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LETTERE di Santa Caterina da Siena dalla 1 alla 71 (1)

Last Update: 1/10/2021 9:40 PM
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4/22/2016 11:27 AM
 
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XLI (41) - A frate Tomaso della Fonte dell'ordine de' predicatori, quando era a Santo Quirico nel loro spedaletto

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A voi, dilettissimo e carissimo padre dell'anime nostre in Cristo Gesù, Catarina e Alessia e tutte l'altre nostre figliuole si raccomandano; con desiderio di vedervi sano dell'anima e del corpo, quanto piace a Dio.

Io Catarina, serva inutile di Gesù Cristo, vostra indegna figliuola sopra tutte le altre vostre figliuole, io sonocon poca fame dell'onore di Dio; e ho poco tenuta a mente la dottrina che egli spesse volte m'ha data, cioè che io viva morta alla mia perversa volontà. La quale volontà io non ho sottoposta con debita reverenzia al giogo della santa obedienzia, quanto averei dovuto e potuto. Oimè disavventurata l'anima mia, che non son corsa con cuore virile abbracciando la croce del mio dolcissimo e carissimo sposo Cristo crocifisso, ma sômmi posta a sedere per negligenzia e ignoranzia! Adunque io mi dolgo, e rendomi in colpa a Dio e a voi, carissimo padre. Pregovi pietosamente che m'assolviate, e benediciate me e tutte le altre.

E pregovi ancora, padre carissimo, che vogliate adempire il mio desiderio, cioè di vedervi unito e trasformato in Dio. Ma questo non potiamo avere se noi non siamo uniti con la volontà sua. O dolcissima Bontà eterna, che ci hai insegnato il modo a trovare la tua santa volontà! E se noi dimandassimo quello dolcissimo e amatissimo giovine e clementissimo padre, egli ci risponderebbe e direbbe cosi: «Se voi volete sentire e trovare il fuoco della mia volontà, fate che voi sempre siate abitatore della cella dell'anima vostra».La quale cella è uno pozzo, il quale pozzo tiene in sè l'acqua e la terra. Per la quale terra, padre carissimo, intendo la nostra miseria, e che noi cognosciamo, noi non essere per noi medesimi, ma l'esser nostro cognosciamo avere da Dio. O inestimabile e infiammata carità! L'acqua viva è giunta, cioè il vero cognoscimento della sua dolce e vera volontà, che non vuole altro che la nostra santificazione.
Adunque entriamo in questa profondità di questo pozzo; che per forza si converrà, abitandoci dentro, noi cognosciamo noi e la bontà di Dio. Cognoscendo, noi non essere, ci avviliamo umiliandoci, e entriamo nel cuore, arso, consumato e aperto, come fenestra senza uscio, che non si serra mai. E mettendovi noi l'occhio della volontà libera, che Dio ci darà, cognosciamo e vediamo che la sua volontà non vuole altro che la nostra santificazione. Amore, Amore dolce, aprici, aprici la memoria a ricevere e a ritenere tanta bontà di Dio, e ad intendere; perocchè intendendo amiamo, amando noi ci troviamo uniti, e trasformati dalla dilezione della madre della carità; passati, e passando per la porta di Cristo crocifisso,siccome egli disse a' discepoli suoi: «lo verrò, e farò mansione con voi». E questo è il mio desiderio, cioè, di vedervi in questa mansione e trasformazione. Questo desidera l'anima mia di voi singolarmente, e di tutte le altre creature. Pregovi dunque che siate confitto e chiavellato in su la Croce.

Mandastemi dicendo che foste al corpo di santa Agnese, e che ci raccomandaste a lei, e a tutte le sue figliuole; della quale cosa molto son consolata. E perchè dite che non avete desiderio di tornare, e non sapete la cagione; dico che due cagioni ci possono essere. L'una si è, che quando l'anima è molto unita e trasformata in Dio, dimentica sè e la creatura: l'altra si è, quando altrisi fosse abbattuto in luogo che fosse cagione di riducersi a sè medesimo. Onde se queste cagioni sono in voi, è a me grandissima consolazione; chè altro non desidera l'anima mia di voi: benchè alcuna volta io ho creduto e credo che la mia miseria e ignoranzia è cagione del tempo che passa. Credo che quella ineffabile carità di Dio voglia gastigare, e correggere la mia iniquità. E questo faper singolare amore, acciocchè io ricognosca me medesima.

