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L’amore per l’Eucaristia,

 l’affidamento al Sacro Cuore di Gesù e la devozione alla Madonna

al centro della vita del beato Pio IX

http://www.fotosensazioni.it/cardinal_martins.jpgdell’Em.mo Signor Cardinale
José Saraiva Martins

Pio IX riprodusse, nella sua esistenza, l’immagine del vero Pastore, non solo custodendo e alimentando il gregge a lui affidato, ma prendendo delle coraggiose iniziative che poi si sono rivelate preziose per la vita della Chiesa. Le parole che l’Apostolo Paolo dice di se stesso nella prima Lettera ai Tessalonicesi, sono particolarmente indicate per il Beato Pio IX, a cui va riconosciuto ‘il coraggio nel nostro Dio di annunciare il Vangelo in mezzo a molte lotte (…) e non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i cuori’. Sono noti i numerosi e forti contrasti attraverso i quali Papa Mastai guidò, con indomita costanza e mano sicura, la nave della Chiesa del suo tempo. Ma tali contrasti servirono per mettere in risalto la sua profonda spiritualità. Lo ricordava Giovanni Paolo II nell’omelia della sua beatificazione, il 3 settembre dell’anno 2000: ‘Proprio in mezzo a questi contrasti, brillò più vivida la luce delle sue virtù; le prolungate tribolazioni temprarono la sua fiducia nella Divina Povvidenza, del cui sovrano dominio sulle vicende umane egli mai dubitò. Da qui nasceva la profonda serenità di Pio IX, pur in mezzo alle incomprensioni e agli attacchi di tante persone ostili’.

A chi gli era accanto, da par suo, Papa Mastai amava dire: ‘Nelle cose umane bisogna contentarsi di far il meglio che si può, e nel resto abbandonarsi alla Provvidenza, la quale sanerà i difetti e le insufficienze dell’uomo’. Da queste parole, emerge la vera grandezza della personalità spirituale, sacerdotale e pastorale del nostro Pio IX; la sua statura di uomo e di Pontefice, e il suo ruolo straordinario nella storia della Chiesa. Se egli non avesse avuto una Fede tanto profonda ed una fiducia smisurata nella Provvidenza e nell’assistenza dello Spirito Santo nella storia e nella vita della Chiesa, sarebbe stato travolto dagli avvenimenti drammatici che si verificarono durante il suo lungo pontificato.

Invece, non soltanto non si lasciò cogliere dallo scoraggiamento o dalla depressione, ma condusse al largo la Chiesa nel mare in tempesta del mondo e la rese più grande e più amata. Egli sperò ‘contra spem’. Questa fortezza si spiega soltanto alla luce della sua intensa vita spirituale. Sin dall’inizio del suo sacerdozio, si era infatti proposto: ‘Tutto il mio operare in Dio, con Dio e per Dio’. Come sacerdote, come Vescovo e come Sommo Pontefice, il nostro Beato fu veramente uomo di Dio; uomo di preghiera assidua, senz’altro desiderio che la gloria di Dio e il bene della Chiesa; uomo che ha capito e vissuto in profondità il principio di San Tommaso d’Aquino, secondo il quale: ‘L’amore verso Dio non è ozioso. Se c’è, fa grandi cose. Se rifiuta di operare, non è amore.


La testimonianza dell’agire, infatti, è la prova dell’amore’. Pio IX si è distinto sin da giovanissimo sacerdote per una vita di pietà profondamente eucaristica, ossia tutta orientata alla persona e al mistero di Gesù Cristo presente nell’Eucaristia e nella vita della Chiesa. Il contatto con Gesù Cristo vivente nell’Eucaristia, è il cardine della vita interiore di Pio IX, la fonte da cui sono scaturite le sue virtù, la misteriosa energia divina che lo portò all’eroismo oggi riconosciuto dalla Chiesa. Due date segnano l’arco luminoso della sua interiorità eucaristica: la Prima Comunione e il 75° anniversario di essa, data che egli ha voluto celebrare con eccezionale solennità, solo cinque giorni prima della sua dipartita per l’eternità. L’Eucaristia è sempre stata il mistico rifugio quotidiano del suo spirito, specialmente nei momenti più difficili. Egli ha intensamente vissuto la pietà eucaristica in tutte le sue forme.

In primo luogo, nella celebrazione quotidiana della Santa Messa, con un fervore non comune da cui traspariva tutta la sua Fede, nell’adorazione diurna e notturna nella sua Cappella privata e nelle Chiese che trovava sul suo cammino quando usciva a passeggiare per Roma, nonché nella somma importanza da lui attribuita alla festa del Corpus Domini, alla quale prendeva parte reggendo l’ostensorio anche da Papa. Pio IX ha dato un contributo unico e non facilmente calcolabile alla riscoperta della presenza reale di Gesù eucaristico e alla diffusione e rifioritura della pietà eucaristica, che troverà il suo pieno sviluppo nei suoi successori, soprattutto in San Pio X.

