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Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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«E' necessario che gli scandali avvengano .» dice il Vangelo (mentre fulmina gli scandalizzatori).

Last Update: 3/17/2021 6:38 PM
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5/2/2009 11:21 PM
 
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Amici...vorrei condividervi un avvertimento del Cristo che ben si addice alla sofferenza che molti di voi provano e vivono e di fronte alle ingiustizie che viviamo, davanti agli scandali che vediamo...[SM=g1740730]

Qualcuno una volta disse:

Gli scandali aiuteranno la Chiesa Cattolica....[SM=g1740733]

«E' necessario che gli scandali avvengano .», dice il Vangelo (mentre fulmina gli scandalizzatori).

Ho ripescato una bellissima riflessione fatta da un Amico nell'Anno del Rosario [SM=g1740733]  era il 10 gennaio del 2003...


Buona riflessione!

Gli scandali all'interno della Chiesa sono nati con la Chiesa, come grano e gramigna, come servi giusti e servi infingardi, come senapi rigogliosi e fichi sterili. I Vangeli non nascondono l'uomo all'uomo, anzi, preannunciano un cammino tortuoso e difficile, per nulla agevolato dall'appartenere alla Chiesa.

La Chiesa non ha mai conosciuto isole di tranquillità nel suo navigare sulle correnti della storia anzi, spesso i venti contrari sono stati più numerosi di quelli favorevoli. Tuttavia, questa Chiesa continua ostinata sul mandato di Cristo.
Il problema è che ogni epoca pone in risalto le sue debolezze. Un tempo, la più grande tentazione per i prelati era il potere, poi vennero i soldi e, col rinascimento, anche la lussuria fece capolino. Comunque, in ogni epoca si saranno consumati, magari a percentuali variabili, i grandi peccati capitali, ora uno, ora l'altro, nulla di nuovo sotto il sole. Ha ragione Camilleri nel voler vedere nel peccato di turno, la tentazione di turno. La tentazione coglie l'essere umano là dove le sue difese sono più deboli, le sue mura presentano qualche crepa, la preghiera vigile cede al sonno il suo sguardo verso il fine.

La cosa bella, però, è che la Chiesa tutta è colpita dalla malattia di uno dei suoi membri, ma non come in certi siti-parodia dove ciò viene pubblicizzato presentando una corrotta società di satana etc., ma in un contagio di solidarietà, come quello della missionaria che si becca l'AIDS per aver curato un malato, o come quella del medico religioso che si attacca il virus Ebola per aver dato conforto al morente che ne è affetto.

Così anche il peccato di un laico, di un prete, di un vescovo o di un Papa, che riguarda tutta la Chiesa, viene caricato sulle spalle della comunità dei credenti esattamente come una malattia del corpo in virtù di quell'essere membra di un unico Corpo. Ed è l'intero corpo mistico che deve guarire la sua parte malata con la preghiera, la penitenza, la medicina dei sacramenti.
Nessuno vive solo per se stesso così come nessuno muore solo per se stesso. Cristo non l'ha fatto e il suo sangue l'ha dato anche per quei superiori che sembrano aver dimenticato il suo monito per chi scandalizzerà i piccoli.

Cristo ama i piccoli.
Cristo ama. E Cristo ama anche il battezzato che sbaglia, che pecca contro il suo monito più terribile.
Cristo ama e può farlo visibilmente solo nella sua Chiesa, quella che per giustizia deve isolare soggetti pericolosi ma per carità deve dare tutta se stessa per il loro recupero.

