DIFENDERE LA VERA FEDE
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Lettera aperta alla FSSPX di Padre Giovanni Scalese ed altre LETTERE APERTE per cercare e trovare la Verità nella carità

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“Senza la fede è impossibile piacere a Dio” – Eb. XI, 6...

 
Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

28 luglio 2012
 
Pubblichiamo il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson relativo alla impossibilità di accettare il conciliarismo che vige oggi nella Chiesa, anche se si trattasse della celebrazione della S. Messa tridentina; a maggior ragione nell'eventualità di un accordo pratico fra Roma e la FSSPX.
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html

 
Infezione conciliare

I cattolici che desiderano mantenere la fede, possono assistere ad una Messa tridentina celebrata da un sacerdote che fa parte della Chiesa conciliare, per esempio, appartenente all’Istituto Cristo Re o alla Fraternità San Pietro? La risposta dev’essere che, di regola, un cattolico non può assistere a tale Messa, anche se si tratta di una Messa tridentina e anche se è degnamente celebrata.
Quale può essere la giustificazione per una tale norma apparentemente rigida?

La ragione fondamentale è che la Fede cattolica è più importante della Messa.
Se, non per colpa mia, non posso assistere alla Messa anche per lungo tempo, ma mantengo la fede, posso ancora salvare la mia anima; se invece perdo la fede, ma in qualche modo continuo ad assistere alla Messa, non potrò salvare la mia anima (“Senza la fede è impossibile piacerea Dio” – Eb. XI, 6). Cosicché io assisto alla Messa per vivere la mia fede e, conoscendo l’interdipendenza di fede e culto, io assisto alla vera Messa per conservare la vera fede.
Non mantengo la fede allo scopo di assistere alla Messa.

Ne consegue che se la celebrazione di una Messa tridentina è accompagnata da circostanze che rischiano di minare la mia fede, a seconda della gravità del rischio non posso assistere a tale Messa. È per questo che, nonostante le Messe celebrate dai preti ortodossi scismatici possano essere valide, la Chiesa, quand’era sana, usava proibire ai cattolici di assistervi sotto pena di peccato grave, perché, visto che il credo e il culto sono interdipendenti, il culto non cattolico minaccia la fede dei cattolici. Ora, nel corso dei secoli l’Ortodossia ha causato un danno enorme alla Chiesa cattolica, ma questo è paragonabile alla devastazione operata nella Chiesa, in sole poche decine di anni, dal conciliarismo? Se dunque ai cattolici è stato vietato di assistere alla Messa accompagnata dalle circostanze ortodosse, non è normale che la Chiesa sana proibisca l’assistenza alla Messa tridentina accompagnata dalle circostanze conciliari?

Ma cosa s’intende per circostanze conciliari?
La risposta che s’impone è: ogni circostanza che, in un tempo più o meno lungo, finisce col farmi pensare che il Concilio Vaticano II non sia stato un immane disastro per la Chiesa. Tale circostanza potrebbe consistere, per esempio, in un simpatico sacerdote che crede che non ci sia alcun problema nel celebrare o la nuova o la vecchia Messa, e che predica e agisce come se il Concilio non presentasse alcun serio problema. Il conciliarismo è così pericoloso perché può essere praticato in modo da sembrare cattolico, tale che io possa perdere la fede senza – o quasi senza – rendermene conto.

Naturalmente, il buon senso permette di prendere in considerazione tutta una serie di circostanze particolari. Per esempio quella di un buon sacerdote che, intrappolato nella Chiesa conciliare, potrebbe aver bisogno del mio incoraggiamento per incominciare a venirne fuori, proprio attraverso la mia assistenza alle sue prime celebrazioni della vera Messa. Ma la regola generale deve rimanere quella che io non debbo avere niente a che fare con una vera Messa celebrata in un contesto conciliare. Come conferma, si guardi a come Roma, con l’Istituto del Buon Pastore, abbia iniziato permettendogli di celebrare esclusivamente la vera Messa: Roma sapeva che una volta che l’Istituto avesse abboccato all’amo ufficiale, alla fine avrebbe potuto sicuramente tirarlo nella sua rete conciliare. Infatti, sono bastati appena cinque anni.

