DIFENDERE LA VERA FEDE
printprintFacebook

A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
Nuova Discussione
Rispondi
Cerca nel forum
Tag discussione
Discussioni Simili   [vedi tutte]
 
Pagina precedente | 1 | Pagina successiva
Facebook  

ATTENTI SACERDOTI a non invalidare la Messa con le vostre superbe e fantasiose iniziative!

Ultimo Aggiornamento: 23/11/2017 15.50
Autore
Stampa | Notifica email    
OFFLINE
Post: 34.855
Sesso: Femminile
08/11/2017 14.43
 
Email
 
Scheda Utente
 
Quota

certo... è triste dover discutere di questo, ma a questo siamo arrivati ed è bene essere INFORMATI E PREPARATI altrimenti rischiamo di andare a Messe invalidate e SENZA LA GRAZIA, ossia, senza Gesù ... e se ciò vi accadesse (Dio non voglia) non potrete dire "io non lo sapevo, oppure che male c'è..." e così via 
 

Ringraziamo Don Alfredo Maria Morselli per questi chiarimenti, noi cerchiamo di farne tesoro 



Se il tuo parroco cambia le parole della consacrazione

 
di Don Alfredo Morselli
 
 
In questo momento della storia della Chiesa, sono saltati - nel cervello di molti - tutti i freni che il buon senso pone alla stupidità. Tra Comunioni sacrileghe, liturgie inter-confessionali, assoluzioni a chi non ha il proposito di cambiar vita, caricature della Misericordia, beatificazioni di eresiarchi, caccia ai cosiddetti “nemici del Papa”… – e la lista è ancora lunga –, adesso è esplosa anche la funesta moda della formula della consacrazione eucaristica mutata ad libitum del celebrante. 
 
Tanti buoni fedeli sono allarmati: “La S. Comunione che ricevo è il vero Corpo di Cristo?”; “Ma avviene la Transustanziazione?” “Una siffatta Messa è valida?” 
 
Poiché stanno circolando sul WEB dichiarazioni allarmanti circa il valore della consacrazione eucaristica con le parole della consacrazione stoltamente cambiate, è opportuno ricordare alcuni princípi della buona teologia sacramentaria.
 


A) Spiegazione dei termini
 
Sacramento “valido”: 
un sacramento è celebrato validamente quando è compiuto in modo tale da essere un “segno di cosa sacra che santifica l’uomo”; in altre parole il mistero (perdono dei peccati, rigenerazione in Cristo etc.) accade, succede, si realizza.

Sacramento “illecito”: 
un sacramento è celebrato illecitamente quando la celebrazione viene svolta disobbedendo alle norme liturgiche. 
 
Quindi un sacramento può essere celebrato: 
1) validamente e lecitamente
2) validamente e illecitamente
3) invalidamente e illecitamente
(non può esserci un sacramento celebrato lecitamente in modo invalido)
B) La celebrazione eucaristica
 
L’essenziale della forma dell’Eucarestia, ciò che è necessario per la validità, sono le parole “Questo è il mio Corpo - Questo è il mio Sangue” 
 
Es.: se in un campo di concentramento un sacerdote ha pochi secondi per celebrare la S. Messa, per non farsi vedere dai carcerieri, e se ha una briciola di pane e una goccia di vino, può dire solo queste parole e celebra validamente la S Messa.
 
Se invece un sacerdote cambia arbitrariamente – senza un motivo gravissimo – le parole prescritte dal Messale, ma lascia sostanzialmente intatta la forma, la S Messa è celebrata in modo gravemente illecito ma è valida. 
 
Se il sacerdote non crede nella transustanziazione per ignoranza o perché subisce la pressione dei cosiddetti “teologi”, ma ha nel cuore l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa, la S Messa è valida, ma illecita. 
 
Se un sacerdote coscientemente non vuole fare ciò che fa la Chiesa, anche se usa le parole giuste, non c’è la S. Messa. 
 
Tra “stolto, improvvido” ed “eretico formale” c’è una enorme differenza. 
 
Gesù, agente principale in ogni celebrazione sacramentale, può agire per mezzo di un prete ingenuo, maldestro o sprovveduto, ma non può agire in chi coscientemente e volontariamente si oppone all’azione sacramentale così come si svolge nella Chiesa.
 
C) Suggerimenti pratici
 
In ogni caso è bene cercare una S. Messa celebrata da un bravo sacerdote.
 
Se il sacerdote non altera l’essenziale, in particolare se lascia intatta la copula “è”, in mancanza di meglio (e se non ci sono altri fatti gravi) si può assistere alla S. Messa, dissociandosi interiormente dalla disobbedienza del sacerdote. 
 
