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Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Aprile con santa Caterina da Siena

Last Update: 4/3/2020 9:02 AM
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4/3/2020 8:57 AM
 
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Preghiamo con S. Caterina:

" O Spirito Santo,vieni nel mio cuore:
Per la Tua potenza tiralo a Te Dio Vero.
Concedimi carità con timore;
custodiscimi da ogni mal pensiero,
Riscaldami e infiammami del tuo amore,
Sì che ogni peso mi paia leggero.
Santo mio Padre e Dolce mio Signore,
Ora aiutami in ogni mio ministero,
Cristo Amore. Cristo Amore!
Amen "


Proseguiamo la lettura del Dialogo, pag.288:

Miseria e cecità di chi perseguita i sacerdoti

117. A causa di questi difetti costoro (cioè dei nemici dei sacerdoti) si sono eretti e si erigono a persecutori del Sangue; perciò ti dissi che mi percuotevono, e così è in verità: è infatti loro intenzione di ferirmi in tutti i modi possibili.

(apro una parentesi poichè quanto è duramente detto in questo capitolo è ovvio che si riferisce a chi non credendo nei sacerdoti e nella loro funzione e consacrazione speciale, accusandoli con cognizione di causa offende Dio....infatti in un altro capitolo che poi metterò, c'è anche la punizione dei cattivi sacerdoti....così potremo comprendere come esistono ben due "campane del discorso"...)
 Wink riprendiamo:

Certamente Io non posso riceverne alcuna ferita, nè posso essere percosso da loro; piuttosto Io sono come la pietra che, percossa, non accusa colpo, anzi, rimbalza verso colui che lo ha inferto (rif.Prov.26,27). Così è delle percosse che provengono dalle loro offese; esse emanano fetore ma non possono nuocermi; ed anzi la freccia avvelenata della colpa ricade su di loro. Questa colpa li priva della grazia in questa vita, facendo loro perdere il frutto del Sangue, e, in punto di morte se non si confessano e con la contrizione del cuore, cadono nell'eterna dannazione, tagliati via da me e incatenati con il demonio...

(Parole dure....pesanti, ma non meno pesanti quelle del vangelo: "non date perle ai porci, non date ai cani le cose sacre, perchè non le calpestino con le loro zampe e si rivoltino a sbranarvi" (Mt.7,6) In un altro passo del vangelo si arriva a "togliere" la pace: <Entrando nella casa datele il vostro saluto, e se la casa ne è degna scenda su di essa la vostra pace; se invece non è degna, la vostra pace ritorni a voi...(...) In verità vi dico:nel giorno del giudizio alla terra di Sodoma e Gomorra sarà riservata una sorte più tollerabile che non a quella città....>(Mt.10, 11-15) leggere tutto il brano...
Wink
Come vedete anche nel Dialogo Dio ritorna su l'argomento evangelico: punizione tremenda a chi, volontariamente e con coscienza, non ascolta, non riceve o accusa ingiustamente i suoi sacerdoti....E ancora si parla di ricompensa a chi accoglie il messo evangelico, il consacrato di Dio: Chi accoglie voi accoglie me e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato (...) Chi avrà dissetato anche con un solo bicchiere d'acqua fresca uno di questi piccoli, in quanto discepolo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa. (Mt,10, 40-42) Gesù parla specificatamente del suo discepolo...cioè...in quanto consacrato e prescelto...)

Riprendiamo il Dialogo:

Del resto, con il Demonio han fatto lega, perchè l'anima, non appena è privata della Grazia, si trova legata ai lacci del peccato.....Essi hanno contratto questo vincolo usando il loro libero arbitrio, e l'hanno posto nelle mani del demonio, che dunque così li aggira, li confonde, li aggioga, l'inganna....

Con questo vincolo i persecutori del Sangue, si sono legati l'uno all'altro e ne hanno assunto l'ufficio! I demoni si adoperano a pervertire le mie creature, a strapparle alla Grazia e a indurle alla colpa e al peccato mortale....Ebbene essi si comportano allo stesso modo, poichè come membri del demonio vanno sovvertendo i figli della Sposa di Cristo, mio Figlio Unigenito, sciogliendoli dal legame della carità e legandoli con quello miserabile dell'odio, dell'invidia, dell'insofferenza, della vendetta; e insieme si privano del frutto del Sangue (cioè dell'Eucarestia quale Cibo di vita eterna) per cui, restando spogli anche della sua dignità, precipitano nella più grande confusione, seminando l'errore.

