraggiò il suo splendore per la salvezza degli uomini sicché i sordi ricuperavano l’udito della grazia spirituale e i ciechi aprivano gli occhi al Signore e gli infermi si rinvigorivano della sanità eterna e gli zoppi accorrevano alla Chiesa e i muti articolavano con chiara voce le loro preghiere: quel nemico, vedendo i suoi idoli abbandonati, e disertati i suoi templi e le sue sedi a causa del gran numero dei credenti, ha escogitato un nuovo inganno quello cioè di far cadere gli imprudenti presentandosi con l’etichetta del nome cristiano. Ha inventato, cosi, le eresie e gli scismi per sovvertire la fede, per corrompere la verità, per spezzare l’unità.
In questo modo, coloro che egli non può più tenere nel vicolo cieco dell’antico errore, li raggira e li inganna per una nuova via. Strappa gli uomini proprio dalla Chiesa e, mentre essi credono di essersi già accostati alla luce sfuggendo alla notte del mondo, li avvolge ancora in altre tenebre senza che essi se ne accorgano. Cosi costoro finiscono per chiamarsi cristiani senza però  osservare la legge del Vangelo di Cristo; e mentre camminano nelle tenebre, pensano di stare nella luce. Tutto ciò è opera appunto dell’avversario, il quale attira con lusinghe nell’errore, e — come dice l’Apostolo (2 Corinzi 11,14) — si trasforma in angelo di luce, e spaccia i suoi ministri per ministri di giustizia: costoro chiamano giorno la notte, salvezza la morte, e insinuano la disperazione con l’appannaggio della speranza, e l’incredulità sotto il pretesto della fede, e dicono Cristo l’Anticristo, cosicché frustrano sottilmente la verità con menzogne verosimili. Ma ciò accade, fratelli carissimi, quando non ci si rifà all’origine della verità, quando non se ne ricerca il principio, quando non si osserva la dottrina del magistero celeste...(...)

6. - La sposa di Cristo non sarà mai adultera: essa è incorruttibile e pura. Ha conosciuto una sola casa, ha custodito con casto pudore la santità di un sol talamo. Lei ci conserva per Dio, lei destina al regno i figli che ha generato. Chiunque, separandosi dalla Chiesa, ne sceglie una adultera, viene a tagliarsi fuori dalle promesse della Chiesa: chi abbandona la Chiesa di Cristo, non perviene certo alle ricompense di Cristo. Costui sarà un estraneo, un profano, un nemico. Non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre. Se avesse potuto salvarsi chi restò fuori dell’arca di Noé, allora potremmo dire che si salverà chi è fuori della Chiesa (Genesi 7,1). Ecco quanto il Signore ci dice ammonendoci: «Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde» (Matteo 12,30). Colui che spezza la concordia, la pace di Cristo, è contro Cristo; e colui che raccoglie fuori della Chiesa, disperde la Chiesa di Cristo. Il Signore dice: «Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10,30). E ancora sta scritto del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: «E i tre sono uno» (1 Giovanni 5,7). Ebbene, può forse esserci qualcuno che creda si possa dividere l’unità nella Chiesa, questa unità che viene dalla stabilità divina e che è legata ai misteri celesti, e penserà che si possa dissolvere per la divergenza di opposte volontà? Chi non si tiene in questa unità, non si tiene nella legge di Dio, non si tiene nella fede del Padre e del Figlio, non si tiene nella vita e nella salvezza.

san Cipriano martire da "L'Unità della Chiesa" (reperibile nelle librerie, Edizioni Studio Domenicano)

 
Vissuto nel 200 d.C. vescovo di Cartagine nel 248
Questo celebre testo venne letto dallo stesso Cipriano di fronte al concilio che si tenne in aprile nel 251, quello in cui poté ottenere il supporto dei vescovi contro lo scisma originato da Felicissimo e da Novato, che avevano un grande seguito. L'unità di cui san Cipriano si stava occupando non era tanto l'unità dell'intera chiesa, la necessità della quale comunque postulava, quanto l'unità da mantenere all'interno di ogni diocesi tramite l'unione con il vescovo; l'unità della chiesa, infatti, era garantita dall'unione dei vescovi che "sono incollati l'uno all'altro", quindi chiunque non è con il suo vescovo è fuori dalla chiesa e non può essere unito a Cristo; il prototipo del vescovo è San Pietro, il primo vescovo al quale tutti gli altri devono essere legati attraverso l'obbedienza....Il testo rituonò nell'aula conciliare e fu accolto con fragorosi applausi e arginò lo scisma novaziano che nel frattemo era stato nominato antipapa a fronte della legittima nomina diel vescovo Cornelio a successore di Pietro.....
ecc....eccc....ecc.....tanti c'hanno provato a distruggere la Chiesa, ma hanno ottenuto solo divisioni e scismi.....hanno diviso la Chiesa.....
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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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UNO FRA I TANTI FRUTTI DI QUESTO INSEGNAMENTO?
ECCOLO: NELL'ARTE[SM=g1740717]


1500
Affresco; base m 7,70. Roma, Palazzo Vaticano, Stanza della Segnatura.

Semplice ed efficace, la costruzione compositiva della cosiddetta Disputa del Sacramento altro non è che la logica evoluaìzione dell'affresco con la Trinità e i Santi che l'artista ha dipinto nel 1505 per la chiesa del monastero di San Severo a Perugia.

Ultimato da Perugino nel 1521 (che realizza la fascia inferiore), il dipinto propone già da allora la disposizione semicircolare dei santi sulle nuvole, la centralità del Cristo e la divisione in due one dell'insieme che, nel capolavoro vaticano, si articolano in Chiesa trionfante (in alto) e in Chiesa militante (in basso). L'efficacia dell'impianto della disputa sta proprio nell'evidente corrsponednza fra l'una e l'altra fascia compositiva, sottolineata da rimandi speculari.

Così, alla presenza di Padre, Figlio e Spirito Santo (la colomba) fa eco in basso l'immagine dell'Ostia consacrata, sintesi e capolavoro dell'amore di Dio per gli uomini, ai quali dona il proprio corpo sotto forma di pane e di vino. In realtà nell'affresco si distinguono tre zone che interagiscono figurativamente l'una con l'altra. In alto troviamo la "cupola" dell'Empireo ricolma di luce e di angeli che circondano la figura dell'Eterno. Al centro, dodici figure disposte a semicerchio fanno ala al Cristo che sovrasta lo Spirito Santo ed è affiancato dalla Vergine e da Giovan Battista, in una moderna riproposizione del tema della "Deesis". Sulla sinistra è possibile identificare san Pietro, Adamo, san Giovanni Evangelista e Davide.

A destra, invece, troviamo santo Stefano, Mosè, san Giacomo, il patriarca Abramo e san Paolo. Infine, in basso, inorno al calice eucaristico, fulcro prospettico dell'intera composizione, stanno una gran quantità di figure di santi, dottori della Chiesa e teologi (fra i quali compare anche Dante qui considerato proprio come teologo) che, secondo quanto scrive Vasari, "disputano". E' da questa impressione del critico aretino, nata dal fatto che la gestulità dei personaggi sembra suggerire un'animata discussione, che dipende l'attuale denominazione del dipinto, che in real'tà dovrrebbe chiamarsi "Trionfo dell'Eucarestia".

