DIFENDERE LA VERA FEDE

SPECIALE SINODO PER L'AFRICA

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    Caterina63
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    00 9/15/2009 7:01 PM

    L'assemblea plenaria dei vescovi a Kafanchan

    Per la Nigeria
    una pace nella giustizia

    Abuja, 15. "Una cultura della violenza prevale nella nostra nazione":  lo hanno denunciato con forza i vescovi della Nigeria nel comunicato finale della seconda riunione plenaria, svoltasi presso il Centre of Transfiguration, a Kafanchan. 

    La situazione sociale e politica del Paese con la più vasta popolazione nel continente africano è stata al centro dei vari interventi dei presuli, i quali hanno sottolineato la necessità che il Governo assicuri la protezione della popolazione, in particolare delle minoranze religiose.

    Due sono le aree geografiche sulle quali si sono concentrate le riflessioni:  quella a Nord, dove agiscono gruppi fondamentalisti religiosi, e il Delta del Niger, dove è in atto da lungo tempo un conflitto sociale legato allo sfruttamento delle risorse naturali della regione.

    I presuli hanno fatto esplicito riferimento agli scontri tra le forze di polizia e le milizie islamiche appartenenti alla setta Boko Haram (conosciuti come i "talebani") che hanno causato un alto numero di morti. Anche nel passato dalla Conferenza episcopale erano giunti diversi appelli alla riconciliazione, sottolineando il timore della comunità cattolica che i disordini possano diffondersi e innescare un vero e proprio scontro di religioni.

    Nel comunicato i vescovi esprimono "una grande preoccupazione relativa ai recenti eventi in alcune zone del Nord". In particolare, si legge "deploriamo profondamente e condanniamo la perdita di vite umane e di beni causati dalla setta religiosa Boko Haram". E ricordano poi che "la Costituzione garantisce la libertà di religione di ogni cittadino". Tuttavia, specificano, "alcuni nigeriani fraintendono il loro diritto di religione, interpretandolo come diritto di perseguitare i connazionali di altre religioni. Il diritto di propagare il proprio credo non deve essere esercitato in modi che possano violare i diritti delle persone affiliate ad altre religioni. Noi deploriamo l'uso e l'abuso della religione per calpestare i diritti degli altri. Noi condanniamo la violenza da qualsiasi direzione essa provenga".

    "Noi - aggiungono - condanniamo tutto questo, soprattutto quando gli autori delle violenze in maniera blasfema e fraudolenta si servono della religione per giustificare le loro azioni. Desideriamo osservare che quanti affermano di amare Dio, mentre odiano altri esseri umani fino ad arrivare a ucciderli, sono dei bugiardi". "Dio - sottolineano - non ha dato a nessuno il diritto di uccidere in suo nome né ha autorizzato qualcuno a violare la dignità di altri esseri umani".

    Dalla plenaria si è quindi levata l'esortazione alle autorità civili a rafforzare la sicurezza della popolazione. "Ricordiamo - puntualizzano i vescovi - al Governo federale, e a ogni Governo dei vari Stati della nazione, che è loro responsabilità proteggere i diritti delle minoranze religiose. Non c'è democrazia se il Governo non può proteggere la vita e le proprietà dei cittadini".
    Per quanto concerne, invece, la situazione nel Delta del Niger, i vescovi hanno dichiarato il loro apprezzamento per gli sforzi delle autorità civili per garantire la pace. "Elogiamo il Governo - è scritto nel comunicato - per l'amnistia concessa ai militanti del Delta. Chiediamo che questo programma di amnistia venga attuato con sincerità e anche con sensibilità per la giustizia e la riconciliazione".

    "Suggeriamo che il Governo - riporta il comunicato - prosegua nel cammino volto al miglioramento della qualità di vita della popolazione del Delta". Per i presuli, infatti, "non basta sventolare il ramoscello d'ulivo" perché "la situazione nel Delta è profondamente radicata nell'ingiustizia", in quanto spiegano che "è profondamente ingiusto impoverire la popolazione che vive nella terra che produce la maggior parte della ricchezza del Paese". "Esortiamo il Governo - concludono - a concretizzare la promessa dello sviluppo del Delta e chiediamo parimenti ai militanti di accettare l'amnistia".

    Fra l'altro la Chiesa cattolica in Nigeria ha lanciato una colletta nazionale per sostenere le vittime della crisi in corso nella zona, che ha provocato morti, distruzioni e migliaia di sfollati. Recentemente, infatti, è stato messo in atto un assalto dell'esercito nigeriano nella regione controllata dal gruppo Movement for the emancipation of the Niger Delta (Mend). La colletta si svolgerà in tutte le chiese e il denaro raccolto verrà utilizzato per mettere a disposizione delle vedove, degli orfani e dei rifugiati, generi alimentari e beni di prima necessità.

    I vescovi nel documento finale sono poi passati ad analizzare altre tematiche, dalla corruzione generalizzata che pervade la società, alla necessità di garantire uno sviluppo economico e il miglioramento dell'istruzione. Per i presuli, infatti, il Paese "continua a soffrire sotto il peso della corruzione e la persone vivono nella paura per l'insicurezza della vita e per quella economica". "Il male della corruzione - evidenziano - ha impoverito la popolazione; il livello della povertà e il problema dell'insicurezza nella nostra nazione vanno di pari passo". "Quando poi - si rileva ancora - l'economia gira male, milioni di giovani nigeriani non hanno accesso al lavoro e finiscono nelle mani di coloro che li vogliono sfruttare a fini politici o nei gruppi armati".

    I vescovi ritengono soprattutto che "alla radice dei problemi del Paese ci sia l'assenza di giuste relazioni tra Dio e gli esseri umani e tra gli esseri umani stessi". Per questo, propongono "con urgenza un cambiamento dei cuori". "La soluzione - affermano - è la conversione e questa conversione deve essere personale e collettiva".

    Sul tema dell'istruzione, i presuli hanno fatto riferimento, in particolare, alle insufficienti risorse messe a disposizione dal Governo e, inoltre, "incoraggiano il Governo, le istituzioni accademiche universitarie e i lavoratori a riprendere le trattative" per evitare ulteriori scioperi.

    Brevi riflessioni sono state dedicate anche alle elezioni politiche che si svolgeranno nel 2011 e al settore bancario. Per quanto concerne il primo aspetto, si legge nel comunicato che i vescovi "osservano che il responsabile dell'Independent National Electoral Commission (Inec) ha già espresso alcune preoccupazioni riguardo le elezioni del 2011".

    "Noi esortiamo - affermano - tutti i partiti e i candidati ad assicurare lo svolgimento di elezioni credibili e libere". Infine, i presuli hanno espresso alcune preoccupazioni sul settore creditizio e auspicano che il processo di risanamento avvenga in maniera corretta.


    (©L'Osservatore Romano - 16 settembre 2009)


    Si rammenta del viaggio del Papa qui troverete testi e foto:

    17-23 Marzo 2009 il Papa in Camerun e in Angola (pagine:1 2 )

    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    00 9/15/2009 7:03 PM
    Nel Paese attivate otto stazioni

    Le radio cattoliche in Sudan
    strumento di unità nazionale





    di Alessandro Trentin

    Rigenerare le potenzialità della popolazione e nutrirla dei valori evangelici: è l'impegno che caratterizza il lavoro degli operatori del Sudan Catholic Radio Network, la rete radiofonica cattolica nel Paese, che il mese scorso ha ulteriormente potenziato il suo servizio grazie all'entrata in funzione dell'ottava stazione che trasmette dalla città di Malakal. "Si tratta - spiega a "L'Osservatore Romano" la direttrice, suor Paola Moggi - di una rete di radio locali, nata su iniziativa della famiglia comboniana, che contribuisce a ricostituire il tessuto umano della società sudanese e a promuoverne la crescita spirituale e materiale".

