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Lettera N

Motti latini, sentenze e citazioni di uso quotidiano, con indicazione delle fonti, con i chiarimenti necessari e la traduzione italiana.

Motti latini che iniziano con la lettera N.



Naturam expelles furca. (Orazio, Epist., I, 10, 24). 
Potrai scacciare la natura con la forca. - Inizio di un verso di Orazio che continua tamen usque recurret, tuttavia sempre ritorna. Frase divenuta proverbiale per significare che non si possono, o è difficile, sopprimere gli impulsi naturali. I malvagi ad esempio, nonostante ogni falsa apparenza, alla fine si svelano per quelli che sono. 

Natura non facit saltus.(Linneo, Philos.botan., 27; Leibniz, Nuovi saggi, 4, 16). 
La natura non fa salti. - Principio secondo cui ogni cosa in natura procede e si evolve per gradi e lente trasformazioni. Questo principio accreditò le teorie evoluzioniste. 

Navigare necesse est
Navigare è necessario. - La frase va completata con vivere non necesse, vivere non è necessario. Parole pronunciate da Pompeo davanti ai marinai che, spaventati da una tempesta, esitavano ad affrontare il mare per trasportare a Roma un carico di grano africano. Di fronte alla necessita che Roma aveva di grano, passava in second'ordine la stessa necessità di salvaguardare la propria vita. Navigare necesse est divenne il motto della Lega Anseatica, e più recentemente di altre organizzazioni marinare; Gabriele D'Annunzio ne ha fatto il simbolo dell'arditismo guerriero e nazionalistico. 

Ne bis in idem
Non due volte nel medesimo fatto. - Massima che enuncia un principio giuridico tendente ad evitare la duplicazione degli atti che mirano a un medesimo scopo o riguardano il medesimo caso. In senso generico, invito a non ripetersi, a non esprimere due volte un giudizio sullo stesso argomento, oppure a non cadere due volte nello stesso errore. 

Nemo ad impossibilia tenetur
Nessuno può essere costretto a cose impossibili. - Aforisma del diritto comune, che costituisce una delle principali regole del moderno diritto delle obbligazioni, per il quale fra i requisiti del cotratto vi deve essere quello della possibilità del suo oggetto. La frase viene spesso ripetuta con significato generico. 

Nemo potest duobus dominis servire. (Matteo, VI, 24). 
Nessuno può servire due padroni. - Dice ancora san Matteo: "perché odierà l'uno e amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro". Il goldoniano Arlecchino, servo di due padroni, non è dello stesso parere, e con lui quegli italiani opportunisti che fanno il doppio gioco, schierandosi contemporaneamente con persone tra loro concorrenti o nemiche, che militano in due campi ideali opposti. 

Nemo propheta in patria
Nessuno è profeta nella sua patria. - Parole tratte dalla frase nemo propheta acceptus est in patria sua, nessun profeta è gradito nella sua patria, riferita dai Vangeli (Luca 4, 24; Matteo 13, 57; Marco 6, 4; Giovanni 4, 44) come pronunciata da Gesù in Nazareth per stigmatizzare la fredda accoglienza dei suoi conterranei. La frase è solitamente usata per significare che difficilmente si possono vedere riconosciuti i propri meriti nella terra in cui è nato e cresciuto e dove si sa ogni cosa di lui e della sua famiglia. 

Ne sutor ultra crepidam
Il calzolaio non vada oltre la scarpa. - Frase latina che riproduce la raccomandazione rivolta da Apelle a quel ciabattino che, avendo giustamente criticato un difetto nella raffigurazione dei sandali in un quadro dello stesso Apelle, voleva poi criticare anche il resto. La frase è divenuta comune per sottolineare, o rimproverare, l'inopportunità di parlare e giudicare di cose di cui non si ha alcuna competenza. 