Parmi che abbiate intendimento d'andare altrove; la quale andata non mi pareva che doveste fare ora. Nondimeno sia adempita la volontà di Dio e la vostra. Dio vi dia a pigliare il meglio di questo, e di tutte quante l'altreoperazioni; sicchè sia onore di Dio e bene dell'anima vostra. Laudato sia Gesù Cristo crocifisso. Raccomandovi la vostra Catarina; e Alessia vi si manda molto raccomandando che voi preghiate Dio per lei, e che voi la benediciate da parte di Cristo crocifisso. E pregate Dio per Joanna Pazza, e per Catarina serva e schiava ricomprata del sangue del Figliuolo di Dio. Perdonatemi, se io avessi detto parole di presunzione. Dio v'arda 5d'amore. Gesù amore.




XLII - A Neri di Landoccio

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti con perfetto lume e cognoscimento della verità eterna; acciò che con lume e con discrezione siano fatte tutte le operazioni tue; perocchè senza il lume ogni cosa sarebbe fatta in tenebre. E questo lume perfettamente non potresti avere, se tu con odio non ti tollessi la nuvola dell'amore proprio di te medesimo. Adunque ti studia con grande sollecitudine di perdere te medesimo, acciò che tu possa acquistare il lume, e ogni tuo parere sia annegato nel parere e volere della dolce Bontà di Dio. Non dico più. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.



XLIII - A ser Cristofano di Gano Guidini

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

A voi, dilettissimo e carissimo fratello e figliuolo in Cristo Gesù, io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio; con desiderio di vedervi che fuste di quegli figliuoli veri, che finiste e adempiste sempre l'opera che vidice il vero Padre celestiale, quando dice: «Chi non abbandona padre, madre e suora e fratelli e se medesimo, non è degno di me». Adunque pare che voglia che noi li abbandoniamo. Questo non pare che caggia nella mente nostra, di volere osservarla sotto specie e colore di farmene coscienzia di lassarla. Questa coscienzia procede più dal dimonio che da Dio, per impedirvi lo stato perfetto al quale pare che lo Spirito Santo vi chiamasse. E se voi mi dicesse: «Iddio mi comanda che io sia obbediente a loro»; Ð ben è vero, in quanto non vi ritraggono dalla via di Dio; ma se ce l'impediscono, dobbiamo passare sopra il corpo loro, e seguitare il vero Padre col gonfalone della santissima croce.

Oimè, dolce fratello in Crìsto Gesù, ben m'incresce che tu fai resistenzia, e non cognosci questo venerabile stato. Parmi che ti dovesse fare più coscienzia di non lasciarla, che di lasciarla. Ma poi ch'è così, prego la somma ed eterna Verità che ti tenga la sua santissima mano in capo, che ti dirizzi in quello stato che gli debba più piacere. Pregoti che in ogni stato ed in tutte le tue operazioni tenga l'occhio drizzato in Dio, cercando sempre l'onor suo e la salute della creatura; e mai non t'esca di mente il prezzo del sangue dell'Agnello, che è pagato per noi con tanto fuoco d'amore.

Del fatto della sposa io vi rispondo, che mal volentieri di questo io m'impaccio, perocchè s'appartiene più a' secolari che a me. Nondimeno non posso contradire al vostro desiderio. Considerato la condizione di tutte tre... ognuna è buona. Se non vi sentite di curarvi perchè abbia avuto altro sposo, potetel fare, poichè volete impacciarvi nel malvagio e perverso secolo. Se lasciate però, prendete quella di Francesco Venture di Camporeggi. Altro non dico. Prego la somma ed eterna Carità che vi dia quello che debba essere più suo onore e salute vostra; mandi sopra l'uno e l'altro la plenitudine della Grazia, e la somma sua ed eterna benedizione. Permanete nella santa dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.





XLIV - A ser Antonio di Ciolo

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi unito per santo desiderio nel nostro dolce Salvatore; perocchè in altro modo non potremmo spregiare il mondo nè venire a perfetta purità, conservando la mente ed il corpo nostro nello stato della continenzia. Perocchè l'anima che non si accosta a Dio, ed uniscesi in lui per affetto d'amore, conviensi per forza ch'el sia unita con le creature fuora di Dio, e con le delizie e piaceri e stati del mondo: perchè l'anima non può vivere senza amore; conviengli amare o Dio o il mondo. E l'anima sempre s'unisce in quella cosa che ama, ed ine si trasforma; chè sempre piglia di quello che è nella cosa che ama. Se ella ama il mondo nel mondo non ha altro che pena; perchè per lo peccato germina triboli e spine di grande amaritudine. La carne nostra non dà niente altro che puzze e veleno di peccato e di corruzione: intanto che conformandosi l'anima con la volontà della carne e passione sensitiva, ne riceve veleno, che l'attossica per sì fatto modo che glidà morte, tollendogli la vita della grazia, cadendo in colpa di peccato mortale. Altro non ne può ricevere di questo così fatto amore. Egli sta sempre in tristizia, ed è incomportabile a sè medesimo; perchè Dio ha permesso che l'affetto disordinato sia incomportabile a sè medesimo.