    "La metodologia stessa della "rete" di stazioni radiofoniche - aggiunge - facilita il superamento della frammentazione etnica, che tuttora divide la nazione, e favorisce un'integrazione della popolazione basata sul rispetto dei diritti umani". Per la suora, inoltre, "il grado elevato di analfabetismo e la mancanza di strade, soprattutto in Sud Sudan rende la radio uno strumento importante per raggiungere la popolazione e coinvolgerla in un processo che guarisca i traumi causati dalla lunga guerra".

    Oltre che da Malakal, i programmi vengono diffusi dalle città di Juba, Rumbek, Torit, Yei, Tombora-Yambio, Wau e Gidel: si tratta di località situate nel Sud Sudan, mentre nella restante parte della nazione non sono finora state rilasciate da parte delle autorità civili le frequenze necessarie per trasmettere da Khartoum ed El Obeid. "Nel campo delle comunicazioni - ricorda la suora - il Paese ha una delle legislazioni più ristrettive di tutto il continente africano". Le radio e la televisione sono controllate direttemente dal Governo centrale e devono rispecchiare le direttive delle autorità.

    La televisione nazionale, fra l'altro, è sottoposta al controllo di un censore militare permanente che assicura che le notizie trasmesse corrispondano al punto di vista del Governo.
    Il Governo di unità nazionale gestisce il servizio radio-televisivo pubblico, che trasmette un misto di notizie, musica e programmi culturali, ma, tuttavia, l'autonomia garantita dal trattato di pace al Governo del Sud Sudan ha consentito l'avvio delle trasmissioni radiofoniche e televisive e il moltiplicarsi delle licenze ai privati.

    In questo contesto favorevole si è quindi potuto sviluppare il Sudan Catholic Radio Network. Articolato risulta l'organigramma che sovrintende al sistema. L'organo direttivo (board of governors) è costituito da due vescovi che rappresentano la Conferenza episcopale del Sudan e dai superiori e dalle superiore provinciali dei comboniani in Sud Sudan.

    Il network opera, dunque, sulla base di un coordinamento nazionale con decentramento operativo a livello diocesano. "Le articolazioni diocesane del network - puntualizza suor Moggi - sono finalizzate a garantire la necessaria unità nella diversità, ma rendono il progetto molto complesso. Solo un efficiente coordinamento può evitare il rischio della frammentazione e dell'accentramento".

    Dal punto di vista, invece, dei contenuti, le radio sono tenute a trasmettere programmi comuni al network (notizie regionali, nazionali e internazionali, approfondimenti e lezioni di educazione civica) per almeno due ore al giorno; assieme ai programmi locali per il resto della giornata. Dato l'altro grado di analfabetismo tra la popolazione, la lingua usata per i programmi comuni è l'inglese (lingua ufficiale del Sud Sudan); mentre i programmi specifici di ogni radio, prodotti a livello diocesano, tengono conto delle varie lingue parlate localmente (Shilluk, Dinka, Nuer, Anyuak, Mabban, Bari e altre).

    Un aspetto cui tiene in particolare la religiosa è quello della capacità del progetto, in linea con il motto dei comboniani "Salvare l'Africa con l'Africa", di coinvolgere la popolazione locale. "La sostenibilità del progetto - sottolinea - si basa essenzialmente sulla mobilitazione delle potenzialità locali, che sono state gravemente compromesse dalla lunga guerra civile".

    Per questo, è stato costituito una centro di formazione provvisorio a Juba, nel 2008, che finora ha permesso a una ventina di giovani di acquisire nozioni e tecniche al fine di progettare e produrre programmi radiofonici di qualità.



    (©L'Osservatore Romano - 16 settembre 2009)


    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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    Caterina63
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    00 9/17/2009 8:44 AM

    Africa straordinaria.

    .

    Rimango edificato nel sentir parlare delle gesta di quei vescovi che sono particolarmente zelanti del bene delle anime. Uno di questi degnissimi successori degli apostoli è Mons. Pascal N'Koué. Quando Giovanni Paolo II nel 1987 lo nominò vescovo di Natitingou nello Stato africano del Benin, aveva soltanto 38 anni. Nella sua diocesi i cattolici erano circa il 3% della popolazione, oggi invece sono oltre il 20%.

    Con questi tassi di crescita i cattolici potrebbero diventare presto la maggioranza assoluta. Mons. Pascal N'Koué è molto interessato alla liturgia tradizionale. Ai suoi numerosi seminaristi (circa un'ottantina), ha prescritto l'insegnamento del latino, e una volta alla settimana li fa assistere al Santo Sacrificio celebrato secondo l'usus antiquior. Inoltre ha accolto nella sua diocesi un gruppo di monache benedettine francesi provenienti dall'abbazia di Notre-Dame de Fidélité di Jouques, le quali utilizzano la liturgia tradizionale. Altro fatto degno di nota è l'erezione di una parrocchia personale per i fedeli legati all'antica forma liturgica, per la quale Mons. Pascal N'Koué ha voluto fermamente che l'altare fosse rivolto a Oriente. Che vescovo esemplare! (DL)


    Fonte Cordialiter




    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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    00 9/23/2009 2:05 PM

    Il Santo Padre ha nominato Membri della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo dal 4 al 25 ottobre 2009 sul tema: La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. "Voi siete il sale della terra ... voi siete la luce del mondo" (Mt 5, 13.14):

    Sua Em.za Rev.ma Card. Angelo SODANO, Decano del Collegio Cardinalizio (Città del Vaticano).

    Sua Em.za Rev.ma Card. Péter ERDŐ, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Presidente del Consilium Conferentiarum Episcoporum Europae (C.C.E.E.).

    Sua Em.za Rev.ma Card. André VINGT-TROIS, Arcivescovo di Paris, Presidente della Conférence des Evêques de France (Francia).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Robert SARAH, Arcivescovo emerito di Conakry, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Città del Vaticano).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Henri TEISSIER, Arcivescovo emerito di Alger (Algeria).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Jaime Pedro GONÇALVES, Arcivescovo di Beira (Mozambico).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Orlando B. QUEVEDO, O.M.I., Arcivescovo di Cotabato (Filippine), Segretario Generale della Federation of Asian Bishops' Conferences (F.A.B.C.).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Luigi BRESSAN, Arcivescovo di Trento (Italia), Presidente della Commissione Episcopale per l'Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana.

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Jorge FERREIRA DA COSTA ORTIGA, Arcivescovo di Braga, Presidente della Conferência Episcopal Portuguesa (Portogallo).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Ludwig SCHICK, Arcivescovo di Bamberg, Presidente della Commissione Weltkirche della Deutsche Bischofskonferenz (Germania).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Raymundo DAMASCENO ASSIS, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), Presidente del Consejo Episcopal Latinoamericano (C.E.L.AM.).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Jorge Enrique JIMÉNEZ CARVAJAL, C.I.M., Arcivescovo di Cartagena en Colombia (Colombia).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Telesphore George MPUNDU, Arcivescovo di Lusaka (Zambia).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Cornelius Fontem ESUA, Arcivescovo di Bamenda (Camerun).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Wilton Daniel GREGORY, Arcivescovo di Atlanta (Stati Uniti d'America).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Henryk HOSER, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Gabriel Charles PALMER-BUCKLE, Arcivescovo di Accra (Ghana).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Odon Marie Arsène RAZANAKOLONA, Arcivescovo di Antananarivo (Madagascar).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Michel Christian CARTATÉGUY, S.M.A., Arcivescovo di Niamey (Niger).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Edward Tamba CHARLES, Arcivescovo di Freetown and Bo (Sierra Leone).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. John Anthony RAWSTHORNE, Vescovo di Hallam (Inghilterra), Presidente della Catholic Agency for Overseas Development (C.A.F.O.D.) della Bishops Conference of England and Wales.

