DIFENDERE LA VERA FEDE

Pensieri, Fioretti e Preghiere del Santo Curato d'Ars, (Giovanni M. Vianney) per i Sacerdoti e per TUTTI

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    Caterina63
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    00 6/14/2009 3:04 PM
    Amici....inseriremo in questo spazio frasi, pensieri e piccole catechesi del Santo Curato d'Ars sia per una riflessione personale, sia per un aiuto ed un sostegno AI SACERDOTI....

    Come possiamo, infatti, aiutare i Sacerdoti attraverso internet?

    - Divulgando incessanti inviti alla Preghiera per la loro santificazione (Rosario, Sacrificio Eucaristico, la Confessione, Adorazione Eucaristica), così come richiesto e spiegato nel Decreto per le Indulgenze che il Santo Padre ha concesso per questo Anno Sacerdotale ;
    - Divulgando iniziative economiche per il loro sostegno;
    - Divulgando una corretta informazione sul Ministero sacerdotale;
    - Divulgando iniziative atte ad offrire ogni forma di sacrificio personale, per la santificazione dei Sacerdoti e per ottenere sante Vocazioni;
    - Sensibilizzando i nostri parroci e i sacerdoti in generale a leggere e ad applicare il Magistero della Chiesa;

    come vediamo anche attraverso Internet le opportunità di vivere questo Anno Sacerdotale sono tante....e ciò deve aiutarci poi a concretizzare NELL'AZIONE QUOTIDIANA, tutti i buoni proprositi e le sante intenzioni che qui leggiamo....perchè una fede senza le opere è priva di sapore...

    Ai Sacerdoti chiediamo di aiutare anche noi Laici  a non doverci mai vergognare della Fede che professiamo...e ai Laici come me, come noi, invito di cuore AD AMARE I SACERDOTI, BACIATE LE LORO MANI, NON VERGOGNATEVI di ripristinare questo gesto legittimo....le loro mani sono CONSACRATE, si bacia in esse la dignità del Cristo Sacerdote come appunto insegnava san Padre Pio....e voi sacerdoti, quando qualche laico per DEVOZIONE vi bacerà le mani, non ritraetele come fate di solito...perchè così facendo UMILIATE il Laico e dimostrate di non aver compreso quanto sia alta e fuori dal tempo la vostra Dignità....

    Sarete VOI stessi invece ad essere positivamente "umiliati" attraverso questo gesto perchè esso non è fatto per gli onori terreni, ma bensì per rammentarvi che siete di Cristo e al Cristo va ogni atto di devozione.... 

    Buona meditazione a tutti  



    Così insegna il Santo Curato d'Ars:

                                                Curato d'Ars

    Del Prete

    Quando vedete un prete, dovete dire: "Ecco colui che mi ha reso figlio di Dio e mi ha aperto il cielo per mezzo del santo Battesimo, colui che mi ha purificato dopo il mio peccato, colui che nutre la mia anima..."
    Il prete è per voi come una madre, come una nutrice per un neonato: ella gli dà da mangiare e il bimbo non deve fare altro che aprire la bocca. La Madre dice al suo bimbo: " Tieni, piccolo mio, mangia".
    Il prete vi dice: "Prendete e mangiate, ecco il Corpo di Gesù Cristo. Possa custodirvi per la vita eterna".
    Che belle parole!
    Il Prete possiede le chiavi dei tesori del Cielo: è lui ad aprirne la porta; egli è l'economo di Dio, l'amministratore dei suoi Beni (cfr.1Cor.4,1).


    *************************

    La Messa, dono di Dio

    Tutte le buone opere insieme non equivalgono al Santo Sacrificio della Messa: esse, infatti, sono opere degli uomini, mentre la Messa è opera di Dio.
    Il martirio è nulla al suo confronto: è l'uomo che sacrifica a Dio la sua vita, ma la Messa è Dio che sacrifica all'uomo il suo Corpo e il suo Sangue.
    Alle parole del Sacerdote, Nostro Signore scende dal cielo ed entra in una piccola ostia.
    Dio fissa il suo sguardo sull'altare. "Ecco, dice, il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
    Per i meriti dell'offerta di questa vittima non può rifiutare nulla!
    Che bello!
    Dopo la Consacrazione, il buon Dio è lì, nell'Ostia, come in cielo!
    Se riuscissimo a comprendere veramente questo mistero, moriremmo d'amore!!
    Dio ci tratta con indulgenza a causa della nostra debolezza.
    Se qualcuno ci dicesse: "Alla tal ora, verrà resuscitato un morto", ci affretteremmo sicuramente per assistere all'evento.
    Eppure la consacrazione che cambia il e il vino nel Corpo e Sangue di Dio, non è forse un miracolo ben più grande della risurrezione di un morto?

    Bisognerebbe sempre dedicare almeno un quarto d'ora a prepararsi ad ascoltare la Messa con devozione.
    Bisognerebbe arrivare prima alla Messa per avere il tempo di recitare un Rosario.
    Bisognerebbe umiliare se stessi davanti al buon Dio, sull'esempio del suo profondo annientamento nel Sacramento dell'Eucarestia, e fare l'esame di coscienza, poichè per assistere bene alla Messa, bisogna essere in stato di grazia.
    Oh! Se avessimo fede, se capissimo il valore del Santo Sacrificio, dimostreremmo molto più fervore nell'assistere alla Messa!

                                         Eucarestia
                 (Anime Sante del Purgatorio che vengono salvate grazie al Sacrificio Eucaristico)




    Santo Curato d'Ars
    (San Giovanni Maria Vianney)


    Dio contempla con amore un'anima pura, le concede tutto quello che essa chiede. E come potrebbe resistere ad un'anima che vive soltanto per Lui, per mezzo di Lui e in Lui? Essa lo cerca e Dio si mostra a lei; Lo chiama e Dio viene; è tutt'uno con Lui. Essa incatena la sua volontà.
    Non si può capire il potere che un'anima pura ha sul buon Dio. Non è lei che fa la volontà di Dio, è Dio che fa la sua.
    Un'anima pura ? come una bella perla. Finché è nascosta in una conchiglia in fondo al mare, nessuno pensa ad ammirarla, ma se la mostrate al sole, essa risplende e attira gli sguardi: cosí è dell'anima pura, nascosta adesso agli occhi del mondo, risplenderà un giorno dinanzi agli angeli, nel sole dell'eternità. 

    Quanto piú i giusti sono nell'innocenza, tanto piú riconoscono la loro povera miseria e praticano l'umiltà senza la quale non si può andare in cielo.
    L'umiltà è come la catena del rosario; se la catena si rompe, i granelli se ne vanno; se cessa l'umiltà, tutte le virtú spariscono.
    L'umiltà è come una bilancia: quanto piú ci si abbassa da un lato, tanto piú si è innalzati dall'altro.
    Fu chiesto ad un santo qual era la prima virtú: «È l'umiltà», rispose - E la seconda? - «L'umiltà» - E la terza? - «L'umiltà».
    L'umiltà disarma la giustizia di Dio. 

    Un'anima pura súscita l'ammirazione delle tre Persone della Santissima Trinità. Il Padre contempla la sua opera: «Ecco dunque la mia creatura…». Il Figlio, il prezzo del suo Sangue: si conosce la bellezza di un oggetto dal prezzo che è costato … Lo Spirito Santo vi abita come in un tempio.
    Quanto piú ci si rende poveri per l'amore di Dio, tanto piú si è ricchi in realtà! 

    Non tutti coloro che si avvicinano [ai Sacramenti] sono santi, però i santi saranno sempre scelti tra coloro che li ricevono spesso.
    I santi sono come tanti piccoli specchi nei quali Gesú Cristo si contempla.
    Nei suoi apostoli [Gesú] contempla il suo zelo e il suo amore per la salvezza delle anime; nei martiri, contempla la sua pazienza, le sue sofferenze e la sua morte dolorosa; nei solitari, egli vede la sua vita oscura e nascosta; nelle vergini, ammira la sua purezza senza macchia, e in tutti i santi, la sua carità senza limiti, di modo che, ammirando le virtú dei santi, non facciamo altro che ammirare le virtú di Gesú Cristo.
    Sí, con una preghiera fatta bene, possiamo comandare al cielo e alla terra; tutto ci obbedirà.
    Se siete nell'impossibilità di pregare, nascondetevi dietro al vostro angelo, e incaricatelo di pregare al posto vostro.
    Non dovremmo perdere la presenza di Dio, piú di quanto non perdiamo la respirazione.
    La preghiera è per la nostra anima ciò che la pioggia è per la terra. Concimate una terra quanto volete, se manca la pioggia, tutto quello che farete non servirà a nulla.
    Non c'è bisogno di pregare tanto per pregare bene. Si sa che il buon Dio è lí, nel santo Tabernacolo; gli si apre il cuore, ci si compiace della sua presenza. Questa è la migliore preghiera.
    Quando prego, mi figuro Gesú mentre prega il Padre suo.
    Il buon Dio ama essere importunato.
    Bisogna pregare molto semplicemente e dire: Mio Dio, ecco un'anima ben povera che non ha niente, che non può nulla, fammi la grazia di amarti, di servirti e di conoscere che non so nulla.
    Il buon Dio non ha bisogno di noi: se ci comanda di pregare, è perché Egli vuole la nostra felicità, e perché la nostra felicità può trovarsi soltanto là.
    Quando siamo dinanzi al Santo Sacramento, invece di guardare attorno a noi, chiudiamo i nostri occhi e la nostra bocca, apriamo il nostro cuore, il buon Dio aprirà il suo, andremo a Lui, Egli verrà a noi, l'uno per chiedere e l'altro per ricevere; sarà come un soffio dall'uno all'altro. 

    Venite alla comunione, venite a Gesú, venite a vivere di Lui, al fine di vivere per Lui.
    Tutti gli esseri della creazione hanno bisogno di nutrirsi per vivere; per questo il buon Dio ha fatto crescere gli alberi e le piante; è una bella tavola ben servita dove tutti gli animali vengono a prendere ognuno il cibo che gli conviene. Ma anche l'anima deve nutrirsi… Quando Dio volle dare un nutrimento alla nostra anima, per sostenerla nel pellegrinaggio della vita, Egli pose il suo sguardo sulla creazione e non trovò nulla che fosse degna di lei. Allora si ripiegò su sé stesso e decise di dare sé stesso… O anima mia, quanto sei grande, dal momento che soltanto Dio può appagarti.
    «Tutto quello che chiederete al Padre nel nome mio, Egli ve lo concederà».  Mai avremmo pensato di chiedere a Dio il suo proprio Figlio. Ma ciò che l'uomo non può dire o concepire, e che non avrebbe mai osato desiderare, Dio, nel suo amore, l'ha detto, l'ha concepito e l'ha adempiuto. 

    (CURATO D'ARS, Scritti scelti, a cura di Gérard Rossé, Città Nuova Editrice)

    (8/94)

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    ECUMENISMO E CATTOLICITÀ
    Un ricco protestante un giorno disse al Santo Curato D'Ars:
    « Signor Curato, mi fido del Cristo che ha detto "Chi crederà in me, avrà la vita eterna"».
    «Ah, amico mio, rispose - Il Signore ha detto ben altro. Ha detto che chi non avrebbe ascoltato la sua Chiesa doveva essere considerato come un pagano. Ha detto che non ci doveva essere che un solo gregge e un solo pastore, e ha stabilito San Pietro come capo di questo gregge».
    Poi con una voce più dolce e penetrante:« Mio caro, non ci sono due maniere buone per servire in Signore, non ce n'é che una, di servirlo cioè come Egli vuole essere servito.
    E qui il Santo scomparve, lasciando l'uomo in un turbamento salutare, precursore della grazia divina dalla quale egli fu felicemente vinto.

    [Edited by Caterina63 6/10/2021 4:49 PM]
    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 6/18/2009 2:26 PM
    Cari Sacerdoti e Amici Laici....RISCOPRIAMO IL VALORE DELLA CONFESSIONE....
    e se in questo link:
    Il Sacramento della Confessione-Riconciliazione


    troverete materiale utile per conoscere a fondo questa Riconciliazione....leggiamo ora come insegnava il Santo Curato d'Ars su questo Sacramento...


    La Confessione, il miogliore dei balsami.

    Figli miei,
    è difficile per noi capire quanta bontà Dio ha dimostrato nei nostri confronti istituendo quell'importantissimo Sacramento che è la Penitenza...
    Se quei poveri dannati che sono all'Inferno da tanto tempo si sentissero dire: "Metteremo un prete all'entrata dell'inferno. Tutti coloro che vorranno confessarsi non dovranno fare altro che uscire"; figli miei, credete che ne resterebbe solo uno?
    I più grandi peccatori non avrebbero paura di dire i loro peccati, nemmeno davanti al mondo intero!
    Oh! in un batter d'occhio l'inferno si svuoterebbe e il cielo si popolerebbe!
    Ebbene! noi abbiamo il tempo e i mezzi che quei poveri dannati non hanno.

    Miei cari, quando abbiamo una macchia sull'anima, dobbiamo fare come chi possiede una bella sfera di cristallo di cui ha particolare cura: non appena si accorge che la sfera è coperta da un sottile strato di polvere, passa subito una spugna ed ecco che la sfera torna chiara e lucente.
    E' bello pensare che abbiamo a disposizione un Sacramento che guarisce le piaghe della nostra anima!
    Tuttavia bisogna accostarvisi in una particolare condizione d'animo; altrimenti, nuove ferite si aggiungono alle vecchie!

    Che cosa pensereste di un uomo coperto di ferite che si comportasse come segue?
    Gli venne consigliato di andare all'ospedale per curare le sue ferite; egli vi si reca; qui il medico lo guarisce dandogli dei medicamenti.
    Ma ecco che l'uomo prende il coltello e inferisce contro se stesso violenti colpi facendosi ancora più male di prima.
    Ebbene! è quello che spesso fate quando, usciti dal Confessionale, ricadete negli stessi peccati.
    Ci sono persone che profanano il Sacramento mancando di sincerità
    ...
    Sono coloro che hanno nascosto peccati mortali commessi dieci, vent'anni prima. Per questo sono tormentati in continuazione; il peccato sta loro dinanzi, ogni giorno; hanno sempre in mente di confessarlo, ma continuano a rimandare questo momento: è un vero e proprio inferno!

