00 2/1/2016 12:39 AM

RITORNARE ALLA CHIESA EVANGELICA”. OSSIA: SPUTARE SUL VANGELO E POI LECCARE DOVE HANNO SPUTATO I ROTTAMI DEL RADICALISMO

Idiozia clericale

Quale “pace” invocano? Cosa vogliono veramente?

Si vuole esorcizzare il Regno di Dio, si vuole esorcizzare la Croce, la sofferenza, la Pace vera che costa in quel “morire a se stessi”. Il pacifismo e, di conseguenza, il suo emblema, che è questa bandiera della pace, non sono altro che un esorcizzare le proprie responsabilità verso un “Sì” incondizionato che dovremmo dire a Dio. “Sì” che diventa un “né” quando va bene e un “no” quando la bandiera scende con i cortei inquieti e insoddisfatti! E’ tipico, per esempio, quello strumentalizzare anche la frase famosa di sant’Agostino: “Ama e fa ciò che vuoi”, giungendo di fatto all’anarchia. No! Non era questo l’amore che intendeva sant’Agostino! Egli intendeva dire ciò che poi spiega bene nelle Confessioni: “Ama i comandamenti, ama la Legge di Dio, e allora con questo amare potrai fare ciò che vuoi e non sbaglierai”.

Del tipo di pace invocato ne parliamo dopo, qui mi preme sottolineare il “cosa vogliono”, cosa si vuole realmente. In parte l’ha spiegato bene Ratzinger nel passo sopra riportato, ma fateci caso, con la bandiera della pace, si sbandierano anche tutta una serie di frasi bibliche o del Cristo, estrapolate dal contesto, come slogan accomodabili. Un esempio fra tutti: le famose “Beatitudini”, a causa di una sbagliata interpretazione pacifista delle quali mi è venuto il diabete. Sì. Perché ci vuole un bel coraggio e una dura battaglia contro i propri vizi, contro le proprie debolezze, contro i propri istinti disordinati per far parte di coloro che Cristo definisce beati. Molti, invece, hanno estrapolato solo quel “beati gli operatori di pace”, come se il Vangelo, per questi, si chiudesse qui, dimentichi di quest’altro passo di Gesù (in Mt.5,11) che dice “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. E se non dimenticano, usano a proprio vantaggio la prima parte della frase, omettendo quel “per causa mia”, come a dire che sarebbe la Chiesa con la sua dottrina a perseguitare i poveri pacifisti, gli omosessuali, gli abortisti. Questo tipo di pace non è altro che il proseguimento di un feroce anticattolicesimo di storica memoria.

E ancora a riguardo, per esempio, del Padre Nostro dove chiediamo che “sia fatta la Tua volontà – venga il Tuo regno”…ahimé, meglio non parlarne! Pertanto, si vuole essere “operatori di pace” perché va di moda, mentre il fare la volontà di Dio è obsoleto, è vecchiume, è sorpassato, o peggio: sono un operatore di pace e non voglio la guerra, ergo faccio la volontà di Dio. Questo è il ribaltamento logico che hanno elevato ad assioma. Poi dicono: torniamo alla “Chiesa evangelica” (altra superstizione!), quando sul Vangelo ci sputano ogni trenta secondi, e leccano dove prima hanno sputato i peggiori rottami del radicalismo ideologico.

Idiozia laicista

Vi siete mai chiesti, però, se davvero Dio è contro la battaglia?

San Paolo lo rammenta: “Ho combattuto la buona battaglia”. Contro cosa e contro chi? Contro le sue derive, i suoi difetti, per “conservare la fede”.

I pacifisti non combattono questa battaglia: chi sventola quella bandiera della pace non ha capito nulla del Vangelo e non ha capito nulla delle Beatitudini, laddove viene detto “beati gli assetati di giustizia”. É come se Gesù ci dicesse: “Se, malgrado la povertà, la sofferenza, la persecuzione, sei felice, allora la tua felicità è posta altrove: sei un beato”.

Sì, amici: Gesù svela che l’origine della felicità non è nel pacifismo ma è nel sentirsi amati da Dio e nel leggere la propria storia nella grande storia d’amore di Dio. La beatitudine è dentro, è in Dio. Beato se capisci questo: allora neppure la sofferenza, la povertà, la fame possono distaccarti da questo grande oceano di felicità che è il cuore di Dio. Qui, in questa battaglia con noi stessi, ci è chiesto allora di essere pacifici e non pacifisti e la differenza è enorme! Al contrario, si è diventati pacifici con il proprio peccato, giacendo con esso, e pacifisti con Dio: questa è una delle accuse di “prostituzione”, di cui parla la Bibbia, circa le infedeltà degli uomini verso Dio, ma questo è un altro argomento.

