A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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La Fede Cattolica spiegata ai semplici del Vescovo Alessandro Maggiolini (1931 - + 2008)

Last Update: 1/23/2017 4:07 PM
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L'11 novembre del 2008 moriva il Vescovo di Como S.E. Alessandro Maggiolini.
La Chiesa ci insegna che i Santi, così come i Sacerdoti, gli stessi Vescovi, ci sono donati dal Signore per la nostra santificazione....
Ciò che desideriamo fare in questo piccolo spazio è ricordare questo grande Vescovo attraverso le sue preziose Catechesi, farle nostre, e ricordarlo così nella Preghiera e nella vera testimonianza di Fede.

                         

Breve Biografia tratta dal sito ufficiale della Diocesi di Como:


Monsignor Alessandro Maggiolini era nato a Bareggio il 15 luglio 1931.
Era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1955. La sua cultura e preparazione lo avevano portato presto ad intrecciare la sua vita con il mondo accademico: docente di Filosofia nei seminari ambrosiani e di introduzione alla Teologia all’Università Cattolica, assistente diocesano degli universitari cattolici, vicario episcopale per le università di Milano.
Ma anche assistente diocesano dei Giuristi cattolici, direttore di una Rivista culturale del mondo cattolico italiano.
Il 7 aprile 1983 era stato eletto vescovo di Carpi, e consacrato il 29 maggio 1983.
Trasferito alla diocesi di Como il 31 gennaio 1989, vi fece il suo ingresso solenne il 19 marzo 1989.
È stato anche membro della Commissione episcopale per la Dottrina delle fede e la catechesi, membro della Commissione episcopale italiana per la cultura e la scuola e unico Vescovo italiano nel Comitato di redazione del Catechismo della Chiesa cattolica.

Il 14 gennaio del 2007, lascia ufficialmente la guida pastorale della Diocesi dopo aver compiuto i 75 anni di età e 17 di servizio e inizia una nuova battaglia contro la malattia che lo consegnerà al Signore l'11 novembre del 2008 dopo un ricovero all'ospedale....

Vogliamo ringraziare questo Padre con l'atteggiamento docile dei figli premurosi di apprendere dal suo cuore gli insegnamenti per non naufragare in questa "valle di lacrime"....

Grazie mons. Maggiolini!
Preghi per noi e ci sostenga in questa Buona Battaglia!

*****************************************************************

Nel 2003 mons. Alessandro Maggiolini, scrisse un piccolo tascabile assai prezioso che, nel cercare la Provvidenza aiuta, trovai (un anno fa, nell'agosto 2010) quasi anonimo fra tanti libri su di uno scaffale di un libraio che vendeva libri usati....
Guardate quanto è importante conoscere gli Autori!
Appena lessi il nome compresi che avevo fra le mani un piccolo tesoro.... conoscevo infatti il prezioso magistero di questo Vescovo, ma confesso che a tre anni dalla morte avevo tristemente compreso, anche, di quanto egli fosse stato già così presto dimenticato...Per altro non conoscevo questo testo!
Non cercai altro fra quel mucchio di testi.... sentivo di aver trovato la perla preziosa e tutta contenta me ne tornai a casa, per leggermelo comodamente e catecheticamente.... desiderosa di apprendere...

Il titolo è tutto un programma CATECHETICO: "
La fede Cattolica spiegata ai semplici"

si, era il testo adatto per me!
Catechista da 23 anni, mi sento ancora con una fede "semplice", non una fede misera, ma semplicemente ancora bisognosa di essere guidata....ma ora lasciamo "parlare" questo grande Vescovo della Chiesa di Como.... vi invitiamo a divulgare quanto segue e a donarlo soprattutto a chi presta il servizio di CATECHISTA....

Introduzione del vescovo Alessandro Maggiolini:

Volevo scrivere un piccolo catechismo per bambini. Non ci sono riuscito.
Mi è venuta un'esposizione breve della fede cattolica.
La dedico ai semplici fedeli, sperando di non essere troppo complicato.
I seplici possono essere tornitori, cassiere, professori universitari, pensionati, ecc...
Capita di aver dimenticato le nozioni più elemntari del catechismo della Prima Comunione.
Buona lettura.
Dose: una pagina al dì; riflettere un poco dopo l'uso.

A.M., V.

Como 2003

**************

LA FEDE

Perchè ci interessa la religione?

Spesso ci si interessa di religione perchè la si è ricevuta come insegnamento e come pratica nell'infanzia; perchè, in diverse forme, è fenomeno assai diffuso nell'umanità; perchè è componente che offre criteri in vista di una società più ordinata e giusta; perchè personalmente si avverte l'esigenza di un rapporto con l'Assoluto.

Come si giunge alla fede cristiana?

Si giunge alla fede cristiana a partire da un desiderio del cuore che non si placa se non in Dio.
Le cose deludono! Alla fine deludono anche le persone.
Ci si impone di uscire dalla nostra solitudine e finitezza per comunicare con un Infinito personale che si fa prossimo fino a diventare uno di noi.
Solo così si risolvono i problemi fondamentali della vita: donde vengo? dove vado? perchè esisto? che cosa avverrà dopo la morte? ecc..

La fede è ragionevole?

Sì, la fede è ragionevole!
Essa poggia su argomenti di ragione filosofica raggiunti a fatica e non senza qualche errore (esistenza di Dio e qualche tratto del Suo Essere personale e della Sua azione creatrice, legge morale, spiritualità dell'anima, ecc...), e di indagine storica (fonti pagane, fonti giudaiche, fonti cristiane riferite a Gesù come i Vangeli, le Lettere di san Paolo, gli Atti degli Apostoli, ecc...).

Basta la ragione per concludere necessariamente alla fede?

No! La ragione pone le premesse al credere.
Tali premesse sono indispensabili perchè la fede sia un atto umano.
Lasciate alle sole sue forze, l'intelligenza introduce all'universo divino, ma fallisce al suo scopo ultimo e totale. Essa deve essere sostenuta da una volontà che si apra al vero e al bene, e soprattutto alla grazia.

Quale compito ha la volontà nel giungere alla fede?

La volontà non deve sostituirsi alla ragione. Non deve nemmeno ostacolare la ragione nel suo esercizio. Essa deve piuttosto sostenere la ricerca intellettiva: deve cioè lasciarsi condurre dalla verità e dalla bontà anche quando la verità e la bontà conducono là dove non si vorrebbe arrivare. Una simile lealtà non pregiudica e non predetermina nulla e si dispone anche a convertirsi, abbandonando disordini a cui si è particolarmente legati.

Perchè è indispensabile un aiuto particolare di Dio per giungere, o cercare, la fede?

E' necessario un aiuto particolare di Dio perchè la persona è chiamata ad aderire a verità e realtà che Dio vuole e dona di là dalla pura creazione.
Occorre cioè, una facoltà nuova offerta da Dio per capire e per accogliere ciò che Dio regala con gratuità incomparabile.

Perchè siamo chiamati a rispondere a Dio che si propone a noi con la conoscenza e l'amore?

Siamo chiamati a rispondere a Dio che si propone a noi perchè Dio stesso ha posto in noi la capacità e l'esigenza di conoscerLo e di amrLo oltre le forze della "natura", e per essere perfettamente noi stessi.
L'aspirazione a conoscere e ad amare Dio come Cristo che l'ha rivelato è anche nostra iniziativa, ma è innanzitutto esito di un intervento di Dio che, nello Spirito Santo, crea in noi il desiderio di poterLo colmare.

Il Dio amato in modo generoso che cosa opera nel credente?

Dio, attraverso il Signore Gesù + manda il Suo Spirito + perchè abiti e viva nell'uomo redento e perchè lo stesso Spirito conformi la persona a Cristo.
Così il credente condivide l'essere del Signore Gesù + - è figlio di Dio - e partecipa anche al suo agire: vede, giudica, contempla, progetta, spera, ecc... secondo la mentalità stessa di Cristo Signore +
La conoscenza di fede, poi, essendo orientata e sostenuta dall'amore, non termina alla formulazione e ai concetti; raggiunge piuttosto la realtà stessa di ciò che - di Chi - comprende.

A chi è concessa la grazia di credere?

La grazia di credere con una fede veramente soprannaturale è offerta da Dio a tutti gli uomini almeno prima del termine della vita.
Infatti Egli vuole che tutti siano salvi e che giungano alla pienezza della verità.
Tale grazia si distingue secondo le diverse situazioni religiose:
- pienezza nel Cattolicesimo;
- parzialità graduale nelle chiese (separate dalla Chiesa Cattolica) e comunità cristiane (separate dalla Riforma Protestante), ecc...
La salvezza, tuttavia, avviene in gradi diversi secondo l'intensità della libera risposta umana.

La fede richiede la libertà umana per essere accolta?

Sì! La fede richiede la libertà umana per essere accolta: essa, infatti, è dono di Dio che non si impone, ma sempre si propone all'uomo. L'uomo può accoglierla e così partecipare in certo modo alla vita divina, oppure rifiutarla...

(continua....)


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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 Essenza del Cristianesimo


In che cosa consiste il Cristianesimo?

Il Cristianesimo non consiste soltanto in un complesso di riti, in una serie di imperativi morali, in un insieme di affermazioni teoriche.
Il Cristianesimo è innanzitutto un avvenimento, un evento, o meglio ancora, una Persona: sì, è il Signore Gesù Cristo + Verbo di Dio Incarnato, fatto uomo, vissuto in mezzo a noi, morto e risorto, e vivente ed anche regnante in mezzo a noi nella Chiesa attraverso i Sacramenti, in modo speciale la Confessione e l'Eucarestia.

Qual'è il centro del disegno di Dio?

Dio ha creato l'uomo, maschio e femmina li creò, e il cosmo avendo il Signore Gesù + come causa,  come modello e come fine dell'umanità e dell'universo.

Come Dio si è svelato e si è donato a noi?

Dio si è svelato e donato a noi nella creazione.
Non solo: Dio si è svelato e donato a noi, ogni oltre attesa dell'uomo, nel mistero della sua propria vita intima con noi.
Ciò avvenne lungo tutta la storia umana e l'Antica Alleanza (Vecchio Testamento), fino alla "pienezza del tempo" quando il Verbo si fece Carne per mezzo della Vergine Maria, ad opera dello Spirito Santo, patì, morì e davvero risorse inviando lo Spirito Santo.
Con tale Incarnazione redentiva Dio ci ha dato davvero tutto e ci ha detto tutto!

Chi ci propone la verità da credere e la grazia da vivere?

La Chiesa, una, santa, Cattolica ed Aposotlica (formulazione del Credo che recitiamo alla Messa), ci propone le verità da credere, vale a dire che questa verità è consegnata a tutto il "Popolo santo di Dio" che a sua volta è chiamato, mandato, a trasmetterla, attraverso molti ruoli e diversi servizi.
La Chiesa medita le Scritture sotto la guida incessante dello Spirito Santo ed alla luce della Tradizione lungamente acquisita, una tradizione vivente studiata dai teologi ed interpretata definitivamente da ciò che chiamiamo e riconosciamo quale "Magistero Ecclesiale" o Magistero del Pontefice.
Tale Magistero viene esercitato dal Papa con - almeno implicitamente - i Vescovi uniti a lui.
L'insegnamento ecclesiale può raggiungere all'autorevolezza dell'infallibilità, e cioè alla certezza dell'assenza di errori quando appunto tratta argomenti specifici che definiamo "dottrinali" e sono dunque materia di fede per condurre una vita corretta e santa.
La Chiesa, ancora, ci offre a nome di Cristo Signore presente in lei, lo Spirito Santo che conforma noi al Signore Gesù, tuttavia per giungere a questa completezza è necessario da parte del fedele esercitare la virtù dell'obbedienza alla sana Dottrina, l'amore, la carità per questo insegnamento, la fedeltà e la fiducia alla Chiesa che ha ricevuto il mandato di insegnare.

Dove troviamo la pienezza della rivelazione e della grazia?

Troviamo la pienezza della Rivelazione e della grazia solamente nella Chiesa Cattolica, dove ci sono donati pure i mezzi per raggiungere la verità e la vita divina.
Aspetti e mezzi di salvezza, seppur in modo parziale ed incompleto, sono presenti anche nelle Chiese locali ortodosse le quali professano i Sette Sacramenti e credono nella Presenza reale di Gesù nell'Eucarestia durante la Messa, ma non credendo nel Primato Petrino, essi si sono posti in modo parziale e dunque non vi è piena comunione e non possiamo celebrare insieme l'Eucarestia.
Qualche cosa vi è pure nelle comunità cristiane di radice protestante, nel Battesimo se formulato con la stessa formula della Chiesa e con le stesse intenzioni e nel riconoscimento della Santissima Trinità e delle Sacre Scritture, tuttavia a causa del loro persistere in molti errori non solo non vi è piena comunione, ma spesso viene inificiata la grazia e gli errori persistono aggiungendosene di nuovi come l'errore di voler ordinare le donne al Ministero del Sacerdozio che spetta solo agli uomini, o come il matrimonio omosessuale, il favorire divorzi e perfino giustificando l'aborto...
In Israele permane l'attesa del Messia che non viene da loro riconosciuto in Cristo Gesù + e che pure invocano, il Messia, come redentore.
Nell'Islam si ha un monoteismo complesso che con non poca difficoltà conduce al Dio cristiano, la morale contenuta nel Corano rimane limitata entro i confini di una imitazione dell'Antico Testamento spesso, peraltro, travisato e condotto a severi estremismi.
Infine anche nelle altre religioni sparse nel mondo per cultura e tradizioni locali, lo Spirito Santo ha disseminato senza dubbio i Suoi Doni seppur in modo parziale, diremo "strumenti parziali di salvezza" seppur contengono molti errori di fede e morale perchè inquinati spesse volte dal fondamentalismo culturale in cui sono nati e cresciuti e sempre in attesa di ricevere, quindi, la pienezza della Rivelazione che è Cristo Signore + infatti, il Salvatore dell'umanità è unico, uno solo è Gesù Cristo + così come unica è la Chiesa in cui Cristo vive e agisce.
Ogni forma religiosa seppur limitata, parziale e con errore, e che spinge in qualche modo la persona verso la ricerca di Dio, tende per sua natura alla pienezza in Cristo Gesù il quale ha detto "Nessuno va al Padre se non per mezzo di me" e di conseguenza mediante la Chiesa Cattolica attraverso la quale Cristo stesso regna!


(continua...)



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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 DIO



Che cosa significa che Dio è Uno e Trino?

Significa che Dio è uno nella sua Natura.
D'allatra parte, nell'unica Natura esistono Tre Persone in quanto si rapportano tra di loro:
- il Padre genera il Figlio come la Parola sussistente;
- il Padre e il Figlio spirano lo Spirito Santo quale reciproco Amore ancora sussistente.
Il mistero della Santissima Trinità è certamente altro da ciò che noi siamo e tuttavia, esso si apre (Rivelazione) per includere nella sua vita noi e il cosmo intero.
Questo mistero non è solo teoria, ma è una realtà certissima e concretissima, esso non si chiude in sè in un elaborato filosofico, ma esce dalla teoria (Antico Testamento) quando il Verbo si Incarna, diventando Carne e Uomo in Gesù di Nazareth, esprimendo concretamente così la Seconda PERSONA, Gesù ci comunica la Terza Persona che è lo Spirito Santo il quale vive ed opera nella Chiesa.
Tale mistero non è dunque teorico, ma abita, vive e si concretizza nel credente il quale viene santificato.
Le capacità umane di conoscenza e di amore possono giungere, non senza sforzo e non senza, purtroppo, lacune ed errori, all'intuizione di un Dio personale a partire dall'intimo della persona che lo cerca e dal cosmo stesso, dalla Natura che attende da Dio la sua liberazione (cfr. san Paolo).
Tuttavia è solo con la Rivelazione e la Fede soprannaturale che ci è dato di conoscere  questo Dio e di lasciarci includere nella vita Trinitaria: l'unica via di accesso è Gesù Cristo della cui testimonianza facciamo nostre le due forme di fede molto interessanti:
- santa Elisabetta la quale riconosce in Maria la "Madre del mio Signore" (Lc.1,36);
- san Tommaso il quale, dopo la Risurrezione, mettendo il dito nel costato di Gesù Risorto, esclama: "Mio Signore e mio Dio!" (Gv. 20,24-29 )


Che cosa significa che Dio è Creatore?

Significa che Dio Padre, per mezzo del Figlio, fa esistere liberamente dal nulla tutte le cose, quelle visibili e quelle invisibili, le sostiene nell'essere e le guida perchè, sotto l'azione dello Spirito Santo, siano "ricapitolate" in Cristo Re +
Questa perfezione costituisce l'unica autentica felicità delle creature e la lode che ne scaturisce al Dio nostro, Creatore.
Già una conoscenza umana, non senza fatica e non senza errori, può certamente giungere, limitatamente, al Dio Creatore tuttavia, in questo caso però (ed è il caso della "altre religioni" non cristiane), la creazione viene vissuta in modo incompleto perchè posto al di fuori del suo rapporto con lo Spirito Santo e spesso privato anche del Signore Gesù il quale, invece, da significato a tutte le cose!
Per taluni questo basterebbe per l'adesione a Dio, ma è un grande sbaglio! La via ordinaria che Dio ha scelto è infatti quella del Figlio che si esplica in quel: con Cristo, per Cristo ed in Cristo, il quale è l'unica Via, Verità e Vita per giungere pienamente al Padre. Esistono poi vie "straordinarie" che il Signore usa personalmente, ma questo non inificia la via ordinaria che da ogni uomo deve essere percorsa per giungere alla conoscenza del vero Creatore.
La scienza stessa ha legittimo spazio  di ricerca in questo campo:
essa, quando afferma il vero, non può mai essere in contrasto nè con la fede nè con la filosofia cristiana. Essa studia il "come" e non il "che cosa" e il perchè della Creazione. Quando la scienza invece impone di rinnegare le "cose invisibili" solo perchè non sa trovare quel "perchè della creazione", non porta le prove dell'inesistenza di Dio, ma irragionevolmente impone all'uomo la sua limitata visione delle "cose" assoggettandole esclusivamente alla propria opinione.

