00 6/11/2009 6:47 PM

Amici....dopo aver parlato di altri simboli ed usi nella Chiesa come:

Che cosa è il FALDISTORIO? A che cosa serve?

Che cosa è il PALLIO ?

Il Pastorale (Ferula) del Pontefice

e

Cosa veste il Papa per la Liturgia?


parliamo ora della Tiara (o Triregno) per comprendere non soltanto il valore e la simbologia appunto, ma anche per chiarire il fatto che il gesto di Paolo VI di abbandonarne l'uso dopo esserne stato incoronato, Giovanni Paolo I non ne fece uso durante l'incoronazione anche se avrebbe dovuto... ma non significa affatto la sua demolizione o abolizione.... essa resta infatti in uso come Stemma dello Stato Vaticano, come Stemma nella Bandiera ufficiale....

Come la Chiesa usò la Tiara per SPIEGARE IL POTERE DI CUI E' STATA INVESTITA DAL CRISTO, così la Chiesa ha deciso ora  di accantonarla, di LIMITARLA ad un uso più ristretto...perchè mai avrebbe potuto abolirne IL SIGNIFICATO dal momento che nessun Pontefice può abolire i poteri conferitegli dal Cristo per gestire la Chiesa e nella quale il Papa è, appunto, Vicario di Cristo e non il Capo di sè stesso... 


                                       san Pio X
                                                san Pio X

                                                  
                Tiara di Leone XIII usata per la cerimonia dell'incoronazione di San Pio X



sotto: incoronazione di Giovanni XXIII con l'uso della Tiara
                              GXXIII


                                    
L'amico Newman forumista commentava tempo fa in un altro forum:
Questa è la famosa fotografia, storica, del giorno in cui Paolo VI depose la sua tiara, e non quella del Papato, alla quale rinunciò successivamente Giovanni Paolo I, per esprimere un gesto tangibile di quel cambiamento col quale si voleva portare verso una Chiesa materialmente povera e austera, in solidarietà coi tempi moderni. Fu un gesto che venne a completare una serie di abbondoni di usanze e vestigia della Corte Papale rinascimentale, considerate, a torto o a ragione, anacronistiche.  Ciò tuttavia non mutò minimamente le prerogative pontificie ma rimase solo una cerimonia simbolica.

condivido!

Dal forumista Fides et Ratio posto questa riflessione che condivido pienamente:

la rinunzia ad un simbolo non costituisce abdicazione alla sostanza, su questo non vi è dubbio, ma, a quarant'anni dal gesto montiniano viene da domadarsi: " Era propio il caso"?

sappiamo che - ufficialmente-  Paolo VI si decise a completare la cosiddetta riforma del cerimoniale nel 1969 (abolendo la Corte), dopo il suo viaggio pastorale in Africa; io mi chiedo: abolire abiti e titoli avrebbe sfamato la Nigrizia? No di certo, e ben poco c'entra l'Africa in questa scelta forse improvvida...

Montini temeva l'incalzare apparentemente inarrestabile della modernità, ed a costo di immani scarifizi, ricercò costantemente un compromesso con la società moderna, o meglio con i simboli di questa.

In quegli anni mentre le femministe bruciavano reggiseni, certi preti, in preda ad una triste mania di emulazione brucivano pianete ed abbattevano altari a martellate

Questa premessa costituì' l'errore primigenio della sua strategia; gli sarebbe convenuto restare fermo sulle precedenti forme e sostanze, in tutto e per tutto, in quanto, sebbene lui perseguisse un "adeguamento", non si è accorto che il mondo si evolveva con una velocità impressionante, anno dopo anno, mese dopo mese...il '68 fu il '68, ma già nel 1970 le cose eran cambiate.

Certi riflessi della pastorale odierna tradiscono ancora un maldestro tentativo di conformare la Chiesa alle eisgenze di un'epoca conclusasi  - grazia a Dio - assai velocemente.
Il '68 è finito dovunque, ma, paradossalmente, in certi luoghi (più o meno sacri) faticano ad accorgersene...