Questo è il pericolo di ogni accordo pratico senza previo accordo dottrinale fra Roma e la Fraternità San Pio X. Fino a quando Roma crederà nella sua dottrina conciliare non potrà non utilizzare un tale accordo per spingere la FSSPX in direzione del Concilio, e il contesto di ogni Messa celebrata dalla FSSPX diverrebbe conciliare, se non rapidamente, certo nel lungo periodo.
Uomo avvisato è mezzo salvato.
 
Kyrie Kyrie eleison.

Londra, Inghilterra




*********************************

[SM=g1740733]riflessione........

La fede cattolica è più importante della Messa?

 

Prima di addentrarci nell'argomento voglio farvi conoscere questo fatto vero:

 

Un Padre domenicano della Provincia delle Filippine, P. Florentino Castarñon, fu incaricato dal suo Superiore nel 1951 di partire missionario per le isole Babuyanes. Gli abitanti di quelle isole non vedevano infatti un missionario da varie generazioni. L'ultimo era stato ancora un domenicano, che prima di lasciarli aveva detto loro: Se verrà qualcuno da voi a presentarsi come ministro della vera religione, accoglietelo solo se viene col Rosario. Quando dunque, dopo circa un secolo, videro arrivare quel Padre, osservarono subito che aveva la corona. Vedendola appesa alla sua cintura, felicissimi lo accolsero tra loro.

Il missionario, visitandoli, restò meravigliato anzitutto di vedere che tutti erano regolarmente battezzati e conoscevano bene i principali misteri della fede. Come mai? Tra loro uno era incaricato di riunirli tutte le domeniche per la recita del Rosario. Poi provvedeva a battezzare i bambini. Così per  un secolo. La gente, essendo domenica, recitava sempre i misteri gloriosi (e aveva dimenticato gli altri), ma essi erano stati sufficienti per conservare quel popolo nella fede cattolica.

(Da una lettera del Provinciale a tutti i religiosi, del 29/10/1972)

 

Per un secolo questa gente non aveva più ricevuto l'Eucaristia, non aveva avuto più la Messa, eppure seppero conservare la fede cattolica. Ci è lecito pensare ragionevolmente che le persone che si sono succedute in questo secolo, che sono morte professando questa fede, e che per grazia si sono mantenute lontano da qualche peccato mortale, si sono tutte salvate perché si mantennero fedeli alla fede che avevano ricevuto. Inoltre abbiamo le molte promesse della Vergine Santa a chi si fosse prodigato con il Suo Rosario.

La domanda che ci siamo posti è curiosa ma attualissima, perché alcuni ambienti tradizionalisti affermano che il vero cattolico per conservare la vera fede non deve andare alla Messa "della Chiesa conciliare" anche se celebrasse il rito antico, quindi non può andare neppure alle Messe celebrate dalla Fraternità san Pietro, per esempio, o da altri ambienti tradizionali in comunione con Roma.

Ora, se è vero che è più importante la fede cattolica della Messa è anche vero che la situazione nella quale sarebbe difficile o impossibile andare alla Messa, non è quella paventata da mons. Williamson, ma piuttosto come esposto anche da quel racconto, l'impedimento deve avere ben altre ragioni: Messe invalide, sacerdoti sospesi, messe protestanti, assenza di preti, o come nel caso attuale della chiesa cinese costruita sulla creazione di vescovi non riconosciuti dal Pontefice e dunque senza il mandato, ecc...

In questi casi la fede cattolica ben conservata e vissuta, sarà sufficiente a salvare le anime dei fedeli che verrebbero a trovarsi in queste situazioni. Ma per mons. Williamson anche se una Messa autentica, persino "tridentina" (termine sbagliato, ma sopportabile) venisse celebrata in san Pietro o in ambienti sani alla Tradizione, questa non dovrà essere presa in considerazione dal vero fedele cattolico!

Le contraddizioni sono palesi.

Se è vero come ricorda mons. Williamson: “Senza la fede è impossibile piacere a Dio” – Eb. XI, 6, egli altrettanto dimentica che questa fede di cui parla ha bisogno di essere confermata da Pietro: ego autem rogavi pro te, ut non deficiat fides tua. Et tu, aliquando conversus, confirma fratres tuos ”.  / ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli" (Lc.22,32).