Chi sono le raltà invisibili create da Dio?

Le realtà "invisibili" create da Dio sono gli Angeli!
Essi sono stati fatti esistere prima del mondo sensibile. Sono esseri personali, intelligenti, liberi e puramente spirituali. Sono stati creati nella grazia di Cristo!
Il loro compito è di servire Dio glorificandolo, e di aiutare gli uomini a salvarsi nel Signore Gesù.
Così afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica:

336 – Dall’infanzia fino all’ora della morte umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione.
Afferma S. Basilio di Cesarea: “Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita”.
Fin da quaggiù la vita cristiana partecipa, nelle fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti a Dio.


331 – Cristo è il centro del mondo angelico. Essi sono “i suoi angeli”: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli…” (Mt 25, 31). Sono suoi perché creati per mezzo di Lui e in vista di Lui: “Poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1, 16).
Sono suoi ancor più perché li ha fatti messaggeri del suo disegno di salvezza: “Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?” (Eb 1, 14).

La Tradizione magisteriale della Chiesa distingue vari ordini tra gli Angeli:
nel Nuovo Testamento il termine "arcangelo" è attribuito a Michele. Solo in seguito venne esteso a Gabriele e Raffaele, gli unici tre arcangeli riconosciuti dalla Chiesa, il cui nome è documentato nella Bibbia. San Michele, "chi come Dio?", è capo supremo dell'esercito celeste, degli angeli fedeli a Dio. Antico patrono della Sinagoga oggi è patrono della Chiesa Universale, che lo ha considerato sempre di aiuto nella lotta contro le forze del male. san Gabriale Arcangelo è colui che porta l'annuncio di Dio e guida il fedele, san Raffaele è considerato la "medicina di Dio".
Oggi ci sono due correnti estremiste a riguardo di una errata angelologia:
- da una parte ci sono in aumento gli scettici;
- dall'altra ci sono forme di credenza che travalica i confini dell'ortodossia ed introduce una angelologia eretica e spesso associata a forme estranee alla Chiesa di stampo New-Age.

Chi sono i Demoni?

I Demoni sono angeli creati da Dio che all'inizio erano buoni e viventi nella grazia di Cristo.
Essendo come per tutti creati con la libertà, essi liberamente, guidati da Lucifero=Satana, si ribellarono a Dio e poichè Dio, essendo Bontà infinita, non elimina nulla di ciò che ha creato e che era buono, essi sono caduti nella dannazione eterna non certo creata da Dio ma generata dalla loro disobbedienza.
Nella loro malizia influiscono negativamente sul mondo, Gesù infatti ci dice che Satana è il principe di questo mondo, anche sull'uomo, tentando di ostacolare, per invidia, l'attuarsi del progetto di Dio della Redenzione.
Tuttavia il loro potere è sotto il dominio di Dio!
Essi non possono togliere all'uomo la capacità di comprendere e di agire liberamente.
I Demoni per tanto non sono, come taluni erroneamente pensano, una "personalizzazione" della cattiveria dell'uomo o del male in generale, quasi fossero una sua emanazione, essi sono angeli decaduti che pur potendo influire sulle decisioni degli uomini quando questi per assenza di una vita di preghiera si pongono verso il male e a compierlo, non possono mai diventarne una loro emanazione, la decisione di interrompere un rapporto di convivenza con il male spetta sempre e liberamente all'Uomo quanto più maggiormente egli vive della grazia.
La loro spontanea decisione contro Dio è stata singolarmente lucida e liberamente scelta, così da giustificare l'esperienza della disperazione(=senza Dio) senza fine, l'inferno eterno!
I Demoni condizionano negativamente l'uomo che, privato di una vita sacramentale, si lascia sedurre, così come l'Uomo che si lascia invece condizionare dagli Angeli buoni, come la devozione per esempio all'Angelo Custode o a san Michele Arcangelo, suscita nell'uomo sentimenti divini, preservandolo da una vita di disperazione!
L'influsso dei Demoni può essere così pericoloso che può arrivare alla possessione da cui si può essere liberati solo attraverso l'esorcismo esercitato da un sacerdote inviato dal Vescovo o dal Vescovo medesimo.
Ma è importante ricordare che l'esito conclusivo della lotta di Dio con Satana è la vittoria già avvenuta di nostro Signore Gesù Cristo + il quale morendo e risorgendo per noi e per la nostra salvezza, ha già deciso le sue sorti e per questo ci invita costantemente a conoscere e ricevere i Sacramenti della grazia!

Chi è l'uomo creato da Dio?

Nel divenire dell'Universo, Dio crea l'Uomo, maschio e femmina li creò, persona appartenente al mondo materiale ma anche al mondo spirituale che Dio Dio ha reso partecipe.
L'Uomo, soggetto intelligente(=ragionevole) e libero, fin dall'inizio in nome di Cristo venuto è reso partecipe della grazia  divina, ossia "suo erede", è chiamato a custodire e a dominare il cosmo, a formare una perfetta fraternità umana e a recare a compimento il Regno di Dio.
Anche in una prospettiva soltanto umana si può giungere a intiure che l'uomo, unità di anima e corpo, è esito di un avvenimento, di un intervento di Dio che fa esistere il principio spirituale ed immortale.
E' così che apprendiamo che alla luce della Rivelazione(=Incarnazione del Verbo) la fede considera l'uomo quale immagine e somiglianza di Dio in quanto creato per mezzo di Cristo, sul modello di Cristo e avente per fine Cristo morto e risorto e l'eredità che questo comporta.
Nell'Incarnazione Dio ha assunto in sè la nostra umanità purificandola e divinizzandola infatti, nel farsi Uomo Dio ha dato a noi il potere di diventare eredi se, naturalmente, accetteremo le Sue condizioni!
Il racconto biblico della Creazione dell'uomo non contrasta minimamente per principio con la teoria scientifica dell'evoluzionismo, purchè si ammetta che non si tratta di un passaggio da una specie ad un'altra per la qual cosa per altro non esistono neppure prove scientifiche e che neppure Darwin teorizzava come erroneamente gli si attribuisce!
Piuttosto si ammetta e si riconosca che tale evoluzione è reale, spiegandone la dinamica che parte dalla diffusione, semmai, universale del Peccato Originale e di conseguenza della chiamata di tutti alla salvezza, alla redenzione.
Dal momento infatti che la fede non nega la ragione, come abbiamo spiegato precedentemente, e che l'uomo è dotato di ragione, ne consegue che esiste nella vita dell'uomo una evoluzione della ragione stessa, della sua stessa intelligenza, la quale non si confronta esclusivamente per le invenzioni, la letteratura, le scienze e le arti, ma principalmente anche per la sua conoscenza ed adesione a Dio!

Quale significato ebbe il Peccato compiuto dai primi uomini, o da Adamo ed Eva?

Tentati da Satana, istigatore, Adamo ed Eva si ribellarono a Dio volendo essi stessi stabilire ciò che fosse un bene da ciò che fosse stato un male, è per questo che la Chiesa parla del primo peccato chiamandolo: SUPERBIA!
Essi si privarono della vita divina dopo aver liberamente dubitato di ciò che Dio aveva loro comandato di fare o non fare, in questa scelta condizionarono non solo se stessi ma anche i discendenti, cioè noi, dal momento che questo liberamente voluto ci privò della grazia divina.
Dio, però, infinitamente Buono e giusto, non lasciò l'umanità nella sua condizione di colpa: se l'uomo liberamente aveva scelto di disobbedire a Dio, altrettanto liberamente avrebbe potuto ritrovarLo, ma sapeva anche che da solo non ce l'avrebbe mai fatta e che sarebbe servito "Qualcuno" più potente di Satana, così Egli offrì nuovamente la speranza della salvezza mediante la promessa della venuta del Signore Gesù Cristo +
Il racconto della Genesi, che è verità rivelata, va anche interpretato nei suoi tratti sia simbolici quanto storici nei suoi elementi di fondo.
La tentazione di Satana spiega letteralmente la gravità dell'influenza diabolica e quindi anche di questo primo peccato che allontanò l'Uomo da Dio.
Tale peccato commesso da Adamo ed Eva, include la perversa vontà(=libero arbitrio) di non accettare le richieste di Dio le quali sono prettamente collegate con il destino e la vera felicità di ogni Uomo.
La trasmissione della colpa Originale a tutta l'umanità è dovuta al fatto che Adamo ed Eva avevano in consegna la natura umana in tutta completezza, di conseguenza tale Colpa fu trasmessa a tutti noi tranne che per Maria, la Madre di Dio, la quale per i meriti stessi del Suo divin Figlio Gesù, venne preservata, ossia, salvata già nel concepimento per una scelta personale di Dio.
Riguardo a noi solo mediante il Battesimo in Cristo Gesù e con tutto ciò che questo comporta nella vita del Cristiano, tale colpa viene rimossa, dispiegando la gratuità di Dio che andando incontro all'uomo, ancora una volta, instaura non solo più la Sua amicizia, ma regalandoci la Sua eredità.

Quali conseguenze ebbe il Peccato Originale?

Con questo Peccato di superbia, Adamo ed Eva, persero la vita divina e furono vulnerati anche nello loro capacità naturali!
Questa condizione che si trasmise all'Umanità intera e perfino alla Natura, non include ovviamente una responsabilità "soggettiva", ma è tuttavia una somiglianza con la colpa personale essendo stata una libera scelta dei nostri progenitori, tale Peccato dipende infatti da loro ma che per stessa natura riguarda a noi tutti che ne discendiamo rimanendone, diremo, contagiati a tal punto da non saper far più fronte, da noi stessi, di attuare la "legge naturale": da quel momento le loro tendenze furono disordinate e liberamente attratte verso il male tanto da disseminarle, parteciparle alla loro discendenza.
Non solo: ratificano il colpe personali la loro fragilità e creano strutture comunitarie di peccato che formano il peccato del mondo, dilagandolo.
Davanti al rifiuto dell'amicizia con Dio, Egli però promette un Salvatore che, quale "Nuovo Adamo", ricostituirà l'umanità in una nuova condizione persino più alta di quella primitiva.
La grazia e la gloria furono così concesse agli uomini a partire, seguendo la Rivleazione di Dio, dal Popolo d'Israele da Lui scelto e costituito, ed anche a tutti coloro che vissero prima e al di fuori dell'Antica Alleanza, sia pure in modi e forme diverse perchè è nel potere di Cristo "ricapitolare tutte le cose", ciò avvenne infatti in nome di Cristo e in vista di Lui!
Al di là, dunque, della dottrina letterale e canonica che è sempre bene dispiegare con la massima carità, è importante insistere sul Signore Gesù che si offrì Redentore di tutti e che Dio vuole che tutti si salvino, se qualcuno si danna, la colpa non è di Dio, ma lo fa per libera scelta!
A riguardo dei Bambini che muoiono sena il Battesimo, la Chiesa pur manifestando una dottrina limpida a riguardo che chiamiamo Limbo, esorta sempre a sperare nella loro beatitudine, attraverso modi straordinari che Egli non ci ha rivelato. L'atteggiamento migliore in questi casi, è di rafforzare l'evangelizzazione ed esortare i genitori a battezzare i propri figli appena nascono perchè questa è la via ordinaria scelta, insegnata da Gesù e trasmessa dalla Chiesa, ricade sulle proprie coscienze il rifiuto di battezzare i bambini solo perchè non si è d'accordo con la Chiesa e se, ancor più gravemente, si potesse credere che Dio salva lo stesso, questo sarebbe ancora una volta quel Peccato Originale che è la superbia!


(continua....)



Fraternamente CaterinaLD

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(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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 Gesù Cristo 




Chi è Gesù Cristo?

Gesù Cristo è il Verbo di Dio Incarnato. Incarnato nel seno della Vergine Maria senza concorso d'uomo e con la potenza dello Spirito Santo, Terza Persona della Santissima Trinità.
Egli è vero Dio e vero uomo. La sua natura umana-anima, intelligenza, volontà, sensibilità, corporeità - è ASSUNTA dalla Persona Divina che mediante l'Incarnazione è vero ed unico Figlio di Dio.
Il fatto dell'Incarnazione è circoscritto nel tempo, "pienezza del tempo" come dirà san Paolo, e nello spazio: duemila anni fa a Nazareth (l'Annunciazione a Maria) e a Betlemme (la nascita);
passione e morte, con la reale Risurrezione a Gerusalemme.
Nel mentre si possono sondare i dati storici relativi a questo e ad altri eventi al Cristo, tale fatto supera ogni tempo poichè ogni evento a Lui collegato ha significato e valore SALVIFICO per l'intera storia umana e per ogni persona.
Il Signore Gesù è il centro della vicenda umana e dell'intero cosmo.
E' l'atteso di tutte le genti e perfino dell'universo.
E' il modello dell'Uomo e di uno stile di vita indiscutibile per il mondo e per ogni società umana.
E' la misura dell'autentico umanesimo.
E' il motivo di salvezza e di grazia in quanto è con noi, realmente presente, e ritornerà visibilmente alla fine dei tempi.
E' solo in Lui che l'uomo può conoscere e può realizzare pienamente se stesso nella chiamata alla santità.
Solo in Lui si anticipa, si spera e si opera in vista di un Regno di giustizia, il Suo Regno!

Quale significato hanno i misteri della vita di Cristo?

Si chiamano "misteri" quei fatti che caratterizzano la vita del Signore Gesù +
Questi Misteri li troviamo magnificamente espressi anche nella meditazione del Rosario, ne citiamo alcuni:
- dall'Annunciazione, alla sua Nascita, il Santo Natale, l'Epifania con la Sua Manifestazione, dalla vita "nascosta" della Sua Infanzia, arriviamo alla Sua vita pubblica con il Battesimo, le tentazioni, la predicazione, l'Istituzione del Sacerdozio e dell'Eucarestia, la chiamata dei Dodici e il ruolo a Pietro nel governare la sua Chiesa con il dono e il peso delle Chiavi... e poi la Sua Morte di Croce con la Passione, fino alla Risurrezione e la testimonianza di quanti lo videro e parlarono con Lui.
In tutti questi avvenimenti il Signore Gesù non ne fa un fatto puramente storico, ma traccia UN MODELLO DI VITA CRISTIANA, il Suo, Egli cerca seguaci, discepoli non per narrare degli episodi storici come si narrano delle favole, ma perchè siano SUOI IMITATORI e a chi lo segue dona la forza, la grazia, la capacità di compiere miracoli, promette non semplicemente la Sua assistenza, ma LA SUA PRESENZA costante ed invia il Suo Spirito, lo Spirito Santo.
I credenti, memmbra effettive della Chiesa, Suo Corpo Mistico, meditando questi misteri e vivendoli soprattutto nella Liturgia e nei sette Sacramenti, si conformano sempre più a Cristo fino a poter dire con san Paolo: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me".

Perchè il Verbo di Dio si è incarnato?

Il Verbo di Dio si è Incarnato per poter vivere, soffrire, morire e risorgere come il "PRIMO" tra noi, divenuti suoi fratelli mediante il Battesimo, e come l'inizio dell'universo rinnovato.
A causa del Peccato Originale era necessario che un Uomo, perfetto e senza peccato, ci potesse riscattare dalla schiavitù del Peccato, pertanto solo il Verbo Perfetto del Padre avrebbe potuto assolvere un così grande compito.
Nell'Incarnazione, questo Verbo diventato vero Uomo, con il Suo libero Sacrificio perfetto della Sua vita, ha obbedito e dato lode suprema al Padre, salvando l'intera umanità e riparando l'Universo intero.
Era necessario che il Verbo s'incarnasse per far si che Dio stesso potesse condividere la nostra miseria e il nostro dolore, e portare così a compimento la nostra aspirazione alla vera felicità!
Lo stile di Dio, che è Bene assoluto ed eterna felicità, è proprio quello di partecipare alle conseguenze del peccato e dell'umanità (da Lui Creata nel Bene) ferita, per potercene liberare!
Nell'esperienza stessa dei Padri della Chiesa, a ben ragione si dice che il Figlio di Dio, incarnandosi in Gesù di Nazareth, si è unito davvero ad ogni uomo e ha posto nell'universo i germi dei "cieli nuovi e della terra nuova" e che Egli stesso ci fa indicare quale "suo regno", il Suo Regno che non avrà mai fine (cfr. sant'Agostino).

In che cosa consiste la Passione, Morte, Risurrezione ed Ascensione di Gesù ?

L'Incarnazione del Verbo segnò l'inizio della salvezza.
Con la libertà suprema Gesù "si consegnò" alla Passione e sostenne la sua morte adeguandosi alla volontà del Padre, sperimentando in tal modo la sorte riservata all'umanità PECCATRICE.
E' soprattutto per questi passaggi che noi dovremmo provare per Gesù una immensa gioia ed affetto. In nessuna religione che tal si dica vi è un Dio che si incarna per sperimentare su se stesso la dolorosa esperienza di un uomo, i suoi travagli, la morte.... Nessuna divinità troveremo altrove, che abbia donato la sua Carne e il suo Sangue per redimerci, per darci consolazione, per rafforzare in noi la volontà al vero Bene e la resistenza di una speranza senza fine...

