DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Arriva la sospirata riforma : i Cardinali e il nuovo Consiglio del Papa

Last Update: 10/30/2017 8:47 AM
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4/13/2013 12:42 PM
 
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Il Papa costituisce un gruppo di cardinali per la revisione della Pastor bonus sulla Curia Romana



Papa Francesco, riprendendo un suggerimento emerso nel corso delle Congregazioni Generali precedenti al Conclave, ha costituito un gruppo di cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana. Lo riferisce un comunicato della Segreteria di Stato.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/04/13/il_papa_costituisce_un_gruppo_di_cardinali_per_la_revisione_dell/it1-682502
del sito Radio Vaticana

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO

Città del Vaticano, 13 aprile 2013 (VIS). (VIS).- Il Santo Padre Francesco, riprendendo un suggerimento emerso nel corso delle Congregazioni Generali precedenti il Conclave, ha costituito un gruppo di Cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana.

Tale gruppo è costituito da:

-Card. Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;

-Card. Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile).

-Card. Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India).

-Card. Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania).

-Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

-Card. Sean Patrick O’Malley, O.F.M. Cap., Arcivescovo di Boston (U.S.A.).

-Card. George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

-Card. Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), con funzione di coordinatore.

-S.E. Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano, con funzione di segretario.

La prima riunione collettiva del gruppo è stata fissata per i giorni 1 - 3 ottobre 2013; Sua Santità è tuttavia sin d’ora in contatto con i menzionati Cardinali.



[SM=g1740733]

Attenzione.... a chi si attende o attenderà (queste sono solo proposte i lavori comincerebbero ad ottobre), una rivoluzione nel Papato, ha capito male....
l'intenzione di Papa Francesco è il decocentrare il potere della Curia per distribuirlo più uniformemente ad una sorta di GRUPPO composto da 5 cardinali, uno per ogni Continente, che risponderebbe esclusivamente al Pontefice, raccogliendo così i lavori della Segreteria di Stato la quale, attualmente, detiene concentrato nelle sue mani tutti i poteri della Curia.....
In questo modo il lavoro della Segreteria di Stato verrebbe snellito e lo stesso Pontefice lavorando a stretto contatto con i 5 cardinali, potrebbe avere più spazio per lavorare in quella forma COLLEGIALE auspicata dal Concilio....
In verità, secondo noi.... le cose non cambierebbero anzi, a seconda della rosa dei 5 candidati su ben 115 cardinali, prevediamo una lotta ancora più cruenta per accaparrarsi il posto d'onore perchè, diciamolo francamente, il problema non sta nella struttura ma negli uomini avidi di potere.... se dunque non ci sarà una vera conversione dei cuori, anche in questi cambiamenti prevediamo lotte intestine e di potere....
Ritorneremo sull'argomento, al momento vi offriamo una mappatura eloquente....


nuovo governo



[SM=g1740771]

[Edited by Caterina63 4/13/2013 12:51 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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4/13/2013 12:45 PM
 
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[SM=g1740758]Ma... che cosa è la PASTOR BONUS?


GIOVANNI PAOLO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
A PERPETUA MEMORIA

COSTITUZIONE APOSTOLICA
PASTOR BONUS

SULLA CURIA ROMANA


INDICE

Introduzione

I
NORME GENERALI

Nozione di Curia romana (art.1)
Struttura dei Dicasteri
(arts. 2-10)
Modo di procedere (arts. 11-21)
Riunioni di Cardinali (arts. 22-23)
Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. (arts. 24-25)
Rapporti con le Chiese particolari (arts. 26-27)
Visite «ad limina» (arts. 28-32)
Carattere pastorale dell'attivita nella Curia Romana (arts. 33-35)
L'Ufficio Centrale del Lavoro (art. 36)
Regolamenti da osservare (arts. 37-38)

II
SEGRETERIA DI STATO

Prima Sezione (arts. 41-44)
Seconda Sezione (arts. 45-47)

 

III
CONGREGAZIONI

Congregazione della Dottrina della Fede (arts. 48-55)
Congregazione per le Chiese Orientali (arts. 56-61)
Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti (arts. 62-70) 
Congregazione delle Cause dei Santi (arts. 71-74)
Congregazione per i Vescovi (arts. 75-82)
Pontificia Commissione per l'America Latina (arts. 83-84)
Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (arts. 85-92)
Congregazione per il Clero (arts. 93-104)
Pontificia Commissione per la Conservazione del Patrimonio Artistico e Storico (arts. 99-104)
Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica (arts.105-111)
Congregazione dei Seminari e degli Istituti di Studi (arts. 112-116)

IV 
TRIBUNALI



Penitenzieria Apostolica (arts. 117-120)
Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (arts. 121-125)
Tribunale della Rota Romana (arts. 126-130)

V
PONTIFICI CONSIGLI

Pontificio Consiglio per i Laici (arts.131-134)
Pontificio Consiglio per l'Unione dei Cristiani (arts.135-138)
Pontificio Consiglio per la Famiglia (arts. 139-141)
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (arts. 142-144)
Pontificio Consiglio «Cor Unum» (arts. 145-148)
Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti (arts. 149-151)
Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari (arts. 152-153)
Pontificio Consiglio dell'Interpretazione dei Testi Legislativi (arts. 154-158)
Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso (arts. 159-162)
Pontificio Consiglio per il Dialogo con i non-Credenti (arts. 163-165)
Pontificio Consiglio della Cultura (arts. 166-168)
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali (arts.169-170)

VI. 
UFFICI


Camera Apostolica (art. 171)
Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (arts. 172-175)
Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede (arts. 176-179)

 

VII. 
ALTRI ORGANISMI DELLA CURIA ROMANA 


Prefettura della Casa Pontificia (arts. 180-181)
Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice (art. 182)

 

VIII. 
AVVOCATI

(arts. 183-185)

IX.
ISTITUZIONI COLLEGATE CON LA SANTA SEDE

(arts. 186-193)

 

ADNEXUM I

Il significato pastorale della Visita «ad limina Apostolorum» di cui agli articoli 28-32

ADNEXUM II

I collaboratori della Sede Apostolica come costituenti una Comunità di lavoro, di cui agli articoli 33-36

 

Scaricare il file completo

 



[SM=g1740771]

 Successive modifiche al testo

Papa Benedetto XVI, con lettera apostolica in forma di motu proprio del 30 agosto 2011, ha trasferito le competenze relative alla dispensa da matrimonio rato e non consumato e alle cause di nullità dell'ordinazione dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti al Tribunale della Rota Romana.

Il 16 gennaio 2013 lo stesso pontefice, con la lettera apostolica in forma di motu proprio Ministrorum institutio, ha trasferito la competenza sui seminari dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica alla Congregazione per il Clero.

Lo stesso giorno, con la lettera apostolica in forma di motu proprio Fides per doctrinam, ha trasferito la competenza sulla catechesi dalla Congregazione per il Clero al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.



[SM=g1740733]


[Edited by Caterina63 4/13/2013 12:48 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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4/14/2013 9:05 AM
 
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[SM=g1740758] l'ottimo commento di Cantuale Antonianum


I cardinali e il consiglio del Papa

Il Papa, da religioso gesuita, trae ispirazione dalla sapienza millenaria depositata negli strumenti di governo ereditati dalla tradizione della Vita Consacrata (vedi la notizia).

Negli Istituti religiosi ogni superiore, di solito, non agisce mai da solo: ha bisogno del consiglio - e per alcuni atti del consenso - di alcuni "assistenti" della sua stessa famiglia. Questo gruppo di persone si chiama appunto "Consiglio" per la maggior parte dei religiosi, nella famiglia francescana ha il nome di "Definitorio", altra variante tradizionale è la denominazione "Discretorio" (luogo in cui si fa discernimento... ). Tutti questi organismi più o meno si equivalgono.

Al superiore spetta prendere le decisioni in proprio, avvalendosi però della consulenza di chi gli si affianca.  In ogni caso il Consiglio è un organismo che pare piuttosto "naturale" a chi conosce ed apprezza - come Papa Francesco - le strutture degli ordini religiosi. Nella "confessione" di Bergoglio si leggeva appunto: "credo nella vita religiosa".
Certo un Papa - a differenza di altri superiori - rimane sempre libero, come ribadisce il Catechismo della Chiesa Cattolica citando i documenti del Vaticano II:
882 Il Papa, Vescovo di Roma e Successore di san Pietro, «è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei Vescovi sia della moltitudine dei fedeli» (Lumen Gentium 23). «Infatti il Romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di Vicario di Cristo e di Pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente» (Lumen Gentium 22).
Anche il Papa però sa di aver umano bisogno di fare affidamento su "assistenti" e consiglieri di sua fiducia.
La scelta territoriale che si intravede dai nomi dei cardinali scelti dal Pontefice, rende, inoltre, ancor più simile il nuovo gruppo di consiglieri a quelli che attorniano i Superiori generali di ordini e congregazioni. Essi si appoggiano ordinariamente a confratelli di rilievo delle diverse parti del mondo in cui è presente l'istituto, per poter ricevere informazioni e interpretare con cognizione di causa ciò che avviene o si dice nelle diverse aree geografiche e linguistiche.

Il Papa ha scelto anche un "segretario" del gruppo, funzione che esiste pure all'interno dei consigli dei religiosi. Possiamo anche ipotizzare, con alcuni commentatori, che tra questi cardinali - se l'equazione è giusta - ci sia anche il futuro "Vicario generale" (sia detto in senso analogico, per carità!)... ovvero quello che corrisponde al Segretario di Stato. In questo caso il più probabile è l'unico cardinale italiano, con conoscenza curiali e anche diplomatiche....Tuttavia questa è un altra questione.

Invece interpretazioni "mondane" o "politiche" della decisione del Papa di dotarsi di un consiglio di cardinali - la stampa ce ne fornirà parecchie e disparate - rischiano di essere fuorvianti (qualcuno accenna a parallelismi con i "saggi" nominati dal presidente Napolitano).

Dopotutto non possiamo dimenticare la natura stessa dell'istituzione cardinalizia: essere il "senato" del Papa.
I cardinali, oltre a dover provvedere all'elezione del Vescovo di Roma, sono nativamente suoi consiglieri nel "Concistorio", per la conduzione di tutti gli affari e le questioni che il Santo Padre desidera sottoporre loro. La stessa Curia Romana, con le sue Congregazioni e Pontifici consigli si è andata sviluppando a partire dall'attività consultiva richiesta dai Papi ai cardinali.

Un predecessore francescano di Papa Bergoglio, per esempio, aveva fatto la sua medesima scelta. Siamo nel lontano 1288, pochi mesi dopo la sua elezione Niccolò IV, primo Papa proveniente dall'Ordine dei Frati Minori, seleziona sei fidati cardinali come suoi più stretti collaboratori. [SM=g1740733]

Le forme con cui il consiglio dei cardinali si attua e si esprime sono cambiate nel tempo e cambieranno (tutti o alcuni; stabile, frequente o saltuario...). Comunque l'attuale orientamento più "religioso" che "da organizzazione statale" non può che essere salutato come un adattamento di rilevanza ecclesiale, in quanto favorisce un allontanamento dalla percezione "secolarista e secolarizzata" dei servizi centrali della Chiesa stessa.

[SM=g1740771]


Fraternamente CaterinaLD

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Ratzinger, la collegialità e il primato



Collegialità e primato, continuità e discontinuità. Continua il dibattito dopo la decisione di Papa Francesco di nominare un gruppo di otto cardinali che lo consiglino nel governo della Chiesa e nello studio di una riforma della Curia. Può essere interessante, anche nel dialogo con chi vede nella collegialità un grande rischio, addirittura per la sopravvivenza del papato, rileggere queste parole del cardinale Joseph Ratzinger, contenute nel XII volume dell’Opera omnia, pubblicato in Germania nel 2010 e di prossima pubblicazione in italiano da parte della Libreria Editrice Vaticana.


Ratzinger si chiede se la collegialità non rischi di far dimenticare o «svalutare» la «dottrina cattolica del primato del vescovo di Roma». «Quale funzione può ancora competere qui a questo primato? Tali domande, in effetti, anche al Concilio sono state il motivo principale dell’opposizione, talora molto violenta, contro la dottrina del carattere collegiale del ministero episcopale… In base a tutto quel che è stato elaborato nelle discussioni al Concilio e attorno al Concilio, è possibile dare qui brevemente la risposta».


«Si può dimostrare – scrive Ratzinger – che la dottrina della collegialità dei vescovi, pur apportando certamente varie modifiche, e non di poco conto, a certe forme di presentazione della dottrina del primato, non la elimina, bensì ne mette in rilievo il valore teologico centrale, in cui forse potrà anche essere fatta meglio comprendere ai fratelli ortodossi. Il primato del Papa, dunque, non può essere inteso in base al modello della monarchia assoluta, quasi che il vescovo di Roma sia il monarca assoluto di una Chiesa che ha la natura di uno Stato soprannaturale a struttura centralistica». Aggiungo un mio piccolo commento: mi sembra che proprio questa sia invece la concezione a cui tendono, più o meno consapevolmente, alcuni difensori del papato che temono la collegialità.


«Significa piuttosto che – continua Ratzinger – entro la rete delle chiese che sono in comunione tra loro e da cui è costituita l’unica Chiesa di Dio, c’è un punto obbligato, la Sedes romana, cui deve fare riferimento l’unità della fede e della communio. Ma tale centro obbligato della “ collegialità” dei vescovi non esiste per una umana convenienza (quantunque si raccomandi anche in base ad essa), bensì perché il Signore stesso, accanto e insieme all’ufficio dei Dodici, ha creato il particolare compito dell’ufficio di roccia, che al segno escatologico dei Dodici aggiunge l’altro segno della roccia…».


Dunque, «il primato del vescovo di Roma, nel suo senso originario, non si oppone alla costituzione collegiale della Chiesa, ma è primato di comunione, che ha il suo posto in una Chiesa che vive e si concepisce come comunione. Esso significa, diciamolo ancora una volta, la capacità e il diritto, entro la rete di comunione, di decidere in modo vincolante dove è il luogo nel quale la Parola del Signore è rettamente testimoniata e dove di conseguenza c’è la vera communio. Esso presuppone la communio ecclesiarum e si può rettamente intendere solo in base ad essa».




[SM=g1740733]


La riforma della Curia romana non equivale alla riforma della Chiesa, ma ne è storicamente un capitolo importante. Dopo le prime attuazioni e giunti a un punto avanzato del lavoro, proponiamo qui un primo, autorevole bilancio. Mons. Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei cardinali, traccia un quadro preciso e interno del cammino compiuto, della ratio che l’ha guidato, del disegno ecclesiologico che lo ispira.

cliccare qui per il testo............








[Edited by Caterina63 10/30/2017 8:44 AM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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5/9/2013 10:35 PM
 
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[SM=g1740733] Diario Vaticano / Curia futura, progetto antico

Il documento è del 1931. Ne fu probabile autore un cardinale olandese. Le riforme che si attendono erano già tutte lì. E anche le critiche erano le stesse di oggi, se non più dure

di ***




CITTÀ DEL VATICANO, 25 aprile 2013 – Una curia con "più rappresentanza e più collegialità". Una curia con "più dialogo in senso bidirezionale in una organizzazione moderna ed efficiente". Una curia con una piena "rivalutazione dell’ufficio episcopale". Una curia con "soprattutto meno italiani".

Sembrerebbero, questi, i punti programmatici di quella riforma della curia vaticana che papa Francesco ha messo in cantiere – anche tramite la costituzione di un gruppo di otto porporati consiglieri – per applicare le indicazioni dai cardinali che lo hanno eletto, formulate nelle congregazioni generali che hanno preceduto il conclave.

In realtà questo programma non è la risposta alle disfunzioni curiali evidenziatesi in modo drammatico durante il pontificato di Benedetto XVI.

È un programma più antico. Molto più antico. Addirittura di trent’anni prima del Concilio Vaticano II.

Per comprendere meglio come i problemi e le critiche della curia romana non siano nati con papa Joseph Ratzinger basta sfogliare un volume di recente pubblicazione, una miscellanea in onore dello storico gesuita Marcel Chappin per il suo 70° compleanno, curata dai professori Paul van Geest, olandese, e Roberto Regoli, italiano.

L’opera in questione, infatti, edita dall’Archivio Segreto Vaticano di cui Chappin è stato vice-prefetto negli ultimi anni, ospita un curioso ed interessante contributo di Hans de Valk che analizza un documento anonimo, compilato nel 1931 e titolato “De quibusdam rebus in ecclesiastico regimine emendandis”: “Su alcune cose da cambiare nel governo ecclesiastico”.

Si tratta di un testo di una ventina di pagine, che gli studiosi hanno ritrovato in alcuni archivi, compreso l’Archivio Segreto Vaticano, in versione latina e tedesca, e che porta la firma di "Paulus Bernardus a S. Catharina", uno pseudonimo dietro il quale si celerebbe – ma al riguardo le prove non sono definitive – l'olandese Willem Marinus van Rossum (1854-1932, nella foto), redentorista, creato cardinale da Pio X nel 1911 e prefetto di "Propaganda Fide" con Benedetto XV e Pio XI.

"Le proposte di riforma della curia – scrive de Valk nel suo saggio – sono vecchie come i sette colli" di Roma. E in effetti, prima di analizzare il documento del 1931, egli ricorda come già all'inizio Novecento erano fioriti programmi di riforma della curia. E sottolinea come essi provenissero da ambienti sia progressisti che tradizionalisti.

Il ritratto della gerarchia ecclesiastica che viene fuori dal documento del 1931 è impietoso. Ecco come de Valk lo sintetizza:

"La maggior parte dei vescovi invece che essere di quel carattere forte necessario oggi, invece che essere personalità dinamiche e attive,  seppure uomini pii e religiosi sono effettivamente allo stesso tempo mediocri, e perfino meno che mediocri. Alcuni sono apatici, timidi, indolenti o vanesi; altri sono conformisti, burocrati o introversi; molti sono amministratori goffi e ignoranti. […] A volte l’intero episcopato di un paese sembra una collezione di storpi".

De Valk riproduce in nota l’originale latino che è ancora più colorito:

"Aliquando autem totus episcopatus alicuius nationis ita est compositus, veluti si coecorum, claudorum et infirmorum omne genus esset refugium".

E aggiunge che "il problema è aggravato dalla tendenza della Santa Sede di  nominare prelati solo obbedienti e compiacenti".

Altrettanto impietoso è il ritratto che il documento fa del collegio cardinalizio. Riferisce de Valk:

"Per quanto riguarda i cardinali, il senato della Chiesa e gli elettori del papa, qui la situazione è anche peggiore, particolarmente nel caso di quelli addetti alla curia romana. Il sacro collegio contiene troppe non-entità che hanno raggiunto il loro rango per non aver mai fatto domande scomode. Il merito di molte eminenze non è la loro eccellente esperienza pastorale o cultura, ma l’aver lavorato in un ufficio vaticano per un tempo molto lungo. Senza alcuna conoscenza reale del mondo o della vita della Chiesa universale, sono comunque promossi automaticamente e messi in posti di comando molto superiori ai loro modesti talenti".

Particolarmente feroce è la critica alla eccessiva italianità della curia. Riferisce de Valk:

"Quasi la metà dei cardinali e la grande maggioranza di essi sono italiani, come se lo Spirito Santo abbia una chiara preferenza per la nazione italiana ("veluti si solos Italos Spiritus Sanctus dignos invenerit ut eos tamquam S. Pontificis et proximos consultores et electores illustraret"). Ciò solo aggrava la questione, perché anche se gli italiani possono avere molti talenti, essi non sono certamente noti per le loro capacità organizzative. Questo per la Chiesa universale è allo stesso tempo un insulto e una ingiustizia. I pochi eccellenti prelati stranieri presenti in curia sono l’esempio di quale potrebbe essere l’alternativa".

Il documento del 1931 non risparmia neanche i pontefici, visto che "dal XIX secolo il trono papale è stato adornato da una serie di papi mediocri, con la possibile eccezione di Leone XIII".

Ma di fronte a questo quadro quali sono le proposte di riforma delineate da "Paulus Bernardus" ovvero (forse) il cardinale van Rossum?