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Maurice PIAT, C.S.Sp., Vescovo di Port-Louis (Maurizio).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Edmond DJITANGAR, Vescovo di Sarh (Ciad).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Peter William INGHAM, Vescovo di Wollongong (Australia), Presidente della Federation of Catholic Bishops' Conferences of Oceania (F.C.B.C.O.).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Louis NZALA KIANZA, Vescovo di Popokabaka (Repubblica Democratica del Congo).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Jean-Pierre BASSÈNE, Vescovo di Kolda (Senegal), Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel.

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Giorgio BERTIN, O.F.M., Vescovo di Djibouti (Gibuti), Amministratore Apostolico ad nutum Sanctæ Sedis di Mogadiscio.

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Menghisteab TESFAMARIAM, M.C.C.J., Eparca di Asmara (Eritrea).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Benedito Beni DOS SANTOS, Vescovo di Lorena (Brasile).

    Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Maroun Elias LAHHAM, Vescovo di Tunis (Tunisia).

    Rev.do Mons. Obiora Francis IKE, Direttore del Catholic Institute for Development, Justice and Peace (C.I.D.J.A.P.), Enugu (Nigeria).

    Rev.do Raymond Bernard GOUDJO, Segretario della Commission Justitia et Pax della Conférence Episcopale Régionale de l’Afrique de l’Ouest Francophone (C.E.R.A.O), Cotonou (Benin).

    Rev.do Juvenalis BAITU RWELAMIRA, Direttore del Centre for Social Justice and Ethics; Prof. Associato e Direttore del Centre for the Social Teaching of the Church presso la Catholic University of Eastern Africa (C.U.E.A.), Nairobi (Kenya).

    Rev.do Guillermo Luis BASAÑES, S.D.B., Consigliere Generale per la Regione Africa-Madagascar della Società Salesiana (Stati Uniti d'America).

    Rev.do P. Emmanuel TYPAMM, C.M., Segretario Generale della Confederazione delle Conferenze dei Superiori Maggiori d’Africa e Madagascar (Madagascar).

    Rev.do P. Zeferino ZECA MARTINS, S.V.D., Provinciale dell'Angola della Società del Divin Verbo (Angola).



     

  • ELENCO DEGLI ESPERTI (Adiutores Secretarii Specialis)

  • In vista della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo dal 4 al 25 ottobre 2009 sul tema «La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. "Voi siete il sale della terra ... voi siete la luce del mondo" (Mt 5, 13.14)», a norma di quanto previsto nell’Ordo Synodi Episcoporum, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’approvazione del Sommo Pontefice, ha nominato i seguenti Adiutores Secretarii Specialis (o Esperti):

  • Rev.do Barthélemy ADOUKONOU, Segretario Generale della Conférence Episcopale Régionale de l’Afrique de l’Ouest Francophone (C.E.R.A.O), Costa d’Avorio (Benin).

    Rev.do P. Paul BÉRÉ, S.I., Professore di Antico Testamento e Lingue bibliche, presso l’Institut de Théologie de la Compagnie de Jésus, Université Catholique dell’Afrique de l’Ouest, Abidjan, Costa d’Avorio, e presso Hekima College Jesuit School of Theology, Nairobi, Kenya (Burkina Faso).

    Rev.do Bénézet BUJO, Professore Ordinario di Teologia Morale ed Etica sociale, Université de Fribourg in Svizzera (Repubblica Democratica del Congo).

    Rev.do P. Belmiro CHISSENGUETI, C.S.Sp., Segretario della Commissão Episcopal Justiça e Paz, Luanda (Angola).

    Rev.do Gianfrancesco COLZANI, Ordinario di Teologia Missionaria della Facoltà di Missiologia presso la Pontificia Università Urbaniana (Roma).

    Rev.do P. Michael F. CZERNY, S.I., Direttore della African Jesuit AIDS Network (A.J.A.N.), Nairobi, Kenya (Repubblica Ceca).

    Sig.ra Filomena José ELIAS, Membro del Consiglio Pastorale e della Liturgia della Cattedrale di Maputo (Mozambico).

    Prof. Martin ESSO ESSIS, Professore emerito di Scienze Economiche presso l’Università di Abidjan (Costa d’Avorio).

    Rev.da Suor Anne Béatrice FAYE, C.I.C., Consigliera Generale Suore di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione (Senegal).

    Dott. Deogratias KASUJJA, Consigliere del Centro dell’Opera di Maria (Movimento dei Focolari), Incaricato della formazione spirituale dei membri (Uganda).

    Sig.ra Mariam Paul KESSY, Coordinatore Nazionale di Christian Professionals of Tanzania (C.P.T.); Assistant Secretary della Commissione Justice and Peace della Conferenza Episcopale della Tanzania.

    Rev.da Suor Elisa KIDANÈ, S.M.C., Consigliera Generale Missionarie Comboniane (Eritrea).

    Rev.do Mons. Matthew Hassan KUKAH, Vicario Generale di Kaduna (Nigeria).

    Fra José Sebastião MANUEL, O.P., Direttore e Cofondatore del Centro Culturale Mosaiko, Luanda (Angola).

    Rev.do Aimable MUSONI, S.D.B., Professore di Ecclesiologia, Università Pontificia Salesiana, Roma (Rwanda).

    Rev.da Suor Immaculate NAKATO, S.M.R., Consigliera Generale Società di Maria Riparatrice (Uganda).

    Sig.ra Yvonne NDAYIKEZA, Coordinatrice Nazionale dei Movimenti di Azione Cattolica del Burundi e Segretaria Esecutiva permanente della Commissione per l’Apostolato dei Laici, Bujumbura (Burundi).

    Rev.do Joseph-Marie NDI-OKALLA, Professore di Teologia presso la Facoltà di Teologia dell'Università Cattolica dell’Africa Centrale (U.C.A.C.) di Yaoundé (Camerun); Presidente dell’Association Internationale de Missionologie Catholiques (A.I.M.C. / I.A.C.M.) per l'Africa.

    Rev.do P. Paulinus Ikechukwu ODOZOR, C.S.Sp., Associate Professor of Christian Ethics and the theology of world church, University of Notre Dame, Notre Dame - Indiana, U.S.A. (Nigeria).

    Rev.da Suor Teresa OKURE, S.H.C.J., Decano Accademico della Facoltà di Teologia, Catholic Institut of West Africa (C.I.W.A.), Port Harcourt (Nigeria).

    Sig.ra Florence OLOO, Deputy Vice-Chancellor for Academic Affairs of Strathmore University, Nairobi (Kenya).

    Rev.do Godfrey Igwebuike ONAH, Vice Rettore della Pontificia Università Urbaniana, Roma (Nigeria).

    Sig.ra Felicia ONYEABO, Presidente Nazionale della Catholic Women Organization (Nigeria).

    Rev.do P. Angelo PALERI, O.F.M. Conv., Postulatore Generale dell’Ordine Francescano Frati Minori Conventuali; Responsabile della diffusione di Ecclesia in Africa in missione (Zambia).

