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Dal Papa: Vademecum per smascherare false apparizioni mariane

Ultimo Aggiornamento: 22/05/2012 13.32
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06/01/2009 21.04
 
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Esclusivo - In un ‘vademecum’ il giro di vite di Benedetto XVI sulle apparizioni mariane. Un ‘pool’ di teologi, psichiatri ed esorcisti al servizio dei Vescovi per smascherare i falsi veggenti

 Fonte da Petrus
http://www.papanews.it/

CITTA’ DEL VATICANO - Civitavecchia e Medjugorje rappresentano solo i casi più recenti e clamorosi: luoghi in cui presunti veggenti dicono di aver avuto e di continuare ad avere apparizioni della Vergine, anche se Nostra Signora si limiterebbe a dar loro messaggi assolutamente inconsistenti dal punto di vista teologico e spirituale. Risultato: i fedeli si trovano disorientati, con i presunti veggenti al centro di manifestazioni che la Chiesa non solo non ha ancora riconosciuto come veritiere ma che difficilmente approverà anche in futuro.

Come si sa, peraltro, in materia la cautela della Chiesa è massima: centinaia sono i casi di apparizioni bocciati e bollati come falsi solo negli ultimi cinquant’anni. Tuttavia, c’è chi continua a giurare vedere la Madonna, richiamando nei propri luoghi folle di fedeli disperati, molte volte alla ricerca di un miracolo o di una grazia che, però, non arriva.

Come affrontare, allora, questo fenomeno? Come evitare che si diffondano messaggi non veritieri della Madre di Cristo all’umanità?

Le risposte a questi e ad altri quesiti sono contenute in un ‘direttorio’ che Benedetto XVI ha fatto istruire alla Congregazione per la Dottrina della Fede e che presto verrà reso pubblico e inviato ai Vescovi diocesani di tutto il mondo.

Con tale documento, che integra le Istruzioni già impartite nel 1978 dal Vaticano, il Papa chiede la massima severità negli accertamenti relativi alla constatazione della veridicità delle apparizioni mariane. I Vescovi, dopo aver insediato una Commissione di psichiatri, psicologi, teologi e pedagogisti, dovranno imporre il silenzio agli pseudo-veggenti.

Sarà questo un primo banco di prova: la storia insegna, da Lourdes a Fatima, da Guadalupe a La Salette, che chi realmente ha il dono di essere in contatto diretto con la Madonna, segue, anche a causa di enormi sofferenze, le direttive della Chiesa locale.
Dunque, chi non resterà nel silenzio ma farà sì che la notizia di queste presunte apparizioni circoli liberamente, attirando attorno a sé la presenza di curiosi, giornalisti e fedeli alla ricerca di una grazia particolare, avrà già dato un segno indicativo della falsità del proprio misticismo. Maria stessa, infatti, non convaliderebbe mai un atto di disobbedienza nei confronti di un Vescovo, anche se questi fosse in errore.

Secondo punto: gli pseudo-veggenti andranno visitati da psichiatri e psicologi, possibilmente sia atei che cattolici, per certificare la loro salute mentale e per verificare se siano affetti o meno da patologie di carattere isterico o allucinatorio o da manie di protagonismo.

Terzo passo da compiere: appurare il livello di istruzione di chi si proclama ‘mistico’, per evitare che possa ingannare le autorità ecclesiastiche e i fedeli dopo aver attentamente studiato scritti di teologia e mariologia. In tal senso, chi è oggetto di accertamenti da parte dell’autorità ecclesiastica, sarà chiamato a consegnare alla Commissione insediata dalla Diocesi anche le apparecchiature informatiche in suo possesso, compresi i personal computer, per consentire di verificare se abbia mai effettuato ricerche in materia di apparizioni in Internet, uno strumento ricco di informazioni per chi volesse ‘copiare’ o imparare da veri veggenti il senso teologico di messaggi celesti.

Nel direttorio, inoltre, si chiede ai Vescovi di accertare se gli pseudo-veggenti abbiano interessi economici diretti o indiretti in relazione ai pellegrinaggi e all’inevitabile vendita di souvernirs religiosi nei luoghi in cui dicono di vedere la Beata Vergine Maria.

C’è poi la questione del rispetto dell’ortodossia: quanto rivelato dalle apparizioni non deve risultare in contrasto né con il Vangelo né con la dottrina della Chiesa ma essere in armonia con essi.
Va da sé, dunque, che se un ‘veggente’ attribuisce alla Madonna frasi o concetti contrari al Magistero, è da considerare un mendace.

Se proprio dalle analisi non dovessero risultare anomalie, e quindi il ‘veggente’ dovesse essere ritenuto credibile, in ultima istanza dovrà essere interrogato da uno o più demonologi ed esorcisti per escludere che dietro alle apparizioni (come è già avvenuto tantissime altre volte nella storia del cristianesimo) si nasconda Satana per trarre in inganno i fedeli.