    Figli miei, bisogna chiedere di pentirsi veramente!!
    Dopo la confessione, è necessario piantare una spina nel proprio cuore e non perdere mai di vista i propri peccati.
    Bisogna fare come l'Angelo ha fatto con san Francesco d'Assisi: gli ha piantato cinque dardi che sarebbero rimasti conficcati per sempre.
    Quando avete fatto una buona confessione, avete messo in catene il Demonio.
    I peccati che nascondiamo ritorneranno tutti a galla prima o poi.
    Per cancellare efficacemente i propri peccati, bisogna confessarli completamente!

    ***************************

    Ci sono alcuni sacerdoti che, inseguendo una voce corrente, sostengono e dicono ai propri penitenti: "ma non ti preoccupare! Dio è misericordioso! DIMENTICA TUTTI I TUOI PECCATI....ed anche se non ricordi, non importa, l'importante è che tu sia pentito...!"

    nulla di tutto ciò è più deleterio ed ingannevole!
    Dio è anche GIUDICE e la Giustizia prevede la resa dei conti non per una parte di vita vissuta MA PER TUTTA...

    Lo stesso Salmo dice:

    Salmi 31,5

    Ti ho manifestato il mio peccato,
    non ho tenuto nascosto il mio errore.
    Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
    e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.

    Salmi 50,5

    Riconosco la mia colpa,
    il mio peccato mi sta sempre dinanzi.


    La Misericordia di Dio non cancella e non annulla LA PENITENZA, Egli rimette "la malizia del nostro peccato", ma per rimetterla OCCORRE DENUNCIARLA ossia Confessarla...dice infatti la Scrittura:

    Proverbi 20,9

    Chi può dire: «Ho purificato il cuore,
    sono mondo dal mio peccato?».


    NESSUNO DI NOI PUO' AUTOGIUSTIFICARSI, nessuno di noi può autopurificarsi, è necessario il Sacramento per essere mondi dal peccato, ergo è necessario confessare TUTTO senza omettere nulla pensando che Dio tanto è buono e tutto perdona! Agendo così NON è Dio a perdonarci, ma ci autogiustifichiamo...e nessun Sacerdote ha il diritto di suggerire ai fedeli di omettere i peccati passati...o peggio di insegnare questo Sacramento come se fosse una passeggiata...

    Questo Sacramento FA MALE, certamente che fa male...ma a che cosa? AL NOSTRO ORGOGLIO, ALLA SUPERBIA, AL PROPRIO "IO"...fa male perchè ci mette a nudo e fa male perchè, se usato correttamente, ci dice in faccia chi siamo, il male che abbiamo fatto, ma attenzione, esso NON ci lascia nel Male che abbiamo fatto emergere, è qui la potenza di Dio e la Sua Misericordia: Egli per mezzo del Sacerdote sconfigge questo male denunciato, lo annienta, lo distrugge...e questa OPERAZIONE CHIRURGICA operata nella nostra anima, ci rimette in piedi, ci ridona serenità, ci dona PACE VERA, ci dona GIOIA PIENA...

    Quanti di noi hanno fatto l'esperienza dell'Ospedale per un intervento chirurgico? per un dolore, per una malattia?
    Ebbene si ENTRA MALATI (IL MALE=MALATI), si subisce l'intervento del chirurgo CHE FA MALE...FA SENTIRE DOLORE....ma poi si esce senza più quel dolore....
    Se andate dal Medico, gli nascondereste forse quale sia il male che vi affligge?
    E se non conoscste la provenienza del male che vi affligge, non chiedereste al medico di scoprirne l'origine?

    Ecco, la stessa cosa è per l'Anima: si deve avere per lei la stessa cura che sia ha per il corpo e forse anche di più perchè il corpo è destinato ALLA POLVERE, L'ANIMA ALL'ETERNITA'....

    Cari Sacerdoti, non prendete alla leggera questo Sacramento che NON è una vostra invenzione e nè potete usare a vostro piacimento....
    Ascoltate l'insegnamento della Chiesa e dei suoi Santi...per salvare davvero le nostre anime occorre che ci diaciate TUTTA LA VERITA' di ciò che ci aspetta, anche il rischio dell'Inferno...

    Così dice DIO:

    Ezechiele cap.3

    18 Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. 19 Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato.
    20 Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. 21 Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato».

    Giovanni cap. 20

    21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

    I peccati, per poter essere rimessi VANNO CONFESSATI.....ed occorre impegnarsi ALLA CONVERSIONE....

    2Corinzi 5,20

    Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

                              Confessione







    Al tempo del Santo Curato, in Francia, la confessione non era né più facile, né più frequente che ai nostri giorni, dato che la tormenta rivoluzionaria aveva soffocato a lungo la pratica religiosa.
    Ma egli cercò in ogni modo, con la predicazione e con il consiglio persuasivo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della Penitenza sacramentale, mostrandola come un’esigenza intima della Presenza eucaristica. Seppe così dare il via a un circolo virtuoso.

    Con le lunghe permanenze in chiesa davanti al tabernacolo fece sì che i fedeli cominciassero ad imitarlo, recandovisi per visitare Gesù, e fossero, al tempo stesso, sicuri di trovarvi il loro parroco, disponibile all’ascolto e al perdono.

    In seguito, fu la folla crescente dei penitenti, provenienti da tutta la Francia, a trattenerlo nel confessionale fino a 16 ore al giorno. Si diceva allora che Ars era diventata “il grande ospedale delle anime”.[20] “La grazia che egli otteneva [per la conversione dei peccatori] era sì forte che essa andava a cercarli senza lasciar loro un momento di tregua!”, dice il primo biografo.[21] Il Santo Curato non la pensava diversamente, quando diceva: “Non è il peccatore che ritorna a Dio per domandargli perdono, ma è Dio stesso che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui”.[22] “Questo buon Salvatore è così colmo d’amore che ci cerca dappertutto”.[23]

    Tutti noi sacerdoti dovremmo sentire che ci riguardano personalmente quelle parole che egli metteva in bocca a Cristo: “Incaricherò i miei ministri di annunciare ai peccatori che sono sempre pronto a riceverli, che la mia misericordia è infinita”.[24]

    Dal Santo Curato d’Ars noi sacerdoti possiamo imparare non solo un’inesauribile fiducia nel sacramento della Penitenza che ci spinga a rimetterlo al centro delle nostre preoccupazioni pastorali, ma anche il metodo del “dialogo di salvezza” che in esso si deve svolgere.
    Il Curato d’Ars aveva una maniera diversa di atteggiarsi con i vari penitenti. Chi veniva al suo confessionale attratto da un intimo e umile bisogno del perdono di Dio, trovava in lui l’incoraggiamento ad immergersi nel “torrente della divina misericordia” che trascina via tutto nel suo impeto. E se qualcuno era afflitto al pensiero della propria debolezza e incostanza, timoroso di future ricadute, il Curato gli rivelava il segreto di Dio con un’espressione di toccante bellezza: “Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l’amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l’avvenire, pur di perdonarci!”.[25]
    A chi, invece, si accusava in maniera tiepida e quasi indifferente, offriva, attraverso le sue stesse lacrime, la seria e sofferta evidenza di quanto quell’atteggiamento fosse “abominevole”: “Piango perché voi non piangete”,[26] diceva. “Se almeno il Signore non fosse così buono! Ma è così buono! Bisogna essere barbari a comportarsi così davanti a un Padre così buono!”.[27]

    Faceva nascere il pentimento nel cuore dei tiepidi, costringendoli a vedere, con i propri occhi, la sofferenza di Dio per i peccati quasi “incarnata” nel volto del prete che li confessava. A chi, invece, si presentava già desideroso e capace di una più profonda vita spirituale, spalancava le profondità dell’amore, spiegando l’indicibile bellezza di poter vivere uniti a Dio e alla sua presenza: “Tutto sotto gli occhi di Dio, tutto con Dio, tutto per piacere a Dio... Com’è bello!”.[28] E insegnava loro a pregare: “Mio Dio, fammi la grazia di amarti tanto quanto è possibile che io t’ami”.[29]

    Il Curato d’Ars, nel suo tempo, ha saputo trasformare il cuore e la vita di tante persone, perché è riuscito a far loro percepire l’amore misericordioso del Signore. Urge anche nel nostro tempo un simile annuncio e una simile testimonianza della verità dell’Amore: Deus caritas est (1 Gv 4,8).

    (Benedetto XVI: Lettera ai Sacerdoti)

    [Edited by Caterina63 6/18/2009 2:56 PM]
    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 9/20/2009 3:38 PM
    Dal Thread:
    S.Giovanni M.Vianney (il Curato d'Ars) modello e guida per tutti i Sacerdoti


    nel quale è stato inserito il testo fondamenta del beato Papa Giovanni XXIII sul Santo Curato d'Ars, riporto:

    ASCESI SACERDOTALE

    Parlare di San Giovanni Maria Vianney è richiamare la figura di un sacerdote straordinariamente mortificato, che, per amore di Dio e per la conversione dei peccatori, si privava di nutrimento e di sonno, s'imponeva rudi discipline e praticava soprattutto la rinunzia di se stesso in grado eroico. Se è vero che non è generalmente richiesto ai fedeli di seguire questa via eccezionale, tuttavia la Divina Provvidenza ha disposto che nella Chiesa non mancassero mai pastori di anime che, mossi dallo Spirito Santo, non esitano ad incamminarsi per questo sentiero, poiché sono tali uomini specialmente che operano miracoli di conversioni. A tutti l'ammirabile esempio di rinunzia del Curato d'Ars, " severo con sé e dolce con gli altri ", richiama in modo eloquente e pressante il posto primordiale dell'ascesi della vita sacerdotale.


    Consigli evangelici e santità sacerdotale

    Il Nostro Predecessore Pio XII, volendo chiarire maggiormente questa dottrina e dissipare alcuni equivoci, tenne a precisare essere falso affermare " che lo stato clericale - in quanto tale e in quanto procede dal diritto divino - per sua natura o almeno per un postulato della stessa natura, esiga che siano osservati dai suoi membri i consigli evangelici ". E il Papa conclude giustamente: " Il chierico dunque non è obbligato per diritto divino ai consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza ". Ma sarebbe sbagliare enormemente sul pensiero di questo Pontefice, tanto sollecito della santità dei sacerdoti, e sull'insegnamento costante della Chiesa, credere pertanto che il sacerdote secolare sia chiamato alla perfezione meno del religioso. Anzi è vero il contrario, perché per il compimento delle funzioni sacerdotali " si richiede una santità interiore maggiore di quella richiesta anche dallo stato religioso ". E se, per raggiungere questa santità di vita, la pratica dei consigli evangelici non è imposta al sacerdote in virtù dello stato clericale, essa si presenta nondimeno a lui, come a tutti i discepoli del Signore, come la via regolare della santificazione cristiana. Del resto, con grande Nostra consolazione, quanti sacerdoti generosi l'hanno oggi compreso giacché, pur rimanendo tra le file del clero secolare, domandano a pie associazioni approvate dalla Chiesa di essere guidati e sostenuti nelle vie della perfezione!

    Persuasi che " la grandezza del sacerdote consiste nell'imitazione di Gesù Cristo ", i sacerdoti saranno dunque più che mai attenti agli appelli del divino Maestro: " Se qualcuno vuol seguirmi, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua " (Mt 16,24). Il Santo Curato d'Ars, vien riferito, " aveva meditato spesso questa frase di Nostro Signore e cercava di metterla in pratica ". Dio gli fece la grazia di restarvi eroicamente fedele; e il suo esempio ci guida ancora nelle vie dell'ascesi, in cui brilla di grande splendore per la sua povertà, castità e ubbidienza.

    San Giovanni M. Vianney, esempio mirabile di povertà evangelica

    Anzitutto osservate la povertà dell'umile Curato d'Ars, degno emulo di San Francesco d'Assisi, di cui fu nel Terz'Ordine un fedele discepolo. Ricco per dare agli altri, ma povero per sé, visse in un totale distacco dai beni di questo mondo e il suo cuore veramente libero si apriva largamente a tutte le miserie materiali e spirituali che affluivano a lui. " Il mio segreto - egli diceva - è semplicissimo: Dare tutto e non conservare niente ". Il suo disinteresse lo rendeva premuroso verso i poveri, soprattutto quelli della parrocchia, ai quali dimostrava un'estrema delicatezza, trattandoli " con vera tenerezza, con molti riguardi, si deve dire con rispetto ". Raccomandava che non bisogna mai mancare di riguardo ai poveri, perché tale mancanza ricade su Dio; e quando i miseri bussavano alla porta, egli era felice di poter loro dire, accogliendoli con bontà: " Io sono povero come voi; sono oggi uno dei vostri! ". Alla fine della vita amava ripetere: " Sono contentissimo: non ho più niente e il buon Dio può chiamarmi quando vorrà ".

    Applicazioni per i sacerdoti di oggi

    Potrete da ciò comprendere, Venerabili Fratelli, che con affetto esortiamo i nostri cari figli del sacerdozio cattolico a meditare un tale esempio di povertà e di carità. " L'esperienza quotidiana attesta - scriveva Pio XI pensando appunto al Santo Curato d'Ars - che i sacerdoti di vita modesta i quali, secondo la dottrina evangelica, non cercano in nessuna maniera i propri interessi, apportano mirabili benefici al popolo cristiano ". E lo stesso Pontefice, considerando la società contemporanea, rivolgeva anche ai sacerdoti questo grave monito: " Mentre si vedono gli uomini vendere e negoziare tutto per il denaro, procedano essi disinteressatamente attraverso le attrattive dei vizi; e respingendo santamente l'indegna cupidigia del guadagno, non cerchino l'utile pecuniario, ma quello delle anime, bramino e chiedano la gloria di Dio e non la loro ".

    Queste parole devono essere scolpite nel cuore di tutti i sacerdoti. Se ve ne sono che possiedono legittimamente beni personali, non vi si attacchino. Si ricordino piuttosto dell'obbligo enunciato dal Codice di Diritto Canonico, a proposito dei benefici ecclesiastici, " di destinare il superfluo ai poveri e alle cause pie ". E voglia Dio che nessuno meriti il rimprovero fatto dal Santo Curato alle sue pecorelle: " Quanti hanno denaro che tengono serrato, mentre tanti poveri muoiono di fame! ". Ma Noi sappiamo che molti sacerdoti oggi vivono effettivamente in condizioni di reale povertà. La glorificazione di uno di loro, che volontariamente visse tanto spogliato e si rallegrava al pensiero di essere il più povero della parrocchia, sarà per essi un provvidenziale incoraggiamento a rinnegare se stessi nella pratica di una povertà evangelica. E se la Nostra paterna sollecitudine può essere loro di qualche conforto, sappiano che noi vivamente godiamo del loro disinteresse nel servizio di Cristo e della Chiesa.

