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Esortazione a promuovere il culto Eucaristico

65. Vi preghiamo dunque,Venerabili Fratelli, affinché questa fede, che non tende ad altro che a custodire una perfetta fedeltà alla parola di Cristo e degli Apostoli, rigettando nettamente ogni opinione erronea e perniciosa, voi custodiate pura e integra nel popolo affidato alla vostra cura e vigilanza,e promoviate, senza risparmiare parole e fatica, il culto Eucaristico, a cui devono convergere finalmente tutte le altre forme di pietà.

66. I fedeli, sotto il vostro impulso, conoscano sempre più e sperimentino quanto dice sant'Agostino: « Chi vuol vivere ha dove e donde vivere: si accosti, creda, s'incorpori per essere vivificato. Non rinunzi alla coesione dei membri, non sia un membro putrido degno d'essere tagliato, non un membro distorto da vergognarsi: sia un membro bello, idoneo, sano, aderisca al corpo, viva di Dio a Dio; ora lavori sulla terra per poter poi regnare nel cielo ».(66)

67. Ogni giorno, come è desiderabile, i fedeli in gran numero partecipino attivamente al sacrificio della Messa, nutrendosi con cuore puro e santo della sacra Comunione,e rendano grazie a Cristo Signore per sì gran dono. Si ricordino delle parole del Nostro Predecessore san Pio X: « Il desiderio di Gesù Cristo e della Chiesa che tutti i Fedeli si accostino quotidianamente alla sacra mensa, consiste soprattutto in questo: che i fedeli, uniti a Dio in virtù del sacramento, ne attingano forza per dominare la libidine, per purificarsi dalle lievi colpe quotidiane e per evitare i peccati gravi, ai quali è soggetta l'umana fragilità».(67) Durante il giorno i fedeli non omettano di fare la visita al SS. Sacramento, che dev'essere custodito in luogo distintissimo, col massimo onore nelle chiese, secondo le leggi liturgiche, perché la visita è prova di gratitudine, segno d'amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore là presente.

68. Ognuno comprende che la divina Eucaristia conferisce al popolo cristiano incomparabile dignità. Giacché non solo durante la offerta del Sacrificio e l'attuazione del Sacramento, ma anche dopo, mentre la Eucaristia è conservata nelle chiese e negli oratori, Cristo è veramente l'Emmanuel, cioè il « Dio con noi ». Poiché giorno e notte è in mezzo a noi, abita con noi pieno di grazia e verità:(68) restaura i costumi, alimenta le virtù, consola gli afflitti, fortifica i deboli, e sollecita alla sua imitazione tutti quelli che si accostano a lui, affinché col suo esempio imparino ad essere miti e umili di cuore, e a cercare non le cose proprie, ma quelle di Dio. Chiunque perciò si rivolge all'augusto Sacramento Eucaristico con particolare devozione e si sforza di amare con slancio e generosità Cristo che ci ama infinitamente, sperimenta e comprende a fondo, non senza godimento dell'animo e frutto, quanto sia preziosa la vita nascosta con Cristo in Dio;(69) e quanto valga stare a colloquio con Cristo, di cui non c'è niente più efficace a percorrere le vie della santità.

69. Vi è inoltre ben noto, Venerabili Fratelli, che l'Eucaristia è conservata nei templi e negli oratori come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale, anzi della Chiesa universale e di tutta l'umanità, perché essa sotto il velo delle sacre specie contiene Cristo Capo invisibile della Chiesa, Redentore del mondo, centro di tutti i cuori, per cui sono tutte le cose e noi per lui.(70)

70. Ne consegue che il culto Eucaristico muove fortemente l'animo a coltivare l'amore « sociale »,(71) col quale si antepone al bene privato il bene comune; facciamo nostra la causa della comunità, della parrocchia, della Chiesa universale; ed estendiamo la carità a tutto il mondo, perché dappertutto sappiamo che ci sono membra di Cristo.

71. Giacché dunque, Venerabili Fratelli, il sacramento Eucaristico è segno e causa dell'unità del Corpo Mistico e in quelli, che con maggior fervore lo venerano, eccita un attivo spirito «ecclesiale», non cessate di persuadere i vostri fedeli che, accostandosi al Mistero Eucaristico, imparino a far propria la causa della Chiesa, a pregare Dio senza intermissione, a offrire se stessi a Dio in grato sacrificio per la pace e l'unità della Chiesa; affinché tutti i figli della Chiesa siano una cosa sola e abbiano lo stesso sentimento, né ci siano tra di loro scismi, ma siano perfetti nello stesso sentimento e nello stesso pensiero, come vuole l'Apostolo;(72) e tutti quelli che non sono ancora uniti con perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, in quanto sono da essa separati, ma si gloriano del nome cristiano, quanto prima con l'aiuto della divina grazia arrivino a godere insieme con noi di quella unità di fede e di comunione, che Cristo volle fosse il distintivo dei suoi discepoli.