In base alle nuove istruzioni pronte ad essere emanate dalla Santa Sede in nome e per conto di Benedetto XVI, che con il fenomeno delle apparizioni mariane ha già avuto a che fare durante il suo ultraventennale mandato di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, c’è dunque da attendersi un vero e proprio giro di vite, con ‘processi’ più lunghi, meticolosi e rigidi da parte delle Diocesi, anche per una corretta informazione da fornire ai fedeli, in modo che non si verifichino vicende molto simili a quelle di Civitavecchia e Medjugorje, dove migliaia di persone continuano ad accorrere malgrado il Vaticano non abbia mai riconosciuto come veritieri i fenomeni soprannaturali ivi segnalati.

Naturalmente, stando al ‘vademecum’ fatto redigere dal Papa alla Congregazione competente, la stessa prassi ‘investigativa’ andrà impiegata qualora qualcuno dovesse asserire di vedere e parlare con Gesù, gli Angeli o i Santi o se addirittura (è recente un caso in provincia di Salerno) manifestasse le stimmate o e dichiarasse di avere statue ed immagini sacre che lacrimano in casa.

Per conoscere il pensiero di Benedetto XVI in materia, basta ricordare quanto egli dichiarò, ancora Cardinale, al giornalista e scrittore Vittorio Messori: “In questo campo, più che mai, la pazienza è un elemento fondamentale. Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo”.

Il noto teologo René Laurentin, dopo anni di ricerche, ha censito oltre 2.450 manifestazioni mariane documentate nella storia della Chiesa. Ma su quasi 300 richieste di indagine avviate nell’ultimo secolo, le autorità ecclesiastiche hanno attestato ufficialmente come vere solo una dozzina di apparizioni. L’ultimo riconoscimento è quello di Nostra Signora di Laus, in Francia, avvenuto l’8 maggio del 2008, però i fedeli hanno dovuto attendere 3 secoli prima di ottenerlo.

Le altre apparizioni approvate sono concentrate soprattutto in Europa (Fatima, La Salette, Tuy, Beauraing, Banneux, Siracusa), ma anche in Egitto (Zeitun), Siria (Damasco) e Ruanda (Kibeho).

All’inizio di questo articolo accennavamo a Civitavecchia e Medjugorje: nel primo caso, è una bambina ad asserire di aver avuto apparizioni della Vergine. Contestualmente, una statua della Madonna di Medjugorje collocata nel giardino della sua abitazione, avrebbe addirittura pianto sangue; lo stesso fenomeno si sarebbe ripetuto in presenza dell’allora Vescovo Girolamo Grillo, in un primo momento scettico. Lo stesso Giovanni Paolo II, messo a conoscenza dell’accaduto, volle per alcune ore quella statua nella sua cappella privata, ma il Vaticano non si è mai pronunciato a favore delle apparizioni e delle lacrimazioni soprannaturali.

Più complesso il caso di Medjugorje: da oltre un quarto di secolo la Madonna apparirebbe ogni giorno ai veggenti e una volta al mese detterebbe un messaggio per l’umanità. Ma il Cardinale Tarcisio Bertone, braccio destro del Papa, non ha mai nascosto il suo scetticismo: “Dal 1981, Maria sarebbe apparsa decine di migliaia di volte a Medjugorje. Questo è un fenomeno non assimilabile ad altre apparizioni mariane”. Per questo il Vaticano ha chiesto all’Opera romana pellegrinaggi (una delle più importanti agenzie di turismo religioso che fa capo al Vicariato di Roma) di depennare dal catalogo le visite alla più famosa località della Bosnia-Erzegovina, dove comunque si recano oltre due milioni di fedeli l’anno.

Il problema dov’è? Si sono create due fazioni: una favorevole alle apparizioni, e dunque dalla parte dei veggenti; l’altra apertamente schierata con il Vescovo diocesano, Monsignor Ratko Peric, che come il suo defunto predecessore, non crede alla veridicità di questi fenomeni e, non venendo mai ascoltato, ha chiesto da tempo ai presunti veggenti di vivere nel nascondimento e di non divulgare alcun messaggio attribuito alla Madonna. Basterebbe già la mancata obbedienza al Vescovo, secondo il vademecum voluto da Benedetto XVI, per dichiarare false le apparizioni di Medjugorje.

**************************************

Ricordiamo a tutti la Lettera dei Vescovi della Toscana diramata su richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede....
Di conseguenza, in attesa di avere questo Documento della Santa Sede, il Difendere la Vera Fede SOSPENDE OGNI RIFERIMENTO SU MEDJUGORJE, confidando con la Preghiera in una risoluzione quando il Signore lo terrà opportuno....[SM=g1744228]




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ATTI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA

Comunicato dei Vescovi toscani

Durante la Visita "ad limina Apostolorum" dei Vescovi della Regione Toscana, nei giorni 16/20 aprile 2007, abbiamo avuto un incontro presso
la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con il Segretario Monsignor Angelo Amato, il quale, parlando con noi delle apparizioni di Medjugorje, ci ha invitati a rendere pubblica l'Omelia del Vescovo di Mostar, per fare chiarezza sul fenomeno religioso legato a questo luogo.

