DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Introduzione e Compendio integrale al Catechismo di san Pio X

Last Update: 10/18/2012 8:03 PM
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4/17/2009 6:26 PM
 
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Facendo riferimento al meraviglioso Magistero di SAN PIO X 
vi proponiamo ora qualcosa non di eccezionale, ma da RISPOLVERARE...
IL CATECHISMO detto SAN PIO X [SM=g1740721]

Vorrei ringraziare i fratelloni Giovanni e Paolo del sito Maran athà  per la chiarezza e la franchezza e l'equilibrio nell'analizzare la questione della catechesi nella Chiesa e il suo rapporto con la modernità!

vi assicuro che il testo è molto più godibile leggerlo dal sito stesso...

http://www.maranatha.it/catpiox/02page.htm

ma lo proponiamo anche qui per comodità....

Buona lettura

AVVISO PER LA LETTURA:

Ghigno direi che il testo è una BOMBA...
probabilmente farà infuriare alcuni...ma darà anche giovamento agli umili, a quanti si accosteranno all'introduzione non con spirito critico, ma con L'AUTOCRITICA... [SM=g1740733]

Tale testo infatti nasce non come atto di accusa, ma come AUTOCRITICA da parte appunto di Cattolici seri che NON si nascondono dietro un dito e, amando la Chiesa, dicono senza se e senza ma, il grave problema che sta portando molti cattolici in una lenta APOSTASIA....ecco, lo si legga con questo spirito che è quello giusto...[SM=g1740722]



INTRODUZIONE
 AL
COMPENDIO DI SAN PIO X

DEL CATECHISMO
DEL CONCILIO DI TRENTO


 

Il Catechismo della Dottrina Cristiana, volgarmente detto Catechismo Maggiore di San Pio X, è un Compendio in forma di domanda e risposta, del Catechismo ad uso dei parroci, pubblicato da San Pio V negli anni 60 del '500, e di fatto unico catechismo ufficiale della Chiesa cattolica, fino alla sua riformulazione del 1992, che è il “Catechismo della Chiesa Cattolica”.


Nello stendere il Compendio del Catechismo Tridentino, San Pio X volle produrre un'opera che tenesse conto anche di un aggiornamento ecclesiale relativo al Concilio Vaticano I, e che fosse un testo valido per l'insegnamento della religione nel suo tempo. Per questo, quello che in origine era concepito come “compendio”, è diventato un testo a sé, robusto e massiccio, oltre ad essere uno dei testi più importanti del '900, sicuramente il testo più letto e che a memoria d'uomo tutti quelli di una certa età ricordano.


Diviene uno di quei testi fondamentali della storia, capaci di dare una svolta alla cultura e al costume della società, come il Codice civile napoleonico, il codice di giustiniano a suo tempo, e pochi altri testi.


Nell'ambito di un'intervista rilasciata al giornalista Gianni Cardinale del quotidiano dei Vescovi d’Italia Avvenire il 27 aprile del 2003, il Cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, dichiarò a tal proposito:


        
La fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di San Pio X conserva sempre il suo valore. Può cambiare invece il modo di trasmettere i contenuti della fede. E quindi ci si può chiedere se il Catechismo di San Pio X possa in questo senso essere considerato ancora valido oggi. Credo che il Compendio che stiamo preparando possa rispondere al meglio alle esigenze di oggi. Ma questo non esclude che ci possano essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col Catechismo di San Pio X. Non bisogna dimenticare che quel Catechismo derivava da un testo che era stato preparato dallo stesso Papa quando era vescovo di Mantova. Si trattava di un testo frutto dell’esperienza catechistica personale di Giuseppe Sarto e che aveva le caratteristiche di semplicità di esposizione e di profondità di contenuti. Anche per questo il Catechismo di San Pio X potrà avere anche in futuro, degli amici.[SM=g1740722]


Maranatha.it ripropone dunque questo gioiello della Tradizione sana e genuina della Chiesa Cattolica, perché possa essere consultato e utilizzato ancora come valido strumento per la catechesi ordinaria nelle parrocchie. 
 

...


Marantha.it è attivo da tanti anni, milioni sono stati i contatti in questi anni di sacerdoti, missionari, religiosi, religiose e il popolo tutto di Dio che da questo sito ha attinto a quelle sorgenti perenni di Verità e di Giustizia.

Migliaia sono state le e-mail ricevute, tutte che ringraziavano il nostro povero lavoro e migliaia sono state quelle e-mail che racchiudevano in se vere e proprie considerazioni sul mondo e sulla Chiesa. Non sappiamo perché di questa elezione che noi non abbiamo né chiesto né  cercato. Voi carissimi fratelli e sorelle sapete il perché. 

Abbiamo molto pregato e riflettuto se sintetizzare queste confidenze in un blog, ma vediamo che questo sito non ha in se questa vocazione. Nel presentare il Catechismo Maggiore di San Pio X abbiamo pensato di rispondere alla domanda di un sacerdote che chiedeva a noi qualche giorno fa: “perché il Catechismo Maggiore è stato oscurato?” in un modo ampio che tenesse conto di tante vostre considerazioni sulla Chiesa e sul Mondo.


Ci scusiamo in anticipo se questa introduzione al Catechismo di San Pio X causerà qualche bruciore di stomaco, non è nostra intenzione recare danno a nessuno. Quello che vogliamo è solo una cosa la Maggior Gloria di Dio e la salvezza dell’anima nostra.


PERCHÉ IL CATECHISMO MAGGIORE
É STATO OSCURATO?[SM=g1740730]


Dopo il Concilio Vaticano II il Catechismo Maggiore è stato subito messo da parte con l’accusa di rappresentare per molti “la dottrina cristiana”, tradotta in forma di domandine elementari, quasi come se l'insegnamento della dottrina (e l'acquisizione della padronanza della scienza sacra) fosse impartire nozioni sragionate a un popolo trattato come se fosse un bambino.


Questo nella mentalità, ovviamente non nella volontà di San Pio X. Ciò che era un catechismo popolare era e resta il primo livello di alfabetizzazione religiosa del popolo, il quale ha il dovere di emanciparsi da questa forma semplice, a seconda delle possibilità di ognuno, e arrivare a livelli sempre più profondi di comprensione.

Certamente lo sclerotizzarsi di certi atteggiamenti ed insegnamenti da parte dei pastori, favoriscono in un clima anticlericale di fondo (quale è la società moderna: non solo anticlericale, ma fondamentalmente materialista e anti-trascendentale) una erronea percezione della Chiesa e della religione, poichè manca del tutto da parte del popolo la volontà e l'impegno umile di sforzarsi di comprendere. Nel clima della contestazione generale, anche nella Chiesa gli anni ‘70 hanno visto un rifiuto da parte della base degli strumenti e delle concezioni pedagogiche tradizionali. Occorre comprendere gli anni 60-70 alla luce di quella filosofia che non ha mai abbandonato la Chiesa da allora: il marxismo.


Contestazione non significa crisi, non significa che un problema reale sia emerso. La Chiesa è andata di continuo incontro a momenti di crisi delle sue istituzioni, che sono risorte tramite un continuo aggiornamento che le rendesse compatibili con la vita contemporanea. Si pensi alla crisi della Chiesa primitiva di fronte al fenomeno delle invasioni barbariche, e alla sua resurrezione mediante il monachesimo; alla crisi del monachesimo (con conseguente crisi del clero secolare) cui è seguita la riforma operata dagli ordini mendicanti; la crisi degli ordini mendicanti cui è seguita la controriforma; ecc.



Ciò che è stato il fermento culturale e filosofico presente in quegli anni, invece va visto come l'applicazione alla vita della Chiesa di una ideologia, ossia di un sistema complesso in cui la verità, la domanda, la risposta, i problemi e le soluzioni, sono tutti contenuti nel medesimo pacchetto. Un sistema autonomo che è svincolato dalla realtà, poiché in se medesimo è portatore di tutti gli elementi di una realtà e quindi creatore di una realtà parallela.


Secondo la visione marxista, la realtà è materiale e non spirituale. Differenza questa fondamentale tra Hegel e Marx, di fatto latori della medesima ideologia, ma con risultati differenti: Hegel fu l'ispiratore del modernismo della fine dell'800 e degli inizi del '900 noto all'estero come protestantesimo liberale, una sorta di razionalismo spiritualista - e quindi hegeliano - ; Marx fu l'ispiratore di quello che è, a nostro avviso, il pensiero cattolico dagli anni 60 in poi, e che di fatto non ha mai avuto un nome preciso.


Mons. Marcel Lefebvre lo chiamava modernismo o neo-modernismo - ma è enorme la differenza con il primo -, altri lo chiamavano progressismo, soprattutto per identificare una contrapposizione interna alla Chiesa, fatta di “conservatori e progressisti”, con evidente accezione negativa dei primi e positiva dei secondi. Progressisti è comunque la definizione che i marxisti danno di se stessi.
 

Benedetto XVI si guarda bene dal cadere nel tranello della lotta di classe tra fazioni cattoliche, ossia una politicizzazione relativista del cristianesimo stesso, probabilmente perchè, come dice nella sua autobiografia, il marxismo all'opera lui lo ha visto bene, quando era giovane professore nelle università tedesche e i suoi studenti e colleghi professori - Bloch e Moltmann, soprattutto - applicavano in modo orrendo questi principi;  tuttavia si trova nell'esigenza di dover chiamare in qualche modo il nuovo corso.


Userà i termini “ermeneutica della continuità/discontinuità” per indicare coloro che fanno del post-concilio un prosieguo della tradizione perenne e chi invece fa di questo periodo una rottura. In fondo il marxismo è “rottura e superamento”, Antitesi e sintesi (Aufhebung) e trova in questo la sua particolarità.


Dal canto nostro preferiamo parlare di Tradizione e di modernità, intendendo per modernità la degenerazione (non la contemporaneità ovviamente) del pensiero tradizionale, quale è risultato da una serie di fenomeni storici, sociali, politici e filosofici: dalla scoperta dell'America alla trasformazione dell'economia in mercantilismo alla nascita del protestantesimo alla rivoluzione francese ad Hegel e Marx. Il marxismo attuale - non più comunista-collettivista, ma curiosamente divenuto liberal - è l'attuale fase della modernità.



Ebbene dicevamo all'inizio che il marxismo è contraddistinto da un superamento dello spiritualismo hegeliano e da una forte connotazione materialista. In ambito cattolico anche se si è sempre negata alcuna relazione con il marxismo, si é osservato però una lenta assimilazione con questo pensiero che è per sua natura molto complesso. Si è visto in pochi decenni il fenomeno di un progressivo abbandono del trascendente (l’uomo è proteso verso Dio, per le cose del Cielo e non della terra), dello spirituale, del sacro, del divino, per parlare unicamente di questioni sociali, politiche ed economiche. [I missionari cattolici nelle pubblicazioni per ottenere fondi si vede esplicitamente che non vanno più per battezzare (unica via rivelata da Dio per la Salvezza) e per portare le anime in Cielo ma per costruire asili e scavare pozzi].


Il Catechismo nelle sue riduzioni nazionali per la catechesi primaria non insegna più come funziona il cielo e come ci si va, ma come gli uomini devono vivere sulla terra.[SM=g1740732] 
[Noi sappiamo bene che un’immagine vale più di mille parole, sarebbe bene quindi comparare le figure del Catechismo “Dottrina Cristiana I e II” del 1955 ed. Paoline, riedito da 30giorni, con il “Venite con Me” edito nel 1992 dalla Cei].[SM=g1740733]


Nella contestazione cattolica, si contesta direttamente l'importanza di Dio, riducendolo a postulato di un sistema morale che voglia portare avanti una visione di equità, in quello che è percepito come l'unico senso della vita: il mercato, il mondo economico (e quindi il lavoro, la società, la  politica e la vita privata. In questo ordine).


Nasce il Catechismo Olandese
, [SM=g1740732] e così come affermerà il Servo di Dio Mons. Piercarlo Landucci negli anni nella rivista “Palestra del Clero”, con il preciso intento di essere la sintesi di superamento della visione cristiana precedente, fondatore di una nuova cristianità che abbia il marxismo come base: non più discorsi sulla presenza reale di Cristo nell'eucaristia, che diventa trans-significazione, mutamento di significato per l'opinione del credente, ma meramente simbolico; discorsi invece sul popolo, sui diritti “umani”, sociali e politici. La vita non è più vista in dimensione sacrale ma in dimensione economica.


Il marxismo nella Chiesa cambia la chiave di lettura della realtà, in un modo mai avvenuto prima. E' vero che sempre l'eresia fenomenologicamente si delinea come l'uso di una filosofia impropria come chiave ermeneutica della fede (che quindi se come chiave è difettosa, finisce con lo scassinare e scardinare la stessa serratura): l'arianesimo fu plasmato dal neoplatonismo, il protestantesimo dal volontarismo occamiano, il modernismo dall'hegelismo, ecc. Tuttavia le eresie si superano perchè in un contesto di realismo filosofico, ossia di una filosofia che cerca la verità, poiché sa che esiste la Verità (e tale filosofia si chiama metafisica) si riesce a emendare gli errori tramite la logica e a recuperare agevolmente il senso delle cose.


Ma soprattutto le eresie antiche non scardinarono una visione morale e spirituale che rimane sostanzialmente identica. L'emanazionismo plotiniano arrivava a fare pensare che il Figlio fosse emanato dal Padre, ma non fosse della stessa sostanza, bensì un prodotto. Ma intendiamoci: sempre si rispettavano i Comandamenti, sempre si andava al Culto ( la Messa), sempre si amava il prossimo, sempre si pregava, sempre si cercava di lavorare per il regno di Dio. E in effetti ci domandiamo quanti ariani popolani compresero il passaggio da ortodossia cattolica ad arianesimo, dato che erano immersi nel medesimo contesto morale e filosofico generale tradizionale. E infatti proprio questo ha salvato la Chiesa. Superata la difficoltà sul concetto di Sostanza, la Chiesa ha ritrovato la sua unità in un contesto di pratica e di teoresi sostanzialmente buone.




[SM=g1740739] continua............

[Edited by Caterina63 4/17/2009 6:29 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)
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http://www.maranatha.it/catpiox/02page.htm



Ma il marxismo significa soprattutto rottura, come si è visto, e nel nostro caso rottura con la logica e soprattutto con la metafisica. Nulla è più come prima e quindi impossibile diventa il dialogo. Non esiste quella culla di tradizione che permette il dialogo con base comune e risultati differenti. La base comune è oggi solo biologica: tutti hanno due braccia, due gambe e una testa. Ciò che tuttavia sta dentro a quella testa è già diverso. Un tradizionale (e quindi un cattolico) non può dialogare con un marxista. Poiché diversa è l'interpretazione della realtà ma soprattutto diverso ne è il linguaggio e diverso ne è il procedere: perennità dell'essere contro divenire, verità, contro utilità, spirito contro materia, salvezza contro economia.


 

Applicando e portando alle estreme conseguenze tale visione, si capisce perchè ad esempio, l'episcopato olandese, negli anni 70 contestò il cattolico Paolo VI per la Humanae Vitae. Se il procedimento cattolico è il rispetto della verità e dell'essere, allora la vita è il principio primo da difendere. Se il procedimento marxista è l'economia, allora è l'utile il principio da difendere.
 

I risultati sono evidenti: i vescovi olandesi difesero l'aborto e la contraccezione, poiché mutata era la loro percezione filosofica. Al centro non c'è l'Essere, ma c'è l'Utile. E l'utile marxista, al contrario di quello che si penserebbe, è strettamente individualista e relativista. Per cui, se è maggiormente utile godere e non avere responsabilità, leciti sono quei mezzi che permettono la realizzazione di questo piano.
 

Se l'utilità economica è prevalente alla vita, allora sarà anche bene a livello sociale difendere il diritto a non avere figli e a fare ciò che si vuole, piuttosto che il diritto di ciò che esiste, di continuare ad esistere. E Dio sa quanto certi uomini di Chiesa (facendosi propugnatori delle loro nuova chiesa) abbiano avuto un peso nell'inculcare ad un popolo pio e bove ed a certi iniziatori di movimenti, certi nuovi principi interpretativi, che hanno portato all'attuale sfacelo.


 

La Chiesa con la falsa speranza di affiliare (non certo di convertire) a se quel mondo protestante e materialista figlio della medesima modernità, ha dunque, nel postconcilio ingurgitato la fiala velenosa del marxismo e pensando che ciò avrebbe fatto solo del bene a tutti, ha iniziato la sua abominevole metamorfosi. L'utilitarismo è diventato la chiave per capire il tutto e quindi l’inutile va eliminato perché non è necessario.


Quindi ci si domanderà: “a cosa serve il latino in generale ed in particolare nella Messa? a cosa servono i paramenti con ricchi ricami, i calici con le pietre preziose, le chiese con i campanili, adornate con dipinti riproducenti i Sacri Misteri, se alla fine tutto l’utile si riduce ad una riunione dove un prete dice  un po' di parole su un po’ di pane (l’ostia) e su un po’ di vino? Quale è l'utilità di ciò? Allora cosa servono le Chiese? Talaltro sono assai costose. Sono più utili le sale meglio se dentro a dei palazzi, così si è più vicini alla gente![SM=g1740733]


 

Poi, in senso strettamente materialistico, leggere serve per istruirsi, per cui tutta la liturgia non è più mistero della Trinità che si epifanizza nella sua eterna e soprannaturale processione, in una dimensione finita, temporale, storica (così come già fu per la divinità del Verbo, incarnato e fatto presente nella storia: la liturgia è il Cielo che scende sulla terra per portare la terra in Cielo), non è più comunione con Dio e richiesta del perdono dei peccati e quindi mezzo sicuro per andare il Cielo, ma semplicemente lettura-istruzione. Non importa celebrare con oggetti, vasi e arredi sacri “degni” di una Celebrazione Eucaristica, è più importante realizzare un impianto acustico più efficiente possibile. Il latino è improponibile perché si deve leggere in italiano per conoscere il contenuto della Bibbia (anzi di una sua “accurata” selezione) e si riformi il ciclo delle letture in modo da leggerla tutta in 3 anni. (Così si unisce l'utile al dovere, un po' come quelli che sentono gli audiolibri mentre sono in macchina per andare al lavoro: non posso farne a meno, almeno lo rendo interessante).


 

La Messa diventa spiegazione della Bibbia. Si elimina tutto ciò che è significativamente chiamato “superato” (marx-isticamente), si coniano i nuovi termini rivoluzionari per fucilare gli oppositori. La rivoluzione di ottobre fucilava “revisionisti”, “reazionari”, “controrivoluzionari” e Stalin vi aggiunse - o sostituì - il termini “fascisti” e “borghesi”. Nel nostro passato recente, accuse di borghesia e di fascismo erano snocciolate con gaia abbondanza a chiunque non fosse marxista. Esattamente come all'epoca delle guardie rosse erano revisionisti tutti quelli che semplicemente erano rimasti tali e quali a come erano tutti prima. E si fucilava oltretutto.
 

Fucilare vuole dire giudicare, sentenziare e condannare sulla base di un discernimento morale. Quale? Buono e cattivo diventano “appartenente” e “non appartenente”. Semplicemente. Chi non è marxista è un malvagio. E cosa ha fatto quella “Chiesa” ebbra di marxismo che ha tagliato le radici con il passato? Ha coniato e fucilato (spiritualmente e politicamente) i “preconciliari”, i “tradizionalisti”, i “retrogradi”, i “superati”, i “conservatori”. [SM=g1740730]

Chi ha avuto una militanza tradizionalista, sa cosa significa parlare con un clero che magari rifiuta indignato un’appartenenza marxista, ma che marxista lo è nei fatti. Se poi è abbastanza vecchio da avere visto la contestazione, vede applicata la medesima mentalità. Come fare a riconoscere questo tipo di clero? Semplice, si provi a domandare ad un prete qualsiasi: “possiamo dire una preghiera in latino?” La risposta sarà unica e sola: “signor mio lei è rimasto nel passato, lei è preconciliare (= fascista)!”, l’unica cosa che cambierà sarà forse il sentimento che accompagna questa medesima risposta che andrà dalla benevola compassione al disprezzo senza pietà.


 

Cambia dunque la Liturgia sulla base di una errata percezione della realtà. Cambia la vita in parrocchia, cambia l'azione pastorale. Più sociale, meno spirituale; forse niente spirituale.


 

Da un catechismo assolutamente completo, chiaro, semplice e buono, come il tridentino e del suo relativo compendio di San Pio X, anch'esso assolutamente buono e adatto ad un uomo contemporaneo (in 500 anni nessuno ha mai avuto problemi con la stagionatura di questi testi), si è passati ad un “meglio”. Un meglio che in realtà sarà un nulla. Un nulla che invece di formare cristiani militanti ha generato “cattolici adulti” portatori e divulgatori solo di pregiudizi e ignoranza sulla Chiesa.

Oggi la parrocchia, per i motivi citati, è il luogo in cui si porta i bambini tra un corso di nuoto, uno di judo, uno di tennis, uno di danza, uno di informatica, a fare l'ennesima, - secondo la mentalità corrente - rottura settimanale: “il catechismo”, che per i genitori serve solo per far fare la festa per la prima comunione. Cosa si fa a catechismo? Se lo si domandasse ai bambini che escono dalla lezione si avrebbero le seguente risposte: “un cartellone”, “che non si deve urlare a lezione”, “che ci dobbiamo voler bene”, “che siamo tutti fratelli” e nelle migliore delle ipotesi, “abbiamo parlato di Gesù”, “abbiamo imparato l’atto di dolore”. E le nozioni? I contenuti della fede?


 

Il Cardinale Ruini nella prolusione che tenne all’Assemblea Generale della CEI (19-23 maggio 2003) così analizzò la questione tanto importante della trasmissione della fede: 


 

“La trasmissione della fede alle nuove generazioni è un impegno tradizionale e fondamentale della Chiesa, che vi ha concentrato e vi concentra gran parte delle proprie energie. Negli ultimi decenni questa trasmissione ha incontrato crescenti difficoltà e ottenuto minori e più precari risultati concreti, almeno per quanto è possibile valutare, per così dire dall’esterno, dei fenomeni che soltanto il Signore può conoscere davvero e fino in fondo. La risposta è consistita in un grande sforzo di rinnovamento che ha riguardato principalmente la catechesi, sostituendo a un metodo piuttosto nozionistico il tentativo di una «catechesi per la vita cristiana», che fosse più coinvolgente e meglio idonea a introdurre i ragazzi  nella comunità credente. I risultati sono stati però scarsi, almeno sul piano quantitativo, dato che è continuato a diminuire il numero dei ragazzi, e poi degli adolescenti e dei giovani, che riescono a stabilire con la fede e con la Chiesa un rapporto duraturo e profondo”.


 

All’indomani di questa coraggiosa presa di coscienza, ci furono delle forti reazioni.


 

Molti sentivano minacciati all’esistenza quei catechismi particolari editi dalla CEI negli anni 80, frutto di quell’ideologia occultamente marxista che tanto rispecchiavano la nuova chiesa uscita dal Concilio. [marantha.it vi propone un curioso concorso: confrontate le immagini del Catechismo “Venite con Me” destinato ai bambini dagli 8-10 anni per la Prima Comunione dalla CEI nel 1991, e diteci a chi assomiglia un barbuto personaggio in primo piano nella pagine 14 e 156, e palesemente come immagini subliminale nelle pagine 19, 100, 106, 113, chi indovinerà riceverà da tutti noi un encomio speciale!] Anche perché con l’uscita del Catechismo della Chiesa Cattolica il Papa già dal 1992 e ribadito nel 1997, chiedeva con forza magisteriale una revisione di questi catechismi particolari alla luce del nuovo Catechismo certamente più conforme alla Tradizione. (cfr Costituzione Apostolica Fidei depositum, n. 4), una revisione mai avvenuta e i suddetti catechismi sono ancora in servizio.


 

Molti altri invece forti della prolusione del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, misero nel cassetto i catechismo della CEI e ricominciarono a riutilizzare il Catechismo di San Pio X con la sua metodologia volta ad una memorizzazione di nozioni di fede, forti anche del richiamo del Papa a questo genere di approccio metodologico-pedagogico-didattico.  “I fiori della fede e della pietà – se così si può dire – non spuntano nelle zone desertiche di una catechesi senza memoria. La cosa essenziale è che questi testi memorizzati siano al tempo stesso interiorizzati, compresi a poco a poco nella loro profondità, per diventare sorgente di vita personale e comunitaria”, Giovanni Paolo II, Catechesi Tradendae, n°55.


 

Ma questi stessi furono poi accusati di essere dei reazionari ignoranti perché nei catechismi particolari della CEI, specie quelli dei fanciulli sono previste delle formule di fede da imparare a memoria ma certamente molto più contenute rispetto al catechismo di San Pio X.


 

Il problema della memorizzazione è sicuramente urgente e presente, ma la mancata memorizzazione è certamente una conseguenza portata da una nuova filosofia di vita che il mondo ha, marxista, materialista, che non ritiene più necessari e utili gli sforzi dediti all'acquisizione delle competenze dottrinali che sono la base della fede. Ciò che è cambiato è appunto il modo con cui ci si accosta alla religione.
 

Cento anni fa, si aveva una forma mentis tradizionale, e il sacro era una reale esigenza, una sete che tutti percepivano e che veniva colmata attraverso la catechesi di massa di san Pio X.


 

Oggi il materialismo marxista ha reso l'uomo insensibile alla sete religiosa, ha dirottato la sua fede nella ricerca di un senso dell'esistenza che non ha il suo culmine in Dio, ma nei ben creati e specialmente nell’armonia di una felice convivenza civile. Lungi dall'aver eliminato la religione, il marxismo è riuscito a creare una nuova religione, in cui lo spirito è sostituito dalla materia e dal benessere di una convivenza gioiosa.


 

In termini generici, Dio è il senso perfetto e pieno dell'esistenza, la fede è l'avvertenza di una necessità di definizione del senso della propria esistenza mediante l'aiuto di Dio, la religione è l'insieme delle relazioni concrete e delle pratiche che si compiono nel portare avanti questa ricerca.


 

Il marxismo non ha modificato questa struttura connaturata alla realtà dell'uomo, di tutti gli uomini, ma ha cambiato nome ai soggetti: ciò che conferisce il senso dell'esistenza è la materia e la convivenza senza guerre, la pace.
 

Nella materia e nella pace l'uomo d'oggi cerca e "trova" il senso unico della sua esistenza, e perciò non ha possibilità di cercarlo altrove. Religione moderna è ciò che l'uomo fa nel tentativo di dare un senso materiale alla propria esistenza. Il marxismo rivela dunque un volto idolatrico, sostituisce il Dio incorruttibile con l'immagine di prodotti delle mani dell'uomo e della pace ad ogni costo. Il denaro, il potere, il sesso, il lavoro, sono gli dei nuovi dei tempi nuovi, e la pace, la nuova liturgia del nuovo culto.


 

Non si può più pensare di essere nel passato. Il mondo tradizionale, trascendentale, metafisico, è finito (o almeno così sembra) e la Chiesa anziché prendere le distanze per divina vocazione (“voi siete nel mondo ma non del mondo”) si è trovata immersa pagando a caro prezzo questo tradimento con una apostasia silenziosa mai vista prima.


 

Non si percepisce più la necessità di una vita religiosa e spirituale, dunque non si sente nemmeno la necessità di chiedere una istruzione religiosa alla Chiesa. Anzi, il tutto è percepito con fastidio dalla gente comune, che vede nella pastorale dottrinale della Chiesa, solo un insieme di frasi vuote e prive di significato, con cui perdere del tempo.


 

Tuttavia ci si deve domandare cosa occorre fare, nell'affrontare questa circostanza.[SM=g1740733]


 

Non si può pretendere che mutando il modo di pronunciare o di riformulare quelle frasi, inserendoci magari una recita, un cartellone, un gioco o una gita, si possa risolvere il problema di fondo, ossia demarxistizzare ciò che è marxista. Occorre anche essere assai precisi nel vedere la natura del problema.
 

Il problema non è la presenza dei giovani nelle aule, o la continuità della frequenza alla Messa dei ragazzi dopo la cresima. Una messa poco frequentata o una classe scarna, non sono i veri problemi della Chiesa. Non sono proprio problemi: sono sintomi di un problema. Ma la Chiesa si rende conto di questo, o interpreta le cause seconde come cause prime?


 

E' triste considerare infatti come negli ultimi 40 anni, la Chiesa abbia tendenzialmente evitato di guardare in faccia la realtà, preferendo trovare una soluzione materiale a problemi marginali. Alla scarsa affluenza al catechismo ha risposto rendendo il catechismo "divertente". Alla scarsa affluenza alla Messa, ha risposto rendendo la Messa "coinvolgente". Senza considerare tali segnali, come sintomi di un disagio ulteriore, con la conseguenza che l'affluenza al catechismo non è aumentata, nonostante i giochi, i cartelloni e tutte le "animazioni" suggerite dagli esperti di pastorale, e l'affluenza alla Messa è diminuita, nonostante la ridicolizzazione della liturgia, per portarla al livello ridicolo delle nuove masse, sazie e perplesse e oramai refrattarie a tutto ciò che è trascendente e sacro.
 

Certamente non si può più pensare la Chiesa e le sue strutture, in senso tradizionale. La parrocchia non è più il centro della comunità, ma è semplicemente un luogo in cui per comodità, un insieme di singoli, si rivolgono per ottenere dei servizi spirituali (o semplicemente per occupare locali). Che puntualmente la parrocchia non offre nemmeno più, avendoli delegati ai famigerati "movimenti", che nel tentativo di rivitalizzare le parrocchie, ne hanno decretato la “condanna a morte”.


 

Segno dei tempi è dunque una appartenenza alla Chiesa diversa dal passato. La formazione cristiana non è più una normale tappa dello sviluppo di una persona nella sua comunità, ma una mera eventualità, un caso, lasciato in mano a poche famiglie rimaste cristiane, e il più delle volte, a singoli individui che ad un certo punto della loro vita, sentono di avere sete di sacro, come prima non hanno avuto.
 

Spesso, questi singoli non trovano una risposta alla loro domanda da parte della Chiesa, finendo per andare ad alimentare le fila di quelle chiese parallele e senza controllo (e senza ortodossia) che sono spesso, diciamocelo francamente, i movimenti.

