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  La dottrina della chiesa


tratto dall'Enciclopedia di Apologetica - quinta edizione - traduzione del testoAPOLOGÉTIQUE Nos raisons de croire - Réponses aux objection


 


INTRODUZIONE


La Vera dottrina della Chiesa. - " Si devono credere con fede divina e cattolica tutte quelle verità che son contenute nella parola di Dio, scritta o trasmessa per tradizione, e che la Chiesa, con giudizio solenne o col magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelate " (Denzinger, 1792). Da queste parole del Concilio Vaticano emerge la vera e propria nozione di dottrina della Chiesa.


Oltre gl'insegnamenti che la Chiesa ci presenta col suo magistero infallibile, straordinario oppure ordinario, ve ne sono altri che non ci sono però proposti come dommi di fede. In questo caso i fedeli devono prestare un assenso inferiore, non già assoluto non essendovi impegnata l'infallibilità della Chiesa, ma prudenziale e condizionato, poiché nelle questioni di fede, in attesa che la Chiesa si pronunci in modo definitivo, qualora si induca a farlo, c'è la presunzione in favore di quello che già appare come il pensiero della maestra di verità.


Abbiamo infine le opinioni dei teologi in materia libera, che godono di probabilità più o meno grande, secondo il numero e il credito dei teologi e secondo il valore dei loro argomenti. Ma questo è il sentire dei teologi, non la dottrina della Chiesa.


Non è possibile che la dottrina della Chiesa sia in contraddizione con le certezze della ragione, che viene da Dio come la fede. Infatti il Concilio Vaticano (Denzinger, 1797) dice che "Dio non può negare se stesso, né il vero può contraddire il vero. La vera apparenza di questa contraddizione, sorge soprattuito o perché i dommi della fede non sono compresi ed esposti conforme al pensiero della Chiesa, o perché si prendono opinioni inconsistenti come massime della ragione ".


Pregiudìzi del di fuori. - Gli scrittori estranei od ostili alla Chiesa occupandosi della sua dottrina hanno talvolta dimostrato una povertà d'informazione e un'ignoranza elementare sconcertanti.


Dicono, ad esempio, che il domma della Trinità significa 3=1. Gratry aveva protestato contro simile interpretazione e ricordato che il domma va enunciato cosi: "Vi sono tre persone divine nell'unità di natura divina", e che quindi l'unità e la trinità di Dio non sono affermate nello stesso senso e sotto lo stesso rapporto. Gli fu risposto che questo non è il domma, e che egli ignorava il suo catechismo, e che era ben strano che un prete dell'Oratorio parlasse così, te Ricordò anche, scrive Gratry, che in una conversazione un uomo di spirito e di buona fede, mi sosteneva in modo assoluto che, secondo la dottrina cattolica, il corpo è il male. Risposi che ciò è un'eresia, un'assurdità; ricordai l'eresia manichea, a tutti nota e condannata dalla Chiesa proprio perché aveva sostenuto che il corpo è il male. Ebbene, non son riuscito a convincere il mio interlocutore " {Filosofia del Credo, Ed. Cantagalli, Siena 1936, pag. 78).


Quante enormità si son dette sul peccato originale e sulle sue conseguenze! Secondo J. J. Rousseau (Lettre à M. de Beaumont, in Oeuvres, 1820, t. X, p. 20) la Chiesa insegna che a Dio crea tante anime innocenti e pure, proprio per unirle a corpi colpevoli e condannarle tutte quante all'inferno, senz'ateo delitto che quest'unione, che è opera sua "; secondo Michelet (Bible de l'humantté, 1864, p. 479) " il bambino, l'innocente (è) creato espressamente per l'inferno "; secondo Leconte de Lisle i bambini non battezzati, nell'inferno, vengono torturati " in modo spaventoso, perché sono morti prima del sacramento ".


P. Janet (Revue des Deux Mondes, 15 maggio 1869, p. 362) obietta che la dottrina della caduta non spiega il dolore e la morte degli animali, ignorando che secondo il dogma il dolore e la morte sono l'effetto del peccato originale non per gli animali, ma solo per l'uomo, naturalmente passibile e perituro, che con un privilegio preternaturale era stato esentato dalla sofferenza e dalla morte. Quante volte si disse che la Chiesa insegna il peccato originale essere stato la rovina della naturai J. Payot, per esempio (Revue Philosophique, dicembre 1899, p. 601) pretende che a noi abbiamo ereditato il nostro sistema educativo in gran parte dalla tesi cattolica che la natura umana è fondamentalmente cattiva e corrotta "; ma questa anziché della Chiesa cattolica, è la tesi di Calvino e di Giansenio, che la Chiesa ha condannato.

Le stesse inesattezze sulla formazione del mondo. G. Séailles (Les affirmations de la conscience moderne, 1903, p. 6) proclama che a i dommi rispondono a una scienza e a una filosofia ormai soppiantate da una coscienza e una filosofia nuova "; e per dimostrarlo suppone che la fede della Chiesa sia legata al sistema astronomico di Tolomeo. Tale errore fu recentemente rinnovato dal filosofo L. Brunschvicg, ma, in una discussione alla Società Francese di Filosofia, Stefano Gilson ed E. Le Roy hanno rilevato la forma caricaturale sotto cui egli vede il cristianesimo (cfr. Bulletin de la Sodétè Frangaise de philosophie, 1928, p. 50-51, 56-59, 73).