La morte di Gesù, però, non concluse la vicenda di Cristo. Questo "passaggio" tremendo e doloroso può essere compreso solo e accettato alla luce della Pasqua e all'Ascensione al Cielo.
Gesù morendo distrusse la morte rendendola un passaggio, ma non tolse all'uomo la fatica di guadagnarsi questa sconfitta. Il nostro compito è quello di accogliere la GRATUITA' della salvezza in Cristo Crocefisso, accogliere quel Sangue versato e quel Corpo donato e unirci alla Sua battaglia contro il Peccato.

La Risurrezione e l'esaltazione di Gesù non si limitano a far ritornare in vita un morto....
Cristo sconfigge la Morte, scende negli inferi per liberare le Anime che prima dell'Incarnazione, pur non avendo conosciuto Gesù Redentore, nutrirono e conservarono in vita la SPERANZA di tale salvezza.
Gesù entra nella Gloria del Padre, il Suo Corpo Risorto è trasformato, siede alla destra del Padre per attirare a sè l'umanità decaduta e ricrea l'Universo intero nella concezione della Redenzione.
Il Crocifisso che contempliamo, portiamo, adoriamo e vogliamo difendere contro coloro che vorrebbero toglierlo dalla visibilità pubblica, non può essere pensato, accolto, pregato ed adorato se non alla luce del Risorto, asceso alla gloria del Padre e VIVENTE in mezzo a noi mediante la santa Eucarestia e tutti i Sacramenti.
E' attraverso questa gloria che Egli guida e protegge la Sua Chiesa e suscita missionari e discepoli per portare a compimento l'opera della Redenzione che attende il "fiat" da ogni Uomo, in ogni tempo, fino al Suo ritorno.

Come e perchè Cristo salva l'Uomo e l'Universo?

E' importante comprendere subito che Cristo Gesù non si sostituisce all'Uomo, Egli si UNISCE a noi!
Cristo nella sua passione e morte non riscatta l'uomo e l'universo pagando un presunto debito a Satana!
Non si sostituisce a noi per liberare dal peccato quasi che gli rimarremmo come degli estranei!
Risorto e salito al Cielo, DIVIENE CAUSA, MODELLO E FINE della nostra salvezza poichè il Padre ci ha pensati, voluti e creati per Lui, con Lui ed in Lui.
Ci dona lo Spirito Santo perchè viviamo nella grazia che troviamo nella Chiesa per vivere nel mondo, e nella beatitudine eterna oltre la Chiesa.
Gesù ci ha dato le armi spirituali per combattere ora la "nostra" battaglia; Lui gratuitamente ci ha aperto la strada, ci ha facilitato il compito, ci ha inondato di grazie e virtù, e si è unito a noi in questa battaglia che Lui ha già vinto.

L'Uomo, l'Universo intero, sono già redenti, tuttavia è indispensabile che singolarmente ogni Uomo accetti e accolga questa Redenzione!
E' come sapere di possedere un immenso tesoro in una banca, per poterlo ritirare è necessario predisporsi a riceverlo, recarsi sul posto, impegnarsi nel firmare la propria identità per dimostrare che quel tesoro gli appartiene. Quale persona rifiuterebbe di ritirare un tal tesoro se fosse a conoscenza di possederlo?




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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3/2/2011 1:02 AM
 
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Lo Spirito Santo

Chi è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo è l'Amore sussistente del Padre e del Figlio + terza Persona della Santissima Trinità, che dà la vita e che con il Padre e il Figlio + è adorato e glorificato.
Egli ci è inviato da Gesù Cristo + che l'ha meritato per noi nella Sua Morte e ce lo manda attraverso la Risurrezione e l'Ascensione, quando è stato costutito "Signore".
Lo Spirito Santo è effuso lungo l'intera storia Umana e dell'Universo intero, in nome di Cristo venturo e in nome di Cristo venuto.
La Sua azione non va mai confusa quasi fosse una specie di "energia", non a caso nella Bibbia stessa Egli è identificato sotto forma di Colomba, oppure come "lingue di fuoco", ciò significa una azione diretta, una medesima volontà comune al Padre e al Figlio + con la quale accompagna ed influisce sull'intera umanità e sull'universo dalla creazione alla Chiesa e fino al ritorno del Redentore.

Come lo Spirito Santo raggiunge ogni Uomo, e come agisce nell'Universo?

Lo Spirito Santo raggiunge ogni Uomo e agisce nell'Universo per vie e in modi che Dio solo conosce, di cui alcuni modi ci è dato di conoscere, altri no.
Egli agisce innanzi tutto per vie dette "ordinarie" e che noi conosciamo attraverso le Sacre Scritture magistralmente interpretate dalla Chiesa, agisce quindi, con Cristo +, attraverso i Sette Sacramenti infondendo la Grazia attraverso la quale l'Uomo è capace di elevarsi e di perfezionarsi, ossia di santificarsi; agisce pertanto attraverso la Chiesa, non solo la guida e la protegge con Cristo, in Cristo e per Cristo + ma attraverso la Chiesa Egli s'irradia nel mondo, specialmente attraverso la Santa Messa.
Poi ci sono le vie così dette "straordinarie", ossia, anche al di fuori delle mediazioni sopra riportate e stabilite da Cristo, lo Spirito Santo può suscitare azioni necessarie ai Progetti di Dio stesso e che solo Lui conosce.
In modo parziale Egli è presente anche nei non cattolici che tuttavia non smettono di cercare, con cuore sincero, la verità, tale via "straordinaria" , nonostante le mediazioni contengano limiti ed errori non certo per colpa dello Spirito Santo o di Dio medesimo, quanto piuttosto per l'Uomo il quale viene appunto interessato da Dio attraverso queste azioni "straordinarie" affinchè possa giungere alla verità tutta intera, a Cristo +.
Questa pienezza della Conoscenza dipenderà poi molto dall'Uomo, dalla sua volontà e dal suo libero arbitrio di seguire o meno Colui che la rivela: Gesù Cristo, Signore +.
Nella Chiesa Cattolica, tale azione è presente e lo Spirito Santo agisce in modo oggettivamente perfetto.


Se prego il Padre o prego il Figlio, come devo pregare lo Spirito Santo?

Nel Credo diciamo: "e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato".
Quando Preghiamo noi entriamo in comunione con la Santissima Trinità, a partire dal segno della Croce nessuna delle tre Persone è mai esclusa perchè abbiamo un solo Dio e lo Spirito Santo non è un dio a parte nè una divinità venutasi a formare "dopo...".
Senza alcun dubbio non è una insufficienza il fatto che, parlando di Dio, e delle tre Persone, parliamo di Mistero, perchè la Santissima Trinità è e rimane un Mistero attraverso il quale, tuttavia, la Chiesa ha saputo insegnare quella identità che l'Uomo, nei suoi limiti e nei suoi sforzi, può umanamente arrivare a comprendere.
Le stesse opere di carità che compiamo nel Nome di Cristo sono suscitate dallo Spirito Santo, così la stessa conversione e la confessione che facciamo è suggerita da Lui, così come l'approfondimento di un argomento teologico, se correttamente inteso giacchè lo Spirito Santo guida la Chiesa, è suggerito da Lui per il quale Gesù dice:  ...Dirà tutto quello che avrà udito (Gv.16,13)..."Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa..." (Gv. 14,26)... "Lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili...  intercede per noi secondo Iddio" (Rm. 8,26-27)...."Saranno tutti ammaestrati da Dio" (Gv. 6,45), e Davide dice che Dio "insegnerà ai mansueti la sua via" (Sal. 25,9).

Lo Spirito Santo quindi insegna come Dio perchè una sola è la volontà come una sola è la Natura divina che unisce le tre Persone, e quando noi preghiamo Dio, invochiamo insieme anche lo Spirito Santo perchè senza di Lui sarebbe impossibile ogni comprensione.
E lo troviamo, infatti, espressamente nel Cenacolo, nel giorno della Pentecoste, irrompere "come un rombo di tuono" (che secondo la simbologia biblica è la voce di Dio in molti casi) fermandosi sugli Apostoli "facendosi vedere" con "lingue di fuoco" e attraverso un cambiamento repentino degli Apostoli in grado, all'improvviso, di comprendere tutte le lingue.
Nel mentre ci rivolgiamo a Cristo, a Dio Padre, lo Spirito Santo agisce "suggerendoci" cosa sia meglio dire:
"E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati" (Atti 13,2)..." non contristate lo Spirito Santo di Dio.." (Ef. 4,30); "Ma essi furono ribelli, contristarono il suo Spirito Santo" (Is. 63,10).
Si possono commettere anche dei "Peccati contro lo Spirito Santo": "Voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi" (Atti 7,51).... "Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore?" (Atti 5,9).....così come lo stesso Catechismo della Chiesa ha sempre insegnato i famosi Peccati contro lo Spirito Santo che sono sei:
impugnare la verità conosciuta; 
disperazione della salute;
presunzione di sal­varsi senza merito;
invidia della grazia altrui;
ostinazione nei peccati;
impenitenza finale.
«I peccati contro lo Spirito Santo sono dei piú gravi e funesti, perché con essi l’uomo si oppone ai doni spirituali della verità e della grazia, e perciò, anche potendolo, difficilmente si converte» (Catechismo n. 153), infatti Gesù stesso ammonisce:  
"Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.  A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro. "(Matteo 12,31-32).

(continua...)



Fraternamente CaterinaLD

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                              Chiesa Cattolica



L'ESSERE PROPRIO DELLA CHIESA CATTOLICA, L'UNICA CHIESA DI CRISTO


Chi ha voluto e attuato la Chiesa come strumento di salvezza?

Il Signore Gesù + ha preparato la Sua Chiesa fin dalla sua vita terrena: ha costituito il Corpo dei Dodici quali Apostoli e che saranno poi i Vescovi e i loro successori per occuparsi di "amministrare i Misteri di Dio" (1Cor.4), ha costituito i Discepoli, inviando così tutti a predicare e a battezzare "tutte le genti", ha dato loro il potere di rimettere i peccati, ecc....
Tutto questo il Signore ha voluto ed attuato partendo da un atto compiuto che è quello del Sacrificio della Croce per il quale la Chiesa può diffondere la salvezza, manifestando ai popoli il ruolo della Chiesa nella Pentecoste.
La Chiesa è senza dubbio una struttura visibile, ma non trasmetterebbe la verità cristiana e la vita divina, se non fosse il prolungamento dell'umanità di Cristo stesso, e animata incessantemente dallo Spirito Santo, per questo parliamo di Chiesa quale "Corpo di Cristo".
Il Signore Gesù, infatti, non è soltanto Colui che ha fondato la Chiesa, ma soprattutto Egli è il Soggetto vivo e vero; è Corpo, Anima e Divinità costantemente presente e sollecito nella Santissima Eucarestia; è vita, via e verità costante della Chiesa nel Suo Spirito; è espressione della Santissima Trinità e presenza del Padre "Chi ha visto me, ha visto anche il Padre" (Gv. 10 ); è Presenza divina nel Suo Vicario in terra, il Successore di Pietro: "Chi ascolta voi, ascolta me" (Lc.10,16 ).

Perchè della Chiesa si dice che è "mistero e sacramento" ?

Si dice che la Chiesa è "Mistero" perchè in Lei è presente e agisce il Signore Gesù morto e Risorto, Egli governa la Sua Chiesa soprattutto nella realtà delle Sue Parole che sono "Via, verità e vita", Egli è la Via; "Mistero" giacchè Gesù non dice "io dico la verità" ma afferma che "Io SONO la Verità" e questa Verità vive nella Chiesa e agisce per mezzo dello Spirito Santo.
Si dice anche che la Chiesa è "Sacramento" perchè in Essa si attua quel Sacrificio perfetto che è la Divina Eucarestia, inoltre Egli agisce attraverso i Sacerdoti per mezzo dei Sacramenti con i quali ogni persona viene raggiunta dalla grazia di Dio, ed anche, tali Sacramenti, sono i segni tangibili della Redenzione.
Ma possiamo utilizzare anche altre "immagini" per significare l'opera di Dio attraverso la Chiesa le quali sono: popolo di Dio, Sposa di Cristo, Madre, Corpo mistico, ecc....
I tratti più significativi della comunità Cristiana sono il suo essere mediazione e partecipazione con la vita, le opere e la testimonianza, alla vita stessa di Nostro Signore Gesù + per mezzo dello Spirito Santo.
Infine la Chiesa è al tempo stesso "salvante e santificante" per mezzo di Cristo + che in Lei abita ed opera: la Chiesa così santifica le comunità Cristiane attraverso la "confermazione di Pietro"
"Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;  ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc.22,31-34 ), conducendole, attraverso il Magistero, sulla via della perfezione e santificazione.

Che cosa significa che la Chiesa è comunione gerarchica?

La Chiesa è "comunione gerarchica" perchè, pur essendo tutti uniti nello Spirito Santo e nel compimento della Santa Eucarestia, alcuni suoi membri svolgono funzioni particolari in nome e nella Persona di Cristo + per esempio, appunto, il ruolo del Sommo Pontefice, il Papa, il quale ha il compito ricevuto dal Cristo di guida della Chiesa Cattolica=universale, in una unità, almeno implicita, con il collegio dei Vescovi che sono da lui investiti di autorità apostolica, ed inviati ad operare nel mondo.
Così è anche per i Presbiteri, i preti, i quali in dipendenza dal Vescovo e nella Chiesa locale=diocesi, predicano, amministrano i Sacramenti, ed applicano le leggi di Dio incanalate dalla Chiesa in ciò che chiamiamo "Dottrina Cattolica"; essi non possono agire "in nome proprio" e tutto ciò che fanno è a nome della Chiesa in funzione del mandato che hanno ricevuto.
Così è per i Diaconi i quali sono un aiuto ed un sostegno al Sacerdote, ma non lo sostituiscono, essi aiutano nel servizio all'Altare, leggono la Parola di Dio, esercitano la carità attraverso le strutture parrocchiali.
Questi ruoli non significano per principio una "maggiore santità", ma sono un servizio, un ruolo specifico a disposizione del Popolo di Dio, a disposizione del proprio Vescovo e dei Sacerdoti, i Vescovi stessi sono un sostegno ed un aiuto al ruolo del Pontefice, il Papa è il Vicario di Cristo, a sua volta è "il servo dei servi di Cristo".
Tale comunione gerarchica non è invenzione della Chiesa, questa struttura la troviamo già ben delineata nell'organizzazione avviata da Gesù quando scelse i Discepoli e gli Apostoli in modi distinti e con ruoli distinti, con i Dodici al suo seguito ed al quale venivano affidate mansioni specifiche, con san Paolo vediamo ancor più distinti i ruoli fra il diaconato, i presbiteri e i Vescovi, nonchè il ruolo dei laici, già tipico e attivo nelle prime Comunità cristiane delle Chiese locali.

Che cosa significa che la Chiesa è "Comunione dei Santi" ?

La Chiesa è detta "comunione dei Santi" perchè lo Spirito Santo unisce tutti coloro che vi appartengono e sono inseriti nel Signore Gesù alla cui Vita in Cielo partecipano.
I Membri di questa Comunione dei Santi non sono soltanto coloro che per varie virtù eccelse vivono nel tempo, ma sono anche coloro che già vivono nella Beatitudine eterna, e vi fanno parte perfino le Anime del Purgatorio che si stanno lasciando purificare e perfezionare da Dio per approdare anch'esse alla gloria senza limiti e senza fine.
Alcuni santi sono proclamati ufficialmente dalla Chiesa, ossia "canonizzati", questi ci sono dati da Dio come dono e indicati a noi quali modelli di perfezione e grandi intercessori per noi, ma moltissimi altri, che ci hanno preceduti nel segno della fede, sono già santi e molti di loro sono spesso anche citati dal Magistero della Chiesa seppur non canonizzati, e li possiamo, privatamente, invocare e seguirne gli esempi.

In quale senso la Chiesa è "una" ?

La Chiesa è UNA come uno solo è Dio, ed è una perchè tutti i fedeli dipendono dall'unica Parola, dall'unica Fede, dall'unica Dottrina che la Chiesa elargisce nel suo Magistero Pontificio, con il Papa, Ecclesiale, dei Vescovi in comunione con il Papa, il quale proviene dall'unica mediazione del Signore Gesù Cristo + che si esprime nei tanti Segni della Grazia come i Sacramenti, e promana da quell'unica autorità che è certezza e garanzia di una vera armonia in ogni comunità Cristiana sparsa nel mondo.
La Chiesa è UNA, perchè UNO solo è lo Spirito Santo che agisce e santifica.
Questa unità di UNA è ben articolata sia per i ministeri, sia per i carismi che rendono le comunità cristiane diversificate fra loro e tuttavia "una cosa sola" nell'Eucarestia, nel Culto a Dio, nei Sacramenti, nella Parola, nella Dottrina.
Tale unità infatti, non coincide con la soppressione delle originalità di funzioni e di fisionomie spirituali dei credenti (vedasi la nascita di formazioni di aggregazioni laicali e religiose come gli Istituti e le Congregazioni ), al contrario, i vari Carismi, la cui valutazione spetta alla gerarchia, sono autentici quando aiutano e non ostacolano l'unità della Chiesa, rammentando sempre che è la Chiesa che santifica e non giammai il contrario, per questo è necessario che le virtù dell'obbedienza e dell'umiltà siano costantemente esercitate da quanti desiderano verificare il proprio o i propri carismi, in quella unicità con e della Chiesa di Cristo, nell'unica Chiesa, in questo unico Corpo.

