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Che cosa è il fanone usato dal Papa?

Last Update: 12/24/2013 12:54 AM
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12/18/2012 10:06 PM
 
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[SM=g1740758] In occasione delle canonizzazioni del 21 ottobre scorso, Benedetto XVI ha indossato il fanone, una mantellina molto semplice e leggera che, a partire dal x-XII secolo, è stata utilizzata come veste liturgica tipicamente papale. Lo farà di nuovo?

Mons. Guido Marini: Accadrà nelle due grandi solennità della notte di Natale e dell'Epifania. Il termine fanone deriva dal latino e significa “panno”. È stato abitualmente indossato dai Pontefici fino a Giovanni Paolo II. Benedetto XVI ha inteso conservare l'uso di questa semplice e significativa veste liturgica. Nel corso del tempo si è sviluppata una simbologia in relazione a questo indumento. Si dice che rappresenterebbe lo scudo della fede che protegge la Chiesa. In questa lettura simbolica, le fasce verticali di colore oro e argento esprimerebbero l'unità e l'indissolubilità della Chiesa latina e orientale, che poggiano sulle spalle del Successore di Pietro. Mi pare una simbologia molto bella. Ed è davvero significativo ricordarla durante l'Anno della fede.

 
(L'Osservatore Romano 19 dicembre 2012)




Il fanone di papa Benedetto XVI

 
 
Durante la solenne celebrazione odierna della canonizzazione di 7 nuovi santi, il Santo Padre Benedetto XVI ha indossato un paramento liturgico peculiare dei Pontefici: il fanone; che non veniva usato da un po' di tempo, da non molto, per dire la verità, l'ultimo ad utilizzarlo era stato il Beato Giovanni Paolo II, nel 1984 (vedi foto qui sotto).


Il fanone (dal latino fano, panno) consiste in una sorta di mozzetta di seta bianca, solcato da strisce perpendicolari dorate e rosse,ha la foggia di ampio collare che copre le spalle del Pontefice e scende fino al petto ove è posta una grande croce dorata.

 


Le sue origine risalgono all'anagolajum, di cui parla l'Ordo Romanus I, e che era comune a tutti i chierici; col tempo, però, divenne di pertinenza esclusiva dei papi fra il X e il XII sec.

Invece il romano pontefice dopo l’alba e il cingolo indossa il fanone, che avvolge attorno alla testa e ripiega sulle spalle, seguendo il metodo del sommo sacerdote , il quale, dopo il manto e la cintura indossava l’efod, cioè il pettorale, al posto del quale c’è ora l’amitto” 


[“Romanus autem pontifex post albam et cingulum assumit orale, quod circa caput involvit, et replicat super humeros, legalis pontificis ordinem sequens, qui post lineam strictam et zonam induebatur ephod, id est superhumerale, cuius locum modo tenet amictus.”] (cfr. De Sacro Altaris Mysterio, libro I, cap. 53, in PL 217, 793 D)


Questo paramento che si indossa nelle occasioni più solenni, simile ad uno scudo, vuole rappresentare lo scudo della fede che protegge il papa, è molto significativo che sia stato riutilizzato proprio in quest'anno della fede.

Di seguito ecco alcune foto che rappresentano i Pontefici che indossano questa veste liturgica:
 
Paolo VI
 
 
 
Giovanni XXIII
 
 
Pio XII
 
 
Pio IX
 
 
 
Benedetto XV
 
 
 
Pio X
 
 
 
Pio IX
 










[Edited by Caterina63 12/17/2013 9:43 AM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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12/18/2012 10:08 PM
 
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L’intervista
Vesti e simbolismi papali, parla don Bux: «Il sacro non va mai in museo»
L’amico intimo di Ratzinger: in quei simboli c’è la continuità del magistero

Francesco Grana

Lunedì, 22 Ottobre 2012

«Il sacro non va mai in museo». Risponde senza alcuna esitazione e con grande chiarezza don Nicola Bux all’obiezione che la scelta di Benedetto XVI di indossare paramenti ormai desueti possa offrire l’immagine di un Pontefice antiquato che ama gli abiti da museo. Amico di lunga data di Joseph Ratzinger, che nel 1997 presentò il suo libro “Il quinto sigillo”, Bux è consultore delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e delle Cause dei Santi e dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.