    Certamente, nel raccomandare questa santa povertà, non intendiamo affatto, Venerabili Fratelli, approvare la miseria, nella quale sono talora ridotti i ministri del Signore nelle città o nelle campagne. Nel commento su l'esortazione del Signore al distacco dai beni di questo mondo, San Beda Venerabile ci mette precisamente in guardia da ogni interpretazione abusiva: " Non bisogna credere - scrive egli - che sia comandato ai santi di non conservare denaro ad uso proprio o dei poveri; perché si legge che il Signore stesso per formare la sua chiesa aveva una cassa...; ma piuttosto che non si serva Dio per questo né rinunzi alla giustizia per timore della povertà ". D'altronde l'operaio ha diritto alla sua mercede: e Noi, facendo nostre le sollecitudini del nostro immediato precedessore, domandiamo instantemente a tutti i fedeli di rispondere con generosità all'appello dei Vescovi, giustamente premurosi di assicurare ai loro collaboratori convenienti risorse.

    La sua castità angelica

    San Giovanni Maria Vianney, povero di beni, fu ugualmente mortificato nella carne. " Non vi è che una maniera di darsi a Dio nell'esercizio della rinunzia e del sacrificio - egli diceva - darsi cioè interamente ". E in tutta la sua vita praticò in grado eroico l'ascesi della castità.
    Il suo esempio su questo punto sembra particolarmente opportuno, perché in molte regioni, purtroppo, i sacerdoti sono costretti a vivere, a motivo del loro ufficio, in un mondo in cui regna un'atmosfera di eccessiva libertà e sensualità. Ed è troppo vera per essi la espressione di San Tommaso: " E' alquanto difficile vivere bene nella cura delle anime a causa dei pericoli esteriori ". Spesso, inoltre, essi sono moralmente soli, poco compresi, poco sostenuti dai fedeli, cui si dedicano. A tutti, specialmente ai più isolati e ai più esposti, Noi rivolgiamo qui un caldissimo appello perché la loro vita intera sia una chiara testimonianza resa a questa virtù che San Pio X chiamava " ornamento insigne dell'Ordine nostro ". E vi raccomandiamo con viva insistenza, Venerabili Fratelli, di procurare ai vostri sacerdoti, nel miglior modo possibile, condizioni di vita e di lavoro tale da sostenere la loro generosità. Bisogna cioè ad ogni costo combattere i pericoli dell'isolamento, denunciare le imprudenze, allontanare le tentazioni dell'ozio o i rischi dell'esagerata attività. Ci si ricordi ugualmente a questo riguardo dei magnifici insegnamenti del Nostro Predecessore nell'enciclica Sacra virginitas.

    " La castità brillava nel suo sguardo ", è stato detto del Curato d'Ars. Realmente chi si pone alla sua scuola è colpito non solo dall'eroismo con cui questo sacerdote ridusse in servitù il suo corpo (cf 1 Cor 9,27), ma anche dall'accento di convinzione con cui egli riusciva a trascinare dietro di sé la moltitudine dei suoi penitenti. Egli conosceva, attraverso una lunga pratica del confessionale, le tristi rovine dei peccati della carne: " Se non ci fossero alcune anime pure per ricompensare Dio, sospirava..., vedreste come saremmo puniti! ". E parlando per esperienza, aggiungeva al suo appello un incoraggiamento fraterno: " La mortificazione ha un balsamo e dei sapori di cui non si può fare a meno quando li si abbia una volta conosciuti... In questa via quello che costa è solo il primo passo! ".

    Questa ascesi necessaria della castità, lungi dal chiudere il sacerdote in uno sterile egoismo, rende il suo cuore più aperto e più pronto a tutte le necessità dei suoi fratelli: " Quando il cuore è puro - diceva ottimamente il Curato d'Ars - non può fare a meno di amare, poiché ha ritrovato la sorgente dell'amore che è Dio ". Quale beneficio per la società ave-e nel suo seno uomini che, liberi dalle preoccupazioni temporali, si consacrano completamente al servizio divino e dedicano ai propri fratelli la loro vita, i loro pensieri e le loro energie! Quale grazia sono per la Chiesa i sacerdoti fedeli a questa eccelsa virtù! Con Pio XI Noi la consideriamo come la gloria più pura del sacerdozio cattolico, e " per quanto riguarda le anime sacerdotali, Ci sembra rispondere nella maniera più degna e conveniente ai disegni e desideri del Sacratissimo Cuore di Gesù ". Pensava a questo disegno dell'amore divino il Santo Curato d'Ars, quando esclamava: " Il sacerdozio, ecco l'amore del Cuore di Gesù! ".

    Il suo spirito di obbedienza

    Sullo spirito di obbedienza del Santo le testimonianze sono innumerevoli, giacché si può veramente affermare che per lui l'esatta fedeltà al promitto dell'Ordinazione fu l'occasione di una rinuncia continua durata quarant'anni. Per tutta la sua vita, infatti, egli aspirò alla solitudine di un santo ritiro e le responsabilità pastorali furono per lui un fardello troppo pesante, di cui tentò anche più volte di liberarsi. Ma la sua obbedienza totale al Vescovo fu ancora più ammirabile. Ascoltiamo, Venerabili Fratelli, alcuni testimoni della sua vita: " Dall'età di quindici anni - dice uno di essi - questo desiderio (della solitudine) era nel suo cuore per tormentarlo e sottrargli le gioie che avrebbe potuto gustare nella sua posizione "; ma " Dio non permise - attesta un altro - che egli potesse realizzare il suo disegno. La divina Provvidenza voleva senza dubbio che, sacrificando il proprio gusto all'obbedienza, il piacere al dovere, già M. Vianney avesse continua occasione di vincersi "; " M. Vianney - conclude un terzo - restò Curato d'Ars con un'obbedienza cieca, e vi è rimasto fino alla morte ".

    Questa totale adesione alla volontà dei suoi Superiori era, conviene precisarlo, interamente soprannaturale nel motivo; era un atto di fede nella parola di Cristo che dice ai suoi Apostoli: " Chi ascolta voi, ascolta me " (Lc 10,16) e, per restarvi fedele, si esercitava a rinunziare abitualmente alla sua volontà nell'accettare il pesante ministero del confessionale e in tutti gli altri compiti quotidiani, in cui la collaborazione tra confratelli rende l'apostolato più fruttuoso.
    Ci piace proporre come esempio ai sacerdoti questa rigida obbedienza, nella fiducia che essi ne comprenderanno tutta la grandezza e ne acquisteranno il gusto spirituale. E, se mai fos- sero tentati di dubitare dell'importanza di questa virtù capitale, tanto facilmente misconosciuta oggi, sappiano di aver contro le chiare e decise affermazioni di Pio XII, il quale attestava che " la santità della vita di ciascuno e l'efficacia dell'apostolato si basano e poggiano, come su solido fondamento, sul rispetto costante e fedele per la sacra gerarchia". Del resto voi ricordate, Venerabili Fratelli, con che forza i nostri ultimi predecessori hanno denunziato i gravi pericoli dello spirito di indipendenza in seno al clero, tanto per l'insegnamento dottrinale, quanto per i metodi di apostolato e per la disciplina ecclesiastica.

    Noi non vogliamo insistere oltre su questo punto, ma preferiamo esortare i Nostri figli sacerdoti a sviluppare in sé il senso filiale della loro appartenenza alla Chiesa, nostra Madre. Si diceva del Curato d'Ars che non viveva che nella Chiesa e per la Chiesa, come un fuscello di paglia posto in un braciere ardente. Sacerdoti di Gesù Cristo, siamo immersi nel braciere che il fuoco dello Spirito Santo vivifica; abbiamo ricevuto tutto dalla Chiesa; operiamo in suo nome e in virtù dei poteri da essa conferitici: amiamo servirla nei vincoli dell'unità e nella maniera in cui vuole essere servita.
     

                                                      Anno Sacerdotale


    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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    00 1/8/2010 7:20 PM
    Conoscere san Giovanni Maria Vianney attraverso i suoi libri

    Nella biblioteca
    del curato d'Ars


    di Bernard Ardura
    Presidente del Pontificio Comitato
    di Scienze Storiche


    La devozione popolare verso i santi ha spesso intessuto una certa legenda aurea, tesa a esprimere l'amore dei fedeli e la loro gratitudine verso Dio che ha colmato dei suoi doni di grazia questi esemplari discepoli di Cristo e, spesso, a sminuire le doti naturali dei santi per meglio mettere in risalto gli effetti dell'intervento divino nella loro vita. Il santo Curato d'Ars non fa eccezione e non mancano opere divulgative che lo presentano abusivamente quasi come privo di intelligenza, pur nell'intento lodevole di esaltare la sua santità.

    Il pellegrino che visita la canonica di Jean-Marie Vianney rimane spesso commosso di fronte alla semplicità, anzi alla povertà della casa, e in genere non nota la presenza di una biblioteca ricca di ben 252 libri, cosa che per un parroco francese dell'inizio dell'Ottocento e per molti suoi contemporanei risulta considerevole. L'insieme di questi libri è molto interessante, perché il loro proprietario non ha mai pubblicato e neppure scritto i suoi catechismi che conosciamo solo attraverso gli appunti dei suoi devoti discepoli. Pertanto questa biblioteca è praticamente l'unico mezzo per conoscere da vicino la personalità del Curato d'Ars, che si presentava volentieri come ignorante, mentre era, nella misura delle sue possibilità, un amante dello studio.

    Ricordiamo brevemente che, nato a Dardilly, vicino a Lione, l'8 maggio 1786, Jean-Marie, da giovane, lavorava nei campi e pascolava le pecore; quindi non ebbe l'opportunità di frequentare regolarmente la scuola. Ricevette la prima comunione nel corso di una messa clandestina a Écully, nel 1799. Solo nel 1803, quando aveva ormai 17 anni, frequentò la scuola elementare a Dardilly. Quando, nel 1806, fu presentato al seminario Saint-Irénée di Lione, fece subito l'esperienza amara di cozzare contro un muro di ignoranza apparentemente insuperabile. L'insegnamento nel seminario era esclusivamente dispensato attraverso corsi in latino, del tutto inaccessibili al giovane contadino. Per i suoi professori, era "debolissimus" e l'eventualità di restituirlo alla sua famiglia sembrava loro la soluzione migliore.


    La sua vocazione fu "salvata", nel 1807, da don Charles Balley, canonico regolare di Santa Genoveffa prima della Rivoluzione francese e antico maestro dei novizi, che aveva avuto la fortuna di ricevere la solida preparazione dei sacerdoti dell'ancien régime.

    Il canonico Balley univa attività intellettuale rigorosa e austerità di vita. Dopo la Rivoluzione, nominato parroco di Écully, vicino a Lione, Balley fece venire alcuni giovani per prepararli al sacerdozio. Jean-Marie fu il suo discepolo più fedele perfino nelle pratiche austere. Però, il maestro si rese immediatamente conto dell'impossibilità d'insegnargli la teologia in latino. Quindi decise di spiegargli in francese i vari trattati teologici. Lo stesso canonico si fece garante della qualità della vocazione del giovane dinanzi alle autorità diocesane. Così, Jean-Marie Vianney fu ordinato sacerdote il 13 agosto 1815.

    Nominato viceparroco del canonico a Écully, ricevette dal maestro la prima iniziazione al ministero sacerdotale, per due anni e mezzo, fino alla morte di don Balley, avvenuta il 16 dicembre 1817. Il maestro aveva ereditato dal suo convento parigino un forte rigorismo influenzato dal giansenismo. Quindi non c'è da meravigliarsi se, nei primi anni del suo ministero, il Curato d'Ars fustigava i suoi parrocchiani, "cattivi cattolici", con rigorismo esagerato. Il giovane sacerdote faticava per preparare i suoi sermoni, lavorando sodo per molte ore del giorno e della notte, copiando citazioni dai libri del maestro, prima di imparare a memoria queste "sudate carte".

    Alla morte del canonico Balley, Vianney ereditò i libri del maestro, all'incirca 79 titoli, che portò con sé ad Ars dove fu nominato parroco l'11 febbraio 1818. Ma la biblioteca di Ars è ricca di ben 151 libri anteriori all'anno 1818. Quindi, gli altri 81 provengono da acquisti posteriori al suo arrivo ad Ars. A partire dal 1818, la biblioteca continua a crescere e 103 titoli del catalogo sono stati pubblicati da questa data fino alla morte del santo curato nel 1859, al ritmo di uno e fino a sei libri l'anno.

    Siccome Vianney non ha più lasciato Ars dopo il suo pellegrinaggio mariano a Fourvière, nella città di Lione, nel 1823, ci si chiede come abbia fatto ad acquistare una tanto copiosa quantità di libri. Il mistero rimane tuttora insoluto. Comunque, questa biblioteca è composta esclusivamente di libri religiosi e il suo fondo è simile a quello delle biblioteche ecclesiastiche del tempo. Questa osservazione porta a pensare che tale collezione di libri e documenti come le lettere pastorali o i foglietti pii sono il risultato di una scelta personale di Vianney e non di una raccolta casuale.

    Come i suoi contemporanei, il Curato d'Ars era molto attratto dalle vite dei santi in cui cercava degli esempi concreti da proporre ai suoi fedeli. Dalla lettura del catalogo della biblioteca risulta che tutte le problematiche legate alla Chiesa suscitavano il suo interesse. Fra l'altro, si è particolarmente documentato sulle missioni e parlava spesso dei missionari ai suoi fedeli. Grazie, in particolare, alla Théologie morale del cardinale Thomas-MarieJoseph Gousset (1845), scoprì la dottrina di sant'Alfonso de Liguori e si è così staccato dal rigorismo iniziale, accordandosi in questo modo con il pensiero della Chiesa del suo tempo. Contrariamente ai cataloghi elaborati dai librai, gli autori membri di ordini religiosi annoverati nella biblioteca sono in minoranza e la maggior parte di loro sono gesuiti.

    Osservando i segni lasciati dal lettore sui libri - ex-libris, scritture, segni, pagine piegate o tagliate, piccoli avanzi di cibo fra le pagine perché leggeva durante i pasti - si può affermare che Jean-Marie Vianney ha letto sicuramente 192 libri della sua biblioteca.