72. Questo desiderio di pregare e di consacrarsi a Dio per l'unità della Chiesa devono considerarlo soprattutto come proprio i religiosi, uomini e donne, essendo essi in modo particolare addetti all'adorazione del SS. Sacramento, facendogli corona sulla terra in virtù dei voti emessi.

73. Ma il voto per l'unità di tutti i cristiani, di cui niente è più sacro e più ardente nel cuore della Chiesa, Noi vogliamo esprimerlo ancora una volta con le stesse parole del Concilio Tridentino nella conclusione del Decreto sulla SS. Eucaristia: « In ultimo il santo Sinodo con paterno affetto ammonisce, esorta, prega e implora "per la misericordia del nostro Dio",(73) affinché tutti e singoli i cristiani, in questo segno di unità, in questo vincolo di carità, in questo simbolo di concordia, finalmente convengano e concordino, e memori di tanta maestà e di così alto amore di nostro Signore Gesù Cristo, il quale diede la sua diletta anima in prezzo della nostra salvezza e la sua carne a mangiare,(74) credano e adorino questi sacri misteri del suo corpo e del suo sangue con quella fede ferma e costante, con quella devozione, pietà e culto, che permette loro di ricevere frequentemente quel pane sovrasostanziale,(75) e questo sia per essi veramente vita dell'anima e perenne sanità di mente, sicché "corroborati dal suo vigore",(76) da questo misero pellegrinaggio terrestre possano pervenire alla patria celeste per mangiare là senza nessun velo lo stesso "pane degli angeli"(77) che ora "mangiamo sotto i sacri veli" ».(78)

74. Oh, che il benignissimo Redentore, che già prossimo alla morte pregò il Padre perché tutti quelli che avrebbero creduto in lui diventassero una cosa sola, come lui e il Padre sono una cosa sola,(79) si degni di esaudire al più presto questo voto Nostro e di tutta la Chiesa che cioè tutti con una sola voce e una sola fede celebriamo il Mistero Eucaristico e, fatti partecipi del corpo di Cristo, formiamo un sol corpo(80) compaginato con quegli stessi vincoli, con i quali egli lo volle formato.

75. E Ci rivolgiamo con paterna carità anche a quelli che appartengono alle venerande Chiese di Oriente, nelle quali fiorirono tanti celeberrimi Padri, di cui ben volentieri in questa Nostra Lettera abbiamo ricordato le testimonianze intorno alla Eucaristia. Ci sentiamo pervasi da grande gaudio quando consideriamo la vostra fede riguardo all'Eucaristia, che coincide con la fede nostra, quando ascoltiamo le preghiere liturgiche con cui voi celebrate un così grande Mistero, quando ammiriamo il vostro culto eucaristico e leggiamo i vostri teologi che espongono e difendono la dottrina intorno a questo augustissimo Sacramento.

76. La Beatissima Vergine Maria, dalla quale Cristo Signore ha assunto quella carne che in questo Sacramento sotto le specie del pane e del vino « è contenuta, è offerta ed è mangiata »,(81) e tutti i Santi e le Sante di Dio, specialmente quelli che sentirono più ardente devozione per la divina Eucaristia, intercedano presso il Padre delle misericordie, affinché dalla comune fede e culto eucaristico scaturisca e vigoreggi la perfetta unità di comunione fra tutti i cristiani. Sono impresse nell'animo le parole del martire Ignazio, che ammonisce i fedeli di Filadelfia sul male delle deviazioni e degli scismi, per cui è rimedio l'Eucaristia: « Sforzatevi dunque,egli dice, di usufruire di una sola Eucaristia: perché una sola è la carne di Nostro Signore Gesù Cristo, e uno solo è il calice nella unità del suo sangue, uno l'altare, come uno è il Vescovo... ».(82)

77. Sorretti dalla soavissima speranza che dall'accresciuto culto eucaristico deriveranno molti beni a tutta la Chiesa e a tutto il mondo, a voi, Venerabili Fratelli, ai sacerdoti, ai religiosi e a tutti quelli che a voi prestano la loro collaborazione, a tutti i fedeli affidati alle vostre cure, impartiamo l'Apostolica Benedizione con grande effusione d'amore, in auspicio delle grazie celesti.

Dato a Roma, presso San Pietro, nella festa di san Pio X il 3 settembre 1965 anno terzo del Nostro Pontificato.

PAOLO PP. VI

 


(1) CONC. VAT. II, Cost. sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, 47: AAS 56 (1964), p. 113.

(2) Gv 6,55.

(3) Cf Gv 17,23.

(4) Lett. Enc. Mirae caritatis: Acta Leonis XIII, vol. XXII, 1902-1903, p. 122.

(5) In Mt. Hom. 82, 4: PG 58, 743.

(6) Summa Theol., IIIª, q. 75, a. 1.

(7) In IV Sent. D. 10, P. I, a. un., q. 1: Opera omnia, IV, 217.

(8) Gv 6,61-69.

(9) S. AGOSTINO, Contra Iulianum, VI, 5, 11: PL 44, 829.

(10) De Civit. Dei, X, 23: PL 41, 300.

(11) Cost. dogm. De fide catholica, c. 4.