In conformità a questo invito rendiamo note, e preghiamo, soprattutto i Sacerdoti, a leggerlo attentamente ed a trarre le conseguenze necessarie, per la retta illuminazione dei nostri fedeli.


Dall'omelia di S.E. Mons. Ratko Peric, Vescovo di Mostar, a Medjugorje, il 15 giugno 2006, in occasione della Solennità del Corpo e Sangue di Cristo.

III - “Le apparizioni”
Innanzitutto, il fatto che qualcuno si confessa sinceramente e riceve devotamente la santa comunione in questa chiesa parrocchiale e che tale persona nella sua anima sente la gioia, grazie al perdono di Dio, lo salutera' ogni fedele e lo attribuira' a Dio, fonte di ogni grazia. Ma sara' attento di non passare, in maniera illogica e inconseguente, da tale fatto di grazia alla conclusione: “Io mi sono confessato, mi sento bene, ora sono convertito, dunque la Madonna appare a Medjugorje!” Tale fedele e penitente e' comunque obbligato a confessarsi, frequentare gli altri sacramenti, osservare tutti i comandamenti al di la' del fatto se le apparizioni private siano riconosciute o meno.

Secondo, io non sarei un ministro responsabile del Mistero del Corpo e del Sangue di Cristo se non avvertissi, anche oggi pubblicamente, anche da questo luogo e in questa occasione, tutto il mondo interessato che in questa Chiesa locale di Mostar-Duvno esiste qualcosa come uno scisma: un gruppo di sacerdoti, dimessi dal Governo generale dei Frati minori dall'Ordine francescano a causa della loro disobbedienza al Santo Padre gia' da anni mantiene in maniera violenta piu' chiese parrocchiali ed uffici con l'inventario ecclesiastico. In tali parrocchie essi operano non solo illegalmente ma amministrano i sacramenti sacrilegamente, ed alcuni anche invalidamente, come sono la confessione e la cresima oppure assistono ai matrimoni invalidi. Tale prassi antiecclesiastica deve essere scioccante per tutti noi.

Ugualmente tale scandalo del sacrilegio dei sacramenti, specialmente del Santissimo Corpo di Gesu', dovrebbe essere scioccante anche per i fedeli che si confessano invalidamente davanti a tali sacerdoti e assistono alle Messe sacrileghe. Preghiamo il Signore di togliere quanto prima di mezzo di noi questo scandalo e scisma.

Terzo, sono grato al Santo Padre, sia a Papa Giovanni Paolo II, di b. m. sia a Benedetto XVI, gloriosamente regnante, i quali hanno sempre rispettato la posizione dei vescovi di Mostar-Duvno, sia del defunto sia dell'attuale, riguardo alle presunte “apparizioni” e “messaggi” di Medjugorje, restando sempre fermo il pieno diritto al Sommo Pontefice di pronunziarne l'ultimo verdetto. E questa posizione dei vescovi, dopo tutte le indagini canoniche, si puo' riassumere in queste frasi:

1 - Medjugorje e' una parrocchia cattolica nella quale si realizza la vita liturgica e pastorale come nelle altre parrocchie di questa Diocesi di Mostar-Duvno. E nessuno e' autorizzato ad attribuire il titolo ufficiale di “santuario” a questo luogo, eccetto la Chiesa.

2 - In base alle indagini ecclesiastiche sugli avvenimenti di Medjugorje non si puo' affermare che si tratti delle apparizioni o rivelazioni soprannaturali. Questo significa che la Chiesa finora non ha accettato nessuna apparizione ne' come soprannaturale ne' come mariana.

3 - Nessun sacerdote che opera canonicamente in questa parrocchia di Medjugorje o che sia di passaggio e' autorizzato a presentare la sua opinione privata, contraria alla posizione ufficiale della Chiesa sulle “apparizioni e messaggi”, ne' in occasione delle celebrazioni dei sacramenti, ne' durante gli atti di pieta' soliti, ne' nei mezzi di comunicazione cattolici.

4 - I fedeli cattolici non sono solo liberi dall'obbligo di credere nella veracita' delle “apparizioni” ma devono sapere che non sono permessi i pellegrinaggi ecclesiastici, ne' ufficiali ne' privati, ne' personali ne' comuni, dalle altre parrocchie, se presuppongono l'autenticita' delle “apparizioni” o se con cio' autenticassero tali “apparizioni”. Chi fa ed insegna diversamente, non agisce e non insegna secondo lo spirito della Chiesa.