In quale senso la Chiesa è "santa" ?

La Chiesa è santa perchè ha in sè il Redentore vivente ed operante, è santa perchè in Lei agisce ed opera l'unico Spirito Santo che "procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti".
I Fedeli, sotto tale guida (grazia attuale), accolgono e vivono il medesimo Spirito (grazia increata) che li conferma al Signore Gesù (grazia creata) mediante, appunto, l'azione della Chiesa.
La grazia "attuale" consiste in una illuminazione ed azione che lo Spirito Santo concede all'uomo perchè questo si converta a Cristo Signore e cresca nella santità.
La grazia "increata" è lo stesso Spirito Santo che abita nel fedele per mezzo dei Sacramenti, dati dalla Chiesa, e lo innesta nel Signore Gesù.
La grazia "creata" è il credente stesso in quanto così trasformato dallo Spirito Santo a imitazione di Gesù, a sua volta opera ed agisce nel mondo attraverso il Magistero della Chiesa e nel rispetto della sua propria indole e carisma.
Questa partecipazione, quando è ben esercitata e vissuta, abilita il fedele a pensare, agire, perfino a giudicare ciò che è bene e ciò che è male, ad amare e a comportarsi come Cristo, ad esercitare ciò che definiamo "infallibilità della Chiesa" quando in questa il fedele vive nell'ortodossia, diversamente si definirebbe "apostasia" dando così origine agli scismi, all'eresia, alle divisioni. E questo sarebbe indice che non la Chiesa, ma il fedele, sarebbe incorso nell'apostasia, privandosi di questa santità attraverso un suo personale magistero non in comunione con la Chiesa.

In quale senso la Chiesa è Cattolica?

La Chiesa è Cattolica, ossia, Universale di fatto perchè così l'ha costituita il Suo Fondatore Gesù Cristo, e parzialmente perchè si è proposta ed è stata accolta da molti popoli e da varie culture sulla terra raggiungendo così "ogni confine della terra".
La Chiesa è Universale di diritto e di dovere perchè è Gesù Cristo che la orienta da sempre ad offrire lo Spirito Santo e il Cristianesimo, quale stile di vita, a tutte le genti e a tutte le civiltà della terra; ed è universale in virtù di quell'UNICO Sacrificio perfetto che Cristo fa ogni giorno di se al Padre, per mezzo dei Suoi Sacerdoti, per la salvezza dei vivi e dei Defunti.
Non si tratta di presunzione o di voler cancellare le originalità di pensiero e di vita che incontriamo altrove, fuori della Chiesa (si leggano i capitoli precedenti ).
Ogni germe di verità e bontà deve essere riconosciuto da noi attraverso il rispetto e l'amore, tuttavia, chi pensa di avere un carisma o dono dello Spirito Santo, deve accettare di essere purificato dalla Chiesa, recato a perfezione in Cristo, con Cristo e per Cristo che è presente e santifica la Chiesa e quanti vi accedono, infatti, questa è l'azione ordinaria attraverso la quale opera il Cristo, quanto all'azione straordinaria essa comunque, non può mai contraddire l'insegnamento della Chiesa, ne la Sacra Scrittura.

In quale senso la Chiesa è "apostolica" ?

La Chiesa è Aposotlica perchè Gesù Cristo + l'ha pensata e voluta sul fondamento dei Dodici Apostoli da Lui scelti, chiamati uno ad uno per nome (e solo a Simone cambierà il nome con Pietro) e costituiti per sostenere l'opera ministeriale della Chiesa.
Il Papa, che non è successore di Cristo, ma di Pietro, e i Vescovi quali successori degli Apostoli, misteriosamente continuano la presenza e l'azione cominciata dai Dodici e attraverso i quali è presente e opera in modo tutto particolare il Signore Gesù +
Rimanendo uniti al Papa e ai Vescovi in comunione con lui, le comunità cristiane partecipano all'apostolaticità nella vita di fede, nella celebrazione dei Sacramenti e nell'accoglienza della disciplina ecclesiale.
In tal senso le deriva anche il diritto e il dovere di quell'evangelizzare "tutte le genti".

Per quali motivi la Chiesa è missionaria?

La Chiesa Cattolica è missionaria perchè ha ricevuto da Cristo + il comando di andare a tutte le genti, a predicare loro la "buona novella" e a battezzarle.
La Chiesa Cattolica è anche missionaria perchè sa che la verità totale su Dio e sull'uomo e la vita completa della grazia, con tutti i mezzi ordinari e straordinari per ottenere tali doni, esistono pienamente in Lei.
La Chiesa Cattolica, nella sua missionarietà, sa che è anche utile accogliere gli spunti parziali, frammisti a errori, di conoscenza e di bontà che incontra nel suo cammino, PER PURIFICARLI e portarli a pienezza in Cristo senza distruggere, in tal senso, alcun carisma purificato.
Questa Missione della Chiesa Cattolica si compie nel rapporto personale ed anche a lungo tempo nella educazione alla fede dei piccoli e dei grandi, tale missione esige che il cristianesimo si incarni, cioè, si cali dentro il cuore e si concretizzi nelle diverse culture che incontra.
Infine, la Chiesa Cattolica è Missionaria per una esigenza interiore che lo Spirito Santo suscita continuamente affinchè essa comunichi, incessantemente, la gioia del vero Bene che ha ricevuto, la grazia santificante di Cristo nostro Signore, lo scopo della vita dell'uomo, del suo esistere e della sua eternità, come rammenta san Paolo: "guai a me se non predicassi il Vangelo!"






[Edited by Caterina63 3/9/2011 11:58 AM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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3/23/2011 12:18 AM
 
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L'azione della Chiesa


Come svolge la Chiesa la propria funzione mediativa?

La Chiesa svolge la sua propria funzione mediativa attraverso la Preghiera ufficiale, attraverso i Sacri Riti di dedicazione e di implorazione, attraverso la proclamazione della Parola di Dio e il Magistero Ecclesiale e, soprattutto, attraverso la celebrazione dei Sette Sacramenti.
Nella Chiesa esistono diversi gradi di intensità e diversi modi di "presenza" e di azione del Cristo che vi opera.
Al vertice abbiamo la Divina Eucarestia per mezzo della quale Gesù è vivo e veramente presente.
Ciò avviene attraverso la Santa Messa, l'attuazione del Sacrificio, incruento, del Signore Gesù sulla Croce, con la Consacrazione per mezzo della quale avviene la transustanziazione, ossia, il pane e il vino pur restando visibilmente ciò che sono, subiscono un vera ed autentica conversione della sostanza, così si spiega il Catechismo al n.283:
« la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate. »
Poi occorre considerare tutti gli altri tipi di servizio che la Chiesa esercita come, per esempio, i Sacramenti a cominciare dal Battesimo e la Confessione, senza i quali non si può ricevere l'Eucarestia; un altro esempio di questa funzione mediativa è anche l'azione caritatevole che la Chiesa ha sempre unito all'azione della Preghiera vera e propria.

Qual'è il motivo della particolare rilevanza della preghiera ufficiale della Chiesa?

Dopo la Santa Messa, la preghiera ufficiale della Chiesa è la Liturgia delle Ore (il Breviario), per mezzo della quale la Chiesa esprime lodi e suppliche attraverso testi biblici, in particolare i Salmi, associati ad una lettura giornaliera di un testo dei Padri della Chiesa, dei Santi, dei Dottori, insomma, della Tradizione viva della Chiesa.
Questa Preghiera accompagna tutte le membra lungo l'Anno Liturgico, al centro il soggetto ultimo è sempre Gesù Cristo a cui il credente si unisce sotto la guida dello Spirito Santo e mediante, appunto, l'azione ecclesiale-orante, di tutta la Chiesa, sia quando è detta in forma comunitaria, sia quando è detta in forma privata.
L'Ufficio delle Letture è solitamente tenuto dai religiosi, dalle comunità monastiche, è la riflessione religiosa vera e propria che si accompagna al "mattutino".
Lodi e Vespri segnano l'aprirsi e il concludersi della giornata e qui solitamente si uniscono alla recita anche i fedeli laici.
L'Ora Media aiuta il credente a tener fissa in Dio l'attenzione della mente e del cuore anche durante il lavoro.
Compieta predispone il fedele al riposo della notte abbandonandosi con fiducia al Signore.
Non solo, dunque, i sacerdoti, ma anche persone consacrate come le Suore o i frati (non sacerdoti) e i Laici, sono invitati a partecipare alla Liturgia delle Ore, almeno alle Lodi e ai Vespri.

Dopo la Liturgia delle Ore, Paolo VI nella Marialis Cultus, sottolinea come la recita del Santo Rosario, comunitariamente o in privato, sia stato da sempre considerato da tutti i Pontefici, come "preghiera della Chiesa", specialmente quale Preghiera per la Famiglia e della Famiglia, adatta alla Famiglia.
Attraverso il Rosario molti Pontefici hanno proposto alle comunità dei fedeli, l'impegno di pregare con questa Corona per la Pace, per le necessità della Chiesa, per la conversione dei peccatori, così come del resto fu richiesto esplicitamente dalla Vergine a Fatima.

Quale significato hanno i "sacramentali" e cosa sono?

I "sacramentali", da non confondere con i Sette Sacramenti veri e propri, sono riti di Preghiere con cui la Chiesa riserva a Dio persone e/o cose, santifica i vari aspetti e i diversi momenti della vita e invoca il Signore con singolare efficacia, grazie spirituali e materiali.
Per esempio per la riserva a Dio di "cose" si pensi alla Dedicazione di una Chiesa, la consacrazione di un altare, ecc...
Per la dedicazione a Dio di persone, si pensi alla Professione religiosa, al conferimento del Lettorato e dell'Accolitato, alla benedizione nella Professione di un Laico nel Terziario di un Ordine religioso, ecc...
Per l'invocazione di grazie spirituali e materiali, si pensi per esempio agli esorcismi, alla benedizione delle case, di oggetti sacri come la Corona del Rosario o di un Crocifisso, la benedizione alle persone come può essere ad una mamma prima, durante o dopo un parto (una volta era buon uso farlo), ma si pensi anche alle preghiere comunitarie con le Suppliche, una volta si facevano spesso per fermare le epidemie di peste o per placare le esondazioni di fiumi....

L'efficacia dei "sacramentali" dipende molto dalla fede della Chiesa, ossia dalla disponibilità dei fedeli, delle comunità, di chi vuole accogliere anche oggi, in un mondo scristianizzato, la legge e la forza del Signore Gesù che nei Vangeli ci insegna come bastasse invocarLo per placare una tempesta.
Purtroppo molta gente, e non di rado perfino cattolici, non disdegnano il ricorso ai maghi ed agli imbroglioni, per ricevere dei benefici che non verranno mai, anzichè fare ricorso ai "sacramentali" e questo, occorre dirlo con tutto il dolore di cui siamo capaci, molto dipende dalla poca fede perfino dei Sacerdoti e dei Catechisti che hanno smesso di credere nei "sacramentali" e non istruiscono più i fedeli verso questa scelta.


Cosa significa e quale valore ha la "proclamazione" della Parola di Dio?

La proclamazione della Sacra Scrittura è, appunto, un insegnamento infatti "pro-clamare" significa proprio "da- avanti, gridare solennemente, chiamare a gran voce, pubblicare...." e non semplicemente "leggere" come erroneamente si pensa: il fedele legge la Parola di Dio che la Chiesa "proclama, annuncia, grida solennemente".
Questa proclamazione della Sacra Scrittura è parte centrale dell'insegnamento della Chiesa alla quale Cristo ha affidato la sua proclamazione e che la Chiesa svolge come missione, quello di Annunciare" e lo fa con un insegnamento legittimo attraverso la Tradizione vivente comunicando agli uomini di ogni tempo la grazia di Cristo che è vivo e presente in mezzo a noi, e ci invita a conoscerlo, ad amarlo, a convertirci.
Questo significa che è il Signore stesso  per mezzo dei Suoi Ministri, a proclamare la Sua Parola e che la rende sempre attuale, soprattutto il Nuovo Testamento che è il compimento dell'Antico e che narra la pienezza della verità su Dio e sull'Uomo.
Quando la Chiesa proclama la Sacra Scrittura, è Cristo stesso che parla, per questo nessun Sacerdote, nessun Vescovo e neppure il Papa, così come nessun Laico e nessun esegeta, come nessun teologo, è autorizzato a modificare la Parola di Dio, a fare compromessi con i brani più complessi o difficili o di attuazione delicata come le questioni etiche e morali in essa correlate.
Se la Parola di Dio dice di "non uccidere", per esempio, nessuno può giustificare in qualche modo l'aborto; se Dio avverte che non abbiamo altro Dio all'infuori di Lui, nessuno può sovvertire le sue parole, i suoi comandamenti, nessuno deve dare origine a forme di sincretismo religioso; quando Gesù dice che nessuno va al Padre se non per mezzo di Lui, nessuno può affermare il contrario, e se al Signore piacesse usare "mezzi straordinari" per far arrivare chi vuole al Padre, per la Chiesa e per noi, così come per la proclamazione di questa Parola, la via ordinaria resta che chi vuole arrivare a Dio Padre deve convertirsi a Cristo!
E' impensabile infatti che la Proclamazione della Parola di Dio non venga spiegata in conformazione dei criteri della Fede che la Chiesa ha maturato nel tempo attraverso la sua Tradizione dotata del valore dell'infallibilità nel suo Magistero perenne.

Chi proclama e commenta la Sacra Scrittura è chiamato dalla Chiesa a sentirsi e ad agire come strumento del Signore Gesù che vive ed abita nella Sua Chiesa e, mediante l'azione dello Spirito Santo, deve onestamente perseguire in pienezza con il Magistero della Chiesa giacchè tale Parola non è di proprietà dei singoli, ma è strumento che rivela il Progetto di Dio e che la Santa Chiesa dispiega e dona, gratuitamente, a chiunque voglia ascoltare la Verità.
D'altro canto, chi ascolta, deve porsi con un atteggiamento umile e sincero; attraverso la Preghiera personale e comunitaria deve fare in modo che tale Parola entri nel proprio cuore e lo trasformi, ben imparando che chi proclama questa Parola è al fine sempre Cristo stesso, vivo e presente, e non deve soffermarsi su chi "gli presta la voce", così come dopo aver appreso dalla Chiesa la sana Dottrina, egli può e deve rendersi conto se uno che proclama questa Parola, agisce in nome proprio sovvertendo la dottrina, e sconfessarlo senza alcun timore.

Che cosa sono i Sacramenti?

I Sette Sacramenti sono dei riti che Cristo stesso ha istituito nella Chiesa la quale, seguendo l'intenzione del Suo Maestro e Signore, ha ulteriormente determinato.
E' importante comprendere bene che è Cristo stesso che celebra i Sacramenti attraverso i Suoi Ministri, per affidare compiti particolari e santificare i fedeli.
Questi Sacramenti agiscono per il solo fatto che sono attuati, poichè in essi vive ed opera la Santissima Trinità e senza dubbio essi sono maggiormente efficaci se vengono ricevuti con fede viva, con senso di responsabilità, con fiducia e con fedeltà infatti, non bisogna dimenticare che i Sacramenti non sono dati nel nome proprio, ma "Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo".

I Sacramenti, essendo Dono di Dio non vanno presi alla leggera, chi li rinnega o li insudicia con perversa volontà al rinnegamento, se ne assume tutte le responsabilità davanti a Dio, specialmente quando attraverso il rinnegamento si ingannano altre persone e li si confondono sull'insegnamento della Chiesa.

La Chiesa in qualità di Maestra ha stabilito, per lo sviluppo della persona umana e dunque del credente, che i Sacramenti determinano quanto segue e sono dati in questa successione:

- Battesimo, introduce la persona nella Chiesa mediante la formula stabilita da Cristo stesso, in questo Sacramento viene impresso il "carattere" e nessuno, volente o dolente, può "sbattezzare" come oggi purtroppo va di moda in alcuni ambienti anti-cattolici!
Se tutti i Sette Sacramenti sono affidati al Sacerdote, il Battesimo, in caso di necessità, può essere dato anche attraverso un laico, anche se non cristiano lui stesso, purchè abbia l'intenzione di fare ciò che dice la Chiesa e che venga usata l'acqua e la formula Trinitaria stabilita dal Cristo.
Il Battesimo agli infanti che la Chiesa ha stabilito fin dai primi secoli, deve essere dato solo se nella Famiglia che lo richiede assicura, promette, lo sviluppo della fede, e che almeno si assuma la responsabilità di farlo crescere frequentando una comunità della Chiesa.

- Confessione-Penitenza o Riconciliazione, libera dal peccato; questo Sacramento è indispensabile per accostarsi alla santa Eucarestia. Ministro del Sacramento è solo il Presbitero-Sacerdote munito di mandato regolare e di giurisdizione dal proprio Vescovo, egli non agisce in nome proprio pertanto non è ammissibile che il sacerdote, nel confessionale, azzardi ad un compromesso per attenuare le colpe gravi del penitente influenzandolo con le personali opinioni: in quella condizione il Sacerdote non è propriamente la sua persona, ma la Persona di Cristo attraverso il Sacramento dell'Ordine che egli stesso ha ricevuto e deve assolutamente agire in nome della Chiesa, con la sua dottrina, con il suo magistero.
Un esempio importante è che chi si è macchiato del delitto dell'aborto, non può ricevere mai l'assoluzione a meno che, veramente pentito, non abbia ricevuto prima dal Vescovo la revoca della colpa perchè in questo grave peccato scatta la scomunica "ipso-facto", ossia "automatica" e solo il Vescovo può rimetterla, non il Sacerdote nel confessionale.
Così è per altri peccati gravi per i quali scatta una scomunica, ossia, colui che lo compie si pone da se stesso fuori della Comunione della Chiesa e in certi casi è indispensabili l'intervento del Vescovo.

