00 1/8/2009 11:28 AM
LA CHIESA LA QUALE DIVENTA LA GARANTE DELLA COMUNITA' ECCLESIALE IN COMUNIONE CON PIETRO...quando ad esempio arriva in Samaria insieme a Giovanni....(Atti 8,14-23)
Qui troviamo un gesto NUOVO: L'IMPOSIZIONE DELLE MANI......prima ancora degli eventi paolini....[SM=g7609]
ne abbiamo parlato anche sopra, ora qui approfondiamo il significato teologico e comunitario...

Molti improvvisati "esegeti"....e professori di sè stessi e delle personali interpretazioni....purtroppo SOTTOVALUTANO questo episodio..

 
Il tutto comincia quando Filippo evangelizza la Samaria..[SM=g7574] .notare amici che ogni apostolo non agisce mai da solo e per conto proprio.... non evangelizza secondo una personale interpretazione, ma tutti agiscono IN COMUNIONE FRA DI LORO......[SM=g1740717]

Filippo arriva e comincia a predicare "IL CRISTO, IL MESSIA" e leggiamo "le folle erano tutte tese verso quello che Filippo diceva: lo ascoltavano e osservavano prodigi che compiva..e vi fu immensa GIOIA IN QUELLA CITTA'..."

come mai questa gioia?

Leggiamo bene il capitolo.....

quella città era stata fino a quel momento ILLUSA DA UN MAGO....il quale si spacciava per un grande personaggio...."TUTTI GLI DAVANO ASCOLTO PERCHE' ERA FORTE L'IMPRESSIONE CHE ESERCITAVA SU DI LORO CON LE SUE ARTI MAGICHE" (8,11)

ma Filippo...SENZA NULLA CONDANNARE O IMPORRE, predica serenamente il Cristo e il nome di Gesù...LA FEDE IN GESU' VINSE IN QUELLA CITTA' LA MAGIA CHE AVEVA FINO AD ALLORA PREDOMINATO......[SM=g7574]

Filippo non fa compressi: c'è incompatibilità fra la magia....e il messaggio del Vangelo....[SM=g1740730]
...

Tanto è forte la sua OPPOSIZIONE che Simon mago CEDE....cede alla superiorità di Filippo e si converte....ma si osservano subito due conversioni diverse:

 
1) le folle si convertono COMMOSSE DALL'ANNUNCIO nel Nome di Gesù......
2) Simon mago invece perchè sperimenta i "segni e i prodigi" che avvenivano per mezzo di Filippo......

[SM=g7574]

Ma vediamo nel frattempo cosa facevano Pietro e Giovanni....(8,14-23) ATTENZIONE....LEGGIAMO ATTENTAMENTE......[SM=g7560]

 
Era un periodo FECONDO, nascevano nuove comunità....NASCE UNA ESIGENZA: MANTENERE NELL'UNITA' DOTTRINALE TUTTE QUESTE COMUNITA' SPARSE SU UN TERRITORIO VASTISSIMO......[SM=g7574]

Per la prima volta S'IMPONGONO LE MANI...QUALE SEGNO DI UNA TRASMISSIONE DI AUTORITA' NON PROVENIENTE DA SE' STESSI MA RICEVUTA E DATA COME SERVIZIO...[SM=g7609] ...

Ma quale è lo scopo di questo gesto?
Lo scopo, leggiamo è quello che imponendo le mani sui Samaritani ESSI RICEVANO LO SPIRITO SANTO.....e leggiamo: " Infatti NON era ancora sceso su nessuno di loro, ma erano stati battezzati SOLTANTO nel nome di Gesù..."

Ma come è possibile questa stranezza?

Sembra INCOMPRENSIBILE che mentre tutta la predicazione dice che ci si salva nel nome di Gesù e nel Battesimo...ora si scopre che chi ha ricevuto il Battesimo "solo" nel nome di Gesù NON AVEVA RICEVUTO INSIEME LO SPIRITO SANTO..[SM=g7581] ...effettivamente è incomprensibile e contraddittorio...quasi che la Trinità agisca separatamente.....e quasi in contraddizione con le parole del Cristo "BATTEZZATE NEL NOME DEL PADRE  DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO"....UN SOLO ATTO, UN SOLO BATTESIMO......

