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Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Il Catechismo di Don Giuseppe Sarto prima di diventare Pio X

Ultimo Aggiornamento: 10/02/2018 17.16
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  Il catechismo di don Giuseppe Sarto, Arciprete di Salzano


Il manoscritto del catechismo di don Giuseppe Sarto, conservato nel museo

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La prima notizia dell'esistenza nell'Archivio vescovile di Treviso di un "catechismo manoscritto di don Giuseppe Sarto", fu data nel 1954 da Mons. Francesco Tonolo in Catechesi (Come da parroco Pio X insegnò il Catechismo, Il catechismo manoscritto di don Giuseppe Sarto, Catechesi, XXIII (1954), pp. 367-376). Dopo l'annuncio dato dal Tonolo, non ci risulta che sia stato pubblicato nessuno studio su tale documento. Qualche cenno, qualche riflessione in tesi di laurea [per es.: A. BALOCCO, Tendenze e atteggiamenti teologico-pastorali negli odierni catechismi diocesani di diffusione nazionale, Milano 1958 (Tesi all'Università Gregoriana); S. DALLE FRATTE, L'opera del Canonico Giuseppe Sarto, Treviso 1967 (Tesi all'Università di S. Tommaso in Roma); M. BARTOLUCCI, Le prospettive pastorali del ministero catechistico di S. Pio X, anno accademico 1971-1972 all'Università Lateranense].

Neppure se ne parla in lavori scientifici sulla storia del catechismo di S. Pio X. Don Luciano Nordera, dello Studio teologico salesiano di Saval, Verona, sta preparando uno studio scientifico, ad ampio respiro, sulla genesi del Catechismo di S. Pio X (1912). La pubblicazione del testo integrale dei «quaderni di Salzano» porterà, ne siamo certi, un contributo per lo studio delle varie fasi del pensiero e dell'opera di papa Sarto nel piano della catechesi.

Per ciò che riguarda la data di composizione di tale «catechismo», nessun elemento noi conosciamo che possa stabilirla con certezza. Nell'Archivio vescovile di Treviso abbiamo letto un documento che risale al primo anno in cui il Sarto era parroco di Salzano: il decreto del vescovo Zinelli sulla visita pastorale in quella parrocchia in data 20 dicembre 1867. Vi si legge: «Con vera soddisfazione dell'animo nostro ci siamo assicurati come i fanciulli siano molto bene istruiti nella dottrina cristiana». Nel 1872 il vescovo Zinelli, nella sua Lettera pastorale di Quaresima, dimostra «la necessità di dare un ordine più regolare all'insegnamento della Dottrina Cristiana» e, nel giugno dello stesso anno, invita i parroci a dare nuovo impulso alla «Confraternita della Dottrina Cristiana»; ne rielabora il Regolamento e dispone una nuova edizione del Catechismo diocesano, che di fatto venne pubblicato nell'anno successivo.

Fu in questa occasione che il parroco di Salzano compilò il suo «catechismo»? Oppure la stesura risale ai primi tempi del suo ministero in parrocchia, nel periodo in cui il vescovo già notava «con vera soddisfazione» che i suoi fanciulli erano «molto bene istruiti nella Dottrina Cristiana»?

Il documento consta di due quaderni di formato 16 x 22. Ogni pagina ha un tracciato di righe 23. In ambedue le copertine si legge: «Don Giuseppe Sarto Arciprete di Salzano». Le Domande e Risposte sono scritte nella facciata di destra di ciascun foglio; la facciata di sinistra è lasciata libera per note di tipo didattico o per qualche domanda aggiunta posteriormente. Le Domande non sono numerate né interrotte da titoli o, comunque, da alcuna divisione. Alle sigle D. e R. (Domanda e Risposta) noi abbiamo sostituito la cifra della numerazione progressiva. I due quaderni sono composti ciascuno di 32 fogli. Il primo è scritto per intero; il secondo fino al foglio 18 recto.

Come già accennato, il manoscritto porta 252 variazioni, tutte di mano del Sarto.

 

 

1 - Chi adunque vi à messo a questo mondo?

Iddio.

PRIMA META PASTORALE: DARE AL FANCIULLO IL SENSO DI DIO: Dio è nostro Padre che, come papà e mamma, «ci à messo al mondo» - dobbiamo perciò conoscerlo e amarlo - Dobbiamo però anche servirlo, perché è «il creatore, il padrone del cielo e della terra»: dobbiamo riconoscerne la «potenza infinita». Initium sapientiae timor Domini...

2 - A qual fine vi à messo a questo mondo?

Perché avessi a conoscerlo, ad amarlo, a servirlo in questa vita, e poi andarlo a godere in Paradiso.

3 - Lo conoscete Iddio?

Sissignore

4 - Chi è Dio?

Il creatore, il padrone del cielo e della terra

5 - Perché dite creatore del cielo e della terra?

Perché Dio è quello che ha fatto dal niente il cielo e la terra.

6 - Che cosa vuoi dire creare?

Far dal niente.

7 - Li uomini possono creare qualche cosa?

8 - Li uomini non potrebbero creare nemmeno un granello di sabbia?

No

9 - Ditemi la ragione di questo

Perché per creare ci vuole una potenza infinita e se potessero creare un granello di sabbia potrebbero crearne anche due, dieci e qualunque cosa.

10 - [f. 3] Perché avete detto che Dio è anche il Padrone del cielo e della terra?

Perché ognuno è padrone di quelle cose che fa, ma il cielo e la terra l'à fatte Iddio, dunque Iddio è anche il Padrone.

11 - Ma la casa che abitate, i campi che lavorate, le vesti etc. non sono vostre?

Sono miei o di mio padre, perché li ha ceduti il Signore, ma propriamente mio padre ed io non siamo i padroni, ma solamente li amministratori

GLI ANGELI: prima idea di « puro spirito» - ... non li ò mai visti Che cosa sono? Perché Dio li à creati?

L'INFERNO IL PARADISO: un concetto esistenziale un rapporto di amore o di odio con Dio.

12 - Iddio à creato solo il cielo e la terra?

A' creato anche tutto quello che v'è in cielo ed in terra.

13 - Che cosa è creato in cielo?

A' creato li Angeli, il sole, la luna, le stelle

14 - Il sole e la luna, le stelle le veggo, ma che cosa sono questi Angeli

Sono puri spiriti e per questo non si possono vedere.

15 - Ne è creati molti pochi?

Un numero grandissimo

16 - Perché Dio à creato li Angeli?

Perché avessero da lodarlo e da benedirlo

17 - Lo ànno tutti lodato e benedetto?

[f. 4]. No molti si sono rivolti contro di Lui avendo a capo il più bello di tutti, che si chiamava Lucifero

18 - E Dio li ha tenuti ancora in cielo?

No li à cacciati nell'inferno.

19 - Che cosa è questo inferno?

Un luogo dove si sta assai male, un luogo di pene e di tormenti, dove si odia Iddio.

20 - E quanti di questi Angeli andarono all'inferno?

Una terza parte, ossia delle tre parti una

21 - Come si chiamano questi Angeli, che sono all'inferno?

Si chiamano diavoli, ossia demonii

22 - Che cosa fanno all'inferno?

Bestemmiano Iddio

23 - E che cosa fanno gli Angeli che sono in Paradiso

Lodano Iddio.

L'UOMO «... creta o terra rossa» "come una statua. come quelle che vediamo di legno o di marmo...».

Ancora un «dunque», ancora arte maieutica, che conduce il fanciullo a scoprire personalmente che l'anima è più nobile del corpo, e che è «spirito».

«SI GUARDA ALL'ORIGINE» SI PARTE DALLA STORIA si noti come si evitino le «definizioni»le nozioni astratte, e ci si rifaccia sempre ai fatti, alla narrazione biblica.

24 - Che cosa ha creato Iddio sulla terra?

Li alberi, li animali, l'uomo

25 - Come à fatto a crear l'uomo?

Egli à preso della creta, o terra rossa e à fatto una figura, una statua.

26 - Si muoveva, parlava, conosceva questa statua?

Nonsignore, perché non era altro che una statua [f. 5] come quelle che vediamo fatte di marmo o di legno

27 - E che cosa à fatto Iddio a questa statua perché sentisse, vedesse, conoscesse, parlasse?

Le soffiò nel viso, e con quel soffio le infuse l'anima.

28 - Dunque di quante sostanze è composto l'uomo?

Di due, di anima e di corpo

29 - Qual'è la più nobile di queste sostanze?

Si guarda all'origine - il corpo vien dalla terra, l'anima da Dio, dunque l'anima è molto più nobile.

30 - E credete voi propriamente di aver l'anima?

Oh se io credo!

31 - Ma come credete, se non l'avete mai vista?

L'anima non si può vedere, perché è spirito

32 - Ma come credete alla sua esistenza?

Perché se non avessi l'anima sarei un freddo cadavere

33 - E dove avete quest'anima?

In ogni parte del corpo

34 - Perché dite in ogni parte del corpo?

Perché in tutto il corpo ò la sensibilità.

35 - Fatto l'uomo, qual nome li è dato Iddio?

Lo chiamò Adamo, che è una parola ebrea, che vuol dire terra rossa.

36 - [f. 6] A' fatto altro Iddio, dopo di aver creato l'uomo?

Sissignore, fece che Adamo si addormentasse, e mentre dormiva li levò una costola, e con questa formò una donna

37 - Come chiamò questa donna?

Eva

38 - E questa parola cosa vuoi dire?

Madre di tutti i viventi

IL PECCATO ORIGINALE un paradiso sulla terra un comando di Dio perché gli uomini non si credessero «padroni assoluti perché dovessero qualche volta ricordarsi di Lui».

Il serpente parlava? [Quali le letture esegetiche del parroco di Salzano?]

Linguaggio vivo, espressioni quasi dialettali - «... non ne avranno mica mangiato?... Sissignore, pur troppo.».

«Iddio buono ha perdonato... In quello stesso dì a promesso un Redentore».

39 - Iddio dopo che ebbe fatti l'uomo e la donna dove li à collocati?

Nel Paradiso terrestre.

40 - Che cosa vuol dire Paradiso?

Luogo di delizie.

41 - Perché dite Paradiso terrestre?

Perché questo luogo di delizie era posto sulla terra.

42 - Iddio à dato ad Adamo e ad Eva nessun comando?

Sissignore, che non avessero a mangiare dei frutti di un albero, che era nel mezzo del Paradiso

43 - Perché à dato loro questo comando?

Perché non si credessero padroni assoluti, e dovessero qualche volta ricordarsi di lui, e più ancora per provarli nella loro virtù.

44 - Non ne avranno mica mangiato?

[f. 7] Sissignore pur troppo

45 - E come fu che trasgredirono questo comando?

Il capo di quegli Angeli cattivi condannati all'Inferno si mise dentro nel corpo di un serpente, venne a tentar Eva, Eva ne mangiò, e poi ne fece mangiare anche ad Adamo.

46 - Ma io non intendo una cosa, nel principio del mondo parlavano forse le bestie?

Oh signore, non sa Ella che anche le bestie ànno certi segni, coi quali s'intendono fra loro, ed ànno il loro linguaggio?

47 - Questo lo intendo ma come Eva poteva conoscere e intendere il linguaggio del serpente

Adamo ed Eva erano stati forniti da Dio di una scienza perfetta, e intendevano tutti i segni delle bestie.

48 - E Dio li à forse mandati subito all'inferno?

Nonsignore, Iddio buono a perdonato loro la colpa ma volle che soffrissero un castigo e li cacciò subito dal Paradiso terrestre

49 - Ma almeno questo Paradiso lo avrà riservato pei loro figliuoli?

Eh nossignore, con Adamo e con Eva tutti furono cacciati dal Paradiso terrestre, e tutti rei della medesima colpa.

50 - [f. 8] E perché Iddio non li ha mandati subito all'inferno come aveva fatto degli Angeli?

Nella sua bontà Egli à trovato un rimedio, in quello stesso dì à promesso e poi à mandato un Redentore.

MA CHE COSA E' QUESTO DIO? si noti il cammino pedagogico dal «perfettissimo spirito» all'«essere perfettissimo» che «non amette confronti».

DIO IN SE' DIO IN NOI, PER NOI «Sto a sentire che Dio è anche dentro di noi...» - ,«non è Dio che manda i cattivi all'inferno» - «i demoni sono brutti, ma non li è fatti così Iddio» - Dio à fatto tutto bene, tutto bello».

51 - Voi mi avete fin quà parlato di Dio, ma che sa è questo Dio?

Un purissimo e perfettissimo spirito

52 - Ma esiste propriamente Iddio?

Se Iddio non esistesse non vi sarebbe né cielo né Terra, né ci saremmo noi stessi

53 - Ma dov'è Iddio?

In cielo, in terra, in ogni luogo.

54 - In ogni luogo? Sto a sentire che Dio è anche entro di noi.

Sissignore, e quindi vede e conosce tutti i pensieri più nascosti della nostra mente.

55 - Dio è sapiente?

Infinitamente sapiente, perché conosce tutte le cose.

Nella facciata a fronte [nel verso del f. 7, linea 17], in rispondenza della Risposta 55:

Proporre difficoltà ai fanciulli sulla sapienza etc.

56 - Che cosa vuol dire infinitamente?

Vuol dire senza misura.

57 - Dio è immenso?

Sissignore, perché si trova in ogni luogo





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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58 - Iddio è buono?


Sissignore infinitamente buono non solo in se stesso [f. 9] come Ente perfettissimo ma anche verso le creature perché tutto quel bene che abbiamo viene da Lui.


59 - Ma Iddio è buono anche allora che manda all'inferno i cattivi?


Non è Dio che li manda, ma i cattivi che vogliono andarvi e poi è buono anche allora, perché punisce chi merita il castigo.


60 - E' dunque giusto Iddio?


Infinitamente giusto.


61 - E' santo Iddio?


Infinitamente santo, perché per sua natura necessariamente vuole ed ama il bene, ed abborrisce il male.


62 - Iddio come giusto, come santo, come buono à fatto belle e bene tutte le cose?


Sissignore tutto bene, tutto bello.


63 - Ma Iddio à fatto i demonii, son dunque belli i demonii?