E per contrario l'affetto ch'è ordinato nella dolce volontà di Dio, unita in lui per affetto d'amore, dà nell'anima di quello ha in sè. Iddio è somma ed eterna dolcezza: e però e' servi suoi sentono tanto diletto nelle cose amare e malagevoli, perchè trovandosi Dio per grazia in sè medesima, è saziata e quieta; però che di veruna cosa si può saziare, se non di Dio, perocchè è maggiore di lei, ed ella è maggiore di tutte le cose create. Onde ciò che Dio creò, creò in servizio dell'uomo, e l'uomo per sè, acciò che l'amasse con tutto il cuore e con tutto l'affetto suo, e lui servisse in verità. E però queste cose del mondo non possono saziare l'uomo, perchè sono meno di lui. Adunque ha pace e riposo quando sta in lui; partecipa una larghezza di cuore, che ogni creatura che ha in sè ragione, vi cape dentro per affetto di carità. Anzi s'ingegna di servirli, sovvenendo il prossimo suo, mostrando in lui l'amore che ha al suo creatore.

Perchè Dio è somma ed eterna purità, però l'anima e 'l corpo ne partecipa per l'unione che ha fatta in lui, conservando la mente e 'l corpo suo in perfetta purità, eleggendo innanzi la morte che volere contaminare e lordare la mente e il corpo suo per immondizia. Non, che i pensieri del cuore, egli li possa tenere, nè spesse volte i movimenti della carne; ma i movimenti e' pensieri non lordano l'anima, ma la volontà, quando ella consente volontariamente alla fragilità sua e alle cogitazionidel cuore. Ma non consetendo, non commette colpa neuna, ma merito, facendo una resistenzia santa, traendo sempre di queste spine la rosa odorifera d'una perfetta purità. Perchè per questo viene a maggior cognoscimento di sè, e con un odio santo si leva contra la propria fragilità, e con amore rifugge a Cristo crocifisso con umili e continue orazioni, vedendo che da tanti mali in altro modo non può campare. E già aviamo detto che quanto più s'accosta a lui, più partecipa della sua purità. Adunque bene è vero che di queste battaglie egli ne trae la rosa purissima. Questo si è il rimedio contra questo miserabile peccato della debile e fragile carne, e d'ogni altra gravezza di peccato; che noi ci accostiamo e conformiamo per affetto d'amore in Dio.

E non aspettiamo il tempo, carissimo figliuolo: però ch'egli è breve e non ci aspetta, non doviamo aspettar lui. Gran fatto è che l'uomo voglia dormire in tanta cecità, e non destarsi da questo sonno. Ma bene è vero che destare non ci potiamo, nè venire a questa unione, senza il lume. Convienci cognoscere col lume della santissima fede la miseria e colpa nostra, e coll'occhio purificato ponerci per obietto l'amore ineffabile che Dio ci ha, il quale ci ha manifestato col Verbo dell'unigenito suo Figliuolo, e 'l Figliuolo ce l'ha mostrato col sangue suo sparto con tanto fuoco d'amore, corso come innamorato alla obbrobriosa morte della santissima croce. E come si potrebbe tenere l'anima, vedendosi tanto amare, che non amasse? Non potrebbe.

O carissimo figliuolo, non vi dilungate da questo lume, ma con sollecitudine dissolvete la nuvila dell'amore proprio di voi; e con fede viva ragguardate lo immacolato e svenato Agnello, che con tanto amore vi chiama. E rispondendogli verrete a questa perfetta unione; essendo unito, sentirete l'odore della perfetta purità. Molto è buono contra questo vizio il ragguardare la dignità, in che è venuta l'anima nostra, e la miserabile carne, per l'unione che Dio ha fatto nell'uomo, unita la natura divina con la natura nostra umana. Vergognerassi l'anima: e saragli un freno di darsi a tanta miseria, vedendola alzata sopra tutti i cori degli angeli. Per forza, quando così dolcemente la mente e il desiderio vostro si leverà, si spegnerà la puzza del vizio.