Ecco come le riporta de Valk, per i vescovi:

"Cambi radicali sono necessari nel sistema di reclutamento o elezione [dei vescovi e dei cardinali]. La nomina dei vescovi non dovrebbe essere lasciata esclusivamente alla Santa Sede, dove generalmente i candidati sono poco conosciuti, mentre le informazioni raccolte sono spesso tendenziose o inattendibili".

E per i cardinali:

"Per enfatizzare il carattere universale della Chiesa, il sacro collegio dovrebbe essere internazionalizzato e il numero degli italiani drasticamente ridotto. Dovrebbe essere promosso il carattere internazionale della curia romana, le cosiddette cariche cardinalizie devono essere abolite. Solo i veri principi della Chiesa, noti per le loro eminenti qualità, dovrebbero essere innalzati alla porpora; uomini cioè colti, pii e zelanti, che conoscono il mondo, sono esperti, ben informati e quindi capaci di agire come reali consiglieri del papa".

Quanto al governo della Chiesa universale, l'anonimo estensore del documento lamenta che "il papa, il segretario di Stato o il suo sostituto decidono ultimamente tutto, e così sono sottoposti ad un carico di lavoro umanamente impossibile da compiere. Combinato con sempre maggiori questioni da affrontare e l’esagerata propensione al segreto, questo può solo portare ad un ritardo nel risolvere anche gli affari più urgenti".

Tra i rimedi, il documento del 1931 auspica che "più spazio dovrebbe quindi essere dato all’antico sistema del governo collegiale".
 
Inoltre, la curia dovrebbe essere arricchita di "esperti selezionati internazionalmente, in modo da poter agire o reagire velocemente; nuovi canali di comunicazione sarebbero aperti, per prevenire che possano arrivare alla Santa Sede solo informazioni parziali e tendenziose. In questo modo lo stato degli affari della Chiesa universale può essere monitorato più da vicino e potrà essere più facile comunicare con i vescovi, guidandoli e ammonendoli se necessario".
 
Si tratta di proposte di riforma che risalgono ormai a più di ottanta anni fa. Il Concilio Vaticano II ne ha fatte proprie alcune.

Di suo, de Valk scrive che Paolo VI nel 1967 e Giovanni Paolo II nel 1988 con le loro ristrutturazioni della curia romana "hanno compiuto molte di queste riforme" auspicate nel documento del 1931.

Molte ma non tutte. Sarà papa Francesco a realizzare quelle mancanti?

__________


Il libro:

"Suavis laborum memoria. Chiesa, Papato e Curia Romana tra storia e teologia. Scritti in onore di Marcel Chappin SJ per il suo 70° compleanno", a cura di Paul van Geest - Roberto Regoli, Archivio Segreto Vaticano, Città del Vaticano, 2013, pp, 618, euro 35,00.

Alle pagine 183-205 del volume il saggio in lingua inglese di Hans de Valk ha per titolo: "'Some matters that should be improved in the government of the Church'. A remarkable Proposals for the Reform of the Roman Curia, 1931".

__________
25.4.2013



[SM=g1740771]
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[SM=g1740758] Santa Sede Prima mossa   A SORPRESA di Papa Francesco nella riforma della banca. Nomina ad interim, la carica era vacante da anni

Un fedelissimo del Papa allo Ior


Monsignor Ricca, direttore della casa di Santa Marta, è il nuovo prelato


Maria Antonietta Calabrò


ROMA — A tre mesi dalla sua elezione, papa Francesco ha fatto un primo, importante, passo nella riforma della «sua» banca.
«Con l'approvazione del Santo Padre», è scritto nel Bollettino ufficiale della Santa Sede di ieri, la Commissione cardinalizia di vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione, presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, ha nominato ad interim il nuovo prelato dello Ior. Si tratta di Monsignor Battista Mario Salvatore Ricca.


Quell'indicazione («con l'approvazione del Santo Padre», solitamente non richiesta per questa nomina), è il chiaro segnale della forte attenzione di papa Bergoglio verso lo Ior e un segno che egli vuole sapere di più circa le sue attività.
Bresciano, 57 anni, diplomatico in servizio presso la prima sezione della Segreteria di Stato, Ricca (descritto come «persona semplice e concreta») è anche il direttore della Casa Santa Marta, la residenza dove il Papa alloggia. E in questi primi mesi di pontificato è stato molto vicino a Bergoglio, che appare come il vero artefice di questa decisione.


Se non è il preannunciato «commissariamento dello Ior», poco ci manca. Anche perché la decisione di nominare un prelato si è concretizzata nelle ultime settimane, ha avuto quindi quasi un carattere d'urgenza, e ha validità immediata, quindi è già operativa.

La figura del prelato svolge un ruolo chiave — previsto dal Chirografo del 1990, cioè la legge di riforma, voluta da Giovanni Paolo II dopo lo scandalo del crack Ambrosiano — ma la sua casella nella governance dell'Istituto era vacante dal 2011. Il prelato segue infatti le attività della banca, assiste ai consigli d'amministrazione (cioè alle riunioni del Consiglio di sovrintendenza) e ha accesso a tutta la sua documentazione.
Il prelato inoltre riferisce alla Commissione cardinalizia di sorveglianza, funzionando da ponte tra i manager laici (direttore generale e vicedirettore), il Consiglio d'amministrazione, presieduto dal presidente von Freyberg, e i cardinali.
E partecipa alle adunanze della Commissione cardinalizia di sorveglianza in qualità di segretario. Egli è, insomma, il punto di incontro di due piramidi rovesciate: quella superiore della Commissione dei cardinali e quella inferiore del board e del presidente.

Il fatto che l'incarico sia ad interim — ha spiegato padre Federico Lombardi, portavoce della Sala stampa vaticana — deve essere interpretato alla stregua di quel donec aliter provideatur che è la formula della conferma provvisoria con la quale sono stati prorogati tutti gli incarichi di Curia.


Come l'hanno presa nel Torrione di Niccolo V, la sede della banca? Non come un fulmine a ciel sereno, ma sicuramente come un fulmine. Arrivato il giorno dopo che il direttore generale Paolo Cipriani aveva difeso lo Ior in un'intervista al Giornale (14 giugno) reagendo alle indiscrezioni sul «commissariamento».
Questo è avvenuto nonostante il presidente von Freyberg avesse già saputo della nomina di Ricca, la settimana precedente (7 giugno). In un'intervista al Corriere il 31 maggio lo stesso von Freyberg aveva ammesso che le regole della banca per la «Customer due diligence» (i controlli sui possessori dei 19 mila conti) è in forte ritardo rispetto ai tempi fissati dal Comitato Moneyval e ha dato a tutti i dipendenti una nuova dead line per il 31 luglio prossimo. Il Vaticano deve preparare un Report in progress sull'adeguamento agli standard antiriciclaggio internazionali entro novembre.


 Corriere della sera, 16 giugno 2013


[SM=g1740771]


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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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[SM=g1740758] Il Papa incontra i capi dicastero per ascoltare considerazioni sul governo della Chiesa



Stamani, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico, ha avuto luogo una riunione a cui Papa Francesco ha invitato tutti i capi dicastero della Curia Romana, il presidente del Governatorato, il cardinale Giuseppe Bertello, e il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini.
Era presente anche il cardinale Tarcisio Bertone.
Il Papa, informa una nota della Sala Stampa vaticana, “ha incontrato personalmente nei mesi scorsi tutti i capi dicastero e ha avuto con ognuno di loro un ampio colloquio”.

Stamani, li ha invece incontrati insieme “in una riunione da lui stesso presieduta, mentre si compie il sesto mese di Pontificato”. Il servizio di Alessandro Gisotti:RealAudioMP3


Durante la riunione, informa la nota della Sala Stampa vaticana, Papa Francesco ha ascoltato “le considerazioni e i consigli" dei suoi "principali collaboratori del Papa in Roma". L’incontro, prosegue il comunicato, “si inserisce naturalmente nel contesto di attuazione dei suggerimenti presentati dai cardinali nelle Congregazioni in preparazione al Conclave e nella riflessione del Santo Padre sul governo della Chiesa, che avrà presto un altro momento importante con la riunione del Gruppo di 8 cardinali ai primi di ottobre”.

L’udienza, a cui hanno preso parte una trentina di persone, è durata quasi tre ore, compresa una pausa: è iniziata alle ore 10 e si è conclusa poco prima delle 13. La riunione, ha detto padre Federico Lombardi, si è svolta in un “clima di comunione e di ascolto”. E’ stata scelta la formula degli “interventi brevi” così da permettere a tutti di parlare. All’inizio, ha riferito il direttore della Sala Stampa, il Papa ha rivolto un breve saluto ai partecipanti.




del sito Radio Vaticana 

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9/30/2013 10:42 PM
 
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IL PAPA ISTITUISCE UN "CONSIGLIO DI CARDINALI" CON IL COMPITO DI AIUTARLO NEL GOVERNO DELLA CHIESA UNIVERSALE

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Di seguito pubblichiamo il Chirografo con il quale il Santo Padre istituisce un "Consiglio di Cardinali" con il compito di aiutarlo nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica "Pastor bonus" sulla Curia Romana.

"Tra i suggerimenti emersi nel corso delle Congregazioni Generali di Cardinali precedenti al Conclave, figurava la convenienza di istituire un ristretto gruppo di Membri dell'Episcopato, provenienti dalle diverse parti del mondo, che il Santo Padre potesse consultare singolarmente o in forma collettiva, su questioni particolari. Una volta eletto alla Sede romana, ho avuto occasione di riflettere più volte su questo argomento, ritenendo che una tale iniziativa sarebbe stata di notevole aiuto per svolgere il ministero pastorale di Successore di Pietro che i fratelli Cardinali avevano voluto affidarmi.

Per questo motivo, il 13 aprile scorso ho annunciato la costituzione del menzionato gruppo, indicando, in pari tempo, i nominativi di coloro che erano stati chiamati a farne parte.

Ora, dopo matura riflessione, ritengo opportuno che tale gruppo, mediante il presente Chirografo, sia istituito come un 'Consiglio di Cardinali', con il compito di aiutarmi nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica 'Pastor bonus' sulla Curia Romana.
Esso sarà composto dalle medesime persone precedentemente indicate, le quali potranno essere interpellate, sia come Consiglio sia singolarmente, sulle questioni che di volta in volta riterrò degne di attenzione.
Detto Consiglio, che rispetto al numero dei componenti mi riservo di configurare nel modo che risulterà più adeguato, sarà un'ulteriore espressione della comunione episcopale e dell'ausilio al 'munus petrinum' che l'Episcopato sparso per il mondo può offrire
".

Dato a Roma, presso San Pietro il 28 settembre dell'anno 2013, primo di Pontificato.




[SM=g1740771]

DOMANI HA INIZIO LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Domani, 1° ottobre, si terrà la prima delle tre riunioni di Papa Francesco con il Consiglio dei Cardinali, istituito con Chirografo del 28 settembre 2013.

Il Consiglio è composto dai seguenti Cardinali:
Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;
Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile);
Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India);
Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania);
Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo);
Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., Arcivescovo di Boston (Stati Uniti d'America);
George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia);
Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), con funzioni di Coordinatore ed il Vescovo Marcello Semararo, di Albano (Italia), con funzioni di Segretario.

Il Consiglio dei Cardinali - ha precisato Padre Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - si riunirà per tre giorni nella Biblioteca privata della III Loggia, nell'Appartamento Papale, in sessioni di lavoro mattutine e pomeridiane, alla presenza del Santo Padre, eccetto il mercoledì mattina, giorno dell'Udienza Generale. I colloqui, essendo privati, non prevedono al termine nessuna comunicazione. Come si legge nel Chirografo reso pubblico oggi, si precisa che il Papa si riserva la facoltà di configurare il Consiglio nel modo più adeguato, può cioè aumentare il numero dei componenti.

Tutti i componenti del Consiglio, eccetto il Segretario e il Cardinale Bertello (che rappresenta la Curia) sono Arcivescovi di grandi Arcidiocesi con grande esperienza pastorale. "L'istituzione del Consiglio dei Cardinali - ha detto Padre Lombardi - è un ulteriore arricchimento che il Papa apporta al governo della Chiesa". Papa Francesco, ha ricordato Padre Lombardi, ricorre frequentemente alle consultazioni, come nel caso della riunione con i Capi Dicastero. Inoltre il Papa intende rinnovare il metodo di lavoro del Sinodo.

Il Consiglio non è in rapporto con altre istituzioni della Chiesa e costituisce un organo consultivo del Papa. Dall'annuncio, in aprile, dell'istituzione di un gruppo di otto Cardinali per assistere il Papa nel governo della Chiesa, i componenti hanno raccolto suggerimenti e proposte nelle aree di rispettiva competenza. In preparazione alla riunione di ottobre, sono pervenuti al Papa contributi di altro tipo: sono stati richiesti pareri dei Capi Dicastero e sono stati consultati la Segreteria di Stato e il Collegio Cardinalizio. "Il Consiglio ha già ottanta documenti scambiati tra i componenti e il Segretario, il Vescovo Semeraro, che ha preparato un'ampia sintesi. In questi mesi i componenti il Consiglio hanno scambiato informazioni gli uni con gli altri e, in alcune occasioni, con il Santo Padre.

[SM=g1740733]



[Edited by Caterina63 9/30/2013 10:49 PM]
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10/2/2013 7:27 PM
 
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ECCLESIOLOGIA DEL CONCILIO VATICANO II E SINODO TEMI CENTRALI DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2013 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha tenuto un briefing relativo alla Riunione del Consiglio dei Cardinali in corso in Vaticano dal 1° al 3 ottobre.

Prima dell'inizio della riunione di questa mattina, i componenti del Consiglio - ha detto Padre Lombardi - hanno concelebrato con il Papa la Santa Messa nella Cappella di Santa Marta. Dopo la prima riunione di ieri mattina nella Biblioteca privata della Terza Loggia, è stato deciso che le altre riunioni si tenessero nella Casa Santa Marta dove tutti risiedono.
I lavori sono intensi e prolungati:
la mattina dalle 9:00 alle 12:30 ed il pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. Papa Francesco ha partecipato alla sessione mattutina e vespertina di ieri, martedì. Questa mattina, giorno dell'Udienza Generale il Papa non ha potuto essere presente, ma questo pomeriggio e domani il Consiglio conterà sulla sua presenza.

Il Papa ha posto in rilievo il significato del Chirografo con il quale ha istituto, lunedì scorso, il Consiglio dei Cardinali "un documento ufficiale che istituzionalizza il Consiglio dotandolo di uno status giuridico e garantendo stabilità per lavorare anche oltre questa riunione". Papa Lombardi ha anche precisato che i suoi componenti non sono "delegati continentali", ma membri del collegio episcopale e del collegio cardinalizio, con una ricca esperienza pastorale e provenienti da diocesi importanti. Il Santo Padre li ha scelti per questo, e non come delegati degli episcopati delle diverse parti del mondo.

"Si tratta di persone - ha proseguito Papa Lombardi - che godono tutte di grande fiducia e apprezzamento da parte del Papa, con le quali vi è grande sintonia, le cui indicazioni possono aiutare il Papa a proseguire nella linea che ritiene più giusta nel governo della Chiesa. Questo non è un fattore di poco conto poiché la fiducia e l'apprezzamento facilitano il clima di serenità e di naturalezza del dialogo".

La prima riunione di ieri mattina, si è aperta con una riflessione introduttiva del Papa sulla ecclesiologia del Concilio Vaticano II, da collocarsi in un clima di lavoro non limitato a questioni organizzative e all'efficienza dell'istituzione, ma in una visione della Chiesa teologica e spirituale, ispirata all'ecclesiologia del Vaticano II e della sua attuazione.
"Naturalmente - ha precisato Padre Lombardi - tale tematica non si esaurisce nel tempo di una tavola rotonda, ma indica la prospettiva nella quale operano i componenti del Consiglio. La riflessione ha riguardato alcuni punti messi in luce dal Concilio: come ravvivare il rapporto fra la Chiesa universale e la Chiesa locale, comunione e collegialità, Chiesa dei poveri, laici nella Chiesa:.. Tutti elementi del Concilio presenti come temi di fondo. Alla luce di ciò si dibatte sulle strutture di governo".

Ognuno dei partecipanti ha presentato una sintesi dei suggerimenti raccolti ed ha apportato materiali, appunti che fanno parte della documentazione comune di lavoro del Consiglio. Si è approntata una classificazione dei grandi temi da affrontare, non solo nella sessione attuale, ma anche nelle successive.

La sessione pomeridiana è stato dedicata al Sinodo dei Vescovi con la partecipazione del nuovo Segretario, il Vescovo Baldisseri. "È un tema prioritario sia per la partecipazione dell'episcopato al governo della Chiesa universale, sia per l'urgenza di avviare la preparazione del prossimo Sinodo. Probabilmente in tempi abbastanza brevi vi sarà la comunicazione ufficiale del tema. Non è noto se si tratterà di un sinodo ordinario o straordinario", ha aggiunto Padre Lombardi, precisando che il Papa "ha già fatto accenni a un tema antropologico: la famiglia alla luce del Vangelo". Il Santo Padre ha affermato che temi di rilievo come la pastorale familiare e matrimoniale saranno all'ordine del giorno dell'attività della Chiesa nel prossimo futuro.

"Oggi, mercoledì - ha concluso Padre Lombardi - Il Consiglio ha ripreso i lavori esaminando altri argomenti come la riforma della Curia nei suoi vari aspetti, la funzione della Segreteria di Stato, il rapporto dei dicasteri con il Papa e i rapporti fra dicasteri. Ci sono stati molti suggerimenti e contributi. È un lavoro a lungo termine. Non c'è da aspettarsi conclusioni in tempi brevi o nel corso di queste giornate".


[SM=g1740771]

BRIEFING DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA
SULLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI CARDINALI
(3 OTTOBRE 2013), 03.10.2013

 

[B0628]

 

 

Alle ore 13 di oggi, 3 ottobre, il Direttore della Sala Stampa, P. Federico Lombardi, ha tenuto un Briefing sulla riunione di Papa Francesco con il Consiglio di Cardinali, che tiene oggi in Vaticano l’ultimo dei tre giorni di lavoro.
Di seguito alcuni appunti dal briefing del Direttore, P. Lombardi:

Ieri il Papa è stato presente alla riunione del pomeriggio.

Questa mattina ha partecipato e poi si è assentato per l’Udienza al Convegno sulla "Pacem in terris".

Il Consiglio di Cardinali ha lavorato ieri sul tema della riforma della Curia.

L’orientamento non è verso un semplice aggiornamento della Pastor Bonus con ritocchi o modifiche marginali, ma verso la stesura di una Costituzione con novità assai consistenti. Insomma, una nuova Costituzione.

Nelle considerazioni del Consiglio è particolarmente evidente l’intenzione di mettere in rilievo la natura di "servizio" della Curia alla Chiesa universale e alle Chiese locali, piuttosto che di esercizio di un potere centralistico.

Un tema particolarmente importante riguarda naturalmente le funzioni e il ruolo di servizio della Segreteria di Stato, che deve essere a tutti gli effetti "Segreteria del Papa".

La riflessione del Consiglio è particolarmente utile al Santo Padre anche in vista degli orientamenti che egli vorrà dare al prossimo Segretario di Stato, che entrerà in carica il 15 ottobre.

Si è trattato anche dei rapporti fra i Capi Dicastero e il Papa e del coordinamento fra i vari Dicasteri e uffici. In questo contesto si è trattato anche della ipotesi della nuova figura di un "Moderator Curiae" e delle sue possibili funzioni.

Quanto a un possibile riordino delle istituzioni competenti per l’amministrazione di beni temporali, il Consiglio ha toccato la questione, ma non l’ha approfondita, aspettando che le Commissioni referenti istituite dal Papa portino avanti il loro lavoro.

Un tema su cui sono giunte molte richieste raccolte dai membri del Consiglio nelle diverse parti del mondo è quello dei laici. Si è parlato di come far sì che questa dimensione della realtà della Chiesa sia sempre più adeguatamente ed efficacemente riconosciuta e seguita nel governo della Chiesa.