La Chiesa che ama è la Chiesa del paradosso, il paradosso di ostinarsi ad amare anche chi non vuole amare, o chi ama in modo sbagliato, o chi, avendo incarichi nella Chiesa, scandalizza i piccoli, perchè la Chiesa è Madre, principalmente una mamma che a suo tempo userà anche la giustizia. La giustizia è sacrosanta ma anche l'amore di Cristo lo è, anzi viene prima l'amore del Cristo poi la sua giustizia. Ma attenzione al concetto di "prima o dopo" l'Amore di cui parliamo infatti, quello sacro, e' anche somma GIUSTIZIA, la prima giustizia che Dio compie attraverso il Figlio è quello sulla Croce, è quello dalla Croce: a tutti sembra una sconfitta, in realtà quella crocifissione che applica un atto di giustizia nei confronti dell'uomo da salvare, è  e diventa la vittoria.
Dio salva (=atto d'amore), sacrificando il Figlio (=atto di giustizia per far trionfare il Bene), è Cristo infatti la nostra GIUSTIFICAZIONE: Amore divino e Giustizia divina vanno di pari passo, l'uno è nell'altro proprio perchè Dio è Amore.

Chi da, dunque di scandalo, commette un attentato verso questo Amore e da scandalo al prossimo, commette un atto ingiusto per il quale se l'Amore di Dio opera per mettervi riparo, è anche vero che la Sua giustizia condannerà a suo tempo l'empietà!


[SM=g1740717] [SM=g1740720] [SM=g1740717]

[Edited by Caterina63 8/27/2009 1:11 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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8/27/2009 1:02 PM
 
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[SM=g1740733] se, come dice Gesù: è necessario che gli scandali avvengano....è allora anche interessante approfondire il perchè DIO PERMETTE LE TENTAZIONI?

Dio NON è la causa del Male, come dice san Tommaso esso è MANCANZA DI BENE, il male è stato generato dalla disobbedienza, dalla superbia insite nella LIBERTA' di cui l'uomo è dotato...ma Dio PERMETTE che ciò avvenga: una tentazione non osteggiata produce del male...

Inserirò brevi riflessioni tratti sal forum TotusTuus e che condivido pienamente...


Perchè Dio permette la tentazione?

-----------

Suppongo che a molti sia capitato, in vari momenti della vita di porsi spontaneamente la domanda (quanto mai attuale in questo tempo di penitenza): "ma perchè Dio permette la tentazione?" In effetti uno potrebbe pensare (o magari sarebbe tentato di pensare): ma non sarebbe tutto più semplice se Dio mi ponesse nella condizione di non sentire più lo stimolo al peccato? Ah, che pacchia, quanta fatica risparmiata!... Ma evidentemente così non è: se Dio permette ciò un motivo (e assai serio) dovra pur esserci...
Come spunto di riflessione ecco allora che mi appare adattissimo questo brevissimo "vademecum" formulato da uno dei grandi Padri della Chiesa, San Massimo il Confessore (580 - 662)


******************************


Si portano cinque motivazioni per le quali Dio permette che noi siamo attaccati dai demoni.

La prima sta nel fatto che, assaliti nella lotta, mentre respingiamo e resistiamo agli attacchi, apprendiamo il discernimento della virtù e del vizio.

La seconda poi deriva dal fatto che, acquisita la virtù con la fatica e la battaglia, teniamo ferma e immutabile quella virtù.

La terza proviene dal motivo che, mentre consideriamo di non avere fatto un grande progresso nella virtù, impariamo il senso della modestia.

La quarta è data perchè, superato il pericolo del peccato, avanziamo con una totale avversione verso di esso.

La quinta infine, la più eccelsa, deriva dal motivo che, avendo ottenuta la tranquillità dell'animo imperturbato, non ci dimentichiamo della nostra debolezza nè restiamo immemori della grazia di Colui che fu l'aiuto.
__________________

Dov'è la Chiesa, ivi è anche lo Spirito di Dio; e dov'è lo Spirito di Dio, ivi è la Chiesa e tutta la sua grazia. E lo Spirito è la Verità. Perciò quelli che non partecipano allo Spirito, non attingono alle mammelle della loro Madre il nutrimento della vita né ricevono la sorgente purissima che scorre dal Corpo di Cristo, ma si scavano cisterne screpolate negli antratti della terra, e bevono l'acqua infetta del pantano.
Sant' Ireneo di Lione