    Si notano alcune assenze notevoli fra i libri conservati ad Ars:  l'Imitatio Christi e le opere di san Francesco di Sales abitualmente presenti in tutte le biblioteche ecclesiastiche francesi del tempo. Leggendo i manoscritti dei suoi sermoni ci si rende conto che il predicatore, dalla memoria poco sicura, trascriveva soltanto delle citazioni spesso lette e poi interiorizzate nella contemplazione, che restituiva in una forma approssimativa ma convincente.

    Insomma, Vianney usava la sua biblioteca come fonte per il suo ministero sacerdotale, consapevole che la preghiera deve unirsi allo studio, per istruire il popolo cristiano e condurlo sulla via della santità. Rinchiuso per ore nel suo confessionale, a contatto diretto con la debolezza umana e con l'opera del Male, che chiamava "il Rampino", grazie al suo amore per Cristo che venerava nel Sacro Cuore, seppe assimilare il contenuto dei libri letti ed esprimere nel linguaggio dell'amore e della misericordia divina il grande messaggio del Vangelo della salvezza.

    Vianney recepì il consiglio del suo vescovo Alexandre Devie che affermava nel 1848:  "Il secondo dovere [dei sacerdoti per mantenersi nella santità] consiste nello studio delle materie ecclesiastiche" e "mai forse il clero ebbe così tanto bisogno di istruirsi come nell'infelice secolo che stiamo vivendo." Del Curato d'Ars, anche se non ha lasciato scritti, a eccezione dei manoscritti dei suoi sermoni, ha lasciato la testimonianza inconfutabile del suo amore per i libri e per lo studio.

    Jean-Baptiste-Henri Lacordaire, restauratore dell'ordine dei predicatori in Francia, pellegrino ad Ars dove predicò il 4 maggio 1845, diceva che "le Lettere sono con il Cristianesimo il principio di ogni civiltà" e "che non si rimpiange mai di aver acquistato una scienza [perché] il risultato di un lavoro coscienzioso è sempre un beneficio". Il grande predicatore di Notre-Dame di Parigi esprimeva i suoi sentimenti intimi dopo aver sentito predicare Vianney:  "Vorrei predicare come lui."

    Il Curato d'Ars non è certo diventato uno studioso in grado di scrivere libri o di tenere un corso universitario, ma la sua biblioteca prova che egli non ha mai rinunciato alla personale formazione intellettuale e spirituale tramite lo studio, come aveva appreso dal canonico Balley. La scelta delle sue letture, consone con gli orientamenti spirituali e le preoccupazioni della Chiesa, e perfettamente adattate alle necessità dei suoi contemporanei, dimostra la giustezza del suo discernimento intellettuale, illuminato dalla sua vita di fede e dalla sua carità apostolica. La sua evoluzione spirituale, dal rigorismo alla fiducia nell'amore misericordioso del Salvatore, è senz'altro frutto dell'azione dello Spirito nel suo cuore, ma anche delle sue letture.

    Passare in rassegna con sguardo attento la sua biblioteca ci mostra che se Vianney ha voluto possederne una, obbedendo alle istruzioni del suo vescovo, era per adempiere meglio ai suoi doveri pastorali, rivelandosi sacerdote intelligente, coscienzioso e pieno di zelo per la salvezza dei suoi fedeli.



    (©L'Osservatore Romano - 9 gennaio 2010)

    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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    00 2/8/2010 9:19 PM
    Tutte le grazie sono nelle mani della santa Vergine
    del Santo Curato d'Ars


    da Madre di Dio sett 2009

    «La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.
    Il suo cuore di madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. È sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.

    Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio; nel cuore della Vergine santissima esiste solo misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore. "Madre mia – le dice Nostro Signore – non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui".

    La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?
    Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica… ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine è come se fosse sempre una novità.

    Tutti i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal Cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio.
    Ebbene, la santa Vergine è la portinaia del Cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finché il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte… La santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.

    Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate alla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la santa Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio.

    Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della santa Vergine ed ella le renderà profumate»



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    00 2/21/2010 9:54 PM
    Sto meditando in questi giorni sul Santo Curato d'Ars e vi condivido queste perle:

    - "Signor Curato, dove avete fatto il corso di teologia?" - gli chiese un giorno un sacerdote. Il Santo curato Vianney senza parlare gli indicò il suo inginocchiatoio posto davanti ad un Crocefisso....

    - Fu chiesto al Santo Curato in quale modo aiutarsi per vincere le tentazioni, rispose:
    "Quando sarete tentati, gettatevi prontamente fra le braccia della Madre di Dio, e con il santo Rosario, reclamate la sua protezione. Allora sarete sicuri di riuscire vittoriosi sopra i vostri nemici e li vedrete ben presto coperti di confusione. Piuttosto preoccupatevi di restarLe fedeli come si conviene".

    - Un giorno un protestante chiese al santo Curato cosa pensasse del Paradiso e se ci fosse stata la possibilità di condividerlo con i protestanti, risposte il Santo Vianney: " Ahimè amico mio! Noi NON saremo uniti lassù se non in quanto avremo incominciato ad essere uniti sulla terra. La morte non cambierà nulla. Dove cade l'albero, lì rimane. A meno che non venga rinnescato  nella Chiesa..."

    - Un giovane fedele gli chiese come si potesse riconoscere l'azione dello Spirito Santo, risposte il Santo Curato d'Ars: " E' semplice: quando ci vengono i pensieri buoni, quando speriamo, quando il nome stesso di Dio in Gesù ci commuove fino alle lacrime, quando non possiamo fare a meno di amare la Chiesa nostra madre, allora stai tranquillo che è lo Spirito Santo che ci visita"...
    Buon Cammino Quaresimale a tutti....


                                              Santo Curato d'Ars
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    00 3/7/2010 11:24 PM

    Meditazione del Curato d'Ars sul sacerdozio

    da una Catechesi di San Giovanni Maria Vianney…

    Oh! Il prete è veramente qualcosa di straordinario! Dopo di Te, o Dio, il prete è tutto! Se incontrassi per strada un Tuo Angelo e un Tuo sacerdote, saluterei prima il sacerdote, perché l’Angelo non può assolvermi dai peccati, non può aprire la porta della vita eterna, non può mutare il pane in carne. Le dita del prete, che hanno toccato la carne adorabile di Gesù Cristo, che sono state immerse nel calice contenente il suo sangue, nel ciborio contenente il suo corpo, non sono forse più preziose? Eppure nulla al mondo è più infelice di un prete. Al vedere Dio offeso.

    Sempre il suo santo nome bestemmiato! Sempre violati i suoi comandamenti! Sempre oltraggiato il suo amore! Il prete non vede che questo, non ode che questo. È continuamente come san Pietro nel pretorio di Pilato, con sotto gli occhi il Signore insultato, deriso, coperto di obbrobri. Gli uni gli sputano in faccia, gli altri gli tirano schiaffi, altri gli mettono una corona di spine, lo si getta a terra, si pesta sotto i piedi, lo si crocifigge, gli si trapassa il cuore… Ah! Se avessi saputo cos’è un prete, invece di andare in seminario, sarei fuggito.



    Fraternamente CaterinaLD

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    00 4/14/2010 12:32 PM
    Ricordandovi di riflettere su queste pagine:
    Cari Sacerdoti, se si ammala la Liturgia, si ammala TUTTA la Chiesa

    CRISI DEL SACERDOZIO? cerchiamo di capire le ragioni...

    LA FORMAZIONE DEI PRETI

    Non di una Chiesa più "umana" abbiamo bisogno, ma di una Chiesa DIVINA (Ratzinger 1990)

    Proseguiamo con altre riflessioni del Santo Curato d'Ars che prendo dal libro: "Diventare santi ogni giorno" 15 meditazioni di Pierre Blanc Ed. Gribaudi


    - "Lo Spirito Santo è la nostra guida. L'uomo non è nulla per se stesso, ma è moltissimo con lo Spirito Santo.
    La persona umana è completamente terrestre e animale. Non c'è che lo Spirito Santo che possa elevare la sua anima e portarla in alto.
    Quelli che sono guidati dallo Spirito Santo hanno le idee giuste. Ecco perchè ci sono tanti analfabeti che la sanno più lunga di tanti eruditi!"


    - Com'è bello amare Dio!
    Mio Dio!
    Cosa potremmo dunque amare, se non amiamo l'Amore stesso?
    L'Uomo è creato dall'Amore, ecco perchè è così portato ad amare.
    Amare Dio con tutto il proprio cuore significa non amare altri che Lui, rendendolo sempre presente in tutto ciò che amiamo.
    Non si può, perciò, amare Dio senza testimoniarglielo attraverso le opere!


    - Com'è bella la Preghiera del Padre Nostro!
    Siamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo, poichè tutti i giorni diciamo: " Padre nostro che sei nei cieli".
    Oh! Com'è bello sapere di avere un Padre nei cieli! Allontaniamo ogni dubbio!
    "Venga il tuo regno"; se faccio regnare davvero il buon Dio nel mio cuore, Egli mi farà regnare con Lui nella sua gloria!
    "Sia fatta la tua volontà"; non c'è nulla di così dolce  che fare la volontà di Dio, nulla di così perfetto. Per fare bene tutte le cose, bisogna farle come Dio vuole, e non come vogliamo noi, anche se molte volte ci costa fatica, anche se può sembrare che la nostra idea o la nostra opinione sia buona, non è importante ciò che voglio "io", è più perfetto fare ciò che Lui vuole, in conformità piena e senza compromessi, con i suoi disegni i quali sono perfetti.
    Quando ci si lascia guidare da Dio, facendo ciò che Lui vuole, non ci si può sbagliare.... l'occhio del mondo non vede più in la della Verità, al contrario, l'occhio del cristiano che fa la volontà di Dio, vede fino al fondo dell'eternità....


    - " L'altro giorno, stavo tornando da Savigneux.
    Gli uccelli stavano cantando nel bosco. Mi sono messo a piangere: povere bestie, mi son detto, il buon Dio vi ha creato per cantare e voi cantate, mentre l'Uomo è stato creato per amare il buon Dio, e non lo ama! L'uomo che pensa solamente al proprio lavoro e che vive solamente per i suoi tornaconti, è un uomo infelice; egli non è un animale da lavoro, bensì è stato creato ad immagine di Dio perchè con Dio regnasse...
    Dio non ci perde mai di vista, come una madre non perde mai di vista il proprio figlioletto che inizia a muovere i suoi primi passi, ma per ricevere le attenzioni di Dio occorre anche che noi ci fidiamo di Lui, come un bambino si fida della propria amorevole madre!"


    - Che grande dono è per l'Uomo la Croce!
    Le croci ci uniscono al Signore! Non lasciarti ingannare da chi le teme e le getta via, esse non sono uno strumento di morte ma di resurrezione. La croce infatti ci purifica e ci distacca da questo mondo, ci aiuta a liberare il nostro cuore da ogni ostacolo, ci aiuta ad attraversare la vita come un ponte aiuta ad attraversare un corso d'acqua. Porta sempre con te un Crocifisso che ti aiuti a ricordare che anche tu hai la tua croce da portare, ma mentre Nostro Signore era solo nel portarla, noi non siamo soli, il peso maggiore lo porta Lui per noi, prova a fidarti di Lui come Lui continua a fidarsi di te, ogni giorno, Egli infatti ti attende nel confessionale per liberarti dai pesi eccessivi, quelli che veramente ti fanno male, e ti libera la croce da pesi inutili...

    - Siamo così nemici di tutto ciò che ci contraria nelle idee e nelle opinioni mondane, che vorremmo sempre vivere tra i petali di rosa, o in una scatola di cotone. Ma è proprio attraverso la sofferenza che si va in cielo, non v'è altra strada.
    Le malattie, le tentazioni, le sofferenze sono quelle croci giunte a noi a causa del Peccato Originale e che Gesù ha trasformato nello strumento per andare in cielo! Egli stesso ne è il modello. Nostro Signore non ti dice di soffrire senza aver Lui per primo e ingiustamente sofferto per te! La Croce è così la scala che porta al Cielo.
    Quanto è consolante, allora, soffrire per amore di Gesù ogni patimento e poter dire la sera: coraggio, anima mia, oggi hai avuto la grazia santificante di rassomigliare a Gesù Cristo!
    Anch'io devo operare ogni giorno per portare la croce
    .
    Soffro di notte per le Anime del Purgatorio e di giorno per la conversione dei peccatori.
    Mio Dio, concedetemi, ve ne supplico, la conversione della mia Parrocchia, acconsento a qualsiasi sofferenza vorrete per tutta la mia vita: ho più fiducia in Voi che nelle mie misere forze, so che mi esaudirete
    !"


    - Che lo si voglia o no, bisogna soffrire!
    Ma questo non deve spaventarci! Piuttosto dobbiamo imparare a fidarci di Nostro Signore che è disceso dal Cielo per aiutarci proprio nella sofferenza!
    Ci sono persone che soffrono come il Buon Ladrone in croce ed altre che reagiscono vergognosamente come l'altro, che invece di alleggerire la propria e giusta croce, mentre sta morendo, non pensa ad altro che ad insultare il Giusto Crocifisso.
    Entrambi soffrono allo stesso modo, ma solo uno seppe rendere meritorie le sue sofferenze, accettandole e al tempo stesso, supplicando il ricordo di Nostro Signore nella medesima sorte della morte: Ricordati di me, quando sarai nel tuo regno!
    In quella sopportazione e accettazione egli seppe ricevere lo spirito della riparazione e della conversione, e volgendosi verso Gesù crocifisso, morente anch'Egli, fu in grado di raccogliere dalla sua bocca l'amorevole consolazione: "Oggi stesso sarai con me in Paradiso!"
    Quale Uomo non vorrebbe sentirsi dire una consolazione più grande? Purtroppo troppe persone non ci credono, e non è facile guidarli su questa strada, tuttavia possiamo dare ad essi la testimonianza del Buon Ladrone anche nel nostro operare e poi pregare affinchè il Signore stesso sciolga i cuori più induriti!



    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 6/14/2010 11:45 AM
    " ...quando temete di fare i vostri atti religiosi davanti al mondo, e che trovandovi in una casa non osate fare il segno della croce prima di mangiare, o che per farlo, vi girate dall'altra parte per paura di essere visti e presi in giro ; 
    e quando sentite suonare l'Angelus, fate finta di non sentirlo, e non lo dite, per paura di essere presi in giro.
    O ancora quando il buon Dio vi da il pensiero di andarvi a confessare e dite "o non ci andro mi prenderanno in giro".
    Se vi comportate in questo modo, non potete dire che siete cristiani.
    No, amici miei, siete come per il passato gli Ebrei, cacciati, o piuttosto, vi siete separati da voi stessi; siete soltanto dei traditori; il vostro linguaggio ne dà la prova e il vostro modo di vivere lo manifesta chiaramente."
      

