00 8/11/2009 3:31 PM

Un sacerdote risponde
dice Gesù: IL VOSTRO PARLARE SIA  "SI,SI-NO,NO" IL DI PIU' VIENE DAL MALIGNO...

Sono divorziata, ho figli, adesso vivo con un compagno e mi domando

Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo M., ho 37, 3 figli stupendi e sono divorziata.
Io e mio marito ci siamo separati 4 anni fa di comune accordo, anche se l’iniziativa è partita da me, la nostra storia era finita da tempo, non c’era più amore, solo litigi e male sopportazione.
Ora sia io che il mio ex marito abbiamo altri due compagni.
Ma quindi io sono destinata ad andare all’inferno?
La ringrazio per l’attenzione e la saluto.


Risposta del sacerdote

Carissima M.,

1. rispondendo al tuo quesito, so di accostarmi ad una persona che, pur essendo ancora giovane, ha avuto un vissuto notevole di sofferenze. Perché i litigi prima e la separazione poi sono fatti dolorosi.
Inoltre il pensiero che anche i tre figli, stupendi certamente, vivono sapendo che il loro papà dona il suo affetto ad un’altra donna è un pensiero accompagnato da tristezza. È una tristezza per te e anche per loro.
Questi figli hanno il diritto di avere la presenza del padre e della madre, proprio perché sono i loro genitori.
Forse sarebbe stato legittimo da parte tua giungere ad una separazione. Ma metterti insieme con un altro uomo non è ammissibile.
In questo momento lascio perdere la legge, anche la legge di Dio riguardante l’indissolubilità del matrimonio. Perfino la legge di Dio che vieta l’adulterio. Mi metto dalla parte dei figli.

Io, mettendomi nei panni dei figli, non vorrei mai vivere in una situazione del genere.
Anche se questo comportamento purtroppo sta diventando un fatto abbastanza comune, tuttavia non può essere giustificato.
È vero che tu farai di tutto perché i tuoi figli stiano bene e abbiano una buona educazione. Ma dentro di loro c’è una sofferenza tacita, nascosta, rassegnata. Per amore dei figli, io ti direi di lasciare questo compagno.
So che ti chiedo una cosa dura. Ma la tua testimonianza di madre e di sposa fedele sarebbe per loro il dono più bello.

2. Scusami se mi son permesso di dirti questo, perché la tua domanda era un’altra. Mi chiedevi se sei destinata all’inferno.
Se io fossi San Giovanni Battista ti direi: Non ti è lecito stare con quest’uomo (Mc 6,18).
E, ascoltando l’insegnamento del Signore, so che Lui ha detto: “se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio” (Mc 10,12).
Pertanto anch’io non posso dirti che tutto va bene.
Ti posso dire che, con un pò di buona volontà, se vuoi, puoi porre rimedio a questa situazione, soprattutto nella presunzione che questa nuova unione non sia ancora consolidata. Il Signore non ti lascia sola.

Intanto ti chiedo di pregare e di pregare molto. Fa pregare anche i tuoi figli, soprattutto i più piccoli. Il Signore ascolta le preghiere degli innocenti. Non tralasciare di andare a Messa la domenica, anche se non puoi fare la Santa Comunione. A Messa incontri il Signore, che non ti caccia via. Lui sa che tu hai bisogno di Lui. Lui ti darà tutti i lumi e tutti gli aiuti di cui hai bisogno.
La Messa non è un rito. Ma è l’incontro con il nostro Salvatore che si mette a nostra totale disposizione. Si mette a disposizione di tutti, ripeto, di tutti. Pertanto mi immagino di vederti inginocchiata davanti a Lui quando il sacerdote alza la particola ormai consacrata nella quale noi adoriamo la Sua divina presenza. Mi immagino di vederti in chiesa nel momento in cui i fedeli si alzano dal loro banco per andare a ricevere il Signore nella santa Comunione. Tu li vedi andare e tornare, mentre vivono segretamente nel loro cuore l’evento stupendo dell’incontro dell’uomo con Dio. E provano dentro il loro cuore una grande pace. Tu starai ugualmente lì, dicendo al Signore: abbi misericordia di me, abbi misericordia dei miei figli.
Mi immagino di vederti anche con qualche lacrima agli occhi.
E poi te ne verrai a casa, sapendo e sentendo che il Signore non ti abbandona perché è venuto per gli infelici, per i peccatori.

