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Canonici regolari

Last Update: 1/6/2022 9:22 PM
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1/6/2022 9:21 PM
 
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Gli Ordini dei Canonici Regolari (di Daniele di Sorco) - FreeForumZone



Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti

di Daniele Di Sorco

Prima del Concilio Vaticano II, gli Ordini di Canonici regolari erano nove.
Quattro di essi, nel 1959 (Lettera Apostolica ‘Caritatis unitas’), si confederarono sul modello delle congregazioni benedettine, dotandosi di un abate primate e di un procuratore generale comune, ma mantenendo per il resto la più ampia autonomia interna. Tale confederazione prese il nome di Canonici regolari di Sant’Agostino confederati. Ne facevano parte:

La Congregazione del Santissimo Salvatore Lateranense.
Contava, nel 1961, 485 membri. Nel 2005 ne aveva 254 (-48%). L'abito quotidiano è costituito dalla veste talare con fascia e dalla pellegrina, il tutto di colore bianco. Al coro aggiungono il rocchetto e una cappa nera. Anche la berretta è nera (J. Nabuco, Ius pontificalium, p. 62). Gli abati, come di consueto, portano pure l'anello e la croce pettorale; l'abate generale, inoltre, ha il privilegio dello zucchetto violaceo. I vescovi o i Cardinali appartenenti a questa Congregazione, indossavano un abito completamente bianco.

La Congregazione Lateranense Austriaca (fondata nel sec. XI, unita nel 1907).
I canonici erano 294 nel 1961, 165 nel 2003 (-44%). L'abito quotidiano varia in base alle singole prepositure, ciascuna delle quali ha mantenuto i propri usi caratteristici, ma generalmente è composto da una veste talare con fascia di colore nero (simile a quella del clero secolare, con l'unica differenza del colletto, che ricorda, a seconda della prepositura, quello degli oratoriani o quello dei lasalliani oppure ha una particolare foggia a W) e dal sarozium, una sottile banda di stoffa bianca che ha la forma di una cravatta piuttosto lunga, pendente sia sulla schiena che sul torace; in alcuni monasteri si porta fuori dalla fascia, in altri infilato sotto di essa.
Il sarozium non è altro che una stilizzazione del rocchetto, che al coro viene portato nella sua forma ordinaria e abbinato ad una mozzetta viola, che nella prepositura di Klosterneuburg è guarnita con nappe viola in corrispondenza della parte anteriore del colletto.
Originariamente, al posto della mozzetta di stoffa, i canonici indossavano l'almuzia, cioè una mozzetta di pelliccia; pare che i canonici di Novacella (Neustift, in Alto Adige) abbiano continuato ad usarla fino in tempi recenti, non si sa, però, se l'abbiano abbandonata in seguito alle riforme postconciliari o prima. La berretta è nera. I vescovi e i Cardinali appartenenti a questa Congregazione portano l'abito dei prelati secolari. I prepositi delle abbazie usano l'abito piano vescovile, aggiugendovi il sarozium.

La Congregazione Ospitaliera del Gran San Bernardo (fondata nel sec. XI).
I religiosi, che nel 1961 erano 88, oggi sono ridotti a 44 (-50%).
L'abito quotidiano tradizionale era del tutto simile a quello della Congregazione Lateranense Austriaca, con la differenza che il colletto della veste era quello romano e che le due estremità del sarozium, anziché lasciate pendenti, venivano unite sotto la fascia sul fianco sinistro.
Attualmente usano un abito borghese, costituito da pantaloni scuri, maglia color nocciola con colletto alto e ripiegato e crocetta di legno. Non siamo riuscite a trovare informazioni sull'abito corale, tuttavia è certo che esso comprenda il rocchetto, veste comune a tutti gli ordini canonicali. Il preposito generale è insignito di tutte le prerogative e i privilegi degli abati dei monasteri sui iuris (cfr. Enciclopedia cattolica, vol. III, col. 564). La berretta e l'abito prelatizio come nella Congregazione Lateranense Austriaca.

La Congregazione Svizzera di San Maurizio di Agauno (fondata nel 1128).
Costituita da 132 religiosi nel 1961, nel 2004 ne contava 52 (- 61%).
L'abito quotidiano - usato, a quanto ci risulta, ancora oggi - è identico a quello tradizionale dei Canonici del Gran San Bernardo. Quanto all'abito corale, l'Enciclopedia cattolica italiana (1949) riferisce: "I Canonici portano per privilegio di Eugenio III, secondo la tradizione, la mozzetta rossa; inoltre, il nunzio Odoardo Cibo, nel 1675, dava l'abito violaceo dei Canonici delle cattedrali di Savoia e Gregorio XVI, nel 1840, la cappa rossa" (vol. III, col. 564), oltre, naturalmente, al rocchetto. Che cosa resti oggi di questi privilegi, non sapremmo dirlo con esattezza. La berretta e l'abito prelatizio come nella Congregazione Lateranense Austriaca. Dal 1840 l'abate "nullius" di San Maurizio veniva elevato alla dignità episcopale col titolo di vescovo di Betlemme, ma al penultimo abate fu assegnato un titolo diverso e quello attuale, nonostante sia in carica da diversi anni, non ha ricevuto la nomina vescovile.