    Santo Curato d'Ars

    **********************************************


    si legga con attenzione l'aggiornamento apportato al thread:

    S.Giovanni M.Vianney (il Curato d'Ars) modello e guida per tutti i Sacerdoti e...il PATRONATO MANCATO, SCIPPATO






    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 6/19/2010 1:57 PM

    ATTO DI AMORE

    di  S. Giovanni M. Vianney - Curato D'Ars


    Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio

    é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.

    Ti amo, o Dio infinitamente amabile,

    e preferisco morire amandoti,

    piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.

    Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo

    è di amarti eternamente.

    Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,

    soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.

    Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,

    voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.

    Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,

    e mi tieni quaggiù crocifisso con te.

    Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti

    e sapendo che ti amo.

     COLLETTA DELLA MEMORIA LITURGICA

    ( 4 agosto)

    O Dio onnipotente e misericordioso,

    che in San Giovanni Maria Vianney,

    ci hai offerto un mirabile pastore,

    pienamente consacrato al servizio del tuo popolo,

    per la sua intercessione e il suo esempio

    fa’ che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli

    e godere insieme con loro la gioia senza fine.

    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio

    e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo

    per tutti i secoli dei secoli.

    Amen.

    MEDITARE IL ROSARIO

    CON SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY

    "Rivolgiamoci a Lei con grande fiducia, e siamo sicuri che, per quanto miserabili siamo, Lei ci otterrà la grazia della nostra conversione".

    SIA BENEDETTA

    LA SANTISSIMA IMMACOLATA CONCEZIONE

    DELLA BEATISSIMA VERGINE MARIA MADRE DI DIO!

    O MARIA, TUTTE LE GENTI GLORIFICHINO,

    E TUTTA LA TERRA INVOCHI E BENEDICA

    IL TUO CUORE IMMACOLATO

    San Giovanni Maria Vianney


    Misteri della gioia (lunedì e sabato)

    1° Mistero della gioia:  L’Annunciazione

    Frutto del mistero: L’umiltà

    "Siamo agli occhi di Dio quel che siamo: né più, né meno: Dobbiamo soltanto compiacerlo. Tutto il nostro merito è di contribuire alla grazia".

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, risveglia nel cuore dei giovani il desiderio di seguirti con fiducia sul cammino del Sacerdozio, del matrimonio o della vita consacrata.

    2° Mistero della gioia: La Visitazione

    Frutto del Mistero: L’amore del prossimo

    "Un buon cristiano che ama Dio e il prossimo, vedete come è felice! Quanta pace nella sua anima! Quelli che amano il buon Dio sono felici così quelli che sono intorno a loro"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, suscita nel mondo delle persone raggianti di carità


    3° Mistero della gioia: La Natività

    Frutto del Mistero: La Povertà

    "Più ci si rende poveri per l’amore di Dio, più si è ricchi in realtà… I poveri e gli amici dei poveri sono gli amici di Dio"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, insegnaci ad accogliere i poveri e a servirli con gioia


    4° Mistero della gioia: La Presentazione di Gesù al Tempio

    Frutto del Mistero: L’obbedienza e la purezza

    "Fratelli miei, non siamo più felici di Simeone? Possiamo guardare Gesù sempre, se vogliamo. Non viene soltanto nelle nostre braccia, ma nel nostro cuore."

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, disponi i bambini ad una obbedienza filiale e piena d’amore verso i genitori


    5° Mistero della gioia: Il ritrovamento di Gesù nel Tempio

    Frutto del Mistero: La ricerca di Dio in tutte le cose

    "Se vogliamo testimoniare al buon Dio che l’amiamo, bisogna compiere la sua volontà. Il mezzo più sicuro di conoscere la volontà di Dio, è di pregare la nostra buona Madre"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta tutti quelli che devono prendere delle decisioni importanti a mettere Dio al primo posto.

    Misteri della luce (giovedì)

    1° Mistero della luce: Il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano

    Frutto del Mistero: Ravvivare in noi la grazia del nostro battesimo

    "Un cristiano creato a immagine di Dio, un cristiano riscattato dal sangue di un Dio. Un cristiano, figlio di Dio, fratello di un Dio, l’erede di un Dio"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, rafforza la fede di tutti coloro che si preparano a ricevere il Battesimo.


    2° Mistero della luce: Le nozze di Cana

    Frutti del Mistero: L’amore alla Chiesa

    "Tutto quello che il Figlio domanda al Padre gli è accordato. Tutto quello che la Madre domanda al Figlio le è ugualmente accordato. Quel che ci deve impegnare a rivolgerci ad Essa con grande fiducia, è che Lei è sempre disponibile.

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ crescere nei nostri cuori l’amore e la fiducia verso la Chiesa, nostra Madre.


    3° Mistero della luce. L’Annuncio del Regno di Dio e l’invito alla conversione

    Frutto del Mistero: La Conversione

    "Nostro Signore che è la verità stessa, non fa distinzione tra la Parola e il suo Corpo. E’ totalmente impossibile amare Dio e piacergli senza essere nutriti da questa Parola divina"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, santifica i sacerdoti nell’esercizio del loro ministero, perché siano immagine credibile del Buon Pastore.

    4° Mistero della luce: La Trasfigurazione

    Frutto del Mistero: La grazia di una vita interiore

    "Come i discepoli sul Tabor videro soltanto Gesù, le anime interiori, sul Tabor del loro cuore, vedono soltanto Nostro Signore. Sono due amici che non si stancano mai l’uno dell’altro"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta i cristiani a vivere una vita di preghiera sempre più profonda.


    5° Mistero della luce: L’istituzione dell’Eucaristia

    Frutto del Mistero: La fede nella presenza reale

    "Tutte le opere buone riunite non equivalgono al Sacrificio della Messa, perché esse sono le opere degli uomini e la Santa Messa è l’opera di Dio".

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ che l’Eucaristia sia la sorgente e la vetta della nostra vita cristiana.

    Misteri del dolore (martedì e venerdì)

    1° Mistero del dolore: L’agonia di Gesù nel Getsemani

    Frutto del Mistero: La contrizione dei nostri peccati

    "Un cristiano deve essere sempre pronto a combattere. E’ combattendo che proviamo a Dio che il nostro amore consiste nell’accettare le pene che Lui ci manda".

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, sostieni quelli che combattono per la fede.

    2° Mistero del dolore: Gesù è flagellato

    Frutto del Mistero: Il controllo dei sensi

    "Il buon Dio non domanda il martirio del corpo, ci chiede soltanto il martirio del cuore e dell’anima".

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiutaci a guardare un cuore puro al centro di questo mondo.


    3° Mistero del dolore: Gesù è coronato di spine

    Frutto del Mistero: La guarigione del nostro orgoglio

    "Quelli che ci umiliano sono nostri amici, non quelli che ci lodano…"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ regnare nei nostri cuori l’umiltà e la pace di Cristo.


    4° Mistero del dolore: Gesù porta la croce

    Frutto del Mistero: La pazienza nelle prove

    "Nostro Signore è il nostro modello: prendiamo la nostra croce e seguiamolo. Se temete che il coraggio vi manchi, portate lo sguardo sulla Croce dove Gesù Cristo è morto, e vedrete che il coraggio non vi mancherà"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta le persone provate ad unirsi a Te nella sofferenza.


    5° Mistero del dolore: Gesù è morto sulla Croce

    Frutto del Mistero: La sete della salvezza delle anime

    "O amore immenso di un Dio per la sua creatura! Ci aspetta a braccia aperte, ci apre la piaga del suo Cuore Divino"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, fa’ crescere nel cuore dei missionari il desiderio di farti conoscere dappertutto nel mondo


    Misteri della gloria (mercoledì e domenica)


    1° Mistero della gloria: La Resurrezione del Signore

    Frutto del Mistero: La fede

    "La fede può tutto. Mio Dio dateci la fede e vi ameremo di tutto cuore"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, guida il Santo Padre affinché annunci senza tregua che sei l’unico Salvatore che ci conduce verso il Padre


    2° Mistero della gloria: L’Ascensione di Gesù al cielo

    Frutto del Mistero: Il desiderio del cielo

    "Vedete, figli miei, bisogna riflettere che abbiamo un’anima da salvare e una eternità che ci aspetta"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, effondi la tua grazia nei nostri cuori affinché la speranza della vita eterna abiti in noi ogni giorno


    3° Mistero della gloria: La Pentecoste

    Frutto del Mistero: La venuta dello Spirito Santo nei nostri cuori

    "Lo Spirito Santo è come un giardiniere che lavora nella nostra anima… Dobbiamo soltanto dire "Si" e lasciarci guidare"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, aiuta i cristiani ad accogliere pienamente lo Spirito Santo per lavorare all’unità della Chiesa


    4° Mistero della gloria. L’Assunzione di Maria Vergine

    Frutto del Mistero: La Grazia di una buona morte

    "In Cielo, il nostro cuore sarà talmente perso, annegato nella felicità di amare Dio, che non ci occuperemo di noi, né degli altri, ma di Dio soltanto"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, apri le porte del Tuo Regno a tutti i nostri fratelli defunti


    5° Mistero della gloria: L’incoronazione di Maria Vergine

    Frutto del Mistero: Una più grande devozione a Maria

    "Il cuore di questa Madre buona è soltanto amore e misericordia; Lei desidera soltanto vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a Lei per essere esauditi"

    Signore, per l’intercessione di Maria Immacolata, ti presentiamo le nostre intenzioni particolari. Nella tua bontà degnati di esaudirle.




     

    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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    00 6/19/2010 1:58 PM

    PREGHIERA A S. GIOVANNI MARIA VIANNEY

     

    di mons. Guy Bagnard, vescovo di Belley – Ars

     

     Santo Curato d’Ars, tu hai fatto della tua vita un’offerta totale a Dio per il servizio degli uomini. Che lo Spirito Santo, per la tua intercessione, ci conduca a rispondere oggi, senza debolezza, alla nostra vocazione personale.

    Tu sei stato un assiduo adoratore di Cristo nel Tabernacolo. Insegnaci ad avvicinarci con fede e rispetto all’Eucaristia, a gustare la presenza silenziosa di Gesù nel Santissimo Sacramento.

    Tu sei stato l’amico dei peccatori. Tu dicevi loro: “Le vostre colpe sono come un granello di sabbia rispetto alla grande montagna della misericordia di Dio”. Sciogli i legami della paura che talvolta ci tengono lontani dal perdono di Dio. Aumenta in noi il pentimento per le nostre colpe. Mostraci il vero volto del Padre che attende instancabilmente il ritorno del figliol prodigo.

    Tu sei stato il sostegno dei poveri: “Il mio segreto è molto semplice:dare tutto senza conservare niente”. Insegnaci a condividere con quelli che sono nel bisogno, rendici liberi riguardo al denaro e a tutte le false ricchezze.

    Tu sei stato un figlio affettuoso della Vergine Maria, “il tuo più vecchio amore”. Insegnaci a pregarla con la semplicità e la fiducia di un bambino.

    Tu sei diventato il testimone esemplare dei Parroci dell’universo. Che la tua carità pastorale conduca i pastori a ricercare la vicinanza con tutti, senza preferenze. Ottieni loro l’amore per la Chiesa, lo slancio apostolico, la solidità nelle prove.

    Ispira ai giovani la grandezza del ministero sacerdotale e la gioia di rispondere alla chiamata del buon Pastore.

    Santo Curato d’Ars, sii tu il nostro intercessore presso Dio.

    Amen.

      

    PREGHIERA PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI

    di mons. Guy Bagnard, vescovo di Belley – Ars

     Signore Gesù, guida e pastore del tuo popolo, tu hai chiamato nella Chiesa San Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars, come tuo servo. Sii benedetto per la santità della sua vita e l’ammirabile fecondità del suo ministero. Con la sua perseveranza egli ha superato tutti gli ostacoli nel cammino del sacerdozio.

    Prete autentico, attingeva dalla Celebrazione Eucaristica e dall’adorazione silenziosa l’ardore della sua carità pastorale e la vitalità del suo zelo apostolico.

    Per sua intercessione:

    Tocca il cuore dei giovani perché trovino nel suo esempio di vita lo slancio per seguirti con lo stesso coraggio, senza guardare indietro.

    Rinnova il cuore dei preti perché si donino con fervore e profondità e sappiano fondare l’unità delle loro comunità sull’Eucaristia, il perdono e l’amore reciproco.

    Fortifica le famiglie cristiane perché sostengano quei figli che tu hai chiamato.

    Anche oggi, Signore, manda operai alla tua messe, perché sia accolta la sfida evangelica del nostro tempo. Siano numerosi i giovani che sanno fare della loro vita un “ti amo” a servizio dei fratelli, proprio come San Giovanni Maria Vianney.

    Ascoltaci, o Signore, Pastore per l’eternità.

    Amen.

    LITANIE DI SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY

    Signore pietà,      

    Cristo pietà,                                                  

    Signore pietà,                                    

    Cristo, ascoltaci,    

    Cristo, esaudiscici 

    Dio, Padre del cielo                                 abbi pietà di noi

    Dio, Figlio Redentore del mondo

    Dio, Spirito Santo

    Santa Trinità, unico Dio

    Santa Maria                                                     prega per noi

    San Giovanni Maria Vianney

    Santo Curato d’Ars

    Immagine di Cristo Sacerdote

    Immagine di Cristo Buon Pastore

    Patrono dei parroci

    Modello dei sacerdoti

    Maestro di formazione sacerdotale

    Modello di virtù sacerdotali

    Sacerdote dell’Eucaristia celebrata ed adorata

    Adoratore fedele del Santissimo Sacramento

    Servitore devoto del Cuore Immacolato di Maria

    Zelante per la salvezza delle anime

    Pastore fermo e prudente

    Divorato dallo zelo apostolico

    Modello di purezza

    Valente imitatore delle sofferenze di Cristo

    Abisso di umiltà

    Maestro di preghiera

    Modello di unione con Dio

    Amante della santa povertà

    Amico premuroso dei poveri

    Timoroso del giudizio divino

    Apostolo della penitenza

    Apostolo della misericordia di Dio

    Premuroso verso i malati

    Catechista infaticabile

    Predicatore con parole di fede

    Apostolo della santificazione della domenica

    Martire del confessionale

    Direttore saggio delle anime

    Illuminato dallo Spirito del consiglio

    Splendente di luce celeste

    Compassionevole verso ogni miseria

    Provvidenza degli orfani

    Favorito dal dono dei miracoli

    Abbandonato alla volontà di Dio

    Soccorso di chi ti invoca

    Fiducioso nei combattimenti spirituali

    Coraggioso nelle prove

    Fedele nelle tentazioni

    Terrore del demonio

      

    Giovanni Maria, che hai riconciliato tanti peccatori con Dio

    Giovanni Maria, che hai soccorso tanti miseri

    Giovanni Maria, che hai portato tanti sulla via del bene

    Giovanni Maria, che avesti la grazia di una buona morte

    Giovanni Maria, che vivi nella gloria del cielo

    Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,   

                   perdonaci Signore

    Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

                     ascoltaci Signore

    Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

         abbi pietà di noi

      

    Prega per noi S. Giovanni Maria

    Affinché siamo degni delle promesse di Cristo

     O Dio onnipotente e misericordioso, che in San Giovanni Maria Vianney, ci hai offerto un mirabile pastore, pienamente consacrato al servizio del tuo popolo, per la sua intercessione e il suo esempio, fa’ che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli e godere insieme con loro la gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.

