00 6/13/2018 10:15 AM
LUSSURIA

Uno dei vizi che fa più strage morale in mezzo all'umanità, è la lussuria, cioè il piacere sensuale. Questo vizio si suole anche chiamare disonestà, immoralità o impurità.
Iddio ci ha dato un corpo fornito di sensi ed un'anima intelligente e volitiva. Il corpo ha delle funzioni particolari, stabilite dal Creatore, funzioni che se si compiono contrariamente all'ordine voluto da Dio, sono un male molto grande.
Per la qual cosa il Signore ha messo nel Decalogo due comandamenti espliciti, uno che riguarda le azioni: « Non commettere atti impuri » e l'altro che riguarda i pensieri: « Non desiderare la persona degli altri ». Chiunque manca volontariamente contro questi comandamenti, commette sempre peccato mortale, non ammettendo la lussuria parvità di materia.

Funeste conseguenze.

La lussuria è un vizio così potente, che guai a lasciarsene dominare! La schiavitù delle impure passioni è infatti la più vergognosa ed umiliante.
Davanti a questo vizio si sacrifica la propria dignità e si diventa simili alle bestie senza ragione; si sacrifica la salute, per cui si va a finire al manicomio, oppure si va alla tomba prima del tempo. Si sacrifica il denaro, la pace della famiglia, la pace del cuore; e più che tutto si sacrifica l'anima rendendola un tizzone d'inferno.

Al tempo di Noè il Signore punì questo brutto vizio con il diluvio universale; ed al tempo di Abramo punì le città delle Pentapoli mandando il fuoco dal cielo, che incenerì tutti gli abitanti. Se riflettiamo bene, possiamo convincerci che buona parte dei mali che oggi affliggono l'umanità, sono dovuti, al dilagare della disonestà.

PUREZZA

Alla disonestà si oppone la purezza, che è chiamata « la bella virtù » per eccellenza; essa è detta anche virtù angelica, virtù sublime, compendio di ogni virtù.
Il simbolo di questa virtù è il giglio, fiore candido e profumato; infatti l'anima che possiede la purezza, è come un giglio che attira sopra di se gli occhi di Dio.

Gesù Cristo.
Nella Sacra Scrittura Gesù è chiamato l'Agnello che si pasce tra i gigli. Prendendo Egli forma umana, volle un corpo purissimo e lo prese da Maria Vergine, la più pura delle creature. Volle un custode o Padre Putativo e lo scelse nella persona di Giuseppe, il fabbro di Nazaret, uomo oltremodo puro, degno di stare a fianco di Maria Santissima.

Volle un Precursore, cioè uno che gli preparasse la via in mezzo al popolo ebreo, e lo trovò in Giovanni Battista, uomo austero, di costumi illibati, e che mori' poi martire della purezza.
Gesù si circondò degli Apostoli, uomini ben costumati, ed amò stare tra i piccoli perchè innocenti e puri, dicendo con enfasi: Lasciate che i pargoli vengano a me!
Davanti alla moltitudine che lo ascoltava estasiata, esclamò: Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio!

Il Signore permise che i suoi nemici invidiosi lo chiamassero impostore, bestemmiatore, indemoniato ... ma non permise che lo tacciassero riguardo alla purezza, tanto che potè sfidare pubblicamente i suoi avversari, dicendo: Chi di voi può accusarmi di peccato? e tutti tacquero.

Purezza matrimoniale.
Tutti abbiamo il dovere di essere puri, ciascuno secondo il proprio stato. C'è la purezza matrimoniale e quella verginale. Coloro che sono uniti col vincolo matrimoniale, hanno degli obblighi gravi, ai quali non devono mancare. Si ricordino che anche per essi c'è il sesto e il nono Comandamento. Per gli sposati il mancare contro la virtù della purezza importa una gravità maggiore che non per i celibi. Purtroppo la santità matrimoniale è profanata con tanta facilità. Iddio vede tutto e darà a suo tempo a ciascuno il dovuto castigo.

