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LE STATISTICHE UFFICIALI DELLA CHIESA CATTOLICA

Last Update: 3/6/2019 2:47 PM
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2/3/2014 2:05 PM
 
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  VATICANO - Le Statistiche della Chiesa cattolica 2013

da Agenzia Fides



Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In vista della Giornata Missionaria Mondiale, domenica 20 ottobre 2013, l’Agenzia Fides presenta alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa nel mondo. Le tavole sono tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2011) e riguardano i membri della Chiesa, le sue strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Tra parentesi viene indicata la variazione, aumento (+) o diminuzione (-) rispetto all’anno precedente, secondo il confronto effettuato dall’Agenzia Fides. 

Popolazione mondiale

Al 31 dicembre 2011 la popolazione mondiale era pari a 6.933.310.000 persone, con un aumento di 84.760.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento globale riguarda anche quest’anno tutti i continenti: gli aumenti più consistenti sono in Asia (+46.690.000) e Africa (+23.932.000), seguiti da America (+11.311.000), Europa (+2.332.000) e Oceania (+495.000).



Cattolici 

Alla stessa data del 31 dicembre 2011 il numero dei cattolici era pari a 1. 213.591. 000 unità con un aumento complessivo di 17.920.000 persone rispetto all’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti, e come in precedenza è più deciso in Africa (+8.047.000), America (+6.312.000) e Asia (+2.577.000); seguono Europa (+822.000) e Oceania (+162.000). 
La percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,04% (stesso incremento dell’anno precedente) attestandosi al 17,50%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in Africa (+ 0,35), Asia (+ 0,03) e Oceania (+0,1), mentre lievi diminuzioni riguardano America (-0,09) ed Europa (-0,02). 

Abitanti e cattolici per sacerdote

Il numero degli abitanti per sacerdote è aumentato anche quest’anno, complessivamente di 117 unità, raggiungendo quota 13.394. La ripartizione per continenti vede aumenti in America (+67), Europa (+39) ed Oceania (+120); diminuzioni in Africa (-448) e Asia (-776).
Il numero dei cattolici per sacerdote è aumentato complessivamente di 36 unità, raggiungendo il numero di 2.936. Si registrano aumenti in tutti i continenti, mentre l’unica diminuzione, sia pur lieve, anche quest’anno è in Asia: Africa (+13); America (+36); Asia (-15); Europa (+23); Oceania (+39).


Circoscrizioni ecclesiastiche e stazioni missionarie

Le circoscrizioni ecclesiastiche sono 13 in più rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.979, con nuove circoscrizioni create in tutti i continenti: Africa (+7), America (+1), Asia (+3), Europa (+1), Oceania (+1). Le stazioni missionarie con sacerdote residente sono complessivamente 1.782 (275 in meno rispetto all’anno precedente) e registrano aumenti in Africa (+191), America (+228) ed Europa (+41); diminuzioni in Asia (-734) e Oceania (-1). Le stazioni missionarie senza sacerdote residente sono diminuite complessivamente di 2.229 unità, raggiungendo così il numero di 131.453. Ribaltando la situazione dell’anno precedente, l’unico aumento si registra in Asia (+508), mentre diminuiscono in Africa (-1.596), America (-974), Europa (-47) ed Oceania (-120).

Vescovi

Il numero totale dei Vescovi nel mondo è aumentato di 28 unità, raggiungendo quota 5.132. Si oonferma complessivamente la situazione dell’anno preceente: aumentano i Vescovi diocesani e diminuiscono quelli religiosi. I Vescovi diocesani sono 3.906 (35 in più), mentre i Vescovi religiosi sono 1.226 (7 in meno). L’aumento dei Vescovi diocesani interessa tutti i continenti: Africa (+5), America (+5), Asia (+11), Europa (+11), Oceania (+3). I Vescovi religiosi aumentano in Africa (+2) ed Oceania (+3); diminuiscono in America (-5), Asia (-6) ed Europa (-1).

Sacerdoti

Il numero totale dei sacerdoti nel mondo è aumentato di 1.182 unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 413.418. A segnare una diminuzione consistente è ancora una volta l’Europa (- 2.286) e, in misura più lieve, l’Oceania (-11), mentre gli aumenti si registrano in Africa (+1.530), America (+407) e Asia (+1.542). I sacerdoti diocesani nel mondo sono aumentati globalmente di 1.337 unità, raggiungendo il numero di 278.346, con aumenti in Africa (+1.152), America (+564) e Asia (+817), e diminuzioni in Europa (-1.162) ed Oceania (-34). I sacerdoti religiosi sono diminuiti in complesso di 155 unità e sono 135.072. A segnalare un aumento, consolidando la tendenza degli ultimi anni, sono l’Africa (+378) e l’Asia (+725), cui si unisce quest’anno l’Oceania (+23), mentre le diminuzioni interessano America (-157) ed Europa (-1.124). 


Diaconi permanenti

I diaconi permanenti nel mondo sono aumentati di 1.350 unità, raggiungendo il numero di 40.914. L’aumento più consistente si conferma ancora una volta in America (+879) e in Europa (+368), seguite da Asia (+43), Oceania (+40) ed Africa (+20). I diaconi permanenti diocesani sono nel mondo 40.270, con un aumento complessivo di 1.266 unità. Crescono in tutti i continenti: Africa (+11), America (+896), Asia (+14), Europa (+330), Oceania (+15). I diaconi permanenti religiosi sono 644, aumentati di 84 unità rispetto all’anno precedente, con aumenti in Africa (+9), Asia (+29), Europa (+38) ed Oceania (+25), unica diminuzione in America (-17).


Religiosi e religiose

I religiosi non sacerdoti sono aumentati globalmente di 420 unità arrivando al numero di 55.085. Aumenti si registrano in Africa (+28) e Asia (+1.089); diminuzioni in America (-398), Europa (-232) ed Oceania (-67). Anche quest’anno si conferma la tendenza alla diminuzione globale delle religiose (–8.729) che sono complessivamente 713.206. Gli aumenti sono, ancora una volta, in Africa (+1.488) e Asia (+2.115), le diminuzioni in America (–4.515), Europa (-7.459) e Oceania (–358).


Istituti secolari

I membri degli Istituti secolari maschili sono complessivamente 713, con una diminuzione globale di 34 unità. A livello continentale cresce solo l’Asia (+10), mentre diminuiscono Africa (-9), America (-18) ed Europa (-17), invariata anche quest’anno l’Oceania. 
I membri degli Istituti secolari femminili sono diminuiti anche quest’anno, complessivamente di 1.489 unità, per un totale di 24.564 membri. Unico aumento in Africa (+32), mentre in diminuzione sono America (-32), Asia (-116), Europa (-1.371) ed Oceania (-2). 


Missionari laici e Catechisti

Il numero dei Missionari laici nel mondo è pari a 381.722 unità, con un aumento globale di 46.220 unità ed aumenti continentali in Africa (+1.401), America (+35.479), Asia (+9.294) Europa (+51). Unica diminuzione in Oceania (-5).
I Catechisti nel mondo sono diminuiti complessivamente di 35.393 unità, raggiungendo quota 3.125.235. Gli aumenti si registrano in Africa (+3.451) e Oceania (+303), le diminuzioni in America (-35.871), Asia (-967) ed Europa (-2.309).


Seminaristi maggiori

Anche quest’anno il numero dei seminaristi maggiori, diocesani e religiosi, è aumentato: globalmente di 1.626 candidati al sacerdozio, che hanno così raggiunto il numero di 120.616. Gli aumenti, come già avvenuto negli anni precedenti, si registrano in Africa (+559) e in Asia (+1.326), cui quest’anno si aggiunge l’ Oceania (+15), mentre diminuiscono lievemente in America (-6) ed ancora una volta in Europa (-268). 
I seminaristi maggiori diocesani sono 72.277 (+303 rispetto all’anno precedente) e quelli religiosi 48.339 (+1.323). Per i seminaristi diocesani gli aumenti interessano Africa (+289), Asia (+295) ed Oceania (+34), le diminuzioni sono in Europa (-241) ed America (-74). I seminaristi maggiori religiosi aumentano in Africa (+270), America (+68) ed Asia (+1.031), mentre diminuiscono in Europa (-27) e in Oceania (- 19).

