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   NOTE
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1 Il Santo Padre Benedetto XVI lo ha ricordato al Sinodo sulla Parola di Dio, in un suo memorabile intervento in cui esorta gli esegeti a non separare mai l'esegesi dalla teologia perché l'esegesi vera e utile alla salvezza è quella teologica (cf. L'Osservatore Romano del 19 ottobre 2008, p. 1). Il padre A. Apollonio, nel suo studio sulla consacrazione mariana da parte sua scrive in proposito: «La Vergine Maria occupa un posto centrale nella Storia della Salvezza. Tuttavia, la singolarità e l'eccellenza della Vergine non si desume né dalla quantità dei riferimenti biblico- mariologici espliciti, né da un'analisi puramente filologica dei testi, bensì da una lettura teologica delle fonti, la quale rilevi la singolarità della funzione che Maria di Nazareth svolse nell'Opera della Redenzione, al fianco del suo Figlio Gesù» (A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, inImmaculata Mediatrix 1 (2001/3) 60).
2 La legittimità dell'uso di questo termine in senso analogico viene confermata dal frequente uso fattone dai Sommi pontefici. Ricordiamo l'atto di consacrazione di tutti i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria fatto dal papa Benedetto XVI il 12 maggio 2010 a Fatima.
3 Cf. A. APOLLONIO La consacrazione a Maria, passim.
4 Cf. A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, pp. 60-62.
5 S. M. Perrella nota che Pio XII volle che la consacrazione a Maria, da lui fatta il 31 ottobre 1942, «fosse ripetuta in occasione della festa di "Maria Regina", da lui istituita e fissata al 31 maggio, confermando con questo gesto che la consacrazione mariana è legata alla sua Regalità e alla sua Mediazione» (La Madre di Gesù nella coscienza ecclesiale contemporanea. Saggi di Teologia(Studi Mariologici 4) PAMI, Città del Vaticano 2005, p. 283, nota 477, che cita: cf. G. M. MORREALE, La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria nella dottrina di Pio  XII, Desclée, Roma 1964).
La Lumen Gentium afferma infatti: «La funzione Materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l'efficacia. Ogni salutare influsso della beata Vergine verso gli uomini non nasce da una necessità oggettiva, ma da una disposizione puramente gratuita di Dio, e sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo; pertanto si fonda sulla mediazione di questi, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia, e non impedisce minimamente l'unione immediata dei credenti con Cristo, anzi la facilita» (n. 60). E ancora: «Ciò però va inteso in modo che nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico Mediatore. Nessuna creatura infatti può mai essere paragonata col Verbo Incarnato e Redentore. Ma come il sacerdozio di Cristo è in vari modi partecipato, tanto dai sacri ministri, quanto dal popolo fedele, e come l'unica bontà di Dio è realmente diffusa in vari modi nelle creature, così anche l'unica mediazione del Redentore non esclude, bensì suscita nelle creature una varia cooperazione partecipata da un'unica fonte. La Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente; essa non cessa di farne l'esperienza e la raccomanda all'amore dei fedeli, perché, sostenuti da questo materno aiuto, siano più intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore» (n. 62).
6 In quest'atto il Santo Padre usa una volta il verbo consacrare e una volta il sostantivoaffidamento e una volta consacrazione.
7 Così ne dava notizia l'Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice: «Al termine della celebrazione, prima della benedizione conclusiva, il Santo Padre rinnoverà l'atto di affidamento e di consacrazione dei sacerdoti alla Santissima Vergine, secondo la formula usata in occasione del recente pellegrinaggio a Fatima. Tale atto avverrà davanti all'immagine originale della Madonna "Salus populi romani» (tratto da www.vatican.va/news_services/liturgy/2010/documents  /ns_lit_doc_20100610_conclusione-anno-sac_it.html).
8 San Giovanni DAMASCENO (|749 ca.), Omelia I sulla Dormizione, I, 14, in TMPM, II, p. 519, citato da S. De FlORES, Consacrazione, in Maria. Nuovissimo Dizionario, vol. I, EDB, Bologna 2006, p. 361. Cf. anche PG 96, 719.
9 S. DE FlORES, Consacrazione, p. 400, citato da A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, p. 75.
10 S. De Fiores a proposito riconosce che il Montfort giunge a dichiarare la consacrazione a Maria «non solo inseparabile dalla consacrazione a Cristo ma addirittura a considerarla ad modum uniuse a identificarla con essa» (S. De FlORES, Consacrazione, p. 373).
