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S.Tarcisio, primo Martire dell'Eucarestia e Patrono dei Chierichetti

Last Update: 11/7/2012 5:00 PM
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11/28/2008 10:11 AM
 
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"Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2).

San Tarcisio, martire dell'Eucaristia e patrono dei chierichetti.



Quanto leggerete non è invenzione, ma è una storia VERA...dalla quale parte e si snoda questa sezione dedicata alla Catechesi... [SM=g27988]

C‘è movimento in città. Domani cominceranno le feste. L’imperatore ha ordinato giochi e gare al Circo Massimo e al Colosseo. Gli spettacoli con le tigri e i leoni sono i più attesi: la folla urla quando le fiere affamate sopraggiungono nell’arena.
Spesso a dover lottare con le bestie sono gli schiavi, ma non raramente sono spinti anche i cristiani incatenati.
Uomini e donne, bambini e ragazzi si abbracciano e pregano; offrono la loro vita a Gesù e sentono il loro cuore pieno di pace e di Paradiso.
Oggi è la vigilia e i cristiani nelle prigioni si rincuorano a vicenda e sperano che un fratello porterà loro l’Eucarestia.
Nella catacomba dell’Appia si è radunata la comunità per celebrare l’Eucarestia: pregano in silenzio e in pace al lume della lucerna. Poi uno di loro si alza e parla: è il Papa.

“ Fratelli – dice – chi porterà ai prigionieri il Corpo del Signore? “
“ Vado io –risponde una voce molto giovane – io sono solo un ragazzo, mi lasceranno passare. “
Il Papa guarda ammirato Tarcisio, ma ha paura per lui.
Il ragazzo insiste: “ Nessuno sa che sono cristiano “ Infatti era appena stato battezzato e dice di nascondere l’ Eucarestia sotto la tunica e di coprirsi col mantello.
Il Papa prende il Pane consacrato, lo avvolge in un lino e lo affida al ragazzo: “ Va’, Tarcisio. Dì loro che presto saremo tutti in Cielo. Dì loro che non abbiano paura di chi può uccidere il corpo, ma non può uccidere l’anima. Porta loro questi Misteri e il nostro bacio santo. “
Tarcisio si avvia per i cunicoli oscuri, uscito all’aperto dà un’occhiata attorno e si avvia svelto sull’Appia verso la città.
Alle mura nessuno lo nota, entra con altra gente. Cammina raccolto: sta portando il Signore!
Ma ecco là dei compagni! L’ hanno riconosciuto, lo chiamano: “Fermati, vieni con noi!“ “Non posso, più tardi! “ “Cosa nascondi? Facci vedere!“ Lui stringe ancora di più il suo tesoro: “Non è niente per voi“.
Tarcisio da un po’ di tempo è cambiato e i compagni hanno notato il mutamento:
“Non sarai per caso un cristiano che porta i Misteri?“
Gli sono tutti addosso, lo buttano a terra, tentano di aprirgli le braccia. Lui si piega e serra le braccia in croce sul petto, con tutte le forze difende il suo Signore.
I ragazzi gridano e colpiscono Tarcisio con le pietre e i pugni. Un fiotto di sangue gli scorre sul viso e fa inferocire ancor di più i violenti.

Tarcisio si sente venir meno, ma non riescono ad aprirgli le braccia. Tarcisio non abbandona Gesù ai pagani e prega i santi martiri, poi sospira: “ Signore Gesù, ricevi il mio spirito. “
Arriva Quadrato, un soldato che s’è fatto cristiano e riconosce il ragazzo, lo chiama. Tarcisio lo guarda e gli fa un sorriso debole. Apre un po’ le braccia e mostra al soldato il suo Segreto.
Poi in pace reclina il capo e muore.
Quadrato, singhiozzando copre col mantello il piccolo corpo e lo porta in braccio fino alle catacombe ove lo depone sull’altare.
Sul petto di Tarcisio sta ancora il lino con l’ Eucarestia. Mai Gesù aveva avuto per il suo Corpo un altare più bello.
E dal popolo di Dio delle catacombe si alzò una preghiera: “Tarcisio, martire di Cristo, prega per noi“.
Ancora oggi molti pregano con commozione il martire dell’ Eucarestia e gli affidano una preghiera da portare al Signore.
Soprattutto lo pregano i chierichetti: Tarcisio che con tanto amore ha “servito” l’ Eucarestia è il loro patrono.

