DIFENDERE LA VERA FEDE

dal dialogo: TRANSUSTANZIAZIONE

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    00 9/13/2009 7:29 AM
    del 05-11-2002
    Elimina    Messaggio 1 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena  (Messaggio originale) Inviato: 05/11/2002 10.04
    Amici...riprendiamo questo tema dell'Eucarestia....(dopo inserirò i collegamenti dei forum dove ne parlammo)...da un altro punto di vista...Cominciamo da questo termine che mette così tanto a disagio molte persone.....
     
    Per riallacciarmi alla motivazione di questo forum, è bene leggersi quello intitolato "31 Ottobre: Memoria della Riforma"...nel quale  rispondo a Teofilo dicendogli:
     
    Teofilo scive:
    mi chiedevo: è possibile che quel pane e quel vino diventino o si traformino nel Corpo di Cristo se nel fare questo molti di essi non credono che questo avvenga? Penso che se per essi l'eucarestia è solo un simbolo, tale resta effettivamente quella commemorazione. .......
     
    Io non credo che il punto divergente sia questo...perchè è accaduto che molti sacerdoti avevano dubbi.....e in qualche occasione Dio dimostrò a suo piacimento il contrario....leggasi appunto Lanciano, Bolsena, Siena..ecc..citati da Luce....Credo che il punto focale sia l'atto consacratorio....operato  DA MANI CONSACRATE.......un pastore protestante....NON è un consacrato alla stessa stregua del sacerdote......ma non per questo un pastore riceve meno Grazia di un sacerdozio....è completamente una situazione diversa.....un Sacramento che l'altro riceve PER SCELTA (e l'altro per chiamata "Non voi avete scelto me MA IO HO SCELTO VOI")......da quel momento un sacerdote è un "alter Cristhi"....che ripete esattamente quanto avvenne nell'Ultima Cena...e questo è sempre avvenuto ininterrottamente.....i vescovi sono coloro che consacrano questi ministri del Culto Sacro Eucaristico....perciò i vescovi che sono nella Chiesa hanno la sola facoltà, in virtù del mandato....di nominare questi sacerdoti elevandoli, mediante l'imposizione delle mani....a quell'ufficio....(il resto potete leggerlo in quel forum sopra indicato...)
     
    Dunque:
    che cosa è la TRANSUSTANZIAZIONE ?
     
    Significa PASSAGGIO (trans) di sostanza (substantia).....
     
    E che cosa accade?
     
    Prendiamo ad esempio un pallone....magari quello di polisterolo che serve per fare i lavori a scuola, li avete presenti? Bene....dipingetelo...che cosa accade? che esso cambierà il colore....MA LA SOSTANZA DEL POLISTEROLO   E DEL PALLONE....RIMANE IMMUTATA..e fin qui credo che ci siamo!
    Mentre, ATTENZIONE.......nell'Eucarestia accade il contrario...cioè....il colore e quindi le apparenze  ESTERNE RIMANGONO IMMUTATE, MENTRE CAMBIA LA SOSTANZA......
     
    Ora...che cosa è la SOSTANZA?
    La sostanza è la realtà che esiste in se stessa.....Facciamo un altro esempio: un albero, un cane, un uomo, un uccello....SONO SOSTANZE perchè esistono in se stessi...fin qui ci siamo? Mentre le loro dimensioni, il colore e le proprietà che sono delle realtà NON ESISTONO IN SE STESSE, ma in qualcos'altro....come lo possiamo spiegare? prendiamo il colore del gatto....il colore NON esiste in se stesso MA NEL GATTO.....quindi il colore NON è una sostanza ma esiste in essa e appartiene ad essa.....quindi ecco che usiamo il termine di APPARENZE ( o "accidenti -accidere dal latino- che usano i filosofi)...
     
    Ritorniamo all'Eucarestia per vedere di capire cosa significhi questo discorso.
    Significa semplicemente...che nell'Eucarestia la sostanza del Pane e del Vino diventa il Corpo e il Sangue di Gesù, mentre rimangono IMMUTATE LE APPARENZE (cioè, gli accidenti, dall'esempio sopra fatto), cioè, le specie o apparenze del pane e del vino non cambiano: le dimensioni restano identiche, uguale il colore, l'odore e il sapore, poichè questi due prodotti sono la realtà delle apparenze. Cambia invece la sostanza......
     
    Questo che la Chiesa definisce il Miracolo dei Miracoli per eccellenza, accade quando il sacerdote, dopo aver invocato lo Spirito Santo e messe le mani sopra le due specie, PRONUNCIA QUELLE PAROLE CHE LA CHIESA DEFINISCE (DA 2000 ANNI) DI CONSACRAZIONE.....
    Appena il sacerdote dice: "Questo è il mio corpo"...il pane, nella sostanza NON C'E' PIU'.....idem quando dice "Questo è il mio sangue", il vino nella sua sostanza NON C'E' PIU'....
     
    Come crediamo a tutto questo?
    Per fede....SOLO PER FEDE.....perchè questo evento è solo possibile all'Onnipotenza divina....Quando il sacerdote pronuncia quelle parole, NON E' LUI A COMPIERE IL MIRACOLO......ma interviene Dio con la Sua Onnipotenza e compie per Grazia e beneficio nostro il mutamento, cioè, la tanto discussa TRANSUSTANZIAZIONE......
    Impossibile?
    E perchè mai? Se Dio ha creato TUTTE le cose dal nulla, dandogli UNA SOSTANZA.....non può forse mutarla a suo piacimento?
     
    Un altra domanda alcuni si pongono.....
    Gesù lascia il cielo per venire a stare con noi nell'Eucarestia?
     
    NO! Gesù NON lascia il cielo.....eppure resta con noi sotto le specie del Pane e del Vino....e non solo in una Chiesa ma in tutte le comunità cattoliche sparse nel mondo.....come è possibile ciò?
     
    E' proprio la TRANSUSTANZIZIONE, cioè questo mutamento che cambia nella sostanza ma non nella specie apparente, a rendere possibile questo miracolo, queste due specie diventano un unico Cristo TUTTO UOMO E TUTTO DIO interamente, Colui che risiede alla destra del Padre. Perchè NON è Gesù che cambia......ma sono il pane e il vino che in forza di quelle parole della Consacrazione e per specifico mandato sacramentale del sacerdote, diventano lo stesso Gesù.....semplicemente PERCHE' LO HA DETTO LUI!
     
    Ma perchè Gesù rimane NEL TABERNACOLO?
     
    Perchè Gesù si è offerto in Cibo di vita eterna. Quando tramite il sacerdote e le parole di Consacrazione Egli muta le sostanze per diventare nutrimento per noi, è questo UN DONO...ed essendo un DONO..Dio non se lo riprende SE AVANZA...........Amici...è MERAVIGLIOSO!!! Sostiamo a meditare mentre leggiamo queste verità di Fede...! Gesù ci dimostra TUTTO L'AMORE che ci porta, volendo Egli rimanere "fisicamente" presente in mezzo a noi in modo più perfetto....che in altri modi che tutti conosciamo, ad esempio attraverso la Bibbia Egli è con noi, nel prossimo è con noi, ma qui nell'Eucarestia, Gesù è realmente con noi! "Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo"....la Chiesa ha preso in parola il Suo Maestro e Suo Capo......e lo custodisce attribuglienGli L'ADORAZIONE......
     
    Ma.....nelle Scritture possiamo riscontrare tutto questo?
     
    Certamente!
    Il capitolo 6 di Giovanni è sostanzialmente questa RIVELAZIONE E COMANDO......al quale Gesù si ricollega con la Manna nel deserto e quindi a Mosè......
    Le parole più eclatanti e che NON possono essere messe in dubbio sono queste:
    "Il pane che io vi darò è la mia carne per la vita del mondo. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, poichè la mia carne è veramente cibo e il mio sangue veramente bevanda "(Gv.6,51-55)
     
    Ma c'è chi intende queste parole in senso simbolico......perchè non dovrebbero avere ragione loro?
     
    Perchè lo stesso brano ci fa comprendere che è sbagliato intendere queste parole quale simbolo, leggiamo infatti che dopo dissero: "Questo discorso è duro, chi potrà intenderlo?"....da questa domanda si capisce chiaramente che gli auditori...AVEVANO CAPITO BENE......Gesù si donava quale VERO CIBO.....e non risponde dicendo: "Scusate, avete frainteso"....oppure usando parabole come era solito fare per spiegarsi...no, no! Gesù E' CATEGORICO.....e ribadisce quanto aveva appena detto, Gesù NON si spaventa di dire le cose come stanno e risponde testualmente: "Volete andarvene anche voi?"......Pensiamoci attentamente...Gesù era disposto anche a farsi ABBANDONARE a causa di questa verità......ma NON era deciso affatto a cambiare discorso per accontentarli......e molti lo abbandorano......
     
    In conclusione......
     
    Gesù ha dato l'annunzio....del quale darà maggiore risalto nell'Ultima Cena, della quale la Chiesa ha stabilito, giustamente, LA NASCITA DEL SACERDOZIO REGALE...al QUALE TUTTI NOI prendiamo parte ATTIVA....Tutti siamo sacerdoti quando partecipiamo all'Eucarestia, tutte le membra offrono questo eterno Sacrificio perfetto al Padre in remissione dei peccati e per la salvezza di OGNI UOMO......ma soltanto il sacerdote, il CONSACRATO, può compiere questi gesti......
    E' Gesù stesso a lasciare NELLA PENOMBRA QUESTO GRANDE MISTERO......quando a Tommaso dirà "beati coloro che crederanno pur non avendo visto", assume una grande portata DI FEDE......così come i discepoli di Emmaus...NON riconoscono il loro Maestro quando gli speiga loro le Scritture......ma bensì...ALLO SPEZZARE IL PANE......attenzione a non sottovalutare questo aspetto.....se le Scritture fossero state più importante dell'Eucarestia, i Discepoli lo avrebbero riconosciuto mentre le spiegava, ma ENTRAMBE SI COMPENSANO....PRIMA LE SCRITTURE.....POI L'EUCARESTIA....Infatti nella Messa...viviamo prima la Liturgia della PAROLA.....attraverso la quale ci poniamo all'ascolto delle Scritture.....POI comincia la Consacrazione....e Gesù si fa cibo per noi......
    Quindi, le parole che Gesù pronincia nell'Ultima Cena, alla quale sono presenti soltanto i Dodici....vanno intese per quelle che sono:
    è Gesù che dice "questa realtà che io tengo nelle mie mani, e che prima era pane, adesso è il mio corpo; così è per questo calice di vino, adesso è il mio sangue "! (cf.Mc.14, 22-24)
     
    Perciò....a chi sostiene che l'aver cambiato metodo, cioè il dare soltanto l'Ostia ai fedeli è stato un abuso e Gesù vien dato per metà...rispondete seranemente che NON è così.....
    L'ha dove c'è un corpo.....scorre anche il sangue....(L'Ostia) e l'ha dove scorre il sangue, vi è anche un corpo che lo contiene (Vino)...dunque se prendiamo solo l'Ostia, avremo ugualmente Gesù TUTTO INTERO, TUTTO DIO E TUTTO UOMO......
    E' questa presenza, se vogliamo aggiungere.."indiretta", che viene detta anche per "concomitanza", perchè una presenza "accompagna l'altra": la presenza del Sangue "accompagna un corpo; la presenza del Corpo "accompaga il sangue" e dove sono presenti l'uno O l'altro, sono presenti, anima, corpo e divinità di Gesù, "Dio con noi"......
     
    Buona meditazione....
     
    Sia Lodato Gesù Cristo e......prestiamo da oggi più attenzione a questa realtà.......usiamo il nostro tempo per dedicare a questo grande Mistero d'Amore, un pò più del nostro tempo...e molta più riverenza e ADORAZIONE......
    Che Maria ci sostenga e ci ricordi quando disse ai servi "Fate tutto quello che dirà di fare"......Gesù ci ha detto di "mangiare il suo corpo e bere il suo Sangue".....facciamolo con estrema semplicità di FEDE e di grande AMORE......
     