Nella giornata di oggi il Consiglio riprende ancora in considerazione, tra l’altro, le questioni già trattate martedì sul Sinodo dei Vescovi per un ulteriore approfondimento, in vista delle decisioni del Papa nei prossimi giorni sul tema e il modo di attuare il prossimo Sinodo.

[01417-01.01] [Testo originale: Italiano]

[SM=g1740771]


[Edited by Caterina63 10/3/2013 3:09 PM]
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I nunzi apostolici siano laici

Il vento riformatore di Francesco potrebbe soffiare anche sui nunzi apostolici sparsi per il mondo. Fra le oltre 80 proposte giunte al consiglio degli otto cardinali che dovrà aiutare il Papa a cambiare la curia romana, ce n’è anche una rivoluzionaria.

Le nunziature in futuro potrebbero esser guidate non più da arcivescovi ma da laici (uomini e donne) nominati dal Papa o scelti direttamente dall’episcopato locale.

In questo modo gli attuali “ambasciatori” della Santa Sede, tutti provenienti dal corpo diplomatico vaticano, rimarrebbero in carica fino alla pensione (75 anni salvo deroghe) e sarebbero poi sostituiti con personale non ecclesiastico, che avrebbe un ruolo depotenziato, di sola rappresentanza, rispetto ai vescovi del posto.

La decisione spetterà ovviamente al Papa che alla diplomazia (lo abbiamo visto con la nomina di Mons. Parolin a nuovo Segretario di Stato o con la nomina di Mons. Stella a Prefetto per il Clero) dedica un’attenzione particolare: dopo la rimozione del nunzio a Santo Domingo, accusato di pedofilia, nel mirino di Bergoglio ci sarebbero adesso almeno altri otto nunzi che potrebbero essere rimossi.






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Card. Pell e le anomalie dei cattolici


31 ott 2013 di 


Card. Pell e le anomalie dei cattolici

Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney e componente del Consiglio dei Cardinali chiamati da Papa Francesco nel Governo della Chiesa e a studiare un progetto di revisione della Curia Romana,  nel corso di una lezione a Venezia su “La Chiesa Cattolica nel mondo anglofono a 50 anni dal Concilio Vaticano II” in occasione dell’inaugurazione del 10mo Anno Accademico dello Studium Generale Marcianum, in materia di pratiche sessuali ed aborto, ha detto che “il primato della coscienza” da parte di molti Cattolici “viene invocato non solo contro l’insegnamento della Chiesa” andando così a scegliere “a piacimento tra i 10 Comandamenti” per giustificare scelte personali estranee alla Dottrina della Chiesa.


Pell, facendo riferimento ai cambiamenti dal 1968 ad oggi nella società ed al Concilio Vaticano II ha rilevato l’anomalia della posizioni di Cattolici “in materia di contraccezione ma anche per respingere l’idea che l’unione sessuale deve avvenire tra un uomo e una donna uniti in matrimonio, affermare la legittimità della pratica omosessuale, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’aborto e l’eutanasia” il tutto ha aggiunto “per giustificare la possibilità di ricevere l’Eucaristia dopo il divorzio civile e le seconde nozze”.


“Molte, troppe di queste persone, non sono particolarmente inclini a concepirsi come ‘meno’ Cattoliche e ancora meno come ‘cattivi’ Cattolici – ha proseguito Pell -. Troppi di loro non frequentano regolarmente la Messa domenicale ma neanche questo sembra impedire loro di considerarsi buoni Cattolici tanto quanto il Papa”.


“Dobbiamo perciò continuare il buon lavoro, iniziato in molti luoghi – ha esortato Pell – e a cominciare dai bambini della scuola primaria, per istillare in loro la convinzione che il rispetto di tutti e 10 i Comandamenti rappresentano il quadro morale di riferimento per la vita quotidiana e che abbracciare i 7 Peccati Capitali e rifiutare le virtù tradizionali non sono opzioni possibili per chi vuole seguire Cristo”.


“I crimini devono essere denunciati alla Polizia, e le mancanze morali possono sempre essere riparate attraverso il pentimento, ma le eresie sia nell’ambito della fede che della morale possono essere curate solo attraverso la libera sottomissione e il riconoscimento delle verità dell’insegnamento Cristiano”, ha detto il Cardinale Pell.


“Sappiamo dalle rivelazioni sugli abusi sessuali che peccati e crimini gravi e reiterati non solo causano grandissimo dolore a chi li subisce ma danneggiano e avvelenano la Chiesa – ha detto -. Il compito immediato è aiutare le vittime assicurando che quanti si sono macchiati di tali crimini saranno denunciati alla Polizia e alle Autorità Civili”.


“Mentre lavoriamo per sradicare questo male dalla Chiesa e per proteggere i bambini e le persone più vulnerabili – ha proseguito -, l’insegnamento Cattolico deve continuare ad essere forte e chiaro rispetto alla realtà del peccato e del male in molti altri importanti ambiti”.


“Rifiutare di riconoscere i mali che sono frutto di alcuni peccati gravi in differenti ambiti – ha aggiunto il Cardinale Pell – costituirebbe nel lungo termine un danno enorme per la testimonianza Cristiana e per la vita Cattolica e per la gente che la Chiesa serve”.


Il Cardinale Pell, inoltre ha detto che “ci vogliono escludere da spazio pubblico voci e le testimonianze religiose fossero escluse dallo spazio pubblico, e io ho il sospetto che questo obiettivo verrà perseguito attraverso piccole modifiche progressive a leggi e regolamenti piuttosto che con un assalto frontale”.


Ma, secondo Pell, “potrà esserci anche un conflitto politico aperto, a partire dalla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Se questo fosse legalizzato ci sarebbero fortissime pressioni per presentare le unioni omosessuali come equivalenti al matrimonio e impedire l’insegnamento della comprensione Cristiana della sessualità, del matrimonio e della famiglia, anche nelle scuole religiose”.


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LA CURIA ROMANA TEMA CHIAVE DELLA SECONDA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI

Città del Vaticano, 3 dicembre 2013 (VIS). Il Consiglio dei Cardinali istituito dal Santo Padre Francesco "per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica 'Pastor bonus' sulla Curia Romana - come annuncia il Chirografo del Santo Padre del 28 settembre 2013 - ha iniziato questa mattina la sua seconda serie di riunioni, prevista per i giorni 3-5 dicembre. La prima serie di riunioni ha avuto luogo dal 1° al 3 ottobre scorso.

Come si ricorderà fanno parte del Consiglio otto Cardinali dei cinque continenti:
il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano,
il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago del Cile (Cile);
il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India);
il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di Münich (Germania);
il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo;
il Cardinale Sean Patrick O'Malley, Arcivescovo di Boston (Stati Uniti d'America),
il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia) ed
il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) con funzioni di coordinatore.
Il Segretario è il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano (Italia).

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha tenuto un briefing relativo al secondo giorno di riunione che conserva l'orario della prima: i Cardinali si riuniscono nella Casa Santa Marta dalle 9:00 alle 12:30 e nel pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. La mattina ha avuto inizio con la Santa Messa concelebrata con Papa Francesco nella Cappella della Casa Santa Marta.

"Questa volta - ha detto Padre Lombardi - i Cardinali hanno iniziato il loro lavoro direttamente a Santa Marta, senza riunirsi nella Terza Loggia, come nell'ottobre scorso. Il Papa ha presenziato la riunione e probabilmente sarà presente anche nel pomeriggio. Domani, invece, il Papa non assisterà alla sessione mattutina per tenere l'Udienza Generale in Piazza San Pietro. I Cardinali hanno lavorato anche nel tempo trascorso fra le due riunioni, sia personalmente che mantenendosi in contatto fra loro; hanno inoltre raccolto opinioni e suggerimenti sulla situazione della Chiesa basandosi su avvenimenti ai quali hanno partecipato: ad esempio il Cardinale Gracias ha assistito a diverse riunioni in Asia, mentre il Cardinale Marx ha fatto lo stesso in Europa.

"La riunione è iniziata questa mattina riprendendo l'esame della Curia Romana in vista della sua riforma, in particolare è stata esaminata la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Si è entrati subito nel pieno del lavoro, che, come è stato già affermato, sarà un lavoro in profondità e non si limiterà a ritocchi o modifiche marginali. La revisione della 'Pastor Bonus' è consistente tanto che si può parlare di una nuova Costituzione".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha precisato che in questa riunione non è previsto un incontro con le Commissioni referenti nel campo economico. Questo avverrà più probabilmente in occasione dell'incontro già previsto per la riunione di febbraio, poco prima del Concistoro per la nomina dei nuovi cardinali, al quale seguirà la riunione del Consiglio del Sinodo.

Si è fatto inoltre riferimento al metodo di lavoro dei Cardinali nel quale vi è distribuzione dei compiti al momento di affrontare tematiche specifiche, ma "tutto si porta davanti al Consiglio e la responsabilità dei temi è comune".

Infine Padre Lombardi ha informato che il Consiglio ha invitato il nuovo Segretario di Stato, l'Arcivescovo Pietro Parolin, per salutarlo e stabilire i primi contatti. Infine non sono previsti altri inviti nei prossimi giorni.




 
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  SU RICHIESTA DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI, IL PAPA CREA UNA COMMISSIONE PER LA PROTEZIONE DEI FANCIULLI

Città del Vaticano, 5 dicembre 2013 (VIS). Questa mattina era presente al briefing informativo sulla riunione del Consiglio dei Cardinali, il Cardinale Seán Patrick O'Malley, Arcivescovo Metropolita di Boston, che ha comunicato l'approvazione da parte del Papa, di una proposta presentata dagli otto Cardinali: la creazione di una commissione per la protezione dei fanciulli.

“Continuando con decisione nella linea intrapresa dal Papa Benedetto XVI, e accogliendo una proposta avanzata dal Consiglio di Cardinali - ha detto il Cardinale O'Malley - il Santo Padre ha deciso di costituire una specifica Commissione per la protezione dei fanciulli, con la finalità di consigliare circa l’impegno della Santa Sede nella protezione dei fanciulli e nell’attenzione pastorale per le vittime di abusi. Specificamente: riferire circa lo stato attuale dei programmi per la protezione dell’infanzia; formulare suggerimenti per nuove iniziative da parte della Curia, in collaborazione con vescovi, conferenze episcopali, superiori religiosi e conferenze dei superiori religiosi; proporre nomi di persone adatte per la sistematica attuazione di queste nuove iniziative, includendo laici, religiosi, religiose e sacerdoti con competenze nella sicurezza dei fanciulli, nei rapporti con le vittime, nella salute mentale, nell’applicazione delle leggi, ecc".

"La composizione e le competenze della Commissione verranno indicate prossimamente con maggiore dettaglio dal Santo Padre con un documento appropriato”.

Il Cardinale O’Malley ha poi citato alcune delle linee di azione della costituenda Commissione, ad esempio: linee guida per la protezione dei fanciulli, lo sviluppo ed estensione di norme, procedure e strategie per la protezione dei fanciulli e la prevenzione di abusi sui minori; programmi di formazione per bambini, genitori, e tutti coloro che operano con minori; catechisti, formazione di seminaristi, formazione permanente dei sacerdoti. Si prevedono anche protocolli per la sicurezza dell'ambiente, codici di condotta professionale, attestazione di idoneità al ministero sacerdotale, screening e controllo della fedina penale; stato dell'azione delle richieste di valutazione psichiatrica; cooperazione con le autorità civili, segnalazione dei reati; attenzione alle leggi civili, comunicazioni riguardanti il clero dichiarato colpevole; pastorale in supporto delle vittime e dei familiari, assistenza spirituale, servizi di salute mentale; collaborazione con esperti nella ricerca e sviluppo della prevenzione degli abusi sui minori, psicologia, sociologia, scienze giudiziarie; collaborazione con vescovi e superiori religiosi, ottimizzazione della procedura, attuazione di leggi e linee guida, rapporto con i fedeli e con i mezzi di comunicazione; incontri con le vittime; supervisione e recupero dei chierici colpevoli di abusi.

Successivamente è intervenuto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., che ha riferito che il lavoro del Consiglio di Cardinali, che si conclude questa sera, è proseguito con regolarità nella giornata di ieri e questa mattina, completando la rassegna delle diverse Congregazioni della Curia Romana.

"Il Santo Padre ha partecipato alla riunione di ieri e a quella di questa mattina" - ha detto Padre Lombardi - precisando che Papa Francesco sta bene e che se ieri ha annullato l'incontro con il Cardinale Arcivescovo di Milano Angelo Scola che accompagnava una delegazione della EXPO MILAN 2016, è stato perché dopo l'udienza generale, tenutasi in Piazza San Pietro, era affaticato ed ha preferito rimandare il colloquio.

"Per quanto riguarda il prossimo incontro, è stato stabilito per i giorni 17-18-19 febbraio, precedendo il Concistoro del Collegio cardinalizio, previsto per i giorni 20-21, e il Concistoro per la creazione di nuovi cardinali del 22, giorno della Festa della Cattedra di San Pietro, e la solenne Concelebrazione di domenica 23. Si può anche ricordare che nei giorni immediatamente successivi (24-25 febbraio) è prevista la riunione della Segreteria del Sinodo".







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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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In un'intervista del Centro televisivo vaticano al segretario di Stato 

Diplomazia dell'amore

Il principio di una diplomazia umana è l'amore. Lo afferma il cardinale eletto Pietro Parolin, segretario di Stato, che in un'intervista al Centro televisivo vaticano traccia un bilancio iniziale della sua missione di "primo e diretto collaboratore" di Papa Francesco. Il colloquio di undici minuti e mezzo con la collega Barbara Castelli è pubblicato integralmente sul sito (www.ctv.va) dell'emittente diretta da monsignor Dario Edoardò Vigano.

In questa fase iniziale, definita di "avvio, dedicata soprattutto allo studio, alla conoscenza e all'approfondimento dei vari problemi", il presule afferma di aver maturato la consapevolezza che quello del segretario di Stato è "un servizio molto impegnativo ed esigente, pieno di responsabilità, ma anche molto appassionante" nella "nuova stagione della Chiesa inaugurata da Papa Francesco".
Perciò - prosegue - le sue priorità sono le stesse del Pontefice, "quelle sulle quali ha insistito sin dall'inizio e che ha poi raccolto in maniera più organica nell'Evangelii gaudium": ovvero "la trasformazione missionaria della Chiesa. Una Chiesa in uscita, in stato permanente di missione", che punta al rinnovamento e alla conversione pastorale di "tutte le strutture", quindi anche della Curia romana e della diplomazia ecclesiastica, "i due ambiti nei quali si colloca l'attività del segretario di Stato".

Un'attività che vanta una lunga tradizione, ma che deve continuamente confrontarsi con i mutamenti dei tempi. In proposito monsignor Parolin spiega che "ogni giorno si scrivono pagine nuove di storia nella diplomazia della Santa Sede".
Pagine che "si aggiungono alle pagine del passato", come testimonia il significativo riferimento fatto da Papa Francesco ai cento anni dell'inizio della prima guerra mondiale durante il discorso al corpo diplomatico del 13 gennaio scorso. In quell'occasione infatti venne scritta "una pagina gloriosa - sottolinea il segretario di Stato - se si pensa all'immensa opera compiuta da Benedetto xv per fermare l'"inutile strage"".

Tra le nuove pagine di questa storia, invece, il segretario di Stato annovera i numerosi incontri, in questi primi mesi di pontificato, con capi di Stato e di Governo, e con i responsabili delle organizzazioni internazionali. E ricorda in particolare la giornata di preghiera e di digiuno per la Siria, "che ha espresso la forza morale della Chiesa: il Papa che ha saputo raccogliere e interpretare il grido di pace che sale dalla martoriata popolazione siriana e che sale da ogni cuore desideroso di vivere in maniera umana e solidale la sua vicenda; ha saputo tradurlo in un grande movimento che ha portato anche i suoi frutti, dando esempio di una forza morale e spirituale che è quello che la Santa Sede testimonia nelle sue relazioni con gli Stati". Del resto, nota, "il Papa costituisce la coscienza morale dell'umanità e il suo richiamo viene ascoltato anche da parte delle cancellerie e dei governi. Si rivolge un'attenzione speciale a tutto quello che il Papa dice e a tutto quello che il Papa fa", e questo perché "c'è un desiderio di bene e un grande sforzo presente nel mondo per costruire la pace".

Soffermandosi poi sui principi ispiratori della diplomazia, l'arcivescovo afferma che essa anzitutto "deve essere umana, avere al suo centro la persona. E Papa Francesco ci spinge a considerare questa centralità della persona umana non in maniera astratta" ma riferendosi a ogni singolo individuo, specialmente ai poveri, gli emarginati, i deboli, i più vulnerabili, le persone insomma che non hanno voce.
In quest'ottica la diplomazia deve essere una "strada per l'incontro", come più volte auspicato dal Pontefice, il quale invita "a uscire dall'isolamento, perché solamente incontrandosi ci si può capire, ci si può accettare e si può collaborare". Altri principi ispiratori della diplomazia devono essere la solidarietà e l'impegno di prendere a cuore le situazioni degli altri, per contrastare quella cultura dell'indifferenza che il Papa continua a denunciare. Monsignor Parolin ne è convinto: "In fin dei conti - è la conseguenza - il principio di una diplomazia umana è l'amore, è l'attenzione alla persona, l'amore per ciascun essere umano".

Quanto allo specifico apporto che la diplomazia della Santa Sede può offrire "in questo momento in cui ci sono tanti conflitti, in cui il mondo vive tante lacerazioni e tante contrapposizioni", il segretario di Stato esorta "a promuovere e a consolidare" il dialogo e il rispetto reciproco. Soprattutto in considerazione del fatto che oggi "le diversità si sono avvicinate, si sono incontrate e possono dare origine a scontri, a conflitti". Ecco allora che una delle sfide principali della diplomazia ecclesiastica è proprio far sì che le differenze politiche, culturali e religiose non diventino motivo di contrapposizione e di lotta, ma di arricchimento reciproco.

Infine, alla domanda riguardante le aree geografiche su cui investire maggiormente, il segretario di Stato risponde che "il Papa come padre e pastore della Chiesa universale ha a cuore tutte le situazioni. In qualsiasi parte del mondo vi siano difficoltà, sofferenze e contrasti, il Papa è presente con il suo cuore di rappresentante del Signore".
Certo, l'Europa è un'area che merita attenzione, soprattutto per quel che concerne la costruzione di una "casa comune".
Alla quale la Chiesa può dare un contributo importante, per evitare che resti solo una costruzione politica ed economica; ma, conclude il presule, "oggi l'attenzione si sposta soprattutto nel Sud del mondo", in particolare verso "quelle realtà dove esistono conflitti e dove il primo impegno è quello di aiutare a ritrovare la pace. Una pace - auspica - che sia anche la base e il fondamento per uno sviluppo umano integrale".



(L'Osservatore Romano 18 gennaio 2014)









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2/17/2014 6:27 PM
 
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  RIUNIONE DEL PAPA CON IL CONSIGLIO DI CARDINALI

Città del Vaticano, 17 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina nella Casa Santa Marta ha avuto inizio la terza riunione di Papa Francesco con il Consiglio di Cardinali - creato il 13 aprile 2013 e confermato con Chirografo del 28 settembre - per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" sulla Curia Romana. La riunione si concluderà il 19 febbraio prossimo.

"Come era in programma - ha detto Padre Lombardi - i Cardinali hanno aperto i lavori con una Santa Messa concelebrata questa mattina alle 7:00 nella Cappella della Casa Santa Marta e successivamente è cominciata la riunione in un sala non lontana dalla Cappella. È stato presente e continuerà ad essere presente l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato e futuro Cardinale".

