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ATTENZIONE: STUPENDA VISITA VIRTUALE NECROPOLI SOTTO S.PIETRO E CAPPELLA SISTINA

Last Update: 11/12/2013 9:29 AM
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10/21/2009 12:12 PM
 
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     visita virtuale







CLICCA QUI 
per accedere a questa pagina da dove potrai visitare la Necropoli sotto san Pietro.....

il lavoro è fatto benissimo.... seguite le istruzioni man mano che avanzerete......


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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5/15/2010 10:53 PM
 
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Iniziativa dei Cavalieri di Colombo e della Fabbrica di San Pietro

Una visita alle Grotte Vaticane
seduti davanti al computer


Un tour all'interno delle Grotte Vaticane, alla scoperta dei segreti delle tombe dei Papi, standosene comodamente  seduti davanti al pc?
 Grazie ai Cavalieri di Colombo sarà possibile - cliccando sul sito internet della Santa Sede www.vatican.va  - dal prossimo 29 giugno, data che significativamente coincide con la festa dei santi Pietro e Paolo.

Il direttore dell'ufficio di Roma dell'ordine, l'architetto Pietro Enrico Demajo, ha presentato nei giorni scorsi presso l'Ufficio Internet della Santa Sede il percorso virtuale che si snoda nei sotterranei della basilica di San Pietro. L'incontro si è svolto alla presenza di padre Fernando Vérgez Alzaga, direttore delle Telecomunicazioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e del rappresentante dell'Anysoft, che ha materialmente realizzato l'itinerario.

Si tratta della seconda sponsorizzazione del genere, in quanto già nel 2003 i Cavalieri di Colombo avevano offerto un primo progetto simile sul sito internet www.vatican.va :  il percorso on-line della cappella Redemptoris Mater nel Palazzo Apostolico. 

La collaborazione tra la più diffusa società cattolica di mutuo soccorso - un milione e 750 mila membri in tutto il mondo - e la Fabbrica di San Pietro risale a quasi trent'anni fa:  al 1981, quando la prima offrì il proprio contributo per la realizzazione nelle Grotte Vaticane della cappella dedicata ai santi patroni d'Europa Benedetto, Cirillo e Metodio. Un piccolo spazio di preghiera particolarmente caro a Giovanni Paolo ii, che oggi riposa a pochi metri di distanza. Iniziava così un intenso rapporto, che prosegue anche oggi, per la tutela, la conservazione e la valorizzazione della basilica di San Pietro.

Tra i lavori più significativi intrapresi con il sostegno dei Knights of Columbus - fondati dal venerabile Michele McGivney (Waterbury 12 agosto 1852 - Hartford 14 agosto 1890) sull'ideale di Cristoforo Colombo, lo scopritore delle Americhe che portò la cristianità nel nuovo mondo - ci sono i restauri dell'atrio e della Porta santa in occasione del grande Giubileo del 2000; dei mosaici della cupola del Santissimo Sacramento nel 1992 e i lavori compiuti nel 1986 sulla facciata del Maderno.

Fin dagli inizi, l'impegno dell'ordine si è concentrato nella promozione di nuovi interventi nelle Grotte Vaticane, nel luogo più vicino alla tomba del principe degli apostoli e di numerosi Pontefici suoi successori. Si ricordano in tal senso l'ampliamento, nel 1982, della cappella della nazione polacca, dedicata a Nostra Signora di Czestochowa e i successivi restauri nelle cappelle dedicate alla Madonna delle partorienti, nel 2003, e alla Madonna della bocciata, nel 2004, e nel peribolo attorno alla Confessione di San Pietro, nel 2005.


(©L'Osservatore Romano - 16 maggio 2010)
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/15/2010 6:48 PM
 
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[SM=g1740722] ATTENZIONE: non perdete questa puntata speciale di Porta a Porta condotto da Bruno Vespa...

Nella prima parte ci accompagna, con il cardinale Comastri, nella Necropoli Vaticana, spiegandoci aneddoti e piccole storie importanti per conoscere le nostre radici Cristiane...
Poi si prosegue con una visita dalla Basilica all'interno dei Musei Vaticani, spiegandoci la loro origine, la Cappella Sistina e in quale modo furono raccolti e conservati i capolavori che possiamo ammirare...
non manca una visita ai giardini Vaticani con molte curiosità per noi inedite... [SM=g1740721]

it.gloria.tv/?media=98475





[SM=g1740722]

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(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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12/1/2010 10:40 PM
 
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Le meraviglie della Cappella Sistina in Vaticano



Vi alleghiamo il link per entrare virtualmente nella Cappella Sistina. E' di una bellezza impressionante: guardatela e poi fateci sapere le vostre impressioni. Pare che abbiano impiegato 3 anni a fare questa presentazione.

