00 11/20/2014 6:13 PM

     IL PECCATO ORIGINALE SPIEGATO in modo SEMPLICE



 

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Se Dio ci ha creati liberi perché noi nasciamo già tendenti al male, come conseguenza del peccato di Adamo ed Eva?

Risponde la Santa Madre Chiesa:

1. L’affermazione centrale è la seguente: “Il fatto che Adamo ed Eva abbiano peccato comporta che tutti noi abbiamo peccato. Quindi noi nasciamo già peccatori”.

Chi legge queste parole potrebbe obiettare: perché comporta che tutti abbiamo peccato?

San Paolo scrive: “Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori” (Rm 5,19) e “Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Rm 5,12).

Da qui l'importanza del Battesimo dono del Cristo: " Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a Lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova" (Rm.6,4).

2. Ora l’obiezione si riduce a questo: come posso aver peccato se ancora non esistevo?

A questo risponde in maniera molto precisa il Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale parte da un’affermazione di San Tommaso d’Aquino: tutti  siamo “come un unico corpo di un unico uomo” (Quaestiones disputatae de malo, 4, 1).

E conclude: “il peccato originale è chiamato «peccato» in modo analogico: è un peccato «contratto» e non «commesso», uno stato e non un atto” (CCC 404).

Dice infatti il Salmo: " Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre" (50,7).

3. Pertanto è stato commesso da tutti non perché l’abbiano commesso tutti, ma perché ha intaccato tutti.

Ha intaccato tutti perché “Adamo aveva ricevuto la santità e la giustizia originali non soltanto per sé, ma per tutta la natura umana” (CCC 404). Per questo, Adamo ed Eva peccando non hanno privato della santità e della giustizia originale solo se stessi, ma anche i loro discendenti.

Il peccato originale ha intaccato la loro natura.

E di conseguenza ha intaccato la natura umana, che essi trasmettono in una condizione decaduta (Concilio di Trento, DS 1511-1512).

Tanto è che San Paolo spiega come anche la natura geme davanti all'attesa della resa dei conti, quando Cristo Signore tornerà definitivamente e vincitore: "Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati..." (Rom. 8,19-25)

4. Il peccato originale è una macchia dell’anima e nello stesso tempo è privazione della santità originaria. E come una ferita aperta nella carne è suscettibile alla corruzione dei germi e quindi ad essere infettata, così è questo peccato originale nell'anima: una ferita aperta che comporta l'infezione, ossia l’inclinazione al male.

Tuttavia col peccato originale non scompare l’inclinazione al bene.

Anzi, questa inclinazione rimane e possiamo dire che rimane più forte dell’inclinazione al male, perché è la tendenza della natura, è una tendenza insopprimibile.

Come infatti una ferita nella carne guarisce se trattata debitamente con cure ed attenzioni, così anche l'anima nutrita debitamente con la medicina (i Sacramenti) che Dio mette a nostra disposizione, guarisce, si fortifica e si santifica.

5. San Tommaso a proposito della libertà dice che “non è portata al bene e al male alla stessa maniera: perché la tendenza al bene è assoluta e naturale; quella invece al male è un difetto, e contro l’ordine della natura” (Somma teologica, III, 34, 3, ad 1).

Questo è mostrato dal fatto che in genere le azioni compiute dagli uomini sono azioni buone: lavorano, mangiano, studiano, parlano col prossimo, organizzano la propria vita… partendo dal fatto che, come spiega San Paolo: " tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie.." (1Tim.4,4), e che per questo può dire: " Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio." (1Cor.10,31) e qui ci vengono incontro, in aiuto i Dieci Comandamenti vissuti ordinariamente, e non come qualcosa di straordinario, nella nostra vita di ogni giorno.

In tutto ciò c'è la realtà che esistono anche le azioni cattive e cioè i peccati.

 

6. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, riportando le affermazioni del Concilio di Trento, ricorda questo quando dice: “Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno, in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale.

Consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, ma la natura umana non è interamente corrotta: è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all’ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato (questa inclinazione al male è chiamata «concupiscenza»).

Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l’uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell’uomo e lo provocano al combattimento spirituale” (CCC 405).

7. Venendo ad un ultimo quesito: ma  l’inclinazione al male non è una colpa nostra, perché l’abbiamo ereditata.

Sì, è vero, ma non di rado questa inclinazione viene rafforzata dai peccati personali, ossia dalle scelte personali che si fanno lontano da Dio, dalla Sua Legge, dai Suoi Comandamenti.

Dopo il peccato originale la libertà umana è indebolita. Ma a rimedio di questa debolezza Gesù Cristo ci dona la grazia (mediante il Battesimo e con gli altri Sacramenti specialmente la Confessione e l'Eucaristia presa in stato di grazia), di cui anche il minimo grado è sufficiente per superare ogni tentazione al male.

Solo In Cristo, per Cristo e con Cristo la vera libertà è restituita all’uomo nella sua integrità, solo con Lui siamo vincitori anche perché lo ha detto Lui almeno in due occasioni esplicite:

1. "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto,perché senza di me non potete far nulla " (Gv.15,5);

2. "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Gv.14,6).

RICAPITOLANDO

Il Signore, leggiamo infatti nella Sacra Scrittura, creò l'uomo per la incorruzione e lo fece a sua immagine, ma per l'invidia del Demonio entrò nel mondo la morte (cfr Sap.2,23).

" Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete". Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò". (Gn.3,1-6)

Così si consumò il primo peccato che fu mancanza di fede e di fiducia in Dio, fu di superbia, ma non fu semplice atto di disobbedienza, ma una vera e aperta ribellione contro il Divino e Supremo Creatore perché:

a) l'intelletto umano disconobbe la veracità del Signore e la Sua infinita bontà, negò fede alle Sue raccomandazioni e credette piuttosto all'inganno del Demonio;

b) la volontà umana decise liberamente di ricusare la richiesta di Dio e rendersi indipendente da Lui, scegliendo il consiglio del Demonio.

L'uomo così si collocò da se stesso in questa primordiale violazione ponendo la propria felicità non nel Progetto di Dio ma nella propria esaltazione di se stesso,bramando di diventare come Lui ma senza di Lui.

La prima conseguenza di tal peccato che la sacra Dottrina chiama "Originale", ossia, dall'origine, non copiato, non imitato, nuovo, avente un suo proprio carattere, è stata la cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden, la seconda conseguenza è stata la contaminazione a tutto il genere umano, ed alla natura stessa dalla quale l'uomo fu tratto, e questo a causa della morte che rese corruttibile la materia ed ogni cosa vivente nel tempo; tutto ciò che ha un tempo ha anche una fine, tutto ciò che Dio creando voleva fosse incorruttibile, divenne corruttibile a causa del peccato originale.










Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)