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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Benedetto XVI sbarca su YOUTUBE !!

Ultimo Aggiornamento: 23/04/2010 00.16
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Qui il Thread Benedetto XVI sbarca su YOUTUBE !!


con il Testo Uffiale del Messaggio del santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni 2009[SM=g1740721]

Dopo che la CEI aveva dato un mput per la pastorale su internet, il Papa nel suo Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sbarca ufficialmente su Youtube attraverso un programma di grande, speriamo, efficacia.... [SM=g1740721] 

 "Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano - sostiene Benedetto XVI - devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l'essere umano, escludendo quindi ciò che alimenta l'odio e l'intolleranza, svilisce la bellezza e l'intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi". "Le nuove tecnologie - è l’analisi del Pontefice - hanno anche aperto la strada al dialogo tra persone di differenti Paesi, culture e religioni. La nuova arena digitale, il cosiddetto ‘cyberspace’, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso".

"Occorre - è la raccomandazione del Santo Padre - non lasciarsi ingannare da quanti cercano semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilita' indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l'esperienza soggettiva soppianta la verità".

Per il Papa, "il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita - conclude il successore di Pietro - non e' un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia".

Insieme al Messaggio del Pontefice per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che esalta le grandi opportunità offerte all'umanità da Internet e dalle nuove tecnologie informatiche, il Vaticano ha presentato anche il suo canale su Youtube che, ha spiegato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, "offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre Benedetto XVI e degli avvenimenti vaticani più rilevanti".

Il canale si trova all'indirizzo Internet http://it.youtube.com/vaticanit
ed è aggiornato quotidianamente. [SM=g1740722]

Le immagini sono prodotte dal Centro Televisivo Vaticano (CTV), i testi redatti dalla Radio Vaticana e dal Centro Televisivo Vaticano e le videonews offrono una presentazione delle posizioni più autorevoli della Chiesa cattolica sulle principali questioni del mondo d'oggi.

"Siamo convinti - ha dichiarato Lombardi - che dappertutto ci siano persone attente e sensibili, interessate ai messaggi, alle proposte, alle posizioni sui grandi problemi del mondo contemporaneo di un’autorità morale di alto livello come il Papa, e in generale la Chiesa Cattolica". "Percio' - ha aggiunto - la scelta di 'Youtube' come piattaforma adatta per diventare presenti sulla Rete, in uno dei grandi 'areopaghi' della comunicazione nel mondo di oggi, ed esservi presenti con regolarità, in modo da poter offrire una fonte di riferimento attendibile e continua, aldilà dei moltissimi frammenti di informazione su Papa e Vaticano presenti sulla Rete".

Nell'attuale fase di partenza, il sito dispone di limitate "forme di interattività": la possibilità di inviare un messaggio e-mail, la condivisione del canale, l’inserimento su 'iGoogle', l’opzione di lasciare un commento su ogni singola videonews. Per il momento, ha chiarito il portavoce vaticano, "non è prevista la pubblicazione dei commenti e la nostra reazione: attualmente non saremmo in grado di gestire un flusso 'mondiale' di commenti e risposte.
In ogni caso, ricevendo commenti e messaggi, studieremo come continuare la strada".

Quanto ai costi dell'operazione, la Santa Sede sostiene tutta la parte relativa ai contenuti e ‘Google’ provvede all'inserimento. "Non c'è nessuna pubblicità - ha affermato Lombardi -, quindi non c'è da discutere su interessi di alcun genere: non vogliamo guadagnarci nulla".

[SM=g1740750] [SM=g1740717]


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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A colloquio con l'arcivescovo Claudio Maria Celli sull'uso delle nuove tecnologie nella comunicazione
Un nuovo dialogare
tra la Chiesa e il mondo


di Mario Ponzi

    Un sito interattivo attraverso il quale la Chiesa possa entrare quotidianamente in dialogo con il mondo, in spirito di solidarietà e di amicizia. È il sogno dell'arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali. "Un desiderio - ha detto nell'intervista concessa al nostro giornale alla vigilia della presentazione del messaggio del Papa per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali - che nutro sin da quando ho iniziato questo mio incarico". Il presidente crede fermamente nelle nuove tecnologie, nelle loro potenzialità nel diffondere il magistero. E se "c'è qualche rischio - azzarda - vale la pena correrlo".

