DIFENDERE LA VERA FEDE
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Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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La storia della Madonna de La Salette: apparizione e profezie

Ultimo Aggiornamento: 29/01/2018 18.14
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27/08/2009 00.01
 
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....cito il messaggio della Madonna de La Salette, del 19 settembre 1846, autenticato dalla Chiesa:

«MOLTI ABBANDONERANNO LA FEDE,

E IL NUMERO DEI PRETI E DEI RELIGIOSI

CHE SI SEPARERANNO DALLA VERA RELIGIONE SARà GRANDE…

LUCIFERO, CON UN GRAN NUMERO DI DEMONI,

SARANNO SCIOLTI DALL’INFERNO.

ESSI ABOLIRANNO LA FEDE, A POCO A POCO,

E PERSINO NELLE PERSONE CONSACRATE A DIO.

LE ACCECHERANNO IN UN MODO TALE PER CUI,

A MENO DI UNA GRAZIA PARTICOLARE,

QUESTE PERSONE PRENDERANNO LO SPIRITO DI QUESTI ANGELI CATTIVI.

MOLTE CASE RELIGIOSE PERDERANNO MOLTE ANIME…

VI SARANNO DEI PRODIGI STRAORDINARI IN OGNI LUOGO,

perché LA VERA FEDE è SPENTA E LA FALSA LUCE ILLUMINA IL MONDO…

ROMA PERDERà LA FEDE E DIVENTERà LA SEDE DELL’ANTICRISTO.

I DEMONI DELL’ARIA, CON L’ANTICRISTO, FARANNO GRANDI PRODIGI

SULLA TERRA E NELL’ARIA,

E GLI UOMINI SI PERVERTIRANNO SEMPRE DI Più…».


Parce, Domine!..

Parce populo tuo!


PREMESSA [SM=g1740733]

La storia di queste apparizioni è stata per molto tempo avversa e controversa...e nonostante sia stata riconosciuta dalla Chiesa non ebbe nell'immediato il successo che ebbero, per esempio, Lourdes e Fatima...

Il perchè è presto detto: le apparizioni de La Salette riguardano prettamente L'ANDAMENTO DELLA CHIESA, LA FEDE NELLA CHIESA, L'APOSTASIA...

Ogni apparizione ha il suo scopo [SM=g1740733] :

- Lourdes doveva confermare il dogma dell'Immacolata e in questa chiave di lettura teologica, nella sua purezza, Maria offre all'Uomo AMMALATO LA SORGENTE per ricondurlo alla Sorgente vera, ALL'ACQUA PURA CHE DISSETA, ossia, il Cristo suo Figlio...
- Fatima si rivolge al mondo intero, a tutti gli Uomini di buona volontà, richiama le coscienze dei peccatori a saper leggere nelle guerre una conseguenza del loro ateismo, dei loro peccati, della loro persecuzione ALLA Chiesa...
- La Salette si rivolge direttamente ai problemi INTERNI ALLA CHIESA in visione appunto di quanto disse poi Fatima, la profezia SULL'APOSTASIA...


Va considerato che in tutte queste apparizioni il trionfo NON è il male o la sofferenza o l'apostasia, ma è il trionfo della Fede, del Cuore Immacolato di Maria, del Cuore di Cristo Re... [SM=g1740733]

La Salette fu una apparizione molto scomoda...in essa si denunciavano già i semi dell'apostasia all'interno della Chiesa per questo non mancò chi, anche a livello gerarchico, di sminuire tali apparizioni definendole perfino NON riconosciute dalla Chiesa...

Questa premessa era necessaria per leggere in modo più approfondito il messaggio ivi contenuto....

Buona lettura e dopo, buona Preghiera... [SM=g1740717]

[SM=g1740750]



APPARIZIONE DELLA “MADONNA DE LA SALETTE”
(19 settembre 1846)

del sac. dott. Luigi Villa


Fu alla vigilia della “Festa dell’Addolorata”, il 19 settembre 1846, che la giovanetta Melania Calvat, di 15 anni, e il ragazzo Massimino Giraud, di 11 anni, saliti sul monte de la Salette, per condurre al pascolo le mucche, videro la Madonna e ricevettero da Lei un “Messaggio”, poi riconosciuto dalla Chiesa, ma che una diabolica congiura ha sempre mutilato o fatto tacere.
Questo “Messaggio” fu pubblicato dalla “Ber-gère de la Salette” con tanto d’imprimatur dell’allora Vescovo di Lecce, Mons. Salvatore L. Zola.

La storia
dell’apparizione


«Il 18 settembre, vigilia della santa apparizione della Santa Vergine, io ero sola, come al solito, a sorvegliare le quattro vacche dei miei padroni. Verso le ore undici del mattino, vidi venire vicino a me un ragazzino. A quella vista, mi spaventai, perché mi sembrava che tutti do-vessero sapere che io fuggivo ogni compagnia. Quel ragazzino mi si avvicinò e mi disse: “Piccola, io vengo con te! anche io sono di Corps”.

A queste parole, il mio brutto carattere si fece subito vivo e, facendo qualche passo indietro, gli dissi: “Io non voglio alcuno, voglio restare sola”. Poi mi allontanai, ma il bambino mi seguiva dicendomi: “Dai, lasciami stare con te! Il mio padrone mi ha detto di venire a sorvegliare le mie vacche assieme alle tue; io sono di Corps”. Io mi allontanai da lui, facendogli segno che non volevo nessuno; e dopo essermi allontanata mi sedetti sul prato. Là, io parlavo con i fiorellini del Buon Dio. Poco tempo dopo, mi volto e trovo Maximin seduto vicino a me. Egli mi disse subito: “Guardami, io sarò buonissimo”! Ma il mio brutto carattere non voleva saperne.
Io mi alzo precipitosamente; fuggo più lontano senza dirgli nulla, e mi rimetto a giocare con i fiori del Buon Dio.

Un istante dopo, Maximin era di nuovo vicino a me e mi diceva che sarà buonissimo, che non parlerà, che si annoierà a stare completamente solo e che il suo padrone lo mandava da me. Questa volta ne ebbi pietà, gli feci cenno di sedersi e io continuai con i fiorellini del Buon Dio.

Maximin non tardò a rompere il silenzio, si mise a ridere (credo che mi prendesse in giro); io lo guardai ed egli mi disse: “Divertiamoci, facciamo un gioco”. Io non gli risposi perché ero così ignorante che non capivo nulla di giochi con un’altra persona, essendo stata sempre sola. Io mi divertivo da sola con i fiori e Maximin, avvicinandosi molto a me, non faceva che ridere, dicendomi che i fiori non avevano orecchie per sentirmi e che noi dovevamo giocare insieme. Ma non mi attirava il gioco che egli mi diceva di fare. Io mi misi a parlare con lui ed egli mi disse che i dieci giorni che doveva passare con il suo padrone sarebbero presto finiti e dopo egli sarebbe tornato a Corps da suo padre.

Mentre egli mi parlava, la campana della Salette si fece udire, era l’Angelus; feci segno a Maximin di elevare la sua anima a Dio. Egli si scoprì il capo e stette un poco in silenzio. Io poi gli dissi: “Vuoi cenare? - Sì, mi disse, andiamo”! Noi ci sedemmo. Io presi dal mio sacco le provviste che mi avevano dato i miei padroni e, come d’abitudine, prima di affettare la mia pagnottella rotonda, con la punta del mio coltello feci una croce sul mio pane e in mezzo feci un piccolo buco dicendo: “Se vi è il diavolo ne esca, e se vi è il Buon Dio vi resti”! e molto velocemente ricoprii il piccolo buco. Maximin scoppiò in una risata e diede un colpo con il piede al mio pane che mi sfuggì dalle mani, rotolando giù per la montagna e si perse.

Io avevo un altro pezzo di pane, lo mangiammo insieme; dopo mangiato, giocammo; poi, comprendendo che Maximin doveva aver bisogno di mangiare, gli indicai un luogo della montagna dove vi erano molti piccoli frutti e lo invitai ad andare a mangiarne; ciò che egli fece subito. Ne mangiò e ne riportò pieno il suo cappello. La sera, scendemmo insieme dalla montagna e ci proponemmo di tornare a sorve-gliare le nostre vacche insieme.

L’indomani, 19 settembre, mi ritrovo in cammino con Maximin; noi salimmo insieme sulla montagna. Io trovavo Maximin molto buono, molto semplice ed egli volentieri parlava di ciò che io volevo parlare; era anche assai docile; era solamente un poco curioso perché, quando mi allontanavo da lui, non appena mi fermavo, subito mi si avvicinava per vedere ciò che facevo e sentire ciò che dicevo ai fiori del Buon Dio e, se non arrivava in tempo, mi chiedeva ciò che avevo fatto. Maximin mi chiese di insegnargli un gioco. Era già mattina inoltrata: io gli dissi di raccogliere dei fiori per fare il “Para-diso”. Noi ci mettemmo entrambi all’opera ed avemmo presto una quantità di fiori di diversi colori. Dal villaggio si sentì l’Angelus, poiché il cielo era limpido, non vi erano nuvole.

Dopo aver detto al Buon Dio ciò che noi sapevamo, dissi a Maximin che dovevamo condurre le vacche su di un piccolo ripiano, vicino al ruscello dove vi erano delle pietre per costruire il “Paradiso”. Conducemmo le vacche sul posto stabilito e mangiammo un pasto leggero; poi ci mettemmo a portare delle pietre per costruire la nostra casetta, che consisteva in un pian-terreno, sedicente nostra abitazione, ed in un piano al di sopra che era, secondo noi, “Paradiso”. Questo piano era tutto guarnito di fiori di differenti colori, con delle corone sospese e dei gambi di fiori. Questo “Paradiso” era coperto con una sola e larga pietra e noi avevamo anche sospeso corone di fiori tutto intorno. Terminato il “Paradiso”, noi lo guardammo; il sonno ci vinse; noi ci allontanammo di là di circa due passi e ci addormentammo sul prato. La Bella Signora si sedette sul nostro “Pa-radiso” senza farlo crollare.

Essendomi risvegliata e non vedendo le nostre vacche, chiamai Maximin e salii il ponticello. Di là, avendo vi-sto le nostre vacche tranquillamente sdraiate, ridiscesi, e Maximin salì; quando d’improvviso vidi una bella luce più brillante del sole e a fatica potei dire queste parole: “Maximin, vedi laggiù? Ah, Dio mio!”. Nel medesimo tempo, lasciai cadere il ba-stone che avevo in mano.

Io non so ciò che avveniva in me di delizioso in quel momento, ma mi sentivo attirare! Io provavo un gran rispetto pieno di amore e il mio cuore avrebbe voluto correre più di me. Io guardavo molto attentamente quella luce che era immobile, e come se la luce fosse stata aperta, io vidi un’altra luce, molto più splendente e che era in movimento e, dentro a questa luce, una bellissima Signora, seduta sul nostro “Paradiso”, che aveva la testa tra le mani. Questa bella Signora si è alzata, ha incrociato le Sue braccia e guardandoci ci ha detto: “Avvicinatevi, bambini miei, non abbiate paura! Io sono qui per annunciarvi una bella notizia”! Queste dolci e soavi parole mi fecero volare fino a Lei, e il mio cuore avrebbe voluto incollarsi a Lei per sempre.

Arrivata molto vicino alla Bella Signora, davanti a Lei, alla Sua destra, Ella comincia il discorso e le lacrime iniziano anche a scendere dai suoi begli occhi:

“Se il mio popolo non vuole sottomettersi, Io sono costretta a lasciare la mano di mio Figlio. La Sua mano è così pesante, così pesante che Io non posso più trattenerla! Da quanto tempo io soffro per voi! Se io voglio che mio Figlio non vi abbandoni, sono incaricata di pregarLo senza sosta. E voi altri, voi non ci fate caso. Voi, per quanto preghiate, per quanto facciate, mai potrete ripagare il dolore che io ho preso per voi. Io vi ho dato sei giorni per lavorare, io mi sono riservato il settimo e non me lo si vuole accordare. È questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio!

Coloro che guidano i carri non sanno parlare senza mettervi il Nome di mio Figlio in mezzo.
Queste sono le due cose che appesantiscono tanto il braccio di mio Figlio.
Se il raccolto si guasta, non è che per causa vostra.
Io ve l’ho fatto vedere, l’anno passato, con le patate, voi non ci avete fatto caso; è il contrario, quando voi ne trovavate di guaste, voi bestemmiavate e voi usavate il Nome di mio Figlio. Le patate continueranno a guastarsi e a Natale non ve ne saranno più! Se voi avete del grano non dovete seminarlo.

Tutto quello che seminerete, le bestie lo mangeranno; e ciò che crescerà, cadrà in polvere quando lo batterete. Verrà una grande carestia. Prima che venga la carestia, i bambini, sotto i sette anni, prenderanno un tremito e moriranno tra le mani di co-loro che li terranno; gli altri faranno penitenza con la fame. Le noci diventeranno cattive, l’uva marcirà”.
(…)

Qui, la Bella Signora comunicò a Melania un segreto-messaggio; ma siccome è troppo lungo, abbiamo pensato di riportarlo restringendolo nei suoi aspetti più rilevanti.
Il “Messaggio”


«Melania, quello che vi dirò adesso non rimarrà un segreto per sempre: voi potrete pubblicarlo nel 1858.

I preti, i ministri di Mio Figlio, per la loro vita cattiva, per la loro irriverenza e la loro empietà nel celebrare i Santi Misteri, per l’amore del denaro, l’amore degli onori e dei piaceri, i preti sono diventati cloache d’impurità. Sì, i preti chiedono vendetta e la loro ven-detta è sospesa sulle loro teste!

Disgrazia ai preti e alle persone consacrate a Dio, le quali, per la loro infedeltà e la loro vita cattiva, crocifiggono di nuovo Mio Figlio!

I peccati delle persone consacrate a Dio gridano verso il Cielo e chiamano la vendetta, ed ecco che la vendetta è alle loro porte; perché non si trova più nessuno per implorare la misericordia e il perdono per il popolo; non vi sono più delle anime generose e non vi sono più persone degne di offrire la Vittima senza macchia all’Eterno, in favore del mondo. Dio vi sta per colpire in modo senza pari; sventura agli abitanti della terra! Dio sta per esaudire la sua collera e nessuno potrà sottrarsi a tanti mali riuniti!
I capi, che guidano il popolo di Dio, hanno trascurato la preghiera e la penitenza; il demonio ha oscurato le loro intelligenze; essi sono diventati quelle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la sua coda per farli morire.

Dio permetterà all’antico serpente di mettere delle divisioni tra i regnanti, in tutte le società e in tutte le famiglie; si soffriranno pene fisiche e morali: Dio abbandonerà gli uomini a se stessi e si vedranno ca-stighi che si susseguiranno per più di 35 anni!
La società è alla vigilia dei più terribili flagelli e di avvenimenti grandissimi. Bisogna aspettarsi di essere governati da una verga di ferro e di bere il calice della collera di Dio.

Che il Vicario di Mio Figlio, il Sovrano Pontefice Pio IX, non esca più da Roma dopo l’anno 1859, ma che sia fermo e generoso, che combatta con le armi della fede e dell’amore: Io sarò con lui!
L’Italia sarà punita per la sua ambizione di vo-ler scuotere il giogo del Signore dei Signori; anche lei sarà abbandonata alla guerra; il sangue scorrerà da ogni parte: le chiese saranno chiuse e profanate; i preti, i religiosi saranno scacciati; saranno fatti morire di una morte crudele!

Molti abbandoneranno la Fede, e il numero dei preti e dei religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; tra queste persone si trove-ranno anche dei Vescovi. Che il Papa si tenga in guardia da chi farà miracoli, perché è venuto il tempo che i prodigi più stupefacenti succederanno sulla terra e nell’aria.

Nell’anno 1864, Luci-fero, con un gran numero di demoni, saranno sciolti dall’inferno: essi aboliranno la Fede a poco a poco e perfino nelle persone consacrate a Dio: le accecheranno in un modo tale per cui, a meno di una grazia particolare, queste persone prenderanno lo spirito di questi angeli cattivi; molte case religiose perderanno interamente la Fede, e perderanno molte anime!

I libri cattivi abbonderanno sulla terra, e gli spiriti delle tenebre diffonderanno ovunque un rilassamento universale per tutto ciò che riguarda il servizio di Dio; essi avranno un gran potere sulla natura; ci saranno delle chiese per servire questi spiriti. Delle persone saranno trasportate da un luogo all’altro da questi spiriti malvagi: anche dei preti, perché non si saranno comportati con lo spirito buono del Vangelo, che è spirito di umiltà, di carità e di zelo per la gloria di Dio!

Si faranno resuscitare dei morti e dei giusti.

Vi saranno in ogni luogo dei prodigi straordinari, perché la vera Fede si sarà spenta e la falsa luce illumina il mondo.
Guai ai prìncipi della Chiesa che non saranno occupati che ad accumulare ricchezze, che a salvaguardare la loro autorità, e a dominare con l’orgoglio!

Il Vicario di Mio Figlio dovrà soffrire molto, perché, per un tempo, la Chiesa sarà abbandonata a grandi persecuzioni: quello sarà il tempo delle tenebre. La Chiesa avrà una crisi orrenda!
La santa Fede di Dio, essendo dimenticata, ogni individuo vorrà guidare se stesso, ed essere superiore ai suoi simili.

Si aboliranno i poteri civili ed ecclesiastici. Ogni ordine e ogni giustizia saranno cal-pestati. Non si vedranno che omicidi, odio, gelosie, menzogne e discordie, senza amore per la patria né per la famiglia!
Il Santo Padre soffrirà molto. Io sarò con lui fino all’ultimo per ricevere il suo sacrificio. I cattivi attente-ranno più volte alla sua vita senza poterla danneggiare: ma né lui né il suo successore vedranno il trionfo della Chiesa di Dio!

I governanti civili avranno tutti uno stesso dise-gno, che sarà quello di abolire e di far sparire qualsiasi princìpio religioso per far posto al materialismo, all’ateismo, allo spiritismo e ad ogni altra sorta di vizi.
Coloro che sono alla testa delle comunità religiose si tengano in guardia dalle persone che devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli Ordini Religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l’amore ai pia-ceri carnali saranno sparsi per tutta la terra.

La Francia, l’Italia, la Spagna e l’Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà il francese, l’italiano contro l’italiano, dopo di che ci sarà una guerra generale che sarà spaventosa!

Per qualche tempo, Dio non si ricorderà più della Francia, né dell’Italia, perché il Vangelo di Gesù Cristo non è più conosciuto. I malvagi useranno tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente, perfino nelle case!

Al primo colpo della Sua spada fulminante, le montagne e tutta la natura tremeranno di spavento, perché i disordini e i crimini degli uomini forano la volta celeste.
Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita: molte grandi città saranno scosse e inghiottite dai terremoti; si crederà che tutto sia perduto; non si vedranno che omicidi, non si udranno che fragor d’armi e bestemmie.

I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro pe-nitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo, e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione!

Allora Gesù Cristo, con un atto della Sua grande Misericordia per i giusti, comanderà ai Suoi Angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte. Di colpo, i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto!

Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato; la carità fiorirà ovunque. I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtù di Gesù Cristo, e gli uomini vivranno nel timor di Dio.

Questa pace tra gli uomini non durerà a lungo: Venticinque anni di raccolti abbondanti farà loro dimenticare che i peccati degli uomini sono la causa di tutte le sofferenze che arrivano sulla terra. Un precursore dell’anticristo, con le sue truppe di molteplici nazioni combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo; egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come dio.

La terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe. Ci saranno delle guerre, fino all’ultima guerra che sarà fatta, allora, dai dieci re dell’anticristo, i quali avranno tutti lo stesso programma e saranno i soli che governeranno il mondo.

Prima che ciò avvenga, ci sarà una falsa pace nel mondo. Non si penserà che a divertirsi. I malvagi si abbandoneranno ad ogni sorta di peccato. Ma i figli della Santa Chiesa, i figli della Fede, i miei veri imitatori, cresceranno nell’amore di Dio e nelle virtù che mi sono più care.

La Natura chiede vendetta per gli uomini, ed essa trema di spavento nell’attesa di quello che deve accadere alla terra imbrattata di crimini.

Tremate, terra e voi che fate professione di adorare Gesù Cristo e che interiormente adorate solo voi stessi; tremate, perché Dio sta per conse-gnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono più le case di Dio; ma pascoli di Asmodeo e dei suoi!

Sarà durante questo tempo che nascerà l’anticristo da una religiosa ebrea, da una falsa vergine, che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il padrone della impurità. Suo padre sarà Vescovo; nascendo, egli vomiterà delle bestemmie, egli avrà dei denti, in una parola, sarà il diavolo incarnato. Lancerà delle grida spaventose, farà dei prodigi, non si nutrirà che d’impurità.

Avrà dei fratelli che, benché non siano come lui demoni incarnati, saranno dei figli del male. A dodici anni, si faranno notare per le loro vittorie trionfali. Ben presto ognuno di essi sarà alla testa degli eserciti, assistiti da legioni infernali.

Le stagioni saranno cam- biate, la terra non produrrà che frutti cattivi, gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna non rifletterà che una debole luce rossa; l’acqua e il fuoco daranno al globo terrestre dei movimenti convulsi degli orribili terremoti che inghiottiranno delle montagne, delle città.


Roma perderà la fede
e diventerà la sede
dell’anticristo!


I demoni dell’aria, con l’anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’aria, e gli uomini si pervertiranno sempre più.

Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato ovunque; tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità!
Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il vero e solo Salvatore degli uomini… Io chiamo i Miei figli, i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me, affinché Io li conduca al Mio Divin Figlio, quelli che Io porto, per così dire, nelle Mie braccia, quelli che hanno vissuto del Mio spirito; infine, Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesù Cristo, che hanno vissuto nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell’unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti dal mondo.

È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra.
Andate e mostratevi come i Miei figli prediletti. Io sono con voi e in voi, purché la vostra Fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come degli affamati per la gloria e l’onore di Gesù Cristo! Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini!

La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione. Ma ecco Enoch ed Elia, riempiti di Spirito di Dio; essi predicheranno con la forza di Dio, e molte anime saranno consolate; faranno dei grandi progressi per virtù dello spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell’anticristo!

Sciagura agli abitanti della Terra!
Vi saranno guerre sanguinose e carestie; pesti e malattie contagiose; pioverà una grandine spaventosa di animali; tuoni che scuoteranno le città; terremoti che inghiottiranno paesi; si udranno delle voci nell’aria; gli uomini batteranno la testa contro i muri, chiameranno la morte e, da un’altra parte, la morte sarà il loro supplizio. Il sangue scorrerà ovunque…

Chi potrà vincere se Dio non diminuisce il tempo della prova? Dal sangue, dalle lacrime e dalle preghiere dei giusti, Dio si lascerà placare.
Enoch ed Elia saranno messi a morte; Roma pagana scomparirà; il fuoco del Cielo cadrà e distruggerà tre città; tutto l’universo sarà colpito dal terrore, e molti si lasceranno sedurre, perché non hanno adorato il vero Cristo vivente in mezzo a loro.

È tempo. Il sole si oscura, la Fede sola vivrà!

Ecco il tempo, l’abisso si apre. Ecco il re delle tenebre. Ecco la Bestia con i suoi sudditi, che si proclama salvatore del mondo. Si innalzerà con orgoglio nell’aria per andare fino al cielo, ma sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo. Cadrà, e la terra, che da tre giorni sarà in continua evoluzione, aprirà il suo seno pieno di fuoco e sarà gettato, per sempre, con tutti i suoi, negli abissi eterni dell’inferno!
Allora, l’acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell’orgoglio degli uomini, e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato»!






Dopo aver letto il “Segreto” di La Salette, si può comprendere perché esso sia rimasto per davvero un “segreto” per tanti anni! Quando fu messo in circolazione, nel 1879, i sacerdoti ricevettero l’ordine di farselo consegnare dai penitenti, qualora dicessero di possederlo.
Per sminuirne la portata, non si fece più parola di Melania, e, quando veniva nominata, era solo per calunniarla!

La stessa Melania, in una sua lettera del 20 Luglio 1894, alla Signorina Venet, racconta il perché l’opusco-lo del 1879 venne ritirato dalla circolazione, malgrado l’Imprimatur: “Dei Vescovi francesi, tra gli altri il Vescovo di Nimes, e un altro, non mi ricordo di quale diocesi, scrissero alla Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, dicendo che, se non si fossero fatti ritirare quei libri (gli “esemplari” di Lecce) dalle mani dei fedeli e non si impediva la propaganda di quegli opuscoli, la Francia intera non avrebbe più mandato “le denier de Saint Pierre” (l’Obolo di San Pietro). Parecchi Vescovi e Cardinali impedirono a Melania di scrivere gli “spaventi”.

La persecuzione contro Melania, comunque, arrivò fino a cercare di impedire al suo Padre Spirituale, Mons. Zola, Vescovo di Lecce, di confessarla. Allora, Mons. Salvatore Luigi Zola andò a Roma dal card. Caterini, segretario del Sant’Uffizio, al quale disse che sarebbe andato dal Santo Padre per dare le sue dimissioni da Vescovo di Lecce.
“E perché?” gli chiese il cardinale.
“Poiché se non posso dirigere l’anima di una piccola donna, quale è la pastorella de la Salette, sono ancora più incapace a dirigere una così vasta diocesi come è quella di Lecce”!

Il Cardinale Caterini convinse il Vescovo a non dare le dimissioni, ma giustificò le sue lettere contro Melania dicendo che erano il frutto delle pressioni della Francia. Così, Mons. Zola, ritornato a Lecce, continuò a confessare Melania. (Cfr. Abbé Gouin: “Soeur Maie de la Croix, Bergère de la Salette”, Ed. St. Michel, 21 nov. 1969).

Il 3 dicembre 1878, Melania fu ricevuta in udienza da Leone XIII. Sul libro sopra citato leggiamo: «Il Santo Padre mi ricevette con bontà - racconta Melania - e mi disse in buon francese: “Bene! Partirete subito per la montagna de La Salette con la Regola della SS. Vergine, e la farete osservare ai preti e ai religiosi”».

Ma Melania, sapendo che se fosse andata a La Salette, con la Regola della SS. Vergine, il Vescovo di Grenoble gliela avrebbe fatta scrivere a modo suo, ottenne da Leone XIII di rimanere a Roma, presso le Visitandine, dove scrisse la Regola in tutta tranquillità, perché il Santo Padre aveva dato disposizioni che ella non fosse disturbata.

Le “Costituzioni” della Regola furono redatte in ita-liano da Melania, che le fece rimettere al “buon Cardinale Ferri”, come ella lo chiamava.
Purtroppo, il Vescovo di Grenoble aveva degli alleati nel segretario del Cardinal Ferrier, Mons. Bianchi, e in Mons. Fava, i quali impedirono a Melania di rivedere Leone XIII…”.
E così le “persecuzioni” contro di lei continuarono… fino a tuttora!…


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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In alcuni passi profetici La Salette si ritrova, per esempio, con i sogni di san Giovanni Bosco...specialmente quello dedicato alla devastazione di Roma...
che potrete leggere qui:

SCOSSE DI TERREMOTO A ROMA, SCOPERTA UNA FAGLIA SOTTO CASTELSANT'ANGELO

in tal senso si interpreterebbe il senso di Roma sede dell'anticristo come del resto segnala anche la Beata Caterina Emmerick nelle sue profezie: Roma sarà devastata e l'anticristo arriverà fino all'ingresso di san Pietro anch'essa distrutta e devastata, ma non potrà entrare perchè l'Arcangelo Michele non lo permetterà...
Anche la Emmerick parla di apostasia gravissima a tal punto che il Papa sarà lasciato solo...che la fede di molti cattolici sarà falsa ed estranea alla sana dottrina...
Ma anche a Fatima la Vergine ha parlato di una grave crisi ed oscurità che avrebbe colpito la Chiesa e il Pontefice...
In sè, alla Salette, tali profezie non sono poi così diverse, tanto meno uniche.... e questo rafforza la loro credibilità vista la credibilità di un santo come Bosco e di una Beata come la Emmerick....riconosciuti tali, appunto, dalla Chiesa stessa...nonchè i tre veggenti di Fatima e santa Bernadetta a Lourdes...Santi e Beati che ancora una volta, come fu san Padre Pio, ci mettono in guardia dai pericoli futuri...