Proprio in quest’ultima veste ha lavorato alle modifiche alla liturgia papale che i fedeli e non solo di tutto il mondo hanno potuto notare, domenica scorsa, in occasione della canonizzazione di sette nuovi beati presieduta da Benedetto XVI. Un Papa liturgicamente inedito, quello che si è mostrato agli occhi di coloro che assistevano al rito in piazza San Pietro o lo seguivano in diretta televisiva. Papa Ratzinger, infatti, per la prima volta dall’inizio del suo pontificato, ha indossato il fanone papale, un paramento ormai desueto, utilizzato l’ultima volta, quasi trent’anni fa, da Giovanni Paolo II.

Don Nicola Bux perché Benedetto XVI ha indossato il fanone papale?
«Il fanone, si indossa sulla pianeta, ed è formato da due mozzette sovrapposte l’una all’altra; quella inferiore è più lunga di quella superiore. È di stoffa bianca e aurea, a lunghe linee perpendicolari, separate da una striscia amaranto o rossa. Sul petto sta una croce ricamata in oro».

Qual è il significato liturgico del fanone papale?
«Simboleggia lo scudo della fede (cfr. Efesini 6,16) che protegge la Chiesa cattolica, rappresentata dal Papa. Le fasce verticali di colore oro e argento, rappresentano l’unità e l’indissolubilità della Chiesa latina e orientale. Il fanone è in tema con l’Anno della Fede che il Successore di Pietro è chiamato a rafforzare in tutti i cristiani. Papa Giovanni XXIII è raffigurato col fanone nel tondo a mosaico della Basilica di San Paolo fuori le Mura.».

Per la prima volta, domenica scorsa, il rito della canonizzazione è stato anticipato prima dell’inizio della Messa. Era successo anche con il concistoro per la creazione dei nuovi cardinali a febbraio e, ancora prima, con il canto della Calenda la notte di Natale. Qual è il motivo di queste scelte?
«La ragione è di far cogliere sempre meglio la differenza tra ciò che appartiene al rito eucaristico della Messa e ciò che invece vi è aggiunto eccezionalmente. Oggi sempre più si tende a infarcire la Messa di altri riti o a fare commistioni indebite o a sovrapporvi frequentemente altri riti sacramentali. Tutto ciò finisce per non far percepire ai fedeli i contorni del Sacrificio Eucaristico, come dei singoli sacramenti e sacramentali, inducendo a ridurre la Messa a un palinsesto da riempire a piacimento».

Non c’è il rischio che agli occhi dei credenti e di tutto il mondo l’immagine del Papa con indosso vesti liturgiche desuete o le continue modifiche nella struttura dei riti da lui presieduti possano far apparire Benedetto XVI un Pontefice antiquato che ama indossare abiti da museo?
«Nessun rischio, ma il segnale che nella Chiesa c’è continuità di magistero: ciò che era sacro rimane sacro. L’indumento indossato per la prima volta da Benedetto XVI in questa canonizzazione, è stato indossato da Giovanni Paolo II come da Paolo VI, da Giovanni XXIII come da Pio XII.
Quel che oggi si deve tornare a comprendere è che i paramenti liturgici non seguono le mode umane ma vogliono rendere gloria a Dio.
I sacerdoti e i vescovi fino al Papa sono ministri cioè servi - il Papa è servus servorum Dei - quindi dinanzi alla Maestà divina devono presentarsi col massimo della dignità. La ricchezza dei paramenti ne è il segno sebbene mai abbastanza adeguato, e vi deve corrispondere la purezza del cuore e la castità del corpo, come scrive san Francesco nella Lettera ai Fedeli.
Il sacro non va mai in museo.
La corsa odierna alla musealizzazione della suppellettile sacra ha del patologico, quando non è giustificata dal motivo di salvaguardarne la conservazione. I paramenti sono in gran parte frutto di donativi del popolo di Dio per conferire splendore al culto divino. La modifica della struttura dei riti corrisponde all’esigenza di restaurare quanto si è deformato per l’usura del tempo o il cedimento alle mode del momento, onde permettere ai riti di esprimere più chiaramente la lex credendi della Chiesa. A differenza della beatificazione, la canonizzazione per esempio, è un atto solenne del magistero pontificio, che dichiara ex cathedra, cioè in modo infallibile, che alcuni suoi figli godono sicuramente della visione beatifica di Dio nel Paradiso, e possono essere invocati come intercessori e additati come esempi per tutta la Chiesa e non solo per le Chiese particolari».




