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Genitori: insegniamo ai nostri figli a CUCINARE, DIVERTENDOCI

Last Update: 4/30/2016 5:45 PM
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7/3/2010 3:19 PM
 
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[SM=g1740733] Amici Genitori, ed anche a VOI cari giovani... perchè non approfittare dell'estate per imparare, divertendosi, a cucinare?
Naturalmente tutto si può fare anche l'inverno quando le giornate da passare in casa potrebbero sembrare "noiose".....

Un grazie al Bollettino salesiano giugno 2010 per i saggi consigli che andremo a leggere... [SM=g1740721]


INSEGNATE A CUCINARE
Sicuri che insegnare ai figli l’arte della cucina non sia utile ed educativo?


[SM=g1740748]

Il rapporto con il cibo ha perso la bussola. Abbiamo imparato parole un tempo quasi sconosciute come anoressia e bulimia, le mamme sono preoccupate dell’obesità infantile, gli adolescenti sono assillati dal peso forma, i cibi vengono accuratamente divisi in ideali e pericolosi.

Stiamo imparando anche la parola junkfood, una parola che richiama la spazzatura e le droghe, dunque prodotti scadenti che provocano dipendenza. Salvare i nostri figli significa reagire al junkfood, come ai cattivi libri, ai film scadenti, agli spinelli, alle pillole da discoteca e alla pornografia su internet e in televisione. Molti bambini non sanno quello che mangiano.

Da dove vengono le patatine? E gli hamburger di manzo? Su mille bambini intervistati, più della metà non ha saputo rispondere. Quando gli è stato chiesto da dove provenissero gli hamburger di manzo solo uno su quattro ha capito che in qualche modo c'entrano le mucche. Moltissimi hanno risposto che vengono prodotti direttamente da McDonald’s o da Burger King.

Per molti, oggi, mangiare è semplicemente ingurgitare o consumare del cibo, mentre l’attenzione ossessiva al corpo veicolata dai media ci fa concentrare sulle diete, il peso, la paura di ingrassare. Così mangiare diventa un’operazione matematica e perfino sbocconcellare con gusto una pagnotta di pane appena sfornato, caldo e profumato, è un peccato dietetico. Invece il nutrimento è un gesto che coinvolge la persona, le sue relazioni, la sua cultura.

E anche la sua spiritualità. È un piacere fisico e spirituale, intenso, potente e fatto per essere condiviso. Il cibo parla della nostra identità, delle nostre origini, delle nostre radici. I ricordi legati a un piatto rivelano tutto un lembo della memoria familiare. Ciascuno di noi ha qualche “piatto” particolare che veicola atmosfere e persone del passato. La nostra storia affettiva s’iscrive nei gesti, negli sguardi, ma anche nei sapori e nei profumi trasmessi dalla nostra famiglia. La prima cucina di cui siamo stati nutriti segna la nostra appartenenza a un clan, a una cultura, a una regione, a un paese, a una religione.

Oltre al valore nutritivo e alla soddisfazione del gusto, il cibo viene vissuto come simbolo dell'impegno, dell'amore e della cura dei genitori. Per questo è vitale che tutti in famiglia esprimano un forte sentimento di riconoscenza verso chi cucina. Il modo in cui viene preparato il cibo influenza l'at­mosfera che si respira in famiglia, indipendentemen­te dal fatto che il livello della cucina sia alto, medio o basso. E il bambino, nutrendosi della cucina familiare, si nutre anche degli affetti, dei messaggi inconsci, dei ricordi mescolati agli ingredienti. La cucina è il "cuore" della casa. Se vi vengono preparati e cucinati regolarmente i pa­sti, diventa uno degli ambienti centrali, in cui adulti e bambini si trattengono volentieri, dove c'è un conti­nuo via vai. Con il nutrimento, i genitori trasmettono ai figli un modo di fare (la loro tecnica culinaria), ma anche una condotta alimentare. Donano quello che hanno ricevuto: attenzione, frustrazione, controllo, golosità, colpevolezza, sensualità. Una vera “cultura” del cibo può evitare molti problemi successivi e far crescere persone di buon gusto.