Nihil de principe parum de Deo
Niente del principe poco di Dio. - Sentenza (nata forse in tempi di assolutismo) che raccomanda di evitare, nelle conversazioni, argomenti politici e religiosi che potrebbero dispiacere alle autorità costituite. 

Nihil difficile volenti
Nulla è difficile a chi vuole. - Motto latino con cui si vuole affermare che con la volontà si superano facilmente le difficoltà e si vincono gli ostacoli. 

Nihil obstat quominus imprimatur
Nulla osta a che si stampi. - Formula che viene impressa in principio o alla fine di libri, fogli, immagini editi con la prescritta licenza dell'autorità ecclesiastica. Nell'uso comune si usa semplicemente nihil obstat per significare che non esistono difficoltà al compimento di un'azione, allo svolgimento di un'attività, all'accoglimento di una richiesta. 

Nihil sub sole novum. (Ecclesiaste I, 10). 
Nulla di nuovo sotto il sole. - Frase biblica con cui si suole affermare l'eterno ripetersi degli eventi nella storia del mondo. 

Nisi caste saltem caute
Se non castamente, almeno cautamente. - Massima latina che consiglia una prudente segretezza nel compiere atti che violino il voto o il dovere della castità, quando non sia umanamente possibile evitarli. 

Noli me tangere. (Giovanni, XX, 17). 
Non mi toccare. - La frase evangelica prosegue: nondum enim ascendi ad Patrem meum, infatti non sono ancora salito al Padre mio, ed è rivolta da Gesù risorto a Maria Maddalena. Nel linguaggio comune, la frase si usa a proposito di persona suscettibile, ombrosa, che non ammette confidenze, oppure di donna che ostenta riservatezza, ritrosia. 

Nolite iudicare ut non iudicemini. (Matteo, VII, 2). 
Non giudicate, per non essere giudicati. - Parole di Gesù nel discorso della montagna. La frase è divenuta sentenza che raccomanda a non giudicare troppo severamente gli altri, per non essere, a nostra volta, giudicati con uguale severità. Nomen omen
Il nome è auspicio. - Gli antichi vedevano una stretta correlazione tra la cosa e la parola che la designava. Perciò imponevano ai figli nomi beneauguranti. La frase latina si ripete scherzosamente per persone la cui sorte sembra conforme al significato del nome. 

Non expedit
Non conviene. - Formula di dissuasione usata dalla Chiesa romana, circa la partecipazione dei cattolici italiani alle elezioni del 1874 e in genere alla vita politica dello stato postrisorgimentale. 

Non in solo pane vivit homo. (Matteo, IV, 4). 
Non di solo pane vive l'uomo. - E' questa la risposta che Gesù, affamato dopo quaranta giorni di digiuno, dà a Satana che lo tenta invitandolo a trasformare i sassi in pane. Il testo di Matteo prosegue: sed in omni verbo quod procedit de ore Dei, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. La frase si usa spesso, in senso più generico, per significare che l'uomo ha bisogno d'altre soddisfazioni che non siano quelle puramente materiali. 

Non licet
Non è lecito. - Espressione latina adoperata in contesti italiani per attenuare il tono di un divieto o, al contrario, per conferirgli maggiore solennità o perentorietà. 

Non multa sed Multum. (Plinio il Giovane, Epist., VII, 9). 
Non molte cose ma molto. - Massima latina tratta da una frase di Plinio il Giovane, che si usa come consiglio per un utile apprendimento: non bisogna mirare ad avere molte nozioni, bensì approfondire le conoscenze e la cultura. 

Non olet. (Svetonio, De vita Caesarum, VIII, 23). 
Non ha odore. - Parole che, secondo Svetonio, l'imperatore Vespasiano avrebbe detto al figlio Tito, che lo rimproverava per una tassa da lui imposta sugli orinatoi, mentre gli mostrava il denaro ricavatone. Sono divenute proverbiali per significare che non bisogna sottilizzare troppo circa la provenienza del denaro. 