Nella vita di S. Caterina da Siena si legge che il Signore in una rivelazione le disse essere molto offeso per i peccati che si commettono dai coniugati.
è bene perciò che gli sposati esaminino la propria coscienza, per vedere se c'è da correggere qualche cosa.

Purezza verginale.
Chiamasi purezza verginale quella che devono osservare tutti coloro che sono liberi dal vincolo matrimoniale.
Per praticare bene questa virtù ci vuole buona volontà; il premio però è grandissimo.
Un'anima vergine dà a Dio molta gloria e si arricchisce continuamente di meriti per il Cielo.
Non mancano nel mondo queste anime generose, che sacrificano ogni umano diletto per amore del regno dei Cieli. Costoro godono in terra le gioie pure dello spirito ed avranno nell'altra vita un premio particolare.
San Giovanni Evangelista in una visione vide il Paradiso ed i Beati vicino al trono di Dio. Scorse una schiera di anime che seguivano festanti l'Agnello Immacolato, Gesù Cristo, dovunque Egli andasse, e cantavano un inno, che solamente a loro era permesso di cantare. San Giovanni chiese: Chi sono costoro? Gli fu risposto: Sono le anime vergini, che hanno lavato la loro stola nel Sangue dell'Agnello.

Attratti dalla sublimità di questa virtù, tante anime fanno il voto di purezza, o temporanea o perpetua. Prima però di emettere un tal voto, si domandi il parere al proprio Confessore, poiché è facile in un momento di fervore offrirsi al Signore, ma non è sempre facile essere puri come si deve. Si sappia che chiunque fa il voto di purezza, guadagna doppio merito delle opere buone che compie riguardo a questa virtù. Però se manca volontariamente contro la purità, o nei pensieri o nelle parole o nelle opere, commette allora doppio peccato grave, uno contro il Comandamento di Dio e l'altro contro il voto emesso. In Confessione si deve dire: Padre, ho peccato contro la purità; però ho anche il voto.

Dal voto di purezza temporanea, cioè per mesi o per anni, si può ottenere la dispensa dal Vescovo o da altro Sacerdote che ne abbia facoltà. Dal voto di purezza perpetua, cioè di tutta la vita, si può ottenere la dispensa solamente dalla Santa Sede. Però, se il voto perpetuo è stato fatto prima dei diciotto anni, non occorre rivolgersi alla Santa Sede per la dispensa.

Il corpo.
Se vogliamo essere puri, dobbiamo custodire il corpo, il quale è il più grande nemico della purezza.
Pur dando al corpo quanto gli spetta, non gli si conceda troppa libertà. Chi non riesce a dominare con facilità i propri sensi, presto o tardi perderà la bella virtù.
Iddio ci ha dato gli occhi affinché potessimo servircene in bene. Essi però sono chiamati le finestre dell'impurità; difatti guardare, pensare e peccare, sono spesso indivisibili.
Non è lecito guardare ciò che non è lecito desiderare. Si custodiscano dunque gli occhi e non si posino maliziosamente nè sopra oggetti nè sopra persone. Uno sguardo cattivo può dare la morte all'anima. Eppure, con quanta facilità si profanano gli occhi! ...
Dovremmo essere tanto grati a Dio per il dono della lingua; invece la maggior parte delle persone se ne serve in male. Quante parolacce triviali e libere si pronunziano nella rabbia, oppure nello scherzo! Quante frasi equivoche si mettono fuori per fare dello spirito!

Tuttavia ciò che costituisce un grande male, è il discorso disonesto o vergognoso. Il parlare scandalosamente è la rovina della propria purezza e dell'altrui e costituisce per lo più un grande male.
Bisognerebbe fare una lotta spietata al parlare immorale, rimproverando senza tanto riserbo chi ha la sfacciataggine d'intavolare certi discorsi ... che fanno vergogna.
è necessario mortificare la curiosità di sapere e di sentire ciò che non è conveniente.