L’identità dei bambini si plasma anche con l’educazione alimentare. La loro costruzione affettiva si nutre di ciò che mangiano e del modo in cui i piatti sono preparati. Una cucina abborracciata o fatta malvolentieri, anche se gli ingredienti sono di prima qualità ha molto meno sapore di un piatto surgelato, condiviso nella gaiezza e nella complicità. Naturalmente è meglio mangiare sano, ma è opportuno evitare l’ortoressia galoppante, che demonizza certi alimenti e fabbrica turbamenti alimentari che esploderanno nella adolescenza. Cucinare può essere uno splendido esercizio di creatività che coinvolge ed educa tutti e cinque i sensi. Educa qualità essenziali come la concentrazione, la pazienza, la dedizione.

Per questo è importante coinvolgere il più presto possibile i bambini nella preparazione dei pasti. Si può proporre lo­ro un giorno fisso per cucinare con i genitori. Probabilmente non molti bambini saranno attratti in modo serio e continuativo dall'arte culinaria. Ma per loro è molto significativo stare con i genitori e avere al tempo stesso l'opportunità di sentirsi utili alla famiglia. Spesso ci preoccupiamo tanto di capire di cosa hanno bisogno i nostri figli che dimentichiamo la loro esigenza principale, ossia quella di sentirsi importanti per noi e per la comunità di cui fanno parte.

[SM=g1740748]

L'essenziale è evitare che la cucina diventi un dovere. Se tagliare le verdure, impastare, selezionare i “profumi” sono realizzati con cura e attenzione cessano di essere gesti abitudinari e noiosi per diventare una gioiosa celebrazione della vita. Fare il pane con i bambini può essere un’esperienza stupenda. Acqua, lievito farina,sale: ingredienti e gesti per fabbricare il simbolo stesso della vita. Si può fare di questi simboli millenari una celebrazione di gratitudine. Durante la cottura, respirate l’aria che si carica del suo profumo. Al momento di gustarlo, è impossibile fare a meno di ringraziare il Creatore dell’universo per i suoi doni.


[Edited by Caterina63 10/12/2012 10:54 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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7/3/2010 3:23 PM
 
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[SM=g1740722] COME DON BOSCO - il genitore

di Marianna Pacucci

[SM=g1740717] “DATE VOI STESSI DA MANGIARE!”
A cosa e a chi pensava Gesù, il giorno della moltiplicazione dei pani e dei pesci?




La mia famiglia è da sempre attenta al cibo e a me piace molto cucinare: mia madre mi ha insegnato che nei saperi e nelle tradizioni della tavola c’è un pezzo significativo dell’identità di una casa, la speranza di dare continuità alla storia del gruppo parentale, la sollecitudine verso le persone a cui si vuol bene, una premessa e promessa di felicità e di benessere domestico.

Tutti questi riferimenti, peraltro, mi sembrano particolarmente importanti e quasi rivoluzionari nella realtà contemporanea, che assiste impotente a patologie inedite come l’anoressia e la bulimia; persevera diabolicamente in modelli alimentari sbagliati; confonde indebitamente il mangiare e il nutrirsi. Sempre più spesso si sviluppa un rapporto insano con il cibo: godimento individuale e attesa di risarcimento delle difficoltà sperimentate quotidianamente, espressione di consumismo o rinuncia drastica in nome di diete quasi sempre squilibrate e inefficaci, è più facile ingurgitarlo che apprezzarlo, sviluppando, anche nei bambini, insoddisfazioni e sensi di colpa di ogni tipo.



Ma se è questo ciò che la cultura sociale propone ed esemplifica, proprio in famiglia si può ritrovare il piacere del cibo e un corretto rapporto con esso. Cominciando, ad esempio, col comprendere che il nutrimento non è soltanto la risposta a un bisogno fisico, ma ascolto e ricerca di sintonia, all’interno della persona, fra il corpo e l’anima, insieme a una sommessa invocazione di affetto e di cura.

Prendere cibo insieme è fare esperienza di un dono e di una condivisione che vengono da lontano: risiedono nel rapporto originario fra una madre e suo figlio e testimoniano della responsabilità che ogni padre ha nei confronti della crescita integrale della sua prole. [SM=g1740738]

C’è però bisogno che i figli non si percepiscano soltanto come destinatari dell’impegno dei propri genitori, ma possano prendere parte attivamente al processo che evidenzia la scelta e l’elaborazione del menù quotidiano. La posta in gioco non è soltanto l’acquisizione di particolari competenze o la trasmissione di un patrimonio alimentare. Imparando a cucinare, i ragazzi possono apprendere abilità raffinate come dosare, accostare, armonizzare elementi differenti; sviluppare atteggiamenti di laboriosità e di pazienza, incentivare la fantasia e la creatività, comprendendo che un risultato apprezzabile non è mai comunque frutto di improvvisazione.

