DIFENDERE LA VERA FEDE

Dal dialogo APPROFONDIAMO L'EUCARESTIA

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    00 8/30/2009 3:59 PM
      Messaggio 1 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena  (Messaggio originale)Inviato: 02/06/2002 21.54
    Amici....
    ho trovato in ben tre siti evangelici..la stessa identica lettera di un pastore protestante attraverso la quale, finalmente, possiamo avere le idee più chiare su cosa pensano dell'Eucarestia...e temo, purtroppo, che non ne parleranno mai....il perchè lo capirete.....
    In questa lettera viene prima esposto una parte del Catechismo Cattolico sull'Eucarestia, poi segue il suo pensiero.....
    Prima vengono citate le parole del Nuovo Catechismo:

    Il “sacrificio della messa” è una delle dottrine più peculiari del sistema cattolico-romano, definita “fonte ed apice di tutta la vita cristiana" (3) e ha ben poco a che fare con il culto evangelico riformato. Mentre quest’ultimo si incentra sulla lettura e sulla predicazione della Parola di Dio, la parte più importante della messa è la “ripetizione del sacrificio di Cristo”. Esso non è semplicemente un “memoriale” del sacrificio di Cristo sulla croce, ma la sua “attualizzazione” che renderebbe “presente ed attuale, hic et nunc, il sacrificio unico di Cristo nei suoi elementi costitutivi: la stessa vittima, il medesimo offerente, e la stessa azione sacrificale, sebbene diversa nel modo incruento di offrire”(4), inoltre essa “ne applica il frutto”(5) in modo unico ed insostituibile. In essa il pane ed il vino, “diventano misteriosamente il corpo ed il sangue di Cristo”(6) e in essa: “Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue”(7)… Questo sacrificio sarebbe offerto non solo per i vivi, ma “anche per i fedeli defunti … affinché possano entrare nella luce e nella pace di Cristo”(8). La messa sarebbe valida, inoltre, solo quando viene celebrata dal vescovo, o da chi è stato da lui autorizzato(9), mentre non avrebbe alcuna validità quella celebrata “dalle comunità ecclesiali nate dalla Riforma … perché non hanno conservata la genuina ed integra sostanza del mistero eucaristico … per la mancanza del sacramento dell’Ordine”(10).

    Ora segue la risposta:

    Tali concezioni non sono assolutamente condivisibili dalla fede evangelica, la quale, di fatto, considera la messa e la teoria che ad essa sottende, del tutto aberrante, empia e blasfema. (arg! è proprio sottolineato!) Si può quindi dire a ragion veduta che ogni qual volta si celebra una messa Cristo venga insultato e disonorato e di tutto questo i fedeli evangelici non vogliono esserne complici partecipandovi in qualsiasi modo(cosa vuol dire dunque? che non ne parleranno nemmeno?). L’opera di Cristo è stata compiuta una volta per sempre ed è efficace in modo immediato per tutti i luoghi ed i tempi a chi, udendo l’annuncio dell’Evangelo, ad essa faccia appello tramite la fede, senz’alcun bisogno di celebrazioni sacramentali né di mediazioni sacerdotali umane, “Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati” (Eb. 10:14). La celebrazione evangelica della Cena del Signore conferma simbolicamente e suggella questa realtà.

    Con le parole della Confessione di Fede Riformata di Ginevra del 1536, affermiamo: “Ora, poiché la messa del papa è stata un’ordinanza maledetta e diabolica intesa a sovvertire il mistero di questa santa Cena, noi dichiariamo che essa ci è in abominio, come un’idolatria condannata da Dio, sia in quanto è considerata un sacrificio per la redenzione delle anime, sia perché in essa il pane è considerato ed adorato come Dio, oltre alle altre bestemmie e superstizioni esecrabili che vi sono contenute, ed all’abuso della Parola di Dio che vi viene presa invano, senza alcun frutto ed edificazione”(11).

    La Confessione di Fede Riformata Posteriore del 1566 afferma inoltre: “la messa, così come oggi è in uso in tutta la chiesa romana, è stata abolita nelle nostre chiese per diverse e giustissime ragioni … Il fatto sta che abbiamo trovato non essere una buona cosa che si sia trasformata un’azione santa e salutare in un vano spettacolo; così pure che essa sia stata resa meritoria e che la si celebri per denaro o che si dica che il prete vi fa il corpo stesso del Signore e che lo offra realmente e di fatto per la remissione dei peccati dei vivi e dei morti, addirittura in onore e celebrazione o memoria dei santi che sono in cielo”(12).

    Past. Paolo Castellina



    Allora facciamo un paio di constatazioni:

    1. Si rifà ad un documento del 1500.....mentre poi ci si contraddice disconoscendo Lutero.....(il quale credeva in Maria Madre di Dio...chiamandola "MIA SIGNORA" che aggiustata nella forma latina si traduce "Madonna"!), mentre si schifano tutti i documenti di prima...ma non va un po contro il concetto di sola scrittura? E si perchè se non si accettano le dottrine e i documenti della Chiesa, perchè questi documenti assumono importanza maggiore della Bibbia? Dove sono scritte nella Bibbia tutte queste parole? 

    2. L'opera di Cristo una volta per tutte....INFATTI...la Chiesa NON ha mai insegnato che l'Eucarestia riuccide il Cristo...questa è una falsa propaganda che più volte è stata spiegata ma che non è mai stata riconosciuta....come mai? Cosa si vuole mantenere in piedi? La Chiesa Compie IL MEMORIALE.....ricordando ad ogni uomo di ogni tempo ciò che ha fatto il Cristo...appunto una volta per tutte! E fedele al comando del Cristo, ricompie quei gesti SACRI.....Sono gli Apostoli ad imporre le mani scegliendo i primi PESBITERI, appunto, i sacerdoti....e dando loro il compito di occuparsi dei RITI....e questo è scritturale nelle Lettere, perchè le s'ignorano?

    3. si parla tanto di Fede da parte dei protestanti, ma quando c'è da metterla in atto, questa fede, la si offusca semplicemente perchè si vuole essere "una cosa diversa dalla Chiesa" o ci si vuole sostituire a Lei......Dicono che bisogna credere per fede....sostengono che il Cristo è con noi per fede, ma se i cattolici mettono in atto il capitolo 6 di Giovanni e l'ultima Cena, allora diventano blasfemi....francamente vedo molta contraddizione!

    4. Si usano parole molto pesanti.....credo che noi le prove le abbiamo portate.....ma qui le prove non si vedono...si tratta semplicemente di una interpretazione diversa....però.....mi viene da pensare.....e fino al 1500 se fosse vero ciò che sostengono...possibile che Dio permettesse tanta "atrocità" nella sua Chiesa sin dalle origini? E quei martiri dell'Eucarestia prima del 1500 che fine hanno fatto? E il miracolo Eucaristico di Bolsena del 1200 e quello ancor prima di Lanciano dell'anno 800..sono fatti diabolici?

    5. Veniamo alla scena dei discepoli di Emmaus:

    i discepoli si erano incamminati e parlavano dell'evento del momento, la morte del Maestro....Gesù si unisce a loro, ma NON lo riconoscono, eppure appare a loro come un saggio e sapiente dal momento che spiegherà loro tutto ciò che avevano predetto i profeti. Essi l'ascoltano e SONO ANCHE D'ACCORDO...ma ancora NON lo riconoscono....Quando...ecco il momento...."allo spezzare del Pane lo riconoscono"...o è il Cristo che si è fatto riconoscere dai discepoli? Se fosse stato solo un simbolo l'Eucarestia, non sarebbe stato più logico farsi riconoscere attraverso le Scritture quando gliele stava spiegando, anche per asserire il vostro concetto di sola scrittura?

    No fratelli protestanti....la verità è che essi NON riconoscono il Cristo attraverso le Scritture, bensì attraverso un gesto, il nuovo rito Sacro, l'Eucarestia.....Guardate che questo particolare è molto importante, pensateci bene.....

    Fraternamente, C.

    e voi cosa ne pensate?



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    Consiglia  Messaggio 17 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 30/04/2003 11.23
    Io devo starmene nel lume della fede, e camminare in essa, finché appaia il giorno dell'eterna luce e venga meno il velo delle figure simboliche (cf. Ct 2,17; 4,6). "Quando poi verrà il compimento di tutte le cose" (1Cor 13,10), cesserà l'uso dei segni sacramentali.

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    Consiglia  Messaggio 18 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNGiovBattistaInviato: 30/04/2003 18.03

    OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

    19 agosto 1979

    Carissimi giovani Universitari e Docenti dell’“Opus Dei”!

    Voi avete desiderato d’incontrarvi col Papa presso la Mensa Eucaristica, mentre, provenienti da diversi Atenei d’Italia, vi trovate a Roma, per partecipare a corsi di aggiornamento dottrinale e di formazione spirituale. E io vi ringrazio di questo vostro attestato di fede e di amore all’Eucaristia e al Papa, Vicario di Cristo in terra.

    La vostra istituzione ha come fine la santificazione della vita rimanendo nel mondo, sul proprio posto di lavoro e di professione: vivere il Vangelo nel mondo, pur vivendo immersi nel mondo, ma per trasformarlo e redimerlo col proprio amore a Cristo! Grande ideale, veramente, il vostro, che fin dagli inizi ha anticipato quella teologia del laicato, che caratterizzò poi la Chiesa del Concilio e del post-Concilio.

    Tale infatti è il messaggio e la spiritualità dell’“Opus Dei”: vivere uniti a Dio, nel mondo, in qualunque situazione, cercando di migliorare se stessi con l’aiuto della grazia, e facendo conoscere Gesù Cristo con la testimonianza della vita.

    E che cosa c’è di più bello e di più entusiasmante di questo ideale? Voi, inseriti e amalgamati in questa umanità gioiosa e dolorosa, volete amarla, illuminarla, salvarla: siate benedetti e sempre incoraggiati in questo vostro intento!

    Vi saluto dall’intimo del mio cuore, ricordando la profonda e commovente esortazione di San Paolo che scriveva agli Efesini; “Siate ricolmi di Spirito Santo, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo” (Ef 5,19-20).

    Noi appunto vogliamo intrattenerci qui, in preghiera con Cristo, in Cristo e per Cristo; vogliamo godere del gaudio che proviene dalla verità; vogliamo insieme inneggiare al Signore, che nell’immenso mistero del suo amore non solo ha voluto incarnarsi, ma ha voluto rimanere con noi nell’Eucaristia. Infatti la liturgia di oggi è tutta incentrata su questo supremo mistero, e Gesù stesso è il Maestro Divino che ci insegna come dobbiamo intendere e vivere questo sublime e incomparabile Sacramento.

    1. Prima di tutto, Gesù afferma che l’Eucaristia è una realtà misteriosa ma autentica.

    Gesù, nella Sinagoga di Cafarnao, afferma chiaramente: “Io sono il pane disceso dal cielo... il Pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo... La mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda... Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono” (cf. Gv 6).