     Amen

    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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    00 6/19/2010 2:02 PM

    NOVENA IN ONORE DI

    S. GIOVANNI MARIA VIANNEY

    PREGHIERE INTRODUTTIVE

    Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo

    Amen

    Con le parole del nostro celeste Patrono ci rivolgiamo al Signore e gli esprimiamo tutto il nostro amore e la nostra fiducia:

    Ti amo, mio Dio …

    RIFLESSIONE DEL GIORNO

    TRATTA DALLE OMELIE E DAI PENSIERI DEL SANTO

    PREGHIERA CONCLUSIVA

    Il santo Curato d’Ars era solito dire che nella preghiera ben fatta, i dolori si sciolgono come neve al sole. Eleviamo quindi con fiducia la nostra preghiera a Dio, dicendo insieme:

    Ascoltaci, o Signore.

    1. Perché nella Chiesa si riscopra il profondo valore della confessione e della direzione spirituale, per un graduale progresso nella vita cristiana. Preghiamo.

    2. Perché l’Eucaristia, rinnovata per la remissione dei peccati e adorata come presenza reale di Cristo Gesù, sostenga il cammino di fede e di amore della nostra comunità parrocchiale e di ciascuno. Preghiamo.

    3. Perché i sacerdoti vivano con amore il ministero al quale sono stati chiamati e con la grazia dei Sacramenti santifichino il popolo loro affidato. Preghiamo.

    4. Perché il Signore conceda alla sua Chiesa il dono di numerose e sante vocazioni sacerdotali che seguendo l’esempio del Santo Curato d’Ars siano instancabili nel dono di sé a servizio di Dio e dei fratelli. Preghiamo.

    Con spirito filiale rivolgiamoci a Dio nostro Padre con le parole che Gesù ci ha insegnato:

    Padre nostro.

      

    O Dio onnipotente e misericordioso, che in San Giovanni Maria Vianney, patrono della nostra comunità parrocchiale, ci hai offerto un mirabile pastore, pienamente consacrato al servizio del tuo popolo, per la sua intercessione e il suo esempio fa’ che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli e godere insieme con loro la gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.

    Amen.

    PRIMO GIORNO:

    LAVORARE PER IL CIELO

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, il desiderio del Cielo, fa’ che tutta la nostra vita sia protesa alla Patria eterna dove tu ci attendi.

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo… “Mio Dio, perché mi hai messo al mondo?”. “Per salvarti”. “E perché vuoi salvarmi?”. “Perché ti amo”.

    Com’è bello conoscere, amare e servire Dio! Non abbiamo nient’altro da fare in questa vita. Tutto ciò che facciamo al di fuori di questo, è tempo perso. Bisogna agire soltanto per Dio, mettere le nostre opere nelle sue mani… Svegliandosi al mattino bisogna dire: “Oggi voglio lavorare per te, mio Dio! Accetterò tutto quello che vorrai inviarmi in quanto tuo dono. Offro me stesso in sacrificio. Tuttavia, mio Dio, io non posso nulla senza di te: aiutami!”.

    Oh! Come rimpiangeremo, in punto di morte, tutto il tempo che avremo dedicato ai piaceri, alle conversazioni inutili, al riposo anziché dedicarlo alla mortificazione, alla preghiera, alle buone opere, a pensare alla nostra miseria, a piangere sui nostri peccati! Allora ci renderemo conto di non aver fatto nulla per il cielo.

    Che triste, figli miei! La maggior parte dei cristiani non fa altro che lavorare per soddisfare questo  “cadavere” che presto marcirà sotto terra, senza alcun riguardo per la povera anima, che è destinata ad essere felice o infelice per l’eternità. La loro mancanza di spirito e di buon senso fa accapponare la pelle!

    Vedete, figli miei, non bisogna dimenticare che abbiamo un’anima da salvare ed un’eternità che ci aspetta. Il mondo, le ricchezze, i piaceri, gli onori passeranno; il cielo e l’inferno non passeranno mai. Stiamo quindi attenti!

    I santi non hanno cominciato tutti bene, ma hanno finito tutti bene. Noi abbiamo cominciato male: finiamo bene, e potremo un giorno congiungerci a loro in cielo.

    SECONDO GIORNO:

    CONFIDARE IN DIO

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di riporre la nostra fiducia e la nostra felicità solo in te!

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Coloro che vivono secondo il mondo ritengono sia troppo difficile salvarsi. Eppure non vi è nulla di più  facile: basta osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa ed evitare i sette peccati capitali; oppure, se preferite, fare il bene ed evitare il male; tutto qua!

    I buoni cristiani che si danno da fare per salvare la propria anima sono sempre felici e contenti: godono anticipatamente della felicità del cielo e saranno felici per l’eternità. I cattivi cristiani, invece, quelli che si dannano, sono da compatire: mormorano, sono tristi e lo saranno per l’eternità.

    Un buon cristiano, un avaro del cielo, tiene in poco conto i beni terreni: egli pensa soltanto a render bella la propria anima, ad accumulare ciò che lo renderà felice in eterno, ciò che dura in eterno. Guardate i re, gli imperatori, i grandi della terra: sono molto ricchi, ma sono contenti? Se amano il buon  Dio, sì; ma se non lo amano, no, non sono contenti. Personalmente trovo che non vi sia nulla di più triste dei ricchi, quando non amano il buon Dio.

    Andate pure di continente in continente, di regno in regno, di ricchezza in ricchezza, di piacere in piacere: non troverete la felicità che cercate. La terra e quanto contiene non possono appagare un’anima immortale più di quanto un pizzico di farina, in bocca ad un affamato, possa saziarlo.

    TERZO GIORNO:

    LA RICERCA DEI BENI ETERNI

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di ricercare i beni eterni e di non confidare nelle illusioni del mondo!

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Il mondo passa e noi passiamo con esso. I re, gli imperatori, tutto passa. Precipitiamo nell’eternità dalla quale non si torna più indietro. L’unica cosa da fare è: salvare la propria anima.

    I santi non erano attaccati ai beni terreni; pensavano solamente a quelli celesti. Noi, al contrario, non facciamo altro che pensare al presente.

    Bisogna fare come i re. Quando stanno per essere detronizzati, spediscono i loro tesori nel luogo ove intendono rifugiarsi; là, i loro tesori li aspettano.

    Allo stesso modo, un buon cristiano manda tutte le sue buone opere in cielo.

    Il buon Dio ci ha posto sulla terra per vedere come ci comporteremo e se lo ameremo; tuttavia, nessuno resta al mondo per sempre.

    Se riflettessimo su questo fatto, alzeremmo continuamente lo sguardo verso il cielo, che è la nostra patria.

    Noi, però, ci lasciamo trascinare di qua e di là dal mondo, dalle ricchezze, dai piaceri. Guardate i santi: com’erano distaccati dal mondo e da tutte le cose materiali! Come guardavano tutto ciò con disprezzo! Un religioso si trovò, dopo la morte dei genitori, in possesso di cospicue sostanze. Quando apprese la notizia chiese: “Da quanto tempo sono morti i miei genitori?”. “Da tre settimane”, gli risposero. “Ditemi: una persona che è morta può ereditare?”. “No di certo”. “Sta bene! Allora, non posso ereditare da coloro che sono morti da tre settimane, io che sono morto da vent’anni”.

    La terra è come un ponte per attraversare un fiume: serve solo a sostenere i nostri piedi… Noi siamo in questo mondo, ma non siamo di questo mondo, giacché tutti i giorni diciamo: “Padre nostro che sei nei cieli…”. Per avere la nostra ricompensa dobbiamo pertanto aspettare di essere “a casa nostra” nella casa del Padre.

    QUARTO GIORNO:

    IL DONO DELLA FEDE

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di avere una fede forte, capace di superare ogni avversità!

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Chi non ha la fede ha l’anima ben più cieca di coloro che non hanno occhi… Viviamo in questo mondo come avvolti nella nebbia; ma la fede è il vento che dilegua la nebbia e che fa splendere sulla nostra anima un bel sole…Guardate come per i protestanti tutto è triste e freddo! E’ un lungo inverno. Per noi, invece, tutto è gaio, gioioso e consolante.

    Lasciamo che la gente mondana dica quello che vuole. Ahimè! Come potrebbe vedere? E’ cieca. Se anche Nostro Signore Gesù Cristo facesse oggi tutti i miracoli che ha fatto in Giudea, ancora non verrebbe creduto.

    Vedete, figli miei: quello che manca, è la fede…Quando non si ha fede, si è ciechi. Chi non vede, non conosce; chi non conosce, non ama; chi non ama Dio, ama se stesso e i piaceri della vita. Lega il suo cuore a cose che passano come una nube di fumo. Non può conoscere né la verità, né alcun bene; può conoscere soltanto la menzogna, perché non ha in sé la luce. Se avesse in sé la luce, vedrebbe chiaramente che tutto ciò che ama può solamente portarlo alla morte eterna.

    Quando diciamo: “Mio Dio, io credo, credo fermamente, vale a dire senza il minimo dubbio, senza la minima esitazione…” oh! Se ci lasciassimo inondare da queste parole: “Credo fermamente che tu sei presente ovunque, che tu mi vedi, che il tuo sguardo è su di me che un giorno ti vedrò chiaramente di persona, che godrò di tutti i beni che mi hai promesso!…Mio Dio, spero che mi ricompenserai di tutto ciò che avrò fatto per esserti gradito!…Mio Dio, ti amo! E’ per amare te che ho un cuore!…” oh! Basterebbe questo atto di fede, che è al tempo stesso anche un atto d’amore!…

    QUINTO GIORNO:

    VIVERE NELL’UMILTA’

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, un cuore umile, capace di riconoscere la grandezza del tuo amore e di accogliere i fratelli nella carità di Cristo.

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    L’umiltà è il miglior modo per amare Dio. E’ il nostro orgoglio ad impedirci di diventare santi. L’orgoglio è il filo che Tiene unito il rosario di tutti i vizi; l’umiltà è il filo che tiene unito il rosario di tutte le virtù.

    I santi conoscevano se stessi meglio di quanto conoscessero gli altri: ecco perché erano umili. Ahimè! E’ difficile capire come e per quale cosa una creatura insignificante quale siamo noi può inorgoglirsi. Un pugnetto di polvere grande come una noce: ecco cosa diventeremo dopo la morte. C’è di che essere ben fieri! Quelli che ci umiliano sono nostri amici, non quelli che ci lodano.

    L’umiltà è come una bilancia: più ci si abbassa da una parte, più ci si innalza dall’altra.

    Una persona orgogliosa crede che tutto ciò che fa sia fatto bene; vuole dominare su tutti quelli che hanno a che fare con lei; ha sempre ragione; crede sempre che le sue opinioni siano migliori di quelle degli altri… Non è così!… Se si domanda ad  una persona umile ed istruita di esprimere il suo parere, questa lo dice con semplicità, dopodiché lascia parlare gli altri. Sia che abbiano ragione, sia che abbiano torto, non dice più nulla.

    San Luigi Gonzaga, quand’era scolaro, non cercava mai di scusarsi se gli veniva rivolto qualche rimprovero; diceva ciò che pensava e non si preoccupava più di quello che pensavano gli altri. Se aveva torto, aveva torto; se aveva ragione, diceva a se stesso: “Altre volte, però, ho avuto proprio torto”.

    Figli miei, i santi erano morti a se stessi a tal punto da non curarsi del fatto che gli altri fossero o meno della loro stessa opinione. Si è soliti dire: “Oh! Com’erano semplici i santi!”. Sì, erano semplici riguardo alle cose del mondo, ma, riguardo alle cose di Dio, se ne intendevano, eccome! Certo, non comprendevano nulla delle cose del mondo! Ma solo perché esse apparivano ai loro occhi di così scarsa importanza che non vi facevano attenzione.

    SESTO GIORNO:

    SAPER PERDONARE

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di perdonare coloro che ci hanno fatto del male e di amare i nostri nemici.

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Il buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato: è la legge.

    I santi non nutrono né odio, né astio; essi perdonano tutto, anzi, ritengono sempre di meritare, per le offese che hanno arrecato al buon Dio, molto di più del male che viene loro fatto. I cattivi cristiani, invece, sono vendicativi. Quando si odia il proprio prossimo, Dio ci restituisce questo odio: è un atto che si ritorce contro di noi. Un giorno dicevo ad una persona: “Ma allora non desidera andare in paradiso, dato che non vuole vedere quell’uomo!”, “Oh, sì che voglio andarci…. tuttavia cercheremo di stare lontani l’uno dall’altro, in modo da non vederci”. Non avranno di che preoccuparsi, poiché la porta del paradiso è chiusa all’odio. In paradiso non esiste il rancore. Per questo, i cuori buoni e umili, che sopportano le ingiurie e le calunnie con gioia o indifferenza, cominciano a godere del loro paradiso in questo mondo; coloro, invece, che serbano rancore sono infelici: hanno l’espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé. Ci sono persone che, in apparenza devote, se la prendono per la minima ingiuria, per la più piccola calunnia…. Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.

    L’unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. Ecco come si riesce a vincere il male con il bene, ed ecco cosa significa essere santi.

    SETTIMO GIORNO:

    LA PERSEVERANZA NELLE TRIBOLAZIONI

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di perseverare nelle tribolazioni e di respingere ogni tentazione del demonio con la forza che viene da Te.

