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Non ho capito un passo del Vangelo (chiarimenti e approfondimenti sulla Scrittura)

Last Update: 2/26/2018 7:20 PM
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1/15/2009 8:58 PM
 
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Da un vecchio dialogo del 2004, ritengo utile riproporre questo sereno confronto... [SM=g1740717]

ometterò volutamente i nomi tranne quelli dei Moderatori...

(Messaggio originale) Inviato: 11/10/2004 23.06

Qualche giorno fa aprendo una pagina a caso del vangelo mi sono imbattuto in un passo che mi ha lasciato un po perplesso e di cui non ho probabilmente capito il significato.Lo riporto per intero:

- Ed ecco una donna cananea,di quella regione,si avvicinò e gridò: "abbi pietà di me,Signore figlio di Davide,la mia figliola è tormentata da un demonio!"
Ma Egli non le rispose nemmeno una parola. Allora i suoi disciepoli si avvicinarono e lo pregarono: "rimandala contenta perchè ci vien dietro gridando!". Gesù rispose ; "io non son stato mandato che alle pecore perdute d'israele".
La donna tuttavia,fattasi avanti,si prostrò e insisteva : "Signore aiutami!". Egli gli rispose : "non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". Riprese la donna ;"si,signore,ma anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla mensa dei loro padroni". Allora Gesù : "o donna,la tua fede è grande,ti sia fatto come vuoi!"
E da quel momento la sua figlia fu guarita .-

Innanzitutto mi ha lasciato alquanto perplesso il comportamento di Gesù...perchè mai "non le rispose nemmeno una parola"???. E perchè mai solo sotto l'incitamento dei discepoli decide di rispondere e afferma ""io non sono stato mandato che per le pecore perdute d'israele"?? ma il suo non è "mandato" universale?
Poi non ho compreso le similitudini con i cagnolini...mi sfugge il senso...
Thanks


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Inviato: 11/10/2004 23.53

Forse l'atteggiamento di Gesù è stato una voluta provocazione per provare fino a che punto quella donna avesse fede

Infatti, la umilia, la fa sentire come un cane che elemosina delle briciole, ma la donna non cede e forse è questo l'insegnamento che se ne deve trarre: avere costanza e fiducia in Dio nonostante le prove a volte dolorose che dobbiamo sopportare.




Inviato: 12/10/2004 0.12

vuoi praticamente dire che Gesù ha paragonato la donna e il suo popolo a dei cagnolini????beh se veramente è cosi e se ci fossi stato io al posto di quella donna,non so se Gesù sarebbe tornato tutto intero dai suoi discepoli...



Inviato: 12/10/2004 0.36

E cos'avresti imparato? Nulla.

Avresti semplicemente soddisfatto il tuo orgoglio.

Invece, quella donna imparò che la forza della fede va oltre l'orgoglio e può fare miracoli.

Inviato: 12/10/2004 0.53

si forse hai ragione..
allora domani andrò dal prete della mia parrocchia e gli suggerirò di testare la fede dei suoi parocchiali chiamandoli "cani "quando questi gli chiederanno qualche favore...
Qui non si tratta di avere orgoglio o meno..si tratta solo del fatto che la donna è stata offesa senza aver fatto nulla di male,sempre se l'interpretazione giusta del passo è quella che hai fatto tu


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Inviato: 12/10/2004 7.26

Perchè quella donna avrebbe dovuto avere tanta fede in uno sconosciuto?
Uno sconosciuto che suscitava successo e faceva adepti, certo, ma sempre sconosciuto.
Chi poteva rassicurare quella donna che quell'uomo non fosse un imbonitore come tanti ce n'erano e ce ne sono?

Noi diciamo che l'insistenza di quella donna fosse mossa dalla fede, qualcun altro potrà dire che fosse mossa dalla creduloneria.

o no?



Inviato: 12/10/2004 8.20

Non credo che quella donna pensasse di essere di fronte ad un imbonitore altrimenti, dopo la prima rispostaccia, se ne sarebbe andata incavolata. Proprio come dice ****.

La creduloneria ha dei limiti, la fede no.



