"Portami il Messale Pio V, lo voglio baciare" Le persecuzioni nel dopo Concilio

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Caterina63
00Wednesday, September 30, 2009 9:23 AM
PREMESSA:

ATTENZIONE

il seguente articolo NON c'entra  con la FSSPX, anche se si sottolinea che si combatteva la medesima battaglia, le situazioni descritte appartengono ad una situazione insostenibile di dura persecuzione e repressione contro Sacerdoti e fedeli appartenenti ed obbedienti alla Santa Chiesa e non associati a gruppi esterni ad essa, che dopo il Concilio vollero DIFENDERE la Messa antica...

Parliamo di persecuzione in quanto fu una situazione drammatica di ABUSI SPIETATI confermati per altro nel Motu Proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum dove si legge:

Molte persone, che accettavano chiaramente il carattere vincolante del Concilio Vaticano II e che erano fedeli al Papa e ai Vescovi, desideravano tuttavia anche ritrovare la forma, a loro cara, della sacra Liturgia; questo avvenne anzitutto perché in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile.
Parlo per esperienza, perché ho vissuto anch’io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni
.
E ho visto quanto profondamente siano state ferite, dalle deformazioni arbitrarie della Liturgia, persone che erano totalmente radicate nella fede della Chiesa.


 Sono giunto, così, a quella ragione positiva che mi ha motivato ad aggiornare mediante questo Motu Proprio quello del 1988. Si tratta di giungere ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa. Guardando al passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il Corpo di Cristo, si ha continuamente l’impressione che, in momenti critici in cui la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità; si ha l’impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute consolidare. Questo sguardo al passato oggi ci impone un obbligo: fare tutti gli sforzi, affinché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell’unità, sia reso possibile di restare in quest’unità o di ritrovarla nuovamente.      


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Ora leggiamo, con questo spirito, il testo che segue.....



"Portami il Messale di Pio V: lo voglio baciare"

Francia, 1987: su richiesta del sacrilego vescovo di Versailles,
la Polizia interrompe la
 
celebrazione di una Santa Messa tradizionale,
trascinando il Sacerdote via dall'altare.


" Portami il Messale di Pio V: lo voglio baciare"

Chi mi ha fatto questa richiesta alcuni anni fa ?

Un lefebvriano? NO

Un irriducibile ed ottuso tradizionalista ? NO

Questa tenera e commovente richiesta mi fu fatta, incredibilmente. da un Sacerdote che era stato un irriducibile e fiero persecutore dell’antica liturgia.

Brillante, intelligente e colto, in piena persecuzione bugniniana quel Sacerdote era riuscito, vantandosene, a far trasferire il Rettore di un Santuario austriaco, che non aveva accettato di mettere nella sua Basilica il solito tavolinetto davanti all’Altare, mantenendo persino l’uso dell’antico Messale.

Al ritorno in Italia dalla gita austriaca il Sacerdote denunciò quel Rettore che fu trasferito dopo pochi giorni.

Pur sapendo che era uno dei più terribili avversari della Tradizione io avevo mantenuto un senso di sincera stima generata anche dal fatto che, a differenza di altri, lui era trasparente nelle sue scelte e nei suoi gesti.

Il Signore volle saggiare la fedeltà di quel Sacerdote infliggendogli una terribile malattia che lo portò prematuramente alla morte.

Poco tempo prima di morire chiamò al telefono: “ Portami il Messale di Pio V : lo voglio baciare”!

“ Vedi cosa succede a chi non tiene più uno in casa il Messale Tridentino ! – scherzai io- Tu prete devi chiedere in prestito un Messale a me …”

Per quel Sacerdote, onestissimo intellettualmente e coerente sino alla fine, quella richiesta aveva il sapore della piena riconciliazione con tutto quello che aveva dovuto avversare per anni ed anni.

Ritornerò su questa figura sacerdotale della mia regione, onestamente coerente nella persecuzione contro la Tradizione, se la Redazione di Messainlatino me lo permetterà in futuro [eccome no! siamo interessatissimi]. Vorrei trascrivere infatti alcuni scritti che quel Sacerdote, in polemica con me, quando avevo appena 19 anni, scagliò contro l’antica liturgia quando io feci celebrare la Messa “proibita” nella sua Cattedrale.

Io avevo favorito infatti, giocandomi ogni inserimento nei seminari locali, la celebrazione della Messa antica in una Cattedrale approfittando della presenza del Coro Gregoriano di Una Voce-Roma.

Il Capitolo di quella Cattedrale aveva dato parere favorevole, con entusiasmo… ed i Canonici vollero assistere in rocchetto…

Il Potere fu poi spietato.