5 - In base alle indagini e prassi finora avute, come vescovo locale ritengo che riguardo agli avvenimenti di Medjugorje per tutti questi 25 anni non e' accertata, a livello ecclesiastico, nessuna “apparizione” della Madonna come autentica. Il fatto che nel corso di questi 25 anni si parla di decine di migliaia delle “apparizioni”, non attribuisce nessuna autenticita' a tali eventi, secondo le parole dell'attuale Santo Padre, udite durante l'udienza concessami il 24 febbraio u.s., alla Congregazione per la dottrina della fede hanno sempre suscitato la domanda come possano essere credibili per un credente cattolico.

Soprattutto non ci appaiono come autentiche se gia' si sa in anticipo che le presunte “apparizioni” avverranno:

- ad una persona ogni anno il 18 marzo, ma avra' anche le “apparizioni” ogni 2 del mese, con i “messaggi” che puoi anche tu aspettare, secondo la procedura abituale;
- ad un'altra avverra' ogni giorno dell'anno, ma - come se questo non fosse sufficiente - e percio' di aggiunta ogni 25 del mese una “apparizione” particolare ed anche una specie di comunicato al pubblico che anche tu puoi prevedere e aspettare;
- ad una terza apparira' ogni 25 di dicembre, per il Natale, anche con il comunicato simile ai gia' menzionati;
- ad una quarta persona “apparira'” ogni anno il 25 giugno, e cio' con un certo comunicato;
- agli altri due ogni giorno con i “messaggi” che si possono prevedere perche' sono varianti dei simili contenuti.

Tale fatto ed alluvione delle presunte apparizioni, messaggi, segreti e segni non confermano la fede ma ci convincono ancor di piu' che in tutto questo non e' accertato niente di autentico e veritiero.
Percio' responsabilmente invito quelli che dicono di se di essere “veggenti” come anche quelli che formulano i “messaggi” di mostrare l'obbedienza ecclesiastica e di cessare con tali pubbliche comparse e comunicati in questa parrocchia. Con cio' manifesteranno loro dovuto senso ecclesiale non mettendo le “apparizioni” private e le comunicazioni private sopra la posizione ufficiale della Chiesa.

La fede e' una cosa seria e responsabile.
La Chiesa e' una istituzione seria e responsabile.

Per l'intercessione della Beata Vergine Maria, la piu' grande portatrice dei doni dello Spirito di Dio e la quale per l'opera dello Spirito Santo nel suo grembo ha concepito, e ha dato al mondo, la Seconda Persona Divina, Cristo Gesu', il quale ci da' il suo Santissimo Corpo e Sangue per la vita eterna, voglia Lui - Via Verita' e Vita - aiutarci affinche' la verita' sulla Beata Vergine, Madre sua e Madre della Chiesa, Sede della Sapienza e Specchio della Giustizia, risplenda in tutto il suo splendore in questa nostra parrocchia e diocesi,
senza alcuna mescolanza delle cose non degne della fede, e tutto in conformita' all'immutabile dottrina e prassi della Chiesa.
Amen.


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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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Denuncia al Sinodo


Intervento (8 ottobre 2008) di mons. Eduardo Porfirio Patiño Leal, vescovo di Córdoba (Messico). Un invito alla Congregazione per la dottrina della fede.


L'attrazione che alcune persone provano nei confronti delle apparizioni o dei miracoli le porta ad abbandonare la Chiesa per cadere nelle mani di gruppi settari.

Mons. Eduardo Porfirio Patiño Leal, vescovo di Córdoba (Messico), ha preso la parola nella Congregazione generale di mercoledì 8 ottobre per analizzare davanti all’assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sulla Parola il giusto rapporto tra «Rivelazione pubblica e costitutiva del Credo cristiano e le rivelazioni private». Queste ultime sono le cosiddette "apparizioni" o rivelazioni straordinarie di Gesù, Maria, ecc.

Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega al numero 67 che nel corso dei secoli si sono verificate queste apparizioni, «alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa». «Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede – aggiunge il testo. Il loro ruolo non è quello di "migliorare" o di "completare" la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica».

Mons. Patiño Leal ha osservato che la Chiesa «ha riconosciuto "rivelazioni private" che per la congiunzione di segni di credibilità sono suscettibili di un consenso di fede umana». «Queste sono state provvidenziali nella storia della fede di molti e hanno rappresentato una grazia attuale che li ha invitati a una conversione e ad accorrere con più decisione alla fonte della verità e della grazia che Dio ha manifestato nella sua unica Rivelazione pubblica, nella Tradizione della Chiesa».

Come esempi, il Vescovo messicano ha citato i frutti lasciati dalla devozione al Sacro Cuore di Gesù o la pietà dei grandi santuari mariani.


