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Breve saggio sulla DIVINA VOLONTA' di Luisa Piccarreta mistica terziaria domenicana

Last Update: 4/5/2017 10:15 PM
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4/5/2017 9:37 PM
 
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LA PROMESSA DELLA DIVINA VOLONTA'

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(Gesù, a Luisa Piccarreta, il 5 febbraio 1928 vol. 23:) " ... Figlia mia, come Adamo peccò, Dio gli fece promessa del futuro Redentore: passarono secoli, ma la promessa non venne meno e le generazioni ebbero il bene della Redenzione.

Ora, come venni dal Cielo e formai il Regno della Redenzione, prima di partire dalla terra, feci un'altra promessa più solenne: dell' AVVENTO del REGNO della MIA VOLONTA', nella preghiera del Pater Noster ; e perché questo Regno si potesse più sicuramente ottenere, feci questa promessa formale nella solennità della mia preghiera, pregando il Padre che ' facesse venire il Suo Regno ', e che ' la Volontà Divina si facesse come in Cielo così in terra '.

Volli mettermi Io a capo di questa preghiera, conoscendo che tale era la Volontà del Padre mio che, pregato da Me, non mi avrebbe nulla negato; molto più che con la Sua stessa Volontà Io pregavo e chiedevo una cosa dal mio stesso Padre voluta.

Dopo d'aver formata questa preghiera innanzi al Padre Celeste, sicuro che mi avrebbe accordato il Regno della mia Volontà sulla terra, l'insegnai ai miei Apostoli, affinché a loro volta, l'insegnassero a tutto il mondo, perché uno fosse il grido di tutti: ' sia fatta la Volontà Tua, come in Cielo così in terra '.

Promessa più certa e solenne non avrei potuto fare; i secoli per Noi (Tre Persone Divine) sono come un punto solo e le nostre Parole sono atti e fatti compiuti; quindi, son passati secoli, ma il Regno del Divin Volere

certamente verrà .

Il mio stesso pregare al Padre Celeste: ' venga, venga il Regno Tuo, sia fatta la Volontà Tua come in Cielo così in terra ', significa che con la mia venuta sulla terra, non venivo a stabilire il Regno della Mia Volontà, altrimenti avrei detto: 'Padre mio, il Regno Nostro che già ho stabilito sulla terra sia confermato e la Nostra Volontà domini e regni'. Invece dissi: ' Venga '; ciò significa che doveva venire e le creature dovevano aspettarlo con quella certezza con cui gli Ebrei aspettarono il futuro Redentore.

Vi è la Mia Divina Volontà legata e compromessa in quelle parole del ' Pater Noster ', e quando Essa si lega è più che certo ciò che promette. Molto più che il tutto fu da Me preparato; non ci volevano altro che le manifestazioni
del Regno mio: questo lo sto già facendo; e se manifesto tante verità sul mio FIAT non è per dare una semplice notizia, no, ma perché voglio che tutti conoscano che il suo Regno è vicino e che apprezzino le sue belle prerogative, affinché tutti amino, sospirino d'entrare a vivere in un Regno sì santo, pieno di felicità e di tutti i beni.

Quindi, ciò che a te sembra difficile dice Gesù a Luisa Piccarreta alla Potenza del Nostro FIAT è facile, perché Essa sa smuovere tutte le difficoltà e conquidere tutto come vuole e quando vuole ".

(8 maggio 1923 vol. 15°) " ... Dopo aver implorato il Padre perché il Regno di Dio si estendesse sulla terra, Io proseguii la mia preghiera in nome e in favore di tutti gli uomini.

Domandando il ' pane quotidiano ' intendevo chiedere tre specie di pane: cioè quello della Mia Volontà, quello Eucaristico e quello materiale.

Il pane della Divina Volontà è, fra tutti, il più necessario, poiché la creatura ne ha bisogno ad ogni istante per poter formare in se stessa la vita divina, mentre per alimentare la propria esistenza non usufruisce che due o tre volte al giorno di quello materiale.