I demonii son brutti, ma non li à fatti così Iddio, si sono fatti soli da se medesimi colla loro cattiva volontà.


64 - Quanto tempo è che esiste Iddio?


Sempre stato da tutta l'eternità


65 - Quando finirà d'esistere


Mai, perché Egli è eterno.


66 - E' giovine o vecchio Iddio?


[f. 10] Né giovine, né vecchio


67 - Per quel motivo Iddio non è né giovine, né vecchio?


Perché sono giovani o vecchi quelli che misurano il tempo, ma Dio non à tempo, dunque non è né giovane, né vecchio.


68 - Quanti Dei vi sono?


Uno solo.


69 - Perché uno solo?


Perché se ve ne fossero due l'uno sarebbe più perfetto dell'altro, e quindi il meno perfetto cesserebbe d'esser Dio.


70 - Perché questo?


Perché Dio non ammette confronti, egli è un Essere perfettissimo.


DIO-TRINITÀ «mi par di aver sentito..» - «le vostre ragioni non mi appagano...» - i misteri della natura e i misteri della religione.


71 - Ma mi par d'aver sentito che in Dio vi sono varie persone, è vero questo?


Sissignore, in Dio vi sono tre persone


72 - Come si chiamano queste persone?


Si chiamano Padre, Figliuolo e Spirito Santo.


73 - Sono tutte tre eguali queste Persone?


Perfettamente eguali.


74 - Si possono dunque confondere queste tre Persone?


Nossignore, sono l'una dall'altra distinte


75 - Sono tutte e tre Dio queste Persone?


[f. 11] Sissignore, Dio il Padre, Dio il Figliuolo, Dio lo Spirito Santo.


76 - Sono dunque tre Dei?


Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo non sono tre Dei ma un Dio solo in tre Persone distinte ed eguali


77 - Ma come sono un solo Dio queste tre persone?


Queste tre Persone divine sono un Dio solo, perché tutte e tre ànno una sola e stessa essenza natura divina.


78 - Oh le vostre ragioni non mi appagano ciascun uomo forma una sola persona e io non so intendere come un solo Dio sia in Tre Persone eguali e distinte


Questo, signore, è un mistero, vale a dire una cosa che la nostra mente non può comprendere.


79 - Ma come, vi sono adunque anche dei misteri, vale a dire delle cose che non siamo capaci di spiegare?


Se ve ne sono! chi sa spiegare come da un granello di frumento venga una spica - e come à misteri la natura, così à i suoi misteri anche la religione


IL MISTERO PASQUALE «... Incarnazione, passione e morte E RISURREZIONE del Salvatore» ... [Vedi la formula del «secondo mistero» nel Bellarmino, nello Zinelli, nel Cat. di S. Pio X].


80 - Mi sapreste voi dire quanti sieno i principii misteri della nostra santa Religione?


Sono due.


81 - E quali sono?


Unità e Trinità di Dio buono e rimuneratore - Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione del nostro [f. 12] Salvatore, che un giorno sarà il nostro giudice.


82 - Ditemi che cosa vuoi dire unità di Dio?


Che vi è un Dio solo.


83 - Che cosa vuol dire Trinità di Dio?


Che in Dio vi sono tre Persone


84 - Che cosa vuol dire buono?


Che Dio è infinitamente pio, santo, benefico non solo in Se, ma anche verso le creature.


85 - Che cosa vuol dire rimuneratore


Vuol dire ch'Egli rende esattamente a ciascuno secondo le opere sue.


86 - Che cosa vuol dire Incarnazione


Vuol dire che la 2a Persona della SS. Trinità, cioè il Figliuolo si è fatta uomo.


87 - E che cosa à fatto per farsi uomo?


A' preso un corpo ed un'anima come la nostra.


«CHE COSA VUOL DIRE INCARNAZIONE? STORIA E DOGMA - «... far pullulare e fiorire dalla storia sacra tutte le verità rivelate» (Rosmini).


«.perché era necessario che il Redentore fosse uomo?» - «e cosa ha fatto per farsi uomo?».


88 - Dove à preso questo corpo e questa anima?


Nel ventre purissimo di Maria SSa.


89 - Chi era Maria SS.?


La figlia di S. Gioachino e di S. Anna, per legge sposa a S. Giuseppe.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 11, linee 20-22], in rispondenza della Risposta 89:


Raccontare ai fanciulli diffusamente la storia della vita di Maria fino al momento in cui fu annunziata dall'Arcangelo


90 - Maria à avuto nessun figliuolo dal suo matrimonio con S. Giuseppe?


[f. 13] Nessuno, perché maritandosi per obbedire alla legge aveano giurato di mantenersi vergini.


91 - Come adunque à concepito nel suo ventre il Figliuolo di Dio?


Lo ha concepito per opera dello Spirito Santo.


92 - Intendete voi questa cosa?


Nessuno può intenderla, perché è appunto questo il mistero della Incarnazione


93 - Ma perché il Figliuolo di Dio è preso corpo e anima umana nel ventre di Maria SSa.


Per salvare li uomini nemici di Dio, schiavi del demonio condannati all'inferno per il peccato di Adamo


94 - Ma era propriamente necessario che il Figliuolo di Dio si facesse uomo?


Siccome l'offesa fatta dall'uomo era un'offesa infinita, solo Dio potea soddisfare a questa offesa - e siccome l'offensore era stato l'uomo era necessario che questo Redentore fosse anche uomo.


95 - Come si chiama questo Figliuolo di Dio fatto uomo


Il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.


96 - Che cosa significa la parola Gesù?


La parola Gesù vuol dire Salvatore


97 - E la parola Cristo che cosa vuol dire?


[f. 14] La parola Cristo significa unto ossia consecrato


98 - Quante nature è Gesù Cristo?


Gesù Cristo à due nature, natura divina e natura umana.


99 - Da chi è avuto la natura divina?


Gesù Cristo à avuto la natura divina dai Padre ab aeterno.


100 - E da chi è avuto la natura umana?


Gesù Cristo ebbe la natura umana dalla Madre nel tempo.


101 - Quante persone vi sono in Gesù Cristo.


In Gesù Cristo vi è una sola persona e questa divina.


102 - Chi è il padre di GCristo?


Gesù Cristo come Dio à il Padre celeste, come uomo non à padre alcuno.


103 - Ma San Giuseppe sposo di Maria non era egli padre di Gesù Cristo?


Giuseppe era solamente padre putativo, che vuol dire padre creduto


104 - Gesù Cristo à egli Madre?


Gesù Cristo come Dio non à madre, ma come uomo à per madre la Beatissima Vergine Maria


105 - Ma in qual modo adunque Maria à concepito Gesù Cristo?


[f. 15] Lo ripetiamo: Maria à concepito Gesù Cristo in un modo affatto misterioso per opera dello Spirito Santo.


NASCITA DI GESÙ - «... un poco fuori della città. in tanto concorso di gente. in quella notte e in quella grotta. sulla mezzanotte» nacque Cristo,... «in quel giorno che noi facciamo la festa del Santo Natale».


Inizia ora per 140 domande e risposte «una lettura quasi continuata della Parola di Dio attraverso il Vangelo» [vedi i catechismi manoscritti contemporanei del Sarto; vedi le schede IRENEO, CIRILLO DI G., ROSMINI, CATECHISMO TEDESCO, e raffronta con il recentissimo CATECHISMO DEI FANCIULLI / della CEI].


106 - In qual luogo è nato Gesù Cristo?


Gesù Cristo è nato un poco fuori della città di Betlemme in una stalla.


107 - Ma Giuseppe e Maria non abitavano a Nazaret?


Abitavano a Nazaret piccola città della Galilea, ma per ordine dell'imperatore dei Romani aveano dovuto andare a inscriversi a Betlemme


108 - Perché a Betlemme?


Perché essendo Giuseppe e Maria della famiglia di Davide doveano dare il nome in quella terra, in cui era nato Davide stesso, e dalla quale erasi propagata tutta la sua discendenza.


109 - E che cosa avenne mentre si trovavano a Betlemme?


In tanto concorso di gente chiamata dall'ordine di Augusto non avendo trovato posto nel pubblico albergo Maria e Giuseppe si ricoverarono in una grotta e in quella notte e in quella grotta Maria partorì il bambino Gesù




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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 110 - In qual giorno è nato GCristo?

E' nato sulla mezzanotte del 25 Decembre, in quel giorno che noi facciamo la festa del Santo Natale.


111 - E perché à voluto nascere così poveramente?


[f. 16] A' voluto nascere così poveramente per insegnarci a patire.


112 - Chi fu il primo a conoscere la nascita di Gesù Cristo?


Furono dei pastori, che stavano all'aperto a custodire le pecore


113 - Da chi furono avvisati questi pastori?


Da un angelo il quale rivolse a loro queste parole: io vi reco una buona novella che sarà di grande allegrezza al popolo d'Israele, e a tutti i popoli della terra, perché oggi in quest'ora medesima è nato per voi il Salvatore nella città di Davide.


114 - E che cosa di bello ammirarono questi pastori


Videro risplendere improvvisamente nel cielo una vivissima luce, e unirsi al primo altri Angeli, che cantavano: Gloria a Dio nel più alto de' cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà


115 - E che cosa ànno fatto i pastori a questo annunzio?


Andarono tosto a Betlemme e vi trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino coricato nella mangiatoia e avendo creduto alle parole dell'angelo gli prestarono le loro adorazioni.


116 - Chi dopo i pastori venne a trovar Gesù Cristo?


I Magi dell'oriente.


117 - [f. 17] E chi erano questi Magi?


Erano uomini sapienti, studiosi e alcuni vogliono che fossero anche re


118 - E da chi furono avvisati della nascita di GCristo?


Da una stella straordinaria apparsa nei loro paesi che venendo innanzi a loro insegnò anche la strada che doveano battere per venir a trovarlo.


119 - Per quali paesi li condusse la stella?


Per la città di Gerusalemme, dove appena arrivati andarono dal Re Erode e gli dimandarono dove fosse il nato re dei Giudei


120 - Si conturbò Erode a questa notizia?


Si turbò Erode e tutta Gerusalemme con lui, e radunati i Principi de' Sacerdoti e gli Scribi chiese loro dove fosse per nascere il Cristo


121 - Che cosa risposero i Sacerdoti e li Scribi?


Che secondo una profezia di Michea ei dovea nascere a Betlemme, città della tribù di Giuda.


122 - Che cosa fece Erode appena ebbe questa notizia?


Chiamò di nascosto i Magi, dimandò quando fosse loro apparsa la stella, e mandandoli a Betlemme disse: Andate e cercate questo fanciullo, e quando l'avrete trovato [f. 18] fatemelo sapere, perché anche io voglio andare ad adorarlo.


123 - E i Magi che cose fecero?


Appena usciti da Gerusalemme videro di nuovo la stella che li precedeva, li condusse a Betlemme, si fermò sul luogo dov'era il bambino, e entrando dentro trovarono il bambino con Maria sua madre e prostrati in terra l'adorarono.


124 - I Magi ànno portati al bambino anche dei doni?


Sissignore, gli portarono in dono oro, incenso e mirra


125 - I Magi ritornarono forse a Gerusalemme per riferire ad Erode quello che aveano trovato.


Nossignore, perché la stella, che li avea fin là accompagnati li condusse ai loro paesi per un'altra strada.


126 - Che cosa fece allora Erode vedendo che i Magi non ritornavano?


Ordinò che fossero uccisi in Betlemme e in quei dintorni tutti i bambini dai due anni in giù.


127 - Ed à forse ucciso anche Gesù?


Nò perché un Angelo apparve nella notte a Giuseppe e gli disse: Sorgi, prendi il bambino e la madre sua e fuggi in Egitto.


128 [f. 19] - Per quanto tempo si sono fermati in Egitto?


Fino alla morte di Erode.


129 - E poi dove andarono ad abitare


Nella loro casetta di Nazaret.


LA VITA DI GESÙ da Nazaret al Battesimo del Giordano al digiuno nel deserto.


130 - Che cosa sappiamo noi di memorabile della fanciullezza di GCristo


Che essendo di dodici anni andò con Giuseppe e Maria alla festa solenne in Gerusalemme e invece di ritornare con loro a Nazaret si fermò in Gerusalemme, e dopo tre giorni fu ritrovato dai parenti nel tempio seduto in mezzo ai Dottori ch'egli ascoltava e interrogava in tal modo che tutti si meravigliavano della sua sapienza e delle sue risposte


131 - Quando fu trovato da Maria e da Giuseppe dove fu condotto?


Fu condotto di nuovo a Nazaret dove stette fino ai 30 anni sempre ad essi soggetto


132 - Che cosa à fatto Gesù quando ebbe 30 anni?


Quando ebbe 30 anni andò nel deserto dove predicava Giovanni.


133 - Chi era questo Giovanni?


Il figlio di Zacaria e di Elisabetta, parente anche lontano di GCristo, che predicava nel deserto la peni [f. 20] tenza, e preparava li uomini alla venuta e alla predicazione di GCristo


134 - Questo Giovanni è quegli stesso che vien detto il precursore e il Battista?


Sissignore


135 - Perché vien detto il precursore?


Perché correva innanzi alla predicazione di Gesù Cristo


136 - Di quanto lo ha preceduto?


Di sei mesi soltanto


137 - Perché ha il sopranome di Battista?


Perché predicando sulle rive del Giordano come segno di penitenza lavava con quelle aque tutti quelli che venivano per ascoltarlo, e siccome battizare in lingua .. vuol dire lo stesso che lavare per questo vien sopranominato il Battista.


138 - E Giovanni à forse battezzato anche Gesù Cristo?


Sissignore, quantunque lo avesse riconosciuto e avesse detto che non era degno nemmeno di legarli le correggie delle scarpe


139 - Che cosa avvenne di memorabile mentre GCristo si battezzava?


Si aprì il cielo sopra di Lui, e discese lo Spirito Santo [f. 21] in forma di colomba, e intanto si sentì forte come il tuono la voce del Padre: questo è il mio figliuolo diletto nel quale ò riposte le mie compiacenze


140 - E mi sapreste dire in qual giorno sia stato battezzato GCristo?


Pare che fosse ai 6 di Gennaio, in quel giorno in cui noi celebriamo la festa della Epifania.