    Gesù dice proprio: “carne” e “sangue”, “mangiare” e “bere”, pur sapendo di urtare la sensibilità e la mentalità degli Ebrei. Cioè, Gesù parla della sua Persona reale, tutta intera, non simbolica, e fa intendere che la sua è un’offerta “sacrificale”, che si realizzerà per la prima volta nell’“Ultima Cena” anticipando misticamente il Sacrificio della Croce, e sarà tramandato per tutti i secoli mediante la Santa Messa. È un mistero di fede, davanti al quale non possiamo che inginocchiarci in adorazione, in silenzio, in ammirazione.

    L’“Imitazione di Cristo” (L’Imitazione di Cristo, lib. IV, cap. XVII, 1) mette in guardia dalla curiosa e inutile indagine su questo insondabile Sacramento, la quale può anche essere pericolosa: “Qui scrutator est maiestatis, opprimetur a gloria!”. Paolo VI, di venerata memoria, nel “Credo del Popolo di Dio”, facendo una sintesi della specifica Dottrina del Concilio di Trento e della sua Enciclica Mysterium Fidei, disse: “Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa in maniera assai appropriata “transustanziazione”” (Insegnamenti di Paolo VI, VI [1968], 308).

    Tutti i Padri della Chiesa hanno sempre affermato la realtà della Divina Presenza; ricordiamo solo il filosofo Giustino che nella “Apologia” esorta all’adorazione umile e gioiosa; “Terminate le preghiere e il ringraziamento eucaristico, tutto il popolo presente acclama: “Amen!”. Amen, in lingua ebraica, vuol dire “sia”... Infatti, noi non lo prendiamo come un pane comune e una comune bevanda; ma, come Gesù Cristo Salvatore nostro incarnatosi per la parola di Dio prese carne e sangue per la nostra salvezza, così il nutrimento, consacrato con la preghiera di ringraziamento formata dalle parole di Cristo e di cui si nutrono per assimilazione il sangue e le carni nostre, è, secondo la nostra dottrina, carne e sangue di Gesù incarnato” (Giustino, Apologia I, 65-67).

    Vi dico pertanto: siate gli adoratori convinti dell’Eucaristia, nel pieno rispetto delle regole liturgiche, nella serietà devota e compresa, che nulla toglie alla familiarità e alla tenerezza.

    2.Gesù afferma poi che l’Eucaristia è una realtà salvifica.

    Gesù, continuando il suo discorso sul “Pane di vita”, soggiunge: “Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno... Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita... Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

    In questo contesto Gesù parla di “vita eterna”, di “risurrezione gloriosa”, di “ultimo giorno”. Non che Gesù dimentichi o disprezzi la vita terrena; anzi! Gesù stesso parla dei talenti che ognuno deve trafficare e si compiace delle opere degli uomini per la progressiva liberazione dalle varie schiavitù e oppressioni e per il miglioramento dell’umana esistenza.

    Però non bisogna cadere nell’equivoco dell’immanenza storica e terrena; bisogna passare attraverso la storia per raggiungere la vita eterna e gloriosa: passaggio faticoso, difficile, ambiguo perché deve essere meritorio! Ecco allora Gesù vivo e presente sul nostro quotidiano cammino, per aiutarci a realizzare il nostro vero destino, immortale e felice.

    Senza Cristo è fatale sperdersi, confondersi, addirittura disperarsi! L’aveva intuito con lucida chiarezza Dante Alighieri, uomo di mondo e di fede, genio della poesia ed esperto nella teologia, quando nella parafrasi del “Padre Nostro”, recitato dalle anime purganti, insegna che nell’aspro deserto della vita senza l’intima unione con Gesù, la “manna” del Nuovo Testamento, il “Pane disceso dal cielo”, l’uomo, che vuol andare avanti con le sole sue forze, in realtà va indietro.

    “Da’ oggi a noi la cotidiana manna / senza la qual per questo aspro deserto / a retro va chi più di gir s’affanna” (Dante Alighieri, La Divina Commedia, “Purgatorio”, XI, 13-15). Solo mediante l’Eucaristia è possibile vivere le virtù eroiche del Cristianesimo: la carità, fino al perdono dei nemici, all’amore per chi ci fa soffrire, al dono della propria vita per il prossimo; la castità, in qualunque età e situazione della vita; la pazienza, specialmente nel dolore e quando si è sconvolti dal silenzio di Dio nei drammi della storia o della stessa propria esistenza. Siate perciò sempre anime eucaristiche, per poter essere autentici cristiani!

    3. Infine Gesù afferma ancora che l’Eucaristia deve essere una realtà trasformante.

    È l’affermazione più impressionante e più impegnativa: “La mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me, vivrà per me”. Parole serie! Parole esigenti! L’Eucaristia è una trasformazione, un impegno di vita: “Non sono più io che vivo – diceva San Paolo – ma è Cristo che vive in me” (Gal 2,20;1Cor 2,2).E Cristo crocifisso! Ricevere l’Eucaristia significa trasformarsi in Cristo, rimanere in lui, vivere per lui! Il cristiano, in fondo, deve avere solo un’unica preoccupazione e un’unica ambizione: vivere per Cristo cercando di imitarlo nella suprema obbedienza al Padre, nell’accettazione della vita e della storia, nella totale dedizione alla carità, nella bontà comprensiva e tuttavia austera. L’Eucaristia diventa perciò programma di vita.

    Carissimi!

    Concludendo questa meditazione, vi affido a Maria Santissima: lei, che per trentatré anni poté godere della presenza visibile di Gesù e trattò il suo Divin Figlio con la massima cura e delicatezza, vi accompagni sempre all’Eucaristia; vi doni i suoi stessi sentimenti di adorazione e di amore.

    Dopo questo mistico e fraterno incontro, tornate al vostro lavoro con rinnovato proposito di vivere intensamente la vostra spiritualità:

    – siate ovunque irradiatori di luce con la totale e convinta ortodossia della dottrina cristiana e cattolica, con umiltà ma con coraggio, nella perfetta competenza della vostra professione;

    – siate portatori di pace, col vostro amore per tutti, fatto di comprensione, di rispetto, di sensibilità, di pazienza, pensando che ogni uomo porta in sé il suo dolore e il suo mistero;

    – siate infine seminatori di gioia con la vostra carità concreta e il vostro sereno abbandono alla Provvidenza, memori di ciò che affabilmente disse Papa Giovanni Paolo I, di venerata memoria: “Sappiamo che Dio ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra che sia notte” (Giovanni Paolo I, Allocutio, 10 settembre 1978: Insegnamenti di Giovanni Paolo I, p. 61).

    Vi accompagni la mia paterna e propiziatrice Benedizione Apostolica!


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    Consiglia  Messaggio 19 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNcristiano-cattolicoInviato: 05/05/2003 23.50
    Ringrazio il Signore per avermi messo nel cuore questa spiegazione, posso dire a gran voce che questa me l'ha suggerita il Signore!
    I discepoli di Emmaus lo riconobbero nello spezzare il pane Lc 24,35 “Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.”
    E’ bene  non correre mai sui versetti delle Sacre Scritture, perché analizzandoli e meditando su di essi spesso se ne scoprono le prondità.
    Tutti sappiamo che Gesù aveva fatto l’ultima cena con i soli apostoli, come fecero quindi i discepoli di Emmaus a riconoscerlo proprio nello spezzare il pane visto che non lo avevano visto?
    Evidentemente gli apostoli avevano raccontato a tutti quell’episodio, anche perché fu un episodio importantissimo e primario nella vita di Gesù.
    Se l’ultima cena (l’Eucaristia) serviva solo a ricordare il sacrificio di Gesù, e Gesù stesso disse fate questo “questo è il mio corpo….in memoria di me…” evidentemente usò le stesse identiche parole anche con i due discepoli, i due discepoli avevano appreso dagli apostoli le precise parole che disse Gesù nello spezzare il pane e offrire il calice!
    Egli nello spezzare il pane con i discepoli di Emmaus stava ricordando se stesso?
    Oppure è più corretto pensare che Gesù intese ripetere il Mistero Eucaristico alla presenza dei due discepoli di Emmaus, e quindi donarsi a loro sotto le forme del pane e del vino?
    Visto che Gesù in quel momento era lì, presente, accanto a quei due discepoli, che bisogno c’era di ricordare il suo sacrificio tramite lo spezzare il pane? Lo poteva fare benissimo a viva voce, gli poteva spiegare il valore del Suo sacrificio, glielo poteva ricordare Lui, perché invece preferì spezzare il pane assieme a loro?
    Le parole del memoriale pronunciate dal prete sono identiche a quelle che Gesù pronunciò nell’ultima cena, il sacerdote dice “…questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi.., e poi questo è il mio sangue…” in questo momento il sacerdot sta semplicemente ricordando o ripentendo il sacrificio? Lo sta ripetendo in maniera incruenta, allo stesso modo di come fece Gesù con i discepoli di Emmaus, ripetè il Sacrificio Eucaristico in forma incruenta.
    Gloria a te o Cristo!
    Grazie di tutto.
    Pace
    Salvatore

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    Consiglia  Messaggio 20 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 07/05/2003 16.32
    Abbiamo letto cosa dicono Ignazio e Giustino sull'Eucarestia....dichiarandola NON spirituale, ma quale vero Corpo e vero Sangue di Cristo....leggiamo ora Agostino...così avremo tre Padri ad anni distaccati fra loro.....
    Come ricevere il corpo di Cristo? - Agostino d'Ippona, Sermone 227,1
    L’Apostolo dice:
    «Chi indegnamente mangia il corpo di Cristo o beve il calice del Signore, è reo del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11,27).

    Che significa ricevere indegnamente?

    Ricevere con derisione, ricevere con disprezzo.
    Non ti paia di poco conto, per il fatto che tu vedi.
    Ciò che tu vedi, passa; l’invisibile che è manifestato, non passa, ma rimane. Ecco si riceve, si mangia, si consuma.