L'Eucaristia fu il secondo pane che domandai per l'umanità. Ma quali frutti avrebbe Esso recato se l'uomo non si fosse prima nutrito del Volere Divino? Figlia mia, se tu sapessi quanto soffro nella creatura che, invece di cibarsi di questo pane, si alimenta di quello corrotto della volontà umana! Sebbene Io entri, tuttavia Io non le posso comunicare né i benefici effetti del Divino Sacramento, né la mia Santità, e se qualche cosa le dono, ciò avviene in piccola porzione ed a seconda delle sue disposizioni. Per poterle dispensare i doni della mia vita Sacramentale, debbo pazientemente attendere che essa si cibi della Suprema Volontà. Ciò che si avvera per l'Eucaristia, si ripete per tutti i Sacramenti che Io lasciai alla mia Chiesa. Essi conferiranno la pienezza dei frutti che contengono e comunicheranno vera santità alle anime, soltanto quando la Volontà Divina verrà da esse compiuta sulla terra così come si compie in Cielo.

Per ultimo domandai al Padre mio il pane materiale, vale a dire tutti i mezzi che sono necessari per il sostentamento dell'uomo.

Quindi aggiunsi: ' Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori '. Anche questa petizione sarà esaudita totalmente, non appena l'uomo si ciberà del Volere di Dio, così come se ne cibò la mia Santa Umanità. E allora la sua carità sarà perfetta, il suo perdono simile al mio sulla Croce, avrà l'impronta dell'eroismo, le sue virtù, essendo direttamente Volontà Suprema, diverranno e saranno come rivoli sgorgati da Essa, come da immenso mare.

Infine invocai: ' E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male ', affinché la creatura, forte del pane della Divina Volontà, potesse superare qualsiasi tentazione ed essere liberata da tutti i mali, sia morali che fisici.

Vedi dunque quanto sia necessario che la mia Volontà si compia come in Cielo così in terra! La sua effettuazione è talmente importante che io non insegnai agli uomini altra preghiera se non quella del Padre Nostro. E la Chiesa, fedele depositaria ed esecutrice dei miei ammaestramenti, la ripete sempre ed in ogni circostanza e a sua volta la fa recitare ai dotti e agli ignoranti, ai sudditi e ai re, affinché tutti indistintamente invochino sulla terra il Santo Regno della Divina Volontà ".

LA CREAZIONE L'IMMACOLATA L'UOMO

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(vol. 16 24.11.1923) " ... L'origine della mia Volontà è eterna; mai entrò il dolore in Essa; tra le Divine Persone questa Volontà era in somma concordia, anzi era una sola; in ogni atto che emetteva fuori, tanto ab intra quanto ad extra, Ci dava infinite gioie, felicità immense; e quando volemmo uscire fuori la macchina della Creazione, quanta gloria, quanto onore, quante armonie Essa Ci diede! Come si sprigionò il FIAT, questo FIAT diffuse la nostra bellezza, la nostra luce, la nostra potenza, l'ordine, l'armonia l'amore, la santità divina, e Noi restammo glorificati dalle stesse virtù nostre vedendo, per mezzo del nostro FIAT, la fioritura della Nostra Divinità adombrata in tutto l'universo.

Il Nostro Volere non si arrestò; gonfio d'amore come stava, volle non solo creare l'uomo, ma avere vita operante in esso, per dargli sempre nuove sorprese d'amore, di gioie, di felicità, di luce, di ricchezze.

Ma l'uomo volle fare la sua volontà e ruppe con la Divinità, e così recò il primo dolore al mio Volere, amareggiò Colui che tanto l'amava e che l'aveva reso felice.

Mai l'avesse fatto; il mio Volere si ritirò e pianse più che tenera madre piange il suo figlio storpio e cieco; e l'uomo precipitò nell'abisso di tutti i mali.

Intanto, per riannodare di nuovo queste due Volontà, era necessario uno che contenesse in sé una Volontà Divina ed allora le tre Divine Persone, amando l'uomo con amore eterno ed infinito, decretarono che Io, Verbo Eterno, prendessi umana carne per venire a salvarlo e riannodare le due Volontà spezzate.

Ma in chi scendere? Chi doveva essere la fortunata creatura che doveva albergare il Suo Creatore? Ne scegliemmo una che in virtù dei meriti previsti del futuro Redentore fu esente dalla colpa di origine; in Essa il ' suo ' Volere e il ' Nostro ' furono ' uno ' ".

" ... FU LA MIA VOLONTA' che fece ascendere tanto in alto la mia SS. Madre.

... FU LA MIA VOLONTA' che le diede la fecondità divina e la fece Madre del Verbo.

... FU LA MIA VOLONTA' che le fece vedere ed abbracciare tutte le creature insieme ".