Ma allora che cosa vuole dirci il testo? [SM=g7831]
Lo studioso Fabris ci da un aiuto nella comprensione.....dice:

"La novità del Battesimo sta proprio nell'intimo legame della rivelazione della Santa Trinità: il Padre comanda, il Figlio autorizza, lo Spirito sigilla..[SM=g1740717] ..il Battesimo rinnova il nuovo credente donandogli i mezzi della comprensione per mezzo dello Spirito Santo, unendoli al Corpo di Cristo che è la Chiesa..."

così il Fabris quando spiega il verso 16 dice:

" Luca in Atti RIDIMENSIONA IL BATTESIMO DI FILIPPO PERCHE' ERA INDISPENSABILE FAR EMERGERE CHI E CON QUALE AUTORITA' TALE BATTESIMO VENIVA DATO: L'AUTORITA' ERA INDISCUTIBILMENTE QUELLA DEGLI APOSTOLI CHE INIZIANO AD IMPORRE LE MANI ...." indubbiamente la spiegazione del Fabris non è completa e fa suscitare altre domande...[SM=g7554] ....

Il Kurzinger è più completo e dice a riguardo:

" L'IMPOSIZIONE DELLE MANI E' IL PERFEZIONAMENTO IN CHI ERA GIA' IN POSSESSO DELLO SPIRITO SANTO PER IL BATTESIMO RICEVUTO NEL NOME DI GESU', TANTO CHE LA CHIESA MATURA IL SACRAMENTO DELLA CRESIMA CHIAMANDOLO CONFERMAZIONE....."
Gli esegeti concordono sulla EVOLUZIONE DELLA CHIESA NEI SUOI GESTI E NELLA SUA AUTORITA'.....[SM=g7831]

 
Ritorniamo al testo....gli apostoli dunque impongono le mani perchè ricevano lo Spirito Santo E PERCHE' EMERGA L'AUTORITA' DEGLI APOSTOLI, la prova ce la fornisce proprio Simon Mago che quando vide questa potenza " offrì loro del danaro pensando di poter COMPRARE QUEL POTERE.....(vv.19)[SM=g1740730]

La reazione di Pietro è dura....."VA ALLA MALORA TU E IL TUO DANARO..."(vv.20)

Pietro come emerge da più parti, finisce per dare LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI......I DONI DI DIO NON SONO IN VENDITA...CHI MERCANTEGGIA CON ESSI NON E' IN COMUNIONE CON LA CHIESA...la superiorità del Vangelo SCHIACCIA ogni riferimento alla magia..... di conseguenza NON possiede affatto lo Spirito Santo autentico, ma uno spirito falso quale era quello di Simon Mago il quale appunto riconosce la superiorità dello Spirito Santo che è in possesso DELLA CHIESA negli Apostoli[SM=g7574]

 
Sempre al cap.8,26-40 Dio comanda a Filippo di recarsi verso il sud....e sulla strada di Gaza egli incontra l'etiope che stava leggendo un passo di Isaia e gli dice: "COMPRENDI CIO' CHE STAI LEGGENDO? risponde l'etiope: "E COME POTREI SE NESSUNO ME LO SPIEGA?"

questa frase è importantissima poichè nulla nella Parola di Dio è lasciata al caso....LE SCRITTURE NON SONO COMPRENSIBILI A CHIUNQUE occorre dunque che qualcuno, AUTORIZZATO, INVIATO, LE SPIEGHI[SM=g7574] ......il fatto che sia toccato ad un apostolo questo incontro significa un'ulteriore autorità della Chiesa NELLA SPIEGAZIONE DELLE SCRITTURE..

...ma c'è un gesto significativo....Filippo non s'impone di spiegare....ma è l'etiope CHE INVITA FILIPPO A SALIRE SUL CARRO.....è L'ACCOGLIENZA DELLA CHIESA...[SM=g7831] .

il passo di Isaia 53,7-8 che l'etiope stava leggendo riguarda proprio la profezia su Gesù morente....un altro caso? [SM=g7560]  per noi NO!

Indubbiamente NON ci è stato riportato TUTTO IL DIALOGO fra i due, ma sicuramente Filippo deve aver parlato del BATTESIMO quale segno DELL'IDENTITA' DEL CRISTO E DI NOI MEDIANTE LUI....PER FAR PARTE DELLA COMUNITA' DEI CREDENTI.....infatti appena giunti dove c'era dell'acqua, l'etiope non esita più e chiede il Battesimo....FA UN ATTO DI FEDE, il "CREDO"......
E come Filippo lo battezza lo Spirito Santo scese sull'etiope, leggiamo, mentre l'angelo del Signore RAPI' FILIPPO perche' fosse presente nella città di Azoto......