Seminaristi minori

Il numero totale dei seminaristi minori, diocesani e religiosi, è aumentato di 222 unità, raggiungendo il numero di 102.530. Sono aumentati complessivamente in Africa (+1.106) e Oceania (+4), mentre sono diminuiti in America (-124), Asia (-246) ed Europa (- 518).
I seminaristi minori diocesani sono 79.350 (+1.343) e quelli religiosi 23.180 (-1.121). Per i seminaristi diocesani la diminuzione si registra in Asia (-41), Europa (-161) ed Oceania (-1), mentre crescono anche quest’anno in Africa (+1.304) ed America (+242). I seminaristi religiosi invece sono in crescita solo in Oceania (+5) mentre diminuiscono in Africa (-198), America (-366), Asia (-205) ed Europa (-357). 


Istituti di istruzione ed educazione

Nel campo dell’istruzione e dell’educazione, la Chiesa gestisce nel mondo 71.482 scuole materne frequentate da 6.720.545 alunni; 94.411 scuole primarie per 31.939.415 alunni; 43.777 istituti secondari per 18.952.976 alunni. Inoltre segue 2.494.111 alunni delle scuole superiori e 3.039.684 studenti universitari. 
Il raffronto con l’anno precedente indica un aumento generale che interessa tutti i gradi dell’istruzione: le scuole materne (+938) e i rispettivi alunni (+241.918); le scuole primarie (+1.564) e gli alunni (+788.245); gli istituti secondari (+186) e gli alunni (+1.159.417). In aumento anche gli studenti delle scuole superiori seguiti (+189.940) mentre l’unica diminuzione riguarda gli universitari (-298.771). 

Istituti sanitari, di beneficenza e assistenza

Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa sono complessivamente 117.119 e comprendono: 5.435 ospedali (+130 rispetto all’anno precedente) con le presenze maggiori in America (1.701) ed Africa (1.284); 17.524 dispensari (-655), per la maggior parte in Africa (5.398), America (5.211) e Asia (3.828); 567 lebbrosari (+20) distribuiti principalmente in Asia (281) ed Africa (211); 15.784 (-1.439) case per anziani, malati cronici ed handicappati, per la maggior parte in Europa (8.271) ed America (3.913); 10.534 orfanotrofi (+652) per circa un terzo in Asia (3.911); 11.592 giardini d’infanzia; 15.008 consultori matrimoniali distribuiti per gran parte in America (6.230) ed Europa (5.819); 40.671 centri di educazione o rieducazione sociale e 4 istituzioni di altro tipo. 

Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli
 

Le Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Cep) al 14 ottobre 2013 sono complessivamente 1.108, con un aumento di 5 circoscrizioni rispetto all’anno precedente (4 diocesi in Africa ed 1 Vicariato apostolico in America). La maggior parte delle circoscrizioni ecclesiastiche affidate a Propaganda Fide si trova in Africa (506) e in Asia (476). Seguono America (80) ed Oceania (46). (SL) (Agenzia Fides 20/10/2013)















  VATICANO - Le Statistiche della Chiesa cattolica 2012



da Agenzia Fides

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In vista della Giornata Missionaria Mondiale, quest’anno domenica 21 ottobre, l’Agenzia Fides presenta alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa nel mondo. Le tavole sono tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2010) e riguardano i membri della Chiesa, le sue strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Tra parentesi viene indicata la variazione, aumento (+) o diminuzione (-) rispetto all’anno precedente, secondo il confronto effettuato dall’Agenzia Fides. 

Popolazione mondiale

Al 31 dicembre 2010 la popolazione mondiale era pari a 6.848.550.000 persone, con un aumento di 70.951.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento globale riguarda anche quest’anno tutti i continenti: gli aumenti più consistenti sono in Asia (+40.510.000) e Africa (+22.144.000), seguiti da America (+5.197.000); Europa (+2.438.000) e Oceania (+662.000).

Cattolici 

Alla stessa data del 31 dicembre 2010 il numero dei cattolici era pari a 1.195.671.000 unità con un aumento complessivo di 15.006.000 persone rispetto all’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti, ed è più deciso in Africa (+6.140.000), America (+3.986.000) e Asia (+3.801.000); seguono Europa (+894.000) e Oceania (+185.000). 
La percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,04%, attestandosi al 17,46%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti ovunque, eccetto che in Europa: Africa (+0,21); America (+0,07); Asia (+ 0,06); Europa (-0,01); Oceania (+0,03). 

Abitanti e cattolici per sacerdote

Il numero degli abitanti per sacerdote è aumentato anche quest’anno, complessivamente di 123 unità, raggiungendo quota 13.277. La ripartizione per continenti vede aumenti in Africa (+40); America (+40); Europa (+31) ed Oceania (+57); diminuzioni in Asia (-730).
Il numero dei cattolici per sacerdote è aumentato complessivamente di 24 unità, raggiungendo il numero di 2.900. Si registrano aumenti in tutti i continenti, mentre l’unica diminuzione, sia pur lieve, anche quest’anno è in Asia: Africa (+64); America (+30); Asia (-1); Europa (+11); Oceania (+17).

Circoscrizioni ecclesiastiche e stazioni missionarie

Le circoscrizioni ecclesiastiche sono 10 in più rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.966, con nuove circoscrizioni create in Africa (+4), America (+3), Europa (+2), Asia (+1). In Oceania non è stata creata nessuna nuova circoscrizione. Le stazioni missionarie con sacerdote residente sono complessivamente 2.057 (207 in più rispetto all’anno precedente) e registrano aumenti in America (+26), Asia (+391) e Europa (+8).
Diminuzioni in Africa (-204) e Oceania (-14). Le stazioni missionarie senza sacerdote residente sono aumentate complessivamente di 2.734 unità, raggiungendo così il numero di 133.682. Gli aumenti interessano tutti i continenti, ad eccezione dell’Asia (- 2.186): Africa (+685), America (+4.109), Europa (+79) ed Oceania (+47).


Vescovi

Il numero totale dei Vescovi nel mondo è aumentato di 39 unità, raggiungendo quota 5.104. Complessivamente aumentano i Vescovi diocesani e diminuiscono quelli religiosi. I Vescovi diocesani sono 3.871 (43 in più rispetto all’anno precedente), mentre i Vescovi religiosi sono 1.233 (4 in meno). L’aumento dei Vescovi diocesani interessa tutti i continenti ad eccezione dell’Oceania (-4): Africa (+13), America (+22), Asia (+11), Europa (+1). I Vescovi religiosi aumentano in Africa (+3), Asia (+1) ed Oceania (+1); diminuiscono in America (-7) e Europa (-2).


Sacerdoti

Il numero totale dei sacerdoti nel mondo è aumentato di 1.643 unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 412.236.
A segnare una diminuzione è ancora una volta l’Europa (- 905), mentre gli aumenti si registrano in Africa (+761), America (+40), Asia (+1.695) e Oceania (+52).
I sacerdoti diocesani nel mondo sono aumentati globalmente di 1.467 unità, raggiungendo il numero di 277.009, con aumenti in Africa (+571), America (+502), Asia (+801) e Oceania (+53) e ancora una diminuzione in Europa (- 460).
Anche i sacerdoti religiosi sono aumentati in complesso di 176 unità e sono 135.227. A segnalare un aumento, seguendo la tendenza degli ultimi anni, sono l’Africa (+190) e l’Asia (+ 894), mentre le diminuzioni interessano America (-462), Europa (-445) ed Oceania (-1). 


Diaconi permanenti

I diaconi permanenti nel mondo sono aumentati di 1.409 unità, raggiungendo il numero di 39.564. L’aumento più consistente si conferma ancora una volta in America (+859) e in Europa (+496), seguite da Asia (+58) ed Oceania (+1).
Unica diminuzione, anche quest’anno, in Africa (-5). I diaconi permanenti diocesani sono nel mondo 39.004, con un aumento complessivo di 1.412 unità.
Crescono in tutti i continenti, ad eccezione dell’Africa (-6) e dell’Oceania (nessuna variazione), precisamente: America (+863), Asia (+60), Europa (+495).
I diaconi permanenti religiosi sono 560, diminuiti di 3 unità rispetto all’anno precedente, con lievi aumenti in Africa (+1), Europa (+1) ed Oceania (+1), diminuzioni in America (-4) e Asia (-2).


Religiosi e religiose

I religiosi non sacerdoti sono aumentati globalmente di 436 unità arrivando al numero di 54.665. Aumenti si registrano in Africa (+254), Asia (+411), Europa (+17) ed Oceania (+15). Diminuiscono solo in America (-261). Si conferma la tendenza alla diminuzione globale delle religiose (–7.436) che sono complessivamente 721.935, così ripartite: anche quest’anno gli aumenti sono in Africa (+1.395) e Asia (+3.047), le diminuzioni in America (–3.178), Europa (-8.461) e Oceania (–239).