Dicono le testimonianze che, la sera, Pio IX scendeva spesso dal Quirinale, all’epoca residenza del Papa, dirigendosi verso Piazza San Silvestro, e nella Chiesa omonima lui stesso officiava l’adorazione eucaristica con omelia e Benedizione solenne, e poi risaliva la china e tornava al Quirinale accompagnato da folle di ragazzini che lo seguivano come se fosse un normale Parroco dell’Urbe. Da Papa, trovò sempre nell’Eucaristia il suo conforto spirituale quotidiano e la sorgente dell’energia di cui aveva bisogno per sganciare il Papato dai vincoli temporali e restituirlo, con rinnovato prestigio, ai nuovi tempi.

Così diceva a due persone che aveva introdotte nella sua Cappella privata: ‘Il povero Papa ha anch’egli bisogno di starsene un po’ solo con Gesù; ho tante cose da dirgli, tanti lumi da chiedergli, tanti consigli, tante grazie’. Fatta l’adorazione, aprì il Tabernacolo e mostrando nell’interno della sua porticina un magnifico monogramma di Gesù in diamanti, esclamò: ‘Qui, io ci metto ciò che ho di più bello e prezioso: tutto per lui; è lui il gran Padrone e Maestro’. Di questa Cappella, il Beato Pio IX si era assunto personalmente la cura e custodiva da sé la lampada del Sacramento.

Un altro testimone rileva che egli si preparava con cura alla celebrazione dell’Eucaristia a cui, sempre, faceva seguire un lungo ringraziamento. Ammirabile era il fervore cin cui celebrava il Divino Sacrificio. In relazione, poi, alla dottrina giansenista, favorì la comunione frequente, manifestando il suo compiacimento ai Vescovi che la promuovevano. Raccomandò caldamente, infine, l’adorazione perpetua, che si è andata estendendo in vari Paesi del Continente europeo e americano. La stessa devozione al Sacro Cuore di Gesù, ch’egli coltivò e propagò, tanto da meritare il titolo di ‘Papa del Sacro Cuore’, si risolveva concretamente, per lui, in devozione eucaristica. Con profonda Fede adorava il Cuore di Gesù vivo e presente sotto i veli eucaristici. In questo senso interpretava detta devozione, la diffondeva, ne fece oggetto della direzione spirituale per infondere fiducia e coraggio nelle anime da lui dirette. Dal Cuore di Gesù – egli ripeteva -, la Chiesa e la società debbono sperare la salvezza. Era questa la sua intima persuasione.

Da Papa, Pio IX consacrò la Chiesa del Sacro Cuore a Roma (1875), e poi vi consacrò tutto il mondo cattolico, prevenendo la solenne consacrazione disposta dal suo successore, Leone XIII. La convergenza della devozione al Sacro Cuore nell’Eucaristia è sempre stata uno dei punti fondamentali della spiritualità del venerato Pontefice, ben sapendo e sapientemente ricollegando tale pratica al suo esatto punto di origine. Quella del Papa originario di Senigallia è, infine, una spiritualità fortemente mariana. Nei momenti della prova, come ricordò più volte Giovanni Paolo II, Pio IX trovò sostegno in Maria, di cui era molto devoto. Proclamando il dogma dell’Immacolata Concezione, ricordò a tutti che nelle tempeste dell’esistenza umana, brilla nella Vergine la luce di Cristo, più forte del peccato e della morte. La devozione alla Madonna si può considerare la caratteristica dominante della spiritualità del nostro Beato; e questa non fu altro che una via più facile a Cristo. Il rinnovamento spirituale mariano, particolarmente intenso in questo tempo e tale da donare un benefico influsso nella pietà popolare rendendola più cristocentrica, trae le sue origini proprio dalla devozione alla Madonna di Pio IX.

Quel rinnovamento della Chiesa nella santità del Figlio Gesù Cristo trova la sua ispirazione nel modello della risposta di Fede di Maria Santissima, Madre della Chiesa. Quella di Pio IX è stata dunque una spiritualità profondamente radicata e fondata sull’Eucaristia, sul Sacro Cuore, sulla Madonna Immacolata. Come sostenuto da Bruno Gherardini, se c’è una cosa su cui tutti dovrebbero concordare, sostenitori e critici, è il fatto che fu sempre prete esemplare: specchio delle più belle virtù cristiane, sacerdotali e pastorali. Sapeva bene, Pio IX, che gli agnelli e le pecore del gregge di Cristo non appartengono a Pietro, ma al Signore Risorto. A Pietro sono affidate perché le custodisca, a motivo del suo grande amore a Gesù Cristo. Il Beato Pio IX è un grande esempio proprio nell’esercizio di questo munus pastorale che è, come diceva Sant’Agostino, amoris officium.

Tocca a noi, ora, mettere in pratica una così convincente lezione e dare al Signore la risposta di Pietro che, tante volte, come è lecito pensare, il nostro Pio IX avrà ripetuto: ‘Domine, tu omnia nosti, tu scis quia amo te’.

 


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)