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    00 9/13/2009 7:29 AM
    Elimina    Messaggio 2 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Gino Inviato: 05/11/2002 13.12
    Il mistero della Comunione
     
    Giovanni Paolo II visitò la chiesa di Lanciano, prima di diventare Papa.
    Era il 1974 quando un Cardinale di Cracovia Giovanni Paolo II, partì alla volta di Lanciano, una piccola località abruzzese, per visitare la chiesa di San Francesco, dove nel '700 d.C. avvene il miracolo della transustanziazione.
    L'esigenza del futuro pontefice di visitare il nostro Paese e di vedere il piccolo monastero di San Loguntiano, ex sede dei monaci di San Basilio, fu dettata dal mistero della sacralità e dalla leggenda che l'accompagna.
     
    La transustanziazione sarebbe avvenuta in risposta ai dubbi di un monaco brasiliano nei confronti dell'Eucarestia. Durante la celebrazione della messa, l'ostia e il vino si sono trasformati nel corpo del sangue di Gesù Cristo. Le reliquie, cinque gocce di sangue coagulato e una sottile membrana di carne sono state sottoposte ad esame clinico nel 1971. Dopo dieci anni, nel 1981, il professor Odoardo Linoli le sottopose all'analisi, nell'ospedale di Arezzo. L'esame istologico svela che sia il sangue (gruppo AB) sia la sottile membrana di pelle appartengono alla specie umana.
     
    Inoltre è stato stabilito che la membrana fa parte del cuore, in particolare, la parte del miocardio endocardio e parte del ventricolo sinistro. La Santa Sede ha sempre manifestato grande attenzione nei confronti di questo evento miracoloso, anche in base a ciò che dicono le Sacre scritture: «Sotto i sacramenti dell'ostia e dentro il calice vive la persona Divina di Gesù che si dona a chiunque lo riceve dalla Comunione». Ancora oggi nel registro dei visitatori, nella piccola chiesa di San Francesco a Lanciano, si può leggere la dedica del nostro Pontefice: «Fac nos tibi sempre credere, in te spem abere, te delibere».
     
    16 novembre 2001                                                Claudia Di Meo

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    Da: Soprannome MSN°Gino Inviato: 05/11/2002 13.14

    Paolo VI, Credo del popolo di Dio

    Transustanziazione



    Cristo realmente presente mediante la conversione chiamata transustanziazione

    Pertanto Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione.

    Transustanziazione — una conversione obiettiva, indipendente dal nostro spirito e nostra conoscenza

    Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad esser realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino, proprio come il Signore ha voluto, per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all’unità del suo Corpo Mistico.


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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 05/11/2002 14.19
    Ops.....scusami Gino....attento alle date..........
     
    al messaggio 2 leggo:dove nel '700 d.C. avvenne il miracolo ....
     
    Non è il 1700......e quella virgoletta o accento è sbagliato....una sciocchezza, ma fa confondere il periodo...invece stiamo parlando proprio dell'Anno 700 d.C. Nella lapide li affissa nel terzo secolo dice " a settecentocinquanta anni  circa, degli anni di Cristo....."
     
    E' importante aggiungere che sono proprio i Padri della Chiesa, fra il III e V secolo a tramandarci di alcuni miracoli Eucarestici, purtroppo questo è definito il "primo" perchè ci è rimasta la PROVA......e perchè sono stati tramandati i fatti per iscritto,
    Uno di questi miracoli, e a quanto pare poco prima dei fatti di Lanciano......del quale poco si conosce o non si sa... è raccontato dallo stesso papa S.Gregorio, perchè accadde a lui personalmente, una parte di questo miracolo è conservato ancora oggi nel villaggio di Andechs, in Baviera..... Ma leggiamo cosa accadde dal racconto dello stesso S.Gregorio:
     
    Il miracolo avvenne di Domenica, Gregorio vescovo celebrava Messa nella Basilica di s.Pietro, siamo nel VI secolo circa. Al momento della Comunione una signora romana d'alto rango si accostò per ricevere l'Ostia. Ma il Papa nel mentre le porge il Cibo eterno e dice: -Il Corpo del Signore Gesù Cristo ti serva per il perdono dei peccati e per la vita eterna!-, nota sul viso della donna una specie di sorrisetto, allora il Papa ritrasse l'Ostia e la diede al diacono perchè la deponesse sull'altare fino al termine della comunione dei fedeli.
    Al termine Gregorio chiama la donna e le chiede:_ " Dimmi, te ne prego, qual pensiero ti è passato per la mente, quando hai riso mentre stavo per comunicarti? " e lei: " Padre mio, il pane che mi stavate dando non è forse quello che io stessa ho preparato per la Messa? Mi è venuto spontaneo ridere quando avete dato il nome di Corpo di Cristo a un pane che io stessa avevo manipolato con le mie mani! "
    Il Papa rimase in silenzio, prese le mani della fra le sue, ed invitò i fedeli a non uscire dalla Chiesa, ma di restare a Pregare il Signore per far cessare l'incredulità della donna. Poi tornò all'Altare e in ginocchio rimasero tutti in silenzio.
    Dopo poco tutti furono colti da grande stupore!
    Scomparvero i veli Eucaristici che coprivano il Mistero, e sotto gli occhi di tutti il Pane si trasformò in un blocco di carne tinta di sangue vivo.
    La donna per poco non sveniva, cadde in ginocchio assumendo identico atteggiamento del santo Tommaso, dopo aver pronunziato per ispirazione divina "Mio Signore e mio Dio!", l'Ostia tornò ad assumere la forma del pane....
     
    e qui finisce il racconto...si ritrasformò ad eccezione di una piccola parte rimasta macchiata di sangue e che è conservata in Baviera......
     
    Sia Lodato Gesù Cristo
     
     

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    Da: francesco2 Inviato: 05/11/2002 15.55
    Pace al Gruppo.
     
    Finalmente un pò di chiarezza e ogni tanto non ci sta male!
     
    Penso proprio che a questo forum debbano attingerci tutti i cattolici per approfondire questo grande Mistero, ma non per svelarlo, ma per pregare insieme, arricchendoci gli uni con gli altri.
     
    Io ci provo:
    Signore Gesù,
    Tu lo sai che la mia conversione a Te è stata proprio l'Eucarestia, il simbolo non mi bastava, non mi saziava, ero inquieto. Ma la Tua mano si è posata sul mio cuore, mi hai detto di aprirlo tutto, mi hai chiesto di annullarmi e Tu solo sai quanto questo mi sia costato. Posso dire con certezza che ho veramente lasciato tutto, genitori, parenti e amici per seguirti, ma se mi fermassi ai meriti che salvezza richiederei? No Gesù mio, Tu hai fatto tutto, io ho provato come Maria a stare in silenzio, l'ho ascoltata quando mi diceva di fare quello che tu volevi, le ho chiesto di starmi vicino.
    Non sono queste Grazie? Che meriti posso cantare?
    Tu hai scelto, Tu hai chiamato, io ho ascoltato e a fatica continuo a seguirti, ma quando vado a dormire, una gioia è dentro di me e che non vede lora di ritrovarmi domani ancora sveglio per adorarti eucaristicamente e poi verso ogni fratello che incontro.
    Abbracciamo forte Gesù e perdonami quando mi vedi distratto!
    Amen
     
    Il tuo Francesco

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    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 05/11/2002 22.16
    Riferimento al topic di apertura.
    Ringrazio Caterina che con la consueta puntualità verifica tutto meticolosamente.
     
    Infatti credo di aver fatto una ipotesi non vagliata attentamente trattandosi di un argomento che finora non ho avuto occasione di approfondire.
     
    Io mi chiedevo: è possibile che quel pane e quel vino diventino o si traformino nel Corpo di Cristo se nel fare questo molti di essi non credono che questo avvenga? Penso che se per essi l'eucarestia è solo un simbolo, tale resta effettivamente quella commemorazione. .......
     
    Caterina mi fa notare che quello che conta non è tanto quello che si crede ma il mandato che si riceve e il potere di poter consacrare.
    Questo è chiaro. S.Agostino era in polemica con i donatisti proprio su questo punto infatti.
    Quello che mi resta non del tutto chiaro è questo:
    Una condizione affinchè il sacramento sia valido, se non vado errato, è quello di avere l'intenzione di fare ciò che fà la Chiesa.
    Ora se un luterano battezza nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, quel battesimo è valido, in quanto si propone di fare quanto Cristo comandava, allo stesso modo che fa la Chiesa. Dunque tale sacramento è valido, mi pare. (correggetemi se sbaglio).
    Poniamo il caso che il luterano creda per ipotesi in tutto e per tutto che avvenga la trasformazione sostanziale del pane e del vino nel Corpo di Cristo.
    Potrebbe essere valido tale consacrazione allo stesso modo con il quale è valido il battesimo che pure è un sacramento?
    Poniamo infine il caso, che è poi quello reale, che lo stesso luterano NON CREDA che avvenga la trasformazione reale del pane e vino nel Corpo del Signore. In tal caso non ha la stessa intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. E perciò tale consacrazione non produce alcun effetto.
    La mia domanda allora è questa: Alla luce di quanto detto sopra potrebbe essere valido il sacramento se il luterano credesse quanto crede la Chiesa e avesse l'intenzione di fare ciò che essa fa?
     
    Capisco che stiamo facendo delle ipotesi ma è solo per comprendere meglio anche la natura dei sacramenti in generale, almeno da parte mia.
    Si pensi ad esempio alla cresima: è possibile che attraverso l'imposizione delle mani, anche dei pentecostali, lo Spirito possa effondere i suoi doni e i suoi carismi a ciascuno come vuole, in virtù della fede nella Sua Parola, allo stesso modo come lo professa la Chiesa. 
     
    Con affetto
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    00 9/13/2009 7:30 AM
    Elimina    Messaggio 7 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 05/11/2002 23.42
    Bene Teofilo...molto interessante lo sviluppo del tema....
     
    Tu dici:
    Quello che mi resta non del tutto chiaro è questo:
    Una condizione affinchè il sacramento sia valido, se non vado errato, è quello di avere l'intenzione di fare ciò che fà la Chiesa.
    Ora se un luterano battezza nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, quel battesimo è valido, in quanto si propone di fare quanto Cristo comandava, allo stesso modo che fa la Chiesa. Dunque tale sacramento è valido, mi pare. ......
     
    Punto essenziale infatti è questo:è quello di avere l'intenzione di fare ciò che fà la Chiesa......ma se ci pensiamo bene..se si arrivasse a pensare questo...quale ostacolo ci sarebbe più per l'unità? Di certo arriverebbero a traovarsi nella stessa posizione degli Ortodossi...i quali conservano la stessa Eucarestia....Altra cosa è il Battesimo che può essre donato anche da un laico.....quindi chiunque crede realmente in Cristo e nel Cristo "venuto nella carne".....può somministrare il Battesimo specialmente in casi d'emergenza.....perchè è la Grazia di Dio che opera direttamente in chi lo riceve.....
     
    Poi dici:
    Poniamo il caso che il luterano creda per ipotesi in tutto e per tutto che avvenga la trasformazione sostanziale del pane e del vino nel Corpo di Cristo.
    Potrebbe essere valido tale consacrazione allo stesso modo con il quale è valido il battesimo che pure è un sacramento?
    Poniamo infine il caso, che è poi quello reale, che lo stesso luterano NON CREDA che avvenga la trasformazione reale del pane e vino nel Corpo del Signore. In tal caso non ha la stessa intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. E perciò tale consacrazione non produce alcun effetto.
    La mia domanda allora è questa: Alla luce di quanto detto sopra potrebbe essere valido il sacramento se il luterano credesse quanto crede la Chiesa e avesse l'intenzione di fare ciò che essa fa?
    .....
    Rispondo...  o almeno ci provo...
     
    per il Battesimo abbiamo detto che è diverso....sulla Consacrazione dell'Eucarestia.....veniamo al resto...
     
