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Magistero integrale Ognissanti e Defunti di Giovanni Paolo II

Last Update: 10/22/2018 9:02 PM
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10/22/2018 7:15 PM
 
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ANGELUS

Giovedì, 1° novembre 2001

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Celebriamo oggi la Solennità di Tutti i Santi. Nella luce di Dio, ricordiamo tutti coloro che hanno testimoniato Cristo durante la loro vita terrena, sforzandosi di metterne in pratica gli insegnamenti. Ci rallegriamo con questi nostri fratelli e sorelle che ci hanno preceduto percorrendo la nostra stessa strada ed ora, nella gloria del Cielo, godono del premio meritato.

Essi sono coloro che, secondo l'espressione dell'Apocalisse, "sono passati attraverso la grande tribolazione ed hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello" (7, 14). Hanno saputo andare controcorrente, accogliendo il "discorso della montagna" come norma ispiratrice della loro vita: povertà di spirito e semplicità di vita; mansuetudine e non-violenza; pentimento dei peccati propri ed espiazione di quelli altrui; fame e sete della giustizia; misericordia e compassione; purezza di cuore; impegno per la pace; sacrificio per la giustizia (cfr Mt 5,3-10).

Ogni cristiano è chiamato alla santità, cioè a vivere le Beatitudini. Quali esempi per tutti, la Chiesa indica quei fratelli e sorelle che si sono distinti nelle virtù e sono stati strumenti della grazia divina. Oggi li celebriamo tutti insieme, perché col loro aiuto possiamo crescere nell'amore di Dio ed essere "sale della terra e luce del mondo" (cfr Mt 5,13-14).

2. La comunione dei santi oltrepassa la soglia della morte. E' una comunione che ha il suo centro in Dio, il Dio dei viventi (cfr Mt22,32). "Beati fin d'ora i morti che muoiono nel Signore" (Ap 14,13), leggiamo nel Libro dell'Apocalisse. Proprio la festa di Tutti i Santi illumina di significato la commemorazione di Tutti i fedeli defunti, che celebreremo domani. E' questa una giornata di preghiera e di profonda riflessione sul mistero della vita e della morte. "Dio non ha creato la morte" - afferma la Scrittura - ma "ha creato tutto per l'esistenza" (Sap 1,13-14). "La morte è entrata nel mondo per l'invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono" (Sap 2,24).

Il Vangelo rivela come Gesù Cristo avesse un potere assoluto sulla morte fisica, che Egli considerava quasi come un sonno (cfr Mt9,24-25; Lc 7,14-15; Gv 11,11). Un'altra è la morte di cui Gesù suggerisce di aver timore: quella dell'anima, che a motivo del peccato perde la vita divina della grazia, escludendosi definitivamente dalla vita e dalla felicità.

3. Dio, invece, vuole che tutti gli uomini siano salvi (cfr 1 Tm 2,4). Per questo ha mandato sulla terra il suo Figlio (cfr Gv 3,16), perché ogni uomo abbia la vita "in abbondanza" (cfr Gv 10,10). Il Padre celeste non si rassegna a perdere nessuno dei suoi figli, ma li vuole tutti con sé, santi e immacolati nell'amore (cfr Ef 1,4).

Santi e immacolati come la Vergine Maria, modello eminente dell'umanità nuova. La sua felicità è piena, nella gloria di Dio. In Lei risplende la meta a cui tutti tendiamo. A Lei affidiamo i nostri fratelli defunti, in attesa di ritrovarci insieme, nella casa del Padre.

* * *

Questa sera, scenderò nelle Grotte vaticane per pregare accanto alle tombe dei miei Predecessori, che là sono sepolti. Spiritualmente mi recherò in pellegrinaggio in tutti i cimiteri del mondo, dove dormono coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede e attendono il giorno della risurrezione.