Discernimento

Il Presule ha considerato che è necessario tener conto dei criteri di discernimento di queste apparizioni o rivelazioni private, come fece Pio XII nell’enciclica Haurietis Aquas nel caso delle apparizioni del Sacro Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque. Un altro documento che aiuta il discernimento, secondo il Vescovo, è la nota esplicativa dell’allora cardinale Joseph Ratzinger sul terzo segreto di Fatima.

Spesso, ha constatato, «l’esperienza religiosa attuale è più emotiva che convinta, a causa della scarsa conoscenza della dottrina. Si sta tendendo piuttosto verso il soggettivo e il gusto di farsi una religione a modo proprio. Gente semplice e di buona volontà viene attratta da presunte manifestazioni, ma a volte diventano gruppi religiosi isolati all’interno della Chiesa cattolica che propagano devozioni e linee di spiritualità la cui origine risale a messaggi o rivelazioni private che devono essere valutate con cautela e devono in ogni caso promuovere la Rivelazione pubblica integrale nella Tradizione viva della Chiesa». [SM=g1740733]

Preoccupazioni

«Ancora più preoccupante è il caso di quanti promuovono presunte "rivelazioni private" ancora non soggette a discernimento né approvate e che, tuttavia, vengono ampiamente divulgate», ha denunciato. Il Presule ha segnalato alcuni fattori che stanno favorendo questo fenomeno: la mancanza di evangelizzazione profonda, l’eco globale data a questi fenomeni dai mezzi di comunicazione, la povertà e le situazioni di angoscia che facilitano il fatto che la gente si aggrappi a messaggi consolatori.

Il Vescovo ha quindi ricordato l’insegnamento del Concilio vaticano II presentato nella costituzione dogmatica Dei Verbum (che al numero 4 mostra come con Cristo culmini la Rivelazione).

Il Presule ha chiesto ai pastori di incanalare opportunamente queste esperienze religiose con criteri adattati all’ambiente di mobilità e globalizzazione in cui viviamo.

Per questo motivo, ha suggerito che la Congregazione per la dottrina della fede aggiorni i criteri di discernimento in questa materia

(fonte: Zenit).

A cura della redazione


Invito all’approfondimento:
- G.M. Besutti, Le apparizioni della Madonna, in Rivista del clero italiano, gennaio 1986;
- S.M. Perrella, Le apparizioni mariane, San Paolo 2007, pp. 219, € 12,00;
- Apparizioni, in S. De Fiores, Maria. Nuovissimo dizionario, vol. 1, Edb 2006, pp. 989, € 65,00;
- S.M. Perrella, Apparizioni e visioni. I criteri della Chiesa, in L’Osservatore Romano, 7.5.2008, p. 7.


[SM=g1740733]

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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Articolo del Prof. Salvatore Maria Perrella pubblicato dall'Osservatore Romano il 4 settembre 2008

Criteri precisi per valutare le apparizioni mariane

Le relazioni generali al ventiduesimo Congresso mariologico mariano internazionale indetto dalla Pontificia Accademia Mariana (Pami) a Lourdes (4-8 settembre) sono state dodici; mentre quelle divise nelle 14 sessioni linguistiche particolari pronunciate nel pomeriggio sono state 150, ove il tema mariofanico è stato affrontato dando particolare attenzione al dato inculturato; meritano inoltre di essere segnalate le due sezioni ecumeniche, una appartenente alla Society of the Blessed Virgin Mary, l'altra, secondo tradizione, propria di ogni congresso mariologico internazionale. Hanno partecipato al congresso 175 relatori provenienti da trentacinque nazioni diverse e di tutti i continenti, compresa l'Oceania, mentre gli iscritti sono stati 450.

Il fatto della presenza delle mariofanie nel vissuto della Chiesa (e non solo, vista l'odierna pervasività mediatica) e l'esigenza di una loro ricezione significativa nel cammino cristiano non solo specificamente cattolico, ma ecumenico, sono state le coordinate su cui il congresso si è sviluppato. Dalle relazioni generali, dal punto di vista storico-teologico, è emerso come le apparizioni, specialmente quelle mariane, hanno sempre incuriosito e attirato l'attenzione di credenti.

Ma è soprattutto nei tempi moderni e contemporanei che questi fenomeni hanno subìto una straordinaria lievitazione, tanto che si parla di "inflazione del miracoloso" (J. Honoré) e di "proliferazione di apparizioni" (R. Laurentin). Dinanzi a questi persistenti fenomeni gli interrogativi, le reazioni, le ansie, gli studi, i giudizi, le aspettative e gli atteggiamenti sono tanti e diversi; la stessa Chiesa nel suo magistero pastorale è intervenuta e interviene per compiere una doverosa e rigorosa opera di discernimento per separare il "grano dalla pula". Grazie all'antropologia teologica, su cui ci si è soffermati ricavandone dei criteri, si distinguono visioni esteriori (sensibili o corporee), visioni spirituali o immaginative (senza immagini esterne), visioni intellettuali (senza dipendenze sensibili o immagini interiori) e optando per la visione esteriore, cui lega il termine apparizione (che suppone la presenza sensibile) distinto dal termine visione (che non implica la presenza sensibile), si può descrivere in che cosa consista un'apparizione.