°Gino¹ Inviato: 12/10/2004 8.21

Da un'omelia presa da Totus Tuus, credo che sia chiarissima questa parabola e soprattutto il suo insegnamento..... spero che **** sia soddisfatto [SM=g7560]

MESSAGGIO DOTTRINALE

1. Il carattere universale della salvezza in Cristo Gesù.

L'incontro di Gesù con la "cananea" ci offre elementi fondamentali della storia della salvezza. Da una parte incontriamo il pregiudizio dei discepoli che desideravano liquidare rapidamente la donna che rallentava il cammino del maestro. L'evangelista dice che era "cananea" volendo dire che era pagana, e cioè che non apparteneva al popolo giudeo. Cosa si può cavare da una donna che viveva ai margini del popolo eletto? Gesù stesso aveva dato ai dodici la seguente indicazione: "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele" (Mt 10,5-7). Dall'altra parte però, questo passo ci mostra l'atteggiamento di Gesù verso i pagani. Restava chiaro che Gesù era venuto a recuperare le pecore sperdute della casa d'Israele. Egli era stato inviato per questo. Era la sua missione.

Tuttavia, Gesù può fare un'eccezione quando incontra una fede solida che riconosceva che la salvezza viene da Dio. In questo caso, si tratta della grande fede della donna che non chiede nulla per sé, ma solo per sua figlia. Ha una fiducia assoluta nel potere di Cristo. Sant'Ilario de Poitiers vede nella donna cananea i proseliti (pagani convertiti alla fede ebraica e, in questo caso alla fede cristiana) e nella figlia vede tutti i popoli pagani, chiamati anche loro a aderire alla fede. In un certo senso non si tratta di un'eccezione, ma bensì di un principio generale: i non giudei hanno gli stessi privilegi dei figli d'Israele a condizione però che abbiano una fede sufficiente. E qui si ripete il caso del centurione: "non ho incontrato una fede tanto grande in Israele". La Chiesa capì immediatamente questo principio e lo applicò largamente alla predicazione del Vangelo.

È importante sottolineare che la fede di cui si sta parlando è una risposta alla rivelazione di Dio. Di fronte a un Dio che si rivela la risposta appropriata è l'obbedienza della fede. La "cananea" attraversava, in questo modo, non solo la frontiera geografica del popolo giudeo, ma aderiva in modo iniziale ma profondo alla rivelazione di Cristo. La donna si rivolgeva a Gesù con lo stesso titolo che si sarebbe dato al futuro re d'Israele: Figlio di Davide e aggiunge anche un altro titolo con il quale solitamente i discepoli chiamavano Gesù: Signore. La grandezza della fede della cananea sta nel penetrare nel cuore misericordioso di Gesù per scoprire che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi. Non si toglierà il pane ai figli, ma c'è cibo a sufficienza, affinché i cagnolini si nutrano delle briciole che cadono a terra dalla mensa dei loro padroni. È tanto grande il dono e tanto profonda l'indigenza umana che vale la pena sopportare qualche sofferenza, qualche umiliazione, qualche sacrificio e con questi partecipare alla salvezza degli uomini che viene da Dio. La cananea accettava la rivelazione di Gesù come si presentava, accettava il misterioso piano di salvezza, accettava la propria povertà e, proprio in questa accettazione sta la sua ricchezza. La risposta della cananea alla rivelazione di Gesù è la fede. Nel tempo che stiamo vivendo, nel quale si sta insinuando il pluralismo religioso, conviene mantenere saldamente la distinzione tra la fede teologale, che è accoglienza della verità rivelata da Dio Uno e Trino, e la credenza propria delle altre religioni, che è un'esperienza religiosa di ricerca della verità assoluta, ma manca del consenso a un Dio che si rivela (cf. Dominus Iesus, 7).


2. La fede nella preghiera.

La preghiera della donna cananea ci aiuta a scoprire alcuni tratti fondamentali della nostra relazione con Dio. La sua richiesta: Abbi pietà di me risuona continuamente nei salmi ed esprime adeguatamente la situazione della creatura di fronte al suo creatore. Si tratta di una preghiera di richiesta nella quale si manifesta la convinzione che Dio può realizzare ciò che si chiede, cioè che Egli ha il potere di curare la bambina e cambiare una situazione concreta. È una fede che ottiene quello che chiede perché chiede quella che è la volontà di Dio. Si tratta perciò di chiedere quello che Dio vuole che chiediamo. Da un'altra parte, il passo evangelico ci mostra che la preghiera è una lotta, un combattimento spirituale che ci porta a conformarci con la volontà di Dio, uno "strappare le grazie", come Cristo stesso ci ha indicato: "chiedere…cercare…toccare" La preghiera ottiene ciò che sollecita perché mantiene la sua condizione di povertà e mostra a Dio le sue necessità. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce (Salmo 34,7).