 
L'IDENTITA' DEL CRISTO GESU' DIVENTA NELLA PREDICAZIONE DEGLI APOSTOLI L'IDENTITA' STESSA DELLA CHIESA...[SM=g1740721] ..LA LORO STESSA CREDIBILITA'...LA LORO UNITA'.....LA LORO AUTORITA' RICEVUTA APPUNTO DAL CRISTO E A LORO VOLTA TRASMESSA MEDIANTE L'IMPOSIZIONE DELLE MANI......

 
Sorvolando sulla conversione di Paolo che ben conosciamo..... concludiamo per ora con Atti 9, 19-31....quando Paolo si reca a predicare dai Giudei.....

Luca parla di Paolo solo a Gerusalemme...è probabile che ai suoi inizi Luca non sapesse che Paolo era stato anche in Arabia per tre anni (Gal.1,13-18...negli anni 39-39) è infatti Paolo a raccontarlo.....

A Gerusalemme Paolo NON ha un impatto felice con il gruppo dei discepoli i quali NON SI FIDANO ANCORA DI LUI...[SM=g7831] ...questo quadro è importante amici.....ci comunica che esisteva già UNA COMUNITA' COMPATTA E UNITA FRA DI LORO CON TANTO DI GERARCHIA E DI AUTORITA'.....TANTO DA DUBITARE DI PAOLO CHE ERA STATO UN PERSECUTORE.......
è Barnaba colui che si fiderà di Paolo......
è LUI CHE LO PRESENTA AGLI APOSTOLI.....
LO PRESENTA ALL'AUTORITA'.....[SM=g7574]

riflettiamo sulla scena....

Paolo avverte un rifiuto.....avverte un NON benvenuto...chi glielo fa fare dunque  DI ATTENDERE DI ESSERE RICEVUTO DAGLI APOSTOLI se non riconosceva in essi l'autorita' della chiesa? [SM=g7831] Lui che aveva avuto istruzioni dal Cristo, PERCHE' ATTENDERE DI ESSERE RICEVUTO DAGLI APOSTOLI?
Paolo parlò soprattutto CON CEFA (Gal.1/2)...altra coincidenza?

La nota osservatrice di Luca sul finale è altrettanto significativa.....

LA CHIESA, leggiamo, FU IN PACE PER TUTTA LA GIUDEA, LA SAMARIA E LA GALILEA....lo scontro in Gal.3 ci fa comprendere che Saulo CON LA SUA IRRUENZA CERCAVA IN QUALCHE MODO LO SCONTRO....unico mezzo per scuotere le coscienze.....gli Apostoli invece dal canto loro...TEMEVANO GLI SCONTRI......del resto non dimentichiamo che Paolo proveniva già da un ruolo COMBATTENTE E COMBATTIVO...gli apostoli Pietro, Giovanni...ERANO SEMPLICI PESCATORI.....gente pacifica che sicuramente avrà influenzato il loro modo di predicare SENZA CREARE SCONTRI......a differenza di Paolo invece che era ABITUATO a scontrarsi con la gente, ma che stavolta agisce IN NOME DI CRISTO.....

C'è infatti una contraddizione apparente...

Gesù dice che chi darà dello stupido al fratello sarà punibile...e Paolo in Gal. 3 inizia asserendo: "O GALATI SCIOCCHI..CHI mai vi ha incatenati..ecc..." CON QUALE AUTORITA' PAOLO DA DELLO "SCIOCCO" AD ALTRI ?? Paolo cerca LA PROVOCAZIONE...pone domande alle quali vuole delle risposte.....
Paolo fa appello all'esperienza dei Galati che avevano per mezzo dello Spirito....QUANDO SI ERANO FATTI BATTEZZARE...l'irruenza di Paolo non accetta che chi è battezzato si comporti POI DIVERSAMENTE..[SM=g1740730] ...

è infatti di questo Libro che Paolo al cap.5,13 spiega che cosa è LA LIBERTà CRISTIANA...."non dovete servirvi della libertà come un pretesto per la carne (ossia LE COSE MATERIALI), ma per mezzo della carità SIATE GLI UNI SCHIAVI DEGLI ALTRI.....(...) se poi vi mordete e divorate a vicenda, VEDETE DI NON DISTRUGGERVI GLI UNI GLI ALTRI".....

siamo Liberi...ma lo siamo se siamo SCHIAVI GLI UNI DEGLI ALTRI NELLA CARITA' DEL SERVIZIO.......
possiamo DIVORARCI A VICENDA...MA SENZA DISTRUGGERCI.....[SM=g7560]