Possono rendersi conto dell’importanza di essere esigenti nella scelta delle materie prime, nello sforzo di non sprecare nulla, nell’attenzione a tirar fuori piatti squisiti anche se a disposizione vi sono solo materiali grezzi e magari di modesto costo. Apprendono come sia impegnativo mettersi alla prova in esercizi di manualità che richiedono precisione e ordine.



Metafora della vita, cucinare e nutrirsi sono le due facce di una stessa medaglia: il saper badare a se stessi e agli altri, autenticando giorno per giorno, nelle grandi questioni e nei minimi dettagli, la disponibilità e la credibilità necessarie per la costruzione della persona e la continua rigenerazione della vita che è in lei.

Se è vero che attraverso il cibo vengono veicolati messaggi fondamentali, l’umile e fondamentale esperienza del cucinare suscita la consapevolezza – cifra distintiva della fede cristiana – che colui che nutre non è soltanto un datore di cibo, ma uno pronto a dare se stesso per la vita degli altri. La cosa straordinaria è che tutte queste verità passano, nella famiglia, con semplicità e naturalezza. In casa non c’è bisogno di discorsi arzigogolati. Basta soltanto la voglia di ritrovarsi insieme a tavola e, magari, prima ancora in cucina, per mescolare antiche sapienze e nuove competenze, per osare accostamenti inediti che possano ricordare che la vita è bella nella sua capacità di sorprendere, per gioire insieme dei profumi che mettono nel cuore la voglia di famigliarità e la storia di un territorio.

Ben venga se tutto questo può essere condito con un po’ di lentezza: la preparazione di un piatto e la sua degustazione hanno bisogno di tempo o comunque di una certa libertà dalla fretta che impone di scappare via rapidamente e rende superficiali e, spesso, maldestri nelle manovre in cucina.

Non dimentichiamo che l’anima si nutre anche della bellezza, trampolino di lancio per transitare dall’estetica all’etica. Quando in casa si fa l’esperienza di nutrirsi e non soltanto di mangiare si modificano significativamente il senso della fame e quello della sazietà. Si gusta e si apprezza quel che la Provvidenza mette ogni giorno a nostra disposizione e si conserva il fondamentale piacere di aver fame di tutto ciò che di bello e di buono può dare qualità all’esistenza. Nel menù quotidiano, dunque, si nascondono e si possono condividere scommesse molto delicate.

Non è detto che bisogna vincerle tutte e subito; l’essenziale è tenerle comunque presenti: anche di una minestra salata o di un arrosto un po’ bruciacchiato si può imparare a sorridere, se la casa non è soltanto un ristorante in cui pretendere un servizio inappuntabile. A cucinare s’impara a poco a poco, anche attraverso gli errori: parola di una cuoca che ha nel suo curriculum non poche distrazioni e incidenti di percorso.



[SM=g1740722] [SM=g1740738] [SM=g1740757]

[SM=g1740748]

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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10/12/2012 11:30 PM
 
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[SM=g1740771]  Non avete la maionese o volete sostituire la maionese con una crema più saporita?
questa crema la può fare anche un bambino.... con l'aiuto di un adulto naturalmente.... [SM=g1740749]

Per 4/5 persone (per 2 dimezzate le dosi): due scatolette di tonno riomare (o come preferite, ma in olio extra vergine), una manciata di sardine sott'olio (le potreste fare voi stessi), un cucchiaio di capperi.... due uova sode (con entrambe le parti tuorlo e albume).

Dopo aver fatto le uova sode, preparate il tutto in un frullatore, aggiungete le uova sode e fate amalgamare il tutto fino a quando diventa una crema.... se è troppo asciutto aggiungete semplice ACQUA ;-) attenti a non allentarla troppo perchè altrimenti dovreste aggiungere un'altra scatoletta di tonno ed un altro uovo SODO.... Con questa crema che sostituisce la maionese, potrete condire insalate, pomodori, fare il vitello TONNATO.... sbizzarritevi, io c'ho preso gusto....... [SM=g1740762]