"Questa mattina - ha proseguito Padre Lombardi - hanno avuto luogo le audizioni dei rappresentanti della Commissione referente di studio e indirizzo sull'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede, (denominata COSEA).
Erano presenti tre suoi rappresentanti, non la Commissione al completo: il Presidente, Professor Josef F.X. Zahra, il Segretario, Monsignor Lucio Vallejo Balda e Jochen Messemer, che è anche revisore internazionale della Prefettura degli Affari Economici, che hanno riferito sul lavoro della Commissione in questi 7-8 mesi dopo la sua costituzione. Non è stata presa alcuna decisione.
Al termine della riunione i Cardinali sono andati a pranzo dal Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e questo pomeriggio il Consiglio continuerà il suo lavoro, senza la presenza dei rappresentanti della COSEA".

"Domani, martedì 18 febbraio, è prevista l'audizione dell'altra Commissione referente, quella sullo Ior". Mercoledì Papa Francesco terrà l'Udienza Generale del Mercoledì in piazza San Pietro, mentre i Cardinali continueranno i lavori. Nel pomeriggio, i Cardinali membri del "Consiglio dei Quindici" - istituito da Giovanni Paolo II e responsabile del bilancio generale consolidato della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano - si incontreranno con il "Consiglio degli Otto", cioè i Cardinali che prendono parte alla riunione del 17-19 febbraio".

Alle 9:30 di giovedì 20 febbraio, nell'Aula del Sinodo, ha inizio il Concistoro straordinario dei Cardinali, sul tema della famiglia. I lavori si apriranno con il saluto del Decano del Collegio Cardinalizio, Cardinale Angelo Sodano e con la relazione introduttiva del Cardinale Walter Kasper. I partecipanti si riuniranno dalle 9:30 alle 12:30 e nel pomeriggio dalle 16:30 alle 19:30. L'incontro si concluderà venerdì 21 febbraio.

Sabato 22 febbraio, si celebrerà in Piazza San Pietro il Concistoro nel corso del quale il Papa creerà 16 nuovi cardinali. Domenica 23, il Santo Padre concelebrerà la Messa con i nuovi Porporati. Lunedì 24 e martedì 25, è in programma una riunione della Segreteria del Sinodo e del Consiglio dei Quindici.







  SECONDO GIORNO DI RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEGLI OTTO CARDINALI: AUDIZIONE CON LA COMMISSIONE COMPETENTE PER LO IOR

Città del Vaticano, 18 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha tenuto un briefing relativo alla seconda giornata della riunione del Santo Padre con il Consiglio degli otto Cardinali. Al Consiglio era presente il Segretario di Stato, Arcivescovo Pietro Parolin, che non parteciperà alla riunione di questo pomeriggio poiché guiderà la Delegazione della Santa Sede all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede.

Nel pomeriggio di ieri - ha detto Padre Lombardi - il Consiglio ha esaminato i risultati del lavoro della "Pontificia Commissione referente sull'Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA), in presenza del Presidente Dottor Joseph F.X. Zahra. Presente anche Monsignor Alfred Xuereb, che ha partecipato alla audizione di oggi, in qualità di delegato del Papa per l'Istituto per le Opere di Religione. Anche lunedì mattina Monsignor Alfred Xuereb aveva partecipato, allo stesso titolo, all'audizione dell'altra Commissione referente.

Questa mattina la giornata ha avuto inizio, come di consueto, alle ore 7:00, con la celebrazione della Santa Messa nella Cappella della Casa Santa Marta ed alle 9:30 sono cominciati i lavori nella stessa sala dove si sono tenuti ieri.

La riunione è stata dedicata all'audizione della "Pontificia Commissione referente competente per l'Istituto per le Opere di Religione" (IOR), istituita con Chirografo del 24 giugno 2013. Il Santo Padre ha istituito questa Commissione con l'obiettivo di meglio conoscere la posizione giuridica e le attività dell'Istituto per permettere una migliore armonizzazione dello IOR con la missione della Chiesa universale, nel più ampio contesto delle opportune riforme che dovranno interessare le istituzioni che collaborano con la Sede Apostolica. Principale obiettivo è quello di raccogliere informazioni sul funzionamento dell'Istituto e presentare i risultati al Pontefice.

Erano presenti il Cardinale Raffaele Farina, Presidente; il Cardinale Jean-Louis Tauran, Membro; il Vescovo Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, Coordinatore ed il Monsignor Peter Bryan Wells, Segretario. Mancava solo la Professoressa Mary Ann Glendon, che non risiede a Roma.

I membri della Commissione hanno esposto il lavoro compiuto in questi mesi ed hanno informato sulla realtà dell'Istituto, i problemi che deve affrontare, indicando possibili direttive per il suo rinnovamento. Non sono state prese decisioni. Uno dei punti chiave è stato quello della missione dello IOR, dal punto di vista dell'azione della Chiesa nel mondo e non solamente dal punto di vista dell'operatività economica.

Padre Lombardi ha precisato che occorre tener presente che gli obiettivi e l'azione delle due Commissioni sono distinti anche se entrambe sono presenti nella realtà della Santa Sede. Esse consentono al Santo Padre di avere una visione globale in vista della riorganizzazione delle strutture di governo della Chiesa.

Nel pomeriggio la riunione proseguirà e domani il Consiglio degli Otto Cardinali si riunirà con il Consiglio dei Quindici Cardinali. Per l'ampio numero di partecipanti, la riunione di mercoledì non si terrà nella Casa Santa Marta ma probabilmente nel Palazzo Apostolico.






 




2014-02-19 Radio Vaticana

Si è conclusa oggi la terza riunione del Consiglio degli otto cardinali, che dal 13 aprile scorso coadiuva il Papa nel governo della Chiesa universale e nello studio di un progetto di riforma della Curia Romana. Oggi pomeriggio anche l’incontro con i cardinali membri del Consiglio dei quindici porporati, che si occupa specificamente dei problemi economici e organizzativi della Santa Sede. E sull’incontro di stamani, in Sala Stampa vaticana il direttore, padre Federico Lombardi, ha tenuto il consueto briefing con i giornalisti.

Il servizio di Giancarlo La Vella:00:01:23:69

Il lavoro del Consiglio degli otto cardinali è continuato anche nel pomeriggio di ieri e si è concluso alla fine della mattinata odierna.

E’ stata quindi consegnata a Papa Francesco – ha detto padre Lombardi – una proposta di riforma:

“Il Consiglio degli Otto cardinali ha lavorato intensamente e ha preso, per parte sua, degli orientamenti che ha presentato al Santo Padre nei due campi di cui si è trattato: uno, l’insieme della struttura economico-organizzativa della Santa Sede, e lo Ior, che però è un argomento molto più specifico e limitato”.

Le due commissioni referenti, ascoltate dagli otto porporati, sulla struttura economico-organizzativa della Santa Sede e sullo Ior, verranno ascoltate anche oggi pomeriggio nel corso della riunione del Consiglio dei quindici cardinali, che si occupa in modo specifico dei problemi economici e organizzativi della Santa Sede.
Padre Lombardi ha poi definito i tempi del Concistoro sulla famiglia, che inizia domani mattina in Vaticano, con il saluto del cardinale decano, Angelo Sodano, poi l’intervento del Pontefice ai porporati. A seguire, la relazione introduttiva del cardinale Walter Kasper sul tema della famiglia.
Quindi, gli interventi liberi dei cardinali, sia per il pomeriggio che per il resto della mattina e il giorno successivo.

Il Consiglio degli otto cardinali continuerà a incontrarsi dal 28 al 30 aprile e dal primo al 4 luglio prossimi.














[Edited by Caterina63 2/19/2014 3:40 PM]
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  Consiglio di Cardinali: all'esame i Pontifici Consigli, la fine dei lavori nel 2015




Al via ieri 28 aprile 2014, in Vaticano le nuove riunioni del Consiglio di Cardinali, voluto dal Santo Padre per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana. Dopo gli incontri di ottobre e dicembre 2013 e del febbraio scorso, questa tornata si concluderà domani. Il servizio di Giada Aquilino:RealAudioMP3 

Agli appuntamenti di questo quarto incontro, Papa Francesco partecipa per la maggior parte del tempo, fatta eccezione per altri impegni di particolare importanza, come l’udienza ai reali di Spagna di ieri mattina, quella di stamani al presidente del Paraguay e l’udienza generale di domani.
Lo spiega una nota del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Oltre agli otto cardinali membri del Consiglio, è presente alle riunioni anche il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin. Ieri, il Consiglio ha ascoltato una relazione del presidente della Pontificia Commissione Referente di Studio e Indirizzo per gli Affari Economici ed Amministrativi della Santa Sede (COSEA), il prof. Joseph F.X. Zahra, a proposito di alcuni dei settori di attività da essa esaminati.

Dopo essersi occupati precedentemente delle Congregazioni della Curia Romana, i porporati stanno ora prendendo in esame i Pontifici Consigli, prima con riflessioni generali e poi singolarmente: è da prevedere, spiega ancora la nota, che nel corso di questo incontro "si possa completare una prima rassegna di considerazioni" su tali dicasteri.
La prossima riunione del Consiglio si terrà dal primo al quattro luglio: dato che il lavoro da compiere "è ancora molto", si precisa, "non bisogna attendersi che si concluda entro l’anno in corso, piuttosto nel successivo". Venerdì 2 maggio invece avrà luogo il primo incontro del nuovo Consiglio per l’Economia.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/29/consiglio_di_cardinali:_allesame_i_pontifici_consigli,_la_fine_dei/it1-794963 
del sito Radio Vaticana 






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  Comunicato: VI Riunione del XIII Consiglio Ordinario della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi

 

Il Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi si è riunito nei giorni 13 e 14 maggio 2014 per analizzare la prima bozza dell’Instrumentum laboris in vista della III Assemblea Generale Straordinaria. Martedì 13 il Consiglio è stato presieduto dal Santo Padre Francesco.

L’Eminentissimo Segretario Generale, Card. Lorenzo Baldisseri, nel dare il benvenuto al Santo Padre ha voluto esprimere gratitudine per la Lettera di Sua Santità del 1º aprile 2014, con la quale veniva conferito il carattere episcopale al Sotto-Segretario, l’Eccellentissimo Mons. Fabio Fabene, allo scopo di rinforzare ancora di più quella collegialità affettiva ed effettiva che è parte costitutiva del Sinodo dei Vescovi.

La bozza dell’Instrumentum laboris è stata opportunamente esaminata e sono stati inseriti i suggerimenti emersi durante la discussione.

Inoltre è stata presentata la nuova metodologia sinodale che sarà seguita durante lo svolgimento dell’Assemblea Generale Straordinaria.

Ai lavori delle due giornate, oltre ai Membri del Consiglio Ordinario, tra i quali il Relatore Generale, Sua Em.za Rev.ma Card. Péter Erdő, e il Segretario Speciale, Sua Ecc.za Rev. Mons. Bruno Forte, erano presenti gli Eminentissimi Cardinali André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris, e Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile (C.N.B.B.), invitati a partecipare, in quanto Presidenti Delegati insieme al Card. Luis Antonio G. Tagle, alla III Assemblea Generale Straordinaria.





Pietro e i dodici. La disputa sui poteri del sinodo

C'è chi lo vuole come supremo organo di governo della Chiesa, una specie di "concilio permanente". Ma il Vaticano II l'ha escluso. I cardinali Müller e Ruini spiegano perché, d'accordo con Ratzinger cardinale e papa 

di Sandro Magister




ROMA, 15 maggio 2014 – I due sinodi che sono in programma nell'ottobre di quest'anno e in quello dell'anno prossimo suscitano un'attesa febbrile non solo a motivo della materia che vi sarà discussa – la famiglia e in particolare la "vexata quaestio" della comunione ai divorziati risposati – ma anche in previsione del loro funzionamento.

Già alcune novità rispetto ai sinodi precedenti sono state introdotte:

> Un sinodo come Francesco comanda

Ma c'è la diffusa attesa che, di novità, ne potrebbero arrivare altre e più di sostanza. Sull'onda del proposito di Francesco di associare al primato papale nel governo della Chiesa una più effettiva collegialità episcopale.

Emblematiche di questa attesa sono ad esempio le proposte di rafforzamento dell'istituto sinodale avanzate sulla rivista "Il Regno" da Enrico Morini, docente di storia e istituzioni della Chiesa ortodossa nell'università statale di Bologna e nella facoltà teologica dell'Emilia Romagna, presidente della commissione per l'ecumenismo dell'arcidiocesi bolognese:

> Primazialità e collegialità

La proposta di Morini è così articolata:

"Un primo punto è rappresentato dalla trasformazione del sinodo dei vescovi, previsto dal motu proprio 'Apostolica sollicitudo' di papa Paolo VI del 15 settembre 1965, in un’assemblea non solo consultiva ma deliberativa.

"Il secondo punto è rappresentato dalla composizione di questo sinodo episcopale, che diventerebbe il supremo organo di governo della Chiesa latina (cioè, in termini divenuti oggi purtroppo desueti, del patriarcato di Roma). Costituito da rappresentanti di tutte le conferenze episcopali nazionali e da tutti i cardinali in carica, vi dovrebbero partecipare solo vescovi di rito latino: infatti il supremo organo di governo della Chiesa universale, al quale partecipano i vescovi di tutti i riti, è il concilio ecumenico. Nel frattempo però i temi previsti per la discussione potrebbero essere contestualmente presentati all’esame dei sinodi delle Chiese orientali cattoliche.

"Il Sinodo dei vescovi dovrebbe essere convocato dal papa, che lo presiede personalmente, ordinariamente ogni due o tre anni. Ogni riunione del sinodo episcopale dovrebbe esprimere per elezione un consiglio permanente di 12 vescovi, tutti cardinali, da affiancare al papa nel governo ordinario della Chiesa, costituendo un 'sinodo permanente' fornito, sotto la presidenza primaziale del papa, di potere decisionale, da convocare ogni due o tre mesi e da rinnovare alla successiva seduta del sinodo, riservando al papa il diritto di veto a salvaguardia della sua primazialità".

A parere di Morini, questo rafforzamento del ruolo del sinodo dovrebbe influire anche sul meccanismo dell'elezione del papa.

Questa elezione dovrebbe continuare a spettare ai soli cardinali, in rappresentanza simbolica del clero romano, con esclusione dei patriarchi cattolici orientali. Ma gli elettori sarebbero tenuti a scegliere il nuovo papa tra i 12 componenti del consiglio permanente del sinodo.

Commenta Morini:

"In questo modo il sinodo dei vescovi, oltre che organo di governo della Chiesa latina, diventerebbe anche una forma di pre-conclave, scegliendo, dal suo interno, quei 12 porporati, costituenti il 'sinodo permanente', che potrebbero essere comunque sostituiti o confermati alla successiva sessione sinodale".

*

Contro questa ed altre analoghe proposte di rafforzamento del sinodo si è però espresso il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede.

L'ha fatto il 29 aprile presentando a  Roma un volume che raccoglie tutti gli interventi di Joseph Ratzinger, cardinale e papa, riguardanti l'istituto sinodale.

"Il sinodo dei vescovi – ha detto Müller – non ha una funzione sostitutiva o surrogativa né del papa né del collegio dei vescovi". E quindi " si comprende perché abbia essenzialmente e normalmente una funzione consultiva e non anzitutto deliberativa".

Ma neppure – ha aggiunto – il sinodo può essere assimilato a un "concilio permanente" né tanto meno sostituire un concilio ecumenico:

"Il sinodo, per sua natura, non può divenire un organismo stabile di governo della Chiesa, retto da principi simili a quelli che regolano molte democrazie o istituzioni politiche. A testimonianza di ciò, va rilevato come non la maggioranza, bensì il 'consensus' tendente all’unanimità è infatti 'in ecclesia' il criterio fondamentale con cui si prendono decisioni, tanto nel sinodo come in ogni altra eminente assemblea ecclesiale. […] Se così non fosse, non la verità e la fede, bensì la politica e le lobby dominerebbero la genesi delle decisioni ecclesiali".

È facile prevedere che questa esigenza di un consenso quasi unanime sarà fatta valere nel corso dei prossimi sinodi contro chi vorrà consentire l'accesso alla comunione dei divorziati risposati: innovazione che tra i cardinali ha già fin d'ora dei sostenitori agguerriti, però molto lontani dallo sfiorare l'unanimità.

*

Oltre al cardinale Müller, alla presentazione del volume con i testi di Ratzinger riguardanti il sinodo è intervenuto anche il cardinale Camillo Ruini.

Il quale si è soffermato soprattutto su un testo letto da Ratzinger in una riunione a porte chiuse del 1983, fino a ieri poco noto, molto netto nell'escludere l'attribuzione al sinodo di poteri di governo propri, sulla Chiesa universale.

"Infatti – argomentò Ratzinger in quella occasione – la suprema autorità su tutta la Chiesa, di cui gode il collegio [dei vescovi] unito al papa, secondo la dottrina del Vaticano II può essere esercitata solo in due modi: in modo solenne nel concilio ecumenico oppure con un atto comune dei vescovi sparsi su tutta la terra (Lumen gentium, 22)".

Ma il sinodo non è né l'uno né l'altro. Quindi, anche qualora al sinodo fossero attribuiti poteri deliberativi, ciò accadrebbe solo per delega del papa.

Non solo. "Ciò che vale per il sinodo vale ugualmente per strutture permanenti come la segreteria del sinodo o il suo consiglio. Esse, 'a fortiori', ricevono la loro autorità dal papa e i loro atti non possono essere definiti propriamente collegiali".

Ecco qui di seguito il passaggio dell'intervento del cardinale Ruini riguardante le posizioni di Ratzinger sui poteri del sinodo dei vescovi.

__________



IL SINODO SECONDO RATZINGER

di Camillo Ruini



Mi soffermo su un testo di Joseph Ratzinger che è la relazione su natura, scopi e metodi del sinodo dei vescovi da lui svolta nella riunione del consiglio della segreteria del sinodo del 26-30 aprile 1983, in vista del sinodo straordinario del 1985 a vent’anni dal Vaticano II.

Ratzinger anzitutto esamina accuratamente il sinodo dei vescovi come è configurato nel nuovo codice di diritto canonico, promulgato il 25 gennaio 1983. La sua è un’analisi giuridica ma anche teologica e dal confronto tra questi due tipi di approccio emergono delle indicazioni molto importanti.

Teologicamente il sinodo è collegato con la dottrina della collegialità, che a sua volta è intimamente connessa con la responsabilità della Chiesa verso il mondo.

Sotto il profilo giuridico il sinodo dipende strettamente dall’autorità del papa, sia quando lo aiuta con i suoi consigli sia quando, per delega papale, cioè per partecipazione di autorità concessa dal papa, esprime in certi casi un voto deliberativo. 

Questa dicotomia tra il “luogo” giuridico e il “luogo” teologico e pastorale del sinodo sembra derivare dalla natura dell’autorità del collegio dei vescovi. Infatti la suprema autorità su tutta la Chiesa, di cui gode il collegio unito al papa, secondo la dottrina del Vaticano II può essere esercitata solo in due modi: in modo solenne nel concilio ecumenico oppure con un atto comune dei vescovi sparsi su tutta la terra (Lumen gentium, 22).

Secondo la tradizione cattolica sia orientale che occidentale non si può concepire invece che i vescovi possano concedere e delegare ad alcuni vescovi da loro scelti questa facoltà partecipativa al governo della Chiesa universale. Il motivo è la natura ecclesiologica del collegio dei vescovi, che non risiede nella possibilità di costituire per delega il governo centrale della Chiesa, bensì nella verità che la Chiesa è un corpo vivente, che si edifica con cellule vive.

Pertanto i vescovi sono partecipi del governo della Chiesa universale mediante la cura di una determinata Chiesa particolare, nella quale tutta la Chiesa è presente, cosicché la vita della stessa Chiesa particolare costituisce, a suo modo, tutta la struttura organica della Chiesa.

Per questa ragione di fondo il sinodo dei vescovi, che non è il concilio ecumenico né un atto di tutti i vescovi sparsi nel mondo, giuridicamente non sembra potersi costituire se non in rapporto all’ufficio del papa. Teologicamente invece, e secondo la sua portata pastorale, il sinodo ha il compito di favorire il collegamento tra il papa e il collegio dei vescovi.

*

Nella seconda parte della sua relazione il cardinale Ratzinger prende in esame le questioni, che già allora si ponevano, di riforma del sinodo dei vescovi, qualificando modestamente le sue valutazioni e proposte come “personali opinioni”.

