DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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OBOLO DI SAN PIETRO, LA CARITA' AL PAPA PERCHE' POSSA SERVIRE I PIU' POVERI

Ultimo Aggiornamento: 28/11/2016 22.05
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18/02/2011 13.24
 
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Porte aperte per centomila romani
nelle mense e nei centri del Circolo San Pietro 

    Porte aperte in Vaticano per i poveri di Roma:  ogni anno centomila persone sono assistite dal Circolo di San Pietro che, da centoquaranta anni, è un concreto punto di riferimento di carità. Il Circolo fornisce, annualmente, indumenti nuovi a mille famiglie mentre sono settantamila i pasti caldi serviti ai bisognosi nelle tre mense - in via della Lungaretta, in via Mastro Giorgio e in via Adige - attive da più di un secolo.

Le case-famiglia accolgono tra i diecimila e i tredicimila ospiti. E ora saranno potenziati i due polmoni sociali e sanitari:  il centro di via Fidene - che garantisce a duemila persone consulenze gratuite di carattere psicologico giuridico - e l'hospice Sacro Cuore di via Poerio dove sono assistite centonovanta persone:  centoventi sono malati in fase terminale, sessantasei sono affetti da alzheimer e quattro da sclerosi laterale amiotrofica. Una rete di assistenza poggiata sull'azione di centocinquanta operatori, tra medici, infermieri e volontari.

    Numeri importanti, destinati a crescere. Infatti nell'assemblea del Circolo, il 24 febbraio, il presidente Leopoldo Torlonia ha annunciato anche l'apertura dell'asilo notturno di Santa Maria in Cappella oltre al potenziamento delle attività già messe in campo. Per l'assemblea dei centoquarant'anni il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha inviato al Circolo un messaggio di apprezzamento "per il costante impegno profuso in favore delle persone bisognose".

    Importanti riconoscimenti per il Circolo sono arrivati anche dal gran cancelliere dell'Ordine di Malta, Jean-Pierre Mazery, che ha conferito la croce dell'ordine al merito melitense, e dall'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, che ha consegnato la commenda dell'ordine della stella della solidarietà italiana al presidente Torlonia. Durante la cerimonia sono state consegnate ad alcuni soci le onorificenze concesse dal Papa.



(©L'Osservatore Romano - 28 febbraio 2009)

Se vuoi inviare il tuo contributo o metterti a disposizione personalmente come volontario:

Commissione Cucine Economiche
Via della Lungaretta, 91/b – Tel. 06.5800.984
Via Mastro Giorgio, 37 – Tel. 06.5780.878
Via Adige, 11 – Tel. 06.8543.098

Commissione Asili Notturni
Via Santa Maria in Cappella, 6 – Tel. 06.5818.992

Commissione Case Famiglia
Via S.Giovanni in Laterano, 79 – Tel. 06.7045.0454 – 06.7000.916
Via della Lungaretta, 92 – Tel. 06.5806.005

Commissione Guardaroba

Commissione per la Carità del Papa
Le offerte possono essere inviate al Circolo S. Pietro -
Obolo - sul c.c.p. n. 49796006.



Commissione Culto e Attività Religiose
Commissione per gli Aiuti Internazionali


Commissione Circolo
Sezione Servizi d’Onore
Sezione Stampa e Bollettino
AVC S. Pietro
Piazza S.Calisto, 16 – Tel. 06.6988.7264
Centro Polifunzionale Diurno
Via Fidene, 30 – Tel. 06.7092.370

E-mail:

Sede:
circolosanpietro@cspietro.va
Presidente: presidente@cspietro.va
Segretario: segretario@cspietro.va
Tesoriere: tesoriere@cspietro.va
Economo: economo@cspietro.va
Webmaster: webmaster@circolosanpietro.org

http://www.circolosanpietro.org/index.html

 









Nella Città del Vaticano (i dati sono del 2009) lavorano 2762 persone, di cui 766 ecclesiastici, 344 religiosi (261 uomini e 83 donne) e 1652 laici (1201 uomini e 451 donne).




http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/obolo_spietro/documents/index_it.htm

L’Obolo di San Pietro oggi

Nel primo anno del suo pontificato, Benedetto XVI ha voluto sottolineare il particolare significato dell’Obolo:

“L’‘obolo di San Pietro’ è l’espressione più tipica della partecipazione di tutti i fedeli alle iniziative di bene del Vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. E’ un gesto che ha valore non soltanto pratico, ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione col Papa e di attenzione alle necessità dei fratelli; e per questo il vostro servizio possiede un valore squisitamente ecclesiale” (Discorso ai Soci del Circolo di San Pietro, 25 febbraio 2006).