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Non crediamo che esista un luogo su questa terra ove poter sfuggire alla lotta contro il demonio. Ovunque lo troveremo ed ovunque cercherà di toglierci la possibilità del paradiso, ma sempre e in ogni luogo potremo uscire vincitori dal confronto. Non è come per gli altri combattimenti, in cui, tra le due arti in causa, c’è sempre un vinto; nella lotta contro il demonio, invece, se vogliamo possiamo sempre trionfare con l’aiuto della grazia di Dio che non ci viene mai rifiutata.

    Quando crediamo che tutto sia perduto, non abbiamo altro da fare che gridare: Signore, salvaci, stiamo perendo!”. Nostro Signore, infatti, è là, proprio vicino a noi e ci guarda con compiacimento, ci sorride e ci dice: “Allora tu mi ami davvero, riconosco che mi ami!….”. E’ proprio nelle lotte contro l’inferno e nella resistenza alle tentazioni che proviamo a Dio il nostro amore.

    Quante anime senza storia nel mondo appariranno un giorno ricche di tutte le vittorie contro il male ottenute istante dopo istante! E’ a queste anime che il Buon Dio dirà: “Venite, benedetti del Padre mio…. entrate nella gioia del vostro Signore”. Noi non  abbiamo ancora sofferto quanto i martiri: eppure domandate loro se ora si rammaricano di quanto hanno passato…. Il buon Dio non ci chiede di fare altrettanto….C’è qualcuno che rimane travolto da una sola parola. Una piccola umiliazione fa rovesciare l’imbarcazione… Coraggio, amici miei, coraggio! Quando verrà l’ultimo giorno, direte: “Beate lotte che mi sono valse il Paradiso!”. Due sono le possibilità: o un cristiano dominale sue inclinazioni oppure le sue inclinazioni lo dominano; non  esiste via di mezzo.

    Se marciassimo sempre in prima linea come i bravi soldati, al sopraggiungere della guerra o della tentazione sapremmo elevare il cuore a Dio e riprendere coraggio. Noi, invece, rimaniamo nelle retrovie e diciamo a noi stessi: “L’importante è salvarsi. Non voglio essere un santo”. Se non siete dei santi, sarete dei reprobi; non c’è via di mezzo; bisogna essere o l’uno o l’altro: fate attenzione!

    Tutti coloro che possederanno il paradiso un giorno saranno santi. Il demonio ci distrae fino all’ultimo momento, così come si distrae un povero condannato aspettando che i gendarmi vengano a prenderlo. Quando i gendarmi arrivano, costui grida e si tormenta, ma non per questo viene lasciato libero… La nostra vita terrena è come un vascello in mezzo al mare. Che cosa produce le onde? La burrasca. Nella vita, il vento soffia sempre; le passioni sollevano nella nostra anima una vera e propria tempesta: ma queste lotte ci faranno meritare il paradiso.

    OTTAVO GIORNO:

    AFFIDARSI A MARIA

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di imitare l’esempio della Beata Vergine Maria, tua Madre, e di affidarci a lei come alla più tenera delle madri.

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.

    Il suo Cuore di Madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.

    Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel Cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio, nel Cuore della Vergine santissima esiste solo la misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore: “Madre mia, le dice Nostro Signore, non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui”.

    La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?

    Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica… ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine, è come se fosse sempre una novità. Tutti i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finché il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte… La Santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.

    Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate dalla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la santa Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio.

    Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della santa Vergine ed ella le renderà profumate.

    NONO GIORNO:

    FARSI GUIDARE DALLO SPIRITO SANTO

    Donaci Signore, per l’intercessione di San Giovanni Maria, di essere sempre docili all’azione dello Spirito Santo e di farci guidare dalla sua dolce presenza.

    Gloria al Padre.

    Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney,

    Un cristiano guidato dallo Spirito Santo non fa fatica a lasciare i beni di questo mondo per inseguire i beni del cielo. Egli sa fare la differenza.

    Chi è guidato dallo Spirito Santo ha idee rette. Ecco perché ci sono tanti ignoranti che la sanno più lunga dei sapienti. Quando si è guidati da un Dio di forza e di luce, non ci si può sbagliare.

    Lo Spirito Santo è luce e forza. E’ lo Spirito Santo che ci fa distinguere il vero dal falso e il bene dal male. Lo Spirito Santo è come quelle lenti che ingrandiscono gli oggetti: ci fa vedere il bene e il male ingranditi. Con l’aiuto dello Spirito Santo, tutto viene ingrandito: sia le azioni apparentemente insignificanti fatte per amore di Dio che i minimi errori. Con le sue lenti, un orologiaio distingue i più piccoli ingranaggi di un orologio: allo stesso modo noi, illuminati dallo Spirito Santo, possiamo distinguere tutti i dettagli della nostra povera vita.

    In quest’ottica le più piccole imperfezioni sembrano enormi e i più piccoli peccati fanno orrore.

    Il buon Dio, mandandoci lo Spirito Santo, si è comportato con noi come un grande re che incaricasse il suo ministro di guidare uno dei suoi sudditi dicendogli: “Accompagnerai quest’uomo ovunque, e lo ricondurrai a me sano e salvo”. Che bello essere accompagnati dallo Spirito Santo! E’ una buona guida, Lui…. E pensare che ci sono persone che non ne vogliono sapere di seguirlo!…

    Se chiedessimo ai dannati: “Perché vi trovate all’inferno?”, risponderebbero: “Perché abbiamo opposto resistenza allo Spirito Santo”. Al contrario, se dicessimo ai santi: “Perché siete in paradiso?”, risponderebbero: “Perché abbiamo ascoltato lo Spirito Santo…”. Chi si lascia guidare dallo Spirito Santo prova dentro di sé un senso di felicità che investe tutti gli aspetti della sua vita; il cattivo cristiano, invece, è come se rotolasse su un terreno di spine e pietre.

    Senza lo Spirito Santo, siamo come un sasso… Provate a prendere in una mano una spugna imbevuta d’acqua e nell’altra un ciottolo, poi strizzateli con la stessa forza. Dal ciottolo non uscirà nulla; dalla spugna, al contrario, uscirà acqua in abbondanza. La spugna è l’anima piena di Spirito Santo, mentre il sasso è il cuore duro e freddo nel quale non abita lo Spirito Santo.

    Lo Spirito Santo ci guida come una madre guida il figlioletto di due anni tenendolo per mano o come una persona che vede guida un cieco. Ogni mattina bisognerebbe dire: “Mio Dio, mandami il tuo Spirito; possa egli farmi capire chi sono io e chi sei tu…”.Un’anima che possiede lo Spirito Santo gusta la dolcezza della preghiera, tanto che il tempo che vi dedica non sembra mai abbastanza; essa sente che Dio le è sempre vicino; la sua santa presenza non l’abbandona mai.


    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    00 10/23/2010 10:39 AM

    [SM=g1740738] Una delle virtù più amate da san Giovanni Maria Vianney era il FIORETTO, fare i fioretti i quali, sosteneva il Santo: "sono immensamente graditi a Gesù tanto da strapparGli molti miracoli!"

    Soleva dire il Santo Curato: " se non sei capace di rinunciare a quanto ti è lecito avere, come farai a controllare che tu non cada nell'illecito? Se fai il fioretto di resistere a qualcosa che puoi avere facilmente e che è giusto che tu abbia, diventerai resistente a ciò che non puoi avere e che di solito costituisce una vera tentazione...." [SM=g1740733]

    Alcuni pensieri sulla Beata Vergine Maria del Santo Curato:

    - “Maria caccia il demonio che tiene in potere una persona per impedirle la conversione”

    - “Rivolgiamoci a Maria con grande fiducia, e siamo sicuri che, per quanto siamo
    miserabili, lei otterrà la grazia della nostra conversione”

    - “La Santissima Vergine sta tra suo Figlio e noi. Quanto più siamo peccatori, tanto più
    Ella sente tenerezza e compassione per noi”

    - “Maria è così buona che non smette di mandare uno sguardo di compassione al
    peccatore. Aspetta sempre che egli la invochi”

    - “Se il peccatore invoca questa buona Madre, essa lo fa in qualche modo entrare (in Paradiso) dalla
    finestra”

    - “ Nel cuore della SS.ma Vergine, non c’è che misericordia”

    *******************************************

    Aspettative di un laico da parte del sacerdote:

    Cosa si aspetta un autentico Laico Cattolico dal proprio sacerdote?


    “Conoscere i santi di tutti i tempi, risvegliare voglia di santità, trasmettere gli insegnamenti del Papa, suscitare il gusto della preghiera e della preziosità della vita di grazia come valore supremo”.

    Caro Sacerdote,

    non mi interessano i campetti di calcio, i cineforum, i teatrini, le conferenze, i baretti con videogiochi e biliardini, i porticati coi ping pong e il calciobalilla, le vacanze organizzate, il grest, le
    pizze dei sabato sera.
    In una parola, tutto il ribollente attivismo che ruota intorno alle parrocchie, lo trovo anche fuori, nel freddo "mondo", e magari organizzato meglio, più nuovo, luccicante, efficiente, coinvolgente, appassionante.

    Non c'è concorrenza: il "mondo" è specializzato in divertimenti, passatempi, sport, intrattenimenti vari, in cui ha profuso studi, energie e investimenti.
    Voi curatemi l'anima.
    Datemi un direttore spirituale che abbia tempo e pazienza per la mia conversione.
    Datemi confessori che mi permettano di riconciliarmi con Dio.
    Datemi l’Eucarestia da adorare, non tenetela chiusa a doppia mandata nei Tabernacoli d'oro ad aspettare mentre brucia d'Amore.

    Dissetatemi col Vangelo dei semplici, non spiegatemi troppo, sono piccolo, una cosa sola ma ripetuta, così che possa ritornarmene a casa con la perla preziosa.

    Insegnatemi quel digiuno che tutti hanno dimenticato, ma che ho voglia di tentare, non come un atto di superba autodeterminazione della volontà, ma come fiduciosa invocazione della grazia dello
    Spirito.
    Mostratemi i Santi, voglio farmeli amici. I filosofi mi hanno condotto su strade sbagliate, inquinato la mente, divorato la gioia. I Santi sono felici: ditemi il perchè, fatemi scoprire quel filo
    segreto che li legava alla SS. Trinità.

    Il rosario, ho fame di rosario. Perchè non lo recitate più?
    Persino nelle veglie funebri, a volte ci si ferma a tre decine, come se quello intero fosse troppo lungo anche per chi davanti ha l'eternità.

    Arricchitemi della Divina Misericordia, fatemi gustare soavemente le invocazioni, le giaculatorie, le novene- beneditemi e consacratemi ai SS. Cuori di Gesù e Maria.

    Parlatemi del mio Papa, di ciò che dice e di ciò che fa. Del Papa si parla raramente fuori dalle grandi occasioni, se voglio sapere qualcosa devo arrangiarmi con i suoi libri o qualche rivista.
    E' poco presente nelle omelie, nelle catechesi.
    Mi parlate spesso di voi, di quello che vi sembra giusto, di quello che si dovrebbe fare.
    Ma è il Papa la mia bussola, il mio porto sicuro, è lui il "dolce Cristo in terra per favore, fatemelo gustare.

    Incoraggiatemi nella via della carità, dell'altruismo, dell'occuparmi del prossimo, nel nome di Cristo.
    Plasmate in me uno spirito missionario, inalatemi la voglia di santità.
    Pregate per me qualche volta.
    Come sarebbe edificante per me trovarvi in ginocchio davanti al Tabernacolo e sapere che stavate pregando per me, per la mia salvezza!

    Questo desidero, ma tutto insieme, e in ogni parrocchia; non scegliete quello che più vi aggrada, non discriminate tra ciò che vi sembra più o meno moderno, più o meno consono o proponibile.
    Voglio tutti gli strumenti di salvezza che la Chiesa ha preparato per me, ho fame di salvezza piena, traboccante, luminosa, ho voglia di Verità.
    Che abbia 4 o 100 anni, non starò con voi per il grest o il bel campetto o gli amici che ho incontrato.
    Ci starò per quel banco consunto in cui mi sono inginocchiato e per quel santo sacerdote che ho incontrato.
    Ci starò perchè Cristo, per mezzo loro, mi ha convertito.
    Ecco Chi mi salverà l'anima!

    Ti prego, sacerdote, torna ad essere nuovamente ciò che devi essere perchè io, pecorella smarrita e figliol prodigo, possa tornare alla Casa del Padre.
    In questo modo tu riavrai la tua dignità umana e sacerdotale, ed io mi salverò, e tutti saremo spronati a supplicare il Padrone della messe perchè mandi operai, questi operai, e non assistenti sociali, ma dispensatori dei misteri di Dio.

    [SM=g1740738]



    [Edited by Caterina63 10/23/2010 11:07 AM]
    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 1/8/2011 9:41 PM
     

    IL VANGELO DEL CURATO D ’ARS
    (C.Travaglino [a cura di ], San Paolo 2009, pp.192, € 12,00).


     

    La   prima di copertina del volume edito dalla San Paolo nel novembre   scorso.Del Curato d’Ars (JeanMarie Vianney,1786-1859) si conoscono poche cose e, spesso, superficialmente: il fatto che stava in confessionale fino a 16 ore al giorno; il fatto che combatteva con un diavolo da lui stesso soprannominato Grappino; il fatto che fosse ignorante e che, per questo, non lo volessero far prete…

    Ma, come spesso accade, dietro l’intonaco sta il muro che regge una vita e un senso: il Curato d’Ars, patrono dei parroci, era soprattutto un prete e un uomo di fede.

    In questo libro il lettore, pur ritrovando qualche passaggio della storia e della leggenda dell’uomo Vianney, sarà condotto soprattutto a conoscere il cuore di un prete che «parlò di Dio con tutta la sua vita»,attraverso stralci delle sue omelie abbinati ai brani del Vangelo che commentava.

    G.   Tiepolo (1696-1770), Il trionfo della Fortezza e della Speranza,   collezione Contini-Bonacossi, Firenze.
    G. Tiepolo (1696-1770), Il trionfo della Fortezza e della Speranza, collezione Contini-Bonacossi, Firenze.