[SM=g1740748] RISOTTO ALLA ROMANA di casa Ravaioli

in una padella larga e possibilmente antiaderente farete il tutto, quindi regolatevi per le porzioni.
Per prima cosa preparate a parte un pò di brodo vegetale e tenetelo caldo.
Mettere a rosolare mezza cipolla ROSSA (non bianca perchè è più forte) tagliata a filetti sottili, insieme a:
meglio se trovate il midollo di bue, altrimenti andrà bene una salsiccia ridotta a tritata, con tre cucchiai d'olio extra vergine (non per frittura miraccomando).
(a chi piace anche uno spicchio d'aglio da togliere appena rosolato)
quando si sarà ben rosolato a fuoco lento, mettete giù un bigghiere di vino bianco e subito a seguire il risotto (calcolate 50 gr. a persona perchè il riso cresce).
Appena il riso avrà assorbito il vino gettate LA PASSATA di pomodoro (non quello a pezzetti perchè non viene assorbito dal riso),
solitamente per 4 persone io metto giù 750gr. di sugo.
Mantenete la fiamma media, e cominciate a girare onde evitare che il riso si attacchi, mantenete il fuoco medio,
e appena inizia a bollire o lo spostate sul fornello piccolo o abbassate la fiamma, il riso deve cuocere a fuoco lento.... circa 20/30 minuti a seconda del riso che userete
appena il riso avrà assorbito anche il sugo, mettete giù il brodo che avete mantenuto caldo così da non rovinare la temperatura....
Da questo momento girate frequentemente il tutto, se continua ad asciugarsi e non si è ancora cotto, aggiungete acqua con brodo POCO SALATA.... sempre a caldo.
E NON E' FINITA [SM=g1740757]
Ora, quando è cotto a parte prendete un uovo a persona (se per uno un uovo, se per due persone due, e così via, naturalmente se siete in 5 4 uova vanno bene, non aggiungetene altre); sbattetele intere con un pò di pepe e versate il tutto nella padella, SPEGNETE LA FIAMMA (per evitare che diventi stracciatella) e girate energicamente il tutto, il riso diventerà cremoso
aggiungete 50 gr. di parmigiano, se vi piace mettete il pecorino..... è meglio!
Ora è pronto [SM=g1740723]
con questo piatto non avrete bisogno del secondo  [SM=g1740727]


[SM=g1740758]


[Edited by Caterina63 1/25/2013 2:57 PM]
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"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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3/31/2014 10:45 AM
 
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 una buona ricetta dalla mia carissima amica Gloria dall'Argentina.....





Il pane alla paprika fatto dalla mamma! (utile in questo tempo di crisi economica....)

 La ricetta: 3 tazze e mezza di farina 000 oppure 0000 - 25 gr. di lievito fresco - 2 cucchiaini di sale - un po' d'olio di girasole - aglio trittato - 2 cucchiaini di paprika - acqua tiepida - semi di girasole.

Mia madre utilizza la mac
china impastatrice.

Mettere dentro la farina, l'aglio con l'olio, la paprika, il sale e mescolare con la macchina.
Ferma la macchina, mettere il lievito spezzettato con un po' d'acqua tiepida e mescolare e continuare a mettere l'acqua piano piano fino a quando si forma l'impasto tipo palla.

Togliere l'impasto e metterlo dentro una ciotola con della farina.
Infarinare un po' l'impasto e coprirlo con un cannovaccio.
Lasciarlo lievitare mezz'ora o un'ora lontano dalle correnti d'aria. Cercare un posto tiepido cosicché possa dupplicare il volume.

Togliere in cannovaccio. Schiacciare l'impasto per togliere il gas. Lavorarlo un po' facendo poi un rotolo. Mettere il rotolo dentro una forma rettangolare, coprirlo ed aspettare che lieviti di nuovo.
Dopo verniciare il rotolo con dell'uovo e fare dei tagli sopra con una forbice e mettere sopra i semi di girasole. Prima di mettere il pane nel forno, accenderlo. Dev'essere caldo ma non molto, più o meno 180 gradi. Lasciar cuocere per 30 o 35 minuti.







Fraternamente CaterinaLD

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6/29/2014 11:21 PM
 
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  Oggi vi passo come fare il sorbetto al caffè con la ricetta senza gelatiera
per presentare un dessert fresco piacevole e veloce ai vostri ospiti, da farsi con pochi e semplici ingredienti.




prendete carta e penna 

Per questa ricetta vi occorreranno: 250 gr di zucchero, 200 ml di acqua, 1 albume, 250 ml di caffé - che equivale ad una macchinetta di caffè da 6 -, chicchi di caffé per ornamento se piace.