            Il valore ecclesiale di questo gesto appare considerando come le iniziative di bene sono connaturali alla Chiesa, come il Papa ha indicato nella sua prima Enciclica Deus caritas est (25 dicembre 2005):

“La Chiesa non può mai essere dispensata dall’esercizio della carità come attività organizzata dei credenti e, d’altra parte, non ci sarà mai una situazione in cui non occorra la carità di ciascun singolo cristiano, perché l’uomo, al di là della giustizia, ha e avrà sempre bisogno dell’amore” (n. 29).

            Si tratta di un aiuto che è sempre animato dall’amore che viene da Dio:

“E’ perciò molto importante che l’attività caritativa della Chiesa mantenga tutto il suo splendore e non si dissolva nella comune organizzazione assistenziale, diventandone una semplice variante”(…) “Il programma del cristiano – il programma del buon Samaritano, il programma di Gesù – è ‘un cuore che vede’. Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente” (ibidem, n. 31).

*  *  *

            Attenzione per l’Obolo come forma del sostegno dei credenti al ministero dei successori di San Pietro al servizio della Chiesa universale era già stata espressa dai Pontefici precedenti. Così, ad esempio, si era espresso Giovanni Paolo II:

 “Vi sono note le crescenti necessità dell’apostolato, i bisogni delle Comunità ecclesiali specialmente in terra di missione, le richieste di aiuto che giungono da popolazioni, individui e famiglie che versano in condizioni precarie. Tanti attendono dalla Sede Apostolica un sostegno che spesso non riescono a trovare altrove.
In quest’ottica, l’Obolo costituisce una vera e propria partecipazione all’azione evangelizzatrice, specialmente se si considerano il senso e l’importanza di condividere concretamente le sollecitudini della Chiesa universale”
(
Giovanni Paolo II al Circolo San Pietro, 28 febbraio 2003). 

            Le offerte dei fedeli al Santo Padre sono destinate alle opere ecclesiali, alle iniziative umanitarie e di promozione sociale, come anche al sostentamento delle attività della Santa Sede. Il Papa, come Pastore di tutta la Chiesa, si preoccupa anche delle necessità materiali di diocesi povere, istituti religiosi e fedeli in gravi difficoltà (poveri, bambini, anziani, emarginati, vittime di guerre e disastri naturali; aiuti particolari a Vescovi o Diocesi in necessità, educazione cattolica, aiuto a profughi e migranti, ecc.).

            Il criterio generale che ispira la pratica dell’Obolo si richiama alla Chiesa primitiva:

 “La base primaria per il sostegno della Sede Apostolica dev’essere costituita dalle offerte date spontaneamente dai cattolici di tutto il mondo, ed eventualmente anche da altre persone di buona volontà. Questo corrisponde alla tradizione che ha le sue origini nel Vangelo (Lc 10,7) e negli insegnamenti degli Apostoli (1 Cor 9,11)”  (Lettera di Giovanni Paolo II al Cardinale Segretario di Stato, 20 novembre 1982).




 



Aiutiamo il Santo Padre

ad aiutare!

 Il tuo aiuto, per piccolo che sia, è importante.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Obolo di San Pietro
tel.:
06.6988.4851; fax.: 06.6988.3954
e-mail:
obolo.sp@segstat.va












[Modificato da Caterina63 31/03/2012 17.48]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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udienza del papa all'associazione "pro petri sede"
 
CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala del Concistoro, il Santo Padre ha ricevuto i Membri dell'Associazione belga "Pro Petri Sede", che annualmente offrono sostegno economico per le necessità della Santa Sede.
 