    Ma forse che il corpo di Cristo si consuma? Forse che le membra di Cristo si consumano? No, certo.
    Rimarrà ciò che è significato, anche se sembra passare ciò che significa
    .
    Ricevetelo, dunque, per conformare ad esso i vostri pensieri, per conservare l’unità nel cuore, per fissare sempre in alto il cuore.
    La vostra speranza non risieda in terra, ma in cielo; la vostra fede in Dio sia solida, sia gradita a Dio.
    E quanto ora qui non vedete e credete, lo vedrete là dove senza fine vi rallegrerete.
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    00 8/30/2009 4:01 PM
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 07/05/2003 18.01
    Il pensiero della Chiesa Ortodossa che....con la Chiesa Cattolica, hanno in comune l'Eucarestia e il senso Eucarestico vero......e reale della presenza di Cristo......
    Nell’icona di Novgorod sono rappresentati in modo fedele e conciso, come si susseguono nel Vangelo, i fatti dell'ultimo periodo di Gesù sulla terra.
    La cena. Gesù ha appena detto che uno dei suoi apostoli lo avrebbe tradito. I discepoli si guardano l’un l’altro con perplessità e paura. Chi tradirà Cristo? Il traditore è indicato, è Giuda che, chinato, stende la mano per prendere del pane. La sua posizione ripete quella di Giovanni, il discepolo amato di Cristo, che con umiltà e calore si china verso di Lui. La fedeltà e il tradimento, come distinguere i due apostoli, il cui comportamento e movimento esterno sono uguali? Questo è possibile soltanto con l’occhio spirituale…
    L’Ultima Cena è l’ultimo pasto di Gesù Cristo con i suoi apostoli. Cristo ha riassunto quello che insegnava e ha dato l’ultimo comandamento ai suoi discepoli: “Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34).
    Dopo, Gesù li introduce nel mistero della Comunione: “...Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza nuova, versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26,26-28).
    Ha detto anche che uno dei discepoli lo avrebbe tradito, e che Pietro lo avrebbe rinnegato tre volte quel giorno. “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui” (Mt 26,23-24). “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14, 26).
    Fratelli e sorelle, il mistero della Comunione è grande, Paolo dirà di accedervi purificati poichè tale Cibo Santo è anche la firma della nostra condanna se non lo prendiamo con purezza di cuore. Giuda non era puro, aveva in cuore già tradito il Maestro e forse quel che è più incisivo è che lui non credeva a quello che stava dicendo il Maestro nell'Ultima Cena: "questo è il mio corpo; questo è il mio sangue!" Forse se Giuda avesse compreso che quel che stava mangiando era il vero Corpo di Gesù, quel Gesù che aveva in cuore tradito, forse si sarebbe pentito anche prima. Non credere in questo Mistero è comportarsi come Giuda, vuol dire non credere che questo pane oggi come allora "è il suo corpo; è il suo sangue!"
    Chi tradirà allora Cristo? Chi tradirà la Santa Comunione? Chi dubiterà ancora del Santo Mistero? I discepoli di oggi come allora "si guardano", si scrutano, si chiedono "sarò forse io ?" No ! ci dice Gesù, perchè se tu crederai alle mie parole, se crederai che quanto stai mangiando è oggi come allora "il mio corpo, è il mio sangue", allora potrai posare la tua testa sul mio petto e ti saranno svelati i pensieri del Padre. Attento solo ad accostarti ad Essa soltanto dopo una accurata purificazione, perchè non debba cibarti della tua stessa condanna, perchè quel che stai mangiando non è semplice pane, ma è vero Corpo ed è vero Sangue del Figlio di Dio, che si è dato in nutrimento perchè noi non morissimo. Osserva come l'Ultima Cena sia il cuore di tutta la Chiesa; Gesù insegnò per tre anni eppure soltanto in quella occasione Gesù lascerà questo compito, non prima fratelli e sorelle, non prima, perchè doveva compiersi il trapasso e perchè ancora non erano stati del tutto istruiti gli apostoli. Gesù lascerà questo come ultimo compito prima di morire, ma che sarà il primo dopo la Risurrezione quando fra i Discepoli di Emmaus il Maestro viene riconosciuto allo spezzare il Pane. Diletti figli e dilette figlie, vi ripeto con fermezza: ascolta Gesù che ti dice: se tu crederai alle mie parole, se crederai che quanto stai mangiando è oggi come allora "il mio corpo, è il mio sangue", allora potrai posare la tua testa sul mio petto e ti saranno svelati i pensieri del Padre mio che è nei cieli.
    Amin!


     

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    Consiglia  Messaggio 22 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 07/05/2003 18.17
    La Catechesi della Chiesa Cattolica Ortodossa.....sull'Eucarestia.....
    Il sacramento dell’Eucaristia occupa il posto centrale nella Chiesa Ortodossa. Esso costituisce la parte principale della liturgia. Ogni Divina Liturgia è ripetizione dell’Ultima Cena, durante la quale il Salvatore, distribuendo ai discepoli il pane e il vino, li ha chiamati il suo Corpo e il suo Sangue: “Questo è il mio corpo... Questo è il mio sangue, il sangue della Nuova Alleanza, versato per molti (Mc 14,22-24). Per gli ortodossi credenti, il pane e il vino non “simbolizzano” il Corpo e il Sangue di Cristo, ma li diventano realmente, rimanendo materialmente pane e vino.
    “La comunione ai Misteri di Cristo” serve per cambiare spiritualmente l’uomo. Uno dei Padri della Chiesa descriveva la sua profonda esperienza del sacramento della comunione: tornato nella cella dopo la liturgia, guardò le sue mani e vide le mani di Cristo, sentì in sé la sua presenza, che santificava tutta la persona, anima e corpo, nell’unione dello spirito.

    Il sacramento dell'Eucaristia si celebra ogni giorno, tranne alcuni giorni di Quaresima, per questo la possibilità di comunicarsi c’è sempre. L’opinione sulla frequenza della Comunione è cambiata con il tempo. I primi cristiani comunicavano quasi ogni giorno, e chi ometteva senza una giusta causa tre eucaristie domenicali, era considerato escluso dalla Chiesa. In seguito hanno cominciato a comunicare più raramente. Prima della Rivoluzione, in Russia si considerava come norma comunicare almeno nei periodi cosiddetti di “quaresima” (la Grande Quaresima, cioè quella prima di Pasqua, la Quaresima di S. Pietro, quella prima dell’Assunzione ed ancora quella prima di Natale) e anche nel giorno del proprio onomastico. Ora sempre di più si segue la pratica della comunione più frequente, non meno di una volta il mese, anche dopo i recenti accordi con la Chiesa Cattolica Romana con la quale tramandiamo senza interruzioni e condividiamo il divino Mistero.
    Le immagini delle celebrazioni liturgiche ortodosse si rifanno all’Antico Testamento. Isacco, messo sull’altare per il sacrificio, fu sostituito da Dio con un agnello; l’agnello doveva essere preparato dai Giudei per la festa di Pasqua, come memoriale dell’uscita salvifica dall’Egitto. Nella profezia veterotestamentaria si parla di un innocente, che come agnello, va mite al macello. Queste parole si ripetono durante ogni liturgia ortodossa. Il pane preparato per la comunione è chiamato Agnello. Con la santa Chiesa di Roma condividiamo le parole tramandataci dai Padri sulla terminologia dell'Agnello sacrificale, che dopo la Consacrazione si da a noi vivo e vero, Corpus et Sanguine!
    Il vangelo ha dato un significato nuovo alle immagini veterotestamentarie. Il soldato trafisse con una lancia il fianco di Cristo, appeso alla croce, per confermare che era già morto, e dal suo costato uscì sangue ed acqua. Per questo con l’acqua, che è un requisito della vita, si mescola il vino, cambiato dopo in Sangue di Cristo. Il coltello, con il quale il prete ritaglia le particole dalla prosfora (pane per la comunione) per distribuirle dopo ai fedeli, si chiama lancia. Queste e tantissime altre immagini dell’Antico e del Nuovo Testamento costituiscono l’unico tessuto della divina liturgia. In esso s’intrecciano le emozioni dei credenti, legando quello che sta succedendo con tutta la storia Sacra dell’umanità. Il Corpo e il Sangue di Cristo sono “cibo spirituale, perchè alimenta lo spirito; vero Corpo e vero Sangue, perchè è nutrimento che ci trasforma in un nuovo Cristo”, fuoco che brucia il male e che è capace di bruciare anche coloro che comunicano “indegnamente”, cioè non sinceramente, senza venerazione, non essendosi preparati per la comunione con il digiuno e la preghiera, avendo sulla coscienza dei peccati nascosti. Invece che alla “guarigione dell’anima e del corpo”, queste persone, secondo il parere della Chiesa, si preparano al castigo. “Si è comunicato per la condanna”, si dice in questi casi nella Chiesa Ortodossa.
    Dopo il rituale stabilito, dopo le preghiere innalzate dal prete che celebra il sacramento, e da tutta la chiesa, quelli che comunicano si avvicinano al gradino (solea) del santuario. I bambini si fanno passare avanti, loro comunicano per primi. I bambini nella Chiesa ortodossa comunicano subito dopo il battesimo. I più piccoli, quelli che non possono ancora digerire il cibo solido, comunicano al Sangue di Cristo. Dopo l’acclamazione del diacono: “Con il timore di Dio e la fede, avvicinatevi!”, quelli che vogliono comunicare, ponendo le loro mani sul petto in forma di croce, si avvicinano un dopo l’altro al calice, potir. Il prete, con uno speciale cucchiaino lungo, estrae una particola dal calice e la mette nella bocca della persona che comunica.
    Dopo aver comunicato, il fedele bacia la parte bassa del calice e va ad una piccola mensa, dove i ministranti gli dаnno da bere, dopo la comunione, un liquido caldo benedetto, vino con acqua, e da mangiare un pezzetto di pane benedetto.
    Terminato il rito della comunione, i fedeli ascoltano una preghiera di ringraziamento e l’omelia del sacerdote. Nel giorno in cui comunicano, i fedeli ortodossi cercano di comportarsi decorosamente al massimo, ricordando il sacrificio di Cristo e il proprio dovere davanti a Dio ed agli uomini.

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    Consiglia  Messaggio 23 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 08/05/2003 10.38
    Vorrei condividervi la meditazione della messa di stamani......
    Il Vangelo era di Gv.6, 44-51
     "Chi crede riceve Cristo: Pane vivo disceso dal Cielo, Carne vera, Sangue vivo! E' la fede la prima condizione per accostarsi all'Eucarestia. Chi manca di questo diventa come Tommaso che ha necessità di dire "se non vedo non credo!" Ma appena ha veduto e toccato con mano scende sulle ginocchia e proclama "Signore mio e mio Dio!"
    Pensate che il Mistero dell'Eucarestia è per noi oggi molto più importante della morte della Croce stessa perchè la morte di Gesù è stata già superata e noi non l'abbiamo vissuta fisicamente sotto la croce, ma abbiamo l'Eucarestia che ne è il memoriale ma con una forza in più, la forza della Risurrezione! L'Eucarestia diventa ancora più importante allora, perchè a noi oggi è dato di poter rivivere quanto è accaduto tutto insieme: morte e risurrezione; dolore e gioia; passione e glorificazione; accogliere Dio in "spirito e verità" ed accoglierlo vivo e vero come lo fu per le persone che lo incontrarono da vivo.
    Gesù entra in noi da vivo e non più da morto o solo come simbolo, con l'Eucarestia Lui prende dimora dentro di noi, si fonde nella nostra carne, entra nel nostro circuito interno non per cambiarci, ma per trasformarci, lasciandoci sempre liberi di poter accogliere noi la sfida del cambiamento.
    FEDE, Gesù dice "Beati coloro che crederanno pur non avendo visto!" Noi non vediamo nulla infatti, ma la fede ci fa gioire perchè la fede ci dice "Ecco, questo è il mio Corpo dato in sacrificio per voi!"
    Sia lodato Gesù Cristo
    Vi ricordo (ha detto ancora il parroco) che oggi è l'8 Maggio e a mezzogiorno ci ritroviamo qui per la Supplica, chiederemo a Maria di aiutarci a sentire la sua stessa emozione quando incinta, si recò dalla cugina Elisabetta portandole Gesù.