Istituti secolari

I membri degli Istituti secolari maschili sono complessivamente 747, con un aumento globale di 10 unità. A livello continentale crescono Africa (+3) ed Europa (+17); diminuiscono America (-9) ed Asia (-1), invariata l’Oceania. 
I membri degli Istituti secolari femminili sono invece diminuiti anche quest’anno, complessivamente di 207 unità, per un totale di 26.053 membri. Aumentano in Africa (+14), Asia (+32) ed Oceania (+5), in diminuzione, come l’anno scorso, America (-84) ed Europa (-174). 

Missionari laici e Catechisti

Il numero dei Missionari laici nel mondo è pari a 335.502 unità, con un aumento globale di 15.276 unità ed aumenti continentali in Africa (+1.135), America (+14.655), Europa (+1.243) ed Oceania (+62); unica diminuzione in Asia (-1.819).
I Catechisti nel mondo sono aumentati complessivamente di 9.551 unità raggiungendo quota 3.160.628. Gli aumenti si registrano in America (+43.619), Europa (+5.077) e Oceania (+393). Diminuzioni in Africa (-29.405) e Asia (-10.133).

Seminaristi maggiori

Anche quest’anno il numero dei seminaristi maggiori, diocesani e religiosi, è aumentato: globalmente sono 1.012 in più i candidati al sacerdozio, che hanno così raggiunto il numero di 118.990. Gli aumenti, come già avvenuto negli anni precedenti, si registrano in Africa (+752) e in Asia (+513), cui quest’anno si aggiunge l’America (+ 29), mentre diminuiscono anche quest’anno in Europa (-282).
L’Oceania non registra variazioni.

I seminaristi maggiori diocesani sono 71.974 (+755 rispetto all’anno precedente) e quelli religiosi 47.016 (+257). Per i seminaristi diocesani gli aumenti interessano Africa (+545), America (+ 136) ed Asia (+538), le diminuzioni sono in Europa (-442) ed Oceania (-22). I seminaristi maggiori religiosi aumentano in Africa (+207), Europa (+160) e Oceania (+22) mentre diminuiscono in America (-107) e Asia (-25). 


Seminaristi minori

Il numero totale dei seminaristi minori, diocesani e religiosi, è diminuito di 1.683 unità, raggiungendo il numero di 102.308. Sono aumentati complessivamente in Africa (+213) e Asia (+400), mentre sono diminuiti in America (-1.033), Europa (- 1.206) ed Oceania (-57).

I seminaristi minori diocesani sono 78.007 (-1.135) e quelli religiosi 24.301 (-548). Per i seminaristi diocesani la diminuzione si registra in America (-704), Europa (-855) ed Oceania (-67), mentre crescono Africa (+75) ed Asia (+416). I seminaristi religiosi invece sono in diminuzione in America (-329), Asia (-16) ed Europa (- 351), sono in crescita in Africa (+138) ed Oceania (+10). 

Istituti di istruzione ed educazione

Nel campo dell’istruzione e dell’educazione, la Chiesa gestisce nel mondo 70.544 scuole materne frequentate da 6.478.627 alunni; 92.847 scuole primarie per 31.151.170 alunni; 43.591 istituti secondari per 17.793.559 alunni.
Inoltre segue 2.304.171 alunni delle scuole superiori e 3.338.455 studenti universitari.
Il raffronto con l’anno precedente indica un aumento di scuole materne (+2.425) e una diminuzione di alunni (-43.693); una leggera diminuzione di scuole primarie (-124) ed un aumento di alunni (+178.056); aumentano gli istituti secondari (+1.096) ed i rispettivi alunni (+678.822); in aumento anche gli studenti delle scuole superiori seguiti (+15.913) e gli universitari (+63.015). 


Istituti sanitari, di beneficenza e assistenza

Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa comprendono: 5.305 ospedali con le presenze maggiori in America (1.694) ed Africa (1.150);
18.179 dispensari, per la maggior parte in America (5.762), Africa (5.312) e Asia (3.884);
547 lebbrosari distribuiti principalmente in Asia (285) ed Africa (198);
17.223 case per anziani, malati cronici ed handicappati, per la maggior parte in Europa (8.021) ed America (5.650);
9.882 orfanotrofi per circa un terzo in Asia (3.606);
11.379 giardini d’infanzia; 15.327 consultori matrimoniali distribuiti per gran parte in America (6.472); 34.331 centri di educazione o rieducazione sociale e 9.391 istituzioni di altro tipo, per la maggior parte in America (3.564) ed Europa (3.159). 


Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli 

Le Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Cep) sono complessivamente 1.103.
La maggior parte si trova in Africa (502) e in Asia (476). Seguono America (79) ed Oceania (46).

(SL) (Agenzia Fides 13/10/2012)






[Edited by Caterina63 2/3/2014 2:13 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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   VATICANO - GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2013



da Agenzia Fides



Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Dalle informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nell’anno 2013 sono stati uccisi nel mondo 22 operatori pastorali (per la maggior parte sacerdoti), quasi il doppio rispetto al precedente anno 2012 in cui erano stati 13.

Nella notte tra il 31 dicembre 2013 ed il 1° gennaio 2014 è stato inoltre ucciso p. Eric Freed, parroco ad Eureka, in California: la polizia sta indagando per chiarire le cause e le modalità dell’omicidio. Per il quinto anno consecutivo, il numero più elevato di operatori pastorali uccisi si registra in America Latina, con al primo posto la Colombia. 

Nel 2013 sono morti in modo violento 19 sacerdoti, 1 religiosa, 2 laici.
Secondo la ripartizione continentale, in America sono stati uccisi 15 sacerdoti (7 in Colombia; 4 in Messico; 1 in Brasile; 1 in Venezuela; 1 a Panama; 1 ad Haiti); in Africa sono stati uccisi 1 sacerdote in Tanzania, 1 religiosa in Madagascar, 1 laica in Nigeria; in Asia sono stati uccisi 1 sacerdote in India ed 1 in Siria; 1 laico nelle Filippine; in Europa è stato ucciso 1 sacerdote in Italia.
 

Come avviene ormai da tempo, l’elenco di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non viene usato di proposito il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che si riescono a raccogliere sulla loro vita e sulle circostanze della morte.

Nell’anno 2013 è stato aperto il processo di beatificazione delle sei missionarie italiane delle Suore delle Poverelle di Bergamo, morte in Congo nel 1995 per aver contratto il virus ebola pur di non lasciare la popolazione priva di assistenza sanitaria, definite “martiri della carità”.
E’ stata invece conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione di Luisa Mistrali Guidotti, membro dell’Associazione Femminile Medico Missionaria, uccisa nel 1979 nell’allora Rhodesia mentre accompagnava in ospedale una partoriente a rischio.
Si è poi aperta la strada della beatificazione per padre Mario Vergara, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), e del catechista laico Isidoro Ngei Ko Lat, uccisi in odio alla fede in Myanmar nel 1950.
Il 25 aprile è stata celebrata la beatificazione di don Pino Puglisi: “la sua mitezza e la sua incessante azione missionaria, evangelicamente ispirata, si scontrò con una logica di vita opposta alla fede, quella dei mafiosi, i quali ostacolarono la sua azione pastorale con intimidazioni, minacce e percosse, fino a giungere alla sua eliminazione fisica, in odio alla fede” hanno scritto i Vescovi della Sicilia.
 

Desta ancora preoccupazione la sorte di numerosi altri operatori pastorali sequestrati o scomparsi, di cui non si hanno più notizie, come i tre sacerdoti congolesi Agostiniani dell’Assunzione, sequestati nel nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo nell’ottobre 2012, e di un sacerdote colombiano scomparso da mesi.
Mentre il tremendo conflitto che sta insanguinando da tre anni la Siria non risparmia i cristiani: da tempo non si hanno più notizie del gesuita italiano p. Paolo Dall’Oglio, dei due Vescovi metropoliti di Aleppo – il greco ortodosso Boulos al-Yazigi e il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, delle 12 suore ortodosse del monastero di Santa Tecla.
Proprio in queste ultime ore è stato liberato p. Georges Vandenbeusch, il sacerdote “Fidei Donum” francese che era stato rapito il 13 novembre nella sua parrocchia di Nguetchewe, in Camerun.
 

Scorrendo le poche notizie che si riescono a raccogliere sugli operatori pastorali che hanno perso la vita nel 2013, ancora una volta si osserva che la maggior parte di loro è stata uccisa in seguito a tentativi di rapina o di furto, aggrediti in qualche caso con efferatezza e ferocia, segno del clima di degrado morale, di povertà economica e culturale, che genera violenza e disprezzo della vita umana. Tutti vivevano in questi contesti umani e sociali, portando avanti la missione di annuncio del messaggio evangelico senza compiere gesti eclatanti, ma testimoniando la loro fede nell’umiltà della vita quotidiana. 