- Eucarestia, unisce il fedele al Sacrificio di Cristo; per ricevere degnamente questo Sacramento è fondamentale aver applicato alla lettera il Sacramento della Confessione. L'Eucarestia, infatti, se presa in grave stato di peccato, può diventare "giudizio di condanna" per colui che superbamente la pretende e la prende, e cade in grave difetto il Sacerdote che conoscendo magari qualche situazione di gravità, si assume la responsabilità di dare l'Eucarestia ad un impenitente avanzando con le personali pretese e agendo contro la Chiesa stessa e di conseguenza, contro Dio.
In questi tempi si fa molta confusione fra la Misericordia di Dio attraverso la quale l'Eucarestia viene data con troppa facilità, e la rimozione della PENITENZA, ossia, non scontare più una pena per il peccato commesso prima di accostarsi al Sacramento, o peggio, si da l'Eucarestia anche a chi è in uno stato di peccato grave giudicando con le proprie opinioni ciò che è giusto o sbagliato, rimuovendo ciò che dice la dottrina in proposito, in una parola ci si autoassolve dal peccato, lo si giustifica e spesso i Sacerdoti cadono nella trappola di facile bonismo e pietismo usando il Confessionale come una specie di salotto di conversazione, assolvendo il penitente che non si è affatto pentito, assolvendo adulteri che si continuano a fare specialmente i divorziati conviventi o risposati, e dando ad essi ugualmente la divina Eucarestia.
A queste persone è invece consigliabile, se la situazione è compromessa, o comunque fin tanto che persiste il difetto, insegnare loro la COMUNIONE SPIRITUALE che se fatta con la profonda contrizione del proprio stato, acquista delle volte una alto valore di santificazione, questo deve insegnare il Sacerdote spiegando loro che l'Eucarestia non è una cosetta da nulla, ma può diventare "giudizio di condanna" per questo la Chiesa, veramente compassionevole e materna, stabilisce chi può e chi non può riceverla.

- Cresima, conferma nelle Promesse del Battesimo e fortifica nella vita della grazia; al cresimando viene impresso il "carattere" di fedele che è cresciuto e che ora ha bisogno di ulteriori grazie per proseguire, da adulto, nel cammino della fede.
Questo Sacramento infatti imprime i famosi Sette Doni dello Spirito Santo e che sono: Sapienza, Intelletto, Consilgio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio.
Questo Sacramento è così importante che il Ministro che lo compie è un Vescovo (se il Vescovo non può, delega un Sacerdote), il quale dice, chiamando per nome il fedele: "ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono".
Questo Sacramento, perchè si attivi e produca frutti, ha bisogno di essere sostenuto dalla Confessione frequente e dall'Eucarestia.

- Matrimonio, congiunge gli Sposi nella grazia sigillando la vocazione alla vita ed alla costruzione della famiglia; perchè questo Sacramento è così importante?

Perchè alla presenza di un Sacerdote che agisce nella Persona di Cristo ( valore del Sacramento stesso) i due coniugi si uniscono al sacro vincolo che per mezzo dello Spirito Santo PARTECIPANO all'amore di Cristo per la Chiesa Sua Sposa. I ministri del Matrimonio sono, per questo, gli Sposi stessi che accettano liberamente questo atto di consacrazione di se stessi, il Sacerdote, che è a capo della Comunità e agisce in Persona di Cristo, non fa altro che  ratificare la loro mutua DONAZIONE, e poichè è un Sacramento, anche in questo caso la Chiesa non può accettare il divorzio. Per questo è fondamentale che i fidanzati vengano accuratamente preparati a conoscere il valore del Sacramento che è indissolubile, il valore della loro mutua DONAZIONE, e l'importanza della propria vocazione alla vita ed alla formazione di una famiglia autenticamente cristiana.

- Ordine Sacro, consacra i Ministri della Chiesa ai quali sono affidati i Sacramenti; il Sacerdote che viene sacramentalmente ordinato, non proviene da una delega della comunità, o dalle scelte di qualcun altro, ma deriva da Cristo stesso che dona ad un fedele la VOCAZIONE a questo Ministero, Cristo stesso pertanto, attraverso il Vescovo, immette questo nuovo ministro al servizio di Cristo stesso nella Chiesa, nel suo Magistero, per la santificazione e la guida di un gregge che gli sarà affidato.

- Unzione degli Infermi, è la santificazione del dolore, della sofferenza, è il dolce viatico, è l'impronta di Cristo Crocifisso nel malato stesso, è la vera "dolce morte" che non toglie la vita del malato come si vuole fare con l'eutanasia che rifiuta il Calvario, ma  dona la vita in pienezza, dona l'ingresso alla vita Eterna in stato di grazia e in compagnia di Cristo.
E' importante che, laddove fosse possibile, il malato possa essere confessato prima di ricevere l'Eucarestia, se non fosse possibile per questioni gravi e di immobilità, sarà sufficiente che le persone care ricevano in stato di grazia, attorno a lui, l'Eucarestia, e che al malato si proceda con il rito dell'Unzione.

L'unzione degli Infermi può essere dato anche a chi non è in fin di vita, come solitamente si pensa, anzi, si consiglia la catechesi di questo Sacramento purtroppo caduto in disuso e che invece aiuterebbe i fedeli Laici a riordinare la propria vita volgendo lo sguardo sui "Novissimi", ossia, sulle verità ultime della nostra esistenza: Morte e poi, a seconda delle  scelte che avremo fatto: Inferno, Purgatorio, Paradiso.



 continua.....
[Edited by Caterina63 3/31/2011 6:30 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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  I NOVISSIMI


Quale sarà la conclusione della Chiesa?


Al ritorno di Cristo, la Chiesa cesserà di essere mediazione, e la vita di grazia si concluderà nella grazia del Signore Risorto.
A questo traguardo la Chiesa si prepara invocando che Gesù venga e impegnandosi per la santificazione dei credenti e per la perfezione di tutto il Creato, la Chiesa che è santa, svolge questo compito, questa missione, attraverso i Sacramenti di cui abbiamo parlato sopra e attraverso lo specifico Culto a Dio mediante la Divina Liturgia che è la Messa, fulcro vitale della Chiesa stessa, cuore e motore della Chiesa, linfa divina per l'uomo di ogni tempo fino al ritorno di Cristo vittorioso.
Possiamo anche dire che alla fine dei tempi la Chiesa entrerà nel Regno di Dio, di cui adesso è l'anticipazione, preparazione ed invocazione.
Occorre anche precisare che tutto ciò che è strumento, strumentalità, anch'esso avrà fine: i templi, gli altari, i vasi sacri, i riti, la stessa Scrittura, la predicazione come i Sacramenti, perfino l'Eucarestia, e così anche l'esercizio e la funzione del Vicario di Cristo, il Papa, i Vescovi, il Clero, ecc... tutto cesserà nel senso che con il ritorno di Cristo non sarà più necessario tutto questo perchè avremmo raggiunto la pienezza, la realtà del Signore stesso che sarà vita Divina, nella Carità perfetta e senza fine.
Ciò che resterà eternamente sarà la bellezza che si esprimerà nelle Persone e nell'Universo redento.
E' importante comprendere che come ci sarà l'eternità gloriosa dei redenti, ci sarà anche l'eternità della dannazione di coloro che avranno rifiutato la salvezza.


A che cosa impegnano il morire e l'essere personalmente giudicati da Dio?

Il morire segna nell'uomo il concludersi, inevitabile, della capacità di scegliere per o contro il Signore!
La vicenda umana non è un continuo ritorno su se stessa, nè il persistere all'infinito sotto forme di vite diverse come nella metempsicosi (o la reincarnazione ) esiste invece un momento dove la persona, che unica nel suo genere e dunque non riproducibile in nessun altra forma,  stabilisce LIBERAMENTE E IRREVERSIBILMENTE il proprio destino di perfezione, ossia beatitudine, santificazione, oppure di perdizione, ossia la dannazione eterna.
Nel momento e nel luogo in cui si muore, l'uomo non si annienta, non si disintegra, nè si smarrisce nell'assurdo! Dall'altra parte del tempo TROVA CRISTO RISORTO che nello Spirito Santo attua il giudizio particolare che lo consegna, o lo distacca o lo contrappone al Padre.
Cosa significa? che il moriente si conoscerà come è conosciuto dal Cristo Gesù, e a seconda delle sue decisioni prese in vita, se non c'è conversione a Cristo, si avvierà subito alla sua sorte!
E' importante che nella missione dell'evangelizzazione, si faccia presente alle persone che qui non si scherza più! Finchè c'è vita c'è speranza, è vero, ma quando si tratta dell'eternità dell'Anima, c'è poco da scherzare!
Non nasciamo per disintegrarci nel passaggio della morte terrena, o per trasformarci in qualcos'altro, ed è assurdo che si possa credere ad altre forme di ricomposizione del corpo o trasferimenti nei corpi dell'Anima, tanto per esorcizzarne la fine e il rischio di incorrere nella dannazione eterna, pur di non credere alle parole del Cristo Gesù.

A quali esiti può giungere il giudizio particolare?

Il "giudizio particolare", nella sentenza del Cristo Risorto, fissa la libertà esercitata nel bene o nel male a cui il moriente si è determinato nella vita terrena.
L'opzione fondamentale che orienta la vita del moriente, ancor prima delle scelte particolari, rivela e compie la sua felicità in una consonanza immediata e in un amore appagato di Dio, dei fratelli e delle cose.
Oppure tale opzione fondamentale è sigillata dalla solitudine disperata di chi non può far tacere il desiderio del Signore, dei fratelli salvati, e tuttavia NON vi si vuole adeguare, ed è il rifiutare.
Paradiso e Inferno non dobbiamo immaginarli come dei luoghi "finiti" con mura, stanze, porte, insomma, limitatamente al nostro concetto umano di luogo, essi principalmente sono la nostra stessa condizione, il concetto di luogo è relativo, pertanto, non alla nostra idea, ma all'idea di Dio del Regno e dell'Inferno originato dal Peccato.
Talvolta ci fa meraviglia di una giustizia tremenda di Dio!
In verità tremendo non è il giudizio di Dio, ma il rifiuto dell'uomo di Dio!
La giustizia di Dio infatti si fonda principalmente sulla Misericordia, si fonda sul Cristo Signore Crocefisso per salvarci e Risorto per attirarci tutti a Sè, è una giustizia che ama fino alla fine, fino alla croce e alla gloria.
L'Inferno, come il Paradiso, in verità, lo decide l'uomo! Lo decide la nostra libertà umana: questa capacità terribile di santificarsi o di perdersi non dipende affatto dal giudizio di Dio, ma dalle nostre scelte su questa terra.
La Misericordia di Dio è talmente grande che compito della Chiesa non è quello di tenere un elenco di dannati, ma di santificati, perchè la speranza c'è sempre, si può sempre sperare che uno alla fine rimetta davvero la sua anima a Dio e si converta.
Ciò che è certo però è che l'Inferno esiste come esiste il Paradiso, la dura lotta fra il Bene che è Dio e il Male che è la sua contrapposizione, non si estinguerà, ma darà effetto alla soluzione finale: o in Paradiso o all'Inferno, non ci sarà più una via di mezzo!
Questa certezza non deve intimorirci, piuttosto deve farci tremare certamente la possibilità di finire all'Inferno, ma i mezzi che il Signore ci ha dato per non andarci, sono davvero immensi e tanti, che solo gli stolti possono davvero finirci dentro!

Perchè la Chiesa ammette il Purgatorio? e che cosa è il Purgatorio?

Avendo chiarito sopra il concetto di "luogo" anche qui possiamo chiarire che il Purgatorio non va pensato come una sorta di luogo  con stanze, porte, ecc... ma è un posto senza dubbio nel quale si vive una situazione particolare che, a differenza del Paradiso e dell'Inferno, questa situazione cesserà di svolgere la sua funzione con il ritorno glorioso di Cristo Signore.
Perchè dunque, il Purgatorio? Perchè la misericordia di Dio è immensa! Infatti, nel momento del morire, l'opzione fondamentale del moriente potrebbe essere non perfetta, debole, incerta, non pura, difettosa, in difetto, come in difetto potrebbe essere stata la sua vita ma non così gravemente da aver deciso di dannarsi.
Nell'Apocalisse è ben descritto che in Paridiso vi può accedere solo chi ha raggiunto la perfetta purificazione, di conseguenza il Purgatorio è la misericordia stessa di Dio poichè l'anima, non potendo più agire per se stessa e non potendosi più convertire, sarà purificata, "come con  un fuoco", dal Signore stesso e per l'Intercessione di Maria Santissima, degli Angeli e dei Santi, perchè in Paradiso c'è VITA VERA e in questa vita essi fanno come il tifo per avere quelle Anime fra di loro, ossia pregano anch'essi per loro.
 Anche la Chiesa da qui prega per loro e si fanno le Messe di Suffragio perchè l'unico vero strumento di mpurificazione è l'Eucarestia, la santa Messa, nella quale il Cristo offerente, intercede e raccoglie con se tutte le intercessioni presentandole al Padre e soddisfacendo le Anime che ne hanno maggior bisogno o che ne sono anche più meritevoli.
Così come, dopo la santa Messa, le opere dei viventi a modo di Suffragio, le preghiere, i sacrifici, i desideri pii, le tante indulgenze come applicazione della santità che la Chiesa mette a disposizione dei Defunti che attendono la beatitudine eterna, quando i fedeli in stato di grazia, adempiono alle pie pratiche stabilite dalla Chiesa.
L'efficacia delle indulgenze date oggi dalla Chiesa, corrisponde alla penitenza gravosa che veniva imposta ai penitenti nei primi secoli del cristianesimo e già esercitate in passato nelle storie dell'Antico Testamento.
Oggi è importante ricordare che i Defunti attendono questi Suffragi e dobbiamo pensare che domani saremo noi nelle loro condizioni e ad avere bisogno di questi Suffragi!

Infine, non bisognerà immaginare il Purgatorio come una specie di Inferno temporale!
Nello stato di purificazione i Defunti sanno di essere salvati, per questo la Chiesa le chiama "Anime Sante" e pregando per loro la Chiesa sa che Esse possono pregare per noi, ma non per loro stesse.
La loro sofferenza più grande consiste, infatti, nel sapersi salvate ma ancora lontane dalla beatitudine, e nel fuoco che le purifica esse intensificano quell'amore che non riuscirono a vivere in terra in modo perfretto e attendono però da noi e dai Santi in Paradiso, l'intercessione per il raggiungimento della beatitudine che già le attende.

Quale significato ha per la vita cristiana il ritorno di Cristo e la fine del tempo?

Il ritorno glorioso di Cristo alla fine del tempo sarà caratterizzato dal Giudizio Universale che riguarderà tutti i Popoli e le loro responsabilità, e l'Umanità intera.
Si attuerà anche la risurrezione dei corpi.
La difficoltà di comprendere questo sta nel fatto che il Signore Gesù non ci ha lasciato nelle Scritture una descrizione letterale, ma solo alcuni appunti e che sono stati raccolti dalla Chiesa e dati al mondo sotto forma di Dottrina, lo stesso Libro dell'Apocalisse o Rivelazione, non è ancora del tutto chiara neppure alla Chiesa, tuttavia in Duemila anni di cammino il Magistero ecclesiale, grazie anche al supporto dei Padri, dei Dottori, dei santi teologi e di tanti altri Santi e Beati, ha saputo e potuto dare molte catechesi sull'argomento.
Questa certezza di fede aiuta a capire che l'uomo verrà reintegrato nella sua pienezza come motivo di beatitudine o di dannazione; l'uomo scoprirà in modo nuovo la fraternità dei Santi o la solitudine dei reprobi.
Anche la natura riceverà il suo compenso e la sua riparazione finale, come spiega lo stesso san Paolo.
Guardando ragionevolmente il destino che ci attende, il significato per la vita cristiana è di convogliare quante più anime  possibile ad accogliere questa Redenzione.

Ciò di cui parliamo e che chiamiamo "Novissimi" non sono uno spaventapasseri per distogliere l'uomo dall'esercizio della propria libertà, o di ricattarlo, o di impaurirlo, ma sono una realtà già in atto della vita dell'Uomo: Inferno e Paradiso sono già abitati e il Purgatorio ospita moltissime Anime che attendono i nostri Suffragi.
Quanto alla fine dei tempi, ci rammenta il Signore, nessuno lo sa, ma ciò che sappiamo con certezza è che ci sarà e guai a colui che si farà trovare impreparato, ammonisce il Signore, ciò che c'è in gioco è talmente grande e talmente vero che sarebbe ora di finirla di giocarci sopra e di parlare seriamente di cosa ci attende.



....continua.....