Sicuramente Paolo ha un modo tutto particolare di esporre la dottrina.....ma ciò che appare evidente....è che non è appunto L'ORGANIZZAZIONE CHE PUO' SOSTITUIRE IL FONDAMENTO DEL VANGELO....., ma l'insieme della Comunita' dei credenti GESTITI (SCHIAVI GLI UNI DEGLI ALTRI) DALL'AUTORITA' DEGLI APOSTOLI che da 2000 anni è ininterrotta nei suoi vescovi.....perchè la Chiesa CAMMINA CON CRISTO NELLA STORIA DELL'UOMO UNIVERSALMENTE PERCHE' GUIDATA E SOSTENUTA DALLO SPIRITO SANTO......[SM=g1740722]


                                         




La Pace del Risorto.

 
Volevo fare una riflessione su questa frase di alleanza-evangelica che dice:

 
L'insegnamento della Bibbia riscoperto dalla Riforma del XVI° secolo riguardante i sola è parte essenziale e non negoziabile della comprensione evangelica del vangelo.

 
Ho cercato di riperire per questo, fonti del Vangelo, ma non ne ho trovate, allora mi sono posto queste domande:
a- L'insegnamento della Bibbia sarebbe stato riscoperto dalla Riforma Protestante: dove sta scritto nella Bibbia che dopo Mille e cinquecento anni l'insegnamento della Bibbia sarebbe dovuto cambiare?

 
b- Dove sono trascritti i sola nella Bibbia?

 
c- se non sono negoziabili, con quale autorità essi hanno imposto questi cambiamenti che non sono riportati dagli insegnamenti degli Apostoli?

Se poi non sono negoziabili, significa che essi sono infallibili, rivendicando così una infallibilità che Gesù Signore non diede mai loro, ma che essi si ostinano a negare nei confronti dell'autorità data a Pietro da Gesù.
Con questi criteri, infatti, sono nate migliaia di realtà cristiane differenti fra loro per credo e dottrina e testimonianza e che infatti stanno tentando oggi di unificarsi come spiega "alleanza-evangelica" per rendersi più credibili, perchè hanno capito che divisi non portano frutti.

 
Alleanza-evangelica scrive che:

 
Il consenso dottrinale esistente tra cattolici ed evangelici sulla base della comune adesione ai credi e ai concili dei primi cinque secoli della chiesa cristiana non costituisce una base sufficiente per dichiarare che esista un accordo su tutti gli elementi essenziali del vangelo.

Su questo posso essere d'accordo, la Chiesa infatti non termina nel V° secolo ma ha proceduto nella storia con altri Concili, tuttavia sono proprio gli evangelici a dimostrare la loro estraneità all'insegnamento degli apostoli nei riguardi di che cosa sia la Chiesa e la gerarchia dal momento che essi stessi si stanno organizzando in una enorme comunità ecclesiale per fare concorrenza alla Chiesa Cattolica.

Ora io prendo le Scritture e medito quando leggo questa Lettera:

1Giovanni 2,18-25


18
Figlioli, questa è l'ultima ora. Come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l'ultima ora.
19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri.
20 Ora voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza.
21 Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità.
22 Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.
23 Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
24 Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre.
25 E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.

I fratelli Luterani e Pentecostali di oggi, riconoscono che comunque i Cattolici come presenza cristiana nel mondo esistevano prima di loro, essi riconoscono quei primi secoli di comunione dove già la Tradizione era una verità di fede e di vita. Debbono allora riflettere sulle parole dell'Apostolo che dice: Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri

 
La base mancante è da loro perchè non si può fare una selezione di quel che più ci aggrada. Se riconoscono ai Cattolici una presenza, quali erano i vescovi degli evangelici in questi primi cinque secoli?

 
Sia lodato Gesù e Maria.
Francesco

                                               