  "La generosa offerta che voi portate oggi al Successore di Pietro permette al Papa di venire in aiuto alle popolazioni così duramente provate in questi ultimi tempi, particolarmente le popolazioni di Haiti. Il servizio caritativo appartiene alla natura stessa della Chiesa. È un'espressione viva della sollecitudine di Dio per tutti gli uomini. Apportando gli aiuti materiali indispensabili, la Chiesa può anche prestare l'attenzione del cuore e l'amore di cui le persone provate hanno tanto bisogno. Vi ringrazio perciò calorosamente a loro nome per il sostegno che voi manifestate nella lotta contro ciò che avvilisce e degrada la dignità di ogni persona 'creata a immagine di Dio'".


UDIENZA AI MEMBRI DELL’ASSOCIAZIONE "PRO PETRI SEDE", 11.03.2011

Alle ore 12 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI riceve in Udienza i Membri dell’Associazione "Pro Petri Sede".
Pubblichiamo di seguito le parole che il Papa pronuncia ai presenti:


DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari amici,

Vi accolgo con gioia questa mattina in occasione del pellegrinaggio che vi conduce alla sede di Pietro per rafforzare la vostra vita cristiana e per rinnovare il vostro impegno al servizio delle tante persone che l'Associazione Pro Petri Sede soccorre con grande generosità.

Con tutta la Chiesa, siamo appena entrati nel tempo di Quaresima. Questo tempo privilegia il pellegrinaggio interiore verso Colui che è «Luce del mondo». In effetti, noi abbiamo bisogno di lasciarci illuminare da Cristo affinché, a nostra volta, sentendo l'urgenza della nostra responsabilità verso i poveri del tempo presente, volgiamo su di loro il nostro sguardo che ridà fiducia e schiude la prospettiva dell'eternità beata. Di fatto ognuno è chiamato alla salvezza offerta dalla vittoria di Cristo su ogni male che opprime l'uomo. Il tempo della Quaresima è il tempo del digiuno, della preghiera e della condivisione (cfr. Mt 6, 1-18). Contribuendo a lottare contro la povertà, la condivisione e l'elemosina ci avvicinano agli altri. Come sapete, il dono non è nulla senza l'amore che l'anima e i vincoli fraterni che intesse. Agendo così con carità, esprimiamo la verità del nostro essere poiché c'è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr. At 20, 35), e manifestiamo l'unità del duplice comandamento dell'amore. In effetti, condividendo con il nostro prossimo, sperimentiamo, attraverso la gioia ricevuta, che la pienezza della vita viene dall'amore di Dio. Così l'elemosina ci avvicina a Dio e ci invita alla conversione.

La generosa offerta che voi oggi portate al Successore di Pietro gli consente di andare in aiuto delle popolazioni così tanto duramente provate in questi ultimi tempi, in particolare quelle di Haiti. Il servizio della carità appartiene alla natura stessa della Chiesa. È un'espressione viva della sollecitudine di Dio per tutti gli uomini. Apportando l'aiuto materiale indispensabile, la Chiesa può anche offrire l'attenzione del cuore e l'amore di cui le persone provate hanno tanto bisogno. Vi ringrazio dunque calorosamente a nome loro per il sostegno che offrite nella lotta contro ciò che svilisce e degrada la dignità di ogni persona «creata a immagine di Dio».

Cari amici, possiate essere ovunque testimoni luminosi ed efficaci della speranza che l'amore di Dio infonde! Affidando ognuno di voi e le vostre famiglie, come pure i membri della vostra Associazione, all'intercessione della Beata Vergine Maria, a san Pietro e ai santi dei vostri Paesi, vi imparto di tutto cuore la Benedizione Apostolica.



                         Pope Benedict XVI waves during his weekly general audience on March 9, 2011 at Paul VI hall at The Vatican.


[Modificato da Caterina63 11/03/2011 18.47]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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04/05/2011 11.54
 
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[SM=g1740733] "Cari amici! Sappiate che il Papa vi vuole bene". Così Benedetto XVI ha salutato i 250 poveri assistiti nelle sette case romane delle Missionarie e dei Missionari della Carità, al termine del pranzo di Natale offerto (dal Papa) domenica 26 dicembre nell'atrio dell'Aula Paolo VI in Vaticano. "La carità è la vera forza che cambia il mondo", ha ribadito ai più bisognosi e alle religiose e ai religiosi che festeggiano il centesimo anniversario della nascita della loro fondatrice, la beata Madre Teresa di Calcutta. Dopo essersi seduto a tavola con 14 ospiti delle case e con la superiora generale delle Missionarie, suor Prema, il Papa ha ricordato che "il Bambino che vediamo nella grotta è Dio ...