In particolare, eleverò la mia orazione di suffragio per le tante vittime della violenza, soprattutto di questi ultimi tempi, come pure farò speciale memoria di quanti hanno sacrificato l'esistenza per rimanere fedeli a Cristo sino alla fine. La preghiera per loro si accompagna all'invocazione al Signore, perché voglia concedere conforto e sollievo a quanti sono nel dolore per la tragica dipartita dei loro cari. Su tutti scenda la benedizione di Dio! Sia lodato Gesù Cristo!


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NGELUS

Solennità di Tutti i Santi
Venerdì, 1° novembre 2002

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Oggi la Chiesa, come dice la Liturgia, ha "la gioia di celebrare in un'unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi" (Orazione Colletta): non solo di quelli che essa ha proclamato nel corso dei secoli, ma anche degli innumerevoli uomini e donne la cui santità, nascosta in questo mondo, è ben nota a Dio e risplende nel suo Regno eterno.

Nel clima spirituale della comunione dei Santi, mi è caro ricordare i nove Fratelli e Sorelle che sono stati canonizzati nel corso dell'ultimo annoAlonso de OrozcoIgnazio da SanthiàUmile da BisignanoPaulina do Coração Agonizante de JesusBenedetta Cambiagio FrassinelloPio da Pietrelcina; Pedro de San José Betancur; Juan Diego di Guadalupe; Josemaría Escrivá de Balaguer.

Pensando a questi luminosi testimoni del Vangelo, rendiamo grazie a Dio, "fonte di ogni santità", per averli donati alla Chiesa ed al mondo. Con il loro esempio, essi dimostrano che "tutti i fedeli - come insegna il Concilio - sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità" (Lumen gentium, 40), tendendo alla "misura alta" della vita cristiana ordinaria (cfr Lett. ap. Novo millennio ineunte, 31).

2. La festa odierna ci invita a volgere lo sguardo al Cielo, meta del nostro pellegrinaggio terreno. Là ci attende la festosa comunità dei Santi. Là ci ritroveremo con i nostri cari defunti, per i quali s’eleverà la preghiera nella grande commemorazione liturgica di domani.

I fedeli cristiani e le famiglie si recano in questi giorni nei cimiteri, dove riposano i resti mortali dei loro congiunti, in attesa della risurrezione finale. Anch'io ritorno spiritualmente alle tombe dei miei cari, dove ho avuto occasione di sostare recentemente, durante il viaggio apostolico a Cracovia.

Il 2 novembre, però, ci chiede di non dimenticare, anzi, in un certo senso di privilegiare nella preghiera le anime di tanti defunti che nessuno ricorda, per affidarli all'abbraccio della divina Misericordia. Penso in particolare a tutti coloro che, nell'anno trascorso, hanno lasciato questo mondo. Prego soprattutto per le vittime dei fatti di sangue, che nei mesi scorsi ed anche in questi giorni hanno continuato ad affliggere l'umanità. La commemorazione di tutti i defunti non può non essere anche una corale invocazione di pace: pace per chi ha vissuto, pace per chi vive, pace per chi vivrà.

3. Nella gloria del Paradiso risplende la Vergine Maria, che Cristo ha incoronato Regina degli Angeli e dei Santi. A Lei, "segno di sicura speranza e di consolazione" (Lumen gentium, 68), guarda la Chiesa pellegrinante, desiderosa di congiungersi a quella trionfante nella patria celeste. A Maria Santissima affidiamo tutti i defunti, perché sia loro concessa la beatitudine eterna.


Negli ultimi giorni si sono verificati violenti fenomeni sismici in Sicilia e in altre zone dell’Italia centro-meridionale, che hanno provocato gravi sofferenze e disagi a quelle care popolazioni. In particolare, nella giornata di ieri, un terremoto di forte intensità ha interessato il Molise, con danni in Puglia e in Abruzzo.

Desidero esprimere la mia profonda vicinanza spirituale alle persone colpite da questi tragici eventi, pensando specialmente ai bambini coinvolti nel crollo di un edificio scolastico a San Giuliano di Puglia. Mentre elevo al Signore la mia accorata preghiera per le vittime e per i loro familiari, rivolgo una affettuosa parola di incoraggiamento ai sopravvissuti e a quanti sono impegnati nei soccorsi, auspicando che siano sostenuti dalla solidarietà dell’intera Nazione.

