DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Il Timone e altre riviste Cattoliche

Ultimo Aggiornamento: 05/10/2016 10.40
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Questo forum, Difendere la Vera Fede, pubblicizza esclusivamente MATERIALE STAMPA SQUISITAMENTE CATTOLICA, diffida invece di altre riviste che pur definendosi "cristiane" ne hanno perduto ogni sostanza....Non faremo loro alcuna propaganda, saranno da noi semplicemente evitate ed ignorate....

Arrow Il Timone e ARES: riviste (e Siti) di Vera Cultura Cattolica [SM=g1740722]


http://www.iltimone.org/



CARTA D'IDENTITA'
di Gianpaolo Barra


E' norma di buona educazione presentarsi, visto che entriamo nelle case dei lettori con questo primo numero de "Il Timone".

La nostra carta d'identita` si risolve tutta in una parola, in una pregnante, importante qualifica: cattolici. Cattolici senza aggettivi, cattolici e basta. Almeno cosi` ci piacerebbe essere identificati. Ma la deplorevole confusione che regna nella grande e variegata famiglia cattolica, ci costringe a ulteriori chiarimenti. Cattolici, dunque. Uomini cui e` stata donata la Fede, innamorati di Dio e membra vive della Chiesa, figli della Vergine Madre, fedeli al Santo Padre e ai suoi insegnamenti. Ma anche conquistatori di uomini e donne alla causa del vangelo e della Chiesa, difensori della Fede e della cultura che ne deriva. Cattolici conquistatori di uomini e difensori della Verita`. Qui ci sembra d'aver detto cose che nel nostro mondo, quello cattolico, si sentono poco, suonano strane, sanno di integralismo vecchia maniera. Eppure, a ben pensare, sono costitutive dell'essere cattolico, dell'essere apostolo. Rispondono al comando di Cristo stesso di andare, di insegnare (che cosa se non Lui stesso, la Verita`?), di convertire il mondo intero e battezzarlo. Un comando, dunque, non un invito. Un dovere, non un optional. Una missione, non un passatempo.

Siamo cattolici e prendiamo sul serio, tremendamente sul serio, questa missione. "Il Timone" nasce per contribuire alla conquista di anime e difendere la Fede, oggi minacciata piu` che in altri tempi. Ci vuole ben altro, lo sappiamo, ma il nostro e` solo un contributo. Quanto importante, lo giudicheranno i lettori. E' una rivista di apologetica elementare. Di apologetica: per illustrare le ragioni di chi crede e parare gli attacchi di chi contesta la verita` cattolica. Elementare: destinata a tutti, giovani e adulti, uomini e donne, lavoratori e studenti, sacerdoti e laici.

Nasce per rinforzare le certezze di chi crede e per dissolvere, o almeno minare, dubbi e timori di chi non crede. E' uno sforzo promosso da quanti hanno dato vita, nel settembre 1997, al Centro Cattolico "Il Timone", che gli amici lettori, ci auguriamo, impareranno a conoscere, ad apprezzare, a sostenere, anche grazie a queste pagine.

Per ora, chiediamo soltanto le preghiere di chi in Dio ci crede veramente. Ne abbiamo bisogno.






Sono circa mille i sacerdoti abbonati a "il Timone". Molti esprimono apprezzamento per il lavoro che stiamo svolgendo. In circa 400 parrocchie, sparse in tutta Italia, il Timone viene diffuso sul banco della buona stampa. E il numero cresce costantemente.

Incoraggiati da tali segnali, avanziamo a tutti i sacerdoti una proposta: credete che "il Timone" possa trovare posto sul banco della buona stampa nelle vostre chiese? Per favorire una risposta positiva, lanciamo una interessante iniziativa promozionale: senza alcun impegno, a vostra richiesta, invieremo in prova, per due mesi consecutivi 3 copie omaggio de Il Timone.

Tutto il ricavato sarà della parrocchia. Deciderete in seguito, liberamente, se continuare la vendita del Timone nelle vostre parrocchie.

Attendiamo una risposta. Siamo certi che molti parrocchiani apprezzeranno la nostra rivista. Diffonderla sul banco della buona stampa è un ottimo sistema.

Se siete d'accordo con questa proposta, contattate presso la nostra redazione il Sig. Claudio Damioli (tel. 02/69.31.11.74 – fax: 02/60.85.70.91 – mail:
claudio@iltimone.org), impegnato a tempo pieno per promuovere la diffusione de "il Timone" nelle parrocchie in tutta Italia.
Oppure compilate la scheda sottostante e speditela in redazione.