LE TENTAZIONI NEL DESERTO «vero, verissimo » che L'uomo non vive di solo pane «nessun tentazione è insuperabile».


141 - Dopo che ebbe ricevuto il Battesimo che cosa à fatto GCristo?


Si ritirò nel deserto e digiunò per quaranta giorni e per quaranta notti, senza mai prendere cibo, né bevanda.


142 - Patì fame Gesù Cristo in quei giorni?


Se non avesse patito fame non avrebbe avuto nel suo digiuno alcun merito.


143 - Come mi potete provare che Gesù patì fame?


Perché il diavolo venne a tentarlo gli portò dei sassi e gli disse: Se tu sei figliuolo di Dio fa che questi sassi si cangino in pane.


144 - E Gesù che cosa à risposto al diavolo?


Gesù à risposto: l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che viene dalla bocca di Dio.


145 - E' egli vero che l'uomo non vive di solo pane?


Verissimo perché l'uomo è composto di anima e di corpo [f. 22] e se col pane vive il corpo, per l'anima è necessaria la grazia del Signore


146 - Il diavolo lo ebbe più tentato GCristo?


Sissignore, lo portò sulla cima dei tempi di Gerusalemme, e gli disse: se sei Dio gettati giù da questa altezza e verranno li Angeli a sostenerti perché non abbia a farti male.


147 - E Gesù cosa rispose al demonio?


Rispose: sta scritto anche: non voler tentare il Signore Iddio tuo.


148 - E che cosa intendeva di dire con queste parole GCristo?


Che non bisogna mai pretendere miracoli senza necessità.


149 - Il diavolo dopo queste due sconfitte non lo avrà più tentato GCristo


Sissignore, una terza volta lo portò sopra un monte altissimo, e mostrandogli di là tutti i regni del mondo gli disse: io ti donerò tutte queste cos se prostrato mi adorerai.


150 - E Gesù cosa rispose al demonio?


Sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo, e servirai a lui solo.


151 - E il demonio cosa à fatto?


[f. 23] Il demonio svergognato lo lasciò solo, e vennero tosto li Angeli a servire Gesù Cristo.


152 - Perché Gesù Cristo à permesso che il diavolo venisse a tentarlo?


Oh per tante ragioni, ma principalmente per mostrarci che senza tentazioni non si può conseguire il Paradiso, che nessuna tentazione è insuperabile - per mostrarsi simile agli altri uomini di spesso tentati - per confortarci nelle nostre tentazioni


... LA SUA CELESTE DOTTRINA ..«Predicava dappertutto ... erano molti che lo ascoltavano e lo seguivano...» - «perché erano molti?» la predicazione l'esempio i miracoli.


Nota la sorprendente somiglianza in questo e in altri punti con i nuovi Catechismi della CEI [ad es., a pag. 54 di IO SONO CON VOI: «C'è molta gente intorno a Gesù»].


153 - Passati i quaranti giorni di penitenza cosa è fatto GCristo?


Cominciò a predicare la sua celeste dottrina e continuò per tre anni interi


154 - Dove predicava GCristo?


Nelle sinagoge, nelle piazze, nel deserto, sui monti, in riva ai mari, in ogni luogo che si presentassero persone ad ascoltarlo.


155 - Ed erano molti che lo ascoltavano e lo seguivano


Molti.


156 - E Perché?


Perché alla predicazione univa sempre l'esempio e i miracoli


157 - Cosa sono questi miracoli?


Miracoli si dicono quelle cose che superano le leggi della [f. 24] natura.


158 - A' fatto molti miracoli GCristo?


Moltissimi, ma non tutti sono registrati nel S. Vangelo.


159 - Qual fu il primo dei miracoli operati da GCristo


In un certo paese chiamato Cana celebravasi un sposalizio e alle nozze fu invitata Maria, Gesù e anche i suoi discepoli.


I DISCEPOLI « ... uomini che si misero.., a far vita con lui»


Due «domande» sui «discepoli»un flash un lampo che interrompe potenziandolo - il racconto.


Continua poi a narrare la storia: «diffusamente» e - nello stesso tempo - in modo travolgente, affascinante.


160 - Chi erano questi discepoli?


Uomini che fino dalle prime predicazioni di Gesù si misero a seguirlo, e a far vita con lui.


161 - Mi sapreste voi dire quali fossero stati i primi a seguirlo?


Sissignore. Pietro e Andrea e poco dopo Giacomo e Giovanni.


162 - Benissimo continuate la storia delle nozze?


In sul più bello del desinare venne a mancar il vino e Maria perché non sfigurassero li sposi, e quei della casa si avvicinò a Gesù dicendogli: non ànno più vino.


163 - E che cosa à risposto Gesù?


Oh bella da immaginarsi la risposta che ha data! E che cosa ò da far io se non ànno più vino?


164 - E Maria a questa risposta?


Maria rivolta ai servitori disse loro: fate tutto quello [f. 25] ch'ei vi dirà.


165 - E che cosa à fatto allora Gesù?


Bisogna sapere che là in quella sala v'erano grandi pile di pietra, e Gesù disse ai servitori: riempite quelle pile d'aqua, e quando l'ebbero fatto, attingete ora, soggiunse, e portatene al capo della tavola.


166 - E che cosa ànno portato? dell'aqua non è vero?


Nò nò aqua, l'aqua era cambiata in vino sceltissimo e per questo miracolo ànno creduto in lui i suoi discepoli.


167 - Quali altri miracoli à fatto Gesù Cristo?


A' fatto vedere i ciechi, camminare li storpi, udire i sordi, parlare i muti, à mondato i lebbrosi, à guariti l'infermi, à dato non pochi pani da mangiare a tanti affamati à risuscitati i morti


168 - Quanti morti à risuscitato GCristo


Nel Vangelo leggiamo di tre soli della figlia d'un principe della sinagoga di circa dodici anni, del figlio della vedova di Naim, e di Lazzaro.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 24, linee 16-17], in rispondenza della Risposta 168:


Si racconti diffusamente ai fanciulli la storia di questi tre miracoli


LA PASSIONE E LA MORTE DI GESÙ su 158 domande riservate alla «lettura della vita di Gesù


dall'Annunciazione (D. 88) all'Ascensione (D. 246) -, 61 sono dedicate al raccolto della Passione [38,6%].


- «THEOLOGIA CRUCIS », mistero del «Dio crocefisso»: «dottrina dell'Amore, del peccato, del perdono...»


Arte Pastorale, pedagogia catechistica, vivacità del racconto, trasformano la catechesi in partecipazione commossa, in contemplazione.


I SOMMI SACERDOTI LO ODIAVANO E CERCAVANO DI UCCIDERLO


169 - Credevano tutti in Gesù Cristo?


Molti credevano in GCristo, ma i sommi Sacerdoti, i Dottori della legge e i Farisei invidiosi lo odiavano a cagione della sua dottrina e cercavano d'ucciderlo.

170 - E che cosa ànno fatto per ottenere il loro scopo?

[f. 26] Ànno macchinato con Giuda di andarlo a prendere in un orto dove egli era solito d'andar a pregare sulla sera.

GIUDA, UNO DEI DISCEPOLI PIÙ CARI...

171 - E chi era questo Giuda?

Uno de suoi confidenti, dei discepoli più cari, anzi uno dei dodici Apostoli.

172 - Aveva Giuda ricevuto da GC. qualche dispiacere per cui si indusse a consegnano nelle mani de' suoi nemici.

Nò, perché come tutti gli altri aveva ricevuto da GCristo i più distinti favori, e in quella sera medesima era stato a cena con Lui.

173 - E come adunque si indusse a tradirla?

Per avarizia avendo ricevuto dai Sacerdoti 30 monete d'argento.

174 - E come eseguì il suo progetto?

In quella sera, egli capo seguito da una torba di gente munita di fiaccole e di lanterne, e armata di spade e di bastoni entrò nell'orto. Gesù li sentì da lontano e mentre si faceva loro incontro Giuda gli stese al collo le braccia e gli disse: ti saluto, o Maestro, e nello stesso tempo gli diede un bacio.

175 - E perché Giuda baciò GC. mentre voleva consegnarla ai nemici?

Perchè questo era il segnale che avevano stabilito per non prendere per isbaglio qualche altro.

176 - [f. 27] E che cosa rispose GC. a questo bacio di Giuda?

Amico, gli disse, a che sei venuto? A tradir con un bacio il Figliuolo dell'Uomo? e quindi si fece incontro a quegli armati dicendo loro: Di chi cercate voi?

...I SOLDATI... GLI SI AVVENTARONO CONTRO

177 - E che cosa dono essi risposto?

Di Gesù Nazareno

178 - E Gesù che cosa soggiunse

Soggiunse son io, e a queste parole rovesciarono tutti per terra.

179 - E quando si furono rialzati che cosa dimandò loro di nuovo Gesù?

Replicò ancora di chi cercate.

180 - Ed essi che cosa risposero?

Di Gesù Nazareno

181 - E che cosa aggiunse Gesù?

E non vi dissi che sono io stesso.

182 - Appena pronunciate queste parole che cosa fecero i soldati e li altri?

Gli si avventarono contro, gli misero le mani addosso lo tennero strettamente.

... GLI APOSTOLI AVEVANO CERCATO SICUREZZA NELLA FUGA

183 - E intanto dov'erano andati li Apostoli?

Li apostoli aveano cercato sicurezza nella fuga, solo Pietro presente tirò fuori un coltello, e caldo come era [f. 28] misurò un colpo sulla testa di un servo di Caifa per nome Malco, e gli staccò un'orecchia.

184 - Approvò GC. questo operare di Pietro?

Nossignore, che anzi gli comandò di mettere il coltello nel fodero dicendogli che chi di spada ferisce di spada perisce, e toccata l'orecchia del servo lo guarì sull'istante.

... DINANZI AL TRIBUNALE... IN QUELLA NOTTE...

185 - Dove fu condotto GCristo in quella sera?

Subito dinanzi al tribunale di Caifa, che aveva radunati i sacerdoti e i seniori per condannar GCristo.

186 - Chi era questo Caifa?

Era il sommo Sacerdote ossia il Pontefice degli Ebrei.

187 - Ma non era Anna il Pontefice?

Anche Anna suocero di Caifa era Pontefice, ma per la sua età grave non poteva assistere a tutto quel lungo consiglio.

188 - Che cosa à fatto Caifa appena si vide innanzi Gesù?

Lo interrogò sulla sua dottrina e sui suoi discepoli.

189 - E Gesù che casa rispose?

Rispose che avendo sempre parlato in pubblico interrogasse coloro che lo avevano udito

190 - E che cosa fece Caifa

Fece venire innanzi due testimonii i quali dichiararono di averlo sentito dire che egli avrebbe distrutto il [f. 29] tempio, e in tre giorni lo avrebbe riedificato

191 - Era vera questa deposizione?

Nonsignore, perché GCristo non aveva detto di distruggere il tempio, ma di riedificare il tempio ch'essi avrebbero distrutto, intendendo parlare del suo corpo.

192 - Stettero contenti i Sacerdoti di questa accusa?

Nonsignore, ne comprendevano essi medesimi la falsità e la fiacchezza

193 - E che casa à fatto adunque Caifa?

Lo interrogò se avesse detto mai di essere il Figliuolo di Dio.

194 - E che cosa à risposto Gesù?

Tu l'ai detto, io lo sono.

195 - Che cosa à fatto Caifa a questa risposta?

Si levò da sedere e stracciandosi le vesti gridava: egli à bestemmiato, a che andiamo in traccia di testimoni, e a queste parole tutti soggiunsero egli è reo di morte

196 - Perché reo di morte?

Perché la legge Mosaica /Levit. cap. XXIV v. 16/ condannava i bestemmiatori ad essere lapidati

ABBANDONATO AI SOLDATI...

197 - S'è fatto altro in quella notte?

Pel resto di quella notte venne abbandonato ai soldati [f. 30] agli sgherri, ai servi del Pontefice che riguardandolo come condannato alla morte lo caricarono di oltraggi sputandogli nella faccia, percuotendolo con guanciate e con pugni, e velandogli il viso invitandolo a indovinare chi l'avesse percosso.

198 - E che ne era degli Apostoli

Per timore erano tutti fuggiti, solo Pietro che lo aveva seguito intimorito dalle domande di una serva ebbe il coraggio di negare e con giuramento di non aver mai conosciuto Gesù

199 - E di Giuda?

Oh Giuda come sentì che Gesù era condannato alla morte cercò di riparare al suo fallo restituendo il denaro ai Sacerdoti, e confessando di aver peccato e di aver tradito un innocente - ma disperando nella misericordia divina si appiccò miseramente ad un albero. -

200 - Disperò forse anche Pietro?

Nò, Pietro si ricordò delle parole che gli aveva dette GCristo in quella sera: prima che canti due volte il gallo mi negherai tre volte, e piangendo suo peccato ne ottenne dal Signore generoso perdono.

201 - Che cosa ànno fatto i Giudei alla mattina?

Alla mattina radunarono tutto il consiglio dei seniori, diman [f. 31] darono ancora a Gcristo, s'egli fosse veramente il Figliuolo di Dio, e avuta la medesima risposta confermarono la pronunciata sentenza di morte, e lo accompagnarono a Pilato perché egli la facesse eseguire.

PILATO... SE FOSSE STATO BUONO...

202 - Chi era Pilato?

Era di nascita romano mandato dall'Imperatore Tiberio a governare la Giudea

203 - Pilato fece subito eseguire la sentenza pronunciata dai Sacerdoti e dai Seniori?

Nò perchè Pilato che avea sentito parlare bene di GCristo, e conosceva l'odio dei Sacerdoti contro di lui si era riservato il diritto di rivedere il processo

204 - E allora che cosa ànno fatto i Sacerdoti e i Seniori?

Lo accusarono presso Pilato come uomo che seduceva il popolo, che proibiva si pagasse il tributo a Cesare, e si arrogava le qualità di Messia.

205 - Pilato interrogò GCristo su queste accuse?

Sì, ma non trovando in lui colpa veruna, avendo Sentito ch'egli era di Galilea lo fè accompagnare da Erode.

ERODE... LO TRATTÒ DA PAZZO

206 - Chi era questo Erode?

Era re di Galilea.

207 - Ma come abitava anch'egli a Gerusalemme?