Però il Signore che dispone l'avvicendarsi dei tempi e delle stagioni (non solo meteorologiche) ha voluto che sulla Cattedra di Pietro sedesse Joseph Ratzinger: il che dice tutto sulla guida provvidenziale della Chiesa.


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Non vogliamo da qui polemizzare, ma è fuori dubbio che il gesto che sarebbe dovuto essere semplicemente di forma, si confuse nella SOSTANZA andando a corrodere le fondamenta della Chiesa nella sua legittima autorità Petrina...

Ma leggiamo un pò di storia, come nasce la Tiara?

Ce lo facciamo dire da un libro del 1878 scritto dalla Casa editrice dei Salesiani proprio per il sacerdote don Bosco.....e che riporta l'incorazione di Papa Leone XIII

leggiamo:

Triregno. È un ornamento del capo, rotondo, chiuso al di sopra,  circondato da tre corone. È questa una magnifica e splendida insegna di onore, di maestà, di giurisdizione del Sommo Pontefice. La sua origine rimonta ai tempi di Costantino, che la diede a s. Silvestro in segno di onore. Era fatto a forma del Pileo dei Romani, berretto, che usavano solamente i liberi e non gli schiavi. Perciò vuoisi che Costantino l’ abbia data a s. Silvestro, appunto per indicare che la Chiesa cessava di essere schiava e tiranneggiata dai persecutori, e cominciava ad essere libera nei suoi spirituali esercizi.

            Quest’ ornamento da prima portava una sola corona, ed era detto Regno. Fu chiamato poscia Triregno quando ebbe aggiunte due altre corone. La seconda corona fu aggiunta da Bonifacio VIII; la terza da Benedetto XII. Sebbene una sola possa esprimere il sommo potere del Papa, tuttavia le tre corone esprimono meglio le tre potestà che egli ha in Cielo, in terra e nel Purgatorio, coelestium, terrestrium, et infernorum. Le tre  corone possono ancora significare che il Papa è Sommo Sacerdote, Signore temporale, e universale Legislatore. Il Triregno è sormontato da un globo su cui sorge una croce. Il globo e la croce posta sul Triregno indica il mondo assoggettato a Gesù Cristo in virtù della Croce, ed è sostenuto dal Papa, perchè tutta la terra è alla sua cura affidata.

 Tiara. - Quello, che ora dicesi Triregno, anticamente, cioè prima che vi fossero le tre corone, chia-mavasi comunemente Regno, o Tiara. Ora però la parola tiara si prende per indicare il medesimo Triregno.

( sempre dal medesimo testo, che parla dell'incoronazione di Papa Leone XIII, leggiamo la descrizione dell'evento)

Allora il Cardinale secondo Diacono, che stava a sinistra del trono, toglieva dal capo del Pontefice la mitra, ed il Cardinale primo Diacono, che stava alla destra, gli imponeva il Triregno, proferendo a voce alta e vibrata le famose parole:  Accipe Tiaram tribus coronis ornatam,et scias Te esse Patrem Principum et Regum, Rectorem Orbis, in terra Vicarium Salvatoris N. J. C. cui est honor et gloria in saecula saeculorum.

            Ricevi la Tiara ornata di tre corone, e sappi che Tu sei Padre dei Principi e dei Re, Reggitore del mondo, Vicario in terra del Salvator Nostro Gesù Cristo, cui è onore e gloria nei secoli dei secoli.

            Il Triregno imposto al S. Padre Leone XIII fu già donato al Santo Padre Pio IX dalla Guardia Palatina d’ onore.

            L’ atto e le parole suddette fecero correre come un fremito di commozione fra gli astanti, molti dei quali ne rimasero inteneriti fino alle lagrime. Era questo difatto il punto più bello e più solenne della grandiosa cerimonia, e non poteva non produrre un effetto vivissimo nel cuore di tanti figli devoti ed affezionati alla nostra santissima religione.