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    Consiglia  Messaggio 24 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 20/05/2003 16.11
    Cara Lizzie....in quanto segue c'è l'autorizzazione di Alfonso........
    Dunque in cristianievangelici, stanno commentando i versi di s.Agostino sull'Eucarestia...ed è uscita questa richiesta di Alfonso che si rivolge a Lizzie e a Gino:
    Alfonso chiede:
    "Mi sapete spiegare come lo mangiate letteralmente?"
    nell'ostia.
    (Lizzie risponde)
    Bho.. lo so che è una risposta ovvia... ma non capisco quale altra risposta potevo dare a questa domanda.....
    Salutoni!
    Lizzie9821
    (quindi Alfonso dice)
    Ma allora non sapete come mangiate e bevete il corpo ed il sangue di Gesù?
    Gino, nemmeno tu lo sai?
    A questopunto vi consiglio di consultare il vostro sacerdote oppure vi potete fare aiutare dai vostri amici di difendere.
    Aspetto una risposta esauriente prima di dare la mia.
    Alfonso 
    ........
    La tua risposta è ottima Lizzie...perchè NON esiste una spiegazione......s.Tommaso diceva: NON I SENSI, NON IL TATTO, NON LA VISTA....NESSUN SENSO CI DICE CHE QUESTO PANE è VERA CARNE....CHE QUESTO VINO è VERO SANGUE....MA SOLO LA FEDE......
    Ciò che "mangimao" nell'Eucarestia....è vero Corpo semplicemente perchè Gesù ha detto "questo E'....il mio corpo/sangue..."...Gesù non disse "sarà......non disse simboleggia....non disse è spiritualmente il mio corpo...ma disse è IL MIO CORPO..."......
    UMILTA'.....E RICONOSCIMENTO DI TUTTO IL NOSTRO LIMITE.....INNANZI A QUESTO MISTERO.....altro non ci è dato....il pane resta nelle sembianze pane autentico.....se lo si analizzasse....sarebbe farina.......tuttavia il Miracolo di Lanciano e di Siena...tanto per citare qualcuno.......hanno fatto azzittire la scienza......il Miracolo di Lanciano....a solo dopo 700 anni dalla risurrezione di Gesù.....è ancora li....un pezzo di miocardio VIVO E VERO.......dopo 12 secoli....a testimoniare l'Onnipotenza di Dio.....e al contempo l'Amore.....AMORE.......AMORE ETERNO.....RINCHIUSO IN UN PEZZO DI PANE.....CHE SI FA CIBO DI SALVEZZA........
    Alfonso.....puoi analizzare o spiegare tu l'AMORE di Dio?....
    Fraternamente C.

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    Consiglia  Messaggio 25 di 31 nella discussione 
    Da: luisaInviato: 21/05/2003 20.12
    L’Eucarestia merita una particolare attenzione, dal momento che tutta la vita della Chiesa scaturisce e culmina nella celebrazione della Eucarestia. Essa non è semplicemente “un sacramento tra gli altri”, ma è la stessa Presenza reale e irripetibile del Cristo, che ha promesso di rimanere nella sua Chiesa fino alla fine del mondo (cfr. Mt 28,20). Per essere teologicamente esatti bisogna dire che tutti i sacramenti, come l’esistenza stessa della Chiesa, nascono dall’unica sorgente dell’Eucarestia. Possiamo allora indicare l’Eucarestia con la definizione di “sacramento originario”.
                La testimonianza del NT
    L’Eucarestia come sacramento nasce dalle parole che Gesù pronuncia nel contesto dell’Ultima Cena, insieme ai gesti che l’accompagnano. Prima di quel momento, però, Gesù ne aveva parlato durante il ministero pubblico ai suoi discepoli, ma senza essere adeguatamente compreso (cfr. Gv 6,22ss). La prima generazione cristiana pone la celebrazione della Eucarestia al centro della tradizione (cfr. 1 Cor 11,23ss e At 2,42-48).
                Le parole di Gesù sul pane e sul calice indicano nel pane e nel vino non un simbolo ma la realtà stessa della materia del suo Corpo e del suo Sangue (Mt 26,26 e par.). Lo si vede già dalla formulazione stessa delle parole: “Prendete… questo è…”; non dice “rappresenta” o “richiama” il mio Corpo e il mio Sangue.
                La certezza assoluta che Cristo, col pane e il vino, abbia inteso davvero la materialità del suo Corpo umano, risulta dal lungo discorso da Lui tenuto nella sinagoga di Cafarnao (cfr. Gv 6, 22ss). In un passo vi è una particolare affermazione, ripetuta poi più volte, che suscita scandalo e spinge alcuni discepoli ad allontanarsi da Lui: “Il pane che io darò è la mia carne” (cfr. vv. 51-57). Il collegamento tra Corpo e Pane, Sangue e vino, non è affatto simbolico. Infatti, se Gesù non chiama indietro i discepoli che lo abbandonano dopo questo discorso, è segno che essi hanno capito bene quel che Lui intendeva dire: un’offerta reale, concreta, del suo Corpo come nutrimento dell’uomo.
                L’eucaristia nella comunità di Corinto
    La prima generazione cristiana ha una cognizione abbastanza chiara dell’eucaristia come Pane diverso dal pane. Lo possiamo già vedere nel testo più antico che ci è pervenuto: 1 Cor 11,23ss.:
                La celebrazione eucaristica avveniva nelle case private; nella stessa occasione la comunità viveva un momento di fraternità consumando anche un pasto normale. E’ ovvio che le due mense sono chiaramente distinte, ma l’Apostolo lo ribadisce in termini molto drastici: “Chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna” (v. 29). In altre parole, se la ricezione del Sacramento della Eucaristia non è accompagnato da un cammino di fede e di discepolato, rischia di caricare la persona di una notevole responsabilità davanti a Dio.
    S. Paolo intende dire che il dono della Eucaristia ci incontra senza mezzi termini: è l’offerta gratuita della salvezza, ma se si lascia andare a vuoto pur ricevendola, la salvezza si muta in una condanna.
    L’eucaristia nella prima comunità di Gerusalemme
    Il libro degli Atti descrive lo stile di vita della comunità cristiana di Gerusalemme: in At 2,43-48 troviamo un sommario che include praticamente tutti gli elementi essenziali di quella comunità cristiana originaria:
    -         Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli
    -         Nell’unione fraterna
    -         Nella frazione del pane (termine tecnico per indicare l’Eucaristia)
    -         Nella preghiera (ogni giorno insieme frequentavano il Tempio)
    -         Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune
    -         Intanto il Signore aggiungeva alla comunità quello che erano salvati
    Ci sembra, alla luce di questo quadro, che una comunità per potersi dire “cristiana” abbia bisogno di edificarsi su dei basamenti necessari quali: il discepolato (vale a dire: l’ascolto assiduo della dottrina apostolica), l’esperienza della fraternità, la celebrazione eucaristica sentita come l’incontro della comunità col Risorto, la capacità di pregare insieme, la solidarietà nei bisogni materiali.
                Si vede chiaramente come la celebrazione eucaristica abbia un posto tra gli elementi essenziali della vita della prima comunità. La Chiesa ha appreso bene questa lezione e ha stabilito la celebrazione quotidiana nella Parrocchie; il rischio però è quello dell’assuefazione, quando non succede addirittura che il celebrante si trovi davanti un gruppo di persone che si ignorano reciprocamente (p. es., come avviene nei santuari). Se l’assemblea non è una comunità si rischia di celebrare ciascuno la “sua Messa”. Il Signore intende radunare alla sua mensa figli e fratelli, non “estranei”.
    Gesù è il Signore.  Alleluia.

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    Consiglia  Messaggio 26 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°TeofiloInviato: 23/05/2003 22.35

     

    Rausman ha ripresentato nel forum intitolato "solo Cristo", la questione già a suo tempo dibattuta, che l’Eucarestia secondo Agostino sarebbe solo una "figura".

    Non so se la lettera ad Adimanto riporti tale termine (dal momento che finora non è stato ancora meglio specificato il testo nel quale si troverebbe inserito).

    In ogni caso già tempo fa parlammo di questo. Riporto la risposta, per poter ancora una volta chiarire un equivoco che continua purtroppo a girare :

    L’autore pentecostale di uno studio sull’Eucarestia, dice:

    >Benchè Agostino, Teodoro, Ambrogio e in particolare il papa Gelasio I, restano fedeli all'idea che il pane e il vino sono dei simboli e che la Santa Cena costituisce un mezzo della grazia per entrare in comunione spirituale con Dio, cominciò ad essere insegnata pure la teoria della presenza reale del corpo e del sangue di Cristo negli elementi eucaristici.>

    L’autore pentecostale non ha afferrato bene (o non ha voluto afferrare bene), il significato della parola "simbolo" o "figura", usato anticamente dai primi padri della Chiesa. Tale termine infatti designa "le specie", la "forma" che sussistono anche dopo la consacrazione. Per documentare questa conclusione degli studiosi seri, riporto, un brano di S.Ambrogio, maestro anche di S.Agostino, entrambi chiamati in causa nello studio in questione, al fine di dimostrare che attraverso una esatta e chiara descrizione di ciò che ancor oggi noi crediamo, essi esprimevano la fede nella TRASFORMAZIONE DEGLI ELEMENTI, che con il termine più significativo ed appropriato, definiamo TRANSUSTANZIAZIONE:

     

    Da "i Sacramenti" di S.Ambrogio vescovo di Milano

    Tratto da "S.Ambrogio" pubblicato dalla UTET : pagg.735 ss ( circa 380 d.C.)

      1. Chi è l’autore dei sacramenti, se non il Signore Gesù? Cotesti sacramenti sono venuti dal cielo, perché tutto il piano divino scende dal cielo. Comunque fu veramente un prodigio straordinario, divino, che Dio facesse piovere dal cielo la manna per il suo popolo: e il popolo non lavorava eppure mangiava.

      2. Forse dirai: "il pane che ricevo io è il pane comune". Ma questo pane è pane prima delle parole del sacramento; ma non appena vi si aggiunge la consacrazione, da pane diventa carne di Cristo" Spieghiamo dunque come ciò che è pane possa essere corpo di Cristo. Con quali parole si fa la consacrazione, e di chi sono quelle parole? Del Signore Gesù. Infatti tutto il resto, che si dice anteriormente, è pronunziato dal sacerdote: si dà gloria a Dio, si presentano le suppliche, si prega…ma quando viene il momento di fare l’adorabile sacramento, il sacerdote non adopera più parole proprie, bensì le parole di Cristo. E’ dunque la parola di Cristo che fa questo sacramento.