Osserva anzitutto che il rimedio più semplice ed efficace per eliminare le frustrazioni ricorrenti nel sinodo a molti sembra consistere nella concessione abituale, e non solo occasionale, del voto deliberativo.

Non condivide però questa proposta, in primo luogo per il motivo teologico già esposto: il voto deliberativo riguarderebbe l’autorità papale, sarebbe cioè una delega del papa, “e non potrebbe essere affatto definito come atto collegiale”. In questo modo il voto deliberativo non è escluso ma ne sono delimitati esattamente la portata e il significato.

Ciò che vale per il sinodo dei vescovi vale ugualmente per strutture permanenti come la segreteria del sinodo o il suo consiglio. Esse, 'a fortiori', ricevono la loro autorità dal papa e i loro atti non possono essere definiti propriamente collegiali. Tutto ciò non toglie, precisa Ratzinger, che il sinodo dei vescovi rientri ad altro titolo nella collegialità, in quanto favorisce la “reciprocità”, l’unione e la compenetrazione reciproca tra il papa, che è anzitutto vescovo della Chiesa particolare di Roma, e gli altri vescovi con le loro Chiese particolari. 

Un’altra osservazione del cardinale Ratzinger che mi sembra molto importante è quella secondo la quale, nel governo della Chiesa, se si vuole fare troppo si finisce con il resistere alla guida dello Spirito Santo, opponendo le nostre opere ai suoi doni e ostacolando il tempo della maturazione e di una tranquilla evoluzione. Spesso l’attività malsana è una ricerca di giustificazione per mezzo delle proprie opere, che fa dimenticare la profonda verità della parabola evangelica del seme che spunta e cresce all’insaputa di colui che lo ha seminato (Mc 4, 26-28).

Quanto alla libertà che deve giustamente caratterizzare la discussione nel sinodo dei vescovi, Ratzinger nota in primo luogo che, evidentemente, non si può mettere in dubbio la fede della Chiesa, ma ci si può interrogare riguardo alle espressioni – non solo verbali, ma in vari modi reali – adeguate della fede e al modo in cui la fede si può spiegare, maturare, approfondire.

Inoltre, i documenti del sommo pontefice che trattano autenticamente, anche se non infallibilmente, materie di fede non sembrano poter essere oggetto di discussione sinodale, perché l’autorità del sinodo proviene da quella del papa.

Anche il concilio ecumenico, del resto, non ha alcuna autorità opposta a quella del suo capo. Ma è ovvio che ci si può domandare in che modo, della dottrina presente in quei documenti, si possa dare una migliore spiegazione e una più profonda esposizione, senza alterarne il contenuto.

Diverso è il caso dei documenti delle congregazioni romane approvati dal papa solo in forma semplice: non sembra da escludere che siano discussi nel sinodo dei vescovi, supremo consiglio che favorisce “la stretta unione tra il romano pontefice e i vescovi” (can. 342).

Riguardo al metodo di lavoro – fa notare Ratzinger – si ha purtroppo  l’impressione di assistere a una serie di discorsi preparati in anticipo, privi di veri spunti di discussione, con un’esposizione abbastanza generica e disarticolata, che finisce inevitabilmente con il provocare un senso di stanchezza nei padri sinodali, che non vedono in tutto questo alcun progresso nella ricerca della verità.

Per rimediare a ciò Ratzinger esclude nettamente le proposte che vorrebbero obbligare i membri del sinodo ad attenersi alle deliberazioni delle conferenze episcopali che li hanno eletti. Il dibattito sinodale sarebbe infatti ancor più disarticolato e non si potrebbe arrivare a conclusioni comuni, perché nessuno potrebbe derogare dalla linea di cui sarebbe tenuto a farsi portatore. Per una soluzione positiva del problema del metodo di lavoro, che rimedi alle carenze denunciate, mi sembra però che anche in questo testo del cardinale Ratzinger vi siano scarse indicazioni.

Il cardinale richiama poi la responsabilità personale dei vescovi che partecipano al sinodo – non delegabile a degli esperti – e sottolinea come, affinché la loro rappresentanza sacramentale delle Chiese particolari diventi rappresentanza reale, occorra che le stesse Chiese particolari svolgano un ruolo nella preparazione e nell’applicazione del sinodo, che non deve essere vissuto da esse solo come un momento di discussione e consiglio, ma come un atteggiamento spirituale e una realtà spirituale. 

Contro la tendenza a parlare molto e a vivere poco, oggi purtroppo abbastanza diffusa, rimangono decisive le parole di San Cipriano: “Non diciamo cose grandi, ma le viviamo” (De bono patientiae, 3). La Chiesa infatti, per sua natura, non è un consiglio, o concilio, permanente ma è una comunione e il consiglio deve servire la comunione. 

Sembra infine “strettamente necessario”, afferma Ratzinger, che “la voce della Chiesa universale attraverso il sinodo si alzi nell’unità e nella forza dell’unità sui grandi problemi del nostro tempo”.

Per non rendere troppo complesso il mio intervento ho tralasciato varie altre osservazioni che il cardinale Ratzinger fa in questa relazione del 1983 ma che rimangono attuali anche oggi.
    
Termino con un riferimento ai due sinodi che si celebreranno nell’autunno del corrente e del prossimo anno. Penso che la relazione di Ratzinger su natura, scopi e metodi del sinodo dei vescovi possa essere di notevole aiuto per il felice esito di questi due importantissimi sinodi.

__________


Il libro:

N. Eterovic, "Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e il Sinodo dei Vescovi", Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2014, pp. 554, euro 34,00.

__________


Gli ultimi tre precedenti servizi di www.chiesa:

12.5.2014
> Sulla comunione ai risposati, una lettera dal Bangladesh
Ne è autore un missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano. Che scrive: "Se si procede sulla strada tracciata dal cardinale Kasper si faranno dei grossi danni"



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  Cei affida ancora al Papa nomina presidente. Intervista a mons. Seccia

Il discorso del Papa all'Assemblea generale della Cei

22/05/2014

Sarà ancora il Papa a nominare il presidente della Conferenza episcopale italiana. La decisione è stata votata dall’Assemblea della Cei, riunita da lunedì in Vaticano, impegnata nella riforma del proprio Statuto. Il servizio di Roberta Gisotti

 

In molti attendevano una svolta nella Chiesa italiana, l’unica al mondo che affida al Papa, vescovo di Roma e Primate d’Italia la nomina del proprio presidente. “Un legame unico – difeso dal cardinale Bagnasco, presidente della Cei - che deve essere – ha ribadito - valorizzato ed espresso”. Per questo – ha spiegato –  “abbiamo escluso la votazione diretta” ma “saranno presentati al Santo Padre i tre confratelli maggiormente votati, a lui resta poi la libertà di scelta”. Una soluzione mediata, tenuto conto dell’appello rivolto dal cardinale Marc Oullet, prefetto della Congregazione dei vescovi, “di non abbassare il livello spirituale” dell’Assemblea “a un gioco di fazioni, di polarizzazioni e di politica”. “Per arrivare a una decisioni comune – aveva detto – ognuno deve essere disposto all’accoglienza e alla condivisione anche a prezzo di qualche concessione o rinuncia affinché regni l’unità”. Lo stesso Papa Francesco aprendo i lavori dell’Assemblea aveva raccomandato ai vescovi di ricercare la comunione e di rifuggire da “tentazioni”, “chiacchiere”, “mezze verità”, “bugie” “lamentele”. Ma come è stato raccolto questo monito? Mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo:

R. – Io l’ho accolto molto positivamente, perché è ciò di cui abbiamo bisogno: guardare la realtà, guardare il contesto sociale, politico, ecclesiale nel quale ci troviamo ed operare il discernimento. Quale iniziativa può promuovere di più il bene comune? Perché se continuiamo a guardarci o a confrontarci in un modo semplicemente polemico o a vedere le cose che non vanno, non andiamo da nessuna parte. E’ il momento in cui dobbiamo costruire tutti insieme. E’ quello che io dico ai miei preti, ai catechisti, perché è gente di buona volontà, e di battezzati, che si impegnano giorno per giorno, ce ne sono tanti.

D. – Il Papa ha parlato anche di sacerdoti spesso provati e scoraggiati...

R. – Esatto. E difatti il mio impegno è proprio quello di tenere insieme i sacerdoti con uno spirito di comunione; comunione non simbolica, quella reale, in fondo, che noi sperimentiamo dal vivo nell’Eucaristia. Se questo non si traduce in un’esperienza di vita nella relazione a tu per tu, sia tra noi sacerdoti che con il popolo di Dio, la comunione rimane una parola vuota.

D. – Avvertite una responsabilità particolare, in questo periodo storico dell’Italia così travagliato?

R. – Sì, riguardo l’Italia la situazione è, potrei dire, veramente drammatica, ma siamo, proprio per questo, ancora più coinvolti. La Chiesa, infatti, e quindi le comunità ecclesiali, possono dare, devono dare quel contributo sociale di cui l’Italia oggi ha bisogno. Se come Chiesa ci lasciamo andare unicamente alla denuncia, che a volte è pure necessaria, non andiamo da nessuna parte; occorre essere, invece, collaboratori della costruzione del bene, perché l’esigenza del bene è notevole oggi. Non poche volte mi capita di dire, che noi dobbiamo rendere conto al Padre Eterno del tempo nel quale stiamo vivendo, non del passato e non del futuro. Oggi riceviamo degli input e a questi input dobbiamo rispondere e dobbiamo rispondere con la nostra stessa testimonianza e il nostro servizio.


  intervista di Radio vaticana anche a mons. Bagnasco

"Il Santo Padre ci ha chiesto di rivedere alcuni punti dello Statuto della Cei, e questa per noi è stata una grande opportunità, una grande grazia di cui gli siamo molto grati. Abbiamo concluso questo lavoro e lo presenteremo poi alla Santa Sede – innanzitutto al Santo Padre e poi alla Santa Sede – per la debita recognitio, cioè la revisione e l’approvazione definitiva". 

Si è deciso di votare una terna di nomi, scelti a maggioranza dai vescovi italiani da presentare poi al Papa

… "E’ questa la decisione conclusiva, dopo la nostra riflessione collegiale, che salvaguarda, che riconosce, da una parte il peculiare e unico legame dei vescovi italiani con il Santo Padre che è il vescovo di Roma e quindi partecipa a titolo specialissimo al corpo episcopale italiano; dall’altra parte, esprime una partecipazione da parte dell’intero episcopato alla nomina del suo presidente, attraverso questa modalità della terna: i tre nominativi dei vescovi che raggiungeranno la maggioranza assoluta saranno presentati al Santo Padre". Il 50 per cento + 1 dei vescovi che sono in servizio …"Sono norme precise del Codice, per cui attualmente solo i vescovi diocesani e equiparati, quindi quelli che sono titolari delle proprie diocesi".

 

Che tempi si prevedono per il voto? 
"Questo dipenderà dalla Santa Sede, dal Santo Padre … In questi prossimi giorni porterò, appunto, i testi definitivi degli emendamenti approvati in assemblea, e saranno sottoposti agli organismi vaticani dopo il Santo Padre, per la recognitio e l’approvazione. E poi, l’efficacia dipenderà da quello che ci sarà detto. Quindi, non sappiamo, questo …" La società italiana sta cambiando. I vescovi italiani e la Cei come guardano ai cambiamenti della società? "Per quanto riguarda il tema della famiglia, l’episcopato italiano ha sempre avuto una grandissima attenzione che vogliamo non solo continuare ma migliorare ulteriormente, soprattutto alla luce dei cambiamenti epocali che toccano anche la famiglia, alla luce di quella dittatura del pensiero unico di cui ha parlato il Santo Padre: l’ha definita così proprio nel colloquio che c’è stato dopo il suo discorso ufficiale". 

Molti di questi temi sono oggetto di un dibattito culturale e politico, proprioin vista delle elezioni europee 

"I vescovi hanno approvato un messaggio, ed è un grande incoraggiamento a non sfiduciarsi e a non sfiduciare. Dobbiamo incoraggiare il popolo italiano, tutti quanti, perché non cedano alla sfiducia e alla disperazione: né verso la politica in generale, con tutte le difficoltà, né verso il mondo imprenditoriale, lavorativo, economico. C’è anche un richiamo all’Europa e un invito a partecipare attivamente, perché se ci si mette in banchina, poi non ci si può lamentare …" Anche se non condivisibili, c’è in qualche modo la possibilità di comprendere i populismi europei? "Credo che il realismo non sia mai populismo. Quindi, dobbiamo crescere nel realismo, nella verità delle cose. Il populismo direi che di per sé è tutta un’altra cosa".








[Edited by Caterina63 5/23/2014 5:39 PM]
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  Quinta riunione di Papa Francesco con il Consiglio di cardinali

2014-07-01 Radio Vaticana

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Ha avuto inizio questa mattina la quinta riunione di Papa Francesco con il "Consiglio di Cardinali", voluto dal Santo Padre per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione ApostolicaPastor bonus sulla Curia Romana. I lavori, informa la Sala Stampa vaticana, proseguiranno fino a venerdì 4 luglio.






I precedenti incontri del Consiglio hanno avuto luogo nei giorni: 1-3 ottobre 2013, 3-5 dicembre 2013, 17-19 febbraio 2014 e 28-30 aprile 2014.





QUINTA RIUNIONE DEL "CONSIGLIO DI CARDINALI"

Città del Vaticano, 2 luglio 2014 (VIS). Il Consiglio di Cardinali, secondo il programma, è riunito da martedì mattina, 1° luglio, alla Domus Santa Marta

Il Papa partecipa a tutte le riunioni, anche oggi, mercoledì mattina, essendo sospese nel mese di luglio le Udienze generali, ha partecipato all'intera riunione.

Il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, è presente regolarmente alle riunioni, poiché il Santo Padre ha stabilito che partecipi a pieno titolo come gli altri membri del Consiglio, che a questo punto ha nove membri.

Nella giornata di martedì e nella mattinata di mercoledì sono stati affrontati tre temi principali: la presentazione di questioni attinenti il Governatorato, da parte del Cardinale Bertello, e la presentazione relativa alla Segreteria di Stato, da parte del Cardinale Parolin.

È stata approfondita la questione del nuovo assetto dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR). Su questo tema hanno partecipato alle riunioni, in due tempi, anche i Cardinali membri della Commissione cardinalizia di vigilanza presenti a Roma (Santos Abril y Castelló, Thomas Collins, Jean-Louis Tauran, oltre a Pietro Parolin).

A proposito delle notizie e domande circolate sulla stampa in questi ultimi giorni, il Direttore della Sala Stampa, Padre Federico Lombardi, S.I., ha fatto la seguente dichiarazione:

"Lo IOR si trova in un tempo di transizione e di sviluppo naturale e sereno. Il contributo del presidente Ernst von Freyberg continua ad essere profondamente apprezzato e valutato molto positivamente. Ulteriori chiarificazioni sono possibili, anzi verosimili, la settimana prossima, dopo l'incontro del Consiglio per l'Economia, che avrà luogo sabato".

Il Direttore ha poi spiegato concisamente l'ordine del giorno del prossimo Consiglio dell'Economia, che tratterà degli Statuti, del programma di lavoro per il futuro, e sarà informato sugli sviluppi relativi allo IOR e - da parte della Prefettura per gli Affari economici - sul bilancio 2013 e il bilancio di previsione del 2014.

Il Direttore ha anche annunciato che si può prevedere nella settimana prossima una Conferenza stampa di rilievo su vari argomenti attinenti l'ambito delle competenze del Consiglio e della Segreteria per l'Economia, fra cui anche lo IOR.

Il Consiglio continua ora le sue riunioni riprendendo in considerazione e sviluppando sistematicamente le riflessioni già compiute nella prima tornata di studio e riflessione sui diversi organismi della Curia Romana.








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Riunione C9: formulata bozza Introduzione Costituzione

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2014-09-17 Radio Vaticana

Si conclude oggi la sesta riunione del Consiglio dei nove cardinali, voluto da Papa Francesco per aiutarlo nel governo della Chiesa e la riforma della Curia romana. Sull’importante riunione di tre giorni, si è tenuto in Sala Stampa un briefing di padre Federico Lombardi. Il servizio diAlessandro Gisotti:

Il Consiglio dei 9 cardinali ha steso una bozza di Introduzione per la nuova Costituzione apostolica. E’ quanto riferito da padre Federico Lombardi che ha sottolineato come i lavori dell’organismo voluto da Francesco stiano dando i suoi primi frutti dopo una fase di studio e verifica dei dicasteri. Anche in questa riunione, il Papa ha sempre partecipato ai lavori tranne, ovviamente, nel tempo occupato dall’udienza generale. Le considerazioni di questi giorni, ha affermato il portavoce vaticano, si sono concentrati “intorno a due fuochi principali”: il primo comprende “i temi del laicato e della famiglia”; il secondo “i temi della giustizia e della pace, della carità” coma anche dei migranti, dell’ecologia e della tutela della vita. Si tratta, ha soggiunto, di capire come strutturare il governo della Chiesa per dare indicazioni e orientamenti su questi organismi.

Il cardinale Rodriguez Maradiaga, coordinatore del Consiglio, ha poi detto padre Lombardi, “per dare maggiore speditezza a questa nuova fase dei lavori, ha preparato uno schema complessivo, per facilitare l’organizzazione dei contributi e delle riflessioni già compiute nelle riunioni precedenti e l’integrazione di quelli nuovi”. L’auspicio è che con le prossime riunioni del Consiglio (9-11 dicembre prossimo e 9-11 febbraio 2015) la Bozza della nuova Costituzione “giunga ad uno stadio avanzato di maturazione, così da rendere possibili le ulteriori considerazioni che il Papa voglia compiere”. Padre Federico Lombardi ha quindi annunciato il primo incontro della Commissione varata per la riforma dei media vaticani:

“Questa commissione si riunisce per una prima sessione nei giorni 22-24 della prossima settimana, quindi ha una prima riunione a Santa Marta con la presidenza di Lord Patten e il segretario, mons. Tighe. Si tratta della prima riunione, quindi c’è da mettere sul tavolo le informazioni, le basi di informazione comune su cui poi la Commissione deve lavorare; c’è da elaborare un piano di lavoro e un metodo per lavorare … Quindi è proprio un po’ una riunione costitutiva e di avvio del lavoro della Commissione”.

Il 4 e 5 ottobre, ha aggiunto padre Lombardi, sarà invece la volta della riunione della Commissione voluta dal Papa per la tutela dei minori:

“In concomitanza di questa riunione possiamo aspettarci la precisazione di ulteriori elemento importanti: quindi, la precisazione degli Statuti, di altri membri che si era detto avrebbero dovuto integrare il primo nucleo dei membri, e così via. Quindi ai primi di ottobre sapete che c’è questa nuova riunione della Commissione e che, in quel contesto, avremo anche ulteriori sviluppi di questa istituzione”.

(Dalla Radio Vaticana)
 
 


  e dal VIS

Perciò in questa riunione il Consiglio dei Cardinali ha ripreso il lavoro occupandosi degli altri Dicasteri. Nel frattempo erano stati preparati numerosi contributi da parte dei diversi cardinali consiglieri sui vari argomenti di loro competenza, che sono stati proposti o presentati al Consiglio. Le considerazioni di questi giorni si sono concentrate intorno a due 'fuochi' principali.

 

Il primo comprende i temi del laicato e della famiglia. Èun campo molto ampio, che abbraccia molti argomenti, a titolo puramente esemplificativo le tematiche della donna nella società e nella Chiesa, della gioventù, dell’infanzia, oppure quelle delle associazioni e dei movimenti laicali, e così via.

 

Il secondo comprende i temi della giustizia e della pace, della carità, dei migranti dei profughi e rifugiati, della salute, della tutela della vita e dell’ecologia, in particolare l’ecologia umana

Come si vede si tratta di molte delle grandi tematiche di competenza dei Pontifici Consigli attuali e di come affrontarle in modo coordinato e integrato.