Secondo il ragionamento di mons. Williamson Gesù avrebbe così smesso di pregare per Pietro da ben 50 anni, e quindi da ben 50 anni Pietro non sarebbe più in grado di "confermare i fratelli nella fede", in compenso Gesù avrebbe delegato a mons. Williamson la potestà petrina.... ossia, è lui ora che "conferma" i fedeli nella fede e decide quale Messa essi possano o non possano assistere, e peggio, una Messa per esempio, celebrata da un Sacerdote della Fraternità san Pietro come avviene a Roma nella Chiesa della SS.ma Trinità o a Venezia o altrove, non sarebbe valida semplicemente perché non sono "lefebvriani", perché hanno fatto compromessi con la Roma del Concilio....

Se non rammento male di recente lo stesso mons. Fellay ha ammesso e riconosciuto che persino la Messa riformata celebrata dal Papa è valida, anche se per ovvie ragioni essi sostengono che non è legittima, resta palese che quella Messa è riconosciuta valida, mentre qui mons. Williamson arriva ad affermare che non sarebbe valida neppure quella  nella forma antica celebrata dalla FSSP o dall'Istituto Cristo Re...

Rammentiamo a mons. Williamson che tutti i fedeli hanno il dovere e persino l'obbligo di obbedire ai propri Vescovi, sì, ma quelli in comunione con Roma. E non potrebbe essere diversamente giacché le rivendicazioni da lui mosse, potrebbero (e lo sono) essere mosse in altri ambienti, per altri problemi, per altri argomenti come quello dei vescovi che vogliono il sacerdozio femminile o il clero sposato, o basti pensare ai seguaci del vescovo Donato detti donatisti, o altre diavolerie, e trovare seguaci, molti fedeli seguaci quando questi seguissero appunto un vescovo non in comunione con Pietro. Un vescovo potrebbe dire quello che vuole, ma la fede di cui parliamo e che è senza dubbio superiore alla Messa in tal senso, deve essere confermata da Pietro e non da mons. Williamson!

Inoltre egli neppure insinua ma afferma, che persino la Messa antica celebrata da un sacerdote della FSSP metterebbe a rischio la fede autentica del cattolico. Questa è superbia bella e buona!

Che il "conciliarismo" sia ed è pericoloso concordo pienamente, ma non è l'unico, mons. Williamson, a combatterlo. In questi anni si sono generati termini e slogan che stanno davvero compromettendo la buona riuscita della correzione degli abusi avvenuti non a causa del Concilio ma in suo nome!

Ciò che dobbiamo cercare è la comprensione di cosa volesse dare alla Chiesa e al mondo il Concilio, dice infatti l'ultimo Documento ufficiale redatto dalla FSSPX:

"Per tutte le novità del Concilio Vaticano II che restano viziate da errori, e per le riforme che ne sono derivate, la Fraternità può solo continuare ad attenersi alle affermazioni e agli insegnamenti del Magistero costante della Chiesa; essa trova la sua guida in questo Magistero ininterrotto che, con la sua azione di insegnamento,trasmette il deposito rivelato in perfetta armonia con tutto ciò che la Chiesa intera ha sempre creduto, in ogni luogo."

Questo "magistero ininterrotto" si è forse interrotto 50 anni fa, oppure lo si intende ancora oggi in continuità? Delle due l'una, non si scappa: se esso è interrotto allora si è sedevacantisti, ma non è così che la pensa mons. Fellay. Se questo magistero è invece ininterrotto va da se che almeno nella Messa di sempre celebrata in ambienti tradizionali in comunione con Roma, si deve fare lo sforzo di trovarsi "in un cuore solo e in un anima sola" e non sobillare i fedeli ad una sommossa liturgica senza senso dopo la grande fatica che tutto il mondo della tradizione, rimasta sempre fedele al Papa, sta portando avanti.

Non dunque il Concilio in sé ma "quelle novità... che restano viziate da errori" portate avanti in nome del Concilio, devono essere rimosse attraverso il Magistero Petrino e non attraverso soluzioni arbitrarie e soggettive.