Li ascolteremo davvero?
Molti si prodigano nelle profezie pagane.... e allora, cliccando anche qui:

Perchè si crede alle profezie Maya (e altre) e non a quelle del Cristo?



                                            

                                                   





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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Attualità dell’evento de La Salette


A "coronamento" dei 160 anni passati dalle apparizioni de La Salette giunge una monumentale opera di padre Umberto Paiola, che ne ripercorre la storia e la ricezione nella realtà italiana.


Con gioia salutiamo questa immane fatica di Umberto Paiola, dei Missionari de La Salette, intitolata La Salette in Italia. Storia, arte, grazie, culto e tradizioni (Campisano editore 2007, 3 voll.). Alla sua ultraventennale ricerca va il merito di questa vasta e illuminante opera, fitta nella documentazione ma scorrevole, che ci offre un’esauriente panoramica sia dei fatti, contesti, intoppi e sviluppi riguardanti l’apparizione mariana a La Salette in Francia (1846), ma anche gli alti e bassi della sua ricezione in Italia. Vari fraintendimenti e strumentalizzazioni hanno compromesso non poco quell’evento mariano, di cui ripercorriamo brevemente qualche tratto.

L’autore dedica più spazio di quello che le biografie di solito riservano al ragazzo Massimino, di cui viene valorizzata la "marginalità" e il nascondimento, mentre ricostruisce bene la vicenda di Melania, con il cui percorso umano e spirituale coincide, nell’immaginario di molti, il senso dell’apparizione de La Salette. Sintesi di tale percorso è quello che Melania stessa chiamò il "segreto" a lei affidato dalla Madonna e che, redatto più volte, descrive il modo in cui Melania ha cercato di interpretare e vivere la grazia singolare dell’incontro con la "bella Signora" della montagna de La Salette.

Il mistero de La Salette e Melania furono osteggiati, anche da sacerdoti e vescovi, oltre che dai liberal-massoni. Ricordiamo qui l’essenziale del messaggio della "bella Signora": «Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio figlio. È così pesante che non posso più sostenerlo. Da quanto tempo soffro per voi!». Dopo lunghi interrogatori per accertare la verità delle parole di Melania e Massimino, il vescovo di Grenoble dovette dichiarare vera l’apparizione.


I tre volumi di La Salette in Italia. Storia, arte, grazie, culto e tradizioni.

Da quel momento Melania e Massimino passano in secondo piano, rimangono invece le parole di Maria e il loro sconvolgente richiamo a «suo Figlio». Il "segreto" di Melania e di Massimino finirà invece per acquistare un ruolo centrale nella storia successiva, spesso a scapito del messaggio riconosciuto dalla Chiesa e offerto a tutti i cristiani come fonte di rinnovamento e di testimonianza. Nella sua esistenza davvero tribolata, Melania con fedeltà ed eroismo scelse di far conoscere, in un’esistenza nomade, quello che ai suoi occhi appariva un messaggio doloroso eppure necessario alla salvezza della Chiesa.

Per un rilancio della vita cristiana

Il libro di padre Paiola ha il merito di fare una presentazione complessiva di quanto riguarda l’apparizione mariana di La Salette: a cominciare dalla storia e alterne sue vicende; quindi descrivendone il culto e le relative grazie; per finire con l’affermarsi della tradizione ricca pure di arte. Il tutto esaminato prima in Francia e poi nella sua ricezione in Italia. Quest’ultimo aspetto caratterizza tutta la seconda parte del volume, che risulta una guida preziosa, quasi un atlante storico-geografico della "religiosità popolare" nelle varie fasi di quella ricezione.

Ma l’opera di Paiola contestualizza anche l’evento de La Salette nelle vicende socioculturali, politiche e religiose dell’Ottocento in genere e delle sue ricadute nell’Italia sabauda e liberal-massonica. Infine, il primo volume illustra bene l’attualità del messaggio di riconciliazione affidato dalla Madonna a Melania e Massimino, che sempre rischia fraintendimenti (pp. 86-208). Molto raccomandabili le pagine dedicate ai segni e al significato del messaggio e al loro linguaggio simbolico, come anche quelle dedicate all’intervento ufficiale della Chiesa, nonché alle congregazioni nate da quell’evento e all’attualità del messaggio (pp. 497-502).

Evento di misericordia e di grazia, di chiamata e di missione, che può contribuire anche oggi a un deciso rilancio della vita cristiana e a rinvigorirne la spiritualità e la missionarietà.

I tre volumi sono disponibili a soli 85 euro (anziché 180) richiedendoli direttamente all’autore (tel. 349-433.91.90).

Piersandro Vanzan

www.stpauls.it/madre/0801md/0801md14.htm



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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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30/03/2010 18.48
 
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Messaggio della Madonna a La Salette

Rivelazioni di Maria SS riguardanti i nostri tempi


[SM=g1740717] [SM=g1740720] [SM=g1740750] [SM=g1740752]


Melania quello che sto per dirti ora, non sarà sempre un segreto: lo puoi pubblicare nel 1858. I sacerdoti, i ministri di mio Figlio con la loro vita cattiva, con le loro irriverenze e le loro empietà nel celebrare i santi Misteri, con l’amore per il denaro, l’amore per gli onori ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati cloache di impurità. Si, i preti provocano la vendetta e vendetta pende sulle loro teste. Guai ai preti ed alle persone consacrate a Dio che, con la loro infedeltà e la loro vita cattiva crocifiggono di nuovo mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio gridano al cielo e richiamano vendetta ed ora ecco la vendetta alle loro porte giacchè non si trova più alcuno che invochi misericordia e perdono per la gente; non ci sono più anime generose, ora non c'è più, nessuno degno di offrire la Vittima Immacolata all’Eterno in favore del mondo. Dio colpirà in una maniera senza pari! Guai agli abitanti della terra!

Dio vuoterà la sua ira e nessuno sarà in grado di sfuggire a cosi tanti mali tutti in una volta. I capi, i condottieri del popolo di Dio, hanno dimenticato la preghiera e la penitenza, e il demonio ha ottenebrato le loro menti; esse sono divenute quelle stelle erranti che l’antico diavolo con la sua coda trascinerà alla rovina. Dio permetterà all’antico serpente di seminare divisioni tra i governanti, in tutte le società e in tutte le famiglie; si subiranno sia punizioni fisiche che morali. Dio abbandonerà gli uomini a se stessi e manderà castighi uno dopo l’altro per più di 35 anni. La società è alla vigilia dei più terribili flagelli e dei più grandi eventi; ci si deve aspettare di essere governati da una verga di ferro e di bere il calice dell’ira di Dio.

Che il Vicario di mio Figlio: il Sovrano Pontefice Pio IX non lasci Roma dopo il 1858; che egli sia fermo e generoso faccia la battaglia con le armi della Fede e dell’amore Io sarò con Lui. Che si guardi a Napoleone; il suo Cuore è doppio! e quando egli vorrà essere Papa e Imperatore allo stesso tempo, Dio lo abbandonerà. Egli è quell’aquila che desiderando di alzarsi sempre più, cadrà sulla spada che lui voleva usare per forzare le popolazioni ad esaltarlo. L’ltalia sarà punita per la sua ambizione nel volere scuotersi il giogo del Signore dei Signori; così essa sarà consegnata alla guerra; sangue scorrerà da tutte le parti; le chiese saranno chiuse o dissacrate; preti e religiosi saranno cacciati; essi saranno messi a morte e ad una morte crudele.

Molti abbandoneranno la Fede e il numero dei sacerdoti e dei religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; persino dei vescovi saranno trovati tra queste persone. Che il Papa stia in guardia contro gli operatori di miracoli, giacchè è venuto il tempo in cui avverranno i più straordinari prodigi sulla terra e in cielo. Nell’anno 1864, Lucifero, insieme ad un gran numero di demoni saranno sciolti dall’inferno; a poco a poco essi aboliranno la fede, e questo anche in persone consacrate a Dio; essi li accecheranno al punto tale che senza una grazia speciale, queste persone prenderanno lo spirito di questi angeli cattivi; un numero di case religiose perderanno completamente la fede e causeranno la dannazione di molte anime. Libri cattivi abbonderanno sulla terra e gli spiriti di oscurità spargeranno da ogni parte un universale rilassamento in tutto ciò che concerne il servizio di Dio.

Essi avranno un grandissimo potere sulla natura; ci saranno chiese per servire questi spiriti.(“Setta di satana” - n.d.r.) La gente sarà trasportata da un posto all’altro da questi spiriti cattivi, e persino i sacerdoti, perchè essi non avranno vissuto secondo lo spirito buono del Vangelo, che è spirito di umiltà, carità e zelo per la gloria di Dio. I morti e i giusti saranno fatti risorgere (cioè:questi morti assumeranno l’aspetto di anime giuste che una volta vissero sulla terra, con lo scopo di sedurre gli uomini più facilmente; questi cosiddetti morti risuscitati, che non saranno altro che il demonio sotto queste facce, predicheranno un altro Vangelo, contrario a quello vero di Gesù Cristo negando l’esistenza del paradiso... Tutte queste anime appariranno unite ai loro corpi; "Aggiunta di Melania.").

Ci saranno straordinari prodigi dovunque, perchè la vera Fede è stata spenta ed una falsa luce illumina il mondo. Guai ai principi della Chiesa che saranno occupati solo ad accumulare ricchezze su ricchezze a difendere la propria autorità ed a dominare con orgoglio! Il Vicario di mio Figlio dovrà soffrire molto, perchè per un po’ la Chiesa sarà data a grandi persecuzioni. Sarà l’ora delle tenebre; la Chiesa passerà una spaventosa crisi. Dimenticata la santa fede di Dio, ogni individuo vorrà guidarsi da solo ed essere superiore ai suoi pari. L’autorità civile ed ecclesiastica sarà abolita. l’ordine e la giustizia saranno calpestati sotto i piedi. Si vedranno solo omicidi, odio, gelosia, menzogna e discordia, senza amore per la patria e per la famiglia.

Il Santo Padre soffrirà molto. Io sarò con lui fino alla fine per ricevere il suo sacrificio. I malvagi faranno vari attentati alla sua vita senza riuscire ad accorciare i suoi giorni; ma ne lui ne il suo successore vedranno il trionfo della Chiesa di Dio. I governanti civili avranno tutti lo stesso scopo, che sarà quello di abolire e far sparire ogni principio religioso, per far strada al materialismo all’ateismo allo spiritismo e a vizi di tutti i tipi. Nell’anno 1865, l’abominazione sarà vista nei luoghi santi; nei conventi, i fiori della Chiesa diverranno putridi e il diavolo si stabilirà come re di tutti i cuori. Per coloro che sono a capo di comunità religiose stiano in guardia con le persone che devono ricevere perchè il diavolo userà tutta la sua malizia per introdurre negli Ordini religiosi persone date al peccato, giacchè disordini e amore ai piaceri carnali saranno sparsi su tutta la terra.

La Francia, l’Italia, la Spagna e l’Inghilterra saranno in guerra; sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà col francese, l’italiano con l’italiano; poi ci sarà una guerra generale che sarà spaventosa. Per un po’ Dio non si ricorderà più della Francia e dell’Italia, perchè il Vangelo di Gesù Cristo non è più conosciuto. I malvagi sguinzaglieranno tutta la loro malizia; persino nelle case ci saranno omicidi e mutui massacri.

Con il primo fulmineo colpo della sua spada, le montagne e tutta la natura tremeranno di spavento, perchè i disordini e i crimini degli uomini stanno squarciando la volta dei cieli. Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; un numero di grandi città saranno scosse e inghiottite dai terremoti; tutto sembrerà perduto; si vedranno solo assassini, si udranno strepito di armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto; le loro preghiere la loro penitenza e le loro lagrime saliranno fino al cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il mio aiuto ed intercessione. Allora Gesù Cristo, per un atto della sua giustizia e per la sua grande misericordia verso i giusti, comanderà ai suoi Angeli di mettere a morte tutti i suoi nemici.

In un colpo i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato periranno e la terra diventerà come un deserto. Poi ci sarà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato; la carità fiorirà ovunque. I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa che sarà forte, umile, pia, povera, zelante imitante le virtù di Gesù Cristo. Il Vangelo sarà predicato ovunque e gli uomini faranno grandi passi nella fede, perchè ci sarà unità tra gli operai di Gesù Cristo e gli uomini vivranno nel timor di Dio. Ma questa pace tra gli uomini non durerà molto: 25 anni di raccolti abbondanti faranno dimenticare loro che i peccati degli uomini sono la causa di tutti i guai che capitano sulla terra. Un precursore dell’Anticristo, con le sue milizie prese da molte nazioni, muoverà guerra contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo; egli spargerà molto sangue e cercherà di annullare il culto di Dio per essere considerato come un Dio. La terra sarà colpita da castighi di ogni genere (oltre alla peste e alla carestia, che saranno diffuse -“aggiunta di Melania"); ci saranno guerre fino all’ultima guerra, che sarà poi mossa dai dieci re dell’Anticristo, re che avranno un disegno comune e saranno gli unici governanti del mondo.

Prima che questo accada, ci sarà una specie di falsa pace nel mondo; la gente penserà solo a divertirsi; i malvagi si lasceranno andare a ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della vera fede, i veri miei imitatori, cresceranno nell’amore di Dio e nelle virtù a me più care. Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! Io combatterò con loro fino a che essi raggiungeranno la pienezza della maturità. La natura implora vendetta a causa degli uomini e trema di spavento, aspettando quello che deve accadere alla terra macchiata di crimine. Trema, terra e tu che professi di servire Gesù Cristo mentre interiormente tu adori te stesso, trema! Perchè Dio ti consegnerà al suo nemico, perchè i luoghi santi sono in uno stato di Corruzione: molti conventi non sono più le case di Dio, ma pascoli per Asmodeo e la sua gente. Sarà in questo periodo che l’Anticristo nascerà da una monaca ebrea, una falsa vergine che sarà in comunicazione con l’antico serpente, maestro d’impurità; suo padre sarà un Vescovo (in francese: Ev.); alla nascita vomiterà bestemmie, avrà denti; in una parola, questo sarà il demonio incarnato; emetterà grida terrificanti, farà prodigi, vivrà di impurità.

Egli avrà fratelli che, benchè non demoni incarnati come lui, saranno figli del male: all’età di dodici anni saranno notati per le prodi vittorie che otterranno; presto essi saranno ognuno a capo di eserciti, assistiti da legioni dell’Inferno. Le stagioni cambieranno, la terra produrrà solo frutti cattivi; i corpi celesti perderanno la regolarità dei loro movimenti; la luna rifletterà solo una tenue luce rossastra; l’acqua ed il fuoco determineranno moti sconvolgenti alla sfera della terra, facendo inghiottire montagne e città; ecc. Roma perderà la fede e diverrà la sede dell ‘Anticristo.

I demoni dell’aria, insieme all’Anticristo opereranno grandi prodigi sulla terra e nell’aria, e gli uomini diverranno ancora più pervertiti. Dio avrà cura dei suoi servi fedeli e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dovunque; tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità. Io rivolgo un pressante appello alla terra; faccio appello ai veri discepoli di Dio che vive e regna nei cieli; faccio appello ai vari imitatori di Cristo fatto uomo, l’unico vero Salvatore degli uomini; faccio appello ai miei figli ai miei vari devoti, coloro che mi si sono donati così che io possa condurli dal mio divino Figlio, coloro che io porto come se fossero nelle mie braccia coloro che hanno vissuto nel mio spirito. Infine, faccio appello agli Apostoli degli ultimi tempi, i fedeli discepoli di Gesù Cristo che hanno vissuto nel disprezzo del mondo e di se stessi, in povertà e umiltà, in disprezzo e silenzio in preghiera e mortificazione, in castità e in unione con Dio, in sofferenza e sconosciuti al mondo. E’ ora per loro di emergere e di venire ad illuminare la terra.

Andate, mostrate di essere i miei cari figli; io sono con voi ed in voi, purchè la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi tempi cattivi. Possa il vostro zelo rendervi famelici della gloria e dell’onore di Gesù Cristo. Combattete, figli della luce! Voi, i Pochi che vedono a questo proposito, giacchè il tempo dei tempi, la fine delle fini, é vicina. La Chiesa sarà eclissata; il mondo sarà in costernazione. Ma ci sono Enoch ed Elia, pieni dello spirito di Dio; essi predicheranno con il potere di Dio e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio, e molte anime saranno confortate; essi faranno un grande progresso per virtù dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell’Anticristo. Guai agli abitanti della terra! Ci saranno guerre sanguinose e carestie; pesti e malattie contagiose; ci saranno spaventosi acquazzoni e moria di animali; tuoni che demoliranno città; terremoti che inabisseranno paesi; voci saranno sentite nell’aria; gli uomini batteranno la testa contro il muro; essi invocheranno la morte, ma la morte costituirà il loro tormento; il sangue scorrerà da tutte le parti.


Chi potrebbe farcela se Dio non accorcia il tempo della prova? Al sangue, alle lagrime, alle preghiere dei giusti, Dio diverrà meno severo; Enoch ed Elia verranno messi a morte: la Roma pagana sparirà; il fuoco del cielo cadrà e consumerà tre città. Tutto l’universo sarà colpito dalla paura e molti si lasceranno sedurre, perchè essi non adorano il vero Cristo vivente in mezzo a loro. E’ ora, il sole si sta oscurando; solo la fede sopravviverà. Il tempo è vicino; l’abisso si sta aprendo. Ecco il re dei re delle tenebre. Ecco la bestia con i suoi sudditi, sedicente salvatrice del mondo. In orgoglio, egli si leverà verso il cielo per andare su fino in Paradiso; ma egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo.

Egli cadrà, e la terra che per tre giorni sarà stata in continuo cambiamento, aprirà il suo petto infiammato; egli sarà gettato per sempre con tutti i suoi seguaci negli eterni abissi dell’inferno. Allora, l’acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno le opere dell’orgoglio degli uomini, e ogni cosa sarà rinnovata. Dio sarà servito e glorificato.


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Riflessione

IL “Segreto” vero e proprio finisce qui. II “Segreto” che la Madonna de La Salette ha voluto che Melania e Massimino lo facessero conoscere a tutta la gente. Chi lo medita con serietà, vi troverà una viva attualità, la chiave, anzi, del mistero dei nostri tempi.

Ci sarà di incoraggiamento il sapere della devozione di Santi e grandi Apostoli contemporanei per questa Apparizione riflettendo che i Santi hanno per le cose di Dio un intuito del tutto particolare e illuminato. Pensiamo a un Pio IX, a S.Giovanni Bosco, a S.G.Murialdo, al S.Curato d’Ars, alla santa M.Sofia Barat, a Paolina M. Jaricot ad Annibale M. di Francia, a Mons. Daniele Comboni che, il 2 luglio 1968, sulla Montagna de La Salette fece l’Atto di consacrazione della Nigrizia alla Madonna. La Vergine Piangente de La Salette, che ha fatto udire la sua voce sulle alte solitudini delle Alpi, preannunziando tempi tristi per la Chiesa e per il mondo, vuole essere di aiuto per noi affinchè il passaggio di Dio non sia di giustizia ma di misericordia.



[Modificato da Caterina63 30/03/2010 18.50]
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[SM=g1740733] La Madonna appare a la Salette nel 1846 e dà ai pastorelli Melania e Massimino un messaggio per tutta l'umanità.



www.gloria.tv/?media=129329



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  In libreria: Scoperti in Vaticano i segreti de La Salette
Argomento: In libreria

Mons. Antonio Galli, Scoperti in Vaticano i segreti de La Salette. L'apparizione, le polemiche, le profezie apocalittiche, pp. 176 - Euro 16,50 - ISBN 978-88-7198-525-1 

Mons. Antonio Galli, nato a Pievepelago (Modena) nel 1908, ordinato sacerdote nel 1932, ha esercitato il suo ministero dapprima in un Istituto per sordomuti, quindi per 58 anni tra i monti nativi, insegnando contemporaneamente nel seminario di Fiumalbo. Trascorse gli anni della Seconda guerra mondiale tra i suoi parrocchiani, nelle immediate vicinanze del fronte, redigendo un diario che ha offerto importanti notizie agli storici del conflitto. Tra le sue opere, di cui alcune tradotte all’estero e premiate in concorsi internazionali di saggistica, ricordiamo: Melania, la pastorella de La Salette (1994), Kérizinen (1997), Apologia di Melania (2001), Commento (non più vietato) al segreto de La Salette (2001). 

PRESENTAZIONE.

Nella storia dell’Apparizione della Madonna a La Salette si era creato un vuoto che sembrava incolmabile: i segreti dei due pastorelli, Melania e Massimino, inviati dal vescovo di Grenoble a papa Pio IX nel 1851 e mai rivelati, erano scomparsi e sembravano irrimediabilmente perduti. Uno studioso francese, l’abbé Michel Corteville, impegnato a Roma in una ricerca per la sua tesi di laurea su La Salette, li ha provvidenzialmente scoperti nel 1999 nell’Archivio della Congregazione della dottrina per la fede. Su questo importante ritrovamento ha pubblicato in Francia uno studio in collaborazione con l’insigne mariologo René Laurentin. Ma era volontà della Vergine che questi messaggi fossero portati a conoscenza di tutti i popoli della terra e l’autore di questo volume, mons. Antonio Galli, ha ritenuto di dover obbedire diffondendo le parole, che furono da lei pronunciate tra le lacrime, anche in Italia, dove Melania trovò rifugio e conforto alla persecuzione di cui fu oggetto in patria. Oltre ad una dettagliata narrazione della scoperta, in questo libro è presente un’ampia analisi dei due messaggi, i cui vaticini apocalittici, sorprendentemente attuali, possono suscitare serie riflessioni e generosi propositi nell’animo del lettore. L’abbé Corteville così dichiara: "È la prima volta che un’Apparizione mariana fa scoprire i suoi segreti autenticati". 


Ecco come l'abbé Michel Corteville narra, in un'intervista concessa al noto mariologo René Laurentin, in qual modo ha scoperto i segreti, considerati perduti.



«Avendo saputo in Vaticano che i documenti che cercavo erano custoditi negli Archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede, ormai consultabili fino a tutto il Pontificato di Leone XIII (1903), chiesi l'iter per accedervi, ma, essendo ormai in luglio, mi dissero di ritornare in settembre. Una lettera del relatore della mia tesi giustificava il motivo della mia ricerca al card. Ratzinger. Ciò e il supplementare appoggio d'un teologo romano mi aprirono le porte, ma bisognava attendere tre settimane prima di ottenere un posto disponibile nella sala delle consultazioni. Una religiosa italiana, scettica sulle profezie di Melania, mi disse con ironia: "Se troverete il famoso segreto ci vedrete più chiaro"? 

«Mi occorsero dieci giorni per passare in rassegna con qualche fatica tutti i fascicoli senza che comparisse quello de La Salette. Mancando il catalogo, provvidenzialmente mi venne in aiuto l'archivista, il quale ricordava dove giaceva l'incartamento degli anni 1879-83. Cominciai a sfogliare plichi su plichi, che non erano stati toccati da venti o trent'anni, quantunque contenessero una documentazione molto importante. Il sabato 2 ottobre 1999, festa dei santi Angeli custodi, raggiunsi il Vaticano più presto del solito, avendo incontrato poco traffico ed entrai nella basilica di S. Pietro, inginocchiandomi in preghiera davanti all'altare della Confessione. Promisi un attestato di riconoscenza se avessi trovato anche solo una traccia dei segreti. Rimessomi all'opera, per tutta la mattinata consultai plichi chiusi in fodere i cui orli erano a brandelli. Nel bel mezzo dell'ultimo involucro, proprio quando la campana suonava la fine del tempo concesso, mi trovai fra le mani una carta che recava uno scritto a caratteri azzurrognoli. La calligrafia mi parve quella di Melania. Ebbi appena il tempo di leggere la data, 6 luglio 1851, e alcune frasi. Sia la data che quelle frasi mi fanno subito pensare al segreto e soprattutto la busta in cui è chiuso il documento, il sigillo, le firme dei testimoni che hanno assistito alla compilazione del messaggio nell'episcopio di Grenoble. Un testo con altra calligrafia ed una seconda busta mi fanno ritenere d'aver trovato i preziosi autografi dei veggenti, portati a Pio IX dagli inviati di mons. de Bruillard, il vicario generale Rousselot e il santo curato della cattedrale, Gérin, ma non ho il tempo di leggerli. Uscendo, comunico la scoperta all'archivista e ai compagni di ricerche, infine telefono alla religiosa italiana, la quale non dà alcuna importanza a La Salette e mi risponde: "E per questo mi telefona?"».1 

Soddisfatto invece oltre ogni immaginazione e non a torto è l'abbé Corteville, il quale spiega così l'importanza della sua scoperta. 

«I due testi ritrovati ci offrono [...] l'Apparizione nella sua integrità. Come Gesù nel Vangelo, così Maria a La Salette non ha solo annunciato cattive notizie, né parlato soltanto di peccati. La sua grande rivelazione è uguale a quella del Vangelo di Luca (2, 34), che ci presenta Cristo "Signore del tempo e della storia", "rovina e risurrezione di molti in Israele", tradito dagli uni, accolto dagli altri, amico dei più piccoli e nemico degli orgogliosi e dei potenti. Come altre profezie di santi e di beati, i segreti dei pastorelli, stando a due lunghi studi inediti, compiuti da Maritain e da Millon, attestano la fedeltà alla loro missione da cui emana, in un contesto di fede, una luce viva e insieme modesta. 

«Punto finale d'una lunga polemica storica, i nuovi testi, se accolti con umiltà e serietà, possono aumentare i frutti di misericordia e di conversione, offerti dalla Vergine riconciliatrice. "Là dove il peccato è abbondato, è sovrabbondata la grazia" (Rm 5, 20). Povero o ricco, nobile o plebeo, chierico o laico, francese o straniero, la Madonna esorta tutti a salire più in alto, verso il Salvatore, senza fermarsi a guardare indietro. 

«Un po' di lirismo ci sembra permesso: è la prima volta che un'apparizione mariana fa scoprire i suoi segreti autentificati. Essi hanno commosso i loro primi importanti lettori, lasceranno indifferenti noi? La Salette vorrebbe essere meta di quel grande pellegrinaggio di fede che il santo Curato d'Ars, dopo aver vinto i dubbi che lo attanagliavano, immaginava in continuo progresso. La sua posizione e i suoi messaggi evocano i monti e le figure bibliche. Nel libro di Daniele una pietra si stacca dal monte e, rotolando, cozza contro gli antichi imperi idolatri e li frantuma (Dn 2, 45). Si tratta di un'analogia? Dal miracolo personale, compiuto dalla medaglia mariana di Parigi, La Salette non conduce al miracolo comunitario della "pietra", "drizzata" dai fanciulli, sulla quale Maria si siede? Non richiama alla mente la "Misericordia che piange", ma anche il Giudizio che promana dalla Croce? 