Anco ci conviene castigare il corpo nostro, e mortificarlo colla vigilia e umile e continua orazione; attaccarsiall'arbore della santissima croce, fuggire le conversazioni più che si può di coloro che vivono lascivamente. E non dubitate che Dio vi farà grandissima grazia, purchè brighiate di tagliare e non di stare a sciogliere. Spacciatamente disponete tutti e' fatti vostri. Correte con dolce e amoroso desiderio al giogo della santa obedienzia: ine ucciderete la volontà, e mortificherete il corpo; ine gusterete 1'arra di vita eterna. E non vi paia fadigoso; chè la fadiga tornerà a grandissimo diletto. Son certa che se farete mansione per affetto d'amore col dolce e buono Gesù, che voi il farete; e altrimenti no.

E però vi dissi, che io desideravo di vedervi unito per affetto d'amore nel Salvator nostro, acciò che veniste a vera purità, e perdeste la passione che vi dà tanta pena. Non dubito che se voi 'l farete, ne sarete privato; almeno, che la volontà eleggerebbe prima la morte, che volere offendere. Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso: e cominciate una vita nuova, con speranza che le colpe vostre si consumeranno nel sangue e fuoco d'amore. Ed io voglio pigliare le colpe vostre, e smaltirle con lagrimee orazioni nel fuoco della divina carità; e voglio portare la penitenzia per voi. Solo di questo vi prego e costringo, che vi diate a sviluppar tosto del mondo,e dargli tosto di calcio. Che se voi non desse a lui, egli sarebbe benpresto di dare a voi. Non fate resistenzia allo Spirito Santo che vi chiama. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.




XLV (45) - A Francesco di messer Vanni Malavolti da Siena

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo e sopraccarissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di rimetterti nell'ovile con li compagni tuoi: e mi pare che il dimonio t'abbia sì involato, che non ti lassa ritrovare. Io, miserabile madre, vo cercando e mandando per te; perocchè mi ti vorrei ponere in su la spalla della amaritudine e della compassione ch'io ho all'anima tua. Apri dunque, figliuolo carissimo, l'occhio dell'intelletto, levalo dalla tenebra; ricognosci la colpa tua, non con confusione di mente, ma con cognoscimento di te, e con sperare nella bontà di Dio. Vedi che la sustanzia della Grazia che il padre tuo celestiale ti diè, tu l'hai spesa miserabilmente. Fa' dunque come fe quello figliuolo prodigo, che spese la sustanzia sua, vivendo male; il quale sentendosi venuto a necessità, ricognobbe il suo difetto, e ricorse al padre per misericordia. Cosi fa' tu; perocchè sei impoverito e hai bisogno, e l'anima tua muore di fame. Ricorri dunque al padre per miscricordia: perocchè ti sovverrà, e non sarà spregiatore del tuo desiderio, fondato in amaritudine del peccato commesso; anco l'adempirà dolcemente.

Oimè, oimè, dove sono li dolci desiderii tuoi? Disventurata me, ho trovato che il dimonio ha involata l'anima e il tuo santo desiderio. Il mondo e li servi suoi hanno teso e' laccioli con disordinati piaceri e diletti suoi. Orsùdunque a pigliare il rimedio! E non dormire più! Consola l'anima mia; e non essere tanto crudele per la salute tua, di far caro d'una tua venuta. Non ti lassare ingannare, per timore nè per vergogna, al dimonio. Rompi questo nodo; vieni, vieni, figliuolo carissimo. Io ti posso benchiamar caro: tanto mi costi di lacrime e di sudori e di molta amaritudine. Or vienne, e ricovera nel tuo ovile. Io mi scuso innanzi a Dio che io non posso più. E col venire, collo stare, non richiedo altro da te se non che tu faccia la volontà di Dio. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.




XLVI - A Neri di Landoccio

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti esercitare il lume che Dio t'ha dato, acciò che cresca in te il perfetto lume. Perchè senza il perfetto lume non potremmo giugnere, nè amare, nè vestirci della verità; e se noi non ce ne vestiamo, a tenebre ci tornerebbe quel primo lume. E però è di bisogno di giugnere al perfetto lume: chè a questo ci ha Dio eletti. Voglio dunque che con ogni sollecitudine ponga e fermi l'occhio tuo nelle verità e nell'abisso della carità di Dio; e per questo giugnerai aperfetto lume soprannaturale, e giugnerai a perfettissimo amore del tuo Creatore e dilezione del prossimo: e così si compirà in te la volontà di Dio e il desiderio mio.Non dico più. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.