AIUTIAMO IL PAPA AD AIUTARE....DONIAMO ALL'OBOLO SAN PIETRO...

it.gloria.tv/?media=119875




[SM=g1740717]


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Benedetto XVI ai membri della Papal Foundation

La solidarietà missione della Chiesa

 

Un ringraziamento per la solidarietàofferta alle opere caritative del Papa è stato rivolto da Benedetto XVI ai membri della Papal Foundation, ricevuti in udienza stamane, giovedì 5 maggio, nella Sala Clementina.

Cari amici,
sono lieto di accogliervi, membri della Papal Foundation, in occasione della vostra visita annuale a Roma. In questo tempo pasquale, caratterizzato da gioia spirituale e da gratitudine per il dono della nostra nuova vita in Cristo, prego affinché questo pellegrinaggio sulle tombe degli apostoli e dei martiri rinnovi in tutti voi l'amore per il Signore e per la sua Chiesa.
Questo incontro mi offre la gradita opportunità di rinnovare i miei ringraziamenti per il contributo importante che la Fondazione rende alla missione della Chiesa, per mezzo della promozione di attività caritative che stanno a cuore al Papa. Sono molto grato per il vostro impegno in progetti destinati allo sviluppo umano integrale, per il vostro incoraggiamento delle attività apostoliche di diocesi e di congregazioni religiose nel mondo, per la vostra sollecitudine per l'educazione dei futuri responsabili della Chiesa e per il vostro sostegno alle attività della Santa Sede. La Papal Foundation è sorta quale strumento per dimostrare la solidarietà concreta con il Successore di Pietro nella sua sollecitudine per la Chiesa universale. Che possiate considerare il vostro operato per gli ideali della fondazione un'espressione privilegiata del vostro impegno cristiano nella Chiesa e di fronte al mondo. In tal modo, testimonierete che la Chiesa è missionaria per sua stessa natura. Infatti "A noi la responsabilità di trasmettere quello che a nostra volta, per grazia, abbiamo ricevuto" (Verbun Domini, n. 91).
Cari amici, con questi sentimenti e con affetto nel Signore, affido voi e le vostre famiglie all'intercessione amorevole di Maria, Madre della Chiesa, e imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica quale pegno di gioia e di pace pasquali.



(©L'Osservatore Romano 6 maggio 2011)


All'Angelus di oggi, 26.6.2011 il Papa ringrazia

                                         Pope Benedict XVI waves as he leads the Sunday angelus prayer from the window of his private apartments in Saint Peter's Square at the Vatican June 26, 2011.

In questa domenica che precede la solennità dei Santi Pietro e Paolo si celebra in Italia la Giornata per la carità del Papa. Desidero ringraziare vivamente tutti coloro che, con la preghiera e con le offerte, danno il loro appoggio al mio ministero apostolico e di carità. Grazie! Il Signore vi ricompensi!


[Modificato da Caterina63 26/06/2011 18.03]
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16/02/2012 17.48
 
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 CRISI NON RISPARMIA SANTA SEDE SOVVENZIONATA ANCHE OFFERTE FEDELI

Città del Vaticano, 16 febbraio (VIS) Nei giorni 14 e 15 febbraio si è svolta in Vaticano la riunione del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B.

Alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede, del Governatorato e dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e di Radio Vaticana - per lo studio dei problemi di loro competenza. E' stata data lettura del Bilancio Preventivo Consolidato della Santa Sede e del Bilancio Preventivo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per l'anno 2012, a cui è seguito l'intervento dell'Arcivescovo Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura per gli Affari Economici. Sono poi seguiti gli interventi dei Cardinali.