Fraternamente CaterinaLD

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1/5/2017 11:09 AM
 
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IL LIBRO

 




A 85 anni dalla nascita del vescovo di Carpi e Como, coautore del Catechismo della Chiesa Cattolica e grande difensore della fede, attraverso l'Eucarestia e la missione, l'associazione che porta il suo nome pubblica un libro di frasi scelte. Da cui traspare un uomo cattolico senza sgarri nè attenuazioni. 



di Paolo Gulisano



Alessandro Maggiolini



Monsignor Alessandro Maggiolini è stata una delle più significative figure della Chiesa italiana dell’ultima parte del ‘900. Fu Vescovo di Carpi, poi di Como, ma al di là dei suoi impegni diocesani, la sua statura di teologo, il suo pensiero limpido e chiaro, la sua precisione di giudizio ne fecero un punto di riferimento per tanti credenti che si nutrirono delle sue opere e del suo magistero. Insieme al confratello e amico Giacomo Biffi, proveniva da quella scuola di pensiero di cattolicesimo ambrosiano che sull’esempio del cardinale Giovanni Colombo seppe tenere la barra diritta negli anni confusi del Postconcilio. Maggiolini fu l'unico italiano della squadra di vescovi e cardinali che - coordinati dall’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede -, scrissero il Nuovo Catechismo della Dottrina Cattolica, uno dei prodotti più impegnativi (e oggi  trascurati) del pontificato di Giovanni Paolo II.


In occasione degli 85 anni dalla nascita e dei 10 anni dalla conclusione del ministero episcopale a Como di mons. Maggiolini, viene ora pubblicato l'ultimo testo scritto dal grande vescovo e teologo. La pubblicazione avviene per mezzo dell’Associazione Culturale Alessandro Maggiolini, operante già da diversi anni, ma costituitasi formalmente come realtà associativa tre mesi fa, il 6 ottobre 2016, l'Associazione Alessandro Maggiolini si propone lo scopo di preservare, rendere accessibile e diffondere la conoscenza della figura e del pensiero di mons. Alessandro Maggiolini.


L'Associazione intende promuovere diverse attività, in particolare: la raccolta e lo studio delle opere mons. Maggiolini; lo svolgimento di attività editoriale per la pubblicazione e la diffusione di tali testi e studi, tanto a scopo scientifico e divulgativo, quanto per l'utilizzo concreto nelle celebrazioni e nella preghiera; lo svolgimento di attività divulgativa attraverso seminari e convegni, così come l’organizzazione di incontri con esponenti del panorama ecclesiale e sociale; la conoscenza teologica, liturgica e storica della Chiesa Cattolica, particolarmente quella ambrosiana e comasca.


Ammaestrata dall’insegnamento di mons. Maggiolini nella professione della Fede Cattolica «insegnata, ricevuta e vissuta nella Chiesa: ogni affermazione e ogni esperienza, senza sgarri e senza attenuazione» (come scrisse il Vescovo nel suo Testamento Spirituale), l’Associazione intende soprattutto approfondire la conoscenza del grande dono del Mistero della Fede per il quale Gesù Cristo, Figlio di Dio Incarnato, Morto e Risorto per la salvezza del mondo, continua ad incontrarci tramite la Chiesa. Proprio le parole tratte dal suo Testamento Spirituale, che l’Associazione ha scelto come motto, indicano i degni scopi dell’Associazione e l’importante servizio che presta alla Chiesa: «Professo la Fede Cattolica insegnata, ricevuta e vissuta nella Chiesa: ogni affermazione e ogni esperienza, senza sgarri e senza attenuazione».


Un programma che in tempi difficili come questi per la Chiesa non si può non sottoscrivere e possibilmente diffondere.  Particolarmente opportuna appare allora la pubblicazione di questo scritto, curata da Daniele Premoli, impreziosita dalla Prefazione del cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, e con Interventi di mons. Oscar Cantoni, Vescovo di Como, e di mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara.  Un concentrato di autentici difensori dell’Ortodossia cattolica.


Dettato nelle ultime settimane di vita, l’agile volume intende riproporre l'esercizio religioso della Visita Eucaristica. Come un padre con i figli, mons. Maggiolini conduce il lettore, accompagnandolo per mano in un silenzio colmo di ammirazione. Non vengono proposti testi molto lunghi: le frasi suggerite vanno fatte risuonare nel cuore, pacatamente, finché diventino quasi il silenzio di una contemplazione che pressoché non riesce più a staccarsi dall'amore che ci si propone nel Tabernacolo. Ci viene così autorevolmente ricordato che Eucaristia e missione sono inscindibili, perché la prima è il memoriale dell’offerta redentrice di Gesù al Padre per la salvezza degli uomini, e attraverso il sacrificio sulla Croce, Gesù “‘fa’ l’Eucaristia, rende cioè grazie al Padre, e questo mistero chiede a noi di rendere grazie con Cristo al Padre, non tanto con le parole quanto con la nostra stessa vita unita alla Sua.


In secondo luogo, non c’è autentica celebrazione ed adorazione dell’Eucaristia che non conduca alla testimonianza, e quindi alla missione. Le chiare parole di Maggiolini ci invitano innanzitutto ad un amore per l’Eucaristia, a non stancarsi  mai di celebrarla e di adorarla, insieme con tutta la comunità cristiana, mettendola al centro della vita personale e comunitaria, affinché la comunione con Cristo i aiuti a compiere scelte coraggiose.


Il primo luogo dell’evangelizzazione è la persona umana, verso la quale l’Eucaristia ci spinge, chiedendoci capacità di amore, ponendo Gesù al centro della nostra esistenza. Un programma esigente, ma affascinante. Per meno di così, ci avrebbe detto Sandro Maggiolini, la vita cristiana non vale molto. 


 







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1/23/2017 4:05 PM
 
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  Al tempo dell’intervista il vescovo Maggiolini soffriva per un tumore, che poi l’avrebbe portato alla morte l’11 novembre 2008. Monsignor Maggiolini nacque a Bareggio il 15 luglio 1931, fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1955 e vescovo il 7 aprile 1983

 
Mons. Maggiolini al I° Convegno di Radio Maria (anno 2000)


P. Livio. – Cari amici di Radio Maria, siamo di nuovo qui insieme per presentare il libro di monsignor Maggiolini intitolato: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?”. Monsignor Maggiolini è il vescovo di Como ed è già intervenuto diverse volte a Radio Maria. Tra l’altro, come sapete, fu l’unico vescovo italiano a partecipare alla stesura del Catechismo della Chiesa Cattolica, e proprio per la sua competenza, gli è stata affidata la parte che riguarda i “Novissimi”, cioè le realtà ultime della storia e della vita umana. Con questo libro, tascabile, edito da Bompiani, monsignor Maggiolini tocca le tematiche che riguardano, non soltanto la fine dei tempi, ma la presenza della Chiesa oggi. Direi che prende spunto da una frase del Vangelo che proprio Paolo VI si era posto in un momento di difficoltà, di crisi della Chiesa. Il titolo del libro è lo spunto col quale monsignor Maggiolini ha cercato di interpretare il momento storico attuale della Chiesa, e cioè il fatto che siamo in un momento di crisi della fede e quali sono le prospettive e gli sbocchi di questa lotta tra il bene e il male che sarà presente fino alla fine dei tempi. Questo attacco è talmente forte che, per quanto riguarda l’Europa, il Sinodo dei vescovi ha detto che siamo di fronte a un’apostasia silenziosa. Ecco, Eccellenza, noi la salutiamo. La prima domanda che facciamo è: perché questo titolo così drammatico per il suo libro?

Maggiolini. – Perché ho l’impressione che quando si parla della storia umana e della Chiesa dentro la storia umana, i filosofi e anche alcuni teologi, sembra che ci vogliano anestetizzare, sembra che dormicchino. Cioè, pensano alla storia come a qualcosa che si evolve lemme lemme, tutta facile. E invece se si guarda la Scrittura e se si guarda la tradizione: la storia è lotta, la storia è dramma. C’è l’attore principale, che è Dio, però c’è anche il demonio, e c’è quell’enigma che è la libertà umana, la quale può dir di si o può dire di no alla proposta di Dio. E di conseguenza scatta un combattimento, una lotta, un dramma, che non può essere evitato. Se viene evitato vuol dire che si passa accanto alla storia, o sopra la storia. Non si è dentro il divenire umano e cosmico.

P. Livio. – Eccellenza, la domanda che a me personalmente preme di più è proprio questa. Nella sua lettura dei momenti dell’attualità e dell’attuale situazione della Chiesa e della cristianità, lei vede in atto una crisi di fede?

Maggiolini. – Io vedo in atto una crisi di fede, non ho dubbi. Anche perché non basta, per avere la fede, mantenere qualche straccetto colorato e mostrarlo per dire che si ha qualcosa d’altro. Manca la fede quando manca la certezza che Gesù Cristo è Figlio di Dio, insomma! Guardi, non più tardi di ieri, c’era l’idea del musulmano filooccidentale che dice: “Ma si, fate il presepio, perché anche i musulmani hanno Gesù come … Si hanno Gesù come un profeta, non come il Figlio di Dio! A me, un Gesù profeta, o un Gesù maestro, un Gesù poeta o un Gesù filosofo, non mi interessa proprio niente! A me interessa il Figlio di Dio che viene a salvarmi dai miei peccati e mi dà la grazia! Diversamente non mi attira. Insomma, la mia impressione è che si stia riducendo il cristianesimo a una bella dottrina, facile, molto agevole da mettere in pratica, e chi s’è visto s’è visto. Dopo di che del cristianesimo non rimane niente.

P. Livio. – Eccellenza, ma questa crisi di fede è proprio in rapporto a quello che è il mistero centrale del cristianesimo, cioè l’incarnazione. Mi pare che sia un attentato alla stessa base del cristianesimo. Insomma, non siamo di fronte a un’eresia su questa o quella verità, ma su quello che è l’essenza stessa del cristianesimo?

Maggiolini. – Mi pare di si. Mi pare di si. Se è vero che il cristianesimo è un Avvenimento, un Fatto, e cioè il Verbo che si incarna in Gesù di Nazareth, il negare l’incarnazione, cioè il Dio che viene in mezzo a noi e si fa uomo, è semplicemente negare il cristianesimo! Vuol dire che non si ha il coraggio di dirlo, ma non si crede più. Che cosa me ne faccio di un poeta, di un profeta in più? Ce ne sono già altri! O c’è Gesù che salva tutti, oppure a me non interessa proprio niente! Cioè, qui siamo alla prima eresia del cristiano: siamo all’arianesimo, per cui Gesù è il predicatore, eccetera, eccetera, purché non sia il Figlio di Dio! Dopo di che, che cosa mi interessa il miracolo? E la predicazione, cos’è se non un libro da mettere accanto ad altri libri? Qui ne va del nocciolo del cristianesimo. Cioè, chiudiamo bottega.

P. Livio. – Secondo lei, questa crisi di fede, che riguarda proprio quello che è chiamato lo scandalo cristiano, e cioè di un uomo che si sia proclamato Dio e che sia Dio, secondo lei, quali sono le cause di questa crisi di fede?

Maggiolini. – Mah, credo che le cause siano tante, e penso che la maggiore di esse sia l’autonomia dell’uomo che vuole staccarsi da Dio, vuole rendersi autonomo, vuole rendersi sufficiente a se stesso e di conseguenza finisce per svanire. Cioè, Gesù, il Verbo di Dio incarnato rivela l’uomo all’uomo. Non solo, ma fa sì che l’uomo diventi sempre più uomo. Mentre quando Gesù, Figlio di Dio, è negato, fa sì che l’uomo non ritrovi più se stesso. E qui abbiamo la situazione attuale – che non è certamente la prima volta che capita -, la situazione attuale dove manchiamo di riferimenti morali, di valori che diano senso e gioia alla vita, cadiamo nella solitudine, finiamo nella disperazione. Non mi si venga a dire che questa che viviamo è una società, una cultura, liete? Siamo in una bassa marea terribile! E dietro una felicità a comando, pagata molto spesso, c’è una tristezza enorme, che chiede qualcosa di risolutivo. Ed è per questo che a me pare giusto mettere i piedi nel piatto e dire: “Sentite, o parliamo di Gesù che è venuto e che ritorna e porrà fine ai nostri giorni, e ci darà la ricompensa in bene o in male, oppure raccontiamo favole!

P. Livio. – Mi pare che lei ha commentato la frase del Santo Padre Benedetto XVI tratta da Fides et ratio, in cui si dice che alla fine la tentazione dell’uomo moderno sia la disperazione.

Maggiolini. – Certo! La disperazione e la solitudine e il contrasto con gli altri. Aggiungo che  la tentazione dell’uomo moderno è il tentare di non pensare più ai grandi problemi della vita. Solo che i grandi problemi della vita si affacciano inevitabilmente quando uno è malato, quando uno è di fronte alla morte, quando uno passa un momento di dolore, che cosa fa? Si dispera e basta? Credo però altrettanto che infondo all’animo anche oggi l’uomo ha la domanda su Dio. Ed è in questo senso che bisognerebbe essere terribilmente monotoni. Porre il problema del Dio che si incarna, che muore, che risorge, come motivo della soluzione dei nostri problemi più gravi e più decisivi.

P. Livio. - È giusto dire, come a me capita spesso di dire, che il cristiano non è tanto colui che crede in Dio,  quanto colui che crede che Dio si è fatto uomo?

Maggiolini. – Ma certo! Perché colui che crede in Dio è anche il musulmano (e aggiungerei l’ebreo, col quale abbiamo in comune il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Il Dio Padre a cui si riferiva anche Gesù. Ndt). Di altre religioni non sarei così sicuro, tranne gli animisti o i buddisti, eccetera. Ma sono dei precetti morali. Quelle li, o sono mistiche del nulla, cioè, contemplazione del vuoto, o sono dei precetti morali, ma non c’è una personalità di Dio che poi addirittura si incarna, col Quale si può dialogare e dal Quale ci si può lasciar salvare. Quando si dice che i musulmani hanno anche loro il monoteismo e che dunque il loro Dio, Allah e Jahvè sono lo stesso Dio, beh, io sarei molto attento a non cadere in un tranello come questo. Perché il Dio islamico, Allah, non si commuoverà mai, non entrerà mai nella nostra storia. È un Dio che è lontano e che vuole soltanto l’obbedienza, la docilità. Ma non si impasta con la terra e con la carne. Quindi, se lo tengano pure il loro dio! A me sinceramente non tocca più di tanto. Mi commuove invece il presepio, la coronazione di spine, il grido sulla croce. Perché è Dio che fa queste cose! Per il resto, se Dio deve rimanere lontano … beh, stia lontano!

P. Livio. – Però dobbiamo ammettere che per accettare il Dio cristiano, cioè il Dio che si è fatto uomo e che è morto in croce, ci vuole la grazia. Però questa grazia, può esser rifiutata … perché è proprio qui che la ragione si scandalizza!

Maggiolini. – Credo che la ragione non raggiungerà certamente l’incarnazione e tutto ciò che viene dopo l’incarnazione. La ragione può giungere a un dio tutt’altro: a un Assoluto, a un non diveniente, eccetera. Ma quello non è il Dio cristiano! Devo dire altrettanto però che il fedele è sollecitato a ripensare la sua fede e a dare consistenza anche teoretica alle verità a cui aderisce. Credo altrettanto che la religione, quando non riesce a giungere all’incarnazione redentiva – di cui abbiamo parlato prima -, sia sempre inquieta; sia sempre alla ricerca di qualche cosa che però non riesce ad accettare. Si placa soltanto quando si accetta il Dio che giunge fino a noi e ci riscatta dalle nostre colpe, miserie e debolezze.

P. Livio. – Eccellenza, Paolo VI paventava una crisi di fede che avveniva, non tanto come attacco esterno, ma quasi come collasso interno, all’interno stesso del cuore dei credenti. Ecco, lei giustamente nel suo bellissimo libro insiste sul mistero della libertà umana. Ma, all’interno della storia, non c’è anche un mysterium iniquitatis, un mistero del male, che opera?

Maggiolini. – Le rispondo subito di sì, nel senso che la libertà umana deve fare i conti con Dio, che la importuna e la richiama, ma deve fare i conti anche con il mysterium iniquitatis. Lei si sarà accorto che io metto sempre dentro questa presenza del diabolico nella storia, perché è la Scrittura che ce lo dice! Uno che legge l’Apocalisse, uno che legge San Paolo o il Vangelo, a cominciare dalle tentazioni, eccetera … Ho sottolineato molto la libertà umana, perché la mia impressione è che il cristianesimo che viene oggi presentato è un cristianesimo tutto grazia, e non risposta alla grazia, che è chiamata! Mi spiego. Mi ha colpito molto un’avvertenza di Ignazio di Loyola, il quale dice: “Attenzione, quando predicate la grazia, non predicatela in maniera unilaterale, perché altrimenti l’uomo diventa fatalista: si lascia salvare, ma non crede di doverci mettere il suo impegno di responsabilità e di risposta al Signore che lo chiama. Si finisce con un filo-protestantesimo o quantomeno con un quietismo che lascia a Dio tutto il compito della salvezza. Mentre Dio, proprio perché è misericordia, bontà e amore, richiede una risposta terribilmente seria. Cioè, richiede che la libertà umana scatti e dica di sì. E dica di sì continuamente e in modo crescente! Perché sennò finiamo per essere dei burattini in mano a una grazia che non so dove ci porti, ma che comunque con noi ha poco a che fare.

P. Livio. – Dunque lei, a partire da questo presupposto, che è sicuramente uno dei fondamenti del cattolicesimo, e cioè la responsabilità e libertà umana nella religione cattolica, del dramma della salvezza, lei, a partire da questo, arriva poi alla conclusione che, proprio perché l’uomo è libero, può rifiutare l’amore di Dio e la divina misericordia, e quindi perdersi?