( vol. 16 24.11.1923 ) " Fu questa Celeste Creatura che comprese la storia della nostra Volontà; Noi, come a piccina tutto le narrammo: il dolore del nostro Volere, e come l'uomo ingrato con lo spezzare la sua volontà con la Nostra, aveva ristretto il nostro Volere nella cerchia divina, come inceppandolo nei Suoi disegni, impedendo che potesse comunicargli i suo beni, e lo scopo per cui era stato creato. Per Noi il dare è felicitarci e rendere felice chi da Noi riceve, è arricchire senza (Noi) impoverire, è dare ciò che Noi siamo per natura e formarlo nella creatura per grazia, è uscire da Noi per dare ciò che possediamo; col dare il nostro amore si sfoga, il nostro Volere fa festa; se non dovevamo dare, a che pro formare la Creazione? Sicché, solo il non poter dare ai nostri figli, alle nostre care immagini, era come un lutto per la nostra Suprema Volontà; solo nel vedere l'uomo operare, parlare, camminare, senza il connesso del nostro Volere, perché da lui spezzato, e che dovevano correre a lui, se era con Noi, correnti di grazie, di luce, di santità, di scienza, ecc., e non potendolo, il nostro Volere si atteggiava a dolore; in ogni atto di creatura era per Noi un dolore, perché vedevamo quell'atto vuoto del valore divino, privo di bellezza e di santità, tutto dissimile dagli atti nostri.

Oh, come comprese la Celeste Piccina questo nostro sommo dolore ed il gran male dell'uomo nel sottrarsi dal nostro Volere! Oh, quante volte Lei pianse a calde lacrime per il nostro dolore e per la grande sventura dell'uomo! E perciò Lei, temendo, non volle concedere neppure un atto di vita alla sua volontà; perciò si mantenne piccola, perché il suo volere non ebbe vita in Lei: come poteva farsi grande? Ma ciò che non fece Essa, fece il nostro Volere: la crebbe tutta bella, santa, divina; la arricchì tanto che la fece la più grande di tutti; era un prodigio del nostro Volere, prodigio di grazia, di bellezza, di santità. Ma Essa si mantenne sempre piccola, tanto che non scendeva mai dalle nostre braccia, e presa a petto suo la nostra difesa, ricambiò tutti gli atti dolenti del Supremo Volere; e non solo stava Lei tutta in ordine alla nostra Volontà, ma fece suoi tutti gli atti delle creature, assorbendo in Sé tutta la nostra Volontà respinta da loro: la riparò, l'amò, e tenendola come a deposito nel suo Cuore verginale, preparò il cibo della nostra Volontà a tutte le creature.

Vedi dunque con quale cibo alimenta i suoi figli questa Madre amantissima? Le costò tutta la sua vita, pene inaudite, la stessa Vita del Figlio suo, per fare in Lei il deposito abbondante di questo cibo della mia Volontà, per tenerlo pronto per alimentare tutti i suoi figli qual Madre tenera e amorosa.

Lei non poteva amare di più i suoi figli; col dar loro questo cibo il suo amore era giunto all'ultimo grado. Sicché, a tanti titoli che Essa tiene, il più bel titolo che Le si potrebbe dare è di ' Madre e Regina della Volontà Divina ' "

 

(vol. 20 29.10.1926) " Io creai il cielo ed accentrai il mio Amore verso dell'uomo nel Cielo e per dargli maggior diletto lo tempestai di stelle: Io non amai il Cielo ma l'uomo nel cielo, e per lui lo creai. Come fu forte e grande il mio amore nello stendere sul capo dell'uomo questa volta azzurra, ornata di fulgidissime stelle, come un suo padiglione che né re, né imperatori ne possono aver l'eguale. Ma non Mi contentai di accentrare il mio Amore nel cielo verso dell'uomo, che doveva servire, per puro diletto volendomi dilettare in amore con lui; volli creare il sole, accentrando verso dell'uomo tanto amore nel sole, Io amavo l'uomo nel sole, non il sole, e perciò Io mettevo in esso, amore di necessità, perch'era necessario il sole per la terra, che doveva servire alle piante ed al benessere dell'uomo; amore di fuoco che doveva riscaldarlo; tutti gli effetti che produce questo pianeta che sono innumerevoli, miracolo continuo che sta nella volta dei cieli, e che scende colla sua luce a bene di tutti, tante specialità d'amore accentrai nel sole verso dell'uomo, per quanti beni ed effetti produce. Oh! Se la creatura facesse almeno attenzione, al mio amore che gli porta il sole, come Mi sentirei felice e contraccambiato del gran amore che ho messo in questo mio relatore divino e portatore del mio amore, della mia luce.