Se c’è la possibilità di andare a Messa dove viene detta bene, bisogna andare lì, onde evitare la cooperazione formale (= rendersi oggettivamente complici) a un atto di culto illecito. 
 
In questa situazione ecclesiale, rimane il dovere di studiare al meglio il Catechismo della Chiesa Cattolica (non nell’edizione commentata da autori neo-modernisti).
 
Rimane il dovere di completare a casa il catechismo ai propri bambini, supplendo alle lacune e correggendo gli errori: nei casi più gravi, ritirare i bambini dal catechismo e portarli in altra parrocchia.

Inoltre, anche se le speranze umane sono alquanto ridotte, è opportuno avvisare il Vescovo, secondo quanto suggerisce l’istruzione Redemptionis Sacramentum, § 184:
Ogni cattolico, sia Sacerdote sia Diacono sia fedele laico, ha il diritto di sporgere querela su un abuso liturgico presso il Vescovo diocesano o l’Ordinario competente a quegli equiparato dal diritto o alla Sede Apostolica in virtù del primato del Romano Pontefice. È bene, tuttavia, che la segnalazione o la querela sia, per quanto possibile, presentata dapprima al Vescovo diocesano. Ciò avvenga sempre con spirito di verità e carità”. 
Qualcuno potrebbe dire che i Vescovi intervengono con decisione solo se un parroco osa celebrare la S. Messa in latino, oppure se fa una predica contro il peccato di omosessualità, oppure se si rifiuta di dare la S. Comunione in mano; ma se un prete cambia suo arbitrio le parole della consacrazione… sciocchezzuole

Ricordiamoci allora quanto ci dice il santo profeta Ezechiele: “…se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato” (Ez. 3,19).

E soprattutto, non dobbiamo meravigliarci se gli empi, i tiepidi, i carrieristi e i traditori fanno la loro parte: facciamo noi bene la nostra, e meglio facciamo, prima finisce la notte. 




ed ecco anche le parole di Papa Francesco all'udienza generale del 22 novembre 2017:

Se l’amore di Cristo è in me, posso donarmi pienamente all’altro, nella certezza interiore che se anche l’altro dovesse ferirmi io non morirei; altrimenti dovrei difendermi. I martiri hanno dato la vita proprio per questa certezza della vittoria di Cristo sulla morte. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura.
Questo è la Messa: entrare in questa passione, morte, risurrezione, ascensione di Gesù; quando andiamo a Messa è come se andassimo al calvario, lo stesso. Ma pensate voi: se noi nel momento della Messa andiamo al calvario – pensiamo con immaginazione – e sappiamo che quell’uomo lì è Gesù. Ma, noi ci permetteremo di chiacchierare, di fare fotografie, di fare un po’ lo spettacolo? No! Perché è Gesù! Noi di sicuro staremmo nel silenzio, nel pianto e anche nella gioia di essere salvati. Quando noi entriamo in chiesa per celebrare la Messa pensiamo questo: entro nel calvario, dove Gesù dà la sua vita per me.
E così sparisce lo spettacolo, spariscono le chiacchiere, i commenti e queste cose che ci allontano da questa cosa tanto bella che è la Messa, il trionfo di Gesù.

Penso che ora sia più chiaro come la Pasqua si renda presente e operante ogni volta che celebriamo la Messa, cioè il senso del memoriale. La partecipazione all’Eucaristia ci fa entrare nel mistero pasquale di Cristo, donandoci di passare con Lui dalla morte alla vita, cioè lì nel calvario.

La Messa è rifare il calvario, non è uno spettacolo.

 


[Modificato da Caterina63 23/11/2017 15.50]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
Cancella colonne che non rispecchiano più requisiti Excel Forumnon12/11/2018 10.43 by Antonio Romano.2017
Problemi con set Smiles personalizzatiAssistenza FreeForumZonecon25/10/2018 00.22 by admin
Negocio che non sia in campo turistico? Cuba Facilenon22/10/2018 20.27 by cocoloco
OFFLINE
Post: 34.855
Sesso: Femminile
23/11/2017 15.46
 
Email
 
Scheda Utente
 
Quota


PERCHÉ A MESSA NON BISOGNA PRENDERSI PER MANO DURANTE IL PADRE NOSTRO, O ALZARE LE MANI AL CIELO

Perché a messa non bisogna prendersi per mano durante il Padre Nostro, o alzare le mani al Cielo

di Henry Vargas Holguín

 

La pratica di prendersi per mano al momento di recitare il Padre Nostro deriva dal mondo protestante. Il motivo è che i protestanti, non avendo la Presenza Reale di Cristo, ovvero non avendo una comunione reale e valida che li unisca tra loro e con Dio, considerano il gesto di prendersi per mano un momento di comunione nella preghiera comunitaria.
 