SUGGERIMENTI PASTORALI

1. Il rinnovamento della preghiera.

In questi giorni ci si offre la possibilità di rinnovare la nostra vita di preghiera. Il mondo irrequieto in cui viviamo non ci lascia neanche un minuto, un piccolo spazio per raccogliere la nostra anima e innalzarla a Dio. Noi ci troviamo in un certo senso "estroversi", distratti dalle cose e dagli accadimenti. Non siamo capaci di riservare alcuni minuti per la preghiera personale. Sarà molto utile creare le condizioni necessarie per trovare un contatto più diretto e spontaneo con Dio Nostro Signore. Lo possiamo fare rinnovando le preghiere che da bambini offrivamo a Dio alla mattina e alla sera. Lo possiamo fare durante la preghiera di benedizione del cibo, prima di mangiare, mentre preghiamo Dio per la nostra famiglia e per i nostri figli.

Quale grande e profonda esperienza è quella di una famiglia che prega tutta unita! Come rimangono scolpite nella mente dei bambini le preghiere recitate insieme al padre e alla madre! Le testimonianze delle persone che ritornano alla fede dopo molti anni di distacco sono eloquenti: la prima cosa che fanno è tornare alle preghiere dell'infanzia, che hanno appreso dalla mamma, le preghiere fondamentali del cristianesimo, soprattutto il Padrenostro e l'Ave Maria. Non ne conoscono altre, e cominciano a ripetere le Ave Maria una dopo l'altra, donando al proprio spirito la pace e il tempo di cui ha bisogno durante la giornata. Ravviviamo la nostra fede nella preghiera. Imponiamoci questa ascesi, che suppone di dedicare un minuto al giorno al silenzio interiore e al dialogo profondo con Dio. La nostra anima otterrà pace, speranza, fortezza per affrontare le circostanze della vita.


2. L'amore non si ferma di fronte alle difficoltà.

È vero, l'amore non conosce dilazioni, non conosce ostacoli. L'amore consiste in un costante atteggiamento di donazione e di sacrificio in favore della persona amata. È questo ciò che vediamo nella donna cananea. La sua preghiera a Gesù è tutta rivolta in favore della propria figlia.

Considerazioni

1) la richiesta della donna: con fede e umiltà (appariranno chiaramente dopo)
2) il primo silenzio di Gesù nei suoi confronti:

a) per poter spiegare come il futuro miracolo non sarebbe stato contraddittorio con le indicazioni date in precedenza
(Mt 10,5-6): "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele". Chiunque ha fede è una pecora della casa d'Israele.

b) perché crescesse la devozione della donna: a volte Gesù tarda ad esaudirci perché ci leghiamo di più a lui: (Sal 49,13) "...l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono".

3) la fede della donna, che riconosce la divinità di Gesù:
Mt 15,25: Ma quella venne e si prostrò (adorazione) dinanzi a lui dicendo: "Signore (titolo divino) , aiutami!".

4) l'umiltà della donna che non contraddice Gesù quando le dice che "non si può dare ai cani il cibo dei figli", ma ammette la sua condizione di peccatrice. Nota come passa da "cani" a "cagnolini", quasi dichiarando che ciò che è oggettivamente degno di disprezzo (i cani) per Gesù è oggetto di compassione (cagnolini): Il "cane" può essere cacciato e disprezzato, ma un "cagnolino" richiama tenerezza. E la donna, benché respinta, crede di non poter essere disprezzata da Gesù, ma intuisce i sentimenti di tenerezza e misericordia pur non ancora appieno rivelati.


Raccomandiamoci alla Madonna , che ci ottenga un fede simile a quella della Cananea: "E' da notare la grande fede della donna cananea: crede nella divinità di Gesù, quando lo chiama "Signore", nella sua umanità quando lo chiama "Figlio di David". Non chiede nulla presumendone il merito, ma si aggrappa alla sola misericordia di Dio quando dice "Abbi pietà di me"

Le meditazioni sono del sacerdote Alfredo M. Morselli


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7978Pergamena Inviato: 12/10/2004 9.46

vuoi praticamente dire che Gesù ha paragonato la donna e il suo popolo a dei cagnolini????
.........