    Rev.do P. Samir Khalil SAMIR, S.I., Professore di Storia della Cultura Araba e d'Islamologia presso l’Università St. Joseph, Beirut, Libano (Egitto).

    Dott. Maurice SANDOUNO, Responsabile del Programma DREAM per la prevenzione del virus HIV dalla madre al bambino, Conakry (Guinea).

    Rev.do Kinkupu Léonard SANTEDI, Segretario Generale della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo (C.E.N.C.O.), Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

    Rev.da Suor Liliane SWEKO MANKIELA, S.N.D. de N., Consigliera Generale Suore di Nostra Signora di Namur, Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

    Rev.do P. Anselm UMOREN, M.S.P., Superiore Generale della Missionary Society of St. Paul, Abuja (Nigeria).



  •  

  • ELENCO DEGLI UDITORI (Auditores)

  • Inoltre, il medesimo Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’approvazione del Santo Padre, ha nominato per la Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi i seguenti Auditores (o Uditori):


  • Rev.da Suor Marie-Bernard ALIMA MBALULA, Segretaria della Commissione Giustizia e Pace della Conférence Episcopale Nationale du Congo (C.E.N.C.O.) e dell’Association des Conférences Episcopales de l’Afrique Centrale (A.C.E.A.C.), Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

    Rev.do P. Joaquín ALLIENDE, Presidente Internazionale dell’Associazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Kirche in Not).

    Dott. Elard ALUMANDO, Country Director of DREAM Program (Malawi).

    Sig.ra Marguerite BARANKITSE, Fondatrice della Maison Shalom, Ruyigi (Burundi).

    Dott. Paolo BECCEGATO, Responsabile area internazionale Caritas Italiana (Roma).

    Sig. Emmanuel Habuka BOMBANDE, Direttore Esecutivo del West Africa Network for Peacebulding [WANEP] (Ghana).

    Sig.ra Rose BUSINGYE, Fondatrice e Presidente Meeting Point International, Kampala (Uganda).

    Dott. Munshya CHIBILO, Responsabile dei Progetti di Adozione a distanza dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Zambia).

    Sig. Thomas DIARRA, Istruttore al Centro di Formazione Catechistica, Kati (Mali).

    Sig. Assandé Martial EBA, Membro della Fondation Internationale Notre Dame de la Paix, Yamoussoukro (Costa d’Avorio).

    Sig. Kpakile FÉLÉMOU, Direttore del Centro DREAM, Conakry (Guinea).

    Sig.ra Axelle FISCHER, Segretario Generale Commissione Giustizia e Pace del Belgio francofono, Bruxelles (Belgio).

    Sig.ra Inmaculada Myriam GARCÍA ABRISQUETA, Presidente di Manos Unidas (Spagna).

    Fra Armand GARIN, Piccolo Fratello di Gesù (Francia), Responsabile Regionale dei Piccoli Fratelli di Gesù per l’Africa del Nord (Algeria e Marocco), Annaba (Algeria).

    Dott.ssa Elena GIACCHI, Ginecologa del Centro Studi e Ricerche per la Regolazione Naturale della Fertilità, Università Cattolica Sacro Cuore (Roma); Presidente di WOOMB-Italia (Coordinamento nazionale del Metodo dell’Ovulazione Billings-Italia).

    Rev.da Suor Bernadette GUISSOU, S.I.C.O., Superiora Generale Suore dell’Immacolata Concezione, Ouagadougou (Burkina Faso).

    Dott. Christophe HABIYAMBERE, Presidente di Fidesco, Kigali (Rwanda).

    Rev.da Suor Felicia HARRY, N.S.A. (O.L.A.), Superiora Generale Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli (Ghana).

    Sig. Jules Adachédé HOUNKPONOU, Segretario Generale del Coordinamento Internazionale della Gioventù Operaia Cristiana (C.I.Gi.O.C.).

    Sig.ra Marie-Madeleine KALALA NGOY MONGI, Ministro Onorario dei Diritti Umani (Repubblica Democratica del Congo).

    Rev.do P. Speratus KAMANZI, A.J., Superiore Generale della Congregazione degli Apostoli di Gesù, Nairobi (Kenya).

    Prof. Josaphat Laurean KANYWANYI, Professore Associato di Diritto presso l’Università di Dar-es-Salaam (Tanzania).

    Rev.da Suor Mary Anne Felicitas KATITI, L.M.S.I., Madre Provinciale Congregazione Little Servants of Mary Immaculate (Zambia).

    Prof. Edem KODJO, Segretario Generale emerito dell’Organizzazione dell’Unione Africana (O.U.A.), Primo Ministro emerito, Professore di Patrologia presso l'Institut St. Paul di Lomé (Togo).

    Prof. Gustave LUNJIWIRE-NTAKO-NNANVUME, Segretario Internazionale del Mouvement d’Action Catholique Xavéri (M.A.C. Xavéri) (Repubblica Democratica del Congo).

    Sig. Ngon-Ka-Ningueyo François MADJADOUM, Direttore del Secours Catholique et Développement (SE.CA.DEV.) (Ciad).

    Rev.da Suor Jacqueline MANYI ATABONG, Assistente della Superiora Generale Suore di Santa Teresa del Bambin Gesù della Diocesi di Buea; Coordinatrice per l'Africa dell'International Catholic Commission for Prison Pastoral Care (ICCPPC), Douala (Camerun).

    Rev.da Suor Bernadette MASEKAMELA, C.S., Superiora Generale Suore del Calvario (Botswana).

    Rev.do Richard MENATSI, Acting Director, Coordinator of Justice and Peace Desk / Inter-regional Meeting of Bishops of Southern Africa (I.M.B.I.S.A.), Harare (Zimbabwe).

    Rev.da Suor Cecilia MKHONTO, S.S.B., Superiora Generale Suore di Santa Brigida (Sud Africa).

    Sig. Ermelindo Rosário MONTEIRO, Segretario Generale della Commissione Episcopale Giustizia e Pace, Maputo (Mozambico).

    Sig. Maged MOUSSA YANNY, Direttore Esecutivo dell'Associazione dell'Alto Egitto per l'Educazione e lo Sviluppo (Egitto).

    Prof. Alöyse Raymond NDIAYE, Presidente del Comité National des Chevaliers de l’Ordre de Malte au Sénégal, Dakar (Senegal).

    Sig. Laurien NTEZIMANA, Licenziato in Teologia, Diocesi di Butare (Rwanda).

    Rev.do P. Seán O’LEARY, M.Afr., Direttore del Denis Hurley Peace Institute (Sud Africa).

    Rev.da Suor Pauline ODIA BUKASA, F.M.S., Superiora Generale Suore Ba-Maria, Buta Uele (Repubblica Democratica del Congo).

    Sig. Augustine OKAFOR, Esperto in Amministrazione governativa (Nigeria).

    Dott. Orochi Samuel ORACH, Assistente del Segretario Esecutivo dell’Uganda Catholic Medical Bureau, Kampala (Uganda).

    Sig.ra Barbara PANDOLFI, Presidente generale dell'Istituto Secolare Missionarie della Regalità di Cristo (Italia).

    Dott. Alberto PIATTI, Segretario Generale Fondazione AVSI, Milano (Italia).

    Prof. Raymond RANJEVA, già Vice-Presidente della Corte Internazionale di Giustizia (Paesi Bassi), Membro del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace (Madagascar).

    Sig.ra Geneviève Amalia Mathilde SANZE, Responsabile dell'Opera di Maria (Movimento dei Focolari), Abidjan (Costa d’Avorio).