Teologi, santi e dottori della Chiesa non "disputano", ma semplicemente accologono l'evidenza di quanto avevano teorizzato nei loro sottili trattati e nei loro voluminosi scritti. Fra le figure, a sinistra compaiono artisti come Bramante e Beato Angelico (con la veste domenicana), mentre il bel giovane biondo, evidentemente un angelo che con un semplice gesto addita la verità indiscutibile del mistero eucaristico, potrebbe essere il ritratto di Francesco Maria della Rovere, erede del ducato di Urbino.

Verso l'altare, poi, seduto su uno scranno marmoreo, troviamo un Giulio II nei panni di Gregorio Magno (senza barba), accanto al quale siede san Girolamo con tanto di leone accucciato. Sulla destra, invece, sono disposte in semicerchio, come risulta, tra l'altro, dalle scritte nelle aureole, figure quali (da sinistra a destra) sant'Ambrogio, sant'Agostino (seduti), san Tommaso d'Aquino, papa Innocenzo III, san Bonaventura da Bagnoregio intento nelle lettura a papa Sisto IV, lo zio di Giulio II.
 
Tutto questo, senza giungere a forzature che vogliono vedere nell'affreso la proiezione del progetto di Bramante per San Pietro, suggerisce comunque l'idea che il tempio della fede è costituito non da mura, fragili per quanto possenti, ma dalle incorruttubili colonne dello spirito dei santi e dei beati disposti intorno alla luce divina che, attraverso il Cristo, si riflette nell'Eucarestia.

In altri termini, Raffaello non solo ha dato forma all'idea del Vero rivelato, ma ha magistramente esemplificato il concetto di "Civitas Dei" (Città di Dio) di agostiniana memoria. Una città eterna che ha la sua pietra angolare nellEucarestia, particolare che contiene il corpo ed il sangue di Cristo: unico cibo capace di donare la vera vita.


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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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Si parla di san Paolo PREDICATORE....EVANGELIZZATORE......alcuni lo definisco il MORALIZZATORE....tanto che si tenta di interpretare diversamente la sua catechesi sulla morale e contrariamente a quanto insegna la Chiesa...

Vorrei che insieme comprendessimo un aspetto importante di Paolo....la sua predicazione NON rimane mai legata al solo aspetto dell'Annuncio..l'apostolo mette subito in chiaro nelle comunità da lui fondate che l'Evangelizzazione non può rimanere solo un fattore legato all'annuncio...MA VA BEN OLTRE.....e che come diceva ripetutamente Benedetto XVI in questi mesi: GESU' NON E' UN FATTO PRIVATO MA COMUNITARIO......ergo la morale paolina non è un fattore privato, ma deve coinvolgere la comunità

San Paolo dunque NON E' UN MORALISTA....


moralista è colui che spara sentenze ma che con i fatti vive diversamente per un puro aspetto di facciata scandalizzandosi del male che altri fanno senza rendersi conto del male che lui stesso compie
...oppure...è anche colui che predica esclusivamente perchè VEDE SOLO MALE....e diventa dunque intransigente.....e..FONDAMENTALISTA.....esige dagli altri la perfezione quando egli stesso non è in grado di mantenersi integro!


Paolo al contrario, predica LA MORALE....che è una distinzione CATEGORICA E PRECISA FRA CIO' CHE E' BENE E CIO' CHE E' MALE......chiamando ogni cosa con il suo nome e....METTENDOLO IN PRATICA PERSONALMENTE....dice:


FATEVI MIEI IMITATORI COME IO LO SONO DI CRISTO.....CHE IL VOSTRO PENSARE E PARLARE SIA UNANIME.....

La morale paolina parte DA UN CUORE RINNOVATO.... chiediamoci subito e con urgenza: come sta messo il MIO cuore? E' inquieto? Riposa in Cristo? 

Il cuore di Paolo è scosso dal momento in cui ebbe l'incontro con Cristo sulla strada per Damasco...è la CONVERSIONE....da qui Paolo viene istruito dal Cristo e questo incontro NON PUO' ESSERE TACIUTO.... Paolo ancor prima di ricevere un unità (cfr Gal.2) con gli apostoli, sente che NON PUO' TACERE....ed ecco che scatta l'annuncio....L'EVANGELIZZAZIONE che egli per primo mette subito in pratica senza porsi delle domande....cioè OBBEDISCE A QUELLA CONVERSIONE.....
Il primo passo è dunque L'OBBEDIENZA AL VANGELO.....


Questa obbedienza, nell'esperienza di Paolo, scatta davanti al SACRO TIMOR DI DIO....quel sacro timore REVERENZIALE oggi sfrattato dalle nostre coscienze...e che invece Paolo ci insegna di quanto sia IMPORTANTE.

Il cuore di Paolo è il cuore di un "dotto" OPPURE E' IL CUORE DI UN INNAMORATO DELL'AMORE DI CRISTO?
La catechesi dottrinale di Paolo appare talmente difficile che fa dire a 2Pietro 3,:

15 La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza, come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 16 così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose. In esse ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina.
17 Voi dunque, carissimi, essendo stati preavvisati, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall'errore degli empi; 18 ma crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell'eternità. Amen!

Ma nelle sue lettere troviamo chiaramente le parole di un INNAMORATO DI CRISTO:

- PER ME, VIVERE E' CRISTO -fil.1,21-
- SONO CROCIFISSO CON CRISTO...-Gal.2,19-
- CHI CI SEPARERA' DALL'AMORE DI CRISTO? -Rom.8,35-
- POTRESTE AVERE ANCHE DIECIMILA PEDAGOGHI IN CRISTO, MA NON MOLTI PADRI: IO INFATTI, VI HO GENERATI NELLA FEDE....1Cor.4,15....
ecc...ecc.....

Paolo aveva combattuto Gesù, ma ora ne è un innamorato e non può tacere quello che prova....da qui parte l'esigenza DEL SACRO TIMOR DI DIO ATTRAVERSO I COMPORTAMENTI, I COSTUMI, LA CULTURA, LA MORALE.... che deve partire dall'interno della comunità cristiana PER CONTAGIARE IL MONDO e non per farsi contagiare dal mondo

Se io ho una bella notizia da chi correrò per annunciarla? Potrei mai tenerla per me stessa?

Così agisce Paolo....
Ma perchè insistiamo tanto con lui?
Perchè degli apostoli è colui che NON visse accanto a Cristo, anzi da Ebreo obbediva ai sacerdoti del Tempio e perseguitava la giovane Chiesa....è per noi dunque un esempio ed un MODELLO da seguire perchè ci parla della sua conversione e ci dice che CHIUNQUE PUO' SALVARSI.....ma ci sono delle CONDIZIONI che tradotta in una parole è COMPORTAMENTO-MORALE
.......