11 Cf. San Luigi M. Grignion da Montfort, Trattato della vera devozione a Maria [=VD], nn. 61-62.
12 Scritti Kolbiani n. 508. In una lettera a padre Antonio Vivoda, scritta da san Massimiliano sulla nave che lo portava da Shangai ad Hong Kong, leggiamo queste parole infuocate d'amore per l'Immacolata: «Noi vogliamo essere cosi e più ancora illimitatamente ossessi da Essa, che Essa stessa pensi, parli, agisca per mezzo di noialtri. Vogliamo essere fino a quel punto dell'Immacolata che non soltanto non rimanga niente in noi che non sia di Essa, ma che diventiamo quasi annientati in Essa, cambiati in Essa, transustanziati in Essa, che rimanga Essa stessa. Che siamo così di Essa, come Essa è di Dio» (Scritti di Massimiliano Kolbe, Centro Nazionale Milizia dell'Immacolata, ENMI Editrice Nazionale M.I., Roma 1997).
13 Scrive padre A. Apollonio: «Nella prospettiva di san Massimiliano, Gesù è l'esemplare della consacrazione a Maria: "Rivolgiamo lo sguardo verso Gesù, il nostro modello più perfetto. Egli, Dio, la santità stessa, si dona all'Immacolata senza alcuna riserva, diviene suo figlio, vuole che Ella lo guidi a proprio piacere per ben trent'anni della sua vita terrena. Abbiamo forse bisogno di un incoraggiamento migliore?» (San Massimiliano M. KOLBE, Volontà di Dio e volontà dell'Immacolata, in Informator Rycerstwa Niepokalanej, IX 1938, p. 34).
14 Cf. A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, p. 93.
15 J. De FlNANCE, La consécration à la Sainte Vierge, Ed. Unions mariales, Paris 1946.
16 A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, p. 93.
17 Ivi, v. 68.
18 S. DE FlORES, Maria nella teologia  contemporanea, Centro di Cultura Mariana "Maria Madre della Chiesa", Roma 1991, p.  330.
19 Affidamento, secondo lo Zingarelli 2010 (s.v.), significa: «1) L'affidare. 2) Fiducia, garanzia: una persona non dà nessun affidamento. Fare affidamento su qlcu. o su qlco., contarci. Sinonimo di Assegnamento. 3) Opinione che si basa sull'apparenza di una determinata situazione di fatto o di diritto. 4) Consegna di un minore a una famiglia, a una singola persona o a un ente di assistenza che ne diventano i responsabili. 5) Concessione di credito da parte di una banca a un cliente».Affidare significa: «Dare, consegnare alla cura, alla custodia, alla capacità di una persona fidata: affidare le chiavi ad un amico; affidare la propria salute ad un bravo medico; Assegnare: gli hanno affidato un alto incarico. 2) Rendere fiducioso, sicuro. 3) Concedere fido a una persona» (idem, s.v.). Affidarsi significa: «Mettersi con fiducia nelle mani di qualcuno o confidare in qualcuno: affidarsi a un buon medico; affidarsi all'altrui discrezione, alla sorte» (idem).
20 Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano,  2002. Cf. www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc _con_ccdds_doc_200-20513_vers-direttorio_it.html.
21 Vedi l'Atto di affidamento alla Beata Vergine Maria pronunciato da GIOVANNI PAOLO II la domenica 8 ottobre 2000, in comunione con i Vescovi raccolti a Roma per il Grande Giubileo.
22 S.M. Perrella, valutando l’intervento del Direttorio sulla “consacrazione a Maria”, stranamente salta a piè pari questo paragrafo. In realtà esso è fondamentale, come abbiamo visto, perché spiega l’alto valore teologico di questa pratica. Il nostro autore passa invece direttamente al paragrafo successivo, che mette in guardia dal reale pericolo di scambiare la consacrazione con un semplice sentimento di fiducia nella Vergine. Per questo egli crede di poter accusare di mancanza di senso ecclesiale e di arretratezza teologica coloro che ancora propongono la pratica della consacrazione, secondo lui, con «forme ed espressioni obsolete», di cui però non dà alcuna esemplificazione (Maria nel post-concilio, 291).