    L'annunciato accordo con Google per assicurare continuità alla presenza del Papa in rete, la partecipazione di Benedetto XVI in teleconferenza alla messa per le famiglie a Città del Messico indicano chiaramente la volontà di percorrere le vie offerte dalla tecnologia. Si corrono rischi di inquinamento nella diffusione del messaggio evangelico attraverso i nuovi mezzi?

    La scelta fatta dal Pontefice e dalla Santa Sede in questo senso è dettata dalla logica del comportamento. Il Papa ha sempre espresso le sue simpatie per le nuove tecnologie. Se da un lato vede certamente limiti e pericoli insiti in esse, di fatto però si pone nei loro confronti in un atteggiamento positivo. Lo vedremo nel messaggio di Benedetto XVI:  è un messaggio fortemente positivo, nel quale il Papa mette proprio in risalto le sue simpatie, il suo apprezzamento per gli apporti positivi che le nuove tecnologie danno al cammino dell'uomo oggi. Il Papa parla di "un vero dono di Dio" nel suo testo. E nello stesso tempo afferma che le nuove tecnologie sono un contributo al progresso sociale. Dunque egli ha fiducia nella maturità e nella responsabilità di quanti colgono le occasioni che offrono questi mezzi meravigliosi.

    Youtube è notoriamente uno spazio nel quale può capitare, e capita in effetti, di vedere di tutto e di più. Perché il Papa ha deciso di comparire proprio in questo spazio?
    Credo che egli abbia maturato questa scelta proprio perché vuole incontrare gli uomini lì dove essi si trovano. Vuole incontrarli e instaurare con loro un dialogo aperto, franco, sincero e amichevole. Quindi non va inteso come un abbassarsi a qualcosa di disdicevole. Va inteso proprio come la volontà di incontrare, di andare verso l'uomo, verso tutti gli uomini. Il Papa è ben consapevole dei limiti, degli aspetti negativi legati a queste nuove tecnologie. Nel suo messaggio ne fa cenno. Però egli ritiene che se gli uomini si trovano lì, è lì che bisogna andare a incontrarli. Anche perché si tratta delle nuove generazioni, quindi degli uomini di domani. Nel messaggio li chiama "digital generation", cioè quella generazione di uomini che nasce nella cultura del digitale, e non sono stati, come noi, improvvisamente catapultati in questo mondo nuovo. Ecco, è lì che Benedetto XVI vuole essere. E sarà presente con il suo stile, aperto a un dialogo rispettoso.

    Certo vi potranno essere dei rischi.

    I rischi fanno parte della nostra vita quotidiana. Ma credo che valga la pena accettare la sfida ed essere presenti. Ricordo sempre che Giovanni II, quando gli chiedevano il perché di tanti suoi viaggi, rispondeva che erano pellegrinaggi nel cuore dell'umanità più varia. Bene, credo si possa applicare questa sua teoria all'uso di internet per diffondere il messaggio evangelico. È come fare un pellegrinaggio nell'anima di quanti, in un ufficio, in uno studio, in una casa entrano in rete. Vi troveranno d'ora in poi il Papa che propone la sua missione di successore di Pietro. A chi entra egli vuole offrire anche la possibilità di vedere, di ascoltare, di capire. È un pellegrinaggio riservato, dialogico, rispettoso. Non impone nulla. Benedetto XVI con la sua gentilezza d'animo, con la sua cordialità offrirà, a quanti vorranno ascoltarlo nell'intimità della propria stanza, il suo magistero.

    Ma di chi è stata l'idea di mettere il Papa in rete?

    È stata illustrata a Benedetto XVI questa possibilità e lui è stato ben lieto di accettare l'idea. Egli è infatti consapevole delle enormi possibilità che le nuove tecnologie mettono a disposizione per la diffusione del Vangelo nel mondo.

    Il messaggio di quest'anno parla di occasioni di dialogo e di amicizia offerte dalle nuove tecnologie. C'è chi mette in guardia dal possibile rischio che le relazioni mediate dal computer, spesso anonime, possano risultare istabili, fittizie, ambigue. Secondo lei?

    È il vero pericolo. Se infatti le nuove tecnologie, da un lato, offrono grandi possibilità, dall'altro queste possibilità possono trasformarsi per alcuni in comunità virtuali. Significa che si possono costituire schiere infinite di amici eppure ritrovarsi soli. C'è data la possibilità di interagire con persone all'altro capo del mondo, di superare tutte le possibili barriere, eppure si corre il rischio concreto della solitudine. Questo perché la frequentazione del virtuale può indurre a chiudersi in se stessi, senza cercare più il contatto interpersonale reale, concreto con quanti ci sono vicini, con quanti rappresentano la vera comunità nella quale viviamo, con la quale dobbiamo costruire rapporti di fraternità, di solidarietà.