 

Giovanni Paolo II disse criticamente, nel suo discorso relativo alla Beatificazione di Giacinta e Francesco il 13 maggio 2000: "Il messaggio di Fatima è un appello alla conversione, che mette in guardia l’umanità ( e diciamo noi: la Chiesa) affinché non faccia il gioco del "drago", il quale con la "coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra" (Ap. 12, 4).


 

La Madonna  era venuta a Fatima soprattutto per salvare il mondo da un altro e più grande male del nostro secolo: l’offensiva planetaria della filosofia Marxista e il suo materno appello i Papi Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, non lo vollero ascoltare.
Oggi si crede che con la caduta del sistema politico ed economico comunista in Russia (ma non in Cina) questo problema sia stato risolto. Non è così, la filosofia che ha generato questo sistema è ancora presente e continua la sua devastante azione non solo nella società e nella cultura, ma nella Chiesa. Una Chiesa spesso cieca che scambia questa malsana corrente di pensiero per un rinnovamento ecclesiologico ad un punto tale che questo “rinnovamento” è diventato un idolo dalle molte faccie!


 

Come all'epoca di Mosè, non esistono rimedi contro l'idolatria, che non siano il castigo di Dio, lo sterminio degli idolatri, la sofferenza espiatoria, la penitenza, e l'umile e silenziosa adesione alla Verità, dei pochi che l'hanno custodita. Israele nei tempi antichi ha sempre pagato a caro prezzo i suoi continui tradimenti e le sue idolatrie. Sterminio, esilio, deportazione, castighi forti, cui sono seguiti sempre momenti di rinnovamento spirituale e di rinascita della vera fede. Non c'è motivo di ritenere differente questa era storica. La differenza vera, è forse nella gravità: oggi l'apostasia è universale e radicata in tutto il mondo. Nel passato l’uomo chiedeva perdono a Dio del suo peccato; ora dilaga l’impenitenza generale. Dio ancora oggi si presenta al mondo come Dio della Misericordia ma si presenta ad un mondo che non sente bisogno della misericordia perché è contento del suo peccato, anzi che non sente di dover chiedere scusa a nessuno perché, nel suo cuore chiuso ed ostinato, crede pugnacemente che alla fine non vi sia nessuno a cui render conto!
 

Certamente, il mondo pagherà duramente il suo peccato, ma tale castigo sarà lo strumento di riscatto e di resurrezione. Solo allora la Chiesa purificata al suo interno sarà capace di essere una comunità nuova, di singoli che individualmente cercano il senso della loro esistenza guardando non più alla terra, alla materia, alla “gioiosa convivenza ad ogni costo”, e partendo da questo, si ricomincerà a riorganizzare su basi cristiane la società e lo spirito del mondo stesso, fino alla grande battaglia dove Cristo ritornerà nella Gloria con i suoi angeli.


 

Ci permettiamo di deporre, sotto lo sguardo e l'intercessione della Beata Vergine Maria, l'intero lavoro svolto per la Maggior Gloria di Dio. Alla Madre della Chiesa rifugio dei peccatori e Madre della Misericordia affidiamo opere ed intenzioni perché le orienti e le sostenga e perché l'uomo nella riscoperta della Verità possa incontrare la Salvezza.
 


 

“...Se, turbato dall'enormità dei peccati, confuso dall'indegnità della coscienza, impaurito dall'orrore del giudizio, tu cominci ad essere inghiottito nel baratro della tristezza, nell'abisso della disperazione ... guarda la stella, invoca Maria. Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca Maria. Non si allontani dalla tua bocca, non si allontani dal tuo cuore”.


 

 

Qui immaculátam Vírginem Maríam, Fílii tui Genétricem, Matrem et Salútem pópuli Románi constituísti, ut, ipsa protegénte, fídei certámen certet intrépitus, in Apostolórum doctrína firmus consístant et inter mundi procéllas incédat secúrus, donec ad cæléstem civitátem lætus pervéniat. 

(dal Prefazio della Salus Populi Romani)

 
 
 

Lo Spirito e la Sposa dicono: ‘Vieni!’. (Ap 22,17).

Maranathà:

Vieni Signore Gesù!

[SM=g1740722]

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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4/17/2009 6:46 PM
 
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IL CATECHISMO  MAGGIORE
DI SAN PIO X

COMPENDIO DELLA DOTTRINA CRISTIANA PRESCRITTO DA SUA SANTITÀ PAPA PIO X ALLE DIOCESI DELLA PROVINCIA DI ROMA, ROMA, TIPOGR.VATICANA, 1905 Tratto da www.clerus.org



Indice



  PRIMA PAGINA
 

 INTRODUZIONE
 

 LETTERA DI SAN PIO X AL CARDINALE PIETRO RESPIGHI
   



Catechismo Maggiore





  LEZIONE PRELIMINARE
 
  PARTE PRIMA: IL CREDO O SIMBOLO APOSTOLICO
 

  PARTE SECONDA: DELL'ORAZIONE
 
  PARTE TERZA:
    DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA

 
  PARTE QUARTA: DEI SACRAMENTI
 

  PARTE QUINTA: DELLE VIRTU' PRINCIPALI


 

Istruzione sopra le feste del Signore,
della B. Vergine e dei Santi



  PARTE PRIMA: DELLE FESTE DEL SIGNORE
 
  PARTE SECONDA: DELLE FESTE SOLENNI DELLA
    B. VERGINE E DELLE FESTE DEI SANTI


 

Breve storia della religione



  PRINCIPI E NOZIONI FONDAMENTALI
 

  PARTE PRIMA: SUNTO DI STORIA DELL'ANTICO
    TESTAMENTO

 

  PARTE SECONDA: SUNTO DI STORIA DEL NUOVO
    TESTAMENTO

 

  PARTE TERZA: BREVI CENNI DI STORIA ECCLESIASTICA


 

Appendice:
Preghiere e formule in redazione aggiornata



  PREGHIERE E FORMULE - 1

  PREGHIERE E FORMULE - 2
 

Cliccare sugli asterischi davanti ad ogni titolo...
oppure CLICCATE QUI
[SM=g1740722]

[SM=g1740739] [SM=g1740739]

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2/20/2011 8:01 PM
 
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[SM=g1740733] IL CATECHISMO DI SAN PIO X Per capacità di sintesi e chiarezza, può ancora essere validamente utilizzato per conoscere i fondamenti della dottrina cristiana.

Anche l'attuale papa, quando era ancora cardinale, nel 2003, affermo' :«La fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di san Pio X conserva sempre il suo valore. Può cambiare invece il modo di trasmettere i contenuti della fede. E quindi ci si può chiedere se il Catechismo di san Pio X possa in questo senso essere considerato ancora valido oggi. Credo che il Compendio che stiamo preparando possa rispondere al meglio alle esigenze di oggi. Ma questo non esclude che ci possano essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col Catechismo di san Pio X. .....che aveva le caratteristiche di semplicità di esposizione e di profondità di contenuti. Anche per questo il Catechismo di san Pio X avrà sempre, in futuro, degli amici

video realizzato da Fausto Demartis -Movimento per la vita Civitavecchia


it.gloria.tv/?media=105566




[SM=g1740717]

[SM=g1740757]
[Edited by Caterina63 2/20/2011 8:03 PM]
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9/17/2012 11:50 PM
 
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L'attualità di un capolavoro della Chiesa

I cento anni del Catechismo di san Pio X

«Fin dai primordi del nostro Pontificato rivolgemmo la massima cura all’istruzione religiosa del popolo cristiano e in particolare dei fanciulli, persuasi che gran parte dei mali che affliggono la Chiesa provengono dall’ignoranza della sua dottrina e delle sue leggi». Così scriveva il 18 ottobre 1912 san Pio X (1835-1914), quando approvò la nuova edizione del Catechismo della dottrina cattolica, prescritta a tutta la provincia ecclesiastica di Roma.

Sono trascorsi cento anni dalla stesura di quella formidabile impresa e quel catechismo resta valido proprio perché è uno straordinario sussidio contro l’ignoranza religiosa, che oggi spadroneggia in ogni dove, lasciando mano libera al “fai da te”.
Lo stesso allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI, in un’intervista al settimanale “30 Giorni” nel 2003 dichiarò:  «La fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di san Pio X conserva sempre il suo valore. (…) questo non esclude che ci possano essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col Catechismo di san Pio X. (…) Il Catechismo di san Pio X potrà avere anche in futuro degli amici».

Il Catechismo di san Pio X è una perfetta sintesi della dottrina cattolica che Papa Sarto fece realizzare elaborando un testo che egli, aveva scritto, in qualità di Vescovo di Mantova. Fu parroco e catechista e per tale ragione comprese tutta l’importanza dell’insegnamento della dottrina: la prima pietra per edificare la dimora cristiana di ciascuna anima. Se la dimora non ha fondamenta la Fede diventa puro sentimento religioso e le scelte di vita sono spesso slegate dai principi della Chiesa, viaggiando in balia dei condizionamenti, spesso ingannatori, della volontà propria e del mondo.

L’imponente lavoro venne realizzato con l’ausilio di una Commissione per assicurare, con espressioni linguistiche appropriate, la facilità di comprensione, nonostante la profonda consistenza dei concetti espressi. Il metodo adottato fu quello della formulazione di singole domande brevi con relative risposte. L’edizione ridotta, che risale al 1930, venne indirizzata ai bambini e ai ragazzi e conteneva un numero inferiore di quesiti.

Domande e risposte venivano fatte imparare proprio a memoria con l’obiettivo che rimanesse impressa la dottrina, senza dubbi o confusioni di sorta. È dato per certo che questa architettura sintetica, chiara ed immediata, ha prodotto eccellenti risultati nelle generazioni di italiani che a questa scuola si sono formati. Dopo il Concilio Vaticano II, il Catechismo di san Pio X cadde generalmente in disuso e a partire dagli anni Settanta fu progressivamente abbandonato.

Scriveva il beato Giacomo Alberione (1884-1971) nella prefazione al volume del confratello C.T. Dragone S.S.P., Spiegazione del Catechismo di San Pio X per catechisti,che venne pubblicato (ebbe quattro edizioni, fino al 1963) dalla Casa Editrice da lui fondata e diretta, la Pia Società San Paolo: «Oggi occorre (…) tener presente che si acuisce sempre più la lotta pro e contro Cristo: e che la vittoria dipende dall’istruzione religiosa; (…) Il catechista pio, istruito, esemplare; il catechista che conosce bene ciò che deve insegnare ed il modo d’insegnare; il catechista che sa organizzare la sua classe e le classi; il catechista che soprattutto ama le anime e nulla risparmia per esse (…) opererà un grande bene tra la gioventù e gli adulti, nonostante tutte le accresciute difficoltà di oggi, che sono realmente tante e gravi».

Il valore del Catechismo di san Pio X, proprio per i suoi effetti benefici sui bambini e su tutti i cattolici, non è quantificabile.
Come tutti i capolavori che la Chiesa dona ai suoi figli, esso non conosce né crepe, né stagioni.
 
Cristina Siccardi
 
Fonte:
http://www.corrispondenzaromana.it/i-cento-anni-del-catechismo-di-san-pio-x/

[SM=g1740771]

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9/30/2012 9:20 PM
 
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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA (detto di Pio X)

INDICE

Prime preghiere e formule da sapersi a memoria

Prime nozioni della fede cristiana

PARTE I
"CREDO", OSSIA PRINCIPALI VERITA' DELLA FEDE CRISTIANA. 

Capo I- Misteri principali - Segno della santa Croce

Capo II- Unità e Trinità di Dio.

Capo III - Creazione del mondo - Origine e caduta dell'uomo.

Capo IV- Incarnazione, Passione e morte del Figliuolo di Dio.

Capo V- Venuta di Gesù Cristo alla fine del mondo. I due giudizi, particolare e universale.

Capo VI- Chiesa Cattolica - Comunione dei Santi

Capo VII- Remissione dei peccati - Peccato.

Capo VIII - Risurrezione della carne - Vita eterna - Amen.

 

PARTE II
I COMANDAMENTI DI DIO - PRECETTI DELLA CHIESA - VIRTU' ossia MORALE CRISTIANA

SEZIONE I

Capo I- Comandamenti di Dio

Capo II- Precetti generali della Chiesa

Capo III- Virtù

PARTE III
MEZZI DELLA GRAZIA

Capo I- Sacramenti in generale

Capo II- Battesimo

Capo III- Cresima o Confermazione

Capo IV- Eucaristia

Capo V- Penitenza

Capo VI- Estrema Unzione

Capo VII- Ordine

Capo VIII- Matrimonio

 

SEZIONE II

Capo unico- Orazione

ORAZIONI QUOTIDIANE

I - 1 -  A Dio

I - 2 - In onore di Maria Santissima

II - Per il santo Sacrificio della Messa

III Per i sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia

APPENDICI

I - Brevissimi cenni di storia della rivelazione divina

II - 1) Brevissimi cenni sulle feste cristiane - 2) Anno ecclesiastico

III - Avvertenze ai genitori e agli educatori cristiani

IV Modi di servire la S.Messa

INDULGENZE

Per coloro che insegnano o imparano la dottrina cristiana

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9/30/2012 9:23 PM
 
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INDICE

 PRIME PREGHIERE E FORMULE DA SAPERSI A MEMORIA

1  SEGNO DELLA CROCE.

In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen. 

In nome del Padre, e del Figlio e dello Santo Santo. Così sia.

 

2  CREDO o Simbolo apostolico.

Credo in Deum Patrem omnipoténtem, Creatórem caeli et terrae ; et in Iesum Christum, Filium eius únicum, Dóminum nostrum, qui concéptus est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Vírgine, passus sub Póntio  Piláto, crucifixus, mórtuus et sepúltus: descéndit ad ínferos: tértia die resurréxit a mórtuis: ascéndit ad caelos, sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est iudicáre vivos et mórtùos. Credo in Spiritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum,  carnis resurrectiónem, vitam aetérnam. Amen. 

Io credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, Nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e seppellito,  discese all'inferno, il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente,  di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi,  la remissione dei peccati,  la risurrezione della carne,  la vita eterna. Così sia.

 

3  PATER NOSTER o Orazione domenicale. 

Pater noster qui es in caelis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem nostrum quotidiànum da nobis hódie, et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris ; et ne nos indúcas in tentatiónem, sed libera nos a malo. Amen. 

Padre nostro che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome: venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimet­tiamo ai nostri debitori; e non c'indurre  in tentazione, ma liberaci dal male. Così sia.

 

4  GLORIA  PATRI. 

Gloria Patri et Fílio et Spirítui Sancto, sicut erat in principio, et nunc, et sernper, et in saécula saeculórum. Amen. 

Gloria al Padre e al Figliuolo e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora, e sempre, e nei secoli  dei secoli. Così sia.  

 

 5  AVE MARIA  o Salutazione angelica

Ave, Maria, gràtia plena: Dóminus tecum: bene­dícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen. 

Ave, o Maria, piena di grazia: il Signore é teco: tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Così sia.

 

6 -  SALVE REGINA.  

Salve, Regina, mater misericórdiae; vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamàmus, éxsules fílii Hevae. Ad te suspiràmus geméntes et flentes in hac lacrimárum valle. Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes oculos ad nos converte. Et Iesum, benedíctum fructum ventris tui, nobis post hoc exsílium osténde. O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria. 

Salve, o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva;  gementi e piangenti in questa valle di lacrime a te sospiriamo. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del ventre tuo, o clemente, o pietosa, o dolce Vergine Maria.

 

7  ANGELE  DEI

Angele Dei, qui custos es mei, me tibi commíssum pietáte supérna illúmina, custódi, rege et gubérna. Amen. 

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custo­disci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Così sia.

 

8  REQUIEM AETERNAM per i fedeli defunti. 

Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen. 

L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in  pace. Così sia.

  

9  ATTO  DI FEDE.
Mio Dio, credo fermamente quanto voi, infallibile Verità, avete rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Ed espressamente credo in Voi, unico, vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figliuolo e Spi­rito Santo; e nel Figliuolo incarnato e morto per noi, Gesù Cristo, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa Fede voglio sempre vivere.  Signore, accrescete la mia fede.

 

10 ATTO DI SPERANZA.
Mio Dio, spero dalla bontà vostra, per le vostre promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salva­tore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Si­gnore, che io non resti confuso in eterno. 

 

11  ATTO DI CARITA'.
Mio Dio, amo con tutto il cuore sopra, ogni cosa voi, Bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor vostro amo il prossimo mio come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, fate ch'io vi ami sempre più.

 

12  ATTO DI DOLORE.
Mio Dio, mi pento con tutto il cuore de' miei peccati, e li odio e detesto, come offesa della vostra Maestà infinita, cagione della morte del vostro divin Fígliuolo Gesù, e mia spirituale rovina. Non voglio più commetterne in avvenire e propongo di fuggirne le occasioni.  Signore, misericordia, perdonatemi.

 

13   I  DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE.
1)Unità e Trinità di Dio ;
2)Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signore Gesù Cristo.

  

14  I DUE COMANDAMENTI DELLA CARITA'.
1) Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.  
2) Amerai il prossimo tuo come te stesso.

  

15  I DIECI COMANDAMENTI di  Dio o Decalogo.
Io sono il Signore Dio tuo

1° Non avrai altro Dio fuori che me.
2° Non nominare il nome di Dio invano.
3° Ricordati di santificare le feste.
4° Onora il padre e la madre.
5° Non ammazzare.
6° Non commettere atti impuri.
7° Non rubare.
8° Non dire falsa testimonianza.
9° Non desiderare la donna d'altri.
10° Non desiderare la roba d'altri.

 

16   I CINQUE PRECETTI GENERALI DELLA CHIESA.
1° Udir la Messa la domenica e le altre feste comandate.
2° Non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti, e digiunare nei giorni prescritti.
3° Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi almeno a Pasqua.
4° Sovvenire alle necessità della Chiesa contribuendo secondo le leggi o le usanze.
5° Non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti.

 

17   I SETTE SACRAMENTI.
1) Battesimo, 2) Cresima, 3) Eucaristia, 4) Penitenza,  5) Estrema Unzione, 6) Ordine, 7)Matrimonio.

 

18   I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO.
1) Sapienza, 2) intelletto, 3) consiglio, 4) fortezza, 5) scienza, 6) pietà,  7) timor di Dio.

 

19   LE TRE VIRTU' TEOLOGALI.
1) Fede, 2) speranza, 3) carità.       

 

20  LE QUATTRO VIRTÙ CARDINALI.
1) Prudenza, 2) giustizia, 3) fortezza, 4) temperanza. 

 

21   LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE.
1) Dar da mangiare agli affamati 2) dar da bere agli assetati  3) vestire gl'ignudi  4) alloggiare i pellegrini 5) visitare gl'infermi  6) visitare i carcerati  7) seppellire i morti.

 

22   LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE.
1) Consigliare i dubbiosi ; 2) insegnare agli ignoranti; 3) ammonire i peccatori ; 4) consolare gli afflitti; 5) perdonare le offese; 6) sopportare pazientemente le persone moleste ; 7) pregare Dio per i vivi e per i morti.

 

23     I  SETTE VIZI CAPITALI.
1) Superbia, 2) avarizia, 3) lussuria, 4) ira, 5) gola, 6) invidia, 7) accidia.

 

24    I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO.
1) Disperazione della salute; 2) presunzione di sal­varsi senza merito; 3) impugnare la verità conosciuta; 4) invidia della grazia altrui; 5) ostinazione nei peccati; 6) impenitenza finale.

 

25    I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO.
1) Omicidio volontario; 2) peccato impuro contro natura; 3) oppressione dei poveri; 4) defraudare la mercede agli  operai

 

26  I QUATTRO NOVISSIMI.
1) Morte, 2) giudizio, 3) inferno, 4) paradiso.
Fraternamente CaterinaLD

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9/30/2012 9:24 PM
 
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Questa è l'eterna vita, che conoscano te, l'unico vero Dio, e Colui cha hai mandato, Gesù Cristo.
(Giov., XVII, 3.)

Chi si accosta a Dio deve credere
che Egli è  e che premia quelli che lo cercano.

(Ebr., XI, 6)

PRIME  NOZIONI DELLA FEDE CRISTIANA

INDICE

1. Chi ci ha creato?

Ci ha creato Dio.   

2. Chi è Dio? 

Dio é  l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra.   

3. Che significa « perfettissimo » ? 

Perfettissimo significa che in Dio è ogni perfezione, senza difetto e senza limiti, ossia che Egli é potenza, sapienza e bontà infinita.

4. Che significa « Creatore » ?

Creatore significa che Dio ha fatto dal nulla tutte le cose.

5. Che significa «Signore » ?

Signore significa che Dio é padrone assoluto di tutte le cose.

6. Dio ha corpo come noi?

Dio non ha corpo, ma è  purissimo spirito.

7. Dov'è Dio?

Dio é in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli é 1'Immenso.

8. Dio è sempre stato?

Dio è sempre stato e sempre sarà: Egli è l'Eterno.  

9. Dio sa tutto?

Dio sa tutto, anche i nostri pensieri: Egli é l'Onnisciente

10. Dio può far tutto?

 Dio può far tutto ciò che vuole: Egli é l'Onnipotente.

11. Dio può fare anche il male?

Dio non può fare il male, perchè non può  volerlo, essendo bontà infinita; ma lo tollera per lasciar libere le creature, sapendo poi ricavare il bene anche dal male.

12. Dio ha cura delle cose create?

Dio ha cura e provvidenza delle cose create, e le conserva e dirige tutte al proprio fine, con sapienza, bontà' e giustizia infinita.

13. Per qual fine Dio ci ha creati?

Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra, in paradiso.

14. Che cos'è il paradiso?

Il paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male.

15. Chi merita il paradiso?

Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente, Dio, e muore nella sua grazia.

16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?

I cattivi che non servono Dio e muoiono in .peccato mortale, meritano l'inferno.

17. Che cos'è l'inferno?

L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene.

18. Perchè Dio premia i buoni e castiga i cattivi?

Dio premia i buoni e castiga i cattivi, perché è la giustizia infinita.

19. Dio è uno solo?

Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte, che sono la santissima Trinità.

20. Come si chiamano le tre Persone della santissima Trinità?

Le tre Persone della santissima Trinità si chiamano Padre, Fi­gliuolo e Spirito Santo.

21. Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo alcuna?

Delle tre Persone della santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figliuolo.

22. Come si chiama  il Figliuolo di Dio fatto uomo?

Il Figliolo di Dio  fatto uomo si chiama Gesù Cristo.

23. Chi è Gesù  Cristo?

Gesù Cristo è la seconda Persona della santissima Trinità, cioè il Figliolo  di Dio fatto uomo.

24. Gesù Cristo è  Dio e uomo?

Sì, Gesù Cristo è  vero Dio e vero uomo.

25. Perchè il Figliuolo di Dio si fece uomo?

Il Figliuolo di Dio si fece, uomo per salvarci, cioè per redimerci dal peccato e riacquistarci il paradiso.  

26. Che fece Gesù Cristo per salvarci?

Gesù Cristo per salvarci soddisfece per i nostri peccati patendo sacrificando se stesso sulla Croce, e c'insegnò a vivere secondo Dio.

27. Per vivere secondo Dio, che cosa dobbiamo fare?

Per vivere secondo Dio, dobbiamo CREDERE LE VERITÀ RIVELATE  da Lui e OSSERVARE I SUOI COMANDAMENTI, con l'aiuto della sua GRAZIA, che si ottiene mediante I SACRAMENTI e L'ORAZIONE.

PREGHIAMO

O Dio, concedici la grazia di pensare e di fare ciò che è  retto, sì che noi, i quali senza di te non possiamo esistere, riusciamo a vivere secondo te (t). Tene supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, nostro Signore. Così sia.

 

(t) Orazione della Domenica VIII dopo la Pentecoste.

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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INDICE

Senza la fede
è impossibile piacere a D
io
(Ebr, XI, 6.)

Parte I
«CREDO » ossia  PRINCIPALI VERITÀ
DELLA FEDE CRISTIANA

CAPO I
Misteri principali
Segno della santa Croce.
 

28. Quali sono le verità rivelate da Dio?
Le verità rivelate da Dio sono principalmente quelle compendiate nel Credo o Simbolo apostolico, e si chiamano verità di fede, perché dobbiamo crederle con piena fede come insegnate da Dio, il quale né s'inganna né può ingannare.

29. Che cos'è il « Credo » o  « Simbolo apostolico »?
II Credo o Simbolo apostolico é una professione dei misteri principali e di altre verità rivelate da Dio per mezzo di Gesù Cristo e degli Apostoli, e insegnate dalla Chiesa.

30. Che cos'è mistero?
Mistero é una verità superiore ma non contraria alla ragione, che crediamo perché  Dio l'ha rivelata.

31. Quali sono i misteri principali della Fede professati nel Credo?
I misteri principali della Fede professati nel Credo sono due: l'Unità e Trinità di Dio; l'Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.  

32. I due misteri principali della Fede li professiamo ed esprimiamo anche in altra maniera?
Professiamo ed esprimiamo i due misteri principali della Fede anchecol segno della Croce, che perciò è il segno del cristiano.  

33. Come si fa il segno della Croce?
Il segno della Croce si fa portando la mano destra alla fronte, e dicendo: In nome del Padre; poi al petto, dicendo: e del Figliuolo; quindi alla .spalla sinistra e alla destra, dicendo: e dello Spirito Santo; e si termina con le parole Così sia.  

34. Nel segno della Croce, come esprimiamo noi i due misteri principali della Fede?
Nel segno della Croce, con le parole esprimiamo l'Unità e Tri­nità di Dio, e con la figura della croce la Passione e la Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.  

35.  E' utile fare il segno della Croce?
E' utilissimo fare il segno della Croce spesso e devotamente, perchè è atto esterno di fede, che ravviva in noi questa virtù, vince il rispetto umano e le tentazioni, e ci ottiene grazie da Dio.  

36. Quando è bene fare il segno della Croce?
È sempre bene fare il segno della Croce, ma specialmente prima e dopo ogni atto di religione, prima e dopo il cibo e il riposo, e nei pericoli dell'anima e del corpo.


[SM=g1740771]

INDICE 

Parte I
«CREDO » ossia  PRINCIPALI VERITÀ
DELLA FEDE CRISTIANA

Credo in Dio Padre onnipotente...,
in Gesù Cristo,
suo unico Figliuolo , Nostro Signore...,
nello Spirito Santo.

CAPO II
Unità e Trinità di Dio

37. Che significa «Unità di Dio»?
Unità di Dio
significa che c'è un Dio solo.

38. Che significa « Trinità di Dio »?
Trinità di Dio significa che in Dio sono tre Persone uguali, realmente distinte: Padre, Figliuolo e Spirito Santo.  

39. Che significa «tre Persone realmente distinte»?
Tre persone realmente distinte significa che in Dio una Persona non è l'altra, pur essendo tutte e tre un Dio solo.  

40. Comprendiamo noi come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un Dio solo?
Noi non comprendiamo né possiamo comprendere come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un Dio solo: è un mistero.

41. Qual è la prima Persona della santissima Trinità ?
La prima Persona della santissima Trinità è il Padre.  

42. Qual è la seconda Persona della santissima Trinità?
La seconda Persona della santissima Trinità è il Figliuolo.  

43. Qual è la terza Persona della santissima Trinità?
La terza Persona della santissima Trinità è lo Spirito Santo.  

44. Perchè il Padre il la prima Persona della santissima Trinità?
Il Padreè la prima Persona della santissima Trinità, perchè non procede da altra persona, e da Lui procedono le altre due, cioè il Figliolo e lo Spirito Santo.  

45. Perchè il Figliuolo è la seconda Persona della santissima Trinità?
Il Figliuolo è la seconda Persona della santissima Trinità, perché è generato dal Padre, ed è, insieme col Padre,  principio dello Spirito Santo.  

46. Perchè lo Spirito Santo è la terza  Persona della santissima Trinità?
Lo Spirito Santo è la terza Persona della santissima Trinità, perchè procede dal Padre e dal Figliuolo.

47. Ogni Persona della santissima Trinità è Dio?
Sì, ogni Persona della santissima Trinità è Dio.  

48. Se ogni Persona divina è Dio, le tre Persone divine sono dunque tre Dei?
Le tre Persone divine non sono tre Dei, ma un Dio solo; perchè hanno la stessa unica natura o sostanza divina.  

49. Le tre Persone divine sono uguali, o ce n'è una maggiore, più potente è più sapiente?
Le tre Persone divine essendo un solo Dio, sono uguali in tutto, e hanno egualmente comune ogni perfezione e ogni operazione; sebbene certe perfezioni e le opere corrispondenti si attribuiscano più all'una Persona che all'altra, come la potenza e la creazione al Padre.  

50. Il Padre almeno, fu prima del Figliuolo e dello Spirito Santo?
Il Padre non fu prima del Figliuolo e dello Spirito Santo, perchè le tre Persone divine, avendo comune l'unica natura divina che è eterna, sono egualmente eterne.




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Credo in Dio...
Creatore del  cielo e della
terra

Parte I
«CREDO » ossia  PRINCIPALI VERITÀ
DELLA FEDE CRISTIANA

CAPO  III
Creazione del mondo - Origine e caduta dell'uomo.

51. Dio perchè è detto « Creatore del cielo e della terra»?
Dio è detto Creatore del cielo e della terra, ossia del mondo, pErché lo fece dal nulla, e fare dal nulla è creare.   

52. Il mondo è tutto opera di Dio?
Il mondo é tutto opera di Dio; e nella grandezza, bellezza e ordine suo meraviglioso, ci mostra la potenza, la sapienza e la bontà infinita di Lui.   

53. Dio creò soltanto ciò che è materiale nel mondo?
Dio non creò soltanto ciò che é materiale nel mondo, ma anche i puri spiriti; e crea l'anima di ogni uomo.  

54. Chi sono i puri spiriti?
I puri spiriti sono esseri intelligenti senza corpo.

55. Come sappiamo che esistono puri spiriti creati?
Che esistono puri spiriti creati lo sappiamo dalla Fede.  

56. Quali puri spiriti creati ci fa conoscere la Fede?
La Fede ci fa conoscere i puri spiriti buoni, ossia gli Angeli, e i cattivi,  ossia i demoni.

57. Chi sono gli Angeli?
Gli Angeli sono i ministri invisibili di Dio, ed anche nostri Custodi, avendo Dio affidato ciascun uomo ad uno di essi.  