L’Arcidiacono del Capitolo venne trasferito nel giro di due settimane in un istituto assistenziale nel Sud Italia, dove poi, in preda ad un esaurimento, procurato dalla spietata reazione del Potere, continuava a dire, alzando inutilmente le mani: “Non ho fatto celebrare una funzione protestante … è la nostra Messa… “.

Quando lo chiamai , alcune volte, al telefono notai con commozione che la sua voce tremava .

“Sorella morte“ lo liberò dopo pochi anni da tante sofferenze spirituali.

Io considero quell’Arcidiacono uno dei tanti martiri della persecuzione post conciliare.

Il quindicinale diocesano commentò, con inaudita ferocia, la scelta liturgica del Capitolo mettendo i Canonici e i Parroci in uno stato di paura permanente…

Al sottoscritto - ero all’inizio della carriera scolastica - non fu rinnovato l’incarico di docente, che pur mi spettava per punteggio, nella locale scuola media… mi fu invece assegnata una sede montana dove mi beccai una bella bronchite… ma anche in quel paese montano riuscii ad organizzare la celebrazione della Messa antica.

Non fu difficile, per la verità, proporre nel territorio montano la messa tradizionale. Nelle feste patronali i bravi “montagnoli” esigevano la Messa in terzo, con diacono e suddiacono.

Nelle feste estive dell’AVIS, all’aperto, i Canonici locali, messo il manipolo, celebravano “Introibo ad altare Dei” …

La Messa tradizionale sopravvisse nelle montagne dell’Appennino marchigiano fino agli anni ’90. Persino i Monsignori di Curia quando tornavano d’estate nei loro paesi d’origine celebravano la Messa antica … ("Qua comando io – gridò un Monsignore in paonazza – e celebro come i miei vecchi Parroci, che nessun mi rompa …" – espressione romanesca che censuro anche nel ricordo).

Ho voluto scrivere questi aneddoti marchigiani nel momento in cui la nuova persecuzione contro coloro che hanno una diversa sensibilità liturgica si sta facendo pesante.

Vorrei sottolineare ai lettori che noi poveracci non trascuriamo mai di assistere, convinti, alla Santa Messa, nella forma ordinaria, aiutando, come doveroso, le nostre Parrocchie di appartenenza.

La frequentazione della Messa domenicale vespertina nell’antico rito è un ulteriore segno di fedeltà, di devozione e di amore nei confronti di Santa Madre Chiesa. Noi siamo veramente i “migranti” liturgici e stiamo dando, con fierezza, una parte del nostro tempo e dei nostri soldi per la “buona causa”.

Questo non viene incredibilmente preso in considerazione da alcuni nostri Pastori le cui primarie preoccupazioni sembrano orientarsi verso l’osservazione critica di tutto quanto facciamo.

Neppure per l’ultima messa servita domenica da Nicolas e da Matteo si è avuta una particolare dimostrazione di affetto e di carità da parte di chi avrebbe dovuto. Nicolas oggi è partito per il Seminario dell’Istituto Buon Pastore in Francia, Matteo per il Nord Italia…

Un amico Sacerdote mi ha chiamato: “ Andrea, sai che il mio vescovo è fortemente contrario alla messa in latino, io debbo pur vivere… non posso venire…”

Il “solito” professore di religione, che aveva annunciato la sua presenza, se n’è scappato in Umbria per non farsi vedere a Campocavallo …

Mi vengono seri dubbi circa altre assenze: ma non vorrei confessarmi nuovamente a causa dei miei cattivi pensieri…

Su una cosa sono convinto che i nostri attuali persecutori prima o poi dovranno presentarsi, come tutti, al Giudizio di Dio. Il Sacerdote di cui ho parlato sopra ha avuto l’onestà intellettuale e la forza spirituale di riconciliarsi con la sana Tradizione prima di morire: “ Portami il Messale di Pio V : lo voglio baciare” !

Noi assicuriamo a tutti, soprattutto ai nostri persecutori. le nostre sincere preghiere e la nostra collaborazione: se siamo meritevoli di essere ripresi e/o censurati aspettiamo in ginocchio che i nostri amati Pastori lo facciano con i mezzi che la Chiesa riserva loro.

Le frasi ad effetto, con riferimenti culinari, non si addicono ai Pastori d’anime !


Andrea Carradori


Caterina63
00Wednesday, September 30, 2009 9:44 AM
Ringrazio il caro Andrea per avermi condiviso questo spaccato di vita ecclesiale che seppur mi ha intristito la giornata, lo accetto e lo accolgo volentieri, pregando oggi il Rosario con l'intenzione che il Papa trovi al più presto dalla sua parte Vescovi e Sacerdoti per il ritorno alla Sacralità Liturgica...

