00 3/4/2010 9:31 PM
Il messaggio per la Giornata dell'Ispanoamerica

Sacerdoti santi
per una missione
più forte e incisiva


Si celebra domenica prossima, 7 marzo, in tutte le diocesi della Spagna, la Giornata dell'Ispanoamerica. Come di consueto la Pontificia Commissione per l'America latina ha reso noto, per l'occasione, un messaggio a firma del cardinale presidente, Giovanni Battista Re, e dell'arcivescovo vicepresidente José Octavio Ruiz Arenas. In esso si esprime tra l'altro gratitudine a quanti "anonimi missionari", hanno abbandonato tutto "per andare alla ricerca del "cento volte tanto" evangelico".

Il tema scelto per la celebrazione della giornata di quest'anno, "Sacerdoti, discepoli e missionari", ricorda il carattere pastorale e missionario che i vescovi dell'America latina hanno voluto conferire all'ultima Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano, celebrata ad Aparecida (Brasile) e, allo stesso tempo, si pone in esplicita consonanza con l'Anno sacerdotale indetto da Benedetto XVI il 16 giugno scorso.

Una coincidenza, quella con la celebrazione dell'Anno sacerdotale, evidenziata dal messaggio della Pontificia Commissione per l'America latina (Cal), poiché il fine specifico dell'iniziativa di Benedetto XVI di "contribuire a promuovere l'impegno d'interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte e incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi" coincide con lo spirito della celebrazione della stessa Giornata dell'Ispanoamerica.

Non a caso il messaggio inizia proprio con l'omaggio a tutti gli spagnoli che "per mezzo del sacramento dell'Ordine sono stati configurati a Cristo, Buon Pastore, per dedicare la loro vita al servizio della Chiesa, sia in questo amato Paese sia al di là delle sue frontiere" e a tutti "quei sacerdoti che hanno dedicato la loro vita interamente all'annuncio del Vangelo nei vari paesi dell'America Latina".

Un omaggio doveroso soprattutto in considerazione del bisogno urgente, avvertito in tutto il mondo, di sacerdoti capaci di rispondere, con generosità e coraggio alla chiamata. Si tratta di una questione che, nota il messaggio, chiama in causa la responsabilità di tutti i fedeli, della famiglia in particolare, poiché essa è l'"ambito in cui si deve insegnare e promuovere l'atteggiamento di disposizione e di libertà interiore per rispondere alla chiamata".

Del resto nell'ultima riunione plenaria della Pontificia Commissione per l'America latina, tenutasi a Roma nel febbraio 2009, i membri e i consiglieri, manifestarono proprio l'urgente necessità di "impegnare ogni presbitero, i seminaristi stessi e la comunità ecclesiale in generale, in questo campo della pastorale vocazionale e pregare intensamente il Signore, padrone della messe, affinché susciti queste vocazioni al servizio della Chiesa".

Quale occasione migliore - è la domanda che si coglie tra le righe del messaggio della Cal - dell'Anno sacerdotale per rinvigorire la testimonianza che "tutti i presbiteri, vescovi compresi", sono chiamati a dare "con la loro presenza e con la loro parola", affinché siano "forza attraente della persona di Cristo" per le nuove generazioni?

La figura proposta per accompagnare ogni attimo dello svolgimento di questo anno straordinario è quella affascinante di san Giovanni Maria Vianney. "La fisionomia spirituale di questo umile parroco di una zona rurale della Francia - si legge nel messaggio della Cal - ci convince di ciò che si può ottenere, anche disponendo di scarse risorse umane e materiali, se si ha la consapevolezza della forza trasformatrice della grazia:  quella chiara convinzione che l'apostolo san Paolo esprime con le sue emblematiche parole "Tutto posso in Colui che mi dà la forza" (Filippesi 4, 13).

Grazie alla presenza e all'azione pastorale di questo santo sacerdote, l'umile parrocchia di Ars, un villaggio senza importanza non molto distante da Lione, divenne in poco tempo un centro di pellegrinaggio al quale si recavano persone delle altre parrocchie vicine, ma in primo luogo di Lione, di tutta la Francia e infine di ogni parte del mondo. Nella vita di san Giovanni Maria Vianney trasparivano la fede incrollabile di un autentico discepolo di Cristo e uno spirito missionario sublimato nel calore della preghiera".

Un esempio illustre per i sacerdoti di oggi, dunque, che viene da lontano. Ma "come non menzionare - si legge ancora nel documento - anche tutti coloro la cui storia non viene ricordata, quelli che nel silenzio, o in una vita semplice, sconosciuta alla maggioranza, hanno contribuito a riflettere nel loro tempo e nel loro contesto, forse in luoghi remoti, la luce folgorante di Cristo?

Ci si deve domandare se il loro anonimato non sia altro che un ulteriore segno della straordinaria qualità e autenticità del loro dono di sé". Nel mondo di oggi, nel quale la realtà del sacerdozio e la sua presenza sembrano contrastare in modo acuto e incisivo con i criteri di una cultura relativista, sempre più estranea al Vangelo, è necessario proporre l'esemplarità concreta ed attuale di quanti, proprio oggi, sono pronti a lasciare tutto ciò che possiedono per lanciarsi "nell'avventura di agire e di parlare in nome di Cristo a quanti sono negli angoli più lontani, incontrando molto spesso contraddizioni e difficoltà, e giungendo persino, non poche volte, a salire con Cristo sull'altare della Croce mediante il martirio".

In questa ottica nel celebrare la Giornata dell'Ispanoamerica, "il nostro sguardo - si legge ancora nel messaggio - si volge nuovamente all'America Latina come terra di missione".

"La Spagna missionaria è presente in queste terre in modo continuativo da oltre cinque secoli. La forza che spinge oggi molti sacerdoti, religiosi, religiose e laici a lasciare i propri luoghi di origine per donare la loro vita attraverso il servizio evangelizzatore nel cosiddetto "Continente della Speranza", ha qualcosa dello stesso Spirito che spinse tante altre persone nel corso della storia ad andare alla ricerca, non dell'oro o della ricchezza temporale, ma di quella perla preziosa del Vangelo, che è il Regno dei Cieli già presente in questo mondo (cfr Matteo 13, 45-46)".

Oggi - prosegue il documento - "si rinnova questa pressante chiamata, affinché, come veri discepoli di Gesù, molti rispondano con coraggio alla vocazione di annunciare il Vangelo fino ai confini della terra (cfr. Atti, 1, 8) e affinché sacerdoti e missionari siano disposti a dedicare la propria vita con generosità al grande compito dell'evangelizzazione".

Il testo della Pontificia Commissione si conclude con la citazione di alcune parole tratte dall'omelia pronunciata da Benedetto XVI nei vespri della solennità del Sacro Cuore di Gesù, nella basilica di San Pietro, lo scorso 19 giugno, le quali "possono aiutare a riaffermare sinteticamente il nucleo centrale di questo messaggio, e anche di tutto l'Anno sacerdotale:  "La Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi; di ministri che aiutino i fedeli a sperimentare l'amore misericordioso del Signore e ne siano convinti testimoni"".


(©L'Osservatore Romano - 5 marzo 2010)
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)