In un Comunicato della Segreteria di Stato reso pubblico questa mattina si legge che i Padri Cardinali "pur esprimendo compiacimento per i risultati prospettati, non hanno mancato di manifestare preoccupazione per la situazione di crisi generale, la quale non risparmia neppure il sistema economico vaticano nel suo complesso. Ciò appare evidente soprattutto per la Santa Sede, la cui insostituibile fonte di sovvenzionamento è costituita dalle libere offerte dei fedeli. I Membri del Consiglio hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno che questi ultimi danno, spesso in forma anonima, al ministero universale del Santo Padre, esortandoli a perseverare in tale opera di bene. Del pari, è stato riconosciuto l’impegno per il continuo miglioramento dell’amministrazione dei beni e delle risorse della Santa Sede"


[SM=g1740738]

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COMUNICATO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO COR UNUM

Sono noti i ripetuti appelli del Santo Padre per la cessazione della violenza in Siria e perché si trovi una via per il dialogo e la riconciliazione tra le parti in conflitto, in vista della pace e del bene comune.

Il Santo Padre ha anche esortato alla preghiera per chi sta soffrendo.

Ora, Egli ha deciso di devolvere, tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, 100.000 US $ per l’azione caritativa della Chiesa locale in Siria in favore della popolazione provata.

Il Segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, Mons. Giampietro Dal Toso, sarà latore del dono del Santo Padre nella giornata di sabato, 31 marzo. Sono previsti incontri con Sua Beatitudine Gregorios III Laham, Presidente dell’Assemblea della Gerarchia Cattolica in Siria, e con altri rappresentanti della Chiesa locale. La Chiesa cattolica in Siria è attualmente impegnata attraverso i suoi organismi di carità in progetti di assistenza alla popolazione siriana, in particolare nell'area di Homs e di Aleppo.



[SM=g1740738]




[Modificato da Caterina63 31/03/2012 17.41]
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29/12/2012 19.27
 
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I nuovi poveri bussano alla porta del Papa. A colloquio con l'arcivescovo Guido Pozzo, elemosiniere di Sua Santità (O.R.)

 


A colloquio con l'arcivescovo Guido Pozzo, elemosiniere di Sua Santità

I nuovi poveri bussano alla porta del Papa


di Nicola Gori


Con 7.000 richieste di aiuto economico e circa 900.000 euro elargiti nel 2011, l'Elemosineria Apostolica si conferma la «mano» del Pontefice per la carità ai poveri. Tanto più di fronte al perdurare della crisi economica, che rende ancor più urgente e preziosa la sua operosità. L'attività dell'Elemosineria si concentra principalmente nella diocesi di Roma, ma il suo respiro è universale, perché raggiunge anche altri Paesi, in particolare, quelli dell'Europa dell'est e del Medio Oriente. A ricevere aiuto sono non soltanto singoli fedeli ma anche associazioni e istituzioni caritative attive nei più vari ambiti. Ce ne parla, in questa intervista al nostro giornale, l'arcivescovo Guido Pozzo, dal 3 novembre scorso Elemosiniere di Sua Santità dopo essere stato per più di tre anni segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.


L'uso di provvedere alle necessità dei più poveri con opere di carità risale all'antichità cristiana. In che modo l'Elemosineria Apostolica realizza oggi questa missione?


L'attività principale dell'Elemosineria Apostolica è appunto esercitare l'elemosina, o meglio, la carità a nome e per conto del Papa. L'incombenza primaria è quindi quella di compiere quotidianamente e con discrezione tale esercizio. Le domande disegnano un quadro abbastanza complesso e variegato delle povertà che purtroppo in questi ultimi tempi cominciano ad affliggere anche zone e categorie di persone che finora godevano di un certo benessere economico. Le indigenze e miserie raccontate riguardano però la persona nella sua totalità, e non solo sotto il profilo strettamente finanziario. Le richieste di aiuto devono essere accompagnate da una attestazione dei parroci e a loro, in quanto garanti, viene trasmesso l'aiuto economico da devolvere alle persone interessate. È importante infatti che il gesto generoso del Pontefice sia inserito e integrato nella solidarietà della Chiesa locale e della comunità cristiana parrocchiale. Le elargizioni sono di entità modesta, proprio perché si vuole estendere al maggior numero di persone il sostegno di aiuto.


A causa della crisi economica, sono sempre di più le persone che bussano alle istituzioni caritative. Chi sono in particolare quelle che si rivolgono a voi e da quali zone o Paesi provengono?