Maggiolini. – Certo. E le dico la verità, che in passato, negli anni scorsi avevo un pochino fatto l’abitudine al ragionamento di Von Baltasar, il quale non diceva che l’inferno è vuoto, diceva che  “può essere vuoto”. Ma oggi, leggendo il Vangelo, mi accorgo che Gesù, caspita, non giocherella su queste cose. Parla dei “pochi che si salvano”; parla della “porta stretta”; parla dei suoi nemici che non vogliono accettare la sua predicazione e la sua presenza nel mondo, eccetera. Di conseguenza, io sospendo il giudizio, ma davvero mi stacco anche dalla ipotesi di Von Balthasar e seguaci che secondo me è un pochino intellettualoide. Credo che sia necessario rimettersi nelle mani di Dio. Quando io  ho scoperto di avere un cancro, l’unica cosa che ho chiesto al Signore è stato: “Signore, mantienimi fino in fondo la confidenza nella tua misericordia!”. Perché la vita può essere davvero un donarsi al Signore, ma può essere anche un distrarsi o un opporsi a Lui.

P. Livio. – Quindi è proprio nella struttura stessa della libertà umana – almeno come è qui su questa terra (come diceva Paolo VI in un suo scritto) – di resistere fino alla fine all’amore di Dio.

Maggiolini. – Esatto. È una cosa terribile questa! È una cosa terribile perché Dio è lì: ama fino in fondo! Ama pur non essendo riamato! Eppure la libertà umana ha questa terribile, orrenda capacità di mettersi di fronte a Dio e di chiedergli conto, oppure di non badargli. E questa è la dannazione!  È ritrovarsi murato e solo. Purtroppo, vede padre, quando mando fuori un libro, il libro deve inevitabilmente affrontare gli argomenti secondo la Rivelazione, da parte mia non ho la grande premura di essere accettato a tutti i costi. Dico quella che è la rivelazione. Ma vengo percepito come un duro, un arcigno, eccetera. Mentre è semplicemente la logica dell’amore che fa queste cose! Cioè, se Dio mi ama infinitamente, io devo riamarlo secondo le mie forze, e ho la possibilità, l’opportunità di dirgli di no. Lui è lì. Non sfonda le porte del cuore, non vuole entrare di forza, e lascia, se si vuole, che lo si rifiuti. Ecco, bisognerebbe dire al Signore: “Non lasciarti rifiutare! Non permettere che mi separi mai da te!”.

P. Livio. – Ecco, questo è molto bello. In pratica Dio fa di tutto per salvarci, senza toglierci la libertà.

Maggiolini. – Esatto. Infatti Dio non vuole degli schiavi in ginocchio. Dio vuole dei figli in piedi che gli cadono tra le braccia. Egli non costringe nessuno a salvarsi. Questa è la grandezza dell’uomo e la grandezza di Dio, che si lascia rifiutare.


P. Livio. – Tuttavia credo che – anche se questo non appartiene alla divina rivelazione, però appartiene ormai al patrimonio della Chiesa, e cioè quello che la Madonna ci ha chiesto a Fatima quando ha detto che oggi molte anime vanno all’inferno perché non c’è nessuno che prega e si sacrifica per loro. Credo che ci sia da parte della Madonna, ma anche da parte della Chiesa e dalla divina Rivelazione l’invito a pregare per la salvezza eterna dei fratelli.


Maggiolini. – Si, io sto alla Rivelazione pubblica e non entro nelle questioni delle rivelazioni private, però devo dire che non posso salvarmi se al tempo stesso non mi sento legato agli altri in una sorta di cordata, per cui se mi salvo io, tiro su anche gli altri. Questo vale non soltanto per i vescovi e per i preti, ma per tutti. Per i vescovi e per i preti vale ciò che diceva il Santo Curato d’Ars: “Il prete non va all’inferno o in paradiso da solo, mai!”. Ma questo vale anche per i papà, le mamme, i mariti, le mogli, per le persone che lavorano assieme, eccetera, perché siamo tutti legati a un destino che ci vuole tra le braccia di Dio.

P. Livio. – Mi permetta di farle una domanda un po’ così … forse non è teologica, ma comunque preme sul cuore: è così difficile salvarsi?

Maggiolini. – Ma, ecco, qui non so sinceramente … So che non è meccanico salvarsi. Non è deterministico. Bisogna che entri questa spontaneità, magari faticata, perché la libertà non è fare ciò che si vuole. Ma la libertà è tendere all’ideale, alla pienezza dell’essere, che è l’incontro con Dio! Se è questo allora bisogna che la libertà entri in gioco ed entri con la passione e la pulizia di concetti, per cui vuol bene al Signore, per cui si aggrappa al Signore e non vuole staccarsene e si lascia guidare. per questo a me pare davvero che sia falso continuare a dire che la libertà è una conquista che ci danno gli altri. La libertà è una conquista che facciamo noi, ma con la grazia del Signore, ma che dobbiamo esprimere anche con una certa fatica. Anche con una certa sofferenza. Poi, man mano che si procede nella vita, allora la libertà diventa espansa (si espande), diventa pacata, diventa totale, diventa soddisfatta, e si diventa contenti.

P. Livio. – C’è una bellissima frase che leggo qui nel suo libro fra i titoli dei paragrafi, che dice: “Nella speranza siamo salvati”. Basta allora il desiderio di essere salvati?

Maggiolini. – Il desiderio è vero se si esprime in scelte reali, sennò è una chiacchiera!

P. Livio. – E la fiducia nella divina misericordia, è sufficiente per essere salvati?

Maggiolini. – Se è una fiducia che fa scattare la risposta. Insomma, non è possibile vedere che Dio va in croce e che io gli passo davanti senza degnarlo di uno sguardo! Se Dio va in croce, io devo mettermi in ginocchio davanti a Lui e dire: “Signore, abbi pietà di me peccatore!”.

P. Livio. – Come il buon ladrone?

Maggiolini. – Si, come il buon ladrone, come il pubblicano! Vede, noi siamo così superficiali che non vediamo ciò che il Vangelo ci mette davanti, quasi buttandocelo sul naso. Voglio dire: quando Zaccheo si converte, non se la cava dicendo: “Vengo giù dal sicomoro …”. Prima di tutto invita Gesù in casa sua, ma poi dice: “Se ho rubato, restituisco il quadruplo”. E comunque “faccio giustizia per quel che ho fatto di male”. E questo è certamente una difficoltà, perché richiede il nostro cambiamento di vita. Diversamente è ciò che vediamo.

P. Livio. – Come diceva il vecchio catechismo, ci vuole il pentimento, il proposito e la riparazione …

Maggiolini. – Esatto. Esatto

P. Livio. – Eccellenza, lei qui ha una frase molto bella, che le chiedo di spiegare. Lei parla di morte dialogica. Di cosa si tratta?

Maggiolini. – Si tratta del non vedere la morte come il cadere in un baratro del nulla. La morte è un protendere le braccia – qui mi permetta di cedere un pochino al sentimento -: la morte è l’arrivare alle soglie dell’aldilà col desiderio di fissare i nostri occhi negli occhi di Gesù, per vedere di che colore sono, per vedere quanto intensamente esprimono amore! E poi protendere le braccia per lasciarsi avvolgere dall’amore del Padre che ci aspetta sotto la spinta dello Spirito. In questo senso la morte non è  un finire, ma un incominciare e uno stringere una comunione con il Signore che ci aspetta. È un congiungersi con. E poi, padre, mi lasci dire: io penso proprio – e sono con la teologia più seria - : penso proprio che non ci sarà soltanto la congiunzione con il Signore. Penso proprio che arrivando di là arriviamo anche a vedere la Madonna. La voglio vedere, buttarmi nelle sue braccia! E poi voglio vedere i miei santi preferiti. Ma poi voglio vedere anche le persone che sono vissute con me! Io ho già tutta una lista! Quando vado di là ho già una lista di persone che voglio vedere per prime. C’è mio fratello, il mio papà, la mamma, che son già di là, e mi aspettano. E lì sarà un ricongiungimento stupendo! Perché io sento la nostalgia di questa gente che mi ha lasciato e mi aspetta! (La voce del vescovo qui si incrina di commozione. Ndt)

P. Livio. – Da come lei ha presentato questa morte, diciamo così, in termini evangelici è come dire: “Ecco lo Sposo che viene!”.

Maggiolini. – Esatto!

P. Livio. – La ringrazio per quello che ha detto. Ha detto delle parole altissime che sono entrate nel cuore della gente. Vorrei chiederle di spiegare anche un’altra sua affermazione che a mio parere è molto importante, perché è un po’ come una bussola che ci guida nella vita, e cioè “l’anticipazione del giudizio”. Sappiamo che il giudizio c’è nel momento della morte, ma c’è anche una anticipazione …

Maggiolini. – Ci sono delle vigilie del giudizio, ed è la Comunione. La Comunione eucaristica è anticipazione del giudizio, tanto che Paolo dice: “Se uno mangia indegnamente il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna”. Mentre un altro mangia e beve la propria salvezza. Poi c’è la Confessione, che è una prova generale del giudizio. Perché io mi metto davanti al Signore e dico tutte le mie miserie, ma con la certezza che Egli mi perdona. E son pronto a cambiar vita. Così come la preghiera è anticipazione del giudizio e della morte. Perché? Perché in fondo lì cadono tutte le mediazioni e ci si mette davanti al Signore lasciandosi giudicare e lasciandosi salvare. Tentando di rispondere con la forza, il rigore, la costanza che si riesce ad avere.

P. Livio. – Certo, è quello dell’escatologia individuale, cioè quello della propria sorte eterna è quello che ci preme di più. Però nel suo libro lei tratta anche dell’escatologia che riguarda la chiesa e il mondo. Ecco io vorrei chiederle, lei, come vede la situazione attuale della chiesa? (era il 2007). È una situazione di speranza, di difficoltà, di preoccupazione? Come la vede?

Maggiolini. – Non sarei troppo entusiasta. Perché certamente si va verso una diminuzione di credenti, e dobbiamo essere pronti ad affrontare anche questi tempi. Ma questo fa parte un poco del gioco delle cose. Con la libertà religiosa non c’è più la possibilità di convertire i popoli. C’è la possibilità di testimoniare con la vita. Del resto bisognerà che il cristianesimo si fortifichi un po’, perché stiamo celebrando il funerale del cristianesimo. Insomma, abbiamo paura di parlare di Gesù, abbiamo paura di parlare del giudizio, abbiamo paura di parlare … Insomma sembra quasi che siamo distributori di pillole soporifere, di nobrium, di nohan, di valium, che addormentano più che svegliare le persone. Ecco, io ho l’impressione che il cristianesimo sarà ancora fonte di vita se sarà sé stesso veramente, e se saprà esprimersi almeno in gruppi creativi che testimonieranno uno stile di pensiero e di vita che attira l’attenzione proprio perché è uno stile di vita sciolto, libero e contento. Ecco, insisto su questo.

P. Livio. – Naturalmente nella sua navigazione in 2000 anni di storia, la Chiesa ha visto altri momenti difficili, però lo Spirito Santo è intervenuto suscitando sempre energie nuove. Non ci sarà forse anche per questo tempo un avvento dello Spirito che rinnovi la Chiesa?

Maggiolini. – Può essere, e sarò felicissimo! Ma vedendo le cose, direi, dai tetti in giù, un po’ umanamente, credo che ci aspettino ancora delle tappe di difficoltà, perché abbiamo troppo tradito il cristianesimo. Ci siamo troppo staccati dal nocciolo del cristianesimo, e credo che ci vorranno decenni, perché bisogna che ci si entusiasmi ancora della fede: non la si senta come un peso, ma la si proponga come un motivo di esultanza.

P. Livio. – Se vogliamo parlare, non di riforma della chiesa, che mi sembra una parola troppo grossa – papa Giovanni Paolo II parlò di aggiornamento -, mentre a me piace parlare di rinnovamento della chiesa. Ecco, se lei dovesse dare dei consigli, da dove ricominciare questo rinnovamento della Chiesa perché possa affrontare le nuove sfide?

Maggiolini. – Io ho in mente il cardinale König che, all’apertura del Concilio Vaticano II, quando gli avevano chiesto di che cosa doveva trattare il Concilio aveva risposto: “Parlate di Dio. Parlate del Verbo che si incarna, di Gesù di Nazareth che muore e risorge per noi”. Secondo me bisogna davvero riprendere i fondamenti della fede, perché son questi che danno vita! Vede, oggi non ci sono più delle eresie parziali, settoriali, ma c’è una gran confusione! (padre Livio dice: “Certo”.). Nessuno più sa dire che cosa sia il cristianesimo, e invece è di una semplicità enorme! (Certo, forse ha ragione Messori quando afferma che si sono prodotti troppi documenti su vari argomenti, magari anche bellissimi, ma che pochi hanno letto. Molti poi sono stati interpretati male o strumentalizzati da fonti informative nemiche della Chiesa! Ndt). Bisogna avere il coraggio – prosegue Maggiolini -, magari saremo in pochi, ma questo non è affare nostro. Però dobbiamo non tradire le persone che ci ascoltano, e dire che cosa è veramente il cristianesimo che riempie la vita!

P. Livio. – Mi ha fatto molta impressione, leggendo le opere della Beata Caterina Hemerik, che è stata recentemente elevata all’onore degli altari (va bene che sono rivelazioni private), però si trovano anche in altri santi. Ma a Caterina Gesù dice: “Basterebbero pochi cristiani per rinnovare il mondo”. Purché siano veri.

Maggiolini. – Sì. Ebbene questo è già nel baratto che Abramo fa con Jahvè, no? Quando riduce il numero da cento giusti, fino ad arrivare a dieci e poi cinque giusti (ipoteticamente presenti in quelle città), per salvare le città condannate. Ma a me pare davvero che ciascuno deve risolvere il proprio problema, e poi sarà di contagio mimetico nei confronti degli altri. Metteremo in tentazione di credere.

P. Livio. – Eccellenza, lei parla giustamente – e ne ha parlato anche il Sinodo dei vescovi a proposito dell’Europa -, di un’apostasia silenziosa: come di una seduzione satanica che sta allontanando i cristiani dal cuore della fede, che è Cristo. Ma lei nel suo libro parla anche di Anticristo e di persecuzione. Cosa intende dire?

Maggiolini. – Semplicemente ciò che intendono San Paolo e San Giovanni. L’Anticristo è colui che predica che Gesù non è il Figlio di Dio fatto uomo. E di conseguenza è l’annacquatore, il dissolutore della originalità cristiana. Io non so in che modo si attui la grande apostasia, ma è la prova che la cristianità incontra prima di aprirsi all’abbraccio definitivo di Dio alla fine del mondo. E qui è Paolo che ne parla! E non riesco a capire come si possa eliminare una cosa del genere! E del resto è lo stesso Vangelo che ne parla di “grande prova, grande apostasia”. (p. Livio cita anche l’Apocalisse). L’apocalisse, si capisce, risponde monsignor Maggiolini. Ma qui bisogna stare attenti a non lasciarsi prendere dal discorso diffuso che ride di queste cose, mentre dovrebbe impaurirsi!

P. Livio. – Secondo lei, guardando le cose future, questa crisi che stiamo vivendo, che sta vivendo soprattutto la Chiesa, quale sbocco avrà? Avrà uno sbocco positivo o siamo entrati nella logica di cui parla il Catechismo della Chiesa cattolica, cioè che la Chiesa vivrà la passione di Cristo prima della sua ultima venuta?

Maggiolini. – Mah, io credo che vivrà la passione di Cristo prima della sua ultima venuta. Credo che siamo in un periodo in cui non sono molto facili le esaltazioni e le compiacenze. Il Signore ci lega a un periodo di difficoltà, di sofferenza. E credo che sia ingiusto dire, perché non sono nato nel Medio Evo o tra cent’anni? Uno nasce quando il Signore lo fa nascere, e deve voler bene al suo tempo, perché è qui che deve salvarsi! Non nel Medio Evo o tra mille anni. Perciò bisogna riconciliarsi con la situazione in cui ci si trova. Vedere di non lasciarci sedurre … Perché è anche questo è il problema. Io ho l’impressione che oggi non si parla più di sacrificio, di rinuncia, ma è questa ascesi che ci porta a unirci al Signore in maniera intima e sincera.

P. Livio. – Per concludere questa prima parte prima di lasciare la parola agli ascoltatori, voglio ricordare ancora il titolo di questo libro tascabile, interessantissimo di Monsignor Maggiolini (e lo cita di nuovo), ecco, io vorrei chiederle, quali sono i consigli di un vescovo ai fedeli in questo tempo di combattimento spirituale?

Maggiolini. – Seguano il cristianesimo sine glossa, cioè senza molti commenti. Seguano la preghiera, l’adorazione, l’Eucaristia, la Confessione, la Confessione, la Confessione! (La cui assenza) sta mandando a ramengo tutta l’esperienza del peccato e della liberazione del peccato. E poi l’amore agli altri, e la testimonianza di ciò che crediamo. Perché gli altri hanno diritto di vedere in noi l’entusiasmo, la passione di ciò che condividiamo dell’unione con il Signore. E poi la fraternità cristiana, che diventa il segno del “guardate come si amano!”. E questa fraternità è certamente rivolta anche al terzo mondo, ma inizia dal vicino di casa.

P. Livio. – Eccellenza io la ringrazio per questi suoi alti, vissuti e partecipati insegnamenti. Rimanga in linea, perché fra poco passeremo alla selezione delle telefonate con le domande e testimonianze degli ascoltatori.





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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1/23/2017 4:07 PM
 
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  Domande degli ascoltatori di Radio Maria a Monsignor Alessandro Maggiolini dopo il suo colloquio con P. Livio su: “Quando il Signore ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?”