3. - Ora, bisogna guardarsi non solo dai pericoli aperti e manifesti, ma pure dalle insidie tese con l’astuzia sottile dell’imbroglio. Ed ecco, cosa può esserci di più astuto e sottile? Il nemico, smascherato e abbattuto dalla venuta di Cristo, dopo che la luce venne alle genti e irraggiò il suo splendore per la salvezza degli uomini sicché i sordi ricuperavano l’udito della grazia spirituale e i ciechi aprivano gli occhi al Signore e gli infermi si rinvigorivano della sanità eterna e gli zoppi accorrevano alla Chiesa e i muti articolavano con chiara voce le loro preghiere: quel nemico, vedendo i suoi idoli abbandonati, e disertati i suoi templi e le sue sedi a causa del gran numero dei credenti, ha escogitato un nuovo inganno quello cioè di far cadere gli imprudenti presentandosi con l’etichetta del nome cristiano. Ha inventato, cosi, le eresie e gli scismi per sovvertire la fede, per corrompere la verità, per spezzare l’unità.
In questo modo, coloro che egli non può più tenere nel vicolo cieco dell’antico errore, li raggira e li inganna per una nuova via. Strappa gli uomini proprio dalla Chiesa e, mentre essi credono di essersi già accostati alla luce sfuggendo alla notte del mondo, li avvolge ancora in altre tenebre senza che essi se ne accorgano. Cosi costoro finiscono per chiamarsi cristiani senza però  osservare la legge del Vangelo di Cristo; e mentre camminano nelle tenebre, pensano di stare nella luce. Tutto ciò è opera appunto dell’avversario, il quale attira con lusinghe nell’errore, e — come dice l’Apostolo (2 Corinzi 11,14) — si trasforma in angelo di luce, e spaccia i suoi ministri per ministri di giustizia: costoro chiamano giorno la notte, salvezza la morte, e insinuano la disperazione con l’appannaggio della speranza, e l’incredulità sotto il pretesto della fede, e dicono Cristo l’Anticristo, cosicché frustrano sottilmente la verità con menzogne verosimili. Ma ciò accade, fratelli carissimi, quando non ci si rifà all’origine della verità, quando non se ne ricerca il principio, quando non si osserva la dottrina del magistero celeste...(...)

6. - La sposa di Cristo non sarà mai adultera: essa è incorruttibile e pura. Ha conosciuto una sola casa, ha custodito con casto pudore la santità di un sol talamo. Lei ci conserva per Dio, lei destina al regno i figli che ha generato. Chiunque, separandosi dalla Chiesa, ne sceglie una adultera, viene a tagliarsi fuori dalle promesse della Chiesa: chi abbandona la Chiesa di Cristo, non perviene certo alle ricompense di Cristo. Costui sarà un estraneo, un profano, un nemico. Non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre. Se avesse potuto salvarsi chi restò fuori dell’arca di Noé, allora potremmo dire che si salverà chi è fuori della Chiesa (Genesi 7,1). Ecco quanto il Signore ci dice ammonendoci: «Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde» (Matteo 12,30). Colui che spezza la concordia, la pace di Cristo, è contro Cristo; e colui che raccoglie fuori della Chiesa, disperde la Chiesa di Cristo. Il Signore dice: «Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10,30). E ancora sta scritto del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: «E i tre sono uno» (1 Giovanni 5,7). Ebbene, può forse esserci qualcuno che creda si possa dividere l’unità nella Chiesa, questa unità che viene dalla stabilità divina e che è legata ai misteri celesti, e penserà che si possa dissolvere per la divergenza di opposte volontà? Chi non si tiene in questa unità, non si tiene nella legge di Dio, non si tiene nella fede del Padre e del Figlio, non si tiene nella vita e nella salvezza.

san Cipriano martire da "L'Unità della Chiesa" (reperibile nelle librerie, Edizioni Studio Domenicano)

 
Vissuto nel 200 d.C. vescovo di Cartagine nel 248
Questo celebre testo venne letto dallo stesso Cipriano di fronte al concilio che si tenne in aprile nel 251, quello in cui poté ottenere il supporto dei vescovi contro lo scisma originato da Felicissimo e da Novato, che avevano un grande seguito. L'unità di cui san Cipriano si stava occupando non era tanto l'unità dell'intera chiesa, la necessità della quale comunque postulava, quanto l'unità da mantenere all'interno di ogni diocesi tramite l'unione con il vescovo; l'unità della chiesa, infatti, era garantita dall'unione dei vescovi che "sono incollati l'uno all'altro", quindi chiunque non è con il suo vescovo è fuori dalla chiesa e non può essere unito a Cristo; il prototipo del vescovo è San Pietro, il primo vescovo al quale tutti gli altri devono essere legati attraverso l'obbedienza....Il testo rituonò nell'aula conciliare e fu accolto con fragorosi applausi e arginò lo scisma novaziano che nel frattemo era stato nominato antipapa a fronte della legittima nomina diel vescovo Cornelio a successore di Pietro.....
ecc....eccc....ecc.....tanti c'hanno provato a distruggere la Chiesa, ma hanno ottenuto solo divisioni e scismi.....hanno diviso la Chiesa.....
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Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)