Paolo prima ancora di parlare DI Gesù....sperimenta come vivere DI Gesù......
...san Domenico di Guzman non andava mai a predicare se non aveva con sè i Vangeli e le Lettere di Paolo, da qui nasce il suo motto: CONTEMPLARE, MEDITARE PER POI PASSARE ALL'AZIONE......
come dire: INNAMORARSI DELL'AMORE che è Cristo...GODERE DI QUESTO INNAMORAMENTO E POI URLARLO SUI TETTI.....cioè viverlo.....e CONTAGIARE GLI ALTRI......e non il contrario
!

Ma...come sempre c'è un ma......
Come fare a vivere DI Gesù e poter essere convincenti con gli altri? Non c'è il pericolo di scadere in forme smielate, disincantate o peggio di un Gesù PERSONALIZZATO..di un falso misticismo che invece di aiutare alla conversione conduce al rifiuto e ad una chiusura??

SI...IL RISCHIO C'E'...ma....RISCHIARE E' IL MALE MINORE....ecco perchè è importante RESTARE DENTRO LA CHIESA ED OBBEDIRE AL MAGISTERO
....Paolo in Gal.2 ci dice che nonostante avesse ricevuto una rivelazione, va dai "notabili del vangelo" PER NON CORRERE IL RISCHIO DI AVER CORSO INVANO....dunque Paolo rischia.....
Ma perchè rischia? Perchè sa DI NON CAMMINARE DA SOLO....il cammino va fatto con Gesù è LUI l'artefice e non noi...noi siamo solo STRUMENTI..... per questo ha fondato LA CHIESA: NON PERCHE' LA CONTESTASSIMO, MA PERCHE' RICEVESSIMO DA LEI QUELL'UNIONE NECESSARIA ALLA TESTIMONIANZA DELLA VERITA'.....


Rileggendo i Discepoli di Emmaus che vengono istruiti leggiamo: "NOI SPERAVAMO...." che cosa? la delusione della morte del Cristo li aveva infossati nel DUBBIO....sapevano le Scritture, ma qualcosa non quadrava e forse mancava: L'INCONTRO CON IL RISORTO....
"STOLTI E TARDI DI CUORE NEL CREDERE" -Lc.24,13-35- dirà Gesù.....
Questi due poveri discepoli affranti da una parte si beccano i rimproveri del Maestro CHE ANCONA NON RICONOSCONO...dunque rimproveri di uno "sconosciuto"...ma dall'altra parte si sentono ARDERE DENTRO perchè questa Parola li toccava, avevano evidentemente UMILTA' DI CUORE E POVERTA' DI SPIRITO....

Paolo non farà altro che provare lo stesso fuoco....chi sente le parole del Cristo non può restarne immune....O LO ACCETTA O LO RIFIUTA....l'indifferenza è solo una scusa per NON RISCHIARE.....e così il manomettere l'interpretazione delle Scritture fatte dalla Chiesa, sono solo giustificazioni ad un rifiuto della Verità

Paolo lo sa perchè lo ha sperimentato per questo le sue catechesi SONO DURE E FORTI.... Paolo NON accetta le mezze misure.....o con Cristo O CONTRO CRISTO.....chi sta nel mezzo Paolo semplicemente LO IGNORA......non lo giudica.....questa posizione è incomprensibile anche per lui...ma la accetta e dice:
"Non vogliate perciò giudicare di nulla prima del tempo,fino a quando venga il Signore. EGLI METTERA' IN LUCE I SEGRETI DELLE TENEBRE E MANIFESTERA' LE INTENZIONI DEL CUORE; E ALLORA CIASCUNO AVRA' LA SUA LODE DA DIO..." (1Cor.4,5)

Nel frattempo?
Nel frattempo Paolo istruisce e chi accetta (il Battezzato) deve SEGUIRE LE REGOLE DEL GIOCO......

Per Paolo una cosa è leggere una pagina di un testo sacro per interpretarla...altra cosa è leggere una "lettera" di uno Sposo alla Sposa.....questa lettera Cristo impresse nel cuore di Paolo che la metterà in paragone con il matrimonio cristiano: Ef.5,31....definendolo UN MISTERO....


Un rischio che corriamo oggi noi, dato che si sono centuplicati maestri e predicatori...è trovare pagine avvizzite di Vangelo...lanciate come sfida più che per AMORE......scritte più per fare proseliti anzichè come Paolo GENERARE FIGLI NELLA FEDE.....Non si comunica più UN ENTUSIASMO....MA UNA SFIDA DI CHIESA CONTRO CHIESA......si giudica il vescovo di Roma per la sua stessa fedeltà alla Chiesa che causa ingerenze verso un pericoloso laicismo dello Stato...ma si tralascia di scorgere in lui quell'innamoramento che gli fa lasciare TUTTO.....per seguire il Cristo e per annunciarlo con fedeltà....

SI TEME DI FARSI CONTAGIARE VERAMENTE DAL VANGELO.....perchè esso ci porta a vivere diversamente da quello che la società oggi insegna, ed invece di essere noi cristiani a contagiare il mondo, finiamo per lasciarci contagiare da esso fino a diventare CONTESTATORI NON DELLE IDEE SBAGLIATE DELLO STATO, MA DELLA CHIESA...

Vengano pure nuovi evangelizzatori....ma guai a chi si appoggia esclusivamente sulla LETTERA MORTA per quanto essa sia sacra....perchè sarebbe come tradire il Verbo Incarnato, il Cuore stesso di Dio che ha reso viva la Parola affinchè l'uomo se ne potesse INNAMORARE.....

Dice sant'Agostino: AMA E FA CIO' CHE VUOI.....Paolo amando divenne quel predicatore che potè insegnare LA MORALE...oggi non sappiamo più cosa significhi AMARE..... se lo comprendessimo.... eviteremo le divisioni....o meglio, non saremmo NOI la causa delle divisioni.....
CHI DIVIDE (e in questo dividere possiamo metterci di tutto) NON AMA....

******************

sfogliamo ora questa MORALE PAOLINA....[SM=g1740717]


Gli uomini , dice San Paolo,  quando si sono allontanati dalla legge di Dio
" Si sono smarriti in stupidi ragionamenti e così non hanno capito più nulla. Essi che pretendono di essere sapienti sono impazziti " ( Rm
1,21-22: trad. in lingua corrente )


Questa  " illusione " prodotta dai nostri pensieri, quando ci allontaniamo
dalla legge di  Dio, porta ad ogni tipo di peccato ( Rm 1,29-31 ), tende a GIUSTIFICARLO, tende a piegare la ragione a forme illusorie di verità...

San Paolo dice che Dio "abbandona " il peccatore che non vuole pentirsi:
" Dio li ha abbandonati, li ha lasciati soli in balìa dei loro pensieri "
( Rm 1,28: trad. in lingua corrente ).