Amico mio....perchè ti scandalizzi? [SM=g7560]
Non ci ha paragonati A TUTTI, Gesù, alle PECORE CHE RICONOSCONO LA VOCE DEL PADRONE? [SM=g7609]
E non ha paragonato la cura del Padre verso di noi ad una Chioccia che accudisce i suoi PULCINI??
E non ha fatto il paragone con gli uccelli nel cielo?
E a Pietro non ha detto: PASCI I MIEI AGNELLI ??
E non ha detto...VI FARO' PESCATORI DI UOMINI....in paragone con i pesci che i due apostoli prendevano come lavoro mediante la pesca?

Dunque siamo:
-pescati;
-accuditi come pulcini;
-paragonati ai gigli dei campi e agli uccelli per quanto riguarda i doni che il Padre ci elargisce;
-agnelli da accudire;
-greggi da convogliare in un unico Ovile.....


Il paragone con i cagnolini, come diceva anche Y**** è sottointeso non all'essere quattrozampe....MA ALLA FEDELTA' CHE E' INSITA NEL CANE....a quel CHIEDERE....a quel MENDICARE...non dimentichiamo san Domenico di Guzman, Fondatore dei Domenicani, la mamma poco prima di partorirlo vide un cane chiazzato bianco e nero che con una torcia in bocca incendiava il mondo con il fuoco della Verità e da allora i Domenicani (termine che popolanamente sottolinea l'essere cani=FEDELI del Signore) sono sempre stati associati a questa immagine .... [SM=g1740727]

La donna non è stato affatto offesa, ma Gesù fece predominare nella scena LA FEDELTA' E LA RICHIESTA MENDICATRICE DI UN FAVORE.. [SM=g7831] ...non siamo forse disposti A VENDERE L'ANIMA o comunque non facciamo ogni cosa che è in nostro potere....per un posto di lavoro, per una gratificazione.....per una somma di danaro in più...ecc.....?? Non siamo forse disposti a pagare somme ingenti per una cura medica, per un viaggio sognato, per rimettere in ordine i denti..?? [SM=g7574]
...cerchiamo di vedere sempre le cose nella loro PROSPETTIVA...
Gesù stesso è paragonato dalla Bibbia all'AGNELLO.. [SM=g7831] ..CARNE CONDOTTA AL MACELLO.... [SM=g1740720] ..

Gesù usava spesso quelle immagini che la gente viveva nella quotidianità. e che avrebbe potuto comprendere meglio..non avrebbe certo potuto fare paragoni con un E.T. o con un Excalibur... [SM=g7560] ....

Nella famosa Lettera Didachè....si chiede anche di non dare l'Eucarestia ai cani......perchè? Perchè l'avanzo del pane veniva dato agli animali sia ai maiali quanto ai cani domestici perchè i mangimi confezionati all'epoca non esistevano, e si davano dunque gli avanzi della tavola.......nella Didachè emerge che quel PANE una volta consacrato non è più pane semplice e il darlo ai cani diventava ed è blasfemia perchè quel Pane è vero corpo di Cristo.. [SM=g7574] ...

A prescindere dalle intenzioni dell'uomo il fatto serve PRINCIPALMENTE A NOI per comprendere l'importanza di quel cibo.....a non sprecarlo, a non sciuparlo...a trattarlo con DECOROSO E DIGNITOSO RISPETTO......

CARO N****......

la tua domanda è l'eterna domanda che ogni persona si pone.....quella donna AVEVA BISOGNO DI QUALCOSA...ed era urgente.....si trattava della propria figlia.... qualsiasi genitore avrebbe fatto ricorso a QUALSIASI COSA E PERSONA pur di trovare una soluzione e di salvare quella figlia... [SM=g7831] ..
quell'atteggiamento di Gesù è volto alla donna e a noi....per ricordarci che la soluzione del problema NON STA ESCLUSIVAMENTE NEL MIRACOLO...e non sarà il miracolo in sè che risolve il problema....ma LA FEDE...quella smuove le montagne anche quando i miracoli NON avvengono...posso dunque NON ricevere alcun miracolo, ma conservare con questa Fede LA MEDESIMA DIGNITA' di chi è stato graziato... [SM=g7831]

Molti di noi sono, siamo...CREDULONI...come segnala ****, la fede è appunto ben altra cosa.....
Se fosse stata solo una credulona...credo che Gesù avrebbe ricevuto come risposta una bella PAROLACCIA... [SM=g7563]

E' come la donna al pozzo.....LA SAMARITANA ricordate?
"chiunque beve di quest'acqua, avrà ancora tanta sete, ma se tu berrai l'acqua che io ti darò...non avrai più sete...."
Non è così l'acqua di Lourdes in sè ad essere prodigiosa.....
Anche in natura abbiamo piante curative...come mai non su tutti hanno gli effetti benefici che producono invece su altri?