«I nuovi documenti liberano anche la pastorella de La Salette dall'accusa d'aver inventato, molti anni dopo, i peccati del clero, denunciati dalla Vergine. Come ella aveva confidato a mons. Zola, quei rimproveri erano già contenuti nel segreto del 1851. Sono forse inferiori quelli che purtroppo dobbiamo deplorare ai nostri giorni? Chi tradì Cristo con un bacio?».2 


Note 

1. René Laurentin-Michel Corteville, Découverte du secret de La Salette, Fayard, Parigi 2002, pp. 23-24. 

2. Michel Corteville, Tesi di Laurea su La Salette, p. 253. 

__________ 

Testo del Segreto redatto nel 1879 da Melania Calvat 

A partire dal 1851 Melania stese diverse altre redazioni del segreto da lei ricevuto. Per la prima volta, il 15 novembre 1879 lo fece pubblicare a Lecce con l'imprimatur dell'arcivescovo Mons. Salvatore Zola, del quale è aperta la causa di beatificazione. 


http://www.melaniacalvat-difrancia.net/ 



J.M.J.+ 

Melania ciò che sto per dirti ora, non resterà sempre segreto; lo potrai pubblicare nel 1858. I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i sacerdoti con la loro cattiva vita, con la loro irriverenza ed empietà nella celebrazione dei Santi Misteri, con l'amore per i soldi, con l'amore per l'onore ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati delle cloache d'impurità. I sacerdoti domandano vendetta, e la vendetta è sospesa sulle loro teste. Guai ai preti e alle persone consacrate a Dio, che con la loro infedeltà e la loro cattiva vita, crocifiggono di nuovo mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio, gridano verso il cielo e richiedono vendetta, ed ecco che la vendetta è alla loro porta, non vi è infatti più alcuno che implori misericordia e perdono per il popolo; non vi sono più anime generose, non vi è più nessuno degno di offrire la Vittima senza macchia all'Eterno in favore del mondo. Dio colpirà in modo senza pari. Guai agli abitanti della terra! Dio darà fondo alla sua collera e nessuno potrà sottrarsi a tanti mali messi insieme. 

I capi e i conduttori del popolo di Dio hanno trascurato la preghiera e la penitenza e il demonio ha ottenebrato la loro intelligenza, essi sono diventati delle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la sua coda per farli perire. Dio permetterà al vecchio serpente di mettere divisioni tra i regnanti, in ogni società ed in ogni famiglia. Si soffriranno pene fisiche e morali; Dio abbandonerà gli uomini a se stessi, e manderà dei castighi che si succederanno per oltre trentacinque anni. La Società è alla vigilia dei flagelli più terribili e dei più grandi avvenimenti; ci si deve aspettare di essere governati con una verga di ferro ed a bere il calice della collera di Dio. 

Che il Vicario di mio Figlio il Sommo Pontefice Pio IX non esca da Roma dopo il 1859; ma che sia fermo e generoso e combatta con le armi della fede e dell'amore; io sarò con lui. Che non si fidi di Napoleone; il suo cuore è doppio, e allorché vorrà essere simultaneamente Papa ed Imperatore, presto Dio l'abbandonerà ; lui è quell'aquila che volendo sempre più innalzarsi, cadrà sulla spada di cui voleva servirsi per costringere i popoli ad innalzarlo. L'Italia sarà punita per l'ambizione di voler scuotere il giogo del Signore dei Signori; per cui sarà abbandonata alla guerra; il sangue scorrerà per ogni dove; le chiese saranno chiuse o profanate; i preti e i religiosi saranno scacciati, saranno fatti morire e morire di una morte crudele. Diversi abbandoneranno la fede, ed il numero dei preti e dei religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; fra queste persone vi saranno anche dei vescovi. Che il Papa si tenga in guardia dai facitori di miracoli, è venuto infatti il tempo in cui sia in aria che sulla terra vi saranno i prodigi più sbalorditivi. 

Nell'anno 1864, Lucifero con un gran numero di demoni saranno staccati dall'inferno; essi, piano piano, aboliranno la fede, anche nelle persone consacrate a Dio, li accecheranno in tal modo che, senza una speciale grazia, queste persone finiranno per prendere lo spirito di questi angeli perversi; diverse case religiose perderanno completamente la fede e perderanno molte anime. I libri cattivi abbonderanno sulla terra, e gli spiriti delle tenebre spanderanno dappertutto un rilassamento universale per quel che concerne il servizio di Dio; essi avranno un grandissimo potere sulla natura: vi saranno delle chiese per servire questi spiriti. Delle persone saranno trasportate da un luogo all'altro da questi cattivi spiriti, ed anche dei preti, perché non seguiranno lo spirito del Vangelo che è spirito d'umiltà , di carità e di zelo per la gloria di Dio. Si faranno risuscitare dei morti e dei giusti. (Cioè che questi morti assumeranno la fisionomia delle anime giuste che erano vissute sulla terra per meglio sedurre gli uomini; questi cosiddetti morti risuscitati, che poi non sono altro che il demonio in quelle sembianze, predicheranno un altro Vangelo contrario a quello del vero Gesù Cristo, negando l'esistenza del Cielo ed anche delle anime dei dannati. Tutte queste anime appariranno come unite al loro corpo). In ogni luogo vi saranno prodigi straordinari poiché, essendosi spenta la vera fede, la falsa luce rischiara il mondo. 

Guai ai Principi della Chiesa che saranno intenti ad ammassare soltanto ricchezze su ricchezze, a salvare la propria autorità e a dominare con orgoglio! Il Vicario di mio Figlio dovrà soffrire molto, poiché per un certo tempo la Chiesa sarà data a grandi persecuzioni; e questo sarà il tempo delle tenebre; la Chiesa subirà una crisi spaventosa. La santa fede di Dio essendo dimenticata, ogni individuo vorrà guidarsi da solo ed essere superiore ai suoi simili. Saranno aboliti i poteri civili ed ecclesiastici, ogni ordine ed ogni giustizia saranno calpestati; non si vedrà che omicidi, odio, gelosia, menzogna, discordia, senza amore per la patria né per la famiglia. 

Il Santo Padre soffrirà molto, Io sarò con lui fino alla fine, per ricevere il suo sacrificio. I cattivi attenderanno diverse volte alla sua vita senza poter nuocere ai suoi giorni; ma né lui né il suo successore... vedranno il trionfo della Chiesa di Dio. I governanti avranno tutti un medesimo progetto, che sarà di abolire e fare scomparire tutti i princìpi religiosi per sostituirli con il materialismo, l'ateismo, lo spiritismo, e ogni sorta di vizi. Nell'anno 1865 si vedrà l'abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori. Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l'amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra. 

La Francia, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà contro il francese, l'italiano contro l'italiano, vi sarà poi una guerra generale che sarà spaventevole. Per qualche tempo Dio non si ricorderà più della Francia né dell'Italia, perché il Vangelo di Gesù Cristo non è più conosciuto. I malvagi useranno tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente perfino nelle case. Al primo colpo della Sua spada fulminante le montagne e la natura tutta tremeranno di spavento perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta celeste. Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; molte grandi città saranno scosse e inghiottite da terremoti; si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi; non si sentiranno che colpi d'arma e bestemmie. 

I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro penitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione. Allora Gesù Cristo con un atto della Sua misericordia grande per i giusti comanderà ai Suoi angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte. Improvvisamente i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto. Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato; dappertutto fiorirà la carità. 

I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtù di Gesù Cristo. Il Vangelo sarà predicato dappertutto e gli uomini faranno grandi progressi nella fede perché vi sarà unità tra gli operai di Gesù Cristo e perché gli uomini vivranno nel timore di Dio. Questa pace tra gli uomini non sarà lunga: venticinque anni di abbondanti raccolti faranno loro dimenticare che i peccati degli uomini sono causa di tutte le pene che arrivano sulla terra. 

Un precursore dell'anticristo, con le sue truppe di parecchie nazioni, combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo, egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come un Dio. La terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe, (oltre la peste e la carestia che saranno dovunque), vi saranno delle guerre fino all'ultima guerra, che sarà allora fatta da dieci re dell'anticristo, i quali re avranno tutti lo stesso progetto e saranno i soli a governare il mondo. Prima che ciò succeda vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; non si penserà che a divertirsi; i malvagi si abbandoneranno a ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori crederanno nell'amore di Dio e nelle virtù che mi sono più care. Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! Io combatterò con esse fino a che esse saranno nella pienezza dell'età. 

La natura chiede vendetta per gli uomini ed essa freme di spavento nell'attesa di ciò che deve arrivare alla terra insudiciata dai crimini. Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesù Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono più le case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo e dei suoi. Sarà durante questo tempo che nascerà l'anticristo da una religiosa ebrea, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il padrone dell'impurità; suo padre sarà Vescovo, nascendo vomiterà delle bestemmie, egli avrà dei denti, in una parola sarà il diavolo incarnato; egli lancerà delle grida spaventose, farà dei prodigi, non si nutrirà che di impurità. Egli avrà dei fratelli che, sebbene non siano dei demoni incarnati come lui, saranno dei figli del male; a dodici anni essi si faranno notare per le prodi vittorie che otterranno; presto essi saranno ognuno alla testa degli eserciti assistiti dalle legioni dell'inferno. 

Le stagioni saranno cambiate, la terra non produrrà che frutti cattivi, gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna non rifletterà che una debole luce rossastra; l'acqua e il fuoco daranno al globo terrestre dei movimenti convulsi e degli orribili terremoti che inghiottiranno delle montagne, delle città. Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo. I demoni dell'aria con l'anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre più. 

Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità. Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli, i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perché io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che Io porto, per così dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesù Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povertà e nell'umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo. È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra. Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l'onore di Gesù Cristo. 

Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini. La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione. Ma ecco Enoch ed Elia riempiti dello Spirito di Dio; essi predicheranno con la forza di Dio e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio e molte anime saranno consolate; essi faranno grandi progressi per virtù dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell'anticristo. Sciagura agli abitanti della terra! 

Vi saranno guerre spaventose e carestie; pesti e malattie contagiose; pioverà una grandine spaventosa di animali; tuoni che scuoteranno le città; terremoti che inghiottiranno paesi; si udiranno delle voci nell'aria; gli uomini batteranno la testa contro i muri, essi chiameranno la morte, da un'altra parte la morte li supplizierà; il sangue scorrerà da ogni parte. Chi potrà vivere se Dio non diminuirà il tempo della prova ? Dal sangue, dalle lacrime e dalle preghiere dei giusti Dio si lascerà placare; Enoch ed Elia saranno messi a morte; Roma pagana sparirà; il fuoco del cielo cadrà e distruggerà tre città; tutto l'universo sarà colpito dal terrore e molti si lasceranno sedurre perché essi non hanno adorato il vero Cristo vivente tra loro. È tempo, il sole si oscura; la fede sola vivrà. 

Ecco il tempo, l'abisso si apre. Ecco il re delle tenebre. Ecco la bestia con i suoi sudditi, sedicente salvatore del mondo. Egli si alzerà con orgoglio nell'aria per andare fino al Cielo; egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo. Egli cadrà e la terra che da tre giorni sarà in continue evoluzioni, aprirà il suo seno pieno di fuoco; egli sarà sprofondato per sempre con tutti i suoi nei baratri eterni dell'inferno. Allora l'acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell'orgoglio degli uomini e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato. 

[Libera traduzione da «L'apparition de la Très Sainte Vierge sur la montagne de La Salette», di M.Calvat. Imprimatur: Mgr. Zola, Lecce, Italie, 15 novembre 1879, Rome, 1922, Societé St-Augustin].




 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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27/03/2014 10.06
 
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 Per restaurare la società, Zola puntava poi, ineludibilmente «sul ruolo esercitato in essa dalla famiglia e sull’opera di educazione che l’istituto familiare può svolgere». Come, infatti, auspicava Leone XIII, egli esortava i cattolici a «ricomporre sopra tutto con le massime del Vangelo e della morale cristiana la famiglia» perché è da essa «che deve prender le mosse la sociale riforma, perché questa ben composta e riformata sarà pure tutto il corpo sociale che dalle private famiglie appunto assorge […]. Datemi famiglie veramente cattoliche e io vi do per sicura la pace e la prosperità della Chiesa e della società civile».

http://www.papalepapale.com/develop/lo-zelo-di-zola-il-vescovo-di-lecce-che-per-primo-credette-alle-rivelazioni-di-la-salette/




“Con gli occhi fissi all’altare”

La Salette

La Salette

L’intenso impegno pastorale di Zola scaturiva da un costante dialogo con il Signore: era uomo di preghiera totale.

«Da giovinetto mostrò subito svegliatissimoingegno, da sorpassare tutti i suoi compagni e dedicarsi con amore speciale alle lettere ed alle scienze teologiche […]. Quanto a morale fu edificantissimo, quantunque di carattere impetuoso, che seppe frenare con virtù, che ebbe tutto l’aspetto di un eroismo». A prima vista Zola sembrava avere un carattere «bollente, quasi impetuoso»; quando, però, lo si avvicinava e se ne approfondiva la conoscenza, «bisognava convincersi del contrario», cioè che fosse estremamente mite. «Era martire del proprio carattere. […] Aveva lampi di sdegno e fulgori di maestà uniti a celesti sprazzi di santità».

Mons. Zola fu «l’Angelo della preghiera», durante la notte passava molte ore in ginocchio «con gli occhi fissi all’Altare» e, a volte, lo si doveva scuotere e chiamare a gran voce, per quanto egli fosse intensamente assorbito nella sua estasi. Un giorno fu sorpreso immobile, steso bocconi per terra nella cappella dell’episcopio, dinnanzi al tabernacolo, così immerso nella preghiera tanto da rivolgere un paterno rimprovero a coloro che lo avevano distratto da quel suo intimo colloquio con Dio. La sua preghiera si prolungava spesso fino all’alba, specialmente nei giorni che precedevano le sacre ordinazioni dei novelli sacerdoti.

Spesso anche le preghiere liturgiche erano «intersecate da pianti e sospiri, pregava Dio con le sue lacrime». Quando «discendeva dall’Altare per la Comunione portando il suo Dio tra le mani, la sua andatura grave e raccolta gli dava l’aspetto di un Angelo». Ancora qui si notano i toni un po’ troppo carichi tipici dell’agiografia e delle rappresentazioni edificanti ottocentesche.

Dalla preghiera Zola attinse sempre forza e conforto per affrontare le avversità della vita. La preghiera e la mortificazione furono le vie percorse dal servo di Dio; egli le esercitò durante tutta la sua vita».

«Ogni suo apparire era sempre salutato da entusiastiche dimostrazioni di affetto. I suoi seminaristi lo amavano e «facevano a gara a chi dovesse servirgli la Santa Messa ogni mattina». In città, tutti accorrevano ad assistere alle sue funzioni, terminate le quali «era un esclamare generale: “Beato lui!. Che santo abbiamo in Lecce!” E si correa con tanta calca a baciargli la mano, chiamandosi fortunati quei che potevano arrivarvi».

Come Leone XIII, Zola dimostrò sempre di possedere un acuto spirito profetico. Infatti, come il Papa aveva denunciato i mali della società e precorso i tempi additando una strada verso la quale indirizzare gli animi degli individui e dei popoli, anche il Vescovo denunciò «i mali che si vanno di giorno in giorno aumentando, e annunziano alla società una catastrofe che sarà la più terribile fra tutte le altre narrate nella storia». Egli, infatti, reputava imminente lo scoppio di una guerra mondiale a causa dei mali che divenivano sempre più evidenti, e lo palesava scrivendo: «Guardate l’odierno atteggiamento delle Fronti coronate; guardate gli eserciti permanenti; ascoltate il convulso moto delle nazioni; oh Dio! I sintomi di una guerra terribile e mondiale si fan pur troppo manifesti».

Come rimedi proponeva il ritorno alla devozione verso la Madonna, il Sacro Cuore di Gesù e i Santi. In particolare insisteva nel proporre il Santo Rosario come «mezzo efficacissimo per conservar sempre ardente nel nostro cuore la Speranza cristiana» ricordando che già Leone XIII ne aveva «ripetutamente consigliato la recita». Infatti Zola fu devotissimo della Vergine Maria ed esortò costantemente i cattolici a deporre le proprie preghiere «nelle mani di Colei che si chiama piena di grazia» poiché, in questo modo, sarebbero salite «più spedite al trono dell’Altissimo».

Bastava che fosse pronunciato il nome della Madonna, che lui si entusiasmava, i suoi occhi brillavano di gioia e «si elevavano in alto quasi cercasse tra l’azzurro dei Cieli la sua Mamma bella». Egli diceva che, dopo Dio e Gesù Cristo, il più valido sostegno della nostra speranza è la Vergine Maria «come in causa secondaria e istrumentale, ond’esser da essa soccorsi per ottenere il bene ordinato all’eterna beatitudine». Ella, «per eterno consiglio dell’augustissima Triade, è destinata a compiere in Cielo l’amorevole ufficio di mediatrice fra la giustizia e la misericordia e perorar con buon esito ogni causa dei travagliati mortali». Per questo motivo «taccia lo sciagurato apostata Lutero e con esso tutti gli antichi e moderni eretici, che lo sperar nella Vergine Maria hanno in conto di gravissima ingiuria a Dio, ed a Gesù Cristo».

Zola fu soprattutto il «Vescovo dell’Eucaristia» per la sua ardente devozione verso il SS. Sacramento: «Per lui l’Eucaristia è più che una sublime dottrina […], è Gesù con tutte le attrattive stupende della sua Santissima Umanità». Egli ebbe anche un amore particolarissimo per le Anime abbandonate del Purgatorio. Infatti, «bastava vederlo durante la Messa nel Memento dei Defunti. I suoi occhi si imperlavano di lacrime, i suoi sospiri, le sue preghiere si accendevano di fervore più intimo. Pareva che dinanzi a lui falangi di anime si presentassero a domandargli il pane della carità, il suffragio tanto desiderato. Qualche cosa di sovrumano parea che volesse sprigionarsi dalla sua anima impetrante dal Signore la liberazione, non risparmiando d’offrirsi vittima d’espiazione per le anime che tanto gli stavano a cuore, e per le quali offriva in quel momento tutte le sue pene, tutte le sue insonnie, tutte le trafitture del suo cuore».

La pietà di Zola

Lapide commemorativa di Zola, a Lecce

Lapide commemorativa di Zola, a Lecce

Monsignor Zola visse sacrificando sempre le sostanze di cui disponeva. Quando era vescovo ad Ugento, per la particolare devozione per la Madonna, si occupò del Santuario di Santa Maria di Leuca, si adoperò affinché fossero restituiti al Santuario i fabbricati facenti parte dell’antica Mensa Vescovile e dell’Ospizio che erano stati incamerati dal Governo. Da Vescovo di Lecce, invece, restaurò il Seminario spendendo ingenti somme e molto spesso mantenne, a proprie spese, numerosi studenti che per insufficienza dei mezzi non avrebbero potuto frequentare gli studi.

Diede un così grande prestigio al nuovo Seminario che fu frequentato da molti che venivano da altre Diocesi. Nel 1887 dettò un corpo di Regole che resero il Seminario leccese il primo della Puglia per disciplina, studio e pietà, tanto che molti Vescovi vicini vi mandarono i propri giovani affinché si perfezionassero e altrettanti, fra quelli lontani, adottarono le stesse Regole.

La sua carità, oltre ad indirizzarsi a vantaggio del clero, si estese al popolo «che in lui vedeva sempre il proprio benefattore. Erano centinaia di lire che distribuivansi settimanalmente ai numerosi poveri che piovevano all’Episcopio, come all’asilo sicuro del soccorso».

Un sacerdote scriveva: «I poverelli, conosciuto il cuore di questo Padre caritatevole, venivano a fiumane presso la sua porta per chiedere e per chiedere ancora oltre il necessario. Più volte egli mi diceva con tutta semplicità: “Oggi non tengo proprio un soldo!” Ed io che sapea ciò anche prima, mi facea di fuoco, impedendo che altri poveri venissero». Era un continuo pellegrinaggio sull’Episcopio «di accattoni, di famiglie erubescenti, di studenti privi di libri e mancanti di mezzi per pagare le tasse, di chierici poveri aspiranti al sacerdozio, di fanciulle bisognose di dote, di operai senza lavoro, di uno sterminato numero di diseredati e proletari, cui mancava qualche cosa».

Istituì anche “la visita dei poveri a domicilio”, spronando le associazioni laiche a compierla abitualmente. Lui stesso, senza alcuna ostentazione metteva il necessario a disposizione dei bisognosi, perfino a costo di umiliazioni tanto da farlo esclamare: «Io mi sono ridotto lacero e sono sempre ricambiato con ingratitudine». Se ne accorsero bene le Figlie di san Vincenzo de’ Paoli quando videro che il loro vescovo aveva le vesti lacere e provvidero alla donazione di nuovi abiti.

Famose restarono nella memoria collettiva le visite che fece nel 1886 a Torchiarolo (in provincia di Brindisi) colpito, come altri comuni limitrofi, da una gravissima epidemia di colera che, solo in questo piccolo paese di 1800 anime aveva già causato in un mese la morte di 74 persone. Mons. Zola, incurante del pericolo, lo si vide aggirarsi da solo nelle case, nei tuguri, ovunque si trovava un coleroso. Quasi tutti i giorni vi si recava prendendo a nolo una carrozza e intimando al cocchiere di lasciarlo alle porte del paese. Così, con mille premure lo si trovava al capezzale dei moribondi, per dispensare loro quel che poteva per il loro sostentamento e per spronarli a ricevere i sacramenti.

«La carità fu il suo ideale […]. Finché avea soldi visitava i poveri; quando non ne aveva, visitava i ricchi» e la sua «carità sconfinata […] non poteva lasciarlo insensibile verso i bambini che, nati sordomuti, rimangono come fuori dal consorzio umano crescendo senza potere apprendere dalla viva voce della mamma o dei maestri i principi della religione e della istruzione». Ma «la Provvidenza gli aprì la via». Infatti nel 1882 arrivò a Lecce un sacerdote napoletano, Filippo Smaldone, che gli manifestò la volontà di dedicarsi all’educazione dei sordomuti. Così fu fondata nel 1888 una piccola comunità di suore che furono poste sotto la protezione di San Francesco di Sales e dei SS. Cuori di Gesù e Maria.

Zola diede forte impulso alla nascita di associazioni devozionali, con fini di promozione spirituale ed assistenziale, affiancando il clero che diveniva meno numeroso. Istituì il primo Oratorio domenicale per i giovani nel 1888, un Comitato per gli Interessi Cattolici di Lecce nel 1892, l’organizzazione delle Donne cristiane, l’Opera dei Tabernacoli e delle Chiese povere e l’Assistenza ai malati poveri.

Consigliò costantemente l’adesione alle Associazioni cattoliche quali la Propagazione della Fede e la Santa Infanzia, quella delle Buone Opere, della Buona Stampa, delle Madri Cristiane ed altre ancora.

Zola non ignorò la presenza e lo sviluppo delle antiche Confraternite presenti nel territorio, sollecitandole a puntare su un ruolo sociale e su «un’azione di contrasto nei confronti di organizzazioni laiche “contrarie alle istituzioni della Chiesa”, per cristianizzare la società e provvedere al decoro del sacro culto». Il ruolo delle Confraternite doveva essere quello di opporsi alle associazioni anticattoliche al fine di «promuovere la carità verso Dio e verso il prossimo, dare ospitalità ai pellegrini, dare assistenza agli infermi, «vestire i nudi», seppellire i poveri gratuitamente, «accompagnare i condannati all’estremo supplizio».

Tra le opere attuate da Zola ci fu anche il riordino della liturgia. Infatti egli «ordinò e volle disciplinate le funzioni religiose, e fu severo nello svolgimento delle cerimonie liturgiche, inculcando lo studio tra i giovani leviti e togliendo degli abusi che deformavano i sacri riti». Inoltre impedì che «si continuassero le vecchie cantilene nella salmodia liturgica, contrarie alla disciplina della Chiesa, ed incoraggiò, benedisse, premiò l’introduzione del canto gregoriano, istituendo nel Seminario non solo la scuola di Sacre cerimonie, ma anche quella per il canto liturgico». Nella notificazione del 2 dicembre 1894 scriveva: «Noi dichiariamo obbligatoria per i Seminaristi e i Chierici la scuola di canto, […] niuno sia promosso agli Ordini Sacri senza l’attestato di profitto nel detto canto».

“Questa è la mia ultima messa”. La salma insepolta

Il sarcofago di mons. Zola, nella cattedrale di Lecce

Il sarcofago di mons. Zola, nella cattedrale di Lecce

Mons. Zola aveva addirittura preconizzato la sua morte, tanto che il suo segretario scriveva: «Per me sta che a Mons. Zola l’ora della morte era stata rivelata». Infatti, quando da Lecce andò a Cavallino, un paese poco distante, nove giorni prima della sua dipartita, disse agli abitanti: «Me ne vado, figli miei, a Cavallino, per ritornare morto alla mia Lecce […]. Son sicuro che la fine di questo mese non la vedrò certo». Infine, tre giorni prima della sua morte, disse di aver celebrato la sua ultima Messa. Quando morì tutti «lo piansero amaramente ed a ragione, perché avean perduto in Lui, il Padre, il benefattore, l’amico!». I suoi funerali furono una vera apoteosi, la folla mesta e raccolta bene, senza sosta, per sfilare e inginocchiarsi davanti al Padre tanto amato».

Anche quattordici anni dopo la sua morte, quando la sua salma fu riesumata per essere, poi, trasportata nel Duomo dal cimitero, ci fu un’imponente dimostrazione di affetto da parte dei fedeli provenienti da tutta la Provincia: più di sessantamila persone, una folla immensa per una piccola città come era Lecce all’epoca, assistettero alla traslazione della salma. La gente si era riversata da tutto il Salento, dalle provincie limitrofe e da altre parti d’Italia, con i mezzi più disparati. Folle che volevano attestare il loro affetto per la santità di questo semplice vescovo, la cui bontà aveva travalicato la propria Diocesi, grazie alle innumerevoli amicizie e atti di carità che aveva prodigato con il suo cuore. Paradossalmente, «dopo l’apoteosi tributata alla salma incorrotta del Servo di Dio, questa rimase per 22 anni insepolta nello stanzino retrostante al monumento erettogli in Cattedrale» fino a quando non avvenne la sepoltura canonica il 27 aprile 1935, giorno dell’anniversario della sua morte. Anche in questa circostanza «non fu possibile allontanare l’immensa calca di popolo che aveva invaso il Duomo fin dalle primissime ore del giorno».

Il suo elogio fu sulla bocca di tutti perché era venerato non solo come un dotto ma «ancora, e sopratutto, come un santo». Infatti, furono raccolte innumerevoli firme per promuovere la causa di Beatificazione di questo perfetto discepolo di Cristo.

Il segreto di Melanie Calvat

La Madonna de La Salette. Statua in cartapesta lecce, risalente all'epoca del vescovo di Lecce, Zola, che ne fu devoto e difensore

La Madonna de La Salette. Statua in cartapesta leccese, risalente all’epoca dell’episcopato zoliano: Zola ne fu devoto e difensore

Certamente degno di nota è l’interesseche il Vescovo Zola dimostrò per l’apparizione della Madonna avvenuta a La Salette, in Francia, nel 1846, tanto da poter facilmente intuire la stretta assonanza tra alcune sue lettere pastorali come quelle sulla bestemmia e sulla domenica giorno del Signore e le fondamentali ammonizioni rivolte dalla Vergine Maria nell’apparizione. Determinante fu l’incarico affidato a mons. Zola di dirigere spiritualmente la veggente Mélanie Calvat che lo portò ad assumerne la difesa in seguito ai molteplici attacchi da lei subiti, il più grave dei quali fu quello di voler dimostrare l’inattendibilità di una parte del segreto che la Madonna le avrebbe rivelato.