L'immagine del Sacerdote, in abiti SACRI, trascinato via come un delinquente...è drammatica e non può lasciarci indifferenti, non può NON infliggerci nel cuore le pungenti spine del Cristo Sommo Sacerdote, Egli per primo, proprio in qualità di Sommo Sacerdote, TRASCINATO E PORTATO via in un processo farsa...

Ma la storia ha parlato attraverso il MP Summorum Pontificum di Benedetto XVI...senza dubbio stiamo pagando i frutti di quelle profanazioni, ma se guardiamo con lo sguardo vincitore del Cristo RE, abbiamo nuove generazioni più forti, più audaci, più preparate alla Buona Battaglia....

e se Dovstoiesky aveva avvertito:
"Se Dio non esiste, tutto è permesso".... ciò possiamo serenamente attribuirlo a quegli anni spietati del dopo Concilio quando all'interno della Chiesa si giunse a togliere Gesù Vivo e vero DAGLI ALTARI....

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude.

Amen.


                                        

Caterina63
00Friday, April 30, 2010 10:04 AM

Non ha senso parlare di abusi liturgici, quando il vero grande abuso é stata la riforma

Intervista di Bruno Volpe a Don Davide Pagliarani

La chiesa cattolica ricorda la memoria di San Pio V, un Papa che ha lasciato il segno nella storia, un glorioso e luminoso Pontefice che la saggezza della Chiesa ha elevato alla gloria degli altari. Ricordiamo la figura di questo Papa e Santo con don Davide Pagliarani, Superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Don Davide, che cosa risalta maggiormente in San Pio V?: " ebbe molti meriti anche storici, ma quello che maggiormente mi preme evidenziare, fu la sua saggezza liturgica". In che cosa si concretizza?: " in verità lui non creò alcun messale,perché la messa non si scrive dal nulla, ma riordinò con cura anni di tradizione dando molta disciplina, ragion per cui sarebbe meglio definire il messale antico non come di San Pio V, ma gregoriano". Una messa che ha forgiato intere generazioni di fedeli: " il suo fu un bel libro liturgico che ha sfidato i secoli, ed é la messa di sempre, di ieri, di oggi e di domani. Lui non crea, ma restaura la tradizione, di questa resturazione abbiamo bisogno oggi, in tempi di assoluta anarchia teologica e liturgica".

Ritiene compatibile il vecchio messale con quello del Novus Ordo?: " le due liturgie sono del tutto incompatibili e non possono convivere nella stessa chiesa per una diversa concezione ecclesiologica che ne é alla base. La messa antica rispetta la fedeltà alla tradizione, quella del Novus Ordo, che ha fallito, é una messa creata chirugicamente a tavolino, con i dosaggi degli esperti, per non scontentare nessuno e la si può definire una messa protestante, non accettabile dal punto di vista cattolico. Per noi la sola messa valida é quella antica e su questo non esistono vie di mezzo".

Chi fu storicamente San Pio V?: " in tempi di relativismo e di finto dialogo, egli rappresentò il Papa della fermezza della fede, del Rosario. Il Papa di Lepanto che con la sua preghiera seppe salvare l ' Europa e il mondo occidentale, dalla catastrofe turca e quindi dall' Islam. Dobbiamo essere sempre grati a San Pio V".

Ultimamente un quotidiano nazionale ha pubblicato le finte confessioni di una giornalista che é andata in giro per Roma, dichiarandosi lesbica. Poi ha pubblicato le varie risposte dei preti: " un atto sacrilego, disdicevole e da condannare. Una vergogna e spero che i responsabili della Chiesa protestino e prendano una posizione chiara contro questa infamia". Detto questo, sorprendono le diversità dei sacerdoti nelle risposte: " la risposta era una sola: tu sei in peccato, perché la omosessualità al maschie o al femminile é un peccato che grida vendetta davanti a Dio. La assoluzione si può amministrare solo dietro la presenza di un reale e concreto pentimento, consistente nella volontà di cambiare vita".

Come spiega la posizioni diverse dei vari ministri?: " non mi meravigliano. Fa parte del relativismo della Chiesa di oggi nella quale manca una teologia ufficiale ed uniforme ed ognuno dice la sua. In questo clima rilassato e protestante, la forza del magistero unico e decretato dal papa, é svanita, stessa cosa che accade nella liturgia. Non ha senso parlare di abusi liturgici, quando il vero grande abuso é stata la riforma".

Le piace la cripta dove hanno traslato le spoglie mortali di Padre Pio?: " attenzione. La Chiesa ha sempre deicato alla glroria di Dio elegenza e decoro, anche solennità e ha fatto bene, anche se le chiese moderne non sempre rispecchiano questo concetto.Ma la cripta di Padre Pio mi pare di cattivo gusto,pacchiana e ricorda un tempio islamico od orientale".

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