Questo laccio dell'odio è annodato anche con la superbia, con l'amor proprio e con il timor servile: infatti pur di non perdere i beni temporali, essi non sanno di perdere così la Grazia! E' un legame sigillato col sigillo delle tenebre, poichè essi non sanno in quanti e quali danni e miserie sono caduti e fanno cadere gli altri; e dunque non si correggono perchè non si conoscono e non vogliono conoscersi...O figlia carissima, ti sia d'infinito dolore il vedere tanta cecità e miseria in creature che, come te, sono state purificate nel Sangue, e da medesimo nutrite e allevate al seno della santa Chiesa; ed ora come ribelli, per timore servile, con il pretesto di correggere i difetti dei miei ministri - i quali Io ho proibito che siano toccati da costoro - in tal modo si sono distaccati da questo seno.

Un sacro terrore colga te e gli altri servi miei nel ricordare questo miserabile vincolo con il Male: la tua lingua non basta a dirne l'abominio. Più grave, poi, perchè col mantello dei difetti dei miei ministri, vogliono coprire e nascondere se stessi e le proprie colpe; nè pensano che non c'è mantello sotto cui possano nascondersi al mio sguardo così che Io non li veda! (...) Non si possono perseguitare i ministri del Sangue, quali che sembrino essere le loro mancanze....


          


Prosegue il Dialogo della Provvidenza, a pag. 291:

I Ministri buoni


119. Ma ora voglio dare ristoro alla tua anima, mitigando il dolore provocato dalle tenebre di questi sudditi miserabili; ti mostrerò la santa vita dei miei ministri, dei quali t’ho detto che hanno la condizione perfetta del sole: essi mitigano il fetore del peccato con il profumo delle loro virtù e rischiarano le tenebre con la loro luce; con questa luce vorrò, poi, che tu meglio conosca anche la tenebra e i difetti di quei miei ministri ai quali ho già accennato. Perciò apri l’occhio dell’intelletto e guarda in me, sole di giustizia, e vedrai i gloriosi ministri che hanno assunto la condizione del sole per averlo bene elargito.

Come ti dissi di Pietro, il principe degli Apostoli che ricevette le chiavi del regno dei cieli, così ti parlo degli altri che nel giardino della santa Chiesa hanno amministrato il lume, cioè il Corpo e il Sangue del Figlio mio Unigenito, Sole unito a me e non da me diviso, come t’ho spiegato, e tutti i Sacramenti della santa Chiesa – i quali tutti, hanno valore e vita in virtù del Sangue sparso – ognuno di essi collocato con diverso grado, secondo il suo stato, ad amministrare la Grazia dello Spirito Santo. Con che cosa l’hanno amministrato? Con il lume della Grazia che hanno ricevuto dal lume di Verità!


Se mi chiedi: " Questo lume è solo?", rispondo che non è solo, in quanto il lume di grazia non può essere né solo né diviso; è necessario che lo si riceva tutto, diversamente non lo si riceve affatto. Chi è in peccato mortale viene perciò stesso privato del lume della Grazia; chi invece è in stato di grazia, ha l’occhio dell’intelletto illuminato nella conoscenza di Me, che gli ho data la Grazia e la virtù con cui la grazia si conserva; perciò costui in quel lume conosce la miseria del peccato e la sua causa, che è l’amor proprio sensitivo, e per questo lo odia. Grazie a questo santo odio egli riceve nel suo cuore il calore della Divina Carità, perché l’affetto segue l’intelletto! (…)

Perciò con il loro calore fanno germogliare le anime sterili illuminandole col lume della scienza. Con la loro vita santa e ordinata scacciano le tenebre dei peccati mortali e delle altre infedeltà, e portano ordine nella vita di chi viveva disordinatamente nelle tenebre del peccato e nel gelo della mancanza della carità. Vedi, dunque, come essi sono sole, perché hanno assunta la condizione perfetta del sole da Me, Sole vero, infatti una cosa sola con me ed Io con loro per slancio puro d’amore, come in altri luoghi ti ho spiegato. (Gv. 17, capitolo intero)

Ognuno di loro ha illustrato la santa Chiesa, secondo lo stato al quale Io l’ho eletto: Pietro con la predicazione, la dottrina e il martirio del sangue; Gregorio con la scienza e con santi scritti, e con vita di specchiata virtù: Silvestro soprattutto con le dispute contro gli infedeli, testimoniando la santissima fede nelle parole e nelle azioni, e ricevendo da Me ogni sua virtù. Se poi guardi ad Agostino e a Tommaso, a Girolamo e agli altri, vedrai quanta luce hanno effuso su questa Sposa, come lucerne poste sul candelabro, estirpando gli errori, in vera e perfetta umiltà! Come affamati del mio onore e della salvezza delle anime, essi con diletto mangiavano questo Cibo sulla Mensa della santissima Croce; i martiri con il sangue che profumava al mio cospetto, e col profumo del sangue e della virtù e con il lume della scienza, producevano copiosi frutti nella Sposa di Cristo, Figlio mio Unigenito: accrescevano la fede, chi stava nelle tenebre veniva alla luce e in lui risplendeva il lume della fede; i prelati posti in stato di autorità dal Cristo in terra, mi offrivano sacrificio di giustizia, con una vita onesta e santa!