Le richieste provengono in maggioranza da ogni parte d'Italia -- in prevalenza dalla città di Roma, che è la diocesi del Papa -- nonché da altri Paesi e continenti, in particolare i Paesi dell'Europa dell'est, i territori di missione, il Medio Oriente. Le domande giungono sia da singole persone che da nuclei familiari. La sollecitudine e la vicinanza del Papa verso i bisognosi tramite l'Elemosineria ha raggiunto anche una cinquantina di associazioni e istituzioni caritative, che si occupano di alleviare le sofferenze e le indigenze di diverse categorie di persone in difficoltà, come rifugiati politici, carcerati, persone senza fissa dimora e studenti stranieri universitari, infermi ricoverati in ospedale, madri nubili, bambini orfani o abbandonati. Infine, non manca una particolare attenzione per le comunità claustrali femminili che si trovano prive di mezzi sufficienti di sostentamento.


Il tempo di Natale è un'occasione per riscoprire la solidarietà, ma soprattutto per celebrare la nascita del Salvatore che ha voluto farsi bambino e nascere in una condizione di totale povertà. Di fronte alla società di oggi che sembra avere altri punti di riferimento, come è possibile riscoprire e riproporre i valori fondamentali iscritti nel mistero della Natività?


La società consumistica e secolarizzata di oggi è una società in profonda crisi, non solo a motivo delle gravi difficoltà economiche, finanziarie e sociali, che mettono in crisi le possibilità stesse delle risorse delle famiglie per i consumi, ma anche a causa dell'ideologia che ne sta alla radice: l'illusione che l'idea del progresso economico e tecnico possa costituire il fattore determinante della felicità e del futuro della storia. Certamente non è sufficiente trovarsi nella crisi per riscoprire la verità del sacro e l'identità della vera religione. La Chiesa è però chiamata in questa situazione a far ritrovare la profondità e l'essenza della fede cristiana, contro ogni illusione di falso misticismo e di ingannevole spiritualismo, incline a mettere tutte le religioni più o meno allo stesso livello, e che potrebbero rappresentare oggi una via di fuga per tante persone che vivono una situazione di precarietà, non solo economica, ma anche morale e spirituale. Il tempo di Natale diventa allora un'occasione propizia perché, di fronte al suo travisamento consumistico, la comunità cristiana testimoni e manifesti l'insufficienza di una semplice disposizione d'animo, dei soli buoni sentimenti, e recuperi quel saldo e robusto nutrimento dello spirito che viene dalla Parola di Dio incarnata e dalla sapiente dottrina della Chiesa unita ad una testimonianza coraggiosa di carità e di amore fraterno specialmente verso i più bisognosi. Nel mistero del Natale veniamo a sapere che il Signore ha scelto di nascere in una condizione di povertà, non già perché la povertà sia una condizione ottimale, e tanto meno per una scelta di classe, ma perché così possiamo riconoscere che la vera ricchezza è l'amore di Dio, un amore gratuito che raggiunge qualunque situazione dell'uomo sulla terra. Se la coscienza dell'uomo viene ricondotta a confrontarsi con il nucleo profondo dell'esperienza cristiana dell'incontro con Cristo, e mediante Cristo con il mistero di Dio, allora saranno conseguenti anche la riscoperta e il gusto per i valori fondamentali rappresentati dalla celebrazione della domenica come giorno del Signore.


L'Elemosineria Apostolica è conosciuta al grande pubblico per il rilascio delle pergamene con la benedizione papale. Qual è il significato di questa tradizione?


È stato Leone XIII a dare all'Elemosiniere -- che fa parte della Famiglia Pontificia -- la facoltà di concedere la benedizione apostolica, mediante particolari rescritti e diplomi su carta pergamena in occasione di momenti particolarmente significativi e importanti per la vita di fede e sacramentale di singoli fedeli e di comunità e istituti ecclesiastici. Attualmente la diffusione delle pergamene ha luogo attraverso l'attività dell'apposito ufficio, che si avvale, oltre che del personale interno, anche della collaborazione di diciassette calligrafi esterni per la scrittura dei diplomi. Inoltre sono coinvolti anche una settantina di enti per la concessione del rescritto, regolati da una precisa convenzione e comprendenti negozi di articoli religiosi, librerie cattoliche, istituti religiosi, monasteri di clausura. Nel 2011 sono state chieste direttamente all'Elemosineria Apostolica circa 120.000 pergamene, mentre il numero dei diplomi presentati alla firma dell'Elemosiniere da parte degli enti convenzionati si è assestato lo scorso anno sulla cifra di 108.000. Con la somma ricavata dalle offerte ricevute e dal contributo richiesto agli enti convenzionati, si è potuto coprire totalmente l'importo delle elargizioni compiute durante l'intero anno 2011.