XLVII - A Pietro di Giovanni Venture da Siena

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti perseverante in ogni virtù: perocchè senza la perseveranzia non riceveresti la corona della gloria che si dà a' veri combattitori. Ma tu mi dirai: «onde posso acquistare questa perseveranzia?». Rispondoti, che tanto serve la persona alla creatura, quanto l'ama, e più no; e tanto manca nel servizio, quanto manca l'amor; tanto ama, quanto si vede amare. Adunque vedi che dal vedersi amare viene l'amore; e l'amore ti fa perseverare. Quanto aprirai l'occhio dell'intelletto a ragguardare il fuoco e l'abisso dellainestimabile carità di Dio inverso di te, il quale amore t'ha mostrato col mezzo del Verbo del Figliuolo; tanto sarai costretto dall'amore ad amarlo in verità con tutto ilcuore e con tutto l'affetto e con tutte le forze tue, tuttolibero schiettamente e puramente, senza niuno rispetto di propria utilità tua.

Tu vedi che Dio t'ama per tuo bene, e non per suo; perocch'egli è lo Dio nostro che non ha bisogno di noi: e cosi tu, e ogni Creatura ragionevole, debbi amare Dio per Dio, in quanto egli è somma ed eterna bontà, e non per propria utilità; e il prossimo per lui. Poichè tu hai fatto lo principio, il fondamento nell'affetto della carità, subito il comincia a servire conlo strumento delle virtù. Sicchè col lume e coll'amore acquisterai la virtù, e persevererai in essa. Ma avverti che, col vedere te essere amato da Dio, ti conviene vedere la colpa e ingratitudine tua, e aggravare la colpa nel cognoscimento santo di te, acciò tu non ti scordi della virtù piccola della vera umiltà, e acciocchè tu non presuma di te, nè cadessi nel proprio piacere. Sai quanto ci è necessario il cognoscere e aggravare le colpe nostre, per conservare e accrescere la vita della Grazia nell'anima? Quanto egli ci è bisogno il cibo corporale per conservare la vita nel corpo. Adunque leva via la nuvila dell'amore proprio di te, acciocchè non t'impedisca il lume onde tu averai questo perfetto cognoscimento, e col cognoscimento l'amore e l'odio; e nell'amore troverai la virtù della perseveranzia, e così conpirai la volontà di Dio, e 'l desiderio mio in te. La quale volontà e desiderio è di vederti crescere e perseverare infino alla morte nelle vere ereali virtù.

E guarda che tu non ti fidassi di te medesimo; il quale fidare è uno vento sottile di reputazione che esce dall'amore proprio. Perocchè subito verresti meno, e volleresti il capo addietro a mirare l'arato. Chè, come l'amore di Dio, acquistato nel cognoscimento di te con vera umiltà ti fa perseverare nella virtù; così l'amore proprio, con la reputazione che ti fa fidare di te medesimo, come detto è, ti tolle la virtù, e fatti cadere nel vizio,e perseverarvi dentro. Fuggi, figliuolo, fuggi questo vento sottile del proprio piacere; e vattene, in tutto, nascosto in te medesimo, nel costato di Cristo crocifisso, e ineponi l'intelletto tuo a ragguardare il segreto del cuore. Ine s'accende l'affetto; vedendo ch'egli ha fatta caverna del corpo suo, acciò che tu abbia luogo dove rifugere dalle mani de' tuoi nemici, e possiti riposare e pacificarela mente tua nell'affetto della tua carità. Ine troverai ilcibo; perocchè vedi bene che egli ti ha data la carne in cibo, e 'l sangue in beveraggio, arrostita in su la croce alfuoco della carità, e ministrato in su la mensa dell'altare,tutto Dio e tutto Uomo. Dissolvasi oggimai la durezza de' nostri cuori; ammollisi la mente a ricevere la dottrinadi Cristo crocifisso.

Voglio che cominciate ora, tu e gli altri negligenti figliuoli, a conformarvi con questo Parvolo, il quale ora ci rappresenta la santa Chiesa, Verbo incarnato. E che più possiamo vedere a confusione della nostra superbia, che vedere Dio umiliato all'uomo? L'altezza della deità discesa a tanta bassezza, quanta è la nostra umanità? Chi n'è cagione? L'amore. L'amore il fa abitare nella stalla inmezzo degli animali; l'amore il fa satollare d'obbrobri, vestirlo di pene, e sostenere fame e sete; l'amore il fa correre con pronta obedienzia infino alla obbrobriosa morte della croce; l'amore il fa andare all'inferno e spogliare il limbo per dare piena remunerazione a quelli che in verità l'avevano servito, e lungo tempo avevano aspettato la redenzione loro; l'amore il fece lassare a noi in cibo; l'amore dopo l'Ascensione mandò il fuoco dello Spirito Santo, il quale ci alluminò della dottrina sua, la quale è quella via fondata in verità, che ci dà vita, tràccidalla tenebra, e dacci lume nell'eterna visione di Dio. Ogni cosa, dunque, ha fatto l'amore.

