La Guardia Svizzera e la loro fedeltà al Sommo Pontefice

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Caterina63
00Thursday, May 7, 2009 12:51 AM
Inaugurate con la messa presieduta dal cardinale Bertone
le celebrazioni per la festa del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia

Una storia di fedeltà
per una singolare missione


Vigilare e pregare:  sono questi i cardini della missione affidata al Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, nel quotidiano servizio reso con amore e con fedeltà al Papa. Lo ha ribadito il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone nell'omelia pronunciata durante la messa di mercoledì mattina 6 maggio, in apertura delle celebrazioni per la giornata commemorativa del sacrificio delle 147 Guardie Svizzere che, il 6 maggio del 1527, offrirono la loro vita durante il Sacco di Roma per proteggere il Pontefice.
 
La celebrazione della messa ha avuto luogo all'altare della cattedra nella basilica di San Pietro. Erano presenti tra gli altri il colonnello Daniel Rudolf Anring, che per la prima volta ha preso parte a questa cerimonia in veste di comandante, il cappellano monsignor Alain Guy Raemy, gli ufficiali, sottufficiali e numerosi militari tra i quali i trentatré giovani che questo pomeriggio presteranno giuramento nel Corpo delle Guardie Svizzere Pontificie. Erano inoltre presenti rappresentanti della Conferenza episcopale svizzera, autorità del governo confederale e dei diversi cantoni, e i familiari delle giovani reclute.

Nella sua omelia il cardinale Bertone, dopo aver ricordato il prezioso servizio della Guardia Svizzera Pontificia - "un servizio - ha detto - qualificato e comunemente apprezzato, che esige serietà, dedizione, fedeltà e vigilanza" - ha fatto riferimento al brano del Vangelo appena letto per mettere in luce "l'atteggiamento di chi è pronto e non dorme". In quanto discepoli di Cristo "dobbiamo tenerci pronti - ha aggiunto - per la venuta inattesa e improvvisa di Gesù. Essa è prospettata a noi come un punto di costante riferimento per tenere sveglie le nostre responsabilità e la nostra dedizione al regno del Signore.

Il credente è colui che sa aspettarlo il Signore, e che sta ad aspettarlo. Veglia nella notte del mondo per far risplendere con le sue opere la luce di Dio.

Il Vangelo stesso ci indica l'atteggiamento giusto per attendere il Signore:  la cintura ai fianchi è la tenuta di lavoro, di servizio e di viaggio prescritta per la cena pasquale". Poi il segretario di Stato ha voluto fermare l'attenzione dei presenti su due altre caratteristiche della missione del cristiano:  "Vigilanza e preghiera"; "l'una indispensabile all'altra:  non si vigila senza pregare, né si prega senza essere spiritualmente desti. Per noi, oggi, nel ritmo frenetico e coinvolgente della vita moderna, quale speranza ci può essere di non lasciarci addormentare dal canto di tante sirene?

La risposta che troviamo nel Vangelo è la stessa della nostra esperienza umana:  vigila bene chi ama. È dell'amore vigilare. Questo ci insegna la parabola delle vergini stolte e prudenti. Prima di tutto la nostra deve essere una vigilanza contro il male, contro il peccato, contro il non-amore".

Poi l'esortazione alle Guardie Svizzere Pontificie:  "Fate in modo che la vostra vita, spesa in questa gioiosa vigilanza, dia spazio a Gesù perché entri nei vostri cuori e li renda puri e umili". Un atteggiamento che secondo il cardinale deve entrare a far parte integrante del servizio che questi giovani sono chiamati a rendere e che deve modellarsi "sempre più sulla prospettiva della vigilanza non solo esterna, quanto interna, dei vostri cuori.

Pertanto nel vostro quotidiano lavoro siete chiamati a trarre linfa vitale e motivazioni profonde da una solida vita di fede, da una grande consapevolezza dell'appartenenza alla Chiesa e da un forte sentimento di fedeltà al Papa.

Sappiamo bene che in qualunque missione si possono incontrare prove e difficoltà di vario genere. Ma tutto ciò va affrontato con coraggio e fiducia, facendo affidamento non solo sulla propria preparazione e sulle proprie capacità personali, ma anche sull'aiuto degli altri e, soprattutto, sulla forza e sulla grazia che ci provengono da Dio. È questo l'augurio che oggi desidero rivolgere ai nuovi alabardieri e a tutte le Guardie Svizzere, affinché sappiate adempiere sempre meglio il vostro singolare mandato".

Al termine della messa si è svolta nel cortile d'onore della caserma delle Guardie Svizzere in Vaticano, la cerimonia per la posa di una corona d'alloro ai piedi del monumento che ricorda i caduti nel Sacco di Roma e la consegna di alcune onorificenze pontificie agli alti ufficiali del corpo, ai sottufficiali e alle Guardie con più anni di servizio.

Le onorificenze sono state consegnate dall'arcivescovo Fernando Filoni, sostituto della Segreteria di Stato il quale, al termine della cerimonia, ha voluto rivolgere ai presenti un breve saluto. Dopo aver ricordato il sacrificio di quanti morirono per consentire a Papa Clemente vii e a numerosi cardinali, assediati dai Lanzichenecchi, quel lontano 6 maggio di circa cinquecento anni fa, di rifugiarsi a Castel Sant'Angelo, ha voluto sottolineare come questa storia di fedeltà si perpetua nel tempo.

E riferendosi alle onorificenze appena distribuite ha detto che esse rappresentano proprio "il segno della riconoscenza e dell'apprezzamento del Papa e dei suoi collaboratori nei confronti di tutto il Corpo della Guardia Svizzera", del lavoro "che svolgete vegliando sull'ordine e sulla sicurezza del territorio Vaticano, ma anche accogliendo con cortesia i numerosi pellegrini che richiedono ogni giorno il vostro aiuto".

Tra i gratificati dalle onorificenze il vice-comandante Jean-Daniel Pitteloud, al quale è stata conferita la commenda dell'Ordine Piano; il sergente Tiziano Guarneri, che ha ricevuto il cavalierato dell'ordine di San Silvestro. Al maggiore Peter Hasler e al capitano Pino Coco, che si accingono al congedo definitivo, sono state conferite rispettivamente la commenda dell'ordine Piano e la commenda con placca dell'Ordine di San Gregorio Magno.