Sia la fede cattolica quanto la Messa, non sono fatti soggettivi, la Chiesa vive e si esprime sia nella fede quanto nella Liturgia, in modo oggettivo e proprio questo ha sempre evitato alla Chiesa il rischio di una fede del fai da te.... il fatto che ci siano degli abusi non può mettere in discussione la Messa nella forma antica che oggi si è tornata a celebrare in tutta la Chiesa!

Infine e come esempio, mons. Williamson scrive:

"Naturalmente, il buon senso permette di prendere in considerazione tutta una serie di circostanze particolari. Per esempio quella di un buon sacerdote che, intrappolato nella Chiesa conciliare, potrebbe aver bisogno del mio incoraggiamento per incominciare a venirne fuori, proprio attraverso la mia assistenza alle sue prime celebrazioni della vera Messa. Ma la regola generale deve rimanere quella che io non debbo avere niente a che fare con una vera Messa celebrata in un contesto conciliare. Come conferma, si guardi a come Roma, con l’Istituto del Buon Pastore, abbia iniziato permettendogli di celebrare esclusivamente la vera Messa: Roma sapeva che una volta che l’Istituto avesse abboccato all’amo ufficiale, alla fine avrebbe potuto sicuramente tirarlo nella sua rete conciliare. Infatti, sono bastati appena cinque anni".

Ma questo è assurdo!

Innanzi tutto il caso avvenuto con l'Istituto Buon Pastore non è una conferma, semmai è l'esempio chiaro che a Satana da molto fastidio che Roma abbia dato a questi ambienti il carattere della Tradizione attraverso la Liturgia.... in secondo luogo il mons. coinvolto in quello scambio di lettere (vergognoso) è stato spostato di sede... semmai ciò può solo confermarmi che dove si è attentato a fare un danno, Qualcuno questo non lo ha permesso, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

Poi "un sacerdote intrappolato nella Chiesa conciliare" ?? suvvia! Quindi secondo mons. Williamson tutti i cinquemila vescovi sparsi nel mondo sarebbero intrappolati e di conseguenza non idonei a celebrare la Messa..... tutti i 400mila Sacerdoti (secondo i dati dell'annuario pontificio del 2011) sparsi nel mondo tra diocesani e religiosi, sarebbero intrappolati e non idonei a celebrare la Messa.... ma allora scusate, la promessa di Cristo è stata una menzogna! Le porte degli inferi avrebbero già prevalso e da 50 anni a questa parte noi avremmo sacerdoti "intrappolati" in una chiesa matrigna.... suvvia!!

Di conseguenza la fede sarebbe rimasta incorrotta soltanto nella FSSPX e soltanto sotto l'ala ministeriale di mons. Williamson che a questo punto sarebbe papa di se stesso....

Non possiamo tacere di fronte a tanta superbia!

Non possiamo tacere semplicemente perché tutto questo non è affatto vero e mons. Williamson non rende giustizia neppure alle dichiarazioni più equilibrate fatte da mons. Fellay: " Noi ci uniamo agli altri cristiani perseguitati nei diversi paesi del mondo, che soffrono per la fede cattolica, spesso fino al martirio. Il loro sangue versato in unione con la Vittima dei nostri altari è la prova del rinnovamento della Chiesa in capite et membris, secondo il vecchio adagio «sanguismartyrum semen christianorum». "

A tal proposito, fra questi martiri del nostro tempo citati da mons. Fellay, segnalo il caso di un ragazzo di 15 anni. Nell'attentato di qualche mese fa in Nigeria questi giovani erano alla Messa quando un ordigno ha ucciso il prete mentre celebrava l'Eucaristia e ha fatto una strage tra i fedeli. La mamma di questo ragazzo ucciso, intervistata, ha detto: " Avevo chiesto a mio figlio di non andare alla Messa perché eravamo stati minacciati, tutto il villaggio, sapevamo che sarebbe potuto accadere qualcosa di grave, ma lui mi ha detto: < Mamma, sono un  cristiano e Gesù mi aspetta alla Messa, non voglio mancare....>, io sono davvero orgogliosa di lui...", queste sono le ultime parole di un giovane cattolico, martire a soli 15 anni, che stava alla Messa della Chiesa Cattolica in comunione con il Papa.

 

LDCaterina63

[Edited by Caterina63 8/3/2012 1:45 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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