58. Abbiamo dei doveri verso gli Angeli?
Verso gli Angeli abbiamo il dovere della venerazione; e verso l'Angelo Custode abbiamo anche quello di essergli grati, di ascoltarne le ispirazioni e di non offenderne mai la presenza col peccato.  

59. I demoni chi sono?
I demoni sono angeli ribellatisi a Dio per superbia e precipitati nell'inferno, i quali, per odio contro Dio, tentano l'uomo al male.  

60.  Chi è l'uomo?
L'uomo é un essere ragionevole, composto di anima e di corpo.  

61. Che cos'è  l'anima?
L'anima è la partespirituale dell'uomo, per cui egli vive, intende ed è libero, e perciò capace di conoscere, amare e servire Dio.  

62. L'anima dell'uomo muore col corpo?
L'anima dell'uomo non muore col corpo, ma vive in eterno, es­sendo spirituale.  

63. Qual cura dobbiamo avere dell'anima?
Dell'anima dobbiamo avere la massima cura, perché essa è in noi la parte migliore e immortale, e solo salvando l'anima saremo eternamente felici.

64. Com'è libero l'uomo?
L'uomo è libero, in quanto che può fare una cosa e non farla, o farne una piuttosto che un'altra, come sentiamo bene in noi stessi.

65. Se l'uomo è libero, può fare anche il male?
L'uomo può, ossia è capace di fare anche il male; ma non lo deve fare, appunto purché è male; la libertà deve usarsi solo per il bene.

66. Chi furono i primi uomini?
I primi uomini furono Adamo ed Eva, creati immediatamente da Dio; tutti gli altri discendono da essi, che perciò son chiamati i progenitori degli uomini.

67. L'uomo fu creato debole e misero come ora siamo noi?
L'uomo non fu creato debole e misero come ora siamo noi, ma in uno stato felice, con destino e con doni superiori alla natura umana.

68. L'uomo, qual destino ebbe da Dio?
L'uomo ebbe da Dio l'altissimo destino di vedere e godere eternamente Lui, Bene infinito; e perché questo è del tutto superiore alla capacità della natura, egli ebbe insieme, per raggiungerlo, una potenza soprannaturale che si chiama grazia.

69. Oltre la grazia, che altro aveva dato Dio all'uomo?
Oltre la grazia, Dio aveva dato all'uomo l'esenzione dal1e debolezze e miserie della vita e dalla necessità di morire, purché non avesse peccato, come purtroppo fece Adamo, il capo dell'umanità, gustando del frutto proibito.

70. Che peccato fu quello di Adamo?
Il peccato di Adamo fu un peccato grave di superbia e di disubbidienza. 

71. Quali danni cagionò il peccato di Adamo?
Il peccato di Adamo spogliò lui e tutti gli uomini della grazia e d'ogni altro dono soprannaturale, rendendoli soggetti al peccato, al demonio, alla morte, all'ignoranza, alle cattive inclinazioni e ad ogni altra miseria, ed escludendoli dal paradiso.

72. Come si chiama il peccato a cui Adamo assoggettò gli uomini con la sua colpa?
Il peccato a cui Adamo assoggettò gli uomini con la sua colpa, si chiama originale, perché, commesso al principio dell'umanità, si trasmette con la natura agli uomini tutti nella loro origine.

73.  In che consiste il peccato originale?
Il peccato originale consiste nella privazione della .grazia ori­ginale, che secondo la disposizione di Dio dovremmo avere ma non abbiamo, perché il capo dell'umanità con la sua disubbidienza ne privò sè e noi tutti, suoi  discendenti.

74. Come mai il peccato originale è  « volontario », e quindi colpa per noi?
I1 peccato originale è volontario e quindi colpa per noi, solo perché volontariamente lo commise Adamo quale capo dell'umanità; e perciò Dio non punisce, ma semplicemente non premia col paradiso chi abbia solo il peccato originale.

75. L'uomo, a causa del peccato originale, doveva rimaner escluso per sempre dal paradiso?
L'uomo, a causa del peccato originale, doveva rimaner escluso per sempre dal paradiso, se Dio, per salvarlo, non avesse promesso e mandato dal cielo il proprio Figliuolo, cioè Gesù  Cristo.


Capo IV
Incarnazione, Passione e Morte del Figliolo di Dio
Credo... in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, Nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e seppellito, discese all'inferno, il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente

76. In che modo il Figliuolo di Dio si è fatto uomo?
II Figliuolo di Dio si é fatto uomo, prendendo un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine, per opera dello Spirito Santo.

77. Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, cessò di esser Dio?
Il Figliuolo di Dio, facendosi uomo, non cessò. di esser Dio, ma, restando vero Dio, cominciò ad essere anche vero uomo.

78. In Gesù Cristo sono due nature?
In Gesù Cristo sono due nature: la natura divina e la natura umana.

79. In Gesù  Cristo con le due nature sono anche due persone?
In Gesù Cristo con le due nature non sono due persone, ma una sola, quella divina del Figliuolo di Dio.

80. Gesù Cristo come fu conosciuto per Figliuolo di Dio?
Gesù Cristo fu conosciuto per Figliuolo di Dio, perchè tale lo proclamò Dio Padre nel Battesimo e nella Trasfigurazione, dicendo: « Questo è il mio Figliuolo diletto, nel quale mi sono compiaciuto"*;  e perché tale si dichiarò Gesù stesso nella sua vita terrena.

*Matt., III, 17;  LUC., IX, 35

81.  Gesù Cristo è  stato sempre?
Gesù Cristo come Dio è stato sempre; come uomo cominciò ad essere dal momento dell'Incarnazione.

82. Da chi nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque da Maria sempre Vergine, la quale perciò si chiama ed è vera Madre di Dio.

83. San Giuseppe non fu padre di Gesù Cristo?
San Giuseppe non fu padre vero di Gesù Cristo, ma padre putativo; cioè, come sposo di Maria e custode di Lui, fu creduto suo padre senza esser tale.

84Dove nacque Gesù Cristo?
Gesù Cristo nacque a Betlemme, in una stalla, e fu posto in una mangiatoia.

85. Perchè Gesù Cristo volle esser povero?
Gesù Cristo volle esser povero, per insegnarci ad essere umili e a non riporre la felicità nelle ricchezze, negli onori e nei piaceri del mondo.

86. Che fece Gesù Cristo nella sua vita terrena?
Gesù Cristo, nella sua vita terrena, c'insegnò con l'esempio e con la parola a vivere secondo .Dio, e confermò coi miracoli la sua dottrina; finalmente, per cancellare il peccato, riconciliarci con Dio e riaprirci il paradiso, si sacrificò sulla Croce, « unico Mediatore tra Dio e gli uomini »

87. Che cos'è miracolo?
Miracolo è un fatto sensibile, superiore a tutte le forze  e leggi dellanatura, e perciò tale che può venire solo da Dio, Padrone della natura.

88. Con quali  miracoli specialmente, Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di esser vero Dio?
Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di esser vero Dio, specialmente col rendere in un attimo la. vista ai ciechi, l'udito ai sordi, la parola ai muti, la salute a ogni sorta d'infermi, la vita ai morti; con l'imperar da padrone ai demoni e alle forze della natura, e sopra tutto con la sua risurrezione dalla morte.

89. Gesù Cristo morì come Dio o come uomo?
Gesù Cristo morì come uomo, perché come Dio non poteva nè patire nè morire.

90. Dopo la morte, che fu di Gesù Cristo?
Dopo la morte, Gesù Cristo discese con l'anima al Limbo, dalle anime dei giusti morti fino allora, per condurle seco in paradiso; poi risuscitò, ripigliando il suo corpo che era stato sepolto.

91. Quanto tempo restò sepolto il corpo di Gesù, Cristo?
Il corpo di Gesù Cristo restò sepolto tre giorni non interi, dalla sera del venerdì fino all'alba del giorno che ora si dice domenica di Pasqua.

92. Che fece Gesù Cristo dopo la sua risurrezione?
Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni; poi salì al cielo, dove siede alla destra di Dio Padre onnipotente.

93. Perché Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni?
Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni per mostrare che era veramente risuscitato, per confermare i di­scepoli nella fede in Lui e istruirli più profondamente nella sua dottrina.

94. Ora Gesù Cristo è solamente in cielo?
Ora Gesù Cristo non è solamente in cielo, ma come Dio è in ogni luogo, e come Dio e uomo è in cielo e nel santissimo Sacramento dell'altare.




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... Di là ha da venire
a giudicare i vivi e i morti
.

Parte I
«CREDO » ossia  PRINCIPALI VERITÀ
DELLA FEDE CRISTIANA

CAPO V
Venuta di Gesù Cristo alla fine del mondo.
I due giudizi, particolare e universale

95. Gesù Cristo tornerà mai più visibilmente su questa terra?Gesù Cristo tornerà visibilmente su questa terra alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti, ossia tutti gli uomini, buoni e cattivi.

96. Gesù Cristo per giudicarci aspetterà sino alla fine del mondo?
Gesù Cristo per giudicarci non aspetterà sino alla fine del mondo, ma giudicherà ciascuno subito dopo la morte.

97. Ci sono due giudizi?
Ci sono due giudizi: l'uno particolare, di ciascuna anima, su­bito dopo morte; l'altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo.

98. Di che cosa ci giudicherà Gesù Cristo?
Gesù Cristo ci giudicherà del bene e dei male operato in vita, anche dei pensieri e delle omissioni.

99. Dopo il giudizio particolare, che avviene dell'anima?
Dopo il giudizio particolare, l'anima, se è senza peccato e senza debito di pena, va in paradiso; se ha qualche peccato veniale o qualche debito di pena, va in purgatorio finchè abbia soddisfatto; se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all'inferno.

100. I bambini morti senza Battesimo dove vanno?
I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non è premio soprannaturale nè pena; perchè, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l'inferno e il purgatorio.

101. Che cos'è il purgatorio?
Il purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio, e di altre pene che tolgono dall'anima ogni resto di peccato per renderla degna di veder Dio.

102.  Possiamo noi soccorrere e anche liberare le animo. dalle  pene del purgatorio?
Possiamo soccorrere e anche liberare le anime dalle pene del purgatorio con i suffragi, ossia con preghiere, indulgenze, elemosine e altre opere buone, e sopra tutto con la santa Messa.

103. È certo che esistono il paradiso e l'inferno?
E' certo che esistono il paradiso e l'inferno: lo ha rivelato Dio; spesse volte promettendo ai buoni l'eterna vita, e il suo stesso gaudio, e minacciando ai cattivi la perdizione e il fuoco eterno.

104.  Quanto dureranno il paradiso e l'inferno?
Il paradiso e l'inferno dureranno eternamente.


CREDO.... la santa Chiesa Cattolica.....


CAPO VI
Chiesa Cattolica
- Comunione dei Santi.

105. Che cos'è la Chiesa?
La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e dottrina di Gesù Cristo, partecipano a' suoi sacramenti e ubbidiscono ai Pastori stabiliti da Lui.

106. Da chi fu fondata 1a Chiesa?
La Chiesa fu fondata da Gesù Cristo, il quale raccolse i suoi fedeli in una società, la sottopose agli Apostoli con san  Pietro per capo, e le diede il sacrificio, i sacramenti e lo Spirito Santo che la vivifica.

107. Qual è  la Chiesa di Gesù Cristo?
Ia Chiesa di Gesù Cristo è la Chiesa Cattolica-Romana, perché essa sola è una, santa, cattolica e apostolica quale Egli la volle.

108. La Chiesa perché è una?
La Chiesa è una, perché tutti í suoi membri ebbero, hanno ed avranno sempre unica la fede, il sacrificio, i sacramenti e il capo visibile, il Romano Pontefice, successore di san Pietro, formando così  tutti un solo corpo, il corpo mistico di Gesù Cristo.

109. La Chiesa perché è santa?
La Chiesa é santa  perché sono santi Gesù Cristo suo capo invisibile, e lo Spirito che la vivifica; perché in lei sono santi la dottrina, il sacrificio e i sacramenti, e tutti  son chiamati a santificarsi; e perché molti realmente furono santi, e sono e saranno.

110. La Chiesa perché è cattolica?
La Chiesa è cattolica cioè universale, perché è istituita e adatta per tutti gli uomini e sparsa su tutta la terra.  

111. La Chiesa perché è apostolica?
La Chiesa è apostolica, perché è fondata sugli Apostoli e sulla loro predicazione, e governata dai loro successori, i Pastori legittimi, i quali senza interruzione e senza alterazione, seguitano a  trasmetterne e la dottrina e il potere.

112. Chi sono i legittimi Pastori della  Chiesa?
I legittimi Pastori della Chiesa sono il Papa o Sommo Pontefice  e i Vescovi uniti con lui.

113. Chi è il Papa?
II Papa è il successore di san Pietro nella sede di Roma e nel primato, ossia nell'apostolato ed episcopato universale; quindi il capo visibile, Vicario di Gesù Cristo capo invisibile, di tutta la Chiesa, la quale perciò si dice Cattolica-Romana.

114. Il Papa e i Vescovi uniti con lui che cosa costituiscono?
Il Papa e i Vescovi uniti con lui costituiscono la Chiesa docente, chiamata così perché ha da Gesù Cristo la missione d'insegnare le verità e le leggi divine a tutti gli uomini, i quali solo da lei ne ricevono la piena e sicura cognizione che è necessaria per vivere cristianamente.  

115. La Chiesa docente può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
La Chiesa docente non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio: essa è infallibile, perché, come promise Gesù Cristo, "lo Spirito di verità" *  l'assiste continuamente.

* Giov., XV, 26

116. Il Papa, da solo, può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio?
Il Papa, da solo, non può errare nell'insegnarci le verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la Chiesa, quando da Pastore e Maestro di tutti i cristiani, definisce dottrine circa la fede e i costumi.

117. Può altra Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, essere la Chiesa di Gesù Cristo, o almeno parte di essa?
Nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, può essere la Chiesa di Gesù Cristo o parte di essa, perché non può averne insieme con quella le singolari distintive qualità, una, santa, cattolica e apostolica; come difatti non le ha nessuna delle altre Chiese che si dicono cristiane.

118. Perché Gesù Cristo istituì la Chiesa?
Gesù Cristo istituì la Chiesa, perché gli uomini trovassero in essa la guida sicura e i mezzi  di santità e di salute eterna.

119. Quali sono i mezzi di santità e di salute eterna che si trovano nella Chiesa?
I mezzi di santità e di salute eterna che si trovano nella Chiesa, sono la vera fede, il sacrificio e i sacramenti, e gli aiuti spirituali scambievoli, come la preghiera, il consiglio, l'esempio

120. I mezzi di santità e di salute eterna sono comuni a tutti gli uomini?
I mezzi di santità e di salute eterna sono comuni a tutti gli uomini che appartengono alla Chiesa, cioè ai fedeli, i quali negli scritti apostolici son detti santi;  perciò l'unione e partecipazione loro a quei mezzi è comunione di santi in cose sante.  

121. Perché sono detti santi i fedeli che si trovano nella Chiesa?
I fedeli che si trovano nella Chiesa sono detti santi, perché consacrati a Dio, giustificati o santificati dai sacramenti, e obbligati a vivere da santi.

122. Che significa "comunione dei santi"?
Comunione dei santi
significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall'affetto al peccato.

123.  I beati  del Paradiso e le anime del purgatorio sono nella comunione dei santi?
I beati del paradiso e le anime del purgatorio sono anch'essi nella comunione dei santi, perché  congiunti tra loro e con noi dalla carità, ricevono gli unile nostre preghiere e le altre i nostri suffragi, e tutti ci ricambiano con la loro intercessione presso Dio.

124. Chi è fuori della comunione dei santi?
E' fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl'infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

125. Chi sono gl'infedeli?
Gl'infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl'idolatri e i maomettani.

126. Chi sono gli ebrei?
Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso.

127. Chi sono gli eretici?
Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti.

128. Chi sono gli apostati?
Gli apostati sono i battezzati che rinnegano, con atto esterno, la fede cattolica già professata.    

129. Chi sono gli scismatici?
Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori, e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede.

130. Chi sono gli scomunicati?
Gli scomunicati sono i battezzati esclusi per colpe gravissime dalla comunione della Chiesa, affinché non pervertano gli altri e siano puniti e corretti con questo estremo rimedio.

131. E' grave danno esser fuori della Chiesa?
Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno nè i mezzi stabiliti nè la guida sicura alla salute eterna, la quale per l'uomo è l'unica cosa veramente necessaria.

132. Chi è fuori della Chiesa si salva?
Chi è fuori della Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi ci si trovi senza propria colpa e viva bene, può salvarsi con l'amor di carità, che unisce a Dio, e, in spirito, anche alla Chiesa, cioè all'anima di lei.




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Credo...
la remissione dei peccati.

Parte I
«CREDO » ossia  PRINCIPALI VERITÀ
DELLA FEDE CRISTIANA

CAPO VII
Remissione dei peccati Peccato.

133. Che significa « remissione dei peccati »?
Remissione dei peccati
significa che Gesù Cristo ha dato agli Apostoli e ai loro successori la potestà di rimettere nella Chiesa ogni peccato.

134.  Nella Chiesa come si rimettono i peccati?
Nella Chiesa i peccati si rimettono principalmente coi sacramenti del Battesimo e della Penitenza, istituiti da Gesù Cristo a questo fine.

135. Che cos'è il peccato?
Il peccato é un'offesa fatta a Dio disobbedendo alla sua legge.

136. Di quante specie è il peccato?
Il peccato è di due specie: originale e attuale.

137. Qual è  il peccato originale?
Il peccato originale è il peccato che l'umanità commise in Adamo suo capo; e che da Adamo ogni uomo contrae per natural discendenza.

135. Tra 1 figli di Adamo tu preservato mai nessuno  dal peccato originale?
Tra i figli di Adamo fu preservata dal peccato originale solo Maria Santissima,  la quale, perchè eletta Madre di Dio, fu  "piena  di grazia" *, e quindi senza peccato fin dal  primo istante; perciò la Chiesa ne celebra l'Immacolata Concezione.                    

* Luc 1, 28.

139. Come si cancella il peccato originale?
Il peccato originale si cancella col santo Battesimo.

140. Qual è il peccato attuale?
Il peccato attuale è quello che si commette volontariamente da chi ha l'usa di ragione.

141. In quanti modi si commette il peccato attuale?
Il peccato attuale si commette in quattro modi, cioè in pensieri, in parole, in opere e in omissioni.

142. Di quante specie è il peccato attuale?
Il peccato attuale è di due specie: mortale e  veniale.

143. Che cos'è il peccato mortale?
Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa  grave, fatta con piena avvertenza e deliberato consenso.

144. Perchè il peccato  grave si chiama mortale?
Il peccato grave si chiama mortale, perchè priva l'anima della grazia divina che è la sua vita, le toglie i meriti e la capacità di farsene de' nuovi, e la rende degna di pena o morte eterna nell'inferno.

145. Se il peccato mortale rende l'uomo incapace di meritare, è dunque inutile che il peccatore faccia opere buone?
Non è inutile che il peccatore faccia opere buone anzi deve farne, sia per non divenir peggiore omettendole e cadendo in nuovi peccati, sia per disporsi con esse in qualche modo, alla conversione e al riacquisto della grazia di Dio.

146. Come si riacquista la grazia di Dio, perduta per il peccato mortale?
La grazia di Dio, perduta per il peccato mortale, si riacquista con una buona confessione sacramentale o col dolore perfetto che libera dai peccati, sebbene resti l'obbligo di confessarli.

147. Insieme con la grazia, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale?
Insieme con la grazia, per somma misericordia di Dio, si riacquistano anche i meriti perduti per il peccato mortale.

148. Che cos'è il peccato veniale?
Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa leggera, o anche in cosa di per sè grave, ma senza tutta l'avvertenza e il consenso.

149. Perché il peccato non grave si chiama veniale?
Il peccato non grave si chiama veniale, cioè perdonabile, perché non toglie la grazia, e può aversene il perdono col pentimento e con buone opere, anche senza la confessione sacramentale.

150. Il peccato veniale è dannoso all'anima?
Il peccato veniale è dannoso all'anima, perché la raffredda nell'amore di Dio, la dispone al peccato mortale, e la rende degna di pene temporanee in questa vita e nell'altra.

151. I peccati sono tutti uguali?
I peccati non sono tutti uguali; e come alcuni peccati veniali sono meno leggeri di altri, così alcuni peccati mortali sono più gravi e funesti. 

152. Tra i peccati mortali, quali sono più gravi e funesti?
Tra i peccati mortali sono più gravi e funesti i peccati contro lo Spirito Santo e quelli che gridano vedetta al cospetto di Dío *.

* Formola 24, 25.

153. Perchè i  peccati contro lo Spirito Santo sono dei più gravi e funesti?
I peccati contro lo Spirito Santo sono dei più gravi e funesti, perché con essi l'uomo si oppone ai doni spirituali della verità e della grazia, e perciò, anche potendolo, difficilmente si converte.

154. I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, perché sono dei più gravi e funesti?
I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, sono dei più gravi e funesti, perché direttamente contrari al bene dell'umanità e odiosissimi, tanto che provocano, più degli altri, i castighi di Dio.

155. Che cosa particolarmente giova a tenerci lontani dal peccato?
A tenerci lontani dal peccato giova particolarmente il pensiero che Dio è da per tutto e vede il segreto dei cuori e la considerazione dei Novissimi *, ossia di quanto ci attende alla fine di questa vita e alla fine del mondo.                 

* Formola 26


DELLA FEDE CRISTIANA

Capo VIII
Resurrezione della carne - Vita eterna - Amen

156. Che cosa ci attende alla fine di questa vita?
Alla fine di questa vita ci attendono i dolori e lo sfacelo della morte e il giudizioparticolare.

157. Che cosa ci attende alla fine del mondo?
Alla fine del mondo ci attende la risurrezione della carne e il giudizio universale.

158. Che significa « risurrezione della carne »?
Risurrezione della carne
significa che il nostro corpo, per virtù di Dio, si ricomporrà e si riunirà all'anima per partecipare, nella vita eterna, al premio o al castigo da essa meritato.

159. Che significa «vita eterna»?
Vita eterna
significa che il premio, come la pena, durerà in eterno, e che la vista di Dio sarà la vera vita e felicità dell'anima, mentre la privazione di Lui sarà la massima infelicità e come una morte eterna.

160. Che signifîca la parola « Amen »?
La parola Amen significa in verità, così é e così sia; e con essa confermiamo esser vero tutto quello che confessiamo nel Credo, e ci auguriamo la remissione dei peccati, la risurrezione alla gloria e la vita eterna in Dio.

PREGHIAMO

Da', o Signore, a' tuoi credenti
la costanza e la sincerità della fede in te,
al che fermi nel divino amore,
non siano mai divelti per nessuna tentazione
dalla integrità in essa (i).
Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, ecc.

 (1) Postcom. 34 fra le Orazioni diverse del Messale

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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PARTE II
I COMANDAMENTI DI DIO - PRECETTI DELLA CHIESA - VIRTU' ossia MORALE CRISTIANA

SEZIONE I


Se vuoi entrare alla vita, osserva i comandamenti
(Matt XIX, 17)

Se mi amate, osservate i miei comandamenti
(Giov. XIV, 15)

PARTE II
COMANDAMENTI DI DIO - PRECETTI DELLA CHIESA
VIRTU' ossia MORALE CRISTIANA

Capo I
Comandamenti di Dio

1. Comandamenti  di Dio in generale.

161.  Che cosa sono i comandamenti di Dio?
I comandamenti di. Dio o Decalogo sono le leggi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede a Mosé sul monte Sinai, e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo.

162. Che cosa c'impone il Decalogo?
Il Decalogo c'impone i più stretti doveri di natura verso Dio, noi stessi e il prossimo, come pure gli altri doveri che  ne derivano, per esempio, quelli del proprio stato.

163. I nostri doveri verso Dio e verso il prossimo a che si riducono?
I nostri doveri verso Dio e verso il prossimo si riducono alla carità, cioè al "massimo e primo comandamento"  dell'amor di Dio e a quello "simile"  dell'amor del prossimo: "da questi due comandamenti, disse Gesù Cristo, dipende tutta la Legge e i Profeti "*

 * Matt., XXII, 38‑40; Formola 14.

164. Perchè il comandamento dell'amor di Dio è il massimo comandamento?
Il comandamento dell'amor di Dio è il massimo comandamento, perché chi l'osserva amando Dio con tutta l'anima, osserva certamente tutti gli  altri comandamenti.

165. I comandamenti di Dio si possono osservare?
I comandamenti di Dio si possono osservare tutti e sempre, anche nelle più forti tentazioni, con la grazia che Dio non nega mai a chi lo invoca di cuore.

166. Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio?
Siamo obbligati a osservare i comandamenti di Dio, perchè sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione.

167. Chi trasgredisce i comandamenti di Dio, pecca gravemente?
Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente contro Dio, e perciò merita l'inferno.

168. Nei comandamenti che cosa si deve notare?
Nei comandamenti si deve notare ciò che è ordinato e ciò che è proibito

2.  Comandamenti dl Dio in particolare.

  PRIMO COMANDAMENTO.

169. Che ci ordina il primo comandamento « Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me »?
Il primo comandamento Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio e di amarlo, adorarlo e servirlo come l'unico vero Dio, Creatore e Signore di tutto.

170. Che ci proibisce il primo comandamento?
Il primo comandamento ci proibisce l'empietà, la superstizione, l'irreligiosità; inoltre l'apostasia, l'eresia, il dubbio volontario e l'ignoranza colpevole delle verità della Fede.

171. Che cos'è empietà?
Empietà è il rifiuto a Dio d'ogni culto.

172. Che cos'è superstizione?
Superstizione è il culto divino o di latria reso a chi non è Dio, o anche a Dio ma in modo non conveniente: perciò l'idolatria o il culto difalse divinità e di creature; il ricorso al demonio, agli spiriti e ad ogni mezzo sospetto per ottener cose umanamente impossibili; l'uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa.

173. Che cos'è irreligiosità?
Irreligiosità è l'irriverenza a Dio e alle cose divine, come la tentazione di Dio, il sacrilegio o profanazione di persona o di cosa sacra, la simonía o compra e vendita di cose spirituali o connesse con le spirituali.

174.  Se il culto delle creature è superstizione, come non è superstizione il culto cattolico degli Angeli e dei Santi?
Il culto cattolico degli Angeli e dei Santi non è superstizione, perchè non è culto divino o di adorazione dovuta a Dio solo: noi non li adoriamo come Dio, ma li veneriamo come amici di Dio e per i doni che hanno da Lui; quindi per onor di Dio stesso che negli Angeli e nei Santi opera meraviglie.

175. Chi sono i Santi?
I Santi sono coloro che, praticando eroicamente le virtù secondo gl'insegnamenti e gli esempi di Gesù Cristo, meritarono special gloria in cielo e anche in terra, dove, per autorità della Chiesa, sono pubblicamente onorati e invocati.

176. Perché veneriamo  noi anche il corpo dei Santi?
Noi veneriamo anche il corpo dei Santi, perchè servì loro a  esercitare virtù eroiche, fu certamente tempio dello Spirito Santo, e risorgerà glorioso alla vita eterna.

177. Perchè veneriamo anche le minime reliquie e le immagini dei Santi?
Veneriamo anche le minime reliquie e le immagini dei Santi per loro memoria e onore, riferendo a essi tutta la venerazione, affatto diversamente dagl'idolatri, che rendono alle immagini o idoli un culto divino.

178. Dio nel Vecchio Testamento non proibì severamente le immagini?
Dio nel Vecchio Testamento proibì severamente le immagini da adorare, anzi quasi tutte le immagini, come occasione prossima d'idolatria per gli Ebrei, i quali vivevano fra gli idolatri ed erano molto inclinati alla superstizione.

SECONDO COMANDAMENTO.

179. Che ci proibisce il secondo comandamento "non nominare il nome di Dio invano"?
Il secondo comandamento Non nominare il nome di Dio invano ci proibisce di disonorare il nome di Dio: perciò di nominarlo senza rispetto; di bestemmiare Dio, la santissima Vergine, i Santi e  le cose sante; di far giuramenti falsi, non necessari o in qualunque modo illeciti.

180. Che cos'è il giuramento?
Il giuramento è chiamar Dio in testimonio di ciò che si afferma o che si promette; perciò chi giura il male e chi spergiura, offende sommamente Dio che è la Santità e la Verità.

181. E' grande peccato la bestemmia?
La bestemmia é grande peccato, perchè ingiuria e scherno di Dio o de' suoi Santi, e spesso anche orribile eresia.

182. Che ci ordina il secondo comandamento?
Il secondo comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome santo dì Dio, e di adempiere i voti e le promesse giurate.

183. Che cos'è il voto?
Il voto è la promessa fatta a Dìo di qualche bene a Lui gradito, al quale ci obblighiamo per religione.

TERZO COMANDAMENTO. 

184. Che ci ordina il terzo comandamento « ricordati di santificare le feste »?
Il terzo comandamento Ricordati di santificare le feste ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l'essenziale è la santa Messa.

185. Perchè dobbiamo fare atti di culto esterno? Non basta adorar Dio, che è Spirito, internamente nel  cuore?
Non basta adorar Dio internamente nel cuore, ma dobbiamo anche rendergli il culto esterno comandato, perchè siamo soggetti a Dio  in tutto l'essere, anima e corpo, e dobbiamo dare buon esempio; e anche perchè altrimenti si perde lo spirito religioso.

186. Che ci proibisce il terzo comandamento?
Il terzo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili.

187. Quali opere si dicono servili?
Si dicono opere servili i lavori manuali propri degli artigiani e degli operai.

188. Sono tutte proibite nei giorni di festa le opere servili?
Nei giorni di festa sono proibite tutte le opere servili non necessarie alla vita e al servizio di Dio, e non giustificate dalla pietà o da altro grave motivo.

189. Come conviene, occupare i giorni di festa?
Conviene occupare i giorni di festa a bene dell'anima, frequentando la predica e il catechismo, e compiendo qualche opera buona e anche a riposo del corpo, lontani da ogni vizio e dissipazione.

QUARTO COMANDAMENTO.

190. Che ci ordina il quarto comandamento « onora il padre e la madre »?
Il quarto comandamento Onora il padre e la madre ciordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e chiunque ha la potestà sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità.