A tal proposito emblematica è la corrispondenza che si sviluppò nel corso degli eventi e di cui riporto solo alcuni stralci, che potranno dare un’idea di ciò che è avvenuto, specie in seguito all’imprimatur che il vescovo Zola diede alla pubblicazione del famoso “segreto” di Melanie.

Il 29 gennaio 1872 Zola scrive a nome di Monsignor Petagna al Vescovo Emerito di Luçon,: «[…] Abbiamo appreso che si osa far giungere voci menzognere sulla condotta di quella povera figliola fino al nostro Santo Padre, il Papa […]. Monsignor Petagna è desolato nell’apprendere questa triste notizia e […] vi prega anche di parlarne col Sommo Pontefice, perché il suo cuore paterno non abbia a soffrirne oltre. […] Melania in tutto si è dimostrata sottomessa al suo vescovo ed a quanti esercitano autorità su di lei. Ecco, Monsignore, la verità che esprimo con piena sincerità davanti a Dio e che certifico davanti a voi […]. Si vede che questa guerra è suscitata dal demonio, non tanto contro quella povera cara figliola, quanto contro le celesti rivelazioni de La Salette, allo scopo di distruggerle, o quanto meno di affievolirle, onde impedire, se fosse possibile, il bene delle anime e la conversione del mondo».

Una forte polemica investì, poi, anche lo stesso Zola in seguito, come già detto, alla concessione dell’imprimatur per la pubblicazione del segreto, ma egli ne aveva dato il nulla osta solo dopo aver appurato che le norme stabilite a riguardo dalla Costituzione Dominici Gregis di Pio IV erano state perfettamente rispettate e dopo che il segreto «tutto intero» era già stato reso noto a Leone XIII nell’edizione di Napoli. Il Pontefice aveva incaricato un tale Avv. Nicolas di comporre un libro capace di spiegare l’intero segreto, affinché fosse compreso dal pubblico. La notizia dell’incarico riempì di gioia il Vescovo Zola, il quale rispose all’avvocato: «Ho ricevuto la vostra buona lettera […], la quale mi ha fatto molto piacere per le notizie che mi donate. […] Mi felicito del vostro zelo nel difendere, propagare e far meglio comprendere il segreto de La Salette. Continuate a lavorare per la gloria di Dio e della Divina Maria; le anime pie resteranno edificate del vostro buon libro; i nemici de La Salette rimarranno confusi; io benedico voi ed il vostro pio lavoro. Vi seguirò con le mie preghiere. Poiché la lotta si svolge alla luce del sole ed attinge la sfera religiosa, nella questione del segreto de La Salette, non c’è motivo che io mi opponga al desiderio che mi avete espresso di pubblicare la mia lettera […] se giudicate che la sua lettura possa apportare qualche frutto. […] Nostra Signora de La Salette, che ha cominciato la sua opera, la compia!»

Importante è quanto attestò l’abbé Rigaux, parroco di Argoeuvres, che conosceva Melanié da moltissimi anni: «Ho 28 edizioni del Segreto con imprimatur di Cardinali Vescovi, ne ho anche diverse edizioni ornate da sigilli di vescovi francesi, ed il vescovo di Lecce ha dato il suo visto solo dopo aver visitato Leone XIII, che, dal 1878 possedeva il manoscritto di Melania. Ne fanno fede le mie lettere da Roma di quell’epoca, e Mons. Zola ha proceduto canonicamente, con il consenso del Papa. Posseggo la sua lettera autografa». E ancora: «Quand Léon XIII avait reçu Mélanie le 3 décembre 1878, il avait une belle occasion de la bâillonner s’il eut voulu rejeter le Secret destiné au public à partir de 1858». Questo conferma quanto dichiarato dalla veggente e cioè che Roma aveva esaminato il Segreto per ben quattro mesi senza rilevare nulla di contrario alla dottrina.

Mons. Zola da parte sua scrisse: «Tutti i prelati ed altri dignitari ecclesiastici di mia conoscenza che hanno conosciuto il Segreto, tutti, senza nessuna eccezione, hanno emesso un giudizio interamente favorevole a detto Segreto, sia in rapporto alla sua autenticità, sia per la sua origine divina, vagliata con le s. Scritture, ciò che dà al segreto un carattere di verità da cui d’ora in poi è inseparabile. Tra questi prelati basta nominare il Card. Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli; Ricciardi, arcivescovo di Sorrento; Mons. Petagna, vescovo di Castellamare, ed altri prelati…».

Pio IX, letti i segreti, disse: «Devo rileggermi queste lettere con più calma. Sono flagelli che minacciano la Francia, ma la Germania, l’Italia e l’Europa tutta sono colpevoli e meritano castighi. Ho meno di temere per l’empietà dichiarata che per l’indifferenza ed il rispetto umano. Non è senza ragione che la Chiesa è chiamata militante e ne vedete qui il capitano».

Mons. Cortet Vescovo di Troyes, nel 1880 chiese che l’opuscolo fosse messo all’Indice, altrimenti non avrebbe mandato il cosiddetto obolo di San Pietro. Il pretesto era che il Segreto “causava disordine in Francia”. Il Card. Prospero Caterini, segretario del S. Uffizio, rispose con due lettere, di carattere privato, a mons. Cortet e al P. Archier, superiore dei Missionari di N. S. de La Salette dicendo loro che «con dispiacere la S. Sede ha visto comparire in pubblico il suddetto opuscolo. Per cui è suo volere che gli esemplari del medesimo, nella misura del possibile, vengano ritirati dalle mani dei fedeli, ma lasciati ai sacerdoti perché ne profittino».

È da notare che tale “provvedimento”, dunque, non aveva carattere di condanna, ma di consiglio, per evitare scandalo nei fedeli.

Il Vescovo di Tryes, però, non osando pubblicare questa lettera, la inviò al Vescovo di Nimes che la pubblicò omettendo la parte, oltremodo significativa: “ma lasciati ai sacerdoti perché ne profittino” e sostituendola con dei punti di sospensione.

Melanie Calvat, ormai matura, "esiliata" in Puglia, dove morì

Melanie Calvat, ormai matura, “esiliata” in Puglia, dove morì

Nonostante tuttto ciò, e sebbene le numerosissime attestazioni di bontà sul contenuto del segreto accompagnate dal silenzio-assenzo di ben due pontefici – Pio IX e Leone XIII –, nel 1923 la Santa Sede condannò con un decreto il libro di Mélanie iscrivendolo nell’Indice dei libri proibiti. Va soltanto precisato che la Chiesa non ha mai condannato il segreto in sé, ma solo la versione pubblicata da Mélanie nel 1879. Un documento del Santo Uffizio, datato 4 giugno 1936 (Prot. 28/1910), attesta che la pubblicazione del segreto costituì un grande ostacolo alla causa di beatificazione di Monsignor Zola «perché si darebbe occasione con essa di riparlare del famoso Segreto de La Salette. E ciò anche se nulla sia da osservare sul modo di trattare usato dal medesimo Mgr. Zola con la serva di Dio Melania Calvat de La Salette».

Finisce qui, per ora, la storia di mons. Zola. Chissà, forse un giorno la causa di beatificazione sarà riaperta oppure il suo ricordo finirà definitivamente nel dimenticatoio

Sappiamo che non sempre i santi vengono riconosciuti tali, non perché non lo siano, ma a volte la Provvidenza ha altri piani a noi sconosciuti. Possiamo solo umanamente rattristarci, ben sapendo che ci sono in Cielo più santi di quanti ne possiamo immaginare, e magari anche più grandi e immensamente più intercessori di quelli canonizzati. Per me Mons. Zola è uno di questi! E sorrido di cuore al pensiero di aver visto un giorno d’estate, con i miei stessi occhi, una torma di turisti, che ignari di chi fosse sepolto in quella tomba, la più anonima di tutte, la più semplice del Duomo di Lecce, impolverata e quasi abbandonata, si sono fermati davanti ad essa per fare delle foto all’altare prospiciente e iniziare a dire sorpresi tra di loro di aver sentito l’inaspettato rumore di uno scroscio di acqua, come di un fiume proveniente da quella tomba. E so che non è la prima volta che il fenomeno si ripete. Mah, tante volte, la Provvidenza fa sentire a noi ignari spettatori di questa fulgida santità, il rumore del Mistero che vorrebbe inondarci della sua grazia.


 









Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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11/09/2015 17.30
 
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Cari Amici,
come molti sapranno la storia di questa Apparizione è stata per molto tempo avversa e controversa...e nonostante sia stata riconosciuta dalla Chiesa non ebbe nell'immediato il successo che ebbero, per esempio, Lourdes e Fatima... Ma noi non ci soffermeremo sulle dispute o sulle curiosità, tipicamente morbose, del sensazionalismo o della caccia allo scoop. In questo video, con l'aiuto di alcune meditazioni del grande Don Divo Barsotti sull'argomento, cercheremo di fare un esame della coscienza per comprendere cosa sta dicendo a noi Nostra Signora de La Salette e da Lei farci aiutare per convertirci veramente a Dio. Ognuno faccia la sua parte.

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[SM=g1740717] [SM=g1740750] Ave Maria! [SM=g1740752]
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12/09/2015 15.48
 
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   Scoperti in Vaticano i segreti de La Salette
Data: Giovedì, 27 maggio 
Argomento: In libreria

Mons. Antonio Galli, Scoperti in Vaticano i segreti de La Salette. L'apparizione, le polemiche, le profezie apocalittiche, pp. 176 - Euro 16,50 - ISBN 978-88-7198-525-1 

Mons. Antonio Galli, nato a Pievepelago (Modena) nel 1908, ordinato sacerdote nel 1932, ha esercitato il suo ministero dapprima in un Istituto per sordomuti, quindi per 58 anni tra i monti nativi, insegnando contemporaneamente nel seminario di Fiumalbo. Trascorse gli anni della Seconda guerra mondiale tra i suoi parrocchiani, nelle immediate vicinanze del fronte, redigendo un diario che ha offerto importanti notizie agli storici del conflitto. Tra le sue opere, di cui alcune tradotte all’estero e premiate in concorsi internazionali di saggistica, ricordiamo: Melania, la pastorella de La Salette (1994), Kérizinen (1997), Apologia di Melania (2001), Commento (non più vietato) al segreto de La Salette (2001). 

PRESENTAZIONE. Nella storia dell’Apparizione della Madonna a La Salette si era creato un vuoto che sembrava incolmabile: i segreti dei due pastorelli, Melania e Massimino, inviati dal vescovo di Grenoble a papa Pio IX nel 1851 e mai rivelati, erano scomparsi e sembravano irrimediabilmente perduti. Uno studioso francese, l’abbé Michel Corteville, impegnato a Roma in una ricerca per la sua tesi di laurea su La Salette, li ha provvidenzialmente scoperti nel 1999 nell’Archivio della Congregazione della dottrina per la fede. Su questo importante ritrovamento ha pubblicato in Francia uno studio in collaborazione con l’insigne mariologo René Laurentin. Ma era volontà della Vergine che questi messaggi fossero portati a conoscenza di tutti i popoli della terra e l’autore di questo volume, mons. Antonio Galli, ha ritenuto di dover obbedire diffondendo le parole, che furono da lei pronunciate tra le lacrime, anche in Italia, dove Melania trovò rifugio e conforto alla persecuzione di cui fu oggetto in patria. Oltre ad una dettagliata narrazione della scoperta, in questo libro è presente un’ampia analisi dei due messaggi, i cui vaticini apocalittici, sorprendentemente attuali, possono suscitare serie riflessioni e generosi propositi nell’animo del lettore. L’abbé Corteville così dichiara: "È la prima volta che un’Apparizione mariana fa scoprire i suoi segreti autenticati". 

Ecco come l'abbé Michel Corteville narra, in un'intervista concessa al noto mariologo René Laurentin, in qual modo ha scoperto i segreti, considerati perduti.



«Avendo saputo in Vaticano che i documenti che cercavo erano custoditi negli Archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede, ormai consultabili fino a tutto il Pontificato di Leone XIII (1903), chiesi l'iter per accedervi, ma, essendo ormai in luglio, mi dissero di ritornare in settembre. Una lettera del relatore della mia tesi giustificava il motivo della mia ricerca al card. Ratzinger. Ciò e il supplementare appoggio d'un teologo romano mi aprirono le porte, ma bisognava attendere tre settimane prima di ottenere un posto disponibile nella sala delle consultazioni. Una religiosa italiana, scettica sulle profezie di Melania, mi disse con ironia: "Se troverete il famoso segreto ci vedrete più chiaro"? 

«Mi occorsero dieci giorni per passare in rassegna con qualche fatica tutti i fascicoli senza che comparisse quello de La Salette. Mancando il catalogo, provvidenzialmente mi venne in aiuto l'archivista, il quale ricordava dove giaceva l'incartamento degli anni 1879-83. Cominciai a sfogliare plichi su plichi, che non erano stati toccati da venti o trent'anni, quantunque contenessero una documentazione molto importante. Il sabato 2 ottobre 1999, festa dei santi Angeli custodi, raggiunsi il Vaticano più presto del solito, avendo incontrato poco traffico ed entrai nella basilica di S. Pietro, inginocchiandomi in preghiera davanti all'altare della Confessione. Promisi un attestato di riconoscenza se avessi trovato anche solo una traccia dei segreti. Rimessomi all'opera, per tutta la mattinata consultai plichi chiusi in fodere i cui orli erano a brandelli. Nel bel mezzo dell'ultimo involucro, proprio quando la campana suonava la fine del tempo concesso, mi trovai fra le mani una carta che recava uno scritto a caratteri azzurrognoli. La calligrafia mi parve quella di Melania. Ebbi appena il tempo di leggere la data, 6 luglio 1851, e alcune frasi. Sia la data che quelle frasi mi fanno subito pensare al segreto e soprattutto la busta in cui è chiuso il documento, il sigillo, le firme dei testimoni che hanno assistito alla compilazione del messaggio nell'episcopio di Grenoble. Un testo con altra calligrafia ed una seconda busta mi fanno ritenere d'aver trovato i preziosi autografi dei veggenti, portati a Pio IX dagli inviati di mons. de Bruillard, il vicario generale Rousselot e il santo curato della cattedrale, Gérin, ma non ho il tempo di leggerli. Uscendo, comunico la scoperta all'archivista e ai compagni di ricerche, infine telefono alla religiosa italiana, la quale non dà alcuna importanza a La Salette e mi risponde: "E per questo mi telefona?"».1 

Soddisfatto invece oltre ogni immaginazione e non a torto è l'abbé Corteville, il quale spiega così l'importanza della sua scoperta. 

«I due testi ritrovati ci offrono [...] l'Apparizione nella sua integrità. Come Gesù nel Vangelo, così Maria a La Salette non ha solo annunciato cattive notizie, né parlato soltanto di peccati. La sua grande rivelazione è uguale a quella del Vangelo di Luca (2, 34), che ci presenta Cristo "Signore del tempo e della storia", "rovina e risurrezione di molti in Israele", tradito dagli uni, accolto dagli altri, amico dei più piccoli e nemico degli orgogliosi e dei potenti. Come altre profezie di santi e di beati, i segreti dei pastorelli, stando a due lunghi studi inediti, compiuti da Maritain e da Millon, attestano la fedeltà alla loro missione da cui emana, in un contesto di fede, una luce viva e insieme modesta. 

«Punto finale d'una lunga polemica storica, i nuovi testi, se accolti con umiltà e serietà, possono aumentare i frutti di misericordia e di conversione, offerti dalla Vergine riconciliatrice. "Là dove il peccato è abbondato, è sovrabbondata la grazia" (Rm 5, 20). Povero o ricco, nobile o plebeo, chierico o laico, francese o straniero, la Madonna esorta tutti a salire più in alto, verso il Salvatore, senza fermarsi a guardare indietro. 

«Un po' di lirismo ci sembra permesso: è la prima volta che un'apparizione mariana fa scoprire i suoi segreti autentificati. Essi hanno commosso i loro primi importanti lettori, lasceranno indifferenti noi? La Salette vorrebbe essere meta di quel grande pellegrinaggio di fede che il santo Curato d'Ars, dopo aver vinto i dubbi che lo attanagliavano, immaginava in continuo progresso. La sua posizione e i suoi messaggi evocano i monti e le figure bibliche. Nel libro di Daniele una pietra si stacca dal monte e, rotolando, cozza contro gli antichi imperi idolatri e li frantuma (Dn 2, 45). Si tratta di un'analogia? Dal miracolo personale, compiuto dalla medaglia mariana di Parigi, La Salette non conduce al miracolo comunitario della "pietra", "drizzata" dai fanciulli, sulla quale Maria si siede? Non richiama alla mente la "Misericordia che piange", ma anche il Giudizio che promana dalla Croce? 

«I nuovi documenti liberano anche la pastorella de La Salette dall'accusa d'aver inventato, molti anni dopo, i peccati del clero, denunciati dalla Vergine. Come ella aveva confidato a mons. Zola, quei rimproveri erano già contenuti nel segreto del 1851. Sono forse inferiori quelli che purtroppo dobbiamo deplorare ai nostri giorni? Chi tradì Cristo con un bacio?».2 


Note 

1. René Laurentin-Michel Corteville, Découverte du secret de La Salette, Fayard, Parigi 2002, pp. 23-24. 

2. Michel Corteville, Tesi di Laurea su La Salette, p. 253. 

__________ 

Testo del Segreto redatto nel 1879 da Melania Calvat 

A partire dal 1851 Melania stese diverse altre redazioni del segreto da lei ricevuto. Per la prima volta, il 15 novembre 1879 lo fece pubblicare a Lecce con l'imprimatur dell'arcivescovo Mons. Salvatore Zola, del quale è aperta la causa di beatificazione. 


http://www.melaniacalvat-difrancia.net/ 



J.M.J.+ 

Melania ciò che sto per dirti ora, non resterà sempre segreto; lo potrai pubblicare nel 1858. I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i sacerdoti con la loro cattiva vita, con la loro irriverenza ed empietà nella celebrazione dei Santi Misteri, con l'amore per i soldi, con l'amore per l'onore ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati delle cloache d'impurità. I sacerdoti domandano vendetta, e la vendetta è sospesa sulle loro teste. Guai ai preti e alle persone consacrate a Dio, che con la loro infedeltà e la loro cattiva vita, crocifiggono di nuovo mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio, gridano verso il cielo e richiedono vendetta, ed ecco che la vendetta è alla loro porta, non vi è infatti più alcuno che implori misericordia e perdono per il popolo; non vi sono più anime generose, non vi è più nessuno degno di offrire la Vittima senza macchia all'Eterno in favore del mondo. Dio colpirà in modo senza pari. Guai agli abitanti della terra! Dio darà fondo alla sua collera e nessuno potrà sottrarsi a tanti mali messi insieme. 

I capi e i conduttori del popolo di Dio hanno trascurato la preghiera e la penitenza e il demonio ha ottenebrato la loro intelligenza, essi sono diventati delle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la sua coda per farli perire. Dio permetterà al vecchio serpente di mettere divisioni tra i regnanti, in ogni società ed in ogni famiglia. Si soffriranno pene fisiche e morali; Dio abbandonerà gli uomini a se stessi, e manderà dei castighi che si succederanno per oltre trentacinque anni. La Società è alla vigilia dei flagelli più terribili e dei più grandi avvenimenti; ci si deve aspettare di essere governati con una verga di ferro ed a bere il calice della collera di Dio. 

Che il Vicario di mio Figlio il Sommo Pontefice Pio IX non esca da Roma dopo il 1859; ma che sia fermo e generoso e combatta con le armi della fede e dell'amore; io sarò con lui. Che non si fidi di Napoleone; il suo cuore è doppio, e allorché vorrà essere simultaneamente Papa ed Imperatore, presto Dio l'abbandonerà ; lui è quell'aquila che volendo sempre più innalzarsi, cadrà sulla spada di cui voleva servirsi per costringere i popoli ad innalzarlo. L'Italia sarà punita per l'ambizione di voler scuotere il giogo del Signore dei Signori; per cui sarà abbandonata alla guerra; il sangue scorrerà per ogni dove; le chiese saranno chiuse o profanate; i preti e i religiosi saranno scacciati, saranno fatti morire e morire di una morte crudele. Diversi abbandoneranno la fede, ed il numero dei preti e dei religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; fra queste persone vi saranno anche dei vescovi. Che il Papa si tenga in guardia dai facitori di miracoli, è venuto infatti il tempo in cui sia in aria che sulla terra vi saranno i prodigi più sbalorditivi. 

Nell'anno 1864, Lucifero con un gran numero di demoni saranno staccati dall'inferno; essi, piano piano, aboliranno la fede, anche nelle persone consacrate a Dio, li accecheranno in tal modo che, senza una speciale grazia, queste persone finiranno per prendere lo spirito di questi angeli perversi; diverse case religiose perderanno completamente la fede e perderanno molte anime. I libri cattivi abbonderanno sulla terra, e gli spiriti delle tenebre spanderanno dappertutto un rilassamento universale per quel che concerne il servizio di Dio; essi avranno un grandissimo potere sulla natura: vi saranno delle chiese per servire questi spiriti. Delle persone saranno trasportate da un luogo all'altro da questi cattivi spiriti, ed anche dei preti, perché non seguiranno lo spirito del Vangelo che è spirito d'umiltà , di carità e di zelo per la gloria di Dio. Si faranno risuscitare dei morti e dei giusti. (Cioè che questi morti assumeranno la fisionomia delle anime giuste che erano vissute sulla terra per meglio sedurre gli uomini; questi cosiddetti morti risuscitati, che poi non sono altro che il demonio in quelle sembianze, predicheranno un altro Vangelo contrario a quello del vero Gesù Cristo, negando l'esistenza del Cielo ed anche delle anime dei dannati. Tutte queste anime appariranno come unite al loro corpo). In ogni luogo vi saranno prodigi straordinari poiché, essendosi spenta la vera fede, la falsa luce rischiara il mondo. 

Guai ai Principi della Chiesa che saranno intenti ad ammassare soltanto ricchezze su ricchezze, a salvare la propria autorità e a dominare con orgoglio! Il Vicario di mio Figlio dovrà soffrire molto, poiché per un certo tempo la Chiesa sarà data a grandi persecuzioni; e questo sarà il tempo delle tenebre; la Chiesa subirà una crisi spaventosa. La santa fede di Dio essendo dimenticata, ogni individuo vorrà guidarsi da solo ed essere superiore ai suoi simili. Saranno aboliti i poteri civili ed ecclesiastici, ogni ordine ed ogni giustizia saranno calpestati; non si vedrà che omicidi, odio, gelosia, menzogna, discordia, senza amore per la patria né per la famiglia. 

Il Santo Padre soffrirà molto, Io sarò con lui fino alla fine, per ricevere il suo sacrificio. I cattivi attenderanno diverse volte alla sua vita senza poter nuocere ai suoi giorni; ma né lui né il suo successore... vedranno il trionfo della Chiesa di Dio. I governanti avranno tutti un medesimo progetto, che sarà di abolire e fare scomparire tutti i princìpi religiosi per sostituirli con il materialismo, l'ateismo, lo spiritismo, e ogni sorta di vizi. Nell'anno 1865 si vedrà l'abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori. Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l'amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra. 

La Francia, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà contro il francese, l'italiano contro l'italiano, vi sarà poi una guerra generale che sarà spaventevole. Per qualche tempo Dio non si ricorderà più della Francia né dell'Italia, perché il Vangelo di Gesù Cristo non è più conosciuto. I malvagi useranno tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente perfino nelle case. Al primo colpo della Sua spada fulminante le montagne e la natura tutta tremeranno di spavento perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta celeste. Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; molte grandi città saranno scosse e inghiottite da terremoti; si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi; non si sentiranno che colpi d'arma e bestemmie. 

I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro penitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione. Allora Gesù Cristo con un atto della Sua misericordia grande per i giusti comanderà ai Suoi angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte. Improvvisamente i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto. Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato; dappertutto fiorirà la carità. 

I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtù di Gesù Cristo. Il Vangelo sarà predicato dappertutto e gli uomini faranno grandi progressi nella fede perché vi sarà unità tra gli operai di Gesù Cristo e perché gli uomini vivranno nel timore di Dio. Questa pace tra gli uomini non sarà lunga: venticinque anni di abbondanti raccolti faranno loro dimenticare che i peccati degli uomini sono causa di tutte le pene che arrivano sulla terra. 

Un precursore dell'anticristo, con le sue truppe di parecchie nazioni, combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo, egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come un Dio. La terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe, (oltre la peste e la carestia che saranno dovunque), vi saranno delle guerre fino all'ultima guerra, che sarà allora fatta da dieci re dell'anticristo, i quali re avranno tutti lo stesso progetto e saranno i soli a governare il mondo. Prima che ciò succeda vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; non si penserà che a divertirsi; i malvagi si abbandoneranno a ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori crederanno nell'amore di Dio e nelle virtù che mi sono più care. Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! Io combatterò con esse fino a che esse saranno nella pienezza dell'età. 

La natura chiede vendetta per gli uomini ed essa freme di spavento nell'attesa di ciò che deve arrivare alla terra insudiciata dai crimini. Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesù Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono più le case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo e dei suoi. Sarà durante questo tempo che nascerà l'anticristo da una religiosa ebrea, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il padrone dell'impurità; suo padre sarà Vescovo, nascendo vomiterà delle bestemmie, egli avrà dei denti, in una parola sarà il diavolo incarnato; egli lancerà delle grida spaventose, farà dei prodigi, non si nutrirà che di impurità. Egli avrà dei fratelli che, sebbene non siano dei demoni incarnati come lui, saranno dei figli del male; a dodici anni essi si faranno notare per le prodi vittorie che otterranno; presto essi saranno ognuno alla testa degli eserciti assistiti dalle legioni dell'inferno. 

Le stagioni saranno cambiate, la terra non produrrà che frutti cattivi, gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna non rifletterà che una debole luce rossastra; l'acqua e il fuoco daranno al globo terrestre dei movimenti convulsi e degli orribili terremoti che inghiottiranno delle montagne, delle città. Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo. I demoni dell'aria con l'anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre più. 

Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità. Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli, i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perché io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che Io porto, per così dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesù Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povertà e nell'umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo. È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra. Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l'onore di Gesù Cristo. 

Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini. La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione. Ma ecco Enoch ed Elia riempiti dello Spirito di Dio; essi predicheranno con la forza di Dio e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio e molte anime saranno consolate; essi faranno grandi progressi per virtù dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell'anticristo. Sciagura agli abitanti della terra! 

Vi saranno guerre spaventose e carestie; pesti e malattie contagiose; pioverà una grandine spaventosa di animali; tuoni che scuoteranno le città; terremoti che inghiottiranno paesi; si udiranno delle voci nell'aria; gli uomini batteranno la testa contro i muri, essi chiameranno la morte, da un'altra parte la morte li supplizierà; il sangue scorrerà da ogni parte. Chi potrà vivere se Dio non diminuirà il tempo della prova ? Dal sangue, dalle lacrime e dalle preghiere dei giusti Dio si lascerà placare; Enoch ed Elia saranno messi a morte; Roma pagana sparirà; il fuoco del cielo cadrà e distruggerà tre città; tutto l'universo sarà colpito dal terrore e molti si lasceranno sedurre perché essi non hanno adorato il vero Cristo vivente tra loro. È tempo, il sole si oscura; la fede sola vivrà. 