23 Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Lettera circolare Orientamenti e proposte per la celebrazione dell'Anno mariano, p. 86.
24 Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio su Pietà  popolare e Liturgia. Principi e orientamenti, Città del Vaticano 2002.
25 II Direttorio però tace la differenza reale e sostanziale tra i termini consacrazione e affidamento. In effetti, il secondo dice molto di meno rispetto al primo.
26 Cf. L'Osservatore Romano del 14-15 maggio 2010, p. 7: «Madre amabilissima, tu conosci ciascuno per il suo nome, con il suo volto e la sua storia, e a tutti vuoi bene con la benevolenza materna che sgorga dal cuore stesso di Dio Amore. Tutti affido e consacro a te, Maria Santissima, Madre di Dio e nostra Madre» (tratto il 1 luglio 2010 dal sito: www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/prayers/documents/M_benxvi_20100512_prayer-fat&ig... it.html).
27 Atto di  affidamento e consacrazione dei sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. Preghiera del papa Benedetto XVI. Chiesa Santissima Trinità - Fatima Mercoledì, 12 maggio 2010. Cf. www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/prayers/documents/hf_benxvi_20l00512_affi... fatima_it.html.
28 Nelle comunità di fedeli, sia tra le persone più dotte come tra quelle dalla fede semplice e spontanea, dove vi sia una solida formazione dogmatica, biblica, mariologica e liturgica non si vede assolutamente il pericolo di una perdita del sommo valore del sacramento del Battesimo e dei suoi effetti nella vita, a causa di devoti atti di consacrazione alla Madonna. Il pericolo esiste dove non vi sia questa solida formazione cattolica, che sicuramente deve essere colmata.
29 C'è invece chi propone di sostituire il termine consacrazione con affidamento non tanto in nome di una maggiore aderenza al dato biblico, quanto in nome della mutata mentalità e sensibilità dell'uomo moderno (?!). Secondo S. M. Perrella si deve evitare di parlare di consacrazione a Maria. Il termine consacrazione va riservato solo a Dio. Questa sarebbe una esigenza scaturita dalla riforma liturgica, che viene da una rinnovata teologia (ci domandiamo: cosa significa "rinnovata teologia"? Una Teologia "rinnovata" deve necessariamente essere "in rotta" con la Tradizione?). Perrella alla fine però ammette che il popolo di Dio che si vuole consacrare a Maria deve essere ben istruito, in particolare deve saper che la consacrazione a Maria è in analogia con quella fondamentale a Dio (cf. Id., La consacrazione alla Madre del Signore: un atto martiriale per il Regno. La testimonianza di San Massimiliano M. Kolbe, in Miles Immaculatae 35 (1999/1) 147-228, citazione a p. 206). A noi basti pensare invece che il Papa di recente ha consacrato tutti i sacerdoti del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Inoltre, il Direttorio, come abbiamo appena visto, fa, sì, quell'osservazione sull'improprietà con cui a volte è usato il termine consacrazione, tuttavia dà solo un'indicazione pastorale, senza dare una direttiva definitiva sull'abolizione del termine consacrazione in riferimento a Maria. Anzi, dà delle indicazioni pratiche per coloro che hanno cura pastorale, esortando a «istruire i fedeli sulla sua natura...» (Direttorio, n. 204).
30 Cf. opere specifiche: articoli di padre Stefano M. Manelli su Maria nella storia della salvezza, pubblicati in vari numeri di Immaculata Mediatrix; S. M. RAGAZZINI, Maria vita dell'anima. Itinerario mariano alla Santissima Trinità, Casa Mariana Editrice, Frigento 1984; S. De FlORES, Storia della Mariologia.
31 Cf. articolo di A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, in cui l'Autore fa una sintetica ma densa storia della consacrazione alla Madonna.
32 Scrive perciò bene B. MORlCONI: «La consacrazione è un concetto comune a tutte le espressioni religiose e può riguardare cose, luoghi e persone che hanno una relazione speciale con la divinità (con il sacro), nel senso di "separate" per essa o ad essa "dedicate". Nell'Antico Testamento riguarda, di fatto, oggetti, luoghi e persone scelti e dedicati a Yahweh per mezzo di un rito di unzione»: Maria modello di consacrazione nel Nuovo Testamento, in La Vergine Maria e la vita consacrata (Convegni mariani, n° 15), Centro di Cultura Mariana, Roma 1995, p. 30.