Posta tale descrizione/definizione delle apparizioni, va notato come esse si situino in alcuni particolari snodi della storia come forte potenziale di risposta ai problemi religiosi (e, per ricaduta, sociopolitici) in essa presenti: ciò costituisce un primo e fondamentale criterio ermeneutico per la comprensione del fenomeno suddetto. Un secondo criterio ermeneutico può essere ritrovato grazie all'articolazione dell'identità e della differenza: le apparizioni, cioè, presentano una sequenza che rimane inalterata ("presenza-visione-messaggio") ed elementi in continua mutazione (le persone dei veggenti, la loro collocazione ecclesiale e sociale, le loro modalità di percezione dell'avvenimento, la collocazione delle apparizioni in luoghi e orari diversi). Un terzo criterio ermeneutico è costituito dalla duplice struttura comunicativa che l'apparizione possiede: la forma privata-personale, che rimane nell'ambito della soggettività privata del beneficiario; la forma pubblica-generale, che comporta un messaggio per la società da annunciare pubblicamente, messaggio che pertanto trascende la soggettività privata del beneficiario in quanto diretto alla configurazione storica della comunità cristiana dinanzi all'esigenza di testimonianza della fede.

Un quarto criterio ermeneutico è la connessione delle apparizioni con le modalità di comunicazione divina attestate dalla Rivelazione in quanto storia della salvezza: esse ne costituiscono una modalità che, cristologicamente strutturata, non appartiene solo al passato della comunità credente, ma anche al suo presente (e al suo futuro). Il quinto criterio ermeneutico è la connessione dell'apparizione con il carattere escatologico dell'esperienza di fede, in particolare con il segno miracoloso nella duplice funzione di memoria attualizzante dell'attività del Gesù terreno e di attesa fiduciosa della definitiva manifestazione della signoria del Risorto mediante la realizzazione dei nuovi cieli e della nuova terra. Un sesto e ultimo criterio emerso nelle relazioni è costituito dalla struttura incarnazionistico-staurologica delle apparizioni: come nell'Incarnazione e nella crocifissione-morte del Figlio, Dio sceglie ciò che nel mondo è nulla (i veggenti, di norma poveri ed emarginati, soprattutto nelle mariofanie dell'epoca moderna) per fare spazio, nello Spirito, all'annuncio della predicazione (cfr. Matteo 11, 25; Prima lettera ai Corinti 1-4).
 
Dal punto di vista teologico-giuridico in ordine al discernimento ecclesiale delle mariofanie, è primariamente e originariamente impegnata l'autorità e il servizio del vescovo diocesano, a cui possono seguire eventuali coinvolgimenti della Conferenza episcopale e, in ultima istanza, della Congregazione per la Dottrina della Fede. L'intervento dell'autorità pastorale nella Chiesa deriva dal fatto che le "rivelazioni private", di cui le apparizioni sono una manifestazione, fanno parte del libero dispiegarsi e offrirsi della libertà divina di ricapitolare tutto nel Cristo, pienezza definitiva della Rivelazione; e come tali sono affidate al discernimento della Chiesa proprio in virtù della sua vocazione testimoniale nell'efficacia dello Spirito.

Posta tale irrinunciabile premessa, sulla base della rodata giurisprudenza ecclesiastica sancita dai Concili Lateranense v e di Trento, nonché dalle indicazioni dell'Opus de Servorum del cardinale Prospero Lambertini, non si può non riferirsi in tale itinerario di ricerca ecclesiale sull'autenticità o meno dei fenomeni in questione, alle Normae per il discernimento emanate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1978, che oltre a sancire le tradizionali affermazioni constat de supernaturalitate e constat de non supernaturalitate, nella Nota praevia del documento apre alla possibilità di una via mediana.

La consuetudine magisteriale (Concilio Lateranense v, Concilio di Trento), cui le Normae non aggiungono nulla in più, e la prassi della Congregazione per la Dottrina della Fede suggeriscono autorevolmente al vescovo di ricorrere all'ausilio di una commissione di esperti nel processo di valutazione, ribadendo comunque che il ruolo di tale commissione rimane consultivo. Le Normae esaminano poi in sequenza: il ruolo delle Conferenze episcopali; il ruolo della Congregazione per la Dottrina della Fede, e della giurisdizione universale del vescovo di Roma (che interviene su richiesta del vescovo diocesano, su richiesta di un gruppo qualificato di fedeli che non voglia attentare alla comunione gerarchica e perciò in grado di porre tale richiesta in maniera legittima, per motu proprio in casibus gravioribus che concernono una grande parte della Chiesa - sempre e comunque sentito l'ordinario del luogo e, se è il caso, la rispettiva Conferenza episcopale - al fine dell'approvazione dell'operato del vescovo diocesano - non dell'apparizione in quanto evento fattuale - o dell'indizione di un nuovo studio del fatto, il cui esito spetterà comunque all'ordinario del luogo emanare di sua propria autorità nei tempi e modi che saggezza e prudenza riterranno necessari).