Ecco il tempo, l'abisso si apre. Ecco il re delle tenebre. Ecco la bestia con i suoi sudditi, sedicente salvatore del mondo. Egli si alzerà con orgoglio nell'aria per andare fino al Cielo; egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo. Egli cadrà e la terra che da tre giorni sarà in continue evoluzioni, aprirà il suo seno pieno di fuoco; egli sarà sprofondato per sempre con tutti i suoi nei baratri eterni dell'inferno. Allora l'acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell'orgoglio degli uomini e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato. 

[Libera traduzione da «L'apparition de la Très Sainte Vierge sur la montagne de La Salette», di M.Calvat. Imprimatur: Mgr. Zola, Lecce, Italie, 15 novembre 1879, Rome, 1922, Societé St-Augustin].



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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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[SM=g1740717] quattro imperdibili catechesi su la salette

Pubblicato il 07 gen 2014
Catechesi di Padre Serafino Tognetti - successore nella Comunità dei Figli di Dio di Don Divo Barsotti - fatta durante il pellegrinaggio a La Salette, Giugno 2012

Pubblicato anche sulla pagina Facebook: "Don Divo Barsotti (Fondatore della Comunità dei figli di Dio)"


www.youtube.com/watch?v=plu0b_RN-Lo

www.youtube.com/watch?v=p4fN-30c2d8

www.youtube.com/watch?v=EuYhnVXnKrg

www.youtube.com/watch?v=7RMAROuwnYc











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[Modificato da Caterina63 19/12/2015 19.07]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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L’APPARIZIONE DE LA SALETTE - (Sabato 19 settembre 1846) - Don Enzo Boninsegna - Melania Calvat - L'APPARIZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE SULLA MONTAGNA DE LA SALETTE


 





(Sabato 19 settembre 1846)
"Vedrò con molto piacere la piena diffusione del 'Segreto'; più lo si diffonderà, più susciterà timori salutari e numerosi ritorni a Dio. Maria benedirà coloro che si adopereranno per la sua diffusione, poiché Essa vuole formalmente che lo si faccia conoscere a tutto il suo popolo. Siamo puniti perché abbiamo trascurato un ordine così assoluto della Madre di Dio" (Da una lettera di Melania sul Segreto)
 
pro-manuscripto
 
PRESENTAZIONE
Se una madre non può dimenticare i suoi figli, meno che mai ci può di­menticare la migliore delle madri, la Madre di Dio e nostra Maria SS.ma. Venerarla in Cielo, assunta in anima e corpo, non significa considerarla lontana, perché il Cielo non è lontano da noi. Proclamarla in Cielo significa semplicemente credere che Maria è ormai completamente immersa in Dio, trapassata dalla sua luce e dal suo amore infinito. Sì, Maria, proprio perché è in Cielo, immersa in Dio, ama col Cuore di Dio e come il Padre non è lontano dai suoi figli, così Lei, la Madre, non è lontana da noi.
Maria, "piena di grazia" e immersa nella gloria del paradiso, ama uno per uno tutti i suoi figli che sono ancora in questa "valle di lacrime", non ancora nella gloria e spesso, purtroppo, anche privi della grazia.
È alla luce di questa certezza di fede che vanno viste le sue apparizioni. La Chiesa, autorevole interprete di tutto ciò che è soprannaturale, ha rico­nosciuto, tra le altre, tre grandi apparizioni di Maria SS. ma: a La Salette, in Francia, nel 1846, a Lourdes, ancora in Francia, nel 1858 e a Fatima, in Portogallo, nel 1917
Ma a un cristiano non basta forse il Vangelo? Non è sufficiente la parola di Gesù? Con le parole e le opere di suo Figlio il Padre non ci ha detto tutto ciò che aveva da dirci? Certo, nelle sue varie apparizioni la Vergine SS.ma non fa concorrenza a suo Figlio e non viene a dirci nulla di nuovo. Viene semplicemente a ricordarci ciò che Gesù ci ha insegnato e che noi uomini non abbiamo ancora accettato o che abbiamo troppo in fretta e con troppa incoscienza dimenticato.
Quanto più il mondo si allontana da Dio, quanto più cresce la corruzio­ne nel cuore degli uomini e nella società, tanto più Maria ha pietà di noi e viene a ricordarci la nostra dignità, i nostri doveri e i rischi che corriamo se perseveriamo su strade che non sono quelle di Dio. 
A La Salette Maria è apparsa piangente. E quale madre non piangereb­be per dei figli che stanno andando alla rovina? Non ha forse pianto anche Gesù (Lc 19, 41) pensando ai castighi che Gerusalemme avrebbe attirato su di sé rifiutandolo? "Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta" (Lc 13, 34-35).
Quelle lacrime di Maria a La Salette…!!! Sono le stesse lacrime che piangerebbe oggi Gesù davanti alla nuova Gerusalemme, la Chiesa. Noi cristiani, noi, i suoi figli, noi, i suoi fratelli, noi che abbiamo coscienza di quanto gli siamo costati per i nostri peccati, noi lo tradiamo ancora e ostinatamente, e seme rimorsi, e programmando e giustificando i nostri tra­dimenti.In che cosa noi cristiani siamo diversi da coloro che non hanno cono­sciuto il Salvatore? I cristiani dei primi secoli hanno convertito il mondo, mentre noi cristiani del 19° e del 20° secolo ci siamo convertiti al mondo. Questo stato di cose, se non fosse per la fede che ci anima, non fa pensare al quasi fallimento della redenzione operata da Gesù?
A La Salette la Vergine Maria ha richiamato l'attenzione di quella pove­ra gente su due peccati particolarmente gravi, la bestemmia e la profana­zione della domenica. E oggi sono forse spariti questi peccati? No, al con­trario, la bestemmia sta dilagando in maniera impressionante e sempre più sfacciata e i preti non fanno quasi nulla per correggere questo vizio orren­do (…) loro hanno i piani pastorali da portar avanti! Chiacchere, chiacche­re, chiacchere, sempre e solo Chacchere. (Sfido a trovare un piano pastora­le di una parrocchia che preveda un impegno serio e sistematico contro la bestemmia!). E la domenica? A profanata come non mai: le chiese si svuo­tano sempre più e si riempiono gli stadi e le discoteche, con i frutti che tutti ben conosciamo.
Le apparizioni di Lourdes e di Fatima sono certamente più note, anche perché non sono mai state seriamente contrastate all'interno della Chiesa. Diversa, purtroppo, la sorte dell'apparizione avvenuta a La Salette! Gran parte del clero francese (compresi non pochi Vescovi !!) ha combattuto con accanimento feroce, anche con calunnie (…), l'apparizione e il segreto affi­dato dalla Madonna a Melania, Perché tanto accanimento? Semplice: perché la Madonna ha "pizzicato" anche loro, preti e Vescovi, per la loro corruzione e non hanno affatto "digerito" questa correzione materna.
A che è servita la loro ostinata difesa contro la verità? A nulla, se non ad aggiungere un muovo peccato ad altri peccati.
Meglio riflettere con grande umiltà sulle lacrime di questa Madre, la­crime che ha pianto anche per noi, e convertirsi davvero e consegnare con passione dl amore la nostra vita al Signore Gesù.
Solo allora su quel viso bagnato di lacrime vedremo spuntare un sorri­so di gioia e ... per noi un'alba di luce che preannuncia il paradiso.
Don Enzo Boninsegna
Verona, 30 novembre 1997
Prima Domenica di Avvento
 

NOTA BENE

Ciò che leggerai su questo libretto è una semplice ristampa
del testo integrale pubblicato da Melania con
('IMPRIMATUR
di S. E. Mons. Salvatore Luigi Conte Zola
Vescovo di Lecce, 1879
 
seguito da qualche documento giustificativo. Il tutto pubblicato con
('IMPRIMATUR
del R.P.A. LEPIDI O.P.
Maestro del S. Palazzo Apostolico,
Assistente perpetuo della Congregazione dell'Indice.
 

Dato a Roma il 6 giugno 1922

 
(Società Sant Agostino - Parigi - Roma - Bruges - 1922)
 
Nihil Obstat:
Imprimatur datum Lycii ex Curia Episc.
die 15 Nov. 1879
Vic. Gen. Arch. COSMA
 

I - SULLA MONTAGNA CON MASSIMINO

Il 18 settembre 1846, vigilia della Santa Apparizione della Madonna, ero sola, come d'abitudine; facevo la guardia alle mucche dei miei pa­droni. Verso le 11 del mattino, vidi venire verso di me un bambino. A questa vista mi spaventai, perché mi sembrava che tutti dovessero sape­re che sfuggivo qualsiasi compagnia. II bambino mi si avvicinò e mi disse: "Piccola, vengo con te, anch'io sono di Corps ". A queste parole risaltò subito la mia cattiva indole, e indietreggiando di qualche passo gli risposi: "Non voglio nessuno. Voglio rimanere sola". Ma il bambi­no, seguendomi sempre mentre mi allontanavo, mi disse: "Su, lasciami con te, il mio padrone mi ha detto di far pascolare le mie mucche con le tue; sono di Corps ".
Mi allontanai da lui, facendogli segno che non volevo nessuno; e dopo essermi allontanata, mi sedetti sull'erba. Là, conversavo con i fio­rellini del Signore.
Dopo un momento, guardo dietro di me, e vedo Massimino che mi stava seduto vicino. Mi disse subito: "Lasciami stare, sarò buono". Ma il mio cattivo carattere non volle sentire ragioni. Mi alzai precipito­samente e me ne scappai un po' più lontano senza dirgli niente, e mi rimisi a giuocare coi fiori del Buon Dio. Un momento dopo, Massimino stava ancora lì a dirmi che sarebbe stato buono, che non avrebbe parlato e che si annoiava da solo, che il suo padrone lo mandava vicino a me, ecc... Questa volta ne ebbi pietà, gli feci segno di sedersi e continuai con i fiorellini del Buon Dio.
Massimino non tardò a rompere il silenzio, si mise a ridere, (credo si burlasse di me); lo guardai ed egli mi disse: "Divertiamoci un po', fac­ciamo un gioco". Non risposi nulla, ero così ignorante che non capivo come poter giocare con un'altra persona, essendo sempre stata sola. Giocavo solo coi fiori, e Massimino, avvicinandosi ancora di più, non finiva di ridere e mi diceva che i fiori non hanno orecchie per sentirmi, e che dovevamo giocare assieme. Io però non avevo nessuna inclina­zione per il gioco che mi proponeva. Tuttavia cominciai a parlargli, e lui mi disse che i dieci giorni che doveva passare col suo padrone sta­vano per finire, e che dopo sarebbe andato a Corps da suo padre, ecc...
Mentre ancora mi parlava, si fece sentire la campana de La Salette, era l'Angelus; feci segno a Massimino di rivolgere la sua anima a Dio. Lui si scoprì il capo e per un momento rimase in silenzio. Dopo gli dissi: "Vuoi fare colazione? Sì, - mi rispose - andiamo". Ci sedemmo, tirai fuori dalla borsa le provviste datemi dai miei padroni e, secondo la mia abitudine, prima di cominciare a mangiare il mio panino tondo, vi feci sopra una crocetta col mio coltellino, e nel mezzo un forellino di­cendo: "Se c'è il diavolo che esca; se c'è il Buon Dio che vi rimanga!", e subito ricoprii il piccolo foro. Massimino scoppiò a ridere, e dette una pedata a1 mio pane, che mi sfuggì di mano, rotolando giù per la monta­gna e si perse.
Avevo un altro pezzo di pane, ce lo mangiammo insieme; dopo ci mettemmo a giocare; capendo però che Massimino doveva ancora avere fame, gli indicai un posto sulla montagna coperto di piccoli frutti. Lo spinsi ad andarli a mangiare, e lui lo fece subito; ne mangiò e ritornò dopo averne riempito il cappello. In serata discendemmo dalla monta­gna promettendoci di ritornare a pascolare le nostre mucche assieme.
L'indomani, 19 settembre, mi ritrovai sul cammino con Massimino; salimmo assieme il monte. M'accorsi che Massimino era buonissimo, molto semplice, e volentieri parlava di quello che m'interessava; era molto duttile, senza ostinarsi sulle sue idee; era soltanto un po' curio­so poiché quando mi allontanavo da lui e vedeva che mi fermavo, cor­reva subito per vedere quel che facevo e sentire quel che dicevo ai fio­rellini del Buon Dio; e se non arrivava in tempo, mi chiedeva cosa avessi detto. Massimino mi aveva anche chiesto che gli insegnassi un gioco. La mattina era inoltrata; gli dissi di raccogliere dei fiori per co­struire il "paradiso".
Ci mettemmo tutti e due all'opera; e ben presto avevamo a nostra di­sposizione una bella quantità di fiori di colori diversi. Sentimmo suona­re 1’Angelus del villaggio poiché il cielo era terso e senza nubi. Dopo aver detto al Signore quel che sapevo, dissi a Massimino che dovevamo condurre le nostre mucche su un piccolo pianoro presso il ruscelletto, dove avremmo trovato delle pietre per costruire il "paradiso". Avviam­mo le mucche verso il luogo indicato, e dopo facemmo colazione; poi incominciammo a trasportare pietre e a costruire la nostra piccola casa, consistente in un pianterreno, che avrebbe dovuto servirci da abitazio­ne, e in un primo piano che, secondo noi, doveva essere il "paradiso".
Questo piano era ornato di fiori multicolori e di corone sospese ai gambi. Il "paradiso" era coperto da un'unica larga pietra, essa pure ricoperta di fiori; altre corone pendevano tutt'intorno. Ultimato il "paradiso", lo guardavamo; quando ci sorprese il sonno, ci allontanam­mo di appena due passi, e ci addormentammo sull'erba.
 

II - L'APPARIZIONE

Svegliandomi, e non vedendo le mucche, chiamai Massimino e co­minciai a salire sulla piccola altura. Da lì vedevo che le mucche se ne stavano tranquillamente distese; ridiscesi mentre Massimino saliva, allorché all'improvviso vidi una bella luce, più splendente del sole, ed ebbi appena il tempo di dire queste parole: "Massimino, vedi laggiù? Ah! Dio mio!'. Nello stesso istante lasciai cadere il bastone che avevo in mano. Non so cosa sia passato di delizioso in me in quel momento, ma mi sentivo attratta, ero presa da un grande rispetto pieno d'amore, ed il mio cuore avrebbe voluto correre più presto di me.
Guardavo con attenzione profonda quella luce che era immobile, e come se fosse aperta; ne scorsi un'altra molto più brillante e che si muoveva, ed in quest'ultima una bellissima Signora, seduta sul nostro "paradiso" con la testa fra le mani. La bella Signora si alzò ed incrocia­te appena le braccia, guardandoci, ci disse: "Venite avanti, figli miei, non temete, son qui per annunciarvi una grande notizia":
Queste dolci e soavi parole mi fecero volare fino a Lei ed il mio cuo­re avrebbe voluto attaccarsi a Lei per sempre. Arrivata vicinissima alla bella Signora, proprio davanti a Lei, alla sua destra, Ella iniziò il suo discorso, e le lacrime cominciarono a scendere dai suoi begli occhi:
"Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono obbligata a lasciare andare la mano di mio Figlia Essa è così grave e così pesante che non riesco più a sostenerla. "
"Da quanto tempo sto soffrendo per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, devo pregarLo incessantemente. Quan­to a voi, non ve ne curate nemmeno. Avete un bel pregare e darvi da fare, voi non potrete mai ricompensare la pena che mi sono presa per voi. "
"Dio vi ha dato sei giorni per lavorare, si è riservato il set­timo, e non glielo si vuole concedere, Ed è proprio questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio. "
"Quelli che conducono i carri, non sanno parlare senza frapporvi il nome di mio Figlio, Sono queste due cose che appe­santiscono tanto il braccio di mio Figlio. "
"Se il raccolto si guasta, è per causa vostra. L'anno scorso ve l'ho fatto vedere con le patate; ma voi non ve ne siete curati; anzi, quando le trovavate marcite, bestemmiavate, usando il no­me di mio Figlio. Le patate si guasteranno ancora e, per Natale, non ce ne saranno più. "
A questo punto io cercai di capire la parola pommes de terre; mi sembrava di capire che volesse significare ‘mele’. - (NA: Melania e Massimino non capivano il francese, ma solo il loro dialetto) - La bella e buona Signora, indovinando il mio pensiero, ripigliò il discorso (in dialetto) così:
"Voi non mi capite, figli miei? Ve lo dirò in altro modo. "
Ed ecco la traduzione (dal francese):
"Se il raccolto si guasta, è per causa vostra; ve l 'ho fatto ve­dere l'anno scorso con le patate; ma voi non ve ne siete curati; anzi, quando le trovavate marcite, bestemmiavate, usando il no­me di mio Figlio. Le patate si guasteranno ancora e, per Natale, non ce ne saranno più. "
"Se avete del grano, non lo seminate. Tutto quello che semi­nerete, sarà mangiato dai parassiti, e quello che crescerà si ri­durrà in polvere quando lo batterete. Verrà una grande care­stia, ma prima ancora, i bambini al di sotto dei sette anni mori­ranno di tremito in grembo a coloro che li terranno in braccio; l'uva marcirà. "
A questo punto la bella Signora, che mi affascinava, rimase un mo­mento senza farsi sentire; tuttavia vedevo che continuava, come se par­lasse, a muovere graziosamente le labbra. In quel momento Massimino riceveva il segreto. Poi, rivolgendosi a me, la Vergine SS.ma mi parlò e mi dette un segreto in francese. Eccolo qui per intero, tale e quale come me l'ha dato.
 

III - IL SEGRETO

"Melania, ciò che ti dirò adesso, non sarà sempre un segre­to: lo potrai pubblicare nel 1858".
"I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i Sacerdoti dico, per la loro cattiva condotta, le loro irriverenze e la loro empietà nel celebrare i santi misteri, per l'amore del denaro, l'amore degli onori e dei piaceri, i Sacerdoti sono diventati cloache d'impuri­tà. Sì, i Sacerdoti chiedono vendetta, e la vendetta è sospesa sul­le loro teste. Guai ai preti e alle persone consacrate a Dio che per la loro infedeltà e la loro cattiva condotta, crocifiggono di nuovo mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio gri­dano verso il Cielo, attirano la vendetta, ed ecco che questa batte alla loro porta, perché non vi sono più anime generose, non vi è più alcuno degno di offrire all'Eterno la Vittima senza macchia in favore del mondo. "
"Dio colpirà in modo esemplare".
"Guai agli abitanti della terra! Dio sfogherà la sua collera e nessuno potrà sfuggire a tanti mali messi insieme. I capi, i con­dottieri del popolo di Dio, hanno trascurato la preghiera e la penitenza e il demonio ha ottenebrato la loro intelligenza; sono diventati quelle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la sua coda per farli perire. Dio permetterà al vecchio ser­pente di mettere divisione fra i regnanti, in ogni società e in ogni famiglia; soffrirete pene fisiche e morali, Dio abbandone­rà gli uomini a se stessi, e manderà dei castighi che si sussegui­ranno per più di trentacinque anni. "
"La società è alla vigilia dei più tremendi flagelli e di grandi avvenimenti; ci si deve aspettare di essere governati con verga di ferro e bere il calice della collera di Dio. "
"Il Vicario di mio Figlio, il Sovrano Pontefice Pio IX che non esca da Roma dopo l'anno 1859, ma che sia fermo e generoso, che combatta con le armi della fede e dell'amore; io sarò con lui. Che non si fidi di Napoleone; il cuore di costui è doppio, e quando vorrà essere contemporaneamente Papa e Imperatore, Dio si ritirerà da lui; egli è quell'aquila che volendo innalzarsi sempre di più, cadrà sulla spada di cui voleva servirsi per obbli­gare i popoli ad innalzarlo. "
"L'Italia sarà punita per l'ambizione di voler scuotere il gio­go del Signore dei Signori; per questo finirà in guerra ed il san­gue colerà da tutte le parti; le chiese saranno chiuse o profana­te; i preti, i religiosi, saranno cacciati via; li faranno morire, e morire di morte crudele. Parecchi abbandoneranno la fede, e il numero dei preti e religiosi che si separeranno dalla vera reli­gione sarà grande; fra costoro vi saranno anche dei Vescovi. "
"E che il Papa si guardi dagli operatori di miracoli, poiché è venuto il tempo in cui i prodigi più strabilianti avranno luogo in terra e nell'aria. "
"Nell'anno 1864 Lucifero, con un gran numero di demoni, sarà staccato dall'inferno: aboliranno poco a poco la fede per­fino nei consacrati a Dio; li accecheranno in modo tale che solo per una grazia particolare essi non saranno investiti dallo spiri­to di questi angeli cattivi; alcune case religiose perderanno in­teramente la fede e molte anime. "
"I libri cattivi abbonderanno sulla terra, e gli spiriti delle tenebre diffonderanno dappertutto un totale rilassamento per quel che riguarda il servizio di Dio; avranno un gran potere sulla natura; vi saranno delle chiese per servire questi spiriti. Alcune persone saranno trasportate da un luogo all'altro da questi spiriti cattivi, anche dei preti, non avendo seguito lo spiri­to buono del Vangelo che è spirito di umiltà, carità e zelo per la gloria di Dio. Faranno risuscitare alcuni morti e alcuni giusti (ciò vuol dire che queste anime somiglieranno alle anime giuste che erano vissute su questa terra, e tutto ciò per sedurre meglio gli uomini; questi sedicenti morti risuscitati, che non saranno altro che il demonio stesso sotto simile aspetto, predicheranno un altro Vangelo contrario a quello del vero Gesù Cristo, ne­gando l'esistenza del Cielo ed anche quella delle anime dannate. Tutte queste anime appariranno come unite ai loro corpi). "
"Vi saranno in tutti i luoghi dei prodigi straordinari, poiché la vera fede s'è spenta, mentre la falsa fede rischiara il mondo. Guai ai Principi della Chiesa che si saranno occupati ad accu­mulare ricchezze su ricchezze, a salvaguardare la loro autorità e che hanno dominato con orgoglio! "
"Il Vicario di mio Figlio soffrirà molto, poiché per un certo tempo la Chiesa sarà abbandonata a grandi persecuzioni sarà il tempo delle tenebre. "
"La Chiesa si troverà in una crisi orrenda. "
"Essendo dimenticata la santa fede di Dio, ogni individuo vorrà guidarsi da solo, ed essere superiore ai suoi simili. I po­teri civili ed ecclesiastici saranno aboliti, ogni ordine ed ogni giustizia sarà messa sotto i piedi, non si vedranno che omicidi, odii, gelosie, menzogne e discordie, senza amore per la patria e per la famiglia. "
"Il S. Padre soffrirà molto. Io sarò con lui fino alla fine per ricevere il suo sacrificio. I cattivi attenteranno più volte alla sua vita senza però poter nuocere ai suoi giorni; ma né lui, né il suo successore... (N.B.: Nel suo originale di Lecce, Melania faceva seguire a queste parole la seguente parentesi: "che non regne­rà molto") vedranno il trionfo della Chiesa di Dio. "
"I governanti civili avranno tutti il medesimo programma, di abolire cioè e far scomparire ogni principio religioso, per dar posto al materialismo, all'ateismo, allo spiritismo, e ad ogni specie di vizio.
"Nell'anno 1865 si vedrà l'abominazione nei luoghi santi; nei conventi, i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio sarà il re dei cuori. Quelli che sono a capo delle comunità reli­giose, stiano attenti a quelli che ricevono, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone viziose, perché il disordine e l'amore ai piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra. "
"La Francia, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra, saranno in guerra, il sangue scorrerà per le strade; il francese si batterà col francese, l'italiano con l'italiano. Infine vi sarà una guerra generale, che sarà spaventosa. Per un certo tempo, Dio non si ricorderà più della Francia, né dell'Italia, perché il Vangelo di Gesù Cristo non sarà più conosciuto. I cattivi useranno tutta la loro malizia; si uccideranno, mi massacreranno a vicenda, per­fino nelle case. "
"Al primo colpo della sua spada sfolgorante, le montagne e tutta la natura tremeranno dallo spavento, perché i disordini e i delitti degli uomini squarceranno la volta del cielo. Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; diverse grandi città saranno scosse e inghiottite dai terremoti, si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi, non si sentirà che rumore di armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto; le loro preghiere, le lo­ro penitenze e le loro lacrime saliranno fino al Cielo, e tutto il popolo di Dio domanderà perdono e misericordia, e chiederà il mio aiuto e la mia intercessione. Allora Gesù Cristo, con un atto della sua giustizia e della sua grande misericordia per i giusti, comanderà ai suoi Angeli, che tutti i suoi nemici siano messi a morte. Ad un tratto, i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini votati al peccato periranno e la terra diventerà come un deserto. Allora vi sarà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato; la carità fiorirà dappertutto. I nuovi Re saranno il braccio della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, piena di zelo e imitatrice delle virtù di Gesù Cristo. Il Vangelo sarà predicato dappertutto, e gli uomini faranno grandi progressi nella fede, poiché vi sarà unione fra gli operai di Gesù Cristo e gli uomini vivranno nel timor di Dio. "
"Questa pace fra gli uomini non durerà a lungo; venticinque anni di raccolto abbondante saranno sufficienti per far loro di­menticare che i peccati degli uomini sono la causa di tutte le pene che piombano sulla terra. "
"Un precursore dell Anticristo, con le truppe di diverse na­zioni, combatterà il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo; spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi considerare come Dio. "
"La terra sarà colpita da ogni specie di piaghe (oltre la pe­ste, la fame) che saranno generali; le guerre si susseguiranno fino all'ultima che sarà condotta dai dieci re dell’Anticristo, i quali avranno tutti un unico intento e saranno i soli a governare il mondo. Prima che ciò si verifichi, vi sarà una specie di falsa pace nel mondo, si penserà soltanto a divertirsi, i cattivi si ab­bandoneranno ad ogni specie di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della Fede, i miei veri imitatori, cresceranno nel­l'amor di Dio e nelle virtù che mi sono più care. Beate le anime umili, condotte dallo Spirito Santo! Io combatterò con loro fin­ché non saranno arrivate alla pienezza della loro età. "
"La natura chiede vendetta per gli uomini, e freme di spaven­to in attesa di ciò che deve accadere alla terra insozzata di de­litti!!.
"Tremate, terra, e voi che fate professione di servire Gesù Cristo e che al di dentro adorate voi stessi! Tremate; poiché Dio vi consegnerà al suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione; molti conventi non sono più case di Dio, ma pasco­lo di Asmodeo e dei suoi. "
"Durante questo tempo nascerà l'Anticristo, da una religio­sa ebrea, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il maestro di impurità; suo padre sarà Ve; nascendo vomiterà bestemmie, avrà dei denti; in una parola sa­rà l'incarnazione del diavolo, emetterà grida spaventose, farà prodigi, non si nutrirà che d'impudicizie. Avrà dei fratelli che, sebbene non saranno come lui dei demoni incarnati, saranno figli del male; a 12 anni si faranno notare per le valorose vitto­rie che riporteranno; in poco tempo ciascuno sarà alla testa di armate, assistiti da legioni infernali. "
"Le stagioni cambieranno; la terra produrrà soltanto frutti cattivi; gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna metterà solo una debole luce rossastra; l'acqua ed il fuoco da­ranno al globo terrestre dei movimenti convulsi ed orribili ter­remoti che faranno inghiottire montagne, città, ecc. "
"Roma perderà la fede e diverrà la sede dell'Anticristo. "
"I demoni dell'aria con l'Anticristo faranno grandi prodigi sulla terra e nell'aria, e gli uomini si pervertiranno sempre più. Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il vangelo sarà predicato ovunque, tutti i popoli e tutte le nazioni avranno conoscenza della verità!'"Rivolgo un pressante appello alla terra: chiamo i veri di­scepoli del Dio vivente e regnante nei Cieli; chiamo i veri imita­tori del Cristo fatto uomo, il solo vero Salvatore degli uomini, chiamo i miei figli, i miei veri devoti, coloro che si sono dati a me perché li conduca al mio divin Figlio, coloro che io porto per così dire nelle mie braccia, coloro che sono vissuti del mio spiri­to; chiamo infine gli Apostoli degli Ultimi Tempi, i fedeli disce­poli di Gesù Cristo, che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di se stessi, nella povertà e nell'umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti dal mondo. E’ tempo che escano e vengano a rischiarare la terra. Andate, e mostratevi come i miei figli prediletti; io sono con voi, perché la vostra fede sia la luce che vi rischiari in questi giorni di sventura. Che il vostro zelo vi renda come degli affamati della gloria e dell'ono­re di Gesù Cristo. Combattete, figli della luce, piccolo numero che ci vedete; poiché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini. " "La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazio­ne: Ma ecco Enoch ed Elia ripieni dello Spirito di Dio; essi pre­dicheranno con la forza di Dio, e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio e molte anime saranno consolate; faranno grandi progressi in virtù dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell’ Anticristo. "
"Guai agli abitanti della terra! Vi saranno guerre sanguino­se e carestie, epidemie di peste e di malattie contagiose; vi sa­ranno delle piogge di una spaventosa grandine di animali, dei tuoni che scuoteranno le città, dei terremoti che inghiottiranno i paesi; si sentiranno delle voci nell'aria; gli uomini sbatteranno la testa contro i muri; invocheranno la morte, e d'altro canto, la morte farà il loro supplizio; il sangue scolerà ovunque. Chi po­trà vincere, se Dio non accorcia il tempo della prova? Per mezzo del sangue, delle preghiere e delle lacrime dei giusti, Dio si la­scerà piegare; Enoch ed Elia saranno uccisi; Roma pagana sparirà; cadrà il fuoco dal cielo e consumerà tre città; l'intero universo sarà colpito dal terrore, e molti si lasceranno sedurre, perché non hanno adorato il vero Cristo vivente in mezzo a loro. E tempo; il sole si oscura; la fede soltanto vivrà. "
"Ecco il tempo; l'abisso si apre. Ecco il re delle tenebre. Ec­co la bestia coi suoi sudditi, che si dice salvatore del mondo. S'innalzerà con orgoglio nell'aria per andare fino al cielo, sarà però soffocato dal soffio di San Michele Arcangelo. Cadrà, e la terra che, da tre giorni sarà in continue evoluzioni, aprirà il suo seno pieno di fuoco; egli sarà scaraventato per sempre, con tutti i suoi, negli abissi eterni dell'inferno. Allora l'acqua ed il fuoco purificheranno la terra, e consumeranno tutte le opere dell'or­goglio degli uomini, e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato. "



  continua....