Infine come leggevo al messaggio postato da Gino, Gesù era venuto per compiere una missione che solo in un secondo tempo SI ALLARGA ALMONDO INTERO.....Non è un caso che Egli sia nato Ebreo.....dovevano avverarsi le Scritture, altrimenti quelle Scritture erano uguale che ad un romanzo storico e mitologico......dunque il primo messaggio e la prima parte della missione riguarda ESCLUSIVAMENTE AD ISRAELE.....alle "pecore smarrite"......Gesù dice anche che ci sono molte percore di ALTRI OVILI......ma che Lui appunto è venuto per formare UN SOLO OVILE SOTTO UN SOLO PASTORE.......PADRE, prega Gesù, FA CHE SIANO UNA COSA SOLA PERCHE' IL MONDO CREDA......

Con la Pentecoste si allarga questa missione, lo spiega bene Paolo nelle sue lettere....ecco il messaggio allora rivolto ai gentili e ai pagani forse anche più LIBERI di accettare l'annuncio nuovo....
L'eccezione che Gesù compie su quella donna, INSEGNA AI SUOI DISCEPOLI che tale messaggio può essere allargato a chiunque CHIEDE.... [SM=g7831] ...
Non vi è nessun mistero occulto dunque all'attaggiamento di Gesù....è solo una GRADUALITA'.....perchè tutto ciò che leggiamo nei Vangeli prettamente era soprattutto volto ad ammaestrare i Discepoli e a far capire loro la portata dell'Annuncio e il ministero di cui avrebbero dovuto occuparsi.......

Fraternamente Caterina [SM=g1740750] [SM=g7182]




Inviato: 12/10/2004 17.23

mah,sarà....ci devo riflettere, comunque grazie, ora ho molto materiale sul quale meditare!

7978Pergamena Inviato: 12/10/2004 17.27

.....eheheheh caro **** e te pare poca cosa poter dire..."ci devo pensare"...anzichè avanzare precipitosamente solo per provare a se stessi di avere ragione senza appunto...pensarci un pò su?? [SM=g7560]

Quando vuoi sai dove trovarci..

Fraternamente Caterina

Teofilo Inviato: 12/10/2004 23.26

Riporto:

Innanzitutto mi ha lasciato alcuanto perplesso il comportamento di Gesù...perchè mai "non le rispose nemmeno una parola"???. E perchè mai solo sotto l'incitamento dei discepoli decide di rispondere e afferma ""io non sono stato mandato che per le pecore perdute d'israele"?? ma il suo non è "mandato" universale?
Poi non ho compreso le similitudini con i cagnolini...mi sfugge il senso...

*****************
Caro *****,
siccome il caro Gino ha provveduto a trovarti un ottimo commento al brano, mi limito a fare solo qualche mia breve considerazione.
Nel Vangelo troviamo a volte che Gesù col suo comportamento si prefigge di portare gradualmente i suoi interlocutori a determinate conclusioni.
Anche attraverso i miracoli, e non solo attraverso le parole, notiamo questo stile.
Gesù sapeva che alla fine avrebbe graziato la donna, ma evidentemente si prefiggeva con la sua apparente durezza di far esprimere a quella cananea il meglio che poteva esprimere: la sua fede attraverso il riconoscimento della signoria di Gesù. Una fede che non aveva trovato nel suo stesso popolo. La donna cananea impersona in un certo senso la stessa Chiesa in cui sarebbero entrati tutti i pagani del mondo.


Ho notato in questo brano anche l'intervento degli apostoli.
Gesù attende che siano essi a intercedere per la donna prima che Egli parlasse ed agisse. Quale grande importanza hanno le preghiere di intercessione, specialmente quelle degli uomini cari a Dio! E anche se il SIgnore sembra ancora tergiversare nell'esaudire, lo fa solo a scopo didattico, perchè intende far maturare progressivamente le sue creature, sia pure quando esse si trovano ai margini o al di fuori del suo regno.

Con affetto Teofilo


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[Edited by Caterina63 1/15/2009 9:00 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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