Grazie per la vostra attenzione.

http://www.iltimone.org/propostaSacerdoti.php

********

Il Timone
- Via Benigno Crespi, 30/2 20159 Milano (MI),
tel. 02.66.82.52.06, fax 02.60857091 -


*********

Il Forum Difendere la Vera fede

si onora di ospitare questa Rivista e tutte le sue iniziative......[SM=g1740722] [SM=g1740721]
__________________
Vogliamo essere veramente segno di contraddizione?

Altro non vi dico (…) Non vorrei più parole, ma trovarmi nel campo della battaglia, sostenendo le pene, e combattendo con voi insieme per la verità infino alla morte, per gloria e lode del nome di Dio, e reformazione della Santa Chiesa…”
(Santa Caterina da Siena, Lettera 305 al Papa Urbano VI ove lottò fino alla morte per difendere l’autorità del Pontefice)

Mi giunge questa segnalazione che volentieri unisco a Il Timone.....


Carissima Caterina,
il sito delle edizioni Ares è:
www.ares.mi.it

Le edizioni Ares sono la casa editrice dell' Opus Dei e oltre a "Studi Cattolici" pubblicano un'altra rivista diciamo più di attualità e meno culturale "iL Foglio".
Le edizioni Ares pubblicano anche moltissimi testi di patristica, apologetica, dottrina della Chiesa e Teologia.

La ortodossia è a "prova di bomba".

Se potete segnalare il sito e le edizioni Ares mi sembra cosa lodevole.

Grazie e di nuovo buona giornata

************************************

Benissimo!
Divulghiamo la BUONA STAMPA.......[SM=g1740722]

[SM=g1740717] [SM=g1740720]




[Modificato da Caterina63 18/11/2009 23.51]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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Concateniamoci con le parole VOasi Forum109 pt.20/07/2017 15.07 by Nemo97
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Carotaggi Polari e Tempi BibliciTestimoni di Geova Online...73 pt.20/07/2017 15.58 by barnabino
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ATTENZIONE Il Timone.org ha aggiornato il sito sempre allo stesso indirizzo...

* Per dare voce alle ragioni della fede cattolica
* Per promuovere la cultura che nasce dalla fede
* Per difendere la Chiesa e il Papa dalle contestazioni e dalle menzogne

troverete anche IL COMMENTO IN AUDIO del Direttore Giampaolo Barra....[SM=g1740722]

VI CONSIGLIAMO DI ASCOLTARE IL COMMENTO DI QUESTO PERIODO circa la riunificazione con una parte della Chiesa anglicana[SM=g1740721] CLICCATE QUI

[SM=g1740717] [SM=g1740720]





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06/04/2010 15.15
 
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AVVISO
 
Ricordiamo agli abbonati e ai lettori che ogni settimana dell'intero anno 2010 vengono celebrate cinque SS Messe per loro e le loro intenzioni. È questo il nostro modo di ringraziarli per l'attenzione con la quale seguono il Timone.


IL 5 PER MILLE A FAVORE DEL TIMONE
Cari lettori,
con la prossima Dichiarazione dei redditi, oltre alla possibilità di destinare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica, ci verrà chiesto se vogliamo destinare il 5 per mille dell’Irpef ad una associazione, fondazione, etc.
Scegliete con massima libertà, sono tanti coloro che hanno bisogno di aiuto.
Ma se volete aiutare il nostro mensile, potrete destinare il 5 per mille alla “Fondazione Fides et Ratio”, nata per sostenere il nostro apostolato a mezzo stampa.
Ecco il Codice fiscale della Fondazione, che dovrete ricopiare nella vostra Dichiarazione dei redditi:
94049770038

Grazie per quello che potrete e vorrete fare. Ne abbiamo veramente bisogno.

IL TIMONE n. 92 – Anno XII - Aprile 2010 - pag. 3

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04/10/2010 15.41
 
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Il Timone Mensile Cattolico 04 ottobre alle ore 10.17 RispondiSegnala
"VIVA IL PAPA" - il nuovo libro di Alessandro GNOCCHI e Mario PALMARO.
Perché questo libro, perché questo titolo?

Ci risponde Alessandro Gnocchi.

**********
Giacomo SAMEK LODOVICI questa volta affronta il tema della REINCARNAZIONE.

http://www.iltimone.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4413&Itemid=175

"Buon ascolto" a tutti, amici!
La redazione






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04/10/2010 18.21
 
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[SM=g1740722]
Non perdiamo altro tempo!!! facciamo nostre queste iniziative e divulghiamole!!