Non omnia possumus omnes. (Virgilio, Bucoliche, VIII, 63). 
Non tutti possiamo tutto. - Sentenza virgiliana citata per significare che le facoltà umane sono limitate, e che ciò che riesce a uno può non riuscire ad un altro. 

Non plus ultra
Non più oltre. - La leggenda narra che Ercole, avendo tagliato l'istmo che univa l' Europa all'Africa e formato lo stretto di Gibilterra, scrisse non plus ultra sui monti Calpe ed Abila, stabilendo, con quelle che furono poi chiamate le Colonne d' Ercole, il confine del mondo che nessun navigatore doveva oltrepassare. Nel linguaggio comune l'espressione è usata per indicare il limite estremo che si può raggiungere. 

Non possumus. (Atti degli Apostoli,IV, 20). 
Non possiamo. - Espressione con cui gli apostoli Pietro e Giovanni risposero al sinedrio che avava ordinato loro di tacere sui miracoli di Gesù. Il testo completo è: non enim possumus quae vidimus et audivimus non loqui, non possiamo infatti non parlare di ciò che abbiamo visto e udito. La frase è passata poi nel linguaggio pontificio per indicare un rifiuto basato sull'osservanza di leggi divine o canoniche, e come tale fu usata da Pio IX nell'opporsi a ogni tentativo del governo italiano di entrare in Roma col consenso della Chiesa. E' tradizione che eguale risposta abbia dato Clemente VII a Enrico VIII d'Inghilterra, che chiedeva il divorzio da Caterina d'Aragona, per sposare Anna Bolena. 

Non praevalebunt. (Matteo, XVI, 18). 
Non prevarranno. - Parole di Gesù all'apostolo Pietro: tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam, tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'inferno non prevarrano contro di essa. L'espressione latina non praevalebunt è divenuta proverbiale nel linguaggio ecclesiastico per affermare che le forze del male non riusciranno a sopraffare la divina istituzione della Chiesa, e nel linguaggio comune per significare che i propri avversari non riusciranno a prevalere. 

Non scholae sed vitae discimus. (Seneca, Epist., 106, 11). 
Non impariamo per la scuola ma per la vita. - Sentenza tratta da un passo di Seneca che lamenta il modo di insegnare dei suoi tempi. La frase si cita per affermare che nell'insegnamento si deve mirare alla formazione degli scolari più che al fine immediato delle necessità della scuola. 

Nosce te ipsum
Conosci te stesso. - Motto che scritto a lettere d'oro sul frontone del tempio di Apollo in Delfi, esortava gli uomini a riconoscere la propria condizione e limitatezza umana. Socrate ne fece la sua massima preferita, considerandola come un invito a considerare i limiti della conoscenza umana. 

Nulla dies sine linea. (Plinio, Nat. hist., XXXV, 36) 
Nessun giorno senza una linea. - Frase attribuita da Plinio al pittore greco Apelle, del quale si dice che non lasciava passare giorno senza che tracciasse almeno una linea, perché sosteneva che solo con l'esercizio costante si procede sulla via dell'arte. La frase si ripete per indicare la necessità dell'esercizio giornaliero. 

Nunc est bibendum. (Orazio, Odi, I, 37). 
Ora si deve bere. - Parole iniziali di una nota ode di Orazio, con le quali il poeta esprimeva l'esultanza per la morte di Cleopatra, nemica di Roma. Quando cadeva un nemico, gli antichi salutavano l'evento con impietosa e rumorosa letizia. La frase si ripete, con tono gioioso e scherzoso, come invito a festeggiare un lieto evento e a brindare con un buon bicchiere. 

Nuntio vobis gaudium magnum
Vi annuncio una grande gioia. - Frase tratta dalla formula con la quale si annuncia al popolo l'elezione del nuovo pontefice (vedere Habemus Papam). Si ripete talvolta nell'uso comune, scherzosamente, per indicare l'annuncio di una buona notizia.










Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)