Infine è stata conferita l'alta onorificenza della Croce pro Ecclesia et Pontifice al colonnello André Wyss, responsabile del reclutamento delle Guardie Svizzere.



(©L'Osservatore Romano - 7 maggio 2009)


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Caterina63
00Monday, June 8, 2009 8:38 PM

Il congedo del maggiore Hasler
dalla Guardia Svizzera Pontificia


         
guardia svizzera

Dai tempi di Paolo VI a oggi, al servizio di quattro Pontefici e sette comandanti, il maggiore Peter Hasler  è stato uno degli ufficiali più a lungo tra i ranghi della Guardia Svizzera Pontificia. Dopo 42 anni di dedizione al Corpo, si è congedato con una cerimonia pubblica svoltasi nel cortile d'onore del quartiere svizzero della Città del Vaticano.

Nel salutarlo davanti agli ufficiali e alle guardie, il comandante Daniel Rudolf Anrig ha tracciato un suo breve profilo:  "ha svolto le funzioni di armiere, sergente maggiore, ufficiale addetto al materiale, addetto stampa e addetto all'archivio, gli sono state conferite sette decorazioni e altre tre medaglie. Ha accompagnato il Vescovo di Roma in 36 viaggi, percorrendo circa 400.000 chilometri". "Questi sono i fatti - ha poi sottolineato - che comunque non riescono a esprimere ciò che davvero caratterizza il maggiore Peter Hasler:  la passione nel servizio alla guardia e al Santo Padre! In questo è un esempio per me e per ogni singolo membro della Guardia!".

Al servizio dal 1° dicembre 1966, il maggiore Hasler ha conosciuto oltre 1.400 guardie, tra le quali l'attuale comandante:  "Come ex sottoposto e attuale capo - ha detto Anrig - ti ringrazio per il grande senso di responsabilità dimostrato nel tuo servizio come ufficiale della Guardia. Ai tempi in cui ero alabardiere scelsi te come ufficiale di squadra che aggiustava la mia divisa e faceva il controllo. Allora come oggi, non sei solo fortemente accettato, ma godi anche di grande stima e rispetto".

"La tua competenza - ha concluso il comandante - non è solo ammirata internamente dai quadri, a tutti i livelli, ma è apprezzata anche al di fuori del Corpo. Personalmente i tuoi consigli e le tue raccomandazioni mi sono state molto utili". Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il vescovo Paolo De Nicolò, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, i monsignori Gabriele Caccia, assessore della Segreteria di Stato, Fortunatus Nwachukwu, capo del Protocollo, Guillermo Javier Karcher, addetto al Protocollo, e Alain de Raemy, cappellano della Guardia Svizzera Pontificia.


(©L'Osservatore Romano - 8-9 giugno 2009)
Caterina63
00Friday, June 12, 2009 7:56 PM

Gli auguri del Papa
a ex gendarme ultracentenario


Si è visto recapitare a casa il telegramma di felicitazioni del Papa per il raggiungimento del centesimo anno di vita Giovanni Battista Polga, già agente del Corpo della Gendarmeria Pontificia. Postini d'eccezione il direttore del Corpo della Gendarmeria Pontificia Domenico Giani, il cappellano del Corpo, monsignor Giulio Viviani e il dirigente Antonio Perfetti.

Giovanni Battista Polga è nato l'11 giugno del 1909 a Giovenale, una frazione di Schio. Nel Corpo della Gendarmeria è entrato il 16 aprile del 1934. L'ultimo periodo del suo servizio alla Santa Sede lo ha successivamente reso presso i Musei Vaticani, dove è rimasto sino alla maturazione della pensione.



(©L'Osservatore Romano - 12-13 giugno 2009)

Caterina63
00Thursday, May 6, 2010 8:04 PM
Il cardinale Bertone alle reclute della Guardia Svizzera

Una missione evangelicamente privilegiata


Trenta alabardieri e un ufficiale della Guardia Svizzera Pontificia prestano oggi, venerdì 6 maggio, solenne giuramento di fedeltà al Pontefice. Prologo della cerimonia è stata la messa celebrata al mattino dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, nella Basilica di San Pietro.

Concelebranti erano il vescovo di Sion, monsignor Norbert Brunner, presidente della Conferenza episcopale svizzera; monsignor  Markus  Büchel,  vescovo  di Sankt Gallen; i monsignori Fortunatus Nwachukwu, capo del Protocollo della Segreteria di Stato, e Alain de Raemy, cappellano della Guardia Svizzera. Al rito, diretto da monsignor Guillermo Javier Karcher, cerimoniere pontificio, erano presenti, oltre ai familiari delle nuove guardie, il comandante Daniel Rudolf Anrig, gli ufficiali e altri componenti del Corpo liberi dal servizio.

All'omelia il cardinale Bertone ha riproposto alcune pagine della storia eroica della Guardia Svizzera, alle quali si aggiunge "questo solenne impegno di servizio e dedizione" preso con il giuramento dalle nuove reclute. Nel ricordare la storia "vogliamo oggi riconoscere - ha precisato - ancora una volta gli alti meriti di questo Corpo e la fedeltà che ha sempre dimostrato alla Sede Apostolica. La Guardia Svizzera Pontificia si caratterizza per la disponibilità dei suoi componenti di porsi a servizio del Sommo Pontefice, per provvedere alla particolare custodia della sua persona; si tratta di una volontà che voi, care Guardie Svizzere, avete espresso in quanto cristiani, cioè motivati dall'amore per Cristo e per la Chiesa.

Per questo siamo qui radunati nella celebrazione eucaristica:  per pronunciare il nostro grazie al Signore per la vostra generosità. Nello stringerci attorno a voi, care Guardie, vogliamo manifestarvi affetto e gratitudine e ringraziare con voi la Provvidenza divina che vi ha chiamato e vi chiama ad appartenere a questo storico Corpo e a dare continuità al suo operato. Per voi, cari amici, e per i defunti della Guardia Svizzera Pontificia offro in modo speciale questa Eucaristia, facendo mie le vostre intenzioni di preghiera".