    Come superare questi rischi?

    Credo che il Papa risponda a questo proprio con il suo messaggio. Egli infatti invita a promuovere una cultura del rispetto, del dialogo e dell'amicizia con l'uomo e tra gli uomini ovunque essi si trovino, dunque senza escludere qualcuno o qualcosa. È la cultura dell'accoglienza dell'altro, sempre e comunque. La vera battaglia da vincere, credo sia quella contro l'ossessione della connettività. Siamo più preoccupati di essere connessi che del contenuto che noi diamo alla nostra connessione. L'uomo ha a sua disposizione dei grandi mezzi per comunicare. Eppure tra i mali del nostro secolo dobbiamo inserire proprio la solitudine dell'uomo. Pensi a quanti messaggi e messaggini circolano oggi nel mondo. Sono diventati quasi un'ossessione essi stessi. A volte però si tratta di un modo come un altro per rispondere a un angoscioso senso di solitudine che pervade l'uomo di questa nostra società. Una società che non sa più proporci il culto del silenzio, o quantomeno non ci aiuta ad apprezzare il silenzio. E questo è un limite. Non solo perché non ci permette di dare spessore ai nostri rapporti umani. Ma anche perché costituisce un limite dal punto di vista religioso:  se non impariamo ad apprezzare il silenzio, facciamo molta fatica ad ascoltare e a parlare con Dio. Ecco, forse questo è il rischio concreto al quale siamo esposti con le nuove tecnologie, a volte sommersi da migliaia di messaggi, molti dei quali inaccettabili. Penso a quanti propongono messaggi di violenza, di sopruso; immagini crude, indecenti; atteggiamenti di intolleranza. Messaggi insomma che non sanno creare un atteggiamento di rispetto per l'altro.
    Credo che tutto possa essere ricondotto all'educazione al rispetto dell'altro. In questo la Chiesa può effettivamente aiutare con la sua presenza. Essa può promuovere i grandi valori attraverso il dialogo. Ognuno deve essere se stesso, senza mimetizzarsi. Ognuno deve usare il suo linguaggio, ma deve essere un linguaggio chiaro e rispettoso dell'altro in modo che possa essere ascoltato e capito.
    Il Papa propone il tema dell'amicizia. Lo propone soprattutto ai giovani, che hanno già dimistichezza con l'amicizia. È in definitiva a loro, usando i loro stessi mezzi, che egli affida il compito di trasformare effettivamente l'umanità in un'unica, grande famiglia. Collegata in rete nella consapevolezza di essere soggetti comunicanti, che sanno comunicare, ascoltare, capirsi l'un l'altro.



(©L'Osservatore Romano - 23 gennaio 2009)
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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Cresce il cattolicesimo in Internet


di Antonio Gaspari

ROMA, giovedì, 22 aprile 2010 (ZENIT.org).- Seppure con un leggero ritardo, la Chiesa italiana, i gruppi cattolici, le parrocchie, gli ordini religiosi ecc, stanno conquistando spazi sempre più vasti nella galassia telematica.

Da un sondaggio condotto da ricercatori presso l'Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano di Pisa (IIT-CNR) risulta che con trentamila siti, oltre mezzo milione di pagine web, quasi 2000 blog, la religione cattolica ha una forte presenza sui siti web italiani.

Il numero di 562.574 pagine contenenti riferimenti al cattolicesimo rappresentano l’1,76% del totale del campione analizzato, ma la percentuale è significativa se si pensa che le pagine del web con riferimenti alla politica, uno degli argomenti più “caldi” nella Rete italiana, sono circa 930mila (2,9% del campione).

La forza del cattolicesimo in rete e della sua continua crescita è stato sottolineato da Francesco Diani curatore del sito (www.siticattolici.it), il quale lavorando alla sua tesi “Pastorale e informatica” ha iniziato a contare e catalogare i siti cattolici italiani che alla fine degli anni '90 erano appena 243.

Adesso, sono quasi 14mila i siti cattolici catalogati da Diani. Di questi un quarto (3.460) è rappresentato da parrocchie, chiese, oratori, gruppi parrocchiali. Seguono 2.545 siti di Associazioni e Movimenti ecclesiali. Al terzo posto con 1689 siti, gli ordini e gli istituti religiosi.