In questo Anno della fede, come può contribuire l'Elemosineria alla nuova evangelizzazione?


Benedetto XVI nel messaggio per la Quaresima del 2011 scrisse: «La pratica dell'elemosina è un richiamo al primato di Dio e all'attenzione verso l'altro, per riscoprire il nostro Padre buono e ricevere la sua misericordia». Anche attraverso la pratica dell'elemosina annunciamo agli uomini la verità di un Dio che è Padre misericordioso e che vuole la salvezza di tutti gli uomini, perché tutti possano raggiungere la verità e l'amore di Dio. Tramite il sostegno materiale, che ha il valore soprattutto di segno che rinvia alla necessità di un sostegno più profondo e che proviene dall'alto, l'Elemosineria intende anche rispondere a un bisogno più profondo, che emerge dalle richieste materiali, e cioè il bisogno di un nutrimento per lo spirito, che solo dalla grazia di Dio può essere soddisfatto e adempiuto pienamente.


 
(©L'Osservatore Romano 29 dicembre 2012)
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24/04/2015 12.07
 
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  Continua la lotteria con i doni del Papa per le opere di carità




Seconda edizione della lotteria con i doni del Papa dopo quella di Natale. Fino al 29 giugno si possono acquistare i biglietti - RV





24/04/2015



Una lotteria a premi per finanziare le opere di carità del Papa. E’ l’iniziativa promossa dal Governatorato della Città del Vaticano che si concluderà il prossimo 29 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Si tratta della seconda lotteria dopo quella di Natale, il cui ricavato è stato donato all’Elemosineria Apostolica. Ce ne parla Benedetta Capelli:


Oltre 40 premi in palio nella seconda edizione della lotteria di beneficienza per le opere della carità del Papa. Acquistando un biglietto del costo di 10 euro nei punti vendita all’interno del Vaticano, in quelli dei Musei Vaticani e dell’Ufficio filatelico e numismatico si potrà partecipare all’estrazione che avverrà il 30 giugno, all’indomani della Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Ad occuparsi del sorteggio una apposita commissione che ne garantirà la correttezza. I premi potranno poi essere ritirati entro 30 giorni e come accaduto per la Lotteria di Natale il ricavato sarà consegnato al Papa. Mons. Diego Ravelli, capo ufficio dell’Elemosineria Apostolica:


“E’ una lotteria che è nata un po’ sulla scia di quella che già è stata fatta per il tempo di Natale, che ha avuto anche un bel successo. Si è voluta ripetere, in occasione dei Santi Pietro e Paolo, ancora una volta con i premi che il Santo Padre ha voluto donare proprio per questa iniziativa. Sono doni che vengono fatti al Papa, si tratta di piccoli doni ma ci sono anche doni importanti: ad esempio il primo premio è un auto Kia Soul che è stata donata in Corea durante il viaggio apostolico dello scorso agosto. E’ bello vedere come il Santo Padre voglia condividere i piccoli doni che riceve. Questo fa parte dell’amore cristiano. Quando uno riceve qualcosa di bello, quando ha una cosa bella che nasce dall’amore vuole ridonare e condividere con gli altri quello che si è ricevuto”.


In occasione della lotteria di Natale, Papa Francesco ha espresso sincera gratitudine per l’ampia partecipazione e la generosità di tanta gente. Il Santo Padre ha  poi disposto che l’intera somma ricavata dalla vendita dei biglietti fosse consegnata all’Elemosineria Apostolica:


“E’ stato un successo, sì, ma di solidarietà perché questa lotteria, davvero, ha suscitato tanto interesse e tante donazioni. Il Santo Padre ha voluto donare tutto il ricavato all’Elemosineria Apostolica per le sue attività. E le attività sono quelle semplici, quelle della piccola carità silenziosa che si fa. E abbiamo dato cifre anche significative. Nel mese scorso abbiamo dato quasi più di trecentomila euro in piccole donazioni ai poveri. Adesso, in questi giorni, soprattutto per quei rifugiati politici che stanno arrivando e per i quali anche qui a Roma c’è una certa emergenza cerchiamo di intervenire con tempestività e con piccoli aiuti”.