33 B. MORICONI, Maria modello di consacrazione, p. 31. 
34 Curata da san Girolamo alla fine del IV secolo e agli inizi del V per ordine di papa san Damaso allo scopo di evitare la confusione creata dalle numerose versioni latine esistenti. Fu un vero punto di riferimento per la Chiesa. Durante il Concilio di Trento venne proclamata testo giuridicamente autentico (8 aprile 1856), e da Pio XII nella Divino afflante Spiritu testo da usare nelle catechesi e nelle dispute teologiche: «Questa preminente autorità, ovvero, come suol dirsi, autenticità della Volgata fu dal Concilio decretata non già principalmente per motivi di critica, ma piuttosto per l'uso legittimo che se ne fece nelle Chiese lungo il corso di tanti secoli: il quale uso dimostra che essa, nel senso in cui la intese e intende la Chiesa, va affatto immune da errore in tutto ciò che tocca la fede ed i costumi. Da questa immunità, di cui la Chiesa fa testimonianza e dà conferma, proviene che nelle dispute, lezioni e prediche si possa citare la Volgata in tutta sicurezza e senza pericolo di sbagliare. Perciò quell'autenticità va detta non critica, in prima linea, ma piuttosto giuridica» (Pio XII, Divino afflante Spiritu, cap. II, § 1).
35 Scrive F. Ciardi: «I Padri e i teologi conciliari hanno utilizzato il verbo "consacrare" per indicare l’azione di Dio e il verbo "devovere" o "mancipare" per indicare l’azione o la risposta dell’uomo. Il testo chiave è Lumen Gentium 44: il religioso con la professione dei consigli evangelici "divino obsequio intimius consecratur". Ad un Padre che chiedeva di esplicitare ulteriormente quel "consecratur" la Commissione teologica rispondeva – dando così una interpretazione autorevole al testo – che "consecratur" è "sub forma passiva. subintelligendo ‘a Dio’… consacrare indicat actionem divinam; pro actione umana dicendum est devovere vel mancipare". Per altri testi cf. Perfectae Caritatis 5 e 11». Tratto il 9 maggio 2011 da: www.christusrex.org/www1 /omi/qdv4.htm.
36 Cf. N. Zingarelli, Lo Zingarelli 2010. Vocabolario della lingua italiana, Ed. Zanichelli 2009, s.v. Cf. anche A. Apollonio, La consacrazione a Maria, 49-51, dove cita 8 significati su 16 che vengono dati al termine consacrare da S. Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, vol. III, UTET, Torino 1971, s.v., 580.
37 Secondo altri potrebbe derivare dalla radice sanscrita sac-ate, che significa seguire,accompagnare e a volte adorare, dunque servireonorare la divinità (cf. www.etimo.it/?term=sacro&find=Cerca).
38 Mueller, col. 532.
39 Mueller, col. 533.
40 H.-P. Mueller, קּﬢשׁ, in E. JENNI-C. Westermann, Dizionario Teologico dell'Antico Testamento, Marietti, Casale Monferrato 1982, col. 532.
41 Mueller, col. 531.
[...]
45 Non sembra tuttavia corretto assimilare sic et simpliciter il termine consecro con sanctifico. Non sempre i due termini vanno considerati sinonimi. Infatti, nell'AT sono, sì, presenti tutte e due le terminologie, ma non sempre hanno lo stesso significato e non sempre traducono gli stessi termini ebraici o greci.
46 O. PROCKSCH, ἁγιάζω, in GLNT, Paideia, Brescia 1965, col. 299.
47 Ivi, col. 300.
48 H. BALZ, ἅγιος;, in H. BALZ-G. SCHNEIDER (a curadi), Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento,  vol. I, Paideia, Brescia 1995, col. 45.
49 Cf. Idem.
50 A. APOLLONIO, La consacrazione a Maria, p. 53.
51 H. BALZ, ἅγιος, p. 45.
52 Cf. O. PROCKSCH, ἅγιος, pp. 272-273. 
53 Cf. O.  PROCKSCH, ἁγιάζω, pp. 301-302.
54 Ivi, p. 303.
55 Ivi, p. 304.
56 O. PROCKSCH, ἁγιασμός, p. 305.
57 S. De FlORES, Consacrazione, p. 382.

   



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)