    Dott. Victor M. SCHEFFERS, Segretario Generale di Justitia et Pax Netherlands, The Hague (Paesi Bassi).

    Fra André SENE, O.H., Responsabile della Pastorale della Salute nella diocesi di Thies (Senegal).

    Rev.da Suor Bédour Antoun Irini SHENOUDA, N.D.A., Madre Provinciale Missionaires de Notre Dame des Apôtres, Le Caire (Egitto).

    Dott. Pierre TITI NWEL, Mediatore Sociale Generale, ex-Coordinatore del Servizio Nazionale di Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun (C.E.N.C.), Yaoundé (Camerun).

    Sig.ra Elisabeth TWISSA, Vice Presidente dell'Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (U.M.O.F.C.) (Tanzania).

    Rev.da Suor Maria Ifechukwu UDORAH, D.D.L., Superiora Generale Daughters of Divine Love, Enugu (Nigeria).

    Rev.da Suor Geneviève UWAMARIYA, Istituto Santa Maria di Namur (Rwanda).



    www.vatican.va 

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    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
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    00 9/30/2009 12:48 AM

    Sinodo per l'Africa: quale impatto sulle comunità religiose?


    ROMA, lunedì, 28 settembre 2009 (ZENIT.org).- Il tema del secondo Sinodo per l'Africa, “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace”, va al cuore del situazione sociale, politica, culturale e religiosa del continente africano.

    Lo ha sottolineato il sacerdote kenyota Agbonkhianmeghe E. Orobator, SJ, del Catholic Information Service for Africa (CISA), ricordando che “ovunque si guarda, l'Africa anela alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace”.

    “Il grido per la riconciliazione echeggia da comunità divise; la richiesta di giustizia si leva da milioni di rifugiati e dagli sfollati interni, l'aspirazione alla pace scorre nelle lacrime dei milioni di vititme della guerra e del conflitto in Africa”, ha spiegato. “Queste grida e questi echi collettivi del continente rappresentano la cornice in cui considerare il tema del Sinodo”.

    Secondo il sacerdote, una domanda fondamentale è: “In che modo il tema del Sinodo riguarderà le comunità e gli istituti di persone consacrate in Africa?”.

    Per rispondere, avverte, “bisogna essere consapevoli del pregiudizio di vecchia data secondo il quale i religiosi in Africa vivono al margine della vita reale”.

    “In verità – ha osservato –, la vita religiosa pone le persone consacrate al cuore delle azioni di Dio nel mondo. Come per la Chiesa, le gioie e le speranze, il dolore e l'angoscia di milioni di africani sono anche quelli degli istituti dei consacrati”.

    Da questo punto di vista, “il secondo Sinodo africano rappresenta un ulteriore invito per i religiosi e le loro comunità a impegnarsi più intensamente nel progetto divino di ricreare la terra e costruire un continente africano riconciliato, giusto e pacifico”.

    Tre principi

    Secondo padre Orobator, in questa riflessione per gli istituti consacrati in Africa sono necessari tre principi, il primo dei quali è il fatto che “la missione di riconciliazione, giustizia e pace è costitutiva della vita, dell'insegnamento e del ministero di Gesù Cristo”.

    In secondo luogo, “è importante considerare la vita religiosa nel contesto della comunità chiamata Chiesa”, perché “le comunità religiose, in Africa come in qualsiasi altro luogo, non formano una Chiesa separata”.

    Il terzo principio è quello della sacramentalità: “la missione di riconciliazione, giustizia e pace incarna in primo luogo e prima di tutto uno stile di vita, piuttosto che ideologie da imporre agli altri”.

    L'importanza dell'esempio

    In questo contesto, ha affermato il sacerdote gesuita, “la Chiesa e le comunità religiose in Africa hanno la responsabilità di praticare queste virtù come prerequisito per predicarle”.

    Padre Orobator ha quindi sottolineato come l'Africa sia stata lacerata dal tribalismo, un elemento negativo che “non solo distrugge la vita di milioni di africani, ma ritarda lo sviluppo socio-economico e politico del continente”.

    Per questo motivo, “la testimonianza richiesta ai religiosi è quella di rappresentare una comunità riconciliata”.

    Quanto alla giustizia, una questione fondamentale per la Chiesa in Africa è la dignità delle donne, il che esorta gli istituti religiosi “a essere in prima fila nella missione di promozione della giustizia, della dignità e della pace per le donne africane nella Chiesa e nella società”.



    L'importanza del creato


    Padre Orobator ha quindi sottolineato la “preoccupante omissione” dall'Instrumentum Laboris dell'imminente Sinodo per l'Africa della questione dell'integrità del creato.

    “Nel contesto attuale sui dibattiti relativi ai cambiamenti climatici, la Chiesa e le comunità religiose non possono godere il lusso del silenzio, dell'apatia e dell'indifferenza”, ha denunciato.

    “Onorare l'integrità del creato richiede l'adozione di passi concreti e di mezzi relativi a come i religiosi consumano e reintegrano i beni del creato”.

    Finora, ha ammesso, “c'è stata una scarsa riflessione sul tema dell'integrità della creazione e delle sfide che questa pone alla vita e alla missione degli istituti religiosi in Africa”, ma il secondo Sinodo per l'Africa può essere “un momento opportuno per iniziare”.



    Spunti di riflessione


    Secondo padre Orobator, per i consacrati e le consacrate dell'Africa “un'autentica partecipazione al Sinodo richiede una radicale rivalutazione dei loro programmi di formazione”, che se presa seriamente potrebbe rappresentare “un significativo spostamento dalla percezione della vita religiosa come isolamento dalle gravi questioni che il mondo deve affrontare alla vita religiosa come missione per immergersi e impegnarsi pienamente nelle sfide del mondo attuale globalizzato”.

    Per questo, ha presentato alcuni spunti di riflessione che partono dalla constatazione che “molte comunità africane indigene praticano varie forme di riconciliazione”. “Come possono gli istituti religiosi in Africa adottare e adattare alcune di queste pratiche per vivere come comunità riconciliate?”, ha chiesto.

    Allo stesso modo, il presbitero si domanda quali siano “gli indicatori di una mancanza di giustizia e rispetto per la dignità umana negli istituti religiosi africani e quali passi concreti possano essere compiuti per praticare una maggiore giustizia e promuovere dignità, uguaglianza e pace nelle comunità religiose”.

    Padre Orobator ha quindi concluso chiedendosi che cosa possano fare le comunità religiose per “usare forme di energia più rinnovabili e mettere in pratica uno stile di vita più efficiente dal punto di vista energetico”.


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    00 10/3/2009 4:45 PM
    Domani il Papa presiederà la Messa di apertura del Sinodo per l'Africa dedicato alla pace e alla giustizia

    Ultimi preparativi per il Sinodo dei Vescovi per l’Africa dedicato alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace, che prenderà il via ufficialmente domani. Ad aprire la seconda Assemblea Speciale dedicata a questo continente sarà la celebrazione eucaristica presieduta da Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro, alle ore 9.30. Il Santo Padre è rientrato oggi da Castel Gandolfo, al termine del periodo estivo. La nostra emittente seguirà la Santa Messa in diretta a partire dalle ore 9.20. Ieri pomeriggio, intanto, presso la Sala Marconi della nostra emittente, si è svolto un incontro sul tema “Africa e media”, organizzato dalla Radio Vaticana insieme al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Il servizio di Isabella Piro:

    Quali sono i problemi che ostacolano un’informazione giusta ed obiettiva sull’Africa? A questa domanda ha voluto rispondere l’incontro su “Africa e media” che ha visto protagonisti alcuni Padri sinodali e numerosi giornalisti. Ad aprire i lavori, il direttore generale della Radio Vaticana padre Federico Lombardi:
    "Si parla spesso con delle prospettive non corrette o con delle prospettive troppo europee sulle questioni africane. Bisogna, invece, riuscire a trovare un’impostazione giusta, un’impostazione in cui anche gli africani siano veramente protagonisti del modo di parlare dell’Africa e sull’Africa, così che si trovi il posto giusto dell’Africa nell’informazione e nelle prospettive del mondo di oggi".