[f. 32] Nò, ma era venuto a Gerusalemme per celebrarvi le feste di Pasqua

208 - E che cosa à fatto questo Erode con GCristo?

Gli à fatte molte domande, desiderava di veder da lui qualche miracolo, ma Gesù non gli diede mai alcuna risposta, per cui Erode lo trattò da pazzo, e facendolo coprire di una bianca veste lo fè ricondurre da Pilato.

209 - Che cosa fece Pilato vedendolo ritornare?

Voleva salvargli la vita, perché lo conosceva innocente e siccome alle feste di Pasqua il popolo era solito di dimandare la libertà di un qualche prigioniero credé opportuno di proporre al popolo Gesù e Barabba nella certezza che avrebbero dimandato la vita di Gesù e che fosse condannato Barabba.

...SIA SALVO BARABBA E MUOIA GESÙ!

210 - Chi era questo Barabba?

Era un famoso ladrone, rivoluzionario, e anche omicida.

211 - Oh il popolo avrà sicuramente dimandato che fosse messo in libertà Gesù.

No il popolo suggerito dai Sacerdoti gridò a gran voce: Sia salvo Barabba e muoja Gesù.

212 - Che cosa à fatto allora Pilato?

[f. 33] Nella lusinga di poterlo ancora salvare lo consegnò ai soldati, perché lo flagellassero.

LA BARBARIE DEI SOLDATI

213 - Furono contenti di questa barbarie i soldati?

Nonsignore, ma per burlarsi di lui, che si era detto re gli posero sulla testa una corona di spine, e sulle spalle uno straccio di porpora, e nelle mani una canna a guisa di scettro, indi s'inginnocchiavano dinanzi a lui salutando per ischerno come re dei Giudei.

214 - E Pilato lo presentò al popolo in quella posizione?

Sissignore sperando ancora di potergli salvare la vita.

215 - E il popoio non s'è commosso vedendolo tutto coperto di piaghe?

Nò che anzi si mise a gridare: alla croce, alla croce.

216 - Lo condannò alla croce Pilato?

Prima volle dichiararsi innocente di quel Sangue lavandosi le mani e dopo di aver detto ch'egli lo trovava innocente e che si levava ogni responsabilità di quel sangue segnò la condanna di morte.

217 - Era peraltro un buon uomo Pilato?

Se fosse stato buono avrebbe dovuto punire il popolo e salvare Gesù, ma per timore di dispiacere al popolo si fece reo di quel sangue; non potea esserci dunque un giudice né più ingiusto né più cattivo di lui, che [f. 34] segnava la condanna di un uomo, di cui egli avea pienamente riconosciuta l'innocenza.

FECERO UNA GRAN CROCE

218 - E che cosa ànno fatto i soldati quando ebbero Gesù nelle loro mani?

Fecero una gran croce, gliela misero sulle spalle e venendo fuori di Gerusalemme presero la via del Calvario

219 - Che cosa era questo Calvario?

Un monte posto fuori della città, dove ordinariamente si giustiziavano i condannati.

220 - E Gesù à dovuto portare la Croce fin sul monte?

L'avrebbero voluto i soldati - ma vedendolo sfinito dalle percosse, e dal sangue perduto obbligarono per forza un certo Simone, che da Cirene veniva a Gerusalemme a portar la Croce per lui fin sul monte.

221 - Che cosa ànno fatto arrivati sulla cima del Calvario?

Lo spogliarono delle sue vesti, lo inchiodarono sulla croce, e poi la piantarono lasciandolo così sospeso

222 - In qual giorno, e a qual'ora ànno crocefisso GCristo?

Il venerdì - verso il mezzogiorno.

223 - Che cosa è avvenuto di ammirabile subito che Gesù fu crocefisso?

Che dal mezzodì fino all'ora in cui è morto vale a [f. 35] dire verso le tre s'è fatto oscuro in tutta la terra.

224 - Sarà avvenuta una qualche eclissi?

Nelle eclissi si fa oscuro in qualche parte, e resta chiaro in tutte le altre.

225 - E poi era possibile in quel giorno una eclissi?

Nonsignore perchè la eclissi avviene soltanto a luna nuova, non mai al tondo di Luna, quando cioè la luna è in parte diametralmente opposta al sole.

226 - Ma in quel giorno era forse il tondo di luna?

Sissignore, era il plenilunio della luna di Marzo, tant'é che gli Ebrei si disponevano a fare quella sera stessa la Pasqua.

... QUELL'UOMO ERA IL VERO FIGLIUOLO DI DIO

227 - Che cosa poi é avvenuto alla morte di GCristo?

Il velo del tempio si è squarciato in due parti da cima a fondo - un grande terremoto à scosso la terra - i sassi dei monti si spezzarono, si aprirono le tombe molti morti risuscitarono e apparvero a Gerusalemme.


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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10/02/2018 17.11
 
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 228 - S'é convertito nessuno a questi prodigii?

Il Centurione confessò innanzi a tutti che quell'uomo era un giusto e il vero Figliuolo di Dio, anch'essi i soldati che stavano a guardia delle croci ripetevano la stessa cosa, e tutta la folla dei Giudei che per curiosità [f. 36] era corsa a vedere questo spettacolo discendeva dal monte battendosi il petto in segno di dolore.


229 - Quanto tempo fu lasciato appeso il corpo di GCristo alla Croce?


Quella sera stessa un certo Giuseppe d'Arimatea si presentò a Pilato per dimandargli il permesso di seppellire il corpo di GCristo e ottenuto insieme con un certo Nicodemo lo staccarono dalla Croce lo avvilupparono in un lenzuolo, e legatolo con fasce da capo a piedi, lo bagnarono con aromi secondo l'usanza degli Ebrei - e poi lo misero dentro in un sepolcro, che Giuseppe s'era fatto preparare per lui stesso scavato in un monte e poi lo chiusero facendo rotolare un gran sasso alla bocca di quella tomba


230 - E i Giudei furono contenti di lasciare cos il corpo di GCristo?


Nonsignore - ricordandosi che Gesù aveva detto ch'egli sarebbe risorto tre giorni dopo la sua morte si presentarono a Pilato, li dimandarono delle guardie, che custodissero il sepolcro, e vollero che fosse anche suggellata la pietra col suggello di Pilato.


GESÙ RISORTO Le guardie i suggelli «... e risorto lo stesso» «il corpo glorioso». Le apparizioni la «bella avventura» della Maddalena «non sapeva staccarsi..»..


«portarono a tutti questa bella notizia».


231 - E Gesù Cristo è risorto lo stesso


Sissignore


232 - Come à fatto a risuscitare?


Essendosi unita l'anima al corpo per propria virtù risuscitò [f. 37] immortale e glorioso uscendo dal sepolcro


233 - Quando è risuscitato GC.?


Il terzo giorno dopo la sua morte, vale a dire la Domenica mattina


234 - E' avvenuto niente di straordinario al risurrezione di GCristo?


Un grande terremoto à scossa la terra, le guardie che stavano al sepolcro caddero tramortite uscito Gesù dal sepolcro un Angelo disceso d Cielo levò la pietra che copriva il sepolcro medesimo


235 - Ma GCristo è uscito fuori dal sepolcro mentre lo copriva la pietra?


Sissignore, perché aveva ormai un corpo glorioso


236 - Chi prima d'ogni altro venne a conoscere la risurrezione di Gcristo?


Alcune buone donne la mattina della Domenica andavano al sepolcro per portare degli unguenti al Corpo di Gesù Cristo e arrivate al sepolcro lo trovarono aperto e gli Angeli che loro annunziarono ch'egli era risorto, e che portassero questa bella notizia agli Apostoli


237 - Obbedirono le donne alle parole degli Angeli?


Sissignore, ma anziché credere alla vera risurrezione di GCristo credevano che qualcheduno avesse portato via il corpo SS° -


238 - [f. 38] Chi degli Apostoli invitati dalle donne venne al sepolcro?


Vennero insieme Pietro e Giovanni, e Giovanni come più giovine corse innanzi, ma arrivato al sepolcro aspettò che Pietro ci entrasse il primo, e videro le fasce il lenzuolo e il sudario che avea coperta la testa di Gesù


239 - Credettero li Apostoli alla risurrezione di Gesù Cristo?


Credettero a quello che aveano creduto le donne che il Corpo di GCristo fosse stato involato, e se ne tornarono in città pieni di agitazione senza poter spiegare questo fatto.


240 - E le donne tornarono anch'esse a Gerusalemme?


Anche le donne seguirono pian piano a qualche distanza gli Apostoli ad eccezione di Maddalena che non sapeva staccarsi da quel luogo e andava piangendo intorno a quell'orto.


241 - E chi trovò in quell'orto?


Trovò un uomo che le dimandò perché piangesse.


242- E che cosa à risposto la Maddalena?


Maddalena che lo credeva il coltivatore dell'orto, l'ortolano: oh mio padrone disse, se voi lo avete trasportato in altro luogo ditemi dove lo avete collocato


243 - E che cosa le à risposto l'ortolano?


Nessuna parola, per cui Maria stava per andarsene [f. 39] quando si sentì chiamare per nome, Maria, e riconobbe il suo Gesù


244 - Che cosa à fatto allora Maddalena?


Corse per avvisare le donne che discendevano dal monte, e mentre raccontava loro la bella avventura che le era toccata, se lo videro venir incontro, e salutarle per cui si prostrarono in terra e l'adorarono.


245 - A chi portarono le donne questa bella notizia?


A tutti, ma specialmente agli Apostoli, i quali peraltro non credettero alle loro parole.


246 - A chi apparve Gesù Cristo dopo le donne


Apparve a S. Pietro, poi ai due discepoli che andavano in Emmaus, poi agli Apostoli, assente Tomaso - poi agli Apostoli presente Tomaso - poi ai discepoli che pescavano nel mare di Tiberiade - poi sulla montagna di Galilea agli Apostoli e ai discepoli in tutti piucché 500 persone - e finalmente 40 giorni dopo la sua risurrezione sul monte Oliveto donde dopo d'averli instruiti, d'aver promesso lo Spirito Santo, data loro la benedizione ascese al Cielo.


IL RITORNO DEL SIGNORE.


247 - Quando ritornerà GCristo dal cielo in terra?


[f. 40] Nel giorno del giudizio per giudicare li uomini tutti e dare ai buoni il premio, il castigo ai cattivi.


LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO - «questo grande avvenimento» - «sentendosi altri uomini.» «.in quella piazza... rossi in viso...» - «la vampa che loro ardea nel cuore».


«alcuni credeano... altri non sapeano rendersi ragione... altri dicevano che... erano ubbriachi».


248 - Quanti giorni dopo l'ascensione di GCristo è disceso lo Spirito Santo sopra li Apostoli?


Dieci giorni solivale a dire 50 giorni dopo Pasqua nel dì della Pentecoste.


249 - Ditemi come è successo questo grande avvenimento?


Stavano li Apostoli raccolti nel Cenacolo a porte chiuse quando verso le 9 della mattina si fe sentire un suono come di vento impetuoso, e dall'alto della stanza comparvero molte scintille di fuoco, le quali in figura di lingue si fermarono sopra il capo di tutti quelli che erano là radunati.


250 - Che cosa ànno fatto li Apostoli appena ricevuto lo Spirito Santo?


Sentendosi altri uomini da quelli che erano prima uscirono coraggiosi dal Cenacolo, e comparvero in sulla piazza di Gerusalemme dove parlando venivano intesi anche da quelli che erano forestieri, e che non intendevano il linguaggio del paese.


251 - Ma come v'era tanta gente in quel giorno a Gerusalem?


Sissignore, perché erano venuti a celebrare la festa della Pentecoste.


252 - [f. 41] Dunque anche li Ebrei celebravano la festa di Pentecoste?


Sissignore anch'essi cinquanta giorni dopo Pasqua ricordavano la grazia speciale che aveva fatta loro Iddio dando la legge dei dieci Comandamenti del monte Sinai


253 - E che cosa giudicavano li Ebrei degli Apostoli?


Ecco alcuni credevano alle loro parole - altri dubitavano né sapeano rendersi ragione di un fatto così prodigioso - altri finalmente vedendoli rossi in viso per la vampa di quello Spirito che loro ardeva nel cuore dicevano che aveano bevuto ed erano ubbriachi.


COME E' NATA LA CHIESA Predicarono Gesù Cristo « ...dichiarandolo risorto » «... mostrandosi pronti a testificare».


Tremila persone «... cedettero... si convertirono... ricevettero il S. Battesimo».


254 - E che cosa à risposto per tutti S. Pietro?


S. Pietro si avvanzò innanzi tutti e prima dimostrò impossibile che fossero ubbriachi, perché in giorno solenne non si poteva rompere il digiuno fino dopo il mezzodì e poi predicò Gesù Cristo rinfacciando agli Ebrei che lo aveano crocefisso, dichiarandolo risorto, e mostrandosi pronto lui e i compagni a testificare sulla verità della risurrezione.


255 - Credettero i Giudei alla predicazione di Pietro?


In quel giorno si convertirono tre mila persone che ricevettero anche per mano degli Apostoli il S. Battesimo. -


COSA E' QUESTA CHIESA una «unione» - il primato della fede il primato del pontefice romano.


[Fac simile delle domande 256 e 257, con le relative risposte]


256 - [f. 42] Perché S. Pietro predicò egli primo degli altri?


Perché S. Pietro fu stabilito da GCristo medesimo capo degli Apostoli e quindi capo della Chiesa.


257 - Cosa è questa Chiesa?


La Chiesa non è altro che la congregazione o la unione di tutti coloro che sono battezzati credono la stessa fede, osservano la stessa legge frequentano li stessi Sacramenti, e riconoscono per loro capo il Papa, ossia il Pontefice Romano.


258 - Da chi è stata fondata la Chiesa?


Da Gesù Cristo medesimo


259 - Da chi fu costituito il capo della Chiesa


Da Gesù Cristo


260 - Chi è stato costituito capo della Chiesa?


San Pietro


261 - Dopo S. Pietro chi è il capo visibile della Chiesa?


Dopo S. Pietro il capo visibile della Chiesa sono tutti i Romani Pontefici, ossia i Papi, che si succedono legittimamente l'uno all'altro


262 - O' sentito a dire che il Papa si dice anche Vicario di GC.