191. Che ci proibisce il quarto comandamento?
Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli.

192. Perchè dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità?
Dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità perché «non c'è potestà se non da Dio; ... pertanto chi resiste alla potestà resiste all'ordinamento di Dio » *     

* ROM., XIII, 1, a.

 

QUINTO COMANDAMENTO.

193 Che ci proibisce il quinto comandamento « non ammazzare »?
Il quinto comandamento  Non ammazzare ci proibisce di recar danno alla vita sì naturale che spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l'omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.

194. Perché è peccato il suicidio?
Il suicidio è peccato, come l'omicidio, perché Dio solo é padrone della nostra vita, come di quella del prossimo: inoltre è peccato di disperazione che, di più, toglie con la vita la possibilità di pentirsi e di salvarsi.

95. La Chiesa ha stabilito pene contro il suicida?
La Chiesa ha stabilito la privazione della sepoltura ecclesiastica contro il suicida responsabile dell'atto compiuto.

196. Perchè è peccato il duello?
Il duello è peccato, perchè è sempre un attentato di omicidio, e, anche, quasi di suicidio, fatto per vendetta privata, in disprezzo della legge e della giustizia pubblica; inoltre perchè con esso stoltamente si rimette la decisione del diritto e del torto alla forza, alla destrezza e al caso.

197. La Chiesa ha stabilito pene contro i duellanti?
La Chiesa ha stabilito la scomunica contro i duellanti e contro chiunque volontariamente assiste al duello.

198. Che cos'è scandalo?
Scandalo è dare al prossimo, con qualunque atto cattivo, occasione di peccare.

199. Lo scandalo è peccato grave?
Lo scandalo è peccato gravissimo, e Dio domanderà conto del male che si fa commettere ad altri con perfidi eccitamenti e con cattivi esempi: « guai, all'uomo per colpa del quale viene lo scandalo" *.

*' MATT, XVIII, 7.

200. Che ci ordina il quinto comandamento?
I1 quinto comandamento ci ordina di voler bene a tutti, anche ai nemici, e di riparare il male corporale e spirituale fatto al prossimo.

SESTO COMANDAMENTO.

201  Che ci proibisce il sesto comandamento « non commettere atti impuri »?
I1 sesto comandamento Non commettere atti impuri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.  

202. Che ci ordina il sesto comandamento?
Il sesto comandamento ci ordina di essere « santi nel corpo », portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

SETTIMO COMANDAMENTO.

   
203Che ci proibisce il settimo comandamento « non rubare »?

Il settimo comandamento non rubare ci proibisce di danneggiare il prossimo nella roba: perciò proibisce i furti, i guasti, le usure, e frodi nei contratti e nei servizi, e il prestar mano a questi danni.

204. Che ci ordina il settimo comandamento?
Il settimo comandamento ci ordina di restituire la roba degli altri, di riparare i danni colpevolmente arrecati, di pagare i debiti e la giusta mercede agli operai.

205 Chi, potendo, non restituisce o non ripara, otterrà perdono?
Chi, potendo, non restituisce o non ripara, non otterrà perdono, anche se a parole si dichiari pentito.

OTTAVO COMANDAMENTO.

206. Che ci proibisce l'ottavo comandamento « non dir falsa testimonianza »?
L'ottavo comandamento Non dir falsa testimonianza ci proibisce ogni falsità e il danno ingiusto dell'altrui fama: perciò, oltre la falsa testimonianza, la calunnia, la bugia, la detrazione o mormorazione, l'adulazione, il giudizio e il sospetto temerario.

207. Che ci ordina l'ottavo comandamento?
L'ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, e d'interpretare in bene, possibilmente, le azioni del prossimo.

208. Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone, a che cosa è obbligato?
Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente,o sparlandone, deve riparare, per quanto può, il danno arrecato.

NONO COMANDAMENTO.

209. Che ci proibisce il nono comandamento « non desiderare la donna d'altri »?
I1 nono. comandamento non desiderare la donna d'altri ci proibisce i pensieri e i desideri cattivi.

210. Che ci ordina il nono comandamento?
Il nono comandamento ci ordina la perfetta purezza dell'anima e il massimo rispetto, anche nell'intimo del cuore, per il santuario della famiglia.

DECIMO COMANDAMENTO 

211  Che ci proibisce il decimo comandamento "non desiderare la roba d'altri"?
Il decimo comandamento Non desiderare la roba d'altri ci proibisce  l'avidità sfrenata delle ricchezze, senza riguardo ai diritti é al bene del prossimo.

212  Che ci ordina il decimo comandamento?
Il decimo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie permesse dal Signore a nostro merito, poichè a al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni"*

* Atti, XIV, 21.




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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INDICE 

PARTE II
COMANDAMENTI DI DIO - PRECETTI DELLA CHIESA
VIRTU' ossia MORALE CRISTIANA

Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)
 

Capo II
Precetti generali della Chiesa

213. Che cosa sono i precetti generali della Chiesa?
I precetti generali della Chiesa sono leggi con le quali essa, applicando i comandamenti di Dio, prescrive ai fedeli alcuni atti di religione e determinate astinenze.

214. Come ha la Chiesa autorità di far leggi e precetti?
La Chiesa ha autorità di far leggi e precetti, perché l'ha ricevuta nella persona degli Apostoli da Gesù Cristo, l'Uomo-Dio; e perciò chi disubbidisce alla Chiesa, disubbidisce a Dio medesimo.

215. Nella Chiesa chi può far leggi. e precetti?
Nella Chiesa possono far leggi e precetti il Papa e i Vescovi come successori degli Apostoli, ai quali Gesù Cristo disse: « Chi ascolta voi, ascolta me; e chi disprezza voi, disprezza me"*  

* Luc., X, 16.   

PRIMO PRECETTO

216. Che ci ordina il primo precetto « udir la Messa la domenica e le altre feste comandate »?
Il primo precetto udir la Messa la domenica e le altre feste comandate ci ordina di assistere devotamente in tali giorni alla santa Messa. 

217.Chi non ascolta la Messa nei giorni di precetto, fa peccato grave?
Chi, senza vero impedimento, non ascolta la Messa nei giorni di precetto, e chi non dà modo a' suoi dipendenti di ascoltarla, fa peccato grave e non adempie il comandamento divino di santificare le feste.

SECONDO PRECETTO

218. Che ci proibisce il secondo precetto con le parole « non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti »?
Il secondo precetto con le parole non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti ci proibisce di mangiar carne nel venerdì (giorno della Passione e Morte di Gesù, Cristo) e in alcuni giorni digiuno *.              

* VediAppend. II in fine.

219  Che cosa ordina il secondo precetto con le parole « digiunare nei giorni prescritti »?
Il secondo precetto con le parole digiunare nei giorni prescritti ordina di osservare il digiuno ecclesiastico nella Quaresima, in alcuni giorni dell'Avvento, nelle quattro Tempora e in alcune vigilie.

220. A che obbliga il digiuno ecclesiastico?
Il digiuno ecclesiastico obbliga all'astinenza da determinati cibi, e da altri pasti oltre il pranzo: è consentita però una seconda refezione leggera.

221. Chi è obbligato al digiuno ecclesiastico?
Al digiuno ecclesiastico è obbligato ogni fedele dai ventun anni compiuti ai sessanta, se non ne sia scusato per infermità, per lavori gravosi o per altra giusta ragione.

222. Perchè la Chiesa c'impone astinenze e digiuni?
La Chiesa c'impone in conformità dell'esempio e della dottrina di Gesù Cristo, astinenze e digiuni, per penitenza dei peccati, per mortificazione della gola e delle passioni, e per altre necessità particolari.

TERZO PRECETTO

223. Che ci ordina. il terzo precetto « confessarsi almeno una volta l'anno e comunicarsi almeno a Pasqua»?
Il terzo precetto confessarsi almeno una volta l'anno e comunicarsi almeno a Pasqua ci ordina di accostarci alla Penitenza almeno una volta l'anno, e all'Eucaristia almeno nel tempo di Pasqua.

224. Perché la Chiesa, imponendo di confessarci e comunicarci una volta l'anno, aggiunge la parola « almeno »?
La Chiesa, imponendo di confessarci e comunicarci una volta l'anno, aggiunge la parola almeno per ricordarci l'utilità, anzi il bisogno di ricevere spesso, come è, suo desiderio, questi sacramenti.

QUARTO PRECETTO 

225. Che ci ordina il quarto precetto  «sovvenire alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze»?
Il quarto precetto sovvenire alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze ci ordina di fare le offerte stabilite dall'autorità o dall' uso, per il conveniente esercizio del culto e per l'onesto sostentamento dei ministri di Dio.

QUINTO PRECETTO 

226. Che proibisce il qunto precetto « non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti »?
Il quinto precetto non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti proibisce la Messa con la benedizione speciale degli sposi, dalla prima domenica di Avvento al  S. Natale e dal mercoledì delle Ceneri alla Domenica di Pasqua.



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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Queste cose medita,
 in queste stà  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

Capo III
Virtù

1. Virtù in generale - Virtù teologali

227 Che cos'è la virtù?
La virtù è una costante disposizione dell'anima a fare il bene.

228. Quante specie di virtù ci sono?
Ci sono due specie di virtù: le virtù naturali che acquistiamo ripetendo atti buoni, come quelle che si dicono morali; e le virtù soprannaturali che non possiamo acquistare e nemmeno esercitare con le sole nostre forze, ma ci vengon date da Dio, e sono le virtù proprie del cristiano.

229. Quali sono le virtù proprie del cristiano?
Le virtù proprie del cristiano sono le virtù soprannaturali e specialmente la fede,  la speranza e la carità, che si chiamano teologali  o divine, perché  hanno Dio stesso per oggetto e per motivo.

230. Come riceviamo ed esercitiamo noi le virtù soprannaturali?
Noi riceviamo le virtù soprannaturali .insieme con 1a grazia santificante, per mezzo dei sacramenti o per l'amore di carità, e le esercitiamo con le grazie attuali dei buoni pensieri e delle ispirazioni con cui Dio ci muove e ci aiuta in ogni atto buono.

231. Tra le virtù soprannaturali qual è la più, eccellente?
Tra le virtù soprannaturali la più eccellente é la carità, perché é inseparabile dalla grazia santificante, ci unisce intimamente a Dio e al prossimo, ci muove alla perfetta osservanza della Legge e a ogni opera buona, e non cesserà mai:  in essa sta la perfezione cristiana.

FEDE

232. Che cos'è 1a fede?
La fede é quella virtù soprannaturale per cui crediamo, sull'autorità di Dio, ciò che Egli ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa.

233. Ciò che  Dio ha rivelato e ci propose a  credere per mezzo della Chiesa,  dove si conserva?
Ciò che Dio ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa, si conserva nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.

234. Che cos'è la Sacra Scrittura?
La Sacra Scrittura è la raccolta dei libri scritti per ispirazione di Dio nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, e ricevuti dalla Chiesa come opera di Dio stesso.

235. Che cos'è la Tradizione?
La Tradizione è l'insegnamento di Gesù Cristo e degli Apostoli, fatto a viva voce, e dalla Chiesa trasmesso fino a noi senza alterazione.

236. Chi può con autorità farci conoscere interamente e nel vero senso le verità contenute nella Scrittura e nella Tradizione?
La Chiesa sola può con autorità farci conoscere interamente e nel vero senso le verità contenute nella Scrittura e nella Tradizione, perché a lei sola Dio affidò il deposito della Fede e mandò lo Spirito Santo che continuamente l'assiste, affinché non erri.

237. Basta credere in generale le verità rivelate da Dio?
Non basta credere in generale le verità rivelate da Dio ma alcune, cioè l'esistenza di Dio rimuneratore e i due  misteri principali, si debbono credere anche con espresso atto di fede.

SPERANZA

238. Che cos'è la speranza?
La speranza e quella virtù soprannaturale per cui confidiamo in Dio e da Lui aspettiamo la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla quaggiù con le buone opere.

239. Per qual motivo speriamo da Dio la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla?
Speriamo da Dio la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla, perché Egli, infinitamente buono e fedele, ce le ha promesse per i meriti di Gesù Cristo; perciò chi diffida o dispera, l'offende sommamente.

CARITA'

240. Che cos'è la carità?
La carità é quella virtù soprannaturale per cui amiamo Dio per se stesso sopra ogni cosa, e il prossimo come noi medesimi per amor di Dio.

241. Perchè dobbiamo amare Dio?
Dobbiamo amare Dio per se stesso, come il sommo Bene, fonte d'ogni nostro bene; e perciò dobbiamo anche amarlo sopra ogni cosa « con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente e con tutte le forze » *.

*Marco, XII, 30.

242. Perchè dobbiamo amare il prossimo?
Dobbiamo amare il prossimo per amor di Dio che ce lo comanda, e perchè ogni uomo ò creato ad immagine di Dio, come noi, ed è nostro fratello.                     

243. Siamo obbligati ad amare anche i nemici?
Siamo obbligati ad amare anche i nemici, perdonando le offese, perché sono anch'essi nostro prossimo, e perchè Gesù Cristo ce ne ha fatto espresso comando.

2 - Esercizio degli atti di fede, di speranza e di carità. Consigli evangelici

244. Quando dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità?
Dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità molte volte nella vita, e, in particolare, quando abbiamo tentazioni da vincere o importanti doveri.cristiani da compiere, e nei pericoli di morte.

245.  E' bene fare spesso atti di fede, di speranza e di carità?
E' bene fare spesso atti di fede, di speranza e di carità, per conservare, accrescere e rafforzare virtù tanto necessarie, che sono come le parti vitali dell' «uomo spirituale».

246.  Come dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità?
Dobbiamo fare atti di fede, di speranza e di carità col cuore, con la bocca e con l'opera, dandone prova nella nostra condotta.

247. Come si dà prova della fede?
Si dà prova della fede confessandola e difendendola, quando occorra, senza timore e senza rispetto umano, e vivendo secondo le sue massime: « la fede senza le opere é morta»*

* Giac II 26

248. Come si dà prova della speranza?
Si dà prova della speranza non turbandosi per le miserie e contrarietà della vita, e nemmeno per le persecuzioni; ma vivendo rassegnati, sicuri delle promesse di Dio

249. Come si dà prova della carità?
Si dà prova della carità osservando i comandamenti ed esercitando le opere di misericordia *, e se Dio chiama, seguendo i consigli evangelici.  

* Formole 21,22

250. Che cosa sono i consigli evangelici?
I consigli evangelici sono esortazioni che Gesù Cristo fece nel Vangelo ad una vita più perfetta, mediante la pratica di virtù non comandate.

251. Quali sono i principali consigli evangelici?
I principali consigli evangelici sono: la povertà  volontaria, la castità perpetua e l'ubbidienza perfetta.

3.  Virtù  morale e vizio - Beatitudini evangeliche

252  Che cos'è la virtù morale?
La virtù morale é l'abito di fare il bene; acquistato ripetendo atti buoni

253. Quali sono le principali virtù morali?
Le principali virtù morali sono: La religione che ci fa rendere a Dio il culto dovuto, e.le quattro virtù cardinali,  prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, che ci fanno onesti nel vivere.

254. Perchè le virtù cardinali son co chiamata?
Le virtù cardinali son così chiamate, perchè sono il cardine, cioè il sostegno delle altre virtù morali.

255. Che cos'è la prudenza?
La Prudenza è la virtù che dirige gli atti al debito fine, e fa discernere e usare i  mezzi buoni.

256. Che cos'è la giustizia?
La giustizia e 1a virtù che fa dare a ciascuno ciò che gli é dovuto. 

257. Che cos'è la fortezza?
La fortezza é la virtù che fa affrontare senza temerità e senza timidezza qualunque difficoltà o pericolo, e anche la morte, per il servizio di Dio e per il bene del prossimo.

258. Che cos'è la temperanza?
La temperanza é la virtù che frena le passioni e i desideri, specialmente sensuali, e modera l'uso dei beni sensibili.  

259. Che cosa sono le passioni?
Le passioni sono commozioni o moti violenti dell'anima che, se non sono moderati dalla ragione, trascinano al vizio, e, spesso, anche al delitto.

260. Che cos'è il vizio?
Il vizio è l'abitudine di fare il male, acquistata ripetendo atti cattivi.

261. Quali sono i vizi principali?
I vizi principali sono i sette vizi capitali,* chiamati così perché sono capo e origine degli altri vizi e peccati.

*Formola 23 

262  Quali sono le virtù opposte ai vizi capitali?
Le virtù opposte ai vizi capitali sono: l'umiltà, la liberalità, la castità, la pazienza, la sobrietà, la fraternità e la diligenza nel servizio di Dio.  

363. Gesù Cristo ha raccomandata in particolare qualche virtù morale?
Gesù Cristo ha raccomandato in particolare alcune virtù.morali, chiamando, nelle otto Beatitudini evangeliche, beato chi le esercirà.

364. Dite le Beatitudini evangeliche.
Beati i poveri in spirito, perchè di questi è il regno de', cieli
Beati i mansueti, perché questi erediteranno la terra.  
Beati quelli che piangono, perchè saranno consolati.  
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perchè saranno saziati.  
Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia. 
Beati i mondi di cuore, perchè vedranno Dio. 
Beati i pacifici, perchè saranno chiamati figli di Dio. 
Beati i perseguitati per  amor della giustizia, perché di questi è il  regno de' cieli*.             

* Matt V, 3-10

265. Perchè Gesù Cristo, nelle Beatitudini evangeliche, disse beate, contrariamente all'opinione del mondo, le persone umili tribolate?
Gesù Cristo, nelle Beatitudini evangeliche, disse beate,.contrariamen.te all'opinione del mondo, le persone umili e tribolate, perchè avranno premio speciale da Dio; e c'insegnò cosa ad imitarle, senza curare le fallaci massime del mondo.

266. Possono essere veramente felici quelli che seguono le massime del mondo?
Quelli che seguono le massime del mondo non possono essere veramente felici, perchè non cercano Dio, loro Signore e loro vera felicità;  e così  non hanno la pace della coscienza, e camminano verso la perdizione.

PREGHIAMO

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perchè possiamo meritare quello che ci promettesti,
fa' che amiamo quanto comandi (1).
Fa', o Dio onnipotente, che noi sempre pensiamo cose ragionevoli,
e  nel parlare e nell'operare eseguiamo quelle che a te piacciono (2)
 Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, ecc.

(1) Orazione della Domenica XIII dopo la Pentecoste.

(2) Orazione della Domenica VI dopo l'Epifania.

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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INDICE 

PARTE III
MEZZI DELLA GRAZIA
Sezione I - Sacramenti o mezzi produttivi

Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

Capo I
Sacramenti in generale

267. Che cosa sono i sacramenti?
I sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci.

268. Perché i sacramenti sono segni efficaci della grazia?
I sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci, perchè significando la grazia realmente la conferiscono.

269. Quale grazia conferiscono i sacramenti?
I sacramenti conferiscono 1a grazia santificante e la grazia sacramentale.

270. Che cos'è la grazia santificante?
La grazia santificante è quel dono soprannaturale, inerente all'anima nostra e perciò abituale, che ci rende santi, cioè giusti, amici e figli adottivi Dio, fratelli di Gesù Cristo ed eredi del paradiso.

271. Che cos'è la grazia sacramentale?
La grazia sacramentale é il diritto alle grazie speciali necessarie per conseguire il fine proprio di ciascun sacramento.

272. Chi ha dato ai sacramenti la virtù di conferire la grazia?
Gesù Cristo, l'Uomo-Dio, ha dato ai sacramenti la virtù di conferire la grazia, che Egli stesso ci ha meritato con la sua Passione e Morte.  

273. Come ci santificano i sacramenti?
I sacramenti ci santificano, o col darci. la prima grazia santificante che cancella il peccato, o coll'accrescerci quella grazia che già possediamo.

274.  Quali sacramenti ci danno la  prima grazia?
Ci danno la prima grazia il Battesimo e la Penitenza, che si chiamano sacramenti dei morti, perché donano la vita della grazia alle anime morte per il peccato.

275. Quali sacramenti ci  accrescono la grazia?
Ci accrescono la grazia la Cresima, l'Eucaristia, l'Estrema Unzione, l'Ordine e  il Matrimonio, che si chiamano sacramenti dei vivi, perchè chi li riceve, deve già vivere spiritualmente per la grazia di Dio.

276. Chi riceve un sacramento dei vivi sapendo di nos essere in grazia di Dio, commette peccato?
Chi riceve un sacramento dei vivi sapendo di non essere in grazia di Dio, commette peccato gravissimo di sacrilegio, perché riceve indegnamente una cosa sacra.

277. Che dobbiamo fare per conservar la grazia dei sacramenti?
Per conservare la grazia dei sacramenti dobbiamo corrispondere con l'azione propria, operando il bene e fuggendo il male.

278. Quali sono i sacramenti più necessari per salvarsi?
I sacramenti più necessari per salvanti sono i sacramenti dei morti, cioè il Battesimo e la Penitenza, perchè danno la prima grazia o la vita spirituale.

279. Il Battesimo e la Penitenza sono ugualmente necessari?
Il Battesimo e la Penitenza non sono egualmente necessari, perchè il Battesimo è necessario a tutti, nascendo tutti col peccato originale; la Penitenza, invece, è necessaria a quelli che, dopo il Battesimo, han perduto la grazia peccando mortalmente.

280. Se il Battesimo necessario a tutti, può salvarsi nessuno senza Battesimo?
Senza Battesimo nessuno può salvarsi, quando però non si possa ricevere il Battesimo di acqua, basta il Battesimo di sangue, cioè il martirio sofferto per Gesù Cristo, oppure il Battesimo di desiderio che é l'amor di carità, desideroso dei mezzi di salute istituiti da Dio.

281. Quante volte si possono ricevere i sacramenti?
I sacramenti si possono ricevere alcuni più volte, altri una volta sola.

282. Quali sacramenti si ricevono una volta sola?
Si ricevono una volta sola il Battesimo, la Cresima e l'Ordine.

283. Perchè il Battesimo, la Cresima e l'Ordine si ricevono una volta sola?
Il Battesimo, la Cresima e l'Ordine si ricevono una volta sola, perchè imprimono nell'anima un carattere permanente, operando una consacrazione perpetua dell'uomo a Gesù Cristo, la quale lo distingue da chi non l'abbia.

284. Che cos'è il carattere?
Il  carattere è un segno distintivo spirituale che non si cancella mai.

285. Qual carattere imprimono nell'anima il Battesimo, la Cresima e l'Ordine?
Il Battesimo imprime nell'anima il carattere di cristiano; la Cresima quello di soldato di Gesù Cristo; l'Ordine quello di suo ministro.

286. Quante cose si richiedono per fare un sacramento?
Per fare un sacramento si richiedono tre cose: la materia, la forma e il ministro, il quale abbia l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa

287. Che cos'è la materia del sacramento?
Materia del sacramento è l'elemento sensibile che si richiede per farlo, come l'acqua nel Battesimo.

288. Che cos'è la forma del sacramento?
Forma del sacramento sono le parole che il ministro deve proferire nell'atto stesso di applicare la materia.

289. Chi è il  ministro del sacramento?
Ministro del sacramento è la persona capace che lo fa o conferisce, in nurse e per autorità di Gesù Cristo.



Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

Capo II
Battesimo

290. Che cos'è il Battesimo?
Il Battesimo è íl sacramento che ci fa cristiani cioè seguaci di Gesù Cristo, figli di Dio e membri della Chiesa.

291. Qual è la materia del Battesimo?
Materia del Battesimo è l'acqua naturale.

292. Qual è la forma del Battesimo?
Forma del Battesimo sono le parole Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.

293. Chi è ministro del Battesimo?
Ministro del Battesimo è, d'ordinario, il sacerdote, ma, in caso di necessità, può  essere chiunque, anche un eretico o infedele, purchè abbia l'intenzione dì fare ciò che fa la Chiesa.

294. Come si dà il Battesimo?
Il Battesimo si dà versando l'acqua sul capo del battezzando e dicendo nello stesso tempo le parole della forma.

295. Quali effetti produce il Battesimo?
Il Battesimo conferisce la prima grazia santificante e le virtù soprannaturali, togliendo il peccato originale e gli attuali, se vi sono, con ogni debito di pena per essi dovuta; imprima il carattere di cristiano e rende capace di ricevere gli altri sacramenti.

296. Il Battesimo trasforma l'uomo?
Il Battesimo trasforma l'uomo nello spirito e lo fa come rinascere rendendolo un uomo nuovo; perciò allora gli si dà un nome conveniente, quello di un Santo che gli sia esempio e protettore nella vita di cristiano.

297. Chi riceve il Battesimo a che cosa si obbliga?
Chi riceve il Battesimo, diventando cristiano, si obbliga a professar la Fede e ad osservar la Legge di Gesù Cristo; e perciò rinunzia a quanto vi si oppone.

298 A che si  rinunzia nel ricevere il Battesimo?
Nel ricevere il Battesimo si rinunzia al demonio, alle sue opere e alle sue pompe.

299 Che s'intende per opere e pompe del demonio?
Per opere e pompe del demonio s'intendono i peccati, le vanità del mondo e le sue massime perverse, contrarie al Vangelo.

300. I bambini nel Battesimo come rinunziano al demonio?
I bambini nel Battesimo rinunziano al demonio per mezzo dei padrini.

301. Chi sono i padrini nel Battesimo?
I padrini nel Battesimo son quelli che presentano alla Chiesa il battezzando, rispondono in suo nome se è bambino, assumendosi, quali padri spirituali, la cura della sua educazione cristiana, se vi mancassero i genitori, e perciò debbono essere buoni cristiani.

302. Siamo noi obbligati a mantener le promesse e le rinunzie fatte dai padrini a nome nostro nel Battesimo?
Siamo obbligati a mantener le promesse e le rinunzie fatte dai padrini a nome nostro nel Battesimo, perchè esse c'impongono solo quello che Dio impone a tutti, e che dovremmo noi stessi promettere per salvarci.

303. I genitori o chi ne tiene il luogo, quando debbono mandare il bambino al Battesimo?
I genitori o chi ne tiene il luogo, debbono mandare il bambino al Battesimo non più tardi di otto o dieci giorni; anzi conviene assicurargli subito la grazia e la felicità eterna, potendo egli molto facilmente morire.


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

Capo III
Cresima o Confermazione

304. Che cos'è la Cresima o Confermazione?
La Cresima o Confermazione è il sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo, e ce ne imprime il carattere.

305. Qual è la materia della Cresima?
Materia della Cresima è il sacro crisma, cioè olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo il giovedì santo.

306. Qual è la forma della Cresima?
Forma della Cresima sono le parole Ti segno col segno della Croce, e ti confermo col crisma della salute, nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.

307. Chi è ministro della Cresima?
Ministro della Cresima è il Vescovo, e, straordinariamente, il sacerdote che ne abbia facoltà dal Papa.

308. Il Vescovo come amministra la Cresima?
Il Vescovo, stese le mani sopra i cresimandi, invoca lo Spirito Santo, poi col sacro crisma unge in forma di croce la fronte di ciascuno, pronunziando le parole della forma, quindi gli dà un leggero schiaffo dicendo: La pace sia con te; e alla fine benedice solennemente tutti i cresimati.

309. In che modo la Cresima ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo?
La Cresima ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo dandoci l'abbondanza dello Spirito Santo, cioè della sua grazia e de' suoi doni, i quali ci confermano o rafforzano nella fede e nelle altre virtù contro i nemici spirituali.

310. A qual età è bene ricevere la Cresima?
E' bene ricevere la Cresima all'età di sette anni circa, perchè allora sogliono cominciare le tentazioni, e si può abbastanza conoscere la santità e la grazia di questo sacramento.

311. Chi ricevé la Cresima, quali disposizioni deve avere?
Chi riceve la Cresima deve essere in grazia di Dio, e, se ha l'uso di ragione, deve conoscere i misteri principali della Fede, e accostarsi al sacramento con devozione, profondamente compreso di ciò che il rito significa.

312 Che significa il sacro crisma?
Il sacro crisma, con l'olio che si espande e dà forza, significa la grazia abbondante della Confermazione; e col balsamo che è odoroso e preserva dalla corruzione, significa il buon odore delle virtù che il cresimato dovrà possedere, fuggendo la corruzione dei vizi.

313. Che significa l'unzione che si fa sulla fronte in forma di croce?
L'unzione che si fa sulla fronte in forma di croce, significa che, il cresimato, da forte soldato di Gesù Cristo, dovrà portar alta la fronte senza arrossire della Croce e senza aver paura dei nemici della Fede.

314. Che significa il leggero schiaffo che il Vescovo dà al cresimato?
Il leggero schiaffo che il Vescovo dà al cresimato, significa che questi deve essere disposto a soffrire per la Fede ogni affronto e ogni pena.

315. Nella Cresima ci sono i padrini?
Nella Cresima ci sono per gli uomini .i padrini, e per le donne le madrine, che debbono essere buoni cristiani per edificare e assistere spiritualmente i cresimati.


Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
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(1 Tim, IV,25

Capo IV
Eucaristia

316. Che cos'è l'Eucaristia?
L'Eucaristia è il sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signor Gesù Cristo per nutrimento delle anime.

317. Qual è la materia dell'Eucaristia?
Materia dell'Eucaristia è il pane di frumento e il vino di uva.

318. Qual è la forma dell'Eucaristia?
Forma dell'Eucaristia sono
le parole di Gesù Cristo Questo é il Corpo mio; questo é il Calice del Sangue mio... sparso per voi e per molti a remissione dei peccati *. 

*Orazioni, II, Canone.

319. Chi è ministrò dell'Eucaristia?
Ministro dell'Eucaristia è il sacerdote il quale, pronunziando nella Messa le parole di Gesù Cristo, cambia il pane nel Corpo e il vino nel Sangue di Lui.

320. Gesù Cristo quando istituì l'Eucaristia?
Gesù Cristo istituì l'Eucaristia nell'ultima Cena, prima della sua Passione, quando consacrò il pane e il vino, e li distribuì agli Apostoli come Corpo e Sangue suo, comandando che poi facessero altrettanto in sua memoria. 

321.  Perchè Gesù Cristo istituì l'Eucaristia?
Gesù Cristo istituì
l'Eucaristia, perchè fosse nella Messa il sacrificio permanente del Nuovo Testamento e nella comunione il cibo delle anime, a perpetuo ricordo del suo amore e della sua Passione e Morte.

 

2.  Presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia.  

322. Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine?
Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine.