La frase, " Dio li ha abbandonati " si deve intendere secondo la tipica mentalità ebraica, nel senso di una volontà "permissiva " di Dio: data la cattiva volontà degli uomini, Dio ha "permesso " che seguissero le loro
passioni disordinate, ha rispettato la loro libertà.
Davanti a  te stanno la vita e la morte; ti sarà dato ciò che avrai scelto (cf Sir 15, 17)
 L'uomo diventa così causa e strumento del proprio castigo: il peccato, infatti, è un' illusione che ossessiona l'uomo togliendogli la pace.


 

Paolo di Tarso ha uno stile molto particolare, provenendo da una cultura ebraica e vivendo a Tarso, influenzato comunque dalla cultura romana della quale godeva i privilegi (At.22,28), completò i suoi studi giudaici a Gerusalemme, alla scuola di Gamamiele, maestro biblico-giudaico molto prestigioso. Aveva padronanza di sè, era anche imbevuto di cultura greca che esprime nel corso delle sue Lettere e conosceva l'aramaico (At.21,37).


Ciò che affascina dai suoi testi è la sicurezza nelle sue catechesi. Di lui non sappiamo con certezza se abbia avuto rapporti con Gesù di Nazareth, la sua prima apparizione negli Atti lo descrive a noi come un acerrimo nemico dei cristiani e temibile avversario della Chiesa che stava formandosi. Prende anche parte all'uccisione di Stefano e dopo si reca a Damasco per continuare la caccia ai cristiani. Ma qui accade qualcosa di stupefacente è una APPARIZIONE attraverso la quale Cristo gli si rivela pienamente e Saulo, dopo il Battesimo (At.9,29), mutò radicalmente la sua vita divenendo il grande Apostolo che abbiamo conosciuto.

Paolo nelle sue lettere ha un solo scopo: SERVIRE LA CHIESA,quella che aveva perseguitato. Lasciando da parte se le lettere furono di suo pugno o meno, a noi interessa lo stile e le grandi catechesi che vi sono conservate. Paolo usa catechizzare facendo una attenta teologia delle volte comprensibile,altre volte meno...

Al di la delle questioni contingenti legate a situazioni specifiche delle comunità alle quali si rivolge, vi sono tuttavia in tutte dei contenuti altamente DOTTRINALI come la 1Tess.4,1-13 ss la escatologia cattolica; come di 1Cor.10,13-15 dove abbiamo una teologia-pastorale. Le Lettere ai Galati e ai Romani sono trattazioni teologiche, ma conservano anche il carattere di Lettere indirizzate a quelle specifiche comunità. Seppur nate dentro un contesto sociale del momento, queste Lettere conservano ancora oggi una ricchezza catechetica nel costruire le comunità cristiane di ogni tempo dentro il concetto di una sola Chiesa.



San Paolo nota che nell'antica Roma è particolarmente diffusa la pratica e
la filosofia dell'omosessualità:
 le donne hanno rapporti sessuali con le donne e gli uomini con gli uomini
( Rm 1,26-27 ).


Tuttavia, la cosa più grave, dice San Paolo, sta nel fatto che non solo continuano ad avere rapporti sessuali contro natura ma addirittura approvano questo comportamento disordinato e lo difendono pubblicamente come lecito: 
"
si rallegrano con tutti quelli che si
comportano come loro
" ( Rm 1,32: trad. in lingua corrente ).


Paolo non è un moralista, tanto che si deve anche difendere dall'accusa di essere un AMBIZIOSO in 2Cor.10,12....egli intende sottolineare esclusivamente ciò che è DISORDINE così come riprende energicamente il caso di un incesto: " Si sente parlare niente di meno che di IMPUDICIZIA TRA VOI, e di una impudicizia tale, CHE NON CAPITA NEANCHE TRA I PAGANI, al punto che uno conviva con la moglie di suo padre. E voi siete ricolmi di ORGOGLIO E NON VI SIETE RAMMARICATI, affinchè si togliesse da voi chi ha compiuto una tale azione!" (1Cor.5,1-13)


L'impudicizia per Paolo non è la descrizione di una sola azione e di un solo atto,ma è impudico tutto ciò che rende IMPURO e contamina il corpo e l'anima...in questo avvertimento di Paolo c'è un rammarico VERSO LA COMUNITà: IL NON AVER FATTO NULLA PER IMPEDIRE QUESTO ATTO....in tal modo Paolo fa ricadere LA RESPONSABILITA' SULLA COMUNITA' CHE HA TACIUTO.....e dice alla comunità...NON E' BELLO IL VOSTRO VANTO! e conclude TOGLIETE QUEL PERVERSO DI MEZZO A VOI CHE QUELLI DI FUORI LI GIUDICHERA' DIO....cosa vuol dire? Che Paolo sta dicendo a NOI di provvedere ad una educazione ALL'INTERNO DELLE NOSTRE COMUNITA' e non a giudicare ciò che vi è fuori, chi è fuori NON spetta a noi giudicare, ma chi si definisce cristiano non può che essere accolto o tolto dalla comunita' se insiste e persevera in quella condotta.....



Vero peccatore non è chi fa il peccato ma chi finisce per amarlo, e più del peccatore stesso è responsabile chi sa e TACE...chi sapeva e non ha fatto nulla....
chi trasforma il bene in male e il male in bene
.


Scrive S. Agostino:
""
Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio.
(...) Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perchè condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi laverità, e così vieni alla Luce
.""
(*Sant'Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 12,13.)


Della situazione dei Galati Paolo dice: " Un tempo non avendo conosciuto Dio, serviste come schiavi a dèi che in realtàNON LO SONO. Ora invece,avendo conosciuto Dio, o piuttosto essendo stati riconosciuti da Dio, COME POTETE RIVOLGERVI DI NUOVO A QUEGLI ELEMENTI SENZA FORZA E MESCHINI AI QUALI VOLETE TORNARE A SOTTOMETTERVI COME SCHIAVI? Osservate le prescrizioni riguardanti i giorni, i mesi, le stagioni e gli anni. MI FATE TEMERE DI ESSERMI AFFATICATO INVANO IN MEZZO A VOI....DIVENTATE COME ME POICHE' ANCH'IO SONO COME VOI, VE NE SUPPLICO!!" (Gal.4,8-20)


Tutti gli uomini, dice San Paolo, sono dominati dal peccato, lungi da lui l'idea di fare delle sue catechesi della morale spicciola o il MORALISTA, Paolo va molto ben oltre, egli dona delle motivazioni validissime: " io sono un essere debole, schiavo del peccato. Difatti non riesco nemmeno a capire quel
che faccio: non faccio quello che voglio, ma quello che odio. Però se faccio
quello che non voglio, riconosco che la legge è buona. Allora non sono più
io che agisco, è invece il peccato che abita in me. So infatti che in me, in quanto uomo peccatore, non abita il bene. (...) Io scopro allora questa
contraddizione: ogni volta che voglio fare il bene, trovo in me soltanto la
capacità di fare il male " ( Rm 7,14-21: trad. in lingua corrente ).