Come ha sottolineato il Santo Padre Francesco, “in duemila anni sono una schiera immensa gli uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo” (Angelus del 23 giugno 2013).
Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, infatti deve sempre essere aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede: “pensiamo a tanti fratelli e sorelle cristiani, che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli. Gesù è con loro. Anche noi siamo uniti a loro con la nostra preghiera e il nostro affetto. Abbiamo anche ammirazione per il loro coraggio e la loro testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle, che in tante parti del mondo soffrono a causa dell’essere fedeli a Gesù Cristo”
(Papa Francesco, Angelus del 17 novembre 2013).











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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  Annuario Pontificio: aumentano i cattolici nel mondo


 

29/05/2014

Nell’arco temporale che va dal 2005 al 2012 i fedeli battezzati nel mondo sono passati da 1.115 a 1.229 milioni, con un aumento relativo del 10,2 per cento. E’ quanto rileva l’Annuario Pontificio 2014, la cui redazione è stata curata dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa. Confrontando il dato con l’evoluzione della popolazione mondiale nello stesso periodo passata da 6,46 a 7,02 miliardi, si osserva che l’incidenza dei cattolici a livello planetario è lievemente aumentata, da 17,3 per cento a 17,5 per cento. Il contributo delle varie aree geografiche al dato complessivo risulta diversificato.

L’Europa, pur ospitando il 23 per cento della comunità cattolica mondiale nel 2012, si conferma l’area meno dinamica in assoluto, con una crescita del numero dei fedeli battezzati di poco superiore al due per cento, nell’arco di tempo considerato. La presenza dei cattolici sul territorio si stabilizza attorno al 40 per cento.

Il continente africano rimane senza dubbio quello con la maggiore crescita. Il numero dei cattolici in Africa (pari nel 2012 a quasi 199 milioni), infatti, è aumentato ad un ritmo pari a quasi il doppio di quello dei paesi del continente asiatico (pari al 29 per cento) e di gran lunga superiore alla crescita della popolazione nello stesso intervallo di tempo. Risultano così confermati l’accresciuto peso del continente africano (i cui fedeli salgono dal 13,8 per cento del 2005 al 16,2 per cento del 2012 di quelli mondiali) e il continuo calo, invece, di quello europeo, per il quale la percentuale sul totale mondiale è scesa dal 25,2 per cento del 2005 al 23,3 per cento del 2012. Crescente appare, anche, l’incidenza nel mondo cattolico del continente asiatico che, con un peso di oltre il 60 per cento della popolazione mondiale, si mantiene attorno all’11 per cento in tutto il periodo esaminato. Si consolida la posizione dell’America quale continente a cui appartiene il 49 per cento dei cattolici battezzati del mondo. Stabile rimane, infine, l’incidenza dei cattolici su 100 abitanti in Oceania, anche se con una consistenza che non raggiunge lo 0,8 per cento della popolazione cattolica mondiale.

Nel periodo 2005-2012 il numero dei vescovi nel mondo è passato da 4.841 a 5.133 con un aumento di 292 presuli, pari al 6 per cento. Tutti i continenti hanno presentato un incremento che percentualmente ha oscillato intorno alla media mondiale per l’America e l’Oceania, l’incremento percentuale più basso (il 3,3 per cento) è stato registrato dal numero dei vescovi europei e quello più alto (l’11 per cento) dai vescovi africani e asiatici. Di conseguenza il peso dei vescovi americani e oceanici non è cambiato nel periodo sotto esame, mentre quello dei vescovi europei ha subito una riduzione di circa un punto che è andato a favore dei continenti africani e asiatici.

Nel 2012 i sacerdoti nel mondo erano 414.313 di cui 279.561 membri del clero diocesano e 134.752 del clero religioso; nel 2005 erano invece 406.411 suddivisi in 269.762 diocesani e 136.649 religiosi. Il numero complessivo dei sacerdoti nel 2012, rispetto a quello del 2005, ha subito una crescita di circa il 2 per cento, risultante dall’aumento del 3,6 per cento del clero diocesano e dal calo dell’1,4 per cento di quello religioso. L’incremento più alto si è registrato in Africa (24 per cento) e in Asia (20 per cento), a cui seguono l’America (1,6 per cento) e l’Oceania (0,2 per cento); sono invece diminuiti i sacerdoti europei (6 per cento). Tranne che nell’Asia e nell’Africa il clero religioso è ovunque diminuito. La distribuzione del clero tra i continenti è caratterizzata da una forte prevalenza di sacerdoti europei (45 per cento nel 2012) che sono il 52 per cento in più dei preti americani (122.924 contro 186.489); il clero asiatico incide per il 14,5 per cento, quello africano per il 9,7 per cento e quello dell’Oceania per l’1,1 per cento. Tra il 2005 e il 2012 non è variata l’incidenza sul totale mondiale dei sacerdoti dell’America e dell’Oceania; invece è cresciuto il peso sia del clero africano (da 8,0 per cento del 2005 a 9,7 per cento del 2012), sia quello del clero asiatico (da 12,3 a 14,5 per cento), crescita che è andata a scapito del peso del clero europeo che è sceso da 48,8 a 45,0 per cento.

I diaconi permanenti costituiscono il gruppo degli operatori pastorali in più forte evoluzione nel corso del tempo: da 33.391 nel 2005 hanno raggiunto le 42 mila unità nel 2012, con una variazione relativa di più 26,1 per cento. Se l’aumento si è manifestato ovunque, tuttavia, i ritmi di incremento permangono diversi fra le varie aree continentali: in Europa il loro aumento è stato significativo, essendo passati in sette anni da poco meno di 11 mila a quasi 14 mila. Anche in America la dinamica è stata sostenuta: nel 2005 questo continente ne contava 21.722, mentre nel 2012 il numero è salito a oltre 27.000 unità. Si sottolinea che questa figura religiosa è molto frequente in America (specialmente quella del nord) con il 64,7 per cento di tutti i diaconi del mondo, ed anche in Europa (32,8 per cento). Scarsa è, invece, la presenza dei diaconi in Africa e in Asia: questi continenti rappresentano insieme appena l’1,5 per cento della consistenza globale.

I religiosi professi non sacerdoti hanno fatto registrare nel periodo sotto esame una lieve crescita numerica. Nel mondo essi contavano 54.708 unità nel 2005 e hanno raggiunto il numero di 55.314 nel 2012. In netto calo in Europa (10,2 per cento), in Oceania (7 per cento) e in America (3,1 per cento), i religiosi non sacerdoti sono aumentati in Asia (27,5 per cento) e in Africa (8,8 per cento). Nel 2012 il peso dei religiosi non sacerdoti in questi due continenti è arrivato a superare la percentuale presente in America. L’Europa continua a mantenere la quota relativa più elevata (31,8 per cento), ma in netta diminuzione.

Le religiose professe hanno rappresentato nel 2012 complessivamente un gruppo di 702.529 unità, per il 38 per cento presente in Europa, seguita dall’America che conta oltre 186 mila consacrate e dall’Asia che raggiunge quasi le 170 mila unità. Rispetto al 2005, il gruppo subisce a livello mondiale una flessione del 7,6 per cento. Il calo ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania) con variazioni anche di rilievo (intorno al 15 per cento). In Africa e in Asia, invece, l’incremento è stato decisamente sostenuto, il 16,7 per cento per il primo e il 10,5 per cento per il secondo. Come risultato finale di queste dinamiche, la frazione delle religiose professe dell’Africa e dell’Asia sul totale mondiale passa dal 27,9 per cento al 33,9 per cento, a scapito dell’Europa e dell’America la cui incidenza nell’insieme si riduce dal 70,8 al 64,9 per cento.

Il numero di seminaristi è aumentato del 4,9 per cento, passando dai 114.439 del 2005 ai 120.051 del 2012. La crescita maggiore si è avuta in Asia nella quale il numero dei seminaristi nel periodo preso in esame è cresciuto del 18 per cento; all’Asia segue l’Africa con il 17,6 per cento di aumento, seguita a sua volta dal-l’Oceania con il 14,2 per cento; in Europa si è avuto un calo del 13,2 per cento mentre in America si è registrata una diminuzione più contenuta (2,8 per cento). Nel 2012 su 1.000 candidati al sacerdozio di tutto il mondo, 299 erano americani, 296 asiatici, 231 africani, 166 europei e 8 dell’Oceania. Alla variazione numerica rispetto al 2005 si è accompagnata una modifica strutturale all’interno dei continenti. I rapporti di composizione istituiti tra i seminaristi di tali aree e la consistenza mondiale mostrano, infatti, che l’Asia e l’Africa si sono avvantaggiate tra il 2005 e il 2012 ciascuna di circa tre punti percentuali: questo guadagno è andato a detrimento dell’Europa (da 20,1 per cento a 16,6 per cento) e dell’America (da 32,2 per cento a 29,9 per cento).