323. Perchè credete voi che Gesù Cristo è veramente nell'Eucaristia?
Credo che Gesù Cristo è veramente nell'Eucaristia, perchè Egli stesso disse Corpo e Sangue suo il pane e il vino consacrato, e perché così c'insegna la Chiesa; ma è un mistero, e grande mistero,

324. Che cos'è l'ostia prima della consacrazione?
L'ostia prima della consacrazione è pane.

325 Dopo la consacrazione che cos'è l'ostia?
Dopo la consacrazione l'ostia è il vero Corpo del Nostro Signor Gesù Cristo sotto le apparenze del pane.

326. Nel calice prima della consacrazione che cosa si contiene?
Nel calice prima della consacrazione si contiene vino con alcune gocce d'acqua.

327. Dopo la consacrazione che c'è nel calice?
Nel calice dopo la consacrazione c'è il vero Sangue del Nostro Signor Gesù Cristo sotto le apparenze del vino.

328. Quando diventano Corpo e Sangue di Gesù il pane e il vino?
Il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù al momento della consacrazione.

329. Dopo la consacrazione non c'è più niente del pane e del vino?
Dopo la consacrazione non c'è più nè pane nè vino, ma ne restano solamente le specie o apparenze, senza la sostanza. 

330. Che cosa sono le specie o apparenze?
Le specie o apparenze sono tutto ciò che cade sotto i sensi, come la figura, i1 colore, l'odore, il sapore del pane e del vino.

331. Sotto le apparenze del pane c'è solo il Corpo di Gesù Cristo, o sotto quelle del vino c'è solo il suo Sangue?
No, sotto le apparenze del pane c'è tutto Gesù Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità; e così sotto quelle del vino.

332. Quando si rompe l'ostia in più parti, si rompe il Corpo di Gesù Cristo?
Quando si rompe l'ostia in più parti, non si rompe il Corpo di Gesù Cristo, ma solamente le specie del pane; e il Corpo del Signore rimane intero in ciascuna parte.

333. Gesù Cristo si trova in tutte le ostie consacrate del mondo?
Si, Gesù Cristo si trova
in tutte le ostie consacrate del mondo.

334. Perchè si conserva nelle chiese la santissima Eucaristia?
La santissima Eucaristia si conserva nelle chiese, perchè i fedeli l'adorino, perchè la ricevano nella comunione, e perchè sentano in essa la perpetua assistenza e presenza di Gesù Cristo nella Chiesa.

3.  Santa comunione, disposizioni, obbligo, effetti.  

 335 Quante cose sono necessarie per fare una buona comunione?
Per fare una buona comunione sono necessarie tre cose:  1° essere in grazia di Dio;  2° sapere e pensare chi si va a ricevere;  3° essere digiuno dalla mezzanotte.

336. Che significa « essere in grazia di Dio » ?
Essere in grazia di Dio significa avere la coscienza monda da ogni peccato mortale.

337 Chi si comunica sapendo d'essere in peccato mortale, riceve Gesù Cristo?
Chi si comunica sapendo d'essere in peccato mortale, riceve Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi, commettendo un orribile sacrilegio, si rende meritevole di dannazione.

338. Che significa « sapere e pensare chi si va a ricevere » ?
Sapere c pensare chi si va a ricevere significa accostarsi a Nostro Signor Gesù Cristo nell'Eucaristia con fede viva, con ardente desiderio e con profonda umiltà e modestia.

339. Qual digiuno si richiede prima della comunione?
Prima della comunione si richiede il digiuno naturale ossia totale, che si rompe con qualunque cosa presa a modo di cibo o di bevanda.

340. E' permessa mai la comunione a chi non è digiuno?
La comunione a chi non è digiuno, è permessa in pericolo di morte, e durante le lunghe malattie, nelle condizioni determinate dalla Chiesa.

341. C'è obbligo di ricevere la comunione?
C'è obbligo di ricevere la comunione ogni anno a Pasqua, e in pericolo di morte, come viatico che sostenti l'anima nel viaggio all'eternità.

342. A qual età comincia l'obbligo della comunione pasquale?
L'obbligo della comunione pasquale comincia all'età in cui si è capaci di farla con sufficienti disposizioni, cioè, d'ordinario, circa i sette anni.

343 E' cosa buona e utile comunicarsi spesso?
E' cosa ottima e utilissima comunicarsi spesso, anche tutti i giorni, purchè si faccia sempre con le dovute disposizioni.

344. Dopo la comunione, quanto tempo resta in noi Gesù Cristo?
Dopo la comunione Gesù Cristo resta in noi finchè durano le specie eucaristiche.

345 Quali effetti produce l'Eucaristia in chi la riceve degnamente?
L'Eucaristia, in chi la riceve degnamente, conserva e accresce la grazia, che è la vita dell'anima, come fa il cibo per la vita del corpo; rimette i peccati veniali e preserva dai mortali; dà spirituale consolazione e conforto, accrescendo la carità e la speranza della vita eterna di cui è pegno.

 

4.  Santo Sacrificio della  Messa.  

346. L'Eucaristia è solo un sacramento?
L'Eucaristia non è solo un sacramento, ma é anche il sacrificio permanente del Nuovo Testamento, e come tale si chiama la santa Messa.

347  Che cos'è il sacrificio?
Il sacrificio è la pubblica offerta a Dio d'una cosa che si distrugge per professare che Egli è il Creatore e Padrone supremo, al quale tutto interamente è dovuto.

348. Che cos'è la santa Messa?
La santa Messa é il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offre dal sacerdote a Dio sull'altare, in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce.

349. Il sacrificio della Messa è il sacrificio stesso della Croce?
Il sacrificio della Messa é il sacrificio stesso della Croce; solo c'è differenza nel modo di compierlo.

350. Che differenza c'è tra il sacrificio della Croce e quello della Messa?
Tra il sacrificio della Croce e quello della Messa c'è questa differenza, che Gesù Cristo, sulla Croce si sacrificò dando volontariamente il proprio Sangue, e meritò ogni grazia per noi; invece sull'altare Egli, senza spargere sangue, si sacrifica e si annienta misticamente pel ministero del sacerdote, e ci applica i meriti del sacrificio della Croce.

351. Per quali. fini si offre a Dio la Messa?
La Messa si offre a Dio per rendergli il culto supremo di latria o adorazione, per ringraziarlo de' suoi benefizi, per placarlo è dargli soddisfazione dei nostri peccati, e per ottener grazie, a vantaggio dei fedeli vivi e defunti.

352. La Messa non si offre anche ai Santi?
La Messa non si offre ai Santi, ma a Dio solo, anche quando si celebri in onor dei Santi: il sacrificio spetta solo al Creatore e Padrone supremo.

353 Siamo obbligati ad ascoltare la Messa?
Siamo obbligati ad ascoltare la Messa la domenica e le altre feste comandate; giova però assistervi spesso, per partecipare al più grande atto della Religione, sommamente grato a Dio e meritorio.

354 Qual è il modo più conveniente di assistere alla Messa?
Il modo più conveniente di assistere alla Messa è di offrirla a Dio in unione col sacerdote, ripensando al sacrificio della Croce, cioè alla Passione e Morte del Signore, e comunicandosi: la comunione è unione reale alla Vittima immolata, ed è perciò la maggior partecipazione al santo Sacrificio.





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/30/2012 10:04 PM
 
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§ 1. Sacramento e sue parti - Esame di coscienza

Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

335. Che cos'è la Penitenza?
La Penitenza o Confessione è il sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo.

356.  Il sacramento della Penitenza quando fu istituito da Gesù  Cristo?
Il sacramento della Penitenza fu istituito da Gesù Cristo quando disse agli Apostoli, e in essi ai loro successori:  «Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno loro rimessi; e saranno ritenuti a chi li riterrete » *.

* Giov., XX, 22-23.  

357 Chi è ministro della Penitenza?
Ministro della Penitenza è il sacerdote  approvato dal Vescovo.

358 Quante e quali cose si richiedono per fare una buona confessione?
Per fare una buona confessione si richiedono cinque cose:  1°  l'esame di coscienza; 2° il dolore dei peccati; 3° il proponimento di non commetterne più; 4° la confessione; 5° la soddisfazione o penitenza.

359. Come si fa l'esame di coscienza?
L'esame di coscienza si fa
richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere ed omissioni, contro i comandamenti di Dio, i precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato, a cominciare dall'ultima confessione ben fatta.

360. Nell'esame dobbiamo ricercare il numero dei peccati?
Nell'esame dobbiamo
ricercare  con diligenza anche il numero dei peccati mortali.

§ 2.  Dolore e proponimento.  

361.  Che cos'è il dolore?
Il dolore o pentimento è quel dispiacere  e odio dei peccati commessi, che ci fa proporre di non più peccare
.  

362. Di quante specie è il dolore?
Il dolore è di due specie: perfetto o contrizione, e imperfetto o attrizione.

363. Che cos'è il dolore perfetto o contrizione?
Il dolore perfetto o contrizione, è il dispiacere dei peccati commessi, perché sono offesa di Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile,  e cagione della Passione e Morte del Nostro Redentore Gesù Cristo, Figliuolo di Dio.  

364 Perchè  la contrizione è dolore perfetto?
La contrizione è dolore perfetto, perchè nasce da un motivo perfetto, cioè dall'amore filiale di Dio o carità, e perchè ci ottiene subito il perdono dei peccati, sebbene resti l'obbligo di confessarli.  

365. Che cos'è il dolore imperfetto o attrizione?
Il dolore imperfetto o attrizione è il dispiacere dei peccati commessi, per il timore dei castighi eterni e temporali, o anche per la bruttezza del peccato.

366. Perchè l'attrizione è dolore imperfetto?
L'attrizione è
dolore imperfetto, perchè nasce da motivi meno perfetti e propri di servi anzichè di figli, e perchè non ci ottiene il  perdono dei peccati se non mediante il sacramento.

367. È necessario aver dolore di tutti i peccati commessi?
È necessario aver dolore di tutti i peccati mortali commessi, senza eccezione; e conviene averlo anche dei veniali.

368. Perchè è necessario aver dolore di tutti i peccati mortali?
È necessario aver dolore di tutti i peccati mortali, perchè con qualunque di essi si è gravemente offeso Dio, se ne è perduta la grazia, e si merita di restare separati da Lui in eterno.

369. Che cos'è il proponimento?
Il proponimento è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni.

370 Che cos'è l'occasione del peccato?
L'occasione del peccato è ciò che ci mette in pericolo di peccare, sia persona sia cosa.

371. Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati?
Siamo obbligati, a fuggire le occasioni dei peccati, perchè siamo obbligati a fuggire il peccato: chi non le fugge; finisce per cadere, poichè «chi ama il pericolo perirà in esso»*.

* Eccli., III, 27.

§ 3  Confessione dei peccati.  

372. Che cos'é la confessione?
La confessione è l'accusa dei peccati fatta al sacerdote confessore, per averne l'assoluzione.

373 Di quali peccati siamo obbligati a confessarci?
Siamo obbligati a confessarci di tutti i peccati mortali non ancora confessati o confessati male; giova però confessare anche i veniali.

374 Come dobbiamo accusare i peccati mortali?
Dobbiamo accusare i peccati mortali pienamente, senza farci vincere da una falsa vergogna a tacerne alcuno, dichiarandone la specie, il numero e anche le circostanze che aggiungessero una nuova grave malizia.

375 Chi non ricorda il numero preciso dei peccati mortali, che deve fare?
Chi non ricorda il numero preciso dei  peccati mortali, deve far capire il numero che gli sembra più vicino alla verità.

376.  Perchè non dobbiamo farci vincere dalla vergogna a tacere qualche peccato mortale?
Non dobbiamo
farci vincere dalla vergogna a tacere qualche peccato mortale, perchè ci confessiamo a Gesú Cristo nella persona del confessore, e questi non può rivelar nessun peccato, a costo anche della vita; e perchè, altrimenti, non ottenendo il perdono, saremo svergognati dinanzi a tutti, nel giudizio universale.

377. Chi per vergogna o per altro motivo, tacesse un peccato mortale, farebbe una buona confessione?
Chi per vergogna o per altro motivo non giusto tacesse un peccato mortale, non farebbe una buona confessione, ma commetterebbe un sacrilegio.

378 Che deve fare chi sa di non essersi confessato bene?
Chi sa di non essersi confessato bene, deve rifare le confessioni mal fatte e accusarsi dei sacrilegi commessi.

379. Chi senza colpa tralasciò o dimenticò un peccato mortale, ha fatto una buona confessione?
Chi senza colpa tralasciò o dimenticò un peccato mortale, ha fatto una buona confessione; ma gli resta l'obbligo di accusarsene in seguito.

§ 4.  Assoluzione - Soddisfazione - Indulgenze.  

380. Che cos'è l'assoluzione?
L'assoluzione è la sentenza con cui il sacerdote, in nome di Gesù Cristo, rimette i peccati al penitente dicendo: Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Cosi sia.

381. Rimessi con l'assoluzione i peccati, è anche rimessa ogni pena meritata ?
Rimessi con l'assoluzione i peccati, è rimessa la pena eterna meritata col peccato mortale, ma se non si abbia una contrizione perfettissima, rimane ordinariamente da scontare, in questa vita o nell'altra, una pena temporanea.

382. Che cos'è la soddisfazione o penitenza sacramentale?
La soddisfazione o penitenza sacramentale è l'opera buona imposta dal confessore a castigo e a correzione del peccatore, e a sconto della pena temporanea meritata peccando.  

383 Quando conviene fare la penitenza sacramentale?
Conviene fare la penitenza sacramentale al più presto, se il confessore non ne ha assegnato il tempo.

384. La penitenza sacramentale basta a liberarci da tutta la pena temporanea meritata col peccato?
La penitenza sacramentale non basta, d'ordinario, a liberarci da tutta la pena temporanea meritata col peccato, e perciò conviene supplire con altre opere di penitenza e di pietà e con indulgenze.

385. Quali sono le opere di penitenza e di pietà?
Le opere di penitenza e di pietà sono: i digiuni, le mortificazioni, gli atti di misericordia spirituale e corporale *,  le preghiere, e l'uso pio di quelle cose benedette e di quelle cerimonie sacre che si chiamano sacramentali, come l'acqua santa e le varie benedizioni.

 
*.Formole 21,22 .

386. Che cos'è l'indulgenza?
L'indulgenza è una remissione di pena temporanea dovuta per i peccati, che la Chiesa concede sotto certe condizioni a chi è in grazia, applicandogli i meriti e le soddisfazioni sovrabbondanti di Gesù Cristo, della Madonna e dei Santi, le quali costituiscono il tesoro della Chiesa.

387. Di quante specie è l'indulgenza?
L'indulgenza è di due specie: plenaria e parziale.

388. Qual è l'indulgenza plenaria?
L'indulgenza plenaria è quella che rimette tutta la pena temporanea dovuta per i peccati.

389. Qual è l'indulgenza parziale?
L'indulgenza parziale é quella che rimette soltanto una parte della pena temporanea dovuta per i peccati.

390. Che s'intende per indulgenza di « quaranta » o « cento giorni », di « sette anni » e simili?
Per indulgenza di quaranta o cento giorni, di sette anni e simili, s'intende la remissione di tanta pena temporanea, quanta se ne sarebbe scontata con quaranta, cento giorni o sette anni della penitenza anticamente stabilita dalla Chiesa.

391. Che si richiede per acquistare le indulgenze?
Per acquistare le indulgenze si richiede di essere in stato di grazia e di eseguire bene le. opere prescritte.



Capo VI
Estrema Unzione

Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

392. Che cos'è l'Estrema Unzione?
L'Estrema Unzione, detta pure Olio santo, è il sacramento istituito a sollievo spirituale e anche corporale dei cristiani gravemente infermi.

393 Chi è ministro dell'Estrema Unzione?
Ministro dell'Estrema Unzione è il sacerdote parroco, o altro sacerdote che ne abbia il permesso.

394. Il sacerdote come amministra l'Estrema Unzione?
Il sacerdote amministra l'Estrema Unzione ungendo in forma di croce, con l'olio benedetto dal Vescovo, gli organi dei sensi dell'infermo e dicendo: Per questa unzione santa e per la sua pietosissima misericordia, il Signore ti perdoni ogni colpa commessa con la vista, con l'udito, ecc. Così sia.

395 Che effetti produce l'Estrema Unzione?
L'Estrema Unzione accresce la grazia santificante; cancella i peccati veniali, e anche i mortali che l'infermo, attrito, non potesse confessare; dà forza per sopportare pazientemente il male, resistere alle tentazioni e morire santamente, e aiuta anche a ricuperare, la sanità, se è bene per l'anima.

396. Quando si può dare l'Olio santo?
L'Olio santo si può dare quando la malattia è pericolosa; ed è bene darlo subito dopo la confessione e il Viatico, mentre  il malato conserva la conoscenza.


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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Capo VII

INDICE

Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

397 Che cos'è 1'«Ordine»?
L'Ordine è il sacramento che dà la potestà di compiere le azioni sacre riguardanti l'Eucaristia e la salute delle  anime, e imprime il carattere di ministri di Dio.

398 Chi è ministro dell'Ordine?
Ministro dell'Ordine è il Vescovo, che dà lo Spirito Santo e là potestà sacra coll'imporre le mani e consegnare gli oggetti sacri propri dell'Ordine, dicendo le parole della forma prescritta.

399. Perchè il sacramento che fa i ministri di Dio si chiama Ordine?
Il sacramento che fa i ministri di Dio si chiama Ordine, perchè comprende vari gradi di ministri, l'uno subordinato all'altro, dai quali risulta la sacra Gerarchia.

400. Quali sono i gradi della sacra Gerarchia?
I gradi della sacra Gerarchia sono: gli Ordini minori, il Suddiaconato e il Diaconato, che sono preparatori; il Presbiterato o Sacerdozio che dà la potestà di consacrar l'Eucaristia e di rimettere i peccati; e l'Episcopato, pienezza del Sacerdozio, che dà quella di conferir gli Ordini, e di ammaestrare e governare i fedeli.

401. E' grande la dignità del Sacerdozio?
La dignità del Sacerdozio è grandissima per la sua potestà sul Corpo reale di Gesù Cristo che rende presente nell'Eucaristia, e sul corpo mistico di Lui, la chiesa, che governa, con la missione sublime di condurre gli uomini alla santità e alla vita beata.

402. Qual fine deve avere chi entra negli Ordini?
Chi entra negli Ordini deve aver per fine,soltanto la gloria di Dio e la salute delle anime.

403. Può entrare ciascuno a suo arbitrio negli Ordini?
Nessuno può entrare a suo arbitrio negli Ordini, ma deve essere chiamato da Dio per mezzo del proprio Vescovo, cioè deve avere la vocazione, con le virtù e con le attitudini al sacro ministero, da essa richieste.

404. Chi entrasse nel Sacerdozio senza vocazione farebbe male?
Chi entrasse nel Sacerdozio senza vocazione farebbe malissimo; perché difficilmente potrebbe osservarne gli altissimi doveri, con evidente pericolo di scandali pubblici e di perdizione eterna.

405. Quali doveri hanno i fedeli verso i chiamati agli Ordini?
I fedeli hanno il dovere di lasciare ai figli e dipendenti piena libertà di seguir la vocazione; inoltre di chiedere a Dio buoni pastori e ministri, e di digiunare a tal fine nelle quattro Tempora; finalmente di venerare gli ordinati come persone sacre a Dio.



Capo VIII Matrimonio

Queste cose medita,
 in queste sta  fisso,
affinché sia manifesto a tutti
il tuo avanzamento
(1 Tim, IV,25)

406. Che cos'è il «Matrimonio»?
Il Matrimonio è il sacramento che unisce l'uomo e la donna indissolubilmente, come sono uniti Gesù Cristo e la Chiesa sua sposa, e dà loro la grazia. di santamente convivere e di educare cristianamente i figliuoli.

407. Chi è ministro del Matrimonio?
Ministri del Matrimonio sono gli sposi che lo contraggono.  

408. Come si contrae il Matrimonio?
Il matrimonio si contrae esprimendo il mutuo consenso davanti al parroco, o un sacerdote suo delegato, ed almeno a due testimoni.  

409. Il Matrimonio celebrato in questa forma consegue in Italia anche gli effetti civili ?
Il Matrimonio celebrato in questa forma consegue in Italia anche gli effetti civili, perché lo Stato Italiano riconosce tali effetti  al Sacramento del Matrimonio.

410.  Il Matrimonio così celebrato come consegue in Italia anche gli effetti civili?
Il Matrimonio così celebrato consegue in Italia anche gli effetti civili, mediante la sua regolare trascrizione nei registri dello stato civile, fatta a richiesta del parroco.

411. Gli sposi cattolici possono anche compiere il Matrimonio civile?
Gli sposi cattolici non possono compiere il Matrimonio civile nè prima nè dopo il Matrimonio religioso: che se lo osassero anche con 1'intenzione di celebrare in appresso il Matrimonio religioso sono dalla Chiesa considerati pubblici peccatori.

412. Gli sposi nel contrarre il Matrimonio debbono essere in grazia di Dio?
Gli sposi nel contrarre il Matrimonio debbono essere in grazia di Dio, altrimenti commettono un sacrilegio.

413. Che doveri hanno gli sposi?
Gli sposi hanno il dovere di convivere santamente, di aiutarsi con affetto costante nelle necessità spirituali e temporali, e di educar bene i figliuoli, curandone l'anima non meno del corpo, e formandoli anzitutto alla religione e alla virtù con la parola e con l'esempio.

PREGHIAMO

Questi Sacramenti, o Signore, ci mondino con la loro potente virtù e ci facciano giungere puri a te che ne sei l'autore (1).
Signore, la partecipazione a' tuoi sacramenti ci salvi e ci confermi nella luce della tua verità(2). Te ne supplichiamo per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, ecc.  

(1) Dalla Segreta della Domenica I dell'Avvento.
(2) Dal Postcom. della Messa dei Ss. Ippolito e Cassiano (12 agosto)
.



CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA (detto di Pio X)

     INDICE

PARTE III
MEZZI DELLA GRAZIA
Sezione II - Orazione o mezzo impetrativo

Capo unico

Chiedete e vi sarà dato cercate e troverete; picchiate, e vi si aprirà. Luc., XI, 9.
In verità, in verità vi dico: quanto domanderete al
Padre in nome mio, ve lo concederà.

Giov., XVI, 23.


414 Che cos'è l'orazione?
L'orazione é una pia elevazione dell'anima a Dio per ben conoscerlo, adorarlo, ringraziarlo e domandargli quanto ci bisogna.

415. Di quante specie è l'orazione?
L'orazione è di due specie: mentale e vocale

416. Qual è l'orazione mentale?
L'orazione mentale e quella che si fa con la sola mente e col cuore: tali sono la meditazione delle verità cristiane, e la contemplazione.

417. Qual è l'orazione vocale?
L'orazione vocale, detta  più comunemente preghiera, é quella che si fa con le parole accompagnate dalla mente e dal cuore.  

418. Come si deve pregare?
Si deve pregare riflettendo che stiamo alla presenza dell'infinita maestà di Dio e abbiamo bisogno della sua misericordia; perciò dobbiamo essere umili, attenti e devoti.

419.  E' necessario pregare?
E' necessario pregare, e pregare spesso, perché Dio lo comanda, e, ordinariamente, solo se si prega, Egli concede le grazie spirituali e temporali.

420. Perchè Dio concede le grazie che domandiamo?
Dio concede le grazie che domandiamo, perché Egli, che é fedelissimo, ha promesso di esaudirci se lo preghiamo con fiducia e perseveranza nel nome di Gesù Cristo.

421. Perchè dobbiamo pregar Dio nel nome di Gesù Cristo?
Dobbiamo pregar Dio nel nome di Gesù Cristo, perchè solo da Lui, suo Figliuolo e unico Mediatore tra Dio e gli uomini, hanno valore le nostre preghiere e opere buone; perciò la Chiesa suol  terminare le orazioni con queste o equivalenti parole per il tuo Figliuolo Gesù Cristo, Nostro Signore. .

422. Perché non siamo sempre esauditi nelle nostre preghiere?
Non siamo sempre esauditi nelle nostre preghiere, o perchè preghiamo male, o perchè domandiamo cose non utili al nostro vero bene, cioè al bene spirituale.

423. Quali cose dobbiamo chiedere a Dio?
Dobbiamo chiedere a Dio la gloria sua, e per noi la vita eterna e 1e grazie anche temporali, come ci ha insegnato Gesù Cristo nel Pater Noster.

424. Che cos'è il «Pater Noster»?
Il Pater Noster è la preghiera insegnata e raccomandata da Gesù Cristo, la quale perciò si dice Orazione domenicale o de1 Signore, ed é la più  eccellente di tutte.

425. Perché il « Pater noster » é la preghiera più eccellente?
Il Pater Nnoster é la preghiera più eccellente, perchè è uscita dalla mente e dal Cuore di Gesù, e racchiude in sette brevi domande ciò che dobbiamo chiedere a Dio come suoi figliuoli e come fratelli tra noi.

426. Che cosa dobbiamo chiedere come buoni figliuoli di Dio?
Come buoni figliuoli di Dio dobbiamo chiedere che in tutto il mondo si conosca e si onori il suo nome e si propaghi il suo regno, la Chiesa, e che da tutti si compia la sua santissima volontà: e questo si chiede  nelle prime tre domande del Pater noster.

427. Come fratelli tra noi che cosa dobbiamo chiedere?
Come fratelli tra noi dobbiamo chiedere il nutrimento corporale e spirituale, il perdono dei peccati, la difesa dalle tentazioni e la liberazione dal male: e questo si chiede, per noi e per tutti gli uomini, nelle ultime quattro domande del Pater noster.

428. Gesù Cristo perchè ci fa invocar Dio come « Padre nostro»?
Gesù Cristo ci fa invocar Dio come Padre nostro per ricordarci che Dio è veramente padre di tutti, specialmente di noi cristiani che, nel Battesimo, fummo adottati da Lui come figli suoi; e per ispirarci verso di Lui grande amore. e fiducia.

429. Se Dio ascolta chi prega bene, perchè  invochiamo anche la Madonna, gli Angeli e i Santi?
Invochiamo anche la Madonna, gli Angeli e i Santi perché, essendo cari al Signore e pietosi verso di noi, ci aiutino nelle nostre domande con la loro potente intercessione.

430 Gli Angeli, i Santi e 1a Madonna, perchè sono potenti intercessori presso Dio?
Gli Angeli e i Santi sono potenti intercessori presso Dio, perchè suoi servi fedeli, anzi amici prediletti; la Madonna è potentissima, perché Madre di Dio e piena di grazia, perciò la invochiamo così spesso, tanto più che da Gesù Cristo ci fu lasciata per Madre.

431. Con qual preghiera specialmente, invochiamo noi la Madonna?
Noi invochiamo 1a Madonna specialmente con l'Ave Maria o Salutazione angelica, detta così, perché comincia col saluto che le fece l'Arcangelo Gabriele annunziandole che era eletta Madre di Dio.

432. Che cosa domandiamo alla Madonna con 1'« Ave Maria »?
Con 1'Ave Maria domandiamo alla Madonna la sua materna intercessione per noi in vita e in morte.

433. L'invocare la Madonna e i Santi non dimostra forse sfiducia in Gesù Cristo, l'unico Mediatore, quasi non bastino i meriti di Lui ad ottenerci le grazie?
L'invocare la Madonna e i Santi non dimostra nessuna sfiducia in Gesù Cristo, l'unico Mediatore; al contrario una fede maggiore nei meriti di Lui, tanto grandi ed efficaci, che per essi, e solo per essi, la Madonna e i Santi hanno da Dio la grazia, i meriti e la potenza d'intercessione.

PREGHIAMO

Signore, insegnaci a pregare (1).

La tua misericordia, o Signore, sia aperta alle nostre preghiere, e, perchè tu ci conceda quanto domandiamo, facci sempre chiedere ciò che a te piace (2).

O Signore Gesù Cristo, che nel Getsemani, con la parola e cos l'esempio, c'insegnasti a pregare per vincere i pericoli delle tentazioni, pietosamente concedi che noi, stando sempre intenti alla orazione, meritiamo di conseguirne i frutti abbondanti. Così sia (3).

{1)  LUC., XI, 1.
(2)  Dall'Orazione della Domenica IX dopo la Pentecoste.
(3) Orazione per il martedì della Settuagesima  nell'Append. del Messale.

 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA (detto di Pio X)

     INDICE

ORAZIONI QUOTIDIANE

A Dio

AL MATTINO

In nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia (1).

Vi adoro, mio Dio, e vi amo con tutto il cuore. Vi ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Vi offro le azioni della giornata: fate che siano tutte secondo la vostra santa volontà per la maggior gloria vostra. Preservatemi dal peccato e da ogni male. La grazia vostra sia sempre con me e con tutti i miei cari Così sia.

Pater, Ave, Gloria, Credo, Atti di fede, di speranza e di carità, Salve Regina, Angele Dei.

(1) Indulgenza di 50 giorni, e di 100 segnandosi con l'acqua santa.

 

ALLA SERA

Vi adoro, mio Dio, e vi amo con tutto il cuore. Vi ringrazio d'avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonatemi il male oggi commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettatelo. Custoditemi nel riposo e liberatemi dai pericoli. La grazia vostra sia sempre con me e con tutti i miei cari. Così sia.

Pater, Ave, Gloria, Credo, Atti di fede, di speranza. e di carità; poi un breve esame di coscienza e l'Atto di dolore.

 

Per le anime del Purgatorio.
SALMO 129 

De profundis clamavi ad te,  Domine: * Domine, exaudi vocem meam. 


Fiant aurea tuae intendentes * in vocem deprecationis meae. 

Si iniquitates observeris, Domine,* Domine, quis sustinebit?

Quia apud te propitiatio est,* et propter legem tuam sostinui te, Domine.

Sustinuit anima mea in verbo eius,* speravit anima mea in Domino.

A custodia matutina usque ad noctem* speret Israel in Domino.

Quia apud Dominum misericordia,* et copiosa apud eum redemptio.

Et ipse redimet Israel* ex omnibus iniquitatibus eius

Requiem aeternam* dona eis, Domine,

Et lux  perpetua* luceat eis

Requiescant in pace. Amen. 

Dal profondo alzai le mie grida a te, o Signore: * esaudisci, o Signore, la mia voce.

Siano intente le tue orecchie * alla voce di mia preghiera.