[SM=g1740738]

[Modificato da Caterina63 11/02/2011 23.35]
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20/04/2011 11.29
 
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Tornielli, un nuovo blog e una bella sorpresa

(dal blog Messainlatino)

Andrea Tornielli, giornalista, esperto di cose vaticane, autore di molti libri di argomento cattolico, è passato al quotidiano La Stampa. Cogliamo l'occasione per fargli i nostri auguri per la nuova avventura professionale.

Segnaliamo altresì che il suo blog ha cambiato indirizzo e ora lo possiamo leggere su
www.andreatornielli.it.
Con piacere abbiamo notato che il
primo post di oggi del suo blog è dedicato a una bella storia di tradizionalisti traditi, un caso di cui avremo occasione di occuparci (speriamo che se occupi anche l'Ecclesia Dei...).

Per ora ci limitiamo a dire una cosa. Con Tornielli, soprattutto in un recente passato, non sono mancate le occasioni di polemica e probabilmente non mancheranno in futuro. Bisogna ammettere però che è l'unico vaticanista italiano che segue costantemente il mondo cosiddetto tradizionalista. Dimostrando di non considerarci gli "invisibili" della Chiesa.

Fraternamente CaterinaLD

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20/02/2012 16.07
 
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Omelia di mons. Moraglia, arcivescovo di Venezia


Pubblicato su BASTABUGIE n.231

Ecco l'omelia che fece qualche mese fa al Giorno del Timone della Toscana: ''È necessario che strumenti culturali come il Timone sboccino numerosi per stimolare la fede dei credenti''


di Francesco Moraglia


Nelle navi, anche le più grandi, lo strumento più importante che permette di puntare alla meta è il timone; la rotta, anche nelle condizioni di navigazione più avverse, è garantita proprio da questo piccolo strumento; infatti, pur nella sua piccolezza, il timone è in grado di governare anche l'imbarcazione più grande. Il nome di una rivista esprime un progetto: Il timone, quindi, è denominazione eloquente.


Abbiamo appena ascoltato la parabola del seminatore (Lc 8, 4-15) che esce e sparge il seme che si posa su diversi tipi di terreno: un po' cade sulla strada, un po' sulle pietre, parte, invece, finisce tra i rovi, infine, una parte sulla terra buona; i differenti terreni accolgono il seme sparso dal seminatore senza preferenze, senza distinzioni, senza calcolo; Dio non fa preferenze, non esclude nessuno. Qui viene alla mente ciò che in un'altra parabola il padrone della vigna dice all'operaio che, al termine della giornata, si lamenta perché quanti hanno lavorato meno di lui, sono trattati con grande generosità, in modo da non essere penalizzati rispetto a quanti - senza alcun merito - erano stati chiamati a lavorare fin dall'inizio della giornata. L'ultimo versetto della pericope evangelica appena letta dice: «terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza» (Lc 8, 15). Ora domandiamoci: che cosa ci costituisce terra buona? La risposta è: la grazia che, sempre, interpella la libertà dell'uomo.


All'inizio della nostra personale relazione con Dio c'è la risposta alla domanda che Lui, in modo misterioso ma realissimo, rivolge a ogni uomo; così è proprio nel bene o nel male che ci rapportiamo a Dio; alla fine, dinanzi a Dio, non è possibile alcuna comoda neutralità. La fede, infatti, è l'atto personale con cui l'uomo si consegna totalmente al Dio che salva; quindi é proprio attraverso l'atto di fede che l'uomo raggiunge il fine della sua esistenza, la pienezza del suo essere uomo. Così è proprio attraverso la fede che l'uomo raggiunge la completezza del suo progetto umano; infatti il rapporto con Dio non è per l'uomo un optional, ma qualcosa d'essenziale perché egli possa essere compiutamente tale.


La dottrina sociale della Chiesa - come diremo - nasce dall'incontro tra ragione e fede. Comprendiamo, così, come l'atto di fede non possa bypassare la ragione dell'uomo, la sua storia e la sua natura, ma debba intercettarle, esprimerle pienamente e, se è il caso, correggendole, valorizzandole e portandole a compimento, costituendoci, così - ma non in modo astratto o fideistico - figli nel Figlio. In altre parole, l'adesione di fede assume e porta a compimento, in noi, tutte le potenzialità sia quelle creaturali, sia quelle filiali; così, l'uomo non può dire: "io credo", se non ha motivi sufficienti che rendano plausibile questa sua scelta sul piano umano e che, quindi, avalli il nostro abbandono in Dio. Insomma, l'atto di fede non può contrastare con la caratteristica specifica dell'uomo: la libertà che, in alcun modo, consiste in una fiducia acritica o in una specie di salto nel buio; infatti ciò significherebbe che, proprio nel momento in cui l'uomo raggiunge la pienezza del suo essere uomo, ossia della salvezza, ciò avverrebbe contraddicendo la caratteristica essenziale dell'uomo: la sua libertà.