La perla della giustizia risplendeva in loro e nei loro. Con giustizia mi rendevano quanto mi è dovuto, rendendo gloria e lode al mio nome, e a se stessi riserbavano l’odio e disgusto….Con umiltà schiacciano la superbia e si presentavano alla Mensa dell’Altare come angeli; in purezza di cuore, arsi nel fuoco della carità! E poiché prioma avevano fatta giustizia di se stessi, perciò esercitavano giustizia verso i sudditi, desiderando vederli vivere virtuosamente e correggendoli senza alcun timore servile, in quanto non avevano mira di se stessi: così erano buoni pastori, seguaci del Buon Pastore che è la mia Verità, da me donatavi affinchè vi governasse quali sue pecore, e che volli desse la Sua vita per voi…(Gv.10,11). Costoro hanno seguito le Sue orme, Figlio mio Unigenito; perciò si preoccuparono di correggere e di non lasciare imputridire le membra del Corpo Mistico per mancanza di correzione, ma correggevano caritatevolmente…Questi erano i veri lavoratori dell’orto del Signore….(…) Perciò Io voglio che tu sappia che se nel mondo tra secolari e religiosi, tra chierici e pastori della santa Chiesa, è sopravvenuta tanta tenebra, ciò ha una sola causa: è venuto a mancare il lume della giustizia e si è diffusa il lume dell’ingiustizia…


Modi diversi di agire dei ministri

(Questo paragrafo comincia con un avvertimento che ancora oggi è più attuale che mai: secondo la dottrina cristiana qui testimoniata e ribadita, non ci può essere totale separazione fra legge civile e legge morale. La giustizia infatti fa capo ad un solo principio ordinatore, senza il cui rispetto la legge civile non può né valere, né essere rispettata. Dunque la virtù della giustizia, che comincia dal voler essere praticata verso se stessi, è indispensabile non solo per la vita spirituale ma anche per la vita civile delle Nazioni. Una legislazione, spiega il Dialogo, che favorisca la mollezza dei costumi e l’impoverimento spirituale della mentalità corrente, non può che annunciare decadenza civile…E’ sbalorditivo come questo messaggio sia di una attualità reale che, nel Dialogo della provvidenza Divina, è materia di meditazione e considerazione….) Riprendiamo il testo da queste considerazioni: dopo aver fatto comprendere i toni della corruzione, il Dialogo prosegue (pag.297):


Non era dunque spento lo splendore di questa perla preziosa che è la giustizia, nei consacrati e cristi miei, dei quali Io ti ho parlato; anzi in essi risplendeva la giustizia. Essi abbracciavano volontariamente la povertà, e cercavano di vivere in stato vile con umiltà profonda, perciò non si preoccupavano degli scherni e delle villanie, ne delle ingiurie e degli obbrobri, o delle pene e dei tormenti. Bestemmiati benedicevano, e sopportavano con vera pazienza, come angeli in terra. E non perché lo fossero per natura loro, ma in forza del ministero e della Grazia soprannaturale loro concessa, quella di somministrare il Corpo e il Sangue del Figlio mio Unigenito! (...)

E poiché Io li ho collocati in stato di così grande eccellenza, esso, pastori solerti, mai si stancavano di ricondurre le pecore nell’ovile della santa Chiesa; tanto che per slancio d’Amore e fame delle anime affrontavano anche la morte pur di strapparle dalle mani dei demoni. Essi si facevano infermi con gli infermi; essi piangevano con chi piange (rif.1Cor.9,22) e godevano con chi è felice ed in questo modo sapevano donare il cibo più adatto! (…) Ma chi faceva tutto ciò?

La fame e il desiderio che essi avevano concepito in me, del Mio onore e della salvezza delle anime: E correvano a cibarsene alla Mensa della Santissima Croce, non rifiutando alcun travaglio, né sottraendosi ad alcuna fatica; anzi zelantissimi delle anime, del bene della santa Chiesa e della propagazione della vera Fede, si gettavano tra le spine della tribolazione e affrontavano ogni sacrificio con vera pazienza, elevandomi profumati incensi di ardenti desideri e di umile, assidua preghiera. Con le loro lacrime e fatiche curavano le piaghe dovute alla colpa dei peccati del prossimo, che ne riceveva perfetta salute se accoglieva quel medicamento in umiltà!




[Edited by Caterina63 4/3/2020 8:59 AM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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