Tratto da S. Mazzer “ I SANTI IN FIORE Infanzia e adolescenza “
Ed. Logos, Roma 1994

Hai letto che bella la storia di Tarcisio? Sai quando si festeggia? San Tarcisio Martire è festeggiato dalla Chiesa il 15 agosto, insieme alla Festa dell'Assunzione di Maria al Cielo (vabbè, è anche Ferragosto).
La sua storia è veramente straordinaria e aiuta anche a capire bene in quale clima vivevano i primi cristiani, pochi anni dopo l'Ascensione del Signore. Infatti la vita di questo giovane martire si colloca nel III sec., poiché morì nel 258, durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano.

Questa storia è importante per noi oggi per comprendere il valore effettivo di quel: SIAMO VENUTI PER ADORARLO, inteso proprio all'EUCARESTIA cuore e fulcro di ogni catechesi....
san Tarcisio ancora oggi fa catechismo a chiunque, con cuore umile e sincero, si pone all'ascolto di quanto gli costò proteggere l'Eucarestia......
[Edited by Caterina63 8/6/2010 7:01 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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8/6/2010 7:06 PM
 
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Il Papa ai chierichetti: "Voi aiutate i sacerdoti a fare sentire Gesù più vicino e realmente presente".

.Pope Benedict XVI, left, is helped by bishop Martin Gachter during his weekly general audience, in St Peter's Square at the Vatican, Wednesday, Aug. 4, 2010. About 50.000 altar boys and altar girls coming from 17 countries gathered Wednesday in St' Peter Square at the Vatican to attend the audience.

Pope Benedict XVI  waves after the weekly general audience in Saint Peter's Square at the Vatican August 4, 2010.


Pope Benedict XVI (C) blesses the statue of St. Tarcisio, protector of altar boys, in St. Peter Square at the Vatican during his weekly general audience on August 4, 2010.


*

All'udienza generale di oggi, il Papa ha accolto più di 50 mila ragazzi provenienti da 17 paesi europei: 50 mila chierichetti giunti nella Città Santa per la loro Giornata Europea.

Durante l'incontro è stata presentata una statua di S. Tarcisio, patrono dei chierichetti.
Ci siamo molto interessati al messaggio del Santo Padre, visti il compito, la funzione e ... il comportamento del chierichetto durante le celebrazioni.


Sappiamo per conoscenza diretta e mediata (grazie al nostro blog e al nostro gruppo su FaceBook) che oltre ai vivaci ragazzi un po' discoli che sull'altare trovano ogni piccola occasione per distrarsi, molti sono i giovani lettori che sono pii e attenti chierichetti. Molto spesso, amara ironia, essi son più attenti alla liturgia e competenti dei sacerdoti o dei diaconi.

E son sempre più numerosi i giovani che tra una Messa e un canto del vespro, si trasformano in esperti e servizievoli sacrestani, impiegando tempo nelle più svariate mansioni: da sistemare gli altari, a preparare i paramenti, a pulire gli arredi ecc! Complimenti! Anche questi ragazzi sono "Sentinelle del mattino"!
A tutti loro, e ai più monelli e magari più superficiali, affidiamo il messaggio del Papa, con tutto il nostro miglior augurio di fare proprie le parole di Benedetto XVI, e di essere sempre consapevoli del grande Mistero di Salvezza che si compie sull'altare.

Il punto più significativo, a nostro giudizio, è la parte in cui il Santo Padre esorta i ragazzi a restare fedeli a quello che rappresenta la loro peculiarità: il servizio alla riturgia.

Liturgia che non è fine a se stessa per rendere più bella le celebrazioni ma, tra le altre cose, è intesa come privilegiato strumento di preghiera, veicolo di sacralità e mezzo di mediazione tra Dio e l'uomo.
Questa preziosa funzione della sacra liturigia è ricordata dal Papa quando esorta i ragazzi a comportarsi in modo tale da aiutare i fedeli a capire meglio la reale presenza di Gesù nel Ss.mo Sacramento, nella Chiesa e nel mondo. (come si capisce leggendo le parole di Benedetto XVI da noi sottolineate).