Solo l'aiuto di Cristo, dice San Paolo, può farci compiere un cammino di
liberazione dal peccato
( Rm cap. 8 ). Ogni persona vivente sulla faccia
della terra  è dominata dal peccato e ha problemi e difficoltà personali, ma, grazie alla filiazione divina e all'opera dello Spirito, ha anche opportunità di crescita.

Paolo dice: " TUTTO MI E' LECITO; MA NON TUTTO GIOVA! Tutto mi è lecito ma non mi lascerò DOMINARE da nulla! I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi, ma Dio distruggerà questo e quelli! IL CORPO NON E' PER L'IMPUDICIZIA, BENSI' PER IL SIGNORE (allusivo all'Eucarestia) e il Signore è per il corpo..." (1Cor.6,12-20)


RIPETO: 
lo sforzo umano, illuminato e sostenuto dalla grazia di Dio, può
consentire ad ogni persona di camminare gradualmente verso la legge di Dio

San Paolo apostolo esorta  gli uomini a mortificare costantemente le proprie tendenze disordinate che si oppongono ai dettami della ragione e alla legge di Dio: solo in questo modo è possibile lasciarsi trasformare da Dio


" Io vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi quale sacrificio vivente, santo, bene accetto a Dio: questo è il vostro culto spirituale. E non vogliate più conformarvi al secolo presente, ma trasformatevi nella rinnovazione della mente, onde possiate discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradevole e perfetto "
(Rom 12, 1 - 2 ).


In un commento di Settimio Cipriani, con imprimatur, viene così espressa la
tradizionale esegesi della Chiesa Cattolica di questo passo:
si tratta di un principio generale che riguarda la vita morale; la pratica della virtù, soprattutto la mortificazione delle tendenze disordinate del proprio - corpo - che si oppongono ai dettami della ragione
umana.

 E' questo il vero culto -ragionevole - ( Loghiké ), cioè spirituale.
E' evidente in queste espressioni l'opposizione al culto dei farisei che era tutto esteriore e formalistico ( Os.6,6 ). La stessa scena della lapidazione fa comprendere che coloro che stavano per scagliare la pietra erano anche coloro che DI NASCOSTO ipocritamente avevano USATO quella donna. O come per la preghiera del pubblicano e il fariseo.


QUALE STRADA SI DEVE PERCORRERE  NELLA VITA?


  Gesù dice: "" Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e
spaziosa la via che conduce alla morte e molti sono quelli che entrano per
essa. Quanto angusta è la porta e stretta la via che conduce alla vita; e pochi
sono quelli che la trovano!"" (Mt 7,13-14 )

  La via giusta, dunque, è "stretta" ma conduce alla vita, non solo alla vita gloriosa dopo la morte ma alla vera vita anche in questo mondo.

  Infatti costruire la propria personalità richiede un "lavoro", il lavoro di chi mette ordine dentro se stesso, in modo che le passioni siano poste al servizio della volontà, la volontà al servizio della ragione e la ragione al servizio della verità. Ma da questo processo di integrazione e coordinazione gerarchica delle varie componenti psichiche, tipico della via "stretta", nasce quella condizione che si chiama felicità, la quale raggiungerà la sua
pienezza in Paradiso.
La felicità è una condizione che nasce da un processo che porta a vivere in
armonia con tutte le componenti della propria personalità e con le leggi della realtà che l'uomo è in grado di conoscere con la ragione.


  Lasciarsi andare alle proprie tendenze disordinate, invece, è una via "larga", cioè più facile, in quanto basta non lavorare su se stessi, basta cercare delle GIUSTIFICAZIONI, delle volte come nei processi per sfuggire alle responsabilità ci si lascia dichiarare "incapaci di intendere e di volere" continuando poi a fare ciò che si vuole: infatti sono "molti" coloro che camminano lungo la via "larga".

  Questa "larghezza", questa facilità è, però, una pericolosa illusione. Non
accettare la legittima sofferenza che nasce dal mettere ordine dentro se stessi produce uno stato di dolore maggiore perché la vera felicità non nasce dall'ingannevole e illusorio tentativo di evitare le difficoltà che accompagnano, inevitabilmente, ogni processo di crescita e ogni dinamica realizzativa.

Dice Paolo a conclusione della sua esistenza: "HO COMBATTUTO LA BUONA BATTAGLIA" NON VI è DUNQUE ALCUNA VITTORIA SENZA PRIMA AVER COMBATTUTO e i cristiani combattono una "guerra" quella contro le mode dei tempi e le passioni DISORDINATE, contro lo spirito delle tenebre che va in giro DEPREDANDO, mai sazio....


"FATEVI MIEI IMITATORI, COME IO LO SONO DI CRISTO" (1Cor.11,1)

Paolo non è un semplice moralista è colui che ha sperimentato la "porta stretta" come gli altri apostoli, gli altri cristiani dei quali le Scritture non ci hanno tramandato tutti i nomi, suggerendo a noi oggi che questa strada la possiamo praticare.


Come?

come abbiamo spiegato in tutto questo Thread e con tanta PREGHIERA....[SM=g1740717]

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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08/01/2009 21.49
 
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San Paolo si deve battere sia contro la chiusura dei giudei, ai quali vuole dimostrare che c'è bisogno NON di una nuova religione , bensì ACCOGLIERE LA RIVELAZIONE quale quella cristiana presenta appunto, per comprendere l'universalità di Dio mediante il Messia Rivelato, sia contro i pagani, che difficilmente potevano comprendere i nuovi valori del cristianesimo, specialmente il monoteismo. [SM=g7831] In particolare la sua visione del cristianesimo era universale (cattolica appunto), quindi egli superò l'antiproselitismo ebraico ammettendo nella comunità cristiana anche i pagani.

Di conseguenza non era più necessario che un cristiano fosse stato prima ebreo, come era stato fino ad allora, visto che i pagani non avrebbero avuto questa possibilità, in quanto si nasce ebrei, non lo si può divenire.....
Paolo stesso finirà per riconoscere che in definitiva era più facile per i pagani abbracciare e accogliere la verità anzichè...fra gli ebrei chiusi come erano nelle loro certezze.
Il perno fondamentale della teologia paolina si basa sul fatto che la conoscenza avviene per fede, PER ACCOGLIENZA DI UNA PERSONA:CRISTO GESU', quindi Paolo si presenta già come un teologo e non come un filosofo. Egli infatti ritiene che la filosofia senza la fede è follia agli occhi di Dio, perché alla fine non permette di capire un altro fondamento della religione cristiana, cioè la croce, essendo impossibile dal punto di vista solamente razionale che il figlio di Dio si sia incarnato e sia morto sulla croce.
Paolo la chiama "stultitia crucis" (stoltezza della croce), perché è difficile alla luce dei valori tradizionali pagani e giudei spiegarsi la morte in croce, che l'apostolo definisce scandalo per i giudei, perché quello che si proclamava il messia, figlio di Dio, il Dio onnipotente biblico, finiva la sua vita in un atto di somma impotenza quale la morte in croce, e scandalo per i pagani, che non potevano certo concepire un dio - uomo che va a morire come il peggiore dei criminali.[SM=g1740720] 
Allora come possiamo accettare e comprendere la croce? Paolo indica la strada sicura: per fede, accompagnata NON DA RACCONTI O RESECONTI FILOSOFICI, MA DELLE CATECHESI..[SM=g1740717] ... infatti i cristiani non ricercano al modo dei Greci, che usavano spiegare con la ragione, perché sanno già per fede la verità, ovvero che Gesù Cristo è figlio di Dio.