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  Pubblicato il Bilancio dello Ior: il comunicato dell'Istituto

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2014-07-08 Radio Vaticana

Lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) ha pubblicato i risultati di bilancio 2013 annunciando l'inizio della Fase II della riforma dell'Istituto. Di seguito il comunicato dello IOR:

Lo IOR ha fornito un quadro dettagliato e aggiornato dei risultati conseguiti nella Fase I di riforma dell’Istituto. La Fase II, ovvero l'integrazione dell'Istituto nel nuovo contesto economico-amministrativo del Vaticano, sarà affidata a un nuovo Consiglio e a un nuovo staff dirigenziale di nuova nomina, che opereranno in una struttura di governance rinnovata. Sui risultati del 2013 gravano i costi resisi necessari al completamento della Fase I e quelli connessi agli investimenti ereditati dalle gestioni precedenti.

“Come prefissato nel maggio 2013, ci siamo concentrati sull'obiettivo di conformare lo IOR alla regolamentazione finanziaria e di renderlo più sicuro e trasparente, affinché il Santo Padre potesse avere più opzioni al momento di decidere sul futuro dell'Istituto. Con quest'opera abbiamo posto le fondamenta per consentire a una nuova équipe dirigenziale di fare dello IOR un fornitore di servizi davvero eccezionale nel mondo della finanza cattolica”, afferma Ernst von Freyberg, Presidente del Consiglio di Sovrintendenza. “Nonostante l’impegno profuso nel miglioramento della gestione interna, lo IOR ha conseguito una performance encomiabile per i suoi clienti, primo fra tutti la Santa Sede. Nella prima metà del 2014 abbiamo conseguito un risultato molto positivo, che conferma gli sforzi compiuti da tutti coloro che lavorano allo IOR.”

I risultati del 2013 riflettono gli sforzi per le riforme e l’effetto degli investimenti ereditati

Il bilancio è stato redatto in conformità ai principi contabili internazionali (IFRS) e sottoposto a revisione da Deloitte & Touche S.p.A. La divulgazione dei dati revisionati del bilancio 2013 segue al primo Rendiconto Annuale diffuso dall'Istituto e pubblicato lo scorso 1° ottobre 2013. Tale iniziativa rientra in un ampio progetto avviato nel 2013 e volto a illustrare la missione, le attività e la performance finanziaria dello IOR, fornendo un resoconto periodico dei progressi compiuti in fatto di riforme. Il Rendiconto Annuale del 2013, accompagnato dalla relazione di revisione, sarà pubblicato il 15 luglio 2014 sul sito web dello IOR (www.ior.va). Nel 2013 l'Istituto ha conseguito un Utile Netto di EUR 2,9mio (2012: EUR 86,6mio). Esso è stato significativamente influenzato da oneri di natura straordinaria, da rilevanti rettifiche sul valore dei fondi di investimento gestiti da terzi negoziati nel 2012 e inizio 2013, e dalla forte diminuzione del valore dell'oro. Senza tali rettifiche il risultato di esercizio sarebbe stato circa EUR 70mio, ampiamente in linea con la media dei precedenti anni e paragonabile all'Utile Netto conseguito nel 2012.

Dal Conto Economico 2013 dello IOR emerge in particolare un (vedi tabella in calce al documento):

- Margine di Interesse pari a EUR 53,8mio (+3%), che riguarda la differenza tra il tasso di remunerazione degli impieghi ed il costo della raccolta;

- Margine Commissionale pari a EUR 14,1mio (+16%), derivante prevalentemente dalle commissioni attive sulle Gestioni Patrimoniali;

- Dividendi pari a EUR 3,8mio (+108%) derivanti da titoli;

- Risultato Netto di Negoziazione pari a EUR -16,5mio (2012: EUR 51,1mio), che riflette la riduzione sia del risultato di valutazione dei titoli detenuti in portafoglio, sia di quello di negoziazione. Questa voce tiene conto inoltre delle significative rettifiche effettuate sui fondi di investimento gestiti da terzi per EUR -28,5mio - sottoscritti nel 2012 e all’inizio del 2013 - e della riduzione del valore dell’oro (EUR -11,5mio).

- Altri Redditi (Oneri) Netti pari a EUR -14,4mio (2012: EUR -4,7mio), che comprendono una cessione a titolo di liberalità di titoli pari a EUR 15,1mio in favore di una fondazione della Santa Sede;

- Costi Operativi ammontano a EUR 32,2mio (2012: EUR 23,9mio) che comprendono costi del personale, contributi pensionistici, spese di manutenzione generale e compensi per servizi professionali. L'incremento di EUR 8,3mio (+35%) è da ricondursi prevalentemente ai costi sostenuti nel 2013 a fronte di servizi professionali necessari alla riorganizzazione e alla riforma dell'Istituto;

EUR -5,7mio di Svalutazioni (2012: EUR -2,1mio), che comprendono il deprezzamento di EUR 3.2mio un sostegno finanziario concesso alla Diocesi di Terni.

Nel 2013, lo IOR si rende disponibile a contribuire per EUR 54,0mio al budget della Santa Sede.

Nel 2013, il totale complessivo dei Valori di terzi affidati allo IOR dai suoi clienti è sceso di EUR 0,4mrd, attestandosi così a quota EUR 5,9mrd (2012: EUR 6,3mrd). I Valori di terzi in questione si compongono di EUR 1,9mrd (2012: EUR 2,3mrd) in fondi di deposito, EUR 3,3mrd (2012: EUR 3,2mrd) in attività detenute nei portafogli gestiti (Gestioni Patrimoniali) ed EUR 0,8mrd (2012: EUR 0,8mrd) in titoli detenuti per conto di clienti in virtù di accordi di custodia.

Alla chiusura dell'esercizio 2013, il Patrimonio Netto dello IOR è pari a EUR 720mio (2012: EUR 769mio) e un Total Capital Ratio del 17,2%.

Soddisfacente la prima metà del 2014

I risultati del primo semestre 2014 si basano su dati preliminari del Management Reporting interno. L’andamento risulta molto soddisfacente in quanto si registra un Utile Netto di EUR 57,4mio. Il margine d’interessi, il margine commissionale, e il risultato di negoziazione risultano molto positivi, mentre le spese operative si sono ridotte rispetto a 2013.

Il Patrimonio Netto al 30 Giugno 2014 ammonta a EUR 775,4mio. Questi risultati sono da ricondursi alle operazioni ordinarie dell'Istituto e comprendono i costi del processo di riforma. 

Al 30 giugno 2014, il valore complessivo dei Valori di terzi affidati allo IOR (inclusi fondi di deposito, titoli in custodia e attività detenute nei portafogli gestiti) è aumentato di EUR 0,1mrd, salendo così a EUR 6,0mrd.

Terminata la Fase I del processo di riforma dello IOR

La Fase I del processo di riforma, iniziata nell'aprile/maggio 2013, si è fondata su tre pilastri, ovvero la compliance, il focus sui clienti della Chiesa e la trasparenza.

Dal maggio 2013 al giugno 2014, lo IOR ha profuso il suo impegno in un vaglio sistematico di tutti i documenti della clientela al fine di individuare i casi in cui fossero mancanti o lacunose le informazioni necessarie al completamento dei dati identificativi, secondo i nuovi template introdotti dallo IOR nel secondo trimestre 2013. Tale compito è arrivato a conclusione; ora si sta procedendo al completamento della raccolta delle informazioni richieste. Ad oggi lo IOR ha bloccato i conti di 1.329 clienti individuali e di 762 clienti istituzionali in attesa che vengano forniti tutti i dati richiesti.

A seguito del processo di verifica e a far data dal 30 giugno 2014, lo IOR ha chiuso i rapporti con circa 3.000 clienti. Si tratta di circa 2.600 clienti con conti da tempo non operativi e sui quali sono stati riscontrati saldi di minima entità (“conti dormienti”). Inoltre, sono cessati rapporti con 396 clienti a seguito della decisione del Consiglio di Sovrintendenza del 4 luglio 2013 di restringere le categorie di clienti dell'Istituto. Per effetto della stessa, lo IOR ammette ad operare ora solo istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti o ex dipendenti del Vaticano titolari di conti per stipendi e pensioni, nonché ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede. La decisione del Consiglio di Sovrintendenza di definire più precisamente le categorie di clienti dell'Istituto è stata adottata nella prospettiva di accelerare il processo di riforma.

