00 6/13/2018 10:25 AM
ACCIDIA

L'ultimo dei vizi capitali è l'accidia. Consiste in una certa noia nel fare il bene e nel fuggire il male. In conseguenza di ciò, si trascurano i doveri della vita cristiana, oppure si compiono malamente.

Esempi d'accidia sono: il tralasciare la preghiera per pigrizia, il pregare sbadatamente, senza sforzo di stare raccolti; il rimandare da un giorno all'altro un buon proponimento, senza poi attuarlo; il mettere da parte l'esercizio della virtù per non imporsi dei sacrifici; il darsi poco pensiero dell'anima propria, ecc....
L'assecondare l'accidia è peccato. Se per accidia si tralascia, ad esempio, la Messa in giorno festivo, si pecca gravemente; se invece si trascura qualche preghiera, unicamente per noia, si manca leggermente.

Pericolo di dannarsi.
La persona accidiosa dice: Io non voglio darmi fastidio di combattere le mie perverse tendenze! ... Mi piace vivere nella tranquillità! La vita è così breve e tanto cosparsa di spine! Perchè amareggiarsela di più?! ... Purchè in non ammazzi alcuno ... non, rubi ... e non bestemmi ... ciò mi basta! Tutte le altre attenzioni per custodire l'anima mia, mi seccano e non ci voglio pensare! ... Perché tante Comunioni? Basta quella di Pasqua! ... Perché andare spesso in Chiesa? ... Posso pensare a Dio anche stando in casa! Perché andare ad ascoltare le prediche? Ne so fin troppe cose di Religione! Perché tante preghiere lungo il giorno? Mi è sufficiente il segno della Croce prima di coricarmi! ... A me non piacciono gli scrupoli! Questo ballo non si può fare ... quella pellicola non si deve vedere ... quel romanzo non si può leggere ... quell'amicizia non è ammessa! ... Queste cose le osservino i Frati e le Monache, ma non io, che devo saper stare in società ... Nell'altra vita spero di passarmela bene lo stesso; del resto, come fanno gli altri, faccio io!

Facilmente si può comprendere come una tale anima accidiosa si metta in pericolo di perdersi eternamente. Ha più sollecitudine degli affari temporali e del benessere del corpo, che non della salvezza eterna. Se quest'anima non si risolverà una buona volta a cominciare una vita veramente cristiana, finirà con l'essere travolta dal torrente delle cattive inclinazioni.
Quante di queste anime neghittose ci sono nel mondo! Esse appartengono alla categoria di coloro di cui parla Gesù: La via che conduce all'eterna per dizione è larga e sono molti quelli che s'incamminano per essa!

Effetti dell'accidia.
Questo vizio capitale snerva poco per volta l'anima, come l'ozio snerva il corpo. Per l'accidia la volontà diviene debole; si decide e non si decide, vuole e non vuole.
Le opere buone sogliono produrre un certo gusto spirituale, il quale appaga il cuore, come il cibo appaga il palato. L'accidia fa perdere il gusto spirituale, sicché le opere buone diventano pesanti e noiose e per questo motivo si mettono da parte o si fanno di mala voglia.
Lo Spirito Santo paragona l'anima dell'accidioso ad una vigna affidata ad un contadino poltrone. Una tale vigna, poco curata, si ricopre di erbe cattive e di spine e non produce frutto; così l'anima accidiosa resta priva di virtù e di meriti e si riempe di passioni. Può piacere a Dio un'anima che sia dominata dall'accidia?

DILIGENZA
La virtù che si oppone all'accidia è la diligenza spirituale, cioé il vero interessamento della salvezza dell'anima propria.
Gesù c'inculca questa virtù quando dice: Una sola cosa è necessaria: salvarsi l'anima! Che cosa giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perderà l'anima sua? Che cosa potrà dare in cambio di essa?