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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IV - RACCOMANDAZIONI FINALI

Poi la Madonna mi diede, sempre in francese, la Regola di un nuo­vo Ordine religioso.
Dopo avermi dato la Regola di questo nuovo Ordine religioso, la Madonna riprese così il seguito del suo discorso:
"Se si convertono, le pietre e le rocce si cambieranno in grano e le patate si troveranno disseminate sulla terra ".
"La preghiera, la fate bene, figli miei? "
Rispondemmo insieme: "Oh, no, Signora, non molto ".
"Ah, figli miei, bisogna farla bene, sera e mattina, e quando non potete fare meglio, dite un "Pater' ed un "Ave Maria', e quando avrete tempo e potrete far meglio, ne direte di più ".
"C'è solo qualche donna piuttosto anziana che va a Messa; gli altri lavorano la Domenica, per tutta l'estate; e durante l'inverno, se non sanno cosa fare, vanno a Messa, ma solo per scherno verso la religio­ne. Durante la quaresima vanno in macelleria come dei cani ".
"Non avete visto del grano guasto, figli miei? " Tutti e due rispondemmo: "Oh! no, Signora ".
La Madonna, indirizzandosi a Massimino: "Ma tu, figlio mio, devi averlo visto una volta, nei pressi di Coin, con tuo padre. Il padrone del locale disse a tuo padre: - Venite a vedere come si guasta il mio grano. - E voi ci andaste. Tuo padre prese due o tre spighe in mano, lo strofi­nò, e si ridusse in polvere, poi, durante il ritorno, quando eravate a mezz'ora da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane dicendoti: - Tieni, figlio mio, mangialo ancora per quest'anno, poiché l'anno ven­turo non so chi potrà mangiare, se il grano si guasta così ".
Massimino rispose: "E’ proprio vero, Signora, non ci pensavo più ". La Madonna termina il suo discorso in francese: "Ebbene, figli miei, voi lo farete conoscere a tutto il mio popolo ".
La bellissima Signora attraversò il ruscello; e a due passi dal ruscel­lo, senza voltarsi verso di noi che la seguivamo (perché attirava a Lei per il suo splendore ed ancor più per la sua bontà che m'inebriava e sembrava facesse fondere il mio cuore) ci disse ancora:
"Ebbene, figli miei, voi lo farete conoscere a tutto il mio popolo." Poi continuò a camminare fino al posto in cui ero salita per vedere dove si trovassero le nostre mucche. I suoi piedi toccavano appena la punta dell'erba, senza piegarla. Arrivata sulla piccola altura, la bella Signora si fermò e subito mi posi davanti a Lei per guardarla ben bene e poter capire in quale direzione volesse maggiormente andare: poiché, per me, era fatta, avevo dimenticato e le mucche e i padroni preso i quali ero in servizio; mi ero legata per sempre e senza condizioni alcuna alla mia Signora; sì, non volevo più, mai più, lasciarla; la seguivo senza pregiudizio alcuno, e disposta a servirla per tutta la vita.
Con la mia Signora mi sembrava aver dimenticato il "paradiso"; non pensavo ad altro che a servirla, per il mio meglio, in tutto; e pensavo che sarei anche riuscita a poter fare tutto quello che mi avrebbe detto di fare, perché avevo l'impressione che fosse molto potente. Lei mi guar­dava con una tenera bontà che mi attirava a Lei; avrei voluto, ad occhi chiusi, lanciarmi nelle sue braccia. Lei non mi diede il tempo di farlo. Si alzò da terra, in modo insensibile, all'altezza di circa un metro e più; e restando così sospesa in aria un momentino, la mia bella Signora guar­dò il cielo, poi la terra a destra e a sinistra e poi mi guardò con degli occhi così dolci, così amabili e così buoni che mi sembrò come se mi attirasse nel suo intimo ed il mio cuore si aprisse nel suo.
E mentre il mio cuore si fondeva in una dolce dilatazione, la bella immagine della mia Signora poco a poco spariva: mi sembrava come se la luce, in movimento, si moltiplicasse e si condensasse attorno alla Vergine SS.ma per impedirmi di contemplarla ancora. Così, la luce sostituiva le forme del corpo che sparivano ai miei occhi; ovvero sem­brava che il corpo della mia Signora si cambiasse in luce, fondendosi. Così, sotto forma di globo, la luce dolcemente andava diritto verso l'alto.
Non riesco a dire se era il volume di luce che diminuiva man mano che si alzava, o se invece era l'allontanamento che dava l'impressione di veder diminuire la luce mentre si alzava; ciò che so è che sono rima­sta con la testa in su e gli occhi fissi sulla luce, anche dopo che quella luce, che si allontanava e sempre più diminuiva di volume, finì per spa­rire del tutto.
I miei occhi si staccarono dal firmamento, mi guardai attorno, ed os­servai Massimino che mi guardava, e gli dissi: "Massimino, sarà stato il Signore di mio padre, o la Madonna, o qualche gran Santo". E Mas­simino, slanciando la mano in aria, disse: "Ah, se l'avessi saputo! "
 

V - PRIMA DIFFUSIONE

La sera del 19 settembre ci ritirammo un po' più presto del solito. Appena arrivata dai miei padroni, mi occupai ad attaccare le mucche e a mettere tutto in ordine nella stalla. Non avevo ancora finito che la mia padrona venne verso di me piangendo e mi disse: "Perché, figlia mia, non vieni a dirmi ciò che è accaduto sulla montagna?" (Massimino, non avendo trovato i suoi padroni perché non erano ancora tornati dai lavori, era venuto dai miei ed aveva raccontato tutto quanto aveva visto ed inteso). Risposi: "Volevo ben dirvelo, ma prima volevo finire il mio lavoro ".
Dopo un momento entrai in casa e la padrona mi disse: "Racconta tutto quello che hai visto; il pastorello di Bruite (soprannome di Pietro Selme, padrone di Massimino) mi ha raccontato tutto ".
Incomincio e, verso la metà del racconto, i miei padroni arrivano dai campi; la mia padrona, che stava piangendo sentendo le lamentele e le minacce della nostra tenera Madre, disse: "Ah, voi avete intenzione di andare a raccogliere il grano domani; non ve lo permettete, venite a sentire cosa è capitato oggi a questa figliola e al pastorello di Selme". E, voltandosi verso di me, disse: "Incomincia daccapo tutto quello che mi hai detto". Io ricomincio; e dopo aver finito, il mio padrone mi dis­se: "Era la Madonna, oppure una grande Santa, venuta da parte di Dio; ma è come se fosse venuto il Signore stesso; bisogna fare tutto quello che ha detto questa Santa. Come farete per dire tutto al popo­lo?". Io gli risposi: "Voi mi direte come devo fare, ed io lo farò". Dopo, guardando sua madre, sua moglie e suo fratello, aggiunse: "Bisogna pensarci". Ed ognuno si ritirò per i fatti suoi.
Si era dopo cena. Massimino e i suoi padroni vennero presso i miei per raccontare ciò che aveva detto loro Massimino e per sapere cosa si sarebbe dovuto fare: "Poiché - dissero - ci sembra che sia la Madonna che sia stata inviata dal Signore; le parole che ha detto ce lo fanno credere. E Lei ha anche detto loro di farlo conoscere a tutto il suo po­polo; forse bisognerà che questi piccoli percorrano il mondo intero per far sapere che bisogna che tutti osservino i comandamenti di Dio, al­trimenti grandi disgrazie cadranno su di noi". Dopo un momento di silenzio, il mio padrone disse, voltandosi verso di me e di Massimino: "Sapete, figli miei, cosa dovete fare? Domani alzatevi presto, andate tutti e due dal signor Curato e raccontategli tutto quello che avete visto e sentito; ditegli con cura come si sono svolte le cose: sarà lui a dirvi cosa bisogna fare".
Il 20 settembre, l'indomani della apparizione, di buon mattino me ne andai con Massimino. Arrivati in parrocchia, busso alla porta. Mi viene ad aprire la domestica del signor Parroco, domandandoci cosa volessi­mo. Io le dissi (in francese, pur non avendolo mai parlato): "Desidere­remmo parlare col Parroco". "Cosa volete dirgli?", ci chiese. "Signo­rina, vorremmo dirgli che ieri siamo andati a pascolare le mucche sulla montagna delle Baisses, e dopo aver fatto colazione, ecc. ecc...". Le raccontammo buona parte del discorso della Vergine SS.ma. In quel momento suonò la campana della chiesa: era l'ultimo rintocco per la Messa. Il Rev. Perrin, Parroco de La Salette, che ci aveva sentito, a­prì la porta con strepito: piangeva e si batteva il petto; ci disse: "Fi­gli nriei, sianto perduti, il Signore ci punirà. Ah! mio Dio, è la Ma­donna che vi è apparsa!". E se ne andò per celebrare la S. Messa. Noi ci guardammo in faccia con Massimino e la domestica; poi Massimino mi disse: "Io me ne vado da mio padre a Corps ". E ci separammo.
Non avendo ricevuto ordine dai miei padroni di ritornare subito do­po aver parlato col Parroco, non credetti far male ad assistere alla Mes­sa. Entrai dunque in chiesa. Incominciai la Messa e, dopo il primo Van­gelo, il signor Parroco si volta verso il popolo e prova a raccontare ai suoi parrocchiani l'apparizione che era appena avvenuta, la vigilia, su una delle loro montagne, esortandoli a non più lavorare di domenica; la sua voce era interrotta da singhiozzi, e tutta la popolazione era commossa. Dopo la S. Messa me ne ritornai dai miei padroni. Il signor Peytard, che ancor'oggi è Sindaco de La Salette, venne ad interrogarmi sul fatto dell'apparizione; e dopo essersi assicurato sulla verità di quan­to dicevo, convinto si ritirò.
Rimasi al servizio dei miei padroni fino a Ognissanti. Dopo mi mise­ro in pensione presso le Religiose della Provvidenza, nel mio paese di Corps.
 

VI - DESCRIZIONE DELLA VERGINE

La Vergine SS.ma era molto alta e ben proporzionata; sembrava es­sere tanto leggera, che sarebbe bastato un soffio a farla muovere, però era immobile e molto stabile. La sua fisionomia era maestosa ed im­ponente come sono i signori di questa terra. Imponeva una timidezza rispettosa. Mentre la Sua Maestà imponeva rispetto misto ad amore, attirava a Lei.
Il suo sguardo era dolce e penetrante; i suoi occhi sembrava che parlassero coi miei, ma la conversazione proveniva da un profondo e vivo sentimento d'amore verso questa attraente bellezza che mi liquefa­ceva. La dolcezza del suo sguardo, l'aria di bontà incomprensibile, facevano intendere e sentire che Ella attirava a sé per donarsi; era un'e­spressione di amore che a parole non si può esprimere e nemmeno con le lettere dell'alfabeto.
L'abito della Vergine SS.ma era bianco argento, molto splendente; non aveva nulla di materiale: era fatto di luce e di gloria, scintillante e variato; sulla terra non vi sono espressioni né paragoni da poter fare.
La Vergine SS.ma era tutta bella e tutta fatta d'amore; guardan­dola, io languivo per fondermi in Lei. Dai suoi ornamenti, come dalla sua persona, da tutto trapelava la maestà, lo splendore, la magnificenza splendente, celeste, fresca, nuova come una Vergine; sembrava che la parola Amore sfuggisse dalle sue labbra argentee e pure. Aveva l'appa­renza di una Mamma affettuosa, piena di bontà, di amabilità, di amore per noi, di compassione e di misericordia.
La corona di rose che portava sulla testa era così bella e brillante, da non potersene fare un'idea; le rose di diversi colori non erano di questa terra; era un insieme di fiori che circondava il capo della SS.ma Vergi­ne, proprio in forma di corona; ma le rose cambiavano e si ricambiava­no, poi dal centro di ogni rosa usciva una luce così bella che rapiva, e faceva sì che la loro bellezza risplendesse. Dalla corona di rose usciva­no come dei rami d'oro e tanti altri piccoli fiori misti e brillanti. Il tutto formava un diadema che da solo brillava più del nostro sole terreno.
La Vergine portava una graziosissima Croce sospesa al collo. Questa croce sembrava d'oro, dico d'oro per non dire un pezzo d'oro; a volte ho visto degli oggetti dorati con alcune sfumature, ciò che faceva ai miei occhi un effetto più bello di un semplice pezzo d'oro. Su questa bella Croce piena di luce era un Cristo, era Nostro Signore con le brac­cia stese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce, c'erano: da una parte un martello e dall'altra una tenaglia. Il Cristo era color carne naturale ma riluceva con grande splendore; e la luce che usciva da tutto il suo corpo, sembrava come dardi lucentissimi che mi infiammavano il cuore per il desiderio di perdermi in Lui. A volte il Cristo sembrava morto; aveva la testa inclinata e il corpo rilassato, quasi cadesse se non fosse trattenuto dai chiodi che lo fissavano sulla Croce.
Io ne avevo viva compassione; avrei voluto comunicare al mondo intero il suo amore sconosciuto ed infondere nelle anime dei mortali il più sentito amore e la più viva riconoscenza, verso un Dio che non ave­va assolutamente bisogno di noi per essere quello che è, ciò che era e ciò che sempre sarà; e tuttavia, oh, amore per l'uomo incomprensibile! s'è fatto uomo, ha voluto morire, sì morire, per poter meglio scrivere nelle nostre anime e nella nostra memoria il folle amore che ha per noi! Oh! come mi sento infelice nel constatare la mia povertà di espressione nel riferire l'amore del nostro buon Salvatore per noi! Ma, d'altra parte, come siamo felici di poter sentire meglio ciò che non possiamo espri­mere!
Altre volte il Cristo sembrava vivo; aveva la testa diritta, gli occhi aperti, e sembrava sulla Croce di sua volontà. A volte, anche, pareva che parlasse: sembrava mostrasse che era in Croce per noi, per amor nostro, per attirarci al suo amore, che ha sempre un nuovo amore per noi, che il suo amore dell'inizio - dell'anno 33 - è sempre quello di oggi e lo sarà sempre.
Mentre mi parlava, la Vergine SS.ma piangeva ininterrottamen­te. Le sue lacrime cadevano una dopo l'altra, lentamente, fin sopra le sue ginocchia; poi, come scintille di luce, sparivano. Erano splen­denti e piene di amore. Avrei voluto consolarla e non farla piangere, ma mi sembrava che Ella avesse bisogno di mostrare le sue lacrime per meglio manifestare il suo amore dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi fra le sue braccia e dirle: "Mia buona Madre, non pian­gete! Io voglio amarvi per tutti gli uomini della terra". Ma sembrava che mi rispondesse: "Ve ne sono molti che non mi conoscono!".
Ero tra la morte e la vita, vedendo da un lato tanto amore, tanto de­siderio di essere amata e, dall'altro, tanta freddezza ed indifferenza... Oh! Madre mia tutta bella e tanto amabile, amore mio e cuore del mio cuore!
Le lacrime della nostra tenera Madre, lungi dal diminuire la sua Maestà di Regina e Sovrana, sembravano invece renderla più bella, più potente, più piena d'amore, più materna, più attraente; avrei man­giato le sue lacrime che facevano sobbalzare il mio cuore di compassio­ne e d'amore. Veder piangere una Madre, ed una tale Madre, senza adoperare tutti i mezzi possibili per consolarla, per cambiare i suoi dolori in gioia, si può comprendere? O Madre più che buona! Voi siete stata formata di tutte le prerogative di cui Dio è capace; Voi avete, in un certo senso, esaurita la potenza di Dio; Voi siete buona, ed ancora buona della bontà di Dio stesso; Dio, formandovi come il suo capolavo­ro celeste e terrestre si è reso ancora più grande.
La Vergine SS.ma aveva un grembiule giallo. Ma che dico, giallo? Aveva un grembiule più luminoso di più soli messi assieme. Non era una stoffa materiale, ma un composto di gloria, e questa gloria era splendente di una bellezza che rapiva. Tutto, nella Vergine SS.ma mi portava con forza ad adorare e ad amare il mio Gesù in tutti i det­tagli della sua vita mortale.
La Vergine SS.ma aveva due catene, una un po' più larga dell'altra. A quella più stretta era sospesa la Croce di cui ho parlato sopra.
Queste catene (non posso chiamarle diversamente) erano come raggi di gloria, di un gran chiarore che variava e scintillava.
Le scarpe (poiché così bisogna chiamarle) erano bianche, ma di un bianco argenteo, brillante, ed intorno vi erano delle rose. Queste rose erano di una bellezza abbagliante, e dal centro di ognuna usciva come una fiamma di luce bellissima e gradevolissima. Sulle scarpe c'era un fermaglio d'oro, ma non oro di questo mondo, bensì di paradiso.
La visione della SS.ma Vergine era di per sé un intero paradiso. Lei aveva con sé tutto quanto poteva dare soddisfazione, poiché si di­menticava questa terra.
La Madonna era circondata da due luci: la prima a Lei più vicina ar­rivava fino a noi e brillava con vivissimo splendore. La seconda luce si spandeva un po' attorno alla Bella Signora, e noi ci trovavamo immersi in essa ed era immobile (cioè non brillava) e molto più luminosa del nostro sole terrestre. Tutte queste luci non facevano male agli occhi, e non affaticavano la vista. Oltre queste luci e tutto quello splendore, vi erano altri fasci di luce o altri raggi di sole, come se nascessero dal corpo della Vergine, dai suoi abiti, dappertutto.
La voce della Bella Signora era dolce; incantava, rapiva e faceva bene al cuore; saziava, appianava ogni ostacolo, calmava, addolciva. Mi sembrava come se volessi sempre saziarmi della sua bella voce, ed il mio cuore pareva ballare o volerle andare incontro per struggersi in Lei.
Gli occhi della Vergine SS.ma, nostra tenera Madre, non possono essere descritti da lingua umana. Per parlarne occorrerebbe un Serafino, più ancora, occorrerebbe la lingua stessa di Dio, di quel Dio che forma la Vergine Immacolata Capolavoro della sua Onnipotenza.
Gli occhi dell'augusta Maria sembravano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei diamanti, delle pietre preziose più ricercate; brillavano come due soli; erano dolci, come la stessa dolcezza, limpidi come uno specchio. In quei suoi occhi si vedeva il paradiso; attiravano a Lei; sembravano come se Ella volesse donarsi e attirare. Più la guardavo, più desideravo guardarla; e più la guardavo, e più l'amavo; e l'ama­vo con tutte le mie forze.
Gli occhi della bella Immacolata erano come la porta di Dio, da dove si vedeva tutto quanto poteva inebriare l'anima. Quando i miei occhi s'incontravano con quelli della Madre di Dio e mia, sentivo dentro di me una gioiosa rivoluzione d'amore ed una protesta di amarla e di­struggermi d'amore.
Guardandoci, i nostri occhi, a loro modo, si parlavano, e l'amavo talmente che avrei voluto abbracciarla proprio nell'intimo stesso di quegli occhi che m'intenerivano l'anima e sembravano attirarla e farla fondere con la sua. I suoi occhi comunicarono un dolce tremito a tutto il mio essere; e temevo di fare il più piccolo movimento, per paura che le potesse essere minimamente sgradevole.
La sola vista degli occhi della più pura delle Vergini sarebbe ba­stata per costruire il Cielo di un beato; sarebbe bastata per far entrare un'anima nella pienezza della Volontà dell'Altissimo, per tutti gli av­venimenti che capitano nel corso della vita mortale; sarebbe bastata per far fare a quell'anima degli atti di lode, di ringraziamento, di riparazio­ne, di espiazione. Questa visione, da sola, concentra l'anima in Dio e la rende come una morta-vivente, che guarda tutte le cose della terra, an­che quelle che sembrano più serie, come se fossero semplici giuochi di bambini; l'anima vorrebbe soltanto sentire parlare di Dio e di tutto ciò che riguarda la sua Gloria.
Il peccato è il solo male che Lei vede sulla terra. Se Dio non la so­stenesse, ne morirebbe di dolore. Amen.

Castellammare, 21 novembre 1878

Maria della Croce - Vittima di Gesù nata Melania Calvat - Pastorella de La Salette
     continua....

 


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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LETTERA DI MONS. ZOLA AL SIGNOR GIRARD

(Direttore de "La Terre Sainte" a Grenoble)

 

J.M.J.A.J.

6 gennaio 1872

Carissimo Signore,

scusatemi se ritardo sempre a rispondervi, ma le mie occupazioni, come le sofferenze con cui Dio si degna di onorarmi, non mi permettono sempre di fare secondo i miei desideri. Innanzitutto vi ringrazio degli opuscoli sui segreti de La Salette. Leggendoli, ho provato una gran gioia, perché sono stato edificato dalla vostra pietà e dal vostro zelo, troppo rari ai nostri tempi, per la gloria di Dio e della Sua S. Madre, come pure per la salvezza delle anime e il bene della società.

Questa, cammina a gran passi verso una completa dissoluzione, ca­dendo nell'abisso in cui la precipitano i principii di empietà che la go­vernano. Vi benedico, signore, che adoperate la vostra vita e i talenti che nostro Signore vi ha dato per combattere questi errori, per diffonde­re le buone idee e difendere la giustizia, la verità e la religione. Sì, Voi rendete un gran servizio alla società, e vi incoraggio a perseverare in questa santa missione di buon cattolico.

Per quanto riguarda la grande questione de La Salette, che avete a cuore e per la quale mi richiedete una testimonianza sulla pastorella della Santa Montagna, per opporla ai contraddittori delle misteriose importanti rivelazioni della nostra Divina Madre, e ai diffamatori della virtuosa Melania, vi dirò ciò che, davanti a Dio e secondo le luci che si degna concedermi, io penso in proposito.

Le opere del Signore si certificano da sole: la parola divina ha la sua forza propria, la verità vive della sua propria vita; ed è là che si trova la sua più solida testimonianza. Tutti i profeti sono i testimoni di questo fatto: "Per la fede i santi sconfissero i regni, praticarono la giustizia e raggiunsero le promesse di redenzione ", ed è per questo che "secti sunt, lapidati sunt, in occasione gladii mortui sunt" (Eb 11, 37). Colui dunque che cercasse con prove umane o personali di convincersi di una parola divina, si esporrebbe molto al rischio di sbagliare, poiché molto spesso il Signore, nella sua sapienza, si serve dei cattivi per annunziare agli uomini dei segreti sublimi. Balaam era un falso profe­ta, e Dio se ne servì per far sentire questa bella profezia sulla venuta del Messia: "Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israe­le" (Num. 24, 17). Caifa era un perverso; ma poiché in quell'anno era sommo sacerdote, Dio volle che profetasse la necessità della morte di Gesù Cristo per la salvezza degli uomini. "Essendo sommo sacerdote in quell'anno.. profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto..." e diceva al Sinedrio: "È meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera" (Gv. 11, 49-52).

Per poter pubblicare in tempo utile queste divine comunicazioni, Lei si servì di due piccoli ragazzi, di due ignoranti e semplici pastorelli. Ora, si vorrebbe fondare la verità di queste celesti manifestazioni sulle qualità morali dei due testimoni oppure sulla loro attuale condotta? Ma quale cecità! I calunniatori della buona e virtuosa Melania, prenden­do questa via per apprezzare le celesti verità, ultimamente da voi ripro­dotte, non hanno potuto evitare di cadere nell'errore ed allo stesso tem­po di mancare alla carità. Un uomo di buon senso si sarebbe contentato di mettere in pratica il buon consiglio contenuto in queste rivelazioni; ed un uomo intelligente che volesse assicurarsi della loro importanza e del loro carattere, lo farebbe secondo le regole stabilite per alti controlli, ma sottomettendo sempre il suo apprezzamento e tutta la questione al giudizio della Chiesa e specialmente all'autorità infallibile del suo Ca­po, il Romano Pontefice. Ma, Dio mio! Quale esame si vuol fare per verità che sono conformi alla Sacra Scrittura e ai documenti che offre la storia della Chiesa e che Essa stessa afferma e non cessa di ricordare? Per provare la necessità di convertirsi e di ritornare alla penitenza, certificando le grandi e importanti comunicazioni de La Salette fatte da Melania e per ridare tutto il valore a queste rivelazioni scosse un po' dalle calunnie vomitate, come Voi mi dite, contro questa povera figliola, non c'è bisogno di certificato sulla sua buona condotta. Questo certificato che non vi è permesso di rilasciare; come pure non lo è per me o per altri, sebbene noi conosciamo bene ciò che è la pia pa­storella, siamo certi che Dio lo rilascia, poiché Dio "giudica con giu­stizia... e rende a ognuno secondo le sue opere " (cfr.: Geremia, S. Paolo, S. Matteo).

Dio non manca mai, al momento opportuno, di far risplendere la verità, di difendere l'innocenza contro ogni diffamazione. Allora i ca­lunniatori saranno nella confusione, poiché sta scritto: "Salverà i figli dei poveri e abbatterà l'oppressore " (Sal 71, 4).