In termini di crescita Diani ha rilevato negli ultimi tre anni una crescita costante pari al +24,2%, che è una delle più impetuose del WEB. Per quanto riguarda la geografia la Lombardia è in testa con 740 realtà web, davanti a Triveneto (376), Sicilia (334) e Lazio (314); mentre tra gli ordini e istituti religiosi i Francescani (166 siti) sono i più presenti in rete.

Per quanto riguarda il modo con cui i sacerdoti usano le nuove tecnologie per l’attività pastorale, il 15 aprile scorso alla conferenza stampa di presentazione del convegno “Testimoni digitali", Lorenzo Cantoni, docente alla facoltà di scienze della comunicazione all’Università della Svizzera italiana, ha illustrato i scultati della ricerca Picture, acronimo di Priests’ Ict use in their Religious Experience.

La ricerca è stata condotta con il sostegno della Congregazione per il Clero, realizzata dai laboratori NewMinE-New Media in Education Lab e webatelier.net dell’Università della Svizzera italiana di Lugano in collaborazione con la Facoltà di Comunicazione sociale istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.

I risultati sono sorprendenti: il 92,9% dei preti intervistati in Italia dichiara di accedere tutti i giorni ad internet, in misura leggermente superiore alla media mondiale (90,4%).

Per quanto riguarda l’utilità della rete per la preparazione delle omelie il 49,5% dei sacerdoti in Italia cerca materiale online almeno una volta alla settimana, di questi, il 9,2% lo fa tutti i giorni. Il 35,2% lo fa occasionalmente (una volta al mese o qualche volta all’anno). Solo il 15,3% dichiara di non farlo mai.

Per la formazione, il 27,7% dei sacerdoti in Italia studia online quasi tutti i giorni, il 59% almeno una volta alla settimana, mentre solo il 13,3% non lo fa mai.

Il 37,8% è d’accordo con l’affermazione che le tecnologie permettono di migliorare la formazione dei sacerdoti, e il 53,7% è d’accordo o molto d’accordo.

Alla domanda su quali strumenti siano ritenuti molto o moltissimo utili per imparare, il 18,8% dei rispondenti ha indicati i libri e le riviste, seguiti dai motori di ricerca (18,3%) e dalle lezioni in aula (16,4%).

La lettura combinata di questi dati mostra un interesse all’uso delle tecnologie digitali, combinate però con tutte le altre strategie d’apprendimento.

Il 39,9% dei sacerdoti italiani non utilizza mai internet per pregare, ma il 19,1% lo usa tutti i giorni per questo scopo (principalmente per recitare la liturgia delle ore).

Solo il 14,2% di sacerdoti in Italia considera internet molto utile per pregare (9.9% nel mondo), mentre il 40,1% non lo considera per niente utile a questo scopo (32.3% nel mondo).

Inoltre più del 51% dei sacerdoti è molto positivo sull’utilità di internet per la diffusione della fede, e più del 63% è d’accordo o molto d’accordo nel considerare le nuove tecnologie come mezzi d’inculturazione della fede.

In particolare il 61,1% è d’accordo o molto d’accordo con l’affermazione che le nuove tecnologie permettono di evangelizzare meglio i giovani; peraltro, il 38.9% è solo abbastanza d’accordo o non è per niente d’accordo.

Circa la comunicazione il 68,3% dei sacerdoti ritiene internet utile per comunicare con le altre persone. Il 30,6% accede ai social network tutti i giorni, il 17,1% vi accede solo settimanalmente, il 7,0% mensilmente e l’8,9% qualche volta all’anno, mentre il 36,4% dichiara di non accedervi mai.

Nella comunicazione con altri sacerdoti, il 43,0% non usa mai i social network e il 34,4% non usa le chat o altri servizi vocali online.

Alla domanda su quanto l’uso delle nuove tecnologie abbia migliorato il modo in cui compiono la loro missione sacerdotale, il 33,4% ritiene tale uso molto positivo (valori 5 e 4), il 50,6% lo ritiene di qualche importanza (valori 3 e 2), mentre il 15,9% vi vede un contributo molto limitato o nullo (valori 0 e 1).

Quanto ai pericoli delle tecnologie, il 35,7% ritiene che le opportunità siano superiori ai rischi mentre il 18,1% ritiene che i pericoli sono maggiori rispetto alle opportunità che offrono.

I siti web indicati come maggiormente utili nell’esperienza sacerdotale da più di 100 sacerdoti sono stati: vatican.va, qumran.net, chiesacattolica.it e avvenire.it, maranatha.it, lachiesa.it, zenit.org.

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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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