"...Ogni volta che vi accostate all’altare, avete la fortuna di assistere al grande gesto di amore di Dio, che continua a volersi donare a ciascuno di noi, ad esserci vicino, ad aiutarci, a darci forza per vivere bene. Con la consacrazione – voi lo sapete – quel piccolo pezzo di pane diventa Corpo di Cristo, quel vino diventa Sangue di Cristo.
Siete fortunati a poter vivere da vicino questo indicibile mistero! Svolgete con amore, con devozione e con fedeltà il vostro compito di ministranti; non entrate in chiesa per la Celebrazione con superficialità, ma preparatevi interiormente alla Santa Messa!
Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all’altare contribuite a rendere Gesù più vicino, in modo che le persone possano sentire e rendersi conto maggiormente: Lui è qui; voi collaborate affinché Egli possa essere più presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo.
Cari amici! Voi prestate a Gesù le vostre mani, i vostri pensieri, il vostro tempo. Egli non mancherà di ricompensarvi, donandovi la gioia vera e facendovi sentire dove è la felicità più piena. San Tarcisio ci ha mostrato che l’amore ci può portare perfino al dono della vita per un bene autentico, per il vero bene, per il Signore. ..."

 Benedetto XVI
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Per il messaggio integrale,
cliccare qui
-
Per vedere il video cliccare qui e poi su (video) a fianco all'udienza del 4 agosto.
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fonte: vatican.va


Fraternamente CaterinaLD

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(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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2/20/2011 12:08 AM
 
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san TarcisioL’UDIENZA GENERALE, 04.08.2010

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Benedetto XVI - proveniente in elicottero dalla residenza estiva di Castel Gandolfo - ha incontrato i partecipanti al Pellegrinaggio Internazionale dei Ministranti e gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Il Papa ha tenuto una catechesi speciale, in lingua tedesca, per i ministranti giunti a Roma da molti Paesi europei in occasione del decimo Pellegrinaggio Internazionale organizzato dal Coetus Internationalis Ministrantium - CIM, sul tema "Bere alla vera fonte".
Dopo la catechesi, il Santo Padre ha rivolto particolari espressioni di saluto nelle varie lingue. Quindi ha pronunciato un appello in favore delle diverse popolazioni colpite in questi giorni da gravi calamità naturali.
L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica. Al termine, il Papa è rientrato in elicottero alla residenza estiva di Castel Gandolfo.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

San Tarcisio

Cari fratelli e sorelle,

desidero manifestare la mia gioia di essere qui oggi in mezzo a voi, in questa Piazza, dove vi siete radunati festosi per quest’Udienza Generale, che vede la presenza così significativa del grande Pellegrinaggio europeo dei Ministranti!

Cari ragazzi, ragazze e giovani, siate i benvenuti! Poiché la grande maggioranza dei ministranti presenti in Piazza sono di lingua tedesca, mi rivolgerò anzitutto a loro nella mia lingua materna.

Cari e care ministranti e amici, cari pellegrini di lingua tedesca, benvenuti qui a Roma! Vi saluto tutti cordialmente.

Con voi saluto il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone; si chiama Tarcisio come il vostro Patrono. Avete avuto la cortesia di invitarlo e lui, che porta il nome di san Tarcisio, è contento di poter essere qui tra i Ministranti del mondo e tra i Ministranti tedeschi. Saluto i cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, e i Diaconi, che hanno voluto prendere parte a quest’Udienza. Ringrazio di cuore il Vescovo ausiliare di Basilea, Mons. Martin Gächter, Presidente del “Coetus Internationalis Ministrantium”, per le parole di saluto che mi ha rivolto, per il grande dono della statua di san Tarcisio e per il foulard che mi ha consegnato. Tutto ciò mi ricorda il tempo in cui anch’io ero un ministrante. Lo ringrazio, a nome vostro, anche per il grande lavoro che compie in mezzo a voi, insieme ai collaboratori e a quanti hanno reso possibile questo gioioso incontro. Il mio ringraziamento va anche ai promotori svizzeri e a quanti hanno lavorato in vari modi per la realizzazione della statua di san Tarcisio.