Alle quattro Congregazioni fondatrici si aggiunsero nel 1961:

I Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione (fondati nel 1866, approvati definitivamente nel 1913). Avevano 86 membri nel 1961, divenuti, nel 2005, 50 (-42%). L'abito è composto da una talare bianca, da una cintura in pelle nera piuttosto sottile e da un capperone (mantellina simile a quella usata dai Minori Conventuali) nero munito di cappuccio. Al coro, sotto il capperone, aggiungono il rocchetto. La berretta è nera.

La Congregazione di Windesheim (ricostituita nel 1961).
Nel 2002 i religiosi ammontavano a 25, nel 2005 erano scesi a 20. Prima dell'estinzione ottocentesca, i canonici portavano un abito bianco con rocchetto e capperone nero, analogo a quello dei Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione.

Successivamente, si affiliarono alla confederazione altre due congregazioni, estintesi in seguito alle soppressioni dei sec. XVIII-XIX e rifondate dopo il Concilio Vaticano II:

La Congregazione di San Vittore (rifondata nel 1968, approvata e ammessa alla confederazione nel 1993).
In lieve controtendenza rispetto alle congregazioni fin qui considerate, contava 63 membri nel 2002, che nel 2009 erano saliti a 66; sembra però che la maggior parte delle nuove vocazioni non provenga dall'Europa. Su internet non si trovano informazioni scritte sull'abito della congregazione e le fotografie mostrano quasi sempre canonici vestiti in borghese. Dalle pochissime immagini in cui si vede l'abito, possiamo desumere che esso è costituito da una veste bianca, da una sorta di dalmatica pure bianca, con i fianchi chiusi e decorati da larghe bande di colore rosso, e da un cappuccio bianco. Dovrebbe esserci anche il rocchetto, ma nelle immagini disponibili non si riesce a vederlo.

La Congregazione dei Fratelli della Vita Comune (rifondata e ammessa alla confederazione nel 1991).
I religiosi ammontavano a 33 nel 2002, oggi sono 35. Nessuna notizia reperibile sull’abito.

Della confederazione fa parte anche, dal 1987, la Congregazione di Maria Madre del Redentore (fondata nel 1971), che tuttavia non figura nell'elenco dell'Annuario pontificio. Attualmente essa conta circa 30 religiosi. L'abito quotidiano è costituito da una tunica bianca, stretta da una cintura di pelle nera, e da uno scapolare bianco con cappuccio.

Vi sono, poi, altri Ordini di canonici regolari non facenti parti della confederazione agostiniana.
Essi sono:

I Canonici Regolari Premostratensi (fondati nel 1120, approvati nel 1126).
Contavano 1750 religiosi nel 1961, 1294 nel 2005 (-26%).
L'abito quotidiano, interamente bianco, è composto dalla tunica con scapolare, a cui viene sovrapposta la fascia, e dalla pellegrina con cappuccetto. Al coro, oltre al rocchetto, in estate portano l'almuzia di pelliccia ripiegata sul braccio sinistro (la indossava allo stesso modo anche il diacono alla Messa solenne), in inverno un'ampia cappa bianca con cappuccio. La berretta è bianca, mentre per lo zucchetto, se si usa, è prescritto il nero (Decr. S. R. C., 31 lug. 1929). I prelati appartenenti all'Ordine portano un abito completamente bianco.

L'Ordine della Santa Croce (fondato nel 1211, approvato nel 1248). I canonici, detti Crocigeri, erano 700 nel 1961, 434 nel 2005 (-38%).
L'abito quotidiano comprende una tunica bianca, una fascia nera, uno scapolare nero ornato al centro da una piccola croce di Malta rossa e bianca, e da una mozzetta che viene portata aperta (si chiude solo il bottone più alto) per far vedere la croce dello scapolare. Non si trovano informazioni sull'abito corale. Il Maestro Generale dell'Ordine, oltre all'anello e alla croce pettorale, porta la mozzetta violacea chiusa, come i vescovi secolari. Secondo Nabuco (Ius pontificalium, p. 104), tuttavia, i prelati crocigeri vestono completamente di nero.

