00 2/1/2016 12:36 AM

  LI “BONI FRATI” FRANCESCANI: PRIMA HANNO INGANNATO SE STESSI, POI UN’INTERA GENERAZIONE. PER TACER DELLE SUORE…



Idiozia clericale




Facciamo, dunque, notare che diverso è stato il simbolo dell’arcobaleno proposto dalla Chiesa: esso è in verticale, con i colori in posizione corretta e su di esso sorvola una colomba con l’ulivo nel becco!

Vi è stato invece un grande inganno verso tutti i fedeli cristiani, cattolici in modo speciale, che, involontariamente, attraverso soprattutto i francescani, hanno in buona fede, o meno, divulgato la bandiera sbagliata.

Quale l’inganno? E’ presto detto: la Madonna a Fatima disse: “Vi sarà pace solo se gli uomini si convertiranno”. La conversione è l’oggetto di interesse che fa cadere ogni forma ideologica sulla vera Pace; la conversione è quell’elemento che la falsa bandiera ha offuscato e rovesciato ingannando “li boni frati” i quali a loro volta hanno ingannato intere generazioni di cattolici. La stessa beata Madre Teresa di Calcutta, quando le domandarono cosa si potesse fare per avere la pace, rispose che la vera Pace (disse proprio vera) la si potrà ottenere solo se questa comincerà dal grembo materno, ossia, quando avremo eliminato la legge sull’aborto perché, spiegava la beata, “non può esserci alcuna vera pace se si continuerà a fare guerra ai concepiti, uccidendoli”…ed è chiarificatore il fatto che tutti quelli che usavano questa bandiera pacifista nelle manifestazioni a favore della pace erano e sono tutti, per la maggior parte, a favore dell’aborto. Basta osservare quante suore sono ancora presenti in certe manifestazioni pacifiste, sventolando persino questa bandiera, per capire quanto grande sia stato l’inganno.

Una pace senza conversione a Cristo (e non ad un Cristo qualunque o alle mille immagini nate con il protestantesimo, ma ad un Cristo “vivo e vero” che guida la Chiesa Cattolica), è di per sé menzogna!

Errare è umano; perdonare è divino; perseverare nell’errore è diabolico»

Così dice il profeta Ezechiele:

«Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato» (Ez 3, 18-20)



COME È POTUTO SUCCEDERE CHE UNA BANDIERA RADICALE SOSTITUISSE LA RADICALITÀ CROCE?

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Dunque, quella bandiera l’abbiamo vista impugnata da preti e religiosi, l’abbiamo vista infestare altari, chiese, marce, tutta Assisi, non di rado frammista alla bandiera comunista. Cosa ci è successo?

E’ successo che un certo Aldo Capitini, il fondatore del Movimento non-violento, issò per la prima volta in Italia il vessillo arcobaleno nella prima marcia per la pace Perugia-Assisi del 1961, e contro la prassi delle associazioni non violente, dagli anni Cinquanta ad oggi, i cattolici, guidati da “li boni frati” si sono lasciati condurre come un gregge nei più torbidi acquitrini melmosi, senza mai porsi la domanda più naturale: di quale pace stiamo parlando?

Ci arriveremo a parlarne dopo aver spiegato come finalmente, grazie anche a Benedetto XVI, dal 2008 l’Agenzia Fides fece risuonare un breve comunicato che, guarda caso, farà sparire lentamente, ma inesorabilmente, queste bandiere dalle adunanze religiose cattoliche e negli incontri con il Pontefice… Cosa diceva il comunicato?

Parafrasando un articolo del 2008 di Andrea Tornielli così si esprime:

“Perché preti e laici cattolici usano la bandiera arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in un articolo pubblicato da Fides, l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli, nei confronti del vessillo, simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle chiese e da qualche prete pure sull’altare.

“Come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano – si chiede Fides – hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno”.

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Poi rilancia: “Questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo, non se ne preoccupano più di tanto”.

Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo gnosticismo, sulla reincarnazione e trasmigrazione dell’anima, sull’esistenza di “maestri segreti” e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’uomo divino, il rifiuto della nozione di peccato.

Fides spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera, una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini, fondatore del Movimento nonviolento, mentre un’altra segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè e dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti.

In realtà – scrive l’Agenzia dopo aver ricordato che è anche il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali – la bandiera rappresenta un’idea secondo la quale “per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano la difesa della dignità della donna ma anche l’efferato femminismo, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali”.

Pertanto questa bandiera detta della pace, conclude Fides, è un simbolo sincretistico, che propone l’unità New Age nella sintesi e nel sincretismo delle religioni. Introdurla nelle chiese e nelle celebrazioni è da considerarsi “un grave abuso”. Chiamalo “abuso” soltanto!