    «E confidiamo nella nostra madre, Maria. Vi ho detto che dobbiamo avere una confidenza cieca in Gesù Cristo, perché siamo sicuri che non mancherà mai di venirci in aiuto in ogni nostra pena, purché andiamo da lui come figli dal padre. Vi dico anche che dobbiamo avere una grande fiducia verso la sua santa Madre, che è così buona, che desidera tanto aiutarci in ogni nostra necessità terrena, ma specialmente quando vogliamo ritornare al buon Dio. Se abbiamo qualche peccato che ci vergogniamo di confessare, gettiamoci ai suoi piedi: siamo sicuri che lei ci otterrà la grazia di confessarci bene e, nello stesso tempo, non mancherà di domandare il perdono per noi (…).

    Diciamo pure che la virtù della speranza ci fa compiere tutte le nostre azioni con l’unico scopo di piacere a Dio, e non al mondo. Dobbiamo cominciare a praticare questa bella virtù quando ci svegliamo, offrendo il nostro cuore a Dio con amore, pensando quanto sarà grande la ricompensa della nostra giornata se tutto quello che facciamo lo faremo bene, col solo obiettivo di piacere al buon Dio »(pag.103).


    Il "prigioniero" del confessionale
         

    Giovanni Maria Vianney: la perfetta immagine della grande e insondabile misericordia di Dio.
      

    Al suo arrivo, Ars era un’oscura borgata della Diocesi di Lione (oggi nel territorio di Belley). In quel villaggio che pareva dimenticato da Dio c’era tanta indifferenza religiosa tra la gente del luogo, che alla chiesa preferiva i balli e le osterie. «Non c’è molto amor di Dio in quella parrocchia: voi ve lo porterete», lo aveva avvertito il Vescovo locale. Ma il neoparroco Giovanni Maria Vianney non s’era perso d’animo. «O mio Dio, concedetemi la conversione della mia parrocchia: accetto di soffrire ciò che voi vorrete, per tutto il tempo della mia vita».

    Da subito cominciò a trascorrere lunghe notti in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Il tabernacolo della sua chiesa divenne così il fulcro della sua vita e del suo ministero sacerdotale.

    Era nato nel villaggio di Dardilly, Diocesi di Lione, da una famiglia contadina, l’8 maggio dell’anno 1786, e al fonte battesimale gli era stato imposto il nome di Giovanni Maria Battista. Trascorse l’infanzia e l’adolescenza sui campi e al pascolo degli animali, tanto che a 17 anni era ancora analfabeta.

    Ma fin da bambino era animato da un grande desiderio di «guadagnare le anime al buon Dio» e di farsi sacerdote. Impresa tutt’altro che semplice. Da seminarista infatti si rivela piuttosto ottuso, con poca memoria e intelligenza, tanto che dovrà fare degli sforzi eccezionali per concludere gli studi impegnativi che preparano al sacerdozio e verrà bocciato per ben due volte all’esame finale.

    La   parrocchiale (oggi santuario, sec. XIX) di Ars.
    La parrocchiale (oggi santuario, sec. XIX) di Ars (foto Gaudenti).

    Finalmente, il 13 agosto 1815, può essere ordinato prete: ha 29 anni e dentro di sé sente che sta realizzando il sogno della sua vita. A tre anni dalla sua ordinazione sacerdotale, il Vescovo lo invia ad Ars, una parrocchia sperduta e dimenticata del Sud della Francia. Qui sarebbe cominciata quell’avventura umana e sacerdotale che, contro ogni previsione, avrebbe illuminato con la sua luce spirituale dapprima la Francia e poi l’Europa e il mondo intero.

    La portinaia del cielo. «Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo». Il Curato d’Ars aveva una fiducia incrollabile nella paterna provvidenza del "buon Dio" e una confidenza altrettanto illimitata nella materna intercessione di Maria, a cui ricorreva per ogni bisogno e difficoltà.

    Nel 1836 aveva consacrato la sua parrocchia a Maria concepita senza peccato, e con grande fede e immensa gioia accolse la definizione dogmatica del 1854 sull’Immacolata Concezione. La sua devozione alla Vergine lo faceva stare al sicuro anche nelle più grandi bufere – vessazioni, calunnie, intimidazioni – che si abbattevano sulla sua testa. Il santo Curato affrontava ogni avversità con la corona del rosario tra le mani.

    La parrocchia di Ars – che al suo arrivo contava soltanto 230 persone – ne uscirà profondamente trasformata. Nella povera canonica del villaggio c’era un parroco che dormiva poche ore per notte su una nuda tavola coperta da un pagliericcio, che mangiava pochissimo e digiunava sovente, che si infliggeva volontarie mortificazioni per la conversione delle persone che il suo ministero gli faceva incontrare giorno per giorno. E che sapeva leggere nel cuore degli uomini e delle donne che giungevano smarriti e confusi al suo confessionale, aprendo loro nuovi orizzonti di vita e di pratica cristiana.

    La sua fama cominciò allora a propagarsi nei villaggi vicini, da cui accorrevano tanti penitenti, addirittura dalla Francia intera.

    Il   parroco di Ars, Antoine Hardy, accanto al "confessionale degli   uomini", solitamente usato dal santo Curato.
    Il parroco di Ars, Antoine Hardy, accanto al "confessionale degli uomini",
    solitamente usato dal santo Curato (foto Gaudenti).

    «Ho visto Dio in un uomo». Nella sua opera L’anima di ogni apostolato, il trappista dom Jean-Baptiste Chautard (1858-1935) racconta un episodio assai significativo: un avvocato anticlericale va ad Ars sperando di ridere a spese di «quell’ignorante del parroco». Ma torna a casa convertito. Agli amici che gli chiedono: «Ma dunque, che cosa hai visto ad Ars?», egli risponde: «Ho visto Dio in un uomo».

    Vedere Dio in un uomo. Era questo che colpiva più di tutto chi lo incontrava. Essi vedevano Dio in un uomo umilissimo che non pensava mai a sé, che indossava una veste logora e vecchia, che amava così tanto il suo prossimo e il proprio ministero sacerdotale da ingaggiare quasi ogni notte una lotta con il diavolo – lui lo chiamava "Grappino" – che gli voleva strappare le anime e perciò disturbava continuamente il suo sonno assalendolo fisicamente e tormentandolo con rumori assordanti e ingiurie, fino a dare persino fuoco al suo materasso.

    «Migliaia di persone passavano per Ars e si inginocchiavano al suo confessionale. Sullo sfondo della laicizzazione e dell’anticlericalismo del XIX secolo, la sua testimonianza costituisce un evento davvero rivoluzionario», ha scritto Giovanni Paolo II in Dono e Mistero (Lev, 1996). «Dall’incontro con la sua figura trassi la convinzione che il sacerdote realizza una parte essenziale della sua missione attraverso il confessionale, attraverso quel volontario "farsi prigioniero del confessionale…"».

    Che cosa significa farsi prigioniero del confessionale, per usare la bella espressione di Giovanni Paolo II, se non offrirsi ai propri fratelli come l’ambasciatore della grande misericordia di Dio?

    «Lungi allora dal ridurre la figura di san Giovanni Maria Vianney a un esempio, sia pure ammirevole, della spiritualità devozionale ottocentesca; è necessario al contrario cogliere la forza profetica che contrassegna la sua personalità umana e sacerdotale di altissima attualità», ha detto Benedetto XVI, che – non a caso – nell’indire l’Anno sacerdotale (giugno 2009-giugno 2010) lo ha scelto come modello, perché il Curato d’Ars, sebbene sia vissuto in un’epoca lontana dalla nostra, possa di fatto costituire ancora oggi un valido esempio per tutti i sacerdoti.

    Ars:   un murale raffigurante Giovanni Maria Vianney.
    Ars: un murale raffigurante Giovanni Maria Vianney (foto Gaudenti).

    Il cuore della Madre di Dio. La morte raggiunse Giovanni Maria Vianney nella notte del 4 agosto 1859. Nel 1866 si aprì il processo di canonizzazione, grazie al quale sarà dapprima proclamato Beato (8 gennaio 1905) e quindi Santo (31 maggio 1925). Nel 1929 verrà dichiarato patrono dei parroci, mentre nel centenario della sua morte Giovanni XXIII gli dedicherà l’enciclica Sacerdotii nostri primordia (1959).

    Un anonimo parroco di uno sperduto villaggio è additato da oltre un secolo al mondo intero come la perfetta immagine della grande, insondabile misericordia di Dio. Un santo, come ha detto Benedetto XVI, la cui esistenza «fu una catechesi vivente, che acquistava un’efficacia particolarissima quando la gente lo vedeva celebrare la Messa, sostare in adorazione davanti al tabernacolo o trascorrere molte ore nel confessionale».

    Un santo educato dall’esempio di santità di Maria, madre dei sacerdoti, alla quale Giovanni Maria Vianney ricorreva incessantemente con tenero affetto e totale fiducia. «Gesù Cristo – soleva dire – dopo averci dato tutto quello che ci poteva dare, vuole ancora farci eredi di quanto egli ha di più prezioso, vale a dire la sua santa Madre».

    Tutte le grazie perciò, diceva il Santo, passano attraverso le mani di Maria prima di salire al trono di Dio. «Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore».

    La mediazione di Maria è pertanto non solo auspicabile, ma necessaria. «Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della Vergine ed ella le renderà profumate. Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate dalla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio. Il suo cuore è solo amore e misericordia».

    Maria Di Lorenzo
      

    Invito all’approfondimento: A. Ballestrero, Il cuore del Curato d’Ars, Ldc 2009, pp. 192, € 9,00; R. Fourrey, Vita autentica del Curato d’Ars, San Paolo 2009, pp. 408, € 24,00.


    http://www.stpauls.it/madre/1006md/1006md22.htm


    [Edited by Caterina63 1/8/2011 11:22 PM]
    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
    Post: 39,866
    Gender: Female
    00 7/29/2012 11:35 PM

    Il Curato d’Ars e la confessione


     


    di Gianni Valente


    Giovanni Maria Vianney davanti al suo confessionale, tela di Paul Borel conservata nel santuario di Ars

    Giovanni Maria Vianney davanti al suo confessionale, tela di Paul Borel conservata nel santuario di Ars

    «La vita di Giovanni Maria Vianney è trascorsa in confessionale». Così diceva l’abbé Alfred Monnin, che aveva frequentato il Curato per più di cinque anni, e del quale sarebbe divenuto biografo. Alcuni tratti distintivi della cura d’anime, intessuta dal santo patrono dei parroci nell’ombra discreta in cui si celebra il sacramento della penitenza, li ha ripercorsi di recente Philippe Caratgé, moderatore della società sacerdotale San Giovanni Maria Vianney, nella sua relazione al convegno internazionale svoltosi ad Ars a fine gennaio, di cui saranno prossimamente pubblicati gli atti.

    Per il Curato d’Ars – lo si ricava dalle sue lezioni di catechismo – una buona confessione deve essere umile, semplice, prudente e totale. Occorre «evitare tutte quelle accuse inutili, tutti quegli scrupoli che fanno dire cento volte la stessa cosa, che fanno perdere tempo al confessore e snervano quelli che sono in attesa di confessarsi». Bisogna «confessare quello che è incerto come incerto, e quello che è certo come certo».

    L’essenziale è «evitare ogni simulazione: che il vostro cuore sia sulle vostre labbra. Voi potete imbrogliare il vostro confessore, ma ricordatevi che non imbroglierete mai il buon Dio, che vede e conosce i vostri peccati meglio di voi». Lui stesso passava poco tempo con chiunque andasse a inginocchiarsi al suo confessionale, affinché il tempo fosse sufficiente per tutti. Confessioni brevi, parole brevi. Eppure non c’era uno solo dei penitenti che non si sentisse fatto oggetto di una sollecitudine particolare, di una dedizione sempre pronta ad approfittare di ogni minimale apertura all’azione dello Spirito, che «come un giardiniere non finisce mai di lavorare la terra» (Caratgé), anche quella dei cuori più induriti.

    «Per me», ripete Jean-Marie a proposito della riparazione da richiedere ai penitenti, «vi dirò la mia ricetta. Io do loro una piccola penitenza, e io faccio il resto al posto loro». La cosa che conta, dice il Curato, è avere almeno un po’ di contrizione dei propri peccati. Con una contrizione perfetta si viene perdonati «ancor prima di ricevere l’assoluzione». Quindi «bisogna mettere più tempo a domandare la contrizione che a esaminarsi».


    Per il Curato, la confessione è il dono inimmaginabile che Dio tira fuori a sorpresa per salvare i suoi figli in pericolo: «Ragazzi miei, non si può comprendere la bontà che ha avuto Dio per istituire questo grande sacramento. Se noi avessimo avuto una grazia da domandare a Nostro Signore, non avremmo mai immaginato di domandargli quella là. Ma lui ha previsto la nostra fragilità e la nostra incostanza nel bene, e il suo amore l’ha portato a fare ciò che noi non avremmo mai osato domandargli».

    Ancor di più, è un dono che rivela nel modo più intimo la natura stessa del mistero della Trinità. Recluso nel suo confessionale, il cuore semplice del Curato assapora in maniera imparagonabile il mistero del cuore stesso di Dio. I perdoni imperfetti degli uomini talvolta sembrano elargizioni concesse a caro prezzo, fatte quando vogliamo apparire buoni. Il perdono di Dio è un’altra cosa. «Come potremmo noi disperare della Sua misericordia, dal momento che il Suo più grande piacere è di perdonarci», scrive il Curato. Per questo il tesoro della misericordia divina è inesauribile, e nessuno può pensare di mettere in conto i doni della grazia.
    Come se fossero debiti che prima o poi si paga, con cui ci si mette a paro con le proprie prestazioni. Perché per Dio stesso perdonare è il massimo godimento. E questo lo fa diventare mendicante del cuore dell’uomo. «La sua pazienza ci aspetta», rassicura il Curato. Di più: «Non è il peccatore che torna a Dio per chiedergli perdono, ma è Dio che corre dietro al peccatore e lo fa ritornare a Lui».

    ***************************

    «La terra e quanto contiene non possono appagare un’anima immortale più di quanto un pizzico di farina, in bocca ad un affamato, possa saziarlo».

    (da un’omelia di S. Giovanni Maria Vianney, Curato D’Ars)

    O Anima, hai fame e sete. La tua fame e la tua sete non si appagano, tu continui a cercare, nello scorrere dei giorni, nel mistero nascosto all’interno dei gesti quotidiani; al di là di ciò che vedi, senti, tocchi, sperimenti, eppure al centro stesso di ciò che vivi. Interroghi te stessa, i tuoi giorni, il mondo intorno a te… dove troverai risposta?

    Eppure altri, prima di te, si sono posti le stesse domande e, arsi dalla medesima sete, hanno attinto ad una fonte antica e sempre nuova…

    «Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te…