    Sulla stessa linea il cardinale nigeriano Francis Arinze, presidente delegato del Sinodo:

    "Quando qualcosa non funziona bene, allora sicuramente se ne parla in Europa. Ma quando qualcosa funziona veramente bene – e sono la maggioranza delle cose – non se ne parla, perché non fa notizia. A meno che non ci sia un europeo ucciso lì!"

    Di fronte ai problemi, “è meglio accendere una candela che condannare il buio”, ha ribadito il porporato, invitando anche i laici ad agire per dare il loro contributo ad un’informazione corretta:

    "I laici sono veramente chiamati al lavoro, qui. Non bisogna essere monaco, o sacerdote, o avere un dottorato dell’Università Gregoriana per essere presente in questo areopago".

    No ai paradigmi occidentali, dunque, per analizzare il mondo panafricano, ha continuato Filomeno Lopes, giornalista della redazione Portoghese Africa della Radio Vaticana. Perché “l’Africa è un soggetto, e non un oggetto, di relazioni, di informazioni, di comunicazioni, di cooperazione, di partenariato”:

    "Se informare significa plasmare la mente e il cuore degli africani, allora la sfida di partnership nella comunicazione e nell’informazione consiste, quindi, nell’aiutare l’Africa e gli africani a ricostruire la loro millenaria cultura comunicativa che si poggia sui valori di verità, giustizia, armonia. Se si vuole aiutare l’Africa a vincere la sfida comunicativa del futuro, bisogna investire nella cultura e nella comunicazione".
    Negli ultimi anni, l’Africa ha visto un grande dinamismo nel mondo della comunicazione: basti pensare che tra il 2000 ed il 2006 gli utenti africani di Internet sono cresciuti del 625,8%, rispetto al 195% del resto del mondo. In tutto questo, naturalmente, la Chiesa non resta indietro. Padre Janvier Yaméogo, membro del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali:

    "La comunicazione è sicuramente essenziale per promuovere giustizia, pace e riconciliazione. Ma non va, però, dimenticato – come scrive il Papa nella Caritas in Veritate – che il senso e la finalità dei media vanno cercati nel fondamento antropologico. In un mondo mediatico, la Chiesa non può non essere mediatica, in quanto sacramento, segno e strumento per comunicare all’uomo la sua verità".

    La sfida per la comunicazione in Africa, dunque, è aperta. E se ne parlerà ancora in altri due incontri che si terranno, sempre presso la Radio Vaticana, sabato 17 e giovedì 22 ottobre.

    3.10.2009 Radio Vaticana


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    00 10/4/2009 11:15 AM

    Nel corso del Sacro Rito, dopo la proclamazione del Vangelo, il Santo Padre pronuncia l’omelia che pubblichiamo di seguito:

  • OMELIA DEL SANTO PADRE



  • Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,

    illustri Signori e Signore,

    cari fratelli e sorelle!

    Pax vobis – pace a voi!
    Con questo saluto liturgico mi rivolgo a voi tutti raccolti nella Basilica Vaticana, dove quindici anni fa, il 10 aprile 1994, il Servo di Dio Giovanni Paolo II aprì la prima Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. Il fatto che oggi ci troviamo qui ad inaugurare la seconda, significa che quello è stato un evento certamente storico, ma non isolato. E’ stato il punto di arrivo di un cammino, che in seguito è proseguito, e che ora giunge ad una nuova significativa tappa di verifica e di rilancio. Lodiamo per questo il Signore! Rivolgo il più cordiale benvenuto ai Membri dell’Assemblea sinodale, che concelebrano con me questa santa Eucaristica, agli Esperti e agli Uditori, in particolare a quanti provengono dalla terra africana. Con speciale riconoscenza saluto il Segretario Generale del Sinodo e i suoi collaboratori.

    Sono molto contento della presenza tra noi di Sua Santità Abuna Paulos, Patriarca della Chiesa Ortodossa Tewahedo di Etiopia, che ringrazio cordialmente, e dei Delegati fraterni delle altre Chiese e delle Comunità ecclesiali. Sono lieto anche di accogliere le Autorità civili e i Signori Ambasciatori che hanno voluto partecipare a questo momento; con affetto saluto i sacerdoti, le religiose e i religiosi, i rappresentanti di organismi, movimenti e associazioni, e il coro congolese che, insieme alla Cappella Sistina, anima questa nostra Celebrazione eucaristica.


    Le letture bibliche dell’odierna domenica parlano del matrimonio. Ma, più radicalmente, parlano del disegno della creazione, dell’origine e, dunque, di Dio. Su questo piano converge anche la seconda lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, là dove dice: "Colui che santifica – cioè Gesù Cristo – e coloro che sono santificati – cioè gli uomini – provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli" (Eb 2,11). Dall’insieme delle letture, risalta dunque in maniera evidente il primato di Dio Creatore, con la perenne validità della sua impronta originaria e la precedenza assoluta della sua signoria, quella signoria che i bambini sanno accogliere meglio degli adulti, ed è per questo che Gesù li indica a modello per entrare nel regno dei cieli (cfr Mc 10,13-15).

    Ora, il riconoscimento della signoria assoluta di Dio è certamente uno dei tratti salienti e unificanti della cultura africana. Naturalmente in Africa vi sono molteplici e diverse culture, ma sembrano tutte concordare su questo punto: Dio è il Creatore e la fonte della vita. Ora la vita – lo sappiamo bene - si manifesta primariamente nell’unione tra l’uomo e la donna e nella nascita dei figli; la legge divina, scritta nella natura, è pertanto più forte e preminente rispetto a ogni legge umana, secondo l’affermazione netta e concisa di Gesù: "L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto" (Mc 10,9). La prospettiva non è anzitutto morale: essa, prima del dovere, riguarda l’essere, l’ordine inscritto nella creazione.

    Cari fratelli sorelle, in questo senso l’odierna liturgia della Parola – al di là della prima impressione – si rivela particolarmente adatta ad accompagnare l’apertura di un’Assemblea sinodale dedicata all’Africa. Vorrei sottolineare in particolare alcuni aspetti che emergono con forza e che interpellano il lavoro che ci attende. Il primo, già accennato: il primato di Dio, Creatore e Signore. Il secondo: il matrimonio. Il terzo: i bambini. Sul primo aspetto l’Africa è depositaria di un tesoro inestimabile per il mondo intero: il suo profondo senso di Dio, che ho avuto modo di percepire direttamente negli incontri con i Vescovi africani in visita ad Limina, ed ancor più nel recente viaggio apostolico in Camerun e Angola, del quale conservo un gradito e commosso ricordo. È proprio a questo pellegrinaggio in terra africana che ora vorrei collegarmi, perché in quei giorni ho aperto idealmente questa Assemblea sinodale, consegnando l’Instrumentum laboris ai Presidenti delle Conferenze Episcopali e ai Capi dei Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche.