Noi nella Messa abbiamo due momenti importanti: la Consacrazione e la Comunione. È lì – nella Messa – che risiede la nostra unità, è lì che ci uniamo a Cristo e in Cristo mediante il sacerdozio comune dei fedeli; il prendersi per mano è ovviamente una distrazione da questo. Noi cattolici ci uniamo nella Comunione, non quando ci prendiamo per mano.
 
Nell'Istruzione Generale del Messale Romano non c'è nulla che indichi che la pratica di prendersi per mano vada effettuata. Nella Messa ogni gesto è regolato dalla Chiesa e dalle sue rubriche.
 
È per questo che abbiamo parti particolari della Messa in cui inginocchiamo, parti in cui ci alziamo, altre in cui ci sediamo ecc., e non c'è alcuna menzione nelle rubriche che parli del fatto che dobbiamo prenderci mano al momento di recitare il Padre Nostro.
 
Si deve quindi evitare questa pratica durante la celebrazione della Messa. Se qualcuno vuole farlo può (a mo' di eccezione) con qualcuno di assoluta fiducia, senza forzare nessuno, senza dar fastidio a nessuno e senza volere che questa pratica diventi una norma liturgica per tutti.
 
Bisogna tener conto del fatto che non tutti vogliono prendere la mano del vicino, e cercare di imporlo è qualcosa che va a detrimento della preghiera, della pietà e del raccoglimento.
 
Un'altra cosa molto diversa è la preghiera comunitaria al di fuori della Messa; quando si recita fuori dalla Messa non c'è alcuna opposizione se si prende la mano di qualcuno, perché è un gesto emotivo e simbolico.
 
Questo, come altri atteggiamenti, non è altro che l'esaltazione del sentimento. L'essere in comunione con qualcuno non consiste tanto nel prendere qualcuno per mano quando si recita il Padre Nostro, ma nel fatto di essere confessato, di essere in stato di grazia e soprattutto nell'essere preparato all'Eucaristia.
 
Se il gesto di prendersi la mano fosse necessario o importante o conveniente per tutta la Chiesa, i vescovi o le Conferenze Episcopali avrebbero inviato già da molto tempo una richiesta a Roma perché questa pratica venisse impiantata. Non lo hanno fatto, né credo che lo faranno mai.
 
Un'altra cosa che vedo molto quando si recita il Padre Nostro è che la gente alza le mani come fa il sacerdote. Nemmeno questo va bene, perché non spetta ai laici durante la Messa compiere gesti riservati al sacerdote o pronunciare le parole o le preghiere del sacerdote confondendo il sacerdozio comune con il sacerdozio ministeriale.
 
Solo i sacerdoti stendono le mani, e la cosa migliore è che i fedeli restino o preghino con le mani giunte perché la fede interiore è ciò che conta, è quello che Dio vede.
 
I gesti esterni nella Santa Messa da parte dei sacerdoti servono a far sì che i fedeli – in primo luogo – vedano che il sacerdote è l'uomo designato che intercede per loro.
 
Stendere le braccia nella preghiera era già abituale nella Chiesa delle origini, ma nel contesto di un circolo di preghiera, o nella preghiera in privato o in un altro incontro non liturgico.
 
I gesti nella Messa sono precisi sia nel sacerdote che per i fedeli; ciascuno fa i propri e i fedeli non devono copiare quelli dei sacerdoti. I gesti dei fedeli nella Messa sono le loro risposte, il loro canto, le loro posizioni.
 
Sia prendere la mano di qualcuno che alzare le mani recitando il Padre Nostro sono, nei fedeli, pratiche non liturgiche, che pur non essendo esplicitamente proibite nel Messale non corrispondono nemmeno a una sana liturgia.
 
I fedeli non devono ripetere né con parole né con azioni ciò che dice e fa il sacerdote la cui funzione è presiedere l'assemblea liturgica.




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
Amministra Discussione: | Chiudi | Sposta | Cancella | Modifica | Notifica email Pagina precedente | 1 | Pagina successiva
Nuova Discussione
Rispondi

Home Forum | Bacheca | Album | Utenti | Cerca | Login | Registrati | Amministra
Crea forum gratis, gestisci la tua comunità! Iscriviti a FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.0.0] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 09.24. Versione: Stampabile | Mobile
Copyright © 2000-2018 FFZ srl - www.freeforumzone.com