Quindi il celebrante si è soffermato sulle letture della messa, mettendo in evidenza "l'amore che scaturisce dalla santa Croce di Gesù". Accogliere Gesù nella propria vita, "significa - ha spiegato - essere immersi nella sua morte e partecipare così alla Grazia salvifica della sua risurrezione. Ciò che spinge ad accettare di porsi alla sequela del Divino Maestro è l'esperienza concreta di un amore che ci ha preceduti:  guardando alla Croce di Gesù e meditando sulla sua passione e morte, ci è dato di capire quanto Dio ci abbia amato, donando per noi il suo Figlio diletto".

Quindi il cardinale è tornato a parlare del servizio qualificato e apprezzato, che svolge la Guardia Svizzera. "Oltre a esortarvi - ha detto - a essere fedeli all'impegno che avete assunto o che state per assumere, invoco dal Signore per voi l'aiuto della sua grazia, perché possiate perseverare in questo compito così importante e delicato, fino al compimento della vostra missione:  può trattarsi infatti di un periodo di servizio più o meno lungo, che per alcuni di voi si protrae sino a diventare una scelta di vita. Al di là però di queste differenze, essere Guardie Svizzere significa sempre aderire senza riserve a Cristo e alla Chiesa, con la disponibilità a spendere ogni giorno la vita per questo. La generosità e l'ardore con cui compite quotidianamente il vostro dovere, nello svolgimento delle mansioni di sicurezza che vi sono affidate, oltre a onorare la memoria di quanti hanno dato la vita per difendere il Successore di Pietro, vi pongono in una posizione che evangelicamente dobbiamo definire privilegiata".

Infine il porporato ha evidenziato come "la solida vita di fede, la consapevolezza dell'appartenenza alla Chiesa, la ferma volontà di non venire meno al giuramento di fedeltà al Papa" siano "le motivazioni profonde che danno senso al lavoro quotidiano" delle guardie.

Al termine della messa si è svolta, nel cortile d'onore della caserma, la cerimonia per la posa di una corona d'alloro ai piedi del monumento che ricorda i caduti nel Sacco di Roma e per la consegna di alcune onorificenze pontificie a quindici guardie. Nella circostanza il comandante del Corpo ha ricordato il sacrificio dei 147 militi e l'importanza del servizio reso alla Chiesa fino al dono della vita. Successivamente, l'arcivescovo Fernando Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, ha rivolto ai presenti un breve saluto, nel quale ha espresso l'apprezzamento e la vicinanza di Benedetto XVI per l'intero Corpo della Guardia Svizzera Pontificia e il suo ringraziamento per il servizio reso alla Chiesa. Infine, il presule, nel consegnare alcune onorificenze, ha sottolineato come tali riconoscimenti esprimano la sincera gratitudine del Pontefice e costituiscano uno stimolo per la dedizione al lavoro. Concludendo, ha anche evidenziato l'affetto e il legame dei cattolici svizzeri alla Sede Apostolica.

Quest'anno sono state conferite tredici medaglie benemerenti e due cavalierati dell'Ordine di San Silvestro Papa.


(©L'Osservatore Romano - 7 maggio 2010)
Caterina63
00Friday, May 7, 2010 8:09 PM
Benedetto XVI alla Guardia Svizzera Pontificia

Associati in modo reale
al servizio di Pietro nella Chiesa


"Entrando nella Guardia Svizzera Pontificia, voi siete, in modo indiretto ma reale, associati al servizio di Pietro nella Chiesa". Lo ha detto il Papa alle nuove reclute del Corpo, ricevute in udienza insieme con i familiari venerdì mattina, 7 maggio, nella Sala Clementina.

Sehr geehrter Herr Kommandant, hochwürdiger Herr Kaplan, liebe Gardisten, liebe Familienangehörige!
Mit Freude heiße ich Sie alle willkommen und grüße besonders die neuen Rekruten, die sich in Begleitung ihrer Angehörigen und Freunde hier eingefunden haben.
Ihr könnt mit Recht darauf stolz sein, daß ihr euch durch den Eid, den ihr eben geleistet habt, einem Gardecorps mit einer langen Geschichte angeschlossen habt. Kaum habt ihr die bekannte Uniform angelegt, seid ihr sogleich für alle als Schweizergardisten sichtbar, man erkennt euch und bringt euch Achtung entgegen. Von diesem Tag an kommen euch auch der über Jahrhunderte hinweg gesammelte Sachverstand und all jene Mittel zugute, die euch für die Erfüllung eurer Aufgabe zur Verfügung gestellt werden. Was euch heute übergeben wird, macht euch zu Wächtern einer Tradition und zu Trägern eines euch anvertrauten praktischen Wissens. Es ist eure Aufgabe, dies weiterzuführen und zur Geltung zu bringen. Daran wird eure Verantwortung gemessen, und das ruft euch zu einer großzügigen Selbsthingabe auf. Der Nachfolger Petri sieht in euch eine wirkliche Stütze und er vertraut sich eurer Wachsamkeit an. Es ist mein aufrichtiger Wunsch, daß euch durch diesen Gardedienst hindurch das von euren Vorgängern empfangene Erbe trägt und als Menschen und Christen reifen läßt.

[Carissimo signor Comandante, reverendo Cappellano, care Guardie, cari familiari!
Con gioia porgo a tutti il benvenuto e saluto in particolare le nuove reclute, convenute qui insieme con i loro parenti e amici.
A ragione potete essere orgogliosi del fatto che grazie al giuramento che avete prestato, siete entrati a far parte di un corpo di guardia che ha una lunga storia. Avete appena indossato la famosa uniforme, apparite a tutti come Guardie Svizzere, le persone vi riconoscono e vi prestano attenzione.

Da oggi in poi beneficerete della competenza secolare e di tutti gli strumenti a disposizione per lo svolgimento del vostro compito. Ciò che oggi vi viene trasmesso vi rende custodi di una tradizione e portatori di una conoscenza pratica a voi affidata. È vostro compito proseguirle e farle valere. Con questo si misurerà la vostra responsabilità e ciò vi chiama a uno straordinario dono di voi stessi. Il Successore di Pietro vede in voi un vero sostegno e si affida alla vostra vigilanza. Desidero sinceramente che attraverso questo servizio di guardia portiate l'eredità ricevuta dai vostri predecessori e maturiate come uomini e come cristiani.]