Bene si debbe l'uomo vergognare e confondersi in sè m.desimo, che non ama, nè risponde a tanto abisso d'amore. Assai è tristo colui che potendo avere il fuoco, si lassa morire di freddo; avendo il cibo innanzi, si lassamorire di fame. Prendete, prendete il cibo vostro, Cristo dolce Gesù crocifisso... in altro modo: che se in altro modo il voleste, non sareste costante nè perseverante. E la perseveranzia è quella che è coronata, come dicemmo; e senz'essa riceverebbe l'anima confusione, e non gloria. Considerando me questo, dissi ch'io desideravo di vederti costante e perseverante nella virtù. Non dico più qui. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.





XLVIII - A Matteo di Giovanni Colombini da Siena

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissimo fratello e figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi; con desiderio di vedervi con vero e perfettissimo lume, nel quale lume cognosciate e vediate la verità. La quale verità è quella cosa che ci libera: cioè, che cognoscendola, l'amiamo: ed amandola, ci libera dalla servitudine del peccato mortale. Che verità è questa la quale ci conviene cognoscere? è una verità partorita dall'amore ineffabile di Dio; alla quale verità dobbiamo rendere il debito dell'amore e dell'odio. In che modo? In questo: che noi cognosciamo il sommo ed eterno Bene, e l'amore ineffabile col quale Dio ci creò alla imagine e similitudine sua. E creocci per questa verità, perchè noi gustassimo il suo sommo ed eterno bene, ed acciò che rendessimo gloria e loda al nome suo. E per compire questa verità in noi, ci donò il Verbo del suo Figliuolo, enel sangue suo ci creò a Grazia.

A questo cognoscimento dobbiamo venire, esercitandolo con grandissima sollecitudine: ma a questo non possiamo venire senza il lume; e 'l lume non possiamo avere con la nuvila dell'amore proprio di noi. Il quale amore offusca l'occhio dell'intelletto, che nol lassa cognoscere nè discernere la verità; ma la bugia vede in verità, e la verità in bugia; le cose transitorie reputa fermedi grande consolazione; e elle vengono tutte meno, siccome il fiore, il quale, poi ch'è colto, subito perde la bellezza sua. Onore, ricchezze, stato, delizie, tutte passano come 'l vento: ogni cosa si è mutabile; onde dalla sanità veniamo alla infirmità, dalla ricchezza alla povertà, e dalla vita alla morte.

E l'uomo, matto amatore di sè medesimo, come cieco, giudica tutto il contrario, e cosi tiene. E chi manifesta ch'egli il tenga? Il disordinato amore ed affetto ch'egli ha a sè e al mondo. Tutto gli avviene perch'egli ha perduto il lume; chè se egli avesse lume in verità, terrebbe che Dio è sommamente buono, un bene incomprensibile e inestimabile; che neuno è che 'l possa stimare, ma solo esso medesimo si coimprende e stima. Egli è somma ed eterna ricchezza: egli è giusto e pietoso medico, che dà a noi le medicine necessarie alle nostre infirmità. Così dice il glorioso Paolo: «Quando la umana generazione giaceva inferma, venne il gran medico del mondo, e sanò le nostre infermità». Sicchè ad ognuno le dà secondo che bisogna alle piaghe nostre, col fuoco della divina carità. Alcuna volta ci trae sangue, cioè levandoci quelle cose che sono nocive alla nostra salute, e sono uno mezzo tra Dio e noi. Onde ad alcuni tolle e' figliuoli, ad altri la sostanzia temporale, ad altri la sanità, ead alcuni lo stato del mondo, percuotendoci con le molte tribolazioni. E questo non fa per odio, ma per singolare amore: privaci de' diletti vani della terra, per darci pienamente i beni del cielo. Egli è benigno ed eterno giudice; e, siccome giusto signore, ad ognuno rende il debito suo: onde ogni bene è remunerato, eogni colpa punita. E con la forza santa che faremo alla nostra perversa volontà e con la violenzia, acquisteremo le vere e reali virtù; e sarà remunerata la fadiga nostra di beni immortalì. Con questo lume si cognosce la verità inverso del mondo, il quale non ha in sè fermezza nè stabilità veruna. In vano s'affadiga colui che tutto il suo tempo ha speso e spende nel mondo, facendosi Dio de' figliuoli e delle ricchezze; e non s'avvede che tutte gli danno morte, privandolo della vita della Grazia: e non pare che sappia che Dio ha permesso che il disordinato amore sia incomportabile a sè medesimo: onde in questa vita gusta l'arra dell'inferno, solo perchè non ha cognosciuta la verità per la privazione del lume.