Ma per coloro che vogliono apprezzare con ogni sapienza e sicu­rezza questo documento che preoccupa il pubblico, noi abbiamo più di un certificato da presentare. Sono le circostanze attraverso le quali la SS. Vergine ha condotto Melania nel nostro paese; là è stata cono­sciuta da numerose autorità ecclesiastiche, famose per la grande santità e profonda scienza; fin dal suo arrivo, che risale presto a cinque anni, essa trovasi sotto la speciale tutela del venerabile e sapiente vescovo di questa diocesi, Mons. Petagna. Voi ne avete sentito parlare a Mar­siglia, dove questo santo vescovo è vissuto durante il suo esilio. Non aggiungerò dunque nulla a quanto vi è stato detto sulle sue virtù ed i suoi talenti.

Certamente questo grande vescovo non si prenderebbe una cura tanto paterna di questa cara figliola e non la proteggerebbe, se fosse ciò che si osa dire... Statene certo che questo Pastore conosce perfetta­mente la Pastorella de La Salette, sia in tutto il suo passato che in tutto il presente. Questo è sufficiente ad annullare le calunnie, poiché Monsi­gnore non diminuisce la sua devozione. Ecco qui, secondo me, un cer­tificato di fatto che vale molto di più di un certificato di parole. Ora, se i diffamatori e le persone, che si lasciano imbrogliare, non sono capaci di fare questa semplice riflessione e di comprendere tutto questo, non ci resta più che pregare per loro.

Così, Signore, non avete bisogno alcuno di domandare a nessun al­tro dei certificati di buona ed esemplare condotta di Melania, che nel suo ritiro prega senza sosta per i suoi nemici, i nemici di N.S. de La Salette, quelli della Chiesa e della povera Francia. Tuttavia questi de­trattori, le cui calunnie non possono nuocere né a Melania, che si crede felice di poter soffrire qualcosa per la verità, né alle divine parole rivelate su La Salette, che sì certificano da sole, e che le contraddizioni renderanno sempre più fulgenti, dovrebbero almeno rispettare le tri­stezze ed i veri dolori del nostro Sommo Pontefice, invece di aumen­tarle con i loro falsi rapporti.

Oh! Ho proprio paura che questi nemici della verità non finiscano per fare del male a se stessi, dato che la loro cattiveria raggiunge l'audacia di aggravare così ingiustamente le angosce dell'immortale ed incomparabile Pio IX. Preghiamo per la loro conversione, perché altri­menti saranno costretti a contraddirsi ed a confessare, loro malgrado, per la gloria di Dio e della verità, che Dio è là: "Qui c'è il dito di Dio".

Spero, signore che non avrete poi tanto a preoccuparvi dei vostri contraddittori e dei calunniatori di Melania: ed allora continuerete an­cora meglio ad utilizzare il vostro zelo, i vostri talenti, la vostra penna valente, a combattere, come lo fate nel vostro giornale e nei vostri libri, gli infami principi di irreligione e d'immoralità di questo secolo, ed a gridare ancor più forte alla società, che come cieca si precipita in un abisso di perversità, di tornare indietro e di convertirsi alla buona fede; altrimenti essa non potrà evitare nessuno dei mali che le sono stati predetti. Pastori e pecore, tutti abbiamo peccato, e dobbiamo dunque tutti santificarci.

Ecco, signore, le mie idee sul contenuto delle vostre lettere: ve lo di­co in confidenza, potrete comunicarle a chi meglio vi pare. Io sono estraneo alla Francia, per conseguenza anche alla vostra lingua, per cui ho cercato di esprimermi al meglio.

Tuttavia spero che queste parole saranno sufficienti per tranquilliz­zare gli spiriti buoni. Comunque non pubblicate questa lettera se le circostanze non lo rendano necessario. E su questo me ne riservo il giudizio. (Il 22 febbraio 1872 Mon. Zola ne autorizzava la pubblica­zione secondo una nota del sig. A. Nicolas).

So di poter contare sulla vostra discrezione.

Vi prego infine di raccomandarmi al Signore ed ai Sacri Cuori e di gradire...

S. L. ZOLA

Abbate dei Canonici Regolari del Laterano

 

LETTERA DI MONS. ZOLA A S. E. MONS. BAILLES

(Già Vescovo di Lugon)

 

J.M.J.A.J.

29 gennaio 1872

Monsignore,

colui che ha l'onore di scrivervi è il confessore straor­dinario della buona Melania, Pastorella de La Salette.

Alcune lettere del Sig. Girard, di cui S. Ecc. ben conosce la pietà e lo zelo, ci hanno fatto sapere che si è osato far arrivare la menzogna e le calunnie sulla condotta di questa povera figliola fino al nostro S. Padre il Papa che, ahimè, ha già ben altri dolori troppo amari e reali.

Il degno Vescovo di questa diocesi, Mons. Petagna, che la tiene sotto sua tutela, è stato desolato di apprendere questa triste notizia, vi scriverà non appena si sarà ristabilito, per pregarvi di fare tutto quanto la vostra saggezza riterrà utile per distruggere le calunnie che si dif­fondono sul conto di questa cara figliola.

Sua Eccellenza vi prega anche di parlarne al Sommo Pontefice, per­ché il suo cuore paterno non ne abbia a soffrire ulteriormente.

Ma temendo di essere troppo in ritardo mi ha incaricato di scrivervi prima e di certificarvi da parte sua che, da quasi ormai cinque anni, Melania trovasi in questa città, essa non ne è mai uscita; che essa è alloggiata, nutrita e mantenuta, per quanto le è necessario, dallo stesso Mons. Petagna, che ha sempre per lei delle cure davvero paterne; che Melania non ha mai chiesto o fatto chiedere da nessuno denaro, o se qualche volta essa ha ricevuto dell'acqua della S. Montagna e degli oggetti di pietà aveva inviato il denaro necessario in anticipo ai Missio­nari de La Salette; che la sua condotta, infine, è sempre stata vera­mente religiosa ed edificante e che essa è sottomessa in tutto e per tutto al suo vescovo ed a quanti hanno autorità su di lei.

Ecco, Monsignore, la verità, in tutta sincerità. Essa è davanti al Si­gnore tal quale l'ho appena certificato dalla parte di Mons. Petagna e mia.

Si vede che questa guerra è suscitata dal demonio, meno contro questa povera cara figliola, che è stata sempre perseguitata, che con­tro le celesti rivelazioni de La Salette, e con lo scopo di distruggerle, o quanto meno sminuirle, per impedire il bene delle anime e la con­versione del mondo, se fosse possibile.

Sebbene tutti questi sforzi non riescono a conchiudere un bel niente, poiché contro Dio e la sua divina parola, non v'è mezzo che possa resi­stere, tuttavia penso che sia nostro dovere di togliere il velo della men­zogna che si cerca di gettare sulla verità, e di difenderla contro le calunnie; pur lasciando il risultato nelle mani di Dio che finirà col di­sporre ogni cosa per la sua maggior gloria ed il bene delle anime. Voglia gradire, Monsignore...

 

 

LETTERA DI MONS. PETAGNA A S. E. MONS. BAIILES


(Già Vescovo di Lugon)

 

J.M.J.

 

5 marzo 1872

 

Monsignore,

avendo saputo le calunnie che sono state diffuse sulla condotta della Pastorella de La Salette e che queste calunnie sono state riferite a S. Santità Pio IX, ne sono stato grandemente afflitto.

Poiché la malattia mi ha impedito di potervene scrivere, ho incarica­to il Rev.mo P. Zola, Abate dei Canonici Regolari del Laterano, suo confessore, di sostituirmi e di pregarvi di fare tutto il possibile perché la verità trionfi sulla menzogna.

Oggi non posso che affermare quanto vi ha scritto il R. Abate Zola, cioè che la pia Pastorella è quanto mai edificante nella sua condotta; che da circa cinque anni l'ho sotto la mia tutela, che essa non ha mai lasciato questo luogo, e che essa non ha mai accumulato soldi, come si vuole sostenere, poiché sono proprio io che provvedo ad ogni suo biso­gno, e che essa non è disubbidiente ai suoi superiori.

Vi prego, dunque, Monsignore, di far conoscere la verità al S. Padre, non appena lo riterrete opportuno, per sollevarlo della pena che gli cau­sano tali calunnie.

Voglia gradire, Monsignore...


 continua.....





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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LETTERA DI MONS. ZOLA AL SIG. AMEDEO NICOLAS

(Avvocato - Via Senac, 64 a Marsiglia)
 

Lecce, 5 gennaio 1880

Signore,
sono veramente meravigliato del rumore che attualmente si fa in Francia, in occasione della pubblicazione del racconto e del segre­to di N.S. de La Salette. Qualche giorno prima dell'arrivo della vostra lettera, dello scorso 22 dicembre, ho risposto ad una lettera simile, scritta dal Vicario generale di... sotto ordine del suo Vescovo, che era sul punto di colpire di censure canoniche l'opuscolo di Melania e le persone che lo propagavano nella sua diocesi.
Da parte mia non so come rendermi conto di tale opposizione susci­tata in Francia dal clero ed anche da alcuni vescovi, per uno scritto che era già di dominio pubblico. Mi riferisco al Segreto; poiché voi non ignorate, Signore, che nel 1873 il Rev. Sac. Bliard aveva pubblicato a Napoli il medesimo Segreto (anche se con qualche piccola reticenza) seguito da una serie di lettere sullo stesso soggetto. Il detto opuscolo fu pubblicato col permesso e l'Imprimatur della curia di Sua Emin. il Cardinale Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli, la cui santità e saggezza sono conosciute anche in Francia.
Il detto Segreto, nel 1851, fu presentato, nella sua redazione ori­ginale, al Sommo Pontefice Pio IX, di santa memoria, ed a diversi vescovi e cardinali; ed ultimamente è stato sottoposto ad una rispetta­bilissima e degna persona di grande autorità (e che non è proprio il caso che qui ve la nomini), e a quanto io so molto bene, non è stato affatto né biasimato, né censurato.
Dopo tutto questo, non avrei rifiutato che a torto all'editore il per­messo di stamparlo, il quale mi chiedeva di pubblicare lo stesso Segreto nel 1879. L'editore ne aveva diritto; ed anch'io, cioè la mia curia epi­scopale, in un'occasione come questa, doveva conformarsi alle regole e alle prescrizioni date dalla Chiesa; infatti secondo la consuetudine di Pio IV, "Dominici gregis", il vescovo non si può opporre che alla pubblicazione di quei libri che "o sono eretici o sono sospettati di es­serlo, o nuociono certamente ai costumi, o alla pietà".
Ora, nello scritto di Melania, voi non potete rimproverarvi nulla. Ma sarete piuttosto convinto che è destinato, e che è in grado, di fare del bene, di scuotere i cuori induriti, di riportare i cattivi sulla buo­na strada, e di rassodare la fede nelle anime tiepide e vacillanti, al suo­no dei terribili castighi di cui Dio vendicatore minaccia la nostra società prevaricatrice.
Se ne vorrebbe fare forse una questione di prudenza e di opportuni­smo? Ma questa questione, che poteva ben essere posta allorché si trat­tava di pubblicare il segreto per la prima volta, non ha motivo di esiste­re, dato che il medesimo segreto è già, da tanto tempo, di dominio pubblico, senza che né la S. Sede, né i Vescovi, l'abbiano minima­mente riprovato o incriminato. E si sarebbe voluto farne davvero una novità indirizzandosi al Sommo Pontefice, prima che la mia curia po­tesse rilasciare il permesso di stampa, mentre questo libro, facendo la sua prima comparsa in pubblico lo fece molti anni prima, con l'approvazione della curia di un Principe della Chiesa, il Cardinale Ria­rio Sforza.
In appoggio a queste ragioni, che da sole sarebbero state sufficienti per giustificare il comportamento della mia curia episcopale, mi pregio aggiungere qualche osservazione di carattere personale.
Conosco molto bene la pia Pastorella de La Salette che è stata affida­ta alle mie cure spirituali dal 1868, allorché ero Abate dei Canonici Regolari del Laterano, a S. Maria di Piedigrotta a Napoli.
Da quell'epoca, ho avuto occasione di parlare e di trattare di Melania e del suo Segreto con prelati e cardinali i quali, nella Chie­sa, erano grandemente venerati per le loro virtù e prudenza nel go­verno del loro gregge, quanto per la loro saggezza nel discernimento degli spiriti. Ebbene, vi posso assicurare sulla mia coscienza, che il giudizio di Pastori così rispettabili è stato sempre favorevolissimo alla buona Pastorella. Ometto i nomi di diversi e vi cito solamente qualche nome che voi certamente conoscete, cioè: il cardinale Sisto Riario Sforza, arcivescovo di Napoli, il cardinale Guidi, Mons. Fran­cesco Saverio Petagna, vescovo di Castellammare di Stabia, Mons. Mariano Ricciardi arcivescovo di Sorrento.
La grave testimonianza di questi illustri prelati mi ha sempre con­fermato nei miei sentimenti di stima verso Melania, di cui io ammiravo già sia le virtù che il suo giudizio maturo e riflesso, che non si riscontra se non raramente nelle donne. Inoltre, avendo tra le mani il manoscritto del segreto, da molto tempo, sono testimone del compimento delle predizioni che conteneva; e lo posso attestare adesso davanti a Dio.
Dunque, io sono convinto dell'autenticità della rivelazione, (pure aspettando l'infallibile oracolo del Vicario di Gesù Cristo, al quale sot­tometto pienamente il mio giudizio), a causa delle virtù della fortunata Pastorella, del sentimento concorde di diversi vescovi, e soprattutto a causa del compimento delle predizioni.
Essendo così persuaso, io avrei dovuto lottare contro la mia coscien­za per oppormi alla pubblicazione del segreto; mentre la SS.ma Vergi­ne manifestava a Melania la sua volontà, e dichiarava che l'avrebbe potuto pubblicare nel 1858, io non potevo dire: "Ti proibisco di pub­blicarlo ".
Ma, nel segreto si parla dell'abominazione che è penetrata perfi­no nel luogo santo... Ahimè! Signore, trattasi di verità spaventose e molto tristi. Ma il popolo, disgraziatamente, non l'ignora. Esso è testi­mone, diverse volte, delle piaghe che affliggono e desolano la Chiesa; gli scandali e i disordini delle persone consacrate a Dio non essendo nascosti ai suoi occhi. Oh! come brucerei molto volentieri tutte le pagi­ne del segreto, se con esse potessi coprire, con un impenetrabile e spes­so velo, tutti gli smarrimenti dei Ministri di Dio che armano il suo braccio con le folgori della sua collera, e mettendo nelle mani dei radicali i coltelli del massacro!
Non posso finire questa lettera senza dirvi ancora una parola a pro­posito della virtuosa Melania; questa anima privilegiata che in Francia si disprezza, e che si accusa di invenzione, di stravaganza e di follia. Questi signori che hanno l'abitudine di giudicare tutto e di biasimare tutto con leggerezza, conoscono molto poco ciò che la concerne. Ora, come fu onorata, sulla Montagna, dalla Madre di Dio, così è stata ono­rata dal Vicario di Gesù Cristo, Leone XIII che, ben lungi dal di­sprezzarla o condannarla, l'ha voluta ascoltare personalmente l'an­no scorso, accordandole un'udienza privata.
In quella occasione, essa dimorò a Roma per cinque mesi, nel con­vento delle Salesiane (la Visitazione), ed è in questo periodo che essa è stata meglio conosciuta e più stimata, soprattutto da queste buone reli­giose che l'hanno circondata, e che sono state edificate dalle sue virtù e dalla sua saggezza. Ne ho avuto degli attestati molto sicuri da persone di grande autorità, trovandomi a Roma lo scorso settembre.
Queste informazioni, credo, saranno sufficienti per rispondere alla vostra domanda; se lo ritenete opportuno, potete farle conoscere a Sua Ecc. il Vescovo di Marsiglia, ma non ad altri, né pubblicarli a nome mio.
Gradite, signore, l'assicurazione della mia considerazione ben di­stinta, con la quale ho l'onore di essere
Vostro umil.mo servo Salvatore Luigi,
vesc. di Lecce
 

MONS. ZOLA, VESCOVO DI LECCE AL SIG. AMEDEO NICOLAS

(Avvocato a Marsiglia)
Vescovado di Lecce

Lecce 27 maggio 1880

 
Carissimo Sig. Avvocato,
ho ricevuto la vostra buona lettera del 21 c., che mi ha fatto molto piacere per tutte le informazioni che mi date; ero già al corrente di quanto è capitato a... a proposito de La Salette, e del­l'articolo veramente empio che sembra scritto dalla mano del diavo­lo.
Mi felicito per lo zelo nella difesa e nella diffusione, per fare ben capire il Segreto de La Salette.
Continuate a lavorare per la gloria di Dio e della Divina Maria; le anime pie saranno edificate dal vostro buon libro, i nemici de La Salette saranno confusi; vi benedico assieme a tutti i vostri pii lavori. Vi segui­rò con le mie preghiere.
Poiché il conflitto ha reso di dominio pubblico e religioso tutto quello che riguarda il Segreto de La Salette, non ho ormai più motivo di oppormi al desiderio che mi manifestate di pubblicare la mia lettera del 5 gennaio; se pensate che la sua lettura possa produrre qualche frutto, fatene quel che meglio vi pare davanti a Dio e davanti agli uomini.
Infine, vi ringrazio per tutto quello che fate a favore della Settimana Religiosa di... e di me; spero che le vostre pratiche molto zelanti siano coronate da un successo assai favorevole. Nostra Signora de La Salette, che ha iniziato la sua opera, la compirà.
Mi raccomando alle vostre preghiere, perché ne ho molto bisogno, e vi prego di gradire la nuova assicurazione della mia rispettosa e distinta stima.
Vostro umil.mo servitore

Salvatore Luigi, vesc. di Lecce

 
MONS. ZOLA, VESCOVO DI LECCE

AL PADRE GIOVANNI KUNZLÉ

Direttore Generale dei Preti Adoratori della Svizzera, Germania e Austria Ungheria, a Feldkirch - Austria
 
Traduzione dall'italiano del Rev. Sac. Roubaud (St. Tropez - Var)
 
Vescovado di Lecce

Lecce, 5 marzo 1896

Re.mo Signor Direttore,
essendosi un po' calmate le mie sofferenze fisiche, rispondo alle vostre due lettere relative al Segreto de La Salet­te, contro il quale si direbbe che satana, il perfido, vuol rinnovare i suoi attacchi con una violenza ancor più grande, visto che sa bene "che gli resta poco tempo" (Ap 12, 12). La mia intenzione non è di farvi una dimostrazione e nemmeno un'esposizione del Segreto della Pastorella de La Salette che ce l'ha trasmesso.
Questo compito, l'ho considerato come un obbligo di coscienza al quale ho ottemperato durante questi ultimi sedici anni. Queste dimo­strazioni e difese si trovano in diverse lettere che io ho scritto a varie persone in Francia, lettere che in gran parte sono state date alla pub­blicità, spesso senza il mio consenso o un previo permesso. Confesso però che tutte queste lettere sono state fedelmente pubblicate ed in questo momento non ritratterei nessuna parola che ho scritto su questo soggetto in epoche diverse. Mi limiterò dunque oggi ad affermare i fatti come si sono svolti in realtà, lasciandovi la cura di trovare in questa lettera le risposte alle vostre domande e di attingervi i motivi per la tranquillità della vostra coscienza.
Nel 1868 Mons. Petagna, di felice e compianta memoria, allora santo e saggio vescovo di Castellammare di Stabia, affidava alla mia direzione spirituale Melania Calvat, oggi Suor Maria della Croce, che in quel periodo abitava in questa città, ed aveva per compagna una religiosa della Compassione di Marsiglia. Sia l'una che l'altra erano sotto a1 tutela di questo santo vescovo. Sono stato incaricato della dire­zione di Melania fino al febbraio del 1876, epoca nella quale piacque al Signore di chiamarmi, malgrado la mia grande indegnità (lo dico da­vanti a Dio) al seggio episcopale di Ugento, da dove, dopo quattro anni, fui trasferito a quello di Lecce.
Durante tutto il tempo che sono stato incaricato della direzione di Melania, posso affermare, sotto la fede del giuramento, di essere stato sempre edificato dalla condotta virtuosa ed esemplare di que­sta buona figliola, come lo era stato Mons. Petagna stesso ed altri degnissimi prelati, che avevano avuto l'occasione di parlare con lei. Essa non ha mai dato la minima occasione di poterla considerare come un'illusa, un'orgogliosa, un'interessata, o peggio ancora! come hanno detto o scritto i suoi avversari o piuttosto gli avversari de La Salette in Francia.
Fu nel 1869 (credo nel mese di maggio), che Melania stessa mi die­de una copia del Segreto che la Santa Vergine le aveva confidato. Ne avevo saputo qualcosa dalla sua compagna passionista. Questo Segreto, sebbene comunicato diversi anni prima da Melania al suo confessore in Francia, era fino allora rimasto segreto e sconosciuto a tutti. Ma dopo che lei me lo diede e che lei ne aveva dato alcuni stralci al Sac. Bliard, per mezzo di questo sacerdote fu svelato in Francia, ed in un certo modo conosciuto a Roma, poiché il Rev. Bliard ne mandò una copia manoscritta al Rev.mo P. Semenenki, Consultore della Congreg. dell'In­dice e Direttore del Seminario polacco, come pure ad altri dignitari.
Ma nel 1872, per la prima volta fu pubblicato a cura del Sig. Gi­rard di Grenoble, redattore del giornale "La Terre Sainte". Poi nel 1873 con l'approvazione arcivescovile di Napoli, fu pubblicato in questa città ed accompagnato da una sapiente lettera esplicativa del Sac. Bliard sull'argomento; infine nel 1879, fu pubblicato ancora a Lecce con approvazione del mio Vicario Generale che, in questo opuscolo di Melania, non trovò nulla contro la fede ed i buoni costumi.
Ma prima di passare ad altro, debbo dirvi che tutti i prelati ed altri dignitari ecclesiastici di mia conoscenza che hanno conosciuto il segreto, tutti senza eccezione, hanno dato un giudizio pienamente favorevole al detto Segreto, sia per quanto riguarda la sua autentici­tà, sia dal punto di vista della sua origine divina, vagliato con le Sacre Scritture, ciò che conferisce al Segreto un carattere di verità da cui ormai non può più separarsi. Tra questi prelati mi sia concesso di nominare il Cardinale Consolini; il Cardinale Guidi; il Cardinale Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli; Mons. Ricciardi, Arcivescovo di Sorrento; Mons. Petagna, Vescovo di Castellammare; ed altri illustri Prelati il cui nome in questo momento non mi viene alla memoria.
La guerra e l'opposizione al Segreto come alla sua verità ebbero inizio non appena fu dato in pasto alla pubblicità; si rigettava so­prattutto la prima parte relativa ai rimproveri diretti al clero. Per prima questa guerra fu circoscritta; appena l'opuscolo fu stampato a Lecce con l'approvazione della mia curia, la guerra divenne accanita e senza tregua poiché essa veniva sostenuta da diversi vescovi di Francia.
In quella occasione ebbi non poche noie e contrarietà da subire, e fui obbligato a rispondere a diverse lettere che mi arrivavano dalla Francia e d'altrove, per difendere il Segreto, la buona Melania, come pure l'ap­provazione che avevo dato all'opuscolo.
Il  pretesto di questa guerra fu sempre lo stesso: "Se la veracità del Segreto viene accettata - si diceva - si copre di un discredito il clero, già tanto perseguitato dai settari, e questo la Santa Vergine non può volerlo".
Nel frattempo si preme con forza presso la S. Sede, per fare met­tere all'Indice l'opuscolo di Melania. Diversi hanno detto che in que­sta circostanza diversi cardinali si siano riuniti per emettere un giudizio in questione: per quanto riguarda questo fatto, l'ignoro assolutamente; ma posso testimoniare con certezza, ed anche ufficialmente, che tutti gli sforzi per ottenere la proibizione formale dell'opuscolo furono vani.
Solo verso la fine, per calmare un tantino i prelati francesi, che continuavano a fare la guerra al Segreto, il Cardinal Caterini, se­gretario del Sant'Ufficio, scrisse una lettera nella quale diceva che la Santa Sede aveva visto con dispiacere la pubblicazione del Segre­to (facendo soprattutto allusione alla parte concernente il clero) e non riteneva opportuno di lasciarlo nelle mani dei fedeli.
Questa lettera diceva di ritirare, per quanto possibile, tali esemplari dalle mani dei fedeli.
Ecco tutto quanto si poté ottenere da Roma.
Ma i giornali, bugiardi come sempre, pubblicarono che il Sant'Uffi­cio aveva appena lanciato una proibizione assoluta contro l'opuscolo, e da ciò sorse subito nelle anime deboli un dubbio che verteva sulla realtà medesima dell'apparizione di Nostra Signora de La Salette.
In realtà, l'opuscolo di Melania non è stato mai messo all'Indice: si manifestò soltanto il desiderio di non vederlo nelle mani dei fedeli, precisamente a causa della parte che concerne il clero; ma in quella lettera non vi fu una sola parola che potesse infirmare l'autenticità del Segreto stesso, né il valore delle profezie che conteneva (Vedi "NOTA" a fondo libro).
Considerando allora come finita la missione che era piaciuto a Dio di affidarmi, cioè: di testimoniare e difendere la veracità, l'autenticità e la divinità del celeste messaggio, fino ad oggi, non ho voluto rispondere alle lettere che mi arrivavano specialmente dalla Francia e che mi inter­rogavano sia sul Segreto che sulle opere alle quali fa allusione, in parti­colare sulla fondazione dell'Ordine degli Apostoli degli ultimi tempi, come pure sulle regole date dalla Regina del Cielo a Melania, alla fine del Segreto.
Questo silenzio che ho rigorosamente mantenuto ha potuto far cre­dere a diversi che la mia opinione e il mio giudizio sull'autenticità e sul valore intrinseco del Segreto fossero cambiati, e che in fondo finivo col ritrattare tutto ciò che avevo detto e scritto in suo favore. Niente di tutto questo.
Ed è appunto per annientare queste supposizioni che mi sono deciso a rompere il silenzio e a scrivervi questa lettera. In questo modo ogni malinteso, ed ogni falsa supposizione cadranno da soli facendo posto alla verità. Il mio giudizio, davanti al Signore, sull'opuscolo, sul Segreto e su tutto il resto è lo stesso di prima. Anzi, è ancora più fermo, visto che, da allora, diverse predizioni che vi erano contenute si sono avve­rate.
Promosso all'episcopato, mi diventava impossibile di continuare ad essere direttore di Melania. L'impossibilità divenne ancora più grande allorché essa lasciò la sua residenza di Castellammare per andare ad assistere in Francia la sua vecchia madre. Vi rimase fino agli ultimi suoi due anni. Allora ritornò per restare in Italia, ma le nostre relazioni da quell'epoca sono state per così dire del tutto eliminate. Tuttavia, posso affermare con tutta sincerità che essa conduce una vita interamente solitaria ed edificante...
Vi ho appena esposto tutto ciò che riguarda La Salette. Potete, come vi ho già detto, trarne con ogni sicurezza le risposte per le vostre do­mande e sottoporre il tutto con fiducia al giudizio pieno di saggezza dei vostri superiori. Però io non scriverò loro direttamente anche se me ne esprimete il desiderio, visto che, lo debbo dire, non ho più intenzione di entrare in polemica su questo argomento. Entrerò nel mio silenzio, in attesa che gli avvenimenti parlino da soli, come del resto hanno iniziato a parlare con eloquenza, con l'avveramento di una parte delle profe­zie contenute nel Segreto, oggetto di tante discordie. Vi sarò però rico­noscente se vorrete tenermi al corrente dell'effetto che questa lettera produrrà, qualunque esso sia.
Se a questo proposito desiderate degli schiarimenti più precisi, pote­te procurarvi un interessante opuscolo: "Il gran colpo con la sua data probabile" pubblicato di recente dal parroco di Diou (Allier), il Rev. Combe.
Alla fine di questo opuscolo troverete diversi brani di alcune mie lettere inviate ad un parroco francese nel 1880. Sono state fedelmente riprodotte e, per quello che riguarda La Salette, sono esatte.
Come prova di una autenticità più grande pongo qui a fianco il mio sigillo.
Vostro umilissimo servitore in Gesù t Salvatore Luigi Vescovo di Lecce
Posto del sigillo
 

   continua




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  conclusioni....