I Crocigeri della Stella Rossa (fondati e approvati nel 1237). Avevano 43 religiosi nel 1961, divenuti 19 nel 2004 (-56%).
Prima dell'avvento del comunismo in Boemia, l'Ordine, diffuso quasi esclusivamente in quel Paese, contava oltre 70 membri. Come abito quotidiano i canonici portano una veste talare nera ornata, all'altezza del cuore, con i simboli dell'Ordine: una croce di Malta e una stella a sei punte, entrambe rosse. Al coro aggiungono il rocchetto e la mozzetta nera, decorata in modo analogo alla talare. Il Gran Maestro portava un mantello rosso bordato d'ermellino e una spada, in ricordo delle origini cavalleresche dell'Ordine (G. Plank, Military Order of the Red Star Crucifers, in "Crosier Heritage", n. 22, sett. 1987, pp. 29-30). I prelati, ad avviso di Nabuco, portano un abito completamente nero.

L'Ordine Teutonico (fondato nel 1190, approvato nel 1199, riformato nel 1929).
I religiosi ammontavano a 94 nel 1961, mentre nel 2006 erano 81 (-14%). L'abito dei canonici consiste in una tonaca nera e in un mantello bianco ornato sulla spalla sinistra da una croce nera bordata d'argento. Il Gran Maestro sovrappone il mantello, la cui croce è decorata più riccamente, all'abito piano vescovile.

I Canonici Regolari della Santa Croce o Fratelli della Croce (ricostituito nel 1979).
Contava, nel 2002, 139 religiosi, aumentati a 141 nel 2005. Si trovano pochissime informazioni sull'abito, che comunque dovrebbe essere completamente nero.

Tra le abbazie canonicali di diritto pontificio non appartenenti ad alcun Ordine o Congregazione bisogna ricordare i Canonici Regolari della Madre di Dio di Lagrasse, che utilizzano esclusivamente il rito romano antico. Fondato nel 1969 e approvato nel 1997, l'istituto conta attualmente 34 canonici.

COLLEGIATA

 Tra le collegiate tuttora esistenti nella Città di Genova, quella delle Vigne è certamente la più antica: un pubblico documento del 1061 testifica l'esistenza di un Capitolo di Canonici, dei quali, peraltro, si hanno notizie frammentarie fino dal secolo precedente, ossia dal periodo di fondazione della Chiesa (anno 980). Non va dimenticato che l’istituzione delle chiese rette da un “collegium” di sacerdoti con cura d’anime precede di secoli la progressiva formazione delle parrocchie nel tessuto urbano e rurale.

Il primo intervento ufficiale di cui si ha notizia è la Bolla di Papa Onorio III, che nel 1222 fissa a 12 il numero dei Canonici e stabilisce le regole di vita comune che essi debbono osservare.
Finalmente abbiamo una data fondamentale per il Capitolo: il 14 febbraio 1375 vengono emananti gli Statuti capitolari per regolamentare l'attività del Capitolo; tali statuti ottengono, lo stesso anno, l'approvazione dell'Arcivescovo di Genova, Andrea Della Torre.

In forza di un Breve di Papa Alessandro VI (1492-1503), la Collegiata di S. Maria delle Vigne acquisisce il diritto di usare nelle processioni la croce doppia arcivescovile; successivamente la festività patronale del 21 novembre è dichiarata giornata semifestiva in tutta l'Arcidiocesi.
Il Card. Giuliano Della Rovere, già Canonico di questa Collegiata, nel tempo della sua Amministrazione Apostolica a Savona, è eletto Papa nel 1503 ed assume il nome di Giulio II.

Gli statuti stilati nel 1375 ricevono conferma nel 1533 da Papa Clemente VII.

Il Capitolo nel 1687 stabilisce di tenere le proprie adunanze nella piccola sala del campanile, che diviene così aula capitolare con annesso archivio.

La S.C. dei Riti il 19 luglio 1710 decora il Capitolo di N.S. delle Vigne del titolo di “Insigne”.

Papa Pio VII, di passaggio per Genova nel 1815, visita la Collegiata e vi celebra la Messa; a ricordo di questo avvenimento concede, successivamente, ai Canonici di portare la mantellina rossa (che antecedentemente era nera) nelle insegne proprie della loro dignità e la croce canonicale.
Gli Statuti Capitolari vengono modificati una prima volta nel 1931, per adeguarli al Codex Juris Canonici promulgato nel 1917 da Benedetto XV. Una seconda modifica avviene nel 1960.

Papa Giovanni Paolo II, con apposito Breve, nel 1983, conferisce alla Insigne Collegiata Prevostura di S. Maria delle Vigne il titolo e le prerogative di «Basilica Minore», confermandole altresì la caratteristica di «Primo Santuario Mariano della Città di Genova».

Il Prevosto del Capitolo delle Vigne ha il titolo di Prelato d'Onore di Sua Santità.

 ATTIVITA' LITURGICHE
Il Capitolo dei Canonici si riunisce ogni sabato mattina per la preghiera comune. Dopo una breve adorazione al SS. Sacramento, nel coro si celebra l'Ufficio delle Letture con le Lodi mattutine. Segue la S. Messa concelebrata in latino e la recita privata dell'Ora media. Nel pomeriggio della domenica c’è il canto del Vespro.





[Edited by Caterina63 1/6/2022 9:22 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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