Benedetto XVI ribadisce - ed è una costante del suo Magistero - la necessità di "allargare" gli spazi della ragione; secondo molti filosofi sia moderni sia contemporanei la ragione, invece, non deve occuparsi né dell'etica, né della religione, tanto meno di Dio, poiché si afferma che non esiste un sapere degno di tale nome in grado di dare risposta a tali domande; ne consegue, così, che tutte le fedi religiose e i sistemi etici partecipano di tale comune irrazionalità. Nell'incontro con i rappresentati della scienza, svoltosi presso l'Università di Regensburg - il 12 settembre 2006 -, il Santo Padre così si esprimeva: «L'occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così potrebbe subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all'ampiezza della Ragione, non il rifiuto della sua grandezza… E' a questo grande Logos, a questa vastità della ragione, che invitiamo nel dialogo delle culture i nostri interlocutori» (Incontro con i rappresentanti della scienza, 12 settembre 2006, Regensburg).


Nella nostra epoca - indicata un po' troppo frettolosamente come post-ideologica - assistiamo, in realtà, all'affermarsi di un nuovo tipo d'ideologia, il "riduzionismo". A differenza delle ideologie dell'ottocento e novecento, il "riduzionismo" non si pone come lettura onnicomprensiva della realtà - pensiamo, ad esempio, al comunismo e al nazismo - ma come sua suddivisione e separazione che, tuttavia, continuano a esser presentati come il tutto. Nel "riduzionismo" - dicevamo - si opera una suddivisione e separazione della realtà considerando, però, le singole parti ancora come il tutto. Ad esempio la procreazione è ridotta a riproduzione in laboratorio; la famiglia a un accordo tra le parti a prescindere dalla vocazione iscritta nell'essere dell'uomo e della donna; i diritti, poi, sono ridotti a desideri, il sapere dell'uomo a pura verifica sperimentale, la verità all'interesse di una parte, la veracità alla sincerità; gli esempi potrebbero continuare.


La fede cristiana, però - giova ripeterlo -, non teme una ragione forte, anzi la auspica; piuttosto teme una ragione debole o che si pone in termini di assoluto, ossia in modo autoreferenziale, che si propone come criterio di verità; una ragione, insomma, che giudica tutto e tutti dimenticando che, come l'uomo, anche la ragione è realtà creata e quindi contingente e strutturalmente impossibilitata a divenire criterio assoluto di giudizio, come se fosse la ragione onnisciente e onnipotente di Dio. Pascal - il grande filosofo e scienziato francese del XVII secolo - ricorda che, da parte dell'uomo, è atto eminentemente ragionevole riconoscere che vi sono innumerevoli cose che superano la ragione umana.


Ritorniamo al Vangelo del seminatore che sparge il buon seme e alla domanda: cosa vuol dire esser terra buona? La fede - atto con cui ci si apre a Dio - non solo non può contraddire la ragione, ma neppure prescinde da essa, anzi deve rispettare e portare a compimento la ragione. San Tommaso, in un passo della Somma Teologica, si serve di un'espressione che aiuta a comprendere come, per essere terra buona, si debba "stare"di fronte a Dio, con la totalità della propria persona: spirito, anima e corpo. San Tommaso così scrive: «Gratia supponit naturam et eam perficit» (I, q.1, art. 8), quindi anche la ragione, con tutto quanto si lega a essa sul piano naturale/creaturale, ha a che fare con l'atto di fede. La fede, innanzitutto, rimane opera della grazia, ma la grazia divina suppone e interpella sempre la libertà dell'uomo.