En entrant dans la Garde Suisse Pontificale, vous êtes d'une façon indirecte mais réelle associés au service de Pierre dans l'Église. À partir d'aujourd'hui, dans votre méditation de la Parole de Dieu, je vous invite à prêter une grande attention à l'apôtre Pierre lorsque celui-ci, après la résurrection du Christ, s'attache à remplir la mission que le Seigneur lui a confiée. Ces passages de l'Écriture éclaireront le sens de votre noble engagement, et cela d'une façon singulière aux heures possibles de lassitude ou de fatigue. Dans le livre des Actes des Apôtres, nous lisons que Pierre parcourait toute la Judée, pour visiter les fidèles (cf. Ac 9, 32). Le premier des Apôtres manifeste de la sorte concrètement sa sollicitude pour tous. Le Pape veut avoir la même attention pour toutes les Églises et pour chaque fidèle, ainsi que pour tout homme qui attend quelque chose de l'Église. Auprès du Successeur de Pierre, la charité qui anime votre âme est provoquée à devenir universelle. Les dimensions de votre coeur sont appelées à s'élargir. Votre service vous poussera à découvrir dans le visage de chaque homme et de chaque femme, un pèlerin qui, sur sa route, attend de rencontrer un autre visage à travers lequel lui soit donné un signe vivant du Seigneur, Maître de toute vie et de toute grâce.

[Entrando nella Guardia Svizzera Pontificia, voi siete, in modo indiretto ma reale, associati al servizio di Pietro nella Chiesa. A partire da oggi, nella vostra meditazione della Parola di Dio, vi invito a prestare grande attenzione all'apostolo Pietro quando, dopo la risurrezione di Cristo, s'impegna a compiere la missione che il Signore gli ha affidato. Questi passaggi della Scrittura illumineranno il senso del vostro nobile compito, e ciò in un modo particolare nei momenti di abbattimento o di stanchezza. Nel libro degli Atti degli Apostoli, leggiamo che Pietro percorreva tutta la Giudea per visitare i fedeli (cfr. At 9, 32). Il primo degli Apostoli dimostra così concretamente la sua sollecitudine per tutti. Il Papa vuole avere la stessa attenzione per tutte le Chiese e per ogni fedele, e anche per ogni uomo che si aspetta qualcosa dalla Chiesa. Presso il Successore di Pietro, la carità che anima il vostro animo è spinta a divenire universale. Le dimensioni del vostro cuore sono chiamate ad allargarsi. Il vostro servizio vi spingerà a scoprire nel volto di ogni uomo e di ogni donna, un pellegrino che, lungo la via, attende di incontrare un altro volto attraverso il quale gli venga dato un segno vivo del Signore di ogni vita e di ogni grazia.]

Noi sappiamo che tutto ciò che facciamo per il Nome di Gesù, per quanto sia umile, ci trasforma e ci configura un po' di più all'uomo nuovo rigenerato in Cristo. Così il vostro servizio in favore del ministero petrino vi darà un senso più vivo della cattolicità, insieme con una percezione più profonda della dignità dell'uomo che passa vicino a voi e che cerca nell'intimo di se stesso la via della vita eterna. Vissuto con coscienza professionale e con senso soprannaturale, il vostro compito vi preparerà anche agli impegni futuri, personali e pubblici, che voi prenderete quando lascerete il servizio, e vi permetterà di assumerli quali veri discepoli del Signore.

Invocando l'intercessione della Beata Vergine Maria e dei vostri santi Patroni Sebastiano, Martino e Nicola di Flüe, imparto di cuore un'affettuosa Benedizione Apostolica a voi, alle vostre famiglie, agli amici e a tutte le persone venute a farvi corona nel momento del vostro giuramento.


(©L'Osservatore Romano - 8 maggio 2010)
Caterina63
00Tuesday, October 12, 2010 6:32 PM

Christoph Graf nuovo vice comandante
della Guardia Svizzera Pontificia




Il comandante della Guardia Svizzera Pontificia, colonnello Daniel Rudolf Anrig, nel corso di una cerimonia svoltasi lunedì mattina 11 ottobre, nel cortile d'onore della caserma, ha comunicato alla truppa che Benedetto XVI ha nominato il capitano Christoph Graf vice comandante del Corpo, promuovendolo nel contempo al grado di tenente colonnello. Di origini lucernesi, in servizio dal 2 marzo del 1987, Graf succede nell'incarico di vice comandante a Jean-Daniel Pitteloud, che ha lasciato il Corpo alla fine dello scorso mese di agosto. Il tenente colonnello Graf è sposato e padre di due figli. Oltre al comandante erano presenti alla cerimonia il cappellano del Corpo, monsignor Alain de Raemy, e i familiari del nuovo vice comandante.


(©L'Osservatore Romano - 13 ottobre 2010)
Caterina63
00Friday, May 6, 2011 6:56 PM
La gratitudine di Benedetto XVI alla Guardia Svizzera Pontificia

Missione che richiede
pazienza, perseveranza e disponibilità

 

Un'esortazione a cogliere l'occasione della permanenza a Roma per riscoprire il senso e la dimensione spirituale della vita è stata rivolta da Benedetto XVI alle Guardie Svizzere Pontificie ricevute in udienza con i loro genitori e familiari, venerdì mattina, 6 maggio, nella Sala Clementina, in occasione del giuramento di trentaquattro nuove reclute.