Per spiegare la morte in croce Paolo introduce la categoria teologica della kenosis, ovvero dell'abbassamento che Dio ha operato di sé stesso, spogliandosi delle sue prerogative, incarnandosi in forma umana fino al supplizio in croce, con l'unico scopo di riscattare le sue creature a seguito del peccato originale.
 
Da qui deriva che la legge fondamentale del cristianesimo è l'amore[SM=g7799] , perché è lo stesso sentimento che ha spinto Dio a sacrificarsi per le sue creature, fino ad arrivare alla morte in croce, quella più umiliante, ma così facendo ha vinto la morte e le ha salvate.

Quindi fra le tre virtù teologali, fede, speranza e carità (amore), l'amore è di gran lunga la più importante. E non capiamo l'amore di Dio (immenso e senza confini, perfetto, a differenza di quello umano) se non attraverso la fede, non con la filosofia, perché razionalmente non ci spiegheremmo perché dobbiamo amare chi ci delude o chi ci odia o chi non ci considera per niente. Ma una volta compreso l'amore per fede, bisogna anche metterlo in pratica, perché la carità è vera se si fa: "Veritatem in caritate facere". [SM=g7574]

 
Paolo quindi rinnega la possibilità di arrivare alla verità con la filosofia, anche se afferma la possibilità di conoscere Dio anche attraverso il suo creato, nel quale c'è una Sua impronta, ma il cristiano sa soprattutto per fede, a differenza dei Greci. Una dimostrazione la danno i primi martiri della Chiesa che andavano a morire non in nome di una filosofia e non seguendo dei ragionamenti, ma per amore del Cristo, per non rinnegarlo.[SM=g7831]


Paolo è il primo che introduce nella religione cristiana l'idea del dogma, della verità alla quale si crede per fede e non si discute. Dopo di lui pulluleranno le eresie (dal greco, significa scelta), cioè delle correnti di interpretazione diversa del cristianesimo, come ad esempio l'arianesimo, la gnosi, il manicheismo, che verranno poi messe a tacere con il concilio di Nicea del 325, nel quale venne affermato, da tutta la Chiesa, il principio del Dio uno e trino, negato ad esempio dall'arianesimo, che affermava che Gesù era creato e non generato dal Padre, e pertanto era di diversa natura. Il Credo cristiano, approvato a Nicea, mette ben in chiaro questa cosa: "...Generato e non creato, della stessa sostanza del Padre".[SM=g1740722]

 
Paolo di Tarso fu uno dei veri fondatori della Chiesa intesa in termini di gerarchia e Magistero, perché per primo effettuò una riflessione teologica sulla religione stessa trasmettendola come catechesi alle quali i cristiani delle comunità dovevano scrupolosamente attenersi. Chiarì i ruoli nella comunità, ristabilì l'equità dei servizi e chiarì la posizione superiore solo magisterialmente degli Apostoli e di coloro che inviati da loro, avevano il mandato per predicare "la vera dottrina".
 
La sua riflessione teologica venne poi presa in termini fondamentalisti da Lutero, infatti il principio "Sola fides, sola gratia, sola scriptura" tanto caro a Lutero è attinente alla visione teologica di San Paolo ma priva di tutto il contesto delle altre Lettere che compongono l'epistolario (o Magistero) del N.T. tanto che per difendere il fondamentalismo teologico di Paolo, Lutero voleva dichiarare la Lettera di Giacomo un apocrifo essendovi in essa riferimenti apparentemente (se si usasse la Sola Scriptura) contrastanti.

Tale situazione fu anche il primo  dibattito ancora oggi senza soluzione del rapporto fede/ragione.....cioè: non vi può sussistere una fede priva della ragione, ma non può resistere una ragione ragionata senza il supporto della fede. Decade in questo modo la dottrina luterana del "Solo Fidei".
La fede, per  Paolo è come un motore che innesca la ragione e conduce l'uomo ad operare in nome del Cristo.
Tuttavia la sola fede può sussistere se l'uomo è incapace di usare la ragione o ne è demotivato per diversi motivi.[SM=g7574]
In tutto questo Paolo fa comprendere che vi è un PRINCIPIO dal quale partire: la morale.
Consapevole dell'immoralità del suo tempo, Paolo non vuole diventare un moralista, ma alla luce della Fede vuole far emergere LA DIGNITA' DELLA PERSONA  la quale inizia con il rispetto del proprio corpo: se non si rispetta il proprio corpo alla luce del Vangelo,non si potrà amare dignitosamente il prossimo.
La morale cristiana si ristringe a pochi moniti, non vi è filosofia nè altro, ma un solo principio: SIAMO TEMPIO DI DIO e come tale occorre vivere.[SM=g1740717]

Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Om. 2, Panegirico di san Paolo, apostolo; PG 50, 477-480)


Paolo sopportò ogni cosa per amore di Cristo

Che cosa sia l'uomo e quanta la nobiltà della nostra natura, di quanta forza sia capace questo essere pensante, lo mostra in un modo del tutto particolare Paolo. Ogni giorno saliva più in alto, ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Alludendo a questo diceva: Dimentico il passato e sono proteso verso il futuro (cfr. Fil 3, 13). Vedendo che la morte era ormai imminente, invita tutti alla comunione di quella sua gioia dicendo: «Gioite e rallegratevi con me» (Fil 2, 18).
 
Esulta ugualmente anche di fronte ai pericoli incombenti, alle offese e a qualsiasi ingiuria e, scrivendo ai Corinzi, dice: Sono contento delle mie infermità, degli affronti e delle persecuzioni (cfr. 2 Cor 12, 10). Aggiunge che queste sono le armi della giustizia e mostra come proprio di qui gli venga il maggior frutto, e sia vittorioso dei nemici. Battuto ovunque con verghe, colpito da ingiurie e insulti, si comporta come se celebrasse trionfi gloriosi o elevasse in alto trofei. Si vanta e ringrazia Dio, dicendo: Siano rese grazie a Dio che trionfa sempre in noi (cfr. 2 Cor 2, 14).

Per questo, animato dal suo zelo di apostolo, gradiva di più l'altrui freddezza e le ingiurie che l'onore, di cui invece noi siamo così avidi. Preferiva la morte alla vita, la povertà alla ricchezza e desiderava assai di più la fatica che non il riposo. Una cosa detestava e rigettava: l'offesa a Dio, al quale per parte sua voleva piacere in ogni cosa.

