00 3/27/2009 9:38 AM
Amici...nel forum dell'amico Achille Lorenzi, si parla di Catechisti....vi risparmio molte dicerie...ma ve ne condivido piccole dosi per aiutarci a comprendere questo ruolo importante...

Una persona ha scritto:

il Catechismo non può essere paragonato alla scuola, ad una lezione

io ritengo che
far vivere il Catechismo come momento didattico (scolastico) è l'errore più grande che si possa fare.

il Catechismo deve essere il momento favorevole per condurre per mano il ragazzo all'incontro con il RISORTO.
un cammino ESPERENZIALE
e non un cammino di nozioni,
di regole da imparare a memoria,
di compiti da portare a casa
.

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La mia risposta:

Straquoto ....e lo dico per esperienza diretta visto che faccio la catechista da 20 anni ed anche in situazioni disagiate come quando stavo in una parrocchia-garage e i frequentatori erano davvero della "strada".... 

Il concetto di "nozione" è utile certamente, ma sempre nel contesto di una esperienza e di una testimonianza viva e concreta che tocca con mano l'incontro CON LA PERSONA-CRISTO...con il suo Corpo, NEL SUO CORPO che è la Chiesa senza la quale non avremo alcuna"nozione" da TRAMANDARE.... Sorriso

Tanti ragazzi e ragazze che vngono al catechismo vivono poi un condizione familiare ESTRANEA alla vita di contatto quotidiano con Cristo... la vita lavorativa è spesso il capro espiatorio per denuncire l'impossibilità di trovare un pò di tempo per la Preghiera o la lettura della Bibbia....manca dunque L'INCONTRO quotidiano con il Cristo ecco allora che l'ora di Catechismo deve poter offrire questa opportunità...

Io ho i ragazzi di prima media quest'anno e faranno la Cresima, li sto guidando dalla terza elementare, li ho visti crescere e formarsi, conosco le loro perplessità...loro hanno imparato a fidarsi di me ed io ho imparato a conoscerli come PERSONE, ognuna delle quali ha una sua esigenza....al Catechismo non faccio mai un monologo... dopo aver introdotto la lezione mi attendo da loro stessi domande, pensieri, impressioni e senza uscire fuori tema ecco che subentrano le nozioni, le dottrine, le regole ma dentro un contesto di "scoperta della vita" e di ciò che è BENE e di ciò che è MALE....

Quando si fa Catechismo la prima regola e la prima nozione è proprio per NOI: imparare a sapere che abbiamo davanti delle PERSONE non dei robot, non degli incapaci, non delle pesone irragionevoli...la loro dignità è pari alla mia e non posso dunque, come catechista, trasmettere ad essi le mie opinioni personali, ma dare loro UN DONO IMMENSO: QUANTO IO STESSA HO RICEVUTO NELLA TRADIZIONE del Deposito della Fede e che naturalmente deve aver cambiato anche la mia vita in una conversione continua, in un rappoto continuo d'amore con il Risorto e non con una sua immagine in me costruita a seconda delle mie opinioni, simpati o antipatie, a questo servono le nozioni: a non crearci un Dio a nostra immagine al contrario, NOI siamo a immagine di Dio e questo fa la differenza...questo significa quell'essere davvero LIBERI in Cristo, Con Cristo e per Cristo nel Suo Corpo che mediante il Battesimo ne siamo entrati a far parte per grazia... 


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Poi c'è stata un altra osservazione-denuncia di una persna che raccontava come gli Oratori siano diventati esclusivamnte un recinto giochi senza più catechismo...
qualcuno citando don Bosco è intervenuto per DIFENDERE il giocare negli oratori...ma a ragione questa persona faceva notare che l'oratorio non è stato inventato solo per far giocare i ragazzi...e denunciava l'assenza dei catechisti o, se presenti, la loro mancanza nel catechizzare approfittando proprio del gioco...e qualcuno asseriva anche che il ruolo del catechista è inutile
(non posto la discussione perchè sono molti intrventi, ma sopra c'è il collegamento)

ed ecco la mia risposta:

Ho letto gli interessanti interventi di V**** e mi sento di condividerli...le sue segnalazioni non sono vaghe, sono purtroppo una triste realtà in molte parrocchie che usano gli oratori NON per come li aveva fondati appunto san Giovanni Bosco, ma come riempitivo...  Occhi al cielo

San Giovanni Bosco si, usava il gioco e fondò gli oratori per raccogliere i ragazzi di strada e recuperarli, ma appunto a che cosa, recuperarli per cosa? Perchè potessero ritornare a Dio...   Occhiolino
un esempio lampante è uno dei frutti più belli di don Bosco: san Domenico Savio...questo ragazzo non era un "ragazzo di strada" come si intendeva all'epoca...ma frequentava l'oratorio che era appunto aperto a TUTTI senza distinzione di casta, questo erano anzitutto gli oratori di don Bosco...
Don Bosco crea gli oratori anche con un altro fine: QUELLO VOCAZIONALE, definendo l'oratorio "la fucina di nuovi santi sacerdoti"