(12) Cf CONC. TRID., Doct. de SS. Missae Sacr., c. 1.

(13) Cf Es 24,8.

(14) Lc 22,19-20; cf Mt 26,26-28; Mc 14,22-24.

(15) At 2,42.

(16) At 4,32.

(17) 1 Cor 11,23ss.

(18) 1 Cor 10,16.

(19) Cf Mal 1,11.

(20) CONC. TRID., Doct. De SS. Missae Sacr., c. 4.

(21) Catech. 23 (myst. 5), 8, 18: PG 33, 1115-1118.

(22) Cf Confess., 9, 12, 32: PL 32, 777; cf ibidem, 9, 11, 27: PL 32, 775.

(23) Cf Serm., 172, 2: PL 38, 936; cf De cura gerenda pro mortuis, 13: PL 40, 593.

(24) S. AGOSTINO, De Civit. Dei, X, 6: PL 41, 284.

(25) Cf Enc. Mediator Dei: AAS 39 (1947), p. 552.

(26) Cf CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, c. II, n. 11: AAS 57 (1965), p. 15.

(27) Cf CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, c. II, n. 10: AAS 57 (1965), p. 14.

(28) CONC. VAT. II, Cost. sulla Sacra Liturgia Sacrosaпctum Concilium, c. 1, n. 27: AAS 56 (1964), p. 107.

(29) Cf Pontificale Romanum.

(30) Cf c. 1, n. 7: AAS 56 (1964), pp. 100-101.

(31) S. AGOSTINO, In Ps. 85,1: PL 37, 1081.

(32) Cf Mt 18.20.

(33) Cf Mt 25,40.

(34) Cf Ef 3,17.

(35) Cf Rm 5,5.

(36) S. AGOSTINO, Contra Litt. Petiliani, III, 10, 11: PL 43, 353.

(37) S. AGOSTINO, In PS. 86, 3: PL 37, 1102.

(38) In Ep. 2 ad Timoth., Hom. 2, 4: PG 62, 612.

(39) EGIDIO ROM., Theoremata de Corpore Christi, theor. 50, Venezia 1521, p. 127.

(40) Cf Summa Theol.. III, q. 73, a. 3.

(41) CONC. TRID., Decret. De SS. Euch., c. 3.

(42) PIO XII, Lett. Enc. Humani generis: AAS 42 (1950), p. 578.

(43) Cf. CONC. TRID., Decret. De SS. Euch, proemio e c. 3.

(44) Didaché, 9, 1.

(45) Ep. ad Magnum, 6: PL 3, 1189.

(46) 1 Cor 10,17.

(47) S. IGNAZIO M., Ep. ad Smyr., 7, 1: PG 5, 714.

(48) In Mt. Comm., c. 26: PG 66, 714.

(49) Cf CONC. TRID., Decret. De SS Euch., c. 1.

(50) Lett. Enc. Mirae caritatis: Acta Leonis, vol. XXII, 1902-1903, p. 123.

(51) Cf CONC. TRID., Decret. De SS. Euch., c. 4 e can. 2.

(52) Catech. 22, 9 (myst. 4): PG 33, 1103.

(53) De prodit. Iudae, hom. 1, 6: PG 49, 380; cf In Mt. hom. 82, 5: PG 58, 744.

(54) In Matth. 26,27: PG 72, 451.

(55) De myst., 9, 50-52: PL 16, 422-424.

(56) MANSI, Coll. Ampliss. Concil., 20, 524 D.

(57) Cost. Ap. Auctorem Fidei, 28 agosto 1794.

(58) Alloc. 22 settembre 1956: AAS 48 (1956), p. 720.

(59) AAS 57 (1965), pp. 588-592.

(60) In Ps. 98,9: PL 37, 1264.

(61) Trad. Apost., ed. BOTTE, La tradition Apostolique de st. Hippolyte, Münster 1963, p. 84.

(62) In Ex. fragm.: PG 12, 391.

(63) De spectaculis: CSEL3, p. 8.

(64) Epist. ad Calosyrium: PG 76, 1075.

(65) Cf S. BASILIO, Ep. 93: PG 32, 483-486.

(66) S. AGOSTINO, In Ioannem, tract. 26, 13: PL 35, 1613.

(67) DECR. DELLA S. CONGR. DEL, CONCILIO, 20 dicembre 1905, approvato da S. Pio X: ASS 38 (1905), p. 401.

(68) Cf Gv 1,14.

(69) Cf Col 3,3.

(70) 1 Cor 8,6.

(71) Cf S. AGOSTINO, De Gen. ad litt., XI, 15, 20: PL 34, 437.

(72) Cf 1 Cor 1,10.

(73) Lc 1,78.

(74) Gv 6,48ss.

(75) Mt 6,11.

(76) 1 Re 19,8.

(77) Sal 77,25.

(78) CONC. TRID., Decret. De SS. Euch., c. 8.

(79) Cf Gv 17,20-21.

(80) Cf 1 Cor 10,17.

(81) CIC, can. 801.

(82) S. IGNAZIO M., Ep. ad Philad., 4: PG 5, 700.

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