    NO! la Consacrazione Eucarestica NON sarebbe valida se anche il Luterano credesse in quelle parole che rendono il vero Corpo e il vero Sangue a noi....e spiego il perchè....
    Nei tre Sacramenti principali che sono il Battesimo, l'Eucarestia e l'ORDINE SACRO.........ci viene conferita la Grazia che CI TRASFORMA.....e in più...IL CARATTERE.....che trasforma L'ESSERE ( Un altro Cristo).....il Carattere dunque....ci eleva al di sopra del nostro essere....e un dono in più della Grazia.....e che Cristo conferì ai Discepoli nell'ultima Cena.....l'importanza che gli Apostoli danno alla SUCCESSIONE e alle NOMINE.....verte proprio a sottolineare l'importanza dell'ORDINE SACRO...che veniva già da loro impartito mediante IMPOSIZIONI DELLE MANI....ed esclusivamente operato o da loro stessi o da chi AUTORIZZAVANO A FARLO....Questa sequela noi la troviamo, appunto nei VESCOVI......i quali, come dicevamo hanno l'autorità divina di nominare a loro volta i Ministri del Culto mediante L'ORDINE SACRO......alcuni scismi si sono avuti quando alcuni vescovi in discordia con la Chiesa e non più quindi in unione...hanno nominato altri disobbedendo alla Chiesa....vedasi, ad esempio, il caso di Lefevre...tuttavia..la loro Eucarestia resta valida.....perchè l'Ordinazione che avevano ricevuto era corretta..........
    Quindi, a chi pronuncia quelle parole della Consacrazione, ma NON è stato nominato da un vescovo della Chiesa....RESTANO SENZA EFFETTO.......perchè abbiano validità....occorre che il sacerdote....abbia ricevuto la Consacrazione, l'Ordine Sacro impartito dalla Chiesa.....
    Diversa è la posizione Ortodossa......poichè sono stati fondati anch'essi dagli Apostoli e quindi hanno ricevuto quella successione anche se è vissuta in modo diverso...e....ahimè....in termini di separazione per questioni più politiche che altro....tuttavia, infatti....se un Cattolico fa la comunione da loro essa è valida...e viceversa....dai Protestanti o Riformati NO!
     
    Sia Lodato Gesù Cristo

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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 06/11/2002 20.16
    Il Papa all'Assemblea Plenaria del Pontificio
    Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali

    L'Eucaristia è sorgente di unità nella Chiesa


    "L'Eucaristia è sorgente di unità nella Chiesa. Il Corpo eucaristico del Signore alimenta e sostiene il suo Corpo mistico". È quanto ha ribadito Giovanni Paolo II nel discorso rivolto ai partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, ricevuti in udienza nella serata di martedì 5 novembre, nella Sala Clementina. Il gruppo era guidato dal Presidente, il Cardinale Jozef Tomko. "L'Eucaristia - ha ricordato il Santo Padre - è espressione sublime dell'amore di Dio incarnato, amore permanente ed efficace. Lo scopo principale del Comitato Pontificio per i Congressi Eucaristici Internazionali è quello di "far sempre meglio conoscere e amare il Signore Gesù nel suo Mistero eucaristico, centro della vita della Chiesa e della sua missione per la salvezza del mondo"".


    (©L'Osservatore Romano - 7 Novembre 2002)


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    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 07/11/2002 23.24
    Carissima Caterina,
    ti ringrazio per il riscontro che hai dato alle mie domande. Non conoscevo questi particolari, anche perchè trattandosi di situazioni ipotetiche non mi ero posto in precedenza. Voglia però il Signore illuminare il cuore e la mente dei nostri fratelli di altre confessioni per comprendere il Dono di Sè attraverso il suo vero Corpo che si perpetua attraverso l'Eucarestia. Poi potrebbero anch'essi diventare sacerdoti e poter così consacrare l'Eucarestia.
    Preghiamo che questo diventi non solo una ipotesi ma una realtà per tanti.
     
    SLGC

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    Numero di iscritti che ha consigliato questo messaggio. 0 suggerimenti  Messaggio 10 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Gino Inviato: 08/11/2002 11.21
    Questo messaggio è stato eliminato dal gestore o dall'assistente gestore.

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    Consiglia Elimina    Messaggio 11 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Gino Inviato: 08/11/2002 11.37
    Ripresento il documento di prima, liberato dai fastidiosi <o:p> del Word
     
    EUCARESTIA
    SACRAMENTO DI GUARIGIONE
     
    "Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti" (Lc. 6,19).
     
    "Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò" (Lc. 8,43).
     
    "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell' uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell' ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno" (Gv. 6,51).
     
    Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo". Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell' alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati" (Mt. 26,26).
     
    Le frasi della Sacra Scrittura dimostrano chiaramente che Gesù Eucarestia (il Gesù nascosto come lo chiamava Francesco, il piccolo veggente di Fatima) è anche un sacramento di guarigione spirituale e fisica. Per poter concedere le grazie però il Signore richiede la nostra fede. "E Gesù disse al centurione: "Và, e sia fatto secondo la tua fede". In quell' istante il servo guarì" (Mt 8,13); fede assai affievolitasi in  questa nostra epoca che ha subito le aggressioni del materialismo ateo profetizzato dalla Madonna a Fatima come per la nostra mancata conversione.
     
    Se l’emmeroissa  guarì solo toccando con fede il manto di Gesù, quanto maggiori saranno le grazie che il Signore concederà a quanti, chiedendogliele con fede come la donna del Vangelo, lo riceveranno "intero" con le debite predisposizioni d’animo "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!" (Mt. 7,7).
     
    Vi sono dei momenti particolarmente indicati per domandare al Signore le grazie:
     
    a)      durante la Santa Messa;
     
    b)      durante la consacrazione;
     
    c)      dopo aver ricevuto Gesù Eucarestia;
     
    d)      durante una processione eucaristica;
     
    e)      durante l’Adorazione eucaristica.
     
    Durante la Santa Messa in quanto Gesù si manifesta vivo tra noi, esattamente come 2000 anni fa, anche se nascosto sotto le spoglie del pane e del vino. E, come 2000 anni fa, è desideroso di concederci le grazie che noi gli chiediamo con fede e perseveranza  "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!" (Eb.13,8).
     
    Durante la consacrazione in quanto momento evangelico in cui Gesù si manifesta.
     
    Dopo averlo ricevuto in quanto si entra materialmente in comunione con Lui; gesto sicuramente più completo del semplice tocco del suo mantello. Questo è un momento particolarmente indicato per un intimo colloquio con il Re dei Re, Dio d’infinito amore e d’infinita misericordia.
     
    Durante la processione eucaristica in quanto il Signore passa tra noi, come 2000 anni fa. Anche questa è un' occasione particolarmente importante per domandare le grazie. Pochi sanno ad esempio che la maggior parte delle guarigioni miracolose di Lourdes avviene durante la processione eucaristica e la benedizione degli ammalati; anche se si tratta, purtroppo, di una processione un po’ smorta, priva cioè della costante supplica al Signore affinchè guarisca gli ammalati presenti. Il Signore che ci ha donato numerosi segni eucaristici (Lanciano, Bolsena ecc.) per confermare la verità evangelica della Sua transustanziazione, ci arricchisce di grazie durante il Suo passaggio eucaristico, a conferma ulteriore della sua presenza nell’Eucarestia. Lo stesso demonio la conferma "ob torto collo".
     
    Infine, durante l’Adorazione eucaristica in quanto è possibile, nell’intimo colloquio con Lui,  lodarlo, ringraziarlo e supplicarlo di concederci, con intercessione della Madonna e dei santi le grazie che desideriamo "Adorate senza interruzione il santissimo Sacramento dell' altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari".
     
    Padre Emiliano Tardif ha dedicato stupende parole di incoraggiamento alla pratica della processione eucaristica e dell’Adorazione "Tempo fa, una signora domenicana fu coinvolta in un incidente stradale. Tutti quelli che erano con lei morirono: ne uscì viva da sola ma con fratture multiple alle gambe e alle braccia. Passò all' ospedale molto tempo e ne uscì ancora ingessata alle gambe. Prima di andare a casa, chiese di essere accompagnata alla "Casa dell' Annunciazione" per dedicare un po’ di tempo all' adorazione. Lo faceva abitualmente quando stava bene e voleva ringraziare il Signore che le aveva salvato la vita. Da sola non poteva camminare e due persone l' accompagnarono e la misero sopra una sedia davanti al Santissimo. Altre persone pregavano e lei si unì all' adorazione. Passò quasi un' ora seduta davanti a Gesù e, a un certo momento, cominciò a lamentarsi molto. I presenti pensarono che si sentisse male e uscirono per vedere se nella stanza accanto ci fosse un lettino sul quale appoggiarla. Quando ritornarono in cappella la trovarono in piedi, piena di gioia: non sentiva più nessun dolore. Aveva sentito un calore forte per tutto il corpo: era il calore dell' amore di Gesù che la guariva. Uscì dalla cappella saltando e ballando di gioia e diede la sua testimonianza molte volte. La sua testimonianza venne anche pubblicata e la cappella si riempì di adoratori come se il Santissimo della nostra cappella avesse più potere di quello che sta nelle altre chiese! Questa signora non andò a chiedere preghiere a nessuno, ma andò direttamente Gesù che è la pienezza della vita: la resurrezione e la vita.  Durante la sua preghiera di ringraziamento per aver avuto salva la vita, Gesù guarì anche le sue restanti ferite".
    Uno dei segni più forti che il Signore ha dato ai nostri tempi della sua presenza reale nell' Eucarestia è quello della mistica francese, Marthe Robin, che visse per 50 anni nutrendosi esclusivamente dell' Eucarestia. Ebbi la gioia di visitarla, dice ancora Tardiff, nel mese di luglio dell'80, quando aveva già 79 anni; morì nel mese di febbraio dell'81. So che molti di voi hanno letto la sua biografia, ma ne parlò perché lo considero un fenomeno che deve attirare la nostra attenzione. Il Signore ha dato questo segno alla Chiesa del nostro tempo: dal mese di ottobre del 1930 fino al mese di febbraio del 1981, Marthe Robin non mangiò niente, non si nutrì eccetto che della comunione settimanale.
     
    Duole purtroppo constatare come vengano trascurate da molti cristiani queste benefiche pratiche devozionali mediante le quali il Signore, soprattutto per intercessione della, dona benessere spirituale e fisico. Ma dispiace soprattutto osservare come numerose persone (anche giovani) accorrano ad ascoltare semplici uomini ("divinizzati" da alcuni mass media) come ad esempio il Dalai Lama (che non è certo Dio come Gesù!) alla ricerca della serenità e trascurino invece la vera ed unica fonte di bene e di serenità: Gesù Cristo "Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù" (1 Tm.2,5).
     
    Sia lodato Gesù Cristo.
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    00 9/13/2009 7:30 AM
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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 08/11/2002 11.45
    Bravo Gino....vedo che ti censuri da solo.....
     
    Dunque...ho consultato anche un amico che in questa materia si definisce di stare alle "elementari"( gli ho rubato quanto diceva a me..rigirandoglielo...perchè lo so che è una persona umilissima....)..tanto è profondo questo MISTERO.........ma a parte gli scherzi....ne sa parecchio....
     
    e mi ha dato questi consigli che condivido con voi.....
     