Nel 2013 e nella prima metà del 2014, la cessazione dei rapporti con questi 396 clienti ha determinato un deflusso di fondi per un totale di EUR 44mio circa, di cui EUR 37,1mio sono stati trasferiti a mezzo bonifico a istituzioni finanziarie con sede in giurisdizioni che garantiscono la tracciabilità dei fondi in forza di un quadro normativo equiparabile (l'88% è stato destinato a istituzioni italiane), EUR 5,7mio circa sono stati trasferiti a titolo di donazione attraverso circuiti interni all'Istituto. L'ammontare residuo, pari a EUR 1,2mio, è stato liquidato in contanti secondo le policy interne.

Ulteriori 359 rapporti che non rispondono ai criteri stabiliti nel luglio 2013 dal Consiglio di Sovrintendenza, per un saldo complessivo di EUR 183mio circa a fine 2013, sono stati segnalati come rapporti in eventuale chiusura e sono attualmente sottoposti a relativa procedura.

Al 31 dicembre 2013, lo IOR serviva 17.419 clienti (2012: circa 18.900), di cui 5.043 istituzioni cattoliche, cui fa capo più dell'80% degli asset under management, e 12.376 individui, che rappresentano meno del 20%. Il calo dei clienti registrato corrisponde a una contrazione del totale dei relativi attivi, pari al 5,9%. Al 30 giugno 2014 lo IOR serviva 15.495 clienti e segnava un totale di EUR 6mrd. di attivi di clienti.

Investimenti ereditati e adeguamento al nuovo contesto regolamentare

A seguito dalla review effettuata a partire dal maggio 2013, il management dello IOR ha individuato una serie di investimenti, ereditati dalle precedenti gestioni, che hanno reso necessaria una svalutazione prudenziale e straordinaria nell'esercizio 2013. 

Inoltre, una serie di special investigation condotte dal nuovo management ha accresciuto il livello di trasparenza e ha consentito all'Istituto di indirizzare i rischi di compliance individuati riferendo i risultati alle autorità vaticane competenti.

“All'inizio del mio mandato ho ribadito più volte che avrei perseguito con “tolleranza zero” ogni attività sospetta. Abbiamo attuato le nostre riforme in questo spirito e non solo abbiamo migliorato notevolmente le procedure per rendere l'Istituto più sicuro e trasparente, ma abbiamo anche messo il suo “Proprietario” in condizione di agire sulla base di fatti”, afferma Ernst von Freyberg. “È giusto dire che, negli ultimi mesi, questo processo doloroso ma assolutamente necessario ha posto le basi per un nuovo futuro dello IOR quale gestore di servizi finanziari completamente ed esclusivamente dedito a servire la missione della Chiesa Cattolica.”

Nel 2013 sono stati introdotti nello Stato della Città del Vaticano/nella Santa Sede importanti cambiamenti in materia di regolamentazione che hanno interessato lo IOR. In particolare, la Legge XVIII dello Stato della Città del Vaticano in materia di trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria, emanata l'8 ottobre 2013, sta introducendo nuove disposizioni alle quali lo IOR è tenuto ad adeguarsi. In linea con il suo programma di compliance tuttora in corso, (vedi comunicato stampa IOR del 22 gennaio 2014) e anticipando il Regolamento dell'AIF per l'applicazione della nuova legge, lo IOR ha attuato un'ampia gamma di procedure supplementari ed ha rafforzato i processi già esistenti. In seguito alla prima ispezione ordinaria in loco svoltasi nella prima metà del 2014, l'Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) sta ora sviluppando un action plan per l'implementazione di ulteriori evoluzioni e adeguamenti.

Gli sforzi e i sostanziali miglioramenti in termini di compliance sono stati confermati da MONEYVAL, il Comitato di Esperti per la Valutazione delle Misure di Lotta contro il Riciclaggio di Denaro e il Finanziamento del Terrorismo del Consiglio d'Europa (nell’ambito del report di valutazione della Santa Sede pubblicato nel dicembre 2013.

“Desidero ringraziare Ernst von Freyberg e l'intero Consiglio, Ronaldo Schmitz, Carl Anderson, Antonio Maria Marrocco, Manuel Soto Serrano nonché il Direttore Generale Rolando Marranci e il suo staff per la grande dedizione rivolta all'obiettivo di fornire servizi finanziari sicuri e professionali alla Chiesa e di realizzare i miglioramenti necessari alla prosecuzione di tale servizio”, ha dichiarato S.E. Card. George Pell, Prefetto per l'Economia. “Con la conclusione della Fase I del processo di riforma, siamo ora in grado di avviare l’Institito verso la seconda fase di riforme sotto una nuova direzione.”

Fase II: futuro dello IOR

A seguito della conferma della missione dello IOR espressa dal Santo Padre il 7 aprile 2014 e sotto la guida della Segreteria per l'Economia e del suo Consiglio, è stato sviluppato un piano che traccia il futuro dell'Istituto. La Segreteria per l'Economia e la Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello IOR hanno stabilito congiuntamente e all'unanimità che il piano in questione dovrà essere attuato da un Consiglio e uno staff dirigenziale di nuova nomina sotto una governance rinnovata.

“Questo è un periodo di grandi mutamenti per la Santa Sede, non solo per lo IOR. Con il sostegno del Santo Padre e del Consiglio dei Cardinali, stiamo creando strutture più semplici ed efficienti per coloro che servono la missione della Chiesa Cattolica”, afferma il Cardinale-Prefetto George Pell. “Dopo il duro lavoro effettuato dal management sinora in carica, siamo ora in grado di garantire la continuità della preziosa assistenza offerta dall'Istituto e di condurre lo IOR verso un secondo ciclo di riforme sotto la guida di una nuova dirigenza.” 

La Segreteria per l'Economia terrà una conferenza stampa il prossimo mercoledì 9 luglio 2014 nella Sala Stampa Vaticana per presentare, il nuovo Consiglio dello IOR e per fornire aggiornamenti sugli elementi chiave della Fase II della riforma operativa dell'Istituto. 

 

Conto Economico sintetico EUR 000

2013

2012

2011

Margine interesse netto

53.812

52.172

64.928

Margine commissionale netto

14.110

12.194

10.219

Dividendi

3.796

1.827

2.705

Utile netto di negoziazione

(16.545)

51.128

(38.173)

Altri proventi netti (costi)

(14.396)

(4.653)

5.305

Risultato operativo

40.777

112.668

44.984

Costi operativi

(32.187)

(23.949)

(20.957)

Svalutazioni

(5.725)

(2.104)

(3.774)

Utile netto

2.865

86.615

20.253

 

Bilancio sinteticoEUR 000

2013

2012

2011

Contanti e depositi bancari

715.990

1.221.548

1.442.260

Investimenti in titoli

2.588.517

3.619.310

2.496.437

Altri attivi

86.510

144.898

128.829

Totale attivi

3.391.017

4.985.756

4.067.526

Debiti per conti di risparmio

2.544.278

4.103.473

3.224.981

Altre passività

126.692

113.024

101.384

Totale patrimonio netto

720.047

769.259

741.161

Totale passività e patrimonio netto

3.391.017

4.985.756

4.067.526

 

Clients’ assets 2013 EUR 000

In bilancio

Non in bilancio

Depositi (incl. ratei) clientela

1.871.173

0

Gestioni Patrimoniali

673.105

2.645.328

Custodia Titoli

0

758.842

Totale parziale

2.544.278

3.404.170

Totale attivi

5.948.448






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  Calo delle vocazioni in Italia. Intervista con mons. Dal Molin




Ordinazioni sacerdotali in San Pietro - L'Osservatore Romano





16/11/2014 09:06



In Italia ogni anno ci sono sempre meno suore e sacerdoti. E’ l’allarme lanciato dalla Conferenza Episcopale Italiana nel documento finale reso noto a conclusione dei lavori dell’Assemblea Generale della Cei, svoltasi  nei giorni scorsi ad Assisi. Secondo gli ultimi dati dell’Annuario Statistico, dal 2002 al 2012, si è registrata una diminuzione di 5mila sacerdoti e 20mila suore.
Federico Piana ne ha parlato con mons. Domenico Dal Molin, direttore dell’Ufficio Nazionale Cei per la pastorale delle vocazioni:

R.  – La realtà del centro Italia è forse la più in sofferenza. Quella del nord Italia è un po’ una realtà a macchia di leopardo: il nord-ovest è più in difficoltà, nel nord-est ci sono alcune zone ancora in relativa tenuta. E il sud Italia, invece, che continua ad avere una buona media di accessi vocazionali, e quindi anche non certo una sofferenza notevole nell’ambito del ricambio dei sacerdoti, dei presbiteri. Però l’allarme è reale e rispecchia una situazione che noi viviamo.