      3. E qual è la parola di Cristo? Quella per cui tutte le cose sono state fatte. Il Signore comandò e il cielo fu fatto, il Signore comandò e fu fatta la terra…e tutto il creato ebbe la vita. Se dunque vi è tanta potenza nella parola del Signore Gesù, da far sì che quanto non esisteva fosse chiamato all’esistenza, quanto sarà maggiormente efficace, da far sì che esista quanto già esisteva, e solo venga mutato in una diversa natura! Il cielo non c’era, la terra non c’era, eppure senti quanto dice Davide: "Egli parlò e furono fatti, egli comandò e furono creati"

      4. Ecco allora come ti rispondo: prima della consacrazione questo non era il Corpo di Cristo, ma dopo la consacrazione ti assicuro che è ormai corpo di Cristo. Egli ha parlato e fu fatto, egli ha comandato ed è stato creato…

      5. Eccoti dunque perché la parola di Cristo usi trasformare ogni creatura e come trasformi perfino le leggi della natura quando vuole…Vedi che un uomo è nato da una vergine, contro le leggi e l’ordine della natura.

      6. (seguono vari esempi tratti dalla scrittura circa l’intervento di Dio contrario alle leggi della natura…

      7. Non comprendi dunque tutti questi fatti , quanto sia potente la parola celeste?…Pertanto hai appreso, come il pane diventi Corpo di Cristo. E che cosa avviene del vino, dell’acqua? Si introduce nel calice, ma per effetto della celeste consacrazione, diventa sangue.

      8. Ma forse dirai: "non vedo le sembianze del sangue". Però ne presenta la figura…perché manchi ogni ribrezzo del sangue vivo, e tuttavia il prezzo del nostro riscatto abbia effetto. Dunque hai appreso che ciò che tu ricevi è il corpo di Cristo.
          1. Vuoi sapere che la consacrazione avviene per mezzo di parole celesti? Sentile, queste parole. Il sacerdote dice: "Fa che per noi sia ratificata, spirituale, degna di essere accolta questa offerta, che è la rappresentazione del corpo e del sangue del Signore nostro Gesù Cristo… (Nota a margine pag.743: "la parola non esclude la realtà ma l’ammette cosa che in certo qual modo viene espressa traducendo "simbolo" con "rappresentazione". Eguale uso in Tertulliano, ndr e anche di altri come Ippolito Romano, s.Agostino )

          2. Seguono le parole della consacrazione che sono quelle desunte dalla narrazione evangelica.

          3. E osserva le singole parole: sta scritto "il quale il giorno prima di patire, prese il pane nelle sue sante mani". Prima di essere consacrato, è pane; ma non appena vi si appongono le parole di Cristo, diventa Corpo di Cristo…Così, prima delle parole di Cristo il calice è pieno di vino e di acqua: ma non appena operano le parole di Cristo, in quel calice si produce il sangue, che ha redento il popolo. Potete dunque vedere, in quanti modi la parola di Cristo abbia il potere di trasformare ogni cosa. Del resto , lo stesso Signore Gesù ci ha attestato solennemente che noi riceviamo il suo corpo e il suo sangue. Dovremo forse dubitare della veracità della sua attestazione?

    Da quanto sopra risulta chiarissimo e senza possibili fraintendimenti, che S.Ambrogio (e quindi con lui S. Agostino e altri) professa la stessa fede che abbiamo oggi nella TRASFORMAZIONE SOSTANZIALE del pane e del vino nel Corpo di Gesù, anche se utilizza il termine "figura", "rappresentazione" o "simbolo" per identificare l’immagine del pane e del vino che continuano ad apparire ai sensi dopo la consacrazione, e che sono stati designati successivamente col termine "specie eucaristiche" proprio allo scopo di evitare possibili malintesi. I loro contemporanei capivano bene quello che quei padri volevano dire anche perchè essi descrivevano esattamente la TRASFORMAZIONE delle specie eucaristiche nella realtà del Corpo e Sangue di Cristo. Ma successivamente, come spesso accade, alcuni non hanno perso occasione per riferire tali termini a proprio uso e consumo, senza le spiegazioni e i contesti degli stessi scritti citati, come provano anche gli stessi altri scritti di Agostino molto opportunamente riportati da Caterina.


    Con affetto








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    Consiglia  Messaggio 27 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 24/05/2003 10.05
    Per prima cosa desidero ringraziare sia Luisa che Teofilo per il loro contributo.......
    Come secondo aspetto.....non soltanto Agostino viene usato storpiando quanto scrisse e che cosa credeva....ma anche un altro nome viene spesso citato dai Pentecostali....facendogli dire l'esatto contrario...dimenticando anche che stiamo parlando di persone che hanno dato un grande contributo allo sviluppo della Chiesa....ed alla difesa del suo insegnamento....questa persona è s.Tommaso d'Aquino......del quale ho letto che anch'egli NON sarebbe stato d'accordo sulla reale presenza di Gesù nel Sacramento in questione...........Amici....procedere senza cognizione di causa.....o agire con l'intento di voler trovare PERSONALI giustificazioni al fatto di NON voler credere alla Chiesa, storpiando i testi di coloro che hanno contribuito invece per far grande la Chiesa.....diventa veramente un seminare ZIZZANIA.....la zizzania...non la seminano, ad esempio, i musulmani.....o gli Ebrei...dal momento che essi NON credono in Gesù....la zizzania evangelica ben descritta......viene seminata proprio dai CRISTIANI......in quel famoso messaggio di Gesù "CHI NON E' CONTRO DI VOI E' CON VOI"........questi, pur non essendo nella Chiesa ("NON erano dei nostri", fanno osservare i discepoli), Gesù acconsente..a patto però...che NON siano contro la Chiesa.......
    Chiariamo dunque anche la figura di Tommaso d'Aquino il quale viene interpellato dal Papa quando viene istituita la Festa del Corpus Domini.......perchè scriva dei Testi, Inni LITURGICI appropriati.....Tommaso scriverà il meraviglioso Tantum Ergo Sacramentum...che dice così:
    Tantum ergo Sacramentum
    veneremur cernui,
    et antiquum documentum
    novo cedat ritui:
    praestet fides supplementum
    sensuum defectui.
    Genitori, Genitoque
    laus et jubilatio,
    salus, honor, virtus quoque,
    sit et benedictio.
    Procedenti ab utroque
    compar sit laudatio.
    Amen.
    Che....tradotto in italiano leggiamo:
    Un così grande Sacramento dunque
    veneriamo prostrati,
    e l'antico insegnamento (Attenzione, parla dell'A.T.)
    ceda al nuovo rito: (Attenzione, parla del N.T.)
    la fede supplisca
    al difetto dei sensi
    .
    Al Padre e a Figlio
    sia lode e giubilo,
    salute, onore, anche potenza
    e benedizione.
    A Colui che Procede da entrambi  (lo Spirito Santo)
    sia pari lode.
    Amen.
    Se per i fratelli Protestanti.....anche Tommaso D'Aquino era "contrario".......bè....allora è evidente che vi è instillato nel loro insegnamento....una sorta di MALAFEDE...e di prevenzione......che farebbero bene a meditare......
    Ora....essendo l'aquinate......di molti secoli dopo Agostino ed Ambrogio....cosa te fa? Ti scrive RICALCANDO proprio la loro scia.......Se dunque Agostino NON avesse creduto nella presenza reale....tranquilli che Tommaso l'avrebbe rimarcato essendo egli un sacerdote......certamente domenicano, ma i domenicano avevano la Regola di s.Agostino............scrive s.Tommaso:
    "Che nell'Eucarestia ci sia il vero Corpo e il vero Sangue di Gesù non si può percepire per mezzo dei sensi e nemmeno per mezzo dell'intelletto, ma lo si sa per fede, in base all'autorevolissima TESTIMONIANZA di Dio stesso.
    Che poi nell'Eucarestia Cristo ci sia veramente è cosa sommamente opportuna, perchè:
    1) Se i sacrifici della Legge Antica contenevano Cristo in figura, il sacrificio perfetto della Legge NUOVA doveva contenerlo nella realtà;
    2) se Cristo si è Incarnato per stare con gli uomini, ritornando al cielo non poteva e non doveva privarli della Sua presenza corporale;
    3) se fede è credere in ciò che non si vede (Gv.20,24), la perfezione della fede cristiana esigeva che fosse occultata non solo la divinità, ma anche l'umanità del Cristo.
    Perciò, dire che Cristo nell'Eucarestia non c'è veramente, ma c'è per esempio in figura o in simbolo, è pura eresia!"
    (Compendio Somma Teologica ESD pag.416 q.75)
    Per ora fraternamente C.
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    °Teofilo°
    Post: 432
    Location: VASTO
    Age: 44
    Gender: Male
    00 8/30/2009 4:04 PM
    Da: Soprannome MSN°GinoInviato: 24/05/2003 12.35

    tratto da una catechesi tenuta a Radio Maria

    L'Eucaristia

    Le nostre sono conversazioni di apologetica e per  apologetica si intende certamente l’esposizione delle verità di fede, ma anche le ragioni di queste verità. <O:P></O:P>

    Per farci comprendere meglio: cercheremo di rispondere sempre ad una domanda elementare: perché crediamo questa verità di fede cattolica? Perché un cattolico professa queste verità di fede? Dove sta scritto, si direbbe con un linguaggio popolare, che un cristiano deve credere questo, deve fare quest’altro, etc. etc.<O:P> </O:P>

     Naturalmente, come si conviene ad ogni apologetica, mentre esponiamo le ragioni della fede cattolica, automaticamente cercheremo di confutare, con estrema carità, l’errore di chi non è cattolico, ci chi non crede in Dio o di chi crede in Dio ma professa dottrine errate, sbaglia nel professare le verità di fede.<O:P> </O:P>

     Come vedete, l’apologetica ha sempre un duplice risvolto: esposizione della verità e difesa della verità confutando, smascherando, denunciando l’errore. Tutto questo – è il nostro proposito – va fatto con estrema carità, ben sapendo che noi cattolici conosciamo la verità non per nostro merito, ma per Grazia.<O:P> </O:P>

    E teniamo ben presente che ad ogni cattolico interessa confutare l’errore, combattere l’eresia, non per vincere in qualche disputa, in qualche discussione, ma per svelare a chi non è cattolico la via della vera Fede, via che bisogna percorrere se si vuole ottenere la Vita eterna. <O:P></O:P>

    L’esposizione delle ragioni della verità della nostra fede ci deve dare la possibilità di rispondere alle obiezioni che vengono mosse alla fede cattolica, soprattutto dai Testimoni di Geova, ma anche dai Protestanti o di appartenenti a confessioni religiose non cristiane.<O:P> </O:P>