CRISTO: “VI LASCIO LA PACE, VI DO LA MIA PACE. NON COME LA DÀ IL MONDO”. CIOÈ: È VENUTO PER DIVIDERE E PORTARE LA BATTAGLIA!

Idiozia clericale (con venature di sclerosi senile)

Qual è la pace cattolica e la pace anticattolica? Qual è la pace di Cristo e la pace del mondo? In cosa si distinguono, in cosa sono inconciliabili? Cristo ha mai parlato di “pace”?

La Pace Cattolica la possiamo ricondurre, per non dilungarci troppo, a quelle parole di san Pio X riportate nella prima parte dell’articolo [“In mezzo a questo diluvio di mali ci si presenta dinanzi agli occhi, simile all’arcobaleno, la Vergine clementissima” etc.] Basterebbero quelle parole, per il buon intenditore, per smascherare l’ignobile bandiera della pace con il suo pacifismo diabolico, perverso e pervertitore, ma riportiamo anche le parole del Cristo che sono fondamentali:

“In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27). Esiste, pertanto, una pace in opposizione a quella del Cristo? Pare di sì, ma nessuno se ne cura!

Anzitutto, Gesù parla di essere pacifici. In secondo luogo, Cristo è venuto per ingaggiare una battaglia e cerca continuamente discepoli pronti a morire per la sua causa. Un esempio? Eccolo:

“In quel tempo Gesù disse ai Suoi discepoli: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sarà compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12, 49).

Chi non tremerebbe di fronte a queste parole? Io sì! Il vessillo di Pace del Cristo è la Croce e non l’arcobaleno. Quest’ultimo ci rammenta piuttosto che siamo stati assoldati, ingaggiati dal Cristo (mediante il Battesimo) per combattere una dura battaglia e che per questa battaglia – e non per altre – abbiamo l’alleanza di Dio e con Dio, non contro le persone (è bene sottolinearlo), ma contro le ideologie, contro tutto ciò che annacqua od offusca il Vangelo, contro chiunque voglia “scippare” la vera Pace e trasformarla in un’orgia ideologica giustificante ogni forma di peccato.

Idiozia laicale. Una variante

La pace che il mondo offre è quella della pace intesa quale perdita dei sensi: senso della ragione e della fede. Far morire, dunque, la ragione e la fede, mentre la pace che il Cristo porta è una battaglia contro il peccato, contro il rifiuto di Dio e si combatte sul Calvario, che per noi è la quotidianità: il posto di lavoro, la vita in famiglia, nella città, ecc.. “Non sono venuto a portare la tranquillità ma il contrasto” è il messaggio di Cristo: con modi pacifici – ci dice – io ti porto la battaglia contro le tenebre, contro il male, contro il peccato, contro i tuoi difetti, contro le tue cattive inclinazioni, contro ogni ostacolo che tenti di staccare l’uomo dal Creatore. Una battaglia contro i 7 Vizi Capitali: Superbia, Accidia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia.

Cristo dunque non ha mai parlato di una pace mondana: al contrario, ai suoi dice: “Andate e predicate, battezzate e chi si convertirà sarà salvo, chi non si converte sarà dannato… rimettete i peccati e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.

Altro che pace! Tale termine compare nella Bibbia circa in 324 versetti, ma tutte le volte esso è associato ad una battaglia, ad una lotta contro il peccato, contro il male.

Chi chiude un occhio causa dolore, chi riprende a viso aperto procura pace. (Pr 10,10)

Corona della sapienza è il timore del Signore: fa fiorire la pace e la salute (Sir 1, 16)

Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza (Is 32,17)

Idiozia clericale

All’adultera Gesù dice, nel perdonarla, di andare in pace (cf. Lc 7,50), ma in Giovanni Gesù è più esplicito e dice: “Neppure io ti condanno, va e non peccare più” (Gv 8,11). La pace di Cristo ha una condizione: non peccare più, almeno fin dove possiamo, e convertirci, ricorrendo al Suo perdono. Il pacifismo usa, di questo episodio, solo il perdono di Cristo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, omettendo il finale, cioè quel monito scomodo che ricorda: “Va e non peccare più”.

“Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi” (Mt 10, 13)

“Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10, 34)

È questa la Pace di Cristo, è questa la logica di Dio.

San Paolo ci ripete: “Dove c’è amore, lì c’è la pace”. C’è pace solo dove regna la giustizia di Dio e l’Amore della Croce.

Attenzione, dunque, perché il contrario della pace non è la guerra, ma l’ingiustizia. E le prime forme di ingiustizia sono il pacifismo, l’ateismo, i 7 vizi capitali, il relativismo. E dove c’è ingiustizia, prima o poi c’è la reazione che porta alla guerra.



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)