Siete numerosi! Già ho sorvolato Piazza San Pietro con l’elicottero e ho visto tutti i colori e la gioia, che è presente in questa Piazza! Così voi non solo create un ambiente di festa nella Piazza, ma rendete ancora più gioioso il mio cuore! Grazie!

La statua di san Tarcisio è giunta fino a noi dopo un lungo pellegrinaggio. Nel settembre 2008 è stata presentata in Svizzera, alla presenza di 8000 ministranti: certamente alcuni di voi erano presenti. Dalla Svizzera è passata per il Lussemburgo fino all’Ungheria. Noi oggi l’accogliamo festosi, lieti di poter conoscere meglio questa figura dei primi secoli della Chiesa. Poi la statua – come già ha detto Mons. Gächter – verrà collocata presso le catacombe di san Callisto, dove san Tarcisio venne sepolto. L’augurio che rivolgo a tutti è che quel luogo, cioè le catacombe di san Callisto e questa statua, possa diventare un punto di riferimento per i ministranti e per coloro che desiderano seguire Gesù più da vicino attraverso la vita sacerdotale, religiosa e missionaria. Tutti possano guardare a questo giovane coraggioso e forte e rinnovare l’impegno di amicizia con il Signore stesso per imparare a vivere sempre con Lui, seguendo il cammino che ci indica con la Sua Parola e la testimonianza di tanti santi e martiri, dei quali, per mezzo del Battesimo, siamo diventati fratelli e sorelle.

Chi era san Tarcisio? Non abbiamo molte notizie Siamo nei primi secoli della storia della Chiesa, più precisamente nel terzo secolo; si narra che fosse un giovane che frequentava le Catacombe di san Callisto qui a Roma ed era molto fedele ai suoi impegni cristiani. Amava molto l’Eucaristia e, da vari elementi, concludiamo che, presumibilmente, fosse un accolito, cioè un ministrante. Erano anni in cui l’imperatore Valeriano perseguitava duramente i cristiani, che erano costretti a riunirsi di nascosto nelle case private o, a volte, anche nelle Catacombe, per ascoltare la Parola di Dio, pregare e celebrare la Santa Messa. Anche la consuetudine di portare l’Eucaristia ai carcerati e agli ammalati diventava sempre più pericolosa. Un giorno, quando il sacerdote domandò, come faceva di solito, chi fosse disposto a portare l’Eucaristia agli altri fratelli e sorelle che l’attendevano, si alzò il giovane Tarcisio e disse: “Manda me”. Quel ragazzo sembrava troppo giovane per un servizio così impegnativo! “La mia giovinezza – disse Tarcisio – sarà il miglior riparo per l’Eucaristia”. Il sacerdote, convinto, gli affidò quel Pane prezioso dicendogli: “Tarcisio, ricordati che un tesoro celeste è affidato alle tue deboli cure. Evita le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante non devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci. Custodirai con fedeltà e sicurezza i Sacri Misteri?”. “Morirò – rispose deciso Tarcisio – piuttosto di cederli”. Lungo il cammino incontrò per la strada alcuni amici, che nell’avvicinarlo gli chiesero di unirsi a loro. Alla sua risposta negativa essi – che erano pagani – si fecero sospettosi e insistenti e si accorsero che egli stringeva qualcosa nel petto e che pareva difendere. Tentarono di strapparglielo ma invano; la lotta si fece sempre più furiosa, soprattutto quando vennero a sapere che Tarcisio era cristiano; lo presero a calci, gli tirarono pietre, ma egli non cedette. Morente, venne portato al sacerdote da un ufficiale pretoriano di nome Quadrato, diventato anch’egli, di nascosto, cristiano. Vi giunse privo di vita, ma stretto al petto teneva ancora un piccolo lino con l’Eucarestia. Venne sepolto da subito nelle Catacombe di san Callisto. Il Papa Damaso fece un’iscrizione per la tomba di san Tarcisio, secondo la quale il giovane morì nel 257. Il Martirologio Romano ne fissa la data al 15 agosto e nello stesso Martirologio si riporta anche una bella tradizione orale, secondo la quale sul corpo di san Tarcisio non venne trovato il Santissimo Sacramento, né nelle mani, né tra le vesti. Si spiegò che la particola consacrata, difesa con la vita dal piccolo martire, era diventata carne della sua carne, formando così con lo stesso suo corpo, un’unica ostia immacolata offerta a Dio.