    Ci accorgeremo, nel corso delle nostre conversazioni, che l’idea secondo la quale i Testimoni di Geova conoscono bene la Bibbia, sono preparati è un’idea che va smontata. Dicendo questo non abbiamo alcun motivo per gioire, perché questa impressione nasce dal fatto che noi cattolici siamo poco preparati, leggiamo e studiamo poco la Parola di Dio e appena siamo di fronte a qualcuno che cita a memoria qualche versetto ne ricaviamo l’impressione di essere di fronte a qualche maestro. <O:P></O:P>

    Dunque, io spero che da queste conversazioni possa nascere il fermo proposito di approfondire le verità della fede e le ragioni di queste verità. <O:P></O:P>

    Mi farò guidare, per queste mie conversazioni, da alcuni opuscoli molto semplici, adatti a tutti, colti e ignoranti, giovani e adulti, uomini e donne, scritti da un gesuita, Padre Nicola Tornese. Mi preoccuperò di integrare questi opuscoli con altri testi che di volta in volta citerò nelle mie conversazioni.<O:P> </O:P>

    Veniamo allora, dopo questa premessa al primo argomento. L’Eucaristia. E’ un tema fondamentale della fede cattolica, estremamente profondo e credo di poter dire che ci vuole una certa dose di incoscienza per cercare – come noi stiamo facendo – di trattarlo in una sola conversazione.<O:P> </O:P>

    Allora, preavvertiamo che cercheremo di essere sintetici e chiari allo stesso tempo, ma non  è nostra intenzione dire tutto ciò che la fede insegna su questo Sacramento. Vogliamo ricordare solo alcuni punti importanti, spiegare come si giustificano, lasciando poi liberi agli amici che leggono di approfondire quello che noi diremo in modo sintetico e superficiale.<O:P> </O:P>

    La fede cattolica insegna che “l’Eucaristia è il sacramento che, sotto le specie del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signore Gesù Cristo”.<O:P> </O:P>

    Per dire che cosa insegna la fede cattolica sull’Eucaristia ho citato letteralmente una bella, sintetica, ma ricchissima e profondissima risposta del catechismo di san Pio X, che ho avuto la grazia di studiare quando ero bambino.<O:P> </O:P>

    Dunque, insegna la fede cattolica che l’Eucaristia è Gesù stesso, è lo stesso Gesù Cristo che è in Cielo e che nacque da Maria Vergine.<O:P> </O:P>

    Se ci chiediamo perché la Chiesa insegna che l’Eucaristia è Gesù stesso, la risposta è molto semplice: perché lo ha detto Gesù Cristo ed è chiarissimamente riportato nei Vangeli. I tre Vangeli sinottici, Matteo, Marco e Luca, sono di una chiarezza straordinaria. E’ lo stesso dicasi del vangelo di san Giovanni.<O:P> </O:P>

    Ora, se la nostra fosse una conversazione di catechismo, qui sarebbe il momento di esaminare i passi del Vangelo dove è bel descritta l’istituzione del Sacramento dell’Eucaristia.<O:P> </O:P>

    Le nostre non sono conversazioni di catechismo, e dunque mi limito a citare soltanto san Matteo, in un brano famosissimo, tratto dal capitolo 26. Ascoltiamolo: Ora, mentre essi mangiavano (è l’Ultima Cena), Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio Corpo. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26, 26-28).<O:P> </O:P>

    Anche san Paolo, scrivendo la sua prima lettera ai cristiani di Corinto, ci ricorda l’istituzione dell’Eucaristia da parte di Gesù con queste parole: Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, fate questo, ogni volta ce ne bevete, in memoria di me” (1 Cor 11,24-25).<O:P> </O:P>

    Capite bene che siamo di fronte ad un immenso mistero. Ma crediamo alla verità di questo Mistero perché è stato Gesù Cristo stesso a svelarcelo. Il grande San Tommaso d’Aquino scriveva: Che in questo sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo non si può apprendere con i sensi ma con la sola fede, la quale si appoggia sull’autorità di Dio”.<O:P> </O:P>

    Ora, non tutti quelli che si dicono cristiani credono che l’Eucaristia sia il Corpo. Non ci  credono molte famiglie della variegata realtà protestantica; non ci credono i Testimoni di Geova che, se vogliamo essere precisi e puntuali, non potremmo nemmeno chiamare cristiani perché non credono alla divinità di Gesù Cristo, e, ovviamente, con ci credono coloro che non sono cristiani. Ma quali argomento  abbiamo noi cattolici per sostenere, per giustificare e per difendere la verità cattolica?<O:P> </O:P>

    Un primo argomento è dato dalle parole pronunciate da Gesù e riportate nei Vangeli. Sono parole di una chiarezza luminosa: Questo è il mio Corpo” , “Questo è il mio Sangue”.<O:P> </O:P>

    Ora, per negare l’Eucaristia molti protestanti e i Testimoni di Geova devono far dire alla Bibbia qualcosa che la Bibbia non dice. Nella “bibbia” dei Testimoni di Geova l’espressione di Gesù “Questo è il mio Corpo” si trasforma nell’espressione “Questo significa il mio Corpo” e l’espressione “Questo è il mio sangue” si trasforma nell’espressione Questo significa il mio sangue”. Dunque, invece di “è il mio Corpo”, i TdG fanno dire a Gesù “Questo significa il mio Corpo” con il che si viene artificialmente a negare l’identità tra “quel pane” in mano a Gesù e, dopo la consacrazione , Gesù stesso.<O:P> </O:P>

    Allora, dobbiamo dire, con la massima carità ma senza recedere di un passo, che i TdG hanno manipolato il testo biblico, hanno modificato le parole di Gesù. Non sono stati i primi, badate bene: già qualche discepolo di Lutero, nel XVI secolo, fece qualcosa di simile, ma resta il fatto che il Vangelo viene manipolato.<O:P> </O:P>

    Ora, qui, per esporre e difendere la vera dottrina cattolica si potrebbe sviluppare un ragionamento di carattere teologico ed esegetico. Noi cattolici abbiamo, grazie al vangelo e a tutto il Nuovo Testamento, ragioni molto solide per sostenere che l’Eucaristia è veramente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo. <O:P></O:P>

    Ma lasciamo la teologia ai teologi e l’esegesi ai biblisti per incamminarci su un terreno accessibile a tutti, anche alle persone semplici: il terreno della storia.<O:P> </O:P>

    Che cosa ci può dire la storia riguardo il sacramento dell’Eucaristia? La storia ci può dire molto se la interroghiamo bene. Domandiamo alla storia di dirci che cosa credevano i primi cristiani riguardo l’Eucaristia, che cosa insegnava la Chiesa prima che si verificassero quelle dolorose divisioni che hanno visto i Protestanti, nel XVI secolo, e dopo di loro molti altri abbandonare la vera Chiesa. <O:P></O:P>

    Ci chiediamo se i primi cristiani credevano che l’Eucaristia fosse realmente il Corpo e il Sangue del Signore, come crediamo oggi noi Cattolici e i cristiani dell’Oriente, oppure che l’Eucaristia fosse solo un simbolo, un ricordo una rappresentazione che “significava” Gesù, come pensano oggi molti Protestanti e i Testimoni di Geova.<O:P> </O:P>

    Bene, di fronte a questa domanda, la storia parla chiaro: i documenti, le testimonianze, le tracce che la storia ci ha consegnato attestano, senza ombra di dubbio, che i primi cristiani avevano sull’Eucaristia esattamente la stessa verità di fede che professa oggi la Chiesa cattolica. <O:P></O:P>

    In altre parole: la Chiesa Cattolica insegna sull’Eucaristia esattamente ciò che sempre, da duemila anni, senza interruzione, i cristiani hanno sempre creduto. La Chiesa cattolica ha conservato immutata la dottrina eucaristica, come Cristo l’aveva insegnata.<O:P> </O:P>

    Un primo esempio ci viene da un grande santo della Chiesa dei primi secoli: Ignazio, vescovo di Antiochia, morto martire a Roma verso l’anno 110 dopo Cristo, ucciso dalle belve al tempo dell’Imperatore Traiano. In una lettera ai cristiani di Smirne, Ignazio scriveva che: l’Eucaristia è la Carne del Salvatore nostro Gesù Cristo, carne che sofferse per i nostri peccati e che il Padre, nella sua bontà, risuscitò”(Lettera ai fedeli di Smirne, VII, 1)<O:P> </O:P>

    Prestiamo attenzione a questa preziosissima e antichissima testimonianza. Siamo in età antichissima, all’inizio del secondo secolo dopo Cristo, quando erano da pochi anni scomparsi gli Apostoli, ben prima che venissero alla luce Protestanti e Testimoni di Geova. Bene, in quest’epoca antichissima, un grande cristiano, capace di dare la vita per Gesù Cristo, scriveva che l’Eucaristia è la Carne del Salvatore nostro Gesù Cristo”.<O:P> </O:P>

    Dunque, per i primi cristiani quel pane consacrato non era un “simbolo”, non “significava” Gesù, ma “era” Gesù. <O:P></O:P>

    La storia ci offre davvero una grande testimonianza e una conferma della verità della fede cattolica che professiamo oggi: la stessa verità di fede che professavano i cristiani dei primissimi tempi. <O:P></O:P>

    Sant’Ignazio ci regala un’altra grande testimonianza. Vedendo avvicinarsi il tempo del suo martirio, scriveva ai Romani: non mi compiaccio di un nutrimento di corruzione né dei piaceri di questa vita. Voglio pane di Dio, che è Carne di Gesù Cristo, del seme di David; e come bevanda voglio il suo Sangue, che è amore incorruttibile”. (Lettera ai fedeli di Roma, VII, 3).<O:P> </O:P>

    Quindi, sant’Ignazio si nutriva del Corpo e del Sangue di Cristo sotto le specie eucaristiche, proprio come facciamo noi cattolici, fedeli alla Verità di sempre.<O:P> </O:P>

    La storia ci offre un’altra testimonianza preziosa circa la fede dei primi cristiani. Viene da Giustino, santo, prima pagano e poi convertito, morto martire verso la metà del secondo secolo. Ascoltiamo che cosa scriveva a proposito dell’Eucaristia: Questo alimento noi lo chiamiamo Eucaristia. […] Noi non lo prendiamo come un pane comune e un comune bevanda, ma come Gesù Cristo Salvator nostro, incarnatosi in virtù del Verbo di Dio, prese carne e sangue per la nostra salvezza, così il nutrimento, consacrato con la preghiera di ringraziamento formata dalle parole di Cristo e di cui si nutrono per assimilazione il sangue e le carni nostre, è, secondo la nostra dottrina, carne e sangue di Cristo incarnato.” (Apologia I, 66). <O:P></O:P>