In una casseruola mettete a sciogliere 200 gr zucchero con l’acqua, portando il tutto ad ebollizione. Togliete quindi lo sciroppo dal fuoco e aggiungetevi il caffé preparato in precedenza.

Lasciate raffreddare il composto ottenuto per almeno un paio di ore in frigorifero. Quindi montate a neve l’albume, che conferirà al sorbetto una consistenza più morbida e cremosa, con lo zucchero rimasto e versate tutto nel composto non ancora completamente solidificato, mescolando bene ma delicatamente.

Lasciate riposare in freezer il composto di caffé e albume, mescolando spesso per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio.

Un 10/15 minuti prima di servire, tiratelo fuori dal freezer e versatelo in coppette larghe guarnendo il tutto con chicchi di caffé e, se lo avete, qualche cioccolatino piccolo da appoggiare al piattino di portata, o se preferite anche con la panna montata....

 

ora passiamo al facile sorbetto casalingo al limone 
ho voluto provarlo prima di consigliarvelo..... 
Ci vuole solo più tempo perchè dovrete prepararlo la sera prima se vorrete offrirlo ad un pranzo....
è talmente facile e naturale che gli unici ingredienti sono:

2-3 limoni - dipende da quanto sono grandi e succosi;
zucchero e... acqua... nient'altro 
Per le dosi usate dei normalissimi bicchieri da cucina.
Perciò dovrete ottenere quanto segue:
1 bicchiere di succo di limone
2 bicchieri di zucchero semolato 
3 bicchieri d’acqua

Procedimento
Ottenuto un bicchiere di spremuta di limoni versatelo in un contenitore che poi dovete mettere in freezer, perciò calcolate prima le misure e la disponibilità del vostro congelatore; poi aggiungetegli 2 bicchieri di zucchero e 3 bicchieri d’acqua, mescolate il tutto e riporre in freezer.
W qui parte l'attesa più lunga perchè il prodotto ottenuto deve congelare, quindi conviene che lo lasciate riposare tutta la notte se vorrete usarlo a pranzo il giorno dopo 
Una volta congelato iniziate a lavorarlo con un cucchiaio e vedrete che non è così solido come pensate, perchè nella parte finale dove si è deposto lo zucchero sarà molto molle, quindi mettete il tutto in un normale mixer, meglio il mixer che il bicchierone del frullatore in quanto è più largo e lavora meglio e frullate, dopo poco otterrete un composto bello morbido e bianco.
A questo punto, se avete lo spazio, sistemate le dosi in vaschette e in freezer, altrimenti potrete usare lo stesso contenitore perchè non si solidificherà più !

I consigli che ho anche appreso sono i seguenti:
potete servirlo così semplicemente tagliando una fettina di limone e adagiandogliela sopra o con della frutta fresca, io ad esempio ho scelto in questo caso le fragole!

L’altra variante più classica è quello di servirlo con l’aggiunta di vodka, e quindi in questo caso quando lo avete nel mixer aggiungere un bicchierino di vodka…e assaggiate in base ai vostri gusti decidendo se farlo diventare più alcolico o meno.

 



Fraternamente CaterinaLD

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8/10/2014 12:45 PM
 
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Croissant


 


Croissant





Ingredienti (per 5 persone)

  1. 3 uova medie
  2. 500 + 50 gr di farina
  3. 300 gr di burro
  4. 20 gr di lievito di birra
  5. 125 ml di acqua tiepida
  6. 75 gr di zucchero

Preparazione

  1. Mescolare 250 gr di burro freddo con 25 gr di farina, formare un panetto e mettere a riposare in frigo. Sciogliere il lievito con acqua e impastare con il resto della farina. Aggiungere a questo composto lo zucchero, le uova e altri 50 gr di burro. Far riposare l'impasto per una notte.
  2. Togliere l'impasto di farina e burro dal frigo, stenderlo e posizionarlo al centro dell'impasto lievitato (che avremo steso a forma di rettangolo). Richiudere i lati del rettangolo, girare la piega verso di noi e stendere la pasta verso l'alto e il basso; ripiegare i lati e mettere in frigo, coperto da pellicola, facendolo riposare 15 minuti. Ripetere l'operazione altre 2 volte.
  3. Ritagliare dei triangoli di pasta, arrotolarli per dare la forma tipica dei croissants e far lievitare un paio di ore. Spennellarti di latte e porli in una teglia distanti l'uno dall'altro. Cuocere a 190° per 10/12 min








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7/18/2015 5:49 PM
 
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Come fare la pizza senza lievito velocemente e facilmente



 

pizza senza lievito

Qualche mese fa avevo postato, su richiesta di parecchie persone che poi l’hanno provata e hanno confermato la sua fattibilità, la ricetta della pizza senza lievito a base di cremor tartaro; in molti mi hanno scritto chiedendomi come fare la pizza senza lievito e senza usare cremor tartaro e allora, prima di postare la ricetta, ho sperimentato a casa per vedere se funzionava. E funziona :) quindi ecco qua il procedimento per preparare la pizza senza lievito a casa.