    Per prima cosa, se non l'hai gia fatto, puoi cercarti Mysterium Fidei di Paolo VI, ove si concentra un po' tutta la dottrina eucaristica. Il problema, però, è un'altro.
    > Non è facile esprimere un mistero "ontologico" in realtà "logica", anzi, direi che è impossibile.
    > Le basi filosofiche sono imprescindibili: noi usiamo un linguaggio teologico coniato su termini filosofici,e spesso, questi termini (come omousioos...)  non sono presenti nella Bibbia, ergo, l'evangelico li respinge.
    > L'eucarestia è un mistero di fede per noi, un simbolo per loro. Ora il simbolo (dal greco sun-ballo, cioé, metto-insieme) rimanda ad una realtà che non vediamo, ma proprio perché non la vediamo dobbiamo prestar fede alla
    > conoscenza che Dio ha di sé e che ha ritenuto opportuno, trasmetterci in parte (la Rivelazione) rispettando i nostri mezzi intellettivi, le nostre usanze, i nostri costumi.
    > Il sacerdote che consacra, non è un mago: è il filo elettrico che lega il pane e il vino al cielo: il circuito si attiva nell'epiclesi (chiamar - sopra) rivolta allo S. Santo. Lo S. S. piglia e parte, dall'eternità alla storia e vivifica le offerte divendendo il tramite trinitario per la trasformazione degli accidenti (pane e vino) in sostanza (Gesù Cristo).
    > Ovviamente, non si riesce a veder nulla, tanto è vero che gli ortodossi celano con un velo questo particolare momento.
    > Una volta che la sostanza cristica è in noi, noi diveniamo la sede inabitativa.
    Pensa che ci fu un'eresia che si chiedeva: ma quando andiamo
    a fare al bagno.....il pane se ne va per vie naturali, ergo se ne va anche quella sostanza divina (eresia dello "stercoarismo", mi sembra).
    > Questo modo di procedere, cioé di cavillare sul mistero,non abdica al mistero di fede, ma si erge sotto le mentite spoglie dell'autonomia scritturistica, contando minuziosamente gli apici e le iota ma sopprimendo il mistero.
    Insomma, è tutto legato e connesso: il protestantesimo è come le matrioske: ne apri una e dentro ce n'è un'altra, ti accordi su una virgola e ti azzanni per un punto.
    >
    > Per quello che riguarda il dialogo ecumenico, beh, è roba complicata. Tommaso d'Aquino (mi pare in una questione) dice che chi non accetta un articolo di fede, non accetta la fede tutta intera.
    > Guardati anche il documento "Ad tuendam fidem" e vedrai come la Chiesa è esplicita nel sostenere questo.
    > Di più: nel Vat. II la "Unitatis Redintegratio" ammette l'umiltà del confronto coi fratelli separati, ma sconsiglia quel "falso irenismo" (cioé la pace a tutti i costi)che è offensivo sia per noi che per loro.
    > Leggila bene, vedrai che troverai una miniera di informazioni.
    >
    > Scusami ma cito a memoria...
    > Non intervengo sia per il poco tempo (preferisco intervenire su questioni
    > più umane...) sia perché se dovessi introdurre l'argomento filosofico...non si finirebbe più...e non sarebbe più sufficiente scriversi ma sarebbe necessario e direi indispensabile parlarne con un bel "faccia a faccia"......
     
    Grazie all'amico per questi suggerimenti....

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    Consiglia Elimina    Messaggio 13 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Gino Inviato: 08/11/2002 13.17
    L'incredibile realtà dell'Eucaristia

    Nell'Eucaristia si rivela l'Umiltà divina

    L'umiltà di Dio e l'Eucaristia

    Mangiare la Carne di Cristo è accettare tutte le sofferenze che incontriamo nell'esistenza, e accettarle per un amore che distrugge le nostre durezze e ci rende pane vivo sulla mensa degli uomini; bere il suo Sangue è amare tutte le creature che esistono con noi, creatura e creatura, istante e istante. Nella misura in cui ci dischiudiamo agli altri nell'offerta di noi stessi a tutte le fami, con il Pane, il nostro essere si nutre della Carne e del Sangue del Verbo. Al termine dell anostra terrena vicenda, si attuerà in noi l'identificazione dell anostra essenza spirituale con l'essenza spirituale di Cristo, e questa identificazione compirà la trasfigurazione del nostro corpo terreno in quelloglorioso dei risorti. (G.Vannucci, Verso la luce p.150)

    "Cristo nella sua totalità è Carne e Parola, Pane vivo; mangiarlo vuol dire consumare e digerire la sua Carne e la sua Parola. Analogamente alla digestione, mangiare e digerire Cristo, la sua Parola e la sua Carne, significa scomporre la Carne e la Parola nei loro elementi di base ed estrarne quell'alimento che meglio risponde alla nostra individualità. Per utilizzare questi elementi nella costruzione di una personalità conforme alla nostra natura, differente da quella di qualsiasi altra. ..Mangiare e digerire il Pane disceso dal cielo significa sostituire ai ritmi della carne e del sangue, quelli propri dell'uomo celeste"
    (G.Vannucci, Verso la luce p.147)

    A pensarci bene ci viene chiesto di mangiare un semplice frammento di pane reso sottile nella particola e di bere del vino. L'uomo-Dio è là, presente sotto quelle "specie". Lui, il Creatore di tutto ciò che esiste, si offre continuamente a noi, povere creature, in una forma che appare quasi banale ed estremamente quotidiana. L'umiltà di Dio è sempre molto sconvolgente e disarmante.
    Il pane è l'alimento per antonomasia. Dal pane comune a quello eucaristico ci sono molti significati e significanti.

    1) Esso indica la fatica che ognuno compie per ottenerlo. E' il frutto del proprio lavoro. Lavorare è un'attività che riflette l'atto creatore di Dio. E' un modo per l'autosostentamento vitale e la solidarietà con gli altri. Il lavoro comporta la promozione umana di ogni persona e di tutta la società.

    2) La fabbricazione del pane in sé sottende una serie di operazioni molto significanti: la preparazione del terreno, la semina, l'attesa, la mietitura, la macinazione del grano, l'impasto e la lievitazione, introduzione di vari ingredienti e la cottura. Gesù usa molto frequentemente queste attività per significare nei racconti e nelle parabole il Regno di Dio. Il terreno siamo noi. Se è ben predisposto può accogliere il seme della parola di Dio che lo sparge dove lo Spirito soffia. Dio è paziente ed attende che il seme fruttifichi. Prima, però, ogni seme deve morire. Poi miete le spighe e tutto il grano ripulito dalle imperfezioni verrà macinato per poter ottenere la farina. Ogni chicco di grano, così, viene frantumato l'uno sull'altro. Durante l'impasto il lievito dovrà essere dosato insieme ad altri ingredienti per dare alla focaccia la dimensione voluta. La giusta cottura garantirà la digeribilità dell'alimento che verrà consumato nelle mense più comuni.
    Però...non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

    3) Il pane viene consacrato da Gesù stesso che lo benedice, lo spezza e lo dà in cibo ai suoi intimi ordinando : "prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo".
    Gesù Cristo si lascia "mangiare" nel pane consacrato. Egli è dunque presente in quell'alimento che sintetizza tutte le fatiche di ogni uomo e il suo estremo sacrificio comprendente l'incarnazione, la sua vita in obbedienza al Padre, il suo messaggio, la sua passione e morte, la sua Risurrezione. Si dona ad ogni uomo di buona volontà come alimento corporale e spirituale. Tramite esso ognuno di noi ha così la possibilità di divinizzarsi in Cristo. Assimila il suo corpo, la sua anima e la sua divinità per essere da Lui assimilato e partecipare così alla vita trinitaria come un altro Cristo. Diventa a tutti gli effetti figlio e coerede del Padre che spera la salvezza di tutti.

    Anche il vino presuppone molte operazioni significanti che Gesù considera nelle sue gesta e nelle sue parabole. E' Lui la vite e noi i tralci che devono portare frutto. L'uva è a sua volta composta di acini che, dopo la vendemmia, dovranno essere frantumati nel torchio. Il mosto dovrà fermentare in appositi contenitori fino alla trasformazione finale in vino, che richiede costanza, cautela, pazienza. Il vino è presente nelle nozze di Cana per significare la gioia degli invitati. E' chiaro il riferimento allo Spirito. Nell'ultima cena viene indicato come il sangue dello stesso Gesù Cristo versato per noi. E ci viene comandato di berlo. Bere il suo sangue significa ricevere la vera vita di Cristo attraverso lo Spirito, il quale rimette i peccati, rigenera gli animi, ricrea l'interiorità, trasmette la gioia e il senso del dono reciproco, fa della nostra stessa vita un sacrificio perenne gradito a Dio rendendoci simili a Lui e quindi veri figli adottivi.

    (Pier Angelo Piai)


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    Consiglia Elimina    Messaggio 14 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNStefanoS79 Inviato: 08/11/2002 18.10
    Avrei un osservazione da fare: se la presenza reale di Gesù nell'Eucarestia è un dato di fede così chiaro e certo, come mai appartiene solo alla fede di cattolici ed ortodossi e non anche alle altre chiese? ovvero come mai i Riformatori nel XVI secolo erano tutti d'accordo nel ritenere questo Sacramento non come il "vero corpo e il vero sangue" del Signore?
     

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    Consiglia Elimina    Messaggio 15 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 08/11/2002 20.26
    Domanda interessante.....
     
    Se leggi Lutero...Lutero credeva nella reale presenza di Cristo nell'Eucarestia....dopo aver affondato con il concetto della Sola Scriptura.....cominciò ad infastidire il termine TRANSUSTANZIAZIONE......che come abbiamo visto, comunaue...ha lo stesso identico sgificato del dire e credere che "accade un cambiamento nella sostanza delle specie"...come diceva Lutero....
     
    a cominciare a cambiare parere non fu Lutero...e nemmeno Calvino....dal momento che Calvino eredità la "teologia" di :

    Huldrych Zwingli

    .......che fu il Fondatore del protestantesimo svizzero...da dove Calvino gli successe dopo che Zwingli....morì sul campo di battaglia.....A Zurigo Zwingli introdusse la Riforma in maniera graduale, inizialmente addirittura con il consenso delle autorità cattoliche romane. Anzi, nel 1523 egli ricevette un'affettuosa lettera da parte del papa! Nel 1522 produsse il primo dei suoi numerosi scritti riformati, con cui le sue idee si diffusero in lungo e in largo per tutta la Svizzera. Entro la fine del 1525, la Riforma a Zurigo  era stata quasi del tutto portata a termine: la messa era stata abolita e sostituita da un semplice servizio eucaristico. Poiché anche altri cantoni svizzeri decisero di appoggiare la Riforma, la mèta di Zwingli di avere una Svizzera evangelica unita sembrava raggiungibile.(classica bramosia di superiorità...^_^) A tale scopo, egli formò un'alleanza di cantoni evangelici; ma i cantoni cattolici, sentendosi minacciati, formarono un'alleanza contrapposta. Ne scaturì una guerra, nel 1529. Dopo una breve tregua, i combattimenti ripresero nel 1531, e Zwingli stesso fu ucciso sul campo di battaglia, a Kappel. ...

    In pratica, Zwingli scoprì che cercare di ascoltare sinceramente la Parola di Dio non necessariamente poneva fine a ogni disaccordo. Si trovò infatti coinvolto in una controversia con altri due gruppi riformati riguardo alla natura dei sacramenti. Per cominciare, a Zurigo vi erano alcuni che volevano una riforma più radicale: non soddisfatti di una chiesa di stato riformata, chiedevano una chiesa libera, composta da cristiani impegnati, di cui si potesse entrare a far parte attraverso il battesimo da adulti. All'inizio, Zwingli e questi radicali avevano molto in comune; ma nel 1525 le cose precipitarono, e il consiglio municipale di Zurigo, con il consenso dello stesso Zwingli, istituì nei loro confronti delle misure repressive.(misure repressive?? eppure sono contestazioni mosse alla Chiesa Cattolica...e loro..con quale autorità imponevano misure restrittive? in base a che cosa? ad una interpretazione libera della Bibbia??^_^

    .....La seconda controversia — quella con Lutero — riguardava la presenza di Gesù Cristo nella Cena del Signore. Lutero, pur rifiutando la dottrina cattolica romana della  transustanziazione. continuava a credere nella presenza reale del corpo e del sangue di Cristo "in, con e sotto" le specie del pane e del vino. ( che in pratica è la stessa cosa...^_^)

    Nel 1524 Zwingli fu convinto dall'olandese Cornelius Hoen (Honius) ad abbandonare questo modo di pensare.(Dunque, si accusa la Chiesa Cattolica di interpretare la Bibbia, ma si accolgono pensieri di altri uomini..purchè contro la Chiesa??!!  Convinto da chi..da un Apostolo? e chi lo istruiva , quale autorità aveva??)

    Da allora in poi, infatti, rinnegò la dottrina della presenza reale e sostenne che il pane  e il vino sono semplici simboli del  corpo e del sangue di Cristo, chiudendo in definitiva ogni rapporto con Lutero.  Mediante l'azione dello Spirito Santo. Gesù Cristo è presente al servizio  eucaristico — ma quanto al suo corpo e al suo sangue, cioè la sua umanità, essi rimangono in cielo, alla destra del Padre. La Cena del Signore è una commemorazione di ringraziamento con la quale possiamo guardare all'opera di Gesù Cristo compiuta sulla croce. (Faccio notare che nei Vangeli si parla di MEMORIALE..prendete il vocabolario e guardate la differenza che c'è fra i due termini....perciò una traduzione volontaria del termine per convalidare una personale decisione.... )........