    E prosegue Giustino: Gli Apostoli, infatti, nelle loro Memorie dette Evangeli, tramandarono che Gesù Cristo lasciò loro questo comando: preso un pane e rese grazie Egli disse loro: fate ciò in memoria di me; questo è il mio Corpo; e preso similmente il calice e rese grazie, disse: Questo è il mio sangue”. (Prima apologia, cap. 66)<O:P> </O:P>

    Come vedete, non ci possono essere dubbi circa la fede dei primi cristiani sull’Eucaristia: essi credevano che l’Eucaristia fosse realmente il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.<O:P> </O:P>

    E vedete bene che, oltre la Bibbia, oltre la chiarezza dei passi evangelici, anche la storia dà ragione a ciò che insegna la Chiesa cattolica sull’Eucaristia. Questo ci consola, ci rafforza nella fede, ci deve servire per ringraziare Dio del dono immenso dell’Eucaristia, ma ci deve servire anche per spiegare a chi contesta la Chiesa che sta sbagliando. E’ infatti opera di carità correggere l’errante e combattere l’errore.<O:P> </O:P>

    Si potrebbero portare molte altre testimonianze di carattere storico. Ho consultato l’Enciclopedia cattolica e devo dire che non mancano documenti che ci svelano la fede dei primi cristiani riguardo l’Eucaristia. Fede identica alla nostra.<O:P> </O:P>

    Ma si potrebbero citare, a conferma della verità della fede cattolica, per la quale l’Eucaristia è il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, alcuni miracoli eucaristici che sono stati attentamente esaminati anche da studiosi, credenti e non credenti, di varie discipline. <O:P></O:P>

    Io sostengo che la misericordia di Dio ha voluto compiere questi miracoli perché aiutino l’uomo a credere in questo grande mistero. E l’uomo intelligente, libero da pregiudizi, è in grado di osservare questi fatti, questi miracoli e scorgervi l’intervento di Dio,  a conferma della esistenza di Dio e della verità di fede cattolica.<O:P> </O:P>

     <O:P> </O:P>Bene, voglio concludere la conversazione con il ricordo di un strabiliante miracolo eucaristico accaduto in questo secolo, miracolo attentamente, puntigliosamente, caparbiamente esaminato e risultato del tutto inspiegabile con la sola ragione umana.<O:P> </O:P>

    Traggo il fatto, ripetendo quasi una a una le parole dal bel racconto che ne fa Vittorio Messori nel libro, Pensare la storia che non mi stancherò mai di consigliare . <O:P></O:P>

    Protagonista di questo evento fu una contadina tedesca, dell’Alta Baviera, che si chiamava Teresa Neumann. Qual è il fatto strabiliante? Eccolo: per 36 anni ininterrotti, dal 1926 al 1962, questa contadina si nutrì esclusivamente dell’Ostia consacrata e ogni settimana, dalla notte del giovedì sino al mattino della domenica, riviveva nella sua carne il mistero della passione-morte-risurrezione di Gesù.<O:P> </O:P>

    La vita di questa mistica, che fu costantemente tenuta sotto controllo, è straordinaria anche per altri episodi. A vent’anni di età, si procurò una lesione alla spina dorsale mentre correva in soccorso dei vicini cui si era incendiata la casa. Rimase paralizzata alle gambe, senza poter più camminare e divenne persino cieca dopo una ulteriore caduta.<O:P> </O:P>

    Suo padre, militare tedesco impegnato sul fronte occidentale, le portò a casa una immaginetta di una giovane suora carmelitana che allora non era ancora ben conosciuta in Baviera: una certa Teresa del Bambin Gesù, del monastero di Lisieux. <O:P></O:P>

    Teresa Neumann cominciò a pregare Teresa del Bambin Gesù e il 29 aprile del 1923, giorno della beatificazione di Teresa del Bambin Gesù, Teresa Neumann, che era completamente cieca, riacquistò improvvisamente la vista.<O:P> </O:P>

    Due anni dopo, il 17 maggio del 1925, mentre Papa Pio XI a Roma dichiarava santa Teresa del Bambin Gesù, improvvisamente Teresa Neumann riacquistava l’uso delle gambe. Poteva di nuovo camminare.<O:P> </O:P>

    Passato un anno, Teresa Neumann scopriva nelle sue mani, sui piedi, al costato e persino sul capo i segni della passione di Gesù Cristo, le stimmate, e da allora sino alla morte, avvenuta nel 1962, ogni notte del giovedì ripeteva sul suo corpo la passione di Cristo, sanguinando abbondantemente.<O:P> </O:P>

    Ogni venerdì, alle ore 15, si addormentava in un sonno profondo dal quale si risvegliava il mattino della domenica, rivivendo al scena della Risurrezione.<O:P> </O:P>

    Pur conoscendo soltanto il dialetto della sua terra, ripeteva ad alta voce  i lunghi dialoghi che sentiva in aramaico, greco e latino e molti specialisti di lingue antiche, seduti al suo capezzale poterono testimoniare l’esattezza di quelle lingue.<O:P> </O:P>

    Ma noi abbiamo ricordato Teresa Neumann per un grandissimo miracolo eucaristico. Dal 1926, anno in cui ricevette le stimmate, fino al 1962, anno della sua morte, Teresa Neumann non mangiò e non bevve mai nulla, nutrendosi esclusivamente della Santa Comunione.<O:P> </O:P>

    Ora, badate bene che questo fatto è accaduto nel nostro secolo e il ricordo , le testimonianze, le prove documentali sono ancora fresche. Tenete presente che fu tentato di tutto per “smascherare” questa contadina, per accusarla di essere una imbrogliona, una simulatrice. Moltissimi medici furono invitati ad esaminare il caso e molti di loro, atei e scettici, finirono per convertirsi.<O:P> </O:P>

    Fu la stessa diocesi di Ratisbona ad istituire una commissione composta di medici e di quattro suore giurate che, a turno, per settimane, non persero di vista nemmeno per un secondo Teresa Neumann, né di giorno né di notte e fu constatato che veramente non mangiava e non bevevo niente. <O:P></O:P>

    Aggiungete che, al di fuori dei giorni in cui riviveva la passione, morte e risurrezione di Cristo, Teresa Neumann  faceva vita assolutamente normale: lavorava in giardino, nei campi e io che vengo dalla Sardegna ho tanti parenti che sanno bene – e mi hanno raccontato – quanto è dura la vita dei campi, che cosa voglia dire lavorare la terra. Se non si mangia non si sta in piedi.<O:P> </O:P>

    ra, che cosa dire in conclusione di questo sintetico ricordo: qui siamo di fronte, indubitabilmente, ad un fatto che non  è possibile spiegare con le sole forze naturali.<O:P> </O:P>

    Nessun essere umano, nemmeno se fosse dotato di straordinari poteri, sarebbe in grado di vivere senza mai mangiare e bere. Teresa Neumann, invece, vi riuscì per 36 anni di seguito, nutrendosi solo dell’Eucaristia, del Corpo, del Sangue, dell’Anima e della Divinità di nostro Signore Gesù Cristo.<O:P> </O:P>

    Ricordate che fu controllata, guardata a vista, seguita giorno e notte per lunghissimi periodi, anche da medici non credenti. Ricordate che questo fatto è accaduto solo pochi decenni orsono e non nel lontano e ingiustamente denigrato Medioevo.<O:P> </O:P>

    Noi ne ricaviamo una lezione, una lezione che ci offre la storia (il caso di Teresa Neumann è un fatto storico, badate bene, non è verità di fede). E la storia ci conferma una verità di fede.<O:P> </O:P>

    La mia carne è davvero cibo e il mio sangue davvero bevanda” disse Gesù. La fede ci fa credere alla verità di queste parole; la storia di Teresa Neumann conferma la vertità della fede cattolica sull’Eucaristia.<O:P> </O:P>

    Per questo grande Mistero ringraziamo Dio e preghiamo perché anche non credenti, Protestanti e Testimoni di Geova siano presto chiamati a conoscere la vera fede.<O:P> </O:P>

    Giampaolo Barra.<O:P> </O:P>


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    Consiglia  Messaggio 29 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 14/06/2004 21.57
    Riprendiamo le meditazioni sull'Eucarestia con l'aiuto dei Padri della Chiesa....visto che...a cicli cadenzati ogni tanto qualcuno altrove ne torna a parlare......cioè, non pochi forum evangelici INCOLLANO l'identico materiale fra loro....estrapolando i Padri per fargli dire il contrario di quello che insegna la Chiesa....una cosa è strana...ma come potrebbe la Chiesa definirli PADRI, fare riferimento a loro DA 2000 ANNI...portarli ad esempio se i loro scritti fossero veramente compromettenti per l'odierno Magistero?........
    Piuttosto....sono non pochi evangelici che AFRUTTA ED USANO I PADRI....semplicemente perchè ...NON hanno altri testi su cui COSTRUIRE UNA STORIA......
    Buona meditazione

    Dal trattato "Sui misteri" di Sant'Ambrogio, vescovo
    (Nn. 43,47.49; SC 25bis, 178-180.182)
    Sull'Eucarestia ai neofiti

    Così lavata e ricca di tale abbigliamento, la schiera dei neofiti avanza verso gli altari di Cristo dicendo: "Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo" (Sal 42,4). Infatti, deposte le spoglie dell'antico errore, e rinnovata nella giovinezza dell'aquila (cfr. Sal 102,5), s'affretta ad accorrere a quel banchetto celeste. Viene dunque, e vedendo il sacro altare tutto adorno, esclama: "Davanti a me tu prepari una mensa" (Sal 22,5). Davide così fa parlare ciascuna delle nuove reclute: "Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce". E più avanti: "Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca" (Sal 22,1-5).
    È mirabile che Dio abbia fatto piovere la manna per i padri e che si nutrissero con un alimento quotidiano disceso dal cielo. Per cui fu detto: "L'uomo mangiò il pane degli angeli" (Sal 77,25). Ma quelli che mangiarono quel pane "morirono tutti" nel deserto; invece questo alimento che tu ricevi, questo "pane vivo disceso dal cielo" (Gv 6,51) somministra il sostentamento della vita eterna, e chiunque ne avrà mangiato "non morirà in eterno" (Gv 11,26) perché è il corpo di Cristo.

    Ora fa' attenzione se sia più eccellente il pane degli angeli mangiato dagli Ebrei nel deserto o la carne di Cristo la quale è indubbiamente un corpo che dà la vita. Quella manna veniva dal cielo, questo corpo è al di sopra del cielo. Quella era del cielo, questo del Signore dei cieli. Quella, se si conservava per il giorno seguente, si guastava. Questo è alieno da ogni corruzione. Chiunque lo gusta con sacra riverenza non potrà soggiacere alla corruzione. Per gli Ebrei scaturì acqua dalla rupe, per te sangue dal Cristo. L'acqua dissetò loro per un momento, te, invece, il sangue lava per sempre. Il giudeo beve e ha sete, tu quando avrai bevuto non potrai aver mai più sete. Quell'evento era figura, questo è verità.Se quello che tu ammiri è ombra, quanto grande è la realtà presente di cui tu ammiri l'ombra! Senti come è ombra quello che si verificò presso i padri: "Bevevano", dice, "da una roccia che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto. Ora ciò avvenne come esempio, per noi" (1Cor 10,4-6). Hai conosciuto ciò che vale di più: è migliore la luce dell'ombra, migliore la verità della figura, migliore il corpo del Creatore della manna del cielo.