Adunque voglio, carissimo figliuolo, che non dormiamo più, ma con grande sollecitudine ci destiamo dal sonno, levando la nuvila dell'amore proprio di noi dall'occhio dell'intelletto nostro. E facendo cosi, compire in voi la volontà di Dio e il desiderio mio. Che, considerando me che senza lume non possiamo cognoscere la verità, ho desiderio di vedere in voi lume vero; acciocchè perfettamente cognosciate la verità; il qual lume e verità vi faranno costante e perseverante in quello che avete cominciato con un santo e vero desiderio. Non mi ci mettete spazio di tempo, perocchè non siete sicuro d'averne; ma in tutto senza timore servile, con vera e perfetta speranza, confidandovi nel vostro Creatore, ordinate la vita vostra. E regolatevi in tutte le cose satisfacendo alla coscienzia, ponendo fine e termine a ogni disordinato vivere, con vera perseveranzia; tollendo via la tristizia del cuor vostro: e con massima allegrezza ricognoscete l'amore ineffabile, e la plenitudine della divina misericordia che è traboccata sopra di voi.

Mettetevi oggimai il mondo sotto i piedi, e rispondete a Dio, che vi chiama con un cuore gentile e non mercenaio; siccome vero e legittimo figliuolo: dilettandovi di purificare spesso la coscienzia vostra con la santa confessione; e usate la comunione al luogo ed al tempo suo. La conversazione vostra sia con quelli che temono Dio in verità, vacando, il tempo vostro, alla vigilia e all'orazione quanto vi è possibile. L'udire il divino officio non vi scordi. La fantasia e mente vostra sempre stia piena di Cristo crocifisso; volendo investigare non le cose segrete di Dio negli occulti misteri suoi, ma solo la volontà sua ela dolcezza della sua carità, che ci amò tanto inestimabilmente, e non cerca nè vuole altro che la nostra santificazione. E cognosciamo e' difetti nostri, umiliandoci sotto la dolce potente mano di Dio. Lo stato nel quale voi siete del matrimonio, pregovi che v'ingegnate d'usarlo come sacramento, avendo in debita reverenzia e' dì comandati dalla santa Chiesa. Ingegnatevi oggimai di tenere, voi e la donna vostra, uno stato angelico, sentendo l'odore della continenza, acciò che gustiate il frutto suo. Or così dolcemente regolate e ordinate la vita vostra, senz'aspettare più tempo; chè, come detto è, il tempo non aspetta noi. Bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso; nascondetevi nelle piaghe dolcissime e sopradolcissime sue: ine si dilarghi e consumi il cuore vostro. Guardate che non volliate il capo addietro a mirare l'arato; chè io mi richiamerei di voi all'umile Agnello, e voi non avereste a cui appellare. Fatemi de' figliuolidelle virtù, e mai non restate di concepire per amore nel cuore vostro. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.



XLIX - A monna Alessa ecc.

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, l'indegna miserabile tua madre, desidero che tu giunga a quella perfezione che Dio t'ha eletta. Parmi che, a volervi giugnere, si convenga andare con modo, e non senza modo. E senza modo e con modo si vuole fare ogni nostra operazione: senza modo si conviene amare Dio, e non ponervi nell'amore nè modo nè misura nè regola, ma smisuratamente amare. E a volere pervenire alla perfezione dell'amore, ti conviene ordinare la vita tua. Il primo ordine sia di fuggire la conversazione d'ogni creatura, per conversazione, se non secondo che richiede l'atto della carità; ma amarne assai, e conversarne pochi. E eziandio con quelli che ami di spirituale amore, sappi conversare con modo: e se tu non facessi, pensa che a quello amore che tu debbi portare a Dio senza modo, vi porresti modo che non te ne avvedresti, ponendovi mezzo la creatura finita; perocchè l'amore che dovresti ponere in Dio, porresti nella creatura, amandola senza modo; e questo t'impedirebbe la tua perfezione. E però con modo ordinato la debbi amare spiritualmente.