Ora dopo che il tutto creai formai la natura dell'uomo colle mie stesse mani creatrici e come formai le ossa, stendevo i nervi, formai il cuore, così accentravo il mio amore, e dopo che lo vestii di carne formando come la più bella statua che nessun altro artefice poteva mai fare lo guardai, lo amai tanto, che il mio amore sboccò non potendo contenerlo ed alitandolo gli infusi la vita.

Ma non fummo contenti: la Trinità Sacrosanta dando in eccesso d'amore, volle destarlo, dandogli intelletto, memoria e volontà, ed a secondo la sua capacità di creatura, lo arricchimmo di tutte le particelle del nostro Essere Divino.

Tutta la Divinità era tutta intenta ad amare ed a riversarsi nell'uomo; fin dal primo istante della sua vita sentì tutta la forza del nostro amore e dal fondo del suo cuore espresse colla sua voce l'amore al suo Creatore. Oh! Come Ci sentimmo felici nel sentire che l'opera nostra, la statua fatta da Noi, parlava, Ci amava, e con amore perfetto! Era il riflesso del nostro Amore che usciva da lui; quest'amore non era stato contaminato dalla sua volontà, perciò il suo amore era perfetto, perché possedeva la pienezza del nostro Amore.

Fin allora tutte le cose da Noi create, nessuna cosa Ci aveva detto che Ci amava; ora nel sentire che l'uomo Ci amava, la nostra gioia, il nostro contento, fu tanto grande, che per compimento della nostra festa, lo costituimmo re di tutto l'universo e come il più bello gioiello delle nostre mani creatrici.

Com'era bello l'uomo, nei primi tempi della sua creazione! Era il nostro riflesso, e questi riflessi gli davano tanta bellezza che rapiva il nostro Amore, e lo rendeva perfetto in tutti gli atti suoi. Perfetta era la sua gloria che dava al suo Creatore, perfetta la sua adorazione, il suo amore, le sue opere; la sua voce era tanto armoniosa che risuonava in tutta la Creazione, perché possedeva l'armonia divina, e di quel Fiat che gli aveva dato la vita.

Tutto era ordine in lui, perché il nostro Volere gli portava l'ordine del suo Creatore, lo rendeva felice, e lo faceva crescere a nostra somiglianza e secondo il nostro detto: ' Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza '.

Ogni suo atto fatto nell'unità della luce del Fiat Supremo era una tinta di bellezza divina che acquistava, ogni suo detto, era una nota armoniosa di più che suonava. Tutto era amore in lui, in tutto Ci decantava la nostra gloria, la nostra potenza e sapienza infinita, e tutto, cielo, sole e terra gli portavano gioie, felicità ed amore di Colui che l'aveva creato.

Se tu potessi formare una statua a secondo che più ti piaceva, poi riversarti tutta te stessa in essa dandogli tutti gli umori vitali, e con l'impero del tuo amore dargli la vita, quanto non l'ameresti? E quanto non vorresti che ti amasse? Qual sarebbe la tua gelosia d'amore che tutto stesse a tua disposizione e che neppure un palpito tollereresti che non fosse tutto per te? Ah! Tu nella tua statua guarderesti te stessa e quindi ogni piccola cosa non fatta per te sentiresti uno strappo fatto a te stessa. Tale son Io: tutto ciò che la creatura non fa per Me sono tanti strappi che sento; molto più che la terra che la sostiene è mia, il sole che la illumina e riscalda è mio, l'acqua che beve, il cibo che prende è mio, tutto è mio, vive a spese mie e mentre tutto le do essa, la bella statua mia, non è per me. Qual dev'essere dunque il mio dolore, l'affronto e l'offesa che Mi dà questa statua, pensalo tu stessa figlia mia!