Http://www.vatican.va/various/cappelle/sistina_vr/index.html

Per poter gustare al meglio in tutti i particolari – compreso il magnifico altare
coram Deo dove il S. Padre Benedetto XVI celebra una volta all’anno (avendo fatto togliere il posticcio “tavolo da cucina” di pieromariniana memoria) occorre aprire completamente l'immagine e cliccarci sopra con il mouse tenendolo premuto verso destra, sinistra, in alto e in basso per vederla completamente oppure usare le frecce.in basso a sinistra c'e' un + e un - per sembra ingrandire e rimpicciolire l'immagine.

Fraternamente CaterinaLD

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5/17/2013 11:42 PM
 
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[SM=g1740758] L'antica basilica di San Pietro in Vaticano, nota anche come basilica di Costantino, era ubicata a Roma, nell'area attualmente occupata dalla nuova basilica vaticana.

La politica di favore e aperto controllo sulla trionfante religione cristiana, inaugurata da Costantino I con l'editto di Milano del 313 e culminata con la sua apparizione come basilèus isapòstolos al concilio di Nicea del 325, ebbe riscontro nella serie di edifici nei luoghi santi della Palestina e di Roma, che dettero vita nuova tipologia della basilica cristiana.

La più antica fu quella di San Giovanni in Laterano ma un posto di rilievo spettò alla basilica di San Pietro, costruita sulla sepoltura dell'apostolo Pietro, segnata da una"memoria", cioè da un'edicoletta posta in una piazzola nella vasta necropoli vaticana,rimasta in uso dal II al IVsecolo e posta ai margini del circo di Caligola (o di Nerone), ai piedi del colle Vaticano.I lavori ebbero inizio presumibilmente tra il 319 ed il 326 e si conclusero sostanzialmente entro il 333.Per costruire l'imponente basilica (circa 110 x 65 m, 30 m di altezza), L'atto di spianare un'area cimiteriale ancora in uso, inconsueto anche sotto il profilo religioso e giuridico ed effettuato con grandi spese, si giustifica con la grande importanza attribuita alla sepoltura dell'apostolo, riconosciuta come autentica.

Infatti il sito, da tradizione antichissima, è riconosciuto come luogo della sepoltura dell'apostolo Pietro che dovrebbe aver subito il martirio proprio nei vicini Horti neroniani.Nell'800 la basilica accolse la solenne incoronazione ad imperatore di Carlo Magno; dopo di lui molti furono gli imperatori del Sacro Impero ad essere incoronati nell'antica basilica: tra gli altri Carlo il Calvo, Ottone I, Ottone II, Ottone III, Federico I Barbarossa e Federico II.Il papato, che in origine aveva residenza presso la Basilica Laterana, si trasferì al Vaticano solo dopo il periodo della cosiddetta cattività avignonese (dal 1377).

All'inizio del XVI secolo si decise per la sua totale ricostruzione e quindi fu lentamente demolita, a partire dal presbiterio, per far spazio alla nuova, grandiosa basilica. Tuttavia una parte della navata del tempio costantiniano, divisa al tempo di Paolo III da un muro (detto muro "farnesiano") dalla nuova crociera in costruzione, sopravvisse e fu utilizzata per quasi tutta la durata del cantiere, fino a quando,nel 1609, non fu definitivamente abbattuta per volontà di papa Paolo V, superando le ultime perplessità.Infatti anche in tale fase non mancò chi si opponeva a questa ulteriore demolizione e quindi al compimento del progetto di Michelangelo.La nuova basilica fu consacrata nel 1626.Scavi archeologici hanno indagato la necropoli sorta fuori dal circo di Nerone, ai piedi del colle Vaticano, fatta interrare da Costantino sotto la basilica.Sono stati rinvenuti, ed in parte resi visitabili, numerosi mausolei del II e III secolo disposti lungo una via funeraria ed altre sepolture meno monumentali costruite intorno all'area identificata come quella della tomba di Pietro.

Nell'abside si trovava anche, dove si troverebbe di solito l'altare, la memoria dell'Apostolo, che altro non era che l'edicoletta del II secolo detta anche "trofeo".