Un ascoltatore lo interpella sulla libertà, chiedendo se oggi la gente sia consapevole del dono della libertà che il Signore ci dà.

Maggiolini. – Devo dire di no. Devo dire che ci hanno cambiato le carte in tavola senza che noi ce ne accorgessimo. Cioè, mentre la libertà è una tensione verso l’Assoluto, e per il credente verso l’Assoluto incarnato, morto e Risorto, che è Gesù, il Fine della nostra esistenza, per cui la libertà può andare verso il Fine o rifiutarlo, il pensiero contemporaneo diffuso – quello più superficiale, ma anche quello abbastanza agghindato, dei competenti -, ha finito per, o negare la libertà, o ridurla a libero arbitrio (o al fare ciò che più piace o ciò che si vuole. Ndt). Soprattutto ha tentato di negare la libertà. E l’ha negata, sia sotto i condizionamenti esterni del pensiero, del comportamento, eccetera, sia dal punto di vista chimico. Non dimentichiamo che oggi molti turbamenti, anche religiosi, vengono placati con metodologie farmaceutiche. Trattate cioè come delle malattie. Oppure sono turbamenti che vengono osservati come una fatalità, quando addirittura non si tenta di programmare un uomo senza il tentacolo che vuole raggiungere Dio sotto l’azione della grazia. Bisogna reagire a tutti questi tentativi di dissuasione, perché in questo modo si perde la dignità di uomo oltre che quella di credente. (Mi arrivano da vari paesi europei, da siti cattolici, allarmi per quella che viene chiamata “decostruzione dell’uomo e della società”. Davvero un progetto perverso portato avanti con ogni mezzo da élite culturali e finanziarie che possiamo tranquillamente definire come “diaboliche”. Ndt)

Altra ascoltatrice. Buon giorno eccellenza! Le faccio i complimenti anch’io per la sua catechesi, però mi è venuta la pelle d’oca quando ha parlato della sua malattia e ha detto che quando andrà in cielo vorrà vedere il colore e lo sguardo degli occhi di Gesù e le persone che le sono state vicine (E qui il suo dire è soffocato nel pianto. Ndt), perché anch’io sono una malata come lei. Ho apprezzato molto quanto ha detto, perché anch’io voglio quello che ha detto lei prima. Ma non riesco a ripeterlo …

Maggiolini. – Si. Ma signora, non si allarmi! Quando le vengono dei rigurgiti di ribellione, si metta nelle mani di Dio. Poi è Lui che conduce. Io le dirò che mi son messo nella condizione di uno che va avanti a fare il vescovo con tutte le forze e con l’entusiasmo di cui sono capace. E voglio un bene dell’anima alla mia gente, alla gente che il Signore mi ha affidato. Però sono pronto, quando il Signore lo vorrà … Credo di avere anche un po’ di paura. Però è la paura della mia fragilità, non la paura della mancanza della bontà e della misericordia del Signore nei miei confronti. Quindi, teniamoci la mano, Signora, e preghiamo insieme. Dopo vedremo, perché quando si è di là si guarda indietro e si vede che tutto aveva un significato. Anche ciò che sembrava una sciarada impossibile e cattiva. Auguri! (A una ascoltatrice di Varese che gli dice, da malata, che lo ricorda nella preghiera e che l’importante è andare in paradiso, così risponde). La ricordo anch’io al Signore. Mi tenga presente, perché mi fido molto delle preghiere della gente, e credo che il vescovo abbia anche il compito di mostrare come si muore, oltre che come si vive. Mi viene in mente il Cardinal Ferrari quando fu colpito da un cancro alla gola – me lo diceva la mamma -. Quando si era accorto che ormai era sul declino, aveva fatto aprire la stanza e lui benediceva la gente che passava davanti al suo letto. E diceva: “Voglio che la gente sappia come muore il suo vescovo. Ecco, mi pare una cosa molto bella. Signora, ringrazi il Signore se le dà la pace che mi ha detto. Grazie! 

Buon giorno! chiamo dalla Puglia. Negli ultimi minuti del suo colloquio con P. Livio lei ci ha detto che riconciliarci con la nostra storia è molto importante. Io in effetti vivevo questa incapacità di accettare la storia che Dio mi donava di vivere. E questo era un impedimento molto forte alla mia conversione. Nel momento in cui, attraverso una confessione, Dio mi ha messo in mano la chiave attraverso cui riconciliarmi con la mia storia, anche nell’esperienza di alcuni giorni di adorazione, ho potuto finalmente amare la mia storia e amare il mio nemico. Il momento in cui ho finalmente detto no al demonio e alle sue tentazioni, un poco alla volta sono giunta alla conversione, aggrappandomi al Signore, credendo veramente che era lui a salvarmi.

Maggiolini. –Grazie. È molto consolante quello che sta dicendo. Mi piace sottolineare il fatto che quando ci si riconcilia con il Signore ci si riconcilia anche con se stessi, col proprio ambiente, con le persone che si hanno accanto, col tempo in cui si vive. E poi mi pare che sia molto bello l’aver identificato l’adorazione e la confessione come momenti in cui uno prende coscienza della propria situazione e la vede, non più al buio della disperazione, ma alla luce di una possibilità di revisione, di una conversione, che avverrà un po’ alla volta, con fatica, con dolore, ma anche con le sue consolazioni., non c’è dubbio. Auguri di cuore!

Buon giorno! Sono Laura e chiamo da Napoli. Volevo che lei mi chiarisse il concetto detto all’inizio sulla totale confidenza e fiducia in Dio, sul come fare per evitare di cadere nel fatalismo, di cui parlava lei. Come dobbiamo porci per lasciarci cadere nelle braccia del Padre, nell’accettazione degli eventi, della sua volontà? In una maniera passiva oppure spingerci a fare qualcosa in più?

Maggiolini. – Credo che se l’incontro con Dio dovesse essere soltanto uno stimolo alla passività, finirebbe per mortificarsi e basta. Invece si tratta di un’accoglienza e di un dono di sé al Signore che ci riconsegna ai nostri doveri, ai nostri impegni. Non possiamo dire “Amo il Signore” e poi non fare nulla. “Non chi dice Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio …”. Ecco, è questo fare che ci diversifica da persona a persona. Insomma, chi è mamma, chi è sposa, chi è docente, operaio o prete, chi è vescovo, eccetera. Deve prendere il suo dovere – i doveri del proprio stato, come si diceva una volta - , e cercare di esprimersi con libertà, con pulizia, con entusiasmo, in modo che la vita diventi vivace e capace di fascino. Ecco ciò che le auguro sinceramente! Grazie.

Buon giorno monsignore! Chiamo dalla provincia di Nuoro e vorrei sottoporle una domanda. Secondo qualche rivelazione privata, la prova  finale che la Chiesa dovrà affrontare sarà più morale che fisica. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa lei.

Maggiolini. – Non le so dire più di quanto ha detto lei, perché la prova fisica credo che verrà certamente, nel senso che già adesso ci sono dei martiri. E il martirio non va visto soltanto in Sudan o nei paesi musulmani o nei paesi pagani, dove si ammazza la gente. Il martirio va visto anche nel compatimento che spesso viene riservato ai credenti, quando ci guardano con un senso di pietà, di condiscendenza (o in modo beffardo). Anche questo crea sofferenza. Però credo altrettanto che la prova più vera sarà la prova morale, cioè il riuscire a tener ferma la propria fede e ad aumentarla nonostante le difficoltà che incontra, come i tradimenti, le delusioni in cui ci si imbatte, il senso di inutilità, il non vedere i risultati, eccetera. Qui bisogna essere davvero freschi interiormente e saper ringraziare il Signore anche quando non vediamo tutti i motivi che abbiamo per ringraziarlo. Ma ne abbiamo sempre.

Buon giorno! Mi chiamo Claudia e telefono dalla provincia di Parma. Molto spesso parlando con delle persone capita di sentirsi dire: “Io sono credente, ma non praticante. Prego, vado a Messa quando mi sento o quando ne ho voglia …”, proprio – secondo me – in forza di quella libertà che noi abbiamo e che anche la nostra fede ci dà, cioè che non ci provoca conseguenze. Se non andiamo a messa, se non ci confessiamo, non abbiamo conseguenze visibili, se non conseguenze spirituali, che non sono riscontrabili nell’immediato. Allora è difficile far comprendere a queste persone, con degli argomenti validi, che è indispensabile seguire le pratiche religiose quando si dichiara di essere credenti e praticanti. Le faccio un esempio terra terra: quando il corpo è sano ti manda i segnali della fame e della sete, che ti fanno capire che devi nutrirti e dissetarti per il bene del tuo corpo. Quando poi ci ammaliamo, questi segnali non ci arrivano e allora capiamo che c’è qualcosa che non va, e andiamo a curarci. Così spiritualmente. Se uno è “sano” spiritualmente, sente che è necessario partecipare alla messa, pregare, confessarsi, eccetera. Ma quando lo spirito è malato, allora è lì che se ne ha ancor più bisogno!

Maggiolini. – Bisogna vedere poi cosa significhi star bene. Se star bene vuol digerire bene o respirare bene … va beh, ma se star bene vuol dire avere l’animo tranquillo, avere il cuore in pace, essere saturati dal contatto con il Signore, allora è un’altra cosa. Detto questo, a me pare che, non è che non ci siano conseguenze quando si rifiuta l’espressione della fede che si ha. La conseguenza è che si perde a poco a poco la fede. E del resto è perfettamente inutile dire che io voglio bene al Signore, se per Lui poi non faccio niente! È dire le bugie, insomma! È come un marito che dice “ti voglio bene, ti amo alla follia!” alla moglie, però poi gli spegne le sigarette negli occhi. Cosa vuol dire? Vuol dire che c’è una illogicità, una assurdità, quantomeno un distacco tra ciò che si pensa, ciò che si dice e ciò che si fa. Insomma, se uno è innamorato o ha il mal di denti, lo si vede! Se si ama il Signore si sente l’esigenza di esprimere questo amore, e lo esprime anche attraverso le pratiche religiose. Diversamente può essere solo un’illusione.

Buon giorno monsignor Maggiolini! Chiamo da Milano. La ringrazio tantissimo per quanto ci ha detto. Andrò di corsa a prendere il suo libro! Io sono una insegnante di religione nelle scuole elementari. Vorrei sottolineare il fatto che è vero che c’è questo martirio silenzioso. Lo viviamo quotidianamente soprattutto dagli adulti. Ma noi vorremmo trasmettere ai bambini questo amore a Gesù, farlo conoscere e amare. Quello che mi dispiace di più è l’atteggiamento dei genitori cristiani e cattolici delle nostre scuole, che sono sempre più spenti e spesso sembrano disinteressati all’aspetto religioso. La stessa cosa mi capita con il catechismo in parrocchia.

Maggiolini. – Credo che sarà difficile dimostrare amore geometrico, cioè con un sillogismo, che bisogna essere felici, entusiasti, eccetera. Bisogna che a un certo momento anche i genitori si rendano conto che devono svegliarsi e devono in qualche modo sollecitare il cuore a unirsi al Signore. Io credo che non sarà possibile arrivare a tutti i genitori attraverso i bambini, perché i bambini ricevono, più che dare. Però danno anche! E credo altrettanto che i genitori nascondano dei sentimenti religiosi più di quanto assicurano a parole o con il comportamento. Talvolta sono oberati da altre cose. Ma poi viene la malattia, viene la vecchiaia, eccetera, e si comincia a dire: che cosa ho fatto nella mia vita? Magari i figli deludono, e allora son qui da solo. Cosa faccio? Eccetera. Io chiedo di non scoraggiarci e di continuare il nostro lavoro perché è davvero un lavoro proficuo. E se riusciamo a mettere sulle labbra di un bambino un’invocazione a Gesù, abbiamo raggiunto lo scopo di una vita. Davvero …

Sia lodato Gesù Cristo, Eccellenza! Sono un’operatrice in parrocchia in cui lavoro assieme a mio marito e ad altre coppie nella diocesi di Vittorio Veneto. Lavoriamo con i fidanzati e con le giovani coppie. Oltre a parlare del Battesimo abbiamo parlato del nostro “sacerdozio laicale”, che ci viene dato dal battesimo. Se si riesce a far capire questi concetti, così come il nostro essere figli di Dio, li rende consapevoli di essere entrati in questo Corpo mistico che è la Chiesa. Vorrei che lei commentasse questo fatto. (Ho cercato di tradurre, come ho potuto, quello che mi pare di aver capito da una esposizione un po’ confusa. Ndt).

Maggiolini. – è molto bello ciò che sta dicendo. Andate aventi, perché siete sulla strada giusta, ecco, in modo che il Signore sia vicino e trasformi l’amore che vi volete in atto di amore a Lui. Perché dipendete da Lui nell’amore sacramentale del matrimonio e della fecondità. Se riuscite poi a trasmettere ai fidanzati queste certezze, ringraziatene il Signore, perché fate del bene! Auguri!

Buon giorno monsignore! Vorrei darle una testimonianza e ringraziarla per tutte le belle cose che ci ha detto, e che sono verità! Ho l’impressione che oggi il cristiano non abbia la voglia e la forza di testimoniare il Vangelo. Ieri sono rimasta molto amareggiata da una risposta di una persona che è venuta a casa mia. Sa, quando mi trovo con gli altri mi capita spesso di parlare di Dio o di Gesù, o di andare su quel discorso, e questa persona mi ha risposto: “Ma dobbiamo stare attenti anche a non far violenza …”. E se si pensasse a tutta la violenza che si fa nel mondo (anche attraverso i media. Ndt), che trasmettono cose brutte, violente, che arrivano ai nostri figli. Ecco perché Cristo muore. Muore per questo motivo. Muore anche perché noi cristiani non sappiamo testimoniare in parole e opere, perché ci si vergogna di parlare di Cristo …

Maggiolini. – Credo anch’io. Stiamo subendo davvero il contagio mimetico di ciò che si pensa e si dice in generale, e da parte nostra curviamo la testa e ci ritiriamo nel nostro guscio. E lasciamo da parte le cose importanti. Insomma, se Paolo comincia a parlare, parla di Gesù Cristo. Se Gesù incomincia a parlare, parla della sua missione e del suo essere. Non dico che noi credenti dobbiamo diventare un po’ chiacchieroni, ma se, con naturalezza, con serenità, diciamo i motivi veri che ci spingono a vivere, dobbiamo inevitabilmente tirare fuori il primo motivo che è l’adesione a Cristo. E questo può dare fastidio, ma può anche invitare a riflettere. Non aspettiamoci subito dei risultati. Prima o poi magari uno ci riflette e ci dà ragione in segreto. Insomma, continui, continui tranquillamente. E auguri! (Dieci anni dopo queste parole però siamo entrati nel tempo del “dialogo”, del “non alzare muri o steccati”, del “non fare proselitismo”, così molto cristianesimo per paura di incorrere in questi rischi, diventa incerto e timido. Ndt).

Pronto! Buon giorno! Sono Sira e chiamo da Napoli. Sono una docente e una mamma, e purtroppo vivo anch’io con molta ansia e con molta sofferenza questa situazione. Ho due figli giovani e non so come  si possa fare in modo di arginare questa piaga che ci sta invadendo. Non so se a capo di tutto ci sia una mente perversa, che sta mandando questi giovani allo sbaraglio. Cosa possiamo fare? Io nel mio piccolo quando ero a scuola sono riuscita a portare in chiesa e a fare la comunione tutta la classe di 30 persone. Poi erano tutti contenti, anche quelli che erano recalcitranti. Io vedo che questi giovani non hanno una guida forte. Non hanno una guida sicura. Nessuno si interessa di loro. Mass media, televisioni, politici, stanno spingendo tutti verso il baratro, verso questo amore libero, questo amore facile. E stiamo vedendo che cose vergognose stanno venendo fuori. Ragazzine di 19 anni che si sono già rovinate la vita buttando via un figlio. Secondo me nemmeno l’università preserva i nostri figli da enormi rischi, e spesso escono più ignoranti di quando la gente non andava a scuola. Spesso poi le famiglie non controllano o non si interessano di questi figli che vivono con altri in appartamenti o studentati. (Sono passati 10 anni e le cose non sono certo migliorate. Ndt)

Maggiolini. -  Lo credo anch’io, e ormai credo che anche i genitori si siano accorti che valgono poco le scuse buttate lì come pretesti, a cui non corrisponde niente, o corrisponde il contrario. Per quanto riguarda la cultura io farei una distinzione tra ciò che si impara a scuola e ciò che si impara dalla vita. Dalla scuola, si, si può imparare qualcosa, ma è poi la vita che rompe, dalle fatiche alla coerenza, alla serietà, all’austerità, eccetera. E questo può essere affare più di un contadino che di uno studente 110 e lode. Per quanto riguarda il fatto di parlare con i giovani, io direi, guardate che i giovani non vanno né esaltati, né disprezzati. Vanno capiti nella sofferenza che hanno dentro. Perché soffrono. Hanno bisogno di qualcuno che gli dica di no. Hanno bisogno di qualcuno che gli mostri una strada giusta, ma con autorevolezza. E che sappia ascoltarli. Li lasci parlare. Presti attenzione. Perché diversamente finiscono con lo sgusciar via dai loro impegni e dal contato che possono avere con persone che possono far loro del bene. Grazie signora! Auguri!

Ringrazio p. Livio, ringrazio le persone che sono intervenute con molta ponderatezza, con molta profondità e con una delicatezza davvero squisita. Auguri!

(Trascrizione di Claudio Forti)



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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