Il Consiglio di Cardinali – come sappiamo – non prende decisioni, ma formula proposte per il Papa. E certamente il Papa intende approfondire la consultazione, anche per quanto riguarda i diversi Dicasteri, coinvolgendone i responsabili. Quindi le proposte del Consiglio vengono ulteriormente studiate, e si può prevedere che il Papa ne parli, ad esempio, nelle riunioni con i Capi Dicastero, che vengono regolarmente convocate, e che certo vi saranno anche nei prossimi mesi.

È stata anche formulata e condivisa una Bozza di Introduzione per la nuova Costituzione.

 

Il Cardinale Maradiaga, coordinatore, per dare maggiore speditezza a questa nuova fase dei lavori, ha preparato uno schema complessivo, per facilitare l’organizzazione dei contributi e delle riflessioni già compiute nelle riunioni precedenti e l’integrazione di quelli nuovi.

Si può pensare che con le due prossime riunioni del Consiglio (9-11 dicembre 2014; 9-11 febbraio 2015) la Bozza della nuova Costituzione giunga ad uno stadio avanzato di maturazione, così da rendere possibili le ulteriori consultazioni che il Papa voglia compiere".

Per quanto riguarda la Commissione per la tutela dei minori, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha ricordato che: "Nei giorni scorsi è stata pubblicata la nomina del Segretario (Monsignor Robert Oliver). In queste prossime settimane - ha spiegato Padre Lombardi - verranno precisati altri aspetti molto importanti, circa gli Statuti e i membri ulteriori della Commissione. Si può prevedere che vengano definiti in concomitanza con la prossima riunione della Commissione stessa, ai primi di Ottobre (4-5)".

"Per quanto riguarda la Commissione sui media vaticani - ha concluso Padre Lombardi -, presieduta da Lord Chris Patten, terrà la sua prima riunione nei giorni 22-24 settembre prossimi a Santa Marta. Trattandosi della prima riunione, sarà dedicata fondamentalmente a fare il quadro della base comune di informazione necessaria per il lavoro dei membri (diversi dei quali sono esterni al mondo vaticano), alla programmazione del lavoro da compiere nei prossimi mesi e al metodo da seguire. Sarà la Commissione stessa, in questa prima riunione, a stabilire la propria strategia di comunicazione. Perciò non sono da attendersi interviste o comunicazioni prima della riunione stessa".














[Edited by Caterina63 9/17/2014 6:59 PM]
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Papa incontra i capi dicastero su riforma della Curia Romana




Papa Francesco con i capi dicastero della Curia Romana - OSS_ROM





24/11/2014 02:10



Tre ore di incontro, tra le 9.30 e le 12.30, per parlare delle proposte di riforma della Curia Romana allo studio del Consiglio di cardinali, il cosiddetto “C9”. È quello avvenuto stamattina in Vaticano tra Papa Francesco e i capi dicastero, ovvero i prefetti e i presidenti di Congregazioni o Pontifici Consigli.


Nel ricordare ai media che questo tipo di incontri hanno cadenza periodica all’incirca semestrale, il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, ha riferito che il segretario del C9, il vescovo Marcello Semeraro, ha tenuto una breve presentazione degli argomenti del Consiglio. Subito dopo, tutti i presenti hanno espresso il proprio parere in merito, che sarà tenuto in conto nel prosieguo dei lavori del C9, la cui prossima riunione è fissata per il 9, 10 e 11 dicembre prossimi. (A.D.C.)





Si conclude oggi - 11.12.2014 - la settima riunione del Consiglio dei nove Cardinali consiglieri, iniziata martedì scorso. Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha fatto il punto in un briefing. Padre Lombardi ha anche annunciato che il 14 e il 15 febbraio si terrà un Concistoro per la creazione di nuovi cardinali. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

La sessione di incontri dei nove cardinali, alla quale partecipa Papa Francesco, si conclude questa sera. Al centro dei lavori, le osservazioni fatte in occasione della riunione dei capi dicastero dello scorso 24 novembre. Tra queste, i criteri generali che ispirano il lavoro della riforma della Curia e proposte particolari, tra cui la riorganizzazione e l’accorpamento di alcuni Pontifici Consigli. Un altro dei temi toccati riguarda la Commissione per la tutela dei minori. I membri della Commissione – ha detto padre Lombardi - saranno probabilmente 18 per garantire una rappresentanza culturalmente e geograficamente ampia. Il direttore della Sala Stampa ha poi annunciato che la prossima plenaria del Consiglio dei nove cardinali si terrà dal 9 all’11 febbraio. In quell’occasione verrà fatta una rilettura complessiva dello stato attuale di formulazione degli orientamenti e delle proposte per la riforma della Curia in modo tale da poterle presentare al Concistoro del Collegio dei cardinali, in programma il 12 e il 13 febbraio prossimi. Quindi padre Lombardi ha annunciato un altro importante appuntamento:

“Ho chiesto esplicitamente al Santo Padre stamattina e mi ha detto di poter dire che nei giorni successivi ancora - 14 e 15 – possiamo prevedere anche un nuovo Concistoro per la creazione di nuovi cardinali”.

Rispondendo ad una domanda di un giornalista sui nuovi cardinali, padre Lombardi ha infine aggiunto:

“Per quanto riguarda i nuovi cardinali, come sappiamo, dipende dal Papa dire quando lo riterrà opportuno, quando avrà deciso. L’uso tradizionale è che sia circa un mese prima. Quali saranno i nomi ce lo dirà il Papa, quando lo riterrà opportuno”.





Riforma Curia: ottava riunione del Papa con il Consiglio di Cardinali

L'incontro del Papa con il Consiglio di Cardinali - OSS_ROM

09/02/2015

 

È iniziata questa mattina, alla presenza di Papa Francesco, l’ottava riunione del Consiglio di Cardinali, il cosiddetto C-9, impegnato sul progetto di riforma della Curia. I lavori dureranno fino a mercoledì 11 febbraio. Nei giorni seguenti, giovedì 12 e venerdì 13 febbraio, nell’Aula del Sinodo, avrà luogo il Concistoro del Collegio cardinalizio.

Sabato 14 febbraio, alle 11.00 nella Basilica Vaticana, il Papa presiederà il Concistoro ordinario pubblico per la creazione di 20 nuovi cardinali. Al termine del rito, Francesco terrà anche un Concistoro per la canonizzazione di tre Beate. Domenica 15 febbraio, alle 10.00 nella Basilica Vaticana, il Pontefice presiederà la Messa con i nuovi porporati.




Nuova Curia, slitta di un anno la riforma del Papa

di Matteo Matzuzzi10-02-2015

Papa Francesco parla alla Curia di Roma

Servirà un altro anno di lavoro, riunioni e consultazioni prima che la riforma della Curia romana possa vedere la luce. E questo nonostante nei prossimi giorni il progetto sarà portato all’attenzione dei cardinali riuniti in Concistoro. È stato il Papa in persona a chiarirlo in una recente intervista, mostrandosi più prudente del coordinatore del C9, il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, che aveva pronosticato un varo della nuova governance già per quest’anno.  

A spiegare che ci vorrà ancora del tempo è stato il segretario del gruppo di lavoro, il vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro, in un’intervista a Famiglia Cristiana: «Non penso però che si vada molto più in là dell’inizio del 2016. Il lavoro è cominciato, fittissimo, dall’aprile del 2013 e abbiamo già programmato tutti gli incontri del 2015. Il consenso c’è e sarà poi il Papa, naturalmente, ad avere l’ultima parola». Nulla vieta, a ogni modo, che in attesa della nuova costituzione apostolica si possa procedere ad accorpamenti o alla creazione di nuovi organismi, come accaduto un anno fa con l’istituzione della Segreteria per l’Economia. Sul fatto che ci sia consenso sulla necessità di aggiornare ai tempi correnti un sistema di governo risalente alla fine degli anni Ottanta – e che riprendeva in gran parte l’orientamento dato alla curia da Paolo VI negli anni Sessanta – non v’è dubbio. I problemi insorgono quando si tratta di valutare come cambiare la curia.  

Monsignor Semeraro ha ricordato che le «novità sono già state annunciate nell’incontro di fine novembre con i capi dicastero e riguardano fondamentalmente l’idea di far convogliare alcuni Pontifici consigli attorno a due grandi poli: laici-famiglia-vita il primo, carità-giustizia-pace il secondo». Proprio nella riunione con i capi dicastero dello scorso novembre, diversi sono stati gli appunti mossi alla sintesi sullo stato dei lavori presentata dal segretario del C9. Più d’un prelato ha, infatti, contestato un piano che rischia di tagliare uffici e Pontifici consigli per accorparli ad altri, non facendo altro che sommare competenze eliminando le peculiarità che oggi contraddistinguono i presenti organismi. Poco gradita risulta essere a molti l’idea di istituire una Congregazione Giustizia e Carità (ma anche sul nome non c’è accordo, dal momento che c’è chi vorrebbe porre più l’accento sulla Pace o sulla Carità rispetto alla Giustizia) dove finirebbero anche i compiti oggi affidati a Cor Unum (il cui ex presidente, il cardinale Robert Sarah non è stato rimpiazzato dopo la sua promozione alla carica di prefetto del Culto divino e della disciplina dei sacramenti), Giustizia e Pace, Migranti e Itineranti. All’obiezione, mons. Semeraro risponde che «la riforma ha bisogno dei suoi tempi perché si tratta di trovare un equilibrio», visto che «occorre rendere più snella la struttura, ma senza minimizzare i problemi».

Il pericolo, ammesso dal vescovo di Albano, è di far finire «tutto in un calderone dove i problemi sembrano indistinti». La garanzia data in quella riunione novembrina, a ogni modo, è che «il risultato finale non sarà la somma algebrica dell’esistente». Anche sull’altro grande polo, la Congregazione per i Laici e la Famiglia, ha fatto storcere il naso a più d’uno. Come riporta Famiglia Cristiana, «c’è chi vorrebbe una maggiore sottolineatura dell’unione uomo-donna, con la parola matrimonio esplicitamente citata nel polo laici-famiglia-vita». Qualche danno, spiegano Oltretevere, l’hanno fatto le parole del cardinale Maradiaga, che in una delle sue numerose interviste aveva anche dato quasi per certa l’istituzione di una Congregazione (o comunque un organismo) che mettesse insieme il Tribunale della Segnatura apostolica, il Pontificio consiglio per i Testi legislativi e perfino la Penitenzieria apostolica. Progetto lasciato cadere subito, visto che in parecchi avrebbero fatto notare come sia contrario a ogni logica giuridica: sarebbe come unificare il ministero per la Giustizia con la Cassazione. Un monstrum che non ha riscontri sul pianeta. 

Molti paventano inoltre il rischio che dietro lo snellimento della governance si possa celarsi l’indebolimento della Curia romana a vantaggio delle Chiese particolari e che tutto, alla fine, si risolva in un’operazione burocratica. Non a caso, sulla questione è intervenuto il cardinale Gerhard Ludwig Müller, con un lungo articolo pubblicato sull’Osservatore Romano: «La Curia», ha spiegato il porporato tedesco, «non è una mera struttura amministrativa, ma essenzialmente un’istituzione spirituale radicata nella missione specifica della Chiesa di Roma, santificata dal martirio degli apostoli Pietro e Paolo». Ciò che deve guidare la riforma, dice Müller riprendendo le parole del Papa, deve essere la volontà di demondanizzare le strutture che dovrebbero aiutare il Pontefice nella sua missione: «La struttura organizzativa e il funzionamento della Curia dipendono dalla missione specifica del vescovo di Roma». 

Quanto al pericolo di un’eccessiva devoluzione di poteri e competenze, il prefetto dell’ex Sant’Uffizio sottolinea che «la Chiesa universale non nasce come somma delle Chiese particolari, né le Chiese particolari sono mere succursali della Chiesa universale». La Chiesa «è il corpo di Cristo, è guidata e rappresentata dal collegio dei vescovi cum et sub Petro». E il legame del vescovo di Roma con la Chiesa di Roma «è indissolubile», scrive Müller. «Il Papa non esercita il primato se non insieme alla Chiesa romana». Quanto alle altre strutture, «il Sinodo dei vescovi, le Conferenze episcopali e le varie aggregazioni di Chiese particolari appartengono a una categoria teologica diversa dalla curia romana», sentenzia il prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede.




[Edited by Caterina63 2/10/2015 10:45 AM]
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Nona riunione del Consiglio di Cardinali alla presenza del Papa

Una riunione del Consiglio dei nove cardinali con il Papa - OSS_ROM

13/04/2015 

 

È iniziata questa mattina, alla presenza di Papa Francesco, la nona riunione del Consiglio di Cardinali. I lavori impegneranno i nove porporati membri dell’organismo fino a mercoledì prossimo. L’ultima riunione si è tenuta nel febbraio scorso e ha trattato, tra gli altri temi, la riforma della Curia e la riorganizzazione dei media vaticani.



Consiglio di cardinali: si consolida nascita due nuovi dicasteri

Padre Federico Lombardi - AP

15/04/2015 

La riforma della Curia. E’ stato questo il tema al centro della riunione del Consiglio dei nove cardinali consiglieri, iniziata lunedì scorso. Ai lavori di questa sessione di incontri, che si concluderanno nel pomeriggio, ha partecipato Papa Francesco. Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha fatto il punto in un briefing. Il servizio diAmedeo Lomonaco:

Padre Federico Lombardi ha spiegato che la riforma della Curia romana vedrà la luce entro la fine del 2016, quando – ha precisato – se non sarà ancora completata la nuova Costituzione apostolica, saranno almeno definite le linee operative. Durante le riunioni di questi giorni – ha aggiunto padre Lombardi – è stata trattata in particolare la questione della creazione di due nuovi dicasteri:

“In linea di massima, si può dire che la linea della Costituzione di quei due dicasteri nuovi di cui si è parlato – che erano sostanzialmente Carità, giustizia, pace e Laici, famiglia, vita – è una linea che è sufficientemente consolidata”.

Riforma dei media vaticani 
Altro tema affrontato è stato quella della questione dei media vaticani a partire dal progetto già formulato. Una, in particolare, la richiesta rivolta al Papa: “Di nominare un gruppo, una commissione – diciamo pure – che abbia la responsabilità di studiare bene i passi per l’attuazione di questo schema nell’insieme approvato”.

Protezione dei minori
E un altro punto interessante, relativo alla protezione dei minori, è stato quello del tema della responsabilità della Chiesa, "cioè come affrontare – ha detto padre Lombardi – anche con quali procedure e con quali competenze, i casi che non sono tanto quelli dei crimini di abuso sessuale su persone – questi sono già in qualche modo regolati dalle norme esistenti – ma i casi di abuso di ufficio, di omissione di responsabilità, in particolare da parte di persone che abbiano delle responsabilità nella Chiesa, siano esse sacerdoti, vescovi, superiori religiosi o altri”.

Martirio armeno e "genocidio"
Rispondendo ad una domanda di un giornalista sull’utilizzo domenica scorsa, da parte del Papa, del termine “genocidio” in occasione della Messa per il centenario del martirio armeno, padre Lombardi ha spiegato che le parole del Santo Padre si inseriscono in una "linea precisa e coerente, nel solco del dialogo”:

"Quello che ha detto il Papa mi sembra chiaro come il sole. Lo ha detto, lo ha articolato, ha fatto riferimento alla citazione della Dichiarazione comune di Giovanni Paolo II e di Karekin. Ha usato, quindi, il termine “genocidio” nell’ambito della citazione di questo, mettendosi in continuità con un uso già compiuto di quella definizione, di quella parola, che dice anche “generalmente ritenuto il primo del secolo”. Poi, c’era questa visione molto interessante del Papa, che a me sembra veramente geniale, questa contestualizzazione storica. Non ha detto: “Continuiamo a discutere del genocidio degli armeni. Attenzione, questo è uno e poi nel secolo scorso e così via sono successe tante altre cose orribili e ne stanno succedendo anche attualmente, quindi vediamo di prendere atto di ciò che è avvenuto nella storia, in modo tale che possiamo avere poi gli atteggiamenti adeguati per andare avanti in una storia migliore, in cui queste cose non si ripetano”. Questo discorso quindi era molto chiaro, per chi lo voleva cogliere, molto ricco e anche con questo riferimento positivo, alla fine, al desiderio di riconciliazione e di dialogo tra il popolo turco e il popolo armeno. Una prospettiva, quindi, positiva".

Padre Lombardi ha infine reso noto che le prossime riunioni del Consiglio dei cardinali sono in programma dall’8 al 10 giugno, dal 14 al 16 settembre e dal 10 al 12 dicembre.





[Edited by Caterina63 4/16/2015 11:30 AM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  C9: tutela minori e nuovo Dicastero che integrerà media vaticani




Il Consiglio di cardinali col Papa - OSS_ROM





10/06/2015



Tutela dei minori e riforma dei media vaticani. Questi alcuni argomenti trattati alla decima riunione del Consiglio dei nove cardinali iniziata lunedì scorso alla presenza del Papa e conclusa stamattina. In Sala Stampa della Santa Sede, il direttore, padre Federico Lombardi, ha fatto il punto sugli incontri del cosiddetto C9, istituito per aiutare il Pontefice nel governo della Chiesa universale e per studiare una riforma della Curia Romana. Il servizio di Giada Aquilino:


Il Consiglio dei nove cardinali ha ascoltato la relazione del cardinale Sean Patrick O'Malley, presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori, sulla proposta “riguardo alle denunce di abuso d'ufficio episcopale”, preparata dallo stesso organismo. La relazione ha compreso anche “una proposta sul tema delle denunce di abusi sessuali su minori e adulti vulnerabili da parte del clero”.


Tutela dei minori
Tali documenti sono stati approvati dal Papa, che – ha riferito padre Lombardi – ha concesso l'autorizzazione affinché “siano fornite risorse adeguate per conseguire questi fini”. Stabilito quindi “che la competenza a ricevere ed esaminare le denunce di abuso d'ufficio episcopale appartenga alle Congregazioni per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, o per le Chiese Orientali e tutte le denunce debbano essere presentate alla Congregazione appropriata”. Previsto anche un altro punto, ha aggiunto il portavoce vaticano:

“Che il Santo Padre dia un mandato alla Congregazione per la Dottrina della Fede per giudicare i vescovi in relazione ai delitti di abuso di ufficio. Quindi, le denunce alle tre Congregazioni, ma il giudizio viene poi attuato dalla Dottrina della Fede che - come sappiamo - ha anche una sua natura di tribunale”.

Autorizzata pure l'istituzione di una nuova Sezione Giudiziaria all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede, la nomina di personale stabile, di un segretario per assistere il prefetto riguardo al Tribunale. Previsto un periodo di cinque anni, in vista di ulteriori sviluppi delle proposte, ma padre Lombardi ha sottolineato già la novità delle nuove disposizioni:

“Nel Codice di Diritto Canonico probabilmente c’erano degli elementi, ma finora non c’era una procedura, non c’era un’indicazione di competenze specifiche. Quindi, questo è un passo molto importante”.

Riforma dei media vaticani
Per quanto riguarda la riforma dei media della Santa Sede, dopo la relazione tenuta al Consiglio da mons. Dario Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano e presidente della Commissione per i mezzi di comunicazione vaticani, è stato presentato un progetto di riforma in quattro anni, che prevede “la salvaguardia del personale e una graduale integrazione delle istituzioni”:

“Le istituzioni coinvolte sono il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, la Sala Stampa, la Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano, l’Osservatore Romano, il Servizio Fotografico, la Libreria Editrice Vaticana, la Tipografia Vaticana e il Servizio Internet.
Quindi, tutte le istituzioni di tipo mediatico, comunicativo rientrano in questo progetto. Il Consiglio di cardinali esprime al Santo Padre Francesco un parere positivo e questo anche per quanto riguarda la tempistica proposta, che prevede nei prossimi mesi la costituzione del Dicastero e le nomine necessarie per l’avvio del processo. Dunque, si prevede la costituzione di un Dicastero, di cui non c’è il nome ancora fissato – Segretariato, Consiglio, Segreteria…, non c’è una specificazione al riguardo – e che si occupi dell’insieme dei media e delle comunicazioni della Santa Sede e che quindi poi gestisca questo processo di graduale integrazione delle istituzioni, sino ad arrivare a un nuovo assetto, in un periodo prevedibilmente di 4 anni, evidentemente per passi graduali”.