Care e cari ministranti, la testimonianza di san Tarcisio e questa bella tradizione ci insegnano il profondo amore e la grande venerazione che dobbiamo avere verso l’Eucaristia: è un bene prezioso, un tesoro il cui valore non si può misurare, è il Pane della vita, è Gesù stesso che si fa cibo, sostegno e forza per il nostro cammino di ogni giorno e strada aperta verso la vita eterna; è il dono più grande che Gesù ci ha lasciato.

Mi rivolgo a voi qui presenti e, per mezzo vostro, a tutti i ministranti del mondo! Servite con generosità Gesù presente nell’Eucaristia. E’ un compito importante, che vi permette di essere particolarmente vicini al Signore e di crescere in un’amicizia vera e profonda con Lui.

Custodite gelosamente questa amicizia nel vostro cuore come san Tarcisio, pronti ad impegnarvi, a lottare e a dare la vita perché Gesù giunga a tutti gli uomini. Anche voi comunicate ai vostri coetanei il dono di questa amicizia, con gioia, con entusiasmo, senza paura, affinché possano sentire che voi conoscete questo Mistero, che è vero e che lo amate!

Ogni volta che vi accostate all’altare, avete la fortuna di assistere al grande gesto di amore di Dio, che continua a volersi donare a ciascuno di noi, ad esserci vicino, ad aiutarci, a darci forza per vivere bene. Con la consacrazione – voi lo sapete – quel piccolo pezzo di pane diventa Corpo di Cristo, quel vino diventa Sangue di Cristo.

Siete fortunati a poter vivere da vicino questo indicibile mistero! Svolgete con amore, con devozione e con fedeltà il vostro compito di ministranti; non entrate in chiesa per la Celebrazione con superficialità, ma preparatevi interiormente alla Santa Messa! Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all’altare contribuite a rendere Gesù più vicino, in modo che le persone possano sentire e rendersi conto maggiormente: Lui è qui; voi collaborate affinché Egli possa essere più presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo.

Cari amici! Voi prestate a Gesù le vostre mani, i vostri pensieri, il vostro tempo. Egli non mancherà di ricompensarvi, donandovi la gioia vera e facendovi sentire dove è la felicità più piena. San Tarcisio ci ha mostrato che l’amore ci può portare perfino al dono della vita per un bene autentico, per il vero bene, per il Signore.

A noi probabilmente non è richiesto il martirio, ma Gesù ci domanda la fedeltà nelle piccole cose, il raccoglimento interiore, la partecipazione interiore, la nostra fede e lo sforzo di mantenere presente questo tesoro nella vita di ogni giorno.

Ci chiede la fedeltà nei compiti quotidiani, la testimonianza del Suo amore, frequentando la Chiesa per convinzione interiore e per la gioia della Sua presenza. Così possiamo far conoscere anche ai nostri amici che Gesù vive. In questo impegno, ci aiuti l’intercessione di san Giovanni Maria Vianney, del quale oggi ricorre la memoria liturgica, di questo umile Parroco della Francia, che ha cambiato una piccola comunità e così ha donato al mondo una nuova luce. L’esempio dei santi Tarcisio e Giovanni Maria Vianney ci spinga ogni giorno ad amare Gesù e a compiere la Sua volontà, come ha fatto la Vergine Maria, fedele al Suo Figlio fino alla fine. Grazie ancora a tutti! Che Dio vi benedica in questi giorni e buon ritorno ai vostri Paesi!

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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un san Tarcisio dei nostri giorni

Il museo virtuale dei Miracoli eucaristici
 
di Cristina Siccardi

Internet è una strada eccellente per scoprire i tesori della Tradizione e per capire veramente che cosa significa essere cattolici: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv. 3,8) e il vento passa certamente nello straordinario sito dedicato ai Miracoli eucaristici nel mondo “miracolieucaristici.org”: un museo virtuale ed una mappa interattiva di indubbio valore storico ed iconografico, dietro i quali si innalza una profonda Fede.

