A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Non ho capito un passo del Vangelo (chiarimenti e approfondimenti sulla Scrittura)

Last Update: 2/26/2018 7:20 PM
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7/24/2015 11:33 AM
 
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http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4234 

Su alcuni passaggi dell'Antico Testamento e se sia possibile farsi carico davanti a Dio dei mali altrui

Quesito

Caro Padre Angelo,
la ringrazio per il bellissimo lavoro che sta facendo, Dio l'ha chiamata per un compito importante e utilissimo a chi vuole conoscere Dio! Volevo porle 2 domande: la prima riguarda a Ester dell'antico testamento, lei se non ricordo male fornica con il Re, come spiegare ciò? Poteva rifiutarsi di passare la notte con lui? Nell'antico testamento ci sono tante vicende di personaggi importante che hanno peccato di lussuria, incesti e rapporti vari andando palesemente contro la volontà di Dio, ma spesso non si leggono correzioni nel testo di questi gesti sbagliati. Come mai?
Infine volevo chiederle questo: io sono molto praticante, vado a messa spesso in settimana, mi confesso regolarmente, ricevo la comunione, e faccio il cammino del Rinnovamento nello Spirito Santo...
ora mi chiedo posso prendermi le colpe davanti a Dio di persone che solo lontane dal suo cuore o che conoscono Dio ma sbagliano lo stesso e prendono la comunione in peccato grave??
Per evitare sacrilegi vale chiedere al nostro Signore di non imputare a queste persone le loro colpe e chiedere perdono per loro??
Sarà una domanda stupida, ma il bello di essere cristiano è una crescita continua, a volte si arriva a cose più profonde ma non ci si arriva alle cose più semplici! 
Grazie mille la ricorderò in preghiera!
Un abbraccio


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Il riferimento a Ester non è corretto.
Èster è una donna integerrima e nell’Antico Testamento è prefigurazione della Madonna che davanti a Dio può tutto e intercede a favore del suo popolo.

2. Ciò non toglie che nell’Antico Testamento si leggano tante cose che sono palesemente un insulto a Dio.
Soprattutto nel libro della Genesi, ma anche in tanti altri libri dell’Antico Testamento, Dio vuole farci vedere come l’allontanamento da Lui sia la causa di tanti accecamenti, per cui ci si riduce a confondere il male con il bene.
Questa lezione che Dio ci dà tramite l’Antico Testamento è quanto mai attuale anche oggi.

3. Nello stesso tempo, come ricorda Sant’Agostino, la Bibbia come il libro della pazienza di Dio.
Il Signore tollera tanti mali e tanti accecamenti e indurimenti di cuore.
Mi pare di poter dire che non solo la Bibbia sia il libro della pazienza di Dio, ma che anche la nostra vita, nella quale si esprime attualmente la storia della salvezza di Dio nei confronti di ciascuno di noi, possa essere definita come il libro della pazienza di Dio.
Ognuno di noi, in misura più o meno intensa, si ritrova descritto nei propri pensieri, nelle proprie tentazioni e nelle proprie azioni in tante pagine dell’Antico Testamento.

4. Mi chiedi poi se puoi caricarti davanti a Dio delle colpe di coloro che vivono lontani da lui.
Sì, lo puoi fare.
Anzi, se badiamo bene, è un’esigenza della vita cristiana.
Se i cristiani infatti attingono da Cristo la linfa ispiratrice dei loro pensieri e delle loro azioni, devono fare così.
Cristo infatti si è caricato delle nostre colpe, le ha espiate, per esse ha pregato e sofferto.

5. Per questo San Paolo dice: “Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo” (Gal 6,2). 
San Tommaso commenta: “La legge di Cristo è la carità. (…).
Infatti Cristo stesso a motivo della carità ha portato i nostri peccati (Is 63,4);  “ha portato i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce” (1 Pt 2,24).   
Così anche noi dobbiamo portare i pesi gli uni degli altri perché possiamo adempiere la legge di Cristo” (In Gal 6,2).