Godere dell'amore di Cristo era il culmine delle sue aspirazioni e, godendo di questo suo tesoro, si sentiva più felice di tutti. Senza di esso al contrario nulla per lui significava l'amicizia dei potenti e dei principi. Preferiva essere l'ultimo di tutti, anzi un condannato, però con l'amore di Cristo, piuttosto che trovarsi fra i più grandi e i più potenti del mondo, ma privo di quel tesoro.

Il più grande ed unico tormento per lui sarebbe stato perdere questo amore. Ciò sarebbe stato per lui la geenna, l'unica sola pena, il più grande e il più insopportabile dei supplizi.

Il godere dell'amore di Cristo era per lui tutto: vita, mondo, condizione angelica, presente, futuro, e ogni altro bene. All'infuori di questo, niente reputava bello, niente gioioso. Ecco perché guardava alle cose sensibili come ad erba avvizzita. Gli stessi tiranni e le rivoluzioni di popoli perdevano ogni mordente. Pensava infine che la morte, la sofferenza e mille supplizi diventassero come giochi da bambini quando si trattava di sopportarli per Cristo.



[SM=g1740722]

Nelle Lettere Apostoliche  inserite nel Canone dopo gli Atti esiste anche una Lettera poco o per nulla citata quella scritta da Paolo a Tito, a lui attribuita dalla Tradizione della Chiesa[SM=g7574]

possiamo comprendere la strada percorsa da Paolo E SUGGERITA INSEGNATA così POI A TITO E TIMOTEO e sulla quale siamo invitati più che a confrontarci...AD IMITARLI...dice Paolo ai suoi: FATEVI MIEI IMITATORI COME IO LO SONO DI CRISTO.....CHE IL VOSTRO PENSARE E PARLARE SIA UNANIME.....
Timoteo viene dall’ebraismo e Tito dal mondo pagano. Lavorano con san Paolo, che li pilota ma non li oscura. E dà loro "la gloria di un perenne ricordo": così dice Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica, del IV secolo; e sarà ancora così nel XXI: tutta la Chiesa li onora insieme. 

Dice così Paolo a Tito: "15 Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno osi disprezzarti! ". [SM=g1740721]

Cosa doveva insegnare?
Basta leggere sopra:

10 Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti spiriti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori della gente. 11 A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché mettono in scompiglio intere famiglie, insegnando per amore di un guadagno disonesto cose che non si devono insegnare.
12 Uno dei loro, proprio un loro profeta, già aveva detto: «I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri».
13 Questa testimonianza è vera. Perciò correggili con fermezza, perché rimangano nella sana dottrina
14 e non diano più retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità.
15 Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza.
16 Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, abominevoli come sono, ribelli e incapaci di qualsiasi opera buona.
 

2,1 Tu però insegna ciò che è secondo la sana dottrina

(e qui segue con altri consigli)[SM=g1740722] 


Tito... grande evangelizzatore al fianco dell’Apostolo.
Tito è greco, un pagano convertito (forse da Paolo stesso). "Mio compagno e collaboratore", come scrive l’Apostolo nella seconda lettera ai Corinzi. Compagno di momenti importanti: come la famosa riunione nota come concilio di Gerusalemme, con lo scontro tra nostalgici delle consuetudini rituali ebraiche e le necessità nuove e diverse dell’evangelizzazione nel mondo pagano.

Tito, poi, è anche mediatore persuasivo, ed entusiasma Paolo risolvendo una grave crisi tra lui e i Corinzi. E lo vediamo efficiente manager, quando dirige e porta a termine la prima grande iniziativa di solidarietà fra le Chiese
: la famosa colletta per i poveri di Gerusalemme.

Quando è morto Tito? Non lo sappiamo. L’ultima notizia di lui ce l’ha data Paolo alla vigilia del martirio. "Tito è in Dalmazia". Poi, più nulla, la Tradizione ci dice che probabilmente è morto martire a Creta.
 

Paolo “arruola” Timoteo a Listra (Asia Minore) nel suo secondo viaggio missionario. Ma lo conosceva da prima con sua madre e sua nonna, ebree, che si fanno cristiane con lui. Timoteo resta poi sempre con Paolo, salvo quando lui lo manda in missione nelle chiese che ha fondato, per correggere errori e mettere pace. Come fa a Tessalonica, con la sua aria di ragazzo fragile. Ma "nessuno disprezzi la tua giovane età", gli scrive Paolo nella prima delle due lettere personali.

E ai cristiani di Corinto lo presenta così: "Vi ho mandato Timoteo, mio figlio diletto e fedele nel Signore: vi richiamerà alla memoria le vie che vi ho insegnato".

Dopo la prima carcerazione di Paolo a Roma, Timoteo prende la guida dei disorientati cristiani di Efeso, ai quali l’Apostolo aveva già scritto dalla prigione: "Scompaia da voi ogni maldicenza, ira, clamore, asprezza".

Non sono compiti facili: Paolo lo butta tra ogni sorta di problemi, errori, conflitti, aggravati da avventurieri, falsi profeti, pii confusionari. Lo manda a lottare; ma si dà pena anche della sua salute: "Smetti di bere soltanto acqua, ma fa’ uso di un po’ di vino, a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni". [SM=g7831]

Paolo scrive la seconda lettera a Timoteo stando di nuovo in carcere, in attesa della morte: "Cerca di venire presso di me". Molti infatti lo hanno abbandonato; il fedele Tito si trova in Dalmazia; il freddo lo fa soffrire, e lui raccomanda a Timoteo: "Portami il mantello che ho lasciato a Troade".

Dopo il martirio di Paolo, Timoteo continua a guidare la chiesa di Efeso fino alla morte, che una tradizione colloca nell’anno 97.  Poi, più nulla.

Papa Paolo VI, disse che "la rottura fra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma del nostro tempo" è evidente oggi come "crisi di significato" (cfr Fides et ratio, n. 81).
Posizioni morali ambigue, la distorsione della ragione da parte di particolari gruppi di interesse e l'assolutizzazione della dimensione soggettiva, sono solo alcuni esempi di una prospettiva di vita che non ricerca la verità e abbandona la ricerca del fine ultimo e del significato dell'esistenza umana (cfr Ibidem, n. 47). Contro l'oscurità di questa confusione, la luce della verità che proclamate apertamente (2 Cor 4, 2) risplenderà come diakonia di speranza, guidando gli uomini e le donne a comprendere il mistero della propria vita in modo coerente (cfr Ibidem, n. 15).
( GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE
DEGLI STATI UNITI D’AMERICA
IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"
4 giugno 2004 )
 

Un sostenitore dell'omosessualità,  mi scrisse:
Mettendo da parte le nostre divergenti scrivere "la Chiesa presta particolare cura ed attenzione alla persone omosessuali....evitando ogni discriminazione"

Ma sinceramente cosa ha mai fatto per queste persone? Anche sottointendendo la condanna dell'omosessualità praticata come scritto da Paolo, cosa è mai stato fatto dalla chiesa ufficiale per lenire la croce delle persone omosessuali?
Finora mi sembra niente o quasi! Tranne l'invito ad andare in manicomio non mi pare sia stato fatto molto, .....bhe insomma che mi dite? Quando vi ho detto che l'unica cosa che fa la Chiesa è gravare ulteriormente il peso della croce siete insorti...ma la prova dei fatti?