Dal punto di vista squisitamente mariologico, non si può non rilevare la differenza fondamentale che sussiste tra la risurrezione di Gesù e l'assunzione di Maria, sia a livello di fatto che di significato: la prima è un segno eclatante riconosciuto da testimoni, mentre la seconda non è un segno quanto piuttosto la pura affermazione della fede, divenuta oggetto di fede a causa della molteplicità di segni offerti nell'evento Cristo. Non a caso esse vengono designate con nomi diversi, proprio a sottolineare sia l'unità che la differenza che le lega. Non si può non sostare, inoltre, sulla delicata questione riguardante il rapporto tra liturgia e mariofanie; un tema ancora da studiare e da approfondire pienamente.

Da questo punto di vista è emerso che, partendo dalla constatazione di come nell'attuale Calendario romano generale promulgato nel 1969 da Paolo vi, vi sono tre memorie mariane che prendono origine da tre diverse mariofanie (Lourdes, 11 febbraio; Fatima, 13 maggio; Guadalupe, 12 dicembre) e che, mentre la liturgia è celebrazione per ritus et praeces dell'opus salutis, le apparizioni mariane riguardano piuttosto il campo delle rivelazioni private che non impegnano l'assenso di fede dovuto solo al depositum fidei, è doveroso porsi una triplice domanda: - la configurazione del rapporto tra celebrazione liturgica e memoria liturgica afferente ad una mariofania; - l'oggetto della celebrazione; - il senso di quanto viene celebrato. La risposta alla prima domanda viene costruita a partire dal rapporto che intercorre tra lex credendi e lex orandi; quella alla seconda domanda, a partire dalla teologia liturgica manifestata dai formulari eucologici propri alle singole memorie; la risposta alla terza, a partire dalla semantica emergente dalla teologia liturgica delle singole memorie liturgiche.

Il rapporto tra lex credendi e lex orandi manifesta il movimento catabatico-anabatico della storia della salvezza: all'azione di Dio si unisce la risposta umana nella fede. La liturgia è celebrazione del mistero pasquale in Ecclesia, dal momento che il mistero pasquale è culmine dell'intera rivelazione del Dio Unitrino: ciò significa che la liturgia è celebrazione che si compie nella fede, dal momento che il mistero pasquale è chiamata-appello alla fede e solo nella fede può essere ricevuto e vissuto. La liturgia allora, in quanto celebrazione del mistero pasquale nella fede, non può eludere le differenti forme in cui la fede si incarna, prima fra tutte la testimonianza: ciò che viene celebrato (depositum fidei) non può essere isolato da tutto ciò che ne costituisce approfondimento e proposta. È a questo livello che si pone il rapporto con la testimonianza evangelica emergente dagli eventi mariofanici: in quanto rivelazione privata da non confondere con il depositum fidei, le apparizioni costituiscono appunto un approfondimento testimoniale ecclesiale della salvezza definitivamente compiuta nel mistero pasquale del Signore nel concreto della storia (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica 67; Compendio 10).

A questo titolo, esse rientrano nella celebrazione liturgica in quanto espressione della fede con cui la comunità risponde alla chiamata-appello alla fede da parte del suo Signore crocifisso e risorto. Il tema mariofanico interpella anche le altre Chiese cristiane, per cui l'ecumenismo non è estraneo a tale problematica. Nell'ambito del congresso di Lourdes, il prof. Flemming Fleinert-Jensen, appartenente alla tradizione riformata luterana, ha inserito le mariofanie (e Lourdes in particolare) nel quadro degli eventi testimoniali, domandandosi di conseguenza come possa venire compresa (e accettata-accolta) l'autorità del testimone, soprattutto quando si tratta di qualcuno, come Bernadette, che non possiede alcuna autorità ecclesialmente o socialmente riconosciuta.
 
Conformemente alla tradizione riformata, l'autore ha sottolineato come nulla possa essere detto dell'esperienza in sé vissuta dal testimone, appartenendo questa alla libera azione di Dio e pertanto indisponibile a qualsiasi tentativo di verifica umana. Si può dire qualcosa invece sul versante della conformità che intercorre tra la testimonianza resa dal testimone e la Scrittura biblica, unica norma della fede. Ma non è possibile separare la testimonianza resa dal testimone dagli effetti che essa ha provocato: la conformità con la Scrittura e la sua attestazione mariana va perciò ricercata anche in questa storia degli effetti.


