00 3/27/2010 8:00 PM
Approvate le linee guida della National Conference of Priests of England and Wales

Collaborazione più stretta
fra l'episcopato e i sacerdoti inglesi


Londra, 27. Aprire la strada a un confronto per far nascere nuove forme di collaborazione tra sacerdoti e vescovi in Inghilterra e in Galles. È quanto si è delineato all'interno del National Conference of Priests of England and Wales (Ncpew), l'organismo di rappresentanza del clero che ha avviato da tempo una stagione di rinnovamento che, nelle intenzioni, dovrà portare a un'organizzazione diversa che sia in grado di fare fronte alle difficili sfide dell'attuale momento storico.

Nei giorni scorsi, infatti, al termine di una riunione dell'organismo è stato presentato un progetto di revisione che ha ottenuto l'approvazione di trenta sacerdoti in rappresentanza delle ventidue diocesi che fanno parte della Conferenza episcopale d'Inghilterra e Galles. Si tratta, è stato spiegato, del risultato di un ampio programma di consultazioni che ha coperto un arco temporale di diciotto mesi, coinvolgendo i consigli diocesani locali. Istituita trentanove anni fa, la Ncpew ha la necessità di adattarsi ai tempi mutati e, in particolare, è emersa una crescente difficoltà di comunicazione con i presuli.

È stato dunque deciso di creare un gruppo di lavoro, al quale partecipa, tra gli altri, il segretario generale della Conferenza episcopale, padre Marcus Stock, con il compito di indicare le linee guida di una riforma che consenta di venire incontro alle molteplici istanze di rinnovamento presentate dal clero locale.

Come accennato, il progetto che darà nuova forma alla collaborazione tra vescovi e sacerdoti ha previsto un ampio coinvolgimento, proprio per garantire, si sottolinea, il più ampio consenso. Su alcuni punti è stato già raggiunto un accordo. Il cambiamento, fra l'altro, dovrebbe coinvolgere lo stesso nome:  la proposta è quella di dare vita all'Association of Priests of England and Wales (Apew). Il nuovo organismo, inoltre, sarà composto da ventidue rappresentanti, uno ciascuno per le diocesi dell'episcopato. Ogni rappresentante presso l'organismo verrebbe scelto dal consiglio dei sacerdoti presente in ciascuna diocesi:  il rappresentante potrebbe essere il presidente dello stesso consiglio sacerdotale, oppure qualsiasi altro membro scelto collegialmente.

In particolare, l'organismo avrà un contatto diretto con il segretario generale della Conferenza episcopale:  in pratica la figura del segretario farà da tramite tra la rappresentanza del clero e i vescovi.

Il gruppo di lavoro si è soffermato poi sulla necessità di garantire periodici momenti di confronto tra i membri dell'organismo:  l'associazione, è la proposta avanzata, potrebbe riunirsi due volte l'anno per identificare i temi di maggiore interesse; mentre ogni due anni è prevista una conferenza generale aperta a tutti i sacerdoti. Peraltro è previsto che le riunioni e l'assemblea avvengano in concordanza con il programma delle riunioni dell'episcopato e con i temi al centro delle riflessioni dei presuli, al fine di dare una contestualizzazione alle varie discussioni e fornire un ampio ventaglio di proposte sugli argomenti di maggiore interesse per la vita della comunità ecclesiale.

Le due riunioni annuali dell'associazione avranno una durata temporale più ridotta rispetto ai tempi programmati attualmente dalla Ncpew. Infine, è stato trattato anche il tema delle risorse:  un'amministrazione condivisa con gli uffici specifici della Conferenza episcopale dovrebbero garantire, si osserva, adeguate risorse per consentire lo svolgimento delle riunioni annuali. Il nuovo organismo, inoltre, sarà finanziato allo stesso modo come avviene per la Ncpew.