Gli oratori di oggi hanno perduto in gran parte questa funzione, tranne nelle parrocchie gestite dai salesiani nelle quali infatti fioriscono ancora ottime vocazioni...e questo aspetto ci fa comprendere l'attuale situazione per la quale il nascondere i problemi che ci sono non ci aiuta a comprendere il da farsi...  Occhi al cielo

La figura del CATECHISTA nasce con la Chiesa fin dal primo secolo, esso si occupava dei catecumeni...il metodo non è cambiato, siamo NOI che spesso insuperbiti, abbiamo dimenticato che si è catechisti NON per trasmettere le nostre opinioni, ma per donare il "Deposito della fede" la Tradizione (cfr san Paolo)

C'è una bellissima Lettera ai Catechisti scritta da sant'Agostino che suggerisco di leggere e meditare e magari di fare propria...  Sorriso
Scrive sant'Agostino nel 400 d.C.

Catechisti e Catechismo: da dove cominciare?

Il discorso catechistico è completo quando comincia da “ In principio Dio creò il cielo e la terra”, e giunge fino alla Chiesa attuale.
Ciò non significa che si debba dire a memoria o spiegare con parole nostre tutto il Pentateuco, i Libri dei Giudici o i Re e di Esdra, tutto il Vangelo e il libro degli Atti degli apostoli.
Ci mancherebbe il tempo e d’altra parte neppure è necessario.
Occorre invece abbracciare l’insieme con uno sguardo generale e scegliere poi alcuni episodi che si ascoltano volentieri e che rappresentano come i punti-chiave della storia.
Occorre poi spiegarli, approfondirli e in qualche modo saperli rendere presenti e vivi all’ammirazione degli uditori. Gli altri avvenimenti devono essere collegati e inseriti nella trama generale con brevi raccordi.
Per esempio, nel nostro discorso non è sufficiente che abbiamo di mira il comandamento della carità, che nasce da un cuore puro, da una coscienza onesta e da una fede senza finzioni, ma dobbiamo preoccuparci anche del nostro catechizzando, affinchè la sua attenzione e ricerca siano orientate in quella direzione. Il centro della Catechesi: Gesù è l’Amore!

(...)
e ancora dice:

Poi è necessario mettere in guardia il candidato contro i pericoli degli scandali sia nella chiesa che fuori: sia nei confronti dei pagani, dei giudei e degli eretici, sia all’interno della Chiesa nei confronti della paglia secca dell’aia del Signore (Mt.3,12 e Lc. 3,17).
Non si disputerà contro i singoli errori o le singole opinioni devianti; ma brevemente si metterà in evidenza che ciò era stato già predetto; e inoltre quanto siano utili le tentazioni per far maturare la fede dei credenti, e quanto sia di conforto il sapere che Dio ha deciso di essere paziente sino alla fine.

Mentre si mette in guardia il postulante contro quei falsi cristiani che purtroppo riempiono le chiese (siamo solo all’anno 400 e Agostino già se ne lamenta  Ghigno ), si dovranno anche brevemente e con tatto, suggerire alcune norme di comportamento cristiano, perché non si lasci adescare da avari, ubriaconi, frodatori, giocatori d’azzardo, adulteri, fornicatori, amanti degli spettacoli, maghi, spiritisti e astrologi di ogni genere….
E non pensi, perché vede molti cristiani amare, fare, difendere e propagandare queste cose, di poterli imitare impunemente. Gli si farà capire, sulla scorta dei Libri santi, come questa gente vada a finire, e fino a qual punto debbano essere tollerati nella chiesa, dalla quale alla fine saranno definitivamente separati.
Tuttavia bisognerà anche rassicurarlo che nella chiesa troverà molti buoni cristiani, autentici cittadini della città celeste, se comincerà ad esserlo lui stesso.[SM=g1740733] 

Per concludere occorre raccomandargli caldamente di non porre la sua speranza nell’uomo: anzitutto perché non è facile giudicare chi sia onesto e chi non lo è; ma, se anche lo fosse, gli esempi dei buoni non ci vengono presentati perché ne siamo giustificati noi, ma perché sappiamo che imitandoli veniamo giustificati da Colui che giustifica anche loro.
Allora si, succederà ed è la cosa più importante, che colui che ci ascolta – o meglio ascolta Dio nella nostra parola tramandata – comincerà a progredire nella condotta e nella dottrina e affronterà con entusiasmo la vita di Cristo…

(Lettera di sant'Agostino ai Catechisti)

...siamo tante piccole gocce in questo immenso oceano...  e come le gocce che vengono prodotte da un processo creato da Dio, così anche noi siamo un prodotto della Grazia che troppo spesso dimentichiamo di aver ricevuto e che troppo spesso dimentichiamo di viverla e di doverla donare perchè non ci appartiene...da qui si inizia a morire a "noi stessi" perchè l'altro possa vivere... 




Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)