Benedetto XVI oggi indossa il fanone, insegna del Papa quale Capo della Chiesa Universale.

Oggi, 21 ottobre 2012, in piazza San Pietro, per l'atto supremo e solenne della canonizzazione di sette nuovi santi, Benedetto XVI, assistito dai cardinali diaconi, indossa il fanone (mozzetta doppia, a strisce, la cui parte superiore si indossata sopra la pianeta/casula e sotto al pallio). 
Il fanone, insegna liturgica papale -riservata solo al Papa durante le Sante Messe Pontificale- rappresenta lo scudo della fede che protegge la Chiesa Cattolica, personificata dal Papa. Solo il Pontefice puo indossara il fanone, quale Capo della Chiesa. 
Le fasce verticali di colore oro e argento, rappresentano l'unità e l'indissolubilità della Chiesa latina con la Chiesa di rito ortodosso.
Nelle celebrazioni solenni cone quella odierna, in cui il Pontefice svolge un atto supremo del proprio Ministero petrino, l'unità della Chiesa Universale (Chiesa d'Occidente e Chiesa Orientale) e il l'autorira di Capo esercitata dal Papa per istituzione divina sono manifestati anche dall'uso della lingua universale della Chiesa (il latino) e dalla celebrazione di alcuni atti liturgici in rito cattolico-ortodosso (come ad esempio il canto del S.Vangelo in greco).
Il fanone è stato indossato per l'ultima volta dal Beato Giovanni Paolo II il 22 novembre 1984 in visita alla Basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

Fraternamente CaterinaLD

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[SM=g1740733]  Santa Messa della Notte di Natale, cliccare qui per l'Omelia











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6 Domenica
Santa Messa nella Solennità dell'Epifania del Signore
Basilica Vaticana, ore 9.00
CAPPELLA PAPALE











OMELIA DEL SANTO PADRE

CLICCA QUI PER LEGGERE E VEDERE LO STEMMA SCELTO DA MONS. GEORG PER LA SUA NOMINA A VESCOVO


Fraternamente CaterinaLD

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12/24/2013 12:54 AM
 
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UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE DEL SOMMO PONTEFICE  

 

Il fanone papale

Il fanone papale

Il fanone (dal latino fano, panno) è un ornamento liturgico specifico del Romano Pontefice. Alcuni lo fanno derivare dall’amitto, altri dal manipolo, altri ancora ritengono che derivi dall’ ephodebraico. E’ costituito di una doppia mozzetta a forma circolare. Le sue due parti, prima unite tra loro, furono separate da Pio X (1903-1914) per maggiore praticità. E’ tessuto con sottilissima seta a strisce perpendicolari di colore rosso, bianco, giallo-oro e amaranto.

Lo si indossa ponendo la parte inferiore sull’alba, dopo la croce pettorale e prima della stola, facendo ricadere la parte superiore, sulla quale è ricamata una croce raggiata, sopra la pianeta o la casula. Probabilmente, in origine, non è che l’anagolagium di cui parla il I Ordo Romanus (n. 34), allora comune anche agli altri chierici[1]. Restò di pertinenza esclusiva del Pontefice tra il sec. X e XII: tale era già al tempo di Innocenzo III (1206)[2], che ne parla in questo senso. Anche nei famosi Ordines Romani numero XIII (s. XIII) e XIV (prima metà del XIV) si parla del fanone. Circa la sua forma più antica non si hanno informazioni sicure; sembra che fino al sec.XV avesse piuttosto la forma quadrangolare.