Premetto che mancando il lievito e qualsiasi agente lievitante la pizza non cresce e dunque se la si stende troppo bassa si rischia di mangiare una suola per le scarpe ma se si trova la calibratura giusta il risultato non è per nulla male (peraltro è anche abbastanza utile se si segue una dieta disintossicante!!) e sicuramente ai romani ricorderà la pizza che si mangia da noi che è tutto tranne che alta come la napoletana. I puristi stiano alla larga da questa pizza!!

Cosa serve per 2 teglie abbastanza grandi
400 grammi di farina 00
100 grammi di farina di mais
1 cucchiaio e mezzo di olio extravergine di oliva
2 cucchiaini di sale
200 ml acqua tiepida

Come si fa
1. Setacciare le due farine e versarle in una ciotola molto capiente quindi aggiungere anche il sale e l’olio. Aggiungere l’acqua tiepida in quantità tale da ottenere un impasto compatto e abbastanza morbido da lavorare (potrebbero volerci più o meno di 200 ml di acqua!).
2. Accendere il forno a 200°. Dividere la pasta in due panetti e stenderli entrambi usando prima le mani e poi un mattarello. Sistemarle sulle teglie oliate e infarinate facendo in modo che non siano troppo basse nè troppo alte.
3. Condire a piacimento e infornare per 15 minuti a 180°, sfornare e mangiare.

Tempo di preparazione40 minuti

Risultato: digeribilissima, molto croccante sotto e nel complesso sottile, la pizza senza lievito fatta in questo modo è veloce ed è anche ottima per chi non può assumere lieviti. Non si perde sapore ma è necessario fare attenzione alla cottura e allo spessore altrimenti si rischia di bruciare tutto e di dover buttare tutto.

Variante: se volete potete aggiungere 2 cucchiai di vino bianco che aiuta a dare compattezza all’impasto e anche un seppur minimo spessore. Se no avete problemi di intolleranze non toglietelo perchè non si sente proprio e aiuta l’impasto ad essere lavorabile più facilmente.

Variante 2: in giro ho trovato questa ricetta della pizza senza lievito in cui praticamente gli ingredienti sono gli stessi ma viene adottato il metodo della doppia cottura. Ho provato anche questa variante ma a me non ha entusiasmato molto perchè alla fine sembra di mangiare una piadina ma se vi viene voglia provateci.

Consiglio: così come gli impasti lievitati per la pizza anche quelli senza lievito possono essere congelati. Basta dividere l’impasto in panetti della dimensione desiderata e sistemarli dentro dell’alluminio oppure, se volete poi risparmiarvi la fatica e avete anche spazio, stendere direttamente l’impasto e congelarlo già steso, pronto per essere farcito all’occorrenza.

Raccomandazioni per i celiaci: noi poveri incompresi dal mondo :) possiamo farla senza problemi semplicemente sostituendo la farina 00 con il mix apposito per pizze o con farine naturali, tipo quella di riso, da aggiungere a quella di mais. L’unica accortezza è stendere immediatamente l’impasto per evitare che si secchi e dimenticarsi di poterlo congelare perchè, credetemi <img class="emoji" draggable="false" src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="


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RICETTA PASTA PER PIZZA

 

Ingredienti (dosi per mezzo kg di pasta per pizza): 250 gr di farina 00, 250 gr di farina 0, 170 ml di acqua, 150 ml di latte, 25 gr di lievito di birra, un cucchiaino raso di zucchero, sale q.b.,

 

pasta per pizza

 