D. - Le cause di questo crollo delle vocazioni dove vanno ricercate?

R. – Se noi guardiamo al calo demografico rispetto alle situazioni nelle nostre famiglie negli anni ’50, ’60, ’70, è chiaro che noi ci troviamo davanti a un bacino demografico che è molto più ridotto. Poi, c’è il contesto sociale e culturale, il clima di precarietà… Però oggi direi soprattutto la fatica della scelta: la fatica della scelta definitiva rimane sempre un problema profondamente culturale e anche esistenziale, di fatto. Se poi noi andiamo a leggere la realtà interna alla Chiesa, penso che fondamentalmente dovremmo rifarci alle parole di Papa Francesco, quando ripetutamente diceva che la vocazione non va per logiche di reclutamento ma va per attrazione.

D. – Cosa si intende per ridefinizione dei compiti e delle priorità del ministero?

R. – Da una parte provare a ridefinire la componente burocratica e “manageriale”, chiamiamola anche così, che talvolta viene ad appesantire notevolmente la vita di un prete in una parrocchia. Questo però domanderà un ripensamento abbastanza preciso, perché va a toccare anche elementi di diritto canonico - cioè, una rappresentanza legale non è qualcosa che si può saltare di punto in bianco - però cercando di farsi aiutare da persone competenti che possano svolgere molte cose che i preti tuttora fanno nell’ambito della parrocchia, soprattutto nella gestione dei beni della parrocchia.
Le priorità, innanzitutto, sono nel dare spazio ad una vita di interiorità, di preghiera, quindi ad accogliere anche le proposte che una diocesi, il proprio vescovo, lanciano per vivere questi momenti in comune tra i preti. E’ significativo che l’accento è andato sul prete appartenente ad un presbiterio: cioè, appartenente ad un insieme di preti con cui cammina insieme. L’altra dimensione che mi pare molto interessante è quella di un prete che comincia ad avere più attenzione ad una vicinanza di consolazione, direi molto legata allo stile di Papa Francesco: cioè, ad avere una presenza che sa stare accanto alla gente nei momenti normali della vita.
Quindi un prete disponibile per l’accompagnamento spirituale, per la confessione, che abbia più cura delle celebrazioni liturgiche, dell’omelia, di alcune delle dimensioni che sono tipiche della vita di un presbitero. Mi pare quindi che, da una parte, un’attenzione all’interiorità e dall’altra alla vita comunitaria e su un altro versante ancora, un prete in mezzo alla gente che sa farsi presenza viva, sono un grande salto di qualità che probabilmente in questa fase può essere abbastanza maturo da compiere.








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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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12/15/2015 10:33 PM
 
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  ....i risultati positivi sono definitivamente  racchiusi dentro gli otto anni di Pontificato di Benedetto XVI


Come cambia la Chiesa nel mondo? Ci sono due strumenti che ci aiutano a capirlo:l’Annuario pontificio, del quale è uscita l’edizione del 2015, l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2013, curati dall’Ufficio centrale di statistica della Chiesa, appena arrivati nelle librerie (in data aprile 2015 e che copre gli 8 anni di pontificato di Benedetto XVI). Volumi ricchi di informazioni e cifre che raccontano la vita dei cattolici. Una sorta di radiografia generale della Chiesa, che abbraccia tutti i continenti. 


Cattolici in aumento
Nel periodo che va dal 2005 al 2013 i cattolici battezzati nel mondo hanno registrato una rapida crescita, con un incremento percentuale di oltre il 12%. Nello stesso arco temporale essi sono complessivamente passati da quasi 1.115 a 1.254 milioni, con un aumento assoluto di 139 milioni di fedeli battezzati. Poiché nello stesso periodo la popolazione mondiale è passata da 6.463 a 7.094 milioni, l’incidenza dei cattolici a livello planetario è aumentata dal 17,3 al 17,7 per cento.

Sacerdoti e consacrati, crescita rispetto al 2005
Le forze di apostolato, costituite da vescovi, sacerdoti, diaconi permanenti, religiosi non sacerdoti, religiose professe, membri di istituti secolari, missionari laici e catechisti, ammontavano a fine 2013 a 4.762.458 con una variazione positiva di poco meno di 300.000 unità rispetto alla stessa data del 2005. La ripartizione tra le diverse componenti che costituiscono le forze di apostolato è abbastanza difforme da continente a continente.

I vescovi
Al 31 dicembre 2013 erano presenti in tutte le circoscrizioni ecclesiastiche 5.173 vescovi con un aumento, rispetto al 2012, di 40 unità, di fatto in media alla crescita degli ultimi otto anni. Mentre nel Nord America e in Oceania si è registrato un calo (di 6 e 5 unità) nel resto del continente americano si regista un +23 unità, in Africa +5, in Asia +14 e in Europa +9. La presenza più numerosa di vescovi è in America e in Europa (dove vivono rispettivamente il 37,4 e il 31,4 per cento dei vescovi del pianeta, seguiti da Asia (15,1%), Africa (13,6%) e Oceania (2,5%). Un aspetto importante è quello del lento ma graduale processo di sostituzione dei Vescovi missionari con le gerarchie locali.

Sacerdoti 
Il numero complessivo dei sacerdoti, secolari e religiosi, è stato alla fine del 2013 pari a 415.348. Rispetto al 2012 (414.313), vi è stato un aumento dello 0,3 per cento. Per valutare tale incremento si deve considerare che questi sacerdoti sono entrati in seminario tra il 2007 e il 2010 e si tiene in considerazione la vasta eco avuta con l'Anno del Sacerdozio (2009-2010). L’incremento si è verificato in tutte le ripartizioni territoriali (ad eccezione del Nord America e dell’Europa in cui la consistenza dei sacerdoti si è ridotta nel giro di un anno rispettivamente dell’ 1,4 e dell’ 1,2 per cento): + 1,6% per l’America Centrale, + 1,0% per il sud America, + 2,4% per il Sud-Est asiatico, + 4,2% per l’Africa.

Diaconi permanenti
Il dato dei diaconi permanenti, diocesani e religiosi, è molto interessante. Questi sono in forte espansione sia a livello mondiale sia nei singoli continenti, passando da 33.391 unità nel 2005 a oltre 43 mila nel 2013, (+ 29%). Europa ed America registrano i numeri più grandi ma anche la tendenza evolutiva più vivace. Il numero dei diaconi europei, da poco meno di 11 mila unità nel 2005 sono arrivati a fine 2013 a quota 14 mila, con un incremento del 30%. In America, da oltre 21 mila si sale a raggiungere quasi le 28 mila unità. Questi due continenti, da soli, rappresentavano nel 2013 il 97,6% della consistenza mondiale dei diaconi permanenti.

Religiosi
I religiosi professi non sacerdoti è cresciuto del’1% tra il 2005 e il 2013, raggiungendo quota 55mila. Le religiose professe invece hanno conosciuto un calo consistente, passando da 750.529 nel 2005 a 693.575 nel 2013 (-8,8%). Il declino è determinato da tre continenti: Europa, America e Oceania)

Vocazioni sacerdotali
Dopo un periodo di costante crescita delle vocazioni sacerdotali negli ultimi due anni stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, con un meno 2% di iscritti ai corsi di formazione sacerdotale. Si tratta di un calo generalizzato, molto forte in Nord America (-5,2%), Sud America (-7%), Oceania (-5,1%) con l’unica eccezione dell’Africa: + 1,5%. La flessione in Asia è invece molto limitata (0,5%). Qui l’eccezione è rappresentata dall’India (+0,5%).
L’Europa perde il 3,6% delle vocazioni anche grazie alle forti flessioni di Polonia (-10%), Gran Bretagna (-11,5%), Repubblica Ceca (-13%), Austria (-10,9%). Le vocazioni crescono invece in Italia (+0,3%), Ucraina (+4,5%) e Belgio (+7,5%).





[Edited by Caterina63 4/21/2016 12:03 AM]
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4/21/2016 12:07 AM
 
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VOCAZIONI SACERDOTALI IN CALO IN TUTTO IL MONDO. VA MALE ANCHE DOVE ANDAVA MEGLIO


Vocazioni sacerdotali in calo in tutto il mondo. Va male anche dove andava meglio

di Giorgio Bernardelli

 

La diminuzione delle vocazioni al sacerdozio? Non è più solo un fenomeno dell’Occidente: anche nelle diocesi del Sud del mondo i seminari iniziano a essere un po’ meno pieni rispetto a qualche anno fa. Nella domenica in cui la Chiesa cattolica celebra la Giornata mondiale delle vocazioni, con le ordinazioni sacerdotali presiedute dal Papa in San Pietro, uno sguardo ad alcuni dati recentemente diffusi dalla Santa Sede mostra in maniera chiara un’inversione di tendenza in atto ormai anche a livello globale. 