6. A questo proposito mi piace ricordare che il Santo Padre Domenico ogni sera si flagellava per tre volte: la prima in espiazione dei propri peccati, la seconda per la conversione dei peccatori, la terza per la purificazione delle anime del purgatorio.
Questo triplice atteggiamento dovrebbe essere tipico di ogni buon cristiano.
A questo ci invita anche Gesù nella preghiera del Pater.
Quando diciamo “Rimetti a noi i nostri debiti” non chiediamo solo il perdono dei nostri personali peccati, ma anche dei peccati degli altri.
San Tommaso, opportunamente ha osservato che il Signore, chiedendoci di pregare dicendo “Padre nostro” e non semplicemente “Padre mio”, ha voluto che tutto quello che chiediamo per noi, lo chiediamo contemporaneamente anche per ognuno del nostro prossimo, per tutti.

7. Tu, a somiglianza del Santo Padre Domenico, non ti vuoi limitare alla preghiera per la remissione dei peccati di tutti, ma vuoi anche espiarli, in unione con Cristo, con la tua stessa vita, con le tue opere, portandoli nel tuo corpo, come ha fatto Gesù Cristo.
Non mi rimane che ripeterti le parole di San Paolo: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale” (Rm 12,1).
E anche: “Sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

Ti assicuro la mia preghiera per questa tua bella volontà, ti ricorderò nella Messa e ti benedico. 
Padre Angelo





Un sacerdote risponde

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4260 

Perché la chiesa cattolica al momento della Comunione offre il Corpo ma non il Sangue di Cristo

Quesito

Caro Padre Angelo,
Il mio nome e' Immacolata, sono una infermiera emigrata per lavoro in Germania. Qui ho a che fare con una altissima percentuale di cristiani protestanti, che spesso sono molto più preparati di me sui temi biblici. Mi è stato posto un quesito: perché la chiesa cattolica al momento della Comunione, offre il Corpo ma non il Sangue di Cristo, ovvero la Comunione ma non il Vino. Ho trovato diverse risposte, ovvero che il Corpo contiene già il Sangue, oppure che il Sangue fosse solo per gli apostoli, ma sono risposte che non mi convincono. Saprebbe Lei aiutarmi?
Ringrazio in anticipo e le auguro intanto una buona domenica. 


Risposta del sacerdote

Cara Immacolata,
1. i motivi che hanno portato la Chiesa latina ad amministrare la Santa Comunione solo sotto la specie del pane sono molto più semplici di quanto tu non possa immaginare.
Si era creato anzitutto il problema di portare la Santa Comunione agli ammalati.
Portarla anche sotto la specie del vino esponeva a pericoli di versamento e pertanto di profanazione.

2. C’era poi il problema di dare la Santa Comunione ai bambini, per i quali si riteneva sconveniente darla anche sotto la specie del vino, circa il quale molti sono al momento riluttanti.

3. Per gli adulti il diacono passava il calice di bocca in bocca. E questo evidentemente poteva essere di poco gradimento a non poche persone.
In altri posti ci si serviva di una cannula. 
Altrove infine, come si fa ancora oggi nelle chiese orientali, si inzuppa la specie del pane nel calice e si somministra la Santa Comunione con un cucchiaino.
Infine in non pochi paesi vi era un’effettiva difficoltà a procurare il vino perché in alcune zone di questo mondo la vite non attecchisce.
Tutto questo portò a riservare solo al celebrante la facoltà di bere al calice.

3. Verso l'inizio del secolo XII andò gradualmente cessando in Occidente l'uso di comunicarsi sotto le due specie. 
Ai motivi sopra riportati se ne aggiunsero altri: la maggiore  consapevolezza che dove è presente il Corpo del Signore per reale concomitanza vi è anche il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità.
E anche il fatto che Gesù non disse “fate questo in memoria di me” solo la duplice consacrazione, ma dopo quella del pane: “«Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi»” (Lc 22,19-20).
Fu col concilio di Costanza del 1415 che si riservò solo ai sacerdoti di comunicarsi sotto le due specie.

4. Oggi però la Chiesa cattolica dà la possibilità di fare molto spesso la Comunione sotto le due specie, anche tutte le domeniche.
Si supera abbastanza facilmente il pericolo della caduta di gocce del Sangue di Cristo con l’intinzione della particola consacrata nel calice e porgendola poi sulla bocca dei fedeli.

5. Per i protestanti non sussistono i problemi dell’eventuale profanazione con la caduta di gocce.
Ai pastori protestanti manca la potestas ordinis. In altre parole manca ad essi la capacità di consacrare. 
Per loro si tratta solo di un simbolo, contrariamente alle evidenti parole del Signore il quale non ha detto “questo è un segno o un simbolo del mio corpo”, ma “questo è il Mio Corpo”.
Addirittura nel testo greco manca anche la copula “è” per esprimere con maggiore forza che si tratta del Corpo e del Sangue del Signore.