Mischiate latte e acqua in una ciotola, intiepidite il liquido nel microonde e fateci sciogliere all’interno il lievito di birra, lo zucchero e il sale. Mescolate le due farine e mettetele su una spianatoia con la classica forma a fontana. Create il buco nel centro e versateci parte del liquido, iniziando a lavorare con una forchetta. Passate poi alle mani e aggiungete man mano tutto il liquido e l’olio. Continuate a impastare energicamente fino ad ottenere un panetto malleabile, non appiccicoso e non troppo duro. Regolate la consistenza aggiungendo farina se troppo molle e acqua se troppo duro. Mettete il panetto in una capiente ciotola (con fondo infarinato), copritelo con un panno e lasciatelievitare per almeno un’ora e mezza in un luogo asciutto. L’impasto dovrà raddoppiare il suo volume. Una volta pronta, stendete la pasta e lasciatela riposare da stesa almeno un’altra ora (passaggio facoltativo se avete fretta).

 

Consigli di cottura – Un altro trucchetto di mia mamma consiste nel cuocere un po’ la pasta prima di farcirla: una volta stesa e lievitata, bucherellate la superficie con una forchetta, cospargetela con il pomodoro e un filo d’olio e fatela cuocere così per circa 10 minuti. Tiratela fuori dal forno, aggiungete tutti gli altri ingredienti e continuate normalmente la cottura. In questo modo la pasta cuocerà uniformemente e non rischierà di rimanere cruda.





[Edited by Caterina63 7/24/2015 11:23 AM]
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2/26/2016 6:12 PM
 
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Pizza veloce in padella

Difficoltà:
Cottura: 
15 min
Preparazione: 
5 min
Per:
pizza

 

La pizza veloce in padella è una ricetta che si prepara in pochissimo tempo, non c’è bisogno di sporcare eccessivamente (basteranno una padella, una spaatola ed un coperchio!) e vi salverà la cena in piu’ di un’occasione.  Credo sia la “pizza senza” per antonomasia: senza lievito (di birra), senza impasto, senza attesa e così via!

L’ho adocchiata qualche giorno fa nel gruppo facebook di GnamGnam e da lì è nato una sorta di tormentone, tutti a provare questa pizza in padella velocissima! 

Inizialmente avevo preparato solo la marinara, ma ho pensato che questa ricetta si prestava benissimo anche ad un mini tutorial video, così a distanza di due giorni, ho fatto anche la margherita.  Le dosi indicate sono per una sola pizza, quindi dovrete scegliere o margherita o marinara! 

Vi auguro una buona giornata golosauri! :)

 

Ingredienti

 
170 g di farina
6 g di lievito istantaneo per torte salate
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino dizucchero
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva (più extra per ungere la padella)
150 g di acqua
Per la il condimento:
200 ml di passata di pomodoro
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
60 g di mozzarella (per la margherita) oppure aglio e origano (per la marinara)

Preparazione

Ungete con un po’ d’olio una padella antiaderente del diametro di 22-24cm.

Aggiungete la farina ed il lievito setacciati.

Aggiungete sale, zucchero, olio e acqua.

Iniziate a lavorare incorporando a mano a mano la farina, potete usare una spatola o una frusta di silicone.

Una volta amalgamato il tutto, stendete per bene l’impasto.

A parte mescolate la passata con olio e sale

e condite la pizza con la passata di pomodoro.

Se decidete di fare la marinara, aggiungete anche l’aglio e l’origano.

Coprite ermeticamente con un coperchio, accendete il fornello

e cuocete per una quindicina di minuti a fiamma bassa.

Se decidete di preparare la margherita, fate cuocere solo con la salsa di pomodoro condita per una decina di minuti e poi aggiungete la mozzarella a cubetti, proseguendo la cottura per qualche altro minuto, sempre con il coperchio.

Ed ecco a voi la marinara

e la pizza margherita in padella. :)











Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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4/30/2016 5:45 PM
 
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Finalmente l'attesissima ricetta del dado granulare fatto in casa, ottimo metodo per rendere più gustosi i nostri piatti, dalle verdure ai risotti! Sta bene in ogni ricetta, è facile da preparare ed economico! Senza oli, zuccheri, conservati e altri ingredienti dannosi per la nostra salute, un dado 100% vegan e 100% naturale!

Ingredienti:
800g di verdure:
- 2 cipolle
- 4 carote
-2 coste di sedano
-10 foglie di biete
40g di lievito alimentare in scaglie
200g di sale marino integrale
2 cucchiai di salsa di soia
40g di pomodori secchi
10g di funghi secchi
erbe aromatiche qb

www.youtube.com/watch?v=aYQDLu3KHPY






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Fraternamente CaterinaLD

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