Sehr geehrter Herr Kommandant,hochwürdiger Herr Kaplan,meine Herren Offiziere,liebe Schweizergardisten,liebe Brüder und Schwestern! Ich freue mich sehr über diese Begegnung mit Ihnen allen an Ihrem Festtag. Von Herzen grüße ich vor allem die neuen Rekruten, die dem Beispiel nicht weniger Landsleute gefolgt sind und sich entschlossen haben, einige Jahre ihrer Jugend dem Dienst für den Nachfolger Petri zu widmen. Eure Eltern, Angehörigen und Freunde, die zur Teilnahme an diesen Feierlichkeiten nach Rom gekommen sind, bringen durch ihre Anwesenheit nicht nur die Verbundenheit vieler katholischer Schweizer mit dem Heiligen Stuhl zum Ausdruck, sondern zeigen auch die moralische Erziehung und Bildung sowie das Vorbild, mit denen Eltern ihren Kindern den Glauben und den Sinn für den selbstlosen Dienst weitergegeben haben. Der heutige Tag gibt uns Gelegenheit, einen Blick auf die ruhmreiche Vergangenheit der Päpstlichen Schweizergarde zu werfen. Ich denke hier besonders an das Ereignis, an das oft erinnert wird, da es von großer Bedeutung in eurer Geschichte ist: der bekannte "sacco di Roma". Damals setzten sich die Schweizergardisten tapfer für die Verteidigung des Papstes ein und gaben für ihn ihr Leben. Die Erinnerung an die Plünderung Roms soll uns auch zu bedenken geben, daß es die Bedrohung einer gefährlicheren Plünderung gibt, die wir als eine geistliche Plünderung bezeichnen könnten. Im heutigen gesellschaftlichen Umfeld laufen nämlich viele junge Menschen Gefahr, allmählich seelisch zu verarmen, da sie Idealen und Perspektiven eines oberflächlichen Lebens nachjagen, die nur materielle Bedürfnisse und Ansprüche erfüllen. Seht zu, daß euer Aufenthalt in Rom eine günstige Zeit darstellt, die vielen Möglichkeiten, die diese Stadt bietet, bestens zu nutzen, um eurem Leben einen immer festeren Halt und tieferen Sinn zu geben. Rom ist reich an Geschichte, an Kultur, an Glauben. Nutzt die Gelegenheiten, die euch geboten werden, euren kulturellen, sprachlichen und vor allem geistlichen Horizont zu erweitern. Die Zeit, die ihr in der Ewigen Stadt verbringen werdet, ist für euch ein außergewöhnlicher Lebensabschnitt. Lebt ihn im Geist echter Brüderlichkeit und Kameradschaft und helft einander, ein vorbildhaftes christliches Leben zu führen, das eurem Glauben und eurer besonderen Sendung in der Kirche entspricht.

[Signor Comandante,Monsignor Cappellano,Cari ufficiali e membri della Guardia Svizzera,Care Fratelli e Sorelle!

Sono particolarmente lieto di incontrarvi in occasione di questa vostra giornata celebrativa e desidero rivolgere un cordiale saluto specialmente alle nuove reclute, che seguendo l'esempio di non pochi loro connazionali hanno scelto di dedicare alcuni anni della loro giovinezza al servizio del Successore di Pietro. La presenza dei vostri genitori parenti e amici, giunti a Roma per partecipare a questi giorni di festa, esprime non soltanto il legame di molti cattolici svizzeri alla Santa Sede, ma anche l'insegnamento, l'educazione morale e il buon esempio, mediante i quali i genitori hanno trasmesso ai figli la fede cristiana e il senso del servizio disinteressato.
La giornata odierna costituisce l'occasione per volgere uno sguardo al glorioso passato della Guardia Svizzera Pontificia. Penso in particolare all'evento - ricordato più volte perché è fondamentale nella vostra storia - del famoso "Sacco di Roma" che vide le guardie svizzere impegnate nella strenua difesa del Papa, fino a dare la vita per lui. Il ricordo del saccheggio di Roma ci deve far riflettere sul fatto che esiste anche la minaccia di un saccheggio più pericoloso, quello che potremmo definire spirituale. Nell'odierno contesto sociale molti giovani rischiano, infatti, di cadere in un impoverimento progressivo dell'anima, poiché inseguono ideali e prospettive di vita superficiali, che colmano solo bisogni ed esigenze materiali.

Fate in modo che la vostra permanenza a Roma costituisca un tempo propizio per sfruttare al meglio le molte possibilità che questa città vi offre per dare un senso sempre più solido e profondo alla vostra vita. Essa è ricca di storia, di cultura e di fede; cogliete pertanto le opportunità che vi vengono date per ampliare il vostro orizzonte culturale, linguistico e, soprattutto, spirituale. Il periodo che trascorrerete nella "Città eterna" sarà un momento eccezionale nella vostra esistenza: vivetelo con spirito di sincera fratellanza, aiutandovi gli uni gli altri a condurre una vita esemplarmente cristiana, che corrisponda alla vostra fede e alla vostra peculiare missione nella Chiesa.]

Lorsque certains de vous prêteront serment de remplir fidèlement le service dans la Garde Suisse Pontificale et que d'autres renouvelleront ce serment dans leur cœur, pensez au visage lumineux du Christ, qui vous appelle à être des hommes authentiques et de vrais chrétiens, les protagonistes de votre existence. Sa passion, sa mort et sa résurrection sont un éloquent appel à affronter les difficultés et le défi de la vie en faisant preuve de maturité, sachant bien, comme nous l'a rappelé la liturgie de la Veillée pascale, que le Seigneur ressuscité est le "Roi éternel qui a vaincu les ténèbres du monde". Lui seul est la Vérité, le Chemin et la Vie. Il doit devenir chaque jour toujours plus le paramètre de notre vie et de notre comportement, en l'imitant, Lui qui a choisi la pleine et totale fidélité à la mission de salut confiée par le Père, comme mesure et point d'appui de sa vie. Chers jeunes, le Seigneur marche avec vous, Il vous soutient, vous encourage à Le suivre dans la même fidélité: je vous souhaite de grand cœur d'éprouver toujours la joie et la consolation de sa présence lumineuse et fortifiante.

Cette rencontre m'offre l'opportunité de manifester aux nouveaux appelés ma profonde gratitude pour leur choix de se mettre, pour un certain temps, à la disposition du Successeur de Pierre et de contribuer ainsi à garantir l'ordre nécessaire et la sécurité à l'intérieur de la Cité du Vatican. Je profite volontiers de cette occasion pour étendre aussi l'expression de ma reconnaissance à l'ensemble du Corps de la Garde Suisse Pontificale, appelé à remplir, parmi diverses tâches, celle d'accueillir avec courtoisie et gentillesse les pèlerins et les visiteurs du Vatican. Cette œuvre de surveillance, que vous accomplissez avec diligence, amour et sollicitude est assurément considérable et délicate. Elle demande à la fois beaucoup de patience, de persévérance et de disponibilité d'écoute.