Sissignore, perché fa le veci di GCristo sulla terra è il suo rappresentante, essendo GCristo il capo invisibile della Chiesa


LA VERA CHIESA «Una, perché la verità è una sola» - «il vescovo di Roma..centro dell'unità».


263 - Quante sono le vere Chiese?


[f. 43] La vera Chiesa è una sola, e fuori di questa non si può sperare Salute


264 - Come, quelli che sono fuori della Chiesa non si salvano?


Nonsignore, non si à Salute


265 - Come adunque si farà a conoscere la vera Chiesa?


Da certe note e qualità da certi caratteri che la distinguono da qualunque altra unione.


266 - Quali sono queste note e qualità?


Sono le seguenti: una, santa, cattolica, apostolica, romana.


267 - Perché la Chiesa dicesi una?


Dicesi una perché la verità è una sola - e quindi una sola dev'essere la vera Chiesa


268 - Perchè la vera Chiesa dicesi Santa?


Perchè GC. che là fondata è santo, santa la sua dottrina, santi i suoi Sacramenti, perché essa conduce i fedeli alla santità e perché in essa vi sono sempre dei Santi


269 - Perché la vera Chiesa dicesi cattolica?


Dicesi cattolica o universale perché GCristo l'à fondata per tutti li uomini, per tutti i tempi, per tutti i luoghi


270 - Perché la vera Chiesa dicesi Apostolica?


Dicesi apostolica, perché crede ed insegna quello che li Apostoli ànno creduto e insegnato; perché li Apostoli [f. 44] in virtù del comando di GC. ànno propagata la sua dottrina per tutto il mondo - perché i Vescovi della vera Chiesa sono veri e legittimi successori degli Apostoli.


271 - Perché dicesi Romana?


Perché la Chiesa Romana è capo di tutte, perché il Vescovo di Roma essendo il successore di S. Pietro, diventa il Vicario di GC. e quindi centro dell'unità.


«TUTTI MEMBRI DI UNA SOLA FAMIGLIA perché tutti si aiutano reciprocamente» i fedeli che vivono in terra... i santi in cielo..le anime in purgatorio».


Nella «comunione dei santi» nella «partecipazione dei beni» «tutti santificati nel battesimo» «tutti chiamati alla santità».


272 - Alla vera Chiesa appartengono solamente i fedeli che vivono in terra?


Anche i Santi in cielo, e le anime del Purgatorio.


273 - Come si chiama la Chiesa dei Fedeli in terra?


La Chiesa dei Fedeli in terra si chiama militante perché i Fedeli in terra militano e combattono per ottenere la gloria del Paradiso.


274 - Come si chiama la Chiesa dei Santi in cielo?


Si chiama trionfante, perché già godono il trionfo della gloria celeste.


275 - Come si chiama la Chiesa delle Anime in Purgatorio?


Si chiama purgante, perché esse scontano i loro debiti per poi salire monde e immacolate alla gloria del Paradiso


276 - Tutte e tre queste Chiese formano una sola Chiesa?


Una sola Chiesa, la vera Chiesa di GCristo


277 - [f. 45] Ma come è che appartengono alla Chiesa anche quelli che sono in Paradiso e nel Purgatorio?


Anche quelli Appartengono alla Chiesa perché tutti si ajutano reciprocamente come membri d'una sola famiglia.


278 - Ma quale aiuto danno a noi i Santi che sono nel Paradiso?


Pregano il Signore per noi


279 - Quale aiuto diamo noi alle anime del Purgatorio


Preghiamo Dio per loro, ed esse pregano il Signore per noi.


280 - Si aiutano forse Anche i fedeli che sono in terra?


Sissignore perché del bene che fa uno ne sentono vantaggio tutti li altri.


281 - Come si chiama questa [sic] reciproco aiuto, questa partecipazione di beni?


Si chiama la Comunione dei Santi


282 - Perché si chiama Comunione dei Santi.


Perché tutti sono santificati nel Battesimo, e tutti chiamati alla santità.


I PECCATI «offese che si fanno al Signore» «colla nostra cattiva volontà».


Il peccato mortale «dà morte all'anima» il peccato veniale «indebolisce l'anima e la dispone poco a poco al peccato mortale».


283 - Si godono altri vantaggi essendo nella vera Chiesa?


Sissignore nella vera Chiesa si rimettono anche i peccati


284 - Che cosa sono i peccati?


Sono offese che si fanno al Signore


285 - E com'è che si offende il Signore?


Col non osservare la santa sua legge.


286 - [f. 46] Di quante sorta di peccati vi sono?


Di due peccato originale e peccato attuale


287 - Qual'è il peccato originale?


Quello che ereditano tutti gli uomini dal nostro Padre Adamo.


288 - Quale dicesi peccato attuale?


Quello che commettiamo noi colla nostra cattiva volontà

289 - Di quante sorta di peccati attuali vi sono?

Di due mortale e veniale

290 - Quale dicesi peccato mortale?

Dicesi peccato mortale quello che da morte all'anima, perché la priva della grazia di Dio

291 - Un'anima col peccato mortale a quale castigo è soggetta?

All'inferno per sempre

292 - Quale dicesi peccato veniale?

Quello che indebolisce l'anima e la dispone poco a poco al peccato mortale.

293 - Un'anima che avesse peccato veniale a che sarebbe soggetta?

Al Purgatorio.

IL «MEZZO DEI SANTI SACRAMENTI» - per avere la remissione dei peccati dare un'idea chiara di «remissione».

294 - Avete detto che nella Chiesa si rimettono i peccati, e in qual modo?

Col mezzo dei santi Sacramenti e specialmente del Battesimo [f. 47] e della Penitenza.

295 - Quali peccati si rimettono col Sacramento del Battesimo?

Il peccato originale, e anche li attuali se ve ne fossero

296 - Quali colla Penitenza?

I peccati attuali

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 46, linea 5], in rispondenza con la domanda 296:

Spiegare meglio la remissione

297 - E un'anima che si separasse dal corpo alla morte con peccati attuali dove sarebbe condannata?

All'inferno

298 - E per quanto tempo.

Per sempre.

299 - E il corpo col quale à peccato l'anima non va soggetto a premio e a castigo

Eh sissignore alla fine del mondo risusciteranno tutti gli uomini riprenderanno i loro corpi, e anche questi coll'anima riceveranno il premio o il castigo, che si saran meritato.

LA VITA L'AMORE LA LEGGE l'osservanza dei Comandamenti è la prova dell'amore [osserva la cancellatura].

[Fac simile della domanda 300 e della relativa risposta]

[Il primato della carità dominava la catechesi di non pochi parroci di quel tempo, come è testimoniato da numerosi «quaderni»vedi SINTESI Met. 18-19; 1975, pp. 71-73].

300 - Ma per ottenere questa vita eterna cosa è necessario di fare?

Amare Iddio sovra ogni cosa e il prossimo come noi stessi

[Fac simile della domanda 301 e della relativa risposta]

301 - Come si fa a mostrare questo amore di Dio e del prossimo?

Osservando le leggi SSe. che Dio ci à date, i dieci Comandamenti.

302 - [f. 48] Quanti e quali sono i Comandamenti di Dio?

Sono dieci Io sono il Signore Dio tuo l°. Non avrai altro etc.

303 - Chi à dati questi Comandamenti?

Dio

304 - A chi?

A Mosè.

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 46, linea 6-8], in rispondenza della Risposta 304:

Raccontare ai fanciulli la storia [nell'interlinea aggiunta: vita] di Mosè fino all'uscita dall'Egitto - le piaghe - l'agnello pasquale etc.

STORIA SACRA E CATECHESI.

[Fac simile «Raccontare ai fanciulli la storia di Mosé fino all'sucita dall'Egitto - le piaghe - l'agnello pasquale etc.»]

[Vedi nei nuovi catechismi della CEI per i fanciulli, il medesimo metodo (vol. II, p. 76) e la medesima affermazione del primato della Carità nella catechesi morale (iv. pp. 77 ss.; vol. I, pp. 123 ss.)].

305 - Chi era Mosè

Il capo del popolo d'Israele - degli Ebrei

306 - In qual luogo li à dati?

Nel monte Sinai

307 - Quando li à dati?

Quando il popolo era nel deserto

308 - In che modo li à dati

Su due tavole di pietra in mezzo alle folgori e ai tuoni

309 - Perché li à dati su due pietre?

Perché siccome due sono i precetti della carità amare Dio e il prossimo, altri c'insegnano come dobbiamo amare Iddio, altri come dobbiamo amare il prossimo.

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 47, linea 15], in rispondenza della Domanda 309:

Obbligano anche noi Cristiani?

310 - Quali sono quelli che ci insegnano il modo, con cui dobbiamo amare Iddio?

I tre primi

311 - Quali il prossimo?

I 7 ultimi.

312 - Dov'erano scritti i tre primi?

Nella prima tavola.

313 - Doverano scritti i sette ultimi?

Nella seconda tavola.

LA CATECHESI MORALE del parroco Sarto è dettata dalla massima aderenza alle condizioni concrete della sua gente; ciò non gli impedisce però di additare per ogni comandamento, le realtà fondanti della «teologia morale»Vedi la morale di San Paolo: Ogni offesa alle prescrizioni della legge è fondamentalmente un'offesa alla carità.

Nota inoltre come il parroco né rifiuta né si lascia condizionare dai catechismi ufficiali del suo tempo.

Per le condizioni ambientali della parrocchia di Salzano, vedi bibliografia in AdP 1974: sez. IV (BIOGRAFIE): SARTO GIUSEPPE, parroco / 6 v.






Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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10/02/2018 17.13
 
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 UN RAPPORTO PERSONALE CON DIO A LUI TUTTO RIFERIRE

314 - [f. 49] Qual è il primo Comandamento?


Non avrai altro Dio avanti di me.


315 - E che sono adunque quelle parole: Io sono il Signore Dio tuo?


Quelle un proemio, un esordio, una prefazione, e vogliono dire io sono il tuo padrone e quindi posso darti comandi


316 - Cosa adunque ci comanda Iddio nel primo Comandamento?


Ci impone l'obbligo di credere in un solo Dio, e per conseguenza sperare in lui, amare lui solo, lui solo adorare


317 - Come adempiremo questo precetto?


Colle virtù della fede, della speranza, della carità e della Religione, in altre parole riferendo a Dio tutti i pensieri della mente tutti gli affetti del cuore - consecrandoci interamente a lui


318 - Ma com'è adunque che noi adoriamo i Santi?


Non è vero che noi adoriamo i Santi - ma li preghiamo come amici di Dio, perché ci intercedano le grazie delle quali abbiamo bisogno


«NON PIGLIARE IL NOME DI DIO IN VANO» - in quanti e quali modi... - le bestemmie:«offese che si gettano in faccia a Dio».


319 - Qual'è il secondo comandamento?


Non pigliare il nome di Dio invano


320 - Che cosa ci comanda il Signore?


Che senza necessità non abbiamo mai da nominare il nome suo, quello dei Santi, o delle cose sante.


321 - [f. 50] In quanti modi si può nominare il nome di Dio?


In quattro: semplicemente - colle bestemmie - coi giuramenti coi voti.


321 - E' sempre permesso nominare il nome di Dio semplicemente?


Nelle necessità, nei pericoli è cosa lodevolissima, ma il nominarlo senza necessità è sempre peccato.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 49, linea 5], in rispondenza della Risposta 322:


Le vesti belle di festa


323 - Che cosa sono le bestemmie?


Le bestemmie sono offese dirette contro Dio


324 - Di quante sorta?


Di due semplici, ed ereticali.


325 - Quali sono le bestemmie semplici?


Offese che si gettano direttamente in faccia a Dio.


326 - Quali si dicono ereticali?


Quelle colle quali si dà a Dio quello ch'Egli non à, e si toglie a Dio quello che Egli à.


327 - Che cosa è il giuramento?


E' chiamato Iddio in testimònio della cosa che si dice, si fa, che si è detta o si è fatta


328 - Quante sorta di giuramento vi sono


Di due, promissorio e imprecatorio


329 - Quale dicesi promissorio?


Quello con cui si asserisce qualche cosa.


330 - Quale imprecatorio?


[f. 51] Quello con cui si chiama il Signore a mandare su noi disgrazie e castighi, se non fosse vera la cosa


331 - E' egli permesso il giurare?


Mai se non allora che siamo chiamati presso un'autorità o ecclesiastica, o civile.


332 - Che cosa è il voto


Una promessa che si fa a Dio di fare una cosa buona.


333 - Siamo obbligati di mantenere questa promessa?


Sissignore sotto pena di peccato gravissimo.


NELLE FESTE... QUALI OPERE NON FARE E QUALI FARE


334 - Quel è il terzo Comandamento?


Ricordati di santificare le feste


335 - Quante cose ci comanda in questo giorno


Due di non [fare] opere servili, e di far òpere buone.


336 - Quali sono le opere buone comandate in giorno di testa?


Ascoltare la S. Messa, la spiegazione del Vangelo, il Catechismo, assistere alla Dottrina Xana, alle altre funzioni e finalmente esercitare le opere di misericordia.


I GENITORI I SUPERIORI I VECCHI


337 - Quel è il quarto comandamento?


Onora il padre e la madre.


338 - Che obbligo impone il IV Comandamento?


Impone ai figliuoli l'obbligo di amare, rispettare, servire e soccorrere il loro genitori.


339 - [f. 52] In che cosa si devono ubbidire?


In tutte le cose che non sono contrarie alla legge santa di Dio.


340 - Che cosa è promesso ai figliuoli che osservano questo comandamento?


E' promessa una vita lunga e felice sopra la terra.


341 - Questo comandamento impone altri obblighi ai figliuoli?


Impone di onorare anche gli altri parenti, e i superiori Ecclesiastici e secolari, e i vecchi.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 51, linea 8-9], in rispondenza della Domanda 341:


Storia di Eliseo - Storia dei giovani Ateniesi che non sedevano mai innanzi ai vecchi


QUANTE VITE À L'UOMO?


342 - Quel è il quinto Comandamento?


Non amazzare


343 - Cosa proibisce il Signore in questo Comand.?