    Quando si parla di tesori dell’Africa, il pensiero va subito alle risorse di cui è ricco il suo territorio e che purtroppo sono diventate e talora continuano ad essere motivo di sfruttamento, di conflitti e di corruzione. Invece la Parola di Dio ci fa guardare a un altro patrimonio: quello spirituale e culturale, di cui l’umanità ha bisogno ancor più che delle materie prime. "Infatti – direbbe Gesù – quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita?" (Mc 8,36). Da questo punto di vista, l’Africa rappresenta un immenso "polmone" spirituale, per un’umanità che appare in crisi di fede e di speranza. Ma anche questo "polmone" può ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia già diffusa nel mondo occidentale, cioè il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista. Senza entrare nel merito della genesi di tali mali dello spirito, rimane tuttavia indiscutibile che il cosiddetto "primo" mondo talora ha esportato e sta esportando tossici rifiuti spirituali, che contagiano le popolazioni di altri continenti, tra cui in particolare quelle africane. In questo senso il colonialismo, finito sul piano politico, non è mai del tutto terminato. Ma, proprio in questa stessa prospettiva, va segnalato un secondo "virus" che potrebbe colpire anche l’Africa, cioè il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici.

    Gruppi che si rifanno a diverse appartenenze religiose si stanno diffondendo nel continente africano; lo fanno nel nome di Dio, ma secondo una logica opposta a quella divina, cioè insegnando e praticando non l’amore e il rispetto della libertà, ma l’intolleranza e la violenza.

    Riguardo al tema del matrimonio, il testo del capitolo 2° del Libro della Genesi ce ne ha richiamato il perenne fondamento, che Gesù stesso ha confermato: "Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne" (Gen 2,24). Come non ricordare il mirabile ciclo di catechesi che il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha dedicato a tale argomento, a partire da un’esegesi quanto mai approfondita di questo testo biblico?
     
    Oggi, proponendocelo proprio in apertura del Sinodo, la liturgia ci offre la luce sovrabbondante della verità rivelata e incarnata in Cristo, con la quale si può considerare la complessa tematica del matrimonio nel contesto africano ecclesiale e sociale. Anche su questo punto, però, vorrei cogliere brevemente una suggestione che precede ogni riflessione e indicazione di tipo morale, e che si collega ancora al primato del senso del sacro e di Dio. Il matrimonio, così come la Bibbia ce lo presenta, non esiste al di fuori della relazione con Dio. La vita coniugale tra l’uomo e la donna, e quindi della famiglia che ne deriva, è inscritta nella comunione con Dio e, alla luce del Nuovo Testamento, diventa icona dell’Amore trinitario e sacramento dell’unione di Cristo con la Chiesa. Nella misura in cui custodisce e sviluppa la sua fede, l’Africa potrà trovare risorse immense da donare a vantaggio della famiglia fondata sul matrimonio.

    Comprendendo nella pericope evangelica anche il testo su Gesù e i bambini (Mc 10,13-15), la liturgia ci invita a tenere presente fin d’ora, nella nostra sollecitudine pastorale, la realtà dell’infanzia, che costituisce una parte grande e purtroppo sofferente della popolazione africana. Nella scena di Gesù che accoglie i bambini, opponendosi con sdegno agli stessi discepoli che volevano allontanarli, vediamo l’immagine della Chiesa che in Africa, e in ogni altra parte della terra, manifesta la propria maternità soprattutto nei confronti dei più piccoli, anche quando non sono ancora nati. Come il Signore Gesù, la Chiesa non vede in essi primariamente dei destinatari di assistenza, meno che mai di pietismo o di strumentalizzazione, ma delle persone a pieno titolo, che con il loro stesso modo di essere mostrano la via maestra per entrare nel regno di Dio, quella cioè di affidarsi senza condizioni al suo amore.

    Cari fratelli, queste indicazioni provenienti dalla Parola di Dio si inseriscono nell’ampio orizzonte dell’Assemblea sinodale che oggi inizia, e che si ricollega a quella precedentemente già dedicata al continente africano, i cui frutti sono stati presentati dal Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, nell’Esortazione apostolica Ecclesia in Africa. Rimane naturalmente valido ed attuale il compito primario dell’evangelizzazione, anzi di una nuova evangelizzazione che tenga conto dei rapidi mutamenti sociali di questa nostra epoca e del fenomeno della globalizzazione mondiale. Altrettanto si deve dire della scelta pastorale di edificare la Chiesa come famiglia di Dio (cfr ivi, 63). In tale grande scia si pone la seconda Assemblea, che ha per tema: "La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. «Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13.14)".

    Negli ultimi anni la Chiesa Cattolica in Africa ha conosciuto un grande dinamismo, e l’Assise sinodale è l’occasione per ringraziarne il Signore. E poiché la crescita della Comunità ecclesiale in tutti i campi comporta anche sfide ad intra e ad extra, il Sinodo è momento propizio per ripensare l’attività pastorale e rinnovare lo slancio di evangelizzazione. Per diventare luce del mondo e sale della terra occorre puntare sempre più alla "misura alta" della vita cristiana, cioè alla santità. Ad essere santi sono chiamati i Pastori e tutti i membri della comunità ecclesiale; i fedeli laici sono chiamati a diffondere il profumo della santità nella famiglia, nei luoghi di lavoro, nella scuola e in ogni altro ambito sociale e politico. Possa la Chiesa in Africa essere sempre una famiglia di autentici discepoli di Cristo, dove la differenza fra etnie diventi motivo e stimolo per un reciproco arricchimento umano e spirituale.

    Con la sua opera di evangelizzazione e promozione umana, la Chiesa può certamente dare in Africa un grande contributo a tutta la società, che purtroppo conosce in vari Paesi povertà, ingiustizie, violenze e guerre. La vocazione della Chiesa, comunità di persone riconciliate con Dio e tra di loro, è quella di essere profezia e fermento di riconciliazione tra i vari gruppi etnici, linguistici ed anche religiosi, all’interno delle singole nazioni e in tutto il continente. La riconciliazione, dono di Dio che gli uomini devono implorare ed accogliere, è fondamento stabile su cui costruire la pace, condizione indispensabile per l’autentico progresso degli uomini e della società, secondo il progetto di giustizia voluto da Dio. Aperta alla grazia redentrice del Signore risorto, l’Africa sarà così illuminata sempre più dalla sua luce e, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, diventerà una benedizione per la Chiesa universale, apportando un contributo proprio e qualificato all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno.

    Cari Padri Sinodali, grazie per il contributo che ognuno di voi darà ai lavori delle prossime settimane, che saranno per noi una rinnovata esperienza di comunione fraterna ridondante a beneficio di tutta la Chiesa, specialmente nel contesto dell’Anno Sacerdotale. E a voi, cari fratelli e sorelle, domando di accompagnarci con la vostra preghiera. Lo chiedo ai presenti; lo chiedo ai monasteri di clausura e alle comunità religiose diffuse in Africa e in ogni parte del mondo, alle parrocchie e ai movimenti, agli ammalati e ai sofferenti: a tutti domando di pregare perché il Signore renda fruttuosa questa seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. Su di essa invochiamo la protezione di san Francesco d’Assisi, che oggi ricordiamo, di tutti i santi e le sante africani e, in modo speciale, della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa e Nostra Signora dell’Africa.

    Amen!