In Fede ****


                 

Veniamo  alle tue domande :

-Anche sottointendendo la condanna dell'omosessualità praticata, cosa è mai stato fatto dalla chiesa ufficiale per lenire la croce delle persone omosessuali?

***
non è vero che non ha fatto nulla o non faccia nulla.....ha innanzitutto ribadito  l'importanza di una partecipazione assidua degli omosessuali alla vita della Chiesa....... LO FANNO GLI OMOSESSUALI DI PARTECIPARE? NO! perchè? Perchè molti sanno che ci sono delle condizioni da rispettare e NON vogliono rispettarle
Le condizioni che la Chiesa pone sono semplici:
RISPETTARE, ASCOLTARE E PERSEGUIRE L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA SU QUESTO TEMA.....indubbiamente con pazienza, con carità e fraternità ma MAI giustificando un atto disordinato...
e invece a cosa assistiamo?
A delle partecipazioni si, ma sempre di CONTESTAZIONE......
Inoltre CI SONO non pochi FALSI MAESTRI CHE SEPPUR SACERDOTI, MA CONTRARIAMENTE AL MAGISTERO, STANNO DA TEMPO INGANNANDO QUESTE PERSONE giustificando la loro condotta di vita[SM=g7556] ......
A questo punto perchè si da colpa alla Chiesa e non la colpa a chi, invece, FOMENTA LE MENZOGNE E INGANNA QUESTE PERSONE?

Amico....aiutati che il ciel ti aiuta[SM=g7831] : non si può pretendere che la Chiesa faccia quello che gli altri vogliono in materia di carità cristiana se c'è dall'altra parte IL RIFIUTO AD ACCOGLIERE LA CHIESA QUALE MADRE...MATER ET MAGISTRA, come diceva Giovanni XXIII

Riguardo al fatto che la Chiesa tace, non è vero...dipende da cosa intendiamo per PARLARE  e che cosa vogliamo sentirci dire[SM=g7574] ..vedi siamo stati abituati ad una società CHE URLA per far valere i suoi diritti... e anche per diritti che NON ha come l'aborto.....scende nelle piazze...ROMPE E DISTRUGGE QUELLO CHE INCONTRA SULLA STRADA, FA CHIASSO.......per spaventare, per seminare l'avvertimento che "lui" è il più forte ed otterrà quello che vuole...così come fu la sfida del gay-pride nell'Anno del Giubileo[SM=g1740730] ...
Ma la Chiesa in realtà PARLA solo che lo fa attraverso i SUOI CANALI: IL MAGISTERO; LE UDIENZE DEL PAPA....GLI ANGELUS.....attraverso LA C.E.I....attraverso la Pastorale dei Vescovi reperibile in tutti i siti Diocesani, attraverso degli incontri con gente preparata ad aiutare attraverso la propria Diocesi...

C'è solo l'imbarazzo della scelta...tuttavia è necessario che l'altro se ha le idee confuse lo dica serenamente e si AFFIDI, SI FIDI DELLA CHIESA seguendo il giusto percorso, se non si sente confuso e sa quello che vuole, lo dica chiaramente senza nascondersi dietro il fiammifero, però poi non pretenda che la Chiesa modifichi la Dottrina naturale per farlo contento[SM=g7574] ....


Altro problema è la discriminazione da parte della gente che frequenta una parrocchia...indubbiamente oggi anche loro HANNO PAURA DI VENIRE COINVOLTI IN TERMINI COSì VIOLENTI VERBALMENTE CHE MOLTI PREFERISCONO EVITARLI..te lo dico per esperienza vissuta in ben 5 parrocchie italiane diverse...[SM=g7831]  

Un suggerimento? I VERI OMOSESSUALI, quelli non contaminati dalla moda del tempo...e che riconoscono di avere questa PATOLOGIA rifiutata invece come tale dagli omosessualisti, dovrebbero sciogliersi dalle associazioni di ORGOGLIO GAY...[SM=g1740730] ..non dovrebbero rendersi strumento di PROPAGANDA PROGRESSISTA SULLE LEGGI DI DIO....e dovrebbero avere l'umiltà di ammettere di avere COME NOI ETERO...bisogno di aiuto...[SM=g7831]
TUTTI IN QUALCHE MODO abbiamo bisogno di aiuto...[SM=g1740717] ..ma se ho un male all'orecchio, non vado dal veterinario a farmi curare[SM=g7560] 

NON ESISTONO GRUPPI DI PERSONE CHE....che deve essere diviso dagli altri ....san Paolo parla di cacciare via SOLO quelli che di PROPOSITO RESTANO NELLA COMUNITA' PER TRAVIARE LE ANIME SEMPLICI...ma sempre invita ad usare la Carità, la pazienza, ma non ci siete solo voi in una parrocchia ci sono anche persone da TUTELARE DAGLI INGANNI DEL MONDO...[SM=g7831]  siate voi stessi a togliervi l'eticchetta che vi hanno imposto per USARVI...[SM=g7831] usate la RAGIONE non soltanto il sentimento, se non c'è RECIPROCITA' in questo percorso, difficile comprendersi, difficile GUARIRE...se NON si partecipa agli INCONTRI DI PREGHIERA è difficile ottenere la serenità che si sta cercando...

Non abbiamo ricette...ma la Preghiera E' FONDAMENTALE, se manca questa si parte già con il piede sbagliato perchè la medicina che usa la Chiesa principalmente è la Preghiera[SM=g1740717] non abbiamo altre armi, nè altri strumenti che la FEDE, LA SPERANZA E LA CARITA'=AMORE e si ottengono a partire dalla Preghiera, poi a qualche RINUNCIA[SM=g7831] occorre che l'altro si LASCI AIUTARE e non il cercare appagamenti o confermazione al proprio disordine e questo vale per TUTTI non solo per gli omosessuali, vale anche per le Famiglie, per i singol, per i religiosi, pr i consacrati...qui sta il concetto di UGUGLIANZA e non in altro...[SM=g7574] siamo UGUALI perchè TUTTI abbiamo bisogno di GUARIRE da qualche malanno, ma siamo DIVERSI in quanto PERSONE poste da Dio nel mondo PER IL SUO PROGETTO e non il nostro motivato dalle mode dei tempi...

Questo è l'aiuto che la Chiesa può dare e dà in tantissime forme e in molti modi, basta solo voler cercare nel posto giusto e basta voler desiderare LA VERITA'...

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Suggerisco per l'argomento questo testo dell'allora card. Ratzinger oggi Benedetto XVI[SM=g1740721]

«Noi fungiamo [...] da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio» (2Cor 5,20-21).


LETTERA Al VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULLA CURA PASTORALE 

DELLE PERSONE OMOSESSUALI 


Congregazione per la dottrina della fede


10 ottobre 1986

[SM=g1740720]
[SM=g1740750] [SM=g7182]





[Modificato da Caterina63 30/11/2009 10.46]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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