Proibisce di togliere o offendere la vita degli altri o anche di togliere o offendere la vita propria.


344 - Non possiamo adunque toglierci la vita?


Nò, perché di essa è padrone Iddio.


345 - Quante vite à l'uomo?


Due corporale e spirituale.


346 - Come si toglie la vita del corpo?


Col coltello, col bastone, coll'armi da fuoco, coi veleni.


347 - Come la vita dell'anima?


Col mal esempio, ossia collo scandalo, facendo che li altri commettano peccati


348 - Come si offende il prossimo?


Coll'ira e coll'odio. -


... CHI FA DI QUESTE COSE SPORCHE, SI E' DIMENTICATO DEL SIGNORE


349 - [f. 53] Qual è il 6 Comand.


Non fornicare


350 - Cosa proibisce il Signore in q.?


Proibisce i pensieri, le parole, e le opere sporche o disoneste.


351 - Quali si dicono parole o cose sporche?


Quelle delle quali sentiamo vergogna, e non si farebbero se qualcheduno ci vedesse.


352 - Ma non ci vede sempre Iddio?


Sì, ma quegli che fa di queste cose sporche, si è dimenticato del Signore.


... QUALUNQUE DANNO AL PROSSIMO NELLA ROBA


353 - Qual è il settimo?


Non rubare


354 - Cosa proibisce il settimo Comand?


Proibisce di fare qualunque danno al prossimo nella roba.


355 - Come si danneggia il prossimo?


Coi furti, colle frodi, colle rapine, cogli inganni, colle usure.


356 - Che obblighi ci impone?


Di restituire al prossimo quello che gli avessimo tolto e compensare i danni ad esso cagionati -


357 - Se trovassimo qualche cosa potessimo tenercela?


No, ma siamo obbligati di cercar il padrone


NON NUOCERE AL PROSSIMO NELLA RIPUTAZIONE


358 - Qual è l'ottavo Comandamento?


Non dir il falso testimonio


359 - [f. 54] Che cosa proibisce l'ottavo Comandamento?


Proibisce il fare testimonianza di cose non vere, dar false accuse, dir bugie - proibisce di nuocere alla riputazione del prossimo.


360 - Come si nuoce alla riputazione del prossimo?


Colla calunnia e colla maldicenza, coi falsi sospetti e coi giudizii temerarii


361 - Che cosa è la calunnia?


E' imputare al prossimo una colpa, che non à mai commessa.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 53, linea 9], in rispondenza della Domanda 362:


Esempio


362 - Qual è l'obbligo di chi è calunniato il prossimo?


Di ritrattare quello che à detto, e di riparare il danno che gli à recato.


363 - Che cosa è la maldicenza?


E' scoprire il male occulto che à fatto il prossimo a coloro che non lo sanno


364 - Che cosa sono i falsi sospetti, e i giudizii temerarii?


Pensieri che si ravvolgono nella mente credendo male del prossimo -


QUELLI CHE FANNO I BUONI SOLO ESTERNAMENTE...


365 - Quali sono i due ultimi Comand.


Non desiderare la donna d'altri - Non desiderare la roba d'altri.


366 - Che cosa proibiscono?


Proibiscono di desiderare quello che non è nostro -


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 53, linea 23], in rispondenza della Risposta 366:


Spiegazione


367 - [f. 55] Che cosa imparate da questi due comandamenti?


S'impara che un Cristiano dev'esser buono non solo nell'esterno, ma anche internamente.


368 - Come si chiamano quelli che fanno i buoni solo esternamente?


Si chiamano ipocriti


OSSERVANZA DELLA LEGGE E AMICIZIA DI DIO «osservare i comandamenti» per salvarsi o per piacere a Dio?» [osserva la cancellatura].


Essere amici di Dio «è necessario».


[Fac simile delle domande 369, 370, 371 e relative risposte]


369 Basta i osservare Comandamenti per piacere a Dio


Nonsignore - non basta.


370 - Che cosa e ancora necessario?


E' necessario essere amici di Dio

DA AMICI A NEMICI «ogni volta che rompiamo» l'Alleanza...

[SIAMO ORA - CI SEMBRA - ALL'ACME DEL CATECHISMO DEL PARROCO SARTO - UN DIALOGO SERRATO E AVVINCENTI CON I SUOI FANCIULLI - SAPIENZA PASTORALE E ALTISSIMA TEOLOGIA].

371 - Ma e non siamo sempre amici di Dio?

Eh nonsignore anzi nasciamo suoi nemici portando con noi il peccato di Adamo - e poi diventiamo nemici ogni volta che rompiamo la santa sua legge.

UNA STORIA ALQUANTO LUNGA una lotta appassionata tra «la divina giustizia» e «l'amore del Padre ».

CATECHESI CRISTOCENTRICA «il divino Figliuolo» doveva soddisfare per noi «pienamente infinitamente».

372 - Come faremo adunque a diventare amici di Dio?

Oh bisognerebbe che raccontassi una storia alquanto lunga: quando Adamo à peccato - meritò per se e per tutti l'inferno. Dio ebbe misericordia dell'uomo, che non poteva in nessun modo avvicinarsi a Lui.

373 - Oh bella! dimandando perdono vorreste voi che Iddio non glielo concedesse?

Eh là, Signore, non si trattava di dimandare perdono, ma si trattava di soddisfare la divina giustizia.

374 - [f. 56] Ebbene che Adamo preghi, e il Signore...

E il Signore avrebbe fatto il sordo, perché le preghiere dell'uomo non avrebbero mai potuto placarlo.

UNA SPECIE DI DEBITO COLLA GIUSTIZIA

375 - Spiegatamelo caro voi con una similitudine.

Oh la similitudine è pronta: ò un debito di 10 mila lire, e non ò denari da poterlo pagare.

376 - Mi piace, ma Adamo cosa à contratto un debito?

Una specie di debito colla giustizia di Dio - né avrebbe mai potuto pagarlo, perché il debito era infinito

377 - Sì capisco, ma e non sapreste trovarmi una similitudine un po' più bella?

S'imagini che io faccia una grande offesa al Re - il re giustamente esige una soddisfazione - io prego, ma il re non mi vuoi ricevere; cosa succede che bisogna ch'io vada in prigione e forse anche per tutta la vita.

LA NOSTRA «DISGRAZIA» E LA «PERSONA PIÙ VICINA AL RE»

378 - Eh in tale disgrazia non trovereste voi un qualche spediente?

Sì - raccomandarsi alle persone che son vicine al Re perché s'interpongano, e preghino per mè

379 - Dunque doveva far così anche Adamo.

Sì, ma a chi poteva egli raccomandarsi, se Iddio non aveva misericordia di lui.

IL DIVINO FIGLIUOLO DOVEVA «PAGARE» E «PREGARE» PER NOI

380 - [f. 57] Dunque Dio à avuto misericordia

A' stabilito nientemeno che quegli che doveva pagare questo debito per l'uomo, e pregare Iddio per lui fosse il suo divino Figliuolo, che per questo anch'egli s'è fatto uomo

381 - E lo è soddisfatto?

Pienamente - infinitamente.

«COL SUO SANGUE» - «PER AMORE»le nove domande che seguono [382-390] sono state aggiunte nella pagina a sinistra [nel verso del f. 56, linee 3-19].

[Dalla qualità diversa dell'inchiostro, si deduce che sono state aggiunte in una rilettura successiva, scritte (come appare dalla grafia: mancanza quasi totale di punteggiatura, di correzioni, ecc.) di getto, in un momento di forte e appassionata ispirazione, di amorosa contemplazione del mistero].

382 - Come è pagato il debito?

Col suo Prezioso Sangue

383 - Quanto vale questo Sangue?

Infinitamente

384 - Era necessario che tutto lo spargesse?

Nò, bastava una goccia sola

385 - Perché lo ci sparso tutto

Per amore

386 - Era necessario il Sangue?

No bastava un sospiro, una preghiera, una parola che valeva infinitamente

IL SUO TESTAMENTO: I SACRAMENTI DA DEBITORI A PADRONI

387 - A chi à lasciato questo tesoro di meriti

A noi tutti col suo testamento

388 - Siamo adunque tutti padroni



389 - Per aprire questo tesoro ci à lasciato le chiavi

390 - Quali?

I Sette Sacramenti (Canali, fonti, denari ecc.)

NON BASTANO I SACRAMENTI «PRIMA DI TUTTO BISOGNA CREDERE» una similitudine non basta che ci sia «un ricco signore che provede d'ogni cosa.»

391 - Dunque adesso noi siamo tutti e sempre amici di Dio.

Eh nonsignore, né tutti né sempre.

392 - Cosa è dunque necessario per esserlo?

Per spiegarmi bene è proprio bisogno di una similitudine: S'imagini che ci sia un povero, amalato, bisognoso di tutto e ridotto a tal punto che sta per morire. In questo stato sente dire da un suo amico che a poca distanza dalla sua casa v'é un ricco signore che provede d'ogni osa n cessaria qualunque a lui ricorra - ma egli non crede, l'altro protesta, ma egli continua a non credere. Cosa nasce? che il povero ostinato muore di malattia e di fame

393 - E cosa volete conchiudere con questa similitudine?

Voglio conchiudere che né tutti né sempre siamo amici di Dio, e che per diventar suoi amici prima di tutto bisogna credere

394 - E che cosa bisogna credere?

[f. 59] Bisogna credere che vi è Dio, che in Dio ci sono tre Persone che la 2a. s'è fatta uomo per noi, credere in una parola tutto quello che Dio à rivelato alla Chiesa, e che la Chiesa ci propone.

.NON BASTA CREDERE per «togliersi la fame» e «curarsi dalla infermità», è necessario «avvicinarsi a lui e dimandargli i mezzi».

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 58, linee 1-2], in rispondenza della Risposta 395:

mostrare quali siano che non credono - Li Ebrei - i Gentili - i Luterani o Protestanti

[Forse il richiamo al terzo momento necessario per divenire amici di Dio, è stato stimolato dall'accenno a Lutero, che dichiarava che «basta credere»].

395 - Basta adunque credere?

Nonsignore non basta, perché non sarebbe bastato a quell'uomo credere alla bontà di quel ricco, ma avrebbe dovuto avvicinarsi a lui e dimandargli i mezzi che gli erano necessarii per curarsi dalla infermità e togliersi la fame.

396 - E che mezzi ci è lasciati GC. perché possiamo djventar amici di Dio?

GC. dopo di aver soddisfatto l'Eterno suo Padre ci à lasciati dei mezzi onnipotenti.

I SACRAMENTI «mezzi onnipotenti» «quanto costano?» con essi «acquistiamo l'amicizia di Dio».

397 - E quali sono questi mezzi? (come i denari)

Sono i Sacramenti

398 - Chi la à istituiti?

GC. istesso -

399 - Quanto costano?

Costano il Sangue di GC.

400 - Cosa acquistiamo con questi mezzi?

La amicizia di Dio

401 - E sempre l'acquistiamo?

Sempre quando lo vogliamo.

402 - Ditemi quanti sono?

Sono Sette -

403 - Quali?

Battesimo etc.

404 - Che cosa è Sacramento?

Un segno

405 - Tutti i segni cadono sotto i sensi

Si dicono segni per questo.

Nella pagina a fronte, [nel verso del f. 57, linee 22-23], in rispondenza della Domanda 405:

Spiegare diffusamente la parola segno dando la spiegazione di varii - -

«QUI TUTTO ISTESSO GRAZIA E AMICIZIA DI DIO» - «Che cosa vuol dire grazia?» - «QUI» - nella catechesi nella vita la risposta che tocca la mia esistenza è una sola «qui» non c'è alcuna differenza [è «tutto istesso»tra grazia e amicizia di Dio - «Qui» ciò che conta è che la grazia «da nemici ci rende amici» è «come un abito che veste l'anima» - ci ridà ciò che abbiamo perduto...

[Fac simile delle domande 406, 407 e delle relative risposte]

406 - [f. 59] Che cosa significano i segni dei Sacramenti

Significano grazia.

407 - Cosa vuoi dir grazia?

Quì tutto istesso grazia e amicizia di Dio

408 - E tutti i Sacramenti portano questa grazia

Sissignore tutti.

409 - Come si chiama questa grazia?

Si chiama abituale

410 - Perché?

Perché come un abito veste l'anima -

411 - Dunque tutti i Sacramenti ci fanno amici di Dio

Ce ne sono di quelli che di nemici ci rendono amici, e degli altri che accrescono sempre più questa amicizia

«IL PECCATO E' IL COLTELLO CHE TAGLIA L'UOMO DA DIO» le «immagini - le «similitudini» di Gesù.

.la vera vita. la vera morte...: l'amicizia o l'inimicizia con Dio.

[Fac simile delle domande 411, 412 e delle relative risposte]

[Fac simile delle domande 413, 414 e delle relative risposte]

412 - Quali sono i Sacramenti che di nemici ci rendono amici?

Il Battesimo e la Penitenza, che si dicono anche Sacramenti dei morti.

413 - Perché?

Perchè quando andiamo a riceverli siamo come morti né possiamo acquistar niente per la vita eterna

414 - Spiegatevi con una imagine o similitudine.

Quando un tralcio è staccato dalla vite non fa più uva S'imagini che il peccato è il coltello che taglia l'uomo da Dio

415 - E gli altri cinque come si chiamano?

Si chiamano Sacramenti dei vivi -

416 - [f. 60] Perché?

Perché quando andiamo a riceverli bisogna essere amici di Dio e quindi uniti con lui meritiamo sempre per il Paradiso -

I SACRAMENTI IN GENERALE abbiamo l'impressione che da questo punto il testo si attenga più fedelmente ai catechismi correnti Anche la grafia sembra confermarlo: sono, infatti, molto meno frequenti le correzioni, le aggiunte, ecc. Si noterà, particolarmente per il Battesimo e l'Eucaristia, l'assenza della dimensione comunitaria, alla quale l'atmosfera filosofica e sociale di oggi ci ha invece reso particolarmente sensibili. La medesima carenza, del resto, si può constatare negli altri catechismi dell'epoca, anche in quello del Rosmini, anche, sia pure in misura diversa, in quello dell'episcopato tedesco del 1955.