Se tu baderai, o Signore, alle iniquità, * chi, o Signore, potrà sostenersi ?

Ma in te è clemenza, * e a causa della tua legge io ho confidato in te, o Signore.

L'anima mia si è affidata alla sua parola, * l'anima mia ha sperato nel Signore.

Dalla vigilia del mattino fino alla notte * speri Israele nel Signore.

Perchè nel Signore è misericordia, * e redenzione copiosa presso di lui.

Ed Egli redimerà Israele * da tutte le sue iniquità.

L'eterno riposo dona loro, o Signore

E splenda ad essi la luce perpetua

Riposino in pace. Amen. 

 

Gesù, Giuseppe e Maria; vi dono il cuore e l'anima mia. 
Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima agonia.
Gesù, Giuseppe e Maria; spiri in pace con voi l'anima mia




In onore di Maria Santissima  

AL SUONO DELL'« ANGELUS »
LA MATTINA, AL MEZZODI' E LA SERA

 

Angelus Domini nuntiavit Mariae; et concepit de Spiritu Sancto.
Ave , etc.

Ecce ancilla Domini; fiat mihi secundum verbum tuum..
Ave, etc

Et Verbum caro factum est, et habitavit in nobis.
 Ave, etc.

S Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix,

C. Ut digni efficiamur promissionibus . Christi.


OREMUS

Gratiam tuam, quaesumus Domine, mentibus nostris infonde, ut qui, Angelo nuntiante, Christi Filii  tui Incarnationem cognovimus, per Passionem eius et
Crucem ad resurrectionis gloriam perducamur. Per eundem Christum Dominum. nostrum. Amen.

 

 

L'Angelo del Signore annunziò a Maria, ed ella concepì di Spirito Santo.
Ave etc. 
...

Ecco l'ancella del Signore; si faccia a me secondo la tua parola.
Ave,
ecc.

E il Verbo si fece carne, e abitò fra noi.
Ave, etc.


S Prega per noi, o santa Madre di Dio

C. Affinchè ci rendiamo degni delle promesse di Cristo

PREGHIAMO.

Infondi, o Signore, nelle anime nostre la tua grazia, afflnchè noi, che per l'annuncio dell'Angelo abbiam conosciuto l'Incarnazione di Cristo tuo Figliuolo,siamo condotti per i meriti della sua Passione e della sua Croce alla gloria della risurrezione. Per lo stesso Cristo Nostro Signore. Così sia.

MISTERI DEL SANTO ROSARIO

GAUDIOSI (lunedì e giovedì).

1. L'annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine. 2. La visita di Maria Vergine a santa Elisabetta. 3. La nascita di Gesù Cristo nella capanna di Betlemme. 4. La presentazione di Gesù Bambino al tempio. 5. Il ritrovamento di Gesù fra i dottori nel tempio.

DOLOROSI (martedì e venerdì).

1. L'orazione di Gesù Cristo nell'orto. 2. La flagellazione di Gesù Cristo alla colonna. 3. La coronazione di spine. 4. Il viaggio al Calvario di Gesù carico della croce. 5. La crocifissione e morte di Gesù Cristo.

GLORIOSI (mercoledì, sabato e domenica).

1  La risurrezione di Gesù , Cristo. 2. L'ascensione di Gesù Cristo al cielo. 3. La discesa dello Spirito Santo sopra Maria Vergine e gli Apostoli. 4 L'assunzione di Maria Vergine al cielo. 5. L'incoronazione di Maria Vergine e la gloria degli Angeli e dei Santi.

 

Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genitrix: nostraa deprecationes ne despicias in necessitatibus; sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta.Sotto la tua protezione ci rifugiamo, o santa Madre di Dio: non disdegnare le preci che t'innalziamo nelle necessità, ma salvaci sempre da tutti i pericoli, o Vergine gloriosa e benedetta.
 

LITANIE DELLA BEATA VERGINE

Kyrie, eleison,
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.
Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.
Pater de caelis Deus, misexere  nobis.
Fili Redemptor mundi Deus, miserere nobis. Spiritus Sancte Deus, miserere nobis.
Sancta Trinitas, unus Deus, miserere nobis.

Sancta Maria       ora pro nobis.
Sancta Dei Genitrix, ora
Sancta Virgo virginum, ora.
Mater Christi, ora.
Mater divinae gratiae, ora.
Mater purissima, ora.
Mater castissima, ora.
Mater inviolata, ora.
Mater intemerata, ora.
Mater amabilis, ora.
Mater admirabilis, ora.
Mater boni consilii, ora.
Mater Creatoris, ora.
Mater Salvatoris, ora.
Virgo prudentissima, ora.
Virgo veneranda, ora.
Virgo praedicanda, ora.
Virgo potens, ora.
Yirgo clemens, ora.
Virgo fidelis, ora.
Speculum iustitiae, ora.
Sedes sapientiae, ora.
Causa nostrae laetitiae, ora.
Vas spirituale, ora.
Vas honorabile, ora.
Vas insigne devotionis, ora.
Rosa mystica, ora.
Turris davidica, ora.
Turris eburnea, ora.
Domus aurea, ora.
Foederis arca, ora.
Ianua caeli, ora.
Stella matutina, ora.
Salus infirmorum, ora.
Refugium peccatorum, ora
Consolatrix afflictorum, ora.
Auxilium christianorum, ora.
Regina Angelorum, ora.
Regina Patriarcharum, ora.
Regina Prophetarum, ora.
Regina Apostolorum, ora.
Regina Martyrurn, ora.
Regina Confessorum, ora.
Regina Virginum, ora.
Regina Sanctorum omnium, ora.
Regina sine labe originali concepta, ora.
Regina sacratissimi Rosarii, ora.
Regina pacis, ora.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis:

 

Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu: sentiant omnes tuum iuvamen, quicumque celebrant tuum sanctum patrocinium.

Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix,

Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

 

OREMUS.

Concede nos famulos tuos, quàesumus Domine Deus, perpetua mentis et corporis sanitate gaudere, et gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione a praesenti liberari tristitia et aeterna perfrui laetitia. Per Christum Dominum nostrum. Amen:





Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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II  Per il santo Sacrificio della Messa

AL PRINCIPIO

S In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen. Introibo ad altarem Dei.

C  Ad Deum, qui laetificat iuventutem meam.

S In nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia. Mi accosterò all'altare dei Dio
C  A Dio il quale dà letizia alla mia giovinezza.

 

  

SALMO 42
[Si omette nelle messe dei morti].

S. ludica me, Deus, et discerne causam meam de gente non sancta, ab homine iniquo et doloso erue me.

C. Quia tu es, Deus, fortitúdo mea; quare me repulisti ? et quare tristis incedo, dum afflígit me inimícus ?
S. Emitte lucem tuam et veritatem tuam: ipsa me deduxerunt et adduxerunt in montem sanctum tuum et in tabernacula tua.
C. Et introibo ad altare Dei; ad Deum, qui laetíficat iuventútem meam.
S. Confitebor tibi in cithara, Deus, Deus meus; quare tristis es anima mea ? et quare conturbas me?
C. Spera in Deo, quóniam adhuc confitébor illi, salutàre vultus mei et Deus meus.

S. Gloria Patri et Filio et Spiritui  Sancto.

C. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saécula saeculórum. Amen.
S. Introibo ad altare Dei.
C. Ad Deum, qui laetíficat iuventútem meam.

 

S. Fammi ragione, o Dio, e prendi in mano la causa mia; liberami da una nazione non santa, dall'uomo iniquo e ingannatore.
C. Perocchè tu sei, o Dio, la mia fortezza; perchè m'hai tu respinto ? e perchè son io triste, mentre mi affigge il nemico?
S. Fa' spuntare la tua luce e la tua verità: esse m'istradino e mi conducano al tuo monte santo e a' tuoi tabernacoli.
C. E mi accosterò all'altare di Dio; a Dio il quale dà letizia alla mia giovinezza.
S. Te io loderò sulla cetra, Dio, Dio mio; e perchè, o anima mia, sei tu nella tristezza? é perchè mi conturbi?
C. Spera in Dio, imperocchè ancora canterò le lodi di Lui, salute della mia faccia e Dio mio.
S. Gloria al Padre e al Figliuolo e allo Spirito Santo.
C. Come era nel principio, e ora, e sempre, e nei secoli dei secoli. Così sia.

S. Mi accosterò all'altare di Dio.
C. A Dio il quale dà letizia alla mia giovinezza.

 

Al Confiteor

S. Adiutorium nostrum in nomine Domini.

C. Qui fecit caelum et terram.
S. Confiteor... ad Dominum Deum nostrum.
C. Misereàtur tui omnípótens Deus, et, dimíssis peccátis tuis, perdúcat te ad vitam aetérnam.
S. Amen.

C. Confiteor Deo omnipotenti, beatae Maríae semper  Vírgini, beàto Michaéli Archángelo, beàto Ioánni Baptistae, sanctis Apóstolis Petro et Páulo, omnibus Sanctis et tibi, pater, quia peccàvi nimis cogitatióne, verbo et ópere: mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. 
Ideo precor beatam Maríam semper Virginem, beàtum Michaélem Archàngelum, beátum Ioánnem Baptistam, sanctos Apóstolos Petrum et Pàulum, omnes Sanctos et te, pater, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum

S. Misereatur vestri omnipotens Deus, et, dimissis peccatis vestris, perducat vos ad vitam aeternam.

C. Amen.

S. Indulgentiam, absolutionem, et remissionem peccatorum nostrorum tribuat nobis omnipotens et misericors Dominus.

C. Amen.

S. Deus, tu conversus vivificabis nos.

C. Et plebs tua laetbitur in te.

S. Ostende  nobis, Domine, mise- ricordiam tuam.

C. Et salutare  tuum da nobis.

S Domine,  exaudi orationem meam 

C. Et clamor  meus ad te véniat. 

S  Dominus  vobiscum.

C. Et cum spiritu  tuo.

S. Oremus

S. Il nostro soccorso é nel nome del Signore.

C. Che ha fatto il cielo e la terra.
S. Confesso... il Signore Dio nostro.

C. Dio onnipotente abbia misericordia di te, e, rimessi i tuoi peccati, ti conduca alla vita eterna.
S. Così sia.

C. Confesso a Dio onnipotente, alla beata Vergine Maria, a san Michele Arcangelo, a san Giovanni Battista, ai santi Apostoli Pietro e Paolo, a tutti i Santi e a te, o padre, che ho molto peccato in pensieri, in parole e in opere, per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa: Perciò supplico la beata Vergine Maria, san Michele Arcangelo, san Giovanni Battista, i santi Apostoli Pietro e Paolo, tutti i Santi e te, o padre, di pregare per me il Signore Dio nostro.


S. Dio onnipotente abbia misericordia di voi, e, rimessi i vostri peccati, vi conduca alla vita eterna.

C. Così sia.

S. L'onnipotente e misericordioso Signore ci conceda il perdono, l'assoluzione e la remissione dei nostri peccati.

C. Così sia.

S. O Dio, rivolgendoti a noi, tu ci renderai la vita.
C. E il tuo popolo in te si rallegrerà.

S. Fa' vedere a noi, o Signore, la tua misericordia.

C. E dà a noi la tua salute.

S. Signore, esaudisci la mia preghiera.

C. E a te giunga il mio grido.

S. Il Signore sia con voi.

C. E anche col tuo spirito.

S. Preghiamo.

 

S. Toglici, o Signore, le nostre iniquità , affinchè con anima pura meritiamo d'entrare nel Santo dei Santi (all'Altare). Per Cristo Nostro Signore. Così sia.
Signore, per i meriti dei Santi dei quali son qui le reliquie, e di tutti i tuoi Santi, degnati, te ne preghiamo, di perdonarmi tutti i peccati.
Così sia.

KYRIE

S. Kyrie, eleison.

C. Kyrie, eléison.

S. Kyrie, eleison.

C. Christe, eléison.

S. Christe, eleison.

C. Christe, eléison.

S. Kyrie, eleison.

C. Kyrie, eléison.

S. Kyrie, eleison.

 

S. Signore, abbi pietà di noi.

C. Signore, abbi pietà di noi.

S. Signore, abbi pietà di noi.

C. Cristo, abbi pietà di noi.

S. Cristo, abbi pietà di noi.

C. Cristo, abbi pietà di noi.

S. Signore, abbi pietà di noi.

C. Signore, abbi pietà di noi.

S. Signore, abbi pietà di noi.

 

GLORIA IN EXCELSIS DEO

Glória in excélsis Deo. Et in terra pax hominibus bonae voluntàtis. 

Laudamus te. Benedicimus te. Adoramus te. Glorificàmus te. 
Gràtias agimus tibi propter magnam glóriam tuam. 
Dómine Deus, Rex caelestis, Deus Poter omnípotens. 
Domine Fili unigénite Iesu Christe. Dómine Deus, Agnus Dei, Filius Patrís. Qui tollis pecccata mundi, miserére nobis. Qui tollis peccata mundi, súscipe deprecatiónem nostram. Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.

Quóniam tu solus sanctus. Tu solus Dóminus. Tu solus Altissimus, Iesu Christe. 
Cum Sancto Spiritu  in glória Dei Patris. Amen.

S. Dominus vobiscum.

C. Et cum spirito tuo.

 

S. Sia gloria a Dio nel più alto de' cieli e pace sulla terra agli uomini di buona volontà. 
Noi ti lodiamo; ti benediciamo; ti adoriamo; ti glorifichiamo; 
ti rendiamo grazie a cagione della tua gloria infinita, 
o Signore Iddio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente;
o Signore Gesù Cristo, Figliuolo unigenito. Signore Dio, Agnello di Dio, Figliuolo del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra preghiera. Tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perchè tu solo, o Gesù Cristo, sei il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, 
insieme con lo Spirito Santo, nella gloria di Dio Padre. Così sia. 

S. 11 Signore sia con voi.

C. E anche col tuo spirito.

 

ALLA FINE DEGLI «OREMUS»
C. AmenC. Così sia.

FINITA L'EPISTOLA

C. Deo grátias. C. Siano grazie a Dio.

 

PRIMA DEL VANGELO.

S. Mondami il cuore e le labbra, o Dio onnipotente, che mondasti con acceso carbone le labbra del profeta Isaia: con la tua benigna misericordia degnati di mondarmi in modo che io possa annunziare degnamente il tuo santo Vangelo. Per Cristo Nostro Signore. Così sia.
1l Signore mi sia nel cuore e sulle labbra, affinchè io in modo degno e conveniente annunzi il suo Vangelo. Così sia.

 

S. Dominus vobiscum. 
C.
Et cum spíritu tuo.

S. Initium o Sequentia sancti Evangelii secundum N.
C.
Glória tibi, Dómine.

 

S. Il Signore sia con voi.
C.
E anche col tuo spirito.
S. Principio o Seguito del santo Vangelo secondo N.
C.
Gloria a te, o Signore.

 

FINITO IL VANGELO

C. Laus tibi, Christe.

C. Lode a te, o Cristo.

 

CREDO O SIMBOLO NICENO-COSTANTINOPOLITANO.

S. Credo in unum Deum, Patrem omnipoténtem, factórem caeli et terrae, visibílium ómnium, et invisibilium. 

Et in unum Dóminum lesum Christum, Fílium Dei unigénitum. 
Et ex Patre,  natum ante ómnia saécula. Deum de Deo, lumen de lúmine, Deum verum de Deo vero. 
Génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómniaa facta sunt. 

Qui propter nos hómines, et propter nostram salútem descendit  de caelis. 
Et incarnatus est de  Spiritu Sancto ex Maria Virgine:  et homo factus est. Crucifixus étiam pro nobis: sub Póntio Piláto passus, et sepúltus est. 
Et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras. Et ascéndit in caelum: sedet ad déxteram Patris. 
Et iterum ventúrus est cum glória iudicáre vivos et mórtuos: cuius regni non erit finis. 
Et in Spíritum Sanctum, Dóminum, et vivificàntem: qui ex Patre Filióque procédit. 
Qui cum Patre, et Filio simul adorátur, et conglorificátur: qui locútus est per Prophétas. 
Et unam, sanctam, cathólicam et apostólicam Ecclésiam. 
Confiteor unum baptisma in remissiónem peccatórum. 
Et exspécto resurrectiónem mortuórum. Et vitam ventúri saéculi. Amen. 

S. Dominus vobiscum.

C. Et cum spíritu tuo.

 

S. Io credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e delle invisibili; 
e in un solo Signore Gesù Cristo, Figliuolo unigenito di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Dio da Dio, lume da lume, vero Dio dal vero Dio,

 che fu generato e non fatto, ed è consostanziale al Padre; per mezzo del quale tutte le cose furono fatte. 
Il quale per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli
(genuflessione), e s'incarnò da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, e si fece uomo; 
per noi fu anche crocifisso, patì sotto Ponzio Pilato e fu seppellito; 
e risuscitò il terzo giorno conforme alle Scritture, e salì al cielo, siede alla destra del Padre, 
e tornerà di nuovo con gloria a giudicare i vivi e i morti, il regno del quale non avrà fine. 
E nello Spirito Santo, Signore e vivificante, che procede dal Padre e dal Figliuolo;
 che è adorato e glorificato insieme col Padre e col Figliuolo; che parlò per mezzo dei Profeti. 
E la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. 
Confesso un solo battesimo per la remissione dei peccati. 
E aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del secolo avvenire. Così è.

S. Il  Signore sia con voi.

C. E anche col tuo spirito.

 

OFFERTORIO

S. Accetta, o Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, questa Ostia immacolata che io indegno tuo servo offro a te, Dio mio vivo e vero, per le innumerevoli colpe, offese e negligenze mie, e per tutti i circostanti, come pure per tutti i fedeli cristiana vivi e defunti, affinchè a me e ad essi giovi a salvezza nella vita eterna. Così sia.
Dio, che in modo meraviglioso creasti la nobile natura dell'uomo, e più maravigliosamente ancora l'hai riformata, concedici di diventare, mediante il mistero di quest'acqua e di questo vino, consorti della divinità di Colui che si degnò farsi partecipe della nostra umanità, Gesù Cristo tuo Figliuolo, Nostro Signore, il quale vive e regna Dio con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Così sia. 
Ti offriamo, o Signore, questo Calice di salute, e scongiuriamo la tua clemenza perchè esso salga con odore soavissimo al cospetto della tua maestà divina per salvezza nostra e del mondo intero. Così sia.
E noi con lo spirito umile e con l'anima contrita, deh, siamo accolti da te, o Signore, e il nostro sacrificio si compia oggi alla tua presenza in modo tale che esso ti piaccia, o Signore Dio. Vieni, Dio eterno, onnipotente, santificatore, e benedici questo sacrificio preparato al nome tuo santo.

[Qui il sacerdote si lava le mani recitando il salmo « Lavabo»].

Accetta, o santissima Trinità, questa offèrta che ti facciamo in memoria della passione, risurrezione e ascensione del Nostro Signor Gesù Cristo, e in onore della beata sempre Vergine Maria; di san Giovanni Battista, dei santi Apostoli Pietro e Paolo  e di tutti i Santi; affinchè ad essi sia d'onore e a noi di salvezza, e si degnino d'intercedere per noi in cielo, mentre noi facciamo memoria di loro in terra. Per il medesimo Cristo Nostro Signore.

S. Orate, fratres, [poi segretamente] ut meum ac vestrum sacrificium acceptabile fiat apud Deum Patrem omnipotentem.

C. Súscipiat Dóminus sacrificium de mánibus tuis ad láudem et glóriam nóminis sui, ad utilitatem quoque nostram, totiúsqueEcclésiae suae sanctae.

 

S. Pregate, o fratelli, che questo  sacrificio mio e vostro torni accetto a Dio Padre onnipotente.


C. Il Signore accetti dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, e anche a vantaggio nostro e di tutta la sua santa Chiesa.

 

SEGRETA

S. Signore,questo sacrificio d'espiazione e di lode ci renda degni della tua protezione. Per il Nostro Signor Gesù Cristo tuo Figliuolo, il quale vive e regna Dio con te nell'unita dello Spirito Santo.

 

PREFAZIO

S. Per omnia saecula saeculorum.
C. Amen.
S. Dominus vobiscum.
C. Et cum spiritu tuo.
S. Sursum corda.
C. Habémus ad Dóminum.
S. Gratias agamus Domino Deo nostro. 

C. Dignum et iustum est.
S. Per tutti i secoli dei secoli.
C. Così sia.
S. Il Signore sia con voi.
C. E anche col tuo spirito.
S. In alto i cuori.
C. Li abbiamo al Signore.
S. Rendiamo grazie al Signore Dio nostro. 
C.E' cosa degna e giusta.
S. Veramente degna, giusta, equa e salutevole cosa è che noi sempre e da per tutto rendiamo grazie a te, o Signore santo, Padre onnipotente, Dio eterno, per mezzo di  Cristo Nostro Signore, per il quale gli Angeli lodano la tua maestà, le Dominazioni  l'adorano, ne tremano le Potestà, i Cieli e le Virtù dei Cieli e i beati Serafini la celebrano in comune esultanza. Con le loro voci, te ne preghiamo, fa' che siano ammesse anche le nostre, mentre con umile professione diciamo:

SANCTUS

Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sabaoth. 
Pleni sunt caeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. 
Benedictus qui venit in nómine Dómini. 

Hosanna in excelsis
Santo, Santo, Santo è il Signore Dio degli eserciti. 
Della tua gloria sono pieni cieli e terra.
Osanna nel più alto dè cieli. 
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nel più alto dè cieli.

CANONE

Te dunque, o Padre clementissimo, noi supplichevoli preghiamo per Gesù Cristo tuo Figliuolo Nostro Signore, e ti domandiamo di avere per accetti e di benedire questi doni, questi presenti, questi santi ed illibati sacrifici, i quali noi ti offriamo primieramente per la tua santa Chiesa cattolica, acciocchè ti degni di pacificarla, custodirla, adunarla e governarla in tutto il mondo, insieme col tuo servo N., nostro Papa, e col nostro Veseovo N., e con tutti i [tuoi] adoratori ortodossi e di fede cattolica e  apostolica.

"MEMENTO"  DEI VIVI

Ricordati, o Signore, dei tuoi servi e delle tue serve N. N., e di tutti i circostanti di cui conosci la fede e la devozione, pei quali noi ti offriamo, e ti offrono anch'essi questo sacrificio di lode per sè e per tutti i loro, a redenzione delle anime proprie, con la speranza della propria salute e  incolumità, e rendono i loro voti a te eterno Dio vivo e vero, in comunione, celebrando la memoria  primieramente della gloriosa sempre Vergine Maria , Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, e anche de' tuoi santi Apostoli e Martiri Pietro, Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo; l.ino,  Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio, Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano e di tutti i tuoi Sanati;  per i meriti e per le preghiere dei quali tu concedine che siamo in tutte le cose muniti dell'aiuto della tua protezione, per il medesimo Cristo Nostro Signore. Così  sia. 
Laonde ti prrghiamo, o Signore, di accettare placato questa offerta di noi tuoi servi e di  tutta la tua famiglio, e di disporre i nostri giorni nella tua pace, e di comandare che noi veniamo liberati dall'eterna dannazione e annoverati nel gregge dei tuoi eletti, per Cristo Nostro signore. Così sia.

 

ALLA CONSACRAZIONE

E tu, o Dio, dègnati, te ne supplichiamo, di rendere questa offerta in tutto e per tutto benedetta, ascritta alle cose celesti , grata, ragionevole ed accettevole, affinchè ella diventi per noi il Corpo e il Sangue del  Nostro Signor Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figliuolo.
Il quale, il giorno prima di patire, prese il pane nelle sue sante e venerabili mani, e sollevati gli occhi in cielo a te Dio, suo Padre onnípotente, rendendoti grazie, lo benedisse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiatene tutta: Chè 
QUESTO E'  IL CORPO MIO». [Si eleva l'Ostia consacrata e si adora].

E in simigliante maniera, dopo aver cenato, prendendo nelle sue sante e venerabili mani anche questo Calice glorioso, di nuovo rendendoti grazie, lo benedisse e lo diede ai suoi discepoli dicendo: « Prendete e bevetene tutti: chè QUESTO E' IL CALICE DEL SANGUE MIO  del nuovo ed eterno Testamento (mistero di-fede!),  il quale per voi e per molti sarà sparso a remissione dei peccati. Ogni qual volta farete questo, lo farete in memoria di me ». [Si eleva il Calice e si adora].

 

DOPO LA CONSACRAZIONE

Laonde, o Signore, anche noi tuoi servi, come altresì il tuo popolo santo, ricordando la beata passione del medesimo Cristo tuo Figliuolo, nostro Signore, la sua risurrezione dagli inferi, e la sua gloriosa ascensione in cielo, offriamo all'eccelsa tua maestà, delle cose che ci hai donate e date, l'Ostia pura, l'Ostia santa, l'Ostia immacolata, il Pane santo della vita eterna e il Calice della perpetua salute.
Sopra di essi, o Signore, dègnati di riguardare con volto propizio e sereno, e di averli accetti, come ti sei degnato accettare i doni del tuo servo Abele il giusto, e il sacrificio di Abramo nostro patriarca, e quello che, ti offrì  il tuo sommo sacerdoti Melchisedecco, in sacrificio santo ed ostia immacolata (che pur non erano se non figure del sacrificio e dell'Ostia del tuo divin Figliuolo).
Comanda, o Dio onnipotente, supplichevoli te ne preghiamo, che essi vengano, per mano dell'Angelo tuo santo, portati sul tuo sublime altare, al cospetto della tua divina maestà, affinchè quanti, partecipando di questo altare, riceveremo il sacrosanto Corpo e Sangue del tuo Figliuolo, veniamo ricolmi di ogni celeste benedizione e grazia, per il medesimo Cristo Nostro Signore. Così sia.

 

"MEMENTO" DEI MORTI

Ricordati anche, o Signore, dei tuoi servi e delle tue serve che ci hanno preceduto col segno della Fede e dormono il sonno di pace [qui si raccomandano in particolare i defunti]. Ad essi, o Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, noi ti supplichiamo di voler per tua misericordia concedere il luogo del refrigerio, della luce e della pace, per il medesimo Cristo Nostro Signore. Così sia. 
E a noi pure tuoi  servi peccatori, che speriamo nella moltitudine delle tue misericordie, dègnati di dar qualche parte e società coi tuoi santi Apostoli e Martiri, Giovanni, Stefano, Mattia, Barnaba, Ignazio, Alessandro, Marcellino, Pietro, Felicita, Perpetua, Agata, Lucia, Agnese, Cecilia, Anastasia e con tutti i tuoi Santi; nel consorzio dei quali tu ci colloca non riguardando al merito, ma facendoci grazia, te ne preghiamo, per Cristo Nostro Signore; per il quale, o Signore, sempre tu le crei buone tutte queste  cose, le santifichi, le, vivifichi, le benedici e a noi le somministri. 
Per lui e con lui e in  lui viene a te Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria.

 

AL "PATER NOSTER"

S. Per omnia saecula saecudorúm. 
C Amen
S. Oremus.
Praeceptis salutaribus moniti et divina institutione formati audemus dicere: Pater noster... Et ne nos inducas in tentationem. 
C. Sed libera nos a malo. 
S. Amen.
S. Per tutti i secoli dei secoli.
C. Amen.
S. Preghiamo. 
Esortati da un comando salutare e ammaestrati da un'istruzione divina, osiamo dire: Padre nostro... E non c'indurre in tentazione.
C. Ma liberaci dal male.
S. Così sia.

Da tutti i mali passati, presenti e futuri liberaci, te ne preghiamo, o Signore, e per l'intercessione della beata e gloriosa sempre Verme Maria, Madre di Dio, insieme con i tuoi beati Apostoli Pietro, Paolo e Andrea e con tutti i Santi, donaci propizio la pace nei nostri giorni, sicchè, aiutati  dal soccorso della tua misericordia, sempre siamo liberi dal peccato e  sicuri da ogni turbamento, per il medesimo Nostro Signor Gesù Cristo, tuo Figliuolo, il quale teco vive e regna Dio nell'unità dello Spirito Santo.

S. Per omnia saecula saeculorum. 
C. Amen. 
S. Pax Domini sit semper vobiscum.


C  Et cum spiritu tuo.
S. Per tutti i secoli dei secoli.
C. Così sia.

S. La pace del Signore sia sempre con voi
C. E anche col tuo spirito.
S. Questa mescolanza e consacrazione del Corpo e del Sangue del Nostro Signor Gesù Cristo giovi per la vita eterna a noi che di riceviamo. Così sia.

AGNUS DEI

Agnus Dei, qui tollis peccàta mundi, miserére nobis 
[
due volte. Per i morti: dona eis réquiem].

Agnus Dei, qui tollîs pecccata mundi, dona nobis pacem 
[per i . morti: dona eis réquiem sempitérnam].

 

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi 
(
due volte. Per i morti: dona loro il riposo].
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, donaci da pace 
(
per i morti: dona loro il riposo eterno).

 

ALLA COMUNIONE

Signore Gesù Cristo, che hai detto a' tuoi Apostoli: « Vi lascio la pace, vi dò la mia pace», non riguardare ai miei peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e degnati di pacificarla e riunirla secondo la tua volontà, o tu che vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Così sia. 
[Quest'orazione si omette nelle messe dei morti].
Signore Gesù Cristo, Figliuolo di Dio  vivo, che per volere del Padre, con la cooperazione dello Spirito Santo, hai ravvivato il mondo con la tua morte, liberami, per questo tuo Corpo e Sangue, da tutte le mie iniquità e da tutti i mali; e fà ch'io sia sempre fedele a' tuoi comandamenti, e non permettere che io mi separi giammai da te che col medesimo Dio Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni Dio nei secoli dei secoli. Così sia.
La comunione del tuo Corpo, che io indegno ardisco ricevere, non mi si volga a delitto e a condanna, ma per la tua misericordia mi giovi a rimedio e a difesa dell'anima e del corpo, o Signore Gesù Cristo, il quale con Dio Padre nell'unità dello Spirito Santo vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Cosa sia.

Riceverò  il pane del cielo e invocherò il nome del Signore.
Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' solamente una parola e l'anima mia sarà  guarita
[tre volte. - Comunione con la S. Ostia].

Che renderò io al Signore per tutte le cose che Egli ha date a me ? Prenderò il Calice di salute e invocherò il nome del Signore. Loderò e invocherò il Signore, e sarò  liberato da' miei nemici [Comunione col Calice].