Non sgomentatevi per le tentazioni. E' buon segno che il nemico combatta un'anima: questo vuol dire che non è sua.
San Francesco di Sales [SM=g1740738]

Ritengo che le tentazioni siano una specie di "palestra" naturale; e che se è vero che Dio non ne è la causa è anche vero che Egli non permette che siano superiori alle forze dell'uomo. Ed è per questo che gli spiriti più "atletici" (i santi) sono quelli che hanno subìto le tentazioni più forti, avendo sostenuto lotte tali col demonio da averne a volte subìto addirittura delle conseguenze fisiche. (basti pensare a san Padre Pio!)

Chi non sostenga mai alcuna tentazione (cosa in realtà impossibile per la natura umana), e che con esse non si eserciti contrastandola, non può neanche sviluppare quei "muscoli" che poi gli permetteranno di sostenere le lotte più serie con l'Avversario con speranza di successo.

Potrebbe sembrare che il consiglio di "fuggire le tentazioni" sia contrario a quanto ho detto. E' logico infatti che dove si prevede di andare incontro ad una tentazione occorre cambiare strada, e del resto è quello di cui ci s'impegna quando nell'atto di dolore si dice «Propongo col Tuo santo aiuto […] di fuggire le occasioni prossime di peccato». Ma le tentazioni ti colgono praticamente in ogni momento della giornata, ed anche se sei allenato a scansarle spesso ci sei in mezzo senza averlo voluto. Ed è allora che bisogna sfoderare la propria abilità di resistenza, naturale ed acquisita.

(A parte il fatto che poi abbiamo un "pronto soccorso" che cura efficacemente le ferite che riportiamo in questi combattimenti, che abbiamo comunque il dovere di non cercare).

"Se l'uomo potesse trovare la sua pace sulla terra, poche anime si salverebbero, perchè lui resterebbe legato alla terra, e non cercherebbe mai di uscirne."
Santa Caterina da Genova


Trovo illuminante questo frammento di Evagrio Pontico (sec. V):


Citazione:
"E' difficile sfuggire al pensiero della vanagloria, poichè tutto quello che tu riuscirai a fare per cacciarlo via, diverrà per te un motivo di vanagloria ulteriore. [...] ho pure constato che, dopo la sconfitta degli altri demoni che così fuggono via, quello della vanagloria riappare sfrontatamente e rappresenta al monaco la portata straordinaria della sua virtù".

E' difficile sfuggire al pensiero della vanagloria, poichè tutto quello che tu riuscirai a fare per cacciarlo via, diverrà per te un motivo di vanagloria ulteriore:
questo può essere un motivo pedagogico per cui Dio ci lascia spesso ad affrontare le tentazioni, da meditare seriamente: perchè non cadiamo in una forma di vanagloria assai più sottile e insidiosa...

"Lo visiti alla prima luce, ma tosto lo metti alla prova" (Gb 7,18)


"...In effetti, la consolazione divina vien data affinchè l'uomo sia più forte nel sostenere le avversità; poi viene la tentazione, affinchè egli non si insuperbisca di quello stato di consolazione." (L'imitazione di Cristo)

[SM=g1740733]
Fraternamente CaterinaLD

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 meditiamo bene le parole di Gesù: "necesse est enim ut veniant scandala" - «è necessario infatti che avvengano scandali» – Matteo 18, 7, che prosegue però: verumtamen vae homini per quem scandalum venit «guai però all’uomo per opera del quale avviene lo scandalo» - Ed anche san Luca 17, 1: impossibile est ut non veniant scandala ; vae autem illi per quem veniant «è impossibile che non avvengano scandali; ma guai a colui per opera del quale avvengono» 😉 tutto dovrà uscire fuori TUTTO, guai a chi vi si troverà dentro e compiacente ... tremiamo e preghiamo per loro, gli scandalizzatori e cerchiamo di non diventarlo noi 🙁 















Fraternamente CaterinaLD

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