Oggi e domani visitiamo le tombe dei nostri cari defunti raccomandandoli alla misericordia divina. Ci rechiamo soprattutto nella Cattedrale di Wawel dove si trovano le tombe dei re, dei poeti e degli eroi nazionali, e tutti i cimiteri sulla terra polacca e su tutta la terra dove si trovano le tombe dei soldati polacchi morti per la Patria. Visitiamo le tombe in tutte le parrocchie in Polonia e fuori dalla Polonia, le tombe dei soldati polacchi dell'ultima guerra, di Monte Cassino e di altri campi di battaglia che si trovano qui in Italia.

Per tutti e dappertutto: "L'eterno riposo dona loro, Signore. Risplenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace" con Te, Signore, fino alla fine dei secoli. Amen.


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ANGELUS

Solennità di Tutti i Santi
Sabato, 1° novembre 2003

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Celebriamo oggi la Solennità di Tutti i Santi. Essa, invitandoci a volgere lo sguardo alla moltitudine immensa di coloro che hanno già raggiunto la Patria beata, ci addita il cammino che conduce a quella meta.

A noi, pellegrini sulla Terra, i Santi e i Beati del Paradiso ricordano che il sostegno d’ogni giorno per non perdere mai di vista questo nostro eterno destino è anzitutto la preghiera. Per molti di loro è stato il Rosario - preghiera a cui era dedicato l’Anno ieri concluso - ad offrire un mezzo privilegiato per il loro quotidiano colloquio con il Signore. Il Rosario li ha condotti a un’intimità sempre più profonda con Cristo e con la Vergine Santa.

2. Il Rosario può veramente essere una via semplice e accessibile a tutti verso la santità, che è la vocazione di ogni battezzato, come ben sottolinea l’odierna ricorrenza.

Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte ho ricordato a tutti i fedeli che la santità è l’esigenza prioritaria della vita cristiana (cfr nn. 30-31).

Maria, Regina di tutti i Santi, già immersa totalmente nella gloria divina, ci aiuti a procedere con slancio sul cammino esigente della perfezione cristiana. Ci faccia comprendere ed apprezzare sempre più la recita del Rosario come itinerario evangelico di contemplazione del mistero di Cristo e di adesione fedele alla sua volontà.


Dopo l'Angelus:

Secondo la pia consuetudine, in questi giorni i fedeli sono soliti visitare le tombe dei propri cari e pregare per loro.

Anch’io mi reco spiritualmente in pellegrinaggio nei cimiteri delle varie parti del mondo, dove riposano le spoglie di coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede.

In particolare, elevo la mia orazione di suffragio per coloro ai quali più nessuno pensa, come pure per le tante vittime della violenza. Tutti affido alla divina Misericordia.
Sia lodato Gesù Cristo!


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ANGELUS

Solennità di Tutti i Santi
Lunedì
, 1° novembre 2004

 

1. "Rallegriamoci tutti nel Signore 
 in questa solennità di tutti i Santi"
.

Con questo invito alla gioia, inizia oggi la Celebrazione eucaristica in onore di Tutti i Santi. La Chiesa pellegrina sulla terra alza lo sguardo al Cielo e si unisce esultante al coro di quanti Dio ha associato alla sua gloria. È la comunione dei santi!

2. Proprio alla luce di questo stupendo mistero, celebreremo domani l’annuale Commemorazione di tutti i fedeli defunti. La Liturgia ci invita a dilatare il cuore e a pregare per tutti, specialmente per le anime più bisognose della divina misericordia.

Una speciale preghiera elevo a Dio per tutte le vittime del terrorismo. Mi sento spiritualmente vicino alle loro famiglie e, mentre chiedo al Signore di lenire il loro dolore, lo invoco per la pace nel mondo.

3. Ci aiuti Maria, Regina di Tutti i Santi, a seguire fedelmente Cristo, per giungere alla gloria del Cielo.

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[Edited by Caterina63 10/22/2018 8:56 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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