Da anni ormai l’Europa vive un calo sensibile nelle vocazioni al sacerdozio, che in tante diocesi ha portato alla diminuzione del numero delle parrocchie e a un’età media sempre più avanzata del clero. A livello globale, però, questo fenomeno veniva bilanciato da una crescita significativa delle nuove ordinazioni nelle diocesi del Sud del mondo. E questo faceva sì che il dato totale dei sacerdoti nel mondo fosse comunque in crescita. Con la conseguenza indiretta che, oggi, vi sono anche preti nati in Africa o in Asia che prestano il proprio ministero in parrocchie europee, in una sorta di «ricambio» del dono dei missionari fatto un tempo dalle Chiese di antica tradizione cristiana. 

Da qualche anno, però, il trend sta cambiando e anche in maniera relativamente rapida. A rivelarlo è l’Annuarium Statisticum, il libro che raccoglie le statistiche ufficiali della Chiesa cattolica nel mondo, la cui ultima edizione aggiornata al 31 dicembre 2014 è stata pubblicata all’inizio di marzo. Dall’analisi dei dati emerge, infatti, che se il numero dei cattolici globalmente rimane in crescita, quello dei preti si è stabilizzato intorno alle 415.000 unità. E se si va a guardare anche i dati sui seminaristi nel mondo ci si accorge che - dopo un massimo storico raggiunto nel 2011 - il numero complessivo dei candidati al sacerdozio sta cominciando a scendere. 

Entrando nel dettaglio: gli studenti di filosofia e teologia nei seminari erano 117.978 nel 2009 e sono saliti fino a quota 120.616 nel 2011; poi, però, è cominciato un calo lieve ma costante, che li ha portati a scendere a quota 116.939 nel 2014. E quando dal dato generale si passa a quello per continenti, alcune dinamiche emergono in maniera abbastanza chiara. L’unico continente nel quale i seminaristi continuano ad aumentare è l’Africa: erano 26.172 nel 2009, sono diventati 28.528 nel 2014. Crescita importante, vicina al 10%, ma comunque inferiore al tasso di crescita dei battezzati: infatti anche in Africa il tasso vocazionale - cioè il numero di seminaristi in rapporto alla popolazione cattolica - pur restando altissimo rispetto all’Europa, è sceso tra il 2009 e il 2014 da 43,51 a 38,12 preti ogni 100.000 persone. In pratica la crescita dei seminaristi africani appare oggi più legata alle dinamiche demografiche generali del continente che alla continuazione della primavera vocazionale. 

Discorso analogo per l’Asia, con la sola differenza che qui anche il dato assoluto ha cominciato a scendere: dopo il picco di 35.476 unità fatto registrare nel 2012, in due anni i seminaristi asiatici sono scesi a quota 34.469 (anche se va detto che - pur in discesa - il tasso vocazionale dell’Asia resta il più alto al mondo: 42,99 seminaristi ogni 100.000 battezzati).  

Se per Africa e Asia si tratta comunque di frenate dopo crescite impetuose, c’è invece una regione dell’America dove il calo dei seminaristi è oggi molto evidente. E - contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare - non sta nell’emisfero Nord. Se infatti in Stati Uniti, Canada e Messico il dato sulle vocazioni sacerdotali oggi è abbastanza stabile, è in Sudamerica che la crisi si fa sentire: in Brasile, Colombia, Argentina e nei Paesi vicini oggi i seminaristi sono quasi il 17 per cento in meno rispetto a soli dieci anni fa. E se si restringe lo sguardo ai soli ultimi cinque anni ci si accorge che la diminuzione percentuale in Sudamerica è stata più forte che in Europa. Al punto che anche il tasso vocazionale oggi è significativamente più basso: 7,73 seminaristi per 100.000 battezzati contro i 9,99 dell’Europa. L’unico posto al mondo dove i seminaristi sono diminuiti ancora di più è il Medio Oriente, dove però il calo delle vocazioni è stato un fenomeno del tutto particolare, legato alle guerre e persecuzioni che negli ultimi anni hanno portato alla chiusura di molti seminari.  

In sintesi: se questa tendenza dovesse continuare, per i cattolici in Africa, in Asia e in America Latina si prepara un futuro con più fedeli ma meno preti. Un dato che non potrebbe non andare a incidere profondamente sul volto complessivo della Chiesa del XXI secolo.




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3/6/2019 2:47 PM
 
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Presentazione dell’Annuario Pontificio 2019
e dell’ “Annuarium Statisticum Ecclesiae 2017”, 06.03.2019


L’Annuario Pontificio 2019 e l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2017, la cui redazione è stata curata dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, sono in questi giorni in distribuzione nelle librerie, editi dalla Tipografia Vaticana.

Dalla lettura dei dati riportati nell’Annuario Pontificio si possono desumere alcune novità relative alla vita della Chiesa Cattolica nel mondo, a partire dal 2018.

Durante tale periodo sono state erette 4 nuove Sedi Vescovili, sono stati elevati una diocesi a Sede Metropolitana, 4 Esarcati Apostolici a Eparchie e 1 Amministrazione Apostolica a Diocesi.

I dati statistici dell’Annuarium Statisticum, riferiti all’anno 2017, permettono di aggiornare alcuni principali aspetti numerici della Chiesa Cattolica nel contesto mondiale.

Su una popolazione mondiale di 7.408 milioni, i cattolici battezzati sono 1.313 milioni pari al 17,7%, così distribuiti per continente:
48,5% in America,
21,8% in Europa,
17,8% in Africa,
11,1% in Asia
e 0,8% in Oceania.

Nel rapporto tra il 2017 e il 2016, indici positivi del tasso di crescita dei cattolici caratterizzano tutte le ripartizioni territoriali: rispetto al dato mondiale dell’1,1%, i tassi di variazione di Africa e di Asia raggiungono rispettivamente il +2,5% e il +1,5%; l’Europa è il solo continente ad avere un trend quasi nullo (+0,1%) mentre per l’America il tasso di crescita (+0,96%) si attesta al di sotto di quello mondiale.

La lettura dei dati per continente del numero relativo dei cattolici rispetto alla popolazione evidenzia al 2017, ma quelli dell’anno precedente risultano sostanzialmente simili, come la presenza dei cattolici sia differenziata nelle varie aree geografiche: si va da un 63,8% di cattolici presenti nella popolazione americana al 39,7% in quella europea, al 19,2% in quella africana fino al 3,3% in quella asiatica. Risulta di qualche rilievo sottolineare come l’area americana sia in sé molto differenziata: se nel Nord America la percentuale di cattolici è solo del 24,7%, in quella Centro Continentale e Antille (84,6%) ed in quella del Sud (86,6%) la presenza di cattolici appare ben più cospicua.

Il complesso delle forze di apostolato ammonta a fine 2017 a 4.666.073 unità, con un aumento di 0,5% rispetto al 2016.

La ripartizione tra le diverse componenti è abbastanza difforme da continente a continente. Nella media mondiale, il rapporto percentuale tra l’insieme dei chierici e il totale degli operatori pastorali risulta alla fine del 2017 del 10,4%, con i valori inferiori in Africa (6,4%) e in America (8,4%) mentre con i valori superiori in Europa (19,3%) e in Oceania (18,2%).

In Asia la percentuale è prossima a quella mondiale. Dal confronto con la situazione numerica del 2016 risalta, perché è la prima volta che si verifica dal 2010, la diminuzione dei sacerdoti passati da 414.969 nel 2016 a 414.582 nel 2017. Risultano, invece, in crescita i vescovi, i diaconi permanenti, i missionari laici e i catechisti.

I candidati al sacerdozio nel pianeta passano da 116.160 nel 2016 a 115.328 nel 2017, con un calo di 0,7 per cento.

Il quadro dei flussi continentali appare soddisfacente nella Chiesa africana e asiatica, mentre in Europa e in America la diminuzione appare molto evidente. La distribuzione dei seminaristi maggiori per continente rimane sostanzialmente stabile negli ultimi due anni. Con riferimento all’anno 2017 si osserva che l’Europa contribuisce per il 14,9% al totale mondiale, l’America per il 27,3%, l’Asia per il 29,8% e l’Africa per il 27,1%.



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