[Quando alcuni di voi oggi giureranno di svolgere fedelmente il servizio nella Guardia Svizzera Pontificia e altri rinnoveranno questo giuramento nel loro cuore, pensate al volto luminoso di Cristo, che vi chiama ad essere autentici uomini e veri cristiani, protagonisti della vostra esistenza. La sua passione, morte e risurrezione sono un eloquente richiamo ad affrontare con consapevole maturità gli ostacoli e le sfide della vita, ben sapendo, come ci ha ricordato la Liturgia nel corso della Veglia pasquale, che il Signore risorto è "Re eterno che ha vinto le tenebre del mondo". Lui solo è la Verità, la Via e la Vita. Lui deve diventare ogni giorno di più il parametro della nostra vita e del nostro comportamento, così come Lui ha scelto la piena e totale fedeltà alla missione di salvezza affidatagli dal Padre come misura e fulcro della sua vita. Il Signore, cari giovani, cammina con voi, vi sorregge, vi incoraggia a seguirLo nella stessa fedeltà: vi auguro di cuore di sentire sempre la gioia e la consolazione della sua presenza luminosa e corroborante. Questo incontro, mi offre l'opportunità di manifestare alle nuove reclute la mia profonda gratitudine per la scelta di mettersi, per un periodo di tempo, a disposizione del Successore di Pietro e di contribuire così a garantire l'ordine necessario e la sicurezza all'interno della Città del Vaticano. Colgo volentieri l'occasione per estendere altresì l'espressione della mia riconoscenza all'intero Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, chiamato a svolgere, fra i diversi compiti, quello di accogliere con cortesia e con gentilezza i pellegrini e i visitatori del Vaticano. Quest'opera di sorveglianza, che voi svolgete con diligenza, amore e sollecitudine è certamente considerevole e delicata: essa richiede a volte non poca pazienza, perseveranza e disponibilità all'ascolto.]

Cari amici, il vostro servizio è quanto mai utile al tranquillo e sicuro svolgimento della vita quotidiana e delle manifestazioni spirituali e religiose della Città del Vaticano. La vostra significativa presenza nel cuore della cristianità, dove folle di fedeli giungono senza sosta per incontrare il Successore di Pietro e per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno di voi il proposito di intensificare la dimensione spirituale della vita, come pure l'impegno ad approfondire la vostra fede cristiana, testimoniandola gioiosamente con una coerente condotta di vita. Vi assicuro la mia fervida preghiera e di cuore imparto a ciascuno di voi ed a quanti vi fanno corona in questa singolare circostanza la Benedizione Apostolica.



(©L'Osservatore Romano 7 maggio 2011)

In this photo provided by the Vatican newspaper L'Osservatore Romano, Pope Benedict XVI touche a Swiss Guards' uniform during a meeting with new Vatican Swiss Guards and their families , in the Vatican's Clementina Hall, Friday, May 6, 2011 prior to their swearing-in ceremony. The swearing in ceremony is held each May 6 to commemorate the day in 1527 when 147 Swiss Guards died protecting Pope Clement VII during the Sack of Rome.

In this photo provided by the Vatican newspaper L'Osservatore Romano, Pope Benedict XVI meets new Vatican Swiss Guards and their families , in the Vatican's Clementina Hall, Friday, May 6, 2011 prior to their swearing-in ceremony. The swearing in ceremony is held each May 6 to commemorate the day in 1527 when 147 Swiss Guards died protecting Pope Clement VII during the Sack of Rome.

Pope Benedict XVI poses during a special audience with Swiss Guards at the Vatican May 6, 2011.


Caterina63
00Monday, May 7, 2012 5:40 PM
[SM=g1740717] Il segreto dell'efficacia del vostro lavoro in Vaticano è nel costante riferimento a Cristo. Lo ha sottolineato Benedetto XVI ricevendo stamattina le nuove reclute della Guardia Svizzera ed i loro familiari, dopo la festa di ieri e la cerimonia del giuramento. Il 6 maggio la Guardia Svizzera pontificia ricorda il sacrificio degli alabardieri, a protezione del Papa, durante il sacco di Roma del 1527. E Benedetto XVI ha parlato di testimonianza eroica in riferimento a questo episodio. Oggi comunque testimonianza ed impegno di vita cristiana, ha insistito Benedetto XVI, sono gli aspetti essenziali di questo particolare servizio al Papa.

...

Città del Vaticano, 7 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza le nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia che hanno prestato giuramento domenica 6 maggio, giorno in cui si ricorda il sacrificio dei 147 soldati della Guardia Svizzera che nel 1527 persero la vita per difendere Papa Clemente VII dall'assalto dei Lanzichenecchi.

Dopo i saluti alle nuove reclute ed ai loro familiari, ed ai rappresentanti delle Autorità svizzere presenti, Benedetto XVI ha ricordato che le funzioni svolte dalla Guardia Svizzera Pontificia "costituiscono un diretto servizio al Sommo Pontefice ed alla Sede Apostolica. È pertanto motivo di vivo apprezzamento il fatto che dei giovani scelgano di consacrare alcuni anni della loro esistenza in totale disponibilità al Successore di Pietro e ai suoi collaboratori".

"Il vostro lavoro - ha continuato il Papa - si colloca nel solco di una indiscussa fedeltà al Papa, che è diventata eroica in occasione del 'Sacco di Roma' del 1527, quando, il 6 maggio, i vostri predecessori sacrificarono la loro vita. Il peculiare servizio della Guardia Svizzera non poteva allora e non può neanche oggi compiersi senza quelle caratteristiche che contraddistinguono ogni componente del Corpo: fermezza nella fede cattolica, fedeltà e amore verso la Chiesa di Gesù Cristo, diligenza e perseveranza nei piccoli e grandi compiti quotidiani, coraggio e umiltà, altruismo e disponibilità. Di queste virtù dev'essere colmo il vostro cuore quando prestate il servizio d'onore e di sicurezza in Vaticano".