Siccome le orecchie non si possono chiudere, come si fa per gli occhi, la miglior cosa è allontanarsi da chi tiene cattivi discorsi. Nè si pensi che l'ascoltare chi parla scandalosamente sia cosa insignificante, poiché si comporta male chi fa il discorso disonesto e chi l'ascolta volentieri.

Il corpo è tempio dello Spirito Santo; si rispetti perciò come una cosa sacra. Il senso del tatto sia delicatamente custodito e si porti grande rispetto alla propria ed all'altrui persona, evitando ogni libertà illecita con se e con gli altri. Il cuore è fatto per amare; perciò non tutti gli amori sono leciti.

Quando ci si accorge che il cuore tende ad un amore non buono, bisogna subito troncare gli affetti, diversamente le fiamme amorose aumenteranno sempre più e si svilupperà un incendio inestinguibile. Il cuore umano non tenuto a freno, porta nell'abisso della impurità e poi nell'abisso infernale.
Pensino a custodire bene il cuore specialmente le donne, le quali sono tanto facili ad amare!

I pensieri.
Ad una certa età, quando cioè si esce dalla fanciullezza, i pensieri cattivi cominciano a disturbar la mente. Non è il caso di preoccuparsi per tali pensieri, perchè non sono mai peccato quando la volontà è contraria.
Chi ha nella mente cattivi pensieri ed impure immaginazioni, ma senza badare al male che fa, unicamente per distrazione ed inavvertitamente, non commette peccato alcuno.

Chi si ferma nei brutti pensieri con poca avvertenza, oppure senza la piena volontà, commette un semplice peccato leggero.
Chi invece si pasce di pensieri e desideri illeciti e fa ciò con piena conoscenza e con piena volontà, è colpevole di grave peccato contro la purezza.
Coloro che si accorgono del cattivo pensiero e subito lo scacciano, o fanno ad esso l'atto contrario, non peccano, ma guadagnano merito davanti a Dio. Si confortino perciò le anime tentate, pensando che neppure i più grandi Santi sono stati esenti da simili assalti.

La cattiva abitudine.

Tutte le abitudini cattive sono funeste; ma l'abitudine del peccato impuro è la più disastrosa. Infelice chi cade e ricade con frequenza in questo peccato! O l'anima si rimette sulla buona via o andrà inesorabilmente perduta.
Ci sono dei mezzi efficaci per troncare l'abitudine dell'impurità. Il primo è la buona volontà. Il demonio suggerisce che è impossibile rompere la catena della cattiva abitudine; ma ciò non è vero. Chi vuole può. Quanti infatti, già schiavi del brutto vizio, si sono corretti ed hanno fatto penitenza! Maddalena, la Samaritana, Sant'Agostino, Santa Taide, Santa Maria Egiziaca, ecc.... furono anime grandemente peccatrici e scandalose, ruppero però la catena della rea abitudine ed ora sono degne di pubblica venerazione sugli Altari.

Il secondo mezzo è la preghiera. Pregando, si rafforza la volontà ed aumenta l'energia spirituale. E' bene anche far celebrare qualche Santa Messa.

Un mezzo potente assai è la Confessione frequente e ben fatta, unita alla Santa Comunione. Se è il caso, ci si confessi ogni giorno. Commesso un peccato impuro, non si aspetti che se ne faccia un altro prima di andare a confessarsi. Se si ritarda a mettersi in grazia di Dio, il demonio farà moltiplicare i peccati e sarà poi più difficile il rialzarsi. La Confessione sia fatta bene, cioè sincera e col dovuto dolore. Purtroppo, chi cade nell'impurità, non di raro per vergogna tace in Confessione ciò che è tenuto a manifestare al Ministro di Dio e così commette il sacrilegio. Altri invece, pur confessando tutto, non hanno il vero dolore per detestare il peccato impuro e così non ricavano utilità dalla Confessione. Riporto una visione di San Giovanni Bosco.



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)