 

DOPO LA COMUNIONE

Ciò che abbiamo ricevuto con la bocca, o Signore, accogliamo con anima pura, e, di  temporaneo dono ci diventi rimedio sempiterno.
O Signore, il tuo Corpo che ho preso e il tuo Sangue che ho bevuto aderiscano all'intimo dell'anima mia, e fa' che non rimanga macchia alcuna di peccato in me, che questi puri e santi sacramenti hanno rinnovato, o tu che vivi e regni nei secolo dei secoli. Così sia.

 

S. Dominus vobiscum 
C. Et cum spiritu tuo. 

 

S. Il Signore sia con voi.
C. E anche col tuo spirito.

ALLA FINE DEGLI "OREMUS"

S. Per omnia saecula saeculorum. 
C. Amen. 
S. Dominus vobiscum.
C. Et cum spiritu tuo. 
S. Ite, messa est. 
C. Déo gratias. 

Nelle messe dei morti:

S. Requiescant in pace. 
C. Amen. 

 

S. Per tutti i secoli dei secoli.
C. Così sia.

 S. Il Signore sia con voi.
C. E anche col tuo spirito.

S. Andate, la Messa è compita.
C. Siano grazie a Dio.

Nelle messe dei morti:

S. Riposino in pace.
C. Così sia.

S. O santa Trinità, ti piaccia  l'omaggio della mia servitù, e concedi che questo sacrificio, offerto da me indegno agli occhi della tua maestà, a te sia accetto, ed a me e a quelli per i quali l'ho offerto, torni, per tua misericordia, giovevole. Per Cristo Nostro Signore. Così sia.

BENEDIZIONE

S. Benedicat vos amnipotens Deus, Pater et Filius et Spiritus  Sanctus.
C. Amen.

 

S. Tre benedica l'onnipotente Dio, Padre e Figliuolo e Spirito Santo.
C. Così sia.

ALL'ULTIMO VANGELO

S. Dominus vobiscum. 
C. Et cum spiritu tuo. 
S. Initium o Sequentia sancti Evangelii secundum
N. 
C.
Gloria  tibi, Dómine. 

 

S. Il Signore sia con voi.
C. E anche col tuo spirito.
S. Principio o Seguito del santo Vangelo secondo
N.

C. Gloria a te, o Signore.

FINITO IL VANGELO

C.  Deo gratias

C. Siano grazie a Dio.

DOPO LA MESSA

Ave Maria [tre volte], Salve Regina. 
S. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix.
C. Ut digni efficiàmur promissiónibus Christi. 
S. Oremus... Per Christum Daminum nostrum.

C. Amen. (1)
S: Sancte Michaél Archangele... in infernum detrude. 
C. Arnen 
S. Cor Iesu sacratissimum. [tre volte].
C. Miserére nobis (2).

 

(1) Indulgenza di 300 giorni
(2) Indulgenza di 7 anni e 7 quarantene

 

 
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/30/2012 10:21 PM
 
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ORAZIONI QUOTIDIANE

III  Per i sacramenti della Penitenza e della Eucaristia  

I - PRIMA DELLA CONFESSIONE

Misericordiosissimo mio Salvatore, ho peccato e molto peccato contro di voi per mia colpa, per mia grandissima colpa, ribellandomi alla vostra santa legge, e preferendo a voi, mio Dio e mio Padre celeste, misere creature e i miei capricci. Sebbene io non meriti che castighi, deh, non negatemi la grazia di ben conoscere, detestare e confessare sinceramente tutti i miei peccati, sì che possa ottenere il vostro perdono ed emendarmi davvero.

Vergine Santa, intercedete per me. Pater, Ave.

1. Si faccia con diligenza l'esame dei peccati commessi in pensieri, in parole, in opere ed omissioni, contro i comandamenti di Dio,   i precetti della Chiesa e i doveri del proprio stato.

2. Si consideri il gran male commesso offendendo gravemente Dio, nostro Signore e Padre, il quale ci ha fatto tanti benefizi, ci ama tanto e merita infinitamente di essere amato sopra ogni cosa e servito con ogni fedeltà. Si ripensi che la Passione del Nostro Signor Gesù Cristo fu cagionata dai nostri peccati. Si rifletta alla perdita della grazia e del paradiso e al castigo meritato dell'inferno. Poi si reciti con molta compunzione l'Atto di dolore.

3. Presentandosi al confessore, il penitente s'inginocchi, faccia il segno della Croce e chieda la benedizione; poi si confessi umilmente.

4. Dopo, ascolti docilmente gli avvisi del confessare, accetti la penitenza, e, al momento dell'assoluzione, rinnovi d'Atto di dolore.

DOPO LA CONFESSIONE

Subito dopo la Confessione, se non fu altrimenti prescritto dal confessore, si reciti, potendo, la  preghiera imposta per penitenza; poi si richiamino e si scolpiscano bene in mente i consigli avuti e si rinnovino i buoni propositi: da ultimo si ringrazi il Signore.

Quanto siete stato buono con me, o Signore! Non ho parole per ringraziarvi; perché, invece di punirmi per tanti beccati che ho commesso, me li avete tutti perdonati con infinita misericordia in questa santa Confessione. Di nuovo me ne pento con tutto il cuore, e prometto, con l'aiuto della vostra grazia, di non offendervi mai più e di compensare con molto amore e con buone opere le innumerevoli offese che vi ho fatte nella mia vita.
Vergine santissima, Angeli e Santi del cielo, vi ringrazio della vostra assistenza:,voi pure rendete per me grazie al Signore della sua misericordia e ottenetemi costanza e avanzamento nel bene.

Nelle tentazioni non si dimentichi d'invocare l'aiuto divino dicendo, per es.:
Gesù mio, aiutatemi e datemi grazia di non mai offendervi.

 

2 - PRIMA DELLA SANTA COMUNIONE

Atto di fede e di adorazione. - Signor mio Gesù Cristo, io credo con tutta l'anima che voi siete realmente nel santissimo Sacramento dell'altare in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Quindi vi adoro in esso e vi riconosco per il mio Creatore, Signore, Redentore e per il mio sommo, unico bene.

Atto di speranza. - Signore, io spero che  donandovi tutto a me in questo divin Sacramento, mi userete misericordia e mi concederete tutte le grazie che sono necessarie per la mia eterna salute.

Atto di carità. - Signore, io vi amo con tutto il nuore sopra ogni cosa, perchè siete il mio Padre, il .mio Redentore, il mio Dio infinitamente amabile; e, per amor vostro, amo i1 mio prossimo coma me stesso, e perdono di cuore a quelli che mi hanno offeso.

Atto di contrizione. Signore, io detesto tutti i miei peccati, perchè sono vostra offesa e mi rendono indegno di ricevervi nel mio cuore; e propongo con la vostra grazia di non commetterne più per l'avvenire, di fuggirne le occasioni, e di far penitenza.

Atto di desiderio - Signore, io desidero ardentemente che veniate nell'anima mia, affinchè la santifichiate e la facciate tutta vostra per amore, tanto che non si separi più da voi, ma viva sempre nella vostra grazia.

Atto di umiltà. - Signore, io non son degno che voi veniate dentro di me; ma dite una sola parola, e l'anima mia sarà salva.

 

DOPO LA SANTA COMUNIONE 

Atto di fede e di adorazione. - Signor mio Gesù Cristo, io credo che voi siete veramente in me col vostro Corpo, Sangue, Anima e Divinità, e, umiliato nel mio nulla, vi adoro profondamente come mio Dio e Signore.

Atto di speranza.  Signore, poichè siete venuto nell'anima mia, fate che io non ve ne discacci mai più col peccato, ma rimanetevi sempre voi con la grazia: lo spero per la vostra bontà e misericordia.

Atto di carità. -: Signore, mio Dio, vi amo quanto so e posso, e desidero di amarvi sempre più: fate che vi ami sopra ogni cosa adesso e sempre nei secoli dei secoli.

Atto di offerta. - Signore, poichè  vi siete donato tutto a me, io mi dono tutto a voi; vi offro il cuore e l'anima mia, vi consacro tutta la mia vita, e voglio essere vostro per tutta l'eternità.

Alto di domanda. - Signore, datemi tutte le grazie spirituali e temporali che conoscete utili all'anima mia; soccorrete i miei parenti, i benefattori, gli amici, i superiori, e liberate le anime sante del purgatorio.

A Gesù Crocifisso. - Eccomi, o mio amato e buon Gesti, che alla santissima vostra presenza prostrato, vi prego col fervore più vivo a stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non più offendervi, mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di voi, o mio Dio, il santo profeta Davide: « Trapassarono le mie mani e i miei piedi, contarono tutte le mie ossa »

PER LA BENEDIZIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO:
O salutaris hostia,

Quae caeli pandis ostium,
Bella premunt hostilia,
Da robur, fer auxilium.

Uni trinoque Domino
Sit sempiterna gloria,
Qui
vitam sine termino

Nobis donet in patria. Amen.

 

Tantum ergo Sacramentum
Veneremur, cernui:
Et antíquum documentum
Novo cedat ritui;
Praestet fides supplementum
Sensuum defectui.

Genitori, Genitoque
Laus et iubilatio,
Salus, honor, virtus quoque
Sit et benedictio:
Procedenti ab utroque
Compar sit laudatio. Amen.

C  Panem de caelo praestxtisti eis,
R  Omne delectamentum in se habentem.

OREMUS

Deus, qui nobis sub Sacramento
mirabili Passionis tuae memoriam,
reliquisti : tribue, quaesumus, ita
nos Corporis et Sanguinis tui
sacra mysteria venerari, ut
redemptionis tuae fructum in nobis iugiter sentiamus.
Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. Amen.

 

O Ostia della salvezza,
che ci apri la porta del cielo,
i nemici ci stringono;
danne forza, recaci soccorso.

Al Signore uno e trino
sia gloria sempiterna;
ci dia Egli nella patria
la vita senza termine. Così sia.

 

Così grande Sacramento
veneriamo adunque prostrati:
e l'antico insegnamento
ceda al nuovo rito;
supplisca, la fede
al difetto dei sensi.

Al  Padre e al Figliuolo
sia lode e giubilo,
salute, onore, potenza
e benedizione;
e pari lode sia a Colui
che da entrambi procede. Così sia.

C  Dal cielo hai dato loro un pane,
R Che ha in sè ogni dolcezza.


PREGHIAMO

Dio che sotto mirabile Sacramento
ci lasciasti memoria della tua Passione,
concedici, ti preghiamo,
di venerare i sacri misteri
del Corpo e Sangue tuo
in modo da sentire continuamente in noi il frutto
della tua redenzione.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Così sia.


[SM=g1740738]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/30/2012 10:27 PM
 
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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA (detto di Pio X)

INDICE

APPENDICI

Appendice I
Brevissimi cenni di storia della Rivelazione divina

CREAZIONE DEL MONDO E DELL'UOMO

I. A1 principio Dio solo era, e niente esisteva fuori di Lui. Infinitamente perfetto e felice in se stesso, ,Egli non aveva bisogno d'alcuno, ma per pura bontà volle creare, cioè fare dal nulla. Volle, e furono il cielo e la terra, le cose tutte visibili e le invisibili.

2. Con ordine maraviglioso le creature furon prodotte una dopo l'altra: luce, firmamento ed astri, terra e mare, vegetali e animali; e ultimo, quasi corona della creazione, l'uomo; il quale fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio, perché nel corpo formato di terra, il Creatore infuse lo spirito immortale, e l'innalzò con la grazia allo stato soprannaturale e al fine di goder Dio stesso nell'eternità.  

3. A1 primo uomo, che chiamò Adamo, Dio diede per compagna, traendola con alta ragione dal fianco di lui, Eva, la prima donna; e da essi è venuta l'intera famiglia umana.

 

II CADUTA DELL'UOMO E PROMESSA DEL SALVATORE

4. L'uomo era stato fatto re della natura e messo in un delizioso giardino, il paradiso terrestre, dove poteva goder di tutto; ma affinché riconoscesse il pieno dominio del Creatore, Dio gli aveva proibito di gustare il frutto dell'albero detto della scienza del bene e del male: il bene era l'ubbidienza e la grazia di Dio, il male la disubbidienza e la perdita dei doni non dovuti all'uomo, dei quali Dio l'aveva arricchito.

5. L'uomo osò ribellarsi. Eva, credula al serpente-demonio, anzichè a Dio, e Adamo, compiacente ad Eva, disobbedirono; e per la  loro colpa, secondo le minacce avute, essi e i loro discendenti furono spogliati della grazia e della felicità eterna in Dio, e degli altri doni che toglievano le imperfezioni e le debolezze della natura. Così, stoltamente, si resero servi del demonio, delle passioni, delle miserie, della morte, e ci esposero tutti alla perdizione eterna.

6. Dio però, condannandoli dalle delizie del paradiso terrestre al lavoro, al dolore e alla morte corporale, non tolse loro la speranza della salvezza dell'anima, anzi predisse che avrebbe distrutto la potenza tirannica del demonio per mezzo del Messia o Cristo, che sarebbe venuto nella pienezza dei tempi. In questa speranza e in questa fede l'uomo rivivrebbe, osservando la legge morale scolpitagli nel cuore.

 

III - CORRUZIONE E DILUVIO - IL POPOLO ELETTO

7. Ma, invece, a cominciar da Caino che per invidia uccise suo fratello  Abele, si moltiplicarono i peccati col moltiplicarsi del genere umano, il quale tutto si pervertì. Onde Dio mandò il diluvio sulla terra, e tutti perirono nel castigo, eccetto il giusto Noè e la sua famiglia, che Dio salvò in un'Arca o grande nave, fattagli appositamente costruire. Noè, scampato, offrì a Dio un sacrificio in ringraziamento.

8. Anche le varie nazioni, venute da Sem, Cani e Jafet, figli di Noè, si corruppero, e col tempo dimenticarono l'unico vero Dio, e invece di Lui, con peccato gravissimo, adorarono false divinità e creature. Perciò Dio scelse, tra i pochissimi della stirpe di Sem rimasti fedeli, Abramo Caldeo; lo chiamò fuori della sua patria e gli promise che se egli e i suoi posteri si conservassero credenti e religiosi, sarebbe stato il loro DIO, li avrebbe moltiplicati immensamente e fatti padroni della terra di Canaan o Palestina, e nella sua posterità sarebbero benedette tutte le genti. La promessa medesima rinnovò Dio ad Isacco, figlio di Abramo, e a Giacobbe detto pure Israele, secondogenito d'Isacco.

9. Così la progenie di Abramo e d'Israele, cioè gli Ebrei, divennero il popolo eletto da Dio perché custodisse la fede e la religione vera, e tramandasse la promessa del Salvatore.

 

IV - SCHIAVITÚ D'EGITTO - LIBERAZIONE PER MEZZO DI MOSÉ 

10. Giacobbe mori in Egitto, dove in tempo d'una gran carestia era andato con i suoi dal prediletto figlio Giuseppe, che i fratelli invidiosi avevano venduto schiavo e che il Faraone, o Re, aveva innalzato alla più alta dignità del regno in grazia del suo spirito profetico e della sua fedeltà e previdenza. Colà gli Ebrei crebbero di numero e prosperarono grandemente, tanto che, dopo secoli, un Faraone crudele, ingelosito  della loro potenza, tentò sterminarli, sottoponendoli a durissima schiavitù e comandando di gettare i loro nati maschi nelle acque del Nilo.

11. Ma Dio intervenne, per il popolo suo. Mosè, il futuro liberatore, veniva salvato dalle acque e allevato in corte dalla figlia stessa del Faraone; e Dio per mezzo di lui intimava poi al Faraone di lasciar partire il popolo ebreo. Avendo il re ricusato, percossero successivamente il regno dieci flagelli terribili detti piaghe d'Egitto, ultima delle quali lo sterminio di tutti i primogeniti egiziani, compiuto in una notte dall'Angelo, che risparmiò le sole case degli Ebrei, segnate, secondo l'ordine di Dio, col sangue dell'agnello immolato.

12. Allora il re si piegò, e Mosé parti subito col popolo, e attraversò il Mar Rosso che mirabilmente si divise avanti agli Ebrei per lasciarli passare. Vollero entrarvi anche gli Egiziani, i quali, pentiti d'aver concesso agli Ebrei la partenza, si erano messi ad inseguirli; ma le acque si riunirono e tutti furono sommersi.
Il grande passaggio o Pasqua era compiuto, e la  memoria della prodigiosa liberazione sarà poi celebrata ogni anno dagli Ebrei con la festa più solenne, finché avvenga la Pasqua di Cristo, e l'umanità intera sia per Lui liberata dalla schiavitù,. infinitamente più funesta, del peccato.

 

V - GLI EBREI NEL DESERTO. LA LEGGE. GIÓSUE'
LA TERRA PROMESSA

13. Agli Ebrei condotti nel deserto, Dio, con grande maestà, fra lampi e tuoni, diede, per mezzo di Mosé, sul monte Sinai, la legge morale del Decalogo o dei dieci comandamenti, incisi su due tavole di pietra; e diede poi ancora altre leggi rituali e sociali con cui il popolo doveva governarsi fino alla venuta del Messia, se voleva conseguire le divine promesse ed essere vittorioso e felice.

14. Fu questo il Vecchio Testamento o patto di Dio col popolo eletto, questa la Legge, ossia la legge antica, mosaica, tutta involta, nella sua minuziosa gravezza, a mantener viva la fede e il culto dell'unico vero Dio, misconosciuto da per tutto, e a preparare il Nuovo Testamento, ossia la Nuova Legge di Cristo, infinitamente superiore: questa la base e la costituzione della nazione ebrea, fondata da Mosé.

15. Però gli Ebrei, sebbene degnati di tal patto da Dio e da Lui prodigiosamente sostentati nel deserto per tanti anni con manna cadente quale rugiada e con acque cavate dalla roccia dalla verga di Mosé, si ritardarono per 1e proprie colpe l'entrata nella terra promessa, e Mosé morì sui confini di questa, lasciando per successore Giosuè, il quale finalmente, dopo quarant'anni di peregrinazioni, conquistò la Palestina e la divise tra le dodici tribù, discendenti da dodici figli di Giacobbe.

 

VI - I GIUDICI. I RE. DAVID. SALOMONE. IL TEMPIO
REGNO DI GIUDA

16. Dopo Giosuè, ressero il popolo i Giudici, suscitati da Dio quando sorgeva qualche più grave necessità; quindi i Re, il primo dei quali, Saulle, fu poi rigettato da Dio e sostituito col valoroso e fedele David della tribù di Giuda, nella cui famiglia resterà ereditario il regno e nascerà in ultimo il Messia, che avrà regno senza fine.

17. Salomone, figlio di David, sapientissimo e felicissimo, edifica in Gerusalemme un magnifico tempio al Signore, ma vecchio cade nella lussuria e nell'idolatria. Per questo delitto e per la stolta durezza del figlio e successore, Roboamo, furono tolte alla casa di Davide dieci tribù, che costituirono sotto Geroboamo, capo della ribellione, il regno d'Israele; regno presto caduto nell'idolatria, riprovato da Dio e distrutto per sempre dagli Assiri.

18. Frattanto anche le tribù di Giuda e di Beniamino, rimaste ai discendenti di David, ossia il regno di Giuda, prevaricarono spesso, nonostante i rimproveri dei Profeti, specialmente sotto alcuni re empi, come Acaz e Manasse. Onde sopravvenne Nabucodonosor, re di Babilonia, che assediò e distrusse Gerusalemme col tempio e menò schiavi re e popolo.

 

VII - CATTIVITA DI BABILONIA. IL RITORNO. IL NUOVO TEMPIO
I PROFETI. LE PROFEZIE AVVERATE

 

19. Nelle angustie della cattività di Babilonia, alle parole  ammonitrici e consolanti dei Profeti, il popolo s'emendò e ravvivò la sua fede in Dio e nella risurrezione d'Israele per mezzo del Messia.

20.E quando, dopo settant'anni, Ciro, re dei Persiani; impadronitosi di Babilonia, concesse, secondo la predizione d'Isaia, il ritorno in patria, fu, con grande zelo, sotto Zorobabele e Neemia, riedificata Gerusalemme, cominciando dal tempio, il quale, sebbene non così splendido come l'antico, doveva essere onorato dalla presenza del Dominatore » ricercato e dell' Angelo del Testamento » nuovo. Fu ristabilito il pubblico culto di Dio e, per cura di Esdra, l'osservanza della Legge, il libro della quale venne letto al popolo e interpretato.

21. Nei secoli seguenti, al progressivo decadere della potenza e libertà nazionale, non decadde, ma si accrebbe, nonostante il pervertimento di molti, lo zelo per la Legge e l'aspettazione del Redentore annunziato con tratti sempre più particolari e distinti. Perchè i Profeti successivamente ne avevano predette nelle più minute circostanze la venuta e la vita, la predicazione, i patimenti, la gloria e il regno perpetuo; sì che parecchi, vanamente cercando di applicare a sè le predizioni, osarono presentarsi per Messia, finché apparve Gesù di Nazaret, nel quale tutte insieme si veríficarono e compirono le profezie divine.

 

VIII - GESÚ CRISTO: SUA VITA E PREDICAZIONE; SUA MORTE, RISURREZIONE E ASCENSIONE AL CIELO

22. Gesù nacque in Betlemme da Maria Vergine, sposa a Giuseppe della famiglia di David. Come l'Angelo Gabriele le aveva annunziato, lo Spirito Santo era disceso sopra di Lei, ed Ella, rimanendo Vergine, era divenuta madre del Verbo divino incarnatosi da Lei.

23. Circonciso, secondo la Legge, e chiamato Gesù o Salvatore, dopo la fuga in Egitto per sottrarsi alle insidie di Erode, visse a Nazaret in umile ubbidienza a Maria e a Giuseppe, avanzando  in sapienza, in età e in grazia innanzi a Dio e agli uomini ». A trent'anni circa, ricevuto il battesimo di penitenza nel fiume Giordano da Giovanni il Battista (Battezzatore), cominciò a predicare nella Giudea e nella Galilea il Vangelo, ossia la buona novella della remissione dei peccati e della vita eterna per quelli che credessero in Lui e ne osservassero gl'insegnamenti: e confermava coi più stupendi prodigi la sua divina missione e la sua dottrina.

24. Molti credettero, e tra i primi quei dodici chiamati Apostoli o messi, che Egli scelse per fondare la sua Chiesa, di cui volle capo e fondamento Pietro. Ma gli si scatenò contro implacabile l'odio dei pontefici, dei farisei e dei dottori della Legge, invidiosi del suo potere e offesi dai suoi rimproveri agli errori e alle ipocrisie loro,  e quest'odio finì per farlo condannare, Lui, l'aspettato Redentore, dal Sinedrio o supremo tribunale della nazione, e posporre al ladrone Barabba, quando il pauroso Pilato, preside romano, tentò di graziarlo per la Pasqua e salvarlo da morte.

25. Dopo gli strazi più acerbi, crocifisso sul Calvario, non lungi da Gerusalemme, tra due malfattori, Egli compì in Croce la redenzione dell'umanità peccatrice, soddisfacendo per essa all'Eterno Padre col sacrificio di se stesso; e morì perdonando e pregando per i nemici che non cessavano d'insultarlo. Fu sciolto allora il Vecchio Testamento o patto con la nazione ingrata che aveva ripudiato e ucciso Dio Redentore, il quale, nel suo stesso sangue divino, dedicò il Nuovo ed eterno Testamento.

26. Sepolto il corpo, Egli coll'anima santissima discese al Limbo per liberar le anime dei giusti ivi trattenute in attesa della redenzione.
Il terzo giorno risuscitò da morte, come più volte aveva annunziato, e quindi apparve alle pie donne, a Pietro, a due discepoli sulla via di Emmaus e agli altri Apostoli ancora increduli, che alla vista delle sue piaghe gloriose più non dubitarono della risurrezione. Finalmente, dopo averli ammaestrati sul regno di Dio e mandati ad evangelizzare tutte le genti e a battezzare, con potestà di sciogliere e di ritenere i peccati, e con la promessa dello Spirito Santo e dell'assistenza propria fino alla consumazione dei secoli, nel quarantesimo giorno, in loro presenza, salì al cielo, dove siede alla destra di Dio Padre, investito d'ogni potere sul cielo e sulla terra.

IX - DISCESA DELLO SPIRITO SANTO. CHIESA CATTOLICA

27. Dieci giorni dopo, nella Pentecoste, lo Spirito Santo, promesso da Cristo, scendeva visibilmente sugli Apostoli e sulla Chiesa nascente, dalla quale non doveva dipartirsi, mai più. Il regno di. Dio, con gli Apostoli suoi propagatori e reggitori e con le potenze spirituali della parola divina predicata e poi anche scritta, dei sacramenti (tra cui principale l'Eucaristia, per la, quale Gesù rimane sempre co' suoi) e dei doni dello Spirito Santo, era ormai confermato e perfetto, e cominciava la propria vita indipendente dalla Sinagoga e la propria missione di salute fra i pagani, cui a poco a poco, nonostante te sanguinose persecuzioni del potentissimo impero romano, trasse dal profondo dell'idolatria e della corruzione, convertendone moltissimi in fiori di fede e di virtù.

28. Cadde poco dopo, per sempre, con la sua capitale e col suo tempio, la nazione giudaica, e gli ebrei furono dispersi sulla terra: cadde poi con le sue glorie di letteratura, di arte e di scienza il mondo antico, consumato dai vizi; caddero altre genti ed imperi, e la Chiesa, con la civiltà cristiana, perdura e s'estenderà sempre per il bene dell'umanità, malgrado le cadute di figli degeneri, malgrado le più funeste dissensioni che trassero fuori del regno di Dio, nello scisma e nell'eresia, nazioni potenti, malgrado la più insidiosa guerra dei nemici della rivelazione soprannaturale, della morale cristiana e dell'idea stessa di Dio. « Le porte dell'inferno non prevarranno contro di lei. Il buon cristiano, tranquillo su questa promessa divina, non si turba, ma con la sua madre, la chiesa, prega, lavora e soffre, aspettando la risurrezione finale e il ritorno glorioso di Gesù Cristo giudice, che ci preannunziò gli odi, le persecuzioni, le apostasie, ma, insieme ci rincuorò dicendo: « Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me... Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi ...pur fate cuore: io ho vinto il mondo. (Giov.,XV,18-20; XVI,33).

 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/30/2012 10:30 PM
 
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Appendice II
1 - Brevissimi cenni sulle feste cristiane

2 - Anno ecclesiastico

I - BREVISSIMI CENNI SULLE FESTE CRISTIANE  

1. La santa Chiesa non solo nella Dottrina cristiana e nella Storia sacra, ma anche con le feste, praticamente ci ricorda e ci inculca le verità della Fede e i migliori esempi delle virtù cristiane.

2. Le feste furono propriamente istituite per rendere a Dio in comune, nei sacri templi, il culto supremo di adorazione, di lode, di ringraziamento, di riparazione; ma in esse tutto fu così ben disposto e alle singole circostanze adattato, cerimonie, parole, canto e ogni altra esteriorità, da far penetrare profondamente nell'animo i misteri e le verità, o i fatti celebrati, e da muoverlo ad affetti e ad azioni corrispondenti. Se i fedeli fossero ben istruiti in proposito e celebrassero le feste con lo spirito voluto dalla Chiesa nell'istituirle, si otterrebbe una rinnovazione e un accrescimento notevole di, fede, di pietà e d'istruzione religiosa, e, per conseguenza, 1'intera vita dei cristiani ne uscirebbe rinvigorita e migliorata.

3. A Dio è consacrato l'anno intero, nè passa giorno senza che la Chiesa ci legga, nella Messa e nell'Officio, qualche tratto delle Scritture sacre, che sono opera di Lui, e ci suggerisca con mirabile varietà formole appropriatissime di lode e di preghiera al Signore, nostro primo principio ed ultimo fine, nelle quali ci si ricordano le perfezioni infinite,  i benefizi immensi e la Legge santissima di Lui.
Parimenti, durante l'anno ci ricorda ogni giorno, nel santo Vangelo della Messa, qualche prodigio o qualche insegnamento del Nostro Signor Gesù CRISTO, il quale è la Via, la  Verità e la Vita, e, solo, Ha « parole di vita eterna».
Ma essendo i fedeli obbligati :A assistere al Santo Sacrificio, d'ordinario solo nelle domeniche, la santa Chiesa  sapientemente distribuì tra queste il santo Santo Vangelo e gli Scritti apostolici, in modo che la vita intera e la dottrina de Salvatore venissero lette e spiegate ai fedeli durante l'anno, formando così un vero corso d'istruzione religiosa cristiana.

4. Oltre a ciò, con feste proprie  maggiori, com'è venerato il mistero fondamentale del Cristianesimo, la santissima TRINITÀ, alla quale perpetuamente si rende dalla Chiesa onore, gloria e sacrificio  (I° domenica dopo la Pentecoste), così si ricordano e si celebrano i  fatti principali della vita dei Signore, che più luminosamente dimostrano l'infinita sua misericordia per noi, come il S. Natale, la Circoncisione, l'Epifania o manifestazione  di Lui, la sua Passione, Morte e  Risurrezione gloriosa (Pasqua), la meravigliosa Ascensione, il, dono ineffabile del suo Corpo e Sangue nella santissima Eucaristia (Corpus Domini) e l'effusione dello SPIRITO SANTO sulla Chiesa (Pentecoste).
Quasi tutte queste feste hanno un seguito o continuazione (Ottava; quella di Natale, poi, anche una preparazione di preghiere (Avvento); infine quella di Pasqua, 1a principale di tutte, ha la lunga preparazione della Quaresima, istituita in memoria dei quaranta giorni di digiuno del Salvatore e dedicata in modo speciale alla penitenza, all'istruzione e alla predicazione, e ha pure un lungo seguito di letizia, il tempo pasquale, in memoria dei quaranta giorni passati in terra da Gesù glorioso dopo la sua risurrezione.