"Siate attenti gli uni agli altri, per sostenervi nel lavoro quotidiano e per edificarvi reciprocamente, e conservate lo stile di carità evangelica nei confronti delle persone che ogni giorno incontrate. Nella Sacra Scrittura il richiamo all'amore del prossimo è legato al comando di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Per dare amore ai fratelli è necessario attingerlo alla fornace della carità divina, grazie a soste prolungate di preghiera, al costante ascolto della Parola di Dio, e ad una esistenza centrata tutta sul mistero dell'Eucaristia".

"Il segreto dell'efficacia del vostro lavoro qui in Vaticano, come pure di ogni vostro progetto è, pertanto, il costante riferimento a Cristo. Questa è anche la testimonianza di non pochi vostri predecessori, che si sono contraddistinti non solo nello svolgimento del loro lavoro, ma anche nell'impegno di vita cristiana. Alcuni sono stati chiamati a seguire il Signore nella via del sacerdozio o della vita consacrata, ed hanno risposto con prontezza ed entusiasmo. Altri invece hanno coronato felicemente con il sacramento del Matrimonio la loro vocazione coniugale. Rendo grazie a Dio, fonte di ogni bene, per i diversi doni e le varie missioni che Egli vi affida, e prego perché anche voi, che iniziate il vostro servizio, possiate rispondere pienamente alla chiamata di Cristo seguendolo con fedele generosità".

"Cari amici! Profittate del tempo che trascorrete qui a Roma, per crescere nell'amicizia con Cristo, per amare sempre di più la sua Chiesa e per camminare verso la meta di ogni vera vita cristiana: la santità".

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Caterina63
00Tuesday, May 6, 2014 9:49 AM


DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALLE GUARDIE SVIZZERE PONTIFICIE

 

Sala Clementina
Lunedì, 5 maggio 2014

 

 

 

Signor Comandante,
care Guardie,
cari familiari e amici della Guardia Svizzera Pontificia
,

 

con gioia vi incontro in questo giorno importante per voi, un giorno di festa! Vi saluto tutti con affetto e riconoscenza. Il 6 maggio è una data che rimarrà impressa nella vostra mente e vi consentirà, nel corso della vostra vita, di rivivere con gioia un momento significativo della vostra permanenza nel Corpo della Guardia Svizzera. È un giorno speciale, perché commemoriamo il Sacco di Roma e l’atto eroico dei vostri predecessori che, nel 1527, offrirono la propria vita per la difesa della Chiesa e del Papa. La vostra dedizione è la conferma che il loro coraggio e la loro fedeltà hanno portato frutto, come dice il Vangelo: il seme gettato e morto nella terra è cresciuto (cfr Gv 12,24).

 

Il contesto sociale ed ecclesiale è molto cambiato da allora: la società è diversa rispetto a quei tempi. Ma il cuore dell’uomo, la sua capacità di essere fedele e coraggioso – acriter et fideliter, recita il vostro motto – è rimasto lo stesso. Il vostro servizio è quindi un’autentica testimonianza, perché esprime concretamente il desiderio di dedicarsi ad un compito importante ed impegnativo. A questa scelta siete arrivati con l’aiuto delle vostre famiglie e delle comunità che vi hanno educato. Anche a loro va il mio sincero ringraziamento.

 

Prestare servizio nella Guardia Svizzera Pontificia significa vivere un’esperienza che vede incontrarsi il tempo e lo spazio in modo particolare: Roma è ricca di innumerevoli monumenti e luoghi storici e artistici che manifestano la grandezza della sua cultura e della sua storia. Tuttavia, questa Città non è soltanto un grande museo, ma crocevia di turisti e pellegrini che provengono da tutto il mondo: persone di diverse lingue, tradizioni, religioni e culture giungono qui con motivazioni differenti. In questo movimento di storia e di storie personali c’è anche ognuno di voi. Con il vostro peculiare servizio, voi siete chiamati a dare una serena e gioiosa testimonianza cristiana a quanti giungono in Vaticano per visitare la Basilica di San Pietro e per incontrare il Papa. Vivete intensamente le vostre giornate! Siate saldi nella vostra fede e generosi nella carità verso le persone che incontrate.

 

L’uniforme che indossate quest’anno compie cento anni. I suoi colori e la sua foggia sono conosciuti in tutto il mondo: ricordano dedizione, serietà, sicurezza. Identificano un servizio singolare e un passato glorioso. Tuttavia, dietro ad ogni uniforme c’è una persona concreta: con una famiglia e una terra di provenienza, con una personalità e una sensibilità, con dei desideri e dei progetti di vita. La vostra divisa è un suggestivo tratto caratteristico della Guardia Svizzera e attira l’attenzione della gente. Ma ricordate che non è l’uniforme ma colui che la indossa a dover colpire gli altri per la gentilezza, per lo spirito di accoglienza, per l’atteggiamento di carità verso tutti. Considerate questo anche nei rapporti tra di voi, dando importanza, anche alla vostra vita comunitaria, al condividere i momenti lieti e quelli più difficili, non ignorando chi tra di voi si trova in difficoltà e a volte ha bisogno di un sorriso e di un gesto di incoraggiamento e di amicizia; evitando una distanza negativa che divide tra loro i compagni e che, nella vita di tutte le persone del mondo, può generare disprezzo, emarginazione o razzismo.

 

Care Guardie Svizzere, ogni giorno posso sperimentare da vicino la vostra dedizione e il vostro impegno: di questo vi sono tanto grato! Siate fedeli a quanto avete maturato nel cuore e abbiate in voi la certezza che il Signore è sempre al vostro fianco e sostiene il vostro cammino, specialmente quando il passo si fa stanco e incerto. Lui non ci abbandona mai! Anch’io desidero esprimervi la mia vicinanza e, mentre affido voi e le vostre famiglie alla materna protezione della Beata Vergine Maria e all’intercessione dei vostri santi Patroni Nicola, Sebastiano e Martino, di cuore vi benedico.

 

 

 






 

Caterina63
00Wednesday, December 3, 2014 4:45 PM
  Notizia del 1° luglio 2014

Il Papa alle guardie svizzere: "Oggi sarà guerra...".
 