La bozza di preambolo alla nuova Costituzione, temi economico finanziari ed ambientali
Tra gli altri temi affrontati nella riunione, a cui il Papa è stato sempre presente ad eccezione di stamani per gli impegni dell’udienza generale, una bozza di preambolo alla nuova Costituzione, che verrà ulteriormente elaborata, quindi le riforme nel campo economico-finanziario, con una relazione del cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia, che ha riferito della nascita di tre gruppi di lavoro per l’analisi delle entrate e degli investimenti, per la gestione delle risorse umane e per lo studio dei sistemi informatici esistenti.
Ascoltata anche una comunicazione di padre Michael Czerny, del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, a proposito della prossima pubblicazione della nuova Enciclica del Santo Padre. Padre Czerny – ha aggiunto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede – ha spiegato che, per desiderio del Santo Padre, sono stati organizzati alcuni invii tramite mail, introdotti da una lettera del cardinale Peter Turkson, “per informare gli Ordinari di tutto il mondo della prossima pubblicazione dell’Enciclica e dare ad essi suggerimenti e sussidi – in particolare sull’insegnamento e gli interventi precedenti di Papa Francesco sui temi dell’ambiente –  in modo che singoli vescovi ed episcopati possano sentirsi preparati alla pubblicazione del nuovo documento”.

La prossima riunione del Consiglio di cardinali, è stato infine precisato, è prevista per il 14-16 settembre 2015
.






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10/27/2015 9:48 PM
 
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Papa: Costituzione "Pastor bonus" è pienamente in vigore

Assunzioni e trasferimenti all’interno dello Stato vaticano devono essere effettuati secondo le normative vigenti: l’attuale transizione disegnata dal processo di riforma della Curia, tuttora allo studio, non va intesa come una fase di vuoto legislativo.

“Pastor bonus” pienamente in vigore
È quanto afferma in sostanza la lettera inviata dal Papa al cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, nella quale Francesco si sofferma su “alcuni problemi” che, scrive, lo sollecitano a intervenire con prontezza per riaffermare che – stante le riforme all’esame del Consiglio di cardinali – “sono ancora pienamente in vigore la Costituzione Apostolica “Pastor bonus”, con le successive modifiche ad essa apportate, ed il “Regolamento Generale della Curia Romana”.

Rispetto delle norme comuni
Poiché il rispetto delle “norme comuni”, si afferma nella lettera, è necessario “sia per garantire l'ordinato svolgimento del lavoro nella Curia Romana e nelle Istituzioni collegate con la Santa Sede, sia per assicurare un equanime trattamento, anche economico, a tutti i collaboratori e le collaboratrici”, il Papa dispone “che sia osservato scrupolosamente” quanto stabilito nei documenti citati, come pure nel “Regolamento per il personale dirigente laico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano” e nel “Regolamento della Commissione indipendente di valutazione per le assunzioni di personale laico presso la Sede Apostolica”.

Assunzioni e trasferimenti
Di conseguenza, prosegue Francesco, “anche che le assunzioni ed i trasferimenti del personale dovranno essere effettuati nei limiti delle tabelle organiche, escluso ogni altro criterio, con il nulla osta della Segreteria di Stato e nell'osservanza delle prescritte procedure, compreso il riferimento ai parametri retributivi stabiliti”.

Governatorato e altri enti vaticani
Tutto questo, conclude Francesco, “per quanto compatibile con i Regolamenti propri, vale pure per il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e le Istituzioni dipendenti dalla Sede Apostolica, anche se non espressamente indicate nella Costituzione Apostolica “Pastor bonus”, fatta eccezione per l'Istituto per le Opere di Religione”. (A.D.C.)








LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO 
AL CARDINALE SEGRETARIO DI STATO 
SULLA RIFORMA DI ALCUNE STRUTTURE DELLA CURIA ROMANA

 

Al Venerato e Caro Fratello
il Signor Cardinale Pietro Parolin
Segretario di Stato

Mentre il percorso di riforma di alcune strutture della Curia Romana, alla quale si sta dedicando il Consiglio di Cardinali da me istituito il 28 settembre 2013, sta procedendo secondo il programma stabilito, debbo rilevare come siano emersi nel frattempo alcuni problemi, ai quali intendo prontamente provvedere.

Desidero anzitutto ribadire come il presente periodo di transizione non sia affatto tempo di vacatio legis. Pertanto, confermo che sono ancora pienamente in vigore la Costituzione Apostolica Pastor bonus, con le successive modifiche ad essa apportate, ed ilRegolamento Generale della Curia Romana.

Poiché l'osservanza delle norme comuni è necessaria sia per garantire l'ordinato svolgimento del lavoro nella Curia Romana e nelle Istituzioni collegate con la Santa Sede, sia per assicurare un equanime trattamento, anche economico, a tutti i collaboratori e le collaboratrici, dispongo che sia osservato scrupolosamente quanto stabilito nei summenzionati documenti, nonché nel Regolamento per il personale dirigente laico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano e nel Regolamento della Commissione indipendente di valutazione per le assunzioni di personale laico presso la Sede Apostolica.

Ne consegue anche che le assunzioni ed i trasferimenti del personale dovranno essere effettuati nei limiti delle tabelle organiche, escluso ogni altro criterio, con il nulla osta della Segreteria di Stato e nell'osservanza delle prescritte procedure, compreso il riferimento ai parametri retributivi stabiliti.

Tutto ciò, per quanto compatibile con i Regolamenti propri, vale pure per il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e le Istituzioni dipendenti dalla Sede Apostolica, anche se non espressamente indicate nella Costituzione Apostolica Pastor bonus, fatta eccezione per l'Istituto per le Opere di Religione.

Sono pertanto a chiederLe, Signor Cardinale, di portare alla conoscenza dei Superiori dei Dicasteri, degli Uffici e degli Organismi della Curia Romana, come pure delle Commissioni, dei Comitati e delle Istituzioni collegate, nonché del Governatorato, le disposizioni che ho richiamato, evidenziando in modo particolare gli aspetti che richiedono maggior attenzione, e di vigilare sulla loro osservanza.

Mentre La ringrazio per la collaborazione, in comunione di intenti e di preghiera, La saluto cordialmente nel Signore.

Dal Vaticano, 14 Ottobre 2015.

Francesco




a pochi giorni dal testo del Papa sulle cose vaticane, non possiamo ignorare la gravità di quanto è accaduto in questi giorni perchè il Papa era stato "avvisato" degli errori fatti con due nomine, ma non ha voluto ascoltare.....


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Settimo Cielo di Sandro Magister

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Halloween a Casa Santa Marta. Agli arresti Vallejo Balda e Chaouqui

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La notte di Halloween, fra il 31 ottobre e il 1 novembre, è stata infausta per i due più famosi titolari della commissione messa in piedi da papa Francesco per riorganizzare le amministrazioni vaticane, con libero accesso a tutte le carte e le contabilità riservate.

Interrogati e arrestati entrambi. Lui, il monsignore spagnolo dell'Opus Dei Lucio Angel Vallejo Balda, ex numero uno della commissione. E lei, la dottoressa Francesca Immacolata Chaouqui.

Poi però la magistratura pontificia ha rimesso in libertà lei, "a motivo della sua collaborazione alle indagini".

I dettagli tecnici dell'operazione sono nel comunicato diffuso dalla sala stampa vaticana nel primo pomeriggio di lunedì 2 novembre, che termina collegando la coppia a un paio di libri in uscita nei prossimi giorni, con le carte da loro sottratte con "grave tradimento della fiducia accordata dal papa".

Peccato che della loro inaffidabilità si sapeva "ad abundantiam" fin da quando Jorge Mario Bergoglio aveva affidato ai due i galloni del repulisti amministrativo.

Nel loro piccolo, sia questo blog, sia www.chiesa avevano lanciato l'allarme da subito, e poi ripetutamente.

Aveva cominciato Settimo Cielo con questo post del 22 luglio 2013, quattro giorni dopo la nomina della Chaouqui e del suo mentore:

> Bella presenza, intraprendente, chiacchierona

Un mese dopo c'era tornato sopra il sito www.chiesa con un ampio servizio ricchissimo di dettagli sull'uno e sull'altra, oltre che sul monsignore dai trascorsi scandalosi incomprensibilmente promosso anche lui da papa Bergoglio a prelato dello IOR:

> Ricca e Chaouqui, due nemici in casa

Il mese successivo Settimo Cielo aveva aggiornato i lettori su ulteriori performance della Chaouqui, compresa l'onorificenza attribuitale dall'associazione americana "Go-Topless" per le sue messe in posa fotografiche: "Go-Topless congratulates Francesca Chaouqui, the only female aide appointed by the Vatican for freely showing her nude torso":

> Francesca Immacolata Chaouqui si confessa due volte

Ma non è tutto. Settimo Cielo ha recensito anche uno spettacolo teatrale della disinvolta PR, al Teatro Parioli di Roma, con lei a recitare la parte della segretaria di Sir Winston Churchill e un euforico monsignor Vallejo Balda dietro le quinte e nel foyer:

> Chaouqui e Vallejo Balda, la strana coppia

Tutto inutile. Il circuito mediatico-ecclesiastico che da Casa Santa Marta in là incensa quotidianamente il papa non poteva ammettere dubbi sull'infallibilità di queste "sue" nomine.

Finché è arrivata la notte di Halloween. Col comunicato vaticano che già mette le mani avanti contro la linea di difesa sia dei due arrestati, sia dei libri che ne raccolgono la refurtiva:

"Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del papa".

<<<  >>>

NOTA BENE !

Il blog “Settimo cielo” fa da corredo al sito “www.chiesa”, curato anch’esso da Sandro Magister, che offre a un pubblico internazionale notizie, analisi e documenti sulla Chiesa cattolica, in italiano, inglese, francese e spagnolo.

Gli ultimi tre servizi di "www.chiesa":

30.10.2015
> Kasper contro Ratzinger, la disputa che non finisce mai
Francesco l'ha rinfocolata e il sinodo non l'ha risolta. Nei paragrafi sui divorziati risposati la parola "comunione" non c'è. Ma il papa potrebbe introdurla lui, d'autorità

27.10.2015
> Chiesa sinodale. Ma a decidere tutto sarà il papa
La parola "comunione" nemmeno c'è, nel testo approvato dal sinodo che riguarda i divorziati risposati. Ma in pratica ciascuno fa già come vuole. Lo spirito vale più della lettera, dice Francesco

23.10.2015
> Ma il sinodo dei media ha già vinto su quello reale
Non importa come finirà davvero. L'opinione pubblica mondiale ha già formulato il suo verdetto. Con l'aiuto di tanti uomini di Chiesa






Divulgazione notizie e documenti riservati: due arresti in Vaticano

Fuga documenti riservati in Vaticano: le indagini della Gendarmeria hanno portato all'arresto di  due persone - OSS_ROM

Fuga documenti riservati in Vaticano: le indagini della Gendarmeria hanno portato all'arresto di due persone - OSS_ROM

02/11/2015  da Radio Vaticana comunicato ufficiale

Nel quadro di indagini di polizia giudiziaria svolte dalla Gendarmeria vaticana ed avviate da alcuni mesi a proposito di sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati, sabato e domenica scorsi sono state convocate due persone per essere interrogate sulla base degli elementi raccolti e delle evidenze raggiunte. Lo riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana.

Si tratta di un ecclesiastico, mons. Lucio Angel Vallejo Balda, e della dott.ssa Francesca Chaouqui, che in passato erano stati rispettivamente segretario e membro della COSEA (Commissione referente di Studio e indirizzo sull’organizzazione delle Strutture Economico-Amministrative della Santa Sede, istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato). In seguito alle risultanze degli interrogatori queste due persone sono state trattenute in stato di arresto in vista del proseguimento delle indagini.

Nella giornata odierna l’Ufficio del promotore di Giustizia, nelle persone del prof. avv. Gian Piero Milano, promotore di Giustizia, e prof. avv. Roberto Zannotti, promotore di Giustizia aggiunto, ha convalidato l’arresto dei predetti, provvedendo a rimettere in stato di libertà la dott.ssa Chaouqui, nei confronti della quale non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini. La posizione di Mons. Vallejo Balda rimane al vaglio dell’Ufficio del Promotore di Giustizia.

Si deve ricordare che la divulgazione di notizie e documenti riservati è un reato previsto dalla Legge n. IX dello Stato della Città del Vaticano (13 luglio 2013) art. 10 (art. 116 bis c.p.).

Quanto ai libri annunciati per i prossimi giorni - sottolinea il comunicato - va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale.

Pubblicazioni di questo genere - conclude la Sala Stampa - non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa.






EDITORIALE
Francesca I. Chaouqui
 

L’arresto in Vaticano di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Immacolata Chaouqui, oltre alla condanna per la fuga di documenti riservati, fa nascere alcune domande: sulla modalità delle nomine in Vaticano ma anche sulla strana prudenza della stampa.

di Riccardo Cascioli

L’arresto in Vaticano di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Immacolata Chaouqui, accusati di aver passato a giornalisti documenti riservati riguardanti le finanze vaticane, rappresenta una nuova sgradevole puntata della stagione dei “corvi”. Probabilmente è un episodio che non è collegato al primo Vatileaks se non per le modalità dell’accaduto e per il fatto che ancora una volta persone chiamate a servire il Papa hanno tradito la sua fiducia. Fatto sta che giovedì 5 novembre usciranno due libri costruiti con il materiale trafugato e con confidenze personali.

Deve esser chiaro che non c’è nulla che giustifichi tali azioni, anche se qualcuno pensasse in questo modo di fare il bene del Papa o della Chiesa. 

Detto questo ci sono un paio di aspetti che vale la pena mettere in rilievo. Il primo riguarda la modalità - canali informali - delle nomine spesso usata in questo pontificato, anche in quelle episcopali. È vero che dato il funzionamento della macchina vaticana, la trafila ordinaria per le nomine può risultare farraginosa e rimanere ostaggio di burocrazia e cordate varie. Ma è altrettanto vero che le scelte fatte sulla base di intuizioni o di segnalazione degli amici degli amici, al di fuori di processi seri di selezione, comportano altrettanti rischi, se non peggiori.

È il caso sicuramente della Chaouqui, nominata a sorpresa nella commissione incaricata di studiare la riforma del sistema economico-finanziario della Santa Sede: era stata raccomandata – a quanto da lei stessa dichiarato – proprio da monsignor Vallejo Balda, che peraltro da segretario della Prefettura per gli Affari economici aveva svolto un ottimo servizio. Eppure che fosse una nomina discutibile era chiarissimo, per chi conoscesse il soggetto. Tanto che il vaticanista Sandro Magister aveva messo subito in evidenza i motivi della inidoneità (clicca qui), ricordando i veleni sparsi durante il precedente pontificato e poi anche i suoi conflitti d’interesse: la Chaouqui lavorava infatti per la Ernst & Young, società di consulenza poi curiosamente ingaggiata dalla Santa Sede. Ma è rimasta una denuncia isolata, soprattutto perché la maggior parte dei vaticanisti ha preferito continuare a costruire un’aurea di infallibilità intorno a papa Francesco, anche su questioni dove non è in discussione il Magistero, magari pensando a prossime nomine. Quanto sta avvenendo in questi giorni dimostra però che così facendo si fa il male del Papa che a parole si dice di difendere.

Del resto il caso Chaouqui non è l’unico: lo stesso Magister aveva immediatamente sollevato il caso di monsignor Battista Ricca, nominato nel 2013 da papa Francesco prelato dello IOR, ma con una brutta storia di scandalo pubblico legato all’omosessualità durante il suo servizio presso la nunziatura in Uruguay.  E altri personaggi che hanno scalato posizioni in questi anni rischiano di provocare problemi in un prossimo futuro. 

Una seconda questione riguarda le reazioni della stampa. Anche se non manca chi prova a riciclare il ritornello della “vecchia guardia” che si oppone alle riforme di papa Francesco, questa volta stupisce l’estrema prudenza, il distacco di quanti fino a pochi giorni fa gridavano al complotto a ogni piè sospinto, perfino per una lettera con tanto di firme consegnata a mano al Papa. Indubbiamente stavolta lo schema della “vecchia guardia” non funziona un granché, visto che la Chaouqui è nomina tutta bergogliana e lo stesso Vallejo Balda da papa Francesco era stato promosso.

Ma la sensazione è che ci sia anche dell’altro. Come se si aspettasse di leggere il contenuto dei libri in uscita per capire verso chi lanciarsi o con quali argomenti. Del resto essendo il tema le finanze della Santa Sede, non si può non ricordare che a capo del dicastero dell’Economia c’è quel cardinale George Pell che da mesi è nel mirino di progressisti e stampa di regime. Hanno già provato – invano - a coinvolgerlo in un caso di pedofilia in Australia; lo hanno poi preso di mira per la lettera dei 13 cardinali durante il Sinodo sulla famiglia. E ora, la Vatileaks 2 potrebbe metterlo in serio imbarazzo. Il motivo di tanto accanimento è che nel Consiglio dei 9 cardinali chiamati a coadiuvare papa Francesco nella riforma della Curia, Pell rappresenta l’unica voce chiaramente opposta a certe pretese progressiste. E vista l’aria che tira di questi tempi, non ci si può stupire di nulla.





- DOVE OSANO I CORVI, di L. Bertocchi

Parafrasando un titolo di un vecchio film si può dire che il Vaticano è là dove osano i corvi. Dopo la triste vicenda del maggiordomo che fotocopiava i documenti dal tavolo di lavoro di Papa Benedetto XVI, e fu Vatileaks 1, oggi va in onda il secondo episodio con passaggio di documenti che riguardano le vicende economiche del Vaticano. E siamo in pieno Vatileaks 2.

 

Di mezzo c'è ancora il giornalista Mediaset, Gianluigi Nuzzi, che ha fatto la sua bella fortuna anche grazie al maggiordomo Paolo Gabriele, il primo corvo, e che sta per presentare in libreria il suo nuovo scoop - “Via Crucis” - probabile frutto del lavoro dei nuovi corvi, che da ieri sono in stato di arresto da parte della Gendarmeria Vaticana. 

 

Si tratta del monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, 54 anni, già segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative della Santa Sede, e  la pr italiana Francesca Immacolata Chaouqui, 33 anni, già componente della Commissione referente sulle attività economiche della Santa Sede (Cosea), dove era stata assunta proprio su segnalazione di Vallejo Balda. La dottoressa Chaouqui è stata già rilasciata per aver dimostrato collaborazione alle indagini, mentre il prelato rimane in stato di fermo.

 

Oltre a Nuzzi, questa volta c'è di mezzo anche un altro giornalista, Emiliano Fittipaldi, gruppo Espresso, che pubblica “Avarizia”, un altro libro sempre sul tema scandali e soldi in Vaticano. Su questi tomi, previsti in uscita per giovedì prossimo, la Sala Stampa della Santa Sede fa sapere che si tratta di una “operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale.”

 

Una vicenda triste che mette insieme monsignori, giornalisti e affaristi, che girano, anzi volteggiano, intorno ai sacri palazzi. I nuovi corvi avrebbero passato ai giornalisti frasi pronunciate dal Papa in occasioni private, documenti relativi alle revisioni contabili e alla riorganizzazione della curia. 

 

Quindi, pur essendo questa volta nominati da Papa Francesco, la situazione rimane la stessa di Vatileaks 1: persone di fiducia del pontefice, di fatto, lo tradiscono. Tra l'altro sulla  Chaouqui le chiacchiere si sprecavano già all'epoca della sua nomina, estate 2013. Come scriveva l'informato vaticanista Sandro Magister le notizie su di lei erano già nelle mani della Segreteria di Stato Vaticana, ma il Papa procedette in autonomia su quelle nomine. Era conosciuta per essere la fonte degli scoop di “Repubblica” a proposito delle vicende di Vatileaks 1 e anche di interviste anonime poco prima del conclave che elesse papa Bergoglio. Ed era sempre la Chaouqui che vantava la sua amicizia con Gianluigi Nuzzi, oltre che essere la fonte del noto sito Dagospia.com in materia di Chiesa e dintorni. 