5. Della santissima Vergine Madre di Dio, MARIA, si celebrano con la maggior solennità e festa i privilegi singolarissimi propri di Lei sola come Madre del Signore, i privilegi cioè dell'esenzione dal peccato originale (Immacolata Concezíone) e dell'immediata elevazione del suo corpo verginale, insieme con l'anima, alla gloria celeste (Assunzione). Si celebrano inoltre, con molto trasporto, dal popolo cristiano le date più memorabili della sua vita (Natività, 8 settembre; Annunziazione, 25 marzo; Purificazione, 2 febbraio), benchè tali feste ora non siano di precetto; e così alcune commemorazioni delle sue virtù e de' suoi Dolori (3a domenica di settembre) o di alcune sue grazie insigni (S. Rosario, lunedì dopo la 1° domenica di ottobre),  per non accennare ad altre feste particolari, che alimentano la pietà dei fedeli verso la Madre celeste.

6. La gloria di tutti gli ANGELI e SANTI della Chiesa trionfante ci è presentata insieme nella festa d'Ognissanti, perchè noi, godendo dei loro trionfi, rimaniamo accesi dal loro esempio; poi subito, quasi per naturale successione, ci si ricordano tutti i cari morti della Chiesa purgante (Commemorazione dei fedeli defunti, 2 novembre), affinchè li aiutiamo coi nostri suffragi, e noi stessi al pensiero delle loro pene ci sentiamo stimolati a far penitenza dei nostri peccati e altre opere buone.
In particolare si festeggiano di precetto soltanto S. Giuseppe sposo purissimo di Maria Vergine, padre putativo di Gesù Cristo e patrono della Chiesa universale (19 marzo), e i Ss. Pietro e Paolo, principi degli Apostoli (29 giugno).
Però ogni giorno la Chiesa, oltre ad onorare specialmente qualche Santo, fa rileggere nel Martirologio anche il nome degli altri Santi e Beai che si celebrano nelle varie chiese particolari, mostrando così che li vorrebbe ricordati, venerati e invocati tutti dai fedeli per loro edificazione, sostegno e conforto.

7. Finalmente meritano particolare attenzione ed osservanza anche  i giorni feriali consacrati al digiuno e alla penitenza (Quaresima), quelli stabiliti in preparazione alle feste maggiori (Vigilie) o per impetrare la grazia di buoni ministri del Signore e la conservazione del frutti della terra (Quattro Tempora, Litanie maggiori di S. Marco e delle Rogazioni); ma specialmente gli ultime giorni della Settimana Santa, tutta rivolta a rappresentarci nella forma più viva gli atroci patimenti e la morte ignominiosa che l'Uomo-Dio sostenne per redimere noi, peccatori indegnissimi, dalla schiavitù di Satana e dalla morte.

8. Ogni buon cristiano, pertanto, con l'aiuto della predicazione e di qualche libro opportuno, si studi di comprendere e far suo lo spirito di ogni festa, riconoscendone 1'oggetto e il fine speciale, meditando la verità, la virtù, il prodigio, il beneficio particolarmente in esse ricordato, e cercando dl trarne il proprio miglioramento. Così egli conoscerà meglio e amerà più ferventemente Dio, Nostro Signor Gesù Cristo, la santissima Vergine e i Santi, e sarà tratto a praticarne gli .esempi e gl'insegnamenti; si affezionerà pure alla sacra Liturgia, alla predicazione, alla chiesa e procurerà di affezionarvi anche gli altri. E così la festa sarà per lui veramente giorno di Dio, vera festa o ristoro e gaudio dell'anima, la quale in essa si ritemprerà e rinvigorirà per i travagli e le lotte quotidiane durante la settimana.

PREGHIAMO

O Dio, concedi propizio che, mediante le feste periodiche da noi celebrate quaggiù, meritiamo di giungere ai godimenti eterni (1).

Signore, dà sempre, te ne preghiamo, ai popoli credenti e di fare liete feste in venerazione de' tuoi Santi,  e di essere protetti da loro con una intercessione continua (2). Te ne supplichiamo per il Nostro Signore Gesù Cristo, ecc.

1) Dall'Orazione del mercoledì di Pasqua
2) Postcom. della Messa di S.Damaso (11 dicembre)

II - ANNO ECCLESIASTICO

A) PARTI DELL'ANNO LITURGICO.

1. Avvento: quattro settimane avanti il 25 dicembre.


II. Tempo di Natale e dell'Epifania, con alcune settimane dopo, da una a sei; secondo gli anni.

III. Domeniche di Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima fino al mercoledì delle ceneri.

IV. Quaresima,dal mercoledì delle ceneri fino al sabato santo sei settimane e quattro giorni.

V. Tempo pasquale, dalla domenica di Pasqua fino al sabato dopó la Pentecoste: otto settimane.

VI. Dopo la Pentecoste, dalla festa della santissima Trinità all'Avvento: da ventitré a ventotto settimane, secondo gli anni.

B) GIORNI FESTIVI .DI PRECETTO.

a) Tutte le domestiche. - In esse cadono alcune delle maggiori solennità: Pasqua di Risurrezione, Pentecoste, santissima Trinità.
b) Le seguenti dieci feste:

1. Circoncisione (1° gennaio)
2. Epifania (6
gennaio).
3. S. Giuseppe
(19 marzo).
4. Ascensione
(giovedì dopo la 5° domenica di Pasqua).
5. Corpus Domini
(giovedì dopo la 1° domenica di Pentecoste).
6. Ss. Pietro e Paolo (29
giugno).
7. Assunzione
(I5 agosto).
8. Ognissanti
(1° novembre).
9. Immacolata (8
dicembre).

10. Natale (25 dicembre).

C) GIORNI DI ASTINENZA E. DI DIGIUNO.

I - Di sola astinenza dalle carni.

Tutti, i venerdì (tranne quelli. nei quali cade una festa di precetto).

II - Di astinenza e di digiuno.

I. Il mercoledì delle Ceneri.

II. Ogni venerdì e sabato di Quaresima.

III. Il mercoledì, venerdì e sabato delle Quattro Tempora o stagioni, cioè:

1. della primavera nella 1° settimana di Quaresima;
2. dell'estate nella settimana di Pentecoste;
3. dell'autunno nella 3° settimana di settembre;
4. dell'inverno nella 3° settimana dell'Avvento.

IV. Le vigilie:

1. di Natale (24 dicembre);
2. di Pentecoste;
3. dell'Assunzione di Maria Vergine (14. agosto);
4.. di Ognissanti (31 ottobre).

III - Di solo digiuno

Tutti gli altri giorni feriali di Quaresima.

NB. - 1. La domenica é sempre esente dalla legge dell'astinenza e del digiuno. Le altre feste di precetto sono pure esenti, tranne quelle che cadono in Quaresima.

2. L'astinenza e il digiuno delle vigilie, quando queste cadono in giorni festivi di precetto, non si anticipano.

3. Il Sabato Santo l'obbligo dell'astinenza e del digiuno cessa a mezzogiorno.

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/30/2012 10:35 PM
 
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Appendice III

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA (detto di Pio X)

Avvertenze ai genitori e agli educatori cristiani

 

 Benedetto XVI e Catechismo san Pio X


1. Fare il catechismo è istruire nella fede e nella morale di Gesù Cristo; è dare ai figli di Dio la coscienza della propria origine, dignità e destino, e dei propri doveri; è deporre e svolgere nei loro intelletti i principi e i motivi della religione, della virtù e della santità in terra, e perciò delta felicità in cielo

2. L'insegnamento del catechismo, è quindi il più necessario e benefico per gl'individui, per la Chiesa e per la società civile; è l'insegnamento fondamentale che sta alla base della vita cristiana, la quale, ov'esso manchi o sia stato male impartito, è debole, vacillante e facilmente vien meno.

3. I genitori cristiani come sono i primi e principali educatori dei loro figli, così debbono esserne i primi e principali catechisti: i primi perchè debbono loro istillare quasi col latte la dottrina ricevuta dalla Chiesa; i principali, perchè spetta ad essi far imparare a memoria in famiglia le cose principali della Fede, cominciando dalle Prime preghiere, e farle ripetere ogni giorno in modo che a poco a poco penetrino profondamente nell'animo dei figliuoli.  Che se essi, come più volte avviene, sono costretti a farsi supplire da altri nell'educazione, ricordino l'obbligo sacrosanto di scegliere tali istituti e tali persone che sappiano e vogliano coscienziosamente compiere per loro un così grave dovere. L'indifferenza in questa materia é stata la perdita irreparabile di tanti figli. Qual conto se ne dovrà rendere a Dio!

4. Per insegnar con frutto bisogna ben sapere la dottrina cristiana, bisogna esporla e spiegarla in maniera adatta alla capacità degli alunni e soprattutto, trattandosi di dottrina pratica, bisogna Viverla.

5. Ben sapere la dottrina cristiana; perchè come si può istruire non essendo istruiti? Onde il dovere dei genitorri e degli educatori di ripassare il catechismo e di penetrarne a fondo le verità, frequentando le spiegazioni più ampie dei parrochi agli adulti, interrogando persone competenti e leggendo, se possono, libri opportuni.

6. Esporre in maniera adatta la dottrina cristiana, cioè con intelligenza e amore, in modo che i fanciulli non siano disgustati e annoiati del maestro e della dottrina. Perciò conviene mettersi alla loro portata, usar le parole più note e più semplici, svegliare l'intelligenza con opportune similitudini ed esempi e muovere i sentimenti del cuore; aver somma discrezione e misura per non stancare; progredire a poco a poco, non tediandosi di ripetere, e con pazienza ed affetto compatendo l'irrequietezza, le distrazioni, le impertinenze e gli altri difetti dell'età. Si schivi soprattutto quella maniera meccanica d'insegnare, che opprime e lascia ottusi, mettendo in giuoco la sola memoria, senza impegnare l'intelligenza e il cuore.

7. Finalmente vivere la fede e la morale che s'insegna; altrimenti, come si avrà il coraggio d'insegnare ai figli la religione che non si pratica, i comandamenti e i precetti che si trascurano sotto i loro occhi medesimi ? E qual frutto, nel caso, se ne può sperare? Al contrario, i genitori facilmente esautoreranno se stessi e avvezzeranno i figli all'indifferenza e al disprezzo dei principi più necessari e dei doveri più sacrosanti della vita.

8. E poichè oggi si è creata un'atmosfera d'incredulità funestissima alla vita spirituale, colla guerra ad ogni idea di autorità superiore, di Dio, di rivelazione, di vita futura, di mortificazione, inculchino i genitori e gli educatori, con la maggior cura, le verità fondamentali delle prime nozioni del catechismo; ispirino il concetto cristiano della vita, il senso della responsabilità di ogni atto presso il Giudice supremo, che è da per tutto, tutto sa e tutto vede, e infondano, col santo timore di Dio, l'amor di Cristo e della Chiesa, il gusto della carità e della soda pietà, e la stima delle virtù e pratiche. cristiane. Solo così l'educazione dei figli sarà fondata non sull'arena di mutevoli idee e di rispetti umani, ma sulla roccia di convinzioni soprannaturali, che non saranno scosse nella vita intera, malgrado ogni tempesta.

9. A tutto ciò occorre viva fede, profonda stima del valore delle anime e dei beni spirituali, e quell'amore saggio, che si studia di assicurare anzitutto la felicità eterna alle anime dei propri cari. Occorre anche una grazia speciale per capire l'indole dei figliuoli e trovare le vie della mente e del cuore. I genitori cristiani, in virtù del sacramento del Matrimonio ben ricevuto, hanno diritto alle grazie del proprio stato, e quindi a quelle necessarie per educare cristianamente la prole. Inoltre essi possono con l'umile preghiera ottener più abbondante grazia a questo medesimo scopo, essendo opera particolarmente grata a Dio che gli si educhino adoratori e figli ubbidienti e devoti. Lo facciano dunque, a costo di ogni sacrifizio: si tratta della salute eterna delle anime dei figli e della propria. Dio benedirà la loro fede e il loro amore in quest'opera di capitale importanza, e li ricompenserà col premio più desiderabile, di una figliuolanza santa, eternamente beata con loro in cielo.

 PREGHIAMO

 Signore, lo [Spirito] Consolatore che da te procede, illumini le nostre menti e le conduca in tutta la verità, come promise il tuo Figliuolo (1) Gesù Cristo Nostro Signore, che vive e regna con te nell'unità del medesimo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

(1) Orazione per il mercoledì di Pentecoste.


INDULGENZE
PER COLORO  CHE INSEGNANO O IMPARANO LA DOTTRINA CRISTIANA
(Pio XI, 12 marzo 1930).  

Indulgenza Plenaria, due volte al mese, in giorni a propria scelta, alle solite condizioni (Confessione, Comunione, visita a qualche chiesa  o pubblico oratorio,  ivi pregando secondo le intenzioni del  R. Pontefice), se si dedicano almeno due volte al mese ad insegnare o ad imparare la Dottrina Cristiana per circa mezz'ora o per non meno di venti minuti.

Indulgenza dì cento giorni, ogni qualvolta per il suaccennato spazio di tempo si applicano ad insegnare o ad imparare la Dottrina Cristiana.

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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9/30/2012 10:40 PM
 
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INDICE

Appendice IV
Modo di servire la santa Messa

 

Il ministro, ossia colui che si presenta per servire al S. Sacrificio della Messa, dev'essere decentemente vestito ed essersi lavate le mani.

In Sacrestia: aiuta il Celebrante a vestirsi, prende il Messale, fa inchino al Croceifisso, va all'Altare e fa tutte le cose con gravità, attenzione e divozione.

Giunto all'Altare: se vi è il SS. Sacramento nel Tabernacolo fa genuflessione semplice col Celebrante; se non vi è il SS., fa pure genuflessione semplice mentre il Celebrante fa inchino. - Ricevendo la berretta  bacia prima la mano dei Celebrante e poi la berretta. Riceve questa colla mano destra e non sul Messale. -  Va a deporre il. Messale sul leggio e la berretta sulla credenza. Quindi va ad inginocchiarsi in piano dal lato del Vangelo (se è solo) facendo la genuflessione sul gradino inferiore, mentre passa in mezzo. (Tutte le volte che passerà  in mezzo farà genuflessione). - Fattosi il segno della Croce col Sacerdote, giunge le mani e risponde adagio e distintamente come segue: 

Sacerdote. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Introibo ad altare Dei.

R. Ad Deum, qui laetificat iuventutem meam.

Sac. Iudica me, Deus, et discerne causam meam de gente non sancta: ab homine iniquo et doloso erue me.

R. Quia tu es, Deus, fortitudo mea: quare me repulisti? et quare tristis incedo dum affligit me inimicus?

Sac. Emitte lucem tuam et veritatem tuam: ipsa me deduxerunt et adduxerunt  in montem sanctum tuum, et in tabernacula tua.

R. Et íntroibo ad altare Dei; ad Deum, qui laetificat iuventutem mea.

Sac. Confitebor tibi in cithara, Deus, Deus meus: quare tristis es, anima mea, et quare conturbas me?

R. Spera in Deo, quoniam, adhuc confitebor illi, salutare vultus nei et Deus meus.

Sac. Gloria Patri, et Filio et Spiritui Sancto.

R. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.

Sac. Introibo ad altare Dei.

R. Ad Deum, qui laetificat inventutem meam.

Sac. Adiutorium nostrum in nomine Domini.

R. Qui fecit caelum et terram.  

Sac. Dice il Confiteor.

 

R. Alquanto inclinato e rivolto verso il Sacerdote: Misereatur tui onnipotens Deus, et, dimissis peccatis tuis, perducat te ad vitam aeternam.

Sac. Amen.

 

Profondamente inchinato fino all'Indulgentiam; a tibi, Pater e a te, Pater, si volge un poco verso il Sacerdote e si batte tre volte il petto a mea culpa, ecc.

 

R. Confiteor Deo onnipotenti, beatae Mariae semper Virgini, beato Michaeli Archangelo, beato Ioanni Baptistae, sanctis apostolis Petro et Paulo, omnibus Sanctis, et tibi, pater, quia peccavi nimis cogitatione, verbo et opere: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.
Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, beatum Michaélem Archangelum, beatum Ioannem Baptistam, sanctos apostolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos et te, pater, orare pro me ad Dominum Deum nostrtun.

Sac. Misereatur vestri omnipotens Deus, et dimissis peccatis vestris, perducat vos ad vitam aeternam.

R. Amen.

Sac. Indulgentiam, absolutionem et remissionem peccatorum nostrorum tribuat nobis omnipotens et misericors Dominus.

R. Amen.

 

S'inchina di nuovo un poco sino al Dominus vobiscum.

 

Sac. Deus, tu conversus vivificabis nos.

R. Et plebs tua laetabitur in te.

Sac. Ostende nobis, Domine, misericordiam tuam

R. Et salutare tuum da nobis.

Sac. Domine, exaudi orationem meam.

R. Et clamor meus ad te veniat.

Sac. Dominus vobiscum.

R. Et cum spiritu tuo.

 

Si alza, solleva un pochetto il camice del Sacerdote mentre ascende i gradini, poi s'inginocchia sul gradino inferiore e fa  il segno di cince al principio dell'introito. .

Sac. Kyrie, eleison.      R.  Kyrie, eleison

Sac. Kyrie, eleison.      R. Christe, eleison

Sac. Christe, eleison.   R. Christe, eleison

Sac. Kyrie, eleison.     R. Kyrie, eleison

Sac. Kyrie, eleison.

Alla fine delle Orazioni
Sac. Per omnia secula saeculorum.

R. Amen.

Terminata l'Epistola.

R. Deo gratias.  

Risposto Deo gratias, si alza, ascende, trasporta il Messale senza chiuderlo, senza voltar le spalle all'Altare e facendo genuflessione nel passare in mezzo.
- Depone il Messale sull'Altare dalla parte del Vangelo. Scende lateralmente sul secondo gradino e si ferma ivi. Risponde e si fa le tre piccole croci col pollice destro sulla fronte, sulla bocca e sul petto. Scende in mezzo, genuflette, va dalla parte dell'Epistola e sta in piedi fino alla fine del Vangelo. Risposto Laus tibi, Christe, si inginocchia.  

Al Vangelo.

Sac. Dominus vobiscum.

R. Et cum spirito tuo.

Sac. Sequentia Sancti Evangeli, etc.

R. Gloria tibi, Domine.

Dopo il Vangelo.

R. Laus tibi, Christe.  

Se si dice il Credo, s'inchina profondamente  alle parole Et incarnatus, est  etc ... factus est. AI fine si fa il segno di croce come anche alla fine  del Gloria in excelsis.

 

Sac. Dominus vobiscum.

R. Et cum spiritu tuo.

Sac. Oremus.

 

Quando il Celebrante scopre il calice, il serviente si alza e senza alcuna genuflessione, va alla credenza, prende il piattello colle ampolline, tenendo ferme,queste col pollice ed indice delle due mani. Ascende e presenta prima l'ampollina del vino, poi quella dell'acqua, baciandole mentre le dà e mentre le riceve.

Porta poi quella del vino alla credenza e ritorna col tovagliolo fra le dita della mano, destra pel Lavabo. Se sono due, quello che trasportò il Messale sta alla destra col tovagliolo e l'altro alla sinistra coll'acqua.  

Dopo il Lavabo.

Sac. Orate, fratres.  

Dopo che il Sacerdote è rivolto all'altare, il ministro stando in ginocchio, senza inchinarsi dice:

Suscipiat Dominus sacrificium de manibus tuis ad laudem et gloriam nominis sui, ad utilitatem quoque nostram, totiusque Ecclesiae sule sanctae.

Sac. Amen.

Al Prefazio.

Sac. Per omnia saecula saeculorum.

R. Amen.

Sac. Dominus vobiscum.

R. Et cum spiritu tuo.

Sac. Sursum corda.

R. Habemus ad Dominum.

Sac. Gratias agamus Domino Deo nostro

R. Dignum et iustum est.

Sac. Vere dignum et iustum est, etc.  (Recita il Prefazio.)

Al Sanctus si dànno tre colpi doppi di campanello e si fa il segno di croce.
Alle due Elevazioni anche tre tocchi, sollevando alquanto il lembo della pianeta, nel tempo che il Sacerdote alza le braccia; ed alle 4  genuflessioni del medesimo si fan dal ministro 4 inchini; dopo, senza far genuflessioni, si ritorna a posto senza segnarsi.

Si batte tre volte il petto all'Agnus Dei; al Domine non sum dignus sta alquanto inclinato.

 

Alla fine del a Pater

R. Sed libera nos a malo.

Sac. Pax Domini sit semper vobiscum.

R. Et cum spiritu tuo.  

Dopo che il Sacerdote ha fatto la Santa Comunione colla Santa Ostia e scopre il calice, il ministro si alza, fa genuflessione sul gradino al posto ove si trova (mentre la fa pure il Celebrante. Va a prendere le ampolline col piattello e le porta all'Altare facendo genuflessione lateralmente sul gradino inferiore prima di salire (perchè c'è ancora il Preziosissimo Sangue sull'altare). - Mesce nel calice un po' di vino, poi vino ed acqua. -Discende e senza più genuflettere  porta piattello e ampolline alla credenza. - Va subito a prendere il Messale e  lo trasporta di  nuovo dalla parte dell'Epistola, senza chiuderlo e facendole debite genuflessioni nel passare  in mezzo.

 

Allafine  della messa.

Sac. Ite, missa est, ovvero Benedicamus Dominus.

R. Deo gratias.

Nella Messa da  morto:  Sac. Requiescant in pace. R. Amen).  

Nell'ottava di Pasqua si dice: Deo gratias, alleluia, alleluia.

Se il Sacerdote lascia il Messale aperto, si trasporta dall'altra parte dell'Altare.

Alla benedizione s'inchina profondamente, e segnatosi, va a  prendere la berretta: e fatta la genuflessione in piano al Verbum caro, ascende, prende il Messale, discende, genuflette col Sacerdote (o mentre questi fa l'inchino). Consegna la berretta baciando prima questa e poi la mano del Celebrante, e,ritorna in Sacrestia, ove ripete la riverenza al Crocifisso.

Sac. Benedicat vos omnipotens Deus, Pater et Filius et Spiritus Sanctus.

R. Amen.

All'ultimo Vangelo.

Sac. Initium o Sequentia Sancti Evangelii, etc.

R. Gloria tibi, Domine.

Finito il Vangelo.

R. Deo gratias.  

Se vi sono persone da comunicare, dopo che il Sacerdote avrà recitate ai piedi dell'Altare le preghiere prescritte (tre Ave Maria, Salve Regina, ecc.) il ministro recita il Confiteor profondamente inchinato e colla torcia accesa in mano risponde Amen al Misereatur ed all'Indulgentiam; accompagna il SS. Sacramento stando alla sinistra del Sacerdote e tenendo la torcia colla sinistra.

Sac. Panem de caélo pràestitisti eis (in tempo pasquale: Alleluia);

R. Omne delectamentum in se habentem (in tempo pasquale: Alleluia).

Sac. Domine, exaudi orationem meam.

R. Et clamor meus ad te veniat.

Sac. Dominus vobiscum.

R. Et cum spiritu tuo.

Sac. Oremus... Per omnia saecula saeculorum.

R. Amen.

Sac. Benedictio Dei omnipotentis, Patris, etc., descendat super vos et maneat semper.

R. Amen.

 

Chiuso di nuovo il tabernacolo si smorza la  torcia; si prende la berretta del Sacerdote, si fa il segno della Croce, inchinandosi alla benedizione; quindi si prende il Messale come si dice sopra.
Se la Comunione si desse durante la Messa. si direbbe il Confiteor quando il Sacerdote assume il preziosissimo Sangue e dopo la Comunione si porterebbero subito le ampolline sulla Mensa per l'abluzione.

 

OSSERVAZIONI

1. Alle Messe da morto si tralascia il Salmo Iudica me, Deus, il segno di croce all'Introito; non ai bacia la mano nè la berretta al Sacerdote, non si  batte il petto all'Agnus Dei, non si dà la benedizione in fine.

2. Se la Messa si celebra all'Altare ove è esposto il SS. Sacramento: si fanno doppie la prima e l'ultima genuflessione; tutte le altre semplici ma in piano. - Si fa la genuflessione non solo in mezzo, ma anche lateralmente (in piano)  ogni qualvolta si deve salire all'Altare o discenderne, allontanarsene per andare alla credenza o ritornare dalla medesima all' infimo gradino. - Non si bacia la mano al Celebrante. -Non si suona  il campanello nè al Sanctus nè all'Elevazione.

3. Se nell' andare dalla Sacrestia all'Altare o viceversa si passa dinanzi ad un altro Altare dove:

a) si conserva il SS. Sacramento nel Tabernacolo, si fa genuflessione semplice;

b) sta esposto il SS., oppure in quel tempo ti distribuisce la S. Comunione, si fa genuflessione doppia;

c) si fa l'Elevazione, si genuflette, si adora e si aspetta ad alzarsi che l'Elevazione sia compiuta.




[SM=g1740758] * F I N E *

Fraternamente CaterinaLD

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10/18/2012 2:54 PM
 
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[SM=g1740717] I cento anni del Catechismo di san Pio X

sanpiox

Il 18 ottobre del 1912 il santo Papa approvò la nuova edizione del Catechismo della dottrina cattolica, prescritta a tutta la provincia ecclesiastica di Roma


di Giuseppe Adernò

ROMA, giovedì, 18 ottobre 2012 (ZENIT.org) - Sono trascorsi cento anni dalla pubblicazione del primo catechismo che porta il nome di San Pio X, formidabile impresa editoriale, straordinario sussidio contro l’ignoranza religiosa, strumento di educazione e di dottrina che ha accompagnato per i sentieri della fede intere generazioni , attuale anche oggi, in riposta al sempre dilagante relativismo che spadroneggia in ogni dove, lasciando mano libera al “fai da te” anche nei confronti della religione.

Era il 18 ottobre del 1912 quando il santo Papa Pio X (1813-1914) approvò la nuova edizione del Catechismo della dottrina cattolica, prescritta a tutta la provincia ecclesiastica di Roma, scrivendo: «Fin dai primordi del nostro Pontificato rivolgemmo la massima cura all’istruzione religiosa del popolo cristiano e in particolare dei fanciulli, persuasi che gran parte dei mali che affliggono la Chiesa provengono dall’ignoranza della sua dottrina e delle sue leggi».

In un’intervista al settimanale “30 Giorni” nel 2003, l’allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI ha dichiarato che: «La fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di san Pio X conserva sempre il suo valore. (…) questo non esclude che ci possano essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col Catechismo di san Pio X. che può essere considerato una perfetta sintesi della dottrina cattolica che il Santo Padre Pio X fece realizzare, rielaborando un testo che egli, aveva già scritto, quando era Vescovo di Mantova.

Da catechista e da giovane parroco aveva ben compreso la ragione e l’importanza dell’insegnamento della dottrina: la prima pietra per edificare la dimora cristiana di ciascuna anima. Se la dimora non ha fondamenta la Fede diventa puro sentimento religioso e le scelte di vita sono spesso slegate dai principi della Chiesa, operando senza regole e senza punti fermi di riferimento.

Nella nota introduttiva del “catechismo minimo” si legge inoltre che “i genitori e i padroni (datori di lavoro) sono obbligati a procurare che i loro figli o dipendenti imparino la Dottrina cristiana e se trascurano tale obbligo si rendono colpevoli davanti a Dio”

Il senso di obbligo ed il connesso “rendersi colpevoli davanti a Dio” manifesta chiaramente la ferma volontà nel portare avanti un progetto di educazione cristiana che non doveva escludere nessuno e che per i poveri e gli operai costituiva la prima occasione di incontro con la fede e con la formazione religiosa, capace di dare senso e risposta alla propria vita

L’imponente lavoro venne realizzato con l’ausilio di una Commissione per assicurare, con espressioni linguistiche appropriate, la facilità di comprensione, nonostante la profonda consistenza dei concetti espressi. Il metodo adottato fu quello della formulazione di singole domande brevi con relative risposte incisive ed essenziali

Nel 1930 fu elaborata inoltre un’edizione ridotta, indirizzata ai bambini e ai ragazzi che conteneva un numero inferiore di domande e risposte che nei corsi di catechismo venivano fatte imparare proprio a memoria con l’obiettivo che rimanesse impressa la dottrina, senza dubbi o confusioni di sorta. Questa architettura sintetica, chiara ed immediata, ha prodotto eccellenti risultati nelle generazioni di italiani che a questa scuola si sono formati.

Dopo il Concilio Vaticano II, il Catechismo di san Pio X cadde generalmente in disuso e a partire dagli anni Settanta fu progressivamente abbandonato.

Il Catechismo di san Pio X potrà avere anche in futuro degli amici “si legge nell’articolo del cardinale Ratzinger (2003) e nell’Anno della fede che celebra il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticani II e il ventennale del Catechismo della Chiesa cattolica non si può dimenticare il primo centenario del Catechismo di San Pio X, libro “mastro” e guida del catechista che, come scriveva il beato Giacomo Alberione, fondatore della Compagnia di San Paolo, dovrebbe possedere le seguenti abilità e competenze: “essere pio, istruito, esemplare; conoscere bene ciò che deve insegnare e possedere delle qualità nel il modo d’insegnare; saper organizzare la sua classe e le classi di catechismo, luogo di studio e di apprendimento, ma soprattutto deve amare le anime e non risparmiare nulla per esse (…) operando così un grande bene tra la gioventù e gli adulti, nonostante tutte le accresciute difficoltà di oggi, che sono realmente tante e gravi».

“Per i suoi effetti benefici sui bambini e su tutti i cattolici, il valore storico e culturale del Catechismo di San Pio X non è quantificabile e come tutti i capolavori che la Chiesa dona ai suoi figli, non conosce né crepe, né stagioni, ha scritto Cristina Siccardi, ed in questo Anno della fede ritorna di grande attualità il messaggio del Catechismo di San Pio X per meglio comprendere la fede in Dio che è “l’Essere perfettissimo, creatore del cielo e della terra” e per vivere secondo Dio dobbiamo “credere le verità rivelate da Lui e osservare i suoi comandamenti, con l’aiuto della sua grazia che si ottiene mediante i sacramenti e l’orazione”

Sono queste le formule di risposta alle domande guida del Catechismo e sono sempre attuali in ogni tempo, essenziali, sintetiche e vere.

A tutti noi il compito di ripassarle, esercitando la memoria e per le nuove generazioni occorrerà forse una nuova metodologia telematica ed elettronica per far apprendere tali principi basilari. Ben vengano i nuovi metodi e gli strumenti tecnologici, purché resti sempre salda la “dottrina”.



[SM=g1740733]  Ricordiamo anche il Compendio del Catechismo aggiornato da papa Benedetto XVI


[Edited by Caterina63 10/18/2012 8:03 PM]
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