Un giudizio definitivo però, può essere dato soltanto istituendo un confronto diretto con altri testi, ufficiali o manoscritti, contemporanei. Ne risulteranno pregi veramente notevoli, sia nella struttura generale e nel linguaggio, sia per alcune espressioni originali, profonde, stimolanti.





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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 417 - I Sacramenti oltre la grazia portano nessuna altra cosa

Sissignore alcuni Sacramenti portano anche il carattere.


418 - Quanti sono?


Tre il Battesimo, la Cresima e l'Ordine Sacro


419 - Che cosa è il carattere?


Un segno fatto nell'anima.


420 - Questo segno si toglie forse dal peccato, come pel peccato si perde la grazia?


Nò; non si toglie mai né in questa vita né dopo morte


421 - Quante volte si ricevono questi Sacramenti?


Una volta sola.


422 - Se il carattere è un segno, dunque significherà qualche cosa?


Sissignore.


423 - Cosa significa il segno del Battesimo?


Figliuoli di Dio


424 - Cosa..della Cresima?


Soldati di GCristo.


425 - Cosa..dell'Ordine Sacro?


Ministri di GCristo


426 - Se questi segni significano tre cose diverse sono dunque eguali?


Nò - affatto differenti l'uno dall'altro.


427 - [f. 61] Quante cose ci vogliono a formare un Sacramento?


Tre - materia - forma - ministro.


428 Che Cosa è la materia?


Quella cosa che si adopera per far un Sacramento


429 - Che cosa è la forma?


Sono le parole che si dicono per farlo.


430 - Che cosa è il ministro?


La persona che fa il Sacramento.


IL BATTESIMO oltre a cancellare il peccato, «ci fa amici di Dio» e «pianta nella nostra anima semenza delle virtù..».


431 - Che cosa è il Battesimo?


Un Sacramento.


432 - Che cosa fa in noi questo Sacramento?


Cancella il peccato originale, e ci rende figliuoli di Dio e della Chiesa.


433 - Il Battesimo toglie forse soltanto dall'anima il peccato originale?


Nò - toglie anche i peccati attuali, se chi lo riceve ne avesse commessi e libera da tutte le pene dovute al peccato.


434 - Chi dunque morisse subito dopo il Battesimo non avrebbe Purgat?


No egli andrebbe diritto al Paradiso


435 - Oltre che liberarci dal peccato, cosa porta nella nostra anima il Battesimo?


Porta la grazia abituale - vale a dire ci amici di Dio pianta nella nostra anima la semenza delle virtù della [f. 62] fede, della Speranza, della Carità, e imprime il carattere


436 - Che cosa vuol dire la parola Battesmo?


La parola Battesimo vuol dire: lavanda


437 - Qual'è la materia di questo Sacramento?


E' l'acqua naturale.


438 - E la forma?


E' questa: Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.


439 - Chi è il ministro di questo Sacramento?


Il Vescovo e il Paroco - col permesso però possono battezzare anche li altri Sacerdoti e i Diaconi - e in caso di necessità tutti possono battezzare


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 61, linee 9-10], in corrispondenza della Risposta 439:


Santolo - Promessa


Ma voi dite che si fa così presto



LA CRESIMA effetti materia forma ministro padrini.

440 - Che cosa è la Cresima?

Un Sacramento

441 - Che cosa fa in noi il Sacramento della Cresima?

Ci conferma nella fede, ci fa perfetti Xani e capaci di difendere come soldati la fede di GCristo.

442 - E non fa altro in noi il Sacramento della Cresima?

Imprime anche il carattere di soldati del Salvatore.

443 - Che cosa vuol dire la parola: Cresima?

Vuol dire: Unzione

444 - Qual'è la materia di questo Sacramento?

Il Crisma

445 - Che cosa è il crisma

Olio e balsamo uniti insieme e benedetti dal Vescovo

406 - [f. 63] Qual'è la forma di questo Sacramento?

La forma della Cresima è questa: Io ti segno col segno della Croce, ti confermo col crisma della salute nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.

447 - Chi amministra questo Sacramento?

Il Vescovo

448 - Ma il Vescovo da anche un piccolo schiaffo dicendo: la pace sia con te?

Sissignore - per farci sovvenire che dobbiamo tollerare con pazienza le ingiurie per amore di GCristo.

449 - Ma quando andiamo a ricevere questo sacramento siamo sempre accompagnati da qualche persona.

Eh sissignore dal santolo

450 - Che cosa fa il santolo?

Si fa garante per noi - e promette che i mancanza dei nostri genitori ci insegnerà le cose da buoni Xāni e ci farà sempre camminare per la strada buona del Paradiso.

L'EUCARISTIA SACRIFICIO la presenza reale l'istituzione «cosa accade quando il sacerdote proferisce le parole della consacrazione materia, forma, ministro.

451 - Che cosa é l'Eucaristia?

L'Eucaristia è il vero Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di GCristo sotto le specie del pane e del vino.

452 - Che cosa s'intende per le specie

S'intende ciò che appare ai nostri sensi, come il colore, la figura e il sapore

453 - [f. 64] - Quando GC. à istituito questo Sacramento?

Lo à istituto nell'ultima cena fatta co' suoi Apostoli il Giovedì Santo prima di andar a patire e a morire.

454 - Come à fatto a istituire questo Sacramento?

A' preso nelle sue mani del pane, à alzati occhi al Cielo come per ringraziare l'Eterno suo Padre lo à benedetto e lo à spezzato e lo dato da mangiare ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate questo è il mio corpo.

455 - A' fatto altro?

Sissignore dopo la cena à preso un bicchiere vi à messo del vino, à ringraziato l'Eterno Padre à benedetto il vino e lo à dato da bere ai suoi discepoli dicendo: Prendete e bevetene tutti: questo è il mio Sangue

456 - E i discepoli ànno mangiato e bevuto?

Sissignore.

457 - E che cosa ànno mangiato e bevuto?

Ànno mangiato e bevuto il Corpo, il Sangue, l'Anima e la divinità di GCristo

458 - E perché?

Perché dopo le parole pronunciate da GC. il pane non era più pane, il vino non era più vino - ma aveano cambiata sostanza, ed erano divenuti il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di GCristo.

Nel manoscritto, nel margine destro, un asterisco. Segue una Domanda completamente cancellata:

Si fa più adesso questo Sacramento?

QUI FINISCE IL PRIMO QUADERNO. IL SECONDO QUADERNO INIZIA CON LA RISPOSTA - EGUALMENTE CANCELLATA -:

Sissignore lo si fa dai Sacerdoti ogni volta che si celebra il Sacrificio della S. Messa.

459 - E quando propriamente?

Al momento della consecrazione.

460 - Cosa accade quando il Sacerdote pro ferisce le parole della Consecrazione?

Egli tiene fra le mani del pane e nel calice del vino e appena à pronunciato quelle parole, il pane non è più pane, il vino non è più vino, ma il pane è mutato nel corpo di GCristo, il vino nel Sangue di GCristo.

461 - E Gesù Cristo nell'Eucaristia è vivo o morto?

Vivo e glorioso come sta in Cielo

462 - Dunque nell'ostia SS.ma che cosa adoriamo?

Il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di GCristo

463 - E nel calice?

Il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di GCristo

464 - Quante cose ci vogliono a formare questo Sacramento?

Tre materia, forma, ministro.

465 - Qual'è la materia di questo Sacramento

La materia di questo Sacramento è il pane e il vino.

466 - Qual'è la forma

La forma e questa: sul pane: Questo è il mio corpo - sul vino: Questo è il mio Sangue -

467 - [f. 3] Chi è il Ministro?

Il Sacerdote

468 - E chi à dato a lui questa facoltà?

Gesù Cristo nell'ultima cena là data agli Apostoli, e dagli Apostoli è passata ai Sacerdoti.

469 - Com'è passata ai Sacerdoti?

Perché GC. istesso à detto loro che facessero questo fino alla fine dei secoli, dunque dopo la loro morte, questa facoltà passava ai loro successori

470 - E quand'è che il Sacerdote fa questo Sacramento

Quando celebra la S. Messa.

471 - E in qual punto della Messa?

Al momento della Consecrazione.

472 - Quanto dura GC. sotto le specie del pane e del vino

Dura finché durano le specie.

473 - Dunque sta sempre GC. nei nostri tabernacoli?

Sissignore.

474 - E perché?

Per essere adorato

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 2, 1inea 17], in rispondenza della Domanda 474:

Morale - Quanta devozione entrando nelle Chiese!

475 - [f. 4] Quand'è che si riceve il Sacramento dell'Eucaristia

Si riceve questo Sacramento quando si va alla Santa Comunione

LA SANTA COMUNIONE «ci uniamo propriamente a Dio» «quante sorta di comunione» disposizioni necessarie il viatico obbligatorietà precetto della Chiesa «devozione eucaristica».

La catechesi sul sacramento della penitenza è volutamente rimandata alla Domanda 509: vedi nota 219.

476 - Perché si chiama Comunione?

Perché ci uniamo propriamente con Dio

477 - Quante sorte vi à di Comunione?

Vi sono tre sorta di Comunione - Spirituale - Sacramentale - Spirituale e Sacramentale insieme.

478 - Qual è la Comunione solamente spirituale?

E' quella nella quale non si riceve in realtà GCristo ma solamente si desidera di riceverlo.

479 - In questa Comunione si riceve il Sacramento?

Nonsignore - Si riceve la grazia.

480 - Qual'è la Comunione soltanto Sacramentale?

E' quella nella quale si riceve in realtà GCristo, ma col peccato mortale nell'anima per cui non si riceve la grazia

481 - Qual'è la Comunione Spirituale e Sacramentale insieme?

Quella nella quale si riceve GC. senza peccato mortale nell'anima, e in questa si riceve la grazia ed anche il Sacramento.

482 - Quante cose sono adunque necessarie per ben comunicarsi?

Tre: purità - capacità e digiuno

483 - Quante sorte distinguete di purità?

[f. 5] Due: purità d'anima e purità di corpo.

484 - In che consiste la purità dell'anima?

La purità dell'anima consiste nel non avere alcun peccato mortale sull'anima

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 4, linea 2], in rispondenza della domanda 484:

D. E se qualcheduno si comunicasse in peccato?

485 - In che consiste la purità del corpo

La purità del corpo consiste nell'esser mondi netti e decentemente vestiti

486 - Che cosa intendete per capacità?

Per capacità s'intende che chi va a ricevere questo Sacramento deve essere istruito dei misteri della fede e particolarmente sapere quello che va a ricevere.

487 - Che cosa adunque si va a ricevere in questo Sacramento?

Nel Sacramento dell'Eucaristia si va a ricevere il Corpo, il Sangue, l'Anima, la Divinità, tutto intiero Gesù Cristo vero Dio e vero uomo sotto le specie di pane e di vino.

488 - Che cosa vuol dire digiuno?

Digiuno vuol dire non aver preso niente né per modo di cibo, né di bevanda dalla mezzanotte fino a quell'ora in cui si va a comunicarsi

489 - Quante sorte vi à di digiuno?

Il digiuno è di due sorte: digiuno naturale e digiuno ecclesiastico

490 - [f. 6] Qual'è il digiuno naturale?

Il digiuno naturale è quello, in cui non si prende niente, nemmeno una goccia d'acqua, ed è quello che si richiede per la S. Comunione

491 - Qual'è l'ecclesiastico?

Quello comandato dalla Chiesa, per cui non è permesso di mangiare che una volta sola al desinare e una piccola cena astenendosi sempre dai cibi proibiti.

492 - Non è mai permesso di comunicarsi senza esser digiuni.

Mai, ad eccezione di quando siamo infermi e in pericolo di morte.

493 - Come si chiama la Comunione che si fa da quelli che sono in pericolo di morte?

Si chiama Comunione per viatico, e anche semplicemente Viatico

494 - Che cosa vuoi dir Viatico?

Vuol dire provvigione pel viaggio.

495 - E che viaggio ànno da fare?

Da questa all'altra vita

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 5, linea 19], in rispondenza della Risposta 494:

Spiega bene la parola

496 - E' un viaggio pericoloso?

Pericolosissimo, perché al punto della morte il demonio [f. 7] raddoppia le sue forze e le sue insidie per trarci ai suoi lacci e trascinarci all'inferno.

497 - Siamo adunque obbligati in pericolo di morte a ricevere la S. Eucaristia

Sissignore appunto perché in mezzo a grandi tentazioni abbiamo maggiore bisogno dell'aiuto e dell'assistenza di Dio.

498 - Siamo obbligati di ricevere il Sacramento dell'Eucaristia in altri tempi?

La S. Chiesa comanda di ricevere la S. Comunione nella propria Parrocchia almeno una volta all'anno alla Pasqua.

499 - Si deve riceverla in altri tempi?

Anche nelle principali feste dell'anno, secondo il consiglio del proprio confessore.

500 - Perché siamo obbligati di comunicarci?

Perché à detto GCristo che se non mangeremo il suo corpo e non beveremo il suo Sangue non andremo in Paradiso.

501 - Oltre la purità, la capacità e il digiuno è necessario far altro per ricevere degnamente il SS. Sacramento dell'Altare?

Per qualche giorno innanzi, ma specialmente la sera avanti il giorno della Comunione è necessario prepararsi [f. 8] coll'orazione, colla meditazione, colla lettura di libri spirituali e coll'astenersi dai divertimenti anche leciti

502 - Appena entrati in Chiesa la mattina si potrà subito accostarsi alla S. Comunione?

Nonsignore, è necessario prepararsi ancora e disporsi con atti di fede, di speranza, di carità, di contrizione, di desiderio, di umiltà - che sono li ornamenti che faranno bella la nostra anima

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 5, linee 5-7], in rispondenza della Risposta 502:

Alla visita di una qualche persona non ci contentiamo di scoppare e pulire la casa ma tiriamo fuori tutti gli addobbi.

503 - Che cosa conviene fare quando si dice il Confiteor prima della Comunione?

Rinnovare il pentimento dei proprii peccati.

504 - Come bisogna contenersi quando il Sacerdote mostra la sacra Ostia al popolo?

Umilmente adorarla e ripetere con lui: Signore, io non son degno che voi entriate nella mia casa, ma dite una sola parola e sarà sana l'anima mia.

505 - Come bisogna stare nell'atto di ricevere la sacra Particola.