Le colonne originarie della pergula vennero riutilizzate negli altari incassati nei piloni della basilica attuale e ce ne resta traccia in varie opere d'arte come una copia fedele nella cassetta eburnea di Pola del V secolo.Dopo la demolizione della basilica costantiniana, alcuni dei suoi frammenti, dopo pesanti rifacimenti, furono rimessi in opera nell'atrio della nuova basilica in forma di lunetta.

www.youtube.com/watch?v=HCkN7Aqk6rs



[SM=g1740717]


[SM=g1740771]

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  Per chiudere l'Anno della Fede il 24 novembre vengono esposte per la prima volta le ossa ritrovate dalla professoressa Guarducci durante gli scavi sotto l'altare della Basilica vaticana


ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

 

Nelle celebrazioni che concludono l'Anno della Fede, il prossimo 24 novembre «un ultimo segno culminante consisterà nell'esposizione per la prima volta delle reliquie che la tradizione riconosce come quelle dell'apostolo che qui ha dato la sua vita per il Signore». Con queste parole l'arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, ha annunciato un evento che non si era mai verificato e che riconosce quei resti attribuendoli al pescatore di Cafarnao martirizzato  a Roma, secondo la tradizione, nell'anno 67 dell'era cristiana.

Era il 26 giugno 1968 quando Papa Paolo VI, durante l'udienza generale, diede l'annuncio del ritrovamento delle ossa di san Pietro: «Nuove indagini pazientissime e accuratissime furono in seguito eseguite con risultato che noi, confortati dal giudizio di valenti e prudenti persone competenti, crediamo positivo: anche le reliquie di San Pietro sono state identificate in modo che possiamo ritenere convincente». Gli scavi sotto la basilica vaticana erano iniziati nel 1939, finanziati personalmente da Pio XII. Fino a quel momento nessuno aveva osato verificare che cosa vi fosse sotto la basilica di San Pietro a sua volta costruita sulla basilica costantiniana.

Nel 1950, durante l'Anno Santo, Papa Pacelli annunciò che era stata individuata la tomba dell'apostolo. Appariva dunque corrispondente al vero quanto affermato durante il pontificato di papa Zefirino (199-217) dal prete romano Gaio, il quale, rivolgendosi a Proclo, seguace dell’eresia montanista, aveva scritto: «Se vorrai venire in Vaticano e sulla via Ostiense, potrai vedere i trofei (cioè le tombe, ndr.) di coloro, che hanno fondato questa Chiesa», vale a dire di Pietro e Paolo.

 

Le ricerche, continuate dall’archeologa Margherita Guarducci, avevano portato al ritrovamento di un’edicola funeraria appoggiata a un muro contemporaneo, risalente circa all’anno 150, prezioso per i numerosi graffiti sovrapposti, che la studiosa aveva decifrato. Tutti contenevano invocazioni a Pietro al quale sono uniti talvolta i nomi di Cristo e di Maria. Fondamentale è uno di questi graffiti, risalente al 160, nel quale si legge in greco la scritta «Petros enì», «Pietro è qui dentro».

La professoressa Guarducci aveva ritrova in una cassetta, nei locali delle Grotte vaticane, le ossa che erano state raccolte nel loculo vicino ai graffiti. Le ossa, dopo essere state analizzate, risultarono appartenenti a un solo uomo, di corporatura robusta, morto in età avanzata. Erano incrostate di terra e mostravano di essere state avvolte in un panno di lana colorato di porpora e intessuto d’oro, una sepoltura particolarmente preziosa. Rappresentano frammenti di tutte le ossa del corpo a esclusione di quelle dei piedi.

 

La tomba di Pietro, inizialmente poverissima (era morto crocifisso, come un empio, ed era stato inumato presumibilmente in modo anonimo) è inserita in una necropoli romana interrata da Costantino e in parte riportata alla luce dopo sedici secoli, durante gli scavi voluti da Pio XII. Prenotando per tempo - inviando un messaggio ascavi@fsp.va, o per fax +39 06 69873017, o di persona all'Ufficio Scavi (ingresso a sinistra del colonnato berniniano) - è possibile visitare in piccoli gruppi la necropoli con un affascinante viaggio sotterraneo che culmina nel luogo in cui sono tutt'oggi deposte, in teche di plexiglass, le ossa di Pietro.

Qui è invece possibile effettuare un viaggio virtuale nella necropolivaticana.






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