Sia uno vasello, il quale tu empia nella fonte, e nella fonte il beva. E poniamochè tu avessi tratto l'amore da Dio che è fonte d'acqua viva; se tu nol bevessi continuamente in lui, rimarrebbe vòto. E questo ti sarà il segno che tu nol beva a pieno in Dio; chè quando della cosa che tu ami, tu ne sostieni pena o per conversazione che avessi, o perchè fussi privata d'alcuna consolazione la quale solevi ricevere, o di qualunque altra cosa che avvenisse; e tu sostieni allora pena di questo o d'altro che dell'offesa di Dio, t'è segno manifesto che quest'amore è ancora imperfetto, e tratto fuore della fonte. Che modo c'è dunque a fare perftto quello ch'è imperfetto? questo è il modo; di correggere e di gastigare i movimenti del cuore con vero cognoscimento di te, e con odio e dispiacimento della tua imperfezione, cioè di essere tanto villana, che quello amore che si debbe dare tutto a Dio, si dia alla creatura, cioè d'amare creatura senza modo, e Dio con modo. Perocchè l'amore verso di Dio vuole essere senza misura, e quello verso della creatura debbe esssere misurato con quello di Dio, e non colla misura delle proprie consolazioni nè spirituali nè temporali. Adunque fa' che ogni cosa ami in Dio, e che tu corregga ogni disordinato affetto.

Fa', figliuola mia, due abitazioni; una abitazione attuale della cella, chè tu non vada discorrendo in molti luoghi se non per necessità o per obedienzia della priora o per carità. E un'altra abitazione fa' spiritualmente, la quale porti continuamente teco: e questa è la cella del vero cognoscimento di te; dove troverai il cognoscimento della bontà di Dio in te. Che sono due celle in una: e, stando nell'una, ti conviene stare nell'altra, perocchè in altro modo verrebbe l'anima a confusione o a presunzione. Chè se tu stessi nel cognoscimento di te, verrebbe la confusione della mente; e stando solo nel cognoscimento di Dio, verresti a presunzione. Conviene dunque che sieno conditi l'uno con l'altro, e faccine una medesima cosa; e facendolo, verrai a perfezione. Perocchè dal cognoscimento di te acquisterai l'odio della propria sensualità; e per l'odio sarai uno Giudice, e sederai sopra lasedia della coscienzia tua e terrai ragione, e non lasseraipassare il difetto che tu non ne facci giustizia.

Di questo cognoscimento esce la vena dell'umilità; la quale non piglia mai alcuna reputazione, e non si scandalizza di neuna cosa che sia; ma paziente con gaudio sostiene ogn'ingiuria, ogni perdimento di consolazione e ogni pena, da qualunque lato elle si vengono. Le vergogne paiono una gloria, e le grandi persecuzioni refrigerio: e di tutte gode, vedendosi punita di quella perversa legge della propria volontà sensitiva che sempre ribella a Dio; e vedesi conformare con Cristo Gesù crocifisso, ch'è via e dottrina della verità.

Nel cognoscimento di Dio troverai il fuoco della divina carità. Dove tu ti diletterai? In su la croce con lo immacolato Agnello, cercando il suo onore e la salute dell'anime, per continua e umile orazione. Or qui sta tutta la nostra perfezione. Molte cose anco ci sono; ma questa è la principale, dove riceviamo tanto lume, che non potiamo errare nelle minori operazioni che seguitano. Dilèttati, figliuola mia, di conformarti con gli obbrobri di Cristo. E guarda il sentimento della lingua, sì che la lingua non risponda alcuna volta al sentimento del cuore; ma smaltisci quello ch'è nel cuore, con l'odio e col dispiacimento di te. Fa' che tu sia la minima delle minime, subietta per umilità e pazienzia ad ogni creatura per Dio; non con scusa, ma con dire «mia colpa». E così si vincono i vizii nell'anima tua e nell'anima di cui tu il dicessi; per la virtù dell'umilità.

Ordina il tempo tuo; la notte alla vigilia, dato che tu hai il debito del sonno al corpo tuo; e la mattina alla chiesa con la dolce orazione: e non spenderlo in favellare infino all'ora debita. Di questa e d'ogni altra cosa nonritragga altro che o la necessità o l'obedienzia o la carità, come detto è. Dopo l'ora del mangiare ricogliti un poco a te; e poi fa' manualmente alcuna cosa, secondo che t'è di bisogno. Ad ora del vespero, e tu va' e fa' cavelle: e quanto lo Spirito Santo ti fa fare, tanto fa'. E poi ritornae governa l'antica tua madre senza negligenzia, e provvedila di quello che gli è di bisogno; e sia tuo questo peso. Di più, alla mia tornata. Fa' che tu faccia sì che tu adempia il desiderio mio. Altro non dico. Permani nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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