Tra breve scendo per celebrare la messa. Ti porterò con me e porterò anche i tuoi figli perché il Signore li benedica e li protegga sempre.
Intanto io benedico voi.


Un'altra situazione differente

Mia figlia sta per fare la Prima Comunione e io sono sposata solo civilmente; chiedo se posso confessarmi e comunicarmi

Quesito
 

Caro Padre,
per caso sono venuta a conoscenza del sito e mi rivolgo a  Lei che non conosco perchè mi "vergogno" di parlare con il mio parroco, che mi mette a disagio.
Mia figlia sta per fare la Prima Comunione. In una recente riunione il nostro parroco ha ricordato ai genitori divorziati di non accostarsi all'Eucarestia. Da quel momento io mi sento angosciata. Il motivo è che io e mio marito siamo sposati semplicemente in comune ma non siamo reduci da precedenti matrimoni. Allora non trovando altri punti di contatto, decidemmo di creare comunque famiglia, impegnando noi stessi, anche se con idee diverse.
Sono passati 17 anni (più 9 di fidanzamento) e nel bene e nel male, abbiamo superato scogli faticosi e goduto dei momenti sereni. Il risultato lo si vede dai nostri figli. Io in questi anni mi sono confessata e preso la Comunione SENZA ASSOLUTAMENTE SAPERE E CAPIRE che la mia posizione di sposa civile non fosse la posizione corretta davanti a Dio. Ho commesso peccato mortale? ed ora posso ancora confessarmi? Non devo più accostarmi alla Comunione? Sono triste e mi sento a disagio. La prego, se possibile, di inviarmi una risposta.
Grazie!!
Patrizia




Risposta del sacerdote



Cara Patrizia,

1. per commettere peccato grave si devono verificare tre condizioni:

  1. materia grave;
  2. piena avvertenza della mente;
  3.  deliberato consenso della volontà.

2. Dal momento che tu mi scrivi: “SENZA ASSOLUTAMENTE SAPERE E CAPIRE che la mia posizione di sposa civile non fosse la posizione corretta davanti a Dio”, concludo che in te non c’era la consapevolezza di compiere un peccato grave.
E pertanto dovrei concludere che soggettivamente non c’era peccato grave. C’era ignoranza invincibile, così la chiamerebbero i teologi.

3. Tuttavia l’ignoranza invincibile può essere invincibile e incolpevole, e invincibile e colpevole.
C’è ignoranza invincibile e colpevole quando a suo tempo non ci si è dato da fare per conoscere la dottrina cristiana oppure perché nel frattempo ci si è allontanati dal Signore così che poco per volta si è perso il senso del bene e del male.
Vedi tu, se questo potrebbe essere anche il tuo caso
.

4. Mi chiedi se ora puoi confessarti e se devi astenerti dalla Comunione.
Certamente ti trovi in una situazione oggettivamente irregolare. La Chiesa riconosce come valido fra battezzati solo il matrimonio sacramento.
La soluzione che si prospetta, visto che sei giustamente desiderosa della Confessione e della Santa Comunione (sono infatti beni inestimabili e preziosissimi), è quella di andare dal vostro parroco perché vi unisca anche col matrimonio sacramento. Non è necessario fare celebrazioni eclatanti. Lo si può fare anche in maniera semplice e dimessa, alla presenza dei testimoni.
Così avresti risolto tutti i problemi. Se tuo marito ti vuole bene, non deve opporsi
.
Diversamente ti trovi nella situazione degli irregolari e, perdurante l’irregolarità, non puoi accedere alla confessione e alla santa Comunione perché faresti dei sacrilegi.

Prego il Signore che ti dia la forza per fare tutti i passi dovuti e che possa risolvere al meglio la tua situazione.
Ti saluto e ti benedico.


Pubblicato 05.08.2007

Padre Angelo






 

[Edited by Caterina63 8/11/2009 3:48 PM]
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)