Nell’Ordo XIII troviamo il fanone tra i paramenti e le vesti adoperate dal neo eletto Romano Pontefice: “Dum electus in papam presbyter fuerit consecrandus, talis ordo debet servari. Primo idem electus dicit Psalmum Quam amabilia, etc., calcabitur sandaliis et caligis, et lotis manibus induetur omni ornamento suo, scilicet primo alma, cingulo, cum subcinctorio, postea pectorale, demum fanone, postea stola, deinde tunicella, et postea dalmatica. Subsequenter recipit chirotechas, et demum casulam et mitram in capite sine pallio et annulo pastorali, quae postea recipiet in loco suo; et vestimenta erunt coloris tempori convenientis” (Ordo Romanus XIII vel Caeremoniale Romanum editum iussu Gregorii X, PL 78, 1108). Nell’ Ordo XIV si parla dell’uso del fanone nella lavanda dei piedi[3] e quando il Pontefice pranzava in pubblico[4]. Vi è notizia che sia Clemente IV (+ 1268) che Bonifacio VIII (+ 1303) siano stati sepolti con il fanone sul capo (cf. S. PICCOLO PACI, Storia delle vesti liturgiche, Ed. Ancora, Milano 2008, 352).

E' stato abitualmente indossato dai Pontefici fino a Giovanni Paolo II. Benedetto XVI ha inteso conservare l’uso di questa semplice veste liturgica, che nel corso dei secoli si è arricchita di un significativo valore simbolico: lo scudo della fede che protegge la Chiesa. In questa lettura simbolica, le fasce verticali di colore oro e argento esprimerebbero l’unità e l’indissolubilità della Chiesa latina e orientale, che poggiano sulle spalle del Successore di Pietro. A volte si afferma che il fanone rappresentasse lo scudo della fede che protegge la Chiesa cattolica.
 
 
[1] Cf. M. RIGHETTI, Storia liturgica I, Ed. Ancora, Milano 1964, 592.

[2] “Dopo l’alba e il cingolo il pontefice Romano mette l’orale, che avvolge intorno al capo e ripiega sulle spalle seguendo l’ordine del pontefice della Legge, che dopo la cordicella stretta e la fascia metteva l’ephod, cioè il sovra omerale, al cui, al cui posto oggi abbiamo l’amitto” (Innocenzo III, Il sacrosanto mistero dell’altare (De sacro altaris mysterio), cap. 53)

[3] LXXXIV De Mandato fiendo in die Jovis sancto rubrica: “Missa igitur solemniter peracta, indutus pontifex, sicun cantavit, ascendit ad palatium, comitantibus eum tam episcopis quam presbyteris et diaconibus, omnibus peractis secundum ordinem suum. Pontifex vero ingreditur basilicam sancti Laurentii de Palatio, vel capellam sancti Martini, si est ad sanctum Petrum; et exuit planetam, et assumi sibi mantum in scapulis; impositio super caput suum fanonem cum mitra facit Mandatum, duodecim subdiaconibus rochetum cum superpelliceo portantibus (Ordo RomanusXIV vel Ordinarium S.R.E. auctore, ut videtur, Jacobo Caietano cardinale, PL 78, 1207). (prima metà s. XIV)

[4] XLIII. De solemnitatibus, indumentis et paramentis domini papae, et cardinalium, et praelatorum, quae fiunt in mensa.  (...) Et attende quod dominus papa, dum est in mensa, est indutus omnibus paramentis missalibus, exceptis casula, pallio et chirothecis; et tenebit mantum ad scapulas, et fanonem in capite cum mitra desuper...” (Ordo Romanus XIV vel Ordinarium S.R.E. auctore, ut videtur, Jacobo Caietano cardinale, PL 78, 1139). (prima metà s. XIV)




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