Nel tempo è cresciuto l’impegno dell’Elemosineria che, nella sua missione, intende essere l’ufficio della carità silenziosa del Papa. Un “pronto soccorso” – l’ha chiamata spesso così l’elemosiniere, mons. Konrad Krajewski – che nasce dall’attenzione di Francesco verso gli ultimi e i poveri. E’ una carità che è prima di tutto accoglienza:


“Il sapore è quello di essere una testimonianza … sempre ci ripete che è Cristo che vediamo nei poveri, in loro c’è il volto di Gesù e il cristiano vuole vedere in loro il volto di Gesù. Quindi quel piccolo aiuto che dà è un aiuto in fondo che si dà davvero anche a Dio”.






Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  Elemosineria apostolica inaugura dormitorio per senzatetto


 - EPA


12/10/2015 




Da quasi una settimana in via dei Penitenzieri, nelle vicinanze dell’Ospedale Santo Spirito, è stato aperto un nuovo dormitorio per le persone senzatetto. Giovedì 7 Ottobre, nella memoria liturgica della Beata Maria Vergine del Rosario, è stato inaugurato ufficialmente con la benedizione dei locali e con la Santa Messa, presieduta dall’elemosiniere apostolico, mons. Konrad Krajewski. Alla celebrazione - si legge nel comunicato dell’Elemosineria apostolica - hanno partecipato i primi ospiti e i volontari della struttura.


Una risposta della comunità dei gesuiti all’appello del Papa
L’ampio locale, che si trova in zona extraterritoriale e che fino a pochi mesi fa era utilizzato da un’agenzia di viaggi, è stato offerto a Papa Francesco dalla Casa generalizia della Compagnia di Gesù. In questo modo, la Comunità dei Gesuiti ha voluto rispondere prontamente all’appello del Pontefice di destinare dei propri fabbricati alle persone bisognose e in difficoltà. Il dormitorio porta il nome di "Dono di Misericordia". Dono perché è un vero dono della comunità religiosa, di misericordia perché misericordia è il secondo nome dell’Amore che si esprime attraverso gesti concreti e generosi verso il prossimo.

Lavori finanziati dall’Elemosineria
La struttura può accogliere per la notte fino a 34 uomini e viene gestita dalle Suore di Madre Teresa di Calcutta come quelle già esistenti a Via Rattazzi, presso la Stazione Termini, e a San Gregorio al Celio. Tutti i lavori sono stati seguiti e finanziati dalla Elemosineria Apostolica, cioè attraverso le offerte che provengono dalla distribuzione delle pergamene con la Benedizione Apostolica e dai generosi contributi delle persone private. Inoltre, l’Elemosineria, insieme alle Suore di Madre Teresa, si impegna a sostenere economicamente tutta l’attività del dormitorio.






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Un nuovo sito web per la carità del Papa. Da ieri, 21 novembre, è on line il portale dell’Obolo di San Pietro, raggiungibile su www.obolodisanpietro.va. Alla colletta che tradizionalmente si svolge in tutto il mondo cattolico in concomitanza della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e rappresenta l’aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre per le necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi si aggiunge ora la possibilità di una più estesa partecipazione.

La solidarietà del Papa anche via Internet grazie a Governatorato, Ior e Segreteria per la Comunicazione
Oggi – rende noto la Segreteria di Stato – l’antica iniziativa di solidarietà sbarca su Internet, attraverso un sito dedicato e completamente nuovo, disponibile da subito in italiano, inglese e spagnolo. Il portale sarà aggiornato con immagini e parole di Papa Francesco e presto sarà tradotto in altre lingue. Nato per volontà della Santa Sede, il sito è il frutto di una importante sinergia tra Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Segreteria per la Comunicazione e Istituto per le Opere di Religione.

Uno strumento per conoscere e approfondire il significato delle opere di misericordia
Oltre ai contenuti, grande accuratezza è stata rivolta alla cura tecnica e alla navigabilità del sito, rivolto ai fedeli di tutto il mondo, che potranno così approfondire i significati del loro gesto e offrire, anche on line, il loro apporto concreto alle opere di misericordia, di carità cristiana, di pace e di aiuto alla Santa Sede.





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