Ora tu devi sapere che solo la mia Volontà può ridarmi la mia statua bella come Io la feci, perché Essa è la conservatrice di tutte le opere nostre, è il portatore di tutti i nostri riflessi in modo che l'anima vive dei nostri riflessi, i quali, se ama le somministra la perfezione dell'amore, se opera, opera la perfezione delle opere; insomma tutto ciò che fa tutto è perfetto in lei e questa perfezione le dà tante tinte di tante bellezze da innamorare l'Artefice che la formò.

Ecco, perciò amo tanto che il Fiat Supremo sia conosciuto e vi formi il suo Regno in mezzo alle umane generazioni, per stabilire l'ordine tra Creatore e creatura per ritornare a mettere in comune i nostri beni con essa; e solo la nostra Volontà tiene questo potere, senza di Essa non ci può essere molto di bene, né la nostra statua può ritornarci bella come uscì dalle nostre mani creatrici ".

(23 agosto 1936 vol. 34) " ... La Vergine Santa costituì il massimo prodigio della Creazione, perché il Volere Divino soggiogò fin dal primo istante del suo concepimento il suo volere umano; e il volere di questa santa creatura a sua volta soggiogò quello divino. Un Volere vinse l'altro ed ambedue riuscirono vincitori. Non appena il Fiat Supremo entrò come Re dominante in Lei, subito ebbero inizio le catene dei grandi miracoli divini. La forza increata si riversò in quella creata con una forza tale, da poter sostenere la Creazione intera così come se essa fosse un fuscello di paglia. Grazie a questa irruenza tutte le cose sentirono che nella loro forza creata scorreva quella increata, la quale le sosteneva e contribuiva alla loro conservazione.

Questa forza invincibile che proveniva dalla Vergine, in virtù del Fiat Divino, era tanto potente da imperare su tutto e persino sul Creatore medesimo. Nessuno poteva resisterle: gli stessi demoni si sentivano debilitati e non sapevano dove nascondersi per sottrarsi ad Essa.

Nello stesso modo con cui la nostra forza divina si era riversata nella volontà creata della Vergine, così il nostro Amore infinito si effuse nel suo amore finito, comunicandole l'irresistibile bisogno di amare tutti senza misura.

Da quell'istante non vi fu essere creato che non fosse prediletto da Lei. Come Madre e come Regina Ella fu investita dal nostro Fiat di tale abbondanza d'amore, di bontà e di grazia, da rapire tutti i cuori e da farsi amare persino dalle cose che non posseggono la ragione.

Ognuno dei suoi atti, delle sue preghiere, delle sue adorazioni e riparazioni riempivano Cieli e terra ed il suo amore, padroneggiando tutto, correva nel cielo, nel sole, nel vento, ovunque; e così il nostro Ente Supremo si sentì contraccambiato e pregato da Lei in ogni cosa creata. Una nuova vita scorreva in tutto, ci amava per tutti e ci faceva amare per tutti. Era la Volontà Increata che aveva avuto il suo posto d'onore nella volontà creata: che ci dava in tal modo il contraccambio dell'amore che mettemmo a disposizione nella Creazione ".

"... Non guardare la terra dice Gesù a Luisa Piccarreta il 26 aprile 1921 ( vol. 12 ) ; le creature lasciamole fare, vogliono fare la guerra, la facciano pure; e quando loro saranno stanche, anch'Io farò la mia guerra. La loro stanchezza nel male, le loro disillusioni, i disinganni, le perdite subite, le disporranno a ricevere la mia guerra.

La mia guerra sarà guerra di amore; il mio Volere scenderà dal Cielo in mezzo a loro; tutti i tuoi atti e quelli delle altre anime, fatti nel mio Volere, faranno guerra alle creature, ma non guerra di sangue; guerreggeranno con le armi dell'amore dando loro doni, grazie, pace; faranno prodigi sorprendenti da far stupire l'uomo ingrato. Questa mia Volontà, e tutti i miei amorosi disegni, sì come una milizia celeste, con armi divine confonderanno l'uomo, lo travolgeranno, gli daranno la luce per vedere più che il male, i doni e le ricchezze con cui voglio arricchirlo.

Gli atti fatti nel mio Volere, portando con sé la potenza creatrice, saranno la nuova salvezza dell'uomo e, scendendo dal Cielo, porteranno tutti i beni sulla terra, porteranno

la nuova Era ed il trionfo sulla iniquità umana.

Perciò, moltiplica i tuoi atti nella mia Volontà, per formare le armi d'amore per guerreggiare le creature quando scenderemo in mezzo ad esse ".





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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