 

Con buona probabilità fu proprio monsignor Balda a scavalcare il suo superiore, il “bertoniano” cardinale Versaldi, e a consigliare la nomina della Chaouqui direttamente al Papa. Il quale assegnò allo stesso monsignore poteri di un certo spessore all'interno della commissione. "Coordinatore che ha poteri di delegato ed agisce in nome e per conto della commissione nella raccolta di documenti, dati ed informazioni necessari allo svolgimento delle funzioni istituzionali", così si leggeva nel chirografo papale di istituzione della commissione a proposito del ruolo di monsignor Balda.

 

Per quanto riguarda i due libri di prossima uscita si deve sottolineare che la Sala Stampa vaticana sottolinea come  «non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa.»  

 

In mezzo a questa confusione gli unici a rimetterci sono proprio coloro che cercano chiarezza e verità, perchè anche le interpretazioni mediatiche di questo Vatileaks 2 potrebbero essere tendenziose. Così come lo furono quelle di Vatileaks 1.

 

 

 


cardinali_riunione_1
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NON CHIAMIAMOLO COMPLOTTO…

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Aspettiamo l’uscita dei due libri che ci riveleranno antichi e sempre nuovi peccati di avidità degli uomini di Chiesa. Niente di nuovo sotto il sole ma fa sempre colpo. Ma se sono quelli che hanno votato Bergoglio al conclave del 2013 a impedire la riforma dell’economia come l’aveva disegnata all’inizio, dove è l’errore?

di Marco Tosatti (04-11-2015)

Aspettiamo tutti con ansia e curiosità l’uscita dei due libri che ci riveleranno antichi e ahimè sempre rinnovellantisi peccati di avidità di prelati e uomini di chiesa. Niente di nuovo, da Giuda e dagli Atti degli Apostoli in poi, ma fa sempre colpo.

Anche se da quello che appare, chiamarlo complotto sembra esagerato; una fuga di documenti, per motivi che possono essere giornalisticamente comprensibili, o anche economicamente interessanti (pensate ai diritti d’autore) non mi sembra possa assurgere a tanta altezza.

OSSROM16796_ArticoloUn paio di cose sono interessanti.

La prima è che il responsabile, o i responsabili siano stati tanto maldestri da farsi beccare. Dai tempi di Vatileaks, e ancora di più con il pontificato di papa Francesco, non c’è nessuno che dica cose possibilmente compromettenti sui telefoni della linea vaticana; e anche sulla mail c’è chi sostiene che sia prudente essere prudenti.

La seconda è la risposta, molto severa, verso i presunti responsabili. Perché? Per avere violato la riservatezza di documenti e colloqui, giustamente; ma forse anche per aver messo in luce che uno dei punti cardine della riforma è partito in una certa direzione, ed è approdato in un’altra.

Se non ricordiamo male, nel suo primo documento istitutivo della Segreteria per l’Economia papa Francesco affidava alla nuova istituzione l’intero comparto finanziario, e la gestione dei dipendenti. Proprio per chiarire una volta per tutte, e per evitare per il futuro zone d’ombra e orti chiusi. Per questo scopo ha chiamato il cardinale Pell da Sidney. Che ha cercato di svolgere quello che era il compito affidatogli dal Papa.

Ma Pell piano piano ha visto ridurre gradualmente quelli che erano i suoi poteri. Così Propaganda Fide – che ha un bilancio autonomo superiore al bilancio della Santa Sede, compreso un patrimonio immobiliare riguardevole, a Roma e fuori – continua a essere autonoma. Così la Segreteria di Stato, la cui sezione economica è uno dei misteri meglio custoditi del Vaticano (c’è chi dice che abbia un tesoretto superiore a quello dello IOR) dopo un non breve braccio di ferro ha convinto il Papa a far restare le cose come sono. Così l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) ha ottenuto, sempre dal Papa, di mantenere la gestione del patrimonio, in particolare immobiliare. E la Segreteria per l’Economia e le Finanze, a cui inizialmente doveva essere affidata anche la gestione del personale, Segreteria di Stato compresa, quindi nunzi e ambasciate (ma anche questa è rimasta dove era) è conformata adesso per un compito di coordinazione e controllo in buona misura a posteriori.

C’è da chiedersi perché. E le risposte possono essere almeno due: o c’è stata avventatezza all’inizio, nell’immaginare una riforma troppo tranciante e accentratrice, che forse non teneva abbastanza conto di realtà complesse. Oppure non c’è sufficiente volontà e capacità di fare seguito con i fatti a grandi dichiarazioni di principio.

Ma attenti: nessuno dei protagonisti di questa “resistenza” alla prima volontà di riforma economica può essere identificato fra gli oppositori del Papa, quelli che nel recente Sinodo sono stati identificati come gli abietti conservatori. Anzi: quello che più si è battuto per realizzare il contenuto del primo documento del Papa è proprio George Pell, l’australiano co-firmatario della famosa lettera dei cardinali al Papa sul Sinodo. E che è stato vittima, durante questa battaglia, di attacchi velenosi a mezzo stampa.

Ma se sono quelli che hanno votato Bergoglio in Conclave, e quelli che sono considerati suoi amici, dividendo anche la mensa con lui, a impedire la riforma dell’economa come l’aveva disegnata all’inizio, dove è l’errore?

Fonte: lastampa.it


[Edited by Caterina63 11/4/2015 5:42 PM]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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11/5/2015 9:06 PM
 
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Aveva detto già tutto, ma vogliono fargli la Pell

pell

 

Si è già detto, lo avevano detto in tanti: l’obiettivo dei due corvi era il cardinale George Pell. L’avversione al suo lavoro, in accordo con il papa che lo ha nominato, in continuità con quello che aveva cercato di fare Benedetto XVI con Gotti Tedeschi, dava fastidio.

In più Pell ha un altro difetto: durante il Sinodo ha preso una posizione molto chiara. Che i grandi giornali,

a partire dal Corriere della Sera, non hanno apprezzato.

Oggi Andrea Tornielli, smessa la guerra civile con il mondo cattolico conservatore, da cui proviene, di fronte all’attacco mediatico generale ha raccontato i fatti come stanno.

Prima smentendo la commedia del complotto interno, di cui era stato uno dei narratori, anche se riguardo ad un altro fatto (la famosa lettera dei 13, di cui Pell era stato il promotore, ma non certo il divulgatore: come immaginare che la abbia divulgata nella versione non definitiva ed errata, avendo lui in mano quella definitiva?):

Dietro ai libri «Avarizia» e «Via Crucis» non c’è un complotto curiale contro Francesco. Non c’è nemmeno il «vecchio» contro il «nuovo corso»: se l’ipotesi accusatoria sarà confermata, le due talpe che hanno fatto avere le carte ai due autori erano infatti state nominate dal nuovo Papa nella commissione per la riforma economico-amministrativa della Santa Sede (Cosea).

Poi ricordando a chi si devono le indagini sui conti interni:

…Quello che più colpisce è piuttosto il quadro generale: i due libri presentano infatti i risultati della più grande e minuziosa inchiesta sui conti vaticani che sia mai stata condotta. A realizzarla però, è stato lo stesso Vaticano, affidandosi a consulenti esterni ed estranei: l’indagine per sapere quanto denaro c’è e come viene speso; quanti immobili ci sono, quanto realmente valgono e come vengono gestiti; che ruolo hanno le fondazioni e come gestiscono le loro uscite; lo screening minuzioso su tutti i conti dello Ior che ha portato alla chiusura di centinaia di posizioni… Tutto questo è emerso per la prima volta per volere di Papa Francesco, delle due commissioni referenti, dei consulenti internazionali che evidentemente hanno fatto un buon lavoro. E hanno permesso che si cominciasse a mettere mano alla riforma. Certo, non senza discussioni, frizioni, contrapposizioni, difficoltà, ostacoli (http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/vatileaks-vatileaks-vatileaks-44464/).

Ora la domanda da farsi, per essere ancora più espliciti è semplice: chi è il prefetto dell’economia che ha fatto emergere il sommerso? George Pell.

Il quale aveva già detto un po’ di cose in più occasioni, per esempio al Meeting di Rimini, in agosto:

“È tempo di mettere in ordine i nostri affari e fare in modo che questo possa essere noto anche al mondo esterno. La prossima ondata di attacchi alla Chiesa potrebbe essere proprio sulle irregolarità finanziarie” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/22/finanze-vaticane-pell-irregolarita-da-qui-prossimo-attacco-alla-chiesa/1976090/).

Forse sbaglio, ma a me sembra che le cose stiano così….


ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 8 novembre 2015

[Multimedia]



 

 


Dopo l'Angelus:

Cari fratelli e sorelle,

so che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati.

Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E’ un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene, e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili.

Perciò voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato.

Quindi vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza.

* * *

 

Domani, a Firenze, avrà inizio il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, con la presenza dei Vescovi e dei delegati di tutte le diocesi italiane. Si tratta di un importante evento di comunione e di riflessione, al quale avrò la gioia di partecipare anch’io, nella giornata di martedì prossimo, dopo un breve passaggio da Prato.

Saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini. In particolare gli studenti francesi della regione parigina, i fedeli del Giappone e della Polonia, come anche quelli di Scandicci. Saluto i rappresentanti dell’Ordine dei Predicatori – Domenicani – che ieri ha aperto l’ottavo centenario di fondazione. Che il Signore vi benedica tanto in questa ricorrenza. E grazie tante per tutto quello che fate nella e per la Chiesa!

E a tutti auguro una buona domenica. E non dimenticatevi di pregare per me! 





[Edited by Caterina63 11/8/2015 3:10 PM]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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C9, Lombardi: prende forma il documento per la nuova Curia


Padre Federico Lombardi - REUTERS
Padre Federico Lombardi - REUTERS

13/04/2016

Il frutto del lavoro del Consiglio di Cardinali in vista della riforma della Curia sta prendendo forma: lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, nel briefing a fine mattinata sulla XIV riunione che si è aperta lunedì e che si concluderà con un altro incontro nel pomeriggio. Con il Papa, presenti tutti i cardinali ad eccezione del cardinale Gracias, per motivi di salute. Il servizio di Fausta Speranza:

Un "metodo circolare": così padre Lombardi descrive lo svolgimento dei colloqui in vista della nuova Costituzione Apostolica sulla Curia Romana, perché – spiega – si parla dei vari dicasteri con osservazioni e proposte che passano da un dicastero a un altro, senza una rigida ed esaustiva trattazione di uno dopo l’altro. Ancora non ci sono conclusioni – chiarisce padre Lombardi – ma oggi si è cominciato a raccogliere e ordinare i contributi:

“Oggi la giornata era dedicata piuttosto a riordinare, raccogliere i contributi che sono stati portati già in questi diversi Consigli, sui diversi dicasteri e ordinarli in modo tale che anche l’insieme della struttura della Costituzione, del documento di riforma complessiva, incomincia a prendere una sua forma. Non quindi limitarsi a vedere singolarmente i diversi dicasteri, ma poi cercare di collocare i tasselli che sono stati ottenuti con questi lavori, con queste riflessioni, in uno schema che gradualmente viene poi a completarsi per costituire la proposta che il Consiglio dà al Papa in vista di una nuova Costituzione. Questo era un po’ il lavoro di oggi. Si vede che incominciano a vedere di avere già percorso i diversi dicasteri, i diversi argomenti importanti per la riforma della Curia, e quindi incominciare a organizzarli e sistematizzarli”.

A proposito dei nuovi o rinnovati Dicasteri - dunque Laici, famiglia, Vita, Migrazioni,

Padre Lombardi spiega che il lavoro della presentazione delle proposte è completato. Ma negli incontri che Papa Francesco fa con il Consiglio di cardinali, formalmente istituito dal Papa stesso con un suo chirografo il 28 settembre 2013, non si parla solo della riforma. E’ l’occasione per Francesco per chiedere l’opinione dei cardinali che compongono il Consiglio su vari argomenti. E padre Lombardi cita la raccolta di informazioni per la nomina di nuovi vescovi. Si tratta di individuare persone adatte all’impegno episcopale e dunque ci sono procedure e contatti, criteri e obiettivi, approfondimenti, il colloquio con il nunzio nel Paese interessato. Altra opportunità, le riunioni del Consiglio sono l’occasione per aggiornamenti sull’attività della Segreteria per l’Economia e sulla Commissione per la Tutela dei minori. E padre Lombardi conferma che così è stato anche per la XIV riunione.

Resta da dire che le prossime riunioni si svolgeranno il 6-7-8 giugno, il 12-13-14 settembre, il 12-13-14 dicembre.




AGGIORNAMENTO

Maradiaga: quasi pronta la proposta di riforma della Curia

Una riunione del Consiglio dei Cardinali (Foto d'archivio) - ANSA

Una riunione del Consiglio dei Cardinali (Foto d'archivio) - ANSA

14/09/2017 


“Siamo a un 75 per cento del lavoro di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana e alla fine dell’anno dovremmo essere in grado di consegnare ai canonisti i nuovi documenti”: è quanto afferma ai nostri microfoni il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucicalpa (Honduras) e coordinatore del Consiglio dei Cardinali a conclusione, ieri, della 21.ma riunione del C9.

Questa opera di revisione della Pastor bonus - ha detto il porporato a Patricia Ynestroza - tuttavia “non è l’unico scopo del Consiglio dei Cardinali. Dobbiamo anche rispondere ad altri obiettivi che il Santo Padre ci ha affidato”. Tra le altre cose – ha aggiunto – “siamo convinti che il Santo Padre vuole includere più donne e più giovani negli organismi della Curia”.

Tra i temi discussi in questa nuova riunione del C9 figurano la Curia come strumento di evangelizzazione e di servizio non solo per il Papa, ma anche per le Chiese locali, la decentralizzazione, il ruolo delle Nunziature apostoliche, la selezione e competenza del personale, che si vuole meno clericale e più internazionale.

Anche il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei Cardinali, ha affermato ai nostri microfoni che il processo di riforma della Curia è ormai “oltre i tre quarti” e “si sta per completare a livello di proposta fatta al Papa”.

La prossima riunione avrà luogo dall'11 al 13 dicembre 2017.






  • L'ANALISI

Curia, in pensione dopo cinque anni. Non tutti.

Il Papa l’aveva detto al cardinale Gerhard Mūller, nel famoso ultimo colloquio, e il cardinale, subito dopo, in Germania, in un’intervista all’Allgemeine Zeitung aveva detto così: “Er habe ihm mitgeteilt, dass er dazu übergehen wolle, die Amtszeiten generell auf fünf Jahre zu begrenzen, „und da war ich der Erste, bei dem er das umgesetzt hat“.

Che tradotto poveramente suona così: “Ha comunicato che desidera cambiare, e limitare generalmente i periodi d'attività a cinque anni “e io ero il primo, a cui l’avrebbe applicato”. Nella Chiesa la regola è che ai 75 anni di età i vescovi – e in teoria anche i responsabili dei dicasteri – devono dare le dimissioni. Se non si è vescovi, o si è dipendenti laici, il tetto è di settanta anni. E lo stesso vale per i nunzi apostolici, il cui lavoro è considerato usurante.

Quindi, se il Pontefice diceva il vero, e come dubitarne, adesso ci sarebbe una doppia griglia per le uscite, e svecchiare la Curia. Quinquennio, - uno solo al comando – e settantacinque anni. L’intervista del cardinale Mūller è stata pubblicata il 1 luglio 2017; era un’intervista “a caldo”, subito dopo il colloquio in cui gli era stato detto di lasciare il suo ufficio. Quindi è ben probabile che fosse sincera, e riportasse l’accaduto. Ma dal 1 luglio ad ora, ahimè, non sembra che il Pontefice abbia voluto tenere fede al suo proposito, e all’intenzione che aveva espressa al porporato tedesco.

Vediamo qualche caso. Il più recente, di questi giorni, riguarda il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontifici Consiglio per la Cultura. È nato il 18 ottobre 1942; ha quindi compiuto settantacinque anni. Ma è dal 2007 che è presidente della Cultura: quindi non un solo quinquennio, ma due. Ad agosto ha invece compiuto 76 anni il cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero. Ha già quattro anni alle spalle con questo incarico; ma ha già “sforato” di un anno il limite canonico.

Qualche giorno fa poi è stato confermato “donec aliter provideatur – finché non si decida altrimenti – Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere dell’Accademia per le Scienze. Per lui le due griglie si univano: ha compiuto settantacinque anni l’8 settembre 2017, e ricopre il suo incarico alla Pontificia Accademia delle Scenze dal 2001, regnante San Giovanni Paolo II. Tre mandati!

Ma la cosa che forse può stupire è che non si tratta di casi isolati. Al Pontificio Consiglio per i testi legislativi abbiamo il cardinale Francesco Coccopalmerio. È li dal 2007 (due mandati, quindi) ed è nato nel 1938: 79 anni. Ai religiosi c’è il brasiliano Joao Braz de Aviz, il grande inquisitore dei Francescani dell’Immacolata. Nel 2011 cominciò il suo periodo, quindi anche se ha appena settant’anni – come Mūller d’altronde – non si parla di sostituzioni.

Il Prefetto della Congregazione per i Santi, il salesiano Angelo Amato ha quasi 80 anni, ed è Prefetto dal luglio 2008: doppia griglia anche per lui, dunque. Così come per Leonardo Sandri, argentino come Sorondo. È nato nel 1943, ed è Prefetto delle Chiese Orientali dal 2007; cioè ha completato dieci anni di governo.

C’è un elemento che unisce tutte queste persone (salvo forse Sandri, con cui si dice che i rapporti con Bergoglio non fossero idilliaci; ma allora bisognerebbe trovare altre ragioni). E cioè che sono tutte legate al Pontefice, e non hanno Dubia e neanche perplessità di nessun genere, in particolare sull’Amoris Laetitia.

A differenza del vescovo ausiliare di Salisburgo, Andreas Laun, che il 13 ottobre ha compiuto settantacinque anni. Il giorno stesso il Pontefice ha accettato le dimissioni. Nel febbraio scorso Laun pubblicava su Kath.net una lettera di un sacerdote tedesco in America Latina. Il commento riguarda, appunto, le contraddizioni possibili percepite da molti circa il documento. La lettera è scritta da un sacerdote tedesco, amico del presule, che lavora in America Latina.

Caro Andreas, mentre le domande che riguardano i divorziati risposati rimangono vaghe e senza risposta – come spesso accade al Santo Padre – poi può accadere che si verifichi la situazione seguente, assurda: un penitente (nel confessionale) presenta la sua situazione, dicendo che vuole continuare a vivere come marito e moglie con la sua compagna, e poi chiede l’assoluzione, facendo riferimento a varie conferenze episcopali e infine al Papa stesso. Allora come prete mi dico: ‘la mia coscienza  mi dice che non possono dare l’assoluzione, anche se il papa mantiene la questione aperta; quindi io non posso darti l’assoluzione’. Ma l’altro, riferendosi al Papa insiste che vuole essere assolto, e fare la comunione. Devo allora cambiare la formula di assoluzione e dire: ‘Il Papa ti assolve dai tuoi peccati nel nome del Padre e così via..’. Per me questo è assolutamente assurdo! Ma non è la conseguenza di ciò?

Il vescovo Laun commenta: “Ho paura che in questa domanda sia contenuta una logica da cui non si può sfuggire…Non esiste una cosa come una doppia verità, e a certe domande c’è solo un risposta vera – anche quando vescovi, e intere conferenze episcopali danno risposte contraddittorie. Alcune risposte sono vere, altre certamente false. I quattro cardinali che hanno presentato i Dubia possono essere soddisfatti del modo in cui questo sacerdote in Sud America ha presentato il problema”.

Che coincidenza, vero? Ma allora la questione del singolo quinquennio? Vale solo per alcuni? E i settantacinque anni? Forse c’è una terza griglia, che si chiama Amoris Laetitia.




[Edited by Caterina63 10/30/2017 8:47 AM]
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