 

Un libro, che è un affastellamento di dommi falsamente attribuiti alla Chiesa (I conflitti della scienza e della religione dell'americano J. W. Draper; trad. frane. 12 ed. 1908) contiene tra il resto, (ed. frane, p. 261) questa inverosimile affermazione, che cioè il papa " non può reclamare l'infallibilità in materia religiosa senza contemporaneamente reclamarla in materia scientifica. L'infallibilità comprende tutto e implica l'onniscienza ".

 

Altri, come molti protestanti, confondono l'infallibilità con l'impeccabilità. T. de la Rive, (De Genove a Rome, 1895) ha dato alcuni esempi per mostrare come l'ambiente protestante, da cui è venuto al cattolicesimo, conosce male le dottrine cattoliche. Vi son protestanti i quali credono ancora che noi adoriamo la Vergine e i Santi; alle volte pensano che noi intendiamo la presenza reale nel senso più materiale della parola, in modo che in ogni ostia consecrata c'è un frammento, d'eguali dimensioni, del corpo di Cristo; immaginano che, secondo noi, la parola del sacerdote agisca per se stessa, senza bisogno delle disposizioni interiori, del pentimento del penitente; che sia possibile lucrare un'indulgenza in previsione d'un peccato che vogliamo commettere, ecc.

 

Rincalzi del didentro. - Vi sono pure cattolici sinceri che han preso cantonate. Non bisogna confondere la teologia col domma. Nella teologia, come nella scienza, vi sono le ipotesi e le verità incontestabili; accanto ai dommi definitivi vi sono le opinioni discutibili. Teologi e apologisti laici, più provvisti di buona volontà che di scienza, vollero imporre le loro idee personali in nome della fede e parlare in nome del domma quando il domma non diceva nulla.

 

Non insistiamo sull'ingenuità d'un Vittorio de Bonald (Molise et les gèologies modernes, 1835) per il quale la geologia è trascurabile, avendo già la Genesi raccontato le origini del mondo, e quindi non potendo gli studiosi aggiungere nulla al racconto di Mosè. È deplorevole si sia dimenticato che Sant'Agostino e San Tommaso avevano detto (e Leone XIII lo confermò nell'Enciclica Providentissimus) ". che la Scrittura in materia strettamente scientifica, non si esprime con linguaggio scientifico, ma sicut communis sermo per ea ferebat tempora " (Denzinger, 1847). Per conciliare la Genesi con ipotesi successive furono accatastati concordismi caduchi e disastrosi d'ogni genere.

 

A. de Lapparent (Science et apologétique, 1905, p. 271-287), trattando i doveri dell'apologista cristiano, segnala deficienze incredibili, ma reali. Qualcuno scrisse : " II calcolo infinitesimale è tutto quanto fondato sopra un errore, e peggio ancora sopra un errore contrario alla rivelazione ". Un apologista negli strati di carbon fossile volle vedere una prova decisiva del diluvio, " Invano gli si fece osservare che, senza dubbio, l'età del carbon fossile risale ad un'epoca considerevolmente anteriore all'esistenza dell'uomo... Non solo non volle abbandonare il suo sistema, ma sollecitò rumorosamente l'anatema contro qualsiasi dottrina che non vi si ispirava in modo esclusivo ".

 

La condanna di Galileo da parte dell'Indice e del Sant'Ufficio (non però dell'infallibile magistero della Chiesa) è un fatto unico e deplorevole, anche se le sue circostanze aiutano a spiegarlo; tuttavia ebbe almeno il vantaggio di rendere chiarissima la necessità che la teologia non usurpi il campo della scienza.

 

Divisione del soggetto. - Tre note principali segnano la dottrina della Chiesa: la coesione, la stabilità unita al progresso, la pienezza. C'è una quarta nota essenziale: la fecondità; ma se ne parlerà nei trattati dedicati alla morale, all'azione e alla santità della Chiesa.

 

La Chiesa ha la coesione. Lungi dall'essere in contraddizione con se stessa e con le conoscenze umane, la sua dottrina forma una sintesi in cui tutto si sostiene e si lega, dove s'accorda con le conoscenze certe, scientifiche o di altro genere, possedute dal genere umano.

 

Essa ha insieme la stabilità e il progresso, come vuole la legge della vita, che richiede la persistenza dell'essere costantemente identico a se stesso e la esplicazione, a mano a mano che il vivente sviluppa la sua attività sempre feconda, delle virtualità che contiene in se stesso.

 

Essa ha la pienezza e fa conoscere tutto il necessario a sapersi da tutti gli uomini di tutte le condizioni, paesi e tempi.

 

 

 

Quando avremo studiato questo triplice carattere della dottrina della Chiesa, ci chiederemo se siffatta eccellenza dottrinale sia semplicemente umana o più che umana e spiegabile solo con un intervento di Dio.





[Edited by Caterina63 4/12/2016 11:39 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)