     
    Ora...Calvino ereditò queste teorie....se Zwingli non fosse morto...il Calvinismo si sarebbe chiamato: Zwinglianesimo....
     
    Comunque sia....caro Stefano...a rigor di logiga...spero che saprai guardare allstoria con onestà prima di cuore e poi di mente...come nasce realmente L'Eucarestia fin dagli inizi della Chiesa e con i Padri che la sostengono...e come è nato il dissenso dal quale lo stesso Lutero si dissociò.....
     
    Sia Lodato Gesù Cristo
     
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    00 9/13/2009 7:31 AM
    Elimina    Messaggio 16 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 08/11/2002 22.29
    Caro Stefano,
    penso che i "riformatori" proprio a partire dalla concezione sull'Eucarestia hanno messo a nudo la inconsistenza del principio "sola Scriptura", trovandosi praticamente di fronte alla impossibilità di definire con la sola Scrittura una realtà quale quella dell'Eucarestia, che in ogni caso appare molto chiara dai testi neotestamentari.
     
    Il motivo per il quale essi si sono trovati in questa confusione, secondo me, è che hanno voluto tagliare i collegamenti con le radici togliendo di mezzo tutto quello che costituiva il modo di rapportarsi ai testi biblici dei primi cristiani e di quelli dei secoli successivi; come se la prassi dei primi cristiani non sia per noi la testimonianza diretta della loro comprensione della Parola ad essi trasmessa tanto per iscritto che a viva voce da coloro che erano stati incaricati di predicare la salvezza a tutti i popoli.
     
    Nella sezione PATRISTICA, sto inserendo tutti i testi patristici relativi all'eucarestia per chi volesse avere uno sguardo di insieme.
    Con affetto
     
     


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    Consiglia Elimina    Messaggio 17 di 32 nella discussione 
    Da: Luce Inviato: 11/11/2002 13.16
    Salve al Gruppo.
    Il Mistero dei Misteri!
    Gino carissimo e Caterina, ma come pensavate di mettere per iscritto ciò che si nasconde dietro i veli eucaristici? Per me ci siete riusciti abbastanza bene!
     
    Quando Dio ha voluto svelarsi l'ha fatto, ma quando non vuole è perchè vuole il consenso da noi alla fede piena e incondizionata. Cercare dell'altro è un violare la privace di Dio che tutto si lascia fare dall'uomo, anche questo. Ma in fondo non si è lasciato uccidere dall'uomo?
    Siamo abituati ad una società che ci svela tutto e che pretendere di conoscere tutto, la clonazione tra poco apparirà come cosa vecchia, superata, tra qualche anno la meta è Marte!
    Abbiamo quasi raggiunto la triste realtà di sostituirci a Dio sia con la creazione della vita (la clonazione), ma con una contraddizione -l'ABORTO- attraverso al quale ci siamo -imposti- di dettare legge alla natura e alla volontà di Dio; siamo passati oramai a praticare l'eutanasia con la scusa di - non voler vedere più soffrire i nostri cari- ma è veramente questo il motivo, oppure è vero che quel paziente ricoverato era un intralcio alla nostra libertà?
     
    Tutto questo mi fa pensare a Dio che pur lasciando libero l'uomo di compiere i più atroci delitti,  non permette per fortuna, all'uomo di oltrepassare almeno questo limite che è per noi il Cibo della vita eterna!
     
    Signore Gesù, guardaci come siamo caduti in basso, guarda alle barriere che abbiamo imposto, tu sapevi tutto eppure hai ancora fiducia nell'uomo, lo ami, e per lui, per noi, per me, ti fai ogni giorno Cibo di salvezza!
    Gesù, con tutto il cuore ti prego, manda santi sacerdoti alla tua Chiesa,  donaci il pentimento per le tante cattiverie che commettiamo nei loro confronti, insegnaci a capire che dobbiamo anche meritarli questi sacerdoti che ci dispensano il Mistero della Redenzione.
    Abbi pietà di noi Gesù.
    Maria, Madre dei Sacerdoti e prima fra tutti ad aver portato nel tuo grembo immacolato il - Curpus Domini- aiutaci ad ottenere quanto ti chiediamo per la salvezza nostra e di tutti coloro che si dicono cristiani, eppur offendono la Grazia dispensatrice di Dio.
    Misericordia ha gridato Gesù che voleva da noi, e tu aiutaci ad essere misericordiosi ed ottienici da Lui la Misericordia del perdono.
    Amen
     
    Luce

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    Consiglia Elimina    Messaggio 18 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 8.51
    C'è un miracolo che si compie ogni volta che noi ci cibiamo del Corpo e del Sangue di Cristo, e sul quale magari non
    riflettiamo a sufficienza.
    Quel pane e quel vino sono il Corpo
    ed il Sangue di Gesù; assumendo queste due materie nel nostro corpo noi permettiamo che lo stesso Corpo e Sangue di Cristo si mescolino con le nostre cellule e il nostro sangue e formino una cosa sola;
    così che il nostro corpo e il nostro sangue hanno la stessa natura di Gesù Cristo, così che noi siamo una sola cosa con Gesù Cristo, un tutt'uno con Lui e con il Padre, insomma una cosa nuova.
    Che cosa sublime! Non sono più io, ma Dio stesso che vive con me;
    non ho più lo spirito di peccato e di menzogna che il demonio continuamente mi inietta nel cuore, ma un cuore nuovo
    abitato da Dio stesso!
    E se soffro, Dio soffre con e per me;
    e se gioisco, Dio stesso gioisce in me; e se sono in ansia, Dio stesso mi rincuora; e se sono disperato e senza
    scampo, Dio stesso mi guida!
    Fare questa esperienza, è vivere il Paradiso già qui in terra, cosa a cui siamo tutti chiamati.
    Ignorare questo miracolo, è come fare una vita da pezzentoni e da accattoni perché non abbiamo di che vivere, senza sapere che proprio nel giardino della nostra casa,
    è nascosto un tesoro di valore incalcolabile.
    E la Verità.....ci farà LIBERI.....
     
    Con affetto, C.
     

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    Numero di iscritti che ha consigliato questo messaggio. 0 suggerimenti  Messaggio 19 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNStefanoS79 Inviato: 27/11/2002 20.10
    Questo messaggio è stato eliminato dal gestore o dall'assistente gestore.

    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 20 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 23.12
    Stefano....non so se ti sei accorto....ma questo forum è di condivisione......Ti piacerebbe se uno che non conosci...venisse all'improvviso a casa tua e pretendesse di dirti come sistemare la casa, come vestirti..come lavarti.....e che ti dicesse tutte le cose che non gli piacciono? o che ti controllasse le spese che fai, il letto dove dormi ecc...?....ecco....credo che tu comprenda cosa vuol dire la parola RISPETTO...ti definisci cristiano...ma lo stai dimostrando ben poco......hai deciso di fare il bambino e te lo lasciamo fare......fino a che punto vuoi andare avanti?
     
    Il tuo messaggio NON è stato censurato lo trovi qui:   .....La Messa; l'Eucarestia^_^....
    ci sono ben 75 interventi......un pò di tutti....così hai più possibilità di trovarti le risposte al testo che hai inserito.....
    qui facesti una domanda...ed io ti risèposi....poi sei sparito......ora sei tornato alla carica agguerrito e sul piede di guerra....cosa speri di ottenere?
     
    Nel Regolamento c'è anche scritto di trattare un argomento alla volta...sai...abbiamo una vita quotidiana anche noi....e non possiamo starti dietro a cambiarti il pannolino ogni ora.....
    Leggi ogni tanto.....un pò di tutto però...che ti fa anche bene.....
     
    C.

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    Consiglia Elimina    Messaggio 21 di 32 nella discussione 
    Da: cristianocattolico Inviato: 29/11/2002 10.20
    Pace a voi tutti fratelli,
    l'Eucarista fa la Chiesa, e ci fa partecipi della vita eterna, ci mette a contatto intimo con Gesù che si dona a noi con  l'Eucaristia.
    Ma spesso (troppo spesso) questo grande mistero (sacramento) perchè sacramento significa mistero, non viene capito da alcuni, anzi viene addirittura calpestato, e noi cattolici veniamo chiamati idolatri, perchè adoriamo Gesù Eucaristia. Che il Signore illumini questi nostri fratelli ciechi.
     
    Le parole di Gesù, sono spirito e vita, cioè sono dette per noi uomini fatti da “spirito e vita”, anche Gesù era composto da Spirito e vita, cioè era un uomo composto dallo Spirito e dalla vita (spirito e vita=carne viva=uomo, cioè Gesù parlò con parole umane) e il pane dopo la consacrazione diventa Spirito e vita, cioè tutto l’essere di Gesù,  “se le ascolterete e le comprenderete avrete la vita in voi, perché comprendendole mangerete la mia carne e berrete il mio sangue” questo ha inteso dire Gesù con quelle parole.
    In Giudici 15,19 Sansone bevve, il suo spirito si rianimò, ed egli riprese vita, cioè il suo corpo continuò a vivere, essendo l’uomo composto da spirito e vita, intrinsecamente legati tra loro.
    2 Mac 7,22-23 «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato lo spirito e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. 23Senza dubbio il creatore del mondo, che ha plasmato alla origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo lo spirito e la vita, come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi».
    Is 38,16 “Signore, in te spera il mio cuore; si ravvivi il mio spirito. Guariscimi e rendimi la vita.”
    Anche in 2° Maccabei e in Isaia vediamo che “spirito e vita” indicano l’uomo in se stesso, l’uomo composto da spirito e vita, l’uomo non può essere tale se gli manca una delle due componenti, Isaia sperando nel Signore dice, si ravvivi il mio spirito, ma subito dopo aggiunge: guariscimi e rendimi la vita, perché l’uomo è spirito e vita, ha bisogno sia dello spirito che della vita, quindi Gesù dicendo: “le mie parole sono spirito e vita”, sta dicendo che le sue parole sono umane e per gli umani, quindi i discepoli avevano inteso bene quelle parole, non  ne capivano il profondo significato, ma avevano ben sentito; le sue parole indicano che Lui si presenta in tutto se stesso, Spirito e vita nell’Eucaristia, cioè quelle parole indicano qualcosa di spirituale, di trascendentale e quindi di poco comprensibile, ma sono umane, e gli umani sono composti da spirito e vita, quindi i discepoli hanno ben capito che Gesù indicava di mangiare la Sua “carne” e, Gesù conferma ulteriormente il significato di quelle parole, dicendo che il significato è umano, cioè si era espresso in un linguaggio umano, senza usare similitudini, i discepoli forse cercano di intuirne il significato spirituale, ma Gesù ribadisce che hanno ben capito, perché si è espresso in senso umano “le parole che vi ho detto sono spirito e vita” cioè sono precise e  umane, “e avete perfettamente compreso quello che intendo dire nonostante non ci credete perché la vostra mente non arriva a comprendere come ciò possa avvenire”, bisogna notare che la parola, “sono spirito e vita…”  “spirito” è scritta in minuscolo, mentre “lo Spirito che vivifica…” è scritto in maiuscolo perché indica lo Spirito di Dio, “é lo Spirito Santo che vivifica..”, cioè che rende “vivi” il pane e il vino, la carne non giova a nulla, cioè non è l’uomo (presbitero) che può trasformare il pane e il vino, in vero corpo e vero sangue, ma è lo Spirito Santo che opera questo mistero eucaristico.  Questo ha inteso dire Gesù ai suoi discepoli con quelle parole, molti dei quali non si fidarono, non ebbero fede in Lui e si allontanarono, ma gli apostoli, anche non comprendendo (in quel momento) ebbero fede, di fidarono di Lui, e rimasero con Lui. Fu dopo lo Spirito Santo a rivelare loro il vero significato del mistero Eucaristico.
     
    Preghiamo il Signore affinchè i fratelli protestanti possano comprendere il vero valore dell'Eucaristia.
     
