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Magistero integrale di Benedetto XVI 2 febbraio Presentazione di Gesù al Tempio

Last Update: 1/30/2017 12:18 PM
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1/30/2017 11:40 AM
 
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CELEBRAZIONE DEI VESPRI 
NELLA FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE 
IN OCCASIONE DELLA XVI GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Basilica Vaticana
Giovedì, 2 febbraio 2012

[Video]
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Cari fratelli e sorelle!

La festa della Presentazione del Signore, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, ci mostra Maria e Giuseppe che, in obbedienza alla Legge mosaica, si recano al tempio di Gerusalemme per offrire il bambino, in quanto primogenito, al Signore e riscattarlo mediante un sacrificio (cfr Lc 2,22-24). E’ uno dei casi in cui il tempo liturgico rispecchia quello storico, perché oggi si compiono appunto quaranta giorni dalla solennità del Natale del Signore; il tema di Cristo Luce, che ha caratterizzato il ciclo delle feste natalizie ed è culminato nella solennità dell’Epifania, viene ripreso e prolungato nella festa odierna.

Il gesto rituale dei genitori di Gesù, che avviene nello stile di umile nascondimento che caratterizza l’Incarnazione del Figlio di Dio, trova una singolare accoglienza da parte dell’anziano Simeone e della profetessa Anna. Per divina ispirazione, essi riconoscono in quel bambino il Messia annunziato dai profeti. Nell’incontro tra il vegliardo Simeone e Maria, giovane madre, Antico e Nuovo Testamento si congiungono in modo mirabile nel rendimento di grazie per il dono della Luce, che ha brillato nelle tenebre ed ha impedito loro di prevalere: Cristo Signore, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele (cfr Lc 2,32).

Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria della presentazione di Gesù al tempio, si celebra la Giornata della Vita Consacrata. In effetti, l’episodio evangelico a cui ci riferiamo costituisce una significativa icona della donazione della propria vita da parte di quanti sono stati chiamati a ripresentare nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, i tratti caratteristici di Gesù, vergine, povero ed obbediente, il Consacrato del Padre. Nella festa odierna celebriamo, pertanto, il mistero della consacrazione: consacrazione di Cristo, consacrazione di Maria, consacrazione di tutti coloro che si pongono alla sequela di Gesù per amore del Regno di Dio.

Secondo l’intuizione del Beato Giovanni Paolo II, che l’ha celebrata per la prima volta nel 1997, la Giornata dedicata alla vita consacrata si prefigge alcuni scopi particolari. Vuole rispondere anzitutto all’esigenza di lodare e ringraziare il Signore per il dono di questo stato di vita, che appartiene alla santità della Chiesa. Ad ogni persona consacrata è dedicata oggi la preghiera dell’intera Comunità, che rende grazie a Dio Padre, datore di ogni bene, per il dono di questa vocazione, e con fede nuovamente lo invoca. Inoltre, in tale occasione si intende valorizzare sempre più la testimonianza di coloro che hanno scelto di seguire Cristo mediante la pratica dei consigli evangelici con il promuovere la conoscenza e la stima della vita consacrata all’interno del Popolo di Dio. Infine la Giornata della Vita Consacrata intende essere, soprattutto per voi, cari fratelli e sorelle che avete abbracciato questa condizione nella Chiesa, una preziosa occasione di rinnovare i propositi e ravvivare i sentimenti che hanno ispirato e ispirano la donazione di voi stessi al Signore. Questo vogliamo fare oggi, questo è l’impegno che siete chiamati a realizzare ogni giorno della vostra vita.

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, ho indetto – come sapete – l’Anno della fede, che si aprirà nel prossimo mese di ottobre. Tutti i fedeli, ma in modo particolare i membri degli Istituti di vita consacrata, hanno accolto come un dono tale iniziativa, ed auspico che vivranno l’Anno della fede come tempo favorevole per il rinnovamento interiore, di cui sempre si avverte il bisogno, con un approfondimento dei valori essenziali e delle esigenze della propria consacrazione. Nell’Anno della fede voi, che avete accolto la chiamata a seguire Cristo più da vicino mediante la professione dei consigli evangelici, siete invitati ad approfondire ancora di più il rapporto con Dio. I consigli evangelici, accettati come autentica regola di vita, rafforzano la fede, la speranza e la carità, che uniscono a Dio. Questa profonda vicinanza al Signore, che deve essere l’elemento prioritario e caratterizzante della vostra esistenza, vi porterà ad una rinnovata adesione a Lui e avrà un positivo influsso sulla vostra particolare presenza e forma di apostolato all’interno del Popolo di Dio, mediante l’apporto dei vostri carismi, nella fedeltà al Magistero, al fine di essere testimoni della fede e della grazia, testimoni credibili per la Chiesa e per il mondo di oggi.