E il Vaticano twitta una vignetta 

Francesco scherza con una guardia svizzera in vista della partita dei mondiali di oggi tra la sua Argentina e il paese elvetico
E così il Pontefice ha avvertito (in modo ilare ma non troppo) una guardia svizzera alla vigilia di Argentina-Svizzera. Appassionato di calcio, tifoso del San Lorenzo de Almagro, il Papa ha scherzato con le guardie della Casa Santa Marta, che per la partita hanno installato uno schermo gigante in caserma e sperano nella presenza di Francesco.
Bergoglio, secondo quanto riferisce l'agenzia I.Media, ha declinato l'invito (non poteva "sfortunatamente"), ma ha scherzato lanciando il guanto di sfida.


Sì, ripetiamo la vignetta è stata messa dal sito Vaticano ....


ma ecco la notizia del giorno.... Il Papa licenzia il Comandante delle Guardie Svizzere, il motivo non si sa, forse era troppo severo..... Una coincidenza?   chissà...

L'annuncio a sorpresa è apparso sulla prima pagina dell'Osservatore Romano all’interno della rubrica «Nostre Informazioni», quella solitamente più seguita in curia, contenente novità importanti ma anche promozioni o siluramenti di vescovi, cardinali, monsignori.

Il metodo seguito è apparso irrituale rispetto al passato.

Quattro righe.

Una specie di fulmine a ciel sereno all’interno del piccolo Stato.

«Il Santo Padre ha disposto che il colonnello Daniel Rudof Anrig termini il suo ufficio il 31 gennaio 2015, alla conclusione della proroga concessa dopo la fine del suo mandato».

Che il comandante avesse terminato il quinquennio previsto non era una novità, anche se Francesco lo aveva riconfermato nel ruolo qualche tempo dopo la sua elezione.

Poi qualcosa, cammin facendo, non deve avere funzionato bene; qualcosa si deve essere incrinato, perché Papa Bergoglio ad un certo punto ha iniziato a fare capire ai suoi collaboratori che avrebbe voluto vedere un corpo militare meno rigido, con regole meno ossessive di quanto non fossero quelle imposte dal colonnello Anrig ai 120 ragazzi elvetici scelti per proteggere il pontefice e la sua dimora.

La ferma per tutti è di due anni durante i quali sono previste regole ferree, spirito di corpo, esercitazioni continue, turni di guardia e l’apprendimento di arti marziali.



ORA PERO' torniamo al serio.... il Papa in una intervista di questo dicembre 2014 ha chiarito i fatti.....


È vero che ha mandato via il capo delle Guardie Svizzere, Daniel Rudolf Anring, perché era troppo rigoroso?

No, non è vero. Lo scorso anno, due mesi dopo la mia elezione, è terminato il suo mandato di cinque anni. Allora ho detto al segretario di Stato — che non era ancora Parolin — che non lo potevo nominare o non nominare. Non lo conoscevo, e ho deciso di prorogare il suo mandato donec alitur provideatur, la formula tipica di «fino a che non si provveda altrimenti». Mi sembrava ingiusto prendere una decisione in quel momento, a favore o contro. Poi, ho interiorizzato la questione, ho visitato la caserma, sono stato con loro un intero pomeriggio, sono rimasto anche una sera a cena, ho conosciuto le persone e mi è sembrato più sano un rinnovamento. È stato un mero rinnovamento, perché lui aveva terminato il suo mandato, e fa bene sapere che nessuno resta in eterno. Ho parlato con lui a metà anno e siamo rimasti d’accordo che sarebbe andato via alla fine dell’anno. Lo sapeva da giugno.

Allora non è vero che lo ha mandato via perché era troppo rigoroso?

No, non è vero. È un cambiamento, un normale cambiamento. È una persona eccellente, è un buon cattolico, un uomo che ha un’eccellente famiglia.

Hanno anche detto che lo ha mandato via perché viveva in un appartamento lussuoso. Neanche questo è vero?

Lo scorso anno lui ha fatto ristrutturare gli appartamenti, il suo è sicuramente spazioso, perché ha quattro figli. È un uomo credente, un uomo per bene, ho un eccellente rapporto con lui e sono stato io a spiegargli, e l’ho fatto personalmente, a dirgli: «Guardi, preferisco il rinnovamento». Vale a dire che non c’è nulla di strano, non c’è nessun peccato in lui, nessuna colpa.






Caterina63
00Monday, February 9, 2015 6:33 PM

  Neocomandante Guardie Svizzere: Papa non pensa a scioglimento




L'ex comandante della Guardia Svizzera, il colonnello Anrig (a sinistra) stringe la mano al nuovo comandante, il colonnello Graf - REUTERS





09/02/2015 



Sabato scorso il Papa ha nominato il colonnello Christoph Graf nuovo comandante della Guardia Svizzera Pontificia. 53 anni, sposato, due figli, il colonnello Graf era finora vicecomandante. E’ entrato nella Guardia Svizzera nel 1987 come semplice alabardiere. Mario Galgano lo ha intervistato:


R. – Prima vorrei ringraziare il Santo Padre, Papa Francesco, per la sua fiducia nei miei confronti e devo dire che sono molto orgoglioso e fiero di essere al suo servizio.


D. – Ha qualcosa da dire al suo predecessore?


R. – Sì, un altro ringraziamento va al comandante uscente Daniel Anrig da parte mia. Lui, durante i suoi 6 anni al comando della Guardia Svizzera, ha migliorato soprattutto il reclutamento e la formazione e noi siamo molto grati per il suo servizio al Corpo.


D. – I media ultimamente hanno molto parlato molto Guardie Svizzere, anche con diverse speculazioni…


R. - Sì, la domanda di alcuni giornali era se con il congedo del comandante ci sarebbe stato anche uno scioglimento del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Confermo che il Santo Padre dimostra un grande interessamento al nostro Corpo oltre che affetto e stima nei nostri confronti e posso affermare con tutta tranquillità che il Santo Padre non pensa ad una decisione in tale senso.


D. – Com’è stato il suo primo giorno da neocomandante delle Guardie Svizzere?


R. – Sabato pomeriggio sono stato accolto dai membri del Corpo e dalle famiglie delle guardie nel cortile d’onore della nostra caserma e nel mio discorso ho raccomandato a tutti che uniti nella preghiera e con la fiducia nel Signore riusciremo ad andare aventi per un buon futuro della Guardia.





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