Ti auguro un buon soggiorno in terra tedesca, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo



Un sacerdote risponde

Da chi sia stato preparato l'inferno e di che tipo sia la presenza di Dio nei dannati e nei demoni

Quesito

Carissimo Don Angelo,
sono nuovamente a scriverle per avere dei chiarimenti riguardanti verità di fede. Questa volta riguardo ad uno dei novissimi, ossia all'inferno.
Oggi stavo ascoltando Don Amorth a radio Maria, sacerdote che ho avuto la grazia di conoscere e che stimo moltissimo, e rispondendo ad un radio ascoltatore, lui ha detto che l'inferno non è stato creato da Dio, ma dai demoni, in quanto Dio ha creato tutte cose buone, per cui non poteva creare l'inferno.
Ora gli interrogativi che mi sono venuti sono due;
1) il primo riguarda proprio quello che ha detto padre Amorth, e cioè rifacendomi al vangelo di Mt 25,41 è detto......Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 
Ora si evince chiaramente che l'inferno è stato appunto preparato per i demoni e non per gli uomini, se questi rispondono alla grazia del Signore. Ma se è stato preparato significa che Qualcuno lo ha preparato.... e quindi che non se lo sono preparato i demoni stessi. 
2) come secondo punto le chiedo, essendo Dio onnipotente ed onnipresente, quindi presente dappertutto, come può esistere un luogo dove non c'è Dio come l'inferno, se appunto Dio è onnipresente?
La ringrazio anticipatamente per quanto vorrà rispondermi, e salutandola cordialmente le chiedo preghiere per me e la mia famiglia.
Massimo


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. l’espressione “l’inferno è stato preparato” va intesa nel medesimo modo i  cui si dice che uno si è preparato a soffrire determinati mali con il proprio comportamento.
Un proverbio popolare dice che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

2. Quanto ha detto padre Amorth dunque è esatto.
È anche la sentenza di Origene che viene poi riportata da San Tommaso quando commentano il passo evangelico riguardante il giudizio universale.
Ecco quanto dice Origene: “Bisogna poi considerare che ai santi fu detto  «Benedetti del Padre mio», 
ma ora ai dannati non viene detto: andate maledetti del Padre mio
infatti l'amministratore delle benedizioni è il Padre, 
ma della maledizione è attore chiunque nei riguardi di se stessose opera cose degne di maledizione” (Commento a Matteo, 25,41).

3. E San Tommaso: “Ma essi stessi (i dannati) hanno acquisito la morte (spirituale) per se stessi con le proprie mani, secondo quanto è detto in Is 31,7 ‘In quel giorno ognuno rigetterà i suoi idoli d'argento e i suoi idoli d'oro, lavoro delle vostre mani peccatrici’” (Commento in Matteo,25,41).

4. Per la seconda domanda: sì, Dio è presente anche all’inferno, ma non con la sua gloria.
S. Tommaso dice che Dio è presente in tutte le cose in tre maniere: 
per la sua potenza, perché tutte, spirituali e materiali, gli sono sottomesse;
per la sua presenza o infinita conoscenza per cui tutto gli è costantemente presente, compresi i segreti dei cuori; 
- e infine per la sua essenza, e cioè per la sua virtù creatrice e conservatrice, per mezzo della quale egli conserva ogni realtà nell’esistenza (Somma teologica, I, 8, 3). 
Dio è così unito ad ogni realtà che, se cessasse la sua azione conservatrice, ogni creatura subito tornerebbe nel nulla da cui è stata tratta.
Solo in questo modo Dio è presente anche nei demoni e nei dannati.

5. I teologi danno un unico nome a questa triplice presenza e la chiamano presenza di immensità per distinguerla da un’altra, nuova e di ordine soprannaturale, che si realizza nell’anima dei giusti e alla quale viene dato il nome diinabitazione.
La presenza di inabitazione è quella per la quale Dio si rende personalmente presente con una partecipazione della sua natura divina.
Nella vita presente questa partecipazione avviene mediante la grazia. In Paradiso invece si realizza mediante la gloria o visione beatifica.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico. 
Padre Angelo


[Edited by Caterina63 8/7/2016 11:50 AM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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