    SINODO DEI VESCOVI

    II ASSEMBLEA SPECIALE PER L’AFRICA

    LA CHIESA IN AFRICA
    AL SERVIZIO DELLA RICONCILIAZIONE,
    DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE.
    «Voi siete il sale della terra …
    Voi siete la luce del mondo» (
    Mt 5, 13.14)
     

    INSTRUMENTUM LABORIS

    Città del Vaticano

    2009

    card. Arinze



    Con Maria, restiamo disponibili all’azione dello Spirito affinché esso rinnovi, in noi e attraverso di noi, la faccia della terra:


                             Africa

    Santa Maria,
    Madre di Dio, Protettrice dell’Africa,
    tu hai dato al mondo la vera Luce, Gesù Cristo.
    Con la tua obbedienza al Padre
    e per mezzo della grazia dello Spirito Santo
    ci hai dato la fonte della nostra riconciliazione e della nostra giustizia,
    Gesù Cristo, nostra pace e nostra gioia.

    Madre di tenerezza e di saggezza,
    mostraci Gesù, il Figlio tuo e Figlio di Dio,
    sostieni il nostro cammino di conversione
    affinché Gesù faccia brillare su di noi la sua Gloria
    in tutti i luoghi della nostra vita personale, familiare e sociale.

    Madre, piena di Misericordia e di Giustizia,
    con la tua docilità allo Spirito Consolatore,
    ottieni per noi la grazia di essere testimoni del Signore Risorto,
    affinché diventiamo sempre più
    sale della terra e luce del mondo.

    Madre del Perpetuo Soccorso,
    alla tua intercessione materna affidiamo
    la preparazione e i frutti del Secondo Sinodo per l’Africa.

    Regina della Pace, prega per noi!
    Nostra Signora d’Africa, prega per noi!
    Amen!


    Fraternamente CaterinaLD

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    00 10/4/2009 12:42 PM

    Conclusa nella Basilica Vaticana la concelebrazione dell’Eucaristia con i Padri Sinodali in occasione dell’apertura della II Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.


    Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

  • PRIMA DELL’ANGELUS



  • Cari fratelli e sorelle!

    Stamani, nella Basilica di San Pietro, ha avuto luogo la Celebrazione eucaristica di apertura della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, durante la quale si è pregato anche in diverse lingue africane.
    Il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II convocò il primo "Sinodo africano" nel 1994, nella prospettiva dell’anno 2000 e del terzo millennio cristiano. Egli, che col suo zelo missionario si fece tante volte pellegrino in terra africana, ha raccolto i contenuti emersi da quell’assise nell’Esortazione apostolica Ecclesia in Africa, rilanciando l’evangelizzazione del Continente. A distanza di quindici anni, questa nuova Assemblea si pone in continuità con la prima, per verificare il cammino compiuto, approfondire alcuni aspetti ed esaminare le sfide più recenti. Il tema scelto è: "La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace" – accompagnato da una parola di Cristo rivolta ai discepoli: "Voi siete il sale della terra … voi siete la luce del mondo" (Mt 5,13.14).

    Il Sinodo costituisce sempre un’intensa esperienza ecclesiale, un’esperienza di responsabilità pastorale collegiale nei confronti di un aspetto specifico della vita della Chiesa, oppure, come in questo caso, di una parte del Popolo cristiano determinata in base all’area geografica. Il Papa e i suoi più stretti collaboratori si riuniscono insieme con i Membri designati dell’Assemblea, con gli Esperti e gli Uditori, per approfondire la tematica prescelta. E’ importante sottolineare che non si tratta di un convegno di studio, né di un’assemblea programmatica. Si ascoltano relazioni ed interventi in aula, ci si confronta nei gruppi, ma tutti sappiamo bene che i protagonisti non siamo noi: è il Signore, il suo Santo Spirito, che guida la Chiesa.

    La cosa più importante, per tutti, è ascoltare: ascoltarsi gli uni gli altri e, tutti quanti, ascoltare ciò che il Signore vuole dirci. Per questo, il Sinodo si svolge in un clima di fede e di preghiera, in religiosa obbedienza alla Parola di Dio. Al Successore di Pietro spetta convocare e guidare le Assemblee sinodali, raccogliere quanto emerso dai lavori ed offrire poi le opportune indicazioni pastorali.

    Cari amici, l’Africa è un Continente che ha una straordinaria ricchezza umana. Attualmente, la sua popolazione ammonta a circa un miliardo di abitanti e il suo tasso di natalità complessivo è il più alto a livello mondiale. L’Africa è una terra feconda di vita umana, ma questa vita è segnata purtroppo da tante povertà e patisce talora pesanti ingiustizie. La Chiesa è impegnata a superarle con la forza del Vangelo e la solidarietà concreta di tante istituzioni ed iniziative di carità.
    Preghiamo la Vergine Maria, perché benedica la II Assemblea sinodale per l’Africa e ottenga pace e sviluppo per quel grande e amato Continente.

  • DOPO L’ANGELUS


  •  


  • Il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni del Pacifico e del Sud Est asiatico, colpite negli ultimi giorni da violente calamità naturali: lo tsunami nelle Isole Samoa e Tonga; il tifone nelle Filippine, che successivamente ha riguardato anche Vietnam, Laos e Cambogia; il devastante terremoto in Indonesia.  



  •  

  • Queste catastrofi hanno causato gravi perdite in vite umane, numerosi dispersi e senzatetto e ingenti danni materiali. Penso, inoltre, a quanti soffrono a causa delle inondazioni in Sicilia, specialmente nella zona di Messina. Invito tutti ad unirsi a me nella preghiera per le vittime e i loro cari. Sono spiritualmente vicino agli sfollati e a tutte le persone provate, implorando da Dio sollievo nella loro pena. Faccio appello perché non manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità Internazionale.



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  • Al termine della preghiera dell’Angelus di questa particolare domenica, in cui ho aperto la Seconda Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, non posso dimenticare i conflitti che, attualmente, mettono a rischio la pace e la sicurezza dei Popoli del Continente africano. In questi giorni ho seguito con apprensione i gravi episodi di violenza che hanno scosso la popolazione della Guinea. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie delle vittime, invito le parti al dialogo, alla riconciliazione e sono certo che non si risparmieranno gli sforzi per raggiungere un'equa e giusta soluzione.


  • Nel pomeriggio di sabato prossimo, 10 ottobre, insieme con i Padri sinodali, guiderò nell’Aula Paolo VI una speciale recita del santo Rosario "con l’Africa e per l’Africa", animata dai giovani universitari di Roma. Si uniranno alla preghiera, in collegamento via satellite, gli studenti di alcuni Paesi africani. Cari giovani universitari, vi attendo numerosi, per affidare a Maria Sedes Sapientiae il cammino della Chiesa e della società nel Continente africano.



    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 10/4/2009 3:55 PM
    Pope Benedict XVI leads a mass for the African Synod in St. Peter's Basilica at the Vatican October 4, 2009.

    Bishops enter St. Peter's Basilica at the Vatican, Sunday, Oct. 4, 2009, to attend a mass celebrated by Pope Benedict XVI for the opening of the synod on Africa, a three-week gathering of some 300 prelates to discuss the church's problems on the continent. The Pontiff praised Africa's rich cultural and spiritual treasures, saying they are the "spiritual lung'' for a world in a crisis of faith and hope. But he says Africa has also been afflicted by "toxic spiritual garbage'' exported by other countries: materialism and religious fundamentalism.

    Cardinals and Bishops attend a mass lead by Pope Benedict XVI for the African Synod in St. Peter's Basilica at the Vatican October 4, 2009.

    Pope Benedict XVI blesses the faithful as he leads a mass for the African Synod in St. Peter's Basilica at the Vatican October 4, 2009.
    Fraternamente CaterinaLD

    "Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
    (fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
    Maestro dell’Ordine)
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    Caterina63
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    00 10/5/2009 2:38 PM