PRIMA DICONO “TORNIAMO AL VANGELO” MA POI NE FUGGONO. INDIGNATI, PERSINO

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Abbiamo sentito per voce di questi sbandieratori, prima invocare il “ritorno al Vangelo” poi, gli stessi, andare oltre, ai “diritti universali”, all’umanità, come se il Vangelo non bastasse, come fosse soltanto una introduzione generale buonista ai “diritti universali dell’uomo”. Ritornare (per finta) al Vangelo per poi fuggirne. Cosa è successo?

Possiamo dire che è successo di tutto e di più, ma è interessante collegare tale evento disastroso a quell’immagine di un san Francesco pacifista che abbiamo trattato precedentemente (VEDI NEL SITO), perché, almeno per quanto riguarda l’ambiente cattolico, è qui che, con tale bandiera, si finì per impugnare una strana rilettura del Vangelo, seguendo una fede del “fai-da-te” sovente coperta da suoni, canti, balli e ritornelli di stoffa francescana. Sfociando dapprima in un sincretismo addirittura politico (la sinistra cattolica o i cattolici di sinistra) per poi insinuarsi persino in una sorta di catechismo che è finito, ovviamente, tutto a tarallucci e vino. Insomma, da moralizzatori “timorati di Dio” siamo diventati insipidi moralisti! Come possiamo dimostrare tutto ciò?

Guardiamo, con un solo esempio, ai diritti “universali” con la legittima, se preferite, battaglia contro la pena di morte, inglobata nello sventolare di questa bandiera. Sarà bene sottolineare, tuttavia, sotto questa bandiera, non è prevista la battaglia contro l’aborto: anzi, al contrario, questa bandiera è usata per difendere il “diritto” all’aborto, diritto di uccidere. Un’aberrazione ed un paradosso, se non proprio contraddizione, senza precedenti nella storia culturale e sociale dei popoli e delle nazioni: si chiede, ragionevolmente, di non uccidere “Caino” facendo riferimento al monito di Dio, ma irragionevolmente si chiede e si pretende il diritto ad uccidere un concepito, calpestando così il Quinto Comandamento.

Altro diritto “universale” è la famiglia, con il matrimonio tra un uomo e una donna. Tuttavia, sbandierato insieme a questo falso arcobaleno, troviamo la grave minaccia che incombe contro la famiglia stessa, uccidendola: la pretesa che il matrimonio possa esistere fra persone dello stesso sesso, chiedendo con determinazione – e qui siamo davvero alla follia – addirittura l’adozione dei figli che vengono concepiti, appunto, solo dall’incontro fra un uomo e una donna!

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Che cosa è successo? Che in parte sta trionfando l’eresia di Lutero sul Sola Scriptura. Il metodo, cioè, con cui la Riforma Protestante pretese di eliminare il Magistero Ecclesiale dall’interpretazione della Sacra Scrittura. In sostanza funziona così: apro la Bibbia, leggo, e interpreto come meglio credo il passo, attribuendo allo Spirito Santo l’illuminazione. In una parola, in nome di questa pace si è piegato il Vangelo ad un’interpretazione fai-da-te.

Infine, ci risponde il cardinale Ratzinger, qualche giorno prima di diventare Papa:

“È vero che oggi esiste un nuovo moralismo le cui parole-chiave sono giustizia, pace, conservazione del creato, parole che richiamano dei valori morali essenziali di cui abbiamo davvero bisogno. Ma questo moralismo rimane vago e scivola così, quasi inevitabilmente, nella sfera politico-partitica. Esso è anzitutto una pretesa rivolta agli altri, e troppo poco un dovere personale della nostra vita quotidiana. Infatti, cosa significa giustizia? Chi lo definisce? Che cosa serve alla pace? Negli ultimi decenni abbiamo visto ampiamente nelle nostre strade e sulle nostre piazze come il pacifismo possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo.
Il moralismo politico degli anni Settanta, le cui radici non sono affatto morte, fu un moralismo che riuscì ad affascinare anche dei giovani pieni di ideali. Ma era un moralismo con indirizzo sbagliato in quanto privo di serena razionalità, e perché, in ultima analisi, metteva l’utopia politica al di sopra della dignità del singolo uomo, mostrando persino di poter arrivare, in nome di grandi obbiettivi, a disprezzare l’uomo. Il moralismo politico, come l’abbiamo vissuto e come lo viviamo ancora, non solo non apre la strada a una rigenerazione, ma la blocca.
Lo stesso vale, di conseguenza, anche per un cristianesimo e per una teologia che riducono il nocciolo del messaggio di Gesù, il Regno di Dio, ai valori del Regno, identificando questi valori con le grandi parole d’ordine del moralismo politico, e proclamandole, nello stesso tempo, come sintesi delle religioni. Dimenticandosi però, così, di Dio, nonostante sia proprio Lui il soggetto e la causa del Regno di Dio. Al suo posto rimangono grandi parole (e valori) che si prestano a qualsiasi tipo di abuso”.

(card. J. Ratzinger, Conferenza su l’Europa nella crisi delle culture, per la consegna del premio “ S. Benedetto” Subiaco 1-4-2005)



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)