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con i mezzi che riterrà più adeguati, suggerirà indirizzi e si adopererà per favorire che questo Anno della fede costituisca per tutti voi un anno di rinnovamento e di fedeltà, affinché tutti i consacrati e le consacrate si impegnino con entusiasmo nella nuova evangelizzazione. Mentre rivolgo il mio cordiale saluto al Prefetto del Dicastero, Monsignor João Braz de Aviz – che ho voluto annoverare tra quanti creerò Cardinali nel prossimo Concistoro –, colgo volentieri questa lieta circostanza per ringraziare lui e i Collaboratori del prezioso servizio che rendono alla Santa Sede e a tutta la Chiesa.

Cari fratelli e sorelle, ringrazio anche ciascuno di voi, per aver voluto partecipare a questa Liturgia, che, grazie anche a alla vostra presenza, si distingue per uno speciale clima di devozione e di raccoglimento. Auguro ogni bene per il cammino delle vostre Famiglie religiose, come pure per la vostra formazione e il vostro apostolato. La Vergine Maria, discepola, serva e madre del Signore, ottenga dal Signore Gesù che “quanti hanno ricevuto il dono di seguirlo nella vita consacrata lo sappiano testimoniare con un’esistenza trasfigurata, camminando gioiosamente con tutti gli altri fratelli e sorelle verso la patria celeste e la luce che non conosce tramonto” (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsin. Vita consecrata, 112). Amen.

 


BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 29 gennaio 2012

[Video]

 

 

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa domenica (Mc 1,21-28) ci presenta Gesù che, in giorno di sabato, predica nella sinagoga di Cafarnao, la piccola città sul lago di Galilea dove abitavano Pietro e suo fratello Andrea. Al suo insegnamento, che suscita la meraviglia della gente, segue la liberazione di «un uomo posseduto da uno spirito impuro» (v. 23), che riconosce in Gesù il «santo di Dio», cioè il Messia. In poco tempo, la sua fama si diffonde in tutta la regione, che Egli percorre annunciando il Regno di Dio e guarendo i malati di ogni genere: parola e azione. San Giovanni Crisostomo fa osservare come il Signore «alterni il discorso a beneficio degli ascoltatori, procedendo dai prodigi alle parole e passando di nuovo dall’insegnamento della sua dottrina ai miracoli» (Hom. in Matthæum 25, 1: PG 57, 328).

La parola che Gesù rivolge agli uomini apre immediatamente l’accesso al volere del Padre e alla verità di se stessi. Non così, invece, accadeva agli scribi, che dovevano sforzarsi di interpretare le Sacre Scritture con innumerevoli riflessioni. Inoltre, all’efficacia della parola, Gesù univa quella dei segni di liberazione dal male. Sant’Atanasio osserva che «comandare ai demoni e scacciarli non è opera umana ma divina»; infatti, il Signore «allontanava dagli uomini tutte le malattie e ogni infermità. Chi, vedendo il suo potere … avrebbe ancora dubitato che Egli fosse il Figlio, la Sapienza e la Potenza di Dio?» (Oratio de Incarnatione Verbi 18.19: PG 25, 128 BC.129 B). L’autorità divina non è una forza della natura. È il potere dell’amore di Dio che crea l’universo e, incarnandosi nel Figlio Unigenito, scendendo nella nostra umanità, risana il mondo corrotto dal peccato. Scrive Romano Guardini: «L’intera esistenza di Gesù è traduzione della potenza in umiltà… è la sovranità che qui si abbassa alla forma di servo» (Il Potere, Brescia 1999, 141.142).

Spesso per l’uomo l’autorità significa possesso, potere, dominio, successo. Per Dio, invece, l’autorità significa servizio, umiltà, amore; significa entrare nella logica di Gesù che si china a lavare i piedi dei discepoli (cfr Gv 13,5), che cerca il vero bene dell’uomo, che guarisce le ferite, che è capace di un amore così grande da dare la vita, perché è Amore. In una delle sue Lettere, santa Caterina da Siena scrive: «E’ necessario che noi vediamo e conosciamo, in verità, con la luce della fede, che Dio è l’Amore supremo ed eterno, e non può volere altro se non il nostro bene» (Ep. 13 in: Le Lettere, vol. 3, Bologna 1999, 206).

Cari amici, giovedì prossimo 2 febbraio, celebreremo la festa della Presentazione del Signore al tempio, Giornata Mondiale della Vita Consacrata. Invochiamo con fiducia Maria Santissima, affinché guidi i nostri cuori ad attingere sempre dalla misericordia divina, che libera e guarisce la nostra umanità, ricolmandola di ogni grazia e benevolenza, con la potenza dell’amore.





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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