Partendo da tale considerazione, siamo avvertiti che, per il cattolico che voglia essere consapevole della propria fede, è doveroso creare un clima culturale che permetta la costruzione di un cammino che consenta alla fede - nel rispetto della libertà di tutti - d'essere accolta. Per rimanere al linguaggio del Vangelo del seminatore, si tratta d'essere terra buona in cui il seme possa attecchire. Siamo tutti parte di una società segnata in modo forte dall'individualismo e dal relativismo; in essa la coscienza del singolo non viene più considerata come organo di giudizio a partire dall'ascolto della realtà, ma assurge a vero e proprio "oracolo" che, a suo gradimento, determina gli stessi fini dell'agire. Ci muoviamo all'interno di una società che, a ragione, è stata definita "liquida", poiché non in grado d'elaborare certezze di alcun tipo; in essa tutto muta così rapidamente da non riuscire a consolidarsi in abitudini e procedure. In una tale società o si finisce per non percepire più il relativismo imperante o, sempre più, si avverte la necessità di strumenti capaci di aiutare a ripensare - all'interno di una rinnovata capacità critica - la cultura o, meglio, le culture in cui, oggi, siamo chiamati a vivere dando il nostro contributo in vista del bene comune.


Si dispiega qui - come già accennato - l'ampio versante della dottrina sociale della Chiesa che, come ha ricordato Benedetto XVI, si trova al punto d'incontro tra ragione e fede. E, in tale prospettiva, è essenziale che la cultura cattolica non disarmi e non abdichi a se stessa, ma persegua il potenziamento di strumenti culturali idonei: uno di questi è offerto dalle riviste di approfondimento. Il Timone si muove secondo tale logica e aiuta a conoscere - fuori dai luoghi comuni - quanto riguarda la fede, confrontandosi con la ragione, senza della quale tutto si riduce a sterile fideismo o vuota credulità.


Così, in un mondo ampiamente secolarizzato, è decisivo che siano a disposizione questi strumenti che accompagnano, in maniera concreta, il credente verso una piena maturazione di fede. Credere, infatti - come insegna Benedetto XVI -, significa dare ragione della propria speranza/fede con pacatezza, bontà e mitezza ma, per fare questo, abbiamo bisogno di crescere nelle conoscenze, nella capacità di discernimento, riconoscendo che alla base di tutto ci sta Dio che si dona in Gesù Cristo e senza del quale diventa impossibile realizzarsi pienamente come uomini. Troppo spesso appaiono volontà personali e sociali che - errando - pensano di poter costruire un uomo e una città senza Dio, al di fuori di Dio o contro di Lui. Nell'enciclica Deus caritas est, Benedetto XVI parla di un necessario allargamento della ragione e assegna tale compito proprio alla ragione, mentre nell'enciclica Spe salvi lo attribuisce alla speranza. L'insegnamento sociale della Chiesa è il risultato dell'incontro tra "fede e ragione" o se preferiamo - ed è lo stesso - tra "grazia e natura", perché l'uomo, se vuol essere "terra buona", non può prescindere dalla fede e dalla ragione, dalla grazia e dalla natura.


In questa prospettiva è necessario che strumenti culturali come Il Timone, espressioni di una fede amica della ragione, nel rispetto della totalità dell'uomo - grazia e natura -, sboccino numerosi per stimolare la fede del credente del nostro tempo. Il mensile Il Timone, quindi, come progetto culturale manifesta bene tale impegno che risulta, in modo evidente, nelle sue diverse proposte editoriali. E' proprio il seme sparso dal divino seminatore che, unitamente alla "buona terra", costituisce l'uomo nella sua totalità; un uomo che è in grado di dar ragione della propria speranza, evangelizzatore credibile, innanzitutto, perché credente.


Nota di BastaBugie: per vedere il video del pontificale del 17 settembre 2011 a Staggia Senese durante il quale Mons. Moraglia ha pronunciato l'omelia riportata in questo articolo, clicca qui sotto (il link al video si trova in fondo alla pagina che appare):


http://www.amicideltimone-staggia.it/it/articoli.php?id
=

Fonte:
http://www.amicideltimone-staggia.it/ , 17/09/2011

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Ciao a tutti,

Sono alla ricerca di vecchi numeri de "Il timone" rivista che a mio avviso rappresenta molto bene quello che ogni cattolico deve fare per difendere la vera fede in tempi molto bui come quelli attuali.

I numeri che sto cercando sono i seguenti:

- 1,2,3,4,5,8,9
- 10,11,12,13,14,15,16,17,19
- 20,21,22,23,27,29
- 30.31,32,33,34,35,36,37,38,39
- 40,41,42,43,44,45,46,48,49
- 50,53,54,55,57
- 63,64,66,67,68
- 70,71,72,73,75

Compro se almeno in discrete condizioni. Contattatemi anche per singoli numeri.
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