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diceva così a ragione l'amico Newman:

La verità, che finalmente si comincia ad ammettere, è che la vicenda postconciliare fu un cavallo di Troia che sfondò gli argini del buonsenso ecclesiale. Fu pertanto prevalentemente un fenomeno politico e culturale, che costrinse alte, e magari nobili, idealità teologiche a precipitare e fossilizzarsi nella sociologia dell'epoca


.... la deposizione della tiara fu un atto personale di Paolo VI; difatti la "Romano Pontifici eligendo", promulgata dallo stesso Pontefice, prevedeva che il nuovo Papa fosse incoronato, secondo l'uso, dal Cradinale Protodiacono.

Poi la Provvidenza volle che al sacro Soglio ascendesse Luciani (Giovanni Paolo I) - uomo non particolarmente attento a certi "segni" e, per operata dei soliti devastatori modernisti oramai impernati in Curia, disattendendo la Romano Pontifici Eligendo, il rito dell'incoronazione venne omesso.
( strano, a questo punto, che, secondo una certa letteratura, papa Luciani venne comunque "Obbligato" a fare uso della gestatoria).

Paolo VI, in un certo senso fu un martire, impose a sè stesso dei grandi sacrifici (di indole sua era ben altro che modernista, minimalista o "semplicista"), al solo scopo di non porsi in urto fronatale - a scanso di mali peggiori - con le nefaste tendenze che allora imperavano, nella speranza - purtroppo infondata che, finita la buriana conciliarista - gradatamente, le cose si sarebbero assestate. Ma l'assestamento non ci fu...

Ricapitolando: la Romano Pontifici Eligendo, cap. VI, che parla di: ACCETTAZIONE, PROCLAMAZIONE E INCORONAZIONE DEL NUOVO PONTEFICE. Quindi Paolo VI, anni dopo aver rinunciato alla Tiara, come già detto rimane convinto della Incoronazione per il suo Successore.
Più precisamente è l'ultimo punto (n. 92) della Costituzione Apostolica a dire: Infine il Pontefice sarà incoronato dal Cardinale Protodiacono e, entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto.

Espressa in maniera chiara la volontà del Pontefice di essere incoronato. Altrettanto chiara è stata la volontà di Papa Giovanni Paolo I (e successivamente di Papa Giovanni Paolo II, che - volendo - avrebbe potuto richiamarsi alla Costituzione Apostolica paolina ancora vigente e farsi incoronare) di non volere più la tiara. Benedetto XVI si è semplicemente richiamato alla Costituzione Apostolica wojtyliana Universi Dominici gregis e ha presieduto la Santa Messa di inizio del ministero petrino del Vescovo di Roma.

Paolo VI depone la tiara (non vi rinuncia nè l'abolisce, lasciando così liberi i suoi successori di fare come meglio avrebbero creduto, non dimentichiamolo): alcuni oggi si stracciano le vesti. Ma nel clima del tempo (l'acuta sensibilità sociale, le lotte sindacali, la lotta dei paesi del terzo mondo per liberarsi dal colonialismo....) come avrebbe potuto la Chiesa proporsi autenticamente come interlocutrice ai popoli emergenti, se il suo capo veniva "incoronato" con un cerimoniale più fastoso di quello della regina d'Inghilterra (il capo del più vasto impero coloniale, fino a quel momento)? Con ciò non intendo dire che Paolo VI "fece bene" o "fece male": ma solo che il suo gesto va contestualizzato nel tempo e nel mondo in cui fu compiuto, e questa contestualizzazione è indispensabile, non opzionale, così come è indispensabile rammentare che il significato della Tiara NON è venuto meno e che è rimasto negli Stemmi più significativi di ogni Pontificato e della Santa Sede: la Tiara con le due chiavi, simbolo dell'autorità petrina del legare e sciogliere, e dei Sacramenti.

Il fatto che ciò che diaciamo è vero lo spiega che la statua di bronzo di san Pietro, posta nella Basilica alla venerazione dei fedeli, viene ancora oggi rivestita in certe occasioni particolari, con gli ornamenti Pontifici e con la Tiara...a significare appunto che è Lui il Principe degli Apostoli e che da Lui passano questi tre simboli ai suoi Successori legittimi:

                         Tiara

                                                               Benedetto XVI stemma
                                                                  stemma di Benedetto XVI a ridosso di una Chiesa


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)