L’autore è Carlo Acutis, nato a Londra (dove si trovavano i suoi genitori per lavoro) il 3 maggio 1991 e morto nel 2006 a 15 anni, a causa di una leucemia fulminante.
Egli offrì le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. Era esperto di computer e leggeva testi di ingegneria informatica con passione e competenza. La diocesi ambrosiana ha introdotto la sua causa di beatificazione. Le sue colonne furono: Gesù Eucaristia e Maria Santissima; i suoi modelli: i pastorelli di Fatima, ovvero i beati Francesco e Giacinta Marto; san Domenico Savio; san Luigi Gonzaga e san Tarcisio, il quale subì il martirio da adolescente, mentre portava l’Eucaristia ai cristiani in carcere. Scoperto, strinse al petto il Corpo di Gesù, per non farlo cadere in mani profane, ma venne ucciso.

Il Martirologio romano ne fissa la morte il 15 agosto del 257 d.C. Il suo corpo fu sepolto nelle catacombe e fu portato nel 767 dal Pontefice Paolo I nella basilica di San Silvestro in Capite, dove oggi riposa sotto l’altare maggiore. Tarcisio martire e Carlo Acutis sono uniti dallo stesso amore per Gesù Eucaristia: ogni giorno Carlo riceveva la Santa Comunione con un immenso fervore. Aprendo il suo sito, che ci ha lasciato in eredità, possiamo scorrere meravigliose storie dove Gesù si è manifestato visivamente e a tutti nell’Ostia.

Fra questi miracoli uno è ancora in corso, dal 1730 ad oggi, ininterrottamente.
Nella Basilica di San Francesco a Siena si conservano intatte, da 276 anni, 223 Ostie. Il 14 agosto del 1730 alcuni ladri riuscirono ad entrare in San Francesco e rubarono la pisside contenente 351 particole consacrate (molte Ostie furono poi utilizzate nelle ricognizioni e negli esami scientifici). Dopo tre giorni, nella cassetta delle elemosine del Santuario di Santa Maria in Provenzano, furono ritrovate, intatte, tutte le Ostie e tali sono rimaste: fresche, chimicamente pure e non presentano alcun principio di corruzione. Scorrendo la bellissima mappa interattiva scopriamo che in un monastero benedettino di Andechs, in Germania, si conserva la reliquia del miracolo verificatosi a Roma nel 595, durante una Santa Messa celebrata da san Gregorio Magno. Al momento di ricevere la Santa Comunione, una nobildonna romana cominciò a ridere perché assalita dai dubbi circa la verità della reale presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrati. Il Papa allora decise di non comunicarla e subito le specie del pane si mutarono in Carne e Sangue.

A Parigi, durante la Pasqua del 1290 un ateo, che aveva in odio la Fede cattolica, si procurò un’Ostia consacrata, per profanarla: la prese a coltellate e la gettò nell’acqua bollente; ma l’Ostia si sollevò, davanti all’uomo sconvolto, poi andò a posarsi nella ciotola di una pia donna, che subito consegnò la Particola al proprio parroco. La casa del profanatore fu trasformata in una cappella, dove venne conservata la santa Ostia, che sarà distrutta durante la Rivoluzione francese.

Nel 1640, durante l’invasione di Torino delle truppe del Conte d’Harcourt, i soldati francesi si introdussero nella chiesa di Santa Maria del Monte a Torino e uccisero numerosi civili, mentre la vita dei frati Cappuccini venne risparmiata. Tuttavia un soldato riuscì ad aprire il Tabernacolo, contenente la pisside con alcune Particole consacrate e subito fu investito da una lingua di fuoco che gli bruciò il viso. La porticina del Tabernacolo, decorata con agata e lapislazzuli, presenta ancora le tracce della manomissione.


http://www.corrispondenzaromana.it/il-museo-virtuale-dei-miracoli-eucaristici/


[SM=g1740717] [SM=g1740720]


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