SALVATORE MARIA PERRELLA (©L'Osservatore Romano - 28 settembre 2008)


[Modificato da Caterina63 12/01/2010 23.45]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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Le apparizioni della Vergine, un “grido di allarme” per i cristiani


di Chiara Santomiero

ROMA, lunedì, 13 dicembre 2010 (ZENIT.org).- “Quando tacciono i segni della terra si fanno vivi quelli del cielo”: è questo, per padre Stefano De Fiores, docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà “Marianum” di Roma, il significato delle apparizioni mariane. Se ne è parlato oggi, 13 dicembre, a Roma in occasione della presentazione del “Dizionario delle 'apparizioni' della Vergine Maria”, curato dal teologo mons. René Laurentin con Patrick Sbalchiero per le Edizioni ART.

L’originale francese del volume è stato pubblicato nel 2007 e ora, dopo un lavoro di aggiornamento e l’inserimento di circa un centinaio di nuove voci, arriva al pubblico italiano con una prefazione del Cardinale Roger Etchegaray.

“L’importanza delle apparizioni della Vergine – ha sottolineato De Fiores a ZENIT – non sta nel fatto che illuminano o richiamano dati evangelici, ma nel rappresentare un grido di allarme per una comunità cristiana che potrebbe addormentarsi nelle abitudini della vita”.

Il dizionario – 1200 pagine che racchiudono l’annotazione di oltre 2400 apparizioni, tutte quelle che hanno lasciato un qualche segno nella storia – “colma una lacuna e, grazie alla ricca bibliografia, costituisce un utilissimo punto di partenza per il lavoro di altri studiosi”. Può essere, al contempo “interessante anche per i semplici fedeli che sempre più sono interessati a sapere a ‘che punto’ sono Medjugorje o Civitavecchia e qual è il giudizio del magistero della Chiesa in merito”.

A questo proposito va sottolineato che “la Chiesa lascia libertà di recarsi nel luoghi delle apparizioni se ne sente il desiderio”. Anche questo, infatti “concorre al giudizio della Chiesa in quanto la mancanza di ‘frutti’ è di per sé un segno negativo circa i fenomeni che si verificano, insieme ad altri elementi di discernimento come l’ortodossia dei messaggi”. E, anche, l’equilibrio psichico dei veggenti.

“La maggior parte degli studiosi della mente umana – ha affermato Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psichiatri e psicologi cattolici – era in difficoltà rispetto a questo tema e le manifestazioni dei veggenti erano spesso liquidate come semplici fenomeni di isteria”. Oggi, invece “alcuni studi con la PET – strumento che consente di verificare quali aree cerebrali si attivano in un dato momento – hanno consentito di verificare che quando alcune persone sostengono di avere un contatto intenso con Dio, si attivano nel loro cervello aree molto specifiche e non quelle che entrano in gioco in condizioni patologiche come l’insorgere di fenomeni allucinatori”.

Entrare in contatto con la funzione trascendente apparterrebbe quindi “non alla patologia, ma alla normalità, a una dimensione diversa dell’uomo”. “Questo nuovo punto di vista – ha concluso Cantelmi – si è fatto strada con prepotenza nelle Università e può portare a studiare i fenomeni delle apparizioni in modo diverso”.

Diverse sono le “lenti” attraverso le quali si studiano gli eventi delle apparizioni della Vergine, compresa quella dell’indagine giornalistica e lo stesso mons. Laurentin ha incoraggiato i giornalisti a leggere con attenzione soprattutto l’introduzione al volume “dove tutti i problemi spesso sconosciuti sono trattati sinteticamente”.

“Si tratta di un campo – ha affermato Saverio Gaeta, giornalista e scrittore, che ha moderato la presentazione del Dizionario – in cui è possibile applicare lo stesso rigore con cui si affrontano altri temi di inchiesta applicandolo a fenomeni che coinvolgono la trascendenza”. Attraverso la ricerca, quindi, delle fonti e dei riscontri oggettivi con la consapevolezza che “ciò di cui mi sto occupando è tuttavia verosimile perché vicende come le estasi dei veggenti sono verificabili e anche i miracoli hanno un controllo da parte della scienza”.

“L’analisi minuziosa contenuta nel volume – ha sottolineato Gaeta – dimostra che in 2000 anni di storia l’intervento della Madonna nella storia è costante e sempre in conformità con l’annuncio evangelico”. Tutti i santuari “veri”, infatti, “sono cristocentrici, portano a Gesù”. Proprio per questo motivo i santuari mariani sono tanto affollati dai fedeli: “in un periodo in cui è più difficile credere – ha concluso Gaeta – Maria prende ogni uomo per mano, come una mamma, e guida a Gesù”.


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LA SANTA SEDE ha pubblicato ieri il Documento del 1978 sul come comportarsi e fare discernimento sulle apparizioni o locuzioni interiori, o messaggi privati...

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