    Pace
    Salvatore
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    00 9/13/2009 7:31 AM
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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 20/09/2005 11.19
    Pseudo-Dionigi Areopagita, La gerarchia ecclesiastica, 2,2.12-14

    Il vescovo, finita la sacra preghiera davanti all'altare divino, da lì comincia l'incensazione e procede per tutto l'ambito del luogo sacro. Ritornando poi all'altare divino, dà inizio al canto sacro dei salmi, e tutta l'assemblea, distinta nei sacri ordini, ne canta con lui le sacre parole. Poi ha subito luogo la lettura delle sacre Scritture da parte dei ministri, terminata la quale, escono dal sacro edificio i catecumeni, e inoltre gli ossessi e i penitenti: restano invece coloro che sono degni di contemplare e partecipare ai misteri divini.
     
    Alcuni ministri restano presso le porte chiuse del santuario, gli altri compiono le funzioni proprie del loro ordine. Quelli che sono nei gradini più alti della gerarchia liturgica, insieme con i sacerdoti pongono sull'altare divino il sacro pane e il calice di benedizione, dopo che tutta l'assemblea ecclesiale ha innalzato l'inno di lode universale. Il vescovo, ripieno di Dio, lo conclude con una preghiera sacra e annuncia a tutti la santa pace. Mentre tutti si baciano si conclude la mistica lettura delle sacre pagine.

    Dopo che il vescovo e i sacerdoti si sono lavati le mani con l'acqua, il vescovo sta al centro dell'altare divino e con lui solo i sacerdoti e i ministri di ordine più elevato. Dopo aver inneggiato ai sacri doni di Dio, consacra i divinissimi misteri e mostra a tutti le realtà che celebra, giacenti sotto i sacri simboli; mostrati i doni dell'azione divina accede egli stesso alla sacra comunione con essi, e invita gli altri. Ricevuta e data la divinissima comunione, si abbandona al santo ringraziamento. E mentre la massa sa solo contemplare devotamente i simboli divini, egli, per lo spirito divinissimo, si innalza in beate e spirituali contemplazioni sulle origini sante dei sacramenti, come si addice alla sua dignità gerarchica nella purezza del suo stato di divina contemplazione...
    Come potrebbe attuarsi in noi la divina imitazione altrimenti che con la memoria delle sacre opere di Dio, continuamente rinnovata dalle parole e dalle azioni sacre dei vescovi?
     
    Facciamo dunque questo in memoria di lui, come dicono le sacre parole (cf. Lc 22,19). Per questo il divino vescovo, in piedi al centro dell'altare di Dio, inneggia alle opere sacre e divine di Gesù, opere da lui compiute per divinissima provvidenza verso di noi, per la salvezza della nostra stirpe, secondo il beneplacito del Padre sacrosanto nello Spirito Santo, come dicono i sacri eloqui.
     
    Conclusa la lode (alle opere di Dio) e immersosi con gli occhi dello spirito nella loro contemplazione veneranda e spirituale, procede alla loro mistica consacrazione secondo l'istituzione divina. Perciò, dopo i sacri inni alle opere divine, con devozione e, come si addice a un vescovo, si scusa per le sacre azioni da lui compiute, che tanto superano la sua dignità e anzitutto eleva a Cristo la pia esclamazione: Tu hai detto: Fate questo in memoria di me! (Lc 22,19). Poi prega di diventar degno di tali sacre azioni in cui si imita Dio e di celebrare i divini misteri a imitazione di Cristo e distribuirli con purezza e anche che i partecipanti vi prendano parte con degna devozione.

    Compie allora l'atto più sacro [la consacrazione], e mostra l'oggetto della sua lode per mezzo dei sacrosanti simboli che ha innanzi a sé: il pane era coperto, e lo scopre; era intero e lo divide in molti pezzetti; allo stesso modo distribuisce a tutti il contenuto del calice. Amplia così e distribuisce simbolicamente l'unità portando a termine in loro il sacratissimo sacrificio.
     
    Infatti la natura unica, semplice e nascosta di Gesù, Verbo divinissimo, umanandosi come noi, per la sua bontà e il suo amore per gli uomini, procedette nella realtà composta e visibile senza mutazione alcuna e operò, per sua bontà, la nostra comunione e unità con lui, fondendo in sommo grado la nostra bassezza alla sua divinità, affinché anche noi, come membra del corpo, fossimo a lui stretti, alla sua vita immacolata e divina, e non fossimo travolti nella morte dalle passioni rovinose, diventando così inetti, disadatti e incapaci di queste membra sane e divine.
     
    Infatti, se aspiriamo alla comunione con lui, dobbiamo contemplare la sua vita divinissima nella carne e, imitando la sua santa impeccabilità, sollevarci a uno stato divino e immacolato. In tal modo egli ci donerà la comunione e la somiglianza a lui, come a noi si addice.
     
    Questi sono i misteri che il vescovo con gli atti liturgici manifesta quando scopre i doni nascosti, ne divide l'unità in molte parti e attraverso l'intima unione dei doni distribuiti con la persona dei riceventi, rende questi ultimi così sommamente partecipi. Egli attraverso queste cerimonie sensibili ci pone davanti agli occhi Gesù Cristo, l'immagine della nostra vita spirituale. Egli dal profondo della sua divinità per amore degli uomini si umanò pienamente come noi, senza mescolanza alcuna e senza dividersi, nell'unità della sua natura scesa nella nostra molteplicità e nella sua molteplice clemenza invitò il genere umano a partecipare dei suoi beni.
     
    A condizione, però, che ci uniamo alla sua vita divina, conformandoci ad essa in quanto ci è possibile, rendendoci così pienamente partecipi di Dio e delle realtà divine.

    Dopo che il vescovo ha assunto ed elargito agli altri la divina comunione si dedica alla fine, insieme con tutta la sacra assemblea ecclesiale, al santo ringraziamento. La partecipazione precede il far partecipare e l'assunzione dei misteri precede la loro mistica distribuzione: è questo l'ordine universale e mirabile delle realtà divine: che il capo prima partecipi pienamente e gusti i doni che, per volere divino, deve distribuire, e solo dopo li porga agli altri.
     
    Perciò quelli che temerariamente abusano del divino magistero prima di essersene resi degni per la vita e per lo stato, sono da reputare empi e assolutamente estranei ai sacri uffici. Come ai raggi del sole i corpuscoli minutissimi e trasparenti prima si riempiono di splendore irradiato, poi, come piccoli soli, trasmettono agli altri oggetti la luce che da loro trabocca, così nessuno deve osare di guidare gli altri alla luce divina, se in tutto il suo essere non si è reso perfettamente simile a Dio, e se, per ispirazione e decisione divina, non è stato a quel compito di guida dichiarato idoneo.
     
    **************************
     
    Vissuto verso la fine del V secolo, quando ormai il cristianesimo era la religione ufficiale dell’impero, Dionigi fu un convinto neoplatonico convertito al cristianesimo e desideroso di determinare un punto di convergenza fra la nuova fede e l’ultima grande filosofia pagana. 
    Nella sua dottrina si possono rintracciare i temi centrali del neoplatonismo procliano: 1) Dio (l’Uno di
    Proclo) è al di là dell’essere e del conoscere, assolutamente altro, ineffabile. È principio sovraessenziale che risiede nelle tenebre, la “tenebra divina” che è “luce inaccessibile”. Conoscere Dio è non conoscere, negare cioè ogni categoria logica e ontologica; 2) la struttura gerarchica della realtà che deriva per emanazione da Dio e che si articola in una serie di gradi ontologici che trovano la loro fondazione nel processo di comunicazione della bontà divina e la loro perfezione nel ritorno a Dio, che è Bene e Uno; 3) l'unione (hènosis) dell'anima a Dio mediante l'estasi, vale a dire uscendo da sé stessi e appartenendo totalmente a Dio. 

    Nel processo creativo, o emanazione, Dio si manifesta: è quindi possibile attribuire a Dio tutti gli aspetti, gli attributi degli esseri creati. Secondo questo metodo si costituisce la teologia affermativa o catafatica che applica a Dio le affermazioni particolari relative agli esseri (Dio è bontà, bellezza, essere, vita, etc.). Ma nessun nome intelligibile può designare propriamente ciò che Dio è, poiché è al di sopra di tutti gli esseri creati designati da questi nomi. La teologia affermativa deve pertanto cedere il passo a quella negativa o apofatica, alla via, cioè, che procede per negazione, così da negare di Dio ogni cosa che possa dirsi delle creature (Dio non è essere, non è vita, non è luce, etc.): questo è il metodo più proprio per parlare di Dio e risalire a lui nelle "tenebre" della sua "luce inaccessibile". Secondo Dionigi, infatti, queste negazioni devono essere intese non già in senso privativo, bensì in senso trascendente, e per questo motivo la teologia negativa può essere concepita come super-affermativa: ad esempio, Dio è super-bene, super-essere, super-vita. 
    Poiché Dio è assolutamente estraneo ad ogni forma di conoscenza perché al di là di ogni
    affermazione e negazione, e quindi al di fuori di ogni discorso razionale, solo chi supera ogni forma di conoscenza può unirsi al principio del tutto, all'Uno inconoscibile: "Proprio perché non conosce più nulla, conosce al di sopra dell'intelligenza". Al vertice del processo apofatico resta una conoscenza che non è conoscenza, una visione soprarazionale nelle tenebre: "La tenebra divina è luce inaccessibile in cui si dice che risieda Dio". Quindi nella "totale assenza di parole e di pensieri" si realizza l'unione (hènosis) della mente umana con l'Uno.  L'uomo per conoscere Dio si deve unire a Dio, e perché ciò sia possibile deve uscire da sé stesso e diventare uno con Dio mediante l'estasi. La conoscenza di Dio presuppone, pertanto, la divinizzazione dell'uomo.

    La tradizione mistica medievale attingerà sempre a Dionigi i grandi temi della ineffabilità divina, della tenebra luminosissima, dell'unione con Dio nell'assenza di ogni conoscenza, nell'unità semplicissima della mente umana. 

    ----------------------------
    Nota bibliografica:
    Dionigi Areopagita, Tutte le opere, Milano: Rusconi, 19973
    Ysabel de Andia, L'union à Dieu chez Denys l'Aréopagite, Leiden-New York-Köln: Brill 1996

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    Da: Soprannome MSN°Angelo Inviato: 20/12/2005 22.12
    E' corretto dire:
     
    Noi crediamo nella Consustanziazione: Gesù è presente nel pane e nel vino, ma questi elementi non sono Gesù. (?punto di domanda)
     
    Per noi Cattolici non è corretto.
     
    "consustanziazione" , è un termine che non esiste nelle Scritture come la Trinità. Sono termini coniati dalla Chiesa, che in teoria i protestanti e i pentecostali che li usano, neppure dovrebbero prenderli in considerazione dal momento che sono termini nati dalla decisione dei vescovi e approvati o disapprovati dal Papa di turno.
    Transustanziazione coniato per la prima volta ad uno dei quattro Concili lateranensi dell'anno Mille (fino ad allora si diceva solo "cambia la sostanza ma non mutano le apparenze" espressione che ha trovato consenso nella Chiesa con il termine Transunstare, ossia "cambia la sostanza ma non le apparenze"), venne reso ufficiale al Concilio di Trento perchè non si trovava nessun altro termine adatto a descrivere che cosa avviene nell'Eucarestia. E' un mistero come avvenga ed è un prodigio che non essendo umano, non trova neppure un termine umano adatto alla comprensione.
    consustanziazione è il termine adottato dai calvinisti del periodo dopo Lutero (il quale credeva ancora in un primo tempo alla Transustanziazione) insieme alla Chiesa Anglicana. Perciò se si crede alla Consustanziazione o si è calvinisti o  anglicani, scegliete voi, ma cercate di essere coerenti.
     