I Santi ci sono maestri a questo riguardo; si misero di buona volontà, si diedero all'esercizio delle cristiane virtù, attinsero dalla preghiera e dalla frequenza ai Sacramenti la forza necessaria; così riuscirono ad avere la pace della coscienza in vita e conseguirono anche il Paradiso.
Nè si pensi che i Santi siano nati Santi! Anch'essi erano come noi, fatti di carne e di ossa; avevano tutte le cattive tendenze che ha ogni figlio di Adamo; per riuscire a santificarsi, dovettero imporsi dei veri sacrifici, sino a perdere taluni anche la vita. Quanti milioni di Martiri perdettero prima le ricchezze e poi la vita tra tormenti! Quanti abbandonarono i piaceri della vita e si ritirarono nel _deserto a fare penitenza! Quanti, rinunziando a cariche onorifiche, si chiusero nei conventi per pensare unicamente all'anima! E quanti, pur restando nel mondo, intrapresero una vita di mortificazione rigorosa!
Non solo i Santi propriamente detti, ma anche innumerevoli schiere di uomini e di donne attualmente ci sono maestri in proposito: i Missionari che vanno fra i selvaggi; le Suore di Carità che spendono l'esistenza negli ospedali; le anime vergini dell'uno e dell'altro sesso, le quali pur restando in famiglia, conducono una vita di continua mortificazione per conservare immacolato il corpo ed il cuore. Costoro lottano contro l'accidia e superano generosamente le difficoltà della pratica del bene.

Pia riflessione.
Chi vive nella pigrizia spirituale, risorga dal suo stato compassionevole, servendosi di una pia riflessione.
La vita è breve, molto breve; da un momento all'altro possiamo morire e trovarci davanti a Dio per dargli conto dell'anima nostra. Quale scusa potrà portare al tribunale di Dio l'accidioso, trovandosi con l'anima sprovvista di opere buone e carica di colpe? ...

L'etisia spirituale.
L'anima che è schiava dell'accidia, è come il corpo colpito dalla etisia. Il tisico cammina, ride, mangia e sembra che stia bene; invece si avvia alla tomba a grandi passi; ha bisogno di cura urgente e forte per resistere al microbo micidiale; se tralascia la cura, è segno che vuole perdere presto la vita.

Tu, o anima accidiosa, hai urgente bisogno di cura spirituale. Voglio suggerirti dei buoni rimedi per guarirti. Come l'ammalato ha bisogno di aria pura e di sana nutrizione, così a te occorre il tenere la mente occupata in buoni pensieri ed il pregare con frequenza e devozione. Leggi dunque qualche buon libro, recita mattina e sera le tue preghiere, non lasciare mai la recita del Santo Rosario e lungo il giorno alza spesso la mente a Dio con fervorose giaculatorie.

La Confessione.
Mezzo infallibile di risveglio spirituale è la frequenza ai Sacramenti della Confessione e della Comunione.

. Comincia col fare una buona Confessione, la quale ti lasci la coscienza tranquilla.

Discopri perciò al Ministro di Dio le pìaghe dell'anima tua, senza nascondere volontariamente nessuna colpa grave e senza diminuirne la malizia.
Prendi dopo una magnanima risoluzione di vita più cristiana. Ritorna in seguito con fede a questo Sacramento della Divina Misericordia, ogni qual volta ne sentissi il bisogno.
La Confessione mensile, e meglio ancora settimanale, ti fornirà un valido aiuto per sollevarti spiritualmente.
Non è vero, o anima, che quando nella vita passata ricorrevi a questo Sacramento con le dovute disposizioni, ti sentivi lieta e più disposta a fare il bene? Pensaci con serietà! ...

La Comunione.
La Santissima Eucaristia è il Pane dei forti. L'anima accidiosa è molto debole; ricorra a questo Cibo Celeste e subito sentirà aumentare la forza spirituale.
Tu, o anima cristiana, desiderosa ormai di lasciare la vita accidiosa, va' a ricevere la Santa Comunione con più frequenza che ti sarà possibile! Proverai tanta pace nel cuore, quanta da tempo non ne hai trovata nelle creature! Ogni giorno festivo sia per te una vera festa spirituale ricevendo Gesù Sacramentato.

L'esame di coscienza. Come lo specchio serve a vedere i difetti del volto, così l'esame di coscienza fa scoprire i difetti dell'anima. Chi desidera aver cura dell'anima sua, non lasci passare giorno senza aver fatto alcuni minuti di questo esame.
Ogni sera, o anima cristiana, rientra in te stessa e pensa alle mancanze che avrai potuto commettere nella giornata; chiedi poi perdono a Dio con tutto il cuore, promettendo di essere più vigilante il giorno appresso.
Meditazione e lettura spirituale. Giova moltissimo al progresso spirituale la pratica della meditazione e della lettura spirituale. Non è necessario impiegarvi molto tempo; bastano alcuni minuti al giorno. Volendo, il tempo si può trovare.

Ave Maria!

 
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)