    *************

    strano che citando i Padri della Chiesa gli evangelici omettano di inserire questi testi.....

    Un appello ai cattolici.....un nuovo Anno di Grazia ci è stato annunciato.....seguiamo il suggerimento e l'insegnamento dei santi Padri, dell'Eucarestia abbiamo letto s.Ambtogio che dice: Hai conosciuto ciò che vale di più......non sprechiamo questo dono perchè ci ricorda Paolo...Esso non diventi per noi "cibo di condanna"...dunque l'Eucarestia è anche nutrimento DI SALVEZZA......pensiamoci due volte prima di accostarci....e lodiamo e amiamo Dio per questo dono...

    Fraternamente Caterina


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    Consiglia  Messaggio 30 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 14/06/2004 22.11

    Dal Trattato "Contro le eresie" di Sant'Ireneo, vescovo.
    (Lib. 5,2,2-3; SC 153,30-38)
    L'Eucaristia pegno di risurrezione



    Se la carne non viene salvata, allora né il Signore ci ha redenti col suo sangue, né il calice dell'Eucaristia è la comunione del suo sangue, né il pane che spezziamo è la comunione del suo corpo. Il sangue infatti non viene se non dalle vene e dalla carne e da tutta la sostanza dell'uomo nella quale veramente si è incarnato il Verbo di Dio. Ci ha redenti con il suo sangue, come dice anche il suo Apostolo: in lui abbiamo la redenzione e la remissione dei peccati per mezzo del suo sangue (cfr. Ef 1,7).
    Noi siamo sue membra, ma siamo nutriti dalle cose create, che egli stesso mette a nostra disposizione, facendo sorgere il suo sole e cadere la pioggia come vuole. Questo calice, che viene dalla creazione, egli ha dichiarato che è il suo sangue, con cui alimenta il nostro sangue. Così pure questo pane, che viene dalla creazione, egli ha assicurato che è il suo corpo con cui nutre i nostri corpi.
    Il vino mescolato nel calice e il pane confezionato ricevono la parola di Dio e diventano Eucaristia, cioè corpo e sangue di Cristo. Da essi è alimentata e prende consistenza la sostanza della nostra carne. E allora come possono alcuni affermare che la carne non è capace di ricevere il dono di Dio, cioè la vita eterna, quando viene nutrita dal sangue e dal corpo di Cristo, al quale appartiene come parte delle sue membra?

    Lo dice l'Apostolo nella lettera agli Efesini: Siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa (cfr. Ef 5,30), e queste cose non le dice di un uomo spirituale e invisibile - uno spirito infatti non ha né ossa né carne (cfr. Lc 24,39) - ma di un uomo vero, che consta di carne, nervi e ossa, e che viene alimentato dal calice che è il sangue di Cristo e sostenuto dal pane, che è il corpo di Cristo.
    Il tralcio della vite, piantato in terra, porta frutto a suo tempo, e il grano di frumento caduto nella terra, e in esso dissolto, risorge moltiplicato per virtù dello Spirito di Dio, che abbraccia ogni cosa. Tutto questo poi dalla sapienza è messo a disposizione dell'uomo, e, ricevendo la parola di Dio diventa Eucaristia, cioè corpo e sangue di Cristo. Così anche i nostri corpi, nutriti dall'Eucaristia deposti nella terra e andati in dissoluzione, risorgeranno a suo tempo, perché il Verbo dona loro la risurrezione, a gloria di Dio Padre. Egli circonda di immortalità questo corpo mortale, e largisce gratuitamente l'incorruzione alla carne corruttibile. In questa maniera la forza di Dio si manifesta pienamente nella debolezza degli uomini.

    ************

    Amici Cattolici...ed amici Evangelici-Protestanti...l'Eucarestia non è una invenzione di oggi...è un PATRIMONIO CRISTIANO FIN DAGLI ALBORI DELLA CHIESA....La Chiesa nasce, si fonda e si nutre dell'Eucarestia......è da Essa che trae la sua forza, è questa la testimonianza che ha sempre affascinato gli increduli di ogni secolo.....Ascoltiamo i Padri della Chiesa, l'Eucarestia è un atto di fede: "Tommaso, perchè hai veduto hai creduto? Beati coloro che crederanno pur non avendo visto..."

    Fraternamente Caterina


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    Consiglia  Messaggio 31 di 31 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978PergamenaInviato: 14/06/2004 22.52
    Ho letto in giro che fin anche s.Giovanni Crisostomo....avrebbe detto che l'Eucarestia è un simbolo.........l'Apostolo Paolo suggerisce ai suoi di esere sempre pronti a dare ragione della propria fede...ebbene, vi lascio allora con uno scritto di questo Padre della Chiesa.......vissuto nell'arco dell'anno 390, scrisse 90 Omelie sul Vangelo di san Matteo, quanto leggerete viene dall'Omelia n.50, cc.2-3 (Migne, Patr. Graeca 58,507 ss.)
    La dottrina sull'Eucarestia s.Giovanni Crisostomo l'apprende dalla scuola antiochena tanto cara ancora oggi alla Chiesa Ortodossa. La scuola antiochena è ancora oggi molto studiata perchè il suo indirizzo era una GARANZIA dal momento che pone le sue basi solide SULLE SCRITTURE......
    Per questa scuola l'Eucarestia è considerata da sempre il Sacrificio per eccellenza, l'unico, che Gesù stesso ha istituito nell'Ultima Cena, lasciando ai Suoi il mandato per esecitarlo QUOTIDIANAMENTE a vantaggio sia della Chiesa, sia degli uomini di ogni tempo. L'Eucarestia cesserà il suo compito alla fine del mondo. Per la scuola antiochena, la parola del sacerdote costituito, strumento della potenza e della misericordia e della grazia di Dio, CAMBIA I DONI OFFERTI SULL'ALTARE NEL CORPO E SANGUE DEL SIGNORE, il sacerdote ha dunque una investitura sacra mediante la successione apostolica, egli ha una dignità che trascende ogni grandezza terrena e sorpassa ogni ragionamento umano!
    " Accostarsi (all'Eucarestia) con fede significa, non solo ricevere quello che ci viene offerto, ma anche TOCCARLO CON CUORE PURO, ed essere così disposti come chi s'avvicini a Cristo medesimo. Che importa se NON odi la voce di Lui? (S.Giovanni fa riferimento alla storia di Mt.14-34-36 della donna che tocca il mantello di Gesù) Tu lo vedi posto innanzi a te, Anzi tu odi anche la voce di Lui che parla per bocca degli Evangelisti e si da ate per mezzo del sacerdote.
    (...)
    Perciò quando vedi il sacerdote che ti porge quel Pane, pensa che non il sacerdote fa questo, MA E' LA MANO DI CRISTO CHE SI STENDE A TE. Come quando egli battezza, non lui ti battezza, MA E' DIO CHE TIENE LA MANO SUL TUO CAPO CON INVISIBILE POTENZA, e non osano avvicinarsi e toccarti nè angeli, nè Arcangeli, nè nessun altro. Poichè, quando Dio solo rigenera, ciò è dono di Lui solo che interviene nella Trinità.
    Dio non affidò questo incarico agli Angeli, ma si presenta Egli stesso. Quando tu adotti un figlio non mandi i tuoi servi al tribunale, ma ti presenti te medesimo con la sposa, così fa Dio per mezzo del sacerdote che non fa per procura, ma presta le mani a Dio.
    (...)
    Ascoltiamo adunque, sacerdoti e tutti, di qual dono siamo fatti degni noi che nessun ne sarebbe mai stato degno: ascoltiamo  E TREMIAMO. Delle Sue santi carni ci diè di saziarci, se stesso ci porse immolato, qual nutrimento vero di salvezza.
    Quale scusa verrà per noi, se, nutriti di tal Cibo, pecchiamo in tal modo? Se mangiando dell'Agnello diventassimo lupi? Se nutriti di tal prodigio siamo poi rapaci e leoni?
    Questo Mistero ci impone di mantenerci mondi sempre, non solo da rapina, ma anche dall'odio, dalla cupidigia, dalla superbia, dal rancore verso un fratello. Perchè questo Mistero è mistero di Pace e non ci permette di attaccarsi a ciò che non piace a Dio.
    Tremendo sarà il giudizio di Colui che nutrendoci delle sue carni ci troverà nel grande giorno che abbiamo tradito la sua fedeltà, il suo amore, il suo darci se stesso.
    Tu non credi?
    Per i Giudei Iddio istituì feste da celebrarsi ogni anno in memoria dei benefizi da essi ricevuti, nulla venne a togliere di ciò il nostro Signore, ma per te Egli istituì , ogni giorno, questo grande prodigio.
    Non arrossire adunque della Croce, non vergognarti di questo nutrimento: perchè queste sono le nostre grandezze, questi i nostri Misteri, questo il dono di cui ci orniamo, questa la nostra gloria.
    (...)
    Il Signore tutto ci tolse del mondo perchè non fossimo del mondo, ma di gran più ci ricompensò donandoci tutto questo, per questo disse di non avere altri tesori, nessun oro, nessun argento, tutto ci chiese di abbandonare perchè nulla intaccasse il nostro compito nel trasmettere i sacri misteri.
    Il massimo di tutti i beni è questo: che non ha risparmiato il proprio Figlio per salvare i servi, facendolo divenire prodigiosamente un nutrimento di salvezza per quanti crederanno.
    Nessun Giuda, adunque, s'accosti a questa sacra mensa, per non incorrere nel giudizio dell'apostolo "attento a non mangiare la propria condanna" (...)
    Fuggiamo questo baratro, e non crediamo che ci basti per la salvezza, se dopo aver frodato il povero e la vedova, calunniato gli innocenti, ci accostiamo alla sacra mensa ed offriamo un calice poi d'oro ornato di pietre preziose.
    Se vuoi salvarti, offri con esso la tua anima per cui Cristo in quel momento rinnova per te la sua morte, è la tua anima che devi rendere d'oro. Che se questa resta di bronzo, o di coccio, e il vaso esterno è d'oro, a che ti giova?
    *************
    Mediatiamo amici......stampate queste pagine e meditiamole notte e giorno......facciamole conoscere......offriamole su pergamente come regali per gli amici.....siamo SALE DELLA TERRA dice Gesù....questi sono strumenti che ci occorrono per INSAPORIRE l'avanzata delle tenebre....tenebre dell'ignoranza e della presunzione.....vinciamo l'ostruzionismo con la santa testimonianza......
    Fraternamente Caterina