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Lettera Q

Motti latini, sentenze e citazioni di uso quotidiano, con indicazione delle fonti, con i chiarimenti necessari e la traduzione italiana.

Motti latini che iniziano con la lettera Q.



Quaerite et invenietis. (Matteo VII, 7; Luca XI, 9). 
Cercate e troverete. - Frase centrale di un noto versetto evangelico che, presa dal suo contesto generale, è spesso ripetuta come esortazione a impegnarsi con tenacia e fiducia nella ricerca della verità, sia sul piano religioso sia su quello scientifico e del sapere in genere. 

Qualis artifex pereo!
Quale artista muore con me!. - Celebre frase che secondo Svetonio (Vita di Nerone, 69), l'imperatore Nerone avrebbe pronunciato morendo. 

Qualis pater talis filius
Quale il padre, tale il figlio. - Antica sentenza popolare (tramandata anche nella versione talis pater, talis filius) con la quale si suole affermare che pregi e difetti si trasmettono per via ereditaria, ma anche per l'influenza che ha sui figli l'esempio paterno. 

Quandoque bonus dormitat Homerus. (Orazio, Ars poet., 358-59). 
Talora sonnecchia il buon Omero. - Espressione con cui Orazio rileva come sia sciocco mostrarsi insofferenti dei difetti dell'opera di grandi artisti. La frase oraziana è spesso citata per significare che anche i sommi artisti hanno qualche caduta di tono, di stile, e non sempre riescono ad essere all'altezza della propria fama. 

Quantum mutatus ab illo...!. (Vitgilio, Aen. II, 274). 
Quanto mutato da quello...!. - Parole di Enea nel descrivere la visione di Ettore che gli appare in sogno lordo e sanguinante; il passo infatti continua: Hectore qui redit exuvias indutus Achilli, da quell'Ettore che torna indossando l'armatura di Achille. La frase si riporta talvolta per indicare mutamenti profondi, anche di natura morale. 

Quieta non movere
Non muovere le cose quiete. - Motto latino che si cita con vario senso e tono. Noi abbiamo i proverbi: non agitare le acque; non stuzzicare il can che dorme, e simili. 

Qui non est mecum, contra me est. (Matteo XII, 30; Luca XI, 23). 
Chi non è con me, è contro di me. - Frase evangelica pronunciata da Gesù per invitare a prendere una decisione precisa. Viene spesso ripetuta, nella forma latina o in quella italiana, sia con senso generico e in tono scherzoso, sia nella forma del plurale chi non è con noi è contro di noi

Qui pro quo (o quiproquo). 
Il che per il come. - Locuzione usata per significare equivoco o malinteso relativo a parole, cose, persone: è stato un banale qui pro quo; per un qui pro quo ho sbagliato il luogo e il giorno dell'appuntamento. L'espressione deriva forse dal latino quid pro quo, titolo di alcune compilazioni farmaceutiche del medioevo comprendenti i medicamenti che si potevano somministrare in luogo di altri. 

Quis custodiet custodes?
Chi custodirà i custodi?.- Frase divenuta proverbiale e derivata dal passo delle Satire (VI, 48-49) di Giovenale sed quis custodiet ipsos custodes?, ma chi custodirà i custodi stessi? Ma già molto prima, Platone nella Repubblica (III, 13) dice che i custodi dello Stato devono guardarsi dal vizio dell'ubriachezza, perché "sarebbe certo ridicolo se il custode avesse bisogno d'un custode". Oggi l'espressione latina è ripetura, seriamente o scherzosamente, per esprimere sfiducia sulla capacità o sull'onestà di chi ha compiti di custodia o sorveglianza. 

Quod avertat Deus!
Il che non permetta Dio!. - Formula latina di scongiuro ripetuta in contesti italiani, della lingua scritta o parlata, come inciso e con valore affine all'italiano Dio ce ne scampi e liberi

Quod licet Iovi non licet bovi
Ciò che è lecito a Giove non è lecito al bove. - Motto latino che si usa citare per significare che ciò che è concesso a chi ha particolari gradi, requisiti o capacità può non essere concesso a chi non ha tali requisiti. 

Quod non fecerunt Barbari fecerunt Barbarini
Ciò che non fecero i barbari, fecero i Barberini. - Frase scritta sulla statua romana di Pasquino contro il papa Urbano VIII (Maffeo Barberini), che durante il suo pontificato (1623-1644) spogliò il Pantheon dei suoi bronzi per farne cannoni e costruire il baldacchino di San Pietro. La frase viene spesso citata con riferimento ad atti vandalici. 

Quod scripsi scripsi. (Giovanni XIX, 22). 
Ciò che ho scritto ho scritto. - Risposta di Pilato ai sacerdoti che gli chiedevano di togliere dalla croce di Gesù l'iscrizione offensiva alla Giudea. E l'iscrizione rimase. La frase è divenuta proverbiale per esprimere la propria decisa intenzione di non recedere da quanto si è scritto o anche detto; ma in quest'ultimo caso, la frase va corretta in quod dixi, dixi, ciò che ho detto ho detto. 

Quot capita tot sententiae
Quante le teste tanti i pareri. - Antico proverbio latino che si trova in Terenzio e in Cicerone e si cita per affermare che, tra gli uomini, le opinioni e i gusti sono diversi, ed è difficile che in una comunità tutti la pensino allo stesso modo. Quousque tandem. (Cicerone I^ Catilinaria). 
Fino a quando. - A queste due parole iniziali si può aggiungere Catilina abutere patientia nostra?, fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza? E' la famosa invettiva di Cicerone contro il nobile decaduto che si era schierato dalla parte popolare per tentare, con una congiura, la conquista dello Stato. Le prime due parole (o la frase intera) si citano talora, nel linguaggio odierno, per avvertire che è stato superato ogni limite di pazienza e di sopportazione.










Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)