"Il nuovo organismo - ha affermato il vice presidente uscente della Ncpew, padre Tony Slingo - permetterà alla nostra missione sacerdotale di fare fronte contemporaneamente alla realtà diocesana locale e alle strategie nazionali, mettendo insieme indipendenza e collegialità".

La nascita dell'associazione si rileva ancora assume un'importanza ulteriore in questo anno speciale che il Papa ha voluto dedicare proprio al sacerdozio. "In questo Annus sacerdotalis - ha evidenziato, fra l'altro, Benedetto XVI, rivolgendosi ai vescovi della Conferenza episcopale d'Inghilterra e Galles in visita ad limina apostolorum il 1° febbraio scorso - siate vicini ai vostri sacerdoti e riaccendete il loro senso di enorme privilegio e di gioia nello stare in mezzo al popolo di Dio come alter Christus". È un Anno, ha affermato il presidente della Conferenza episcopale, l'arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols, in occasione dell'apertura delle celebrazioni lo scorso giugno, "in cui, come Chiesa, diciamo che siamo fieri dei nostri sacerdoti, che li amiamo, che riconosciamo con gratitudine  la  testimonianza della loro vita e la generosità del loro lavoro pastorale".

Il clero in Inghilterra e Galles guarda dunque con fiducia e ottimismo alla nuova stagione di rapporti con l'episcopato, nel segno di una sempre più forte unità nel corpo della Chiesa. "L'obiettivo della missione sacerdotale - ha spiegato il presidente uscente della Ncpew e responsabile del gruppo di lavoro, padre Tom Jordan - deve essere la diocesi locale, ma questo nuovo organismo va ad aggiungersi all'impegno dei sacerdoti all'interno dei singoli consigli diocesani, portando così benefici anche a livello nazionale".

Dalla Conferenza episcopale giungono parole di apprezzamento per l'iniziativa che garantirà un dialogo più efficace tra pastori e religiosi. "Questo nuovo organismo - osserva padre Stock - è una grande opportunità, con molti aspetti positivi, perché combina il realismo con un metodo costruttivo per i sacerdoti e i vescovi, di impegnarsi insieme sui temi strategici". Dall'episcopato, inoltre, si sottolinea "che questa proposta rappresenta un passo in avanti coraggioso, qualcosa di cui essere fieri, un nuovo capitolo di quell'unità che serve per costruire il Regno di Dio".

Il processo che ha portato all'individuazione della proposta di riforma era stato avviato da tempo. La volontà di un riassetto globale della Ncpew era emersa già in un incontro svoltosi a Leeds nel 2007. "Una nuova organizzazione - rilevò il presidente, padre Jordan - è necessaria per venire incontro alle esigenze dei sacerdoti. Nella Chiesa ci sono stati tanti sviluppi fin da quando la Conferenza venne istituita". Tra il maggio e il giugno del 2007, quindi, presero il via le prime informali discussioni a livello diocesano. Nel 2008 il tema è stato poi al centro di una riunione dei rappresentanti dell'organismo che hanno anche indicato i vari punti da porre in evidenza per costruire il nuovo modello associativo. Nel 2009, in particolare dal mese di aprile, i vescovi hanno iniziato a esaminare le questioni avanzate, ponendole al centro delle loro riflessioni in occasione di una serie d'incontri con il clero.

Gli ultimi mesi, infine, hanno visto chiudersi finalmente la fase delle consultazioni a livello diocesano, con l'approvazione delle linee guida del nuovo organismo. "I tempi sono cambiati e anche noi abbiamo bisogno di cambiare. Siamo entrati in un nuovo territorio - conclude il presidente uscente, padre Jordan -. Il Papa ha voluto l'Anno sacerdotale e ha accettato di fare visita nel nostro Paese. Sono convinto che in futuro la voce dei sacerdoti sarà udita in una nuova e vibrante maniera per il bene della Chiesa che con impegno intendiamo servire".


(©L'Osservatore Romano - 28 marzo 2010 )
Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)