    Le stesse catechesi di oggi, protestanti, convergono a proteggere il termine consustanzia perchè per parlare di Transustanziazione occorrerebbe rivedere anche il ruolo del sacerdozio, abusivamente eliminato da Lutero.
    Di conseguenza così credendo, si finisce per essere alla base luterani perchè prima di lui nessuno aveva dubitato del presbitero (anche il termine fu tolto da Lutero e Calvino ma mantenuto dalla Chiesa Anglicana e successivamente in America mantenuto in ambiente protestante ad opera degli Episcopali nati da loro), termine che infatti non viene usato dai Pentecostali ma che è presente fin dal primo secolo.
    Ora, dicendo:
     
    Gesù è presente nel pane e nel vino, ma questi elementi non sono Gesù.
     
    rischieremo di vivere una idolatria, per noi neppure i santi sono "presenti nelle statue" sapendo perfettamente che quelle statue non potrebbero mai essere quel santo.
    Nell'Eucarestia avviene una mutazione, e a quanto è stato già detto in questo forum: il pane resta pane, ma la sostanza che compone ciò che noi vediamo muta si trasforma nel vero Corpo e nel vero Sangue di Gesù solo perchè crediamo alle sue parole e crediamo che quel che ha detto è la verità:
     
    26 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». 28 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29 Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».
    30 Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; 33 il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». 34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. 36 Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, 38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. 40 Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
     
     
    Chi crede nella consustanziazione commette una eresia. I protestanti e i pentecostali dicono che quel cibo che non perisce è la Parola, ed anche noi crediamo che sia la parola, tuttavia qui Gesù non sta parlando delle Scritture nè della sua parola verbale, ma parla della manna caduta dal cielo e parla del suo Corpo dato in cibo e nutrimento sul quale, dice: su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo.
     
    Il sigillo sono le sue parole, parola che non perisce e che è la verità e che dice:
     
     
    48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
    52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
     
    59 Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. 60 Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». 61 Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62 E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? 63 È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65 E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
    66
    Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
    67
    Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69 noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 70 Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.
     
     
    Se questi elementi, come sostengono i protestanti e i pentecostali, non fossero veramente Gesù seppur nulla muta nelle sembianze, vivremo tutti una illusione della Parola di Cristo e tutta la sua Parola assumerebbe esclusivemente contorni di apparenza, simbolismo, ma nulla di vero, nulla di reale ma solo consustanziale, ossia solo simbolico. Non sarebbe più un culto a Dio, ma sarebbe idolatria dove sarebbe l'uomo a procurare l'illusione di una presenza consustanziale e non sarebbe più ad essere Cristo che invece dice: Questo vi scandalizza?
     
    67 Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69 noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 70 Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!».
     
     «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
     
    O questo cibo è vera carne oppure Gesù avrebbe mentito, terza ipotesi: protestanti e pentecostali hanno capito male!
     
    Sia lodato Gesù Cristo!
     
    (A Dio piacendo starò fra di voi dopo il giorno 7 gennaio)
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    00 9/13/2009 7:32 AM
     Messaggio 24 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 21/12/2005 12.15
    Questo messaggio è stato eliminato dal gestore o dall'assistente gestore.

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    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 21/12/2005 12.33
    Questo messaggio è stato eliminato dal gestore o dall'assistente gestore.

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    Consiglia Elimina    Messaggio 26 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 21/12/2005 12.36
     ritrascrivo il mio messaggio precedente in cui vi era una frase espressa male:
     
     
    e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Gv 6,51

    Ecco come noi realmente dobbiamo considerare quel pane che viene consacrato: la CARNE di Cristo. In quel pane egli ci dona veramente la sua Carne. E come potrebbe essere la Carne di Cristo se fosse ancora semplicemente e solo pane ?

    Le sue parole erano chiare, tanto chiare che proprio per questo tutti lo abbandonarono e perfino gli apostoli ne rimasero turbati.

    Ma rimasero fermi nella sequela di Gesù e udirono l'adempimento di queste parole quando Gesù solennemente proferì

    QUESTO E' IL MIO CORPO...QUESTO E' IL MIO SANGUE.
     
    Continuare a sostenere che queste parole sono solo simboliche significa di fatto :
    -arrogarsi il diritto di interpretare le Scritture senza averne il diritto.
     
    -annullare con la propria interpretazione la portata delle parole chiare di Cristo.
     
    -Non credere che la potenza di Dio possa operare questo miracolo, assumendo gli elementi materiali del pane per farne il proprio Corpo.
     
     
    Con affetto

    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 27 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNSoloGesùSalva Inviato: 21/12/2005 12.51
    La pace a tutti, da Michele.
     
    Mi potreste segnalare dei testi ufficiali che indichino la differenza dei due termini?
     
     
    che il Signore ci illumini tutti.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 28 di 32 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNIoFrancesco21 Inviato: 14/02/2006 9.20
    Riporto anche qui questo significativo intervento dell'Antonella, tratto dal forum Culto a Dio, visto che qui si parla della transustanziazione, penso che sia più utile anche qui dentro.
     
    Da: Roma Inviato: 14/02/2006 3.34
     Buona sera (o buona notte) a tutti.
    Ho postato un pò di materiale e benchè vi leggessi dal 2002, chiedo scusa se ho deciso di intervenire solo ora.
    Ritengo da parte mia di potervi dare un piccolo contributo al già potenziale rendimento che qui è presente.
     
    Sono una laica come molti e fra i tanti, in ambito ecclesiale sono appassionata della Chiesa non meno e non più di come lo siete voi qui che mi avete dato, in tante letture, molto da meditare e da imparare.
     
    Vorrei arricchire questo therad specificando l'evoluzione che ha avuto il Tabernacolo. Se i moderatori lo ritenessero comunque possibile di spostamento altrove, saranno naturalmente liberi di farlo.
     
    Innanzitutto è opportuno fare chiarezza: il tabernacolo è una istituzione ufficiale  al Concilio di Trento (XVI secolo), ma questo non significa che fino alla fine del 1500 il Tabernacolo nelle chiese cattoliche non avesse acquisito  pienamente la sua importanza che verrà appunto determinata (ufficializzata) dalle affermazioni dello stesso Concilio sul termine "Transustanziazione" a causa dell'eresia Protestante.

    L'istituzione del Tabernacolo per contenere la riserva eucaristica è legata non solo a ragioni teologiche, ma anche a questioni culturali e contingenti ad una evoluzione del tutto naturale: come per le Sacre Scritture l'apprendimento e la scoperta del suo contenuto camminano con le generazioni, così anche il culto a Dio ha subito delle modifiche nel tempo, ma questo non deve scandalizzare poichè un conto è l'evoluzione del Culto, altra cosa è il cambiare dottrine come è accaduto nel Protestantesimo.
     
    Nei primi secoli del cristianesimo il problema del Tabernacolo non si poneva nemmeno perchè nelle assemblee veniva diviso il pane fra tutti i fedeli, e non restava nulla; venivano messe da parte alcune porzioni che venivano mandate ai malati tramite i diaconi non appena l'assemblea si scioglieva.

    Questa usanza è testimoniata dal termine stesso "Messa", che deriva dalla locuzione finale "ite, missa est", ossia "andate, atto di congedare", e che col tempo ha assunto il significato, non propriamente corretto, di "la messa è finita" per indicare la fine della celebrazione.

    La parola "messa" nasce come atto di "congedare" è vero, ma si usava per i catecumeni e i penitenti i quali, come suggerito dalla stessa Didachè, non essendo ancora Battezzati (e i penitenti dovevano scontare la loro penitenza) non prendevano parte all'Eucarestia e dunque venivano congedadi prima, dopo la lettura delle Scritture. Con il tempo, e siamo già circa al III sec. si perfeziona "ite missa est", ossia dal "rendimento di grazie (gr. eukaristein) che avete ricevuto, l'assemblea è sciolta per portare Cristo nel mondo" .

    Il termine "Eucaristia" designava quindi tre realtà:
    la "conoscenza delle Scritture mediante l'ascolto della Parola";
    la "condivisione delle offerte che i fedeli portavano o in danari o in vestiario o in cibo";
    la "comunione" con
    la preghiera eucaristica (altrimenti detta Canone).
    Appunto: la Messa che si faceva la Domenica, ogni Domenica mentre i presbiteri la facevano più volte insieme al vescovo a seconda delle necessità.

    Presto la preghiera eucaristica, a partire all'incirca da Tertulliano (II sec.), verrà chiamata "sacrificiorum orationes", preghiere del/i sacrificio/i.

    Ad un certo punto, l'Eucaristia non venne più portata agli assenti immediatamente dopo la celebrazione, anche a causa delle persecuzioni, per cui sorse la necessità di conservare in un apposito luogo i resti del pane consacrato destinati ai malati e ai prigionieri affinchè non andassero a male; così essi venivano riposti in ceste o altri contenitori e tenuti in vari luoghi (generalmente armadi) con grande devozione e rispetto, tanto da designare gli stessi diaconi alla loro custodia.

    Inoltre, nelle chiese i fedeli portavano essi stessi i pani, i quali venivano raccolti in grossi cesti che il sacerdote ridistribuiva al momento dell'Eucarestia: ciò era fatto apposta perchè la comunità ricevesse da Dio lo stesso pane che aveva portato.


    Ovviamente, poichè i pani non erano azzimi ma lievitati, nelle ceste rimanevano una grande quantità di briciole, che finivano gettate via o agli animali da cortile, seppur consacrate.

    Questo non perchè all'epoca non si avesse riverenza verso il Corpo del Signore (anzi), ma perchè la mentalità comune dell'epoca non aveva ancora maturato il modo di procurarsi un pane che non sbriciolasse e che si potesse conservare. Si ripristina così l'uso antico del "pane azzimo", senza mollica e di gran lunga più facile da custodire.
     
    Apro un inciso: il termine "Ostia" venne adoperato dalla Chiesa per designare l'Eucarestia perchè il suo significato originale usato dai romani, stava ad indicare il sacrificare alla divinità i nemici presi in guerra.
    L'offerta dei romani, i pagani, alla divinità  consisteva in un agnello sacrificale che veniva identificato appunto come "ostia" alla quale vi accostavano il termine "vittima" indicato nei nemici da sconfiggere propiziandosi il favore degli dèi. Questo rituale si svolgeva anche con un "rendimento di grazie (eucarestia dal termine greco) in caso di vittoria sul nemico. Quindi l'agnello era l'ostia che veniva sacrificato agli dèi come augurio per la battaglia, il toro o un bue come "vittime" per ringraziare gli dèi in caso di vittoria.
     
    Con il Cristianesimo dei primi secoli tale termine, Ostia, passa a significare il simbolico  "pane" ( e non simbolico Corpo) che il sacerdote consacra quale vero Corpo di Cristo, unica e vera Vittima sacrificale per la salvezza degli uomini.
    Il Protestantesimo sbagliò nel parlare dell'Eucarestia quale "simbolo" usando spesso i Padri che usano il termine "simbolo" perchè essi stessi non conoscevano probabilmente le usanze dei romani e le terminologie dei primi secoli, conoscenze maturate del resto in questi ultimi due secoli attraverso i quali abbiamo imparato anche a scoprire come il significato dei termini si sia evoluto. Il termine "simbolo" veniva usato dai Padri per indicare il "pane" e non il Corpo del Signore nel Pane consacrato!
     
    Il Tabernacolo perciò, non fu una invenzione della Chiesa la quale attraverso l'ispirazione avuta dai Padri della Chiesa, ritorna più semplicemente ad usare il termine biblico nel quale il Tabernacolo era appunto la tenda nella quale era conservata l'Arca del Signore. Da qui, giungere ad usare il Tabernacolo per conservare gli avanzi dell'Eucarestia, il passo è breve! L'Ostia sostituisce il pane comunemente inteso favorendo non solo la praticità e la conservazione, ma anche quel pensiero che preoccupava i vescovi: le briciole che cadevano in terra.
     
    Con san Tommaso D'Aquino abbiamo la così detta "epoca d'oro" dell'Eucarestia per la quale egli ne divenne il grande teologo che non solo la "spiegò", ma ne divenne il maggiore  cantore. Nascono con lui gli "Inni Eucaristici", famoso il Tantum Ergo e Adoro te devote latens Deitas, da lui composti. San Tommaso d'Aquino (1221-1274), per ordine del Papa, compone ai piedi del Tabernacolo l'Ufficio e la Messa del SS. Sacramento.
     
    Siamo così giunti alla conclusione di questo percorso eucaristico.
     