STORIA DELLA LETTERA DEL CARD. CATERINI

L'opuscolo di Melania era stato stampato a Lecce con 1'Imprimatur dell'Ordinario di Lecce, in data 15 novembre 1879.
Nel 1880, Mons. Cortet Vescovo di Troyes col pretesto che questa pubblicazione "causava disordine in Francia", ne richiese la messa all'Indice. Rinviato al Sant'Ufficio, tutti gli sforzi che fece per far condannare l'opuscolo, furono vani. Fu allora che minacciò il Card. Caterini, segretario del Sant'Ufficio, di ritirare il denaro di San Pietro, "se non si fosse fatto qualche cosa in suo favore ". Il Card. Ca­terini allora mandò a Mons. Cortet una lettera di cui ecco il testo tradot­to dal latino tal quale è stato pubblicato dall' "Amico del Clero" del 26 agosto 1897:
 
Traduzione letterale
Reverendissimo Padre,
la vostra lettera dello scorso 23 luglio relativa alla divulgazione dell'opuscolo intitolato "L'apparizione della SS. Vergine sulla montagna de La Salette ", è stato rimesso agli eminentis­simi Padri che assieme a me Inquisitori abbiamo pensato bene di ri­spondere alla Paternità vostra, che non ha fatto piacere alla Santa Sede, che il detto opuscolo sia stato reso pubblico, e che per conseguenza è loro volontà che, dove è stato diffuso, gli esemplari ne siano per quanto possibile ritirati dalle mani dei fedeli .............................
Roma, 8 agosto 1880

P. Card. Caterini

 
Si è notato che il testo diffuso dall’"Amico del Clero" finisce con dei puntini di sospensione. Secondo la testimonianza del Sac. Roubaud di Saint-Tropez (Var), ciò significa che alla ricezione della lettera del Card. Caterini, Mons. Cortet rimase deluso. Poiché dopo aver detto di ritirare dalle mani dei fedeli l'opuscolo di Melania, se, come afferma il Vescovo, "il Segreto causa confusione in Francia", il Cardinale ag­giungeva. "ma lasciatelo nelle mani del Clero perché ne approfitti". (Nota del Sec. Roubaud, nella sua traduzione della lettera di Mons. Zola al R.P. Kunzlé).
Non osando pubblicare questa lettera, il Vescovo di Troyes la man­dò al Vescovo di Nimes, Mons. Besson, che nella sua "Settimana Reli­giosa" del 5 settembre 1880 pubblicò il seguente comunicato:
Mons. il Vescovo di Nimes, come hanno fatto diversi suoi colleghi, ha denunziato alla S. Congregazione dell'Inquisizione un opuscolo pubblicato di recente dal titolo: "L'apparizione della SS. Vergine sulla montagna de La Salette", il quale conterrebbe il Segreto di Melania. La S Congregazione dell'Inquisizione ha espresso il suo giudizio su que­sto opuscolo in una lettera indirizzata a Mons. Vescovo di Troyes, dal Card. Caterini, Prefetto della detta Congregazione. L'importanza di questa decisione ci obbliga a farla conoscere senza ritardo:
 
Reverendissimo Signore,
La Sacra Congregazione dell'Inquisizione ha ricevuto dalla Congregazione dell'Indice le lettere di vostra Eccel­lenza relative all'opuscolo intitolato: "L'apparizione della SS. Vergine sulla montagna de La Salette". Gli Eminentissimi Cardinali assieme a me Inquisitori Generali della Fede, giudicano degno dei più grandi elogi lo zelo che avete esplicato nel denunziare loro questo opuscolo. Desiderano che sappiate che la Santa Sede ha visto col più grande dispiacere la pubblicazione che ne è stata fatta, e che la sua espressa volontà è che gli esemplari già diffusi tra i fedeli siano ritirati dalle loro mani dove la cosa è possibile ...............................
Roma, 14 agosto

P. Card. Caterini

 
La libertà che Mons. Besson si è presa nel mutilare la lettera Cate­rini, per aggravarne la portata, si può riscontrare dalle sottolineature.
La seguente lettera di Melania al Sac. Roubaud riporta la lettera Ca­terini alla sua giusta portata.
Castellammare, 25 ottobre 1880
 
Reverendissimo Padre,
non vi preoccupate di tutto ciò che fa il demo­nio per mezzo degli uomini; il Signore lo permette per assodare la fede dei veri credenti. I Personaggi ai quali mi sono rivolta a Roma appar­tengono, uno alla Congregazione dell'Indice e l'altro a quello del Sant'Ufficio, oppure dell'Inquisizione, che è lo stesso. Sia l'uno che l'altro ignoravano la lettera del Cardinale Caterini. É questo che ha fatto loro dire che si tratta di un partito che agisce indipendentemente dal Papa come pure dalle Congregazioni dell'Indice e dell'Inquisi­zione.
 
I due personaggi di cui parla Melania erano due Cardinali di cui uno il Cardinal Ferrieri. Mons. Pennachi, Consultore dell'Indice, interrogato da Melania, le scrisse le stesse dichiarazioni avute dai due Cardinali.
Da questa lettera di Melania si deduce che il Cardinal Caterini si era permesso, con una lettera privata, impegnare falsamente i suoi colleghi del Sant'Ufficio e perfino la Santa Sede; per questo il segre­tario del Cardinale, che ne era stato il redattore, presentò le sue scuse a mons. Zola, aggiungendo che gli era stata forzata la mano.
 

AUTENTICITA’

L'autenticità del racconto dell'Apparizione di N. S. de La Salette, tal quale è stato scritto dalla sola Melania e da essa pubblicato dopo il 1858, secondo la data che le aveva fissato la SS.ma Vergine, prima in brani, ed infine in tutta la sua integrità nel 1879 con l'Imprimatur dell'Ordinario di Lecce, ci viene garantita da testimonianze fuori clas­se che il Vescovo di Lecce, Mons. Luigi Zola, ha reso in modo solenne alla Messaggera di Maria nelle lettere sopra citate ed in particolare in quella del 24 maggio 1880 al rev. Roubaud ed in quella del 5 marzo 1896 al R.P. Kunzlé.
Il testo di questo racconto tal quale si trova nella testata di questo opuscolo non è che la riproduzione esatta, parola per parola, del testo del 1879 tal quale fu ristampato a Lione da Melania "con i suoi stessi clichés" nel corso del 1904, cioè pochi mesi prima del suo felice trapasso nella cittadina di Altamura (Italia), nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre 1904.
È questo stesso testo che Melania, nello stesso anno della sua mor­te volle ancora una volta autenticare con queste due ultime dichiara­zioni di veridicità:
 

LETTERA DI MELANIA AL SIG. DE LA RIVE

16 ottobre 1904
Veneratissimo Signor de la Rive,
Vi sono molto riconoscente per il fatto che, in questi tempi di fede morta, avete osato pubblicare il Segre­to nella Francia cristiana, tal quale io l'avevo pubblicato nel 1879, con 1'Imprimatur di mons. Zola, Vescovo di Lecce (Italia) e che quest'anno ho fatto ristampare a Lione, prima di lasciare la Francia.
Protesto altamente contro ogni altro testo che si oserebbe pubblica­re dopo la mia morte.
Protesto ancora:
1 - Contro tutte le falsissime dicerie di tutti coloro che hanno osato dire e scrivere che io ho ricamato sul segreto;
2 - Contro coloro che affermano che la Regina della Sapienza non avrebbe detto di far conoscere il Segreto a tutto il suo popolo.
Melania Calvat
Pastorella de La Salette
 
MELANIA AL REV. ENRICO RIGAUX
Parroco di Argoeuves (Sonnes)
(Estratto di una lettera del 16/5/1904)
 
Ora trovandomi nella vecchiaia, e per grazia di Dio godendo della mia intera libertà di coscienza, certifico davanti alla Maestà dell'Altis­simo, che il Segreto stampato a Lecce con l'Imprimatur di Mons. Zola nel 1879 è tale quale l'ho ricevuto dalla nostra dolce Madre Maria e tale quale l'ho dato nel 1878 ed una seconda volta nel 1879 a S.S. Leone XIII.
Debbo anche dire che il segreto è stato approvato da S. Em. il Cardinal Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli, da Mons Maria­no Ricciardf, Arcivescovo di Sorrento, da S. mEm . il Card. Guidi, da Mons. Consolini, poi da Mons Petagna, vescovo di Castellammare di Stabia, che è stato la mia provvidenza durante diciasette anni, cioé fino alla sua santa morte.
Tra i Principi della Chiesa che approvarono il Segreto ho dimenti­cato S. Em. Il Cardinal Ferrieri che pongo al secondo posto. Ciò signi­fica che trattasi di tre Cardinali di Santa Romana Chiesa, tutti dottis­simi e soprattutto molto santi.
 

IL SEGRETO DI MELANIA È STATO CENSURATO DA ROMA?

Nel bollettino della diocesi di Reims del 25 maggio 1912, il Card. Frezet dichiarava quanto segue:
"...Dicevamo infatti... che la struttura di grossolanità e di stupi­daggini pubblicate col titolo di Segreto de La Salette ecc... o di Segre­to di Melania ecc... era stato messo all'Indice il 7 giugno 1901 e il 12 aprile 1907".
Sapendo che queste affermazioni erano erronee, il Marchese de la Vauzelle, scrisse il 6 novembre 1912 a S. Em. il Card. Lugon, Arcive­scovo di Reims. Con la lettera del 27 novembre 1912, Sua Eminenza gli rispose: "...Gli articoli del Bollettino riportano bene il mio pensiero". Ed il Cardinale aggiungeva che trasmetteva al R.P. Lepidi, Maestro del Sacro Palazzo, membro del Sant'Ufficio e dell'Indice, le tre domande poste dal Marchese de la Vauzelle, per sapere se le messe all'Indice di cui il Bollettino di Reims riportavano le date, colpivano l'opuscolo di Melania o solo che lo citavano o lo commentavano. Sua Eminenza inoltre aggiungeva: "Non appena avrò la risposta del P. Lepidi, se si degna rispondermi, ve la farò pervenire".
Il 19 dicembre 1912, il Card. Luzon scrisse al Marchese della Vau­zelle:
 
Signor Marchese,
ecco la risposta che ricevo dal R P. Lepidi alle tre domande poste nelle vostre lettere del 6 e 25 novembre e dei 13 dicem­bre:
"Ecco quanto mi è stato possibile raccogliere da informazioni serie sull'affare del Segreto de la Salette in rapporto alle Congregazioni Romane, Indice e Sant'Uffìcio.
Il segreto de La Salette non è mai stato condannato in modo diret­to e formale dalle Sacre Congregazioni di Roma.
Due libri del Rev. Gilberto Giuseppe Emilio Combe sono stati con­dannati dall'Indice: l'uno nel 1901: ‘lI gran colpo con la sua data pro­babile’, studio sul Segreto de La Salette, con l'aggiunta della brossura di Melania ed altri documenti di giustificazione, l'altro libro nel 1907: 'Il segreto di Melania e la crisi attuale'. Queste condanne riguardano direttamente e formalmente i due libri scritti dal Sac Combe e per nulla il segreto.
Prego V. E. di voler gradire ecc...
Vaticano, 16 dicembre 1912
 
Alberto Lepidi O.P.
 
Trasmettendovi questa risposta, vi prego, Sig. Marchese, di gradire l'espressione dei miei sentimenti rispettosi.
 
L. J. Card. Lugon, Arciv di Reims"
Nel numero del 31 dicembre 1915 degli 'Acta Apostolicae Sedis' comparve, come rilasciato dal Sant'Ufficio in data 21 dicembre 1915, un "Decreto" che non portava la fuma di nessuno dei Cardinali digni­tari o membri della detta Sacra Congregazione, ma soltanto quella del suo notaio Luigi Castellano, ed inoltre, senza menzione della data, né del voto del "Decreto" della riunione della Congregazione del Santo Ufficio, né della sua presentazione per l'approvazione al Papa Benedet­to XV.
Ora, è vero che questo "Decreto" proibisce "di trattare e discutere la questione del Segreto de La Salette". Ma non commina assoluta­mente nessuna censura, né sull'opuscolo di Melania, né sul Segreto in particolare, né proibisce di possederlo, di leggerlo e di diffonder­lo.
Questo "Decreto" lascia dunque i cattolici in godimento delle altre autorizzazioni elargite all'opuscolo di Melania dall'Imprimatur prima del Cardinal Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli, poi da Mons. Zola, Vescovo di Lecce; senza voler contare le approvazioni dei Cardi­nali Ferrieri e Guidi, ed anche del Papa Leone XIII il quale, non sol­tanto gradì per due volte l'opuscolo di Melania offerto a lui dall'autore ma inoltre incaricò il Sig. Amedeo Nicolas, Avvocato di Marsiglia, "di redigere una brossura esplicativa dell'intero Segreto perché il pubblico lo possa capire meglio".
 
 

QUESTE PAGINE SONO STATE SCRITTE PER LA PURA VERITÀ

 

IMPRIMATUR

 
Sc. Alb.: Lepidi O.P.S.P. Ap. Mag. "Ces pages ont été écrites pour la pure véritè"

Roma, il 6 giugno 1922

 

NOTA

La lettera del Card. Catenni era indirizzata al Vescovo di Troyes che, essendosi anticipatamente rivolto all'Indice, era stato inviato all'Inquisizione, e aveva minacciato Roma di ritirare il denaro di San Pietro se non si fosse fatto qualcosa in suo favore.
Alla ricezione della lettera del Card. Caterini, il Vescovo di Troyes rimase sconvolto, poiché dopo aver detto di ritirare l'opuscolo dalle mani dei fedeli se, come diceva il Vescovo, il Segreto causava con­fusione in Francia, il Cardinale aggiungeva: "... ma lasciatelo nelle mani del Clero perché ne approfitti".
Questa riga, da sola, provava la divinità del Segreto; poiché non si lascia, anche a fin di bene, nelle mani di sacerdoti un opuscolo che sarebbe invece nient'altro che un libello.
11 Vescovo di Troyes, non osando pubblicare questa lettera, la manda al Vescovo di Nimes. Questi (Mons. Besson) non si scom­pone per così poco: sopprime la riga, la sostituisce con i puntini di sospensione e per primo pubblica il documento, che non era indiriz­zato a lui, sulla "Settimana Religiosa" di Nimes con l'ingegnosa so­spensione.
Notiamo ancora che la lettera del Card. Caterini non riportava af­fatto la data della riunione del Sant'Ufficio, ciò che sarebbe stato di rigore per un atto ufficiale; si trattava infatti di una lettera privata di un sottosegretario, firmata dal Cardinale. Il sottosegretario, anzi, se ne scusò con Mons. Zola, dicendogli che gli avevano forzato la mano.
(Nota dei traduttore Sac. Roubaud)
 

LA SALETTE E IL NOSTRO TEMPO

Sembra che da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tem­pio di Dio... C'è il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddi­sfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa... È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere a­perte alla luce... Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza...`
Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani oggi in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfi­no delusi. Si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie in campo dog­matico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni, si è manomessa an­che la liturgia; immersi... nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo... da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e sen­za morale oggettiva...'
Opinioni sconsolate di qualche inguaribile pessimista? Parole scentrate di qualcuno che non conosce la situazione della Chiesa nel nostro tempo? No, so­no parole di due Papi. La prima denuncia è di Paolo VI, che ha segnalato non solo un pericolo proveniente dall' esterno: "il fumo di satana che è entrato nella Chiesa", ma anche un'insidiosa minaccia proveniente dall'interno: è stato Paolo VI a parlare di "autodistruzione della Chiesa". E la seconda denuncia è di Giovanni Paolo II.
Altre voci, sia pur meno autorevoli, hanno fotografato la situazione dramma­tica in cui si trova oggi la Chiesa, anche e soprattutto a causa dei suoi Pa­stori, latitanti o complici con i "demolitori" di professione, ma anche que­ste voci sono rimaste e continuano ad essere ostinatamente inascoltate.
Nasce spontanea una domanda: le lacrime e gli avvertimenti della Ma­donna apparsa a La Salette non valgono anche per la Chiesa di oggi? La situazione della Chiesa nel nostro tempo è forse meno grave di allora?
Per me la risposta è scontata. Dunque .....

   

 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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29/01/2018 18.13
 
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Attualità del messaggio della Santa Vergine

IL SEGRETO DE LA SALETTE 
(5/95)

Il 19 settembre 1846, a Melania Calvat e a Massimo Giraud apparve la Madre di Dio 
L'attualità del messaggio loro trasmesso lascia ancora stupiti. 





Da qualche tempo si sente parlare di statuette della Madonna lacrimanti sangue: l'opinione pubblica, cattolica e non, ne è rimasta turbata o stupefatta.  
Indipendentemente da quelle che possono essere le convinzioni personali su queste manifestazioni, esse inducono a riflettere sul significato che sempre nella storia della cristianità siffatte realtà hanno rivestito.  
Lasciando alle legittime autorità ecclesiastiche il giudizio definitivo sui recenti avvenimenti, osserviamo che, già nel secolo scorso, la Santa Vergine, in apparizioni riconosciute autentiche dalla Chiesa, ha affidato a veggenti messaggi e profezie poi puntualmente verificatesi.  
Qui intendiamo parlare della apparizione della Madonna sulla montagna del La Salette, (paesino del Delfinato, poco distante da Corps, sulla strada tra Grenoble e Gap), perché il messaggio della Santa Vergine è insieme molto attuale e poco noto: la sua diffusione, infatti, fu ostacolata a causa del contenuto, in particolare di quella parte che oggi ci riguarda piú da vicino. 

Il 19 settembre 1846 Melania Calvat, assieme a Massimo Giraud, raccontarono di aver ricevuto un messaggio e un segreto durante una apparizione della Madonna.  
Dal 1860 Melania, poi entrata in religione con il nome di Maria della Croce - Vittima di Gesú, procedette a diverse redazioni del suo segreto, finché ne venne dichiarata autentica una, pubblicata nel 1879 con l'imprimatur del Vescovo di Lecce, mentre l'autorità ecclesiastica francese per qualche tempo non volle concedere il riconoscimento ecclesiastico. Il racconto della apparizione della Madonna a La Salette, (dove oggi sorge un grandioso santuario, meta di una importante processione il 19 settembre di ogni anno), si può considerare, per i nostri scopi, composto essenzialmente di due parti principali.  
Nella prima parte vengono descritti gli avvenimenti che interessarono buona parte dell'Europa di allora, e che si verificarono puntualmente: guerre civili in Francia, (la Comune di Parigi), in Portogallo, (lotte per l'istituzione della repubblica), in Italia, (guerre di Indipendenza); fine del potere temporale dei papi, (breccia di Porta Pia del 1870); carestie; lotte contro la religione, (legge sui frati del governo Cavour, politica ecclesiastica di Gambetta e Ferry in Francia); lassismo morale; decadimento ecclesiastico.  
La seconda parte, (che riportiamo nella sua completezza nelle pagine che seguono affinché ciascuno possa valutare e giudicare in coscienza), è la parte piú discussa del segreto, perché riferentesi alla venuta dell'anticristo ed alla diffusione dell'eresia all'interno stesso della Chiesa.  
Si dice chiaramente nella profezia che Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo.  
Sono parole estremamente gravi, che vanno collegate a quelle che seguono nel messaggio stesso, e cioè alla indefessa sicurezza della vittoria finale del bene sul male, all'invito alla perseveranza nella fede cattolica apostolica romana, all'assistenza continua per gli apostoli degli ultimi tempi

La parte di messaggio, che riportiamo, è una traduzione del testo approvato in lingua francese, come riportato nel libro Bénédictions et malédictions, prophéties de la révélation privée di JEAN VAQUIÉ, Dominique Martin Morin Editore, 1987, ISBN 2-85652-094-4, che, a sua volta, fa riferimento a M.CALVAT, L'apparition de la Très Sainte Vierge sur la montagne de La SaletteImprimatur: Mgr. Zola, Lecce (Italie), 15 novembre 1879, Rome, 1922 (Societé St-Augustin).  
Il libro può essere richiesto a Diffusion de la pensée française, B.P. 1, F-86190 Chiré-en-Montreuil, Francia, e vale la pena di procurarselo per avere il messaggio completo e altre rivelazioni contenute nella corrispondenza della veggente, rivelazioni che qui non possiamo riprodurre. 

 



(omissis) 
…I governanti avranno tutti un medesimo progetto, che sarà di abolire e fare scomparire tutti i principi religiosi per sostituirli con il materialismo, l'ateismo, lo spiritismo, e ogni sorta di vizi.  
Nell'anno 1865 si vedrà l'abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori.  
Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l'amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra.  
La Francia, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà contro il francese, l'italiano contro l'italiano, vi sarà poi una guerra generale che sarà spaventevole. Per qualche tempo Dio non si ricorderà piú della Francia né dell'Italia, perché il Vangelo di Gesú Cristo non è piú conosciuto.  
I malvagi userano tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente perfino nelle case.  
Al primo colpo della Sua spada fulminante le montagne e la natura tutta tremeranno di spavento perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta celeste.  
Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; molte grandi città saranno scosse e inghiottite da terremoti; si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi; non si sentiranno che colpi d'arma e bestemmie.  
I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro penitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione.  
Allora Gesú Cristo con un atto della Sua misericordia grande per i giusti comanderà ai Suoi angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte.  
Improvvisamente i persecutori della Chiesa di Gesú Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto.  
Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesú Cristo sarà servito, adorato e glorificato; dappertutto fiorirà la carità.  
I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtú di Gesú Cristo.  
Il Vangelo sarà predicato dappertutto e gli uomini faranno grandi progressi nella fede perché vi sarà unità tra gli operai di Gesú Cristo e perché gli uomini vivranno nel timor di Dio.  
Questa pace tra gli uomini non sarà lunga: venticinque anni di abbondanti raccolti faranno loro dimenticare che i peccati degli uomini sono causa di tutte le pene che arrivano sulla terra.  
Un precursore dell'anticristo, con le sue truppe di parecchie nazioni, combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo, egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come un Dio.  
La terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe, (oltre la peste e la carestia che saranno dovunque), vi saranno delle guerre fino all'ultima guerra, che sarà allora fatta da dieci re dell'anticristo, i quali re avranno tutti lo stesso progetto e saranno i soli a governare il mondo.  
Prima che ciò succeda vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; non si penserà che a divertirsi; i malvagi si abbandoneranno a ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori crederanno nell'amore di Dio e nelle virtú che mi sono piú care.  
Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! Io combatterò con esse fino a che esse saranno nella pienezza dell'età. La natura chiede vendetta per gli uomini ed essa freme di spavento nell'attesa di ciò che deve arrivare alla terra insudiciata dai crimini.  
Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesú Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono piú le case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo e dei suoi.  
Sarà durante questo tempo che nascerà l'anticristo da una religiosa ebrea, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il padrone dell'impurità; suo padre sarà Vescovo, nascendo vomiterà delle bestemmie, egli avrà dei denti, in una parola sarà il diavolo incarnato; egli lancerà delle grida spaventose, farà dei prodigi, non si nutrirà che di impurità.  
Egli avrà dei fratelli che, sebbene non siano dei demoni incarnati come lui, saranno dei figli del male; a dodici anni essi si faranno notare per le prodi vittorie che otterranno; presto essi saranno ognuno alla testa degli eserciti assistiti dalle legioni dell'inferno.  
Le stagioni saranno cambiate, la terra non produrrà che frutti cattivi, gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna non rifletterà che una debole luce rossastra; l'acqua e il fuoco daranno al globo terrestre dei movimenti convulsi e degli orribili terremoti che inghiottiranno delle montagne, delle città.  

Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo. I demoni dell'aria con l'anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre piú.  
Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità.  
Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli , i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perché io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che Io porto, per cosí dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesú Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povertà e nell'umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo.  

È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra.  
Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia.  
Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l'onore di Gesú Cristo.  
Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini.  
La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione.  
Ma ecco Enoch ed Elia riempiti dello Spirito di Dio; essi predicheranno con la forza di Dio e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio e molte anime saranno consolate; essi faranno grandi progressi per virtú dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell'anticristo.  
Sciagura agli abitanti della terra!  

Vi saranno guerre spaventose e carestie; pesti e malattie contagiose; pioverà una grandine spaventosa di animali; tuoni che scuoteranno le città; terremoti che inghiottiranno paesi; si udiranno delle voci nell'aria; gli uomini batteranno la testa contro i muri, essi chiameranno la morte, da un'altra parte la morte li supplizierà; il sangue scorrerà da ogni parte.  
Chi potrà vivere se Dio non diminuirà il tempo della prova ?  
Dal sangue, dalle lacrime e dalle preghiere dei giusti Dio si lascerà placare; Enoch ed Elia saranno messi a morte; Roma pagana sparirà; il fuoco del cielo cadrà e distruggerà tre città; tutto l'universo sarà colpito dal terrore e molti si lasceranno sedurre perché essi non hanno adorato il vero Cristo vivente tra loro.  

È tempo, il sole si oscura; la fede sola vivrà.  
Ecco il tempo, l'abisso si apre.  
Ecco il re delle tenebre.  
Ecco la bestia con i suoi sudditi, sedicente salvatore del mondo.  
Egli si alzerà con orgoglio nell'aria per andare fino al Cielo; egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo.  
Egli cadrà e la terra che da tre giorni sarà in continue evoluzioni, aprirà il suo seno pieno di fuoco; egli sarà sprofondato per sempre con tutti i suoi nei baratri eterni dell'inferno.  
Allora l'acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell'orgoglio degli uomini e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato. 

 


Non intendiamo fornire interpretazioni di un testo legato ad espressioni profetiche ed apocalittiche, pienamente intelleggibile solo al momento della sua realizzazione, e nemmeno intendiamo infoltire la schiera dei millenaristi che, soprattutto in àmbito protestante, indicano scadenze precise per la parusia, ma neppure possiamo non interrogarci sul significato di questo messaggio, forse oggi troppo trascurato dalla Chiesa ufficiale, che collima con l'Apocalisse, dove si parla di martiri che rimarranno fedeli alla parola di Dio e che non avevano adorata la bestia e del príncipe delle tenebre che dovrà essere sciolto per un breve tempo, (Apocalisse, XX, 1-10).  

Come sostiene uno dei piú famosi studiosi del settore, il gesuita Ugo Vanni, il riflettere sui messaggi escatologici ci «mette in guardia sia dal disimpegno di un pessimismo inerte, sia dall'illusione di un paradiso in terra […] richiede che ci assumiamo la responsabilità di una fede robusta, la quale, (consapevole come è di collaborare con un Cristo sempre presente e attivo ma trascendente), si sforza di dare il meglio, ma senza pretendere di controllare il risultato». (UGO VANNI, La struttura letteraria dell'Apocalisse, Morcelliana, Brescia, 1980 ).  
Ammonisce l'esortazione evangelica: Ideo et vos estote parati, quia qua nescitis ora Filius hominis venturus est , (Quindi anche voi siate preparati, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora piú impensata), (Matteo, XXIV, 44). 

Luc de Pollien

 



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[Modificato da Caterina63 29/01/2018 18.14]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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