Star ginocchioni cogli occhi volti in basso, aprir modestamente la bocca, por la lingua sul labro di sotto prender la tovaglia colle due mani, o tenerle giunte o incrociate sul petto, ricevere la sacra Particola senza masticarla o tenerla lungamente in bocca.

506 - Cosa dobbiamo fare dopo la S. Comunione?

[f. 9] Raccogliersi il più possibile in silenzio - lasciare tutti i libri e le corone, e cogli occhi chiusi adorare Iddio con umiltà, ringraziarlo del beneficio infinito, offerirsi a lui interamente, pregarlo che voglia sempre restar in noi colla sua grazia - rinnovare i buoni proponimenti, e rappresentargli tutti i nostri bisogni sì dell'anima che del corpo

507 - Quanto tempo si deve stare in chiesa dopo la Comunione?

Almeno finché si consumano le specie, cioè mezz'ora.

Nella pagina a fronte [nel verso del f. 8, linea 8], in rispondenza della Domanda 507:

Mostrare la sconvenienza di quelli che escono subito

508 - Che cosa dobbiamo fare nel giorno della Santa Comunione?

Fuggire l'ozio, e passar il tempo coll'esercizio di buone opere, visitar le Chiese attendere alla orazione, e fuggire lo strepito e i bagordi del mondo. 




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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LA PENITENZA effetti istituzione materia forma ministro obbligatorietà disposizioni guida all'esame di coscienza.


509 - Che cosa è la Penitenza?


Un sacramento istituito da GC.


510 - Perché à istituito questo Sacramento?


Per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo


511 - Quando à istituito questo Sacramento?


Quando disse a' suoi Apostoli: riceverete lo Spirito Santo: tutto ciò che voi legherete sopra la terra sarà legato nel Cielo, e tutto ciò che scioglierete sopra la terra, sarà sciolto nel Cielo /Jo 20, 22/


512 - Quante cose ci vogliono a formare questo Sacramento?


Tre: materia, forma, ministro.


513 - Qual'è la materia del Sacramento della Penitenza?


[f. 10] La materia del Sacramento della Penitenza sono i peccati commessi dopo il Battesimo.


514 - Una cosa così brutta?


Sissignore, e questa si dice materia lontana


515 - Avreste anche una materia bella e vicina?


Sissignore


«UNA MATERIA BELLA E VICINA»«GLI ATTI DEL PECCATORE»


516 - Qual'è?


Gli atti che deve fare il peccatore cioè la contrizione, la confessione e la soddisfazione.


517 - Qual'è la forma di questo Sacramento?


Le parole della assoluzione: Io ti assolvo dai tuoi peccati in nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo


518 - Chi è il ministro del Sacramento della Penitenza?


Un sacerdote approvato dal Vescovo.


519 - Dunque tutti i Sacerdoti non possono confessare?


No; bisogna che prima sieno esaminati dal Vescovo che dà a loro la facoltà di udire le confessioni.


520 - Il Sacramento della Penitenza è necessario?


Necessario per tutti quelli che ànno fatti peccati.


521 - Vi è obbligo di ricevere questo Sacramento?


Sissignore una volta all'anno alla Pasqua.


522 - Dunque quelli che ànno peccati aspetteranno la Pasqua?


Siccome è molto incerta l'ora della morte, così quegli che à fatto dei peccati sarebbe insensato, se aspettasse [f. 11] tanto tempo a confessarsi


523 - Quante cose si ricercano per confessarsi bene?


Per fare una buona confessione si ricercano 5 cose: Esame, dolore, proponimento, confessione e soddisfazione.


524 - Che cosa è l'esame?


L'esame è una esatta ricerca di tutti i nostri peccati


525 - Siamo noi capaci di conoscere i nostri peccati?



526 - Che cosa dunque bisogna fare prima dell'esame?


Prima dell'esame bisogna raccomandarsi a Dio


527 - Sopra quali cose si deve fare l'esame?


1°. Sopra i Comandamenti della legge santa di Dio, 2°. Su quelli della Chiesa, 3°. Sui doveri del proprio stato, 4°. Sulle occasioni di peccare.


528 - Quali sono i doveri del proprio stato?


Sono quelle obbligazioni particolari di ciascun uomo secondo la condizione in cui si trova.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 11, linea 16], in rispondenza della Risposta 528:


Esempii sui doveri


529 - Quali si dicono occasioni di peccare?


Si dicono occasioni di peccare quelle circostanze nelle quali si pecca.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 11, linea 19], in rispondenza della Risposta 529:


Esempii a schiarimento


530 - Di quante sorta è l'occasione?


Di due: occasione prossima e occasione rimota


531 - Qual'è l'occasione prossima?


[f. 12] L'occasione prossima è quella nella quale probabilmente si cade in peccato.


532 - Qual'è l'occasione rimota?


L'occasione rimota è quella nella quale rare volte si cade in peccato.


533 - Abbiamo obbligo di fuggire dalle occasioni?


Sissignore, specialmente dall'occasione prossima.


534 - E chi si mettesse volontariamente nell'occasione?


Peccherebbe, anche se non facesse l'azione cattiva.


535 - Che qualità deve avere l'esame?


L'esame della coscienza dev'essere diligente distinto.


L'ESAME


536 - Che cosa vuoi dire esame diligente?


Vuol dire che nel fare l'esame [sic] tutta la possibile premura ed attenzione, come si userebbe in un affare di grandissima importanza.


537 - Che cosa intendete per esame distinto?


Per esame distinto s'intende che bisogna cercare e conoscere il numero le specie - e le circostanze dei peccati


538 - Cosa vuoi dire conoscere il numero dei peccati?


Vuol dire: sapere quanti essi sono, cioè: due, quattro ecc, ecc.


539 - E le specie?


[f. 13] Conoscere le specie vuol dire: sapere di che sorta sono e contro quali comandamenti, precetti ecc.


540 - Che vuoi dire circostanze del peccato?


Vuol dire che bisogna sapere dove, come quando si à commesso il peccato per poter dir tutto con precisione al confessore


541 - In quante maniere si può peccare?


In quattro maniere: coi pensieri, colle parole, colle opere e colle omissioni. -


542 - Quali sono i peccati di pensiero?


Si fanno peccati di pensiero, quando si ferma la mente su cose proibite dalla santa legge di Dio


543 - Se mi viene un cattivo pensiero in mente, sarà subito peccato?


Nò - perché sia peccato, bisogna trovarvi piacere, e acconsentire colla volontà


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 12, linea 15], in rispondenza della Risposta 543:


Esempii


544 - Qual'è il peccato di parola?


Si fanno peccati di parola, quando si parla male


545 - Come si pecca colle opere?


Colle opere si pecca quando per fare il peccato ci serviamo dell'azione del nostro corpo, come sarebbe rubare, percuotere ecc. ecc


546 - [f. 14] Quando si fanno peccati di omissione?


Quando si tralascia di fare quello che si à obbligo


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 13, linea 2], in rispondenza della Risposta 546:


Esempii


547 - E' un gran male il peccato?


Il peccato è un male grandissimo, anzi il solo vero male.


548 - Quanto tempo si deve impiegare nell'esame?


Più o meno a misura del tempo corso dall'ultima confessione e del bisogno


549 - Come si può render facile l'esame?


Coll'usarci a farlo ogni sera pensando dove siamo stati, con chi abbiamo trattato, e che cosa abbiamo fatto


Nel margine della pagina, a destra, in rispondenza della Domanda 550, con caratteri più marcati:


DOLORE


«L'IMMAGINE DELLO SCHIOPPO CHE UCCIDE I PECCATI»: li «uccide» nella radice [vedi D. 557]


Nel manoscritto, nel verso del foglio 14, linea 1, in rispondenza delle domande in cui inizia la catechesi sul «DOLORE» leggiamo:


[Facsimile de «l'imagine dello schioppo che uccide i peccati»]


IL DOLORE PERFETTO UCCIDE IL PECCATO PERCHÉ NASCE DALL'AMORE.


[Fac simile delle domande 556, 557, 558 e delle relative risposte]


«... il dolore perfetto nascendo dall'amore ci mette in grazia di Dio..»: vedi nell'AdP/1974 [schede sulla Penitenza] i testi di S. TOMMASO, RAHNER, WETTER, ecc. sull'aspetto personale e sacramentale della giustificazione.


550 - Che cosa è il dolore necessario per ricevere il Sacramento della Penitenza?


E' un gran dispiacere di aver offeso Iddio


551 - Di quante sorte è il dolore?


Di due: dolore perfetto e dolore imperfetto


552 - Qual è il dolore perfetto?


Il dolore perfetto è quello che si sente pel dispiacere di aver offeso Dio, che è sommo bene infinito


553 - Qual è il dolore imperfetto?


Il dolore imperfetto è quel dispiacere che si prova bensì per aver offeso Iddio, ma anche per aver acquistato l'inferno e perduto il Paradiso.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 13, linee 22-23], in rispondenza della Risposta 553:


Spiegarlo con similitudini: ò dato uno schiaffo a un fratello - ò rubato etc.


554 - [f. 15] Come si chiama il dolore perfetto?


Il dolore perfetto si chiama: contrizione


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 14, linea 1], in rispondenza della Domanda 554:


l'imagine dello schioppo che uccide i peccati.


555 - Come si chiama il dolore imperfetto?


Il dolore imperfetto si chiama: attrizione.


556 - Qual'è il migliore di questi dolori?


Il migliore è il dolore perfetto.


557 - Perché il dolore perfetto è il migliore?


Perché nascendo dall'amore ci mette in grazia di Dio anche senza confessione.


558 - Dunque avendo il dolore perfetto possiamo far a meno di confessarci?


Nò - siamo in obbligo di confessarci subito che si può.


559 - E il dolore imperfetto basta per ricevere bene il Sacramento della Penitenza?


Per ricevere bene il Sacramento della Penitenza basta il dolore imperfetto


560 - Che qualità deve avere il dolore?


Il dolore dev'essere vero - soprannaturale - sommo e universale


561 - Quando sarà vero il dolore?


Quando lo sentiremo nel cuore


562 - Che cosa vuoi dire dolore sopranaturale


Dolore soprannaturale si dice quello che nasce [f. 16] nel nostro cuore per ragioni insegnate a noi dalla fede


563 - Oh spiegatevi con un esempio?


Chi per esempio si dolesse del suo peccato solo perché peccando vede di aver perduto l'onore, o la salute o qualche altro bene - perché è costretto di andar in prigione ecc. costui non avrebbe il dolore soprannaturale


564 - Che dolore si chiama questo?


Questo si chiama dolore naturale.


565 - E quali sono i motivi, le ragioni che c'insegna la fede per eccitare in noi questo dolore.


Un Dio buono, santo che mi vuole tanto bene - un Dio che è à [sic] patito, che è morto per salvarmi - un Dio che mi fa bene anche mentre lo offendo - un Paradiso perduto, un inferno meritato con tanti altri.


566 - Che cosa vuoi dire sommo?


Dolor sommo vuol dire che dev'essere il più grande di tutti i dolori.


567 - E come faremo per concepire questo dolor sommo?


Quando penseremo che il peccato è il più grande di tutti i mali.


568 - [f. 17] Che cosa vuol dire dolore universale?


Dolor universale vuol dire che deve estendersi a tutti i peccati almeno mortali.


569 - E perché?


Perché essendo tutti i peccati opposti all'amor di Dio; tutti insieme debbono essere detestati.


«IDEA DEL MOTO» è l'ultima «nota» del catechismo del parroco di Salzano. Nel manoscritto, nel verso del foglio 13, linea 14, in rispondenza alle domande sul «PROPONIMENTO», si legge:


[Fac simile de "idea del moto"]


Che cosa intendeva proporre ai suoi bambini don Giuseppe Sarto con questa «idea»? Forse voleva che non si limitassero con il «proponimento» - a «mantenere la parola data» di «non ricadere in peccato»? Forse voleva richiamare ai suoi ragazzi la tremenda realtà che il peccato, anche leggero, trascina, con un moto vorticoso, verso il basso, se non è interrotto in tempo? forse voleva che si lanciassero in un «motus ad esse»in un movimento di crescita verso la pienezza dell'essere, verso la perfezione?


Il suo «catechismo»allora, finirebbe additando la medesima vetta del «discorso della montagna». Come Gesù, il parroco termina la sua catechesi lanciando i suoi figli verso la perfezione del Padre che sta nei cieli (cfr. Mt. 5, 48).


570 - Che cosa è il proponimento?


Il proponimento è una promessa che si fa a Dio di non peccar mai più


571 - Quando sarà buono il pro ponimento?


Il proponimento sarà buono quando sarà fermo, universale, efficace.


572 - Quando sarà fermo il proponimento?


Quando manterremo la parola che abbiamo data


573 - Quando sarà universale?


Il proponimento sarà universale quando stabiliremo di non commettere alcun peccato per quanto ci sia caro


574 - Quando sarà efficace?


Quando metteremo in pratica tutto quello che è necessario per non cadere più in peccato.


Nella pagina a fronte [nel verso del f. 16, linea 14], in rispondenza della Risposta 573:


idea del moto


L'ultimo tocco rivela il cuore di un papà, di una mamma: la trepidazione per quelle «circostanze»per quelle «occasioni» concrete, immediate che sono sempre in agguato, che possono sempre trascinare al male, al peccato.


E' il congedo dai suoi «scolaretti»Son le ultime raccomandazioni: ... far orazione, ... frequentare i Sacramenti, ... fuggire le occasioni...


575 - Che cosa è necessario di fare per non cadere più in peccato?


Per non cadere in peccato devo fare sopratutto tre cose: [f. 18] cioè: 1°. far orazione, 2°. frequentare i Sacramenti, 3°. fuggire le occasioni di peccato.


576 - Che cosa sono queste occasioni di peccato?


Le occasioni di peccato sono certe circostanze poste fuori di noi nelle quali più facilmente si pecca.


577 - Ditemi qualcheduna di queste circostanze, che possono essere occasioni di peccato


Per esempio una persona, una cosa, un libro, un compagno, ecc. ecc.


QUI TERMINA - ALLA LINEA 9 NEL F. 18 - IL SECONDO QUADERNO, COMPOSTO DI 32 FOGLI.






Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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