    Se vi piacciono gli acrostici, eccone uno con l'Eucarestia:
     

    Una salvezza per le nostre anime

    Cristo Gesù. Tu

    Amando tanto gli uomini e

    Rinunciando alla vita

    Elevi ogni cuore

    Sopra i peccati del mondo

    Ti porto con me tra

    I miei giovani giorni

    Ancora da vivere nella fede e nell’amore

    Gesù istituì l'Eucaristia quando, durante l'Ultima Cena, distribuì agli apostoli il pane e il vino e ordinò di ripetere quel gesto "in memoria di me" (Luca 22:17-20; Corinzi 1, 11:23-25). Tale gesto fu compiuto nel contesto di una cena pasquale ebraica, nella quale si ricordava la liberazione dall'Egitto e l'Alleanza di Israele con Dio. Gesù nel benedire il pane e il vino annunciava e interpretava la sua passione e il senso della sua morte, suggello della "nuova alleanza" nel suo sangue.

    La Chiesa, fin dalle origini, ha ripetuto questo rito come memoriale (cioè ci ritroviamo come duemila anni fa ai piedi della Croce  per vivere il rituale della salvezza) della croce di Cristo, del suo sacrificio per la salvezza degli uomini.

    L'uso di consumare pasti in memoria del Signore e la convinzione della presenza di Cristo allo "spezzare il pane" erano universali nella Chiesa primitiva e rito fondamentale della comunità cristiana.

     
    Per i teologi della Chiesa antica le parole di Gesù "Questo è il mio corpo" e "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue" (Luca 22:19-20) sono spiegazione sufficiente della trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo semplicemente perchè crede che le parole di Gesù sono la Verità, la Via e la Vita!
     
    L'Eucarestia è così da sempre: Verità, Via, e Vita.
     
     
    Un caro saluto a tutti, da Antonella.
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    00 9/13/2009 7:32 AM
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    Da: Soprannome MSNIoFrancesco21 Inviato: 14/02/2006 9.25
    Da: <NOBR>Soprannome MSNSoloGesùSalva</NOBR> Inviato: 21/12/2005 12.51
    La pace a tutti, da Michele.
     
    Mi potreste segnalare dei testi ufficiali che indichino la differenza dei due termini?
     
     
    che il Signore ci illumini tutti.
     
     

    La Pace del Risorto.

    Caro Michele, forse ai gestori era sfuggita questa domanda? Ti passo quello che mi passò Caterina a suo tempo.

    Si tratta della enciclica di Paolo VI:

    Mysterium fidei - 3 settembre 1965

    che dice:

    Tuttavia, fratelli venerabili, non mancano, proprio nella materia che ora trattiamo, motivi di grave sollecitudine pastorale e di ansietà, dei quali la coscienza del nostro dovere apostolico non ci permette di tacere. Ben sappiamo infatti che tra quelli che parlano e scrivono di questo sacrosanto mistero ci sono alcuni che circa le messe private, il dogma della transustanziazione e il culto eucaristico, divulgano certe opinioni che turbano l’animo dei fedeli ingerendovi non poca confusione intorno alle verità di fede, come se a chiunque fosse lecito porre in oblio la dottrina già definita dalla chiesa, oppure interpretarla in maniera che il genuino significato delle parole o la riconosciuta forza dei concetti ne restino snervati. Non è infatti lecito, tanto per portare un esempio, esaltare la messa così detta "comunitaria" in modo da togliere importanza alla messa privata; né insistere sulla ragione di segno sacramentale come se il simbolismo, che tutti certamente ammettono nella ss. eucaristia, esprimesse esaurientemente il modo della presenza di Cristo in questo sacramento; o anche discutere del mistero della transustanziazione senza far cenno della mirabile conversione di tutta la sostanza del pane nel corpo e di tutta la sostanza del vino nel sangue di Cristo, conversione di cui parla il Concilio di Trento, in modo che essi si limitino soltanto alla "transignificazione" e "transfinalizzazione" come dicono; o finalmente proporre e mettere in uso l’opinione secondo la quale nelle ostie consacrate e rimaste dopo la celebrazione del sacrificio della messa nostro Signore Gesù Cristo non sarebbe più presente. Ognuno vede come in tali opinioni o in altre simili messe in giro la fede e il culto della divina eucaristia sono non poco incrinati.

    Affinché dunque la speranza, suscitata dal concilio, di una nuova luce di pietà eucaristica, che investe tutta la chiesa, non sia frustrata e inaridita dai semi già sparsi di false opinioni, abbiamo deciso di parlare di questo grave argomento a voi, venerabili fratelli, comunicandovi sopra di esso il nostro pensiero con apostolica autorità. Certamente noi non neghiamo in coloro che divulgano tali opinioni il desiderio non disprezzabile di scrutare un sì grande mistero, sviscerandone le inesauribili ricchezze e svelandone il senso agli uomini del nostro tempo; anzi riconosciamo e approviamo quel desiderio; ma non possiamo approvare le opinioni che essi esprimono e sentiamo il dovere di avvisarvi del grave pericolo di quelle opinioni per la retta fede.

     

    Sia lodato Gesù.


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    Da: Soprannome MSN--_-_Cristiano_-_-- Inviato: 16/02/2006 22.20
    Questo messaggio è stato eliminato dal gestore o dall'assistente gestore.

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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 16/02/2006 22.46
    Cristiano (non Alfonso) il tuo messaggio NON è stato censurato, ma è stato spostato qui:
     
     
    una cosa è certa...per uno che NON crede che il Battesimo SALVA  quando Pietro lo diche LETTERALMENTE.......difficile sarà fargli capire che quando uno prende il CORPO DEL SIGNORE, ESENDO UN CORPO VIVO...ESSO CONTIENE ANCHE IL SANGUE.........ma è evidente che non c'è volontà di apprendere..........comunque qui il dialogo è sulla Transustanziazione, per il resto lo si discuta nell'altro forum Grazie........
     
    Fraternamente Caterina
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    00 9/13/2009 7:33 AM
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    Da: gioiso Inviato: 17/02/2006 9.42
    L'Eucarestia nei primi secoli

    Home

    La rubrica Apologeticum è apparsa dal settembre 1999 all'agosto 2001 sul periodico toscano Il Valdarno e sugli altri settimanali ad esso collegati, per un totale di quasi novanta articoli. Qui di seguito ne verranno riproposti alcuni, in una stesura che – in taluni casi – potrà essere diversa (di solito più ampia). Cominciamo con quelli aventi per tema l'Eucaristia. Al termine dell'articolo vengono segnalati gli eventuali testi su cui mi sono basato o dai quali ho tratto informazioni (oltre alla Bibbia, ovviamente, i cui brani sono tratti dalle edizioni con testo ufficiale CEI).

    Leggende nere


    C'è una leggenda piuttosto radicata anche all'interno del mondo cattolico, la quale vuole che la Chiesa primitiva fosse molto più pura di quella di oggi e ben più fedele agli insegnamenti di Cristo di quanto non lo sia la Chiesa cattolica dei nostri tempi.

    In altre parole, quando l'imperatore Costantino proclamò il Cristianesimo 'Religione ufficiale dell'Impero', i papi ed i vescovi si sarebbero adagiati negli ozi ed ogni loro decreto sarebbe valso a mantenere la posizione di potere conquistata nella tarda antichità.

    Leggenda, abbiamo detto… Nata in ambito protestante massonico e non, rafforzata dagli illuministi , e che ha fatto breccia nell'animo di non pochi cattolici degli ultimi decenni.

    Uno degli aspetti di cui si è persa la memoria riguarda l'Eucaristia.

    'Dire che l'ostia è molto di più di un simbolo è un'invenzione dei preti, perché chi ci dice che una volta era così?', ripete un ritornello diffuso.

    Chi ce lo dice? Tutti i documenti della Chiesa dell'antichità.


    Le testimonianze dei Padri della Chiesa


    Lo abbiamo visto proprio nell'articolo Bibbia ed Eucaristia, pubblicato su questo stesso sito (ed incentrato sugli Atti degli Apostoli), che gli stessi primi discepoli 'spezzavano il pane di domenica'.

    'Ma non siamo sicuri che avessero la consapevolezza di officiare un Sacramento', potrebbe dire qualcuno; insomma: avrebbe potuto essere una semplice commemorazione.

    Vediamo di scorrere, allora, qualche documento dei primi secoli.

    S. Giustino, originario della Terrasanta, verso la metà del II secolo scrive a proposito del Pane e del Vino: "noi non li prendiamo come un pane comune e una comune bevanda […] ma abbiamo imparato che è carne e sangue di quel Gesù che si incarnò. Gli Apostoli infatti tramandarono negli Evangeli […] che Gesù ha detto: 'Fate questo in memoria di me: questo è il mio Corpo… questo è il mio Sangue'".

    S. Ilario di Poitiers dichiara: "Sulla realtà della carne e del sangue di Cristo non c'è adito a dubbio alcuno. Poiché tanto secondo la dichiarazione del Signore stesso quanto secondo la nostra fede, la sua carne è veramente cibo e il suo sangue è veramente bevanda".

    Per sant'Ambrogio "come il Signore Gesù Cristo è il vero Figlio di Dio, così è la vera carne di Cristo che noi mangiamo, e il suo vero sangue che noi beviamo".

    Nel commentare le parole di Gesù durante l'Ultima Cena, san Cirillo afferma: "Non dubitare che ciò sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore: essendo egli infatti la verità, non mente".

    Anche S. Ireneo, vescovo e martire di Lione, afferma che "il pane è il Corpo del Signore […] e il calice è il Sangue di lui".

    E Tertulliano, attivo tra il II ed il III secolo, confermava: "La carne [nostra] si nutre del Corpo e del Sangue di Cristo".

    Le ammissioni dei Protestanti


    Il Sacramento eucaristico creduto ed amministrato dai primi cristiani, in fondo, è riconosciuto anche dai protestanti più obiettivi.

    Il Loofs, ad esempio, riconosce che le parole di san Giustino di cui sopra sono "dottrina comune tra i cristiani del suo tempo".

    E Leibniz non ebbe difficoltà ad ammettere che "la pia antichità dichiarò abbastanza chiaramente che il pane si muta nel Corpo di Cristo e il vino nel Sangue".

    Equivoci


    Gli stessi avversari del Cristianesimo nascente, non comprendendo i misteri eucaristici e fraintendendo il senso delle parole, accusavano i cristiani di mangiare la carne e di bere il sangue di una vittima durante un sacrificio (si vedano soprattutto gli scritti dei filosofi neoplatonici, come Celso, Porfirio, ecc.).

    Dimostrazione, anche questa, che il dogma era così diffuso da esser conosciuto anche dai persecutori.

    Il sigillo di S. Giovanni evangelista


    Ma, a voler essere pignoli, manca qualcosa.

    Eh, già… I documenti riportati finora risalgono sì alla prima antichità del Cristianesimo, ma… facciamo di nuovo l'avvocato del diavolo: sono tutti testi posteriori all'epoca apostolica e potrebbe essere benissimo che, anche solo pochi decenni dopo, i nuovi cristiani si fossero distaccati dagli insegnamenti evangelici, per seguire credenze mai professate dai diretti discepoli del Cristo.

    Parliamo, allora, di sant'Ignazio d'Antiochia, martirizzato sotto l'imperatore Traiano all'inizio del II secolo.

    Questo Padre della Chiesa fu discepolo e contemporaneo dell'apostolo Giovanni.

    In una sua lettera ai cristiani di Smirne, scritta durante la prigionia, si legge una forte critica verso alcuni eretici "che si astengono dalla Eucaristia, perché non confessano che è la stessa carne del Salvatore nostro […]".

    Prova, questa, che lo stesso discepolo prediletto di Gesù, l'evangelista Giovanni, insegnava in prima persona le verità che la Chiesa cattolica continua a ripetere da venti secoli.

    Alex Landi


    Sono stati consultati:

    · Carlo Carbone, La vera vita, Ave, 1967

    · Celso, Il discorso vero, Adelphi, 19942

    · p. Roberto Coggi o.p., Dialogo sull'Eucaristia, Edizioni Studio Domenicano, 1997